La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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LULU: mi manca lui? ma chi e’ lui?
Sono due domande, secondo me, GENIALI.
Ti sento bene, sono contenta. Non lasciare il lavoro, altrimenti dovrò dirti che SEI PAZZA! Insomma, dovrei dirti una cosa che non credo… Infatti sono certa che non lo farai.
La cosa, sì, mi puzza/va. Sai che hai ragione? Non ci avevo pensato! Puzza di STRONZO ehehhe.
Per il resto: bene, ti sento proprio bene.
LUNA: molto interessanti le cose che hai scritto sull’equilibrio.
Ciao Lilly, ciao Francesco, ciao Steffy (‘ndo stai?), ciao tutti.
” Una persona può vivere felice con un’altra a patto di non esserne innamorato”
In effetti, cara LUNA, il fatto di vedere il reprobo quotidianamente o frequentemente è irritante come passarsi la carta vetrata sulle gonadi, se mi consenti la similitudine grassoccia, ma può generare quel quid pluris di rabbia che può esser necessario per compiere un salto di qualità a patto che sia una rabbia feconda e non nichilista; aver a che fare con dei fantasmi da un lato semplifica, dall’altro complica, perchè li ingigantisci e mitizzi. Parlo in astratto, ovviamente; il fatto di non averla a portata e di aver interrotto ogni forma di comunicazione penso che mi abbia aiutato, così come mi ha aiutato il suo comportamento disonesto, sfuggente e petroso da automa ottuso; mi avesse detto in faccia e con il cuore in mano le cose che provava realmente e ci fosse stato precedentemente un periodo critico in cui avessi potuto subodorare qkosa, magari, il mio rispetto per la persona non sarebbe evaporato.
Bè ma essere fraintesi, cara MARGHERITA, è la regola più che l’eccezione, specie per iscritto dove non è possibile un contraddittorio immediato; oltre al vocabolario vi è anche il vocabolaltro…basta leggersi l’augusto Pirandello. Inoltre per iscritto si risulta più sentenziosi, ma è un problema legato al mezzo. Molto spesso, poi, l’ironia (atteggiamento necessario e salutare) viene scambiata per sarcasmo e molto spesso mi capita di assumere un ragistro ironico, sarcastico o surreale come strategia di difesa. Al di la dello spazio dei forum le persone hanno una bassa disponibilità all’ascolto e una capacità di introspezione assai svagata, per cui se ti mostri per quel che sei, anche con debolezze e dubbi, ti guardan storto o con aria di sufficienza sottintendendo un inequivokabile “ekeppalle, sciollati un attimo e prova a divertirti ke mi stai rovinando la serata e la tipa la in fondo mi sta guardando, ma pensa te se mi dovevo portar dietro sta zavorra, e io che me l’ero portato dietro per fargli fare da spekkietto per le allodole e infilarmi in giri seduttivi , etc etc…”, per cui vale sempre il vekkio detto “ridi e riderai insieme ad altri, piangi e piangerai da solo”; talvolta la risata. a prestarci attenzione, pare un lamento o un grido ma l’importante è che la commedia prosegua e che nessuno si interroghi su ciò che è o ciò che fa.
@Lilly : “Ed ho avuto il terrore sia di stare zitta sia di incappare in quelle micropause silenziose in qui il cervello tenta disperatamente di elaborare la risposta “giusta” nella certezza matematica che intanto non la azzeccherà”
Dire sempre quello che si pensa, indipendentemente dalla reazione che si può provocare, è ciò che si dovrebbe sempre fare…Facile a dirsi..come al solito..
Ma se dall’altra parte le parole vengono male interpretate (o, peggio, addirittura rielaborate a proprio vantaggio) il tutto sta a significare che la “controparte” non è “sintonizzata” con noi…non c’è feeling mentale…
A quel punto tu puoi essere chiaro come il sole, ma se lui/lei ha deciso di “trasformare” le parole a suo vantaggio, non c’è nulla da fare: la strada della comprensione è chiusa.
Rieccomi..!
Non voglio entrare nei vostri fraintendimenti..perchè non mi piace entrare in discorsi già cominciati..
Vabbe’..pero’ dovevo raccontarvi un altro capitolo, non piacevole della mia storia..Dove eravamo rimasti..ahi si, vita nuova, amici nuovi..anche la voglia di vivermi un altra persona..
beh è possibile incontrare l’ex dopo 4 mesi che non avevo piu’ visto ne’ sentito..bere un caffè, fare due chiacchere e capire che non è mai cambiato niente..
Capire che io, che pensavo di aver fatto passi da giganti, non dico di averla superata in toto, ma di esserne cmq fuori, di stare meglio..invece non mi sono mossa da li’..o meglio io mi sono mossa da li’..con me la mia testa MA IL CUORE E’ ANCORA LI’ DOVE IO LO AVEVO LASCIATO!
Riprovare le stesse emozioni, le stesse sensazioni, la naturale voglia di parlare di condividere anche di ridere..
Tornare a casa con la triste consapevolezza che è ancora forte e vivo..che a distanza di quasi un anno non è cambiato niente..che con lui sento ancora un noi..e poi?
Sentirsi dire che per lui è lo stesso..nonostante anche lui frequenti un’altra persona, lei non sono io..i paragoni sono inevitabili e dolorosi..quando hai vissuto una storia come la nostra..perchè nessuna persona, nessuna situazione, nessuno gesto ti sembra mai all’altezza..
Perchè è triste accorgersi dopo anno che da te on si è mai allontanato realmente..che siamo due persone che hanno provato qualcosa di realmente profondo, due persone fortunate..ma non è detto che la vita ci riserverà anccora un’opportunità di essere felici..e noi (Lui) l’abbiamo butttata sprecata..e ora inutile voltarsi indietro o continuare a mangiarsi i gomiti..
La verità è che nonostante abbiamo preso in mano le nostre vite, nonostante abbiamo ricominciato..il rincontrarsi è servito per capire che i nostri cuori sono rimasti insieme..
tipo quei film dove lui si sta per sposare con uno..ma la sera prima del matrimonio rincontra il suo ex e capisce che non ha mai smesso di amarlo..
Che tristezza!! SUNY
Ciao ragazzi,
leggere i vostri commenti mi risolleva notevolmente il morale che, in questi giorni, complice il cattivo tempo, sta praticamente sotto i piedi! Inoltre due giorni fa la mia migliore amica si è sposata e…quale migliore occasione per ricordare ciò che sarebbe toccato a me fra pochi mesi. Oddio, ho passato tutta la giornata ad immaginare come sarebbe stato il mio matrimonio, che tristezza!
Quel genio del mio ex sembra essere morto. Niente, non si fa sentire, come se non fosse mai esistito. L’unica cosa buona che ha fatto è stata inviarmi la corrispondenza che, in questo mese, si sarà accatastata sulla sua scrivania. Forse preso da un moto di bontà ha deciso di chiudere tutto in una busta e di spedirla a casa mia. Ma probabilmente gli sto attribuendo un merito che non ha, di sicuro sarà stata sua sorella a prendere l’iniziativa. Che dire? Ci sto ancora pensando e mi manca. Tante volte mi sveglio con il ricordo dei suoi occhioni verdi. Mi sento un pò una stupida, ma è così. Mai negare quello che si è! In più ci si mette il mio status di disoccupata a peggiorare le cose. Troppo tempo libero da dedicare ai pensieri. Appena avrò sistemato i miei ultimi casini qui, nella mia città natale, penso di ritornare su. Devo assolutamente trovare un ‘altra occupazione. Non è tanto il lato economico che mi spaventa(con quello che ho messo da parte per il matrimonio riesco a sostentarmi ancora per qualche tempo), è lo stare troppo tempo senza far nulla che mi mette l’ansia! Non devo pensare altrimenti rischio di non uscirne più.
A presto cari
LILLY: @Però l’appunto di Luna, in effetti, mi ha destabilizzato, mi ha riaperto una vecchia ferita non ben cicatrizzata.
Bene, tagliamo la testa al toro.
Sono contenta che quello che è appena successo perlomeno possa rivelarsi utile. Aver colto la destabilizzazione, e le vecchie ferite lo è sicuramente.
Ma siccome sono stata tirata in mezzo in un meccanismo che, di fatto, malinteso a parte (che si può chiarire con tranquillità) ha ben poco a che fare con me, io mi tolgo fuori da ciò che non riguarda me.
E, soprattutto, voglio dirti che sono d’accordo con Tina (che ringrazio) riguardo al fatto che il discriminante non è la pacca sulla spalla o meno.
Anzi! A volte chi ti dà la pacca è un manipolatore. Che te la dà affinché tu continui a pensare di avere bisogno di conferme per andare avanti. Poi ci sono pacche e pacche, ma sta a te (tu generico) capire la differenza. Decodificare ciò che arriva, da chi e come. E’ difficile? sì, ma è l’unica strada, mi sa. La soluzione, come hai colto, rispetto al fatto di essere dipendenti dal giudizio, l’opinione degli altri, il fraintendimento, non è dirsi: io sono fragile, e quindi è l’esterno che deve dirmi quello di cui ho bisogno. Ma perché puoi trovare chi lo fa, ma anche chi non lo fa. Non perché è stronzo o insensibile, magari perché, come nota Anto, è su una lunghezza d’onda diversa, e magari ha pure ragione, le sue ragioni, quanto te. Valide per lui come per te sono valide le tue. Poi, peggio ancora, puoi trovare chi invece è proprio stronzo, e là son guai. Perché può usare persino la conferma a suo scopo.
A me è andata peggio. A me Marghe ne ha dette di tutti colori, e non tendendo a misurare le parole, ma a cercare quelle che facessero male.
Questa frase, da sola, ha più aggressività dentro di un’armeria:
@Un dubbio mi assale, ma te parti veramente da qualche soria vissuta sulla tua pelle, visto che poco racconti di fatti a te avvenuti, o stai forse cercando spunti per una tesi di laurea?
Non solo non c’è un barlume di empatia, ma nega, persino (penso che se uno vuole parlare legga, prima, anche le puntate precedenti) il fatto che io ho detto, recentemente, non solo i miei fatti realmente avvenuti, ma pure che sto attraversando un periodo difficile.
E del mio vissuto parlo. Ne parlo con pudore, come viene a me in questa fase, ma lo faccio. Non ho da portare prove a Marghe.
Mi ha fatto male Marghe?
No.
E si Sonia
ho letto con una certa partecipazione quello che hai scritto e, in effetti, mi chiedo cosa proverei nel caso la incontrassi, fermo restando che non penso riuscirei a simulare una virile compostezza interiore. Nel mio caso però non credo ci sarebbe questo reciproco struggimento dal momento che, nel suo caso quello che provava lei era una forte infatuazione, un sentimento adolescenziale e caduco espresso ad ogni piè sospinto con un sentimentalismo che nascondeva una mancanza di profondità ed empatia. Per cui, nella vicenda che mi ha visto coinvolto, come direbbe Nelly (mi pare), non si è trattato di un’opportunità mancata di vera felicità ma di una vacanza sentimentale, di un film tratto da un romanzetto di Moccia, la vita ( e l’amore) vera è altro…e bisogna essere in due a remare nella stessa direzione e non con remi ricavati da poesiole da baci perugina.
E in parte concordo con quanto scriveva Francesco…L’anno scorso di questi tempi ero cotto e rintronato dal sentimento amoroso ma non ero tranquillo, ora magari sono meno cotto, non sento le trombe del Paradiso, ma sono più rilassato….
Leggo che molte si dilettano nella lettura dei manuali di autosostegno..Io dopo alcune pagine di Goleman, Harris & c, mi sentivo una specie di Bridget Jones e mi dissi che ad ammannirmi banalità spacciandole come verità psicofilosofiche ero capace da me…in compenso poichè ridevo su quelle pagine, ho preferito rivolgermi ad autori che fan ridere per davvero da Benni a Pennac da Bukowsky a Palanjuk ….Poi ho nuovamente sperimentato il valore terapeutico del ballo, a casa da solo o in compagnia…Sintonizzatevi su U-tube e sentitevi brani furbi o struggenti come “Portami via” delle Vibrazioni, o “impressioni di settembre” dei MArlene Kuntz e lasciatevi andare…molto meglio dell’io adulto e dell’io bambino; tra l’altro le canzoni più belle e toccanti son quelle che parlano di amori finiti, ad avvalorare la tesi che i momenti migliori di una storia sono l’inizio e la fine….
Un abbraccio
Perché non gliel’ho permesso. E non negando un’emozione. Ma alzando il mio livello di attenzione. Stando nella realtà. E non perché io sono più forte o più evoluta, ma perché, proprio perché sto attraversando un periodo in cui sono fragile ed esposta so che serve molto di più proteggersi in modo sano, che aspettarsi che siano sempre gli altri a fare la cosa giusta.
Scegliere cosa far entrare e cosa no. E come.
Un conto è uno scambio di opinioni. Un conto è anche il fraintendimento, le posizioni diverse, il significato diverso che diamo alle parole, mettersi in discussione. Ma il punto è restare in parità. sempre. L’empatia sana e l’empatia che toglie il senso di attenzione, e lo scambio obiettivo tra interno e esterno sono diverse. Diritti e doveri sono uguali ed è dentro di sè, innanzitutto, che bisogna imparare a sentirsi protetti. Ed è questa la strada per la non dipendenza.
@MARGHE: @Forse LUNA non hai capito che quella a sentirsi fraintesa non sei stata te ma Lilly, nel momento in cui aveva più bisogno di essere capita e incoraggiata, quella che ci è rimasta male è stata lei come io a suo tempo…
sorrido… chi l’ha detto? cioè, scusa, fammi capire, tu sei in grado di sapere cosa sento io? e chi sente di più e cosa? complimenti!!! tu sei in grado, da fuori, di sentire per noi chi è più fragile di chi?
E poi, scusa, permettimi, mettere in dubbio che io abbia subito molestie morali ti sembra una cosa da alta sensibilità? Cos’è che ti fa pensare che io non le abbia vissute? il fatto che ne parlo diversamente da come ne parli tu? che io abbia trovato soluzioni, per me, diverse dalle tue?
che io sia uscita dall’idea dell’amare troppo come un qualcosa di inevitabile tipo tegola che ti arriva in testa?
Hai fatto una descrizione cinica di me, e sarcastica (tu), che non centra con me. E che esula, peraltro, anche dal contesto del malinteso tra me e L.. A me pare che tu abbia cercato un pretesto, difendere L., per dire ciò che vuoi dire a me. Dai tempi in cui sono andata in antitesi con te. Ma allora perché non scrivere direttamente a me senza tirarla in ballo? Io colgo in te il bisogno di usare questa aggressività nei miei confronti, di dire che tutto quello di cui si parla qui non serve (perché dire a persone che dicono che a loro questo forum, non io, questo forum serve, che non è così? che quello che a loro pare utile non lo è? è questo dare una pacca sulla spalla?). Tutto ciò non ha nulla a che vedere con l’esprimere un’opinione. Conosco le molestie morali. E ti dirò che so anche, evidentemente, riconoscerne una. Tu vuoi ferirmi (mi spiace, non ci riesci). Chiediti perché.
LILLY: Ho cercato, a più riprese, in modo leggero, di comunicarti questo: che io, come te, come tutti, ho bisogno di fare il mio viaggio senza stare là a guardare a che punto sto. Per me è importante 🙂
Ho cercato di comunicarti anche un’altra cosa: che l’idealizzazione non serve mai. Mai. Non serve a te (tu generico) e mette anche l’altro in una posizione di imbarazzo, quando poi diviene il pretesto per altri di scatenare un’aggressività competitiva. Bacio
Ciao Sonia, si e’ tutto possibile che si senta ancora dopo molto tempo cio’ che abbiamo provato in passato, come se una strega ci avesse fatto un incantesimo e il nostro cuore fosse li’ fermo come paralizzato…non so bene la tua storia, non so come e’ andata tra di voi ma credimi, anche il mio ex ha avuto la faccia a…tosta di farmi sapere che nonostante mi abbia tradita continuamente con altre, e nonostante da cinque anni (di cui tre nei quali ancora stava con me..)abbia una relazione con un’altra, io sono la donna del suo destino della fine dei suoi giorni, che come stava con me non stava con nessuna, e’ certo un’altra deficente al pari mio dove la ritrova? Che nonostante abbiamo avuto periodi in cui PER COLPA MIA, (la mia colpa era un intervento chirurgico…) abbiamo avuto pochi rapporti intimi, io sono sempre stata e sempre saro’ quella che lo ha fatto stare meglio, per finire questa super mega stragrande sviolinata, vivra’ il suo futuro pensando all’amore che ha per me, MI HA SEMPRE AMATA E SEMPRE MI AMERA’…..
Scusami se sono cosi’ scettica ma la mia esperienza mi rende molto fredda (purtroppo non riusciamo ad essere completamente obbiettivi con noi stessi e cio’ che ci e’ accaduto), Sonia, i bla bla bla contano poco, sono i fatti quelli che contano, spero per te che sia diverso, spero che vi possiate ritrovare se realmente e’ cio’ che CREDETE E PROVATE “ambedue”, ma se cosi’ non fosse ascoltami se puoi, io non sono il Dio in terra, la mia esperienza non e’ identica a quella degli e non perche’ la mia e’ andata come e’ andata ho il diritto di dare consigli e da considerare oro colato, se cosi’ non fosse per favore non continuare a perdere la tua felicita’ ancora per una infelicita’, valuta bene, e se non e’…allora smetti di parlarci, chiudi definitivamente ogni tipo di rapporto, il trascinarsi dietro false lusinghe solo perche’ non vogliono che ci stacchiamo completamente da loro ci fa solo male.
Un’altra cosa, non credere che non si vogliono staccare PER AMORE, ma solo perche’ non vogliono che ci liberiamo della loro dipendenza.
Con affetto LULU
P.s. A ME L’AIUTO CHE HO RICEVUTO QUI DALLE ALTRE PERSONE CHE PARTECIPANO A QUESTE CHIACCHIERATE E’ STATO NO GRANDE DI PIU’, CIO’ NON SIGNIFICA CHE NON ABBIA MOMENTI DI SCONFORTO O BRUTTI PENSIERI MA, ALMENO PER QUANTO MI RIGUARDA, CREDO SIA MOLTO MEGLIO DEL FALSO AIUTO CHE HO RICEVUTO DA PERSONE CHE MI CONTINUAVANO A DIRE, “IN FONDO CERCA DI PERDONARLO, VEDRAI PRIMA O POI TORNERA’ DA TE, NON SI POSSONO CANCELLARE TANTI ANNI INSIEME, APPENA SI ACCORGERA’ DI AVER SBAGLIATO BUSSERA’ ANCORA ALLA TUA PORTA…”, ma chi accidenti lo rivuole uno cosi’? che se lo tengano pure, non so piu’ di cosa farmene. Anche se credimi il dolore ancora riaffiora, i ricordi si fanno spazio tra gli impegni veri o falsi che mi sono ritrovata nella giornata, si si fanno spazio a gomitate e ti giuro sono gomitate ogni volta nello stomaco, ma non importa, soffriro’ ancora, piangero’ ancora, soprattutto quando all’improvviso ti capita qualcosa di inaspettato e non te lo aspettavi, si soffriro’ ancora MA NON MI RIAVRA? MAI PIU!!!!!!!
Naty no non lascero’ il lavoro, non e’ il massimo della remunerazione ma ci vivo abbastanza decentemente, quindi aspettero’ rielaborero’ fino a quando una mattina vedendoli uscire di casa li guardero’ e diro’ “ma chi e’ quel cretino, quella nullita’ che mi ha fatto tanto male…” e riusciro’ a sorridere serena….(SI SI PERCHE? SO CHE CE LA FARO’….almeno spero)
Ciao a tutti,
sebbene non scriva leggo spesso i vostri post essendo una “reduce”di questo spazio bianco che mi ha aiutato tantissimo in un momento molto difficile.
Lulu ho letto dell’ ennesimo colpo basso e ti capisco benissimo.
Ogni volta che ne ho ricevuto uno l’ho sempre paragonato ad una tessera di un puzzle….Oggi il puzzle è completo…..
Il mio ex vive a pochissimi metri da casa mia in una casa comperata per noi.Si è sposato e ogni giorno con prole e moglie a seguito passa dinanzi casa mia,la sua presenza è lì.,la sua auto….Ho sempre sostenuto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” e invece beffa delle beffe….Oggi sono ancora qui e il mio puzzle sarà completo quando quella auto nera e la loro presenza sarà invisibile……
Ho toccato il fondo ma pian piano sono risalita ,oggi non sono in cima ma in cammino, un cammino lento, impervio ma cammino….Come me qui tutte voi siete in “cammino”.Non siete ferme e se vi sembra di esserlo sbagliate…Non ho ricette ,non ho consigli ma solo la consapevolezza che siamo noi il punto da dove ripartire e quel punto non è mai zero ma è sempre al di sopra ….
Un saluto a voi tutti
Luna. Bacio ricambiato e stop. Anzi….una sola precisazione:
Ognuno ha il suo bagaglio di sofferenza, un proprio mostro che può ritenere utile (anche sbagliando, s’intende) sbattere in prima pagina perchè gli altri che capiscono di avere una valigia uguale alla tua si sentano meno soli e meno disperati.
Questo è stato l’unico significato del mio post di questa mattina.
Rivolto a tutti coloro a cui è stato malamente chiuso il becco in passato.
Se non doveste incontrare la totale approvazione e vi sentirete destabilizzati pensate, prima di tutto, che siete stati colpiti proprio lì e che prima di incazzarvi con l’interlocutore dovreste affrontare il vostro problema….
Mi spiace averti messo in imbarazzo. Mi spiace aver scatenato un putiferio.
Punto e stop.
A questo punto penso spero mi auguro che tutto sia “rientrato”.
Lilly viene in pace con tutti AUGH!
Un bacione a tutti…..
Giusy, grazie delle tue parole, hai brevemente spiegato cio’ che io faccio in maniera davvero logorroica.
Anche io aspetto il giorno in cui riusciro’ a passare davanti a quella casa senza tremare, senza avere sintomi di attcchi di panico..io ancora ho messo soltanto due pezzi del puzzle, ma che vanno e vengono continuamente, adesso ne ho messo uno per toglierne due.
E’ un momento difficile, nel quale ti senti come se qualcuno ti abbia strappato via il cuore con le sue stesse mani e tu ti senti cosi’ stanco di lottare che vorresti non rialzarti piu’.LULU
LILLY: me lo auguro anch’io 🙂 per me non è neanche mai cominciato 🙂 🙂 🙂 e la tempesta che esulava dal contesto mi è parsa da subito uno spreco di energie, investibili in qualcosa di più positivo e costruttivo, e reale :):) anche perché, come a tutti noi, le energie mi servono, “là fuori”, ed è quindi un bene, secondo me, sempre, investirle in qualcosa di costruttivo 🙂
Mi dispiace che tu sia rimasta male per la mia affermazione che, ripeto, era autoironica e il cui senso, per me, di fronte alla frase “profondo studio di sè” era dirti cos’è per me ora “approfondirmi”.
Ciò sicuramente anche, per me, perché a suo tempo sono andata a cercare, e ho trovato, delle chiavi, riguardo il rapporto me/me me/altri che per me sono state assolutamente pratiche, concrete, non teoriche. E a riprova di ciò mi sono servite, fuori dal contesto delle molestie morali, in questi ultimi mesi in cui l’emergenza emotiva, come ti dicevo, è stata veramente generale. E mia.
FRANZ: come vedi sono d’accordo con te, fluire nella vita 🙂 te l’ho già detto 🙂
ma non sempre può essere così immediato quando si esce da una tempesta di grandi proporzioni. Può non essere così immediato sentire di poterci fluire con tutti i propri pezzi al loro posto. Ciò nonostante sentirselo dire, che fluire nella vita fa bene, piuttosto di implodere, fa sempre bene 🙂
Per quanto riguarda i manuali di autoaiuto: ce ne sono di tremendi (quelle cose tipo: “diventa manager in 5 giorni e costruisciti un’azienda con 120 dipendenti in altri 3”, brrrrr ;)) molto superficiali, e anche ridicoli, ce ne sono altri il cui scopo, probabilmente, è anche di far pensare “ma io queste cose le so già!”, che male non fa, nel momento in cui uno, magari, pensava di averle dimenticate. Ce ne sono altri, seri anche se divulgativi, che propongono non soluzioni, quanto piuttosto una visione più mirata e concreta su funzionamenti, dinamiche (quindi la soluzione parte dalla consapevolezza), e offrire un diverso punto di vista, che fa la differenza, e che, se uno vuole, poi, può approfondire in altra sede, dove non basta quello che uno può dirsi da solo.
Non perché non sia abbastanza intelligente, ma perché alle volte, effettivamente, ci sono chiavi, anche semplici, che si possono non vedere, se qualcuno, competente, non te le indica.
Personalmente credo che manuali come “Donne che amano troppo” e “Molestie morali” non siano assolutamente pseudofilosofici, ma bensì molto concreti. Com’è concreta la molestia morale, e sono concreti gli effetti dell'”amare troppo” (effetti emotivi, fisici, economici, e via dicendo) concreti sono gli esempi, concreto, per molti, è comprendere che ciò che gli è avvenuto o gli sta avvenendo ha un nome, dei sintomi, e che è possibile uscirne. Concreto è comprendere che certe relazioni sono forme di dipendenza come l’alcolismo.
Dare un nome a quello che ti sta succedendo, mentre prima ci stavi dentro pensando che succedesse solo a te, o che fosse tutta colpa tua, o che le storie violente possono capitare e avere paura anche di un nuovo incontro, o che fosse perché qualcuno ha colto la tua inadeguatezza, e sentirti depressa perché senti che non ti stai difendendo in modo adeguato, ecc, bhe, spesso fa la differenza. Fa la differenza perché se non guarisce nell’immediato, apre comunque una prima finestra sulla consapevolezza e la guarigione. anche dal trauma di una relazione violenta, dal punto di vista fisico e psicologico.
SONIA: mi dispiace molto che tu ti senta così.
Anche perché, se ricordo bene, i vostri cuori non sono rimasti vicini, nella realtà – nonostante da parte tua ci fossero la volontà e la disponibilità a proseguire una storia a cui tenevi molto – per delle difficoltà non esterne, ma interne poste alla relazione, e non da parte tua. Poi, certo, la responsabilità non è mai da una parte sola, al cento per cento, ma io mi ricordo, se ricordo bene, una Sonia che era per costruire, non per distruggere, per stare, non per lasciare, per continuare, non per finire e che si è messa parecchio, persino troppo in discussione, in alcuni momenti, come se dipendesse tutto da lei, anche se chi aveva detto no non era lei. Una Sonia che ha atteso un segnale, a lungo. Un segnale serio, concreto, non fatto solo di parole, per tornare a costruire qualcosa insieme. Certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano, cantava qualcuno, e in generale può accadere, sì. Ci sono contingenze che dividono le persone, errori che si fanno e si riparano, veramente, con una messa in discussione costruttiva, e le persone possono crescere… ecc ecc. Ma… è facile, fuori da una relazione, quando l’impegno concreto, quotidiano non c’è, parlare d’amore e di rimpianto. Perché non ti ha tenuta stretta a sè quando c’eri, Sonia? chi glielo ha impedito? Che lui ti piace (inteso nel senso più ampio del termine) lo sapevi già, che hai fatto fatica a rinunciare a ciò che ti piaceva di lui, molta fatica. Hai scalato l’everest per rinunciare a qualcosa che tu percepivi come profondo. Quando non hai avuto scelta, perché è stato lui a dire no, quando hai avuto scelta, perché ciò che ti piaceva, e molto di lui, era unito a cose che di fatto non rendevano possibile la relazione che avresti voluto con lui, e perché, concretamente, lui non c’era, come avresti voluto tu. E’ molto triste, e insieme romantico, incontrarsi e pensare: ora potremmo essere insieme!
Perché non lo siete?
E chi ve lo impedisce ora? lasciate i vostri rispettivi compagni, se non li amate, e tornate insieme, se pensate che quello che c’era c’è, che è ineguagliabile, che è stato tutto, solo, un brutto sogno. Lui, se ho capito bene, non si è sposato, tu, se ho capito bene, non ti sei sposata. se voi due siete la reciproca felicità, e non solo parole, chi vi impedisce di esserlo adesso? Parole parole parole cantava Mina. Attenzione, non sto dicendo che lui non pensi quelle parole, ma sto dicendo che tu delle parole, secondo me, non sai proprio che fartene. Volevi e vuoi, giustamente, i fatti, l’impegno. l’amore. L’amore che dice: ci sono, qui, adesso.
No: accidenti, è un vero peccato che le cose siano andate così, sai? perché non mi sento come mi sentivo allora.
ma allora, ad un certo punto, non si sentiva come si sente adesso…
Insomma, un po’ di idee chiare a ‘sto ragazzo, forse, non farebbero male.
Detto ciò, le sensazioni sono quelle che sono.
Baci
Ciao Margherita. Dici:” siamo qui quasi guerrieri per combattere questo schifo, con varie tattiche, analizzando ogni cosa possibile, noi, la storia, lui o lei, le situazioni, i vissuti, i passati, tutto, cercando perchè e rinunciando a risposte, quando invece basterebbe solo dimenticare quella persona che ci ha fatto scaturire talmente tanto coraggio da starle vicino.”
A volte (anche ieri) mi sono chiesta se avesse un senso arrovellarmi in centomila perché e per come.
E me lo sono chiesta visto che, nel periodo in cui sono stata con quella persona, il mio cervello era così ”ben funzionante” da individuare il suo comportamento come marcio.
Però lo decodificavo come tale solo nel momento in cui lo vedevo adottato da altre persone nei confronti di persone care.
Non so se mi sono spiegata….
Insomma. Se lui fosse stato il compagno di una mia amica le avrei suggerito di dargli un calcio nel culo con gli stivali delle sette leghe. Di spedirlo a quel paese con busta raccomandata senza ricevuta di ritorno…..
Quindi ho spostato il fulcro dei miei arrovellamenti mentali DAL “perché e finita” AL “ma mi conosco veramente dato ? Mi voglio bene come ne posso volere ad una mia amica?”
Qualche passo in avanti l’ho fatto.
Ed a questo punto potrei anche buttarmi nell’impresa di cancellarlo, rimuoverlo dalla mia mente come se fosse uno di quei bruttissimi foruncoli che a volte ti compaiono in mezzo alla fronte!!
Però no. Non lo farò. Non dimenticherò mai quel tipo. Mi limiterò a comprimere il suo spazio, a ridimensionarlo, a sgonfiarlo, a vederlo in base a come si è comportato.
E sai perché? Non per ottuso masochismo o voglia immane d vittimismo…….solo perché lui mi tiene ben in mente come’ero prima e cosa rischio se abbasso la guardia.
Il problema non è stato lui. E’ stato come io ho lasciato che fosse con me.
Lui è stato persin “onesto”. Ha messo sul tavolo tutta la sua stronzaggine, non si è nascosto (all’inizio si, va beh).
Avrei dovuto dirgli all’americana : comincia a correre, cocco.Ti do tre secondi di vantaggio e poi ti tratto per il piattello che sei.
Non l’ho fatto. Non l’ho fatto “durante” e neanche per un sacco di tempo dopo…..
Il problema non è la sua bastardaggine evidente. E’ stata la mia ignoranza in materia Lilly, la mia incapacità di volermi bene, di stimarmi come persona meritevole di rispetto.
Se resetto tutto, se lo faccio fuori, faccio fuori la me stessa che sono stata e che rischio di tornare ad essere se metto la testa in un buco e dimentico
E non va bene.
Abbiamo avuto forza, energia, coraggio stando con loro?
E questo è stato positivo.
Abbiamo indirizzato male, usato male quella forza, quell’energia e quel coraggio? Gia!!!!!!
E questo è stato un male. E’ li che dobbiamo intervenire.
Naturalmente parlo del mio vissuto (pecchè quello conosco bene vè!!!).
Le storie di chi passa di qui sono tutte diverse. Ma c’è un tratto comune in parecchie di loro (parecchie….non tutte, ovvio).
Un giorno qualcuno si è svegliato malamente cadendo dal pero……….
Sapeva di essere sul pero? O pensava di essere seduto per terra.
E se pensava di essere a terra è stato l’altro-a a farglielo cadere fregandolo o siamo stati noi a sfalsare la realtà ?
Secondo me è importante porsi questa domanda perché non è finalizzara a trovare il colpevole da linciare ma a trovare il bandolo di una matassa che va sciolta prima che diventi così grande da sedersi sopra di noi vivendo al posto nostro.
Non so se sto dicendo un mucchio di cavolate o il mio discorso in qualche modo fila.
So che può essere un discorso generico perché va bene per tutto. Amore, amicizia, lavoro etc etc etc.
Non partire in un “dagli all’untoreeeeeeeeeeeee” di riscossa prima di aver capito che quell’untore lo abbiamo lasciato avvicinare noi perché non lo abbiamo individuato come tale (pur essendo “unto” come un un fiasco di olio di oliva…….scherzo, lo so che gli untori non erano unti……).
E che al di là del grido di riscossa dobbiamo metterci le chiappe al riparo da altri possibile sviste imparando a conoscerci, a stimarci, a volerci bene.
Poi la vista può, ancora capitare, ovvio.
Ma saremo più clementi con noi stesse-i. (Giusto Lulu?)
Ciao a tutti.
Mah, Lilly, così come è sbagliato il demonizzare chi ci lascia (rischiando di mitizzare e di sovradimensionare la persona), lo è altrettanto colpevolizzarsi per le scelte fatte. Se faccio un’analisi costi benefici della storia vissuta con quella tizia, mi metto a strapparmi i capelli, ma so anche che una storia non è un teorema e i conti non sempre posson tornare. IO ero innamorato, come forse non lo ero mai stato (benchè ogni storia sia diversa e le comparazioni lascino il tempo che trovano)e questa qui non faceva che dirmi “nn ho mai amato nessuno come te, nè mi son mai sentita così amata, ecco perchè dobbiamo sposarci”…Una settimana dopo il quadro era inopinatamente mutato ed ero diventato un cattivone tetragono al suo elevato sentire e via col valzer del “ti amo con il cuore, ma nn con la testa”, “forse sto facendo un errore, no anzi l’errore l’hai commesso tu”, “se capirò di amrti più di tutto ritornerò”, “sei troppo strampalato per una come me, anzi no effettivamente devo esser impazzita io”, “come stai? -come uno che è stato mollato – ecco che cominci a far del vittimismo” – ma insomma che vuoi da me, mi hai scaricato, nn è questo che volevi? – Niente, nn voglio niente, è una situazione di m…- bè ma non si è prodotta per volere del Fato – cheppalle sai solo accusarmi sei un egoista…etc etc.
Come si usa dire, il diavolo si nasconde nei dettagli e forse allineando i dettagli potevo capire che al di la delle enunciazioni formali qualche scricchiolio strutturale c’era già prima…ma il rischio di sintonizzarsi troppo sui dettagli è di diventare paranoici, per cui ho preferito cercare di lasciarmi andare e di vivere senza preclusioni il sentimento da cui ero pervaso…
Come direbbe Lulu, uno si sente una nullità dopo che la persona che l’ama lo lascia più o meno malamente o in maniera più o meno trasparente e responsabile. Ugualmente è evidente che sia assai accidentato e spesso non lineare il percorso di elaborazione. Se servono i manuali di autoaiuto per non sentirsi delle pecore nere, per spiagare quanto avvenuto e non relegarlo ad un sortilegio personale, nn ho nulla obiezione, poi ognuno ha i suoi mezzi e le sue ancore di salvataggio che talvolta lo sotengono naturalmente, altre solo se ci si aggrappa con tutte le forze. IO mi son quasi imposto di non pensare a lei e di dimenticare quello che è stato solo che i sentimenti ed i ricordi beffardamente han trovato un’altra via per appalesarsi, quella dei sogni; mi capita di sognarla spesso, il che è seccante, in verità.
Luna..penso che finchè trovero’ te ad “ascoltarmi” e a parlarmi come solo tu pmi parli, non avro’ bisogno di altr :-)..senza giri di parole ma andando dritto al centro del problema con una rapidità e una facilità che mi fanno quasi paura, nel senso che sembra che tu mi conosci da una vita, senza esserci mai incontrate,..Credimi Luna io non conosco nessuno che ha capito cosi’ fino in fondo la mia storia, ma soprattutto i pensieri che giorno dopo giorno in questi mesi mi corrono e si scontrano nella mia testa..girando cosi’ vorticosamnte che nemmeno io riesco a seguirli..te si, non so perchè, non so che dono hai..spero solo che nella tua vita tui faccia un alvoro che ti permette di sfruttae questa tua dote, pechè è una dote io ne sono convinta!GRAZIE
Tutto quello che ho scritto l’altro giorno d’istinto senza neanche rileggerlo..se solo adesso lo rileggo con attenzione e soprattutto dopo aver letto le tue riflessioni in proposito…boh lo vedo con occhi diversi…non che non lo penso..pero’ è stato facile cascare in quel vortice di sensazioni avendo accanto la persona che hai amato cosi’ profondamente, e che come giustamente hai detto te, a cui ho fatto fatica a rinunciare..molta fatica..
Adesso pero’ io non so se tornerei con lui..anzi, non credo proprio..perchè non basta a cancellare l’abbandono e il ritorno farsa..
il non impegno..ecc ecc..
Per me è un capitolo curioso..ho fatto fatica a crederlo veramente e non posso permettere che qualcosa butti all’aria l’impegno di mesi..a meno che qualcosa di reale e veramente tangibile..
E se non provero’ mai piu’ qualcosa di neanche simile, e se non trovero’ mai piu’ qualcuno che mi darà cosi’ tanto..beh, almeno una volta l’ho provato, no?
Io non sono innamorata di questo ragazzo che fequento da pochissimo..ci sto bene, è vero, ma non mi sono innamorata di lui..ci sto andando piano, con tutti i miei freni, le mie paure..non mi lascio andare del tutto perchè fondamentalmente non mi fido di lui, perchè è il contrario del mio “uomo ideale”, perchè non ha mai avuto una relazione stabile, perchè gli piacciono molto le donne, gli piace divetirsi..boh, non mi à fiducia..
Pero’ mi fa stare bene..e alla fine è quello che voglio adesso..senza troppi impegni..poi chissà..posso stufarmi io, lui, tutti e due..posso capire che è una storia che non mi lascerà niente a lungo andare e lasciare perdere..non lo so!
Penso sempre chissà cosa prova, cosa pensa, se realmente tiene a me o se mi prende in giro..mi faccio tante domande su di lui quando ancora non ho le risposte neanche se le pongo a me stessa..
non so piu’ niente..
Buon week end
Salve a tutti.
Lilly ti mando un sorriso e un grazie per la pacca sulla spalla ricambiata…
@Se non doveste incontrare la totale approvazione e vi sentirete destabilizzati pensate, prima di tutto, che siete stati colpiti proprio lì e che prima di incazzarvi con l’interlocutore dovreste affrontare il vostro problema….
Hai colto il punto.
E’ esattamente il contrario di questo che io cercavo di trasmettere.
Poter percepire un senso di silenzioso calore che ci dica per una volta tanto sei solo triste, non scavare oltre alla ricerca di qualche problema, vedrai che passerà.
Perchè è umano aver voglia qualche volta non sentirsi sempre con qualche problema da risolvere ma rifugiarsi dentro un abbraccio (seppur virtuale) così come siamo, abbassando la guardia e non alzandola sempre.
Siamo fatti anche di carne oltre che di cervello, non siamo diversi da quando queste carni sono state prese a mazzate e non è solo il cervello che può guarire le ferite che abbiamo, servono anche le bende….
LUNA rilassati, tira un respiro e non uccidere tori.
Io penso che essere guerrieri sempre ci faccia un pò perdere la sensiblità della dolcezza, l’empatia con le cose semplici.
Alzare perennemente la guardia su tutto io penso ci introduca in meccanismi che ci induriscono a prescindere da dove e con chi ci troviamo.
Si rischia di cercare manipolazioni, problemi, e reagire di conseguenza anche dove non ce ne stanno e la nostra spontaneità diventa quella della difesa, la ricerca del qualcosa che non va e la perdita di quello che invece va perchè è NORMALE, perchè fa parte del nostro umano sentire, che è giusto che sentiamo.
E’ normale in noi tutti qui che nasca un senso di sfiducia, di dubbio verso il mondo intero e noi stessi, ma come diceva(non mi ricordo chi scusate) qualche giorno fa una di noi “avrei bisogno di una sola cosa che mi andasse bene e so che riuscirei a risollevarmi”.
Quello che voglio dire è che è vero che a volte abbiamo un disperato bisogno di ricevere un segno dall’esterno che ci faccia sentire bene, non che ci detti ciò di cui abbiamo bisogno, ma semplicemente che ci appaghi di ciò di cui sentiamo la mancanza in quel momento e che in una giornata no a volte fa miracoli più di un libro intero sulla ricerca dei miei problemi interiori per far cessare il malessere del mio bisogno inappagato.
Io trovo che non ci sia nulla di sbagliato nè nel sentire questo nè nel cercare questo, non trovo che sia una dipendenza da niente, ma solo la natura di molte persone troppo spesso non capita e calpestata e per quanto la razionalità potrà mettere toppe o alimentarla in maniera diversa non la potrà mai cambiare.
Ce l’abbiamo il bisogno dell’approvazione e del sostegno dagli altri, il rischio della dipendeza c’è e finchè è appagata va tutto bene, il palco crolla quando manca la “droga” o questa ci fa crepare, allora si corre ai ripari per disintossicarci, non prima…..
Per me libertà è anche accettare questo come parte di noi positiva..
MARGHERITA: Amo il dialogo costruttivo, anche in antitesi, perché è uno scambio.
La mera sfida dialettica, totalmente fine a se stessa, non suscita in me, invece, alcun interesse.
Posso sostenerla? sì. Ma non mi interessa proprio. Non mi interessa questo genere di competizione a chi trova la frase più d’effetto, fine a se stessa.
Se voglio giocare a ping pong vado a giocare a ping pong.
Pare che Luna, e quello che rappresenta per te, più ancora di quello che dice, e che interpreti a modo tuo, mi sa in modo fortemente proiettivo, sia diventato per te un fatto personale.
Conduco il mio viaggio in modo diverso da te, la penso diversamente, punto. E’ tanto insopportabile questa cosa, per te?
E tutto ciò, poi, è nato da una frase scambiata tra me e un’altra persona, non tra me e te, che è diventata per te il pretesto per fare una crociata contro la psicologia, e contro ciò che, secondo te, è o dice Luna.
Se parlo in terza persona, dicendo LUNA, è perché sono quantomai convinta che la persona con cui te la prendi è un nome che tu, in questo momento, tu stai vestendo di quello che vuoi.
Luna che magari fa la tesi di laurea, e non ha sofferto, e ti fa venire i dubbi, ma Luna che non si fida del mondo e ha i dubbi.
Luna che è troppo razionale (anche se parla di ascoltare la panza ogni due per tre, ndr), Luna che non è empatica a sufficienza, Luna che non è dolce.
E via con la fiera delle etichette 😉
Questa è la tua Luna. Sonia, Naty, Lilly, ciascuno avrà la sua. E’ naturale che sia così. Intendo dire che a ciascuno di noi piace o non piace qualcosa negli altri, ci possiamo sentire più vicini, affini a qualcuno, in generale, in un dato momento, o meno.
Tu, passami la battuta, mi sa che in questo periodo hai la Luna storta 😉
Io non ho alcun interesse a farti cambiare idea riguardo come tu consideri il tuo problema, o non problema, come intendi risolvertelo, o come te la vivi. A me non interessa, in senso buono, perché, come dico sempre, ciascuno fa il suo viaggio e sa per sè. La libertà è sacra.
Peraltro il tuo modo di vivere la tua vita in che modo influenza la mia? Nessuno. Quindi, a maggior ragione, puoi vivertela come vuoi.
A te, invece, dà fastidio che io la viva a modo mio. Il perché sia così importante, francamente, è un mistero. Che non ho interesse a sviscerare.
L’altro aspetto è che qui tutte le persone portano, mi pare, in maniera costruttiva ciò che a loro serve per stare meglio. Che uno porti la samba, uno la psicologia, uno il contatto con Dio, uno la passeggiata al parco, o la lettura delle poesie di Prevert, e spesso anche più di una cosa insieme, tutti portano qualcosa di costruttivo, mettendolo in circolo.
Poi, ciascuno, vede cosa gli serve o cosa no, cosa gli sconfinfera o cosa no, di ciò che è in circolo. Di solito quando qualcuno va in antitesi non è su ciò che a qualcuno ha fatto bene, ma sul fatto che qualcuno stia beccando legnate, o si stia consumando dietro a qualcosa che gli sta facendo male.
Ciao Margherita. Hai ragione, nel senso che anche io penso ciò che tu hai scritto …..con un’aggiunta, però …proprio perché non sempre dobbiamo scavare alla ricerca di qualche problema sarebbe meglio (per noi stessi) evitare di vedere il problema quando magari non c’è ed è un mostriciattolo creato dal nostro animo ferito.
Ti faccio un esempio. Ieri mattina ho preso un autobus. In prossimità della fermata vedo che c’è un vecchietto con gobbo e bastone, in piedi e messo di traverso. Faccio due rapidi conti e deduco che il nonnetto, se non scenderà, non sarà così rapido nello spostamento da lasciare il passaggio libero e mi trascinerà nella sua folle corsa verso la fermata successiva…..mi avvicino e gli chiedo”scusi? Scende alla prossima”. Lui di rimando mi risponde “nooooo, guardi, son qui solo per controllare che e porte funzionino bene…..”. Era girato di spalle ed io ho subito colto un atteggiamento di scazzo, di sgarbatezza. Poi il nonnetto si gira e vedo che sta sorridendo e mi dice “tranquilla signorina, non la porto al capolinea”….Il mio cervello aveva già registratoun tono sgradito e si era automaticamente offeso……e invece era tutta aria fritta. Il nonnetto stava semplicemente ironizzando.
Dov’era il problema?Non c’era il problema. Io ne ho creato uno ed io l’ho smontato subito dopo….
Non è colpevolizzarsi, non è darsi addosso, è semplicemente autoconcedersi un po’ di calore prima di affidarsi al calore altrui. Calore altrui che è bello, piacevole, consolatorio ma solo se siamo in condizione di riceverlo e non così prevenuti da averne bisogno di un eccesso per gradirne una metà.
Sono prevenuta perché in passato sono stata ferita lì, in quel preciso punto, ma se mi ostino ad essere prevenuta anche nel presente sono io stessa che impedisco a quella ferita di rimarginarsi…..
Non so come dire, vivere un po’ più rilassati, non essere tesi alla ricerca della sfumatura che potrebbe urtare, fare male, cogliere l’ironia altrui soprattutto se sei uno (come nel mio caso) che ne fa addirittura abuso.
Quindi nel brandello di post che hai riportato intendevo “affrontare” il problema nella consapevolezza che c’è e va messo insieme a quelli da risolvere ma non per martoriarsi il cervello nell’ennesima sega mentale bensì per una precisa finalità…….per non doverlo subire tutte le volte…. per, come giustamente dici tu, “poter percepire un senso di silenzioso calore”.
Comunque, Margherita, aridamoce ‘na bella pacca sulle spalle, che non fa mai male……Giusto?
Franz. Anche secondo me è sbagliato colpevolizzarsi. Infatti non lo faccio. Il che non significa non assumersi nessuna responsabilità. Se indietreggio perché Tizio avanza verso di me in modo aggressivo e sbadatamente spacco un vaso, non mi lincio per averlo fracassato ma neanche dico che è colpa solo di Tizio . Se a Tizio avressi dato un calcio negli zebedei (nel senso di mandarlo a quel paese. Violenza mai, per carità…!!!) avrebbe smesso di avanzare verso di me ed il vaso (forse) sarebbe ancora intero.
Non si tratta di trovare a chi addossare la colpa. Si tratta di capire quando e dove che abbiamo “sbagliato direzione” allontanandoci da noi stessi e dalla nostra autotuela per evitare 1) di rifarlo (perseverare è diabolico!!!!) 2) di non risolvere il problema rischiando (nei momenti di tensione quando le seghe mentali diventano più attive che in una falegnameria……) di vederlo più grosso di quello che è.
Facile dire “ lo stronzo/a è lui/lei” un po’ meno “si ma perché l’ho lasciato /a fare?”! Facile demonizzare un po’ meno analizzare ma in maniera pacifica (senza colpevolizzarsi e flagellarsi nella pubblica piazza).
Sai qual è (secondo me, ovvio) il rischio del non affrontare il problema accettando anche di riconoscersi una sorta di responsabilità (se e nella misura in cui esiste)?
Il rischio è che le loro presenze irrisolte spariscano dai pensieri e tornino nel momento in cui la nostra guardia è abbassata. Nei sogni.!!! Quando il cervello dorme e la pancia di cui parla Luna è lì tranquilla che rumina la situazione e si accorge che c’è qualcosa che non va, che un tassello non è al suo posto..
Parlo di presenze irrisolte perché le abbiamo eliminate senza affrontare la casistica di problematiche che c’era (e c’è) dietro di loro.
E’ come mettersi una giacca pulita su una camicia macchiata……………….la macchia resta e tu lo sai. Nessuno la vede ma tu sei comunque imbarazzato. Quell’imbarazzo esce prima o poi. Forse converrebbe lavare la camicia.
Forse converrebbe “dimenticare” solo quando per davvero li avremo trasformati (oltre che visti, considerati, ritenuti senza però esserene convinti) in persone così piccole da poter essere accantonate in un angolino di noi.
E quando ci convinceremo che non sono poi così grandi? Forse (e sottolineo otto volte forse) quando smetteremo di considerarli talmente grandi da doverli ignorare per non doverli affrontare. E non conta ripeterci all’infinito che loro non sono grandi-*loro non sono grandi-loro non sono grandi……dobbiamo anche crederlo. Esserne convinti.
Anche la Ferrari del vicino di casa è una pacchianata da arricchiti buzzurri ignoranti……..o lo è solo perchè forse non ce la possiamo permettere?????
Ciao a tutti
E in generale trovo che le persone, da questo punto di vista, siano in grado di arrangiarsi e di farsi una loro personale opinione, su cosa prendere o no dal positivo self service del circolo.
i dialoghi di solito sono sereni, e se anche l’antitesi c’è, non è basata sulla sfida.
Se c’è il malinteso, come c’è fuori nel mondo, le persone si chiariscono. E superano la cosa, senza andare avanti a farne un caso per cento giorni o fissarsi. Perché sono ben contente quando torna l’armonia.
Se due persone hanno tempi diversi, empaticamente si allineano. E, francamente, io, qui, vedo molta buona fede. Vedo la famosa cordata. Vedo persone che fanno del loro meglio per tirarsi su e, se possono, per dare una mano anche agli altri, contemporaneamente. Portando quello che sanno, che stanno imparando lungo il cammino, le loro riflessioni, i loro voli giù, i loro voli su, i loro dubbi, anche i loro malintesi reciproci. Ma dubbi costruttivi, non i dubbi tipo: ma Naty sarà veramente lei o un signore con i baffi che sta cercando di fare un sondaggio? Ma Anto sarà mica in realtà il mio prof del liceo che mi aveva dato due in italiano e ora vuole vedere se ho imparato la consecutio temporis? Ma questi qui mi vogliono bene davvero o me la stanno cazzando?
(scusa per i baffi, Naty 😉
Onestamente sono cose che a me non sono mai venute in mente. Mentre parli di semplicità nel tuo continuo attacco a me io vedo tensione, e perdita di tempo. Così sento io questa faccenda.
Una tensione che non mi interessa, perché non la trovo costruttiva, e, per come l’ho sempre visto io, questo forum è invece un territorio costruttivo. Anche inciampando, alle volte. Ma siamo persone, e le persone qui e là fuori inciampano. E serve anche inciampare.
E anche il fatto che alcune persone possano sentirsi più affini o meno, che è poi ciò che avviene nella vita in genere.
Quello che mi colpisce non è il fatto di starti sulle palle, perché il mondo è vario, e varie sono le opinioni, ma il fatto che tu non vada in antitesi su qualcosa che fa male, le mie idee per me, ma qualcosa che a qualcuno fa bene, anche se non è la strada che percorreresti tu.
E che per te sia così importante credere che Luna, in realtà, sia uno con i baffi che non ha mai sofferto e te la vuole cazzare.
O rimettere in riga Luna facendole capire che non è poi così serena come forse lei crede, che quello che dice che le è servito non le è servito, che non è dolce, non ha empatia.
In un forum dove si tende a rafforzare l’autostima non è male, eh! 😉 😉 😉 😉
veramente mi fa sorridere questo :DDDDDDDD
è proprio paradossale 🙂 🙂
Comunque sia, mi dispiace dover dirti che non ti risponderò più, ma io non intendo più proseguire questo dialogo, a meno che non diventi realmente costruttivo. E teso verso l’armonia.
C’è una differenza enorme tra l’essere contenti per uno scambio armonico, per le affinità, e il fatto di avere vicino persone che con la loro presenza arricchiscono il nostro mondo, e noi il loro, e il fatto di vivere gli altri come una droga che può anche ammazzarti, per astinenza o overdose.
Tutti sono contenti dell’approvazione altrui, ma c’è chi,senza, o quando si fa disapprovazione, diventa così disperato e manipolato da avere la sensazione di non esistere più. Non è una tara, non è una vergogna, ma è un disagio, forte. E x quanto mi riguarda non ho mai conosciuto nessuno che abbia affrontato sul serio questo disagio, in modo concreto e mirato, avendo il coraggio di uscire dagli schemi stessi della mentalità dipendente, e che si sia pentito di averlo fatto.
saluti 🙂
LILLY: @autoconcedersi un po’ di calore prima di affidarsi al calore altrui. Calore altrui che è bello, piacevole, consolatorio ma solo se siamo in condizione di riceverlo e non così prevenuti da averne bisogno di un eccesso per gradirne una metà.
🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
@E’ come mettersi una giacca pulita su una camicia macchiata……………….la macchia resta e tu lo sai. Nessuno la vede ma tu sei comunque imbarazzato. Quell’imbarazzo esce prima o poi. Forse converrebbe lavare la camicia.
🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
L’esempio del nonnetto era molto carino. E poi il nonnetto ironico… fantastico 🙂
oggi al supermercato c’era una coppia anzianotta, al momento supermusona che, in realtà, quando mi ha vista sorridere affettuosamente per una loro scena stile “Casa Vianello” riguardante i surgelati, invece di incazzarsi (voglio dire, sono passata di là e ho “partecipato”, spontanea, con la mia espressione “che scenetta simpatica”,ma lui era proprio un brontolone numero uno e quindi teoricamente poteva essere uno che si incazza… ma forse avesse avuto l’anda di uno che si arrabbia non gli avrei sorriso in faccia) incrociando il mio sguardo divertito si è messa a ridere. E lui mi ha anche raccontato del loro primo incontro, peraltro molto buffo, facendole, di fatto, una dichiarazione d’amore.
Che carini :):):)
e soprattutto pronti a farsi una risata 🙂
Ebbene sì, LUNA… Mi hai smascherato…
In realtà, oltre ai baffi, c’ho pure la barba (lunga: so un po’ depresso e dormo durante er giorno; so de Roma… Che se sente?), e c’ho du’ (s)palle così… E sinceramente se vedessi – per dirne uno a caso, eh – l’ex di LULU, davanti ar suo ufficio, che se fa bbello con la su’ bbella (a str…o!), je farei na faccia così! Oppure, a quell’altro della LILLY, che se mette sur treno a guardalla e sta pure zitto… Io je menerei, pure a quello!
Eh, scusateme, ma quanno ce vo ce vo, antro che pissichiatria e pissicologia, eh!
Nun sei d’accordo, Luna?