La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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che probabilmente non facevi più impegnata come eri a concentrarti su di lui….
Parlo per esperienza personale e non dovrei farlo, lo so.
Ognuno ha la propria storia che è diversa da tute le altre e ciò che vale per me può non valere per te e viceversa.
Ma ti assicura che lo scoprire che “cavoli….esisto anche io” è stato fondamentale ed importantissimo per me.
E magari lo scopri stando cinque minuti in più nel bagno alla mattina per farti la piega ai capelli invece di precipitarti in ciabatte a preparare la colazione al tipo…..
Non ho la ricetta magica per far sparire il dolore.
Non esiste quella ricetta.
Ma il cominciare a darti la giusta importanza servirà a ridimensionare l’importanza di quell’altro.
Ciao bella, un abbraccione.
Lily sicuramente l’ho travolto con il tempo e magari schiacciato e assottigliato sempre di più portandolo allo sfinimento, ma così vedremmo solo i lati negativi, cioè non vediamo il mio grande amore per lui, la mia voglia dif are tutto insieme, le sorprese i baci, le coccole il consigliarlo, chiedergli apreri, coinvolgerlo nelle attività, aiutarlo nello studio , accompagnarlo nei posti, dargli fiducia forza ispirazione amore.
stava montando e covando dentro di se qualcosa che l’ha portato a staccarsi, a vedersi con altri in cam, a allontanarsi epr poi tornare a tempo determinato e sparire per sempre.
ma la cosa che colpisce è che non c’è mai stato DIALOGO. a volte velate accuse ma solo in momenti di rabbia o depressione forte ma per il resto niente su cui poter parlare, nonostante i miei gesti sbagliati, il mio mancato rispetto etc niente gli ha dato modo anche di dirmi vai a quel paese …niente. sempre e solo le parole: non sento nulla, è così!
avrà montato questa depressione che ora ès fociata così, e per il momento magari vedrà solo il marcio in me, e per giustificarsi con i suoi amici che mi hanno bloccato avrà detto che sono io lo sbaglio e il male.
ma il tempo lo ridimensionerà, uscirà dalla depressione e da una presunta malattia: come dice lui starà bene. e si accorgerà di cosa ha perso, di cosa LUI ha voluto creare e distruggere. non l’ho sovraccaricato io o idealizzato ma la cosa è venuta spontaneamente per la quotidianità e per il ruolo nel rapporto che si era scelto e che ha voluto a tutti i costi mantenere fino a scoppiare.
sono convinto che non adesso ma un giorno anche molto lontano tornerà, ma mi troverà molto diverso eprchè allora come dici tu la mia personalità strana sarà inquadrata e non penso di riaccettarlo salvo mi dimostri un vero cambiamento.
Ciao Lilly,ciao Greg.
Non sono scontate le vostre parole, anzi….sono capitata per caso in questo blog e anche trovo persone che con le loro parole riescono a darmi coraggio a cercare dentro di me la forza di andare avanti!
Oggi non è stata una bella giornata,il mio ex mi chiama e non contento di quello che ha fatto mi minaccia…..vuole mettermi per strada dopo 20 di sacrifici passati a costruire una casa e un futuro come credevo insieme….vuole portarmi via mio figlio!!!
Vuole vendere la casa solo perchè è in difficoltà….E non ci ha pensato neanche a un secondo afarmi sentire una nullità come donna!!!!
Ma perchè anche tanta cattiveria????
Si devo ritrovare me stessa nella quotidianità e nei piccoli gesti,ma certi momenti vorrei mollare tutto!
Dio com’è difficile,dopo una vita dover ricominciare!!!!Ma per fortuna al momento giiusto arriva sempre qualcuno che mi vuole bene e mi fa capire che tutto questo prima poi finirà….
E allora si cerca di ricominciare…..
Ciao Mary. Sono un pò di corsa ma ne avrei tante da dire su un individuo del genere.
Posso azzardare un commento su una tua affermazione, però….”E non ci ha pensato neanche a un secondo a farmi sentire una nullità come donna!!!!”.
Su questa cosa ci passerei sopra…..
Lui probabilmente non ha ben chiaro il concetto di nullità perchè se lo avesse si renderebbe conto di essere lui stesso una nullità (visto il modo di comportarsi) e agirebbe ben diversamente.
Anche nell’ipotesi in cui tu fossi stata la più pestifera delle mogli, una di quelle per cui viene voglia di scappare di notte, nudi, a meno 10° …anche in questa ipotesi (che ho la sensazione che sia mooooooolto lontana dalla realtà)non si deve in nessun caso minacciare, non si deve buttare fuori, non si deve imporre, non si deve portare via!
Perchè tanta cattiveria? E’ una domanda a cui è difficile rispondere. Forse impossibile. Sarebbe bello saperlo per poterli fermare….
Devo scappare. Tieniti sù e facci sapere…..
Ciao ciao.
Mary: ho un’amica anche lei appena lasciata con modalità simili alle tue, e anche con arroganza… tutti si chiedono in effetti perché debba pure aggiungere l’arroganza…
non che sarebbe stato facile per lui uscirsene da signore, ma ne sta uscendo da “pidocchio”, veramente, dopo 35 anni di matrimonio.
Sì, 35.
uno dei motivi per cui ne esce da pidocchio è, oltre all’egoismo, il fatto di non avere nessuna empatia nel rendersi conto che, qualsiasi siano le ragioni che ti portano ad andartene, comunque, la persona che lasci in quel momento è una parte debole che dovresti rispettare già come persona, di per sè, oltre che per il percorso fatto insieme, a maggior ragione, ma comunque tanto più perché parte più debole, non nel senso della forza che sicuramente hai, ma per il disorientamento che tutto questo non può che causare, soprattutto nel primo momento, in cui bisogna adattarsi ad una nuova realtà e venirne a patti, e riorganizzare le risorse, che certamente hai, ma che appunto vanno riorganizzate.
Nel caso della persona arrogante che ti nomino lui fa la voce grossa avendo lasciato una persona che non ha un lavoro – così avevano deciso insieme, che lei si sarebbe occupata dei figli, lei da ragazza lavorava, e lui ha fatto questo colpo di mano adesso che i figli sono grandi – e nemmeno una casa di proprietà, perché erano in affitto. Per fortuna lei riuscirà a tenere la casa in affitto, e con minore spesa, ma lui si sta comportando comunque da arrogante.
Perché?
Fondamentalmente anche perché si è messo in una posizione per cui è inevitabile che le persone intorno pensino che è quello che ha torto (anche se, appunto, come dice Lilly, lo sanno loro, e magari lui è scappato nella notte con meno dieci in mutande…) e quindi va in attacco anche per andare in difesa, non solo dei propri interessi, ma anche della sua faccia.
Cosa di cui non avrebbe alcun bisogno perché, di fatto, sua moglie non ha mai parlato male di lui. Ma poiché lei è chiaramente la parte debole
per chiunque sappia che lui se n’è andato, anche per chi non giudica, anche per chi pensa che sono assolutamente affari loro e sanno loro, ma parte debole ora fosse anche solo in quanto ha subito una scelta di un altro, l’improvvisa dolorosa virata dell’abbandono a 55 anni. Forse lei per lui è anche la prova vivente del fatto che lui si è comportato “male”, e quindi scarica, con l’arroganza, una serie di cose: tra cui anche il senso di colpa, il fatto di sapere che la solidarietà morale va tutta a lei, lo stress del cambiamento (cambiamento che si è scelto, non gli è arrivato in testa, qualsiasi siano le ragioni per cui ha scelto, valide o meno), i debiti, e tutta una serie di cose…
E inoltre guarda il suo interesse.
perché ti dico questo? non certo per girare il coltello nella piaga, cara Mary, nè per dirti “mal comune mezzo qualcosa” perché non è assolutamente vero, sarebbe sempre meglio un bene comune che un male comune! te lo dico perché nel momento in cui lui si comporta così non puoi ovviamente che soffrirne, ulteriormente, ma tutelati.
scusa se dico cose ovvie e banali, ma tutelati anche dalla sua arroganza, da telefonate minacciose che non servono che a farti stare peggio. Scegli (lo avrai già fatto, probabilmente) un legale che si occupi dei tuoi interessi, che sia valido, nella giusta misura empatico nei tuoi confronti, ma anche abbastanza freddo, rispetto a te ora, per poter tutelarti e fregarsene della voce grossa che il tuo ex fa. Cosa che tu, emotivamente, ovviamente non puoi ora. Se il tuo ex ha messo su questo piano la comunicazione rifiutala, se non per il vero stretto necessario, finché non sarà civile. Non è che lui ti fa sentire una nullità, gira la questione, Mary: è lui che non ha alcun diritto di importunarti, minacciarti, tormentarti. Nessun diritto, ripeto. Tutelati. E non parlo solo di case, parlo di emotività.
La persona di cui ti parlavo fa questo, si tutela dalla violenza, il più possibile.
Ciao Mary. Luna ha detto una cosa sacrosanta. Tutelati. Tutelati dentro & fuori! Prima di tutto dentro perchè la forza interiore è fondamentale per reagire bene ed in modo civile sia verso di lui che, soprattutto,verso di te!
Quanto alle sue minacce riguardo a tuo figlio tieni presente che nella nostra bella Italia dei bambaccioni la mamma è sempre la mamma…..anche per la legge! Anche se lui magari ha più possibilità economiche di te (non lo so). Ma se le ha perchè avrebbe la necessità di vendere la vostra casa?????
Ps ho un maltese di quattro kg che quando ha paura abbaia come un cane lupo e quando è ben certo che il motivo della sua paura si sta allontanando e non tornerà finge di lanciarsi contro di lui con trecento denti digrignati e ci guarda come per dire “fermati è…..se no qui a schifio finisce!!!!!”
Arroganza canina…..e se il tuo ex fosse un pò così????
Ciao ciao!
certi giorni facendo il vegetale letto computer poltrona penso a tutti i momenti felici passati insieme, a quando ho pianto di felicità perchè stavo con lui, a quando ci guardavamo dicendoci ti amo con tanta intensità e voglia…e ora il nulla passano i giorni i mesi e nulla…ma qesta non è una fine questo non è un addio…non voglio aggrapparmi alla vana speranza che torni perchè forse non succederà mai ma lo sento, rispetto alle mille storie che sento tutte finiscono con un contrasto un addio un vaf…. la mia no la mia è finita tra un ti amo troppo un consolatelo e un non posso averti accanto mi fa stare male, epr il momento è così…c’è come qualcosa di predestinato un deus ex machina calotosi su di noi.
lo so sono gay o omosessuale o ricchione e per il 99% delle persone non sono accettato, ma io non sono effemminato, donna mancata o altro, io sono una persona con sentimenti e progetti che ha scelto di amare un uomo…purtroppo in una realtà e in un mondo che non ti permette ciò, in una realtà gay brutta sadica estrema di facili costumi senza morale…e con il epso schiacciante delle famiglie che non accettano questa grave onta. Non voglio trovare il colpevole esterno ma sono convinto che la sua famiglia non accetta ciò che ci sarannos tate discussioni accese e minacce che hannof atto crollare una persona così fragile.
che ci hanno cocluso i genitori gli amici o gli estranei a fare questo?
cosa?
ora chiederei a sua madre è felice di avere un figlio non felice?
vuole la SUA felicità o la propria?
perchè non sis a accettare superare?
è inutile come è difficile per me rialzarmi ed accettare quel: non sento più nulla tra le lacrime (con un velato grido di disperazione e paura come dire: non voglio dirtelo)
devo accettare pure il epso degli altri che si sono introdotti impedendoci di essere felici.
se avevamo trent’anni non sarebbe successo ma purtroppo ora è così…
muoio lentamente perchè non faccio nulla se non il semplice sforzo di respirare nella vita
Ciao Marcos. Dici: “non c’è mai stato niente su cui poter parlare, nonostante i miei gesti sbagliati, il mio mancato rispetto etc”.
Ti faccio una domanda mai e poi mai con spirito polemico ma con lo spirito di chi vorrebbe avere se non una riposta almeno un parere: credi che sia così facile avere un dialogo con una persona che ti manca di rispetto (tutte parole tue, intendiamoci….)? Non credi che la paura della reazione possa bloccare ogni iniziativa in merito? E non credi che dialogo sia diverso da monologo proprio perchè implica almeno due persone e che l’imput non debba necessariamente provenire dall’altro?
Te lo chiedo per un banalissimo motivo. Io sarei in grado di intavolare un discorso con una panchina dei giardinetti tanto sono ciarliera…..ma con il tipo con cui stavo la gola era congelata. Le parole nascevano, c’erano, i discorsi si creavano e poi morivano lì, nella gola, pietrificati, congelati. Dalla paura, appunto.
Alla fine parlavo via e-mail. Poi avevo sempre paura della reazione ma almeno riuscivo ad esprimere qualcosa di diverso da un interminabile “ehmmmmmmmm”!
Colpa sua? Aggrediva…..Colpa mia? Anche! Avrei potuto reagire, ridimensionarlo…..tutelarmi (come dice Luna).
Una cosa è certa! Al di là della colpa in sè e del colpevole era comunque una colpa da evitare!
Ora! Credo che tu sia una persona sensibile e (dai commenti che fai) molto provata da ciò che è successo.
Le risposte alle domande che ti faccio potrebbero servirti, in futuro…..
Ciao ciao. Un abbraccio.
LILLY: @Io sarei in grado di intavolare un discorso con una panchina dei giardinetti tanto sono ciarliera…..ma con il tipo con cui stavo la gola era congelata. Le parole nascevano, c’erano, i discorsi si creavano e poi morivano lì, nella gola, pietrificati, congelati. Dalla paura, appunto.
…già… e rispondo in generale, ora, non riferito a Markos, s’intenda, cogliendo l’occasione dalla tua frase:
non è solo una questione di essere ciarlieri, ma anche di essere preparati anche al dialogo. Nel senso: ci sono persone che hanno un’ottima dialettica, che sanno esprimere sentimenti ed usare la logica, ma parlano con la panchina perché fanno dei monologhi. Poi ci sono persone che sanno usare la logica e anche l’empatia per avere un dialogo. Ma il dialogo presuppone sempre due persone. Poche cose sono “mostruose” come il fatto di qualcuno che ti nega il dialogo, attraverso silenzi, musi, prepotenze, attraverso la negazione (tipo quella del bambino che ancora con il viso sporco di marmellata dice, convinto: no, non l’ho presa io la marmellata) e tutta una serie di meccanismi di difesa che diventano però d’attacco e disfunzionali, dicendo che quello che dici non ha valore, o non si capisce, è campato in aria, è delirio.
Della serie: parlo con il resto del mondo e parlo la sua lingua, parlo con lui e mi sembra di essere capitata/o in un paese dove si parla una lingua straniera che non conosco o dove io mi esprimo in una lingua sconosciuta o dove vige una sorta di dittatura, anche dell’espressione e della parola. Ho consigliato più volte il libro “Molestie morali” perchè, mi ripeto, in quel libro c’è anche questo esempio, l’esempio di una donna che, non potendo MAI avere un dialogo diretto con il partner – non le è concesso – gli scrive. Gli scrive lettere che lui pare non legga, ma non si capisce neanche se le legge oppure no. Lei allora le riscrive, tenta di essere più chiara, pensa che forse non lo è stata. I commenti di lui sono talmente destabilizzanti, e non
le è mai dato modo di capire se lui ha letto, ha capito e cosa ha capito, se ci ha riflettuto su, se lei che si esprime male che lei continua a scrivergli, tentando di trovare sempre le parole “migliori”, più semplici, più chiare, più empatiche (scrive appunto, però, non parla… non parla perché NON SI PUO’)e ad un certo punto comincia anche a fotocopiare le cose che scrive, in modo da poter rileggerle… pensa quindi a che punto è arrivato il senso di frustrazione e di insicurezza…
Ora farò un esempio scemo, Lilly, però mi è venuto in mente:
a me piacciono molto le lingue straniere, ne parlicchio discretamente tre, tra meglio e peggio. Le perdo se non le uso, le recupero. (anzi, sarebbe ora di dare una rispolverata!).
Comunque sia, sin da quando sapevo poche parole in croce d’inglese perché lo imparavo dalle canzoni mi lanciavo a parlare, perché dialogare con il mondo mi piace. Probabilmente per questo mi piacciono le lingue straniere, chissà. Comunque sia mi è capitato di fare discorsi non sul tempo o su cosa hai mangiato a pranzo,ma più “intensi” (anche ridendo, eh, intendo dire però veramente “aperti”) e neanche la mancanza di vocaboli o la grammatica zoppicante sono stati un ostacolo, perché sono assolutamente convinta che se due persone si mettono su un piano di empatia e hanno voglia di scambio il modo di comunicare lo trovano. Magari a gesti.
Ho una cugina, che sta dall’altra parte del mondo, con cui da anni ci parliamo e scriviamo in due lingue diverse. Lei in spagnolo e io in italiano, come fossero la stessa. Conosco due, lui spagnolo e lei tedesca, che si parlano in italiano, che non è la lingua di nessuno dei due. Eppure si capiscono e hanno due figli… cosa centra?
Non so, ma pensavo al fatto di come la difficoltà di comunicazione spesso centri molto poco con le parole…
Uno ciao a tutti voi, veloce anzi velocissimo, sono stata qualche giorno in vacanza con mia figlia, non avevo possibilita’ di scrivere o di leggere, adesso vado di fretta, domani, saro’ ancora con tutti voi, sapete una grande cosa?! Ho fatto le vacanze dove di solito le trascorrevo con la famiglia….ebbene, sono stata BENE!!!!!! Ho avuto qualche piccola ombra di vaghi ricordi, nulla di piu’, a presto, mi siete mancati. LULU
Ciao ragazze,
Ciao ragazze,
anche qui ho trovato Amiche!!!!
Vi ringrazio molto per le vostre parole di conforto…
Oggi sono andata da in medico Omeopata perchè purptroppo tutto questo mi sta dando anche problemi fisici…
Anche lui mi ha dato coraggio cproprio come voi,
Scusate ma non ho tante parole questa sera,ma volevo farvi sapere che anche non scrivo…tutti i giorni vi cerco perchè sento che sinceramente mi siete vicine!
GRAZIE MARY
LULU: :DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD
Ciao Luna.
Ieri stavo pensando a come è bello che persone che non si sono mai viste nè conosciute, il cui passato e presente è quello che può emergere da semplici post riescano ad entrare in una sorta di sintonia, di empatia che fa stare bene, tira su il morale, sprona ad andare avanti, a non chiudersi dentro di sè. E ad essere più aperti verso l’esterno anche se fuori è rimasto tutto uguale, non è cambiato niente.
Ciò che mi sembra meraviglioso di questo forum è proprio il confronto.
E non nell’ottica del mal comune emzzo gaudio.
Nell’ottica di accrescere la propria ricchezza interiore attraverso tutto ciò che ti può arrivare dall’esterno.
Magari trovi anche la persona che la pensa in modo completamente diverso da te. Ma va bene, ci sta. Anzi…meglio.
Gli si può chiedere il perchè ed il percome di quel pensiero. Capire, imparare e magari contestare. Ma in modo civile.
Ho sempre odiato ogni tipo di monologo diverso a quello “introduttivo”.
Certo….appena ti conosco dovrò pur parlarti di me e se tu in contemporanea fai lo stesso si crea un ingorgo di parole destinate a finire nel nulla. Se poi nell’ambito del monologo si creano le basi del dialogo (tipo “uh….già che mi dici così….anche io….) meglio.
Invece capita che il dialogo nasca dialogo ma muoia subito.
Magari le persone parlano per ore ma non stanno dialogando stanno portando avanti due monologhi.
Ti chiedo fischio e tu rispondi fiasco e viceversa.
Anche io come la donna di “molestie morali” ad un certo punto ho comminciato a scrivere.
Un carteggio di più di mille e-mail……
Ed ho ricevuto altrettante e-mail. Ma di quelle mille e-mail ricevute più di settecento non erano risposte, non erano opinioni, non erano scambio di vedute. Erano e-mail a sè.
I miei “appelli” sono caduti tutti nel vuoto…quelle e-mail per nulla
empatiche servivano solo a scavare un buco ancora più profondo.
Lui era il tedesco io la spagnola e parlavamo entrambi italiano……peccato, però, parlassimo di cose diverse.
La sensazione che si prova è angosciante. E’ ome se rimanessi chiusa al di là di un specchio falso. Tu vedi, parli, gridi, batti i pugni e l’altro di là parla, parla di te, va avanti su un suo percorso, ma non ti vede, lancia accuse, s’incazza e tu lì a smanettare, a dire “no, non è così, ascoltami, cercherò di spiegarmi meglio, stammi a sentire” ma lui non ti ascolta e va avanti. Il dialogo non c’è più. Ci sono due persone che parlano ma ad una hanno tolto la voce. Così si svolge un prcesso in contumacia dove c’è solo l’accusa che parla e ad un certo punto si trasforma in giudice ed emette la sentenza di condanna.
Finchè ci sei dentro, finchè sei nella lavatrice emotiva con la centrifuga in piena azione, finchè sei frastornata non ti rendi conto del male che tu stessa stai permettendo all’altro di farti. Un male che, quindi, tu stessa ti facendo….
Quando ne esci o cominci ad uscirrne..il dialogo diventa prima una necessità insopprimibile e poi un piacere insostituibile.
Non c’è nulla di più bello che entrare in sintonia con la persona con cui stai parlando. Sia questi il compagno, un amico, un perfetto sconosciuto che dividerà con te dieci minuti di esistenza…
L’altro giorno sono rimasta chiusa per mezz’ora insieme ad una ragazza sconosciuta nell’accesso di una banca.
Quando ci hanno fatto uscire stavamo ridendo come dannate.
Siamo riuscite a trovare un argomento che abbiamo fatto “nostro”, che è diventato territorio di entrambe e su cui abbiamo scambiato le reciproche opinioni fino a riderci sopra. Come dannate.
La circostanza (rimanere chiuse in due in due metri per due…senza poter fumare), le persone coinvolte (sconosciute), il posto (‘na banca)…..erano tutti elementi apparentemente a sfavore di un dialogo. Ma per una manciata di minuti c’è stata empatia.
MARY: contenta che sei andata dall’omeopata per prenderti cura di te 🙂 🙂 🙂
naturale che gli effetti dello stress si facciano sentire, perché il nostro corpo ci parla, ma se parla vuol dire che funziona e che il contatto funziona.
Basta farsi delle carezze e aggiustare il tiro 🙂
Baci baci baci :DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD
vedi lily non ti sto dicendo che gli amori non terminano in un giorno, o che ci sia ccorge improvvisamente di cosa si sta facendo e si eprde interesse, o si tradisce…ma il mio caso è diverso, non eprchè mi voglios entire unico o far finta che le cose assurde e bugie non ci siano.
ma vedi due persone che come noi con così tanta intensità si sonod etti ti amo fino all’ultimo giorno e che poi per una causa ancora non ben definita si sono dovute forzatamente separare senza un eprchè un ma u n se un ma va a quel paese.
ma non perchè è trattenuto in gola da parte sua, o noin lo dice per esucazione ma se lasci tradisci ti stanchi dopo due mesi non piangi non ti palpita il cuore non mi dici non sento nulla piangendo e per il momento, ok voi direte no non è vero non ti illudere. ma infatti non mi illudo so che ormai devo andare avanti, non accetto non dimentico non reprimo la sofferenza ma vado avanti con sforzi immani e cercando di non pensare al fatto che abbia una vita senza di me che magari comprende pure un altro.
ma per quanto possa uscire ridere e andare a letto con altri so che lui solo me ha amato, tutti si lasciano ma nessuno dice: voglios tare da solo la mia vita non ha senso non soffrire per me ti amerò epr sempre. ok sono passati due mesi e non è successo nulla, magari mi ha preso solo epr iil cu.. ma allora è un bravo attore, eppure io l’ho vista la sua sofferenza e per quanto mi potranno dire: guarda ha un altro, non mi interessa.
sento che questa non è la fine ma solo un tragico intermezzo, perchè nessuno si è detto addio eprchè non c’è questa volontà ancora, tutto roa è ancora troppo teso e troppo in ballo, un giorno lui alzerà la testa e si renderà conto di essere persona e di ciò a cui teneva e amava e di come mi ha fatto soffrire, e lì le parti si invertiranno…me lo sento!!!non sento che è finita è come intuito…
“sento che questa non è la fine ma solo un tragico intermezzo, perchè nessuno si è detto addio”.
Ciao Markos. Io ti (vi) auguro che vi rimettiate insieme più felici che mai come nelle più belle favole.
In tutte le “cose” anche nei sentimenti le reazioni non seguono un copione.
La logica vorrebbe (e noi stessi, credo, vorremmo) che in una storia la sequenza fosse del tipo “inizio-prosecuzione-(e se proprio deve accadere…)fine” dove ogni singolo momento (sorattutto quello della fine) sia motivato, spiegato, scandagliato.
Non sempre va così. Spesso non va così.
Ed è anche questa incertezza che destabilizza in modo assurdo. Già è un dramma personale che la storia si pieghi su se stessa come un acquilone quando non c’è vento, se poi aggiungi l’incertezza….
La tendenza è quella di dare una voce al silenzio. E la voce dirà cose bellissime, le cose che vorresti sentire.
Ma il silenzio è silenzio! La voce che senti è la tua.
Un addio può essere silenzioso.
E fa male tanto quanto gli addii gridati, quelli siglati da una pila di piatti tirati dietro, quelli sedati dai carabinieri chiamati dai vicini di casa.
Fa male perchè ti ruba l’esistenza. Rimani in sospeso, in stand by. Non vai perchè potrebbe tornare non resti perchè potrebbe non tornare…..stai lì appeso come un paio di mutande dimenticate sullo stendino e che continuano a svolazzare al vento nonostante siano asciugate, straasciugate, secche!
Non ti sto dicendo che non tornerà. Come potrei saperlo? Non sono Amelia la strega.
Però se nel frattempo vivi non fai che un piacere a te stesso.
Dici: “muoio lentamente perchè non faccio nulla se non il semplice sforzo di respirare nella vita”.
E’ una frase spaventosa!
Markos. Vada come vada la vita non è iniziata con lui nè deve finire (mentalmente e mai e poi mai fisicamente)con lui. Ne avete vissuto un pezzetto insieme. Magari ne vivrete un’altra fetta insieme. Ma siete pur sempre due individui distinti.
Due individui che possono interagire
e dalla cui interazione potrebbe nascere qualcosa di bellissimo, una storia unica, ma che devono comunque restare due individui distinti in modo che l’assenza di uno non accoppi l’altro.
Ciao Mary. Come dice Luna il nostro corpo ci parla. L’importante è saperlo ascoltare. Ed il riuscire a sentire che ci sta parlando (e magari ci sta tirando un sacco di accidenti….) è già un bel segnale del bene che proviamo per noi.
Ehilà Lulu. Vacanze è!!!!! Non vedo l’ora che sia il mio turno. Sono contenta che tu abbia visto il paesaggio per ciò che è: un paesaggio! E non come il teatro di questo o quell’episodio.
Luna: “ma pensavo al fatto di come la difficoltà di comunicazione spesso centri molto poco con le parole…”
Per concludere il mio mega post di stamattina: hai pensato bene.
Dalle mie parti si racconta la storiella di due tizi che si incontrano…:
Uno chiede “Vai a pescare”, l’altro gli risponde “No! Vado a pescare” ed il primo “Ahhhhhh..pensavo andassi a pescare….”.
Questo per dirti: la penso come te!
Ciao ciao ciao a tutti.
Buongiorno! Oggi volevo aprire una parentesi un po’diversa..raccontarvi la mia serata di ieri sera..Da un paio di mesi conosco un ragazzo..facciamo colazione nello stesso bar ogni tanto..ci scambiamo i contatti msn, ci sentiamo su fb..qualche battuta..niente di piu’..capisco anche che frequenta una ragazza..ma non sapevo niente di piu’..cmq lui una persona che mi incuriosisce, mi suscita simpatia e mi stimola col suo modo di fare..mi scrive una mail un po’ particolare..non capisco in quel momento..la rileggo e nascoste tra le parole c’erano i numeri che compongono un numero di telefono..gli mando un sms..lui mi chiede di uscire ma dicendo che è tutto top secret..accetto..forse sbagliando perchè vede gia’ una ragazza, non lo so..ma avevo voglia di conoscerlo e sono andata..
..salgo in macchina e mi dice che è una sorpresa..e non mi svela niente..altro che romanticismo..nessuno mi aveva mai regalato una serata cosi’, quello che avrei sempre voluto..giuro..
Guida verso un paesino sul mare..paese vecchio..parcheggia..prende uno scatolone dal portabagli..e iniziamo a camminare, fino a un posto meraviglioso..sulle mure si vedeva tutto il paesaggio..uno spettacolo..una bottiglia di vino, due calici..siamo stati ore a parlare di noi, a conoscerci..poi passeggiata sul molo, siamo andati al faro..sdraiati col naso in su a guardare le stelle..
..la cosa piu’ sbalorditiva per me sapete qual’e’ stata?! Non c’ha mai provato con me..nonostante l’atmosfera e le situazioni..mai!
Io che mi ero già fatta il film che sicuramente ci avrebbe provato subito, con la paura che mi saltasse addosso, che quello fosse il suo unico obiettivo..mi sono dovuta ricredere..non mi ha neanche sfiorata..strano?! Non pensate?!? Oggi qualche messaggio..mi dice ch è stato bene e che voleva farmi passare una bella serata..ok! C’e’ riuscito? Ma quale il senso di tutto c’ho se neanche abbiamo parlato di un prossimo eventuale incontro? Forse era solo un’uscita che non aveva altri fini se non l’amicizia?!?
Puo’ bastare la sola volonta’ di regalarmi una bella serata?!
Forse il fatto che frequenta, come sapevo, un’altra ragazza lo ha frenato?! ma se uno avesse una persona accanto non penso organizzerebbe tutto questo per un’altra..senza neanche lo scopo di portarla a ltto.cosa pensate voi??
Anna, Luna..vi che avete sempre fatto luce nei miei dubbi..capite qualcosa di un tale atteggiamento?!?
Strani sono strani..ma io sono allibita!
lily sei sempre sconvolgente….ehehehe
amare è lasciar liberi di andare?
amare è rispettare accettare aspettare e vedere al di là di tutto?
allora io vivrò ma amerò qualcuno che si è ritirato dalla nostra storia.
a volte vorrei parlargli abbracciarlo baciarlo suscitargli un emozione mandargli una cosa a casa ma ora mi blocco,….tu lo faresti?
o devo continuare a stare in silenzio aspettando che sia lui ipoteticamente a farsi sentire?
SONIA e se avessi trovato un uomo cortese gentile che non fa tutto per andare a letto? se è un romantico un idealista?
io per esempio ho rifiutato all’inizio di andare a letto perchè volevo fare le cose per bene..(nonostante come siano andate poi le cose)
Ciao ragazze,
Grazie di esserci….
Oggi stanca ma un pò più serena,grazie ai vostri consigli e all’ottimo medico trovato ieri oggi sono riuscita a pensare un pò a me stessa!
Il mio lavoro è quello di resposabile di un Centro Benessere,e stamattina arrrivata e trovato una ragazza libera per un’ora…mi sono fatta un meraviglioso MassaggioRilassante di un’ora!!!!Mi sono caricata e finito il lavoro dopo tanto,tanto tempo,sno andata a casa ho preso la borsa e sono andata in palestra!!!!
Stasera sono stanca….ma anche un pò più serena…
Sono sicura che questo piccolo passo è solo l’inizio!!!
Grazie ancora di esserci.
Un abbraccio
Mary