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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 5651
    markos -

    sapete cosa è uscito dalla seduta con la psicologa?
    che io carico di responsabilità gli altri che mis tanno intorno. io penso che nella quotidianità di un rapporto ci si scambia gioie dolori ansie paure speranza scherzi risate amore baci urla, comunicare condividere a volte fondersi(anche se sbagliato). la mia responsabilità che ho fatto ricadere su di lui non si sentiva nel corso della relazione perchè è stato inconsapevole automatico e forse normale..ma nel momento in cui lui ha detto: ok voglio anche io la puasa che chiedi. lì ho sentito tutta la forza che mi dava lui in un secondo era crollata, e che avevo creato una dipendenza senza accorgermene.
    PERCHé?
    la psicolaga dice che io non riesco ad avere un rapporto con me stesso, che ho tanto dentro di me che ho una grande personalità ma siccome ho paura della solitudine per avere rapporto con me cerco altri canali, e con lui avevo trovato il canale preferenziale per parlare con me. insomma sembra così che sono un narciso egoista che guarda solo a sè. ok ci sta ma io davo anche tanto e per la prima volta amore questo nessuno l’ha detto, l’ho anche io reso felice e fatto stare bene amato e coccolato, poi ci sono alti e bassi momenti no e si ma SI LOTTA per amore e io ho lottato anche per superare i miei limiti lui no. ora però a quanto pare mi rendo conto che amavo lui perchè volevo amare me stesso e che di lui mi manca solo la compagnia perchè tutto il resto a quanto pare potrei farlo da solo.
    quindi?
    1 ricostruire me stesso,
    essere sicuro non grazie agli altri ma grazie a me
    2 non scaricare la mia insicurezza e paura della solitudine sugli altri che poi scappano
    3 trovare eprsone alla pari con cui condividere amare e scambiare.

    p.s. nel caso di specie lui non è scappato perchè incastrato, non è così intelligente, rimane un mistero sempre fuso tra: ricatti familiari passato strano, voglia di instabilità, rapporti brevi, fuochi di paglia,voglia di sesso forse con altri, depressione e disperazione.

  • 5652
    markos -

    CONTINUA..
    rimane il fatto che io l’ho amato non per soldi sesso o convenienza ma perchè era ciò che volevo e desideravo in quel momento che ora crescendo maturando e riscoprendo me stesso capisco che non dovrebbbe essere più ciò che voglio…è un percorso dal quale voglio uscirne nuovo e pronto a nuove vere esperienze, chissà se tornerà mai lui e vedrà come sarò diventato.

    baci a tutti

  • 5653
    Lilly -

    Ciao Markos. Premetto che mai e poi mai contesterei le parole di un/una professionista…..però (leggendo quanto scrivi) mi sembra che lui sia scappato non tanto perchè gravato da troppe responsabilità che gli avresti scaricato addosso ma per un puro attacco di vigliaccheria.
    Credo al dialogo tra le persone civili.
    Credo che se Tizio ha un problema che ritiene generato da Caio nulla impedisce a Tizio di dirlo.
    Anche senza tanti convenevoli “scusa caro, grazie caro” …..anche in modo brusco “Ehi cocco, stai esagerando! O cambi musica o mi costringi a portar via le palle per questo quello e quel problema!!!!” !
    Però si dovrebbe parlare. Dire chiaro e tondo quali sono “questo, quello, quel problema” per consentire all’altro di cambiare atteggiamento, spiegare i suoi perchè, sapere che le cose rischiano di precipitare.
    Se io mi presento a casa tua tutti i giorni e tu mi accogli con un sorriso e mi offri il caffè cosa cavolo ne so che appena giro l’angolo mi tiri quattrocento accidenti perchè ti ho rotto e sono invadente?
    Certo!!!! Posso immaginarlo! Ma allora il dialogo cos’è? A che serve?
    Non voglio cadere nella banalità del “chi scappa ha torto”.
    Magari ha centomila ragioni.
    Ma le vanifica tutte nel momento in cui risolve il problema scappando anzichè affrontandolo di petto per poi andarsene via con calma e con piena ragione.
    Anche io mi ero fatta una scaletta delle “cose da fare” per riprendere il possesso della mia esistenza.
    Non l’ho mai seguita.
    C’è un istinto naturale che ti porta a riemergere anche se non segui passo a passo la scaletta.
    C’è un qualcosa che ti porta a trovare la riva anche se anzichè dire 1-2-3-4-5-6 etc dici 2-8-9-6-4-1.
    Dici: “Ricostruire te stesso”!
    Io direi “riprendere atto di te stesso”.
    Tu sai come sei. Lo sai dentro di te.
    Poi c’è un’immagine che ti si è creata intorno ma che è sfalsata dagli eventi che ti sono capitati o che hai provocato.
    Quando capitano troppe cose si annebbia tutto. E rischi di vederti

  • 5654
    Lilly -

    non per come sei ma per l’immagine che mandi non solo all’esterno ma anche all’interno di te.
    Ti è mai capitato di dire “io non sono così….” in tua difesa quando qualcuno ti attacca e muove delle accuse?
    O di pensare che non avresti mai potuto pensare che avresti potuto arrivare al punto di agire così o subire così?
    A me capita ogni volta in cui devo fronteggiare le conseguenze di una situazione che è nata nel periodo in cui avevo perso la bussola e agivo diversamente da come svrei agito in condizioni di normalità.
    Mesi fa sono finita a terra, massacrata, calpestata, priva di ogni forza, di ogni voglia, di ogni energia. Ed è stato ancora più massacrante il rialzarmi ed il ripartire.
    L’assurdo è che in quelle condizioni ci sono finite non per lo scarso amore per me ma perchè mi stimavo così tanto da avere la pretesa poter provvedere a tutti. A me, a quell’altro etc.
    Non era così! Così mi sono ripresa possesso di me, mi sono ridimensionata, mi sono parlata ma sopratutto ascoltata.
    Non avevo più un dialogo con me non perchè mi serviva la bocca di un altro per parlarmi ma perchè pensavo di non aver bisogno di parlarmi, di aver raggiunto un intesa così intensa con me da capirmi con uno sguardo.
    Non so se per te è la stessa cosa.
    Però credo tantissimo nella spontaneità degli atteggiamenti e credo che da questi emergano centomile cose.
    Scrivere parlando di sè, raccontandosi e raccontando, confrontarsi, chiedere, rispondere credo sia sintomatico del fatto che ci si ami, si voglia uscire da una situazione che provoca dolore e disagio, si sia instaurato o reinstaurato un dialogo con sè stessi e si smanetti in tutti i modi per ricavalcre l’onda.
    Con tutte le ansie, le cadute, le impennate, le tragedie, le esaltazioni che il riprendere il pieno possesso della propria esistenza comporta.

    Bye!

  • 5655
    markos -

    lily ci siamo capiti al volo se tu dici ti amo da morire, sei la mia ragione di vita, sei il mio respiro, vorrei realizzare tutto con te e poi crolli uscendo con la scusa: non sento più nulla, ci sono piccole cose su cui sono passato sopra ma che ora, ma solo ora mi dici ti amo.
    ma insomma sei pazzo? io sono stato così con i miei difetti limiti pregi e cose positive dall’inizio, rinforzandomi sempre di più e prendendo tuttò ciò che c’era di bello.
    il problema non sono io, perchè dopo che ha detto queste cose cominciò a uscire con le frasi: ho amato solo te ma ti prego vai non voglio che soffri per me devo stare solo, poi sono malato e il resto lo conosci ormai fino a quando non mi ha detto mi fa male averti vicino. il problema è lui è ciò che di strano gli sarà capitato.
    perchè un vero e sentito sentimento non crolla in una notte, e se crolla si lotta perchè ci si crede.
    è difficile riprendere possesso di me perchè per quanto vorrei avere il coraggio e la forza di ricominciare passo roe a piangere a eltto eprchè mi manca lo status di uomo felice e completo in cui ero. anche se lui non era la persona giusta, anche se mi calava sempre la testa, anche se io lo rifiutavo etc etc comunque stare con quella persona mi faceva stare bene.
    e ora? sono caduto in un fosso però riguardo la montagna dalla quale ero caduto e mi dico: risaliamo, e stavolta superiamo il punto dove ero arrivato eprchè non era la cima ma merito ancora di più.
    sono convinto che la vita sia un film e sono convinto che dopo aver provato tanta felicità e aver amato in modo così folle e puro anche se contorto posso avere altre mille possibilità da vivere alla luce di quest’esperienza.
    ce la voglio fare.
    un giorno magari quì tutti scirveremo di come siamo di nuovo felici.
    è durissima perchè non voglio dimenticarlo ma lo sto esaltando troppo cmq,non voglio piangere ancora ma tornare a ridere anche se morto dentro e con mille ricordi bellissimi.
    spero di farcela.

  • 5656
    LUNA -

    neanche a me va di intromettermi in una seduta 😉 anche perché il luogo terapeutico è molto privato, personale, e si basa su un tipo di dialogo differente, e soprattutto il percorso non è fatto soltanto dalle due sedute, per dire, a tot cadenza, con un buco di giorni in mezzo, ma anche dalle rielaborazioni/riflessioni/sensazioni tra una seduta e l’altra.
    In cui, per esempio – dico in generale – una frase che al momento può averci colpito in un modo – e possiamo averla trovata lontanissima da noi, o possiamo avervi visto un “giudizio” che non c’è – assume per noi via via un altro significato. Qualcosa, intendo dire, si muove.
    Ne parlava, mi sembra, anche Lulu tempo fa 🙂

    uno psicologo non parla di colpe e non dà etichette come “egoista e narciso”, che non credo Markos abbia sentito pronunciare dalla sua terapeuta.

    @la psicolaga dice che io non riesco ad avere un rapporto con me stesso, che ho tanto dentro di me che ho una grande personalità ma siccome ho paura della solitudine per avere rapporto con me cerco altri canali, e con lui avevo trovato il canale preferenziale per parlare con me.

    questa frase di per sè non vuol dire nè che uno sia egoista, nè narciso. Questa frase è centrata su Markos, ma non nel senso di togliere responsabilità all’altra persona, che vada o resti, che comprenda o non comprenda, o di dare colpe a lui, Markos, ma del percorso che Markos fa, personale, nel momento in cui va da uno psicologo. Per stare meglio LUI.
    che è quello, mi pare, che stai cercando, caro Markos.
    In tuo discorso cara Lilly ovviamente non ha nulla di sbagliato, non lo sto discutendo assolutamente. Quello che voglio dire è che se la persona con cui Markos ha avuto una relazione andasse da un terapeuta (se ne sentisse la voglia, lo stimolo, il bisogno) potrebbe parlare dei suoi perché.

  • 5657
    Lilly -

    Markos: scommetto che una tua paura è anche di non provare più tutte quelle emozioni che nel bene o nel male provavi con lui e che hanno reso la vostra storia unica e meravigliosa…..
    Dico così perchè (mi accorgo di avere tanti punti in comune con te) questa è stata una mia paura finchè non mi sono resa conto che il provare un’emozione non dipende solo dall’altro ma anche (e tanto…) da come noi siamo in grado sia di provocarla che di percepirla.
    E che quindi perdendo lui non avrei comunque perso il mio potenziale emozionale.
    Certo! Loro sono stati unici, importantissimi, hanno sconvolto la nostra vita, hanno dato tanto e portato via altrettanto….ma se ne sono andati (per sempre nel mio caso….. per adesso nel tuo). Già se ne sono andati ma non si sono portati via nè noi nè le nostre potenzialità.

    Certo che ce la farai Markos. Perchè non sei morto dentro.
    Sei solo ferito, incazzato, spaventato, intimidito ma con tanta tanta voglia di risalire la montagna per vedere se dietro ne vedi spuntare una ancora più alta!

    Tutte (o quasi) le persone che scrivono qui stanno salendo o stanno pensando comunque di farlo o sperano di avere la forza per farlo, prima o poi.
    Io sto capendo che non c’è tutta questa fretta di arrivare in cima.
    Che mentre si sale si può decidere anche di fermarsi per un pò, di guardare il paesaggio, rincorrere le farfalle, crogiolarsi al sole, giocare con l’eco, riposarsi, mangiare, bere e dormire per poi arrivare alla cima con le idee più chiare, il cuore sgombro da paure, rabbia, depressione e la panza piena di buoni propositi.

    Pigliatela con calma e vedrai che il fosso in cui sei caduto ti sembrerà, pian piano, meno profondo di quanto avevi creduto all’inizio.

    Un bacione.

    Ciao ciao a tutti.

    Ps.Come va????

  • 5658
    LUNA -

    Delle sue motivazioni, delle sue interpretazioni, dei suoi bisogni, delle sue scelte, del perché se ne va, del perché resta, del perché dice e non dice. Di cosa lui ha cercato in Markos.
    Ma quando Markos va dalla sua psicologa ci porta se stesso.
    Se stesso per stare meglio, bene, per ritrovare i SUOI strumenti.

    Markos, non so se mi sono spiegata bene, forse no.
    Quello che de panza posso dirti è che proprio perché leggo il tuo stato di confusione e sofferenza, come la tua voglia di uscirne, e proprio perché tu stesso, più volte, hai detto quanto questa persona non ti sia indispensabile quanto tale, ma comunque, in alcuni momenti, “indispensabile” per il tuo concetto di felicità, anche per il modo in cui c’è stata la vostra separazione, che ti ha lasciato, ovviamente, sgomento, e proprio perché, ovviamente, quello che hai dentro adesso sarà un po’ tutto e il contrario di tutto, io credo che tu, visto che hai sentito di fare questa scelta, andare dalla psicologa possa aiutarti a dipanare questa matassa anche di emozioni.

    Che andandosene così, indipendentemente da che parte possano stare le ragioni e i torti, lui ti abbia scombussolato (parola impropria, che non rende, lo so…) e portato a sentire/pensare milioni di cose, anche a ridiscuterle dentro di te, è chiaro. Non potrebbe che essere così.
    D’altra parte così è. Lo ha fatto e tu ora stai male.
    E se da un lato è vero che il dolore non può che fare il suo corso, qualcuno che, dal di fuori, possa aiutarti a dipanare la matassa, secondo me (è solo la mia opinione, ovviamente) può alleggerirti dei carichi che porti ogni volta che ti fai dei botta e risposta mentali, o tu stessi ti accorgi di oscillare tra risposte opposte che ti tolgono tante energie.
    Il centro della cosa mi pare il tuo stare bene, intanto.
    Vedere chiaro va in proporzione,secondo me.

    Baci.

  • 5659
    markos -

    Luna di certo la psicolaga mi sta aiutando molto, ma non inganniamoci è ovvio che ce la potrei fare da solo, potrei risalire e andare ancora più sopra perchè so che se mi metto di impegno sono un vulcano pieno di emozioni sentimenti e voglia di vivere (elementi che hanno colpito molto il mio lui) ma purtroppo vuoi o non vuoi mi manca come ero prima.
    ma la beffa sai qual’è?
    che in fondo ho avuto ciò che chiedevo. perchè gli dissi se rimanevamo solo amici. ora tutti mi potrete dire che lo dicevo perchè quindi mi trovavo male e la volevo troncare o che ero immaturo e non capivo io invece vi dirò che glielo chiedevo perchè mi piaceva vederlo lottare per me. è vero spesso lo trattavo con sufficienza in questi momenti, so che ci è stato male, e che soffriva tanto, ma è il mio carattere era la mia invincibile forza che mi portava ad allontanarlo a volte, forza che alla fine veniva da quel rapporto in cui al di là ora delle pause etc c’era tantissimo altro, c’erano i miei slanci improvvisi d’amore nei suoi confronti, la ricerca per renderlo felice, la voglia di vivere tutto insieme a lui, baciarlo amarlo. ovviamente poi è carino tirarsela un poco e giocare su questo, già giocare per alimentare il rapporto che ogni giorno rinasce e si reinventa, per quanto lui possa dire non provo più nulla e ci sono cose che non vanno se aveva veramente quel sentimento dentro di se così forte come diceva lui, si fermava e si diceva: lui è sempre così, viziato?immaturo?strano?altalenante?ok, ma io mi sono innamorato di lui, e lo accetto così o se ne parla.
    quindi epr quanto la può dare a bere a tutti con le cavolate che dice io so che c’è qualcosa di fondo di strano. amici genitori famiglia droghe etc, che hanno portato il mio lui ad essere così.
    non lo riconosco e non so se fermarmi a chi ho conosciuto io o vedere questa realtà così strana che porta uno come lui così fragile a non mandare manco un sms dopo tutto quello che ho fatto.
    troppo strano e non smetterò di dirlo mai.

  • 5660
    markos -

    lily hai perfettamente ragione, la vediamo uguale. ho paura che non mi possa innamorare di nuovo, lo so che succederà con il tempo, ma il primo amore è il primo perchè è quello che ti ha fatto scoprire questo sentimento che non conoscevi, io sempre gli dicevo io non so se ti amo ma se amare vuol dire pensarti voler stare con te avere sogni e speranze con te e starti sempre accanto, ok allora ti amo, forse ho sempre cercato la razionalità in un sentimento che ha solo una base di illogico.
    ed è così l’amore è folle, è tutto è guerra è lotta è sofferenza ma anche se soffro e piango (anche ora scrivendo) ringrazio il cielo per tutto ciò, meglio questo che non averlo mai provato.
    sto idealizzando troppo lui perchè magari ora come ora l’avrei già lasciato, può darsi perchè non mi dava in fondo tutto ciò che chiedevo, però era la prima volta e l’ho resa unica e tale perchè per me già era per sempre già era futuro era tutto, e forte di questo andavo avanti.
    ci ho provato ho visto un altro ragazzo ma niente, per quanto può essere un bisogno anche fisiologico ma non ci riesco, non se se il mio lui frequenta altri ma capace, solos esso e null’altro questo la vita gli ha sempre dato io ero il primo che l’ha amato e si è sentito amato. non riesco a frequentare un altro ma non perchè non voglio nel rispetto suo ma nel rispetto del mio sentimento che lento è maturato dentro di me, il suo era tutto subito e perfetto e forse è svanito così, ma il mio è vivo e vero come tutto in me.
    l’onestà e la sincerità pagano?la ruota gira? mah!
    eppure tra malattie presunte e tradimenti e famiglie avverse sento che in fondo era sincero nei miei confronti e uno come lui così “servizievole” non mi avrebbe mai voluto fare ciò con cosìtanta ostinazione non è un vedere B dietro A ma la realtà, lui non è questo, chissà perchè l’ha fatto, perchè escludermi tagliare tutto in poco tempo e sparire….mistero.
    anche se tornasse non sarebbe bello come i miei sogni. la soluzione è andare avanti ma è dur

  • 5661
    mary -

    Non sono certo quella che può dare consigli,perchè io dopo 25 anni d’amore di cui 20 di matrimonio,da 4 mesi mio marito se n’è andato!!
    Che dire in 20 anni ho dato tutta me stessa ad un amore con la A maiuscola,un uomo che credevo volesse vivere con me fino alla vecchiaia o meglio finch’è Dio avesse voluto farci vivere insieme.Invece????L’ho perso per sempre, un’alttra donna me l’ha portato via!!!!
    Una cosa sola posso dire ,tornerei e rifarei tutto quello che ho fatto,perchè nel mio amore ho creduto veramente e da questo amore è nato un figlio meraviglioso che senza di lui non avrei mai potuto avere……grazie alui sti cercando di andare avanti..se cosi’ si può dire….Spero tanto ch eiltempo mi aiuti a trovare la forza per ricominciare.

  • 5662
    markos -

    a volte mi chiedo semplicemente pur di darmi una ragione: è tutta colpa mia? perchè sembra dal suo atteggiamento di si. poi dopo aver pianto mi rispondo: è questo che vuole farmi credere ma più che altro è quello in cui vuole credere lui per darsi una giustificazione alla sua follia sempre determinata da qualcuno o da qualche disagio profondo.

  • 5663
    LUNA -

    MARKOS: a volte può non essere colpa di nessuno, e le storie possono finire.
    Le persone possono fare un pezzo di strada insieme e poi prendere strade diverse.

  • 5664
    Lilly -

    Ciao Luna. Come ho già detto non metto becco in ciò che dice uno psicologo. Sia perchè non so nulla di psicologia sia perchè non ho mai fatto una seduta.
    Ho avuto, però, la sensazione che Marcos sia andato dallo psicologo con lo stesso animo con cui è andato dal cartomante.
    Per avere delle risposte sul caso concreto e non (ancora) per le finalità che hai descritto così bene (scusami Marcos se azzardo….).
    Ora…come giustamente noti tu lo psicologo ascolta Marcos.
    Non sente l’altra campana.
    E qui c’è il perchè del mio intervento: il problema è che non solo lo psicologo ma neppure Marcos ha sentito quella campana!
    Perchè la campana è scappata, ha tagliato la corda, si è aggrappata sui vetri come Spider Man e via senza un perchè o un per come.
    E’ vero che, come dici tu, “a volte può non essere colpa di nessuno, e le storie possono finire.
    Le persone possono fare un pezzo di strada insieme e poi prendere strade diverse”.
    E’ vero. Ma se io e Pippo stiamo viaggiando sullo stesso treno, scendiamo a fermate diverse ma io non lo so….. il caro Pippo prima di catapultarsi via dal vagone e sparire tra la folla potrebbe dirmi almeno ciao……
    Se non lo fa lui è il maleducato.
    Poi lo psicologo mi condurrà sulla giusta strada per affrontare al meglio i vari Pippi che la vita mi metterà davanti.
    Ma per poter entrare in sintonia con lo psicologo devo aver ben chiaro questo concetto: è Pippo il maleducato!
    Io magari sarò idiota, sarò svampita, avrò tre etti di prosciutto sugli occhi ma lui è il maleducato.

  • 5665
    Lilly -

    Se Marcos comincia a sminuire la figura di quel tipo comincerà anche a sminuirne il ruolo nella sua vita e ricomincerà a darsi la giusta importanza.

    Marcos, dici”a volte mi chiedo semplicemente pur di darmi una ragione: è tutta colpa mia? perchè sembra dal suo atteggiamento di si. poi dopo aver pianto mi rispondo: è questo che vuole farmi credere ma più che altro è quello in cui vuole credere lui per darsi una giustificazione alla sua follia sempre determinata da qualcuno o da qualche disagio profondo.”.
    Ecco. No ulteriori comment! Lui avrà tutte le ragioni del mondo ma ha un grosso torto. Ti è passato sopra come un trattore in discesa senza freno tirato!
    E’ già un grande passo avanti questa considerazione. E vedrai quanti ne farai con le sedute.
    In questi mesi ho fatto parecchio ordine dentro a me. E se da un lato mi sento bene (quantomeno meglio rispetto a qualche mese fa) dall’altro è come se sentissi dentro di me l’incertezza di chi ha fatto il “fai da te”…ed è come se avessi paura che la scafalatura mi crolli addosso.
    Io adesso e solo adesso, dopo mesi di riflessioni tra me e me mi sento pronta per andare da uno psicologo. Prima lo avrei ascoltato ma non lo avrei capito, non avrei messo a frutto nessun consiglio perchè era tutto ancora così accentrato su di lui che non avrei dato spazio a me stessa. Avrei incollato ogni parola su di lui cercando di spiegarmi il perchè del suo atteggiamento. Un pò come quando cerchi di scroccare informazioni su Tizio buttando il discorso su Caio e Sempronio.
    Non so se mi sono spiegata…..a volte rileggendomi non mi capisco da sola!
    Ciao Mary. Potrei dirti mille stronz….sull’efficacia del tempo e bla bla bla. Le evito. Non penso che tu abbia scritto qui per sentire cose scontate.
    Se te la senti parlaci di te, di come stai, di cosa ti frulla nel cervello, di come hai affrontato e stai affrontando la situazione.
    Un’abbraccio.

    Ciao a tutti.

    Ps. Ciao Luna. Grazie per la tua non ovvietà!

  • 5666
    LUNA -

    LILLY: ciao 🙂
    No, no, ti sei spiegata benissimo, e tra l’altro le tue osservazione sono come sempre intelligenti, sensibili e anche le domande che ti/ci fai e cui tenti di dare/dai una risposta.
    Stiamo dicendo le stesse cose, probabilmente, da due punti di vista in qualche modo, su alcuni punti, diversi.
    Sono assolutamente refrattaria, mi ripeto, a parlare di cosa faccia uno psicologo e come, non perché è il segreto di zumbayè, o quella crema speciale per il viso che però non ti posso dire perché la devi provare 😉 ma perché appunto penso che sia un work in progress assolutamente personale, che si inserisce nel più ampio work in progress. E le domande che uno ci porta, e il modo in cui le porta, e anche come reagisce agli stimoli che una seduta dà fanno parte di quel viaggio.
    Come andare, restare o mollare. E magari un giorno tornarci o anche no. Come sceglierci di andarci in un momento o in un altro. Come fidarsi o non fidarsi, come sfidare magari il proprio psicologo o affidarsi.
    Veramente è una cosa personalissima.
    Questo non lo dico nel senso che penso che tu abbia sbagliato a dare un’opinione, lo dico per me, per spiegare perché non mi turba che qualcuno possa andare da uno psicologo con l’atteggiamento con cui potrebbe andare da un cartomante. Anche perché comunque non ci troverà un cartomante.
    E questa è già la differenza sostanziale.
    E’ vero che come puoi sbagliare dentista puoi sbagliare anche psicologo, ma io fino ad ora non ho ancora sentito nessuno lamentarsi del proprio psicologo.
    O conosco solo persone che in questo senso hanno culo, oppure forse esistono più professionisti seri di quelli che la leggenda racconta.
    Io conosco solo persone che ci hanno guadagnato, in serenità e in senso di indipendenza.
    Nel senso che appunto uno psicologo serio non cerca di creare con te un rapporto di dipendenza, semmai di stimolare i tuoi strumenti che già hai verso il tuo equilibrio.
    Inoltre penso che l’atteggiamento con cui andiamo dallo psicologo in quel momento ci rappresenta (in quel momento) e sono le nostre sensazioni, motivazioni,

  • 5667
    LUNA -

    e il nostro atteggiamento nei confronti delle cose e della vita in quel momento che portiamo appunto dallo psicologo.
    Quello è l’oggetto della seduta. Siamo noi.
    Noi al punto in cui siamo nel momento in cui decidiamo di andarci.
    Noi con le cose che dentro di noi ci creano uno stato di ? ecc per cui abbiamo fatto la scelta di alzare la cornetta, fare quel numero e prendere un appuntamento.
    Mille sono i sentieri che portano a quella prima seduta. Personalissimi, appunto. Come le motivazioni.
    (o che non portano, perché ognuno sa per sè, e riconosce il suo bisogno del momento).
    Mille sono i sentieri e per esempio può capitare anche che una persona ci vada per parlare di un problema di un altro, trovandosi poi a parlare di se stesso. Intendo dire per esempio nei casi in cui una persona che vive con qualcuno fortemente problematico che lei, giudica, farebbe bene ad andare da uno psicologo ma continua a non andarci. La relazione vacilla, la persona non ne può più, sta male per il male di un altro, così o così pare, non importa, male sta, e magari un giorno va da uno psicologo dicendo: mi aiuti, non vuole andare da un “dottore” e io non so che fare… come lo convinco? e quel sentiero, in apparenza un po’ tortuoso, quel sentiero che pareva centrato su un altro, porta invece a fare finalmente un viaggio per sè.
    Quello che dici su Pippo che se ne va e non dà risposte ovviamente lo condivido. Non è bello, non si dovrebbe fare, fa male da morire, è ingiusto, non ci piove… ma quando avviene avviene, così è. Se Pippo ci spiega perché EVVIVA, ma il problema è appunto che Pippo non ce lo spiega, sennò non saremmo qui a parlarne. Ma l’asino casca anche su un’altra cosa: noi conosciamo la logica del perché abbiamo amato Pippo in un modo, e Pippo conosce la sua perché ci ha amato o no in un altro. E la sua logica per lui vale quanto per noi la nostra. Ma noi cerchiamo di capire Pippo attraverso la nostra. I nostri schemi. Migliori dei suoi? vero o no nn cambia.Pippo è così.

  • 5668
    markos -

    vedete per quanto ancora penso a cose del tipo:
    la sua frase sotto casa: non stiamo più insieme non sono tenuto a dirti dove mi curo.
    gli amici che mi bloccano e non mi rispondono
    questo suo distacco velato continuo e tenace fino alla sparizione…
    sono dei colpi di pistola…

    bè sicuramente analizzando in modo psicologico al relazione cosa vedo:

    lui un ragazzo ex cocainomane, vittima della famiglia che vede come clan dalla quale non riesce a staccarsi o ribellarsi che segue fedelmente nelle decisioni, evita il contrasto preferendo sottomettersi, passa momenti di forte depressione dovuti alla assenza di personalità che lo portano ad avere un rapporto con le piante uniche sue confidenti.
    poi arrivo io lui si innamora ci si butta ci si affida, è una persona debole, insoddisfatta di se , che pensa al bene altrui a realizzare l’altro a discapito di se, non sa dire no o negare il proprio appoggio perchè ha paura del confronto si sente inadeguato inferiore non all’altezza, della vita e del rapporto così passa il tempo a servire a farsi schiacciare inconsapevolmente a sentire e ascoltare tutto senza mai uscire in se per ciò che è.

    dall’altra parte chi abbiamo?
    uno come me che invece è bisognoso di affetto di stare al centro dell’attenzione di chi si dedica totalmente a lui con le proprie problematiche continue a volte esagerate, sempre al centro dell’attenzione, egoista che vede se stesso e poco gli altri, che da ma vuole molto ricevere, vuole sempre ragione, detto si ed essere amato in tutto con forza sempre di più e mai contrastato.(magari esagero)

    quindi abbiamo l’aiutante servitrice inferiore e infelice di se che si realizza tramite la dedizione all’altro e il bambino egocentrico bisognoso d’amore e attenzioni.

    continua…

  • 5669
    markos -

    due tipi che vanno a nozze sostanzialmente perchè la patologia dell’uno si sposa con quella dell’altro. fin quando la persona che si è messa nel gradino inferiore dopo tanta rassegnazione e sofferenza non vede più del bene ma si incattivisce si sente colpevole dele sofferenze altrui e scappa fugge rifiuta il dialogo il confronto che lo ucciderebbe e così sparisce tra un “consolatelo” e un “ti amerò per sempre a costo di stare solo” ma voglio stare bene e non voglio averti accanto perchè mi fa star male, rifiutando le emozioni vere e preferendo il contorno e la vita facile priva di lotta di sentimento assoggettato alla famiglia dove l’unica via di scappatoia sono le relazioni veloci per sesso o la droga…momenti brevi di fuga ma non di distacco dal clan che la sovrasta.
    e io che da questa relazione prendo l’amore e l’affetto smisurato marciandoci sopra e giocandoci a volte, sicuramente dando anche tanto con slanci emotivi e pasionali di amore e condivisione ma sostanzialmente poi subentra la noia di essere solo amati e basta senza null’altro senza sorprese stimoli o altro. così mi sento forte di allontnare ma ci ricado fin quando non mi frana la sicurezza della sua presenza sotto i piedi e frano pure io perchè non sono più il centro dell’attenzione di nessuno, ma sono stato abbandonato lasciato isolato escluso cancellato insomma sono sceso da quel gradino nel quale ero salito per ricadere nella massa se non più giù.

    soluzione? prima o poi uno dei due si sarebbe ribellato perchè stava stretta a entrambi.
    sviluppi? curare se stessi, ripartire dal principio non volendo fondere e condividere tutto e non cercando negli altri la forza che si può avere in se, e nelle proprie capacità, trovare negli altri lo stimolo il confronto l’affetto, ma non la devozione perchè già si è forti in se.
    tempi? lunghi tra ricordi del passato felici perchè era ciò che volevo e presente incerto e vago e un futuro che spaventa perchè si ha paura di diventar indifferenti nn essere amati +

  • 5670
    markos -

    conclusioni su di lui:
    soggetto affetto da depressione ciclica con crisi improvvise,
    disturbi di personalità con comportamenti egodistonici che portano a impulsi ossessivi (chat community) disagio autoaccusa autocritica allontanare ciò che più suscita emozioni per tenere il contorno.

  • 5671
    Greg -

    Mary mi dispiace tanto, a volte ci si sente smarriti, pero hai un figlio prezioso che sicuramente non vorrai che soffra a causa di questa separazione. Cerca di stargli vicino piu che puoi, sono sicuro che ti dará molta gioia e Dio molta serenitá se ti affidi a Lui…
    Un saluto

  • 5672
    Lilly -

    Devo confessarti, Marcos, che il tuo ultimo post mi ha fatto un po’ impressione.
    Più che altro la descrizione che hai fatto (magari esagerando, come dici tu) di te.
    Nella tua descrizione riconosco tanti atteggiamenti del tipo per cui sono finita qui…
    Vedi, Marcos, io NON ero, all’inizio, fragile sottomessa e depressa come il tuo ex.
    Nonostante tutto lui mi ha sfiancata, mi ha sfinita, mi ha succhiato via ogni energia.
    E poi la paura!! Si! Una paura tremenda che lui se ne andasse perché ormai mi aveva svuotato e lui era diventato il mio contenuto.
    Ma anche paura di fare qualcosa di sbagliato, di parlare al momento sbagliato, di stare zitta al momento sbagliato, di fare una pausa che lui avrebbe percepito come inopportuna e che avrebbe scatenato l’inferno. Paura di arrivare con un secondo di ritardo quando lui crollava e sentiva la necessità di sdraiarsi psicologicamente su di me, paura di invadere troppo la sua sfera quando lui si sentiva forte e non tollerava intromissioni.
    E’ stato un periodo mostruoso, a dire il vero, e me ne sono resa conto solo in questi mesi, riacquistando energia, rientrando in me stessa e ridiventando anche contenuto non più solo un contenitore.
    Felicità! I momenti felici sono stati solo all’inizio. Quando c’era rispetto, quando si stava disegnando la bozza di un’intesa che non è mai cresciuta. Un rispetto che poi lui ha perso e che dentro di me si è trasformato in paura.
    Ma non me ne rendevo conto, non potevo rendermene conto. Le molestie morali ti stordiscono, ti muovi nella nebbia, non vivi ma brancoli nella vita .
    Mi viene in mente un post di Luna, uno (dei tanti) che mi sono rimasti impressi, quello sul palloncino abbattuto.
    Sono stata felice finchè ho svolazzato e lui mi ha guardato con ammirazione. Io sapevo che non sarei volata via perché stavo bene, lui ammirava il mio svolazzare, il mio atteggiamento rassicurante.

  • 5673
    Lilly -

    Poi si è scatenato l’inferno. Non saprei dire quando e come.
    Ho visto quei momenti come felici solo fino a quando non sono stata in grado di percepirne la violenza. Adesso non vedo più tutti i momenti trascorsi insieme come tutti momenti felici! Alcuni lo sono stati, altri no! Sicuramente se mi dicessero che potrei rivivere i momenti felici a condizione di beccarmi anche gli altri…..altro che gesto dell’ombrello!!!!! Col cavolo. Meglio la felicità di un toast mangiato al parco quando c’è il sole!!!!
    Tutto questo per dirti, Marcos, che la passionalità va bene ma deve pur sempre avere di base il rispetto dell’altro. Altrimenti se l’altro è furbo scappa, se è tontolone come me resta e rischia il deragliamento mentale.
    Il tuo ex,forse, se n’è andato per evitare il deragliamento mentale. Forse ha avuto paura e ha dato la precedenza a sé stesso, forse ha scoperto di non essere così forte da reggere alla tua vulcanica personalità.
    Occhio! Non ti sto affatto criticando, sia chiaro!!! Secondo me con l’autoanalisi e le sedute dalla psicanalista riuscirai a direzionare tutta la forza e l’energia che hai dentro in qualcosa di meraviglioso per te e per chi sarà con te. Chiunque esso sia!
    Se fossi un po’ più grande di quanto (presumo) sei ti ricorderesti il cartone animato del drago incendiario Grisù e del figlio draghetto che, invece, voleva a tutti costi fare il pompiere. Ogni volta che stava per tagliare il traguardo e indossava il berretto da pompiere perdeva il controllo e per la felicità incendiava tutto…. Tu mi ricordi un po’ quel draghetto con tutto quell’impeto che ti si è rivoltato contro.
    La mia sensazione è che ”l’egoismo”, gli slanci passionali , la noia, il prendere, il lasciare, il volere/dare, il “prevaricare” di cui scrivi siano aspetti di una personalità sicuramente bella ma lasciata allo stato brado e che va solamente indirizzata nella direzione che farà stare meglio prima di tutto te e poi chi sarà con te!

  • 5674
    mary -

    Cialo Lilly,
    Non mi aspetto commenti scontati ne tanto meno bla,bla….in questo momento non mi aspetto niente da nessuno!
    E’ un momento talmente duro e difficile,ch esto cercando dentro di me la forza per andare avanti nella quotidianità.
    Cercando anche un solo sorriso di mio figlio per capire che almeno qualcosa di buono ho fatto…
    E’ dura non riesco a darmi pace…ma non mi chiedo più dove ho sbagliato!Non ho sbagliato dare tutto a un uomo in cui credevo..ho sbagliato a non credere che tutto questo potesse succedere..a mettere da parte me stessa credendo che così non avtrbbe mai smesso di amarmi.Ora devo farmi forza da sola e ricominciare per me stessa e per mio figlio che ora ha 15 anni e grazie a Dio sa riconoscere il giusto da sbaliato!

  • 5675
    Lilly -

    Ciao Mary.
    Il tuo è stato un “errore” comune….è stato anche un mio errore.
    Annullarsi nella convinzione che l’altro avrebbe apprezzato questo atteggiamento rimanendo con noi “per sempre”.Farsi piccole così piccole da non poter disturbare. Farsi da parte.
    Non è stato così….
    Ma chi è l’altro da meritarsi tutto questo?
    Un essere umano, esattamente come noi che probabilmente si è gonfiato di autostima in misura direttamente proporzionale al nostro annullarsi per lui.
    Io credo parzialmente nella potenza delle parole, dei commenti sul tempo che cura tutte le ferite ed i bla bla che ti dicevo.
    Ognuno necessita di un tempo diverso a seconda della propria personalità.
    L’importante è ciò che stai facendo tu. Non addossarti colpe che non hai.
    Come ha detto Luna qualche post più su a volte le storie finiscono senza un motivo particolare, le strade si dividono.
    E fa male. Fa un male cane. Un male che a volte sembra insopportabile.
    Ma quando ti ha lasciata tu sei rimasta lì, integra. Lui non si è portato via nulla di te.
    Puoi ripartire. Per te, per tuo figlio, per tutte le persone che sicuramente ti vogliono bene e ti stimano, perchè la vita riserva mille possibilità.
    E perchè un giorno, quando lo smarrimento, la malinconia, il dolore e forse persino la vergogna (ingiustificata) che provi saranno meno intensi capirai che non era poi così bello vivere nell’ombra.
    Forse non era affatto vivere lo stare appiccicata al muro per non far pesare la propria presenza.
    Forse penserai che sto dicendo i soliti bla bla che avrei voluto evitare di dire…..e forse è veramente così.
    Però, secondo me, è fondamentale rendersi conto che nessuno, ma proprio nessuno, ha il diritto di annullarci o di lasciarci annullare.
    Se guardi bene dentro di te la forza che cerchi è lì, pronta ad essere utilizzata in centomila cose che ti faranno stare bene.
    E non parlo di gesti eroici o di cose fuori dalla normalità.
    Parlo di tanti piccoli gesti quotidiani che probabilmente (suppongo.

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