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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 5551
    Lilly -

    successo proprio niente.
    Sono tutti prodotti di quel mare che ci portiamo dentro, che è perennemente in movimento e che ogni tanto butta lì una bellissima conchiglia, a volte uno scarpone distrutto, a volte un relitto e a volte una bottiglia con dentro un S.O.S disperato.
    Vi è mai capitato di essere lì tranquille, sedute spaparanzate e sentire un magone improvviso misto ad un senso di colpa come se di botto steste realizzando di aver appena scippato una nonnetta facendola cadere in mezzo alla strada?
    E vi è mai capitato, al contrario, di svegliarvi in stato di immotivata beatitudine come Fantozzi quando vedeva sfilare la statua del santo?
    Ora io non so se tutto ciò è frutto del nostro cervello, del nostro cuore, della nostra panza…..Non lo so e, in fondo, credo abbia poca importanza.
    Ciò che conta è che tutto ciò viene da qualcosa di nostro e che se impariamo ad accettarlo impariamo ad accettare anche noi stesse.
    Come Luna, come Lulu, ho reimparato a stare da sola con me stessa. A godermi la mia presenza in solitudine, a cellulare spento, con musica in sottofondo e mente libera di andare indietro nel passato, stare ferma nel presente, fare uno zompo nelle ipotesi del futuro.
    Non lo facevo più da tempo. Da quando avevo paura delle domande che mi sarei fatta e delle risposte che mi sarei data nel momento in cui mi fossi beccata da sola.
    Ora mi becco da sola e a volte piango, a volte rido, a volte piango e poi rido e viceversa.
    E ho scoperto che è bellissimo volare nel proprio cielo e riuscire di nuovo ad intravedere quello degli altri.
    Un abbraccio a tutti.
    Ps. Luna, il post che hai scritto un po’ di tempo fa (tra i tanti bellissimi….quello sul palloncino da abbattere) mi ha fatto riflettere un pò e mi ha aperto tante porte dentro. Come se fosse un passepartout adatto ad aprire i tanti cassettini di me stessa.

    Bye bye.

  • 5552
    LUNA -

    KIKKA: …un altro a cui dire di non chiamare più? 😉
    😉 nel senso che se la pseudo-frequentazione diventerà un peso anche in questo caso saprai dire stop 🙂

    sorrido nel senso che non è certo una cosa da poco.
    Meglio sarebbe se non fosse necessario, ma se qualcuno, con le sue non risposte o le sue pressioni diventa uno stress, saperlo fare è una grande cosa 🙂 e lo hai già fatto e ne vedi i benefici.

    baci

  • 5553
    sonia -

    Kikka buongiorno!
    Vero..le nostre storie in questi mesi sono andate un po’ in parallelo..da giugno 2008,bassississimi, bassi poi un po’ alti..e ancora bassi..ma leggendo queste pagine mi rendo conto che fa parte del “gioco” della vita..stati d’animi, emozioni , sensazioni canbiano vorticosamente anche nel corso delle stessa giornta, o anche della stessa ora..come mi ha scritto Luna “viaggiando tra gli estremi”..
    Occorre accettare che è normale tuttto questo altalenarsi, anche le sconfitte, le ricadute..sono queste che io non accetto, che non sopporto e che forse non mi perdono..sbagliando, forse..
    E come te un lui che fa battere di nuovo il cuore..ma che forse troppo distante non fa bene adesso..una delusione cha va a sommarsi..una ferita in oiu’ per me..
    ma io voglio RIUSCIRE A CAVALCARE LA MIA ONDA Lilly, consapevole che spesso non sara per niente facile!!

  • 5554
    ANNA -

    Sonia, Kikka, vi ricordate di quando scrivevo di quel lui che avevo dovuto allontanare causa “non amore” per me ? Beh, IO CI STAVO MALE. Troppo, per quel che era sempre stata la situazione tra noi.
    Stavo di nuovo facendo misura del mio valore sulla base di un giudizio altrui.
    Senza nessuna pieta’ per me.
    “Certo che non ti ama. Non e’ mica scemo.” Io pensavo anche questo nella mia testa bacata. Forse l’ ho addirittura abbandonato per evitare che lo facesse lui. Per paura di perdere ancora. Ma perdere poi che cosa ? Praticamente niente. Quello che mi dava lui, era cio’ che mi avrebbe potuto dare chiunque amasse il genere femminile e fosse single…Briciole.
    Eppure ( mannaggia a me ) IO CI STAVO MALE !!!!!
    E stato li’ che ho capito che il danno e’ dentro me.
    Gli volevo anche bene (ma io finisco spesso per voler bene anche ai serial killer) e poi giustifico sempre tutti tranne me stessa.
    Non era quello il quid. Il quid era che qualunque cosa ripercorresse anche vagamente il passato per me era ( e’ ) come veleno puro.
    E non solo il passato prossimo ma anche quello remoto, da quando avevo 6 anni e temevo che mamma mi dimenticasse a scuola.
    Il primo cuore che batte a tremila risale ad allora, al suono della campanella delle 12:30 🙁
    Non sono mica “guarita”. Solo ho imparato a riconoscere il veleno, capire che non mi uccide e a vedere dov’e’ per tentare di evitarlo, visto che bene nn mi fa.
    In ognuno di noi ci sono delle fragilita’.
    Probabilmente io soffro di ansia da abbandono, proprio come la mia cagnolina. E, guarda il caso, poi sono anche stata abbandonata per davvero.
    L’ incubo di sempre che diventa realta’ e shock che ti devasta tutto l’ equilibrio.
    E ti rialzi dalla catastrofe, sapendo che ora ce la puoi fare ma con addosso la stessa paura di sempre. C’era prima e c’e’ adesso. Questo non cambia. Quello che cambia e’ che non vuoi piu’ nasconderti dietro a qualcuno perche’ tanto sai che non durera’ e allora meglio “cacciare sangue” una volta sola!

  • 5555
    ANNA -

    …Accettiamo di non essere macchine ma persone con sentimenti, lati deboli e lati forti del nostro carattere.
    Ho amiche di fronte ad una goccia di sangue, svengono sul posto. Altre che, alla vista di un ragnetto, cambiano appartamento.
    Io potrei dormire in un insettario e se vedo del sangue uscire da una ferita, mi limito a preoccuparmi della stessa senza badare al rosso che ne viene fuori.
    Siamo tutti diversi e tutti dobbiamo convivere al meglio con la nostra natura per non soffrire troppo.
    Andra’ meglio, ragazze care. Ne sono certissima. Voi sarete piu’ che felici e non vedo l’ ora di poterlo leggere qui…
    Un bacio a tutte.
    ANNA

  • 5556
    Ada -

    Scrivo solo per ringraziarvi, sia per le cose che mi avete detto l’altro giorno, sia per le vostre discussioni… bene o male, tutto aiuta, anche un pensiero, una parola, che sembra riguardare altro.
    Non riesco a scrivere altro, non riesco a pensare.
    Lui è ancora qui. Mi tornano in mente troppe cose.

  • 5557
    Lilly -

    Ciao Ada. Il “dopo” fa male. Ognuno di noi lo sa. Lo sa fin troppo bene.
    Ti auguro che un giorno, magari non troppo lontano, tu riesca a pensare ai momenti belli che ci sono stati tra voi senza rimpianti, con la consapevolezza che potranno esserci ancora tanti altri momenti altrettanto belli.
    Perchè quei momenti non sono finiti con la vostra storia, non sono un’esclusiva della persona con cui, in passato, li hai condivisi.
    Possono esserci al di là di lui, con altre persone che sapranno farti emozionare, sorridere, tornare a vivere.
    Son momenti che nascono da te e tu non sei finita.
    Sei ferita, sei a terra, sei in un momento di merda ma ci sei, e puoi ancora dare e avere molto.
    Quando riuscirai (riusciremo…) a pensare ai momenti belli senza rimpianti e vedrai i momenti no nella loro reale dimensione e non ingigantiti dalla solitudine, dalla malinconia …..allora, vedrai che la pagina da voltare avrà il peso di una pagina e non di un macigno.
    E avrai voglia di riprendere a vivere, di ridere per una cazzata, di piangere per un film, di pensare in libertà…..di pensare anche al passato senza averne paura.
    Io ci sto provando, ci sto riuscendo. Cado di continuo ma mi rialzo di continuo. E ‘stare su & giu stanca come una seduta di palestra di quella dura. Ma è una palestra che fa bene.

    Dici che “lui è ancora qui”.
    Lui , forse, sarà sempre lì con te perchè è stato importante per te, perchè ciò che provavi e provi è stato ed è intenso e sincero.
    Forse dovresti ridimensionare il suo ruolo e renderti conto che tu sei, sempre ed in ogni caso, più importante di lui.
    Non permettergli di farti del male attraverso te stessa, attraverso la tua mente, attraverso i tuoi ricordi.
    Cerca di dare ai ricordi il giusto nome ed il giusto spazio.
    Il passato non va nè dimenticato, nè buttato via.
    Ma è il presente che stiamo vivendo. E’ il futuro che dovremmo “sognare”. Non il passato, non il vissuto. Altrimenti il sogno non è tale….è rimpianto. E fa un gran male.

  • 5558
    Lilly -

    Ancora una cosa, Ada. Ora non riesci a pensare perché forse il tuo pensiero va dritto dritto sparato su qualcosa di lui. Che ne so……magari il suo sguardo. Uno sguardo innamorato che rifiuti di pensare perché credi di averlo perso per sempre.
    Ma non è così. Hai perso il SUO sguardo. Non lo sguardo d’amore che potrà esserti rivolto.
    E magari la prossima volta quell’amore non sarà in uno sguardo…… sarà in un abbraccio, in un silenzio, in un sorriso, nel portare la borsa della spesa, nel lasciarti sfogare quando ti girano le palle, nell’aprirti a portiera o nel regalarti un fiore……
    Se non sarai un robot e lascerai che il presente riprenda il sopravvento sul passato vedrai che tutto è ancora possibile.
    Magari non accadrà domani o tra una settimana o tra un mese.
    Ma non chiudere la porta con te chiusa dentro ad una stanza dei ricordi.
    Non chiudere la porta MAI!!!

    Un abbraccione.

    Ciao a tutti/e…….come va????

  • 5559
    markos -

    bè come ti capisco e come piango elggendo che non sono l’unico.
    a volte mi domando se vivrei lo stesso senza lui?
    se riuscirei a dimenticarlo?
    eppure lui era tutto ciò che volevo,
    incancellabile,
    non era il classico stronzo, ma l’innamorato eprfetto,
    promesse sogni progetti,
    come faccio a pensare che dall’oggi al domani non contano più niente?
    posso mai pensare che sonos tato nulla per te?
    io l’aspetto…
    sarò cretino ma cerco di trovar il mio binario e nel cuore manterrò sempre il suo ricordo..

  • 5560
    Ant062 -

    Anche lei è ancora qui.
    Dopo più di un anno. Ma sono rimaste solo tracce, piccoli flash e ricordi.
    Ma non più nel cuore. Soltanto nella testa.
    Ho creato un blog, l’ anno scorso, per buttar fuori i miei pensieri.. http://theendoflove.wordpress.com/
    Il peggio è passato, ma non tutto è passato.
    Sette anni son parecchi e dimenticarli completamente non è facile.
    Ma la pagina l’ho girata.
    E nuovi eventi sono accaduti.

    Un abbraccio a tutti.

  • 5561
    LUNA -

    Bacioni a tutti 🙂 e buon uikend 🙂 sì, tutto bene 🙂 Lilly e Anto, ho letto 🙂
    passerò con più calma, ma adesso A FARE LA NANNAAAAAAA 🙂 zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

  • 5562
    Lilly -

    Ciao Markos, perche ipotizzi di dover pensare di non essere mai stato nulla per lui?
    Sono cambiate le cose e lui ha avuto un passo più veloce del tuo. Camminavate a fianco, come soldati in marcia e ad un certo punto lui si è messo a correre e tu ti sei seduto.
    Pensare “stronzo e bastardo” è facile. Anche esserlo stati per davvero è molto facile e, 99 su 100 probabile.
    Ma l’essere stronzo non sta nel disinnamorarsi. Può accadere.
    Sta nel come il disinnamorato te lo comunica o fa capire….
    Sta nell’aggressività, nello scazzo gridato con cui l’altro non accetta che nello stesso preciso istante in cui il tuo tempo è scaduto nel suo cuore non sia capitata la stessa cosa a te.
    Sta nella freddezza con cui vieni trattato-freddato-ignorato-scaricato.
    Sta nella fuga come se, all’improvviso l’altro fosse diventato qualcosa di contaminato.
    Sta nellle proposte morbide “rimaniamo amici (con sottotitolo…..”ma non rompermi troppo le balle nè!!!!”)….E POI PROVA A FARE L’AMICO……nella migliore delle ipotesi la tua disponibilità cade nel vuoto, nella peggiore vieni aggredito!!
    Sta nelle bugie, nel nascondersi, nel dimenticarsi che anche tu sei un essere umano, che puoi soffrire, che non sei diventato qualcuno di diverso dalla persona che ieri stava su un palmo della sua mano.
    Hai edtto una verità fondamentale.
    Trova il tuo binario! E mantieni il suo ricordo.

    Ciao Anto62. Hai girato la tua pagine e lei è rimasta lo stesso in una nuova dimensione. E’ ciò che vorrei capitasse anche a me. Perchè non voglio rinunciare a nulla di me e del mio passato per poter vivere il mio presente ed il mio futuro. Un passo alla volta ci sto riuscendo….

    Ciao a tutti! Che fine avete fatto???

  • 5563
    markos -

    @lily : avresti ragione se nella normalità delle cose uno perde il sentimento e lascia l’altro con indifferenza, ma la cosa due mesi fa è finita diversamente, prima si è allontanato poi mi diceva che mi amava da morire ma voleva restare solo, poi dice della malattia che lo spaventa e vuole allontanermi epr proteggermi, poi non si fa sentire più ma dice agli altri di starmi vicino, poi lo incontro e freddamente mi dice che non prova + nulla nei miei confronti, ma mi amerà per sempre a costo di restare solo e non mi vuole accanto eprchè lo farei stare male, ma non per sempre solo per il momento, e quando gli dico che so che non va in cura in quella clinica, lui messo di fronte alla verità mi dice che non è tenuto a dirmi dove si cura, e quando gli ricordo le nostre promesse trattiene le lacrime…
    non c’è una spiegazione razionale in ciò ma qualcosa di fondo…
    tutti siamo d’accordo che l’amore può svanire improvvisamente da un giorno all’altro, o che una malattia grave ti fa andare in un vortice, ma quì c’è tutto questo e altro ancora, se non mi ami più non dici certe cose e non mi dici che per il momento è così….

  • 5564
    Lilly -

    Markos, ti capisco alla perfezione.
    Lui (in passato) mi ha amato alla follia ma dopo l’infarto si è spaventato troppo perchè sono diventata “un eccesso troppo grande ” (forse i 17 anni di differenza …….manco fossi stata una leopardessa con frustino e pretese da pornostar!).
    Ogni tanto lo becco sul treno che mi guarda come per dire “chiissà se hai capito che non potevo fare diversamente….”.
    Nei fatti: si è dimenticato di lasciarmi (frase memorabile “tempo al tempo” e quando mi sono fatta viva mi ha mangiato la faccia e tolto il saluto.

    Ora….io mi sono rotta le palle di languire e sperperare la mia vita crogiolandomi nei meandri mentali di quell’individuo e di me stessa versione “ci spero sempre, ti aspetto ancora”.
    E (te lo giuro) ora che ho cominciato a capire i suoi perchè e le sue motivazioni l’ho perdonato per i suoi modi completamente non ortodossi.
    E (ti giuro anche questo) mi sono accorta di volergli ancora un bene immenso commuovendomi per la sua fragilità e la sua immaturità (per come è scappato, si è nascosto, è stato zitto quando avrebbe dovuto parlare ed ha urlato quando avrebbe potuto semplicemente parlare e bla bla bla).

    Quindi mi sono rimessa in carreggiata e senza nè rinnegare nè rimpiangere il passato, ben contenta del mio nuovo atteggiamento nei miei e nei suoi confronti ce la sto mettendo tutta per ripartire. E per, finalmente, riprendere a vivere.
    Leggendo il tuo post mi sembra che il tuo lui assomiglia molto al mio lui nei comportamenti e nelle reazioni.
    Forse è vero. L’amore non è svanito nel nulla da un giorno o l’altro.
    Forse c’è ancora…..forse potrebbe tornare…..ma se non riesce ad uscire fuori, se è diventato una macchina ciucciaenergie-ciucciaforza-ciucciavita allora….dai la prevalenza a te stesso e non vivere aspettando un qualcosa che potreebbe accadere come non accadere mai.
    Vivi la tua vita indipendentemente da lui e vorrà dire che se “quel momento” (il ritorno) arriverà sarà una sorpresa bellissima!!

  • 5565
    LUNA -

    Markos: ciao 🙂
    vado un po’ di fretta, purtroppo, e quindi non vorrei sembrasse che parlo in modo semplicistico di una cosa che semplice non è…
    nel senso che ciò che si muove nella mente, nelle emozioni e nell’equilibrio di qualcuno quando avvengono scosse come una malattia, o un lutto, o comunque cose che mettono in moto tante cose dentro di noi, o dentro chi abbiamo di fronte, non è semplice, no…
    e che smuovono certamente anche gli equilibri dei legami…
    e te lo dico con la cognizione di causa di chi ha subito recentemente due lutti e anche di chi è stato vicino a persone che sono state male…
    e anche che è stata male, molto male, perché un legame è andato in vortice per questo… con modalità incoerenti, da parte dell’altro, simili a quelle che descrivi tu…
    scrivendoti mi è venuto in mente anche questo:
    ho avuto come primo amore, intensissimo, un ragazzo che all’epoca era malato e che giovanissimo faceva i conti tutti i giorni con una malattia,da diversi anni, e quindi anche se lui non era la sua malattia era naturale che vivesse la sua vita sapendo, così giovane, di averla e anche dovendo venire a patti con lei, per sempre… con il fatto di dover preservarsi, ma anche di non sentirsi diverso dagli altri… essendo comunque in qualche modo “diverso”, avendo al contempo una situazione famigliare particolare, difficile, e un’intelligenza, davvero, non comune.

  • 5566
    LUNA -

    Ma parlare della morte era un suo modo per esorcizzare la morte. Il fatto che avrebbe potuto collassare, com’era già successo, e vedersela brutta per davvero.
    come lo era, esorcizzare, fare cose che erano stupide e pericolose per la sua condizione, alle volte.
    Al contempo credo che mi abbia amato molto perché… in parte ero egoista, vista anche la mia giovanissima età. egoista nel senso che non lo trattavo come il debole tra noi due. Per me lui era lui, che aveva quel problema, certo, ma non era quel problema. Non gli ho mai permesso di farmi male per la sua malattia. Cosa che la ragazza che è venuta dopo di me gli ha permesso, invece. non so se riesco a spiegarmi bene… Avevo 17 anni… a 17 anni anche se per certi versi ero matura per la mia età e sensibile in apertura, come oggi,ero però così in formazione io stessa (lo siamo sempre, quindi figurati a quell’età), e così inconsapevole di cose che oggi, a guardare indietro, erano frutto di istinto che non ero in grado di “analizzare”, e che mi ha preservata. Preservata dall’entrare nel vortice, di sudditanza emotiva all’incoerenza, nel nome anche di una malintesa empatia verso chi “stava male”, nel quale invece sono entrata a 30 anni…
    quando non ho capito quello che avevo capito a 17 anni… e cioè che alle volte noi possiamo fare molto male a noi stessi cercando di capire ciò che c’è dietro all’incorenza, qualsiasi sia il motivo, invece di guardare il fatto che l’incoerenza ci sta facendo male e basta. Di stare nel presente, nella realtà, e di guardarla per ciò che è. E ricordarci di noi stessi.
    @se non riesce ad uscire fuori, se è diventato una macchina ciucciaenergie-ciucciaforza-ciucciavita allora….dai la prevalenza a te stesso
    Per esperienza ti dico: sagge parole.

  • 5567
    Ant062 -

    La pagina l’ho dovuta girare.
    Anche perchè lei vive a 1000 km di distanza, e da quando mi ha chiuso il telefono in faccia (ad aprile dello scorso anno) non si è fatta più sentire. Sono stato cancellato come si cancella un disegno a matita con una gomma.
    Forse, col senno del poi (ma molto poi), è stato un bene.
    Abitando in città diverse non c’era “pericolo” di incontrarla.
    Ma ciò che ancora non mi è andato giù e stata la mancanza di spiegazioni dirette, faccia a faccia..E sì che la possibilità l’ha avuta…5 giorni prima della telefonata di chiusura.

    Markos, ti auguro che per lui sia un momento di crisi passeggera… e cerca di seguire il consiglio di Lilly.

  • 5568
    markos -

    @ anto 62 luna e lily… ragazzi non avete idea quanto fa male uscire e sapere che lui è lì in un altro locale, nell’ultimo incontro mi ha detto che non sente più nulla nei miei confronti, ma allora se non senti nulla perchè trattieni le lacrime? perchè anzichè dirmi addio mi dici che è per il momento, se mi dici ti fa star male avermi vicino perchè allora dici agli altri mi raccomando stategli vicino? e poi una volta che hos coperto che non ti curi nella clinica dove dicevi, eprchè mi rispondi freddaamente dicendo che non stando più insieme non sei tenuto a dirmi dove ti curi… ragazzi per me c’è qualcosa dis trano, una persona che due mesi fa quando tutto è iniziato piangeva con una mia amica dicendo ch mi amava da morire ma stava male, che non voleva che soffrissi per lui, arriva a isolarmi cancellarmi e escludermi totalmente per una malattia che forse manco c’è?
    ci sarà un altro nella sua vita?
    sarò stato solo un giocattolo?
    una cotta e via?
    ma se c’è un altro se sono un giocattolo se sono una cotta fino al giorno prima non mi dici che vorresti condividere tutto con me e non lasciarmi mai solo eprchè mi sarai sempre accanto, se ti sei dimenticato di me non piangi al telefono quando parli di me…
    non so quale sia la verità, non lo so ma credetemi era meglio essere lasciato per una di quelle cause che subire sentimenti diversi ogni giorno perchè non sai qual’è l’interpretazione giusta dei fatti, se è semplicemente finito un amore (dall’oggi al domani) se c’è un altro (cosa probabile anche se poco coerente con uno che dice che amerà solo me ma per il momento non sente nulla) se è malato (ma forse di cervello…) o se per come era dolce e adorabile nei miei confronti mi allontana sempre di più perchè non mi vuole fare soffrire epr qualcosa che non so e non mi vuole dire…
    l’unica cosa che mi disse nel nostro incontro è che vuole stare bene, non mi ha detto addio ma un semplice: per il momento è così non ti voglio accanto.
    aiutoooooooooo

  • 5569
    kate -

    Carissimo @Markos, spesso le storie finiscono così…con tante domande e nessuna risposta…la tua è verò è molto sofferta anche perchè c’è il dubbio di una malattia, qualcosa che per solito fa allontanare le persone che hanno paura di farsi vedere deboli e non capiscono anche un pò egoisticamente che se sei veramente amato quella malattia diventa parte di te e quindi chi ti sta accanto desidera aiutarti.
    Ma nessuno può avere ora la certezza come dici tu che si tratti di questo, e così i pensieri si accumulano, come una marea, e arrivi a pensare a tutto anche a cose che sicuramente non ci sono come un’altro al suo fianco.
    L’unica cosa che posso dirti è di cercare in qualche modo anche attraverso gli amici in comune di avere notizie, di chiedere a lui se in qualche modo ti da almeno un chiarimento, perchè se ti ha e ti ama come dice potrebbe evitare di farti soffrire così…
    provaci, non credo staresti peggio di come ti senti ora e almeno avresti di fronte la pura realtà e cioè le sue parole sincere e una spiegazione…il dubbio è la cosa che fa più male quando si ama…
    se non riesci lascia che quel dolore che provi resti, non scacciarlo, non evitarlo, non far finta di star bene o di essere forte perchè sarebbe solo un modo inutile per sentire ancora più dolore.
    Nessuno può soffrire al tuo posto ora e non ti consolerà sapere che ognuno di noi ha le sue sofferenze, ma sappi che il tempo in qualche modo allevia e che spesso le risposte che aspetti arrivano magari in modo differente, ma ci sono, e quando quel momento arriverà allora finalmente quel dolore che ora ti sembra insopportabile in parte sarà passato e ti permetterà di essere una persona più forte…ma non fuggire, mai, perchè quello che senti fa parte di te ed è parte della tua vita come ogni sentimento o ricordo…fanne tesoro non gettare nulla via!
    Un abbraccio kate

  • 5570
    markos -

    @ kate: gliele ho chieste spiegazioni mi ha detto che non sente nulla nei miei confronti, dall’oggi al domani è sparita senza un eprchè, e per il momento non mi vuole accanto perchè ci starebbe peggio. in pratica da un giorno all’altro sempre più si è allontanato all’inizio dicendomi che mi avrebbe amato per sempre a costo di restare solo ma aveva paura che soffrissi epr lui e quindi mi voleva allontare, poi questa strana malattia che non sic apsice se c’è o no ma della quale lui sostiene l’esistenza ma nn con prove certe, dice di volere stare bene, ma perchè non tenermi accanto? la sua risposta è: non me la sento, nemmeno da amico, ci ha provato ma non ci riesce, eppure non perchè voglia lasciarmi una speranza però è come se fosse trattenuto e nel tempo la mia insistenza l’abbia fatto incattivire al punto che è costretto a dirmi cose pesanti pur di allontanarmi, ma senza un motivo e non come si lasciano tutti nelle storie, tutt’ora lo ama ma per i bei ricordi solo che tutta questa delusione li sta annullando, non ha la forza di dirmi la verità e più indago meno scopro. esce, va in palestra, frequenta la chat, sembra apparentemente che fa tutto, ma non può avermi cancellato, se io piango da 50 giorni sono sicuro che lui cis ta peggio, altrimenti al telefono agli amici non direbbe stategli vicino….se mi vuoi lasciare e non senti nulla che te ne frega che gli altri mi consolano? se sei tu il malato eprchè lamentarti che ti cerco? se ero tutta la tua vita perchè ora sono un semplice consocente al quale non degni manco di un sms?
    è tutto talmente assurdo che non ha una spiegazione logica che si incastra bene, tradimento, malattia, abbandono, insofferenza potrebbero esserci ma manca sempre qualcosa…

  • 5571
    LUNA -

    MARKOS: partiamo da un presupposto, e cioè che sempre, nel momento in cui qualcuno ci dice che non ci ama più, che è in crisi o che non vuole stare con noi, se amiamo ancora e soprattutto se non ce lo aspettavamo, o se comunque, anche nella crisi più nera noi non avremmo lasciato, per noi è un trauma. Perché non vogliamo che sia finita. Perché soffriamo all’idea che quella storia sia finita. Perché la sola cosa che vogliamo è che ci dica: in realtà io voglio stare con te e ti amo.
    Lo è, una sofferenza, tanto più se una persona è indiretta.
    Se mescola cose come: non ti amo più – soffro senza di te.
    Ma se è diretta comunque, chi ama, cercherà in ogni segno un qualcosa che faccia pensare che l’altra persona non sa quello che dice, è così in crisi da non sapere quello che dice, dice qualcosa di cui non è convinto, le sue parole non collimano con i fatti…
    perché è molto difficile accettare che per qualcuno sia finito qualcosa che per noi non è finito.
    Se riuscissimo a prendere il messaggio principale, “NON VOGLIO STARE CON TE” o “NON TI AMO PIU'” senza cercarci i se e i ma, e prenderlo per quello che è, riusciremmo anche a difenderci di più dall’incoerenza.
    Dentro di noi potremmo dire: tu mi hai detto che non mi ami più e che non vuoi più stare con me, io ne prendo atto, soffro, e prendo queste tue parole e questa realtà per quello che è.
    Allora lasciamo all’altro anche la responsabilità delle sue parole e anche di sapere guardare, lui o lei, dentro di sè rendendosi conto che si può non amare più, essere confusi ecc ecc, ma che purtroppo se dici una cosa grossa come “non ti amo più” quella cosa ha un effetto, e se sei in crisi non è l’altro a dover risolvere la sua crisi, ma lui stesso a dover risolversela…
    l’altro può dare una mano? certo, se uno dice: sai, sono in crisi, ho un problema, non so che fare, sono confuso… mi dai una mano?
    o persino se dice: scusami, ma quello che mi sta accadendo mi sconvolge al punto che alle volte non so neanch’io cosa sento

  • 5572
    LUNA -

    ma non scaraventando sull’altro la responsabilità di risolvere la sua crisi. Dire: “non voglio stare con te”, “non ti amo più” ha un peso. Sono ferite. e rimarginarle non sta a chi le subisce, ma semmai a chi le crea, se ha voglia di farlo.
    Dire “in questo momento non voglio stare con te e ti lascio” vuol dire “non voglio stare con te e ti lascio”, e “in questo momento” non vuol dire una cippa.
    L’amore non è un contratto a firma posticipata, non è una qualcosa in cui puoi prendere un periodo di aspettativa. O meglio, tutto si può.
    Possiamo dire a qualcuno: in questo momento non voglio stare con te, parto per il tibet per 6 mesi, vado in chat e mi faccio i fatti miei, in questo momento non ti deve interessare cosa faccio e che ne faccio della mia vita… voglio stare da solo.
    Tutto si può dire e si dice. Varie sono le cose che ci passano per la testa e nel cuore. Ma il punto è che siamo responsabili di quello che verbalizziamo, dimostriamo, anche la confusione. E la legge è uguale per tutti.Non sarà bello, ma è così. Se siamo confusi e permettiamo a qualcuno di entrare l’altra persona potrà tenerci per mano, ma se la sbattiamo fuori la sbattiamo fuori. Può essere che abbiamo davanti qualcuno disposto a fare qualsiasi cosa per entrare. Ma quel qualcuno si trova davanti chi dice: vattene!
    Il mondo è pieno di persone che dicono “vattene!”. Cosa c’è dietro?
    Può esserci di tutto, vero. Può esserci anche un “resta”? In alcuni casi sì, ma se dicono vattene cmq creano dei grandi casini. Costringendo l’altra persona a consumarsi nella speranza che ci sia un resta. e a combattere per due, quando uno dei due si è tolto dal gioco. Si possono passare anni a chiedersi se uno vuole dire “a” ma sta dicendo “b”, senza rendersi conto che potrebbe benissimo dire “b” se pensa “b”.E che se anche una persona crea casini dicendo una cosa per l’altra forse dovrebbe guardarsi allo specchio e dirsi: cacchio, dico una cosa per l’altra. Questo è un mio problema. Devo risolverlo io.

  • 5573
    Liilly -

    “ma manca sempre qualcosa…”. Ciao Markos!
    Manca quel menefreghismo che può nascere dalla paura. La paura di morire, di non poter competere con i sè stessi di poco tempo prima, la paura di perdere il confronto con tutti, di non reggere il passo, di sembrare un peso, di doversi scusare dell’essere stanchi, demotivati, insofferenti.
    Chi sta male può diventare di un egoismo mostruoso e odiare, già…. arrivare al punto di odiare chi non ha avuto la sfiga di ammalarsi in contemporanea.
    Chi “sta bene” ai loro occhi diventa un bersaglio da abbattere o, nella migliore delle ipotesi, un ricordo dei bei tempi andati, da allontanare perchè fa soffrire troppo.
    Un eccesso che non ci si può più permettere come una torta alla panna per un diabetico, una bottiglia di champagne per uno che soffre di cirrosi epatica o una stecca di sigarette per uno che ha un’enfisema polmonare.
    Agli occhi di certi ammalati tutto ciò che non è la loro malattia diventa una cazzata.
    E vivono sospesi tra i sè stessi di prima e ciò che sono diventati. Sospesi uin una zona d’ombra che non gli appartiene e che li fa incazzare sempre di più. Tra un atto di bontà (“consolatelo”) ed uno di egoismo (il lamentarsi dell’essere cercato).
    E chi gli sta accanto non capisce più un tubo. Si spaventa. Smanetta alla ricerca dell’atteggiamento “giusto” che può riportare tutte le cose a loro posto…..
    In questa ansiosa ricerca del comportamento giusto non diamo una bella impressione di noi.
    Sembriamp e probabilmente siamo ansiosi, spaesati, insicuri.
    Trasmettiamo un messaggio inquietante” non posso vivere senza di te”!!!
    Ed è qui che ci gabbiamo da soli!!!!!!(Ipotizzo!)!
    Perchè questa bella frase ad effetto avrebbe esaltato ed inorgoglito i nostri “compagni” in versione sana…..
    L’ammalato si spaventa! Deve pensare a sè stesso, solo a sè stesso, non può (o non può più) permettersi di essere un sostegno, di consolare, di prendersi cura di te. E ti allontana. Ti “fa fuori”.

  • 5574
    Lilly -

    Lui, l’ammalato, apparentemente è sempre uguale, fa le stesse cose di prima, non è cambiato.
    Ma le fa in un nuovo ambiente che percepisce come sereno, rassicurante. Le fa con persone che non possono trasmettergli emozioni eccessive. Perchè l’eccesso è percepito come qualcosa di negativo.
    Nella loro zona d’ombra vivono ma non vivono. Evitano emozioni e fanno di tutto per evitare di ricordarle e quindi rimpiangerle.
    Tengono ben distanti le persone a cui hanno dato tanto e a cui non possono più garantire di continuare a dare nella stessa misura. Tengono ben distanti le persone che possono provocare emozioni che il fisico e la mente non possono reggere.
    Il loro egoismo cresce in modo direttamente proporzionale alla loro consapevolezza di aver fatto la scelta migliore.
    Magari hanno l’impulso di prendere il telefono in mano, di mandare un sms, di compiere un gesto normalissimo….uno di quei gesti che, in passato, facevano cento volte al giorno.
    Ma poi la paura prevale…..

    Non ho nessuna certezza. Questo è lo scenario che ho ricostruito nella mia mente in quest’ultimo anno.
    Per non cadere nella banalità di un “mi ha preso per il cul…” e analizzando in modo quasi manicale ogni atteggiamento, ogni parola, ogni singolo episodio.

    Loro stanno male nella loro zona d’ombra. Ma è un male inferiore a quello che potrebbero provare non potendo più vivere come prima…..

    Devo scappare……ciao a tutti!

  • 5575
    Lilly -

    Dimenticavo una cosa, Markos.
    Indipendentemente da ciò che è capitato mi sembra che lui abbia sacrificato te a sé stesso.
    Io ritengo che l’amore non debba essere sacrificio ma una civile e serena convivenza di caratteri che possono anche essere diversi.
    Non dedicargli più spazio di quello che lui stesso vuole che tu gli dedichi.
    Riprendi a vivere la tua vita, torna alla tua normalità e non permettere che le sue paure ingigantiscano le tue.
    Tu non sei meno di lui. Tu non devi sacrificarti e crogiolarti in mille perché e per come.
    Io, in passato (anche recente) mi sono appigliata a mille speranze, a mille sguardi che ho voluto leggere così piuttosto che cosà.
    Ma è tutto falso. E’ il mondo di ciò che vorremmo e non di ciò che è.
    Magari i due mondi coincidono. Magari no. Magari, forse….chi lo sa??? Ma si può vivere di ipotesi??
    In quest’incertezza del “forse, chissà, perché” i giorni passano! La vita passa!
    E le insicurezze aumentano, la paura cresce, la depressione incombe….e alla fine (anche) tu sei diventato malato, sfinito da centomila seghe mentali che non ti hanno portato ad altro che ad un infinito ventaglio di ipotesi/seghe mentali…..
    Anche perché poi il rischio è di vivere, si, ma in un mondo finto in cui lui tornerà su un cavallo bianco per dar luogo al ricco banchetto che in tutte le fiabe precede il “e vissero felici e contenti”.
    Se uno ha la freddezza di allontanarti dalla sua vita e ha la costanza di mantenere quest’atteggiamento non è una gran persona (al di là della propria malattia.).
    E’ una persona che sta male ma ha capito benissimo come curare almeno la parte mentale…..”scusa amore se ti spacco un remo sulla capoccia………ma siamo naufragati in due ed il relitto basta per uno solo…..”!
    Io ho sacrificato due anni della mia vita alla sua presenza e più di un anno alla sua assenza…….

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