La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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LUNA, sì, il libro antifumo c’entra eccome… Ne ho letti forse una decina, negli anni, ma buono come questo mai.
Non ha importanza smettere subito. Certo, forse è meglio ricominciare la lettura da capo. Io comunque lo avevo già letto (tutto) l’anno scorso, per esempio. E l’ho ripreso un mese fa, un’altra volta, da capo. Inoltre si deve tenere vicino (o almeno io), se si sente la debolezza ritornare… E si può rileggere da capo. Io comunque ho solo riletto alcune pagine (della seconda e ultima parte) un paio di volte. Quindi, tutto sommato, ancora non ho avuto bisogno di “complete” riletture.
Saluti a tutti!
Cara @Luna…solo leggendo le ultime tue righe mi sono resa conto di quanto sia difficile cercare di rimettere i pezzi al loro posto quando si perde qualcuno…è una sensazione che conosco molto bene, e che purtroppo dobbiamo mettere in conto….i consigli in questo caso non servono, ognuno a modo suo cerca di metabolizzare la cosa, e di convivere con quei ricordi che non vorresti perchè fanno male ma che allo stesso tempo ti tengono aggrappata alla persona persa…..essere forti, o piangere, in momenti diversi o anche a distanza di due secondi può sembrarci assurdo, ma la valanga che ci travolge è incredibile…..perdere qualcuno sia esso di famiglia o amico come è accaduto a me per più volte purtroppo, ci mette davanti all’evidenza, che la vità non è infinita almeno qui dove siamo ora…però sai, e te lo dico perchè ne sono certa e perchè questo mi hanno insegnato questi tragici eventi, che la vita va vissuta…anche di panza, come diciamo noi, soprattutto di panza, perchè ogni secondo è prezioso, perchè non torna più, perchè domani quella persona potrebbe non ascoltare più il nostro ti voglio bene o ricevere il nostro abbraccio…la vita va vissuta sempre e comunque….sfidata, affrontata senza perdersi d’animo, aiutando come si fa qui chi ci mette il cuore, ma anche permettendo a noi stessi di scoprire che nonostante i brutti momenti, quelli che ci sembrano non finire mai, ogni giorno può essere quello giusto per capire che siamo riusciti ad andare avanti….noi siamo ancora qui, non lasciamo che il nostro permanere diventi un sopravvivere….lo dobbiamo a noi stessi e anche a quelle persone che purtroppo non ci sono più.
Un abbraccio forte Simona
Lilly, cara ! Ti capisco.
Anche a me, fino a non troppo tempo fa, ogni tanto, diciamo a cicli, sorgeva l’ istinto di andare a recuperare il fedifrago e sottoporlo ad un “domanda/risposta” decisamente incalzante :-DDD
Non l’ ho mai fatto, o meglio, ci ho provato, ma dopo 3 delle sue risposte senza senso, lasciavo perdere perche’ gia’ sentivo la super-rabbia rinascere in me.
Cosi’,anche a Lui, al numero 1, scrissi.
Tre belle pagine piene di grossissime verita’.
Impietose ma molto rispondenti alla realta’.
Gliele feci avere qualche tempo prima del Natale 2006.
Mi chiamo’ dopo qualche giorno COME SE NULLA FOSSE.
Come se nulla avessi detto, nulla cercato di comunicare, nulla gli fosse giunto all’ anima.
Sarebbe stato impossibile restare indfferente alle mie parole e cosi’ esclusi quella possibilita’.
Chiamo’ senza fare cenno alla lettera perche’ NON SAPEVA COSA DIRMI e, forse, ma solo FORSE, perche’ si vergognava anche un po’.
Probabilmente, voleva solo capire se gli fossi sopravvissuta senza il desiderio di uccidere lui o me stessa.
Anche io non accennai, tacqui, ma cominciai ad intuire il suo “non percorso” mentale.
Voleva liberarsi di me. PUNTO.
Come ? Irrilevante al momento dei fatti.
Ci e’ riuscito e questo lo ha fatto sentire BENISSIMO.
Le conseguenze ( per me, naturalmente ) valevano mille volte meno rispetto al suo desiderio di non sentirmi piu’ come una presenza importante nella sua vita.
Voleva semplicemente un’ altra donna ( senza dirmelo, naturalmente ). PUNTO anche qui.
Non saprei cos’ altro chiedergli se non attaccare con un monologo circa la vigliaccheria, la bassezza, la vilta’ per terminare con la frase “sei un co......” !!!!( voglia il Direttore scusare la volgarita’ )
Quella era e quello resta. Ho gia’ avuto di che pensare ai miei errori per occuparmi dei suoi.
Io spero di averli capiti e di essere cresciuta un po’ come persona.
Il suo destino non mi interessa. Con me e’ stato infimo.
Lilly, vedrai che questo desiderio di chiudere per sempre attraverso un dialogo civile, ti passera’.
Al massimo, scrivigli e libera il tuo cuore di tutto cio’ che non hai detto.
Dillo e fregatene di quel che pensera’ lui. Se ti fa stare bene o meglio, fallo.
Che pensi quello che vuole…sapesse mai cosa pensi oggi tu di lui !!!!!!
Un bacione a todos
ANNA: penso che molti qui sappiano cosa voglia dire scrivere a qualcuno e avere una reazione del tipo che descrivi… Una reazione che pare incredibile, illogica… (illogico che uno possa non avere niente da dire, intendo, quando nero su bianco c’è così tanto). E quante persone raccontano di lettere scritte anche a mariti, o mogli, compagni, anche nel corso della relazione… quelle parole scritte con cui apri non la porta, un portellone del cuore, di emozioni, sensazioni, domande che hanno bisogno di una risposta… in cui cerchi di sviscerare, per l’ennesima volta, e cerchi spesso di valicare un muro di incomprensione, silenzio… “forse non ha capito…”, “forse non mi sono spiegato bene”, “forse se gli scrivo questa volta capirà”, “forse c’è un malinteso”, “come può non capire quello che sento? Non è evidente?”…ecc. ecc… Come mai non si riesce ad entrare in quel muro?
poi un giorno ho letto quel famoso libro che cito, e là, nella descrizione di una storia, c’era lei, lei che scriveva lettere e lui che non si capiva mai se le leggeva o no, che non faceva neanche cenno al fatto di essersele trovate di fronte… come se non esistessero. come se lei non esistesse. Lei pensava questo, lei si sentiva così, e scriveva ancora. per aprire un varco nel muro. e ancora una reazione, rispetto a quel portellone aperto, non arrivava…
ma, spiegava il libro, inserito in un certo contesto, in una certa dinamica, il comportamento illogico di ulteriore negazione (e non negoziazione), aveva una sua logica interna…
NATY: io non ne ho letto nessuno, anche se, “obbligata” ad andarci per far contenta una parente, anni fa, sono andata, sentendomi unicamente spettatrice, ad una lezione di un corso per smettere di fumare e ho trovato, per le mie corde, anche se mai avessi voluto smettere, il metodo terroristico proposto assolutamente inefficace… il fatto di leggere come primo libro quello buono (a parte una lettura anni fa di una che raccontava la sua vita a cavallo tra sigaretta e smettimento, e che era carino, ma senza infamia e senza lode, forse anche per la mia lunghezza d’onda) non mi pare male 😉
SIMONA: grazie per l’abbraccio e le tue parole 🙂 sono assolutamente d’accordo sul fatto della preziosità degli istanti e dell’essere diretti, in modo spontaneo, nella condivisione di quegli istanti.
Credo per esempio che l’affettuosità, reale, spontanea, verbale, anche gestuale sia una grande cosa, che allieta e nutre moltissimo la vita delle persone. Non credo che vivere la vita assaporandola sia doverla azzannare, mordendola ai polpacci, in modo che non scappi via, in un malinteso senso del carpe diem. Spesso il vero carpe diem sta nell’avere presenti i propri reali desideri, i propri ritmi, nelle emozioni che gli esseri umani possono trovare anche nelle cose apparentemente minimali, anche “frivole”, certo, e nelle delicatezze d’animo che sono in grado di darsi, in prima persona, e di scambiarsi.
Bacioni a tutti :DDDD
Ciao a tutti, Lilly ti capisco benissimo, addirittura a me da noia l’odore della primavera e dell’estate, ogni volta che torno al mare da noia il rumore del mare, sono attimi, a volte delle vere e proprie scariche di corrente elettrica, ma per fortuna a differenza di quelle ogni volta vi sopravvivo, e vado avanti. Sono fiera di me, riesco a sopravvivere e poi a vivere al dolore al quale una volta non avrei mai creduto di poter fare.
Inizialmente mi scoprivo addirittura a stare male se incontravo una
auto come la sua, adesso non le vedo quasi piu’.
E’ vero quando mi dite che forse lui e’ una persona insicura Aggrediva anche senza motivo per evitare che gli altri lo potessero fare per primi. Io gli dicevo sempre, “perche’ gridi, perche’ alzi la voce, ti credi piu’ forte facendo cosi’? Non possiamo parlarne da persone civili?!”.
Ho capito con tanta fatica e tanta sofferenza quanto in realta’ e’ impossibile avere un dialogo civile con lui.
Vedi Anna, anche io ci ho provato a scrivergli lettere, tante lettere, lui ha sempre fatto come se nulla fosse. Addirittura a volte me le rendeva chiuse dicendomi che sapeva di sbagliare e non riusciva a leggerle, il suo amor proprio glielo impediva, non accettava “appunti” come li chiamava lui….in realta’ parlando con la terapeuta siamo giunte alla conclusione che non gli importava un gran che’di migliorare il suo comportamento, visto che non voleva neppure parlarne.
Adesso insieme ai ricordi che a volte IMMAGINO BELLI, associo in realta’ cio’ che veramente erano, certo non posso parlare per gli altri, forse c’e’ chi ha davvero dei bei ricordi, ma credo che anche questi andranno scemando sempre di piu’. Il tempo e’ necessario, indipendentemente dai mesi dagli anni che uno ha passato insieme a queste persone, credo che sia piu’ difficile in base a quanto abbiamo investito nel futuro con loro, non a livello economico ovviamente, ma affettivo.
Io credevo di stare meglio scrivendogli cio’ che pensavo di lui e del nostro rapporto, in realta’ era solo una scusa per mantenere quel sottilissimo filo che era rimasto tra di noi ancora attaccato, era un tentativo, l’ultimo, di poter ancora dialogare con lui e di fargli capire il malessere del nostro rapporto, tutto inutile. Ma questo e’ stato per me, se gli altri si sentono meglio, se tu Lilly pensi di sentirti meglio, se credi di poterti liberare di alcuni “rospetti” rimasti in gola, sputaglieli tutti e non ci stare a pensare ancora altrimenti ogni tanto saranno li’ che sbucheranno da un angolo all’improvviso e non ti lasceranno mai in pace.
Naty, e come faccio a mandarti quel dolce?!
Sono felice della tua CONQUISTA!!!!!LULU
Ciao a tutti……..
col c…. che gli scrivo, che gli parlo, che gli rivolgo la parola.
Non voglio andarmi a cercare un disagio per cercare di porre rimedio ad uno scompenso mio e solo mio che coinvolge quello lì solo perchè è l’ultimo della fila e lo ricordo meglio……uno scompenso che a volte (e sottolineo A VOLTE!!!) fa capolino, fa cucù e poi porta via le palle…..
Ed il disagio starebbe nel cercare un dialogo con un “povero dentro” che sa parlare solo di sè stesso a se stesso…..
Quindi me ne vado per prati a raccogliere margherite, a correre come Candy Candy, a riossigenarmi il cervello e a fare spazio nella mente in modo da ricordare solo ciò che è stato importante lasciando un grosso spazio vuoto per tutto ciò che di importante accadrà in futuro…..
..inchia non posso essere prolissa, devo scappare. Un bacione a tuttituttitutti voi!!!
Ecco, Lulu, vedo che ci siamo capite al volo 🙂
In tutti quegli anni ( piu’ di 10 ),anche lasciando fuori il pietoso epilogo, a forza di parlare e parlare senza alcun riscontro,sono arrivata alla conclusione che non sia possibile ottenere certe cose attraverso richieste verbali.
Se una persona che dovrebbe amarti ti vede triste, con le lacrime agli occhi, silenziosa e mortificata dopo un qualcosa che ha fatto o non fatto ( a seconda dei casi ), serve che tu gli dica ancora che non va bene e il perche’ ?????
L’ hai detto, manifestato, spiegato mille volte ma “LUI E’ FATTO COSI'”.
Sapete quante volte ha detto questa frase???
Spesso accompagnata da “SCUSA, E’ PIU’ FORTE DI ME” ???
Milioni.
Siccome, almeno a sentire lui, l’affare non era modificabile, cosa puoi fare? Litigare quotidianamente oppure tacere e una parte di te muore ogni giorno.
Ecco a cosa serve chiedere ad un essere umano di essere quel che non e’…Io non chiedevo nulla di trascendentale.
Lo volevo amare per quel che era, difetti compresi.
Avrei solo voluto che, almeno in linea di principio e nelle intenzioni, non considerasse i suoi desideri piu’ importanti dei miei, i suoi problemi piu’ gravi, i suoi progetti piu’ degni.
E soprattutto che non usasse me come sfogo delle sue frustazioni.
Perche’ urlare solo con me ? Alla fase delle scuse, arrivava a dire che era perche’ solo con me poteva farlo. Che chiunque altro non lo avrebbe sopportato. Tutto vero, probabilmente, ma io soffrivo nel sentirlo gridare per cavolate quando ben sapevo che le ragioni erano altre e che con noi non centravano nulla.
Mi sento stupida ad aver pianto e sofferto per la perdita di un amore cosi’. Perche’ lui era cosi’ davvero.
Eppure la mia missione era vederlo felice e li’ ho investito tutta me stessa…
Scusate, ragazzi, mi sono persa nelle “rimembranze fatali” e sono andata fuori argomento 🙂
Il punto e’ che dopo aver detto cio’ che si pensa, prova e desidera, se la cosa non avviene e ci continua a fare male, bisogna saperlo ammettere e cercare il proprio bene.
A storia finita, se si sente il bisogno di esprimere delusione e dolore, ben sia, ma consci di fare qualcosa per noi stessi e per nessun altro. Perche’ cosi’ poi va ad essere, che lo si voglia o no.
Per me e’ stato cosi’…
Bacio a tutti
LULU, il dolce… Basta il tuo pensiero (che è dolce), grazie… (sapere che sei fiera di te mi fa contenta!)
Sapete, smettere di fumare può dare anche degli scompensi di vario tipo: quindi per ora sto peggio di prima… Ma non demordo, so che è normale: mi è già successo e questa volta so come funziona…
Sono una specie di malata sulla via della guarigione. Ci vuole solo un altro po’ di tempo e di pazienza (come nella “malattia” d’amore o in altre di altro tipo).
Rispetto a quel che ho letto qua e là sulle “lettere”. Ormai faccio sempre così: non mi ascolti, te ne freghi? Faccio lo stesso con te. Ciao ciao…
Ci sono migliaia di buoni libri da leggere (anche quelle sono persone che ci parlano, no?), al limite, ahahah!
Che importa voler essere capiti da chi non lo vuole? Non vuole e basta. Bisogna sforzarsi di rispettare tutti (e tutti i punti di vista). Chi è volutamente ignorante (ci ignora), forse va ignorato.
Saluti a tutti
Ciao
Simo,Lilly,Luna,Anto,
Scusate se non ho potuto rispondere ,ma mi si e’ fuso il pc,garzie per i vostri consigli,siete delle persone speciali,sono di frettissima, ma vi anticipo cmq che stiamo iniziando a frequentarci,cmq poi vi racconto meglio,
un bacio a tutti vi voglio bene…
Ciao @Francesco….lo spero che ci racconterai!
Sono felice che tu abbia scelto questo percorso, anche se non si hanno mai certezze provare è la cosa migliore….non avrai rimorsi nè rimpianti, e non penserai mai se lo avessi fatto…..
Da parte mia sono contenta di averti aiutato….fammi sapere ok?
ciao Simona
Ed eccomi, anche io ad accodarmi alla schiera di cuori infranti, di anime umiliate e tradite, che di fronte ai propri castelli che crollano si sentono annientati e soli. E decidono che devono buttar fuori dal loro corpo il dolore, come il veleno di un serpente. Cercano rifugio negli amici e poi alla fine si lanciano su una tastiera attratti da chi vive il loro stesso dolore. Per capire, per sfogarsi, in questi attimi di confusione e smarrimento.
La storia è terminata improvvisamente 1 mese fa. La mia parte razionale sa che è la cosa giusta, ma la mia anima urla di dolore.
Sette anni è durata.Adesso ho 30 anni.
In realtà è molto difficile riassumere 7 anni di una storia molto complessa. Ed incide anche la paura di essere riconosciuto, dalle mie parole e dalla mia storia, che è molto particolare ma che in pochi conoscono.
Ho conosciuto questa ragazza all’università, corteggiamento lungo da parte di entrambi. Ci mettiamo insieme, dopo un pò andiamo a letto, ma c’è qualcosa di strano, e dopo giorni di dolore lei mi confessa che non può far l’amore.
Io non l’ho abbandonata, anzi, in quel momento ho capito che la volevo amare davvero.
Due anni meravigliosi, mi sono preso cura di lei, ho cercato di renderla felice in tutti gli ambiti della sua vita, anche in quello sessuale, anche se in questo era molto arduo venirne a capo. La sua incapacità di donarsi totalmente l’ho affrontata portandola da psicologi e andando io stesso da loro per cercare di capire cosa dovevo fare.
Dopo 2 anni ero io ad avere bisogno di lei. Stavo male e l’ho trattata male, lei mi stava vicino. Nel frattempo convivevamo.
Appena terminato il mio momento difficile lei va per studio all’estero e dopo 3 mesi di distanza, quando torna nella nostra casa, lei mi lascia dicendomi che non sa se mi ama più. Ero distrutto.
Dopo 2 mesi torna da me e mi dice che mi ama. Sono l’unica persona per cui vale la pena lottare…dice.
Io ricomincio a prendermi cura di lei, conscio dei miei errori passati.
Dopo un altro anno lei torna all’estero, io mollo tutto e la seguo, ma ho meno fortuna e mi tocca tornare in Italia continuando a sperare di tornare da lei.
Io sto di nuovo male ma questa volta cerco di non farglielo pesare, ma non sono più io, triste e sfiduciato.
A questo punto dopo tante promesse da parte sua e belle parole, da un giorno all’altro, lei mi dice che non può farmi felice e mi lascia di nuovo.
Ora è passato un mese, ed io sto male per i miei sogni infranti, per tutta la solitudine in cui sono stato ricacciato, per tutta la fiducia che ho riposto in lei, per tutto quello che non ho avuto. L’ho amata incondizionatamente (o quasi), ho accettato i suoi problemi, anzi me ne sono preso cura, anche se questo voleva dire rinunciare a me stesso.
Eppure sono triste, a volte disperato, mi manca come l’aria il suo volto e la gioia di prendermi cura di lei. Sono geloso, anche se so che per lei è difficile pensare di ricominciare con un altro.
Grazie a chi ha voluto leggermi.
Marmok: ciao 🙂 mi dispiace molto per il tuo dolore.
Come dici giustamente tu riassumere una storia in poche righe non si può, al di là dei fatti e della durata, sicuramente per i sentimenti, le emozioni…
Non volermene, se puoi, ma una cosa mi ha colpito nel tuo racconto, e cioè quante volte ricorre il concetto “prendermi cura di lei”, e mi ha colpito la frase “anche se questo voleva dire rinunciare a me stesso”…
il mio non assolutamente un giudizio, noto soltanto…
Ciao Marmok! “Prendermi cura di lei”-“Rinunciare a me stesso”…..sono concetti che capisco benissimo…..fin troppo bene. Poi, però, non si sa nè come mai e nè perchè loro, i deboli, prendono il volo e noi, i forti, ci scopriamo a terra come gomme bucate con l’energia di un pulcino che ha appena terminato la maratona di Newyork…..
Al di là dei sentimenti, del cuore spezzato, del senso di vuoto, della voglia, della gelosia e di tutti i personalissimi sentimenti coinvolti….riprenditi la vita a cui hai rinunciato, il tempo per riflettere, l’energia che hai bruciato e poi cerca di pensare a come può stare in piedi un rapporto in cui uno solo da e l’altro prende e basta.
Non importa se prende perchè sta male, perchè è disagiato, perchè non sa da che parte sbattere, perchè è stronzo o un gran bastardo.
Importa che ha preso….ha preso per 7 anni ed ha preso così tanto da svuotarti ed invertire i ruoli trasformandoti da sostenitore a inseguitore, a “aspettatore” (scusa il termine grammaticalmente scorretto) del suo ritorno….
E se ne è andata……
E tu stai aspettando…..
Lei è forte nella sua debolezza e tu sei debole nella tua forza. Pensa un pò quanto questi individui riescono a trasformare il mondo in un mondo alla rovescia!
Secondo me, ora, dovresti pensare solo a riprendere quella forza, quell’energia che, a suo tempo, ti ha reso un sostegno per lei.
Tutto il resto verrà dopo.
Sia il rincorrerla sia il dimenticarla!
Scusa ma devo scappare….ciao a tutti!
ciao a tt
ancora una volta da sola davanti al mio pc, da sola in ogni senso e non è una bella sensazione, scrivo qui per nn scrivere a lui, con tutto che ormai sono passati tre mesi cioè 90 giorni che nn gli scrivo, che nn lo chiamo che nn lo cerco mi sembra che sia passato solo un giorno nn da l’ultima volta che gli ho scritto ma dall’ ultima volta che ci siamo visti e abbiamo parlato(circa un anno fa) lo so l’amore nn può esistere se è a senso unico ma che ci posso fare se sono un idiota che ancora sto ancorata nel passato? Nn spero più a niente, anzi evito di proposito qualsiasi posto dove lui potrebbe esserci quindi se capita d’incontrarci e vedere il suo sguardo indifferente e sempre e solo per caso.Penso che effettivamente nn ci sia una ricetta che posa servire per cancellare il male il dolore l’abbandono la tristezza che c’è dentro di me, penso che nn esiste una parola un msg un consiglio una raccomandazione che possa servire nei momenti in cui vorrei chiamarlo sentirlo vederlo ma in questo caso per lo meno nel mio esiste la volontà di cercare di accettare la realtà, di cercare di vivere alla giornata nella speranza e quando arriva la sera e appoggio la testa nel cuscino nn penso a niente e tanto meno a lui, vorrei vivere nel presente senza pensare ma nemmeno per un secondo a come sarebbe se ci fosse lui, perchè le persone quando feriscono lo fanno in modo così violento che se anche nn lasciano segni visibili ci feriscono in modo cosi violento che la ferità nn riesce a rimarginarsi,perchè ci devono sempre lasciare dei segni che condizioneranno poi le nostre scelte future?
Buonasera a tutti..per aggiornarvi di questo w.e.di chiusura lo chiamerei..
Ho preso la situazione in mano, avevo bisogno di chiarezza e ho dovuto definire io la situazione..
Gli ho scritto una lettera (mail)..ho detto tutto quello che ho sempre sentito e provato, emozioni e sensazioni che non avevo mi fatto uscire..l’ho ringraziato per tutti i ricordi che a me rimarranno di lui..mi sono aperta, forse un po’ sbilanciata ma mi sono liberata! E’ la prima volta che parlo di sentimenti con lui..lo so non a voce..ma non sarei mai riuscita a dire tutto cio’..ho concluso dicendo che anche se non me lo ha detto direttamente è abbastanza evidente che è meglio tornare a essere amici..perchè cosi’ non è ne’ carne ne’ pesce..
Mi risponde dicendomi di non aver avuto il coraggio di prendere una posizione..perchè lui e’ in confusione e non sa cosa vuole dalla vita..ma capisce che questa situazione non è sostenibile..
Mi dice che tutto cio’ che mi ha detto me lo ha sempre detto con amore , che è sempre stato sincero..insomma una risposta diretta..e anche lui per la prima volta mi ha parlato di sentimenti..
Pero’ capisce che in questa sua confusione, tornare a essere amici è la cosa migliore..anche per lui..
Per la prima volta abbiamo parlato col cuore..per la prima volta mi sembra di aver parlato piu’ intensamente con lui..e anche se è finita..preferisco la sincerità di un uomo che non è sicuro di quello che puo’ darti e si allontana..piuttosto che quelli che neanche si pongono il problema e intanto ti vivono..
Non sono arrabbiata con lui, ne’ delusa..sono solo triste pechè devo far tornare indietro un sentimento che in me ormai si era fatto spazio..
..mi sta scrivendo su fb in questo momento..mi chiede scusa..per non averla affrontata lui..mi chiede scusa pechè’ è confuso in questo momento della sua vita..mi dice quanto si è comosso nel leggere la mia lettera ma che nel scrivera la sua ha pianto..
Non è da lui scrivere di sentimenti, piangere, ma soprattutto confessare di averlo fatto..lui latin lover, sciupafemmine, lui che non si è mai innamorato, lui che ha sempre evitato storie..mi si stringe il cuore..ma gli credo..credo che nonostante abbia un sentimento per me, non è sicuro di se’ e di quello che potrà darmi..e se ne va..
Maya:”ma che ci posso fare se sono un idiota che ancora sto ancorata nel passato?”
Ciao Maya, mi chiamo Lilly e sono “un’idiota” come te.
Però ho visto che in fondo in fondo ad un rettilineo di mer…c’era una curva e dopo un intero anno ho deciso di guardare cosa ci fosse dietro quella curva.
Non c’è nulla di particolare. Nè stuoli di principi azzurri, nè vincite al supernalotto, nè occasioni di lavoro fuori dal normale.
C’è la vita, però.
Una vita che merita di essere vissuta anche se a volte ci fa piangere e ci riempie la testa di mille “perchè”.
Non sentirti idiota perchè lo hai amato e lo stai amando, perchè quel qualcosa che si è spento dentro di lui è ancora accesissimo dentro di te.
Anche a me, tante volte, viene da piangere. Ma altrettante volte e per altri motivi mi viene anche da ridere. Prima, però, non me ne accorgevo.
Vedevo solo le lacrime mentre i sorrisi erano invisibili.
Lui è e sarà sempre dentro di te per un unico, piccolo motivo…..i tuoi sentimenti erano e sono sinceri e purtroppo l’andarsene altrui non funziona come un colpo di spugna anche quando ci sono atteggiamenti estremi, la violenza, l’egoismo, la freddezza che feriscono in un modo assurdo.
Non puoi sentirti idiota perchè sei stata sincera, perchè non ti sei imposta uno stato d’animo che non sentivi come tuo, perchè non hai indossato la maschera del “chi se ne frega” e sei andata a ballare scalza sui tavoli vestita di rosso…..
A volte funziona. Ma non siamo tutti uguali….
Prenditi il tempo che ti occorre, piangi e poi asciugati le lacrime, mettiti un bel vestito, truccati, apri la porta ed esci a fare una passeggiata portandoti dietro quel dolore che non è un tuo nemico…..
E’ il metro che misura la persona dolce e sincera che sicuramente sei e che potrai restare se imparerai che quel dolore è una bellissima parte di te.
Ciao a tutti.
Ps…..
Ognuno di noi può vedere gli altri per quello che sono veramente, attraverso quella lente di ingrandimento che è il modo in cui si sono comportati.
Ciò che ci fa piangere non è aver perso “lui” ma la sensazione di aver perso un nostro bellissimo sogno. Quel sogno che abbiamo dentro da sempre e che, un giorno, abbiamo appiccicato addosso a qualcuno pur di vederlo vivo, pur di vederlo muoversi e parlare….
No…non abbiamo perso quel sogno. L’abbiamo solo appiccicato addosso alla persona sbagliata.
Vero Anna????
Ciao ciao.
Si, Lilly, SI SI SI !!!!
Il tuo sogno esiste ancora e tornera’ quando sara’ giusto che torni.
Semplicemente non e’ ancora ora…
Sonia, ti faccio i miei complimenti con tutto il cuore.
So come ti senti. Penso sia lo stesso modo in cui mi sentii io quando scrissi la mia “lettera di congedo”.
Lui mi disse subito che non mi avrebbe risposto per nessuna ragione, che non era capace di parlare di sentimenti come sapevo fare io e mi prego’ di non scrivergli nulla che lo ferisse o nulla di cattivo.
Mi fece tenerezza quando parlo’ cosi’.
Sembrava un bambino in attesa della sgridata che sapeva di meritare. Io avevo gia’ inviato la mia mail e quando mi richiamo’ per parlarmi, come gli avevo chiesto di fare proprio qualche ora prima, fui io a dire di accendere semplicemente Blackberry e leggere.
Come te, a voce, mi resi conto che non ce l’ avrei fatta…
Fui fiera di non averlo massacrato ma di aver solo detto che per me era arrivato il capolino, che lo ringraziavo per i momenti belli insieme, che lo stimavo come persona, al di la’ di quello che cercava di apparire.
Ho detto la verita’, pura e semplice.
La mia e la sua, levandogli addirittura un peso.
Il peso di non sapermi mandare via ma neanche quello di sapermi tenere.
Con i mesi, come da copione, cerco’ di tirare fuori quel sentimento che aveva sempre cercato di celare, almeno fino a quando gli pareva pericoloso.
E’ stato DOPO che e’ riuscito a dire che mi voleva bene, che era diverso cio’ che aveva provato con me rispetto a quello che provava nelle sue mille notti di sesso casuale con chissa’ chi e in una sera in cui sono di nuovo erroneamente finita un po’ troppo vicina a lui, mi ha salutato con le lacrime agli occhi e un abbraccio che non dimentico.
Sapeva che non sarei tornata. Lo sapeva benissimo. Era solo un cerchio da chiudere e l’ abbiamo chiuso insieme, proprio quella sera.
Mi ha detto solo : “Ti prego, non sparire” ( parole mai sentite prima di allora ) e io gli ho detto ” Lo sai che ti voglio bene comunque” ( parole mai dette prima nemmeno da me ). La lettera aveva scoperto una pentola in cui finalmente si poteva guardare dentro senza paura.
Sonia, hai fatto la miglior cosa che potessi fare.
Ne sono certa.
Hai provato a dare amore, hai capito che non era contraccambiato nel modo in cui ne hai bisogno tu e hai saputo parlare con dignita’ e onore, senza offendere, ne’ pretendere.
Sonia, hai ragione : “se ne va ” ma un pezzo di te, del modo in cui ti sei comportata e di cio’ che sei, restera’ con lui.
Non lo trovera’ sotto il primo prossimo ponte e lo sa.
Soprattutto avra’ sempre rispetto e stima di te.
A te resta la profonda soddisfazione di aver preso in mano una situazione che sentivi il bisogno di chiarire per il tuo stesso bene.
L’ hai fatto tu !!!! Non sei stata immobile ad aspettare…
E’ la rivoluzione di te stessa !
Ti fara’ stare meglio questo gesto, in fondo semplice, che qualunque altro stand by imposto da altri.
Ciao, ragazzi. Mi dedico un po’ al work…
Lilly, anche il mio LUI e’ un “povero dentro” oltre che fuori…
Che accidenti Anna, sembra precisa, precisa, la mia storia, non e’ che i nostri “.tronz.” hanno letto lo stesso libro? Poi lo hanno messo in pratica con noi?
Francesco UN GRANDISSIMO IN BOCCA AL LUPO…..
MarmoK, ho imparato a mie spese che mai dobbiamo rinunciare a noi stessi, purtroppo e’ una lezione difficile da capire, solo dopo una bella mazzata in testa, a volte, come e’ successo a me, solo dopo una mazzata anche sulle spalle che ti fa camminare piegato in due lo capisci bene…
Prenditi cura di te, sei tu la persona piu’ importante per te stesso, amati, un giorno ti assicuro non avrai piu’ bisogno del suo volto, della sua “aria” per respirare, cura la tua anima, il tuo malessere, capirai dopo quanto e se, in realta’ quanto stavi bene con lei…come dice Lilly, nessuno ha il diritto di prendere e nulla dare…la strada se difficile si deve fare insieme, non da soli e affrontare tutto anche per gli altri.
Maya, mi hai fatto ripensare al mio passato. Cavolo se ti capisco. Niente e’ piu’ doloroso di una ferita nascosta, di quelle il sole non puo’ asciugare, pero’ vedrai, te lo dice una che ha tentato il gesto estremo, ti accorgerai che i segni lasciati ti condizioneranno bene per le tue scelte future. Non sono mago Merlino ma sto’ vivendo il percorso della guarigione, lungo, tortuoso ma positivo.
Sonia, scusami credo poco all’amicizia dopo l’amore, ma questo puoi saperlo solo tu. Comunque hai fatto bene a prendere in mano la situazione e voler chiarire. Come vedi sei riuscita finalmente a capire cio’ che passava nella sua testa. Brava e buona fortuna.
Naty, buon percorso, mi dispiace ma non posso capirti completamente, non ho mai fumato, sono certa che riuscirai nel tuo intento, un grande abbraccio.
Lilly, anche io per tanto tempo ho creduto di piangere e soffrire per lui, in realta’ era per la storia, il sogno infranto. E’ difficile capirlo, ancora piu’ difficile ammetterlo, io sto’ facendo questo percorso adesso con la mia terapeuta. Mi sono quasi arrabbiata con lei quando me lo ha fatto notare….ma aveva davvero ragione, almeno per quanto mi riguarda.
BACI A TUTTI….Lulu.
Ciao Sonia, ciao Anna! Anche io ricordo bene la mia “lettera di congedo”.
Era semplicemente sincera. Non stucchevole, non disperata, non rancorosa.
Sincera! Il mio cuore tradotto in lettere.
E non voleva essere una lettera di congedo, dire la verità. Miravo ad un risultato ben preciso che, puntualmente non si è realizzato.
Povero cervello arrovellato…..pensavo che un conto fosse andarsene con la consapevolezza di un porto sicuro in cui tornare, un altro andarsene sapendo che l’altra parte avrebbe chiuso il portone per sempre. Con tanto amore (mio) ma per sempre.
Avrei voluto destabilizzarlo, mettergli una sorta di panico buono e costringerlo a sentire la mia mancanza.
La sua risposta al mio addio?
“Le parole per spiegare tutto forse non servono più e le ragioni e i torti appartengono ad entrambi. Tempo al tempo.”
Ora ho capito che quel “tempo al tempo” sarebbe stato da interpretare nell’ottica di un “the end” già avvenuto.
Allora no….allora l’ho voluto leggere a tutti i costi come un invito ad aspettare……
Ho aspettato! Per un anno. Ad intervalli regolari (ogni due mesi per non essere ossessiva) facevo capolino nella sua vita, per poco più di trenta secondi, con un dialogo telefonico dell’intensità che trenta secondi possono permettere (in sintesi: IO “Ciao, come stai?” LUI “Benino, grazie, ora scusami ma ho molto da fare….ho tutti i telefoni che squillano, ciao”!) .
Finchè un giorno, con un atteggiamento bestiale mi ha infilato nel cervello ciò che io non capivo ma che lui, comunque, non aveva mai avuto il coraggio di dirmi…….che era finita!
L’addio, in realtà, non c’è mai stato a meno che un “viviti la tua vita capitooooooooooo!!! A centomila decibel, eco e applauso finale per la potenza si possa considerare un addio!
Tutto ciò per dirti………hai fatto bene a scrivergli se l’hai fatto per liberarti, se lo hai fatto per te stessa, se ora stai meglio e la tua panza (direbbe Luna) sta un po’ più ok!!.
Forse (e sottolineo forse) un po’ meno se l’hai fatto con lo stesso intento che, più di un anno fa, ha mosso me.
Perché il rischio è di infilarsi in un tubo del diametro di 3 centimetri che ti soffocherebbe e non ti lascerebbe vivere come ognuno di noi merita di vivere.
In quel tubo rischi di vedere la vostra storia ancora viva, vegeta e ben protetta……in quel tubo, però, rischi di essere da sola…..stesa in un letto di speranze che prima o poi potrebbero staccarsi dal soffitto e conficcarsi dentro di te.
Hai presente un naufrago in mezzo all’oceano? Hai presente quando vede un ramo secco che galleggia e ci si aggrappa con tutta la disperazione che può provare?
E’ solo un ramo secco in mezzo ad una massa di acqua sconfinata. Non è la salvezza ma per lui, in quel momento lo è.
Non ti direi mai di lasciare stare quel ramo e limitarti sbracciare in mezzo all’oceano come un nuotatore olimpionico.
Aggrappatici pure ma intanto continua a guardati intorno, a guardare in te stessa. E a vivere…..è in te stessa che troverai la nave che ti porterà in salvo in quel grande porto sicuro che è la nostra, personalissima esistenza equilibrata.
Ehilà Lulu. Mi sembra che la tua psicoterapeuta ti stia facendo fare un bel percorso e che tu stia ottenendo risultati ottimi. Almeno questo è ciò che avverto dalle tue espressioni, dal tuo modo di scrivere e di intervenire. Se è così sono molto contenta per te!!!
…….Io non sono mai andata in analisi ma il mio è stato un atteggiamento (omissivo) che sconsiglio perché il “fai da te” in certi campi e con certi stati d’animo può essere un bel po’ pericolosetto…..
Mi è andata di cu…, però, perché ora tra aspre ascese e dolci discese sono ripartita…..
Lo so, sono sempre in tempo…..ci farò un pensierino. Per ora continuo a lambiccarmi il cervello in mille pensate che mi stanno facendo ottenere il bel risultato di conoscermi meglio!
Conosciti per farti conoscere…….lo diceva mia nonna….
Ciao ciao.
SONIA: 🙂 sono d’accordo con Anna 🙂
io fondamentalmente credo ai buoni rapporti dopo aver diviso un pezzo di strada insieme, se le persone si sono comportate bene l’una con l’altra, se sono state dirette e sincere l’una con l’altra, io credo assolutamente che sia possibile, perché l’ho visto accadere e lo vedo accadere 🙂
Più che il classico “restiamo” amici, che alle volte non vuol dire niente o vuol dire altro, conta la sostanza, il fatto che le persone comunque possono avere dei ricordi di buone emozioni condivise e di affinità che anche se non si mangia pastasciutta insieme tutti i giorni o le strade si dividono ciò non va perso, nella biografia di ognuno.
Comunque sia ora conta il presente, e nel presente 🙂 io credo, come Anna, che tu abbia fatto una cosa molto bella e importante per te 🙂
🙂 🙂 🙂
LULU: :DDD sono d’accordissimo con quello che dici a Marmok e Maya, e mi associo 🙂
NATY: salutino 🙂
Bacioni a tutti :DDDDDD
In tema di aggressività (non c’entra un ca… con l’argomento principe del forum ma racconto lo stesso….)!
L’altra settimana sono finita in una situazione che mi ha fatto male. Un esempio di aggressività gratuita che mi ha fatto tornare indietro e andare avanti contemporaneamente.
Era la sera della Festa della Mamma e ho incontrato un gruppo di persone a casa di amici. Tra queste c’era una ragazza che avrò visto un paio di volte. Naturalmente tutti ospiti sposati e con due o tre figli a capoccia.
Ad un certo punto uno dei papà (papà di due figli maschi) si mostra affettuosissimo con la nipotina ammalata…..tutti si precipitano a dire alla moglie (la ragazza che avrò visto un paio di volte) “è ora che metti al mondo una figlia femmina!!!!”! Io……. non mamma, conscia del fatto che la donna “deposita” il cromosoma X e la “scelta” spetta all’uomo, nonché intimidita dalla presenza di semi sconosciuti ……….mi astengo dall’incitazione collettiva. Ho, però, la brutta idea di alzare la testa in direzione di quella tipa nel momento in cui il coro è al top…..quella mi guarda (male) e , convinta che anche io stessi incitando il parto in rosa, mi urla: MA STAI ZITTA TE…..CHE NON HAI AVUTO FIGLI. Né MASCHI, Né FEMMINE”!!!!!!
Le ho fatto notare che 1)……sono ancora “in corsa” da quel punto di vista 2) che aveva appena detto una frase di pessimo gusto dato che avrei potuto benissimo non aver potuto avere figli e che, in quel caso, una frase del genere avrebbe potuto mandare in frantumi il mio apparente equilibrio!
A dire la verità mi sarei esibita in una serie di parole non troppo raffinate e di inviti ad andarsene a fare in……ma ho evitato….
Silenzio totale. La tipa si mette a piangere perché “….è inutile, io sono fatta così. Se mi aggrediscono ci resto male…..”.
IO L’AVREI AGGREDITA!!!!
L’aggressività che era in lei era immotivata, era inutile e, ciò che è più grave, era del tutto inconsapevole…..era la stessa aggressività del tipo che mi ha fatto capitare in questo forum……
Ora, però, mi sento in grado di fronteggiarla.
Perché, anche se fa male, anche se porta per un attimo indietro, anche se destabilizza, anche se mi fa paura….so di avere un’ alleata in me stessa.
Ciao Luna, Lulu, Naty, Anna, Anto, Simona, Giusi, Francesco,Margherita, Sonia, Maya e tuttituttituttitutti quanti!!!
LillY: la domanda mi sorge spontanea… ma non saranno mica tutti così gli amici dei tuoi amici, da cui eri ospite…
no, perché, sai, più che fronteggiarli fenomeni così io li eviterei direttamente! :O
e andrei a farmi una serata tranquilla dove le persone non si lanciano addosso delle molotov a freddo :O
scusa la drasticità… magari i tuoi amici, quelli che ti hanno invitata, sono delle persone meravigliose e gradevolissime, e anche i loro invitati, e questo è stato un episodio isolato, ma a me ha dato i brividi…
e l’aggressività, come riconoscerla e farne volentieri a meno, comunque è un qualcosa di cui parliamo sì in questa lettera e il tuo aneddoto non mi sembra per nulla fuori luogo, anzi…!!!
perché la dinamica anche di gruppo che è saltata fuori è un bel “carnevale” (bello si fa per dire…).
mi ha dato i brividi sia la prima espressione di aggressività (che sia pure solo “bonaria” ignoranza) che è arrivata sulla tipa sia l’ufologico rimbalzo che ti sei beccata tu… che era una bomba atomica.
certo è che il livello di tensione era parecchio alto e che i temi tirati fuori non erano certo di poco conto…
anche perché le persone che hanno l’età che presumo abbiano coloro di cui parli credo siano tutte a conoscenza del fatto che il tema figli non è un tema come il tempo che fa oggi.
è un tema spesso piuttosto delicato, sia quando domande inerenti sono rivolte a persone in coppia e tantopiù quando sono rivolte ai single.
Resto sempre molto stupita dalla quantità di gaffes che sento fare intorno a me sull’argomento. Ora, non è che uno debba girare facendosi la paranoia di affrontare l’argomento procreazione, è chiaro, però davvero mi stupisco di come le persone non si rendano conto di quanto questo argomento possa essere delicato e di quanto una frase apparentemente innocente o di routine (e tu quando???) possa in realtà andare a toccare l’intimità di una persona.
Il coro “figlia femmina” poteva suonare come una battuta scherzosa (e forse lo era anche), ma per esempio io ho un’amica che ha due figli maschi ma che di figli non potrà averne mai più.
E quindi una battuta di questo genere per lei sarebbe una fucilata in pieno petto.
Tuttavia posso dirti che quando capita (perché capita) che le arrivino frasi inerenti ad una terza gravidanza lei sapendo benissimo che chi non sa non glielo ha detto apposta fa finta di niente o risponde la verità, ma non l’ho mai vista avere una reazione come quella che descrivi tu.
E non è che le manchino le parole o l’energia per difendersi da un attacco, ma sa anche valutare cosa sia un attacco e la sua intenzionale entità.
Non so quale sia il problema della signora, ma apparentemente quel coro è andato a toccare un nervo scoperto. Quale sia lo sa lei.
Ma ciò comunque non giustifica il fatto di far rimbalzare addosso l’aggressività di qualcun altro che è arrivata a lei, o che lei ha percepito come tale.
A chi avrà risposto veramente la signora con quella bomba?
a loro? al marito?
O a qualcuno che nemmeno c’era?
O era nervosa perché le avevano fregato un parcheggio dieci minuti prima? Lo dico non perché, ovviamente, ti sto invitando a chiederti i suoi perché (sono suoi e comunque non giustificano la bomba che ha lanciato a te) ma perché più che
“un’aggressività che era in lei era immotivata, era inutile” la sua era forse un’aggressività motivata da qualcosa che lei a monte aveva percepito come aggressivo (non te, che dici di averla solo guardata due secondi e che neanche avevi partecipato al coro) e che per lei aveva evidentemente un’utilità, qualsiasi fosse, ma sicuramente mal gestita, con una risposta buttata fuori in modo molto violento, ecc, come hai colto tu. Intendo dire che forse l’aggressività era cominciata prima. Non c’ero e non lo so. Forse quel coretto “figlia femmina” era già fuori luogo. Forse è andato a toccare qualcosa nel rapporto tra lei e il marito. Forse non si è sentita difesa dal marito. Forse è un’isterica e basta. Non amo i se e non amo i forse, si sa,ma ho fatto questo elenco di “forse” per dire che magari ti sei cuccata l’ultimo rimbalzo di un’atmosfera tesa in mezzo ai sorrisi, tesa magari per una gaffe iniziale, o perchè, ripeto, comunque il tema fin dall’inizio non era stato felice.
Chissà, magari, dal tuo punto di osservazione, se tu avessi sollevato lo sguardo senza che ti arrivasse addosso quell’attacco, da spettatrice, quante cose avresti colto intorno a te. De panza 😉
E’ andata comunque che ti sei anche accorta di come alla fine quella lì abbia continuato a girarsi il suo film… nel quale chissà che ruolo avevi veramente, per lei… Non so come sia finita la cosa, se a tarallucci e vino o con una tensione per tutta la sera.
Spero di no.
Mi viene in mente un esempio di aggressività, più “nascosta” (non un attacco urlato, nè evidentemente intenzionale) inerente al tema: una mia cara amica è verso la metà di una gravidanza a rischio, è insieme felicissima, e preoccupata, però quando parla si capisce che punta sulla gioia e non sulla preoccupazione. Anche perché sa che stressarsi non le fa bene. Basta ascoltarla e guardarla negli occhi per capire come sta vivendo la cosa. Tuttavia sono stata testimone di persone che si mettono sulla sua lunghezza d’onda, ma anche di donne che, poiché seguono un loro bisogno (quale sia lo sanno loro, io non credo sia “violenza intenzionale”, perché conosco queste persone) in teoria empatiche le sciorinano storie, anche personali, che tutto sono meno che rassicuranti, e alcune proprio tremende. E che, per inciso, non le sono di nessun aiuto a livello di informazione.
Perché lo fanno? Non importa, ma lei giustamente, da quando ha capito che non vuole queste cose, che la scompensano, si sposta. Respinge la cosa con fermezza, ma a risparmio energetico, cioè riconoscendola come non buona per lei e semplicemente cambiando discorso o andandosene, dicendo che è tardi o cose del genere.
Che non siano cose da dire ad una donna incinta lei, per lei, lo sa 🙂