La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Buonasera ragazzi…LUNA, VALINDA, RAFFY, JANEEROS e i nuovi arrivati…
Che dire…ho avuto rivelazioni sensazionali riguardanti la mia ultima ex…ma non starò qui a dire qualcosa in merito perchè…NON ME NE FREGA NULLA!!!
Però mi è servito ad avere un distacco TOTALE!
Se una persona ti cade dal cuore, automaticamente scivola dalla tua mente.
Detto ciò, sono tornata libera, sto facendo ciò che è giusto, ovvero dare priorità alla mia vita e ai miei interessi e…mi piace un’altra ragazza.
Mi piace e stop. Provo delle emozioni, e ciò mi basta.
La sto conoscendo con tutte le dovute cautele, senza false o vere speranze.
Vivo me stessa in pieno, lasciando un piccolo spazio per un sentimento, che forse un giorno ci sarà, ma che maturerà col tempo. Se così il destino vorrà.
Un abbraccio.
Ciao Manu, ciao ragazzi/e. @se qualcuno ti cade dal cuore scivola dalla mente@ vero.
MANU ciao 🙂 mi spiace ma capisco bene le tue sensazioni ci sono passata anch’io e condivido in pieno “se una persona ti cade dal cuore automaticamente ti scivola anche dalla mente”, verissimo.
anche io al momento vivo come te senza false o vere speranze. per ora mi basta poi chissà….appena sentirò che non sto più bene mi sposterò, non starò a provare, elemosinare, frustrarmi come ho fatto in passato. non più. non voglio adattarmi, non voglio “incastrarmi”, voglio semplicemente poter essere me stessa. non pretendo la luna ma neppure più portare la luna a chi non la vuole o a chi a me porta solo ritagli di tempo e narcisismo.
forse mi sto innamorando e ho paura…perché non doveva succedere, perché non è la situazione giusta e tutto il resto…però era tanto tempo che non sentivo questa tenerezza, dolcezza e cura verso di me… l’empatia e la complicità anche in un semplice sguardo o tono di voce, il calore di un abbraccio e di un sorriso sincero, la felicità autentica di un pomeriggio sul divano davanti alla tv solo per il fatto di essere insieme.. sono vulnerabile me ne rendo conto e forse mi basta veramente poco..
ma ora so che mai più metterò da parte il MIO bene per quello di qualcun altro, che mai più oltrepasserò quel limite e che nelle relazioni sia di amicizia che di amore conta sempre e comunque stare bene, sentirsi felici…che non significa non avere mai problemi o difficoltà o pretendere di vivere nella famiglia del Mulino Bianco ma stare insieme con piacere reciproco, benessere, serenità ed empatia.
credo che amare significhi sentirsi felici e rendere felici l’altro, uno scambio di felicità insomma 🙂 ti amo perché mi rendi felice credo sia una delle più belle frasi che si possano udire e dire…
LUNA: baci 😀
buona settimana a tutti vecchi e nuovi 🙂
🙂 Bacio a te. Buona settimana a tutti 🙂 Qui piove piove piove
Eccomi qui, dopo un anno da single ero convinto di stare meglio. Invece mi
Ritrovo dopo tutto questo tempo a ripensarci. In questo periodo mi sono detto che sto meglio da solo, ho più tempo per me, non devo rendere conto a nessuno, perfino che mi rimangono piú soldi in tasca. La veritá è che farei a meno di questa ” libertà” per riaverlo. Quindi ho buttato via un anno per nulla, non ho capito assolutamente niente? Certo il dolore è meno forte; anzi é un dolore diverso. Prima faceva male tutto il tempo, ora è come una vecchia slogatura che ti fa soffrire come un cane col maltempo. La cosa peggiore è che mi rendo conto di amare il suo ricordo, di amare l’immagine che mi sono costruito in testa e non so se corrisponde alla realtà. Ci siamo incrociati mesi fa, nonostante tutti i miei buoni propositi l’ho salutato con un sorriso appena l’ho visto. Lui mi ha ignorato ed è andato dritto, fa l’offeso dopo che lui ha lasciato me.. Son una causa persa…
Matteo, direi di no… Gia’ il fatto che ti rendi conto che ti manca un’immagine di lui ecc non e’ una cosa da poco e anche l’effetto… acciacco con il mal tempo. Poi non so quanto certe considerazioni che fai ora sull’ultimo anno speso a vuoto si ricolleghino con quell’incontro e il modo in cui ti sei sentito per il suo atteggiamento… anche se lui ti avesse sorriso e fosse stato disponibile a una chiacchierata ne saresti stato turbato immagino e non mi sembra una cosa incredibile. Ma di fronte una figura affettiva che per te e’ ancora di riferimento e con cui c’e’ un vissuto emotivo ecc che fa l’incazzata e ti “disconferma” forse chissa’ entra in gioco anche quella parte nostra piu’ sensibile e non infantile in senso di immaturita’ che quando siamo piccoli ci fa stare male e restare malissimo se la persona a cui vogliamo bene ci tiene il muso, ci disconferma o quando ci approcciamo con affetto e gioia… ci stronca. Non mi sembra insomma che tu sia un “caso” tanto piu’ se stai via via rielaborando un tuo distacco e una tua autonomia da una persona che per te ha avuto un certo significato e da cui vorresti sentirti accolto anche per la confidenza che c’e’ stata. Ma il suo modo di fare e’ il suo… mi spiego: anni fa una mia amica con cui c’era un legame di amicizia che stava iniziando si incazzo’ con me piu’ che altro perche’ aveva lei un certo periodo della vita (riassumo). non era successo nulla di tragico nei fatti e tra l’altro ne aveva dato una sua interpretazione. Onestamente io cercai di chiarire l’equivoco anche considerando che comunque anche se per un malinteso
ei da parte sua ci era rimasta male sul serio. Lei pero’ non ebbe lo stesso atteggiamento empatico e paritario e mi tratto’ malissimo. ok, io il mio tentativo lo avevo fatto e tanto piu’ sapendo che si era anche “inventata” le ragioni del suo incaxxo. Restavo cmq aperta se avesse voluto chiarire la cosa. Per due anni ogni volta che mi e’ capitato di incontrarla lei tirava dritto con il muso e faceva queste scene anche se eravamo sedute allo stesso tavolo, creando imbarazzo all’inizio anche con le altre persone. Ovviamente non aveva alcun dovere a interagire con me ma aveva necessita’ di essere molto plateale (mi si consenta: sino a sfiorare il ridicolo tipo non poter neanche dire passami il sale o se doveva parlare con me farlo indirettamente). Sono onesta: la cosa dopo la prima volta mi fu indifferente. Certo amo l’armonia e mi dispiaceva perche’ cmq avevamo anche bei ricordi e non le volevo certo male e tra l’altro io non avevo alcun problema a interagire con lei in modo “normale”, non ipocrita ma semplicemente rilassato e se parlavo di qualcosa non avevo bisogno di fare quelle scene. le nostre conoscenze comuni dopo quel primo exploit suo mi dissero: ti informo che c’e’ anche lei… E io dicevo: nessun problema 🙂 – Si fosse messa a urlarmi o a litigare sarebbe stato un problema ma altrimenti non avevo nessun problema. Non so se lei abbia pensato che vivevo con enorme disagio i suoi comportamenti (anche contro l’evidenza), se la indispettisse di piu’ l’evidenza che non era cosi o se semplicemente sia il suo modo di fare in questi casi. Dopo anni che faceva cosi ci siamo viste una sera con altra gente, lei era con il suo nuovo fidanzato e stava meglio di suo. io ero come sempre, il mio comportamento nei suoi riguardi era identico, relax e normale. Di colpo quella sera lei era pucci pucci, non si tratteneva piu’ dal ridere alle mie battute, mi presentava il suo fidanzato (molto simpatico) e rievocava i bei tempi andati. Insomma le era passata, dopo due anni e quando andava bene a lei. Avrei potuto fare come lei prima e dirle: scusa ma ti svegli ora? che cavolo vuoi? – Ma onestamente ero piu’ contenta dell’armonia generale e in fondo, a che punto fosse il suo film, io ero uguale. Non le volevo male prima non gliene voglio adesso. pero’ ho capito come funziona su certe cose e non ho voglia. Senza ipocrisia ho una naturale distanza con lei anche se non le voglio male e sono contenta che lei stia meglio. C’era chi diceva che la sua reazione ecc sembrava di chi avesse preso una cotta per me. Non so, puo’ darsi. Non credo anche perche’ ha sempre amato uomini e era in una certa fase anche per la fine di una storia e in crisi d’identita’. comunque tutto puo’ essere e che si sia sentita rifiutata anche solo affettivamente o che abbia tentato di scaricare su me una fase sua (lo ha fatto). Di fatto io rispetto la sua emotivita’ qualsiasi ragioni si sia data ma poiche’ di fatto non mi sono comportata male con lei ed e’ andata avanti due anni con quegli
Ciao a Tutti/e…
Che dire MATTEO, mi ritrovo un po nelle tue parole,ti capisco e mi sto facendo le stesse tue domande.
Io è da 6 mesi che mi sono lasciato, e in questo tempo ho lavorato tanto su me stesso e sulla mia vita.E devo dire che i risultati si vedono.Anzi,se ripenso a come stavo a Settembre,Ottobre,Novembre, mi stupisco delle mie capacità e di come mi sia rialzato.
Ho scritto più volte su questa pagina e penso che i progressi si siano letti e sentiti.
Eppure è da 2/3 giorni che tutto è un po cambiato.
L ho rivista,a casa sua, ci ho parlato,ci siamo di nuovo abbracciati.
Era tutto come prima.
E io ora sono qui,sfavato,incazzato (scusatemi i termini) con me stesso.
Perché non ho voglia di stare così.
Non ho voglia di ricrederci,di rilludermi ancora,non ho voglia di riprovarci ancora….(non che lei mi abbia fatto capire alcunché)
Ieri le ho mandato msg per sapere come stava ( era malata qnd l ho vista)
Beh,non ho più voglia neanche dell’attesa che segue a quei msg.
Sono stato felicissimo di vederla,non fraintendetemi.
Mah,vedete sento che non sono ancora pronto a riavere un qualsiasi tipo di rapporto con lei.
C’è ancora Amore da parte mia.
In questi mesi che non l ho sentita e non l ho vista,sono stato male ma mi ero fatto una ragione.
Ora invece c’è quella sensazione di ansia perenne allo stomaco, nel pensarla,nell’aspettarla,che non voglio avere.Non riesco più a sostenerlo…
Ma il paradosso più assurdo è che sono incazzato con il mondo,forse per non esserlo con me…ho permesso ancora una volta di stare così…dopo tutto il “lavoro” che avevo fatto…Sono in una fase che non saprei definire…Mi dico che passerà questa agitazione.Nel fratempo si avvicina sempre di più un idea…O LEI O ME…non c’è più altra scelta mi sembra…O sono io troppo drastico?
Un saluto a tutti/e
Raffy, beh, non mi pare che le tue sensazioni siano cosi strane e incomprensibili… Semmai piuttosto “panzamente” chiare. Non e’ che se non vuoi sei obbligato eh… Tra l’altro le tue “considerazioni” non sono mica solo razionali. Vengono da un tuo/vostro vissuto e dal fatto che hai visto come funziona lei e in cosa e’ incompatibile con te ecc. Raffy, si puo’ voler bene a una persona ma non per questo sentire di volerci/poterci stare insieme
e c’e’ anche da dire poi che sto film lo hai anche gia’ visto. Che ci sei gia’ tornato per poi stare peggio. Cosi male anche da fare appunto finalmente qualcosa per te. Tu hai fatto un percorso. Lei? Lei mi pare dici di no.
– mi spiace che tu sia cosi nervoso ora e quasi come se ti sentissi in trappola. Non lo sei… Ascoltati bene! – a me e’ successo al di la’ dei mille perche’ e per come e istanze altrui che si possono fare di sentire una differenza anche fisica di minore stress e piu’ positivita’ spostandomi da certe situazioni o dicendo no. E mica per forza significa “odiare” qualcuno!
RAFFY ciao 🙂 capisco le tue sensazioni ma non credo che il lavoro che hai fatto su te stesso sia andato perso, anzi. adesso mi pare tu sappia con più decisione cosa vuoi e cosa NON vuoi. e ne hai tutto il diritto. hai tutto il diritto di non avere più voglia né pazienza di stare dietro a certe dinamiche della tua ex o di rientrare in una storia che ti crea nervosismo. è proprio la questione di “panza” di cui parla Luna.. sei agitato perché evidentemente la tua ex ti crea agitazione. e sai perché? perché sai che con lei molto probabilmente si riaprono le stesse modalità “moleste” di prima che ti creano malessere, confusione, agitazione. e tu ora come ora queste cose forse non le vuoi, o se le hai volute prima adesso non più. perché evidentemente sei cambiato, hai capito, hai appunto “lavorato” su te stesso.
o lei o me dici bene… e ti capisco perché ci sono passata. ti posso dire che anche vedere la lucina accesa della chat del mio ex mi creava agitazione, mi creava nervosismo e confusione anche ogni sua parola ambigua, doppiosenso e il modo che aveva di rapportarsi a me che cmq non era mai normale o cmq io non lo percepivo come tale. i nostri rapporti si sono interrotti definitivamente ora, all’inizio ci stavo male, il non sapere più nulla di lui, aver tagliato quell’ultimo filo che ci legava mi faceva soffrire…
ma poi mi sono accorta che in realtà sto molto meglio di prima. perché ora so che non c’è più, punto e basta. e vado avanti meglio perché non ho più quello strascico di ambiguità, dubbi e chi lo sa se tornerà/cosa dirà/se mi cercherà/o se lo cerco io cosa farà che avevo prima. e ti assicuro che senza questo magone si vive meglio. perché stare in balia di qualcuno così (Raffy sono partita dalla tua storia ma parlo in generale) alla fine ti ammazza dentro. perché è come camminare sul cristallo o stare sempre sul ciglio del burrone. si ha paura sempre di dire/fare la cosa sbagliata temendo che l’altro scappi, di essere troppo o troppo poco presenti, l’attesa di un sms o di una telefonata che non arrivano proprio come dici tu..mentre magari noi a rispondere al telefono ci siamo sempre e comunque. e alla fine sembra veramente di vivere in funzione delle paturnie dell’altro che poverino non sa mai cosa vuole o cosa non vuole, che oggi c’è e domani chissà, che oggi telefona e domani e dopodomani no.. ma mi sembra che tu caro RAFFY tutte queste le abbia già metabolizzate nel percorso che hai fatto e che certamente sai tu meglio di tutti 🙂
Valinda, quoto il tuo post. In generale, non parlo di te e lei Raffy ora!, ci sono persone e situazioni nocive che generano malessere e panza sa e dice. Di recente, la’ fuori, mi sono finalmente spostata da una persona che in modo trasversale portava molta negativita’ e stress. Dico trasversale perche’ per il suo essere accentratrice e manipolatrice di una persona a me cara che dice di amare (beh…da questi punti di vista decisamente male… vede tutto in funzione di se’) ha creato problemi e malessere a chi a quella persona vuole bene sul serio. E a lui stesso,.che non ne avrebbe proprio bisogno :/ lui non si rende neanche conto di quanto deve star dietro alle sue dinamiche stupide, nocive e contorte. Del perche’ e’ sottoposto a complicazioni, stress che non hanno ragion d’essere. Che e’ piu: teso, meno spontaneo… Tra loro sono affari loro, gli altri coinvolti se la vivono secondo vari equilibri come credono. Io ho visto, colto e sentito e sperato di sbagliarmi. Dopo un ultimo episodio mi sono nauseata veramente. Di lei e delle sue dinamiche. A lui voglio bene e so che me ne vuole anche se ora non si rende conto. A parte che mi e’ impossibile non volergli bene
ha il mio sorriso per il suo sorriso. Con lui saro’ sempre disponibile per condividere benessere. Anche i problemi, anche problemi che stiamo comunque affrontando che ci riguardano entrambi. E lei avra’ il rispetto che devo a chi e” collegato a lui. E la mia apertura per il benessere.a Delle problematiche di lei non ho alcun dovere di farmi alcun carico. Delle sue invidie e gelosie infantili e altre cose nocive. Una persona molto saggia, comunque con amore, ha colto senza che gliene parlassi, affinche’ non si preoccupasse avendo altri pensieri, cio’ che panza sapeva e avevo visto. Si vede. E’ un peccato che sia cosi perche’ e’ una persona disarmonica. Cose nocive e al contenpo la maggioe paete molto molto stupide. NON vale la pena di perdere energie dietro cose stupide che sono un nodo di essere e non di fare. Con una battuta molto intellofente e spiritosa la persona saggia ha sdrammatizzato. Non abbiamo tempo e energie per star dietro a qieste cose stupide.Guardiamo il positivo. SDalle sue disarmonie e da certi suoi giochetti mi sono spostata del tutto comunwue. E il senso di benessere rispetto a cio” e’ stato immediato.
Ciao Luna,Ciao Valinda.
Avete centrato il punto appieno.Non so cosa voglio ma so sicuramente cosa non voglio.Questa è una frase topica in questa fase della mia vita.
Se ripenso agli ultimi mesi passati con lei,voluti fortemente,ma anche veramente stancanti mi viene da pensare : via, via , via , via…..
Ho fatto tutto quello che mi sono sentito di fare,le sono stata vicina in momenti terribili per lei (e di riflesso anche x me) ma ora sento che non ne avrei più la forza e nemmeno la voglia. E non perchè la ami di meno (ma ne sono ancora innamorato?) ma perchè amo di più me ora,la mia serenità e la mia vita.
Sono stati anni meravigliosi con lei eppure se penso a come si è comportata anche negli ultimi 6 mesi (sparendo e accusandomi per cose inesistenti) so che la scelta migliore è allontanarsi.
Allontanarsi perché,vedendo anche come si è comportata in questi ultimi giorni ( prima le chiedo di vedersi per ridarmi le mie cose,lei mi risponde in malomodo dicendo che non vuole vedermi che non devo insistere,che devo accettare la sua vita e le sue scelte.E poi incontrandola a casa sua,dopo che i miei amici erano saliti da lei a prendere le cose.E lei era tranquillissima,amorevolissima e sempre con i soliti problemi)
Ho detto bene io e anche la mia psico : ha sempre la stessa modalità di comportamento,non è cambiata di una virgola….ODDIO!!
2 giorni prima ti manda a quel paese e 2 giorni dopo ti chiede scusa.
Forse star bene è più facile di quello che si pensi.Siamo noi che complichiamo tutto.
Cerco di continuare la mia vita…quando si farà risentire vedrò il da farsi…oggi però è una bella giornata e voglio godermi il sole.
Buona giornata a Tutti/e…
Grazie mille a tutti, almeno non mi sento “un caso umano” e comunque si, scatta quell’ira nei confronti del mondo perchè in realtà sei incavolato con te stesso.
CI arrabbi perchè pensi al male che hai subito e nonostante questo sei li a sperarci. PEr quanto tu dica che lo odi, che lo detesti e tutti gli insulti che puoi scaricare addosso ad una persona. Nel tuo intimo sai che se lui ritornasse saresti disposto a perdonarlo. Questa cosa di me la detesto…
MATTEO, forse perche’ non sei ancora ad un certo punto di un TUO percorso. – Raffy: chiarissimo! Amare se stessi in modo sano non impedisce certo di relazionarsi con chi non pone il suo egoismo e i suoi umori al centro e al di sopra di ogni cosa. Francamente capisco la tua nausea per una serie di atteggiamenti ecc… Tra l’altro lei non e’ cambiata e dubito accetterebbe il tuo cambiamento in positivo verso te stesso. Raffy, abbi cura di te e della tua serenita’. E’ stato onestamente bello leggerti in questi mesi rispetto a tempo fa, quando i tuoi post trasudavano stress, ansia, malessere e anche i tuoi pensieri erano concitati in modo ansioso
@ RAFFY si, pensa a star bene tu.
La tua ex ha ricevuto fin troppo da te, mentre tu in cambio hai solo avuto energie risucchiate…
Dici che non è cambiata di una virgola, e non cambierà.
Poi le persone che oggi ti tirano fiori e domani sassi…beh…meglio stiano x conto loro!
Ci sono tante donne “normali” li fuori…!
@ VALINDA, innamorarsi non è un male, ma fare tesoro delle esprienze negative precedenti…si…poi sai, le persone che incrociamo non sono mai uguali a nessun’altro…ma possiamo ascoltare eventuali campanelli d’allarme, e proteggere il nostro cuore e la nostra mente…
@ MATTEO, i ricordi sono una “brutta bestia”, arriverà anche x te il giorno in cui li considererai come tali…senza alimentare la voglia di “riviverli”.
E’ questo che ti uccide, oggi…desiderare nonostante tutto, ciò che è stato…
Ma bisogna andare avanti, perchè nel frattempo potresti perdere qualcosa di bello che ti passa sotto gli occhi…
L’amore alla fine si rinnova…sempre…
Ciao ragazzi, volevo un vostro parere, dopo 7 mesi che sono stato lasciato da una ragazza e sofferto come un cane, (lei lavorava con me, è da 2 settimane che cominciavo a ststare bene, da quando si è licenziata e non la vedo più.
Sabato l’ho vista accidentalmente in un centro commerciale con il suo ragazzo, da subito non mi destabilizzato più di tanto, dopo 2 giorni invece ho cominciato a provare ansia e rabbia, diciamo che mi ha riesumato la sofferenza provata.
È normale questa mia reazione o devo preoccuparmi?
Se penso che nelle ultime 2 settimane mi era tornata la tranquillità, ci pensavo ma senza dolore ne ansie, riuscivo a fare le mie cose.
Passerà, spero di non rivederla più in giro.
Ciao a tutti, rieccomi qui a scrivere. L’ho rivista. Sempre con la stessa storia, ti amo ma c’e’ un MA dentro di me che mi impedisce di vivere la cosa con te. Si passa dai baci, abbracci e parole meravigliose ai rifiuti e chisura. Le ho proposto di andare a convivere ma dopo tre giorni di pensamento con chiacchierate sulle cose da corregere a casa mia al no non me la sento. Mi sbarra la strada ma poi me la riapre. Dice valuta ogni aspetto di me ed il bilancio é negativo ma poi dice che mi ama profondamente.
Sembra come se il rapporto deciso con il padre si ripercuota nelle sue faccende sentimentali. Bisogna essere stabili, immobili, decisi, di piglio. E’ davverto estenuante cercare di convincerala. Ore di discussione. Mi sembra di impazzire alle volte. Non so piu’ che cosa provare…
MANU ciao 🙂 “pensa a star bene tu” credo siano parole fondamentali nella vita di tutti noi. in questi giorni riflettevo sul fatto che magari in tutti questi anni non ho mai trovato nessuno che mi amasse veramente e forse neppure lo troverò…ma la cosa buona è che ho imparato ad amarmi IO e credetemi è una bella sensazione. Una volta rincorrevo mulini a vento, mi arrabbiavo, rincorrevo, mi sentivo sbagliata e spesso andavo in pezzi… adesso non più, o comunque molto molto meno. PROTEGGERSI mano è una bella cosa, sempre e comunque.
Perché non è che ci si abitua al non amore, alle delusioni o alla superficialità dei rapporti ma semplicemente ci si tutela, ci si rapporta a qualcosa-qualcuno che si conosce ecco….idealizzazioni zero e no aspettative esagerate. e soprattutto mai permettere che l’altro in quanto tale sia causa diretta della nostra felicità/infelicità. è un potere e un’importanza troppo grande da dare a una persona sola e a una relazione. che sono per loro natura vulnerabili e instabili.
e volersi bene significa anche NON elemosinare amore, attenzioni, tempo e carezze da nessuno. è un rispetto verso se stessi che va sempre mantenuto, pur certamente comprendendo gli inevitabili momenti di crisi di ognuno di noi. però credo che siano limiti che non vadano oltrepassati, semplicemente perché non si dovrebbe permettere a nessuno di farlo. altrimenti si rischia di trovarsi in una relazione “malsana” dalla quale è difficile uscire e districarsi…
l’unica nota negativa una volta imparata la lezione è che ci si sente un po’anestetizzati alle emozioni e ai sentimenti. almeno questo è quello che provo io. come quegli anziani che ne hanno viste talmente tante che ormai non restano più stupiti e toccati da nulla o quasi. ecco a me questo fa un po’paura, ossia diventare più distaccata e arida di come ero prima. di diventare un po’come un guscio vuoto proprio perché alla fine se la società è questa ci si adatta…è un meccanismo umano, naturale e anche di autodifesa. che non significa diventare squali tra squali ma neppure restare pesciolini indifesi. perché in quel mare ci si vive e non si vuole farsi mangiare.
e credetemi questo “problema sociale” è ampiamente diffuso e ormai si trova anche su testi universitari: narcisismo, edonismo, individualismo, perdita di principi e valori e quant’altro. mi chiedo come si sopravviva, perché tra l’isolamento e l’adattamento non ci sono alternative. se non appunto l’amore con la A maiuscola fatto di lealtà, impegno, costruzione e condivisione.
dilemmi…..
Nick, ciao… se devi fare degli sforzi estenuanti (e che sembrano pure a vuoto, perlomeno a singhiozzo) e se ti fa pagelle con bilanci negativi – che si certo non ti fanno sentire bene, mentre tu pero’ devi fare una fatica ufo per far star bene lei – che non e’ mai contenta abbastanza… – non sara’ che questa relazione e’ piuttosto “impari”? Qualsiasi siano le ragioni… lei cmq non mi pare stia trattando molto bene te o consideri un impegno reciproco nel rapporto… poi ovvio non la conosco e magari superati degli scogli sarete felicissimi. ma “convincerla” come parola, scusa, mi stona. Non devi venderle un’aspirapolvere illustrandole i vantaggi mentre lei dice “non sono del tutto convinta di questa marca”… siete due adulti e si sta.parlando di una relazione in cui tu metti il tuo e lei il suo, se vi viene di farlo e vi va. Ovviamente io non so se abbia valide ragioni per non essere “convinta” o trarre delle conclusioni negative su te, potete anche sicuramente dialogare e venirvi incontro… pero’ da come scrivi anche se i problemi che creano disagi possano essere i suoi pare che quello “in difetto” sia tu… io non conosco ne’ te ne’ lei, i sentimenti e le ragioni e non penso che
quella di vivere insieme sia una decisione da prendere alla leggera (anche dal punto di vista personale che puo’ voler dire molte cose) e non so neanche come glielo proponi e se ti capita spesso di dire vieni a vivere con me alle donne… e che carattere hai nel viverti accanto. leggendo cio’ che scrivi mi pare pero’ che tu sia piuttosto disponibile nei cfr di questa relazione, farla crescere, e lei, anche nel “correggere” (correggere?) la tua casa secondo anche il suo gusto (o soprattutto?)… e anche sapendo che lei ha problemi con suo padre e che quindi (se ho capito bene) lei lascerebbe la casa paterna non per tornarci domani se qualcosa andasse storto. anche questa puo’ essere una sua comprensibile remora nel fare un suo di lei passo… pero’ resta sempre il fatto che siete due adulti alla pari, nel considerare i problemi, la sensibilita’ ecc dell’altro/a… Il fatto che lei abbia un problema non significa che tu sia solo chi deve gestire il fatto che lei ne ha e nel migliore dei modi o rassicurare lei ma non esisti anche tu… Valinda: dilemmi comprensibili. Credo pero’ che quando ci si vuol bene e si mettono dei paletti (non di distacco ma in senso di rispetto e un no a certi tipi di atteggiamenti) si inizia a fare anche una certa scrematura naturale. Nessuno e’ perfetto, i difetti li abbiamo tutti, pero’ certi tipi di persone con certe modalita’ se non trovano dove attaccarsi o poter agirle mollano (sia pure “offese” talvolta). E questo e’ un bene non isolamento, a meno che non si intenda isolazione da certe cose che non si considerano affini o positive..se non vuoi un egoista cronico e lui non si avvicina o si stacca perche’ non puo’ agire egoismo non avrai potuto cambiare un egoista e ne avrai incrociato uno pero’… Adattarsi perche’? non utopie ne’ disincanto, ma frequentare, come amici o partner, chi si sente piu’ affine. Venirsi incontro e’ diverso da adattarsi a perche’ tanto… Roberto: non sara’ stato un po’ di orgoglio ferito? Quello al caso direi che evapora
Buongiorno a tutti/e…
Ieri ho visto la mia ex.
Avevamo fissato di vederci a casa sua per prendere una cosa rimasta da lei.
Sono stata insieme a lei 2 ore.Intense e Diverse.
Inizialmente abbiamo chiaccherato del più e del meno,della sua famiglia,della mia,di cosa ha fatto in questi mesi,di cosa ho fatto io in questi mesi.
E poi ho voluto io affrontare il problema “del suo comportamento in qst mesi” e di come mi sono sentito io Raffy. Di quello che ho provato io e di come sto cercando di migliorare e di affrontare in modo diverso la vita.
Ho passato una piacevole serata,devo ammetterlo,il feeling che ci legava c’è ancora.Lo stesso feeling che non si è mai tramutato in amore almeno da parte sua.Eppure dopo 6 mesi,dopo tutti i non msg e le lotte eravamo ancora lì su quel divano a ridere e scherzare…..
L ho abbracciata tanto,dio quanto l ho abbracciata….
Morale della favola???
Non saprei…
Dico solo che quando sono uscito dal portone di casa sua…non ero gasato a mille ma neppure triste ne con l’ansia allo stomaco.
Mi sono goduto la serata.E non ho voluto pensare al poi,al cosa sarebbe successo,se l’avrei risentita,se mi fossi fatto risentire….
Non ho voglia di seghe mentali…
Come più volte ho detto Voglio star bene…
E l’incontro con lei ieri,non mi ha destabilizzato più di tanto ..Sono uscito bene.
Ma la domanda fatidica è “Sei ancora innamorato di lei?”
Risposta : Non lo so.. Non lo so davvero…
So solo quello che ho provato ieri…e so solo di essere stato ben
Vedremo….
Ho solo un punto fermo :La mia felicità
Buona giornata…
Raffy… E se metti al centro il tuo sano benessere non sbagli. Perdonami se colgo una nota stonata: @quel feeling che non si e’ mai tramutato in amore da parte sua@. Sai tu Raffy e fai il tuo percorso e ti ascolti, e esistono molte forme di feeling e anche di amore, come l’affetto intenso, l’amicizia… Penso pero’ sia stato pesantissimo per te avere una relazione in cui hai dato piu’ che tantissimo e ti e’ stato richiesto anche piu’ di quanto si chiede ad un compagno di vita ma pure con la premessa che tu amavi e “dovevi amare”, esserci, capire, mettere al centro lei e i suoi problemi (senno’ si incazzava pure e dinamiche varie) ma che lei non era innamorata di te. Credo che gia’ questo ti abbia causato molta amarezza e un senso costante di precarieta’ e incompletezza anche se teso com’eri a mettere al centro lei, le sue esigenze e la speranza che lei cambiasse non sentivi fino in fondo quanto o non ti permettevi di sentirlo. Vivendo quasi una “missione” piu’ che una relazione e dimenticando anche forse cos’e’ una relazione. Scusami Raffy, io ti auguro di essere sereno e felice qualsiasi cosa sia cio’ per te. Anche lei e voi se cosi e’. E’ che quella frase mi ha colpito forse proprio perche’ vi ho rivisto delle cose. Oggi
……..Buona Pasqua a tutti.
BUONA PASQUA 🙂 🙂 LILLY: baci!
Buona pasqua a tutti ragazzi… spero che abbiate passato una bella giornata. ciao LILLY baci 🙂
una cosa che ho imparato invecchiando e anche frequentando questo forum è che l’unico vero grande amore è quello verso se stessi. forse vi sembrerò cinica ma….le persone e le relazioni sono troppo instabili per poter conciliarsi con l’amore…e forse la cosa migliore è cercarlo dentro di sè quell’amore piuttosto che fuori…
VALINDA: a cercarlo e coltivarlo dentro di se’ non si sbaglia mai, anche se c’è pure fuori, e che duri un mese, un anno o settanta anni quello che è anche da fuori.
E tanto più è importante nel momento in cui da fuori arrivano egoismi o atteggiamenti negativi, che siano con volontà palese di dolo o che siano semplicemente dovuti al fatto che le persone possono non rendersi conto di crearti disagio (ma è anche per questo che con chi è possibile esiste il dialogo… o comunque mettere dei sani paletti) o lo creano non direttamente contro di te quanto per il modo in cui sono fatte o per quelle che considerano le loro priorità.
Io mi sono sempre voluta bene anche tra le difficoltà nel corso della mia vita, più sì che no, però mi rendo conto anche, a posteriori, di quanto e quando mi sono ascoltata e quando no… a svantaggio mio o altrui. Anche se ovviamente delle cose le ho capite strada facendo e a saperle prima… ad un certo punto però anni fa una concomitanza di cose mi ha creato una serie di problemi, inaspettati, e non di poco conto, anche a causa di una persona molto molto negativa per il suo modo di vedere la vita e di voler spadroneggiare in quella degli altri, e di altre dinamiche che avevo intorno. Un mix veramente faticoso, pesante, una grande perdita di energia anche contro la mia volontà… Mi sono voluta bene, se così non sarei riuscita a difendermi dalle difficoltà… se tornassi indietro mi vorrei ancora più bene però, te lo assicuro e sarei più egoista in modo sano.
In quegli anni ho incontrato però anche delle bellissime persone, persone che conoscevo già e persone che ho conosciuto e con cui ci sono stati scambi positivi. E in generale anche chi sbaglia comunque non è detto che sbagli soltanto.
Ecco perché, anche se comunque penso che sia sempre il caso di essere “presenti a se stessi” e di ascoltarsi e osservare le situazioni in cui ci si trova, non vedo la cosa come una battaglia… ma come dici giustamente tu un non affidare all’esterno tutto il proprio equilibrio.
Alla fine mi sa che se non lo si fa, l’affidare tutto, troppo all’esterno, si riesce a spostarsi meglio da cio’ che non va, o a farlo presente ove possibile, e al contempo si possono superare meglio anche i conflitti che possono realizzarsi con persone fondamentalmente positive, ma ovviamente non perfette come lo siamo tutti noi.
E alle volte proviamo rabbia, fastidio non solo per dei torti ricevuti, ma anche per il fatto, magari, che non ci siamo dati noi il diritto di arrabbiarci o dire no a delle cose che non consideravamo corrette ecc nel momento in cui si verificavano.
Per quanto riguarda Pasqua e oggi: sì, passato bene, grazie 🙂
ho visto anche una mia carissima amica che si è trasferita ma con cui il legame è sempre piacevole e forte 🙂 e anche se non faceva caldo ho passato diverse ore all’aperto 🙂 e ho riposato un po’ e relax il che non guasta 🙂
Spero che anche tu e gli altri del forum abbiate passato delle belle giornate.
Buona Pasqua a tutti/e,anche se in ritardo.
Leggevo i vostri post,Valinda e Luna e le trovo più che mai attuali.
Il punto fondamentale è stare bene con se stessi.
Raggiunto questo stato io penso che il resto sia più facile da affrontare.
Lo sbaglio che si fa molto spesso in qst casi è quello di accatastarsi troppo negli angoli,sia di quelli del mondo esterno che quelli di se stessi.
La vita è tutto un equilibrio e come disse qualcuno ben prima di me ” Nessun uomo è un isola”.E non possiamo esimerci dall’avere rapporti con gli altri.
Sto affrontando una fase non eccelsa.
L’incontro con la mia ex sta lasciando strascichi consideveroli.
Il mare è tornato in tempesta,eppure dovrei avere gli strumenti per navigarlo a differenza di mesi fa.
Non so…
Continuo a pensare che essere felici sia molto più facile di quello che pensiamo.
Solo che siamo così attaccati al nostro modo di comportarci,ai nostri pensieri che la felicità sembra un miraggio per pochi.
Quello che voglio ora è stare bene e probabilmente non posso pretendere di teletrasportarmi in un porto sicuro senza dover affrontare la tempesta.
Vorrei davvero avere un qualsiasi tipo di rapporto con lei,ma in fondo in fondo ( e neanche tanto) ci vorrei ritornare insieme.Solo che non ho davvero più voglia di qst ” inseguimenti”…di queste cose dette e non dette… Chiarezza è ciò che voglio sia da lei ma anche da me stesso.
Ora le chiavi della mia felicità ce l ho io….Mi chiedo se saprò fare la scelta giusta…
Un saluto grande…
Ciao RAFFY 🙂 ti sento un po’ giù e questo mi dispiace. e scusa se mi permetto di essere un po’ diretta.. ma per quanto tempo ancora vuoi farti del male? mi spiego meglio. ho seguito la tua storia e la conosco e so quanto hai fatto per lei, quanto le sei stato accanto anche sacrificando te stesso, la tua vita e le tue energie. è evidente che sei innamorato di lei Raffy, è evidente che il rapporto che vuoi con lei è una relazione e tu stesso lo ammetti. è per questo che ogni volta risentirla o rivederla ti fa effetto e ti scombussola sempre un po’.
dici che non hai più voglia di questi inseguimenti e queste modalità e ti capisco, hai tutte le ragioni del mondo. però credo che ormai tu sappia bene che – a meno che di un voltare pagina da parte sua – la tua ex è fatta così. LEI è questo. di sicuro ti vuole bene, di sicuro è legata a te ma evidentemente non ricambia i tuoi stessi sentimenti. non abbastanza da mettersi con te e piantarla di giocare al gatto al topo. Non ti dico di cancellarla dalla tua vita Raffy ma per te questo dovrebbe essere chiaro, perché se continueai a desiderare un rapporto che lei non può o non vuole darti soffrirai ancora. magari soffrirai meno di prima perché hai fatto un grande percorso su te stesso, ma cmq soffrirai.
te lo dico perché ci sono passata e in parte ci sto passando tuttora. e altra cosa: se tu sei innamorato di lei e provi ancora qualcosa di grande lascia perdere continuare a sentirla/vederla come amica e simili. capisco voler mantenere il rapporto ecc però magari fallo quando sarai emotivamente più tranquillo e distaccato nei suoi confronti, ma in questo momento mi pare di capire che non sia così. anche a me è stato chiesto di restare amici ma io non ci riesco e non voglio..se per quella persona provo attrazione e un altro tipo di interesse non ce la faccio. punto. e credo sia legittimo.
ma come si fa a vedere una persona che ci piace come semplice amica o dama di compagnia senza poterla abbracciare, accarezzare, baciare come in realtà si vorrebbe? e per cosa poi? per mettere a posto la coscienza dell’altro? no grazie. l’amicizia si porta avanti quando c’è disponibilità e serenità in questo senso da entrambe le parti (Raffy parlo in generale non mi riferisco a te adesso) altrimenti si entra in un circolo vizioso di masochismo e frustrazione.
@ TUTTI I vagoni morti vanno abbandonati.
Non ci sono c a z z i.
Inutile continuare a riscaldare minestre, anche solo mentalmente con la fantasia.
Bisogna prendere la situazione per quella che è.
Nessuna storia è tutta rose, fiori e risate.
Tutti hanno il diritto di dare e darsi nuove opportunità, ma dipende sempre chi abbiamo di fronte e le motivazioni.
Quando queste ultime sono troppo “gravi”, non ha senso.
Quando la persona che amavamo/amiamo si è rivelata per quella che è, non possiamo cambiarla, è così.
Se poi vogliamo uccidere il nostro stato psicologico, accomodiamoci pure, ma una scelta del genere metterebbe in evidenza ancora una volta, che del nostro Amor Proprio ce ne siamo sbattuti!
E questo non deve accadere.
In questa pagina la maggior parte di noi, se ne è proprio infischiata di sè.
E’ ora di cambiare.
Perchè un amore nasce e muore, ormai si sa, ma per saperla prendere in modo diverso in futuro, dobbiamo preparare noi stessi, e amarci.
Per quale ragione le persone esterne a ciò che viviamo, vedono e sanno consigliarci?
Perchè ci amano. Per questo non vediamo/razionalizziamo.
Impariamo a fare questo, e vivremo certamente meglio.
Un bacio a tutti… VALINDA, LUNA, RAFFY e chi ho dimenticato senza volere :p
Ciao a tutti!!!
Vi leggo sempre e in questo periodo avevo poco da scrivere perché il mio cuore è stato meglio!
Mi sono dedicata davvero a me e a stare meglio, mi sono anche iscritta ad un corso davvero utilissimo di leadership persona e sto imparando un sacco di cose su messa, rifletto sulle cose, sugli atteggiamenti, i modi di pensare, che possono darmi una vita più serena, sto affrontando nuove consapevolezze di me stessa!!
Sto facendo anche questo perché ho un bisogno enorme di STARE BENE CON ME STESSA!!! Di avere un domani la possibilità di un rapporto Vero dove si cresce insieme, dove si forma una “squadra” e non dove mi trovo io a prendere le briciole perché ho “bisogno” io di “lui” per sentirmi importante, sicura, queste cose devo ottenerle da sola e sto lavorando su questo.
Ma purtroppo cercando qualcuno accanto per soddisfare questi miei bisogno finisco sempre per fare pasticci e non sono questi i presupposti per la nascita di una storia.
Ho fatto passi da giganti.
In questi giorni, vuoi la pasqua o chissà cosa, sono un po’ crollata…mi sono venuti a galla un sacco di ricordi con lui, sarà bastato sentirlo per gli auguri, che ne so, ma mi è presa male in questi giorni.
Penso alle cose di me che ho capito in questi mesi, a come mi sento cambiata, un po’ cresciuata a quanto vorrei condividere questo con lui, a come sarebbe… e poi i ricordi…in questi mesi non c’ho pensato, ma ora mi sembrano tutti riaffiorati e tornati a galla, ogni cosa mi riporta a questa estate insieme, sono due giorni che ho il tormento di questa cosa e mi pare che ogni mattoncino che ho tiratu su sia crollato tutto di un colpo!
In giro sul web ho letto questa frase ieri “se guardi indietro potresti ricordare qualcosa che non tornerà più. Se guardi avanti potresti pensare a qualcosa che non arriverà mai. Chiudi gli occhi e riaprili solo quando avrai la forza di tornare indietro senza piangere e guardare avanti sorridendo”
e per come mi è presa in questi giorni non riesco ancora ad aprirli gli occhi…
So che è un momento di crisi, ma mi crea molto sconforto, mi sentivo forte e pensavo di aver superato la situazione…e invece…:-(
un abbraccio a tutti VOI…MANU, VALINDA avete ragione, è troppo importante e fondamentale amare se stessi, è la base di tutto!!!
LUNA ti leggo sempre con mille attenzioni e ti stimo sempre di più!
RAFFY cerca di reagire, Vai Avanti e pretendi l’amore totale senza ma e senza se perché questo è quello che meriti e che vuoi davvero per te!!!
Un abbraccio forte a tutti e sapere che ci siete e sempre un grande conforto per me e per il mio cuore malconcio!
Ciao a tutti/e 🙂 quoto in toto il 12929 di Valinda e il 12930 di Manu (Valinda… quasi 13000… e manco stavolta un pupazzetto con la mascotte di LAD?!? :-P). Non ho molto da aggiungere se non un saluto affettuoso a SUN e anche leggendo il suo post: ma che cac.hio! Post in cui traspare amor per se’, piu’ serenita’, energia, positivita’… (e non solo il tuo Sun) in cui ad un certo punto l’umore va in vacca e inizia a piovere parlando di lui o lei… lui e lei che sarebbero il positivo che manca..
sicuri? pero’ son proprio quelli che a pensarli cadono gli zebedei… per come son fatti… perche: non ci sono… ok, ma il fatto che non ci sono o che decidere se tornarci sia come “mangio una mozzarella avariata e mi faccio un periodo di cagotto o no?” qualcosa vorra’ dire o no? Se qualcuno ti ama e’ li quando stai meglio con te stesso, non ci son caxxi. e’ la’ quando stai peggio ma anche quando stai meglio nel senso che accoglie con gioia i passi che hai fatto per te e non per smontarteli ma come linfa positiva. dare una possibilita’? si, ok, ma a chi si approccia, si presenta come? io sono per dare una possibilita’ a chi e’ costruttivo e che e’ li’ per amare a sua volta e costruire qualcosa insieme. c’e’ stato un periodo di crisi? ok, ma cosa abbiamo imparato entrambi? e come ci poniamo ora? capisco la mia amica che dopo vicende da far invidia a una trama da telenovela brasileira e patemi da melodramma e’ tornata col marito, errori di entrambi, reciprocita’ nello svoltare. non un binario morto, giusto manu, ma un altro treno da prendere insieme, per mano. non per forza verso un idillio, il futuro non si sa, si fa day by day, ma avendo mollato zavorre in stazione e con un qualcosa di forte in comune: sentimenti reciproci e voglia di stare il piu possibile bene e sereni. pero’ non e’ che lei ha fatto un percorso, lui no e lei e’ andata a suonare il campanello a uno che era rimasto fermo o a cui non frega una fava o attua dinamiche identiche, mi spiego? io una seconda possibilita’ la darei,se me la sento, ma dipende anche a chi e come. astenersi perditempo e binari morti e minestre che se le riscaldi fanno le bolle.
Volersi bene è un pò come il “ti amo”. Facile a dirsi, non così facile da realizzare.
Spesso dietro al “mi voglio bene” c’è, in realtà, scazzo che tracima nell’egoismo (una sorta di “col c.... che ci ricasco”).
Ma in questo modo ci si vuole bene e ci si auto-protegge o ci si castra mentalmente per proteggersi?
Quante volte, dopo una batosta, vi siete domandate (domandati) se lasciarsi andare e volersi bene vanno a braccetto o fanno a fanno a pugni?
Lillina, ciao 🙂 credo se lo siano chiesti un po’ tutti dopo una batosta. Anche perche’ penso che fisiologicamente il fiore prima di riaprirsi al sole, o al possibile vento, pioggia, debba anche sentirsi più protetto lui da se stesso, ancorato alle terra, non rialzare le difese per forza rispetto all’esterno quando sentire di aver dinuovo le sue… “difese immunitarie”. In fondo anche quando abbiamo una forte febbre, che ci scassa molto, il primo giorno che usciamo di casa siamo un po’ spauriti, siamo convalescenti… Credo che sia normale chiedersi, dopo una batosta, quale sia il nostro livello di sensibilità… anche se potremmo innamorarci del primo che passa correndo e che potrebbe distruggerci anche con uno sputo involontario, o al contrario avere una fase di rigetto…
Dipende anche dalla batosta e alcune persone sentono un bisogno fortissimo di salire su un altro treno piuttosto che sentire la propria convalescenza (e a volte per questo non vedono bene neanche dove salgono, perché fondamentale è salire) o per bisogno di consolazione e affetto… altre dopo una batosta hanno proprio bisogno di col c.... che mi freghi, detto indiscriminatamente, ancora prima che a qualcuno in particolare… Io l’ho avuta la fase col c.... che mi freghi.
Credo però che l’amor per sé di cui parliamo sia un’altra cosa (anche se certo, soprattutto se si tratta di un percorso… in corso, i confini possono non essere così netti tra le ragioni che stanno dentro ognuno, e i bisogni, a volte anche in contrasto). Quando ti svegli un giorno e pensi che tutti ti hanno ballato la samba fin sulle ossa perché sei stato troppo poco egoista o ti rileggi come un citrullo(o una citrulla) i nodi possono venire al pettine con molta enfasi e magari per un periodo potrai essere egoista come non lo sei mai stato/a… prima di riequilibrare le tue parti generosone/egoistone magari non faresti neanche due centesimi di credito quando prima avresti prestato seimila euro senza manco una carta scritta… Anche perché magari hai bisogno di dirti: ecco, io sono anche questo/a, io sono anche capace di dire di no, di non esserci sempre, di correre allo squillo del telefono, di svenarmi… posso essere anche l’esatto contrario…
Però, dicevo, credo che l’amor proprio di cui parliamo sia un’altra cosa. Sia quel volerti bene per cui non è che sei un fiore chiuso o una pianta che spara spine a chi si avvicina, ne’ l’orgoglio di una solitudine che non ammette condivisione…
Credo sia il fatto di accogliere volentieri un altro fiore, ma non un sacco di juta pieno di veleno. Credo sia avere rispetto per sè, il proprio tempo, il proprio benessere, la voglia di stare bene con sè, e di condividerla con qualcun altro.
E’ ovvio che nessuno di noi conosce il futuro, e quindi ogni relazione si fa giorno dopo giorno. E’ ovvio che nessuno è perfetto, ne’ noi nè gli altri. Tuttavia se parliamo dell’amicizia, che è comunque una forma d’amore, posso dirti che io non ho chiuso con l’amicizia, ma ho
chiuso dei rapporti con delle persone, e non me pento affatto e anzi pensare di non avere a che fare con certe dinamiche di quelle persone mi fa provare sollievo. Non per questo penso che tutte le persone abbiano quelle stesse caratteristiche nè penso che gli amici che invece mantengo siano esseri idialliaci. Però le persone con cui ho chiuso mi causavano malessere (o magari io a loro, perché no, perché non erano come volevano loro, giusto o sbagliato che fosse), in prevalenza malessere, stress, invece le persone che frequento non mi causano quella sensazione. E non sono perfette, nè sempre solo sorridenti, nè prive di alcun problema al mondo, nè i rapporti sono solo superficiali, nè non puo’ capitare di pizzicarci pure, né di non deludersi mai e poi mai nelle piccole cose di ogni giorno… però se penso a queste persone la mia faccia è: 🙂 se penso alle altre era :S 🙁 :/ :@ – – Ci sono persone con cui ho chiuso nel corso della vita che non stimo e che mi hanno proprio creato dei danni, per altre ho semplicemente preso atto del fatto che non era cosa. Non penso siano dei mostri di lokness, ma di spostarsi era il caso.
Sono contenta per una ragazza che abbia avuto un bambino e se la incontro per strada e le parlo dieci minuti non sono ipocrita. Tuttavia se penso che ogni volta che uscivo da un incontro con lei mi sentivo con le energie sotto i tacchi e che se non rispondevi a un sms immediatamente, magari perché non lo vedevi nemmeno, ne trovavi sei in cui ti diceva che sei una stronza… e altre amenità… beh, no thanks. Anche perché lei è così da sempre, e mi dispiace per lei, o forse sarò io che non collimo, ma non ce la posso fare. Perche’ ho avuto e ho altri amici che hanno avuto fasi anche nere e in cui non era facile rapportarsi, io ho avuto fasi nere in cui non era facile rapportarsi con me, ma di base la sensazione non era di avere mangiato un cinghiale con tutti gli zoccoli e che non poteva che essere che così, ieri, oggi, domani… Ci sono persone con cui, potendo, partirei anche se mi suonassero il campanello all’improvviso, e partirei con un sorriso, altre no. Che se sono stanca e :/ e le incontro comunque mi trasmettono una sensazione positiva. Anche se mi parlano di problemi. Altre che ti trasmettono una sensazione negativa anche se in teoria non ti stanno dicendo niente di che (ma sono acide, non ci sono caxxi). Poi le persone sono fatte di mille cose e ti possono sorprendere in positivo o in negativo. Ma in linea di massima il concetto è che dipende anche dal modo in cui una persona si rapporta con me in quel momento. E ci sono delle cose a cui metto i paletti, da chiunque provengano. E’ ovvio che vale anche da parte mia. E’ ovvio che sono stata la prima ad aver fatto un percorso attraverso le mie cose. E che non è nemmeno finito. Però di base ho voglia di serenità, e positività, esserlo e riceverlo, il che non significa che mi voglio rinchiudere dove non entra nessuno. Anche se io per prima faccio i conti anche con me.
@ LILLY, il tuo discorso in parte lo capisco, ma penso sia sbagliato il concetto.
Amare se stessi non significa cadere nell’egoismo o nel pensiero “col cavolo che ci ricasco”.
Questa è una sorta di corazza.
Credo piuttosto debba significare di dare la giusta importanza a se stessi, alla propria vita e ai propri interessi, indipendentemente dal fidanzato/a che si ha o si potrebbe avere.
Dobbiamo “imparare” a vivere come individui per poter stare in una coppia.
Certo è bello e romantico pensare a una sorta di “fusione”, ma è sbagliato e poco credibile, poichè nessuno sarà mai l’uno l’estensione dell’ altro.
La persona che si ama non dovrebbe mai essere posta al centro del cerchio, ma esserne “solo” un componente che ne fa parte.
Come la classica “ciliegina sulla torta”, che rende più bello e appetitoso tutto il resto…ma che qualora dovesse mancare…non farà crollare ogni cosa che con tanta fatica abbiamo costruito…
Ecco perchè si cade in depressione, ecco perchè si finisce con il non avere più voglia di nulla, perchè si cade e si fatica a rialzarsi.
Perchè la nostra vita e individualità l’abbiamo messa al posto di quella ciliegina, e la persona che amavamo era la torta, alias il nostro mondo.
Magari non per tutti è stato così, perchè ognuno ha avuto la propria esperienza.
Ma io parlo x me stessa, e x chi di sè ha avuto poco amor proprio.
Oggi io la vedo così.
Voglio stare così tanto bene con me, che se la persona che mi piace un giorno la amerò, qualora dovesse finire la relazione, starò in piedi da sola.
Piangerò ma non mi dispererò, e starò in piedi sul rispetto e la stima che ho x me stessa.
Perchè spesso alla fine di una storia ci si indebolisce, proprio perchè di stima e rispetto x noi non ne abbiamo.
Altrimenti tutte quelle umiliazioni, cattiverie, falsità che abbiamo ricevuto dagli ex, non ci sarebbero mai stati, o comunque la reazione a queste cose sarebbe stata più forte, diretta e razionale…perchè c’è anche da dire che ciò avviene nel momento in cui non si accetta la fine della storia, perchè si analizza ogni minima cosa, e perchè con il nostro folle amore, stressiamo anche la persona con cui siamo state fino a a portarla all’estremo.
Ma con quel minimo di amor proprio che serve, si potrebbe arrivare ad essere più realisti e “spicci”.
Della serie, paradossalmente…:
” Ti lascio…”
Ok, ciao!
Manu, tempo fa parlavo con un tipo, sui 30, che conosco. Mi raccontava di essersi lasciato diversi mesi fa, dopo otto anni di convivenza. «In cui ho dato tutto» diceva. Ma diceva anche che quando lei gli ha detto «non ti amo piu`» e gli ha detto «ma puoi vivere qui finche^ non trovi casa» lui per un mese e` stato li`, da separato in casa sperando di recuperare, con lei che andava e veniva, poi ha detto STOP. E in pochi giorni ha trovato un`altra casa, disdetto la sua parte di contratto, non e’ stato neanche a discutere sui lavori che lui aveva fatto in casa e sulle cose da dividere e ha svoltato. Ci ha pure rimesso dei soldi ma dice che nel momento in cui ha svoltato concretamente e’ stato meglio. Certo poteva permetterselo (non e’ un nababbo, lavora, fortunatamente) e a volte non e’ cosi facile dal punto di vista pratico andarsene subito. Pero’ e’ anche vero che c’e’ chi potendo non svolta. Anche un altro mio amico certo del tradimento della moglie (che da tot faceva la furba ma negava) in 24 ore le ha detto: se cortesemente levi, grazie. In 7 giorni era dall’avvocato. E per inciso – non mi dilungo – ci ha rimesso la casa (non data a lei) perche’ aveva fatto un mutuo contando (scelta anche di lei) sul fatto di lavorare in due. Dopo la separazione ha avuto periodi duri ma se gli chiedi cosa pensa di quella scelta “salvavita” dice che era convinto e che la considera ottima. Ovvio che c’era stato un periodo di crisi prima ma mentre lei teneva il piede in due scarpe per comodita’ e fifa di andare avanti da sola (l’altro era ancora impegnato) lui ha detto stop piuttosto che farsi peggio. E lei per inciso era quella piangente e incazzata… Non sa neanche se sia rimasta con il tipo o meno, dice che non era importante. Non ha fatto scene madri, ripicche, sviolinate, le ha anche lasciato la vecchia auto purche: fosse chiusa la’..Meno innamorati? puo’ darsi ma non credo. Il primo di cui parlavo parlava cmq di una storia importante, anche di un figlio di lei cresciuto con lui (“gli voglio bene ma da lei mi dovevo spostare. Ci facciamo gli auguri di compleanno e natale, con lei mi son lasciato civilmente, ma le nostre vite son divise)
l’altro sicuramente non aveva preso il legame sotto gamba e l’ha anche sostenuta mentre stavano insieme ma si capisce benissimo che gli e’ scattato via via e tanto piu’ nel momento “topico” l’amor proprio. Che di per se’ non ti fara’ guarire dalla botta in un momento ma cmq ti fa salvaguardare te. e’ ovvio che non so realmente che compagni di vita siano stati e per quali ragioni le loro donne li abbiano lasciati. Le resp non stanno mai al 100% da una parte sola, pero’ nelle loro parole (non cariche di rabbia distruttiva) parlano anche di donne dipendenti. Se le son scelte, ma quando sono stati lasciati (parlavamo di questo, no?) indipendentemente dalle percentuali di responsabilita’ (sapranno loro) gli e’ scattato il salvavita. Poiche’ ricordo benissimo quando scatto’ a me e quante energie risparmiai in ogni caso e in ogni caso investii su me (male il contrario, invece) li capisco e capisco anche perche’ raccontano del momento di autoconservazione cmq con un 🙂 e come un qualcosa di fondamentale, e anche con una certa “indulgenza” rispetto a se’ (ho amato, ho dato, ma vabbe’, e’ andata cosi) e pur non cercando a tutti i costi una storia sono forse anche meno incattiviti di chi ha sentito di preservarsi meno e di chi si e’ sentito totalmente alla merce’ di una decisione altrui. Lasciateli/e perdere, lasciateli/e voi… L’amore, una storia veramente importante in cui ti senti di investire e investi e’ molto piu’ di una ciliegina, anche perche’ si prendono decisioni che riguardano entrambi e tanto piu’ nel caso di figli… quel condividere fa si che cmq non si viaggi su binari separati (almeno cosi dovrebbe essere…) d’altra parte pero’ volerti bene ti protegge di piu’ probabilmente dal dipendere dall’altro, fare scelte capestro, mettere la tua vita intera e il tuo totale benessere nelle sue mani ecc e se qualuno o qualcosa lede il tuo benessere, la tua salute, se ti vengono imposte cose assurde e non stai scegliendo te ne accorgi e se va storta anche se sei a pezzi ti ricordi che la tua vita, la tua salute di per se’ valgono. francamente se guardo indietro il mio amor proprio salvavita mi ha sempre messo in guardia, protetta, fatto ricordare anche chi ero e certe mie priorita’. Anche quando avevo intorno gente negativa cmq dei miei salvavita scattavano. anche egoismi ma ti diro’ alla fin fine piu’ sani che no. Infatti a posteriori rifarei le stesse scelte. Ad un certo punto della vita una botta e’ arrivata in un momento.di passaggio, e per altre concomitanze e’ stato realmente piu’ complicato dare abbastanza voce al mio amor proprio, che cmq piu’ volte e’ scattato, anche se non sempre ha potuto agire concretamente (frustrante…), poi c’e’ stato proprio un casino globale e la’ veramente cmq dovevo avere dieci teste e dieci braccia… Ma cmq penso che sia FONDAMENTALE l’amor proprio, quello per cui ti ricordi anche di non far andare a rotoli veramente tutto quanto anche quando una botta arriva. Poi, chiaro, siamo umani,.dipende dalla botta, le bot
Manu, concordo con ciò che scrivi.
Ma il punto è un altro.
E sta nella differenza tra ciò che si prova e ciò che ci si racconta a noi stessi.
Io mi accorgo di essermi raccontata un sacco di balle nella mia esistenza.
Ogni volta in cui sono incappata in un fallimento (con o senza responsabilità ed in qualsiasi campo), quando mi sono rialzata, l’ho fatto con tanto orgoglio ed autostima.
Peccato che orgoglio ed autostima fossero genuini come una confezione di latte del 1996, peccato che orgoglio autostima e, aggiungo, il volermi bene fossero una farsa inscenata (e qui sta il grave) con me stessa prima che con gli altri.
Ed i fatti hanno ampiamente dimostrato che, esperienza dopo esperienza (sentimentale e non), sono cascata sempre nello stesso, identico, buco…
Colpa mia (e me la prendo tutta). Ma ogni volta mi sono fidata di me, del mio volermi bene, del mio orgoglio.
Ora il punto è questo: qual’è l’elemento scriminante? Cos’è che fa capire quando ci si sta mentendo per proteggersi e quando, invece, si sta facendo qualcosa per volersi bene?
Domanda retorica,lo so.
Non esiste una risposta universale. E nessuno può fornirmi la mia risposta individuale.
L’anima gemella e il rapporto-fusione sono, ormai, bei vecchi ricordi che, per errore, mi sono rimasti addosso nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
C’ho creduto e mi ci sono coccolata. Ma sono stati archiviati, per sempre.
Ci si può voler bene e accompagnare ma ognuno è un individuo a sè.
E se uno dei due decide di rallentare, accelerare, fermarsi o andare via l’altra parte deve essere in grado di dire “ok, va bene”, come dici tu.
Ma quelle convinzioni, per me, erano un vestito, però.
E ora mi trovo nuda davanti ad uno specchio che non mi va di guardare perchè non so se riconoscerei l’immagine riflessa.
Mi sento scollata da me. Ho tolto il vestito nella stagione sbagliata ed ora ho freddo ma il vestito è diventato talmente stretto da non poter più essere indossato.
Non so se riesco a spiegarmi…….
Mi sono sempre appoggiata agli altri, ad un complimento, ad una dichiarazione di amore o di stima, ad un “ti proteggo”, ad un “ci sono io/ci siamo noi” per tirarmi su.
O, e forse è peggio,ad un “ho/abbiamo bisogno di te”, per dare un perchè alla mia esistenza, per partire come un siluro.
Sia nella sfera dei sentimenti che in quella lavorativa.
Un errore, un grosso errore reiterato in modo diabolico. Ma è successo e, a volte,mi sento troppo vecchia e stanca per ricominciare come se fossi una ragazzina che ha sbagliato ma può raddrizzare il tiro.
Ed ora ho un sacco di difficoltà a rialzarmi. E’ come se i polsi cedessero. Anzi, è come se non li avessi braccia su cui fare leva per rialzarmi.
Ed è una bruttissima sensazione.
Non mancherebbe (perlomeno a giorni alterni) la volontà. Mancano i mezzi per ripartire e per ripartire da me.
Mentire, di per sè, è brutto ma mentire a sè stessi è espressione pura o di autolesionismo o di paura che tracima nel terrore.
Mentire sul volersi bene, poi, equivale a prendere una corda, mettersela al collo dopo averla fissata ad uno sperone di roccia, esporsi al baratro a 90° con un cartello sul sedere “dopo che me lo avete piantato ben bene datemi una spinta”.
Nella mia ultima relazione ho avuto una fortuna. Il mio ex provava affetto e mi ha aperto gli occhi, mi ha costretta a riflettere su tanti aspetti che prima, nella mia ansia di correre da un complimento ad un altro, da un richiesta di aiuto all’altra, non avevo minimamente preso in considerazione auto-rendendomi la vita un inferno in qualsiasi campo dell’esistenza umana.
Lo ringrazio e gli voglio bene per avermi aperto gli occhi.
Ma è successo troppo tardi.
Ciò che avrebbe potuto essere una diagnosi per azzeccare la terapia mi sembra più l’esito di un’autopsia…..
A giugno compio 41 anni, ho problemi a 360°, ho difficoltà a relazionarmi con il prossimo in un modo equilibrato, soffro di manie di persecuzione a cui pongo rimedio o rintanandomi come un orso grizzly ferito e imbestialito o concedendo fiducia urbe et orbi e ri-ri-riprendendomela (nel 50% dei casi) in quel posto con la sabbia.
Passo da un terapeuta all’altro senza grandi esiti (conquisto punti in consapevolezza ma non riesco a fare nulla per creare qualcosa sulle macerie del mio IO).
Voglio voglio voglio ma non riesco non riesco non riesco.
E non riesco perchè non so da che parte cominciare, brancolo nel buio, come se fossi il nonno di Heidi e mi venisse messo davanti un pc spento con un cartello “se vuoi campare continuando a vendere il tuo formaggio devi accedere a e-bay, creare un account e inserire il post”.
Il riscontro del nonno??
“…………????????…………azz!”
La vedo dura!
Buona domenica a tutti.
Lilly, è difficile per me racchiudere una lungo percorso in una mail ma proverò in qualche modo a dirti quale è la mia esperienza ma che non è individuale ma universale. Ognuno di noi ha una vita e una storia diversa ma abbiamo in comune delle dinamiche patologiche che ci hanno portato a creare una vita che non è vita. So anche che molte delle cose che ti dirò non potranno essere colte perchè lo è stato per me uguale quando gli altri me lo dicevano. Prima di tutto ci siamo tutti ammalati nella famiglia io a causa di mia madre svalutante e completamente anaffettiva e con un padre assente. Ho passato la mia vita senza saperlo con questo inizio sbagliato che non ha creato in me le premesse giuste per essere me stessa. Ho creato una corazza, ho cominciato ad odiare, a cercare amore nei posti sbagliati.Ho sempre avuto bisogno del riconoscimento degli altri per esistere. Ho elemosinato amore da chi non me lo dava (storie con uomini sbagliati). Ho passato anni cercando di colmare vuoti incolmabili. Non ho vissuto. Dopo nove anni di terapia ma con uno psichiatra giusto. Devo dire che in questo sono stata fortunata. Ora sto bene e sono contenta della mia vita. Cosa ho capito..che io esisto a prescindere dallo sguardo degli altri, che io è vero che non venivo amata ma che soprattutto io NON SAPEVO AMARE, che mi ero identificata con mia madre una identificazione mortale, che cercavo il padre che non avevo avuto, che volevo curare e occuparmi degli altri per non curare me stessa e le mie mancanze, che ero una donna ma in fondo una bimba non cresciuta il cui solo obbiettivo di vita era essere in coppia, che mi portavo retaggi di un pensiero pesante, religioso, bloccante…(come quando dici ho 41 anni…e allora?)..la società dell’apparire e non dell’essere. ho capito che stare bene è bellissimo invece di passare da un melodramma all’altro..la vita non è questa…ci hanno fatto credere per secoli che l’unica realizzazione fosse marito e figli…invece di realizzare se stessi per poter esser qualcuno che non va verso gli altri per compensare qualcosa o per mancanza ma verso gli altri per amore, curiosità, desiderio. Il desiderio e l’amore sono cose diverse dalla bramosia cieca che ti fa divorare tutto pur di soffocare dolori e mancanze antiche. Leggi qui nel forum spesso di.. istinti…gli istinti ce li hanno gli animali io sono una donna un essere umano e io ho il desiderio e l’interesse per gli altri. La mia vita ora è serena perchè non devo più andare in giro a chiedere a nessuno chi io sia. Ho la mia identità e ho ritrovato la mia nascita che mi avevano rubato. Arrivare a ciò mi è costato tanta fatica e dolore ma è l’unica via d’uscita per cominciare a vivere veramente.
Lilly, il tuo e’ un racconto di esperienze e sensazioni personali e quindi spero che un mio intervento non risulti invadente da questo punto di vista. Solo riflessioni le mie: innanzitutto concordo con Cinzia sulle etichette riguardo l’eta’. Io se sto bene me ne straciullo di quanti anni ho e cio’ vale da sempre. Io la sensazione del vestito, per esempio, la ebbi fortissima a 21 anni. E mi sentivo pure “anziana” o insomma «fuori tempo» (uno mio, musicalmente parlando) rispetto a quando ne avevo 18. E, per dire, a 29 stavo benone. Attenzione, la mia vita non era perfetta ovviamente e non lo ero io, c’erano anche problemi da risolvere, cose da affrontare, rotture di scatole, non ero piena di soldi che mi uscivano dalle orecchie… Avevo anche una questione in particolare da risolvere e che mi causava stress, ma ho dei ricordi pieni e felicissimi e non sono assolutamente balle. Dopo le ??? dei 21 nel tempo mi ero trovata in accordo con me piu’ prima (molto ma stramolto) ed e’ anche vero che avrei potuto fare ancora meglio (per me stessa, non in senso di medaglia o approvazione) ma e’ anche vero che non esistiamo solo noi, nel senso che comunque abbiamo in ogni caso anche varie contingenze su cui stare in equilibrio (e’ normale eh) e esiste un nostro equilibrio. Facciamo scelte che hanno delle ragioni. E non c’e’ un positivo “assoluto”. Per esempio io lavorai in un posto che era un “manicomio” ma dove facevo cose che mi entusiasmavano di brutto dandomi felicita’. I miei non erano d’accordo e mi dispiaceva (e cio’
Mi creava degli stress emotivi e pratici, sapevo e so oggi che pure se io andai dritta per la mia strada e a ragione (per loro era un suicidio e invece era il contrario) se avessi avuto piu’ serenita’ e non ostruzionismo avrei avuto piu’ energie e mi posso pure incaxxare e posteriori per non essermi regalata ancora di piu’. E pure con me. Ma la balla sarebbe questa, perche’ vivevo QUEL tempo, con gli elementi che avevo
Ora non sto a riassumere dieci anni dopo, Anche di rovesci che dipendono da te sino a un certo punto (e io su cio’ che dipende da me son severissima) e di dolori che ti torcono le budella. Ma il punto e’ che quando io sto bene con me me ne infischio realmente di quanti anni ho. Cio’ non vuol dire che giro col ciuccio o che sono “irrealistica”. Ma parlo di energie, creativita’ e persino la mia faccia cambia. Magari sempre la stessa ma non c’entra. A parte che se accorgono pure gli altri, la macchina fotografica, il mio passo quando entro in una stanza. Io vengo da una famiglia in cui persone anziane non avevano eta’. L’avevano e non l’avevano. Ma se c’e’ una cosa con cui la gente si fa del male e’: alla mia eta’ io… E non importa che eta’ ha! Ho visto anziani non avere eta’ mentre facevano teatro, un amico riprendersi rapidamente dopo essere stato strappato alla morte perche’ voleva tornare a fare cio’ che ama, e perche’ non voleva darsi addosso anche lui. Lilly la vita puo’ stenderci e possiamo stenderci anche noi. Siamo umani. Le parole di qualcuno possono mandarci in crisi perche’ toccano delle verita’, ma che siano imput e non una mitragliatrice che ci puntiamo addosso. Oppure ok che lavorino anche cosi ma ad un certo punto come qualcosa che serve e non che annienta. Mesi fa ho avuto modo di riflettere su qualcosa che mi era stato detto anni fa. Nessuno e’ un guru e da’ comunque una SUA lettura di cio’ che riguarda te. In cio’ che questa persona mi disse c’erano delle osservazioni che, estrapolate cmq dal suo non poter essere totalmente obiettivo, avevano colto cose interessanti. Che pero’ poi uno confronta con se’, il proprio vissuto,le proprie ragioni. Usando anche un filtro. Mah, troppo lungo da spiegare, pardon. Ma nel rinnegare se stessi anche retroattivamente forse si che ci si sta raccontando una super balla e ci si rinchiude dentro. Perche’ ti raccontavi palle qd eri in.cerca di affetto? Lo eri. O quando ti isolavi? O quando.ti isolavi ma con bisogno di affetto? O quando facevi per gli altri cio’ che non facevi per te? Ecc. Il problema nel tuo post mi pare (mi pare) l’eccesso di severita. E te lo dice una che se va su qlle corde puo’ arrivare a rivoltarsi peggio di una calza bucata sin dalla xaramella scartata male nel ’78 che al 2035. Pero’ sai cos’e’? E’ ke a volte ci si puo’ rivoltare per ‘essere obiettivi’ mentre nessuno ti chiede tanto. Ki ti vuole bene anke se e’ incazzato con te preferisce ke tu ti faccia du spaghi sorridente nel presente ke t’accoppi di seghe sul male ke avresti causato anche con un rutto.
Luna, Valinda, Lilly, Manu, Raffy…. sono ormai tantissimi mesi che leggo i vostri pensieri, le vostre riflessioni, i momenti di empatia…e finalmente dopo tanto tempo ho deciso di scrivere anche io, in particolar modo stimolata dagli ultimi due post di Lilly, ove ho rivisto perfettamente me stessa. Una storia come tante la mia, sulla quale cercherò di non dilungarmi troppo, con una persona entrata nella mia vita circa due anni fa, uscita per 8 mesi (ove pensavo di essere riuscita a superare), rientrata negli ultimi 2 e definitivamente (?) conclusa poche ore fa….Dopo aver “spurgato” il dolore di giorni e giorni,mi sento ora come se qualcuno mi avesse fatto una puntura di anestetico, come se non riuscissi a provare nessun tipo di sensazione.E con una valutazione di me stessa, del fatto di essermi illusa di aver ritrovato una sorta di equilibrio solo perchè avevo smesso di “sentire”…Capisco benissimo quella sensazione dell’andare in frantumi per la ricerca spasmodica del complimento dell’altro, del volersi sentire protetta, di essere un bisogno per qualcuno e mai per te…Mi bruciano ancora sulla pelle le parole forti e terribilmente veritiere (in parte) di Claudio, sul fatto di non potersi fidare di me perchè IO non mi sono fidata di lui….e così ci siamo fatti del male e io ho permesso a persone sbagliate nella mia vita di potermi fare trattare come una che “tanto è sempre lì” disposta ad ascoltare tutti, a farsi “radere al suolo” piuttosto che farlo io…e questo mi ha portato a pagare dei prezzi molto alti. Mi sono rialzata anche io tante volte, con stima ed orgoglio, pensando tutte le santissime volte che stavolta era finalmente quella giusta, per poi accorgermi drammaticamente che non era così. Luna, è vero quello che dici, le parole di alcuni possono essere percepite da noi come delle mitragliatrici e personalmente mi sono sempre fatta scaricare addosso l’intero caricatore, compreso quello di riserva. Sento un bisogno fortissimo di riportare una sorta di ordine nella mia vita, ho tante consapevolezze che un buon terapeuta mi ha fatto acquisire, ma non ho ancora la capacità di metterle realmente a frutto…Mi rendo conto di essere estremamente fragile di fronte al giudizio da professore in cattedra della persona che amo e mi chiedo se questo sia davvero amore o una sorta di malattia, di dipendenza affettiva dalla quale non riesco a distaccarmi. Ed è talmente forte questo bisogno di amare e di essere amata, che mi sono raccontata una grottesca bugia, ove mi sarei potuta accontentare anche dei surrogati…e questo ho fatto, lasciando una sorta di porta aperta a chi non la meritava, per non essere incisiva, perchè non riesco a farmi valere, perchè ho paura… Come si può uscire da tutto questo? le mie “dipendenze” mi hanno fatto distruggere l’unica cosa che negli anni ho sempre portato come un baluardo della mia esistenza, il principio della verità sempre e comunque…e ora non so più chi sono….
non so a cosa è dovuta la mia crisi di questi giorni…sto male, mi sento il mondo crollare addosso e non sento la forza di reagire!
La mancanza di lui è forte perché penso ai mesi passati insieme, ci conosciamo da quasi 5 anni, un po’ di tira e molla e poi questi sei mesi insieme, questa estate insieme dove abbiamo condiviso momenti belli ed importanti, se ci penso scoppio a piangere a dirotto per quanto mi mancano.
Con il corso che sto facendo anch’io, come ha appena detto ELY ho acquisito importanti consapevolezze di me stessa e questo ora si sta rivelando un’arma a doppio taglio.
Ho capito cose importanti di me, ho capito di aver fatto un sacco di errori in molti campi della mia vita, mi è presa la “smania” di correggere il passato, di rimediare a tutto questo ma so che posso farlo solo ricominciando da me, costruendo giorno per giorno il mio presente e piano piano un futuro.
E’ fondamentale affrontare una storia con sicurezza in se stessi, con il massimo rispetto per se stessi e senza paura, con forza, sicuri di quello che siamo e vogliamo. Io ho vissuto una dipendenza affettiva perché lui per me era ossigeno, era serenità, stavo bene con lui, vivevo momenti meravigliosi ma non pensavo che erano momenti. Mi sentivo bene, importante, al sicuro anche se non ci facevamo promesse o non costruivamo qualcosa di importante, una crescita per noi e la nostra storia. Io neanche ci pensavo, vivevo il momento.
Per non soffrire e non attaccarmi a lui ho provato a vedere un’altra persona perché lui quando gli ho parlato di questo ex che mi ricercava mi ha detto “più di così non posso darti, non posso dirti niente se trovi una persona che può darti di più”
Ho provato ma è stato un errore, volevo lui più che mai.
Quello è stato il momento per capire che non c’era più posto per i “giochi”, ma o si costruiva qualcosa o non potevo stare con lui perché mi mancava o perché stavo male senza di lui.
Invece la mia dipendenza affettiva mi portava a questo…mi andava bene così perché mi bastava che lui ci fosse, che mi volesse bene come mi dimostrava, che fosse ancora nella mia vita, ero forte sapendo che lui c’era perché lui per me c’era davvero.
Adesso mi manca terribilmente, adesso ho capito anche lui…io avevo bisogno di lui e non avevo la forza e le p@lle di affrontare una storia, l’unico obiettivo della mia vita era qualcuno accanto per sentirmi più forte…lui invece ha degli obiettivi di lavoro, di studio, sta sistemando la sua casa e mi ha detto che questa per ora è la sua strada e gli obiettivi da portare avanti prima di tutto.
Lui aveva ed ha forza interiore, autostima, sicurezza di se stesso e delle sue capacità…se poi c’è una storia bella tanto meglio, ma non era ossigeno come lo era per me.
Per me è stata dura in questi mesi elaborare tutto questo e scoprire più che mai questa mia debolezza.
per affrontare una storia amare se stessi è davvero fondamentale, è quando sei a quel punto che puoi sentirti pronta e forte per vivere una storia, per formare una “squadra”, per dare e ricevere amore, per non accontentarsi, per non far sembrare una cosa normale una cosa meravigliosa di cui non puoi più fare a meno, per dare il giusto valore e peso alle cose e alle persone e soprattutto a se stessi.
In questi giorni sono crollata, la situazione a casa è dura, mamma era stata in ospedale e da gennaio non è più stata bene, ho una cognata che si infastidisce se gioco con la mia nipotina e me la tiene lontanta gelosa com’è della bimba, le ore in ufficio a volte a livello psicologico sono una di una pesantezza e di un faticoso che mi stendono, mi ritaglio sempre i miei spazi anche se ho poco tempo ma cerco di dedicarmi a me perché ne ho davvero bisogno.
Avrei bisogno come l’aria di quei momenti con lui che mi mancano così tanto, ma devo guardare avanti e non significa guardare chissà dove, solo giorno per giorno e cercare di ottimizzare tutto il buono che sto facendo senza distruggerlo in poco tempo come sto facendo adesso.
In questi mesi sento davvero di aver fatto cose costruttive ed utili per me, di essere cresciuta, ma non ha senso che alzi il telefono così dal niente e lo dica a lui…come diceva LUNA si deve crescere in due o perlomeno anche lui in questa fase di distacco deve capire quanto conto per lui, capire me e quello che abbiamo vissuto.
Dobbiamo capirlo insieme e volerlo insieme un futuro, a senso unico non si fa niente, ci si fa solo del male e si mente a se stessi.
Devo quindi riprendere in mano la mia vita, ritrovare la forza che ho costruito in questi mesi, non abbattermi per la situazione familiare e smettere di pensare a quanto mi manca e a quanto è stato importante per me, perché nessuno deve essere per me stessa più importante di me.
Mi devo rassegnare una volta per tutte, abbiamo preso due strade diverse, ora non so qual è la sua, non so più niente di lui e va bene così. Un mese fa in un messaggio mi ha detto che mi pensa spesso perché mi vuole bene e sa che gliene voglio anch’io e mi ha chiamata con il nome dolce che usava nei momenti in cui eravamo più vicini e dentro di me ho sperato inutilmente… ma io ora se dovesse tornare qualcosa tra noi ho bisogno di altro e se non torna vuol dire che doveva finire così, che è finita e che non siamo fatti per stare insieme.
Devo tornare a rassegnarmi e tornare a pensare che la mia vita è solo nelle MIE mani e la mia serenità dipende solo da me.
Mi devo rialzare da questa crisi e tornare a lottare per il mio benessere, senza demoralizzarmi e dando più importanza a me stessa, senza nessuno accanto, io sono Forte da sola, senza bisogno di nessuno perché quello di cui ho bisogno è dentro di me.
Scusate i discorsi contorti ma avevo bisogno di scrivere di getto i miei pensieri e condividerli con voi che so che potete capirli e magari aiuto un po’ chi sta come me, ci aiutiamo a vicenda.
Ciao a tutte 🙂 è sempre bello e prezioso leggervi.
SUN mi spiace per il tuo brutto periodo e ti capisco benissimo, perché anch’io vivo una storia simile alla tua. Tutto quello che dici è sensato e giusto ma…non è che troppa autoanalisi e autocritica fanno più male che bene? Mi spiego meglio: perché pensare sempre di aver sbagliato tutto e di aver per forza avuto emozioni/relazioni malsane? Io credo che la dipendenza affettiva sia una cosa piuttosto grave che arriva quasi alla cieca ossessione e sinceramente non penso sia il tuo caso SUN. Scusa se mi permetto di “entrare” così nella tua storia ma è perché ti leggo da un po’ e abbiamo anche avuto esperienze piuttosto simili.
Non è semplicemente che tu eri innamorata di quest’uomo, provavi grandi emozioni, eri molto coinvolta e lui semplicemente no o cmq non abbastanza? e se pensavi a lui, lo volevi nella tua vita era appunto perché lo amavi? e forse se lui era più distaccato era perché era meno preso dalla storia? mentre tu umanamente volevi di più, volevi costruire, condividere, amarlo e sentirti amata al 100%? mi sembra umano tutto questo perché vederci per forza una dipendenza affettiva cara SUN? e mi sembra che comunque questa storia l’hai chiusa quando hai capito i tuoi sentimenti e ti sei cmq spostata visto che non ti sentivi più felice. ci vedo assolutamente “sanità” e lucidità in questo.
tu dici che lui è una persona “risolta”, con degli obiettivi ecc.. ma mi pare che anche tu hai una tua vita, un lavoro e tutto il resto. Non mi sembri una persona che è fissata e fossilizzata sulla ricerca del principe azzurro senza pensare ad altro nella vita…
e poi ragazze perché rimuginare così tanto e farsi male pensando a tutti gli errori del passato? ai se, ai ma, ai rimorsi e ai rimpianti? l’ho fatto anche io e vi capisco…ma è una strada senza uscita perché ci si può stare anche 10 secoli a porsi queste domande senza arrivare a nulla, tranne che a sentirsi sempre più una cacca pestata. semplicemente perché comunque il passato non si può cambiare, perché anche per quel passato noi adesso siamo quelle che siamo e perché è assolutamente impossibile che il passato di una persona sia tutto da buttare e tutto di errori… ciò non toglie naturalmente che si possa imparare dalle proprie esperienze per non ripetere gli stessi sbagli, sentirsi di più cercando magari di fare scelte più sane..
anche se su questa “scelta” io ho sempre avuto qualche dubbio perché come diceva qualcuno “la vita è quello che succede mentre stai facendo progetti”….
Trovo assolutamente vere la maggior parte delle vostre osservazioni…SUN, se tu potessi soltanto immaginare le cose che ho tentato di correggere in questi ultimi mesi della mia vita!!! Vedi, quando l’anno scorso terminò la storia con Claudio, stetti veramente male, pur avendo la consapevolezza che prima o poi mi sarebbe passata, basandomi sulla scorta delle mie pregresse esperienze…Nonostante tutta la negatività che sentivo addosso, una volta trascorso il tempo del “ragionevole lutto” decisi che avrei dovuto fare tesoro di quell’esperienza (se lo avessi fatto con tutte le cose errate della mia vita a quest’ora sarei milionaria….ma vabbè questa è un’altra storia) così forte ed importante: lui era riuscito ad aprirmi gli occhi su molti aspetti di me che tanto tempo fa, come una sorta di autoprotezione, avevo deciso di soffocare…Lavorai tantissimo, anche con il mio terapeuta, a cercare di capire che cosa non funzionava e giorno dopo giorno, mese dopo mese, riuscì a riacquistare una sorta di equilibrio, anche aiutata dalla mia vita piena ed interessante…ma…c’era una cosa che non ero riuscita ancora a focalizzare in maniera precisa: la mia dipendenza emozionale, il mio sentire di voler essere il centro dei pensieri per qualcuno, la voglia di essere amata, pur rimanendo ancorata alla mia posizione di libertà individuale e di poter affrontare alcune situazioni da sola. Per questo, come te, quando dopo tante “botte” mi accorsi che l’uomo di cui ero innamorata non mi avrebbe potuto dare nulla di più di quello che io volevo (almeno per quel tempo), feci uno stacco forte dentro di me e dopo un po’ di tempo lascia entrare per un brevissimo tempo un’altra persona. Una frequentazione durata pochissimo e finita con il peggior comportamento possibile da parte sua (dato che scoprì che conviveva e scelse la via della sparizione). Ancora una volta un attaccamento a qualcuno che era “sbagliato”, ancora una volta il mio benessere che dipendeva da qualcuno…La “guarigione” ovviamente fu molto più semplice, dato che non ero innamorata e nel frattempo avevo anche altri cavoli familiari ai quali pensare…Riscoprendo un rapporto con mia sorella, la voglia di esserci per le amiche che avevano bisogno di me, il darmi il più possibile…Facendomi anche risucchiare dai malesseri degli altri. Ma non importava, mi faceva sentire una sorta di appagamento. E proprio in questo periodo di grande riscoperta di un’altra me (o almeno così credevo), tornò nella mia vita l’uomo di cui sono innamorata. Un rapporto ricominciato con “prudenza”, in cui non c’erano aspettative, in cui era meglio che solo noi “sapessimo”….Beh ragazze, me lo feci andare bene anche stavolta, scendendo ancora una volta ad un compromesso troppo alto per me…e non sentendomi adeguamente “protetta”, ho fatto un errore madornale: permettere di farmi ricontattare da qualcuno che si era comportato malissimo con me, solo perchè mi aveva dichiarato di aver capito di essersi innamorato. Continua
Ci furono solo alcune telefonate tra noi, in cui cercai di essere il più chiara possibile, comunicandogli che io stavo rivedendo il mio ex e che tra noi non ci sarebbe potuto essere mai nulla a prescindere da questo, dato che non si può attendere il gesto di una persona per “staccarsi” da una situazione in cui dici di trovarti male.. Ho sempre pensato che una persona debba essere “scelta”, per quello che è, non per l’idea che l’altro/a può farsi di te e perchè potrebbe rappresentare la tua possibilità di salvezza. Ma in tutto ciò ho fatto una grandissima cazzata: ho nascosto questa situazione a Claudio e nel peggiore dei modi, cancellando tutto dal mio telefono. Ma cosa pensavo di fare? Il destino decide sempre per te e la legge del contrappasso inesorabilmente ti punisce, lasciando quel qualcosa che fa sbandare la tua vita e rimette tutto in discussione… quel qualcosa che lui ha scoperto. La reazione ve la lascio immaginare…le ultime parole sono state “non mi cercare mai più, un rapporto va costruito con il sentimento e la fiducia ed una di queste due cose tra me e te non ci potrà mai più essere.”
Da quel giorno (non ne sono passati tanti in verità), sono entrata in una specie di tunnel con me stessa…non riesco a perdonarmi e nello stesso tempo non riesco a comprendere per quale motivo sono stata io a permettere tutto ciò. Sono stata ad arrovellarmi il cervello per ore ed ore, fino a trovare la mia spiegazione: mi faccio trattare male dalle persone e le mie dipendenze mi stanno rovinando la vita. Mi accorgo di non essere molto differente da un tossicodipendente…come se avessi bisogno di quella “dose” affettiva ogni giorno. No, non posso più andare avanti così e devo avere il coraggio di affrontare la mia crisi di astinenza se voglio davvero riuscire ad uscirne….
Probabilmente è vero quello che dici Valinda, che troppo autocritica verso sè stessi alle volte fa più male che bene: ma come faccio a “perdonarmi” di aver permesso all’egoismo di una persona che non ha voluto rispettare me, la mia storia, le mie parole, di rovinare quello che era riuscito a sopravvivere a tutto il resto? So quanto era importante per lui la fiducia e la sincerità ed è proprio per questo che so che non potrà essere ricostruto nulla questa volta…ciò che la conoscenza di anni consolida, può essere spazzato via con una folata di vento. Ma la cosa più terribile è la consapevolezza di aver frantumato tutto il lavoro che avevo fatto su di me e mi chiedo ancora per cosa…Dato il prezzo che ne sto pagando. Alle volte ho paura che non ce la farò mai…..
ELY scusa ma mi sembra che stai usando due pesi e due misure non trovi? ovviamente mi permetto di parlare per ciò che tu racconti qui… Dici che tu per Claudio hai anche sofferto, ti “sei fatta andare bene” anche la volta dopo una storia come voleva lui pur di stargli accanto, hai accettato il suo ritorno e l’hai nuovamente accolto con amore mi pare… e lui solo perché ti sei risentita con un tuo ex e hai omesso di dirglielo fa le valigie e se ne va sbattendo la porta??? non ti sembra troppo esagerato? ok tu avrai sbagliato peccando di leggerezza e tutto il resto ma non mi pare tu abbia commesso una cosa così grave da giustificare questa sua reazione di chiusura totale nei suoi confronti. allora tu cosa avresti dovuto fare viste le sue incertezze/indecisioni sulla vostra storia? fuggire a gambe levate subito, perché magari pure te non ti sentivi abbastanza apprezzata e non avevi cmq fiducia in lui… ma invece sei restata, sempre. percghé come dici chiaramente eri innamorata.
se si ama quasi sempre si sta o comunque non si va via al primo soffio di vento contrario che tira. e quantomeno si dimostra empatia e comprensione verso l’altra persona, o almeno ci si prova no? soprattutto se quella persona ci ha a sua volta sempre compreso, accettato e amato pur coi nostri difetti e mancanze… mi sembra che caricarti così di sensi di colpa per la fine della tua storia sia veramente esagerato e ingiusto. possibile che sia tutta colpa tua? possibile che se questo uomo tiene veramente a te non riesce a perdonare questa piccola cosa? e tu a lui quanto e cosa hai perdonato? di sicuro darti addosso così non ti fa bene Ely e ti fa cadere in un circolo vizioso di domande senza fine e senza risposte.
anche perché a volte le storie finiscono senza che ci sia per forza la colpa di qualcuno e ciò che noi vediamo come il motivo scatenante e il problema della rottura, è solo la punta dell’iceberg di una relazione che non funzionava già di suo….
se ripenso alle mie storie/frequentazioni vedo persone che hanno tagliato tutti i ponti magari per una cavolata colossale e altre che sono restate nonostante miei periodi in cui ero oggettivamente nervosa-molesta-sgradevole per problemi miei…eppure in entrambi i casi ero sempre la stessa, ero sempre io con le mie stesse modalità e caratteristiche…..