La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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Buongiorno a tutti, queste giornate tremendamente schifose, non solo per la pioggia incessante, hanno contribuito al mio gia’ malessere….ieri sera poi, in tv, ho visto “i giorni dell’abbandono” accidenti quella donna ero io…..una differenza, io ho solo una figlia…..ho pianto, mi sono vista nei suoi panni, tra inoltre l’altra del film corrispondeva all’altra della realta’, eta’etc.etc. Anna Ada, mi siete nel cuore, come potete vedere, anche io che ho iniziato un percorso che posso definire CERTAMENTE di ripresa, ha i suoi attimi di “inciampo”. L’importante e’ cominciare a capire, capire che e’ possibile ricominciare….
A volte sembrera’ difficile, quasi impossibile, ma ascoltatevi, ascoltate la vostra”panza” e vedrete che arrivera’ un attimo in cui capire che e’ giunta l’ora della risalita….quando siamo in fondo ma proprio in fondo al pozzo non possiamo che risalire…
Molte volte mi sono vergognata di dichiarare i miei gesti insani, morire per lui…ma per cosa? Lui non ne avrebbe sofferto, non ha avuto scrupoli quando stavamo insieme a farmi del male figuratevi adesso che mi ha lasciata per un’altra…mia figlia sarebbe cresciuta senza una mamma ed un padre….IO NON CI SAREI PIU’ IN QUESTO MONDO!!!!!!!! Mi ha fatto soffrire, davvero tanto, anche perche’ IO glielo ho permesso, NON PUO’ E NON DEVE PIU’ GESTIRE LA MIA VITA, E’ SOLO MIAAAAAAA!
Dice giusto Luna abbracciatevi, sara’ un abbraccio vero sincero, nessuno puo’ amarci quanto noi stesse.
Luna, anche io, tempo permettendo, in questi giorni ho fatto lunghe passeggiate….ho spento cellulare e mi sono ascoltata. Ne avevo bisogno, i cocci che avevo rimesso insieme si stavano leggermente di nuovo staccando. Avevo bisogno del mio silenzio, delle mie parole, ho pianto, era un po’ che non riuscivo a farlo, poi ieri sera con quel film ho completato l’opera.
Oggi sono come reduce da una brutta influenza, un po’ acciaccata ma con tanta voglia di ricominciare, non sono tornata indietro, ho avuto solo un attimo di sosta, forse necessaria per continuare nel mio cammino verso casa. LULU.
P.S. un bacio a tutti, ma dove siete finiti?!….
LULU: 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
oggi andrò a fare una passeggiata e quando spegnerò il cellulare ti penserò 😉 :DDDDDDD
Vvb 😀 bacioni
Ciao a tutti.
Facciamo tanti passi avanti e, a volte, qualche piccolo passo indietro.
Però non darei troppa importanza a quei passi indietro.
Sono sempre meno di quelli che ci portano avanti nel nostro cammino.
Avete presente i passaverdura a mano? Ogni tanto bisogna dare un giro al contrario oer evitare che la verdura tritata si ammassi sul fondo…..
I passi indietro che sembrano buttarci tanto giù in realtà servono a riportarci un attimo nel passato per poter guardare al futuro con consapevolezza e non con la paura di uno struzzo intimorito. Quella paura che, prima o poi, potrebbe saltare fuori ed incagliarci sul fondo.
Non importa che ci si ricordi attimo per attimo, episodio per episodio o si faccia un pacchetto unico del nostro passato.
Ciò che conta è saperlo affrontare rivivendolo. Anche facendo qualche doloroso passo indietro.
E’ il nostro passato. E’ parte di noi. E anche se fa male non possiamo tagliarlo fuori come se fosse la gobba di un naso aquilino.
Non so quanto questo post si incastri con i vostri.
Mi è sembrato utile scriverlo, tutto qui.
Ciao a tutti.
Lilly, si incastra benissimo.
Ma gli altri che sono scomparsi o si fanno vivi raramente, stanno seguendo qualche altro “percorso” o qualche altra discussione interessante?.
Fatelo sapere se volete….
Luna, io ieri ho fatto la “pigra”, niente passeggiata…
Ciao, LULU.
“…per divenire quello che ancora non sai di te”.
Oggi ho riletto queste parole.
Aveva visto giusto, molto giusto. Aveva visto che davvero non sapevo cose di me, che mi amavano male, senza che io lo sapessi.
Che li amavo comunque. Ma che ero piena di false idee, non mie, che mi tarpavano le ali per davvero. Piena di sensi di colpa, senza senso. Piena di una sfiducia, che non era la mia. Che quando volavo volavo e basta. E raramente avevo torto, per me. E se cadevo giù pazienza. Se cadevo, come da bambini, quando ci si sbuccia le ginocchia, continuavo la mia corsa. Quando volavo. Ma volavo più basso di quanto avrei potuto.
Il problema era quando non volavo. Quando stavo dieci ore a controllare la strumentazione. A chiedermi se avrei fatto male a qualcuno scegliendo la destinazione… a non essere né me nè quello che volevano gli altri. Ero “implosa” e lui lo vedeva. Anche se per altri ero quella che una ne pensa e cento ne fa.
Eppure neppure lui, è ovvio, poteva dirmi chi sono. Nè io volevo che me lo dicesse. A me piaceva scoprirlo, non farmelo raccontare. Ho sempre saputo di non aver bisogno che me lo raccontassero gli altri. Piuttosto che smettessero di raccontarmi la loro versione. Che mi lasciassero lo spazio. Di prendermelo.
Di avere bisogno di darmi lo spazio per ascoltarmi. Che è diverso. Ma quanto era difficile trovare quello spazio. Nella sua pretesa di dirmi chi ero ho visto, a istinto, che c’era qualcosa che non quadrava. Panza pura.
So che era veramente felice per me, quando volavo. Gliel’ho letto negli occhi.
A modo loro tutti gli uomini che ho incontrato lo sono stati. Hanno fatto anche il tifo per i miei talenti.
Finché non hanno avuto paura che il mio volare mi portasse troppo lontano.
Allora diventavano come i bambini che guardano il palloncino che sale… sorridenti… poi, ad un certo punto, una smorfia, la paura… dove sta andando? Non la fermerò più… Se vola si dimenticherà di me…
quasi quasi sparo al palloncino, così torna giù… Pum pum pum.
A lui ho impedito di spararmi. Perché gli ho impedito di “salvarmi”. Non perché non volevo stare meglio, ma perché non volevo che qualcuno mi salvasse. E’ pericoloso farsi salvare. Volevo essere, e basta, che è un’altra cosa. Accanto a qualcuno che era. Volevo volare, in un cielo libero. Con qualcuno che volasse nel suo cielo libero.
Ciao. Come dicevo ieri sto tornando indietro per poter andare avanti. Non lo so…..forse faccio male, forse “faccio sbagliato”. So solo che sto seguendo il mio istinto. Forse uno psicoterapeuta mi porterebbe in tutt’altra direzione ma io ho voluto fidarmi di me ed ho dato retta alla mia panza, come direbbe Luna.
E la panza mi ha detto di tornare indietro. Di tornare nel mio passato recente e riviverlo di nuovo con la consapevolezza del presente ed i buoni propositi per il futuro….
Ma la memoria, a volte, gioca brutti scherzi. Ti fa vedere solo”il rosa” quando la malinconia, il rimpianto imperano o solo “il nero” quando sei alla ricerca di elementi per poter chiamare il tipo in questione schifosissimo str.bast. infame e buttarti in alto usando lui come trampolino schiacciandolo per darti la spinta.
Io ho un archivio di oltre mille e-mail che ci siamo scambiati in quasi tre anni. Un archivio enorme, maniacale. Un pozzo che ho lasciato chiuso per un bel po’, finchè ho avuto paura di cascarci dentro.
Ora non mi sento forte. Mi sento razionale. Mi sento pronta a muovermi, si. Ma anche nel mio passato oltre che nel mio presente.
Le e-mail non mentono. Non cambiano espressione a seconda dello stato d’animo, non si mangiano le parole che non avresti voluto ascoltare e non aggiungono né tolgono nulla né ai fatti né a se stesse.
Le sto rileggendo tutte. Poco per volta. Ogni singola parola, ogni singola frase. Una dopo l’altra stando attenta a non saltare neppure un giorno per non perdere il filo.
Sono quasi arrivata alla fine.
E proprio all’ultimo ne ho trovato una che mi ha colpito. Una che all’epoca in cui l’ho ricevuta mi ha fatto imbestialire e che avevo rimosso dalla mente. Un po’ come fanno i bambini quando sentono i genitori gridare e si tappano le orecchie, e cantano forte…… “se ascolto solo la mia voce le urla degli altri non ci sono più”.
In quell’e-mail lui mi diceva che durante la notte aveva pensato che sarebbe stato bello, in futuro, vedermi non più sola, con la mia famiglia e riconoscerci, salutarci, sorridendo. Senza nessun rimpianto.
Rileggo e mi rendo conto che gli elementi per capire c’erano tutti….in ordine sparso, frammentati, sbiaditi.
Ma così chiari alla luce del senno del poi.
Mi ricordo (ma solo ora lo ricordo) che mi ero incazz. Da morire.
Quelle parole non potevano provenire da lui. Lui….così passionale, così geloso, così innamorato e così estremo, fermo, rigido nelle sue egoistiche posizioni da non cedere mai il fianco a pensieri positivi che non lo coinvolgessero direttamente ed in prima persona. Lui che non sopportava l’idea che avessi vissuto prima di conoscerlo e che mi aveva fatto scontare con la sua ira, i suoi pianti, la sua disperazione ogni singolo gesto di amore, di affetto, di amicizia che non fosse rivolto a lui. Anche quelli precedenti il nostro incontro.
Quel pensiero così da buon samaritano che si fa da parte sacrificandosi e sacrificandomi per il bene di tutti (anche il mio ed il suo) non lo rispecchiava.
Invece no…..non rispecchiava chi avevo conosciuto, chi mi aveva affascinato, chi mi aveva letteralmente fagocitato ed annullato.
Rispecchiava benissimo colui che lui era diventato dopo un infarto che aveva messo in luce tutto ciò che aveva sempre rifiutato: la fragilità umana, i limiti dell’essere, la malattia, la morte, i diciassette anni di differenza, la necessità di salvaguardare gli altri oltre sé stesso. E primi (fra tutti quegli “altri”) proprio coloro che avevano subito il suo egoismo, la sua convinzione di essere invincibile (come la sua ex……con cui, poi, è tornato).
Io sono solo finita in mezzo. Stritolata da una personalità in evoluzione che mi ha fatto male anche quando ha deciso di fare del “bene”. Un po’ a tutti. Forse anche a me.
Questo davvero come concetto generale. Credo che sia la cosa che ho sempre desiderato nella vita, anche quando ho scelto di restare nel contrario o sono stata travolta dal contrario.
Penso che non ci sia niente di più bello al mondo.
Volare, con la gioia nei polmoni, e nelle ali, in un cielo libero.
La sensazione del cielo libero.
E condividere ciò, con qualcuno che vola con gioia nel suo cielo.
Se il cielo è lo stesso (è grande, perché non si possono condividere i sogni, senza pestarsi le ali a vicenda, o senza temere che uno dei due voli via per sempre?) penso sia il massimo.
Non parlo dell’egoismo dell’essere, ma dell’essere e basta.
Se hai vissuto relazioni in cui essere, semplicemente essere, avere gusti, opinioni, un certo modo di guardare il mondo, di piegare la testa o a destra o a sinistra, o di mettere la pentola sul fuoco era già difficile sai cosa intendi quando dici: essere e basta.
Essere e poi capire chi vuoi accanto a te nel tuo cielo.
E vale per chi scegli, ma anche per chi sceglie te.
Se è sereno nel suo “essere” non avrà paura di te, nè di amarti.
Non avrà paura che scappi, o che lo derubi di qualcosa.
Io voglio credere che questo esista. Perché, guardando indietro, mi sono resa conto che un tempo lo sapevo. Che sarò capace di dire di no se così non è.
Non ho raccontato una storia d’amore (di sesso men che meno, più platonico di questo incontro non saprei…), ho raccontato un incontro. Uno di quegli incontri che anche se sembrano nati in uno scompartimento del treno, per caso, e poi ciascuno va verso la sua direzione, non per questo non sono incontri che contano nel viaggio.
Forse è ancora incazzato, forse no. Incazzato perché lo ringrazierò sempre per delle cose che mi ha mostrato, che non erano da poco, ma perché ho detto no al fatto che voleva insegnarmi ad essere libera… a modo suo… io gli ho voluto bene, sul serio, e spero sempre che sia felice.
Forse non si capisce niente 😉 ma mi è venuta così 🙂
baci 😀
…il silenzio è doloroso.
Ma è nel silenzio che le cose prendono forma e ci sono momenti nelle nostre vite in cui l’unica cosa che dobbiamo fare è attendere.
In ciascuno di noi, nel più profondo del nostro essere, c’è una forza che vede e sente quello che non possiamo ancora percepire.
Tutto ciò che siamo oggi è nato dal silenzio di ieri…( Kahlil Gibran )
Per tutti noi, cari amici.
Buona serata 🙂
Buonasera a tutti!
Come state?! Io insomma..tra alti e bassi come sempre..Non pensavo che la fine della storia con lui mi provocasse un tale stato d’animo..ieri sera l’ho incrociato..solo un saluto al volo da lontano..e un pugno nello stomaco per me..e vi giuro, in un secondo i miei occhi si sono riempiti di lacrime..!
Pensavo fosse una cavolata quel famoso modo di dire sul fatto che ci accorgiamo di tenere a una persona quando la perdiamo..
In effetti per me è stato cosi’..nel senso che sapevo di tenerci, altrimenti neanche l’avrei vissuta, ci sono stata bene..ho passato bellissimi momenti..ma non mi ero accorta che lui fosse riuscito a toccare alcune corde, le corde del mio cuore, non credevo fosse riuscito a a smuovere i sentimenti..pensavo fossero paralizzati, immobili..pensavo che non sarei stata piu’ in grado, almeno nell’immediato, di provare certe emozioni..
E invece mi trovo a soffrire “per amore” non per il mio ex ma per lui..eh si..mi sa che ho preso una bella botta..ora avrei solo voglia di affondare le mani nei suoi riccioli..uffaaaaa!
Ditemi che c’e’ un motivo per cui niente sembra funzionare?!?
Anzi per cui niente funziona..e il cuore continua a soffrire senza poter trovare pace??
ANNA: 🙂
grazie.
importanti parole!
Mi sa che è anche per questo che adoro quelle camminate con il cellulare spento, il silenzio, i miei passi, il grounding, come lo chiama il mio insegnante di stretcing, se non erro, i pensieri che vanno panziferamente in libera associazione.
E per lo stesso motivo amo i miei “eremi”, come li chiamo io, i giri in macchina, io e la radio, che spesso suona la stessa canzone, più volte. O quando mi fermo neanche quella, perché altrimenti ho sempre paura che mi si scarichi la batteria 😛 (è già successo :P), ma più che altro perché davvero in quel momento scatta il silenzio, la voglia di silenzio. Magari, come l’altro giorno, guardando un gatto che ronfa, poco distante, disteso in una fioriera vuota. e sorrido e penso che, davvero, dal relax del gatto dovremmo imparare.
lui se ne stava là con il suo pigro silenzio, io con il mio.
da ragazzina alle volte bigiavo la scuola per andare a fare una passeggiata in silenzio. Ne ricordo una, in particolare, adesso, mentre scrivo 🙂 febbraio 1992… mi rivedo, seduta su una panchina a scrivere che non ero più tanto felice con il ragazzo con cui stavo…
riflessioni. la panza sapeva… prima di me 😉
Quante parole sul silenzio 😛 forse perché in questi giorni, peraltro, i silenzi mi stanno dicendo diverse cose…
LULU: elogio della pigrizia. nella forma di cui si ha voglia. in fondo anche le passeggiate sono in qualche modo, alle volte, una forma di sana pigrizia dell’anima, che si concede un altro ritmo.
LILLY: tutte e due oggi abbiamo fatto un giretto nel passato e abbiamo portato a casa dei panzosi “risultati”, mi pare 🙂
io non ho cercato quelle parole passate, mi sono capitate davanti, per caso, coincidenza, o perché inconsciamente sapevo dove fossero… che importa 🙂
si sposavano molto bene con un’altra riflessione, più presente.
Uno psicoterapeuta credo proprio che ti porterebbe nella direzione di fidarti di te 😉 quindi… 🙂
Un abbraccione gigante a tutti 😀
PS: gatto?
Il mio post di ieri proseguiva ancora per molto.
Ma alla fine l’ho cancellato.
Erano considerazioni non generali troppo legate alla mia situazione personale e non sarebbero stati di “aiuto” a nessuno se non a me stessa o meglio alla mia ansia di sfogare ciò che sento dentro.
Ciò che vorrei dire è che a volte, in modo cosciente o meno si diventa un ombra. Mancano le energie, manca la forza.
Ed un ombra ha bisogno di un corpo…..e se il proprio corpo è fragile si diventa l’ombra di qualcuno che si crede più forte di noi.
Un qualcuno che nella nostra testa trasformiamo in un sostegno imprescindibile.
Sembra di non poter vivere senza quel sostegno……….
Un’ombra non può sbagliare. Non ha forza e non ha energia, segue l’altro nel bene e nel male. Si diventa come falene impazzite. Ci si infila sotto la campana del lampadario attirate da una luce falsa. E continuamo a girare impazzite intorno a quella luce anche se quella luce può ucciderci.
L’errore è prima quando si permette a qualcuno (chiunque sia) di sfinirci e, forse dopo, quando non si permette a quel qualcuno di andarsene via anche dalla nostra testa oltre che dalla nostra vita.
Quando mi tuffo nel mio passato piango e piangendo mi deprimo e deprimendomi mi spavento e spaventandoni mi sfinisco. Ma poi capisco che questo resario di sensazioni è utile perchè mi consente di scorrere uno ad uno gli anelli della catena che mi tiene ancorata al passato.
Una catena che sembra lunghissima, sembra interminabile ma che prima o poi finirà.
A volte bastano pochi mesi, a volte anni, a volte parecchi anni. Ma la catena prima o poi finisce.
Io sto capendo questo. Sto capendo che ci vuole tempo ma non per dimenticare lui.
Lui è stato un nome, un volto che è passato…..ci vuole tempo per ritornare ad essere forti ed evitare che le circostanze si ricreino, che si ricada nello stesso buco e si ricommettano gli stessi errori.
Io comincio a vedere la fine della mia catena e con lei la possibilità di t
di tuffarmi nel mio presente e nel mio futuro oltre che nel mio passato.
Ed è ciò che auguro a tutti coloro che stannoo soffrendo per i loro apparenti “passi indietro”.
Un abbraccione.
Ciao a tutti!
E’ un pò che ho difficoltà a navigare e a leggervi, ma quando ci riesco mi sembra di “tornare” un pò a casa, tra amici.
E poichè niente succede per caso, ci sono riuscita proprio oggi, giusto in tempo per leggere due meravigliosi post (5530-5533) di cui ringrazio l’autrice :):):), the wonderful Moon!!!
Un mega abbraccio a tutte.
tina.
Lilly, bravissima !
Hai accettato una sacrosanta verita’, quella del dolore .
Per buttarselo alle spalle va vissuto in tutte le sue facce, anche in quelle che non abbiamo colto al momento. Rituffarsi dentro, risentirlo come se fosse oggi stesso e poi sputarlo via.
Anche io ho fatto cosi’ e non per scelta.
Sono state la mia memoria da elefante e la mia mente analitica a riportarmi a percorrere mille e una volta i mesi e gli anni che mi hanno condotto dove sono.
Si scava fino alle radici e all’ inizio non riemergi mica con scioltezza da quel pozzo profondo in cui ti vai a cacciare da sola!
Poi, con il tempo, proprio come se, volta dopo volta, ne digerissi un po’, il male passa.
Oppure no. Non e’ nemmeno che “passi”, si colloca solo al di fuori di noi, figlio di un tempo lontano che e’ solo la nostra storia e non il nostro presente.
Oggi lo sento cosi’ e so che non mi accadra’ piu’, perlomeno non con la stessa violenza con cui mi ha colto gia’ una volta. Ero impreparata, inconsapevole, totalmente smarrita.
Adesso so che anche quelle persone che si sentono finite hanno comunque una possibilita’ di tornare a vivere.
E so che si deve lottare ma che la lotta non e’ vana.
Me lo dicevano in molti ma erano solo parole.
Ora e’ diverso. Ora lo SO.
La catena termina, cara Lilly. Sapere questo e’ gia’ un’ ottima ragione per continuare a credere che il giorno in cui sarai felice e libera non e’ cosi’ lontano…
Ciao, cara.
Abbraccione di gruppo a tutte voi!
…poi finalmente capisci, capisci che in realta’ non e’ lui che ti manca, e’ la situazione, il sogno al quale credevi, o meglio volevi credere. Volevi evadere, scappare, sfuggire, da quello che il mondo ti aveva fatto, da quello che ti aveva buttato addosso.
Allora hai ascoltato qualcuno, non lui (o lei) ma qualcuno che credevi la tua salvezza…..niente di piu’ sbagliato, era in te quella salvezza. Un po’ di buonismo, non solo per gli altri, ma anche per noi stessi a volte non farebbe proprio male.
Perdi il senso delle cose, della realta’, di cio’ che e’ vero e cio’ che e’ falso.
Credi nelle sue parole, vuoi credere nelle sue parole, e ti allontani sempre di piu’ da te…dai dai e ancora dai senza chiedere e tanto meno pretendere nulla in cambio. Non esisti piu’ come persona, come donna (o uomo), ti annienti, ti fai sempre piu’ piccola, per non intralciare, per non creare problemi….tu LI DEVI RISOLVERE I PROBLEMI, NON DARLI!!!!!!!
Hai perso la tua autostima, hai perso la voglia di vivere, tremendamente scoraggiata, hai davvero QUASI PERSO LA VITA.
Ti guardi intorno, finalmente!
E’ come se tu vedessi la tua figura dall’alto, ma chi e’ quel relitto umano, chi e’ quell’essere, non lo riconosco pur avendo una faccia familiare?!
Sono IO!!!! Non voglio piu’, non voglio piu’ sopravvivere, VOGLIO VIVERE. Voglio godermi il sole che sorge e che riscalda, voglio godermi il profumo della primavera e il calore dell’estate e….e se un giorno tornera’ l’autunno? Bene anche l’autunno e’ necessario, servira’ a ricordare per migliorare ancora! E se un giorno tornera’ l’inverno? Non importa, saro’ cosi’ ben protetta che non mi fara’ MAI piu’ freddo.
A me e’ servito in fondo questo tremendo inverno, adesso credo di aver conosciuto anche la parte piu’ vulnerabile di me, adesso l’inverno non mi fa piu’ paura…..LULU
Baci baci baci a tutti!
TINA: ciao cara 🙂 sono io che ringrazio te 🙂
anche per avere capito – così sento – perché ho scritto quel post. Per me 🙂
non le ragioni, intendo… la panza 🙂
un’empatia de panza.
Mentre ti scrivo mi vengono in mente altre cose. Sono utili cose.
Bene così. Work in progress… Un abbraccio grandissimo 🙂
buon proseguimento del viaggio 🙂
SONIA: @ma non mi ero accorta che lui fosse riuscito a toccare alcune corde, le corde del mio cuore, non credevo fosse riuscito a a smuovere i sentimenti..pensavo fossero paralizzati, immobili..pensavo che non sarei stata piu’ in grado, almeno nell’immediato, di provare certe emozioni..
cara Sonia, mi dispiace moltissimo che tu stia male, e che tu debba ritrovarti a chiedere perché il cuore non ha pace…
però non riesco a non essere contenta per te (spero si capisca cosa intendo!) quando dici che hai scoperto di non essere paralizzata, immobile nel provare emozioni…
perché lui, ricordatelo, Sonia, ha toccato qualcosa che c’era.
Qualcosa di tuo. Un tuo patrimonio di capacità di sentire, provare emozioni. Stare bene e, certo, anche male.
Non è la favola della bella addormentata, in cui il principe sveglia la fanciulla che dorme. La fanciulla era pronta ad aprire gli occhi, ma perché era sveglia. Qualcosa di suo, di lei, era sveglio e vivo già.
Certo, non è che chiunque ci fa aprire gli occhi, ci fa venire voglia di stiracchiarci il cuore e le emozioni e farci saltare giù dal letto… ma credimi che il concetto del principe che bacia la fanciulla e la sveglia, la rapisce dal torpore, risolve le ferite, è un qualcosa che, da certi punti di vista, ha fatto grossi danni, soprattutto per le donne.
Non sto dicendo che la favola non esiste, perché quando incontriamo qualcuno e proviamo, insieme a quella persona, delle sensazioni ed emozioni speciali, in qualche modo una favola (non in senso di balla, ma di sensazioni belle) c’è. Ma forse le cose sono diverse da come ce le hanno raccontate, o da come ce le raccontiamo quando
……….grazie Anna. Grazie a tutte voi per esserci e per ciò che sccrivete.
Ciao Ciao.
I giorni trascorrono…., per fortuna. Il tempo e’ davvero un ottimo medico. Anche se in realta’ a volte la mattina presenta uno stato d’animo a volte molto cupo.
I ricordi, i malesseri grandi o piccoli che siano si fanno largo tra lo sforzo grande che stiamo facendo per guarire.
E’ come se fossimo improvvisamente tra le acque agitate di un mare che non ci permette, anche solo se momentaneamente di galleggiare.
Facciamo molti sforzi per non riempirci i polmoni di acqua, di acqua che ci potrebbe anche solo per un attimo farci sentire come soffocati…
E’ una piccola tempesta che si presenta all’improvviso, nonostante il tempo non ne avesse dato alcun segnale…
Ti guardi intorno sei solo, nessuno puo’ aiutarti solo te stesso puo’ farlo, la tua voglia di farcela e niente altro.
Vorresti mollare, rassegnarti, sei scoraggiato, forse e’ questa la fine.
No, non lo e’. Allora riprendi tanta forza, una volonta’ non conosciuta. Capisci che in realta’ ti stai avvicinando sempre di piu’ alla riva, la vedi, devi fare l’ultimo grande sforzo, e’ vero forse il piu’ difficile, ma anche quello che ti da la voglia di arrivare….
Ecco questi sono i miei giorni difficili, ma non mollero’….LULU
rischiamo di pensare che quelle sensazioni vengano tutte da fuori…
forse non riesco proprio a spiegarmi, accidenti…
la risposta sul perché le cose vadano storte, ovviamente, non ce l’ho. nè perché il cuore sembri non avere pace. Nè ti propino quella frase, che si scriveva sul diario alle medie: meglio avere amato e perduto che non avere mai avuto…
per carità, c’è pure un fondo di verità, ma quando una delusione ci trafigge o comunque ci fa stare male, ’sta frase, diciamocelo, fa proprio girare le balle…
è chiaro che ci sono persone che ci colpiscono, in mezzo ad un mare di persone. Che ci sono incontri speciali, che possiamo vedere sfilare 898980099090 persone del sesso opposto e non fare una piega, mentre c’è qualcuno che, anche di pelle, ci fa ricordare che abbiamo emozioni e ci fa venire voglia di viverle, insieme…
che ci sono persone di cui possiamo sentire una viscerale mancanza, altre no…
che le persone con cui facciamo un pezzo di strada possono farci sentire molto bene, o molto male, anche molto molto male… e lo sappiamo anche troppo, questo, accidenti…
e che incontrare una persona dolce, con cui si possa instaurare una relazione in base alla parità, alla serenità, ad esempio, per chi ha attraversato delle battaglie, come quelle di cui parliamo qui, possa fare eccome la differenza…
perché voglia di emozioni sì, anche sotto la cenere, magari, ma anche paure, certo, disincanti, timore di essere feriti ancora, zero voglia di tribolare…
trovare qualcuno che sa leggere anche questo, e non usarlo contro, fa la differenza… almeno io, in questo momento del mio viaggio, la penso così…
è un discorso emotivo. lui ha toccato delle cose, dentro di te, perché c’erano. ci sono. ci saranno.
lui con tutte le sue caratteristiche che, in quel momento, ti hanno fatto scegliere lui.
ma non riesco a non essere contenta per te mentre dici che hai scoperto che c’erano.
e sono tue.
io penso che, per un cuore che pensa di essere spento, scoprire di essere ancora vivo sia impagabile.
Secondo me ti sei fatta un regalo. A stare dove provavi emozioni finché erano positive, a spostarti (chiarendo con te, prima ancora che con lui) quando non stavi più bene.
LULU: 🙂 🙂
libertà impagabile, anche nelle piccole cose, di tutti i giorni.Un muoversi diverso, dentro se stessi, anche mentre si cammina semplicemente per strada, ci si guarda intorno, si alzano gli occhi verso il cielo, si sceglie cosa mangiare per cena, di leggere un libro, di fare qualcosa o assolutamente nulla. Non è solo la riconquista di se stessi, è una riconquista del mondo. perché il mondo si ri-allarga, perché le cose hanno un nuovo sapore, colore, odore…
ogni forma di manipolazione è un ciucciaggio di energie, è una restrizione di orizzonti e una sfalsatura di percezioni. Ogni manipolatore si mette al centro e restringe. Il mondo sembra stare in una scatola, i problemi che crea o si creano sembrano essere centrali, insormontabili. Si soffoca. Diversi mesi fa parlavo di una tizia con cui mi ero ritrovata a collaborare per un breve periodo. Non avevo ascoltato l’istinto, che mi aveva messa in guardia, avevo detto ok e mi ero ritrovata ad avere a che fare con un fenomeno che riusciva a rendere tutto così complesso, sgradevole da diventare centrale, anche solo per il fatto di dover a che fare con lei e come liberarsi del problema limitando i danni, che lei creava. Quando ho chiuso ho chiuso, ho neutralizzato tutti i suoi “sistemi”. Abituali.Le persone che funzionano così funzionano così e basta. Allontanarsene è libertà, in qualsiasi campo delle vita esse “operino”, che sia il lavoro, gli affetti.
“..sto tornando indietro per poter andare avanti..”..mi hanno molto colpito queste parole..perchè forse è quello che DEVE succedere tutti coloro ch the attraversano queste situazioni..e spero veramente che anch’io come te Lilly sto soffrendo di passi indietro solo apparenti..
In questi momenti pero’ è difficile da capire e da accettare che a diatanza di un anno, siamo infatti nel fatidico mese, sono tornata indietro..sprofondata in quel baratro dal quale crredevo di essere uscita in piu’ a causa di un lui che non mi ha voluto adesso..
Luna :-)))
..capisco benissimo cosa dici..è vero che provo dolore e sofferenza m provo qualcosa…e sempre meglio di non sentire niente..sensazione che del resto ho già provatao..alcuni mesi fà, e che in effetti ha degli aspetti ancora peggiori..
Devo solo trovare il modo di vederne gli aspetti positivi..
“Essere e poi capire chi vuoi accanto a te nel tuo cielo…”
Devo ripartire da me..imparando ad ascoltare il mio silenzio, laforza che vede e sente quello che ancora non riesco a percepire..grazie Anna
SONIA: li vedi già 🙂
ce li hai raccontati tu 🙂
forse non è questione di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, sai…
ma di completezza 🙂
ci sono blocchi emotivi “in negativo”, lo sappiamo bene, e sono tremendi.
ci sono blocchi emotivi con diagramma piatto. In cui non piangi a catinelle, ma neanche ridi a crepapelle – viaggiando sugli estremi… –
poi c’è quando “il sistema” funziona e/o ricomincia a funzionare…
allora senti il vento sulla faccia, ti incazzi (umanamente) se ti rubano il parcheggio, sei emozionato se rivedi un vecchio amico, stai dentro di te, ma vedi anche un abito caruccio in vetrina, piangi se sei triste, ridi se sei allegro, hai voglia o non hai voglia… e via così…
la completezza è un buon segno.
Buona notte e buon uikend a tutti 🙂
baci
Vado di fretta .. sono a lavoro.
SONIA un abbraccio forte forte; ogni tanto ti penso anche se non ti conosco, forse perchè anche per me è arrivato il fatidico mese di giugno; è passato quasi un anno (tanti mi dicevano ci vorrà almeno un anno prima che tuti possa riprendere!!!).
Questa settimana ho incontrato nell’ordine: il cugino (un cretino) del mio ex che mi ha guardato stupito e mi ha detto “ti trovo proprio bene, complimenti, sono contento” i cui sottotitoli erano “pensavo che fossi sotto un treno!!!!!!”; poi il mio ex suocero con la mia ex nipotina di 3 anni che mi guardava allibita senza dire una parola (o non mi ha riconosciuto, o avrà pensato ma che fine aveva fatto questa zia, io ora ne ho un’altra di zia!!!!!”; poi la mia ex suocera che a differenza di tutte le altre volte mi ha sorriso e salutato da lontano senza avvicinarsi, in quanto in evidente difficoltà dopo che è venuto fuori che suo figlio si è messo da mesi con un’altra (la fidanzata di un nostro e soprattutto suo amico). Vabbè nonostante tutto io in questi giorni sono abbastanza serena e dopo avergli scritto di non chiamarmi mai più mi sento più leggera e cerco di non guardarmi più indietro e di sorridere. Vado avanti e indietro, tra alti e bassi, a giorni mi entusiasmo e mi sembra di essere felice di fronte alle piccole cose (l’acquisto di un vestito o paio di scarpe nuove, una giornata di sole, una passeggiata con un amica, sms affettuosi di un amico) a volte mi sento vuota e piena di paure; peraltro l’incontro con un ragazzo che mi piaceva e mi ha fatto battere di nuovo forte il cuore non mi ha aiutato, considerato che con il suo comportamento (non mi chiama quasi mai, non risponde agli sms etc; si ricorda di me solo quando non ha niente altro da fare)mi ha dimostrato che di me non gli importa più di tanto, anzi!!
Ciao Sonia. Spero che in questi giorni tu ti sia ripresa. Almeno un po’.
In passato mi sono lanciata in parecchie frasi che nelle mie intenzioni avrebbero voluto essere “ad effetto” (del tipo “vivo per il giorno in cui non sarai nemmeno più un ricordo”.
Ora non mi pongo più il problema di ieri, oggi, domani.
Vivo la vita così come si presenta al mattino e come si evolve durante la giornata.
Ma non mi lascio trascinare dagli eventi come se fossi la preda indifesa di un destino ineluttabile.
Cavalco l’onda.
Ho capito che l’onda è inevitabile…..è un onda che viene da dentro, dal nostro dentro. Quell’onda, in fondo in fondo……(o forse nemmeno tanto in fondo) siamo noi. Frutto della nostra indole, del nostro vissuto, del nostro modo di interpretarlo e di “digerirlo”
Io ho deciso di non combattere l’onda perché combatterei me stessa.
E ho deciso di non stare seduta di spalle aspettando che mi si infranga sul gobbo massacrandomelo….
Ho scelto di cavalcare l’onda come un surfista.
“Subisco” l’onda perché non potrei fermarla ma intanto mi muovo e non annego nella mia pozzanghera di malinconia.
Si, lo so, siamo tutti diversi e ciò che vale per uno non necessariamente vale per un altro.
Ma io vorrei comunicare il mio stato d’animo e le mie reazioni a tutti perché magari, tra di voi, c’è qualcuno che come me, ha bisogno di sentirsi dire qualcosa (anche se scontato) per metterlo a fuoco e sperimentarlo su di sé.
La malinconia, la tristezza, il disagio, la disperazione, il pianto non sono atteggiamenti “NO” da cui fuggire a gambe levate a costo di indossare un sorriso finto e ripetersi fino a rimbambirsi “ètuttookètuttookètuttook….”. Sono emozioni naturali così come il sorriso, l’allegria senza un perché, le lenti rosa che a volte ti rendi conto di indossare anche se non è