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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 5501
    Lilly -

    Ciao Lulu. E così anche tu hai perso un bambino….e questo, secondo me, rende più nitido il quadro d’insieme.
    E, soprattutto conferma il fatto che tu non sei ne pazza, né autolesionista.
    Lui, il povero dentro, è stata la classica goccia di mer…che ha fatto tracimare un vasino stracolmo.
    Chissà quante ne hai passato, chissà quante ne hai dovuto affrontare anche quando eri già stanca e a pezzi. Ma avevi una bambina, dovevi per forza andare avanti.(ipotizzo…).
    Poi tua figlia è cresciuta, forse è diventata indipendente, forse non ha più avuto bisogno di te (in senso materiale, intendo) e tu hai perso il più importante dei motivi per cui farti forza.
    Il vuoto del bambino perso, il vuoto della figlia cresciuta,…..troppi vuoti da riempire e troppa poca forza per farlo.
    Hai incentrato tutto su di lui e quando ha fatto ciò che fa fatto ti sei piegata su te stessa come una tenda canadese che perde di colpo tutti i sostegni.
    Scusami la banalità ma (secondo me) il buco in cui sei caduta e da cui stai uscendo lo si può descrivere con un esempio….è come chi è in casa da solo ma si veste e si cura come se dovesse arrivare qualcuno e chi invece neanche si lava la faccia e si toglie il pigiama ma non perché le tute sbragate e le ciabatte sformate sono comodissime ma perché nella sua testa dice “che me frega…..ci sono SOLO io”.
    “SOLO” io…..come se noi non contassimo niente e dovessimo fare le cose solo per gli altri.
    Scarsa stima di sé, troppi vuoti da riempire, poca forza, energie a zero, motivazioni annullate, una vita che ti fa lo sgambetto di continuo e ti da un calcione quando sei a terra…..
    No Lulu, non sei pazza né autolesionista….se solo ho azzeccato un decimo della “verità” sei solo una delle persone che descrive Anna quando dice “pazzesco come riescano a ferire persone tanto piu’ in gamba di loro e MERAVIGLIOSO, poi, come queste stesse persone, ferite a morte, riescano a rialzare la testa e perdonare…”.
    A volte chi ci ferisce ha un volto ed un nome. A volte, invece, chi ci frega è la vita stessa. Come quando un bambino se ne va…..
    Ciò che conta è, appunto, alzare la testa e ripartire…..’NDO ANNAMO???? Che importa! Intanto cominciamo ad annà….poi se vede…..
    Ciao Naty. Ci credi che mia madre continua a parlare agli altri di me chiamandomi “la bambina” e nonostante abbia la pretesa che io risolva tutti i problemi di tutta la famiglia pretende che lo faccia secondo i suoi dettami????
    A quindici anni mi sbranavo con lei, mettevo le cuffie e me ne andavo con lei che gridava in sottofondo.
    Ora la lascio smanettare nella sua ansia di dare dell’imbecille a tutti coloro che non la pensano come lei e a imporre la sua volontà e poi faccio un gesto che so per certo la fa imbestialire….
    Faccio finta di mettermi due auricolari, di accendere un invisibile lettore mp3 e dicendo con ritmo “Unz unz unz unz unz “ e simulando di suonare un basso, una batteria me ne vado…..

  • 5502
    Lilly -

    Ho smesso di sbranarmi con lei….non ne vale la pena. E’ capace di dirti che hai torto anche se le stai dando ragione solo per il gusto di darti torto.
    Vive nell’attesa di potermi dire il maledetto “te l’avevo detto IO……” che so già che sarebbe capace di dirmi anche se avessi una videoregistrazione di lei che mi sta incitando a fare ciò che poi si rivela una ..azzata…..
    Il suo motto è “fate quello che dico io ma non fate quello che faccio io” con sottotitolo “siete troppo incapaci per eguagliarmi”.
    Ripete di continuo che sono stata una gran delusione ma non lo dice espressamente ma con un malinconico “ed io che speravo che…….” Scrollando la testa .
    Pretende di manipolare, imporre, condizionare ma poi, all’atto pratico, allarga le braccia mi dice “ora è il tuo turno” e mi rovescia addosso qualsiasi problema….
    E’ fatta così ed io le voglio un gran bene lo stesso perché la prima ad essere vittima di questo atteggiamento è lei.
    Lei che si rode il fegato per problemi che nascono, vivono, muoiono nella sua capoccia, lei che è sarebbe persa se rimanesse da sola, lei che non sa godersi la vita perché è troppo concentrata nello sforzo di demolire gli altri pur di mantenere a tutti i costi un ruolo….
    Mia madre ha paura di rimanere indietro, di perdere il posto da capobranco, ma è ben conscia di non avere così tante energie per poter mantenere quel ruolo. Così finisce per ringhiare mentre chiede aiuto…..
    Non è che tua mamma è un po’ come la mia???
    Luna: “……Però libera e la differenza poi si sente eccome.” O YEAH!!!!!!
    Anna. Sei splendida! Tutto qui! Copio e incollo pure io
    Ciao ciao a tutti! Vi voglio un gran bene!!!

  • 5503
    Naty -

    LULU, mi spiace…

    LILLY, anche io ho “dovuto rinunciare”, diciamo così, a un bimbo… Non nella maniera così terribile e violenta che hai raccontato, però…

    Sì, ho pensato che le nostre madri si somigliassero, leggendoti.

    Io le voglio bene, come te, solo che mi sono stufata, LILLY, voglio vivere a modo mio, a casa mia, con la famiglia mia… E invece niente. Almeno per ora. Comunque sto abbastanza bene.

    Saluti a tutti

  • 5504
    LUNA -

    NATY e LILLY: un mio amico lo chiama “uccidere la madre”, che ovviamente non significa ammazzarla fisicamente! Ma affrancarsi… da una presenza ingombrante, molto spesso più interna che esterna.
    C’è chi ha la madre a 4000 km ma non riesce ad accendere il metaforico mp3…
    Ingombrante a volte anche nelle similitudini e nelle differenze, poiché figure femminili di riferimento così importanti – come quelle maschili, in modo diverso – hanno un loro perché nel proprio modo di concepirsi come donne, come figlie e anche come madri, e questo che si sia madri o no.
    Quando riesci a viverti le similitudini e le differenze – che sempre ci sono – in modo diverso, guardandole da un altro punto di vista, sei sicuramente più serena. Al contempo più libera e più completa.
    Su mia madre e me potrei scrivere un tomo 😉
    anch’io le voglio bene. Su questo non ho avuto dubbi mai, neanche quando mi ha amato così male, che avrei potuto odiarla. Invece di odiarla mi disperavo dentro.
    Capire che quando ingaggiava/ingaggia le sue battaglie con me non stava/sta litigando con me ha fatto parte del viaggio.
    Mia madre è una donna grande davvero, per molti versi. E’ lei ad avermi dato la vita, e anche ad avermi trasmesso, geneticamente e non solo, molte cose per cui io mi amo e amo quello che mi circonda.
    Le somiglio, e al contempo siamo diverse.
    I nostri bivi sono stati diversi.
    Nei momenti peggiori del mio viaggio lei mi ha fatto male sul male, seguendo le sue ragioni.
    Dicendo che ha fatto quello che poteva non l’assolvo con buonismo, ma mi affranco. Anche quelli sono bivi in cui ciascuno sceglie per sè.

    ADA: penso che se non a tutti a molti sarà capitato di pensarlo almeno una volta… 😉
    il fatto di essere dei cyborg, intendo.
    Ma alla fine io credo che se vivi le emozioni a livello semi-zero, che sia pure per proteggerti, che sia pure perché ti va bene così, e non hai idea di cosa ci sia oltre, ti perdi un bel po’ di emozioni, di sfumature, di livelli, di esperienze e sensazioni.

    ANNA: 🙂 🙂 🙂

    Bacioni a tutti 😀

  • 5505
    Sonia -

    ..mi sono assentata per problemi con pc..vi leggevo ma non potevo scrivervi!!!
    Ho letto i vostri complimentidopo la mia uscita di scena..Luna Anna soprattutto ai vostri mi riferisco..Mi fate i complimenti perchè ho preso io una decisone, perche’ ho deciso della mia vita..perchè mi sono aperta e nello stesso tempo allontanata..
    In quel momento le vostre parole mi hanno anche gratificata, fatto sentire un po’ orgoglio
    sa di me..ma poi quella sensazione è passata..mi sono fermata e ho osservato la realta’..
    E la realtà è che come il solito io non ho fatto niente..lui aveva già fatto..lui si era al
    lontanato e distaccato, lui aveva mille dubbi ed era confuso, lui aveva cambiato atteggiamento nei miei confronti..io ne ho solo preso atto e titrato le somme..
    Ma, sinceramente, non avevo scelta..non avevo alcuna alternativa..
    E allora mi dico..è passato quasi un anno da quel giorno di giugno in cui la mia vita mi è crollata tra le mani..sono cambiate amicizie, situazioni..si sono alternati sentimenti, emozioni, paure e ansie..ma nonostante cio’ il primo approcio con un altro uomo mi roiporta nella stessa situazione di spettatrice..perchè io guardando le cose con obiettività devo ammettere che la decisione l’ho subita..solo che non ha avuto neqnche le palle di comunicarla..e mi ha lasciato la patata bollente!
    Non credevo che mi avrebbe fatto soffrire cosi’ il distacco da lui..e non so quanto sia dovuto alla sua mancanza e quanto, invece, a qualcosa di piu’ profondo..qualcosa che sento è stato smosso dentro di me..qualcosa che ha riscavato in emzzo a ferite e dolori ancora non metabolizzate..qualcosa che mi fa sentire sbagliata, che annulla anche quel poco di stima in me che ho..qualcosa che mi fa dire che che non merito niente forse..
    Mi siete stati di grande aiuto in questi mesi..ora sento che non ce la faccio piu’ da sola..non so se uno psicologo potrebbe aiutarmi, mi sembrava di stare meglio, è vero, solo due mesi..ero piu’ felice , fiduciosa, serena e ottimista verso la vita..ma forse è stata sola una parentesi..perchè adesso mi sento spenta, vuota, molto peggio dei mesi successivi alla fine..perchè li’ ero carica di rabbia, delusione, tristezza..comunque sentimenti che mi tenevano viva..adesso sento di non esserlo piu’..sento di sopravvivere, non di vivere, mi accorgoi che niente mi gratifica e mi appaga piu’, niente riesce a farmi sorriderte col cuore, non riesco a trovare un senso alle mie giornate..che mi sembrano soo uh alternarsi di ore in attesa dell’ora di andare a dormire..VUOTA E SPENTA..
    ..non mi sembra un problema da poco..non voglio pensare che l’unico senso della mia vita era lui (l’ex), non voglio credere che non mi basti il fatto di fare qualcosa per me stessa..
    ma forse è cosi’..e la fine di questa ultima storia..ha reso piu’ evidenti problemi che non ho mai superato..e se penso a lui che ha un certo punto ha preferito non continuare..beh, mi viene unn velo di malinconia sugli occhi..tristezza..

  • 5506
    sonia -

    perchè se ero riuscita a risorridere alla vita lo avevo fatto grazie a lui..
    Ma io voglio farlo solo grazie a me..vorrei riuscire a ripartire da me, a amarmi, apprezzarmi, a non sentirmi cosi’ inutile..vorrei..ma oltre tante parole..il mio cuore, che aveva ripreso a battere, si è rispento..e ho paura per me..non mi riconosco e rivorrei tanto la vecchia Sonia..ma ho paura da quella sera di giugno mi ha lasciato anche lei..
    scusate lo sfogo..Ma purtroppo questo ha lasciato in me “la fine improvvisa di un amore”..ed è passato un anno..

  • 5507
    LUNA -

    SONIA carissima, mi dispiace molto che tu stia male, molto. Ma al contempo penso anche che tutto ciò che provi sia naturale e che il fatto che tu pensi di poter andare da uno psicologo sia una buona cosa per te. Indipendentemente se poi deciderai di andare a no, se ancora sentirai questa spinta o no, pensare: “sto male e sono stufa di stare male e voglio fare qualcosa per stare meglio” è sempre una buona cosa. Perché anche se abbiamo la sensazione di non sopportarci e di odiarci, magari, persino, in quel momento, nel momento in cui abbiamo così le palle piene di stare male e ne siamo consapevoli, di stare male e di averne le palle piene, vuol dire che ci vogliamo bene.
    Vuoi Sonia, e hai ragione.
    Tra l’altro posso dirti che potresti essere ancora più incazzata di prima, in realtà, in questo momento in cui ti senti apatica.
    Potrebbero esserci un sacco di energie bloccate in questo tuo momento di “piattume”. Sofferenza, rabbia, disincanto, ma anche un’immensa voglia di essere, fare inespressa, che cerca la sua via per rompere gli argini.
    Ma alle volte per non piangere mille, per il timore di farlo, blocchiamo anche il ridere mille.
    Ci assestiamo su una modalità di “riposo” o di apatia.

    Riguardo le cose che ti ho detto l’altro giorno le penso assolutamente, ancora.
    E i miei non erano complimenti, non ti ho dato una medaglia al valore perché hai fatto una cosa giusta. Il concetto non era giusta o sbagliata, fi.. o fifona.
    La mia era empatia perché continuo a pensare che una cosa importante per te tu l’hai fatta. L’hai fatta nel momento in cui hai fatto questo:

    @io ne ho (solo) preso atto e tirato le somme…

    perché ti sei ascoltata. e perché comunque sia ti sei tolta da una situazione che ti generava disagio, che non somigliava a quello che sentivi e volevi.

    Prendere atto sia delle tue sensazioni che di come stavano andando le cose, e che le cose non andavano bene per te, tirare le tue somme e scegliere di parlare chiaro, Sonia, non è una cosa da poco, proprio per niente.
    E’ una cosa importante. Non da medaglia, da salute.
    Il fatto che lui si fosse allontanato è cosa sua, e in nessun caso possiamo controllare gli altri. Ma esiste anche il non ascoltarsi, il non prendere atto, non scegliere.
    Non è vero che non avevi alternative.
    Avresti potuto continuare a fingere con te e con lui che ti andava bene.
    Il punto che hai preso atto e hai scelto rimane, ed è una cosa sana.

    Il punto che provi malinconia perché una storia non è andata come avresti avuto piacere che andasse è un’altra cosa. E’ ovvio che tu possa provare malinconia.
    Non è essendo un cyborg che esce da una frenquentazione senza sentire delle sensazioni, soprattutto dalla prima storia dopo la storia importante che hai concluso, che saresti stata più sana.
    Ognuno sente quel che sente. Ed è naturale che tu possa provare frustrazione.
    Per quanto riguarda la parentesi fiduciosa, ottimista… si vive giorno per giorno e stai bene stai bene, in quel momento, e se stai male

  • 5508
    LUNA -

    stai male. Il discorso è che in questo momento hai le sensazioni che hai, e che, certo, è possibile anche che come sono andate le cose con questo ultimo ragazzo abbia sollevato delle questioni dentro di te.
    Non vuoi pensare che l’unico senso della vita era il tuo ex, ma ti senti malinconica a pensare che questa storia sia andata così (tutte sensazioni naturali ripeto!)…
    Sonia probabilmente la questione ora è tra te e te…
    ma non nel senso che Sonia debba prendersi a cazzotti, ma che Sonia è in una fase in cui è confusa, perché nell’ultimo anno le sono successe tante cose. E te lo dice una a cui nell’ultimo anno ne sono successe di cose… e che come te prende atto che le sensazioni sono tante.

    Certo è che se ti senti un po’ in un imbuto qualcuno che ti aiuti a dipanare la matassa potrebbe alleggerirti e toglierti un po’ di affanni 🙂 aiutandoti a tirare fuori quegli strumenti che certamente hai, ma che magari al momento ti sembra di non avere o di avere perduto.
    In questo momento sei molto severa con te stessa, perché vorresti stare meglio, e mentre sei avvilita rischi di cercare uno schema di cosa significhi stare meglio e di viverlo come un lavoro, in cui darti il premio produzione o meno, in cui avvilirti quando ti sembra di uscire da quello schema.
    In questo senso parlarne con qualcuno, come sta facendo Lulu, potrebbe aiutarti forse a vivere questo aspetto con più morbidezza 🙂
    bacini

  • 5509
    ANNA -

    Sonia, mi dispiace tanto che tu sia un po’ in crisi…
    Ti prego : non sentirti ferma e immobile. Non lo sei !
    Sei solo stata colpita in una parte di te che esiste e che fa ancora male. Sei stata di nuovo non amata come volevi. Delusa, trascurata, svalutata. Sei stata considerata un qualcosa cui si puo’ rinunciare.
    Proprio come un anno fa.
    Non importa da chi.
    Importa questo e tu sai che il tuo male viene da li’: dall’ autostima e dal valore che per primi ci diamo.
    Sei il giudice piu’ impietoso di te stessa.
    Se tu chiedessi a lui, direbbe che sei una persona fantastica.
    Ne sono sicura ma a te resta nel cuore solo il fatto che, fantastica quanto vuoi, lui non ti abbia amata.
    So che e’ cosi’ perche’ e’ una battaglia di tutti noi e tante volte l’ abbiamo gia’ scritto qui.
    La ferita brucia sempre e quello resta il punto che fa piu’ male degli altri.
    Ti racconto una cosa.
    Io ho un fratello di qualche anno piu’ piccolo di me.
    Siamo in conflitto perenne e credo anche eterno.
    Lavoriamo insieme e battibecchiamo in continuazione con appellativi degni di due consaguinei abituati a scannarsi da sempre…
    Ne volano di tutti i colori :-DDD
    A me puo’ dire tutto senza che io faccia una piega…”sei grassa”, “sei brutta”, “sei scema”, “non capisci niente” e cosi’ via senza che io mi scomponga piu’ di tanto.
    Quando mi dice ( chiaramente apposta – la lotta e’ all’ ultimo sangue ) “TANTO ANCHE QUESTO TI MOLLA”, a me si ferma il cuore e sento le lacrime istintivamente salire agli occhi.
    COLPITA! Dura un flash ma sento il colpo.
    DOLORE !!!!
    E’ una cavolata detta per farmi male, ovvio, ma e’ dentro me che si quarcia qualcosa.
    Chiamala paura, chiamalo passato che si risveglia, chiamala insicurezza…Forse e’ tutto e tutto insieme.

    E a te fa male un Lui che se ne va.
    Sonia, vedi, se tu fossi stata immobile, non avresti tirato alcuna somma. Saresti stata li’, magari a prendere le briciole delle briciole delle briciole della torta che avevi nei desideri.
    Pronta ad umiliarti e farti passeggiare sopra.
    Quanta gente lo fa?
    Io con il famoso ex, l’ ho fatto.
    Me lo sarei tenuto cieco, sordo e muto pur di non vederlo andare via.
    Me ne vergogno ma lo ribadisco lo stesso per farti capire che la strada e’ stata presa e che non fosse facile lo avevamo capito.
    Sai cosa dice l’ altra parte del mondo ? quella che si fonda sull’ egocentrismo e la sicurezza di se’, quasi fino alla superbia?
    “Quel deficiente non ha capito cosa ha perso. Cacchi suoi ” e tirano avanti.
    Non li invidio piu’ di tanto. Hanno solo problemi diversi dai nostri,
    ma “loro” direbbero cosi’….
    Facciamo una media e cerchiamo la virtu’.
    Tu ne sei stata un grande esempio e continuo a sostenere che sei stata coraggiosa e forte nel prendere atto di un qualcosa che non ti andava bene e parlarne.
    Cerca la tua strada per volerti bene. Cercala dove riesci. In uno psicoterapeuta, in un libro, negli amici, qui, ma non vederti ferma.
    Non lo sei ! Io vedo la tua strada e vedo te che, a grandi passi, la percorri…

  • 5510
    LUNA -

    SONIA: concordo con Anna: NON SEI FERMA, neanche un po’.
    Ti leggo da mesi e se c’è una cosa che non ho visto è una persona ferma, tutt’altro, e men che meno in fase gambero…
    quello che ti è capitato, non adesso, prima, non si lava via con un bucato, lo so, cara Sonia. Sono trambusti (chiamiamoli pure con il loro nome… traumi) che mettono in moto tante cose dentro di noi, tante sensazioni, domande e nuovi riassestamenti.
    Ma leggendoti non ho mai avuto la sensazione che tu fossi ferma.
    E non perché tu debba muoverti, ma perché le cose dentro di te si muovono.

    Io per un periodo sono stata ferma. Non importa se in quegli anni ho fatto mille cose, anche cose importanti per il mio futuro…
    se ci ho messo l’anima e se chi non sapeva – praticamente nessuno sapeva – avrebbe detto che ero in forma smagliante e spaccavo il mondo. Tranne chi sapeva quali energie ho, positive, quando spacco il mondo per davvero… molte molte di più 😉
    Se penso a quegli anni particolari, per altri versi, li vedo come un blocco unico. Tanto che li chiamo “quei tre anni”.
    Ricordi ne avrei tanti, ma alla fine certi ricordi che ho devo fare uno sforzo per catalogarli in un anno o in altro…
    fanno parte del pacchetto, del pacchetto unico. Poi, se invece mi metto a scrivere l’altra biografia, mi accorgo appunto di quante cose ho fatto (e oggi non mi frega se ne avrei potute fare di più stando in pace e non in guerra).
    In un certo senso non ero ferma neanche in quel momento, perché molte cose si muovevano comunque in me, ma in parte ero anche paralizzata interiormente dagli eventi che mi erano arrivati addosso e una parte di me girava in tondo come non mai. e andava a fondo. (con eleganza… senza fare troppo rumore, anche, ma comunque sempre a fondo, facendomi domande che oggi mi sembrano assurde, ma che allora mi sembravano serie… anzi, mi sembrava poco serio non averci mai pensato prima… pensa te… mi chiedevo se era vero che avevo sbagliato tutto nella vita o se, comunque, se avessi fatto altre scelte, in altri campi (grazie a dio invece ho seguito la mia strada comunque, de panza proprio, quella che mi somigliava) non sarebbe arrivato il tram. Se fossi stata non so bene cosa, ma una a cui non capita che arrivi il tram… non sapere esattamente cosa mi avrebbe evitato il tram ovviamente era terribile… luoghi comuni, quelli mi venivano in mente, quelli venivano tirati ballo… e io ci cascavo come un pollo…
    Era vero, come mi ha detto un mio amico tempo dopo, che il problema non era “il tram” che per me mi era arrivato addosso, ma il fatto che continuavo a chiedermi perché mi era arrivato addosso il tram… dove stava il MIO errore, la MIA mancanza, e – questo capita alle persone tenaci… – io soprattutto continuavo a cercare di frenare il tram tenendo le mani contro il suo muso, mentre continuava ad arrivarmi addosso…
    Per certi versi una parte del mio universo interno si era ristretta. Si restringeva ogni giorno di più.
    Potrei rievocare una di quelle immagini per cui arriva l’alieno, ti spara e tu resti bloccato, come una statua di sale.
    Non importa se non si vedeva da fuori… se era una parte di me, e non il tutto, ad essere di sale… dipende da che parte è…
    La mia parte addormentata non comunicava in modo abbastanza chiaro alla mia parte sveglia che di dormire aveva le palle piene. se lo avesse fatto, anzi no, se l’avessi ascoltata, mi sarei svegliata prima… Poi però ho cominciato a muovermi… davvero, come quando sei ibernato e a poco a poco si scioglie il cubone di ghiaccio… troppa nostalgia di me…

  • 5511
    LUNA -

    cazzarola, perché io avrò pure anche una vena melodrammatica, ma con me mi sono sempre divertita.
    E mi sono sempre divertita proprio per quei lati miei vissuti de panza, che avevo tentato di imprigionare nei luoghi comuni, randellandomi perché non riuscivo ad essere un luogo comune, un luogo comune poi che, a ripensarci, era una specie di “franchenstain” di cazzate che neanche volendo, secondo me, esiste in natura ;)e meno male, perché sarebbe un gran paio di palle… altro che la mogliettina ideale!!! Io se avessi una mogliettina così, luogacomunafranchenstain, scapperei dalla finestra 😉
    (ma non ci credeva neanche lui a quelle cazzate… aveva deciso che mi aveva perso in un certo momento del percorso – se me lo avesse chiesto gli avrei detto di no! – proprio perché ero com’ero, e questo gli piaceva e lo spaventava insieme, pensando che me ne sarei scappata dalla finestra, e si era fatto un suo film, si era fatto di sale da solo, si era fissato e mi stava punendo… ma a me era arrivato il tram… e tentare di parlare con l’autista del tram era impossibile.Perché io ho dialettica, ma quella lì era feroce…

    insomma, dicevo, ti svegli…
    allora muovi prima un ditino, poi una manina, poi il braccino… 😉
    e quella parte è tornata ad espandersi, come se entrasse il paraflu (che accozzaglia di metafore! :O sarà l’ora 😉

    ma la cosa che ti voglio dire, perché è vera, è che quando io ho avuto la percezione che mi stavo muovendo e mi stavo svegliando in realtà era da tempo che avevo cominciato a muovermi, ri-espandermi e a svegliare quella parte… non era accaduto con una sensazione eclatante, ma era così… il paraflu stava facendo il suo lavoro da mo’… con il senno di poi, quando ho guardato indietro, ho capito che il risveglio era cominciato prima 🙂
    quando qualcosa mi ha fatto pensare che ero sveglia è stato perché io ero già sveglia per accorgermene… sembra uno scioglilingua, ma è così 🙂 perchè qualcosa si era mosso, perché mi ero incontrata (italiota!!! ma rende) e non avevo più potuto fare finta di niente…
    e ricordo bene il giorno in cui la mia parte che prima dormiva ha detto all’altra: “uè, che si fa? ci sono anch’io!”, e quel giorno mi sono divertita, con me, così tanto, sono stata così una me stessa di cui avevo avuto nostalgia, che quando sono tornata a casa, me lo ricordo benissimo, mi è rimasto l’ottimo ricordo delle persone con cui avevo riso, con cui ero stata BENE, ma la verità era che la mia sensazione era che ero stata bene con me. Con una mia… me che da troppo tempo non avevo incontrato…
    e ho pensato: ma io questa qua, me, la voglio rivedere anche domani, accidenti! Ho sentito perché non solo non ero franchenstain, ma anche perché di essere quel franchenstain non mi importava una beata banana!

    E poi? e poi… beh, è iniziato il viaggio, un nuovo capitolo… facile? macché… però so che da allora mi muovo diversamente… anche se le cose non si fanno in un giorno, queste no…

    bacini cara Sonia. Non sei di sale

  • 5512
    LULU -

    Cara Sonia, sei in un momento molto difficile ma decisamente importante. LA SVOLTA….si e’ da questo momento che e’ incominciata, non posso dirti di andare da una terapeuta, solo perche’ io lo faccio, devi esserne convinta e farlo solo in quel momento. Sappi pero’ che a me aiuta molto.
    Anche io sono stata scettica, molto scettica, adesso sono felice di farmi aiutare, da sola non ce la facevo.
    Tu sei comunque sulla buona strada, credimi. Sono della stessa opinione di chi ti dice che avresti potuto continuare la storia “fingendo” a te stessa, non l’hai fatto, e questa e’ davvero la tua scelta, non la sua. E’ nel momento che ti poni domande, nel momento in cui dici di voler stare meglio, di voler fare qualcosa per stare meglio, che ti MUOVI di piu’.
    Sai quale e’ la mia continua dichiarazione alla mia terapeuta? VOGLIO STARE MEGLIO, VOGLIO STARE MEGLIO CON ME STESSA, il resto si vedra’.
    Faccio una similitudine molto forte, perche’ vedi per me e’ stato cosi’. Mi sono sentita una frana, una fallita, rinchiusa dentro quel pigiama e quelle ciabatte, di cui parlava prima Lilly. Era inutile nessuno riusciva a convincermi a reagire fino a che IO non ne sono stata convinta, ero come una alcolizzata che rifiutava la riabilitazione. Dovevo deciderlo io. Conosco quell’apatia, quel vuoto, terribili!!! Ma credo tu abbia gia’ preso il sentiero giusto per arrivare a quel prato che ti porta alla tua serenita’. Ci saranno momenti no ancora, ma credimi saranno sempre meno frequenti e travolgenti. Un grande in bocca al lupo di cuore. Spero che queste pagine e queste parole ti saranno ti aiuto come lo sono per me. Lulu

  • 5513
    Kikka -

    Cara Sonia, leggo i tuoi post e in ille aspetti, potrebbero essere i miei, le tue parole, le tue parole, sono le stesse che escono dalla mia mente, anche per me è passato un anno da quel fatidico giorno di giugno in cui è crollato tutto ciò in cui credevo, e ho passato varie fasi e mi sembrava di essermi ripresa e poi di nuovo sono ricaduta, più in basso di prima, e mi chiedo chi sono, dove sono andata a finire e mi sento persa; ho frequentato un’altra persona per un paio di mesi e poi è scomparso, ma poco importa, è l’ultimo dei miei problemi questo; sono uscita con un altro a cui non importa assolutamente nulla di me; in tutto ciò la mia salute che è sempre stata di ferro, ultimamente non mi assiste, passo da un amalanno all’altro (niente di grave) il Dott. dice che ho le difese immunitarie abbassate e ti credo!!!! Negli ultimi mesi contatti telefonici con il mio ex mi hanno rigettato nel tunnel della malinconia (Lui sta da mesi con un’altra, che peraltro conosco) perchè se anche so che non era la persona giusta per me (ci ho messo ben 16 anni a capirlo) e non tornerei mai indietro, questa sconfitta, il crollo di tutto ciò per cui ho vissuto per anni, mi ha lasciato senza punti di riferimento, senza certezze, con una grande paura e .. non so. Cmq gli ho scritto un’ultima lettera per chiarire alcune cose e l’ho conclusa chiedendogli di non chiamarmi nè inviaremi più messaggi; spero di aver messo veramente la parola fine, perchè sono stanca, voglio stare bene, voglio un pò di serenità!
    A te non so cosa dire Suny, solo un abbraccio forte forte Bacio Notte

  • 5514
    fl53 -

    Ciao a tutti … ciao Luna, che in un’altra ‘stanza’ mi hai segnalato questa, dove scopro un mare di ricchezza: grazie al fatto che stanotte ero sveglia come un grillo alle 3 di notte, mi sono ritrovata con un po’ di tempo per leggere e per stupirmi della quantità di pensieri, emozioni e vita c’è dentro questo fiume di parole. Ora come ora ho una certa confusione in testa, perché leggendo un bel po’ di pagine tutte insieme, alla fine mi si sono accavallati nomi e storie … ma non è poi male, anzi, forse proprio per questo sto apprezzando qualcosa di comune, che ‘galleggia’ sopra tutti i post. È qualcosa che mi piace molto, un accordo di fondo su atteggiamenti di base (rispetto di sé, delle proprie sensazioni, impulsi ed emozioni, attenzione ai propri bisogni, difesa della propria integrità, consapevolezza del ‘lavoro’ di costruire se stessi), è un linguaggio comune che ‘ai miei tempi’ non c’era: già, perché ho un bel po’ di anni più di voi ma, dal punto di vista della nascita a me stessa, mi pare di averne di meno. Ai miei tempi non si era così spontanei, non si poteva andare così a fondo, c’erano paletti dappertutto: e il vento del ’68, cui si può dare il merito di aver smosso le acque ed aperto la strada allo smantellamento di schemi culturali e sociali, ha avuto per chi ne è stato investito al liceo, un valore confuso e conflittuale … una rivoluzione butta tutto all’aria: ci si trova dentro all’improvviso … che cosa si deve salvare, nell’uragano?
    Non si può generalizzare, ma diffusissimi e tenaci erano i tabù (non dovunque, certo, ma in molti luoghi è ancora così) che ti facevano approdare all’adolescenza impreparata e spaventata da uno sviluppo fisico misterioso e vergognoso. Gli schemi educativi tarpavano le emotività incanalandole in pratiche religiose invasive: ma non ci si rendeva conto che il luogo spontaneo della fantasia, della sperimentazione, della scoperta di sé veniva letteralmente invaso ed occupato saldamente dalla paura dell’inferno e dalla speranza di un paradiso cui accedere per l’unica via possibile: la sofferenza, l’umiltà, la rinuncia a se stessi. Uno spartiacque veniva eretto: di qui una fisicità peccaminosa, di là un’eterea realtà spirituale. Come se il corpo e l’anima (psiche, spirito o come la si vuol chiamare) fossero due antagonisti e non un insieme unico, da sviluppare in armonia. Poi, all’interno di ognuna delle due realtà ben separate, si introducevano altre spaccature, vere dicotomie. Lo spirito doveva essere vivo e sostenere un obbligatorio amore per Dio (ci si sentiva in colpa se non lo si provava, lo si doveva confessare), per i genitori e i superiori, ma allo stesso tempo doveva consegnare la sua volontà ed i suoi afflati all’ubbidienza, e conformarsi a ciò ‘che stava bene’ e che ‘si doveva fare’. Il fisico andava combattuto e possibilmente mortificato perché non prendesse il sopravvento sullo spirito, ma allo stesso tempo doveva essere abbellito secondo i canoni di moda, per ‘adescare’ il

  • 5515
    fl53 -

    principe azzurro (di qui la competitività tra ‘femmine’, col conseguente potere di scelta al maschio) al quale si sarebbe consegnata la vita e la volontà, in cambio della sicurezza economica e della realizzazione personale che, per una donna, doveva consistere nell’aver figli (cosa assicurata dalla condanna degli anticoncezionali) ed accudirli in un matrimonio indissolubile in cui la sottomissione al capofamiglia veniva sancita con la citazione delle famose (o famigerate?) parole di san Paolo. Studio e lavoro venivano dopo. In pratica, era lo stravolgimento concreto dello stesso Vangelo insegnato in teoria: lo schiacciamento della persona a vantaggio di un sistema, invece che l’amore per se stessi coltivato e sviluppato in amore per gli altri (il che porterebbe ad un sistema migliore, dove però non sarebbe necessario il potere … )
    Tutto ciò non era comunque dovuto solo alla religione, ma ad una cultura circolante e sposata anche dai laici.
    Accorgersi della propria energia vitale, cercare di esprimerla, poteva significare di incorrere in qualcosa di molto simile alla caccia alle streghe (ai tempi fatta sia dai religiosi che dai liberi cittadini) se, come è successo a me, il vento rivoluzionario trovava in famiglia la granitica opposizione di una cultura ancorata ai principi fascisti opportunisticamente intrecciati a quelli religiosi (e viceversa).
    In un’altra stanza di questo forum ho postato il link al blog in cui ho compresso all’osso la mia storia: lo metto anche qui http://blog.libero.it/fl53 e, anche qui, l’intenzione non è certo ‘insegnare come’ ma ‘testimoniare che’ anche nelle situazioni peggiori si può liberare quell’Essere che altri cercavano di sopprimere. La compressione delle vicende, ha giocoforza causato l’omissione delle cose peggiori: la storia, già pesante così, è in realtà molto peggio. Gli episodi di violenza fisica (la quale non nasce dalla mano, ma da dentro), non sono stati altro che punte, in determinati momenti, del tempo continuato di un’oppressione costante, a livello psicologico, con innumerevoli precisi atti di una violenza che non torce un capello ma che può, semplicemente, uccidere.
    Ora scappo … sono le sette e ho una giornata di fuoco … ciao a tutti 🙂

  • 5516
    LUNA -

    FL53: grazie di essere passata – e così come sei 🙂 – in quest’altra “stanza” 🙂
    un abbraccione :):):)

  • 5517
    ANNA -

    Ragazzi, siamo a fine giornata…
    Volevo raccontarvi una cosa: ieri, dopo anni e anni e anni, ho rivisto una persona.
    E’ un ragazzo che, ai tempi dell’ universita’, mi fece piangere e disperare per il solo fatto che non voleva FIDANZARSI con me ( ai tempi il mondo era o bianco o nero…diciamo che con gli anni sono spuntati molti grigi ).
    Gli andava bene vedersi, stare insieme, frequentarsi e tutto quanto ma l’ IMPEGNO, no.
    Mi fece impazzire e ci perdemmo pian piano di vista con tanti sospesi fra di noi.
    Non abita nella mia citta’ e mai avrei pensato di rivederlo ma, siccome la vita non e’ mai banale, invece, e’ successo.
    Ieri, 27 Maggio 2009, in piscina a casa mia in campagna.
    MAI AVREI DETTO CHE SAREBBE SUCCESSO.
    Per caso, per via dei ritrovamenti miracolosi a mezzo Facebook, dopo mesi che scambiavamo chiacchere per mail o telefono, , ci siamo trovato a 15 km di distanza.
    Io in ufficio e lui da un cliente in giro.
    Un’ idea veloce : panino in piscina.
    Semplice, no?
    Dopo piu’ di 10 anni, con tutto l’ intermezzo che sapete, con la me di oggi innamorata e felice di un altro, con Lui li’ che mangiava tranquillo a casa mia ( luogo che da sempre sfuggi’ come la peste, causa ritrovo troppo confidenziale ), mi sono sentita in un cerchio che si chiude.
    Abbiamo chiaccherato delle amicizie universitarie, dei casini che io feci allora in occasione dei nostri scenografici litigi, delle mie amiche di oggi “in cerca di marito”, dei nostri lavori, dei nostri fratelli che ci fanno ammattire…
    E’ andato via dopo un paio d’ore per rispettivi impegni di lavoro.
    Forse ci rivedremo domani o la settimana prossima per una cena con amici vari o, forse, non ci rivedremo mai.
    Non importa. Io ho solo sentito un cerchio, un altro, che si chiude bene. Come e’ giusto, come avrei voluto e come vorrei che fosse per tutti noi…
    Ragazzi, che bello ! A volte, davvero, qualcosa va come deve andare.
    Volevo solo raccontarvelo…
    Buona serata !

  • 5518
    SONIA -

    ..le vostra parole mi rinfrancano piu’ di qualsiasi altro sostegno, Lulu..
    “un legame che si interromp, un’incontro infruttuoso, un appuntamento mancato richiamano in superficie, oltre alla normale delusione, gli antichi vuoti..” dall’ultimo libro della Schelotto..
    Anna, Luna fors avete ragione ..non sono ferma nemmeno adesso che sto cosi’ male..perchè dall’apatia dell’altro giorno..mi sono un po’ distaccata ma sono fuorisciti sentimenti piu’ vivi, seppur non positivi, di rabbia..si sono un po’ incaz..con me col mondo, con lui..col fatto che tutto va storto..ma soprattutto quello che proprio non riesco a digerire è che dopo un anno ci si possa ritrovare in queste condizioni, che il fatto che questo ragazzo non mi abbia voluta mi abbia fatto rifiorire quelle stesse emozioni, già provate, già elaborate ma che pensavo “risolte” mesi fa’..Poi ritrovo kikka a un anno di distanza e leggo che anche lei pensava di stare meglio, poi la ricaduta..e poi la sensazione di perdersi..una storia adi pochi mesi, lui che non ti vuole, risentire l’ex che se ne sta felice felice nella sua nuova vita..anche se il mio ha recitato un po’ il ruolo della vittima, l’incompreso che io non ho ripreso al suo ritorno..
    Boh, un insieme di cose e ti accorgi di essere ancora al punto di partenza, perchè pensavo di aver fatto molti passi avanti, ero positiva, ero tornata a vivere..perchè come dice Luna non mi piaceva quello che ero diventata io rivolevo me..la Sonia che mi sta simpatica..quella che ero diventata non mi piaceva..e ora??
    Per un lui che non mi vuole..ritrovarsi a punto e capo??
    E io che vi dicevo di non avercela con lui..invece adesso si’ e tanto..perchè tante frasi poteva non dirle, e tanti atteggiamenti avrebbe potuto non tenerli..e adesso ringrazio me di esserci andata coi piedi di piombo,di aver sempre tarato quello che mi diceva o faceva..in mia autodifesa..senno’ adesso come sarei??
    ma a cosa è servito?.. non avevo messo in conto la potenza dei sentimenti..e per lui già erano forti..uffffffffff!
    Che nervoso!
    Anna voglio trovare la mia strada per volermi bene..aiutatemi..!
    Mi sono rileggendo “donne che amano troppo”..potrese consigliami qulacosa che mi aiuti a ricominciare da me?! SUNY

  • 5519
    ANNA -

    Suny, sii sincera SEMPRE e vivi in modo da essere fiera di te.
    La strada e’ quella e tu l’ hai gia’ presa, anche se non sai ancora bene quanta ne hai percorsa !
    Arrivera’ un momento in cui sarai sola con te stessa e la vedrai in maniera chiarissima. Ti verra’ da piangere per il bene che ti vorrai in quell’ istante. Ti ripaghera’ di tutto quello che non hai saputo volerti prima…
    Sonia, stai serena piu’ che puoi…va tutto bene 🙂

    Scusa le poche parole. Clienti in arrivo…
    A dopo!

  • 5520
    ANNA -

    Eccomi.
    Dicevo, cara Sonia, che, secondo me e la mia esperienza, cio’ che paga e’ sempre l’ essere corretti e sinceri. Con se stessi, in primis e poi, di conseguenza, anche con gli altri. E’ cosi’ che si trova, o ritrova, la strada. Alla fine cos’e’, del passato, che piu’ difficilmente ci perdoniamo? L’ essere stati scorretti verso di noi. L’esserci mentiti da soli. L’essere restati a prendere mazzate che sapevamo di non meritare !
    E’ una ragione per dare mazzate ad altri? No. Non ne saremmo capaci. Qui sono certa che siamo persone che, anche quando sono a ragione arrabbiate, dopo si pentono e dispiacciono per qualche parola di troppo che e ‘ volata nella discussione…ne sono praticamente certa.
    Incapaci di essere cattivi.
    Fondamentalmente nobili.
    Ora e’ tempo di usare questa “nobilta’” anche a nostro uso e consumo, a difesa di noi stessi.
    Distinguere chi merita, da chi no.
    Cosa vogliamo, da cosa, invece, assolutamente non ci piace.
    Parlare con noi e non solo con mezzo mondo per far contenti tutti.
    E sapere bene il PERCHE’ che, poi, e’ cio’ che ti da’ la forza per andare avanti.
    Condivisibile o meno, ma con una nostra verita’ che non vale meno di quella alrui.
    Io, ormai, cerco di vivere cosi’.
    Se ho una mia ragione per essere X e non Y, poi posso far capire a chiunque il perche’ di una mia scelta e posso sperare che venga capita e accettata per quel che e’.
    Se quel chiunque non dovesse capire, posso restare certa di aver fatto del mio meglio per aprirgli una finestra sul MIO mondo !
    Se non vuole guardare dentro, so di aver perso, nella peggiore delle ipotesi, una persona CHE NON MI PUO’ O VUOLE CAPIRE quindi poco.
    L’ amore,a volte, fa male ma non e’ l’ unico sentimento o situazione che ferisce.
    Ci sono gli amici, il luogo di lavoro, persino la gente in genere, capaci di farlo.
    Puo’ essere un giudizio, un semplice commento, un gesto.
    E tutto si puo’ spiegare, se sei certo di essere stato coerente, corretto e giusto.
    Ci muoviamo sempre nel soggettivo, lo so bene, ma io, ANNA, SONO un SOGGETTO e, almeno come tale, desidererei rispetto.
    Se non c’e’ riscontro degno, bisogna saper far fronte e incassare, senza pensare che siamo dei cretini.
    Sonia, la tua rabbia di oggi, la tua delusione, il tuo senso di sconfitta sono giusti e sani. Sani per te !
    Non sei martire e non sei carnefice, sei TE STESSA e, te lo ripeto, probabilmente, non lo sei sempre stata e sara’ un nuovo modo di essere che non si fermera’ mai piu’…

    Ti abbraccio forte.
    ANNA

  • 5521
    Ada -

    Ciao a tutti

    @e adesso ringrazio me di esserci andata coi piedi di piombo,di aver sempre tarato quello che mi diceva o faceva..in mia autodifesa..senno’ adesso come sarei??
    ma a cosa è servito?.. non avevo messo in conto la potenza dei sentimenti..e per lui già erano forti..uffffffffff!@

    Sonia, invece, è servito! E’ servito proprio perchè “altrimenti adesso come staresti?” ora probabilmente sei delusa (e forse parecchio) per una cosa che volevi andasse in un modo ed è andata in un altro… ma se ti fossi lanciata a pesce, senza andarci con i piedi di piombo, saresti veramente distrutta (parola che non rende neppure l’idea), e lo sai 🙂

    Boh, alla fine credo che tutto questo sia semplicemente la vita… come dire, non penso che stiamo seguendo una sorta di percorso per arrivare alla “felicità” (intesa come “essere felici e contenti ogni secondo dell’esistenza”), no? Credo che tutte, in un modo o nell’altro, stiamo semplicemente cercando di affrontare meglio le cose che la vita ci piazza davanti (e quelle poco piacevoli ci saranno sempre), con un occhio di riguardo in più x noi stesse.
    E tu hai affrontato questa cosa e l’occhio di riguardo x te stessa l’hai avuto!

    …detto questo, beh, oggi mi sento “la scema del villaggio” 🙂
    Ho saputo che LUI è qui nella mia (nostra) città e ci starà un po’ (lui che ha la sua vita, che non è più “mio”… che non lo dovrei neppure pensare) e quando l’ho saputo mi è venuta una botta di euforia pazzesca. Sono uscita tutta contenta.
    Questo è assurdo. Questa felicità perchè? Cosa caspita vorrei ottenere? E non lo so. Insomma, non è che uno dopo una vita che sta con te e poi ti lascia mettendosi con un’altra (dopo averci riflettuto x bene, perchè una con cui stai da 9 anni non la lasci mica perchè ti sei semplicemente svegliato con la luna storta) e sa che tu lo pensi ancora, poi ti vede un attimo e cambia idea 😀
    non cambia idea (e vorrei veramente che la cambiasse? Alla fine, neppure lo so).
    Ma poi: mi soffermo su quello che pensa o non pensa lui. Bah.
    Sono una “babba mondiale” e me lo dico con amorevole compassione, mi parlo (schizofrenia?) come si fa con una deficiente…

  • 5522
    LUNA -

    ADA: @Credo che tutte, in un modo o nell’altro, stiamo semplicemente cercando di affrontare meglio le cose che la vita ci piazza davanti (e quelle poco piacevoli ci saranno sempre), con un occhio di riguardo in più x noi stesse.

    concordo 🙂
    e di base credo che ciò sia anche vivere, più che si può, pensando alla propria serenità 🙂 da cui nascono anche i momenti di felicità.
    e si riesce a incassare meglio quello che invece non è piacevole.

    …se (mi riferisco alla fine del tuo post) ti parli e ti ascolti con AMOREVOLE quello che sia non mi pare male.
    A volte capita anche di sentirsi delle “babbe mondiali”, su questo non ci sono dubbi. Ma se si riesce a fare un po’ spallucce e a sorridere con sé, anche con tenerezza per la babberia…
    non esagerare con i complimenti 😉 – scherzo, fai quello che vuoi, ovviamente… mi dispiaceva per “deficiente”, anche se ho capito il senso, credo.
    D’altra parte… che tu in questo momento della vita ti possa sentire una che ha il “deficere” (avrà la i?) – mancare, giusto? – di qualcosa mi sembra anche naturale. Non lui, di per sè, quanto delle cose da rimettere in ordine 🙂 sono rivoluzioni…

    SONIA: ti capisco… ti capisco bene… i tuoi sono pensieri che conosco. Ma credo davvero che questa esperienza ti servirà. Quando uscirai dal concetto: lui non mi ha voluta. – che adesso è anche normale. Penso che ti servirà perché a me un qualcosa di simile è servito. Avrei voluto qualcuno che mi facesse fare la pace con la parola “relazioni”. e con la parola amore. Ho trovato una persona che mi ha voluto molto bene, pure troppo, ma che con la sua confusione mi ha fatto ???
    però poi ho capito delle cose che al momento non avevo capito. Di quello che sentivo io. E anche cosa volevo e non volevo da un uomo, proprio ripensando alle mie sensazioni in un caso e nell’altro.
    sul “pensare di stare meglio” mi ripeto: secondo me quando si ha la sensazione di stare bene (meglio che sia) è quello che è, in quel momento si sta meglio, si sta bene. Poi, come diceva Simona, la vita è in movimento. Ed è anche vero che certe esperienze, sensazioni, anche circostanze (come nel caso di Kikka il fatto che lui abbia chiamato, ecc) fanno venire nodi al pettine, ci portano a fare delle nuove considerazioni e riassestamenti. Ma anche perché viaggiamo su più livelli.
    In questi giorni la mia panza si fa sentire. Si fa sentire perché mi manda dei messaggi che non posso che considerare. Ieri ho fatto una bellissima camminata, ad un certo punto ha piovuto, ma non ci stava male neanche quello. Ho chiuso il cellulare e già questo mi ha permesso di respirare e cammina cammina, lasciando le associazioni libere panzifere andare, la cosa mi è stata molto utile.
    Oggi ho avuto sia dei momenti in cui la mia panza era in agitazione, ed ero 🙁 sia, poi, dei momenti in cui invece era bella serena, mentre stavo parlando di cose che mi interessano, mi piacciono, che esulano dalla questione che invece mi fa un po’ tribolare.

  • 5523
    LUNA -

    E sono vere entrambe le cose, entrambi gli stati d’animo. Sono stata così così e poi sono stata bene. Ma sono vere entrambe le cose. Non è che se poi la cosa che mi fa tribolare, i nodi che vengono al pettine torneranno a farsi sentire, non sarà stato vero il momento in cui mi sono sentita bene. In questo momento per esempio sono molto 🙂
    e poiché non soffro di bipolarità 😉 sono semplicemente 🙂
    poi si vedrà 🙂

    Mi spiego?Per quanto riguarda il libro… io penso che il link che ha lasciato FL53 poco più in su possa essere molto utile e interessante.
    Perché alla fine lei spiega come ha fatto a ripartire da sè.
    Per chi ha subito molestie morali è utile perché lei racconta la sua storia, ma appunto anche come ne è uscita, e il suo viaggio.
    se ve la sentite leggetelo.
    Un bacione a tutti 😀

  • 5524
    Ada -

    …e queste cose che la vita ci piazza davanti, adesso, mi stanno massacrando. Ovvio, la caduta nella voragine era preannunciata ed è arrivata. Ieri sera ci siamo visti.
    Si è avvicinato a salutarmi in modo scherzoso-imbarazzato-sorpreso, si, così. Io = una statua di ghiaccio. Già, FUORI, miss indifferenza 2009 ma dentro…. avevo una locomotiva a vapore che mi faceva su è giù. Ho creduto veramente che mi sarebbe venuto un infarto.
    Oggi ho pianto x tutta la giornata. Praticamente una bambina di 2 anni che rivuole una cosa che reputa sua, e la rivuole e basta, senza pensare ai perchè/percome.
    Ora sono qua che mi urlo da sola: la realtà, ehi! LA REALTA’!
    Boh, forse non mi abituerò mai a questa cosa, forse posso aspirare al massimo a sopportarla senza buttarmi dalla finestra (che mi pare già un gran traguardo). Proprio ottimista oggi. :'(

  • 5525
    LUNA -

    ADA: be’, se tu non avessi pianto dopo questo randevù e se brillassi di cosmico ottimismo saresti un fenomeno che la scienza dovrebbe studiare… mi dispiace moltissimo che tu stia male. Una cosa per volta, un passo per volta, Ada.
    Per quello che sono stati e sono questi mesi miei, avendo avuto i tuoi stessi pensieri, anche se per ragioni diverse (ma avendo presenti anche il tuo tipo di ragioni, anche se è chiaro che ciascuno sa per sè, cosa prova e vive), nei momenti in cui il malessere era acuto, mi viene da dirti questo: un passo per volta, vivi e supera questo momento, intanto, con quello che ti dice, non pensare ad un traguardo lontano. Tieniti abbracciata oggi, intanto.

    Un abbraccio.

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