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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 5701
    LUNA -

    MARKOS: io ho l’impressione che Lilly ti abbia già risposto, ma che a te la risposta non piaccia. Cioè, ti piace moltissimo quello che dice Lilly, nel senso che le riconosci sensibilità empatia intelligenza e moltissime qualità, e una sincera partecipazione alle tue pene…
    ma quello che non ti va di sentire adesso lo salti a piè pari… (che è una cosa piuttosto naturale, eh!)
    Questa la mia impressione, magari sbaglio e poi stai parlando con lei, e non con me, quindi mi puoi anche spedire…
    Ti diciamo VIVI, vivi come se lui non tornasse, se in effetti non sta tornando, e se pur sapendo che tu ci sei non si fa sentire, abituati all’idea che lui non tornerà. Se tornerà ci avrai guadagnato in indipendenza emotiva, comunque avrai continuato a vivere, e avrai cominciato a risanarti dal malessere che senti.
    Se uno sta male sta male, non è che fa finta.
    E se uno deve superare una delusione d’amore non è che la volontà toglie il dolore trikketrakke come un’antidolorifico. Chi lo dice? nessuno. Anzi, raccontarsi palle non giova mai. Ma vivere non è raccontarsi palle. E’ non bloccarsi più di quanto già non si sia quando una delusione d’amore ti arriva sulla capoccia e sul cuore come una valanga.
    Ma se uno dice: voglio stare meglio, bene, e far entrare la vita e respirare la vita anche se ho ora ho una narice tappata e cammino gobbo, è diverso da dire: io, in nome dell’amore, voglio restare con una molletta sul naso e voglio camminare gobbo.
    Così tu capirai che io ti amavo davvero quando mi vedrai camminare gobbon gobboni in asfissia.
    Non sto dicendo che tu stia dicendo questo ma chi ha una visione molto appassionata, ma anche dipendente dell’amore (senza di te io sono morto, o giù di lì) ha l’impressione che un po’ di indipendenza emotiva tolga il sale ai sentimenti, che non li faccia più vivere in tecnicolor…
    in realtà le due cose non sono assolutamente in contrasto.
    Tu ci dici che soffri perché lui non torna, e quando ti diciamo che quando uno non torna

  • 5702
    LUNA -

    o mette un muro, o mette uno stop indipendentemente perché lo fa, lo dice, cosa ci sta dietro, questo sta facendo e questa è la realtà oggettiva su cui ti puoi basare (una storia si fa in due e in questo momento sei da solo qui a parlare per due, indipendentemente se lui è trattenuto dalle sue paranoie, da sua madre, da sua zia Jole, dal fatto che non stia ancora accettando la sua omossessualità, da un problema di salute, dal fatto che ami pure troppo o no) e ti diciamo che l’unica è vivere, tu ci dici che noi non capiamo quanto questa storia sia speciale.
    Ma vedi Markos, come dice Lilly nessuno di noi può conoscere la tua storia, e nessuno di noi è il Mago Amelio o la Maga Amelia, però che sia pure una storia specialissima rimane il fatto che lui ora non c’è, che stai parlando da solo di lui non con lui, perché lui non sta parlando con te…
    sempre quella è la realtà oggettiva: non siete insieme adesso.
    Chiamarlo, non chiamarlo, mandargli una cosa a casa, aspettare ecc. solo tu puoi sapere cosa fare, a maggior ragione visto che tu conosci la vostra storia.
    Però indipendentemente dalle ragioni che lo hanno spinto ad allontanarti lui ora è lontano.

    SONIA: una bella serata è una bella serata. (sono contenta che tu abbia trascorso una bella serata :D).
    Se sei stata bene sei stata bene.
    Se questa persona in quel momento ti ha colpito ti ha colpito.
    Se ha una ragazza ce l’ha, sino al momento in cui non la molla.
    Se vede un’altra vede un’altra sino al momento in cui la vede.
    Oppure non ce l’ha e non la vede o è solo un’amica, ma non capisco bene cosa vuol dire “so che frequenta un’altra ragazza”, nel senso cosa sai di questa frequentazione.
    A me non colpisce particolarmente, come a Markos, il fatto che lui non ci abbia provato.
    A me cmq non sembra frenato, piuttosto intraprendente invece.
    Ove intraprendente non è un giudizio in negativo o in positivo, ma che abbia creato un incontro in modo intraprendente mi pare, leggendo, che sia così…

  • 5703
    Ada -

    Ciao a tutti.
    Mi scoraggio.
    Non capisco neppure se sono io a volermi girare e rigirare nel dolore. Boh. Che ne so, non riesco ancora ad accettare la cosa… cavolo, ormai è da 11 mesi che ci siamo lasciati.
    L’ho visto l’altro giorno (noi abbiamo tantissimi amici in comune, dopo 9 anni insieme è normale), lui è nella nostra città in ferie. Si è arrabbiato perchè non l’ho salutato e ho fatto finta di non vederlo, senza mai guardarlo in faccia (ci siamo ritrovati seduti allo stesso tavolo in un locale!). Ad un certo punto della serata è venuto verso di me, serissimo, dicendomi “Ehi, comunque ciao!”… mi sono sentita aggredita… gli ho risposto “ciao” con un filo di voce. Durante i giorni successivi ho pianto tantissimo.
    Per lui è assurdo che io non lo saluti neppure, dopo tutto quello che c’è stato…. ed è assurdo infatti! So che il mio è un atteggiamento infantile, solo che io proprio non ci riesco, mi irrigidisco appena vedo che c’è lui, ci sto male. Mi manca.

    Per lui è normale, lui ha la sua vita, tra di noi è finita da un bel po’, per me prova affetto. Fine. Lo capisco.
    Per me non è così. Io mi faccio ancora pianti pazzeschi. Io ancora lo penso, scrivo di lui. Io ancora non riesco ad accettare le cose.

    E adesso è arrivata la sua nuova ragazza per fare le ferie con lui. Lei…. che dormirà a casa dei genitori di lui….
    E io tremo al pensiero che inevitabilmente li incontrerò in questi giorni (per dirvi: due sere fa, loro erano con uno dei miei + cari amici e io con il fratello di questo amico… e non ci siamo incrociati solo grazie all’intelligenza di questi!).
    Ho letto tante volte di molte di voi…. di chi ha l’ex che vive vicino con la nuova fiamma/fidanzata…. mamma mia, ma se questa sera li incontro a me viene una crisi isterica…..

  • 5704
    markos -

    LUNA hai centrato il punto…proprio tirato una freccetta e centrato il bersaglio.
    lo so tutti questi ragionamenti vaneggiamenti supposizioni costruzioni sono mie…solo mie perchè purtroppo non sono nella sua mente nè nella sua vita e non so nulla di ciò che lui sta provando: come dice laura pausini chissà se stai ancora pensando a me.
    le sue fasi: ti amo da morire
    mi è crollato il mondo addosso
    non mi separerei mai da te
    voglio stare solo
    non te ne andare
    sono malato
    non so nulla per il futuro non spero nulla
    vai avanti ti ho amato e ti amerò per sempre ma non soffrire per me
    non so non sento non spero
    non insistere
    stai lontano mi fai stare male voglio stare bene
    non stiamo più insieme
    al momento è così (tra lacrime e pianti)
    sono tutte queste fasi a cui io non ho preso partecipazione che mi hannos convolto, ha fatto tutto lui, decide quanto posso soffrire o no, si ostina scappa è depresso riesce..boh!
    io vivo LUna con difficoltà ricadendo spesso nel pianto nei ricordi e nella disperazione nell’ansia e nel dolore ma cerco ogni giorno di fare qualcosa che mi aiuti ad andare avanti nella speranza un giorno di risorgere a prescindere da lui.
    in una relazione normale vi avrei detto si stancò di me e del tipo “bambino bisognoso che sono” ma in questo caso la sua patologia “servile ammiratore” si è incastrata con la mia e quindi abbiamo costruito una relazione deviante e altalenante che ho condotto io con i misi sbalzi e che ora conduce lui con i suoi silenzi, forse un giorno guariremo e ci metteremo in pari…nel mentre cerco di crescere e di fidarmi di me.
    ma che posso fare se ci penso? era la prima storia seria ed è finita con un incognita: come se io fossi giusto ma lui no, non può si deve trattenere e calare la testa!
    prego e spero…chissà cosa succederà.

  • 5705
    Lilly -

    “Ti diciamo VIVI, vivi come se lui non tornasse, se in effetti non sta tornando, e se pur sapendo che tu ci sei non si fa sentire, abituati all’idea che lui non tornerà. Se tornerà ci avrai guadagnato in indipendenza emotiva, comunque avrai continuato a vivere, e avrai cominciato a risanarti dal malessere che senti.”

    Markos, al dolore si può sopravvivere. Si deve sopravvivere per noi stessi. Perchè è la nostra vita nel piatto e non possiamo dire “cameriere, il cibo fa schifo, butta tutto nel bidone della spazzatura. Porami qualcos’altro”.
    Non c’è un altro piatto nel menù….Ne abbiamo solo una di una di vita e se le facciamo fare i volteggi che un pizzaiolo acrobata fa con un pezzo di pasta che poi si spiaccica miseramente a terra che famo?????
    L’indipendenza emotiva è la cosa più bella che ci sia, secondo me. E sai perchè?
    Perchè ti consente di costruire un rapporto (un rapporto di qualsiasi genere) in termini di parità, senza un padre severo e un figlio insicuro, un padrone e un servo, un tiranno ed un tiranneggiato, un carnefice ed una vittima.
    Tu ed un altro sullo stesso livello, con gli stessi diritti, la stessa capacità di trasformare la dialettica in un dialogo.
    Mi chiedi:”amare è lasciar liberi di andare?
    amare è rispettare accettare aspettare e vedere al di là di tutto?”.
    Come dice Luna la risposta l’ho già data……
    E aggiungo che amare è, prima di tutto, volere bene a sè stessi in modo che il dolore, il rancore, lo scazzo, la mostalgia, l’ira, lo sconforto (e chi più ne ha ne metta….) non ci si rovescino addosso.
    Il resto è una conseguenza. A volte è un prendere atto di una situazione su cui non puoi intervenuire in un benemerito cippo di modo…..

  • 5706
    Lilly -

    Non si tratta di “lasciar liberi di andare”.
    Lui se ne può andare senza che nessuno glielo possa impedire.
    Per ora l’ha fatto…..
    Sta a te prendere atto questa “andata” in modo più o meno “cattivo” nei tuoi confronti.
    E (occhio), non è menefreghismo, non è superficialità….io non credo (più) che la capacità di amare, l’intensità di ciò che si ha provato per qualcuno sia direttamente proporzionale al dolore che si prova, allo struggersi, all’impedire all’altro di andarsene o (se se ne va) all’impedire che il suo dolorosissimo ricordo riempia le nostre giornate 48 ore su 24.
    Urca!Se n’è andato. Per ora è così. Poi si vedrà. Nel frattempo chi è rimasto???? Toh! Sono rimasto io…..e allora che faccio? Mi prendo cura di me.
    Se poi torna mi troverà in forma smagliante e cominceremo un discorso NUOVO! Se non torna sarò comunque in forma smagliante ben conscio che sulla Terra c’è addirittura un problema di sovraffollamento….evidentemente lui non è l’unico!
    Markos….i miei sono semplici pareri che la mia esperienza personale mi porta a scrivere qui.
    Poi ognuno è liberissimo di comportarsi come ritiene opportuno. Ovvio!
    Nessuno ti dirà mai che sei un cretino perchè hai fatto questo anzichè quello. Non sia mai!!! A presto!
    Ciao Mary! Passati un bel weekend alla facciazza sua!
    Ciao Luna, ciao Lulu, ciao a tutti! Passatevi un bellissimo fine settimana.

  • 5707
    Naty -

    LULU, sono contenta di vederti molto meglio!

    Ciao a LUNA LILLY e tutti

  • 5708
    LUNA -

    ADA: non è infantile, si chiama difendersi.
    Non è che tu non lo saluti facendo il muso tipo “mi stai sulle palle – te la voglio far pagare”, tu abbassi gli occhi perché alzarli su di lui ti fa stare male. E quindi istintivamente ti difendi.
    E ne hai il diritto. Lui può anche restarci male, ma rimane il fatto che mi pare abbastanza ovvio che non può pretendere che tu sia quello che non sei perché ha deciso come dovresti salutarlo.
    Magari tra un po’ lo saluterai guardandolo in faccia, sorridendo, ma mi pare evidente che ora dovrebbe rispettare i tuoi tempi.
    Non mi pare che tu gli stia facendo un ricatto morale salutandolo come lo saluti, ma che tu stia facendo quello che senti.
    Ti riconosci parte debole e quindi ti proteggi, come puoi.
    Al contempo, cara Ada, sì, può darsi che tu stia un po’ girando, come una fettina da appannare, in questo dolore, ma non crogiolandoti, rigirandoti.
    E al di là della sofferenza che sicuramente provi io ho l’impressione (sarà stracampata in aria, sarà una cazzata micidiale,eh!) che uno dei motivi per cui questo dolore ti pesa di più sia anche che continui a vederti come colei che è stata lasciata mentre lui si è rifatto una vita, colei che può incontrarlo per strada con lei e stare male…
    ora, tu mi dirai, questi sono i fatti: sono stata lasciata mentre lui si è rifatto una vita, e se lo incontro con lei io sto male.
    Sì… ma pensare continuamente a degli scenari in cui loro corrono felici con i capelli al vento sulla spiaggia tipo in un film anni Settanta e giocano a bocce con gli amici comuni, mentre riservi a te un’immagine da sceneggiatura da film gotico in bianco e nero, tipo Ada-l’abbandonata che deve camminare rasente il muro per non incrociarli non credo ti faccia tutto questo gran bene.

    Markos: è naturale che soffri, e quando esci dal pingpong dei pensieri dovuti anche all’ansia e ti calmi un po’ scrivi anche in modo diverso… nel senso che comunque ci sei, c’è la tua sofferenza per questa prima storia importante che

  • 5709
    LUNA -

    che ora sta andando (non andando) così ti provoca, ci sono anche i tuoi ragionamenti su voi due, c’è, voglio dire, il naturale lato emotivo (cosa posso farci se? niente, il lato emotivo fa la sua strada, anche in sfogo e rielaborazione, ed è naturale che sia così, anzi meno male), eccome, ma c’è più Markos, Markos con le sue risorse… Markos che sta vivendo.
    un Markos non meno appassionato, forse neppure meno sofferente, ma meno dipendente, più lucido nelle sue risorse (che non vuol dire più razionale, ma anche più al volante della propria intelligenza emotiva). un Markos che guarda anche il suo lato bambino bisognoso e gli incastri della dinamica della storia, ma in modo costruttivo…

    Non so se mi sono spiegata. Comunque, ecco, era una cosa bella, anche se non si capisce :O 😉 😛

    LILLY: @L’indipendenza emotiva ti consente di costruire un rapporto (un rapporto di qualsiasi genere) in termini di parità, senza un padre severo e un figlio insicuro, un padrone e un servo, un tiranno ed un tiranneggiato, un carnefice ed una vittima.
    Tu ed un altro sullo stesso livello, con gli stessi diritti, la stessa capacità di trasformare la dialettica in un dialogo.

    :DDDDDDDD BACISSIMI, BUON UIKEND A TE E A TUTTI BACIONIIIIIIIIIIIIIIIII

  • 5710
    sara -

    Luna, pulce, Lilli e Sonia: scusate se le vedo solo ora le vostre risposte. mi è accaduta una cosa starna (o no?): rimozione. No, calma, magari avessi dimenticato e cominciato a stare meglio. La cosa assurda (o no?) è che quell’opera instancabile di rielaborazione (quella in cui si avvicendano chiavi di lettura continue e presunte illuminazioni) che ho fatto per la mia storia finita ho comimciato a farla per me, su di me.. E non ne esco. Per un attimo pensavo di stare meglio, starne uscendo, poi hanno prevalso stanchezza e confusione, così vivo apparentemente in apatia ma dentro di me c’è un dialogo costante: chi sono? che ho fatto finora? mi riconoscerò guardandomi allo specchio? cosa mi motiva a stare bene se nemmeno so chi sono? Sarò di nuovo capace di “sentire” le cose, sentirmi vicina agli altri, distrarmi, pensare al quotidiano, o resterò prigioniera di questa torre d’avorio in cui il mondo mi scorre di fianco e io lo guardo con stanchezza? Passerà questa fatica? Depressione: questa è la parola. Ed è una parola che mi fa paura. PErché, santo dio, io adesso lui non lo vorrei più. Ma continuo a stare male, confusa, persa, senza punti di riferimento. Perché? Perché se ho preso un calcio in faccia è me che metto in discussione, e non chi me lo ha dato? Razionalmente fila, emotivamente… meno. Anche io ho iniziato una terapia, non potevo farne a meno, ma non passa la paura di non uscire da questa crisi di identità e di motivazione. PAsserà? E’ capitato a qualcuno di voi finire così avviluppato nei propri pensieri a fare continui bilanci, dimenticando la casua originaria dle dolore ma non il dolore? A me pare assurdo. Ma ci sono dentro, in pieno. Domani andrò in vacanza con un’amica (a proposito di forzarsi e farsi violenza..)- Quindi vi leggerò al mio ritorno. Ma grazie delle vostre risposte. Sono di due settimane fa e mi sembra già che sia passato tantissimo… Finirà questa tempesta emozionale che mi fa andare il cervello a mille e rende le giornate così lunghe?

  • 5711
    LUNA -

    SARA: @E’ capitato a qualcuno di voi finire così avviluppato nei propri pensieri a fare continui bilanci, dimenticando la casua originaria dle dolore ma non il dolore…

    sì, è capitato.
    non è una cosa “strana”. E’ umana pure questa. Siamo macchine perfette anche in questo, anche quando il nostro disagio sembra marciare contro di noi, in verità è un segnale. Un segnale di ciò che sentiamo, anche se in quel momento, proprio per lo stato di disagio in ci troviamo, e magari per un livello di stress alto, noi non siamo in grado di decodificare i messaggi che il nostro corpo (e la nostra mente, la nostra emotività) ci inviano, e quindi, più cerchiamo di decoficarli, ma in stato di fragilità e confusione, più ci sembra di caderci dentro. Più ci stanchiamo.
    A mio parere sicuramente hai fatto benissimo ad andare in terapia.
    Se si ha mal di denti si va dal dentista, non possiamo essere i dentisti di noi stessi, se il malessere è di questo tipo si va, giustamente, da chi ci può aiutare a dipanarlo.
    Ciò non significa che non siamo in grado di cavarcela da soli,ma a volte ci può servire un traduttore, proprio per capire quanto possiamo cavarcela da soli.
    E’ una prova d’amore verso se stessi, e di grande maturità, non il contrario.
    Non passa in un secondo, ma ti sei messa sulla strada per stare meglio, perché ne hai preso atto, e vuoi stare meglio.
    Cercando di dipanare la matassa da sola ora ti saresti caricata di uno stress ulteriore, perché avresti aggiunto pensieri – magari in circolo – ai pensieri. E ti saresti stancata ancora di più.
    L’essere così spaventata fa naturalmente parte del disagio che senti.
    Anche il cervello che va a mille e sembra fondere di pensieri.
    Mi pare di avere già detto troppo, hai chi è preparato per aiutarti a risolvere questo disagio 🙂
    volevo solo rassicurarti sul fatto che sono sì, cose di questo mondo.
    Che si risolvono.
    Un abbraccione 🙂

  • 5712
    markos -

    mi spiegate che intendete per indipendenza emotiva?
    sono due giorni che faccio eltto divano divano letto come se anzi di andare avanti andassimo indietro, certe volte voglio sconfiggere tutto certe altre mi ritrovo a piangere come un disperato desiderando solo di morire perchè stavo vivendo il sogno che avevo inseguito con difficoltà per una vita e ora sono piombato nel suo opposto: il più grande incubo, ma soprattutto da una persona che fino all’ultimo giorno ha detto di amarmi che ero tutto e mi sarebbe sempre stata affianco non lasciandomi mai solo…cosa si prova a illudere così tanto un altro?marciare sopra i suoi sentimenti e illuderlo fino alla fine? fino all’ultimo giorno con promesse e giuramenti?posso mai pensare che la eprsona con cui ho fatto tutto possa essere diventata così cattiva da inventarmi una malattia per farmi fuori togliermi di mezzo con delicatezza?
    si può essere così avidi di se?
    forse si ma lui no, è un debole, è vittima di qualcuno non posso accettare che sia diversamente da così. avrà una sua vita un nuovo ragazzo, complimenti!perchè io non ho il coraggio di farmi sfiorare da nessuno, eppure ne avrei di gente dietro che aspetta!
    disperazione e ansia per una storia che mi sembra guerra e pace, i classici amori travagliati e contestati alla shakespeare…è solo l’inizio o una tragica fine? il 6 luglio è il nostro anniversario…gli amnderò un messaggino ma piccolo, forse!che spero? nulla so già che non farà nulla, ma saprà che la penso sempre in quel modo e che è lui che ha deciso così perchè io invece giramenti e promesse le mantengo!
    indipendenza emotiva? io a quanto pare non riesco ad averla!
    cura di me? non trovo lo spirito per reagire e riprendere la mia vita eprchè ho paura che facendolo lo rimuoverò epr sempre non dandogli la possiblità di tornare…un giorno…se dovesse capitare perchè l’avrei già dimenticato, per questo rimango in questa fase trans!

  • 5713
    Lilly -

    Ciao Sara:dici”Perché se ho preso un calcio in faccia è me che metto in discussione, e non chi me lo ha dato?”
    Perchè chi te l’ha dato se ne va, se ne può andare, puoi mandarlo via.
    Invece tu resti. Resti sempre.
    Quindi va bene che l’autoanalisi sia incentrata su di te e non su una sorta di piattello umano che compare per un attimo più o meno lungo all’orizzonte per poi sparire dopo un pò.
    Ciao Ada. Sono d’accordissimo con Luna. Ti sei semplicemente difesa con un atteggiamento che in quel momento la tua testa, la tua panza, ti hanno consigliato come il migliore per te.
    Avresti potuto sfilargli davanti sostenendo lo sguardo con aria di sfida, avresti potuto digrignargli i denti come un cagnaccio inferocito. Avresti potuto scappare dall’uscita di sicurezza o buttargli le braccia al collo “ciao caro smak smak”.
    Invece hai fatto ciò che hai ritenuto corretto in quel preciso istante. E’ lui che avrebbe potuto evitare di pretendere da te lo stesso atteggiamento che in quel momento lui ritenva corretto.
    Ma già….a volte funziona così. IO faccio, penso, dico così e se tu non fai, pensi, dici come me sbagli e io mi incazzo! Va beh…..momenti di insana onnipotenza.
    Ma tu ti vedi veramente come la sfigata del campus che guarda sfilare la reginetta ed il re del ballo scolastico?
    E’ un atteggiamento che ti fa male, però. Cerca di convincerti che non sei la sfigata del campus ma una persona con tutte le proprie potenzialità inalterate. Che anche tu sei una reginetta…una reginetta che ha perso UN re….non IL re, che nel mondo ci sono ancora tante “monarchie”….e che il correre felici sulla spiaggia con lo sciabadababà sciabadababà cantato di sottofondo non è solo una prerogativa degli altri.
    Markos: Hai mai ascoltato Dolcenera di De Andrè? Ti scrivo il finale:
    “così fu quell’amore dal mancato finale
    così splendido e vero da potervi ingannare”.

  • 5714
    Lilly -

    E’ solo per dirti che, a volte, l’altro decide di stare in silenzio.
    Ma tu non puoi morire dell’assenza di una parentesi che chiuda un discorso.
    C’è un momento in cui devi essere tu a chiudere quella parentesi.
    Per poi riaprire un discorso nuovo o per poi chiudere il capitolo per sempre. Chi lo sa.
    Intanto tu scrivi la parola fine e chiudi la parentesi.
    Perchè intanto una fine c’è stata.
    Perchè se ritornerete insieme la vostra storia sarà diversa da quella del passato.
    Tu e lui sarete diversi perchè questa storia, quella rimasta “aperta” per sbaglio per la sua fuga silenziosa e per la tua paura di perderlo, vi ha comunque segnato.
    Lo vorresti contattare….mi hai chiesto se io lo farei….Ti rispondo dicendoti ciò che ho fatto: non ho voluto chiudere la parentesi che lui si era “dimenticato” aperta, gli sono stata “addosso” con discrezione ed alla fine NON siamo tornati insieme NE’ci siamo neppure formalmente lasciati. In compenso mi ha urlato (al telefono) molto malamente tante cose che mi hanno fatto capire che, e beh….era finita!
    Per un pò lo stare male di quella reazione è stato più doloroso di un assurdo silenzio. Poi è stato meno doloroso. Poi ancora meno doloroso, poi ancora meno…..
    Continua a mancarmi quell’addio. Non più lui. Quell’addio! E ancora oggi mi capita di chiedermi perchè non ha mai avuto il coraggio di dirmelo. A volte penso che probabilmente ha dovuto allontanarmi ma che se avesse potuto….Poi alla fine penso “ma chi ‘azzo se ne frega….” e penso a quanto sto bene ora con la mia ritrovata voglia di vivere.
    Non so dove mi porterà il percorso che sto facendo. So però che l’amore che mi dava e che gli davo mi stavano uccidendo pian piano.
    Era un modo di amare malato, sballato, sfalsato, ciucciaenergie.
    Non torneremo mai insieme. Ma se mai dovessi incontrarlo e parlargli…..non so chi mi troverei di fronte ma di certo lui non troverebbe più la persona che stava con lui.

  • 5715
    Mary -

    Lilly,ciao a tutti
    Eccomi week end finito!
    Sono qui sola sola con i miei penisieri…
    Mio figlio giustamente fuori con i suoi amici,la vita continua…
    Non è per niente facile,ieri ha riaccompagnato a casa nostro figlio e dopo settimane l’ho rivisto!
    Che colpo al cuore!Perchè nonostante tutto quello che mi ha fatto e le cattiverie che mi ha detto è così difficile allontanarlo dai miei pensieri????
    Lo so 20 anni insieme non si possono cancellare,ci provo ci sto mettendo tutta la forza che trovo dentro me cercando di pensare che passerà….ma è davvero dura!Mi manca da morire….

  • 5716
    Lilly -

    Ciao Mary. 20 anni insieme non si possono cancellare in un botto. E probabilmente non li cancellerai mai. Non sarebbe giusto.
    Sono anni che hai vissuto e in cui sarai stata a volte bene, a volte male, a volte così così. Ma sono stati anni comunque tuoi.
    Ora, scusami, ma ipotizzo….
    C’è un momento in cui ci si sente delle perfette imbecilli vero?
    Lui ha fatto la voce grossa, si è riempito la bocca di cavolate che poteva benissimo evitare, è stato arrogante, perfido, un pò bastardo….e tu lì….colpo al cuore….ti manca….
    Ti senti crollare il mondo addosso. E’ come se quel colpo al cuore , se quel grande senso di amore che provi si mangiassero tutto d’un colpo i passi che hai fatto avanti nell’accettare la fine della vostra storia.
    E magari ti viene pure il panico perchè nella tua testa scatta un pensiero del tipo ” se dopo tutto ciò che mi ha fatto mi manca, tremo quando lo vedo, basta un’occhiata per…..cacchio…allora vuol dire che non ne uscirò mai. Che ques’incubo non finirà mai”.
    Ti senti chiusa in un tubo con la porta di accesso bloccata e quella di uscita inesistente….
    Lo dico perchè ci sono passata…azz se le provate queste bruttissime sensazioni. Non erano vent’anni di convivenza, non c’erano nè matrimonio nè figli…..quindi mi viene spontaneo pensare che nel tuo caso queste sensazioni siano da moltiplicare x 10, 20, 30.
    Non dare un peso eccessivo a questi momenti, Mary. Vivili per l’importanza che hanno ma non farti prendere a martellate da loro.
    E’ importante vivere il dolore perchè solo vivendolo se ne sa misurare l’importanza e si riesce a superarlo.
    Se non lo si vive, se non lo si affronta, avrai sempre paura di beccartelo tutto d’un botto all’improvviso, come un serial killer che ti agguanta nottetempo tra il chiaro e lo scuro e ti presenta un conto spaventoso.
    E’ così difficile allontanarlo dai tuoi pensieri ANCHE perchè (ipotizzo di nuovo) come tutti i lasciati non consenzienti

  • 5717
    Lilly -

    ti è rimasto qualcosa in sospeso.
    Provi una sensazione di “mi manca qualcosa…..”. ed il qualcosa che ti manca è la possibilità di un confronto. Ti è stata imposta una decisione.
    E così nella tua testa riempi questo vuoto con la sua presenza.
    Lui non è qui davanti a me per poterci parlare, dialogare, confrontare ed io lo creo nella mia mente e lo chiudo lì, lo costringo a quel confronto che mi ha negato.
    Poi alla fine sei tu a restare prigioniera di quei pensieri.
    E sono pensieri pericolosissimi. Perchè non si tratta di autoanalisi. E’ una specie di processo, un teatrino delle occasioni mancate.
    Rischi di rimanere prigioniera della vita mentale a discapito di quella reale solo perchè in quella mentale hai un riscatto, un diritto di parola, una possibilità di emergere che in quella reale ti sono state negati.
    Non farti tentare dalla voglia di chiuderti e di chiuderlo dentro alla tua testa.
    Non so se mi sono spiegata. Ciò che voglio consigliarti è di affrontare il dolore con un sorriso in tasca e con la consapevolezza che la vita reale può darti tantissimo. E sei già sulla buona strada, giusto?????? Un abbracione!

    Ciao a tutti! Ehy Naty come va?

  • 5718
    LULU -

    Ciao a tutti, Sara tutto normale, capitano cose del genere eccome se capitano…per cio’ che riguarda la terapia sono con te, anche io seguo questa strada. Sai quale e’ la cosa che sembra strana (ma che in realta’ non lo e’?) io tutte quelle cose che sto’ tirando fuori dalla mia persona le ho sempre sapute, i problemi che affrontavo nella mia relazione con relativa dipendenza affettiva pure, ma avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a vederle, non offuscate dalla speranza di un miglioramento, avevo bisogno che qualcuno mi aiutasse a vederle su quel piatto (non tanto d’argento…) e piano piano me ne potessi liberare.
    Mary sei sicura che sia lui quello che ti manca, oppure la situazione diversa che ti fa sentire come un pesce fuor d’acqua? A volte questi cambiamenti obbligati ci fanno paura, temiamo di non essere all’altezza di noi stesse…la nostra vita non vive in funzione della loro. So’ benissimo quanto sia dura, spesso nonostante i grandi sforzi siamo pure tentati di mollare. La stanchezza vorrebbe fare ancora da padrona, ma noi contiamo, noi siamo importanti, il nostro benessere e’ quello al quale ci dobbiamo dedicare, non dobbiamo cedere ai ricordi….il percorso a volte e’ veramente difficile, ma vi posso assicurare che ad un certo punto sembra che qualcosa stia davvero cambiando. Io dopo anni e anni nei quali mi sono completamente annullata, in nome di un qualcosa che nemmeno posso definire amore, mi sono ritrovata. Ho ricominciato a volermi bene. Sono riuscita a gettare via ogni lettera che avevo scritto della mia sofferenza, sono riuscita a liberarmi dei messagi che mi aveva inviato per convincermi a fare la sua “amante” dopo dieci anni di convivenza, per tradire la sua attuale compagna….mi sono liberata di cose di cui non avrei mai creduto. Ancora e’ un percorso in salita, ma ogni giorno mi accorgo che sto raggiungendo la mia meta, e sono contenta di me stessa. Adesso mi….amo…ebbene si. Finalmente mi amo, con tutti i miei difetti.

  • 5719
    Lilly -

    Per me indipendenza emotiva è sinonimo di libertà, di maturità.

    Ciao Markos. In queste settimane mi sono affezionata veramente tanto a te (come d’altronde a tutti coloro che scrivono qui).
    Dici: “non trovo lo spirito per reagire e riprendere la mia vita eprchè ho paura che facendolo lo rimuoverò epr sempre non dandogli la possiblità di tornare…un giorno…se dovesse capitare perchè l’avrei già dimenticato, per questo rimango in questa fase trans!”.

    Che fosse così l’avevo già mezzo inteso e te l’avevo anche scritto.
    Che tu volontariamente decida di stare in una fase di merd….(azz….parli di morire) perchè lui potrebbe tornare e hai paura che non essendoti flagellato il cervello 36 ore su 24 tu ti possa essere scordato di lui e beh…..questo lo capisco un pò meno.
    Oddio!
    Capisco che possa succedere (a me è capitato) ma in modo, come dire, inconscio, inconsapevole, non razionale. Io appena me ne sono resa conto sono zompata in aria come se avessi scoperto di essere seduta su un nido di formiche rosse.
    E cribbio! C’era la mia vita in gioco, la mia stabilità mentale, tutta la mia esistenza.
    Parli di lui come vittima.
    Sei tu la vittima. Ma di te stesso, però.
    Lui, dici tu, è vittima. Bene! Lo conosci e saprai cosa dici…..però la vittima un bel mattino si è svegliato e ha deciso di fare qualcosa che lo facesse stare bene. E si è distaccato da un pò di situazioni che, evidentemente, gli stavano creando un disagio.
    Non dico date. Dico da una serie di situazioni. Lui, la vittima, si è tutelato. Magari raccontando tremila palle, scappando egoisticamente e vigliaccamente e chi più ne ha più ne metta. Ma si è tutelato.

  • 5720
    Lilly -

    Tu, il carnefice, ti dai delle bastonate da solo, parli di morire, anneghi, crepi, soffochi nel dolore, e (peggio che andar di notte) dici che non vuoi uscirne????????????????????
    Markos. Metti il caso che lui ritorni cosa troverà? Una larva? Una persona distrutta dal dolore?
    E metti il caso che non ritorni…..che fai? Con tutte le possibilità che hai, con tutta la gente che conosci, con tutta lo spirito, l’iniziativa, la fantasia che hai scritto di avere ti lasci andare alla deriva? Butti via tutto così?
    Markos, l’amore non si misura con il dolore, non si trattiene con il ricatto e non si trattiene dentro di sè cristallizzandolo nella più tragiromantica sofferenza.
    Come fai ad amare lui se non ami prima ed anche te stesso? E come fai a dire di amare te stesso se ti fai volontariamente così tanto male?
    Il mio cervello, forse, è un pò limitato……ma io credo nella caduta, credo nelle ricadute, credo nelle ricadute apparenti e nelle ascese discese umorali. Ma che uno decida di stare male per la finalità che dici tu dopo aver razionalmente messo a fuoco la situazione….questo NO! Non riesco proprio a capirlo.

    Ciao!

  • 5721
    LULU -

    Adesso riesco a valutare il mio rapporto con lui da un altro punto di vista….mai piu’ vorrei tornare sotto i suoi artigli, si perche’ di artigli si tratta. Ogni volta che passo davanti alla loro abitazione ho ancora qualcosa che mi sobbalza nel petto, ma poi mi chiedo, vorrei fare ancora la vita che ho trascorso con lui? MAI E MAI PIU’. A volte e’ bene usarsi violenza, se questo e’ positivo per noi. A volte e’ giusto guardarsi allospecchio e dirsi…adesso non mi vedrai mai piu’ piangerti dietro, non mi vedrai piu’ chiederti perche’….adesso saro’ diversa/o, e quando ci incontreremo di nuovo saro’ una persona diversa, quella che tu hai fatto morire dal dolore non esistera’ piu’…..io saro’ RINATA….
    Sentirsi a disagio, sentirsi come in un cunicolo senza vedere una via di uscita e’ normale, fa parte del percorso di guarigione…e se ce la sto’ facendo io, dopo le mie terribili gesta di lasciare questa vita, sono certa che tutti possono farcela….l’importante e’ non mollare, non mollare mai!!!!!Lulu

  • 5722
    Ada -

    LUNA: “Sì… ma pensare continuamente a degli scenari in cui loro corrono felici con i capelli al vento sulla spiaggia tipo in un film anni Settanta e giocano a bocce con gli amici comuni”
    LILLY: “Ma tu ti vedi veramente come la sfigata del campus che guarda sfilare la reginetta ed il re del ballo scolastico?
    E’ un atteggiamento che ti fa male, però.”

    No. Io mi vedo in maniera diversa da queste descrizioni. Non sto lì a pensare a come si comportano loro due (se sono felici ecc…)… oppure a vedere me come sfigata della situazione (ancora non l’ho dimenticato, questo si) … come posso spiegare?!…. li vedo all’interno di un contesto….. un contesto nel quale, come coppia, non c’entrano un cavolo! Come posso dire….. insomma, questa tizia a cena con la MIA migliore amica, cosa ca**o c’entra?????
    E allo stesso tempo capisco anche che, si, c’entra perchè c’è un gruppo di amici all’interno del quale lei, in veste di fidanzata del mio ex, dovrebbe entrare.
    Solo che in questo gruppo ci sono anche io! e non mi va di incontrarli (proprio perchè ancora non l’ho dimenticato)… e da qui nasce un gran casino perchè, ad esempio, la sera io sono con alcuni del gruppo e se si stabilisce di andare in un locale scatta tutto un giro di telefonate per vedere se in quel locale ci andranno anche loro con altri nel gruppo e se è così si cambia meta.. con gli amici non c’è più la libertà di vederci tutti insieme!!!!
    Altro esempio: adesso! adesso vorrei chiamare la mia “amica Pinella” per andare in spiaggia ma non posso perchè so che deve andarci col mio ex e “l’altra”… e allora ci andrò col fratello della mia amica Pinella e altri.
    Avete presente il film “Saturno Contro”??? mi è venuta così, ecco, avete presente tutti i vari amici che si conoscono da una vita? Bene… ve la immaginate Isabella Ferrari che diventa fidanzata ufficiale di Stefano Accorsi e si inserisce nella combriccola? Magari a Margherita Buy fa un effetto un po’ strano.. Mi sembra un po’ una questione di ruoli…

  • 5723
    Ada -

    …c’è una che ha preso il mio ruolo. IO, come singolo individuo, sono sempre io ma non esisto più nel ruolo di “fidanzata di xxx”. Adesso quel ruolo è interpretato da un’altra. Forse sono gelosa dei miei amici, non lo capisco neppure io. Forse la trovo semplicemente una situazione un po’ fastidiosa, scomoda……
    Forse sono due problemi distinti è separati:
    da una parte lui che mi manca e tutti i ricordi che abbiamo insieme e questa storia, che per me era x tutta la vita, che mi dispiace sia finita…e quindi comunque il fastidio di poterlo vedere con l’altra.
    E dall’altra, la “scomodità” di averli qui in ferie in mezzo alle scatole.
    Non lo so. Sono nella confusione totale.

    Luna: “E al di là della sofferenza che sicuramente provi io ho l’impressione (sarà stracampata in aria, sarà una cazzata micidiale,eh!) che uno dei motivi per cui questo dolore ti pesa di più sia anche che continui a vederti come colei che è stata lasciata mentre lui si è rifatto una vita”

    A me pesa un po’ il fatto di non avere una persona vicino (ma mi pesa di + il fatto di non avere la mente bella sgombra, semplicemente libera da lui)… in pratica mi chiedo: ma perchè diamine io ogni volta devo starci un secolo prima di interessarmi ad una persona nuova (e non dico innamorarmi ma anche una mera attrazione) mentre per gli altri pare sia come cambiarsi le mutande?

  • 5724
    Naty -

    Ciao Lilly, i soliti problemi (il lavoro ecc.).
    E tu?

  • 5725
    LUNA -

    ADA: parto dal finale:
    mi sa che non è proprio così, intendo dire che, poiché capita di sentire continuamente persone che dicono la stessa cosa che hai appena verbalizzato tu, per quanto riguarda “gli altri pare” appunto pare ma forse non è.
    E’ vero che molti, anche appena lasciati, cominciano comunque ad uscire, a vedere gente, e magari ad andare fuori con qualcuno, magari qualcuno che è stato loro presentato, hanno incontrato ecc, c’è anche chi chiede esplicitamente agli amici: “presentami qualcuno, dai” e chi vede questa opzione invece odiosa come la peste.
    Non c’è una ricetta, ognuno fa quello che si sente, ovviamente.
    Comunque sia se parli anche con quelli, mollati dopo una storia importante e significativa, che escono con qualcuno, e ci parli da amico, e non da conoscente (intendo dire, se c’è un dialogo più onesto) la maggior parte delle persone dopo un po’ ti dice che nonostante non stia a fare la calza, non riesce a provare un vero interesse, non è rimasto ancora veramente colpito, ecc ecc…
    Non è neanche vero che tutti abbiano dei tempi lunghi, perché il mondo è vario, e ciascuno ha i tempi suoi, e ci sarà sicuramente anche chi cambia… mutande più facilmente… o anche più cu… chissà di incontrare una serie di persone interessanti, una dopo l’altra…
    ma insomma io sono convinta che l’amore si incontra, non è che uno/una non si innamorerà mai più – come pensa nel momento in cui sta lì a riprendersi da una tranvata – ma che non si incontra sotto il primo cavolo del giardino, e che il problema è anche che chi è appena uscito da una storia importante (e se non appena è comunque ancora in fase di rielaborazione) da un lato spesso ha il terrore di innamorarsi, o non ha voglia di un impegno a tremila perché non si sente pronto, ma dall’altro vorrebbe l’amore… nel senso che poiché ha la nostalgia anche di se stesso innamorato, e ha dentro di sè una immagine di sensazioni di un certo tipo e vorrebbe qualcosa che scalzasse via la sensazione di vuoto

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