La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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Ciao Lilly,
Ci sei passata…ma non conta quanto tempo si sta insieme 10,20,30 anni è stato comunque un periodo della tua vita che ti ha fatto nel bene o nel male crescere.
E’ tanto difficile ricominciaree comunque!!
qello che a me fa tanto male e mi rende difficile pensare per quel poco positivo è proprio come dici tu,non averlo davanti e dirgli quello che penso…il dover accettare tutto senza diritto di replica!
Il dover affronatre situazioni che non ho cercato…
Dover dare spiegazioni a mio figlio che è talmente intelligente da aver capito tutto senza dover dirgli niente e mi chiede la verità perchè il padre non ha il coraggio di dirgliela….Il dover affrontare un mutuo che non volevo ma per paura di perderlo ho accettato,come ho cercato di accettare tutto di lui con tutte le sue insicurezze e cercando per 20 anni di sostenerlo nelle sue scelte mettendo da parte le mie….Per poi sentirmi dire che ho fatto solo il mio dovere!!!!Tutto fa tanto male!!!!Sopratutto il fatto che al suo fianco ci sia una donna,ma qonna dualsiasi una che ha cercato di essere mia amica per stare con lui…Una che ha già rovinato più di una famiglia distruggendo anche la sua…Una che ha tentato il suicidio per attirare le attenzioni su di lei…E lui che fa il buon samaritano è cascato dentro mettendo da parte la sua famiglia pur sapendo di correre rischi seri….come quello di perdere il lavoro…perchè sono colleghi…..Spero tanto tutto passi in fretta!!!
Un abbraccio
e che confermasse che l’amore esiste ancora, è “provabile”, nota anche di più quanto esistano sensazioni che sono palliducce a confronto.
Insomma, è un mix di più cose: da un lato anche il fatto che, obiettivamente, il fatto che qualcuno ci colpisca veramente non è facile e soprattutto quando vorremmo qualcuno che ci colpisse ma proprio assai.
O almeno credo che anche queste possano essere alcune ragioni. Fermo restando, appunto, che il bello dell’innamoramento, comunque, ma anche dell’attrazione, quella bella tosta, intendo, è che non si provano certe sensazioni per chiunque. Non ti sto dicendo che il tuo ex sia l’unico, ti sto dicendo che secondo me non è un male per te il fatto che non ti interessi alla prima papera che passa.
Almeno io la vedo così. Ma poiché parli con una che, pur conoscendo molte persone, e anche molte simpatiche e interessanti, se parliamo di qualcosa che vada oltre alla stima e all’amicizia non si interessa alla prima papera, è possibile anche che io sia di parte dandoti questa risposta.
Per l’altra questione: disagio comprensibilissimo. e comprensibile anche la sensazione “perdita ruolo”, di intrusione, la gelosia ecc…
d’altra parte quei giri di telefonate a cui fai cenno probabilmente ti stressano di brutto, perché – pure nel loro fine protettivo – non fanno che alimentare ancora di più questa sensazione:
@come singolo individuo, sono sempre io ma non esisto più nel ruolo di “fidanzata di xxx”. Adesso quel ruolo è interpretato da un’altra.
Il fatto è che non è che quel ruolo è interpretato da un’altra, e lei ti ha sostituito, è proprio che quella è un’altra storia. Loro sono un’altra cosa. Non meglio/peggio. Un’altra. Qsta cosa degli amici comuni è all’ordine del giorno. Di solito come si risolve? con il fatto che uno dei due, quasi per un processo naturale, di solito cambia o allarga il giro. Ora non ho più spazio, tornerò…
Luna: “E’ vero che molti, anche appena lasciati, cominciano comunque ad uscire, a vedere gente, e magari ad andare fuori con qualcuno…”
Si, sono d’accordo su questo, per questo dicevo che non pretendo di innamorarmi (nè mi interessa l’eccesso – l’ho indicato come tale- di chi realmente passa con facilità da una persona all’altra)… ma nel senso che, almeno tanti altri che conosco, riescono appunto a provare un interesse, una simpatia nei confronti di una persona nuova… quel semplice interesse che ti fa venir voglia di andare a prendere un caffè insieme e vedere come e se si evolverà la cosa. Il semplice pensare “beh, carino questo ragazzo”.
Io in questi mesi di persone ne ho conosciute un mare e, tra queste, anche persone che mi fanno un po’ il filo …. ma il mio interesse è proprio ZERO! amicizia, tranquillamente ma niente di più. A me questo sembra un po’ inquietante.
Ho paura di fissarmi nella cosa: “io stavo bene dov’ero, con la persona con cui ero”… ho paura sia quello che sto facendo… mi sto dimenticando le cose negative.
@”d’altra parte quei giri di telefonate a cui fai cenno probabilmente ti stressano di brutto, perché – pure nel loro fine protettivo – non fanno che alimentare ancora di più questa sensazione:
@come singolo individuo, sono sempre io ma non esisto più nel ruolo di “fidanzata di xxx”. Adesso quel ruolo è interpretato da un’altra.”
Si, queste cose sottolineano di più la situazione.
@”Il fatto è che non è che quel ruolo è interpretato da un’altra, e lei ti ha sostituito, è proprio che quella è un’altra storia. Loro sono un’altra cosa. Non meglio/peggio. Un’altra. Qsta cosa degli
amici comuni è all’ordine del giorno. Di solito..”
Già… io frequento anche altre persone oltre agli amici storici ma loro sono quelli che conosco da sempre, c’è un rapporto particolare (vale anche per lui con loro), è proprio come una famiglia.
In certi momenti mi sembra ancora tutto surreale.
Mary: quando uno da fuori legge una storia come la tua (una parte della parte della parte, ovviamente, perché in poche righe non si può riassumere una vita, una relazione, dei sentimenti, fatti, cause e conseguenze, anche se gli stati d’animo si possono mettere sulla “carta”, e spesso anche la selezione che facciamo di quello che raccontiamo ha un senso, per noi, ovviamente…), dicevo, quando si legge da fuori che una persona si è dovuta mettere da parte, rinunciare a ciò che sentiva simile a sè per proteggere un altro o la relazione che pendeva da una parte, fare scelte in cui non si è riconosciuta, e che in seguito pesano sulle sue spalle, e fa le considerazioni che fai, lo so, è fin troppo facile, da fuori, dire: meno male, Mary, meno male che questa storia è finita. Meno male per te, anche se purtroppo la sua fine ti sta dando tutto questo dolore e queste cose da risolvere, che pesano a livello pratico ed emotivo.
Perdonami, se puoi, queste considerazioni:
situazioni che non hai cercato, non diritto di replica, e il fatto di dover trovare tu il modo di risolvere con tuo figlio anche il come dirgli ciò che lui, il tuo ex, dovrebbe dire, perché è cosa sua la scelta che ha fatto ora e che vi impone…
cerco le parole, perché non voglio, in alcun modo, che sembri che io ti stia dicendo cose tipo: come hai fatto a non accorgerti che…
non ti voglio dire questo, assolutamente.
tu hai protetto un uomo che, se ho capito bene (e posso aver capito malissimo) ha vissuto questa vostra storia alternando bisogno di conferme e mostrando le sue insicurezze alla prepotenza (il fatto di averti chiesto, non importa se in modo palese o attraverso atteggiamenti ecc, di metterti da parte, di andarti contro facendo delle scelte per andare incontro a lui e alle sue esigenze).
Perché una persona se ne va in modo così prepotente, delegando però le questioni emotive che riguardano vostro figlio a te, e facendo il buon samaritano per una persona che usa certe modalità per tenere
l’attenzione su di sè?
azzardo, solo azzardo Mary, che fa così perché se era insicuro e prepotente prima non può che esserlo anche quando se ne va.
Non è che quando se ne va impara un dialogo e una parità che prima non aveva.
Una persona che tiene la bilancia dalla sua parte usando le proprie insicurezze è un insicuro che agirà avanti da insicuro, e spesso l’insicurezza fa rima con la prepotenza. con la pretesa. con l’egoismo. con l’essere egocentrici, nel restare come nell’andare.
Siamo tutti un po’ insicuri, ma non tutti siamo prepotenti. Non tutti esigiamo che siano gli altri a risolvere le nostre insicurezze, i guai che combiniamo, i disastri che ci lasciamo alle spalle quando scegliamo di cambiare vita. non tutti facciamo la voce grossa quando abbiamo torto o in nome del fatto che conta solo il metro quadro che abbiamo davanti gli occhi.
ora faccio una considerazione assolutamente generale, che con la tua situazione può non centrare nulla:
spesso non è casuale che una persona che si è messa al centro attraverso le proprie insicurezze si metta con una persona problematica che si mette al centro con le proprie insicurezze e i propri casini, come la donna di cui parli.
perché l’insicuro che ha giocato la parte di forza in una relazione anche attraverso la prepotenza delle proprie debolezze (può sembrare una frase paradossale, ma non lo è… perché quanto spesso è chi è apparentemente il più forte a mettersi da parte?) si mette ora nel ruolo in cui sembra giocare ora il ruolo del più forte, appunto del buon samaritano, come dici tu.
ma alla fine sono entrambi, questi due ruoli, due facce diverse della stessa moneta. E lo si capisce anche dal fatto che una persona equilibrata non ha bisogno di fare l'”orco” da una parte per fare il buon samaritano dall’altra, nè di decidere chi sia più forte e chi più debole, ma guarda la realtà.
si prende le sue responsabilità.
Persone così non ci cascano perché non vedono. Scelgono, perché annusano qualcosa di simile.
Ciao Mary. Dicono che “si somiglia si piglia”. Nel caso di quei due individui pare prorpio sia così.
Di gente disposta a calpestare tutto e tutti pur di raggiungere il proprio obbiettivo è pieno il mondo……
Il “bello accade quando si mettono insieme. Perchè finito il periodo idilliaco del “pucci pucci cucci cucci com’è bello star con te” parte lo sbrano reciproco.
Perchè è gente abituata così. A prendere a calci la gente anche se non ce n’è motivo. Anche i loro simili.
Solo che dall’altra parte non c’è più la persona corretta che sta male, si fa da parte e, al limite, si tutela come può senza però mai aggredire…………..dall’altra parte c’è uno str….esattamente come loro.
Forse il tuo momento del riscatto sarà proprio quello…il momento dello sbrano!
E’ vero. Sono persone arroganti, forse insicure ma sicuramente convinte che tutto gli sia dovuto. Anzi, che gli sia dovuto anche qualcosa di più di tutto. Persone prepotenti, fancazzisti a tutti gli effetti.
E fanno male, un male cane quando se ne vanno perchè lo spazio che hanno occupato è stato troppo e la loro assenza scopre un vuoto doloroso, destabilizzante, assurdo.
Ma sarebbe stato molto peggio se fosse rimasto. Perchè ti avrebbe rubato ancora u pò dii personalità, un pò di vita e troppa energia.
E non lo meriti!!!!!
Ciao ciao.
per Markos…..si dammi il tuo numero ho bisogno di parlare con ualcuno estraneo alla vicenda!!!!
ADA: sì, capisco il concetto degli amici storici. Anch’io li ho, accanto a quelli più recenti 🙂 con gli storici siamo come fratelli, e al gruppo si sono aggiunti ovviamente negli anni mariti, mogli, compagni e compagne, più o meno storici pure loro, alcuni sono stati anche di passaggio.
peraltro capita che nella stessa tavolata ci siano anche degli ex, degli ex fra gli amici storici, intendo, per coppie formatesi in più giovane età, poi tramutatesi in fratellitudine, e nessuno si scompone…
ma certo la tua situazione ora è diversa.
tornando all’inizio del tuo post:
@…A me questo sembra un po’ inquietante.
Ho paura di fissarmi nella cosa: “io stavo bene dov’ero, con la persona con cui ero”… ho paura sia quello che sto facendo… mi sto dimenticando le cose negative.
a me da fuori non pare inquietante, nel senso che può capitare di non sentirsi pronti, e non aver voglia, di chiudere un canale perché non si è pronti, e ci si sta ripigliando su certi livelli, anche se in teoria si vorrebbe… e magari si vorrebbe anche a dimostrazione del fatto che si sta bene, o meglio. e se si cerca una dimostrazione si è più tesi, si cerca un qualcosa di specifico ma quindi forse lo sguardo è meno aperto.
ma il punto è che se sembra inquietante a te, se tu hai paura di esserti fissata, bloccata… be’, ascoltati.
un conto è essersi bloccati, fissati e un altro avere paura di essere bloccati e fissati.
banalmente, se davvero il tuo disagio ti sembrasse troppo, se percepissi davvero un blocco, vai a farti sbloccare. Non c’è nessun motivo per cui bisogna camminarsi su una caviglia rotta, e zoppicare. esistono gli ortopedici per qualcosa. Lo stesso vale per i blocchi emotivi. Io almeno la vedo così.
come si fa a capire se si ha… una storta che sta guarendo, nei suoi tempi, o una frattura che non si sta rimarginando, ma invece si allarga?
ognuno sa per sè, cara Ada.
io sono piuttosto convinta che una persona lo sa, se si ascolta.
a te spaventa il tempo, anche, forse, che è
già passato da quanto vi siete lasciati, e il fatto che, dici, sei ancora lì…
ma in questo tempo c’è per esempio anche questa sollecitazione del fatto che lui giri con i tuoi stessi amici, insieme a lei.
questo allunga forse i tempi, o ti dà questa sensazione in questo momento, perché ti carica di stress, di domande, sensazioni…
carica l’emotività. la rielaborazione lavora sul distacco, perché vi siete staccati, la realtà lavora sulla… visione e l'”attaccamento”.
ora, Ada, io non conosco esattamente la situazione, neppure la logistica (non so per esempio se vivi in un paese di 100 anime, in una città o in una metropoli, se l’hai detto, perdonami, non me lo ricordo) e quindi posso parlare solo in generale.
In generale potrei dire che una tua frustrazione nasce anche dal fatto di quella che percepisci come un’invasione, e dallo scontro continuo, se ho capito bene, tra: io con i miei amici sto bene, e ho bisogno di stare con loro, perché con loro sto bene, ma in questo momento l’habitat che dovrebbe essere sereno è invaso e frutto di frustrazione.
ping pong su questa cosa. ping pong di testa e di cuore.
piacere misto dolore.
più dolore che piacere.
come andare a una grigliata per rilassarsi, ma cucinarsi il cuore sulla griglia. perché anche se lui non c’è c’è tutto lo stress dell’evitamento.
il desiderio è: voglio vedere i miei amici, che per me sono una famiglia, in pace.
la realtà è: non è così, non me la vivo in pace, non posso, non ci riesco.
la realtà quando dipende anche dal libero arbitrio degli altri non si può cambiare… può infastidire, ma che si fa?
si può usare il proprio libero arbitrio, e mettere sulla bilancia i costi/benefici.
Capisco che ti sembri surreale.
Anche perché, oltre alle ragioni del cuore, esiste una cosa chiamata consuetudine. E anche quello fa il suo.
Gli esseri umani vivono anche di consuetudini. Che lasciano una scia. Il modo per cambiare una consuetudine, e accettarne il cambiamento è… cambiarla.
avete mai visto il film COME ERAVAMO? con robert retford e barbara streisand. lui si innamora follemente di lei, hanno un amore unico speciale irripetibile sentito vivo passionale magico che li coinvolge…fin quando lui si allontana, dopo mesi lei lo rincontra e lo vede sposato con un’altra e gli chiede: perchè?
perchè lei…lei è semplice.
mentre barbara streisand con i suoi ricci e le sue problematiche comportava un rapporto difficile.
già a volte l’amore sembra proprio difficile per tutto ciò che può capitare e succedere. e uno scegli la via più semplice. non tutti siamo fatti per amare e lottare per amore, dobbiamo trovare solo un cavallo dir azza che come noi ha volgia di correre felice e ribelle.
ogni tanto durante la giornata alzo lo sguardo al cielo e mi rivolgo a lui e sorridendo gli dico: grazie.
già grazie per avermi fatto scoprire questo sentimento epr avermi fatto soffrire per avermi distrutto, eprchè mi hai dato una possibilità di migorare. non eprdo la speranza che torni, però forse proprio il giorno che tornerà io chiuderò questa parentesi perchè sarò andato avanti. e come la scena finale del film lo guarderò negli occhi e gli dirò: addio mio amore.
giornata romantica-nostalgica
ciao ragazze lily luna e co. come state???
io tra il meglio e il peggio!!!
tra alcuni giorni parto con i miei per 15 giorni vi lascio il mio indirizzo email chissà se qualcuna vuole parlare io sono sempre disponibile ad ascoltare (in particolare la mia diletta lily che sembra una sorella di quanto mi conosce bene)
markoss85@hotmail.it
besito!
Ciao ragazze,
Tutte parole vere le vostre!
Tutto vero….Ha trovato una sua simile!
E anche mio figlio stasera mi ha aperto gli occhi una volta in più,dopo aver parlato col padre al telefono…viene e mi dice: “mamma io e te stiamo bene da soli”!!
Che dire…ogni giorno che passa c’è una conferma!Eogni giorno che passa è un giorno senza di lui che mi fa trovare la forza di dire vai avanti che anche senza di lui ce la fai!!
un abbraccio
MARY: …pure meglio ce la fai 😉 direi.
più calma, più risorse da investire, più spazio per volerti anche più bene, meno egoismo con cui dover fare i conti ogni giorno, e a cui si rischia anche di abituarsi, sai?
vedrai… pure meglio, tesora 😀 :DDDDDDD
un abbraccio grande grande 🙂
anche a tuo figlio :DDDD
Ciao Luna,ciao a tutti
E’ vero la calma e il tempo sono tutto o quasi….
Mio figlio..la persona più importante!
Tanti amici…che non credevo di avere!La mia psicologa …che ogni giorno ringrazio di averla conosciuta,perchè mi sta facendo capire quanta forza ho dentro che non credevo di avere…
I miei suoceri che pur suoceri sono….invece ho trovato dei genitori in pù che mi vogliono bene perchè hanno vissuto tutto con me e sanno quanto in 20 anni ho fatto per la famiglia e sopratutto per il figlio!!E pur sapendo che comunque è il loro figlio sanno quanto male mi ha fatto e ha fatto a nostro figlio e grazie a Dio ci sono vicini!!
E a questo blog dove ho trovato nuove amiche!!!
Un forte abbraccio Mary
Luna: “ma il punto è che se sembra inquietante a te, se tu hai paura di esserti fissata, bloccata… be’, ascoltati.
un conto è essersi bloccati, fissati e un altro avere paura di essere bloccati e fissati.
banalmente, se davvero il tuo disagio ti sembrasse troppo, se percepissi davvero un blocco, vai a farti sbloccare.”
Già, è quello che sto cercando di capire. Mi sono accorta che mi è successo anche altre volte in passato, dopo storie di poca importanza.
“a te spaventa il tempo, anche, forse, che è già passato da quanto vi siete lasciati, e il fatto che, dici, sei ancora lì…
ma in questo tempo c’è per esempio anche questa sollecitazione del fatto che lui giri con i tuoi stessi amici, insieme a lei…”
Si, è vero, come è vera la questione della consuetudine… ma per quanto mi possa dare fastidio questa “intrusione”, francamente, non mi va di allontanarmi da quelli che sono i miei amici + cari e sai, non mi va proprio giù di farlo a causa sua! questo farmi “momentaneamente da parte” mi sembra un farmi condizionare da quello che fa lui, non so se mi spiego.
Ciao Markos. Hai detto una grande verità “…e uno sceglie la via più semplice…..”.
L’unica “giustificazione” che sono riuscita a estorcere al mio ex (in realtà avrei voluto un confronto, una risposta alle mie domande ma vabbè) e stato una sorta di motto rigorosamente scritto e che ogni tanto vado a rileggermi: “ho solo scelto la via più semplice che ho “trovato””.
Del tipo “chissenefrega se quella via la si può percorrere solo con un rullo compressore e con quel rullo ti becco alle spalle, ti stendo, ti schiaccio prima di andare oltre….”.
C’è un momento in cui i perchè sia nella forma di domanda che nella forma di risposta perdona importanza.
E’ il tempo che passa, le circostanze vecchie e nuove, la voglia di andare avanti o la necessità di farlo che gli tolgono importanza.
A volte quei perchè ballerini saltano fuori dal cassetto dei ricordi…..perchè non spariscono, restano lì inerti, tramortiti ma continuano a gironzolare dentro di noi aspettando un momento di fragilità, di umore nero, di tristezza o depressione per farsi forza e saltare fuori.
Ma sono solo attimi. Attimi che arrivano, fanno male, stanno lì per un pò, e poi se ne vanno.
Sono i “momenti del su e giù” che bisognerebbe riuscire a valutare non con lo stato d’animo che si vive in quel momento ma con quello del momento successivo.
In questo modo quando siamo su non vedremmo il “su” più su di quanto è veramente e non ci sembrererebbe di precipitare in un baratro infernale al momento del crollo emotivo.
E viceversa quando cadiamo giu non ci sentiremmo ancora più giù e non vedremmo il sù come letteralmente irragiungibile.
Ciao Mary. Quant’è bello quanto uno che si è comportato da bast….viene riconosciuto tale anche da coloro che di default dovrebbero vederlo come un santo sempre e subito. Quando qualcuno infrange la legge del “ogni scarrafone è bello a mamma sua” e ti dimostra che non sei da sola.
Quanto è bello che non debba essere tu a predicare, sottolineare
perchè c’è un figlio che lo capisce da sè e due suoceri che confermano…..
Ciò che dicevo più su per Markos lo rivolgo anche a te (oltre che a me stessa). Non farti fare troppo male da dei perchè rimasti inevasi (e che funzionano da zavorra) e continua per la strada che hai intrappreso. Ti porterà sempre e comunque dentro di te e ti porterà alle mille risorse che sai di avere e che scoprirai di avere.
Luna: “Gli esseri umani vivono anche di consuetudini. Che lasciano una scia. Il modo per cambiare una consuetudine, e accettarne il cambiamento è… cambiarla.”………..grandissima Luna!!!!!
Ciao ciao a tutti!!! Un bacione.
ADA: ti spieghi benissimo. ed è anche molto naturale quello che dici.
per la prima cosa penso che aver notato quella cosa che dici sul blocco, e sulla quale stai riflettendon(chiamiamolo un… dejavu), sia un andare avanti (dentro di te, intendo) e non stare ferma, perché è un piano di ascolto “vicino a te”.
Quello che volevo dire io (solo un’opinione) sugli amici è di mettere appunto sulla bilancia ciò che per te, per il tuo benessere, ora è più importante.
Perché ti dico questo? perché ci sono due piani e dipende su quale ti muovi:
uno, giustamente, è la scelta: IO voglio vedere i miei amici e scelgo di vederli perché questa è la mia priorità, ciò che per me conta.
IO scelgo di non vederli.
due è il piano della dipendenza e del condizionamento.
Il piano del condizionamento (scusa se rompo, poiché hai sollevato il problema provo a sviscerarlo con te) non vale solo se dici:
io non posso uscire con i miei amici perché lui c’è e scelgo di non farlo di conseguenza.
ma anche se dici:
io scelgo di vederli, anche se quando vedo lui ecc mi viene il mal de panza, o ciò mi costa ansia (anche da evitamento, o da “organizzazione”) superiore perché non esiste che io non li veda perché c’è lui. o che lui pensi che io non ci vado per lui, o che io abbia la sensazione di dargliela vinta.
Non so se riesco a spiegarmi, ma quello che intendo dire è il centro di non farti condizionare è di ascoltarti e di fare la cosa che è bene per te, non pensando a come lui ti condiziona o non condiziona.
Forse il concetto non si capisce, se ti interessa proverò a spiegarmi meglio –
Un bacione, ora scappo che è tardiiiiiiii 😀
buona giornata a tutti 😀
Ciao Mary, credo che cio’ che ti sta succedendo lo capisco benissimo. Se mi permetti credo davvero che tu abbia una forza davvero grande anzi grandissima dentro di te, questa ti aiutera’ molto nei momenti in cui ti sentirai…stanca, si usiamo questo termine, molto meno pessimista. Sicuramente in tutta questa storia, pur avendo dato tanto, tantissimo, non hai perso di vista te stessa. E’ un bene per tuo figlio, ma soprattutto per te.
E’ di questi giorni il commento di mia figlia, “mamma finalmente hai smesso di trascurarti, ce l’abbiamo fatta….” Vedi io non lo so se cel’ho fatta davvero, ma sono sicura di essere sulla buona strada. A volte mi capita guardando mia figlia di ripensare a lui, in realta’non soffro piu’ come prima, e’ rimasta solo un po’ di malinconia.
Non tutte le storie sono uguali, non tutte le storie quando e se finiscono lasciano lo stesso segno. Dipende anche e soprattutto dalle persone che le vivono.
Ma una cosa posso certamente dichiararla, adesso, non si muore d’amore. Non ne sono stata convinta fino a qualche tempo fa, soprattutto nei momenti in cui avevo “quella tremenda idea” in testa. Adesso vivo con fatica in certi momenti, ma felice di vivere. Felice di svegliarmi al mattino e vedere il sole, la pioggia, o quello che si presenta ai miei occhi. Sono felice di vedere mia figlia serena, finalmente dopo tanto tempo….anche e soprattutto perche’ un po’ piu’ serena,forse perche’ lo sono io. E’ bello scoprirsi interessata a cose che prima neppure vedevo, troppo presa dai tremendi “torcibudella” quotidiani….ho un po’ paura ad essere troppo ottimista, ma credetemi adesso ho scoperto che si puo’ sopravviver, poi vivere, poi finalmente rinascere anche dopo un dolore cosi’ devastante!
P.S. Incrocio le dita!!!!!!non si sa mai! Un bacio a tutti quanti, in particolare a Luna, Lilly, Naty, le mie prime pazienti ascoltatrici!!!!!LULU
MARY E LULU: mi si apre il cuore quando leggo le parole dei vostri figli. Per tutto l’amore che c’è (anche quello che voi avete dato loro, intendo) e per tutto tutto tutto quello che c’è di intenso.
Per i figli una separazione è una sofferenza si dice, ma anche il torcibudella lo è, vedere il torcibudella o anche non vederlo, perché magari sta in un’altra stanza, ma vederlo in faccia alle persone che si amano.
Vedere la propria madre essere più serena non può far male, può fare solo bene. Vedere che fa pace con se stessa, la vita e il mondo, perché non deve fare la guerra tutti i giorni. Non quella guerra, come quella che facevi tu, Lulu. Forse un’altra, ok, d’accordo. Ma diversa. Non quotidiana. Problemi da risolvere, ma a distanza, e con le risorse più libere e alte. E consapevolezza maggiore, e più spazio per sè, e p
E a volte (quasi sempre) la guerra non comincia il giorno in cui viene dichiarata una separazione in modo definitivo.La guerra era prima.
Così sono felice di leggere le parole dei vostri figli, per la forza dell’amore che c’è, per tutto quello che non si può scrivere e dire ma si sente (voi intendo, tra voi), per la vita e le sensazioni e i sentimenti a cui le parole non riescono a star dietro, perché ci sono sguardi, gesti, momenti, che fanno un tutto di cui le parole non sono che una piccola parte.
Ma sono felice di leggerle anche perché riflettono come state voi.
Il fatto che dentro ci siete, voi, al di là di tutte le battaglie, e il fatto che fuori ci siete, perché traspare il fatto che comunque queste separazioni che danno dolore, e sembrano spezzare in due, spesso non sono che una rinascita, e una riscoperta, di parti di sè che si credevano perdute. O messe in un angolo.
O che comunque vale sicuramente la pena di ritrovare, riscoprire.
Non sono madre, ma credo che sia così.
LULU, ti mando un bacione, e sono io che ringrazio te, per essere passata di qua allora e per averci aperto il tuo cuore e una porta.
BACIONI A TUTTI :
Ciao a tutte,
E’ vero! Non tutti i giorni sono uguali..Uno su e uno giù!
Cerchi dentro di te la forza che avevi il giorno, prima ma dov’è ti chiedi?Oggi per la seconda volta in 4 mesi,da quando il padre se nè andato mio figlio ha avuto una crisi!
Quanto male mi fa vederlo così e non potergli dire cose belle ma solo conferme di cui ha bisogno di sapere…
Non è giusto che a 14 anni si deva avere il pensiero, che un padre che l’ha abbandonato,rischia il posto di lavoro per volere a suo fianco la persona sbagliata e avere il pensiero di non volerlo vedere insieme a lei perchè ci ha fatto tanto male…come spiegare che la colpa non è solo di lei, ma anche di un uomo che non potrà mai essere felice ne con lei ne con nessun’altra,perchè è lui che non è una persona felice.Perchè lui non riesce a vedere la bellezza delle piccole cose…nei gesti semplici di tutti i giorni come un seplice bacio o un caloroso abbraccio!! Come dirgli che il padre si è incasinato la vita perchè non riesce ad accontentarsi di quello che ha perchè cerca nell’esteriorità il vuoto che ha dentro,che io ho cercato di colmare per tanti anni con il mio amore ma a lui non è bastato !!Mi auguro che tutto questo passi anche se so che è ancora troppo presto! Siamo solo all’inizio, ma mi auguro sopratutto che non gli faccia troppo male!
un abbraccio a tutte
Le tue parole mi fanno sempre molto bene, sai Luna, ogni volta le leggo e rileggo piu’ volte, non ti conosco fisicamente, me questi tuoi commenti mi sembrano le parole di una mia vecchia amica, come se ti avessi conosciuta negli anni dellla scuola materna. E’ vero, a volte non sono necessarie grandi parole, grandi gesta o quanto altro, a volte un semplice sguardo, un impercettibile miglioramento, sono agli occhi di un figlio una grande conquista. Per mia figlia, che non ha certo trascorso anni sereni, quello che stiamo vivendo adesso e’ come un rifiorire.
Lui se ne era andato quando lei era piccolissima, poi e’ tornato dopo qualche anno (io stupidamente) l’ho sempre ripreso, sperando che le cose sarebbero cambiate. Illusioni. Adesso non lo rifarei piu’, ne sono certa. Come dice Mary, ho sempre sperato di colmare quel vuoto che aveva dentro, ma lui narcisista, non poteva vivere una vita tranquilla, con una compagna ed una figlia……troppo poco, la vita gli offriva ben altro. Adesso sono giunta alla conclusione che spero se la tenga questa sua vita, io non ne faccio ma soprattutto non ne voglio mai piu’ far parte.
Mia figlia ha sedici anni, eta’ difficile, ma credo che dopo tanto male ho avuto una fortuna sfacciata!!!!E’ una ragazzina meravigliosa, a volte mi domando come abbia potuto fare a crescere cosi’ equilibrata e serena nonostante la situazione familiare, speriamo che non “scoppi” all’improvviso.
Vedrai Mary, tuo figlio passera’ dei giorni difficili, ma certamente con te vicino sarete una grande SQUADRA, spesso io e mia figlia abbiamo pianto insieme, anche lei non vuol andare a casa del padre. So il motivo, c’e’ la ragazzina con la quale attualmente convive, ha pochi anni piu’ di lei. Ma non me ne parla, io la rispetto, se vuole sono qui ad ascoltarla altrimenti, come dice la mia terapeuta devo lasciarla rielaborare il dolore da sola. E’ molto forte, molto piu’ di me, a volte mi e’ sembrata lei la madre ed io la figlia.
La adoro, soprattutto perche’ e’
grazie a lei che ho avuto la spinta necessaria per ricominciare. Mary, tu invece sei davvero piu’ forte di quanto non lo sono stata io, credo che nonostante l’alternarsi di giorni ni giorni no e qualche si, avrai una “guarigione” piu’ veloce e positiva.
Io ci ho messo quasi due anni, la mia terapeuta mi dice che, anche ieri sera, quando parlo della mia ex storia e del mio ex, e’ come se parlassi di una malattia. Tale e’ stata per me, ancora sono in convalescenza, ma sapete cosa dico adesso? La vita nonostante tutto e’ davvero ……bella….
Si sono io a dirlo, non avrei mai creduto di poterlo fare. (Non ho bevuto….) Con tanto tanto affetto a tutti, vorrei avere delle braccia lunghissime per potervi abbracciare tutti quanti. LULU
LULU: sei un tesoro, e ricambio quello che dici 😀
magari questi scambi fanno l’effetto scuola materna perché un po’ si parla anche di rinascita? 😉
l’abbraccio è arrivato 🙂 e ricambio anche quello 🙂
bè volete sapere com’è andata a finire?
in pratica indagando e ragionando sono arrivato alla conclusione che la relazione seria che stava improntando con me che comportava tempo spazio e sentimenti forti un vero impegno, viaggi uscite, serate non era previsto dal suo clan.
cosa intendo?
aveva fatto i conti senza l’oste.
sua amdre la sua famiglia e il suo clan, così impregnato l’uno dell’altro, dove nessuno può permettersi di sviare o di fare altro che il capo non prevede, le famiglie borghesi piene di soldi che devono incentrarsi nell’ambiente con scuole private e abili professioni, più volte il figliol prodigo aveva sbandato e quindi stavolta è stato costretto a tornare all’ovile con la forza, non era il primo tentativo di fuga per questo è stato represso così tanto.
ora che fa?
conduce la vita che ha scelto suo madre, studia da esami perchè l’hanno fatto iscrivere in una facoltà che volevano loro, e ora parte all’estero epr un progetto che lui non voleva fare per stare con me ma che ovviamente non può escludersi.
io ero la via difficile la scelta il futuro bello e felice, e invece di scelgiere questo che avrebbe comportato la lotta in casa ha scelto dopo una piccola ribellione di piegarsi alla loro volontà: non ha scelto HA FATTO SCEGLIERE!
lo sapevamo che i nostri genitori non avrebbero mai accettato ma eravamo disposti a lottare, io…ma lui ha dovuto rinunciare sotto minacce: e DA SCELTA IMPOSTA CON IL LAVAGGIO DEL CERVELLO è DIVENTATA VOLUTA.
e ora?
avrà piccole avventure, partirà, queste sono le vie di scampo che ha non può tornare indietro da me e non potrà maia vere una relazione seria che impegna lui e la sua famiglia perchè non è accettato.
un giorno alzerà la testa e si renderà conto che ha seguito una vita che non era la sua, una felicità che non era la sua, io lo vedevo come con me stava migliorando era vivo.
sembra di essere tornato all’800…se lui fosse stato una ragazza a quest’ora eravamo felici ancora insieme…vi rendete conto??????