La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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Ciao di nuovo!
Come la vedo io in tre punti:
1) come dice anche @Luna, viverla di panza, sentirla così…è come l’istinto, la vocina nell’orecchio, il sesto senso…
Tu @Sonia dici si, ma dentro la vocina dice no, o il contrario…quella vocina ti sta dicendo cosa veramente vuoi…ma e c’è un ma…attenta a non confondere quella vocina con le tue paure, perchè ti porterebbero fuori strada!
Per questo devi riflettere su ciò che veramente vuoi….più in pratica…fai come i bambini, prendi carta e penna dividi in due e metti positivo e negativo ed elenca….alla fine tira le somme, sono certa che avrai più risposte di quante immaginavi!
2)Per esperienza e a 39 anni qualcosa credo di aver capito….anche se ultimamente….vivitela senza troppe domande ne risposte…sembra in contraddizione con il primo consiglio ma non lo è!
ci sono delle storie e dei momenti in cui la cosa migliore è abituarsi a viverla così….lo so che la società e tutte le altre menate ci insegnano fin da piccoli a rispettare regole, ma piano piano si può apprendere che non sempre le regole servono….soprattutto in amore!
Hai mai notato quante volte facciamo progetti e ci immaginiamo secondo secondo come sarebbe bella la nostra vita se….beh accade sempre il contrario…quindi vivitela senza farti troppe domande!
3)Pensa che se non vuoi seguire nessuno dei due consigli o entrambi…hai la terza scelta: pensarci con calma, come se nessuno ti corresse dietro…fai altro distraiti, impegna la mente….e sii convinta che tanto giusto o sbagliato puoi sempre tornare indietro….se le cose non sono irreparabili o portano chissa che conseguenze, una via di uscita la trovi sempre, e questo ti fa stare più tranquilla….
Quindi alla fine il concetto è @Sonia conta più di tutti e deve fare ciò che crede giusto per lei anche se solo per un secondo perchè quel secondo sarà prezioso.
Ricorda sempre che sei un essere libero…e che puoi decidere per te stessa!
Spero di aiutarti almeno un pò…
BACI SIMONA
…..mmmmmmmmm!!!
Leggevo e rileggevo e pensavo..si pensavo alle vostrea parole!
Luna te eche mi dici di come funziona bena la mia pancia..forse, ma iopensavo che piu’ la panza a parlare fosse la paura, la paura questo sentimento che dopo quello ch ho subito quasi un anno fà..mi sembra piu’ che normale..e quindi pensavo fosse la paura a dirmi di stare attenta e a sentire in lui “puzzo” di fregatura..per questa mi sono concessa la paura..perchè ho deciso di mettere da parte la paurae riprovare a vivere!
Forse hai ragione quando dici che sono troppo incentrata su di lui e poco su di me..ma adesso avrei bisogno di sapere quello e da li’ muovermi..Ti parlavo di leggerezza, di storie senza impegni..in realtà io mi sono convinta che fosse quello il tipo di rapporto di cui avevo bisogno adesso..ma in realtà non è cosi’..io ho bisogno di dare e di ricevere..e non è vero che siccome ho concluso da poco una storia importante per me era la situazione ideale questa..forse non è veramente cosi’..per questo ogni volta che se ne va..io sento il vuoto..perchè che duri una settimana un mese o un anno io ho bisogno di vverla piu’ intensamente, forse di sentirlo piu’ mio e sentirmi piu’ sua..
Non lo so..in questa storia, come giustamente mi dici io non riesco a sentirmi spensierata..perchè non fa parte del mio essere..mi manca la “sicurezza” e la “tranquillita’”che ti puo’ dare il sentirmi amata..
a me non riesce sentirmi “amata”quelle ore insieme..e appena voltato l’angolo ritovare a dirmi “e adesso? che ruolo ho io?che posto ho nella sua vita”?
Non penso di avere un divero concetto di spensieratzza..penso solo che le avventure non siano per me.per me esistono solo(purtroppo!)..i sentimenti, profondi o meno che siano..E se devo essere sincera e ascoltare la panza dovrei uscirne e stare sola o imparare a essere piu’ superficiale e prndere le cose per quelle che sono..
E infatti Lulu mi scrive di domandarmi se voglio una storia superficiale..fore il punto è questo, pensavo di si’, ci ho provato..ma io non preferisco niente al superficiale..ma mentre vi scrivo questo, non m’interessa se sarà lui o io a decidere, pechè cmq mentre lui pensa io sto facendo le mie considerazioni..
Mi dispiace solo che non possiamo essere chiari e pensare che magari preferisce lasciarla scivolare piuttosto che mettere la paroal fine..
Grazie
SONIA: forse non mi sono spiegata bene io, mi sa…copio a Simona lo schema 😉
1. hai sentito la paura, l’hai accolta e hai deciso cosa farne, il che mi sembra un’ottima cosa. Il fatto che tu ti sia ascoltata e che tu abbia scelto, intendo. Qualsiasi cosa tu abbia ascoltato e qualsiasi cosa tu abbia scelto.
In quel momento hai fatto una scelta che tu sentivi valida per te, o la migliore tra varie opzioni, e che in quel momento aveva una sua funzionalità, che tu sai. Bene. In corso d’opera possono cambiare le tue sensazioni, le tue priorità. Puoi sentire diversamente e quindi scegliere diversamente. Questo volevo dire. E’ ciò che intendo quando dico: stare nel presente. Può darsi che tu avessi bisogno, in quel momento, di “sperimentarti” in quella storia, così com’era.
Che male c’è?
Hai scelto di vivere, e hai fatto bene, perché vivendo hai sentito delle cose, capito delle cose. Ma al di là delle motivazioni per cui ieri hai scelto e vissuto in un certo modo conta ciò che senti oggi.
2. oggi dici:
@in questa storia io non riesco a sentirmi spensierata..perchè non fa parte del mio essere..mi manca la “sicurezza” e la “tranquillita’”che ti puo’ dare il sentirmi amata..
a me non riesce sentirmi “amata”quelle ore insieme..e appena voltato l’angolo ritovare a dirmi “e adesso? che ruolo ho io?che posto ho nella sua vita”? penso che le avventure non siano per me.per me e
sistono solo(purtroppo!)..i sentimenti, profondi o meno che siano.
Bene, non ti sei risposta?
Questa è la tua verità, questo è quello che tu puoi offrire a questo rapporto. Non puoi offrire un’altra visione delle cose, un altro sentire, perché questo è il tuo.
E qualunque cosa lui dica questa è la tua verità, mi pare.
Se poi lui ti dice che potete avere una storia impostata diversamente il discorso può cambiare, certo, ma comunque sai che un’avventura non la vuoi.
3. C’è una cosa, scusami, che non capisco.
Non capisco:
@Mi dispiace solo che non possiamo essere chiari.
Perché non potete essere chiari?
E a che livello soprattutto?
Poiché tu dici che così le cose non ti vanno deduco (forse erroneamente) che il vostro tipo di rapporto lo abbia impostato lui in un certo modo, sul disimpegno.
A meno che tu sino a questo momento non abbia ancora parlato chiaramente del fatto che così a te non va, vedendo se la proposta di un maggiore impegno arrivava da parte sua.
Magari è così, per pudore?
Tu hai detto che lo vedi strano, che gli hai chiesto se c’è qualcosa che non va e lui ti ha detto che tu non c’entri.
E in questo tu hai la sensazione che non sia stato chiaro. Ma a me (forse sbagliando) pare che il problema sia a monte
forse lui è anche stato diretto su quel punto, ma il problema è che dovete forse chiarire se vi vivete questa storia sulla stessa lunghezza d’onda. del doman non v’è certezza, ma nel presente le cose ve le potete chiarire sì!
comunque sia, cara Sonia, forse tu volevi una storia leggera, ma nel senso di una storia in cui non ti venissero chieste delle promesse e in cui non ti venisse fatta fretta, in cui poter andare adagio, tu, ma che ti desse, al contempo, un senso di luogo protetto. In cui prendere confidenza con la tua capacità di sentire ancora emozioni… magari anche nuove.
Non posso sapere se la tua relazione somiglia a quella che ha raccontato Anna nel suo post, però credo che lei abbia lanciato un messaggio importante, che male non fa. a nessuno qui.
In generale vivere significa accettare le proprie emozioni e viverne anche di nuove, ma anche sapere dire no quando si sente che quello che si sta vivendo crea disagio. scegliere di dire no, in generale, a qualcosa, non significa dire di no a tutto. non significa ritirarsi dal gioco completo dalla vita, ma da una partita che in quel momento non è per noi.
e, come dice Simona:
@ricorda sempre che sei un essere libero…e che puoi decidere per te stessa!
Non c’è una situazione stile:
o mangi ‘sta minestra o salti dalla finestra.
si può anche dire no alla minestra, se il menu ci fa venire il mal di pancia, e andarsene dalla porta con la consapevolezza di aver semplicemente scelto. In base alla propria natura e ai propri desideri.
Baci
Anna, Giusy.. che bello ritrovarvi
siete le compagne di quel viaggio..quel dopo-dolore che ha fatto largo alla ns vita nuova :)))
“Gli animi sensibili pagano piu’ degli altri ma quando arrivano, arrivano in un posto migliore”.. bello come sempre!!!! brava Anna.. dipingi invece di scrivere!
Un bacio
Simonetta
Avete notizie di COSTA?
Grazie Simona..letta la scaletta!
Tutto sta, come sempre nel capire quello che sento e quallo che voglio, forse sono un po’ lenta in questo però..;-)
..ma le vostre parole mi aiutano piu’ di quanto possiate immaginare..!
Luna te ti spieghi benissimo..io invece, rileggendomi, mi rendo conto di non essere per niente chiara..
Non volevo dire che non possiamo essere chiari, intendevo lamentarmi del fatto che spesso gli uomini, come in questo caso, paura non lo siano..e magari invece di dirti in faccia che magari è meglio chiudere, tergiversano e paino piano si staccano..nonostante tu gli abbia fatto una domanda diretta!
Il punto è che nop noi non abbiamo mai affrontato la questione su cosa vogliamo o cosa stiamo cercando..stiamo vivendo questo senza esserci detto niente in proposito..o meglio..lui mi ha conosciuta quest’estate, dopo la botta di giugno, e mi ha sempre sentito dire “che non voglio niente” “che non cerco nessuno” “che non ho nessuna voglia di trovare qualcuno e creare qualcosa..”..
..mi ha conosciuta cosi’, e mi ha “presa cosi’..della serie che quando, alli’inizio e vi parlo di due mesi fa..provava a fare battute del tipo “te sei il mio amorino”, o “vuoi essere la mia fidanzata”..lo ghiacciavo in un secondo..come a dire, non se ne parla poco..cosi’ quando provava a baciarmi o abbracciarmi in pubblico,,beh, gli ho fatto capire che a me non andava..
Io dal canto mio conosco lui..sapevo che di storie serie non ne aveva mai avute, sapevo che era uno molto libero..
..quindi come giustamente mi hai scritto te io l’ho iniziata cosi’..”comunque sia, cara Sonia, forse tu volevi una storia leggera, ma nel senso di una storia in cui non ti venissero chieste delle promesse e in cui non ti venisse fatta fretta, in cui poter andare adagio, tu, ma che ti desse, al contempo, un senso di luogo protetto. In cui prendere confidenza con la tua capacità di sentire ancora emozioni… magari anche nuove”..
..si Luna leggera in quel senso..e invece magari poi mi sono resaconto che cosi’ è troppo leggera per me e che cmq non sento di esere in un luogo protetto..ma sento che è poco!
A lui non ho detto niente..ma ora che adesso io sarei pronta ad un abbraccio in mezzo agli amici, o anche a essere scherzosamente chiamata amorina senza storcere il naso..è lui che non è piu’ cosi’..
Adesso sembra lui prendere le distanze..dice che non è colpa mia, forse..ma forse si è reso conto che siamo arrivati a un punto in cui si dovrebbe fare un passetto in avanti..e forse lui non se la sente..perchè non vuole neanch un minimo impegno..
Questo è lui..quindi non so..spero che presto possa definirmi il su punto di vista anche se spesso gli atteggiamenti sono cmq inequivocabili, no? certo se sparisce e non si fa ne’ vedere ne’ sentire..forse non c’e’ bisogno di aggiungere altro..finisce come è iniziata..
Per quanto riguarda me invece..beh’ io non so ancora cosa voglio..forse l’unica cosa he ho capito è che per me cosi’ è troppo poco..
Anna come posso non ricordare la tua storia, io ero Suny a quei tempi ma sono sempre io..non era quel ragazzo che poi partiva e andava lontano!?!
ricordo delle volte che ti sei svegliata la mattina dopo aver passato la notte con lui..quel senso strano di dire “e adesso?”..e neanche sapre se ci sarebbe stata la prossima volta, no?
E poi non gli avevi scritto quella lunga lettera piena di te?!
Forse allora ho bisogno anch’io della mia “storia senza impegno”?
Forse a qulacosa dovrà servire?
L’importante è che io non dimentichi mai questo tuo consiglio “vivi e fai quel che ti senti ma quando e se sentirai dolore o inadeguatezza, sappi chiedere e proteggerti. Se non trovassi riscontro, vai via.”..
l’importante è riuscire a salvarmi appena mi rendo conto che questa storia per me ha superato limiti che io non posso piu’ sopportare, l’importante è riconoscere quando non fa piu’ per me..
..questi giorni e soprattutto le vostre parole forse mi serviranno a far luce dentro di me..grazie a tutte! Io bene come qui non sono mai stata!
Ciao a tutti,
ragazzi ho bisogno di aiutooooooo,dopo due mesi di no contat,ieri sera ci siam visti per un caffè,insomma poi siamo stati a cena e poi a casa,parlando per ore come al primo incontro,e stando attenti ha non finire a letto,insomma per abbreviare abbiamo fatto l’amore ,
siamo stati benissimo,ma tutto e’ finito li,oggi e venuta a trovarmi a casa dinuovo,ed insommma tante coccole carezze,e belle parole..
be penso che ci sia voglia da parte di entrambe a tornare insieme,
ma una parte di me dice che stiamo sbagliando tutto,
Che fare??????????
sono nel pallone,allontanarla definitivamente,riprendere il rapporto??? bo,
sono davvero in una gran confusione…
Si !!!! Si si !!! Suny, e’ lui !!!!
Alla fine gli scrissi e gli spiegai che gli volevo bene cosi’ com’era ma che non riuscivo piu’ a stare dietro al suo ritmo interno da vero single…
Gli dissi cosa fosse stato per me e poi il mio “ciao” non fu nemmeno esplicito…si intendeva dalla lettera in se’.
Non lo potevo cambiare e non lo potevo amare.
Lasciar perdere era l’ unica scelta da fare.
Lui non l’ avrebbe mai fatto : io non gli levavo nulla.
Anzi, di tutto il suo gratificante entourage, ero l’ unica a cercare di guardare oltre il suo essere “fighetto” per capire chi fosse davvero.
Si sentiva circondato dal mio affetto assolutamente sincero, mentre io ero circondata per lo piu’ dalla sua assenza che, con i mesi, mi feriva sempre piu’.
Sapevo bene i problemi che lo hanno portato ad essere cosi’ distante nei rapporti, ma sono riuscita, seppur a stento e con ritardo, a non considerarli un MIO PROBLEMA o una mia sfida il cercare di risolverli.
Ho passato una serena vigilia di Natale / Natale 2007 grazie a lui. Ricordo le nostre coccole sul divano e la stufetta che mi accendeva d’ inverno perche’ io ho sempre freddo. Il suo accattivante modo di guardarmi e il suo profumo ma, purtroppo e soprattutto, anche le tante e tante e tante volte in cui l’ avrei voluto e non c’era !!!!
Ora non mi importano piu’. E’ ovvio che sia cosi’ ma allora mi importavano e sono la ragione per cui l’ ho dovuto allontanare da me.
Non mi avrebbe dato di piu’, se l’ avessi chiesto.
Se avesse voluto la stessa cosa che avrei voluto io, l’ avrebbe cercata senza che io glielo chiedessi anche a costo di perdere un po’ della sua aria da “uomo che non deve chiedere mai”.
Aveva paura, aveva le sue abitudini, non gli piacevo abbastanza, era un po’ piu’ piccolo di me…non lo so perche’ ma non potevo cambiare da SOLA cio’ che non mi piaceva.
Potevo solo decidere per me e l’ ho fatto.
Suny, vivi la tua storia e ascoltati.
La tua luce e’ gia’ dentro te.
Ora c’e’ e ti aiutera’ per sempre.
Ne sono certa.
Un bacione grande !
@Francesco non farti troppe domande….come ho detto a @Sonia tanto niente va come ti proponi….vivitela, scoprite insieme e di nuovo se ancora c’è quel contatto e meglio ancora se è tutto nuovo e diverso da scoprire….le domande rovinano ogni cosa, non farle, lascia che vi prenda come viene, naturale, è la maniera migliore. fidati…godetevi tutto ogni singolo istante come fosse il primo e come non sapeste se domani ci sarà di nuovo….
Buona fortuna e quando vuoi chiedi ok?
Ciao SIMONA
SONIA: Già, Anna ha detto una cosa molto importante 🙂
@vivi e fai quel che ti senti ma quando e se sentirai dolore o inadeguatezza, sappi chiedere e proteggerti. Se non trovassi riscontro, vai via…
e che tu abbia capito che così per te è troppo poco e che questa ambiguità ti pesa mi sembra anche una buona cosa. Nel senso che sai ciò su cui vuoi una risposta. E sai cosa fare se non hai una risposta, cosa che di per sè equivale ad una risposta (perché significa restare nell’ambiguità che non vuoi e in una sensazione che ti pesa).
Della chiarezza dicevo perché ovviamente non essendo in voi e non conoscendo la vostra storia non capivo se la tua sensazione di non impegno da parte sua nasceva dalle sue parole dirette a riguardo, dai suoi atteggiamenti, stile “ci vediamo ma poi ognuno per sè”, se il discorso altre donne nasceva dal fatto che lui le frequenta effettivamente, e non ne fa mistero, stile “w la libertà”, o tu percepisci che vede altre donne (e magari lui è di quelli stile: be’, che male c’è se ho trecentoventi amiche e si siedono tutte sulle mie ginocchia a turno? che male c’è? io so’ omo…/ o se è di quelli che si voltano a guardare la barista con una faccia da pesce lesso mentre stanno al bar con te) , se lui effettivamente conduce il gioco chiamando quando vuole, vedendovi quando vuole e facendo l’infastidito se lo chiami tu o gli chiedi dov’è stato… se c’è insomma un reale sbilanciamento il tal senso,
o se magari vi vedete con effettiva intensità, capita che vi vediate poco perché tra voi c’è sempre stato un tacito patto per cui le cose vanno così e tutto ciò va avanti in questo modo anche perché non vi siete mai chiariti a riguardo… e tu pensi che veda altre donne perché non ti ha mai detto che sei l’unica, ma in realtà non lo sai se le vede o se gli interessano altre donne… perché comunque anche se può dire che una è carina non l’hai mai visto fare lo scemo con le altre, e non ti ha mai parlato di altre donne come se tu fossi una delle tante o sua cugina…
dici:
@ma forse si è reso conto che siamo arrivati a un punto in cui si dovrebbe fare un passetto in avanti..e forse lui non se la sente..perchè non vuole neanch un minimo impegno..
a questo dovrebbe rispondere lui, certo, senza costringere te (e noi 😉 a fare i conti senza l’oste. Dovrebbe, e se non lo fa potresti comunque giustamente considerare che uno che continua a eludere una domanda su una relazione, cosa che non riguarda lui soltanto, forse non è colui che stai cercando (ma questo lo sai tu, ovviamente).
sono trascorsi diversi giorni da quando tu ci hai detto questa cosa del suo non essere diretto… da allora cosa è successo?
vi siete visti? vi siete parlati? lui ha spiegato quali sarebbero le altre cose che lo rendono distaccato e che, appunto, dice, non dipendono da voi e da te? è sparito?
In ogni caso, a qualsiasi punto stiano le cose, poiché tu senti un maggior interesse da parte tua e temi di farti male per te è evidentemente arrivato il momento di capire dove sei, con chi e a fare cosa, perché per te è importante saperlo.
E una volta capito se stai bene dove stai scegliere che fare.
ma in questo momento in cui il chiarimento sembra difficile una domanda che mi sorge spontanea è: a quale livello è la vostra comunicazione? la vostra intimità, dove per intimità non intendo ovviamente quella di letto, ma quella per cui due persone, a parte uscire insieme soli e parlare del tempo, di altro, anche di se stessi, mettono anche in qualche modo in chiaro cosa si aspettano l’uno dall’altra. Confidenza, ecco, oltre che intimità. Questo lo sai tu.
O non lo mettono in chiaro, ma perché o la cosa è evidentemente (o “malintesamente”) ok per entrambi, indipendentemente da quali siano le ragioni di ciascuno – ma c’è un apparente equilibrio in questo non parlarne e vedersi “come d’accordo”, una consuetudine di coppia, qualsiasi sia il livello di coppia – così com’è o perché si sta così bene insieme così come si sta, con leggerezza e senza affrontare il tema e dicendosi anche carinerie e salutandosi con un sorriso che si sta semplicemente vivendo e vedendo come si evolverà la cosa, o, ancora, perché si sta andando avanti per inerzia ma senza quelle emozioni più grandi che, alla fine, probabilmente, tutti noi preferiamo all’inerzia quando l’inerzia non la cerchiamo perché è ciò di cui, in quel momento, abbiamo effettivamente bisogno.
Immagino che il mondo sia discretamente pieno di persone che si frequentano anche così: non mi aspetto niente da te, non sono innamorato/a di te, sono convinto che non mi innamorerò mai di te, ma mi piaci fisicamente, ti trovo simpatico/a, mi piace la tua conversazione e mi fai ridere quando mi racconti una barzelletta o cosa hai fatto durante il giorno, e quindi anche se non sento le campane suonare e non ho il cuore che batte il rock trovo comunque piacevole la tua compagnia.
se due persone si trovano d’accordo su questo,se sono sulla stessa lunghezza d’onda a riguardo, penso possano darsi delle cose, comunque non disprezzabili nel loro essere quello che sono, e stare bene così.
immagino che se entrambi si raccontano palle a vicenda e in realtà sono più interessati ad un certo punto la cosa viene fuori, e magari la cosa si evolve, la questione esplode e nasce una Storia.
il guaio è se uno dei due racconta palle a se stesso riguardo la sua sportività o comunque le racconta all’altro. perché in realtà spera che l’altro dica che non è innamorato ma lo è, o che un giorno si innamori. Conosco persone che si sono prese delle “musate” pazzesche fingendosi “splendide” e “take it easy” mentre in realtà restavano non perché erano spensierate, ma perché speravano in qualcosa di più anche se l’altro era stato molto chiaro (ma chiaro, appunto) nel dire come stavano le cose per lui (o per lei).
ciò in generale. baci
Ciao Francesco.
Dici: allontanarla definitivamente,riprendere il rapporto??? “.
E se prendeste in considerazione una terza ipotesi…..quella di cominciare un rapporto nuovo.
Un rapporto nuovo di zecca, intendo.
Un rapporto in cui partireste da zero con la sola consapevolezza del vostro piacere di stare insieme e in cui ti porteresti appresso tutto il bagaglio di esperienza precedente ma non per usarlo contro di lei nei momenti “no” ma per tenerlo ben a mente, per utilizzarlo al meglio come faresti se cominciassi un rapporto con una persona totalmente sconosciuta.
E magari avvertirla di questa cosa.
Avvertirla perchè…..sai qual’è una cosa che a volte capita?????
Capita a volte che ci si comporti in una determinata maniera in modo del tutto autonomo ma che in un momenti di crisi interiore, depressione, scazzo…(chiamalo come vuoi) ci si svegli un mattino con il caz…girato malissimo e guardando il(la) povero cristo che ci dorme accanto ci si convinca che lui (lei) ci abbia manipolato e sia perfidamente convinto di poterci gabbare con “un caffè”…(vabbè….diciamo caffè) ogni volta che vorrà qualcosa da noi…
Capita, a volte.
In bocca al lupo Fra!!!!
Francesco: Ricordo molto bene i tuoi post anche senza rileggerli. Nel tuo caso c’era un amore “finito male” ma mancava all’appello il bastardo/a -stronzo/a indifferente a tutto se non al raggiungimento del proprio benessere a tutti i costi.
Nel tuo caso (credo) c’erano due persone estremamente fragili che, ad un certo punto, hanno perso il filo del discorso.
Quella di cominciare un nuovo rapporto con la stessa persona è un alternativa che mi permetto di ventilarti (consigli non ne do…..) appunto perché mi ricordo questi post……
Ad altre persone, per esempio a Lulu (come d’altronde a me stessa) in circostanze analoghe suggerirei di invitare il tipo non a prendere un caffè ma a mangiare polenta per potergli rovesciare sulla testa tutto il rovente contenuto del pentolone e poi il pentolone stesso battendo ripetutamente il mestolone sul fondo……
Naty….,allora, sempre tutto bene?
CIAO A TUTTI!!!!!
@Luna…oggi mi riattacco io al tuo discorso e copio:
Immagino che il mondo sia discretamente pieno di persone che si frequentano anche così: non mi aspetto niente da te, non sono innamorato/a di te, sono convinto che non mi innamorerò mai di te, ma mi piaci fisicamente, ti trovo simpatico/a, mi piace la tua conversazione e mi fai ridere quando mi racconti una barzelletta o cosa hai fatto durante il giorno, e quindi anche se non sento le campane suonare e non ho il cuore che batte il rock trovo comunque piacevole la tua compagnia.
se due persone si trovano d’accordo su questo,se sono sulla stessa lunghezza d’onda a riguardo, penso possano darsi delle cose, comunque non disprezzabili nel loro essere quello che sono, e stare bene così.
SONO PIENAMENTE D’ACCORDO!
Il punto della questione infatti in ogni rapporto o storia è il sapere cosa si sta cercando e cosa cerca l’altro…se entrambi hanno la medesima idea allora tutto fila liscio….non importa se si va contro corrente o se non si seguono regole…basta vederla allo stesso modo in quel momento…altrimenti se uno finge beh alla prima come dici tu si crolla!
E’ effettivamente così….non c’è dubbio….
Baci baci Simona
l’idea Lilly di rovesciare quel pentolone sulla testa di qualcuno in particolare, ti assicuro mi ha fatto fare un bel sorriso….dispetto piu’ grande non potrei fargli visto che tiene in maniera smisurata all’aspetto esteriore, abbronzatura tutto l’anno, capelli sempre in ordine….altrimenti “il gentil sesso” non lo nota(sue parole), ma che c..zo di uomo ho avuto accanto per tanti anni?LULU
P.S. UN SALUTO A TUTTI.
ANNA: @Sapevo bene i problemi che lo hanno portato ad essere cosi’ distante nei rapporti, ma sono riuscita, seppur a stento e con ritardo, a non considerarli un MIO PROBLEMA o una mia sfida il cercare di risolverli… Potevo solo decidere per me e l’ ho fatto.
🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
FRANCESCO: sono d’accordo con Simo sul fatto delle domande… quando le domande sono quelle che il panzone al confine può fermare, perché sono tutta testa. Tipo le domande che ci farebbe il nostro vicino di casa o il cugino Pino se ci vedesse a braccetto con lui/lei e ci dicesse: ma come, non vi eravate lasciati? (non sono affari suoi, pure in buona fede, perché la vita è vostra, è tua, tue le tue scelte)
la domanda del nostro giudice interno stile: ma posso cambiare idea?
(certo che si può, ndr).
o le domande come: ma tra sei anni come mi sentirò? (che ne sai? oggi come ti senti?).
o: è vero quello che sento? (se lo senti è vero, cosa senti?).
o il fatto che si pensi che iniziare a frequentarsi e frequentarsi non sia una cosa che si vive e costruisce minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, ma una specie di pacchetto all inclusive, all decide che si compra… bevendo quel caffé, mentre frequentarsi è sempre un qualcosa di quotidiano, tanti “presenti” che si susseguono.
Da vivere. Come? In corso d’opera.
E’ sempre così.
d’altra parte se uno si sente confuso è confuso. prenderne atto non significa andare nel pallone, significa mettersi comodi, fare un bel respiro (o una bella camminata al parco, o andare a giocare a calcetto, o finire quel lavoro che si deve fare) e ammettere con se stessi che si è confusi, perché è un dato di fatto. La SENSAZIONE di confusione in panza non si inventa, c’è.
Dura cinque minuti, si dissolve?
Può darsi. Tanto meglio. E’ più facile che si dissolva se la prendi per quello che è. Ti dice lei cosa vuole. Almeno io la vedo così.
Gli esseri umani si spaventano quando vanno in confusione.
Spesso o ci cadono dentro come un baratro o la scacciano pensando che non si possa essere confusi.
Ma anche la confusione è ciò che è.
La vita sorprende. E il bello è anche questo, ti sorprende mescolando le carte un’altra volta. Inaspettatamente. E a quel punto?
A quel punto non resta che vivere, e ascoltarsi.
Lo sai tu, solo tu, cosa c’è dentro la tua sensazione di confusione.
Paura del vecchio, paura del nuovo, giudizi, etichette, o una sensazione molto presente che ti parla e ti dice qualcosa che non puoi fare a meno di ascoltare.
Un’inezia, magari?
Un nodino piccolo così che si scioglie al sole nel momento in cui ammetti la tua confusione e ti lasci andare? Nel momento in cui semplicemente vi abbracciate, parlate, ridete, vi annusate pure e state insieme?
comunque sia saranno tanti presenti, uno vicino all’altro.
E quindi è difficile che tu possa sbagliare “tutto” in un momento solo.
Ciao A tutti. Maggio è un mese che, da qualche anno in qua, mi sta sulle palle.
Ho troppi ricordi legati a questo mese. E per una come me, che registra le date come se fosse un elaboratore e fissa i ricordi come scatti di polaroid, ogni giorno c’è qualcosa che mi riporta, involontariamente, indietro. A volte a giorni belli, a volte a giorni brutti.
E così finisce che la mente finisce sempre lì, a rimurginare su un cacchio di giorno bello o un cacchio di giorno brutto!
Inutile dire che, se sto scrivendo in questo forum, i ricordi belli&brutti sono legati ad una certa persona.
Il post di Francesco mi ha fatto pensare ulteriormente.
Ho pensato che anche io vorrei avere l’occasione di incontrare quella persona.
Ma non per bere un caffè, chiarire e magari finire a letto per poi metterci di nuovo insieme come in una fiaba……e neppure per buttargli in faccia il mio rancore o per vendicarmi dicendogli le cose più cattive che mente umana possa elaborare.
A dire la verità il tipo non mi fa più nessun effetto. Né amore né odio, né paura, né rancore.
Niente di niente.
Ciò che vorrei è saldare un conto che ho con me stessa e che mi fa sentire, come dire, scompensata.
E’come se vantassi un credito verso di me.
Sono a credito non di una sua spiegazione che non mi importa più né di sapere né di mettere in discussione ma sono a credito della possibilità di riprendermi la mia dignità nell’ambito di un discorso civile con una persona che non è stata all’altezza delle aspettative che mi aveva fatto credere di poter avere su di lui, di una persona che mi ha fatto paura, che mi ha fatto stare zitta troppe volte e per cui ho deciso troppe volte di tacere nell’assurdo pensiero di trattenerlo.
Gesto inutile (il mio…lo stare zitta)….lui è andato via lo stesso…….(mejo!!!!)!
Non voglio più nulla da lui. Vorrei poter dare qualcosa a me.
Vorrei che la parte di me stessa che si sente a credito avesse la possibilità di parlare civilmente a per compensare tutte le volte in cui sono dovuta ( o ho scelto) incivilmente stare zitta.
E scommetto che se accadesse potrei chiudere il cassetto dopo aver archiviato la sua pratica.
Maggio tornerebbe ad essere il mese delle rose, della madonna, delle spose, dei pic nic, dei bivacchi in mezzo ai prati…..
Poi dico a me stessa che è inutile star lì a perder tempo in tremila arrovellamenti mentali inutili.
Quel dialogo civile non ci sarà mai.
Io continuerò a sentirmi a credito finchè Lilly1 creditrice comunicherà a Lilly 2 debitrice di aver rinunciato al credito per decorso dei termini…….
Nel frattempo mi farò un giro per i prati per davvero e magari mentre sarò beatamente spaparanzata con la trippa al sole scatterò qualche nuova foto mentale con cui coprire le vecchie inutili foto….
Ciao a tutti.
@Francesco…Ricominciare..E perché no! Vi siete ritrovati per un caffè e tutto il resto è nato spontaneo.
Quindi..perché evitaer quello che ti fa star bene? E se pensi che ci sia la voglia di ricominciare…ricominciate.
Vivitelea di cuore …opss… di panza ( mi pare si usi questo termine qui… ;D) e non di testa..
@Lilly….sprecare tutta quello polenta è un peccato.. Piuttosto invitalo e, quando arriva, alzati e vai via.
@Lulu, non è che il tuo lui è piuttosto insicuro il tuo lui se cerca l’approvazione del “gentil sesso”?
Non darti colpe per non aver individuato che tipo di uomo avevi accannto…Molti uomini (non tutti, ovvio) sono l’esatta copia del Giano bifronte,.. e riescono a simulare molto bene i propri sentimenti.
@Simona, Luna..continuate a seguire la panza…
Un saluto particolare a Suny e Anna…Ricordo le vostre lettere e quello che avete passato..
Suny, quello che dice Anna è scrosanto: “vivi la tua storia e ascoltati..La tua luce e’ gia’ dentro te. “
Ciao a tutti,
ciaoo Simo!!!! Non ho notizie di Costa ma mi piacerebbe davvero sapere come sta !!! Forse in futuro passerà di qui per lasciarci un saluto e per dirci che sta bene!!
Lulu ,Lilly con la storia del pentolone mi avete fatto sorridere:))Ciaooo
Anna forse anche io dovro’ ripercorrere la strada da te gia’ percorsa per riuscire magari un giorno a trovare il mo amore..non lo so..hai ragione, ognuno di noi puo’ solo decidee per se’ , non per gli altri..te l’hai fatto..anch’io ai miei tempi l’ho fatto (quando l’ex provava a tornare)..e adesso dovro’ rifarlo..
Certo come mi dice Luna il suo non rispondermi per me sarà già una risposta..e da li’ poi prendero’ le mie decisioni..
In questi giorni non l’ho piu’ visto, non so se solo a causa dei molti impegni, ma l’ho sentito per telefono, sms e facebook..
Lui, come niente fosse, non è piu’ entrato nell’argomento, si comporta tranquillamento, chiamandomi con i nomignoli affettuosi con cui mi ha sempre chiamata..
Io, dopo che che domenica mi aveva detto che io non c’entravo niente..ho deciso di non chiedergli, almeno per il momento, niente..solo di osservare e fare cmq le mie valutazioni..
Gli avevo detto, ok se non c’entro ninete lo sai te, ma se c’entro preferirei saperlo per parlarne..mi ha detto di no..per me il discorso, se non lo riapre lui, è temporaneamente chiuso..
sabato saremo tutti insieme..siamo invitati a una cena e per me sarà la prova del nove..Valutero’ il suo comportamento nei miei confronti..e se devo sentirmi come sabato scorso..come fossimo due estranei, quando ci sono gli altri, e fidanzatissimi quando siamo soli..beh, fin’ora è andata bene anche a me tenere la cosa riservata, anzi l’ho decsio io, adesso per me è uno sdoppiarsi che non posso piu’ accettare..non cerco matrimonio ne’ fidanzamento ma adesso è arrivato il momento del dentro e fuori..con tutto cio’ che comporta..
Cmq hai ragione non ci siamo mai dati spiegazioni..la nostra situazione è quella che hai descirtto “capita che vi vediate poco perché tra voi c’è sempre stato un tacito patto per cui le cose vanno così e tutto ciò va avanti in questo modo anche perché non vi siete mai chiariti a riguardo… e tu pensi che veda altre donne perché non ti ha mai detto che sei l’unica…”..
Non so se ci siamo dati entrami per scontati di essere entrambi con questo punto di vista..entrambi disgustati quasi dall’idea di qualcosa di serio..io per un motivo lui per un altro..
e forse come lo definisci è solo” un apparente equilibrio in questo non parlarne e vedersi “come d’accordo”,” che ci ha permesso di non affronatre il tema..ma forse arriva un punto dove è inevitabile affrontarlo..
Forse non basta piu’ parlarne solo per scherzare..come quando sorridendo mi chiede qanto bene gli voglio o quanto ma manca quando non c’e’..e io sempra abbattutto non alzo mai il “voto 2al di sopra del 5..
Forse dopo tante battute e battutine..il discorso va affrontato..forse siamo partiti sulla stessa lunghezza d’onda ma adesso io non sono piu’ a qualla lunghezza..adesso io non sono piu’ spensierata..forse uno sbilanciamento adesso c’e’..pe quallo non sto piu’ bene! Non posso piu’ raccontarmi di essere fan del take it easy, no?? grazieeeeee
Allora… Io mi sono detta: quale è la cosa più difficile per me da fare? Smettere di fumare. Okay, allora farò questo.
Sono un paio di settimane che non fumo… Ecco la notiziona!
Il dolce al cioccolato di LULU quindi lo vorrei io 🙂
LILLY, vi leggo poco e velocemente in questo periodo, purtroppo… Ma… Ho letto che il mese di maggio ora ti dà fastidio… Allora fai una cosa: trasformalo in qualcosa di bello. Fai qualcosa perché in questo mese nasca un bel ricordo (esempio: smetti di fumare! Ma è solo un esempio… Fai un viaggio, una cosa che ti piace, PROPRIO IN QUESTO MESE), questo mi è venuto di dirti…
Un abbraccio alle mie tre SPECIALI ELLE: LULULUNALILLY e saluti a tutti!
ANTO: ma Giano Bifronte pettinato con il gel?
(scusa LULU, non ironizzo su di te, ovviamente, dicevo per lui… :O :O :O e concordo con Anto sulla questione insicurezza :O :O :O).
Comunque Lulu, che l’altro giorno poi mi sono persa una risposta,che siano favole per grandi o per piccini sempre 🙂 🙂 🙂 è, di per sè 😀
ANTO bis: l’esordio del tuo post mi ha fatto venire in mente una bellissima canzone di Mina 🙂
SIMONA: 🙂
LILLY: concordo in generale, anche perché in certi casi è più facile far passare un mammuth autoctono, allevato in giardino su un’altalena, attraverso la cruna dell’ago con cui Puffetta si cuce il corredo al buio del suo fungo che avere un riscontro civile face to face… 😉
quindi meglio usare le energie per altro 🙂
io andrò a fare foto vere nei prossimi giorni 🙂 🙂 🙂 ti aggreghi, pure se a distanza? :D:D:D
SONIA: non c’era anche quello che si confessava ridendo?
(era Rigoletto? non mi sovviene… però era un mio amico che mi diceva ‘sta cosa qua… 🙂
Be’, a maggior ragione, se lo avevi deciso (anche) tu ma ora hai cambiato idea, visto che nessuno di voi due può avere la sfera di cristallo, e tra silenzi, cose date per scontate, consuetudini, nomignoli e quiz a premi o non a premi forse la nebbia si è alzata come in val padana, mi pare ottimo che sia arrivato il momento di guardarvi in faccia e di mettere sul tavolo le vere carte. A me pare che in ogni caso almeno calerà la nebbia e si vedrà cosa sta sotto.
E sarà più riposante del telequiz!
NATY: :DDDDDDDDDDDDDDD
bene bene bene 😀 grande Naty 🙂 ottima notizia e ottimo per la salute e anche per il portafoglio 🙂
Per curiosità, centra qualcosa il famoso libro anti-fumaggio?
Anch’io ci penso, ma per ora non ho ancora attuato il proposito… e il libro sta ancora a metà (quindi mi sa che dovrò ricominciarlo, perché è passato un po’ di tempo e sono uscita dalla lettura…) però in questo periodo (incluso ieri che sono andata a fare un po’ di shopping e ho comprato un due magliettine carine :DDDD mi capita spesso di pensare a quanti pacchetti di sigarette costano le cose e a quanto risparmierei alla settimana o al mese… proprio come concetto di soldi in più che potrebbero “apparire” al di là delle spese obbligatorie che sempre si hanno sul groppone, per fare delle cose belle – magari anche qualche corso – con più respiro (in tutti i sensi, ehehehehe).
Una cosa più panzifera che celebrale a riguardo, il che mi sembra ok… 😉
Stavo pensando alla faccenda delle date… non mi intendo di questi procedimenti dell’umana capoccia, ma immagino che sia comunque (al di là dei ricordi, intendo proprio l’associazione con la data) un qualcosa che l’essere umano, chi più chi meno, fa come associazione di idea anche per il concetto interno di mappa che tutti noi abbiamo, e alla quale facciamo anche riferimento in termine di esperienza. Al di là del carico emotivo che il vissuto ha per tutti noi, c’è effettivamente chi è molto più legato al concetto di data di altri, o chi è più legato al concetto di luogo, o entrambe le cose.
Ovviamente a tutti capita andando in un luogo significativo di avere delle associazioni con ricordi piacevoli o spiacevoli. Piacevoli e magari come la madeleine di Proust, e questa è una cosa bella che abbiamo, il fatto di poter risentire odori, atmosfere, sensazioni, quando, ovviamente, il ricordo è una carezza, è una parte di noi che riconosciamo e in qualche modo anche celebriamo.
Lo stesso accade con le date.
Però a volte chi è troppo attaccato a questi concetti (troppo non nel senso che ci sia una giusta misura universale, quando lui o lei percepisce che è troppo per lui o lei, intendo, perché sente che ciò non fa posto al nuovo) si ritrova spesso a portarsi dietro oltre alle sensazioni e al ricordo delle associazioni con date e luoghi che si rivelano pesanti, e ogni tanto ha la sensazione di essere un po’ zavorrato e di dover ripulire il filtro…
Quindi ben venga “costruisciti la tua città”, come diceva Raganella a suo tempo, e pure “costruisciti il TUO calendario” 😉
Credo sia un po’ come quel concetto dei pensieri con cui tagliarti la gola o imburrare il pane di cui parlava a suo tempo Anto, che valga anche per i ricordi…
Lilly, perdona l’esempio, del periodo che vivo io, che probabilmente ti sembrerà improprio… ma in questo momento della mia vita, avendo perso una persona che c’è sempre stata nella mia vita, io vivo una vera e propria continua esplosione di ricordi, tanti tanti tanti in più di quelli che pensavo di avere, e tantissime associazioni libere, anche nelle cose infinitesimali, le più banali…
ci sono tantissime madeleine per me 🙂
e da un lato i ricordi li lascio entrare, ovviamente, perché mi parlano non solo di qualcuno che ho amato e amo, ma anche di me, perché sono un mio patrimonio, una ricchezza… una cosa ora struggente, ora bellissima, spesso entrambe le cose, ma ovviamente c’è anche il lato doloroso del fatto che so che questa persona non c’è più. e non ci sono solo ricordi belli… (per il fatto che giustamente tu mi dirai che i tuoi non sono solo ricordi belli… per ragioni diverse, ma neanche i miei son tutti belli…)
così, se da un lato far fluire i ricordi, celebrarne la loro ricchezza ed intensità è importantissimo, e lasciar entrare mi viene naturale, panzamente, e vivere anche le emozioni varie che ciò comporta, mi rendo anche conto sempre di quanto sia importante anche stare nel presente, vivere il presente, accogliere il nuovo, vivere un nuovo calendario e una nuova mappa… non fissarsi, mai. Così devo anche sapere io come dirigere quel traffico, tra passato e presente.
In questo senso a me è scattato anche un istinto di difesa…
da subito. Probabilmente non poteva che essere così. Anche perché era troppo…
Due settimane dopo quel giorno, quando, nello stesso giorno della settimana, mi sono ritrovata a ripercorrere, giocoforza, delle situazioni quasi identiche a quelle che precedevano l’esplosione di quella… bomba, è ovvio che sono andata in associazione, come te con il mese di maggio… Ma sono riuscita a dirmi:
questo è solo un giorno della settimana, e questo è solo un luogo e questa è solo una situazione. Il panzone ha fatto il suo dovere. (w il panzone).
E ho capito che per me, per me, non dico universalmente, quella era la strada giusta. Che mi avrebbe alleggerito di tutto quello che era inutile astrazione, rispetto a tutto il resto di cui, inevitabilmente, non avrei potuto fare a meno. Forse non riesco a spiegarmi…
però posso dirti che io, che so che l’11 marzo del 1983 dopo essere stata al cinema con la mia classe (e ovviamente mi ricordo anche a vedere cosa, pure perché mi ero commossa…;)) sono scivolata sulle scale delle scuola e ho rischiato una caviglia grossa come un melone, e che un tempo ero come un computer per le date, e odiavo settembre come a te sta sulle palle maggio, da alcuni anni (e me ne sono accorta adesso, non ci avevo fatto caso) sono meno zavorrata riguardo questo tipo di associazioni temporali, forse proprio per le esperienze che ho vissuto e che non volevo “incatenare” troppo, chissà, forse per le tappe del viaggio…
E per esempio io non tengo il conto da quando questa persona non c’è più, da quel giorno, perché mi rendo conto che questo tipo di misurazione sul calendario per me (per me) non sarebbe un modo per capire quanto ne sono fuori, ma mi terrebbe ancorata dentro, mentre così mi sento più libera. Ovviamente so quanto tempo è passato, ma mi tengo lontana, più che posso, dai concetti astratti che per me sarebbero un peso in più.
Bacioni a tutti :DDDDD