La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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sapete cosa è uscito dalla seduta con la psicologa?
che io carico di responsabilità gli altri che mis tanno intorno. io penso che nella quotidianità di un rapporto ci si scambia gioie dolori ansie paure speranza scherzi risate amore baci urla, comunicare condividere a volte fondersi(anche se sbagliato). la mia responsabilità che ho fatto ricadere su di lui non si sentiva nel corso della relazione perchè è stato inconsapevole automatico e forse normale..ma nel momento in cui lui ha detto: ok voglio anche io la puasa che chiedi. lì ho sentito tutta la forza che mi dava lui in un secondo era crollata, e che avevo creato una dipendenza senza accorgermene.
PERCHé?
la psicolaga dice che io non riesco ad avere un rapporto con me stesso, che ho tanto dentro di me che ho una grande personalità ma siccome ho paura della solitudine per avere rapporto con me cerco altri canali, e con lui avevo trovato il canale preferenziale per parlare con me. insomma sembra così che sono un narciso egoista che guarda solo a sè. ok ci sta ma io davo anche tanto e per la prima volta amore questo nessuno l’ha detto, l’ho anche io reso felice e fatto stare bene amato e coccolato, poi ci sono alti e bassi momenti no e si ma SI LOTTA per amore e io ho lottato anche per superare i miei limiti lui no. ora però a quanto pare mi rendo conto che amavo lui perchè volevo amare me stesso e che di lui mi manca solo la compagnia perchè tutto il resto a quanto pare potrei farlo da solo.
quindi?
1 ricostruire me stesso,
essere sicuro non grazie agli altri ma grazie a me
2 non scaricare la mia insicurezza e paura della solitudine sugli altri che poi scappano
3 trovare eprsone alla pari con cui condividere amare e scambiare.
p.s. nel caso di specie lui non è scappato perchè incastrato, non è così intelligente, rimane un mistero sempre fuso tra: ricatti familiari passato strano, voglia di instabilità, rapporti brevi, fuochi di paglia,voglia di sesso forse con altri, depressione e disperazione.
CONTINUA..
rimane il fatto che io l’ho amato non per soldi sesso o convenienza ma perchè era ciò che volevo e desideravo in quel momento che ora crescendo maturando e riscoprendo me stesso capisco che non dovrebbbe essere più ciò che voglio…è un percorso dal quale voglio uscirne nuovo e pronto a nuove vere esperienze, chissà se tornerà mai lui e vedrà come sarò diventato.
baci a tutti
Ciao Markos. Premetto che mai e poi mai contesterei le parole di un/una professionista…..però (leggendo quanto scrivi) mi sembra che lui sia scappato non tanto perchè gravato da troppe responsabilità che gli avresti scaricato addosso ma per un puro attacco di vigliaccheria.
Credo al dialogo tra le persone civili.
Credo che se Tizio ha un problema che ritiene generato da Caio nulla impedisce a Tizio di dirlo.
Anche senza tanti convenevoli “scusa caro, grazie caro” …..anche in modo brusco “Ehi cocco, stai esagerando! O cambi musica o mi costringi a portar via le palle per questo quello e quel problema!!!!” !
Però si dovrebbe parlare. Dire chiaro e tondo quali sono “questo, quello, quel problema” per consentire all’altro di cambiare atteggiamento, spiegare i suoi perchè, sapere che le cose rischiano di precipitare.
Se io mi presento a casa tua tutti i giorni e tu mi accogli con un sorriso e mi offri il caffè cosa cavolo ne so che appena giro l’angolo mi tiri quattrocento accidenti perchè ti ho rotto e sono invadente?
Certo!!!! Posso immaginarlo! Ma allora il dialogo cos’è? A che serve?
Non voglio cadere nella banalità del “chi scappa ha torto”.
Magari ha centomila ragioni.
Ma le vanifica tutte nel momento in cui risolve il problema scappando anzichè affrontandolo di petto per poi andarsene via con calma e con piena ragione.
Anche io mi ero fatta una scaletta delle “cose da fare” per riprendere il possesso della mia esistenza.
Non l’ho mai seguita.
C’è un istinto naturale che ti porta a riemergere anche se non segui passo a passo la scaletta.
C’è un qualcosa che ti porta a trovare la riva anche se anzichè dire 1-2-3-4-5-6 etc dici 2-8-9-6-4-1.
Dici: “Ricostruire te stesso”!
Io direi “riprendere atto di te stesso”.
Tu sai come sei. Lo sai dentro di te.
Poi c’è un’immagine che ti si è creata intorno ma che è sfalsata dagli eventi che ti sono capitati o che hai provocato.
Quando capitano troppe cose si annebbia tutto. E rischi di vederti
non per come sei ma per l’immagine che mandi non solo all’esterno ma anche all’interno di te.
Ti è mai capitato di dire “io non sono così….” in tua difesa quando qualcuno ti attacca e muove delle accuse?
O di pensare che non avresti mai potuto pensare che avresti potuto arrivare al punto di agire così o subire così?
A me capita ogni volta in cui devo fronteggiare le conseguenze di una situazione che è nata nel periodo in cui avevo perso la bussola e agivo diversamente da come svrei agito in condizioni di normalità.
Mesi fa sono finita a terra, massacrata, calpestata, priva di ogni forza, di ogni voglia, di ogni energia. Ed è stato ancora più massacrante il rialzarmi ed il ripartire.
L’assurdo è che in quelle condizioni ci sono finite non per lo scarso amore per me ma perchè mi stimavo così tanto da avere la pretesa poter provvedere a tutti. A me, a quell’altro etc.
Non era così! Così mi sono ripresa possesso di me, mi sono ridimensionata, mi sono parlata ma sopratutto ascoltata.
Non avevo più un dialogo con me non perchè mi serviva la bocca di un altro per parlarmi ma perchè pensavo di non aver bisogno di parlarmi, di aver raggiunto un intesa così intensa con me da capirmi con uno sguardo.
Non so se per te è la stessa cosa.
Però credo tantissimo nella spontaneità degli atteggiamenti e credo che da questi emergano centomile cose.
Scrivere parlando di sè, raccontandosi e raccontando, confrontarsi, chiedere, rispondere credo sia sintomatico del fatto che ci si ami, si voglia uscire da una situazione che provoca dolore e disagio, si sia instaurato o reinstaurato un dialogo con sè stessi e si smanetti in tutti i modi per ricavalcre l’onda.
Con tutte le ansie, le cadute, le impennate, le tragedie, le esaltazioni che il riprendere il pieno possesso della propria esistenza comporta.
Bye!
lily ci siamo capiti al volo se tu dici ti amo da morire, sei la mia ragione di vita, sei il mio respiro, vorrei realizzare tutto con te e poi crolli uscendo con la scusa: non sento più nulla, ci sono piccole cose su cui sono passato sopra ma che ora, ma solo ora mi dici ti amo.
ma insomma sei pazzo? io sono stato così con i miei difetti limiti pregi e cose positive dall’inizio, rinforzandomi sempre di più e prendendo tuttò ciò che c’era di bello.
il problema non sono io, perchè dopo che ha detto queste cose cominciò a uscire con le frasi: ho amato solo te ma ti prego vai non voglio che soffri per me devo stare solo, poi sono malato e il resto lo conosci ormai fino a quando non mi ha detto mi fa male averti vicino. il problema è lui è ciò che di strano gli sarà capitato.
perchè un vero e sentito sentimento non crolla in una notte, e se crolla si lotta perchè ci si crede.
è difficile riprendere possesso di me perchè per quanto vorrei avere il coraggio e la forza di ricominciare passo roe a piangere a eltto eprchè mi manca lo status di uomo felice e completo in cui ero. anche se lui non era la persona giusta, anche se mi calava sempre la testa, anche se io lo rifiutavo etc etc comunque stare con quella persona mi faceva stare bene.
e ora? sono caduto in un fosso però riguardo la montagna dalla quale ero caduto e mi dico: risaliamo, e stavolta superiamo il punto dove ero arrivato eprchè non era la cima ma merito ancora di più.
sono convinto che la vita sia un film e sono convinto che dopo aver provato tanta felicità e aver amato in modo così folle e puro anche se contorto posso avere altre mille possibilità da vivere alla luce di quest’esperienza.
ce la voglio fare.
un giorno magari quì tutti scirveremo di come siamo di nuovo felici.
è durissima perchè non voglio dimenticarlo ma lo sto esaltando troppo cmq,non voglio piangere ancora ma tornare a ridere anche se morto dentro e con mille ricordi bellissimi.
spero di farcela.
neanche a me va di intromettermi in una seduta 😉 anche perché il luogo terapeutico è molto privato, personale, e si basa su un tipo di dialogo differente, e soprattutto il percorso non è fatto soltanto dalle due sedute, per dire, a tot cadenza, con un buco di giorni in mezzo, ma anche dalle rielaborazioni/riflessioni/sensazioni tra una seduta e l’altra.
In cui, per esempio – dico in generale – una frase che al momento può averci colpito in un modo – e possiamo averla trovata lontanissima da noi, o possiamo avervi visto un “giudizio” che non c’è – assume per noi via via un altro significato. Qualcosa, intendo dire, si muove.
Ne parlava, mi sembra, anche Lulu tempo fa 🙂
uno psicologo non parla di colpe e non dà etichette come “egoista e narciso”, che non credo Markos abbia sentito pronunciare dalla sua terapeuta.
@la psicolaga dice che io non riesco ad avere un rapporto con me stesso, che ho tanto dentro di me che ho una grande personalità ma siccome ho paura della solitudine per avere rapporto con me cerco altri canali, e con lui avevo trovato il canale preferenziale per parlare con me.
questa frase di per sè non vuol dire nè che uno sia egoista, nè narciso. Questa frase è centrata su Markos, ma non nel senso di togliere responsabilità all’altra persona, che vada o resti, che comprenda o non comprenda, o di dare colpe a lui, Markos, ma del percorso che Markos fa, personale, nel momento in cui va da uno psicologo. Per stare meglio LUI.
che è quello, mi pare, che stai cercando, caro Markos.
In tuo discorso cara Lilly ovviamente non ha nulla di sbagliato, non lo sto discutendo assolutamente. Quello che voglio dire è che se la persona con cui Markos ha avuto una relazione andasse da un terapeuta (se ne sentisse la voglia, lo stimolo, il bisogno) potrebbe parlare dei suoi perché.
Markos: scommetto che una tua paura è anche di non provare più tutte quelle emozioni che nel bene o nel male provavi con lui e che hanno reso la vostra storia unica e meravigliosa…..
Dico così perchè (mi accorgo di avere tanti punti in comune con te) questa è stata una mia paura finchè non mi sono resa conto che il provare un’emozione non dipende solo dall’altro ma anche (e tanto…) da come noi siamo in grado sia di provocarla che di percepirla.
E che quindi perdendo lui non avrei comunque perso il mio potenziale emozionale.
Certo! Loro sono stati unici, importantissimi, hanno sconvolto la nostra vita, hanno dato tanto e portato via altrettanto….ma se ne sono andati (per sempre nel mio caso….. per adesso nel tuo). Già se ne sono andati ma non si sono portati via nè noi nè le nostre potenzialità.
Certo che ce la farai Markos. Perchè non sei morto dentro.
Sei solo ferito, incazzato, spaventato, intimidito ma con tanta tanta voglia di risalire la montagna per vedere se dietro ne vedi spuntare una ancora più alta!
Tutte (o quasi) le persone che scrivono qui stanno salendo o stanno pensando comunque di farlo o sperano di avere la forza per farlo, prima o poi.
Io sto capendo che non c’è tutta questa fretta di arrivare in cima.
Che mentre si sale si può decidere anche di fermarsi per un pò, di guardare il paesaggio, rincorrere le farfalle, crogiolarsi al sole, giocare con l’eco, riposarsi, mangiare, bere e dormire per poi arrivare alla cima con le idee più chiare, il cuore sgombro da paure, rabbia, depressione e la panza piena di buoni propositi.
Pigliatela con calma e vedrai che il fosso in cui sei caduto ti sembrerà, pian piano, meno profondo di quanto avevi creduto all’inizio.
Un bacione.
Ciao ciao a tutti.
Ps.Come va????
Delle sue motivazioni, delle sue interpretazioni, dei suoi bisogni, delle sue scelte, del perché se ne va, del perché resta, del perché dice e non dice. Di cosa lui ha cercato in Markos.
Ma quando Markos va dalla sua psicologa ci porta se stesso.
Se stesso per stare meglio, bene, per ritrovare i SUOI strumenti.
Markos, non so se mi sono spiegata bene, forse no.
Quello che de panza posso dirti è che proprio perché leggo il tuo stato di confusione e sofferenza, come la tua voglia di uscirne, e proprio perché tu stesso, più volte, hai detto quanto questa persona non ti sia indispensabile quanto tale, ma comunque, in alcuni momenti, “indispensabile” per il tuo concetto di felicità, anche per il modo in cui c’è stata la vostra separazione, che ti ha lasciato, ovviamente, sgomento, e proprio perché, ovviamente, quello che hai dentro adesso sarà un po’ tutto e il contrario di tutto, io credo che tu, visto che hai sentito di fare questa scelta, andare dalla psicologa possa aiutarti a dipanare questa matassa anche di emozioni.
Che andandosene così, indipendentemente da che parte possano stare le ragioni e i torti, lui ti abbia scombussolato (parola impropria, che non rende, lo so…) e portato a sentire/pensare milioni di cose, anche a ridiscuterle dentro di te, è chiaro. Non potrebbe che essere così.
D’altra parte così è. Lo ha fatto e tu ora stai male.
E se da un lato è vero che il dolore non può che fare il suo corso, qualcuno che, dal di fuori, possa aiutarti a dipanare la matassa, secondo me (è solo la mia opinione, ovviamente) può alleggerirti dei carichi che porti ogni volta che ti fai dei botta e risposta mentali, o tu stessi ti accorgi di oscillare tra risposte opposte che ti tolgono tante energie.
Il centro della cosa mi pare il tuo stare bene, intanto.
Vedere chiaro va in proporzione,secondo me.
Baci.
Luna di certo la psicolaga mi sta aiutando molto, ma non inganniamoci è ovvio che ce la potrei fare da solo, potrei risalire e andare ancora più sopra perchè so che se mi metto di impegno sono un vulcano pieno di emozioni sentimenti e voglia di vivere (elementi che hanno colpito molto il mio lui) ma purtroppo vuoi o non vuoi mi manca come ero prima.
ma la beffa sai qual’è?
che in fondo ho avuto ciò che chiedevo. perchè gli dissi se rimanevamo solo amici. ora tutti mi potrete dire che lo dicevo perchè quindi mi trovavo male e la volevo troncare o che ero immaturo e non capivo io invece vi dirò che glielo chiedevo perchè mi piaceva vederlo lottare per me. è vero spesso lo trattavo con sufficienza in questi momenti, so che ci è stato male, e che soffriva tanto, ma è il mio carattere era la mia invincibile forza che mi portava ad allontanarlo a volte, forza che alla fine veniva da quel rapporto in cui al di là ora delle pause etc c’era tantissimo altro, c’erano i miei slanci improvvisi d’amore nei suoi confronti, la ricerca per renderlo felice, la voglia di vivere tutto insieme a lui, baciarlo amarlo. ovviamente poi è carino tirarsela un poco e giocare su questo, già giocare per alimentare il rapporto che ogni giorno rinasce e si reinventa, per quanto lui possa dire non provo più nulla e ci sono cose che non vanno se aveva veramente quel sentimento dentro di se così forte come diceva lui, si fermava e si diceva: lui è sempre così, viziato?immaturo?strano?altalenante?ok, ma io mi sono innamorato di lui, e lo accetto così o se ne parla.
quindi epr quanto la può dare a bere a tutti con le cavolate che dice io so che c’è qualcosa di fondo di strano. amici genitori famiglia droghe etc, che hanno portato il mio lui ad essere così.
non lo riconosco e non so se fermarmi a chi ho conosciuto io o vedere questa realtà così strana che porta uno come lui così fragile a non mandare manco un sms dopo tutto quello che ho fatto.
troppo strano e non smetterò di dirlo mai.
lily hai perfettamente ragione, la vediamo uguale. ho paura che non mi possa innamorare di nuovo, lo so che succederà con il tempo, ma il primo amore è il primo perchè è quello che ti ha fatto scoprire questo sentimento che non conoscevi, io sempre gli dicevo io non so se ti amo ma se amare vuol dire pensarti voler stare con te avere sogni e speranze con te e starti sempre accanto, ok allora ti amo, forse ho sempre cercato la razionalità in un sentimento che ha solo una base di illogico.
ed è così l’amore è folle, è tutto è guerra è lotta è sofferenza ma anche se soffro e piango (anche ora scrivendo) ringrazio il cielo per tutto ciò, meglio questo che non averlo mai provato.
sto idealizzando troppo lui perchè magari ora come ora l’avrei già lasciato, può darsi perchè non mi dava in fondo tutto ciò che chiedevo, però era la prima volta e l’ho resa unica e tale perchè per me già era per sempre già era futuro era tutto, e forte di questo andavo avanti.
ci ho provato ho visto un altro ragazzo ma niente, per quanto può essere un bisogno anche fisiologico ma non ci riesco, non se se il mio lui frequenta altri ma capace, solos esso e null’altro questo la vita gli ha sempre dato io ero il primo che l’ha amato e si è sentito amato. non riesco a frequentare un altro ma non perchè non voglio nel rispetto suo ma nel rispetto del mio sentimento che lento è maturato dentro di me, il suo era tutto subito e perfetto e forse è svanito così, ma il mio è vivo e vero come tutto in me.
l’onestà e la sincerità pagano?la ruota gira? mah!
eppure tra malattie presunte e tradimenti e famiglie avverse sento che in fondo era sincero nei miei confronti e uno come lui così “servizievole” non mi avrebbe mai voluto fare ciò con cosìtanta ostinazione non è un vedere B dietro A ma la realtà, lui non è questo, chissà perchè l’ha fatto, perchè escludermi tagliare tutto in poco tempo e sparire….mistero.
anche se tornasse non sarebbe bello come i miei sogni. la soluzione è andare avanti ma è dur
Non sono certo quella che può dare consigli,perchè io dopo 25 anni d’amore di cui 20 di matrimonio,da 4 mesi mio marito se n’è andato!!
Che dire in 20 anni ho dato tutta me stessa ad un amore con la A maiuscola,un uomo che credevo volesse vivere con me fino alla vecchiaia o meglio finch’è Dio avesse voluto farci vivere insieme.Invece????L’ho perso per sempre, un’alttra donna me l’ha portato via!!!!
Una cosa sola posso dire ,tornerei e rifarei tutto quello che ho fatto,perchè nel mio amore ho creduto veramente e da questo amore è nato un figlio meraviglioso che senza di lui non avrei mai potuto avere……grazie alui sti cercando di andare avanti..se cosi’ si può dire….Spero tanto ch eiltempo mi aiuti a trovare la forza per ricominciare.
a volte mi chiedo semplicemente pur di darmi una ragione: è tutta colpa mia? perchè sembra dal suo atteggiamento di si. poi dopo aver pianto mi rispondo: è questo che vuole farmi credere ma più che altro è quello in cui vuole credere lui per darsi una giustificazione alla sua follia sempre determinata da qualcuno o da qualche disagio profondo.
MARKOS: a volte può non essere colpa di nessuno, e le storie possono finire.
Le persone possono fare un pezzo di strada insieme e poi prendere strade diverse.
Ciao Luna. Come ho già detto non metto becco in ciò che dice uno psicologo. Sia perchè non so nulla di psicologia sia perchè non ho mai fatto una seduta.
Ho avuto, però, la sensazione che Marcos sia andato dallo psicologo con lo stesso animo con cui è andato dal cartomante.
Per avere delle risposte sul caso concreto e non (ancora) per le finalità che hai descritto così bene (scusami Marcos se azzardo….).
Ora…come giustamente noti tu lo psicologo ascolta Marcos.
Non sente l’altra campana.
E qui c’è il perchè del mio intervento: il problema è che non solo lo psicologo ma neppure Marcos ha sentito quella campana!
Perchè la campana è scappata, ha tagliato la corda, si è aggrappata sui vetri come Spider Man e via senza un perchè o un per come.
E’ vero che, come dici tu, “a volte può non essere colpa di nessuno, e le storie possono finire.
Le persone possono fare un pezzo di strada insieme e poi prendere strade diverse”.
E’ vero. Ma se io e Pippo stiamo viaggiando sullo stesso treno, scendiamo a fermate diverse ma io non lo so….. il caro Pippo prima di catapultarsi via dal vagone e sparire tra la folla potrebbe dirmi almeno ciao……
Se non lo fa lui è il maleducato.
Poi lo psicologo mi condurrà sulla giusta strada per affrontare al meglio i vari Pippi che la vita mi metterà davanti.
Ma per poter entrare in sintonia con lo psicologo devo aver ben chiaro questo concetto: è Pippo il maleducato!
Io magari sarò idiota, sarò svampita, avrò tre etti di prosciutto sugli occhi ma lui è il maleducato.
Se Marcos comincia a sminuire la figura di quel tipo comincerà anche a sminuirne il ruolo nella sua vita e ricomincerà a darsi la giusta importanza.
Marcos, dici”a volte mi chiedo semplicemente pur di darmi una ragione: è tutta colpa mia? perchè sembra dal suo atteggiamento di si. poi dopo aver pianto mi rispondo: è questo che vuole farmi credere ma più che altro è quello in cui vuole credere lui per darsi una giustificazione alla sua follia sempre determinata da qualcuno o da qualche disagio profondo.”.
Ecco. No ulteriori comment! Lui avrà tutte le ragioni del mondo ma ha un grosso torto. Ti è passato sopra come un trattore in discesa senza freno tirato!
E’ già un grande passo avanti questa considerazione. E vedrai quanti ne farai con le sedute.
In questi mesi ho fatto parecchio ordine dentro a me. E se da un lato mi sento bene (quantomeno meglio rispetto a qualche mese fa) dall’altro è come se sentissi dentro di me l’incertezza di chi ha fatto il “fai da te”…ed è come se avessi paura che la scafalatura mi crolli addosso.
Io adesso e solo adesso, dopo mesi di riflessioni tra me e me mi sento pronta per andare da uno psicologo. Prima lo avrei ascoltato ma non lo avrei capito, non avrei messo a frutto nessun consiglio perchè era tutto ancora così accentrato su di lui che non avrei dato spazio a me stessa. Avrei incollato ogni parola su di lui cercando di spiegarmi il perchè del suo atteggiamento. Un pò come quando cerchi di scroccare informazioni su Tizio buttando il discorso su Caio e Sempronio.
Non so se mi sono spiegata…..a volte rileggendomi non mi capisco da sola!
Ciao Mary. Potrei dirti mille stronz….sull’efficacia del tempo e bla bla bla. Le evito. Non penso che tu abbia scritto qui per sentire cose scontate.
Se te la senti parlaci di te, di come stai, di cosa ti frulla nel cervello, di come hai affrontato e stai affrontando la situazione.
Un’abbraccio.
Ciao a tutti.
Ps. Ciao Luna. Grazie per la tua non ovvietà!
LILLY: ciao 🙂
No, no, ti sei spiegata benissimo, e tra l’altro le tue osservazione sono come sempre intelligenti, sensibili e anche le domande che ti/ci fai e cui tenti di dare/dai una risposta.
Stiamo dicendo le stesse cose, probabilmente, da due punti di vista in qualche modo, su alcuni punti, diversi.
Sono assolutamente refrattaria, mi ripeto, a parlare di cosa faccia uno psicologo e come, non perché è il segreto di zumbayè, o quella crema speciale per il viso che però non ti posso dire perché la devi provare 😉 ma perché appunto penso che sia un work in progress assolutamente personale, che si inserisce nel più ampio work in progress. E le domande che uno ci porta, e il modo in cui le porta, e anche come reagisce agli stimoli che una seduta dà fanno parte di quel viaggio.
Come andare, restare o mollare. E magari un giorno tornarci o anche no. Come sceglierci di andarci in un momento o in un altro. Come fidarsi o non fidarsi, come sfidare magari il proprio psicologo o affidarsi.
Veramente è una cosa personalissima.
Questo non lo dico nel senso che penso che tu abbia sbagliato a dare un’opinione, lo dico per me, per spiegare perché non mi turba che qualcuno possa andare da uno psicologo con l’atteggiamento con cui potrebbe andare da un cartomante. Anche perché comunque non ci troverà un cartomante.
E questa è già la differenza sostanziale.
E’ vero che come puoi sbagliare dentista puoi sbagliare anche psicologo, ma io fino ad ora non ho ancora sentito nessuno lamentarsi del proprio psicologo.
O conosco solo persone che in questo senso hanno culo, oppure forse esistono più professionisti seri di quelli che la leggenda racconta.
Io conosco solo persone che ci hanno guadagnato, in serenità e in senso di indipendenza.
Nel senso che appunto uno psicologo serio non cerca di creare con te un rapporto di dipendenza, semmai di stimolare i tuoi strumenti che già hai verso il tuo equilibrio.
Inoltre penso che l’atteggiamento con cui andiamo dallo psicologo in quel momento ci rappresenta (in quel momento) e sono le nostre sensazioni, motivazioni,
e il nostro atteggiamento nei confronti delle cose e della vita in quel momento che portiamo appunto dallo psicologo.
Quello è l’oggetto della seduta. Siamo noi.
Noi al punto in cui siamo nel momento in cui decidiamo di andarci.
Noi con le cose che dentro di noi ci creano uno stato di ? ecc per cui abbiamo fatto la scelta di alzare la cornetta, fare quel numero e prendere un appuntamento.
Mille sono i sentieri che portano a quella prima seduta. Personalissimi, appunto. Come le motivazioni.
(o che non portano, perché ognuno sa per sè, e riconosce il suo bisogno del momento).
Mille sono i sentieri e per esempio può capitare anche che una persona ci vada per parlare di un problema di un altro, trovandosi poi a parlare di se stesso. Intendo dire per esempio nei casi in cui una persona che vive con qualcuno fortemente problematico che lei, giudica, farebbe bene ad andare da uno psicologo ma continua a non andarci. La relazione vacilla, la persona non ne può più, sta male per il male di un altro, così o così pare, non importa, male sta, e magari un giorno va da uno psicologo dicendo: mi aiuti, non vuole andare da un “dottore” e io non so che fare… come lo convinco? e quel sentiero, in apparenza un po’ tortuoso, quel sentiero che pareva centrato su un altro, porta invece a fare finalmente un viaggio per sè.
Quello che dici su Pippo che se ne va e non dà risposte ovviamente lo condivido. Non è bello, non si dovrebbe fare, fa male da morire, è ingiusto, non ci piove… ma quando avviene avviene, così è. Se Pippo ci spiega perché EVVIVA, ma il problema è appunto che Pippo non ce lo spiega, sennò non saremmo qui a parlarne. Ma l’asino casca anche su un’altra cosa: noi conosciamo la logica del perché abbiamo amato Pippo in un modo, e Pippo conosce la sua perché ci ha amato o no in un altro. E la sua logica per lui vale quanto per noi la nostra. Ma noi cerchiamo di capire Pippo attraverso la nostra. I nostri schemi. Migliori dei suoi? vero o no nn cambia.Pippo è così.
vedete per quanto ancora penso a cose del tipo:
la sua frase sotto casa: non stiamo più insieme non sono tenuto a dirti dove mi curo.
gli amici che mi bloccano e non mi rispondono
questo suo distacco velato continuo e tenace fino alla sparizione…
sono dei colpi di pistola…
bè sicuramente analizzando in modo psicologico al relazione cosa vedo:
lui un ragazzo ex cocainomane, vittima della famiglia che vede come clan dalla quale non riesce a staccarsi o ribellarsi che segue fedelmente nelle decisioni, evita il contrasto preferendo sottomettersi, passa momenti di forte depressione dovuti alla assenza di personalità che lo portano ad avere un rapporto con le piante uniche sue confidenti.
poi arrivo io lui si innamora ci si butta ci si affida, è una persona debole, insoddisfatta di se , che pensa al bene altrui a realizzare l’altro a discapito di se, non sa dire no o negare il proprio appoggio perchè ha paura del confronto si sente inadeguato inferiore non all’altezza, della vita e del rapporto così passa il tempo a servire a farsi schiacciare inconsapevolmente a sentire e ascoltare tutto senza mai uscire in se per ciò che è.
dall’altra parte chi abbiamo?
uno come me che invece è bisognoso di affetto di stare al centro dell’attenzione di chi si dedica totalmente a lui con le proprie problematiche continue a volte esagerate, sempre al centro dell’attenzione, egoista che vede se stesso e poco gli altri, che da ma vuole molto ricevere, vuole sempre ragione, detto si ed essere amato in tutto con forza sempre di più e mai contrastato.(magari esagero)
quindi abbiamo l’aiutante servitrice inferiore e infelice di se che si realizza tramite la dedizione all’altro e il bambino egocentrico bisognoso d’amore e attenzioni.
continua…
due tipi che vanno a nozze sostanzialmente perchè la patologia dell’uno si sposa con quella dell’altro. fin quando la persona che si è messa nel gradino inferiore dopo tanta rassegnazione e sofferenza non vede più del bene ma si incattivisce si sente colpevole dele sofferenze altrui e scappa fugge rifiuta il dialogo il confronto che lo ucciderebbe e così sparisce tra un “consolatelo” e un “ti amerò per sempre a costo di stare solo” ma voglio stare bene e non voglio averti accanto perchè mi fa star male, rifiutando le emozioni vere e preferendo il contorno e la vita facile priva di lotta di sentimento assoggettato alla famiglia dove l’unica via di scappatoia sono le relazioni veloci per sesso o la droga…momenti brevi di fuga ma non di distacco dal clan che la sovrasta.
e io che da questa relazione prendo l’amore e l’affetto smisurato marciandoci sopra e giocandoci a volte, sicuramente dando anche tanto con slanci emotivi e pasionali di amore e condivisione ma sostanzialmente poi subentra la noia di essere solo amati e basta senza null’altro senza sorprese stimoli o altro. così mi sento forte di allontnare ma ci ricado fin quando non mi frana la sicurezza della sua presenza sotto i piedi e frano pure io perchè non sono più il centro dell’attenzione di nessuno, ma sono stato abbandonato lasciato isolato escluso cancellato insomma sono sceso da quel gradino nel quale ero salito per ricadere nella massa se non più giù.
soluzione? prima o poi uno dei due si sarebbe ribellato perchè stava stretta a entrambi.
sviluppi? curare se stessi, ripartire dal principio non volendo fondere e condividere tutto e non cercando negli altri la forza che si può avere in se, e nelle proprie capacità, trovare negli altri lo stimolo il confronto l’affetto, ma non la devozione perchè già si è forti in se.
tempi? lunghi tra ricordi del passato felici perchè era ciò che volevo e presente incerto e vago e un futuro che spaventa perchè si ha paura di diventar indifferenti nn essere amati +
conclusioni su di lui:
soggetto affetto da depressione ciclica con crisi improvvise,
disturbi di personalità con comportamenti egodistonici che portano a impulsi ossessivi (chat community) disagio autoaccusa autocritica allontanare ciò che più suscita emozioni per tenere il contorno.
Mary mi dispiace tanto, a volte ci si sente smarriti, pero hai un figlio prezioso che sicuramente non vorrai che soffra a causa di questa separazione. Cerca di stargli vicino piu che puoi, sono sicuro che ti dará molta gioia e Dio molta serenitá se ti affidi a Lui…
Un saluto
Devo confessarti, Marcos, che il tuo ultimo post mi ha fatto un po’ impressione.
Più che altro la descrizione che hai fatto (magari esagerando, come dici tu) di te.
Nella tua descrizione riconosco tanti atteggiamenti del tipo per cui sono finita qui…
Vedi, Marcos, io NON ero, all’inizio, fragile sottomessa e depressa come il tuo ex.
Nonostante tutto lui mi ha sfiancata, mi ha sfinita, mi ha succhiato via ogni energia.
E poi la paura!! Si! Una paura tremenda che lui se ne andasse perché ormai mi aveva svuotato e lui era diventato il mio contenuto.
Ma anche paura di fare qualcosa di sbagliato, di parlare al momento sbagliato, di stare zitta al momento sbagliato, di fare una pausa che lui avrebbe percepito come inopportuna e che avrebbe scatenato l’inferno. Paura di arrivare con un secondo di ritardo quando lui crollava e sentiva la necessità di sdraiarsi psicologicamente su di me, paura di invadere troppo la sua sfera quando lui si sentiva forte e non tollerava intromissioni.
E’ stato un periodo mostruoso, a dire il vero, e me ne sono resa conto solo in questi mesi, riacquistando energia, rientrando in me stessa e ridiventando anche contenuto non più solo un contenitore.
Felicità! I momenti felici sono stati solo all’inizio. Quando c’era rispetto, quando si stava disegnando la bozza di un’intesa che non è mai cresciuta. Un rispetto che poi lui ha perso e che dentro di me si è trasformato in paura.
Ma non me ne rendevo conto, non potevo rendermene conto. Le molestie morali ti stordiscono, ti muovi nella nebbia, non vivi ma brancoli nella vita .
Mi viene in mente un post di Luna, uno (dei tanti) che mi sono rimasti impressi, quello sul palloncino abbattuto.
Sono stata felice finchè ho svolazzato e lui mi ha guardato con ammirazione. Io sapevo che non sarei volata via perché stavo bene, lui ammirava il mio svolazzare, il mio atteggiamento rassicurante.
Poi si è scatenato l’inferno. Non saprei dire quando e come.
Ho visto quei momenti come felici solo fino a quando non sono stata in grado di percepirne la violenza. Adesso non vedo più tutti i momenti trascorsi insieme come tutti momenti felici! Alcuni lo sono stati, altri no! Sicuramente se mi dicessero che potrei rivivere i momenti felici a condizione di beccarmi anche gli altri…..altro che gesto dell’ombrello!!!!! Col cavolo. Meglio la felicità di un toast mangiato al parco quando c’è il sole!!!!
Tutto questo per dirti, Marcos, che la passionalità va bene ma deve pur sempre avere di base il rispetto dell’altro. Altrimenti se l’altro è furbo scappa, se è tontolone come me resta e rischia il deragliamento mentale.
Il tuo ex,forse, se n’è andato per evitare il deragliamento mentale. Forse ha avuto paura e ha dato la precedenza a sé stesso, forse ha scoperto di non essere così forte da reggere alla tua vulcanica personalità.
Occhio! Non ti sto affatto criticando, sia chiaro!!! Secondo me con l’autoanalisi e le sedute dalla psicanalista riuscirai a direzionare tutta la forza e l’energia che hai dentro in qualcosa di meraviglioso per te e per chi sarà con te. Chiunque esso sia!
Se fossi un po’ più grande di quanto (presumo) sei ti ricorderesti il cartone animato del drago incendiario Grisù e del figlio draghetto che, invece, voleva a tutti costi fare il pompiere. Ogni volta che stava per tagliare il traguardo e indossava il berretto da pompiere perdeva il controllo e per la felicità incendiava tutto…. Tu mi ricordi un po’ quel draghetto con tutto quell’impeto che ti si è rivoltato contro.
La mia sensazione è che ”l’egoismo”, gli slanci passionali , la noia, il prendere, il lasciare, il volere/dare, il “prevaricare” di cui scrivi siano aspetti di una personalità sicuramente bella ma lasciata allo stato brado e che va solamente indirizzata nella direzione che farà stare meglio prima di tutto te e poi chi sarà con te!
Cialo Lilly,
Non mi aspetto commenti scontati ne tanto meno bla,bla….in questo momento non mi aspetto niente da nessuno!
E’ un momento talmente duro e difficile,ch esto cercando dentro di me la forza per andare avanti nella quotidianità.
Cercando anche un solo sorriso di mio figlio per capire che almeno qualcosa di buono ho fatto…
E’ dura non riesco a darmi pace…ma non mi chiedo più dove ho sbagliato!Non ho sbagliato dare tutto a un uomo in cui credevo..ho sbagliato a non credere che tutto questo potesse succedere..a mettere da parte me stessa credendo che così non avtrbbe mai smesso di amarmi.Ora devo farmi forza da sola e ricominciare per me stessa e per mio figlio che ora ha 15 anni e grazie a Dio sa riconoscere il giusto da sbaliato!
Ciao Mary.
Il tuo è stato un “errore” comune….è stato anche un mio errore.
Annullarsi nella convinzione che l’altro avrebbe apprezzato questo atteggiamento rimanendo con noi “per sempre”.Farsi piccole così piccole da non poter disturbare. Farsi da parte.
Non è stato così….
Ma chi è l’altro da meritarsi tutto questo?
Un essere umano, esattamente come noi che probabilmente si è gonfiato di autostima in misura direttamente proporzionale al nostro annullarsi per lui.
Io credo parzialmente nella potenza delle parole, dei commenti sul tempo che cura tutte le ferite ed i bla bla che ti dicevo.
Ognuno necessita di un tempo diverso a seconda della propria personalità.
L’importante è ciò che stai facendo tu. Non addossarti colpe che non hai.
Come ha detto Luna qualche post più su a volte le storie finiscono senza un motivo particolare, le strade si dividono.
E fa male. Fa un male cane. Un male che a volte sembra insopportabile.
Ma quando ti ha lasciata tu sei rimasta lì, integra. Lui non si è portato via nulla di te.
Puoi ripartire. Per te, per tuo figlio, per tutte le persone che sicuramente ti vogliono bene e ti stimano, perchè la vita riserva mille possibilità.
E perchè un giorno, quando lo smarrimento, la malinconia, il dolore e forse persino la vergogna (ingiustificata) che provi saranno meno intensi capirai che non era poi così bello vivere nell’ombra.
Forse non era affatto vivere lo stare appiccicata al muro per non far pesare la propria presenza.
Forse penserai che sto dicendo i soliti bla bla che avrei voluto evitare di dire…..e forse è veramente così.
Però, secondo me, è fondamentale rendersi conto che nessuno, ma proprio nessuno, ha il diritto di annullarci o di lasciarci annullare.
Se guardi bene dentro di te la forza che cerchi è lì, pronta ad essere utilizzata in centomila cose che ti faranno stare bene.
E non parlo di gesti eroici o di cose fuori dalla normalità.
Parlo di tanti piccoli gesti quotidiani che probabilmente (suppongo.
che probabilmente non facevi più impegnata come eri a concentrarti su di lui….
Parlo per esperienza personale e non dovrei farlo, lo so.
Ognuno ha la propria storia che è diversa da tute le altre e ciò che vale per me può non valere per te e viceversa.
Ma ti assicura che lo scoprire che “cavoli….esisto anche io” è stato fondamentale ed importantissimo per me.
E magari lo scopri stando cinque minuti in più nel bagno alla mattina per farti la piega ai capelli invece di precipitarti in ciabatte a preparare la colazione al tipo…..
Non ho la ricetta magica per far sparire il dolore.
Non esiste quella ricetta.
Ma il cominciare a darti la giusta importanza servirà a ridimensionare l’importanza di quell’altro.
Ciao bella, un abbraccione.
Lily sicuramente l’ho travolto con il tempo e magari schiacciato e assottigliato sempre di più portandolo allo sfinimento, ma così vedremmo solo i lati negativi, cioè non vediamo il mio grande amore per lui, la mia voglia dif are tutto insieme, le sorprese i baci, le coccole il consigliarlo, chiedergli apreri, coinvolgerlo nelle attività, aiutarlo nello studio , accompagnarlo nei posti, dargli fiducia forza ispirazione amore.
stava montando e covando dentro di se qualcosa che l’ha portato a staccarsi, a vedersi con altri in cam, a allontanarsi epr poi tornare a tempo determinato e sparire per sempre.
ma la cosa che colpisce è che non c’è mai stato DIALOGO. a volte velate accuse ma solo in momenti di rabbia o depressione forte ma per il resto niente su cui poter parlare, nonostante i miei gesti sbagliati, il mio mancato rispetto etc niente gli ha dato modo anche di dirmi vai a quel paese …niente. sempre e solo le parole: non sento nulla, è così!
avrà montato questa depressione che ora ès fociata così, e per il momento magari vedrà solo il marcio in me, e per giustificarsi con i suoi amici che mi hanno bloccato avrà detto che sono io lo sbaglio e il male.
ma il tempo lo ridimensionerà, uscirà dalla depressione e da una presunta malattia: come dice lui starà bene. e si accorgerà di cosa ha perso, di cosa LUI ha voluto creare e distruggere. non l’ho sovraccaricato io o idealizzato ma la cosa è venuta spontaneamente per la quotidianità e per il ruolo nel rapporto che si era scelto e che ha voluto a tutti i costi mantenere fino a scoppiare.
sono convinto che non adesso ma un giorno anche molto lontano tornerà, ma mi troverà molto diverso eprchè allora come dici tu la mia personalità strana sarà inquadrata e non penso di riaccettarlo salvo mi dimostri un vero cambiamento.
Ciao Lilly,ciao Greg.
Non sono scontate le vostre parole, anzi….sono capitata per caso in questo blog e anche trovo persone che con le loro parole riescono a darmi coraggio a cercare dentro di me la forza di andare avanti!
Oggi non è stata una bella giornata,il mio ex mi chiama e non contento di quello che ha fatto mi minaccia…..vuole mettermi per strada dopo 20 di sacrifici passati a costruire una casa e un futuro come credevo insieme….vuole portarmi via mio figlio!!!
Vuole vendere la casa solo perchè è in difficoltà….E non ci ha pensato neanche a un secondo afarmi sentire una nullità come donna!!!!
Ma perchè anche tanta cattiveria????
Si devo ritrovare me stessa nella quotidianità e nei piccoli gesti,ma certi momenti vorrei mollare tutto!
Dio com’è difficile,dopo una vita dover ricominciare!!!!Ma per fortuna al momento giiusto arriva sempre qualcuno che mi vuole bene e mi fa capire che tutto questo prima poi finirà….
E allora si cerca di ricominciare…..
Ciao Mary. Sono un pò di corsa ma ne avrei tante da dire su un individuo del genere.
Posso azzardare un commento su una tua affermazione, però….”E non ci ha pensato neanche a un secondo a farmi sentire una nullità come donna!!!!”.
Su questa cosa ci passerei sopra…..
Lui probabilmente non ha ben chiaro il concetto di nullità perchè se lo avesse si renderebbe conto di essere lui stesso una nullità (visto il modo di comportarsi) e agirebbe ben diversamente.
Anche nell’ipotesi in cui tu fossi stata la più pestifera delle mogli, una di quelle per cui viene voglia di scappare di notte, nudi, a meno 10° …anche in questa ipotesi (che ho la sensazione che sia mooooooolto lontana dalla realtà)non si deve in nessun caso minacciare, non si deve buttare fuori, non si deve imporre, non si deve portare via!
Perchè tanta cattiveria? E’ una domanda a cui è difficile rispondere. Forse impossibile. Sarebbe bello saperlo per poterli fermare….
Devo scappare. Tieniti sù e facci sapere…..
Ciao ciao.
Mary: ho un’amica anche lei appena lasciata con modalità simili alle tue, e anche con arroganza… tutti si chiedono in effetti perché debba pure aggiungere l’arroganza…
non che sarebbe stato facile per lui uscirsene da signore, ma ne sta uscendo da “pidocchio”, veramente, dopo 35 anni di matrimonio.
Sì, 35.
uno dei motivi per cui ne esce da pidocchio è, oltre all’egoismo, il fatto di non avere nessuna empatia nel rendersi conto che, qualsiasi siano le ragioni che ti portano ad andartene, comunque, la persona che lasci in quel momento è una parte debole che dovresti rispettare già come persona, di per sè, oltre che per il percorso fatto insieme, a maggior ragione, ma comunque tanto più perché parte più debole, non nel senso della forza che sicuramente hai, ma per il disorientamento che tutto questo non può che causare, soprattutto nel primo momento, in cui bisogna adattarsi ad una nuova realtà e venirne a patti, e riorganizzare le risorse, che certamente hai, ma che appunto vanno riorganizzate.
Nel caso della persona arrogante che ti nomino lui fa la voce grossa avendo lasciato una persona che non ha un lavoro – così avevano deciso insieme, che lei si sarebbe occupata dei figli, lei da ragazza lavorava, e lui ha fatto questo colpo di mano adesso che i figli sono grandi – e nemmeno una casa di proprietà, perché erano in affitto. Per fortuna lei riuscirà a tenere la casa in affitto, e con minore spesa, ma lui si sta comportando comunque da arrogante.
Perché?
Fondamentalmente anche perché si è messo in una posizione per cui è inevitabile che le persone intorno pensino che è quello che ha torto (anche se, appunto, come dice Lilly, lo sanno loro, e magari lui è scappato nella notte con meno dieci in mutande…) e quindi va in attacco anche per andare in difesa, non solo dei propri interessi, ma anche della sua faccia.
Cosa di cui non avrebbe alcun bisogno perché, di fatto, sua moglie non ha mai parlato male di lui. Ma poiché lei è chiaramente la parte debole
per chiunque sappia che lui se n’è andato, anche per chi non giudica, anche per chi pensa che sono assolutamente affari loro e sanno loro, ma parte debole ora fosse anche solo in quanto ha subito una scelta di un altro, l’improvvisa dolorosa virata dell’abbandono a 55 anni. Forse lei per lui è anche la prova vivente del fatto che lui si è comportato “male”, e quindi scarica, con l’arroganza, una serie di cose: tra cui anche il senso di colpa, il fatto di sapere che la solidarietà morale va tutta a lei, lo stress del cambiamento (cambiamento che si è scelto, non gli è arrivato in testa, qualsiasi siano le ragioni per cui ha scelto, valide o meno), i debiti, e tutta una serie di cose…
E inoltre guarda il suo interesse.
perché ti dico questo? non certo per girare il coltello nella piaga, cara Mary, nè per dirti “mal comune mezzo qualcosa” perché non è assolutamente vero, sarebbe sempre meglio un bene comune che un male comune! te lo dico perché nel momento in cui lui si comporta così non puoi ovviamente che soffrirne, ulteriormente, ma tutelati.
scusa se dico cose ovvie e banali, ma tutelati anche dalla sua arroganza, da telefonate minacciose che non servono che a farti stare peggio. Scegli (lo avrai già fatto, probabilmente) un legale che si occupi dei tuoi interessi, che sia valido, nella giusta misura empatico nei tuoi confronti, ma anche abbastanza freddo, rispetto a te ora, per poter tutelarti e fregarsene della voce grossa che il tuo ex fa. Cosa che tu, emotivamente, ovviamente non puoi ora. Se il tuo ex ha messo su questo piano la comunicazione rifiutala, se non per il vero stretto necessario, finché non sarà civile. Non è che lui ti fa sentire una nullità, gira la questione, Mary: è lui che non ha alcun diritto di importunarti, minacciarti, tormentarti. Nessun diritto, ripeto. Tutelati. E non parlo solo di case, parlo di emotività.
La persona di cui ti parlavo fa questo, si tutela dalla violenza, il più possibile.
Ciao Mary. Luna ha detto una cosa sacrosanta. Tutelati. Tutelati dentro & fuori! Prima di tutto dentro perchè la forza interiore è fondamentale per reagire bene ed in modo civile sia verso di lui che, soprattutto,verso di te!
Quanto alle sue minacce riguardo a tuo figlio tieni presente che nella nostra bella Italia dei bambaccioni la mamma è sempre la mamma…..anche per la legge! Anche se lui magari ha più possibilità economiche di te (non lo so). Ma se le ha perchè avrebbe la necessità di vendere la vostra casa?????
Ps ho un maltese di quattro kg che quando ha paura abbaia come un cane lupo e quando è ben certo che il motivo della sua paura si sta allontanando e non tornerà finge di lanciarsi contro di lui con trecento denti digrignati e ci guarda come per dire “fermati è…..se no qui a schifio finisce!!!!!”
Arroganza canina…..e se il tuo ex fosse un pò così????
Ciao ciao!
certi giorni facendo il vegetale letto computer poltrona penso a tutti i momenti felici passati insieme, a quando ho pianto di felicità perchè stavo con lui, a quando ci guardavamo dicendoci ti amo con tanta intensità e voglia…e ora il nulla passano i giorni i mesi e nulla…ma qesta non è una fine questo non è un addio…non voglio aggrapparmi alla vana speranza che torni perchè forse non succederà mai ma lo sento, rispetto alle mille storie che sento tutte finiscono con un contrasto un addio un vaf…. la mia no la mia è finita tra un ti amo troppo un consolatelo e un non posso averti accanto mi fa stare male, epr il momento è così…c’è come qualcosa di predestinato un deus ex machina calotosi su di noi.
lo so sono gay o omosessuale o ricchione e per il 99% delle persone non sono accettato, ma io non sono effemminato, donna mancata o altro, io sono una persona con sentimenti e progetti che ha scelto di amare un uomo…purtroppo in una realtà e in un mondo che non ti permette ciò, in una realtà gay brutta sadica estrema di facili costumi senza morale…e con il epso schiacciante delle famiglie che non accettano questa grave onta. Non voglio trovare il colpevole esterno ma sono convinto che la sua famiglia non accetta ciò che ci sarannos tate discussioni accese e minacce che hannof atto crollare una persona così fragile.
che ci hanno cocluso i genitori gli amici o gli estranei a fare questo?
cosa?
ora chiederei a sua madre è felice di avere un figlio non felice?
vuole la SUA felicità o la propria?
perchè non sis a accettare superare?
è inutile come è difficile per me rialzarmi ed accettare quel: non sento più nulla tra le lacrime (con un velato grido di disperazione e paura come dire: non voglio dirtelo)
devo accettare pure il epso degli altri che si sono introdotti impedendoci di essere felici.
se avevamo trent’anni non sarebbe successo ma purtroppo ora è così…
muoio lentamente perchè non faccio nulla se non il semplice sforzo di respirare nella vita
Ciao Marcos. Dici: “non c’è mai stato niente su cui poter parlare, nonostante i miei gesti sbagliati, il mio mancato rispetto etc”.
Ti faccio una domanda mai e poi mai con spirito polemico ma con lo spirito di chi vorrebbe avere se non una riposta almeno un parere: credi che sia così facile avere un dialogo con una persona che ti manca di rispetto (tutte parole tue, intendiamoci….)? Non credi che la paura della reazione possa bloccare ogni iniziativa in merito? E non credi che dialogo sia diverso da monologo proprio perchè implica almeno due persone e che l’imput non debba necessariamente provenire dall’altro?
Te lo chiedo per un banalissimo motivo. Io sarei in grado di intavolare un discorso con una panchina dei giardinetti tanto sono ciarliera…..ma con il tipo con cui stavo la gola era congelata. Le parole nascevano, c’erano, i discorsi si creavano e poi morivano lì, nella gola, pietrificati, congelati. Dalla paura, appunto.
Alla fine parlavo via e-mail. Poi avevo sempre paura della reazione ma almeno riuscivo ad esprimere qualcosa di diverso da un interminabile “ehmmmmmmmm”!
Colpa sua? Aggrediva…..Colpa mia? Anche! Avrei potuto reagire, ridimensionarlo…..tutelarmi (come dice Luna).
Una cosa è certa! Al di là della colpa in sè e del colpevole era comunque una colpa da evitare!
Ora! Credo che tu sia una persona sensibile e (dai commenti che fai) molto provata da ciò che è successo.
Le risposte alle domande che ti faccio potrebbero servirti, in futuro…..
Ciao ciao. Un abbraccio.
LILLY: @Io sarei in grado di intavolare un discorso con una panchina dei giardinetti tanto sono ciarliera…..ma con il tipo con cui stavo la gola era congelata. Le parole nascevano, c’erano, i discorsi si creavano e poi morivano lì, nella gola, pietrificati, congelati. Dalla paura, appunto.
…già… e rispondo in generale, ora, non riferito a Markos, s’intenda, cogliendo l’occasione dalla tua frase:
non è solo una questione di essere ciarlieri, ma anche di essere preparati anche al dialogo. Nel senso: ci sono persone che hanno un’ottima dialettica, che sanno esprimere sentimenti ed usare la logica, ma parlano con la panchina perché fanno dei monologhi. Poi ci sono persone che sanno usare la logica e anche l’empatia per avere un dialogo. Ma il dialogo presuppone sempre due persone. Poche cose sono “mostruose” come il fatto di qualcuno che ti nega il dialogo, attraverso silenzi, musi, prepotenze, attraverso la negazione (tipo quella del bambino che ancora con il viso sporco di marmellata dice, convinto: no, non l’ho presa io la marmellata) e tutta una serie di meccanismi di difesa che diventano però d’attacco e disfunzionali, dicendo che quello che dici non ha valore, o non si capisce, è campato in aria, è delirio.
Della serie: parlo con il resto del mondo e parlo la sua lingua, parlo con lui e mi sembra di essere capitata/o in un paese dove si parla una lingua straniera che non conosco o dove io mi esprimo in una lingua sconosciuta o dove vige una sorta di dittatura, anche dell’espressione e della parola. Ho consigliato più volte il libro “Molestie morali” perchè, mi ripeto, in quel libro c’è anche questo esempio, l’esempio di una donna che, non potendo MAI avere un dialogo diretto con il partner – non le è concesso – gli scrive. Gli scrive lettere che lui pare non legga, ma non si capisce neanche se le legge oppure no. Lei allora le riscrive, tenta di essere più chiara, pensa che forse non lo è stata. I commenti di lui sono talmente destabilizzanti, e non
le è mai dato modo di capire se lui ha letto, ha capito e cosa ha capito, se ci ha riflettuto su, se lei che si esprime male che lei continua a scrivergli, tentando di trovare sempre le parole “migliori”, più semplici, più chiare, più empatiche (scrive appunto, però, non parla… non parla perché NON SI PUO’)e ad un certo punto comincia anche a fotocopiare le cose che scrive, in modo da poter rileggerle… pensa quindi a che punto è arrivato il senso di frustrazione e di insicurezza…
Ora farò un esempio scemo, Lilly, però mi è venuto in mente:
a me piacciono molto le lingue straniere, ne parlicchio discretamente tre, tra meglio e peggio. Le perdo se non le uso, le recupero. (anzi, sarebbe ora di dare una rispolverata!).
Comunque sia, sin da quando sapevo poche parole in croce d’inglese perché lo imparavo dalle canzoni mi lanciavo a parlare, perché dialogare con il mondo mi piace. Probabilmente per questo mi piacciono le lingue straniere, chissà. Comunque sia mi è capitato di fare discorsi non sul tempo o su cosa hai mangiato a pranzo,ma più “intensi” (anche ridendo, eh, intendo dire però veramente “aperti”) e neanche la mancanza di vocaboli o la grammatica zoppicante sono stati un ostacolo, perché sono assolutamente convinta che se due persone si mettono su un piano di empatia e hanno voglia di scambio il modo di comunicare lo trovano. Magari a gesti.
Ho una cugina, che sta dall’altra parte del mondo, con cui da anni ci parliamo e scriviamo in due lingue diverse. Lei in spagnolo e io in italiano, come fossero la stessa. Conosco due, lui spagnolo e lei tedesca, che si parlano in italiano, che non è la lingua di nessuno dei due. Eppure si capiscono e hanno due figli… cosa centra?
Non so, ma pensavo al fatto di come la difficoltà di comunicazione spesso centri molto poco con le parole…
Uno ciao a tutti voi, veloce anzi velocissimo, sono stata qualche giorno in vacanza con mia figlia, non avevo possibilita’ di scrivere o di leggere, adesso vado di fretta, domani, saro’ ancora con tutti voi, sapete una grande cosa?! Ho fatto le vacanze dove di solito le trascorrevo con la famiglia….ebbene, sono stata BENE!!!!!! Ho avuto qualche piccola ombra di vaghi ricordi, nulla di piu’, a presto, mi siete mancati. LULU
Ciao ragazze,
Ciao ragazze,
anche qui ho trovato Amiche!!!!
Vi ringrazio molto per le vostre parole di conforto…
Oggi sono andata da in medico Omeopata perchè purptroppo tutto questo mi sta dando anche problemi fisici…
Anche lui mi ha dato coraggio cproprio come voi,
Scusate ma non ho tante parole questa sera,ma volevo farvi sapere che anche non scrivo…tutti i giorni vi cerco perchè sento che sinceramente mi siete vicine!
GRAZIE MARY
LULU: :DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD
Ciao Luna.
Ieri stavo pensando a come è bello che persone che non si sono mai viste nè conosciute, il cui passato e presente è quello che può emergere da semplici post riescano ad entrare in una sorta di sintonia, di empatia che fa stare bene, tira su il morale, sprona ad andare avanti, a non chiudersi dentro di sè. E ad essere più aperti verso l’esterno anche se fuori è rimasto tutto uguale, non è cambiato niente.
Ciò che mi sembra meraviglioso di questo forum è proprio il confronto.
E non nell’ottica del mal comune emzzo gaudio.
Nell’ottica di accrescere la propria ricchezza interiore attraverso tutto ciò che ti può arrivare dall’esterno.
Magari trovi anche la persona che la pensa in modo completamente diverso da te. Ma va bene, ci sta. Anzi…meglio.
Gli si può chiedere il perchè ed il percome di quel pensiero. Capire, imparare e magari contestare. Ma in modo civile.
Ho sempre odiato ogni tipo di monologo diverso a quello “introduttivo”.
Certo….appena ti conosco dovrò pur parlarti di me e se tu in contemporanea fai lo stesso si crea un ingorgo di parole destinate a finire nel nulla. Se poi nell’ambito del monologo si creano le basi del dialogo (tipo “uh….già che mi dici così….anche io….) meglio.
Invece capita che il dialogo nasca dialogo ma muoia subito.
Magari le persone parlano per ore ma non stanno dialogando stanno portando avanti due monologhi.
Ti chiedo fischio e tu rispondi fiasco e viceversa.
Anche io come la donna di “molestie morali” ad un certo punto ho comminciato a scrivere.
Un carteggio di più di mille e-mail……
Ed ho ricevuto altrettante e-mail. Ma di quelle mille e-mail ricevute più di settecento non erano risposte, non erano opinioni, non erano scambio di vedute. Erano e-mail a sè.
I miei “appelli” sono caduti tutti nel vuoto…quelle e-mail per nulla
empatiche servivano solo a scavare un buco ancora più profondo.
Lui era il tedesco io la spagnola e parlavamo entrambi italiano……peccato, però, parlassimo di cose diverse.
La sensazione che si prova è angosciante. E’ ome se rimanessi chiusa al di là di un specchio falso. Tu vedi, parli, gridi, batti i pugni e l’altro di là parla, parla di te, va avanti su un suo percorso, ma non ti vede, lancia accuse, s’incazza e tu lì a smanettare, a dire “no, non è così, ascoltami, cercherò di spiegarmi meglio, stammi a sentire” ma lui non ti ascolta e va avanti. Il dialogo non c’è più. Ci sono due persone che parlano ma ad una hanno tolto la voce. Così si svolge un prcesso in contumacia dove c’è solo l’accusa che parla e ad un certo punto si trasforma in giudice ed emette la sentenza di condanna.
Finchè ci sei dentro, finchè sei nella lavatrice emotiva con la centrifuga in piena azione, finchè sei frastornata non ti rendi conto del male che tu stessa stai permettendo all’altro di farti. Un male che, quindi, tu stessa ti facendo….
Quando ne esci o cominci ad uscirrne..il dialogo diventa prima una necessità insopprimibile e poi un piacere insostituibile.
Non c’è nulla di più bello che entrare in sintonia con la persona con cui stai parlando. Sia questi il compagno, un amico, un perfetto sconosciuto che dividerà con te dieci minuti di esistenza…
L’altro giorno sono rimasta chiusa per mezz’ora insieme ad una ragazza sconosciuta nell’accesso di una banca.
Quando ci hanno fatto uscire stavamo ridendo come dannate.
Siamo riuscite a trovare un argomento che abbiamo fatto “nostro”, che è diventato territorio di entrambe e su cui abbiamo scambiato le reciproche opinioni fino a riderci sopra. Come dannate.
La circostanza (rimanere chiuse in due in due metri per due…senza poter fumare), le persone coinvolte (sconosciute), il posto (‘na banca)…..erano tutti elementi apparentemente a sfavore di un dialogo. Ma per una manciata di minuti c’è stata empatia.
MARY: contenta che sei andata dall’omeopata per prenderti cura di te 🙂 🙂 🙂
naturale che gli effetti dello stress si facciano sentire, perché il nostro corpo ci parla, ma se parla vuol dire che funziona e che il contatto funziona.
Basta farsi delle carezze e aggiustare il tiro 🙂
Baci baci baci :DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD
vedi lily non ti sto dicendo che gli amori non terminano in un giorno, o che ci sia ccorge improvvisamente di cosa si sta facendo e si eprde interesse, o si tradisce…ma il mio caso è diverso, non eprchè mi voglios entire unico o far finta che le cose assurde e bugie non ci siano.
ma vedi due persone che come noi con così tanta intensità si sonod etti ti amo fino all’ultimo giorno e che poi per una causa ancora non ben definita si sono dovute forzatamente separare senza un eprchè un ma u n se un ma va a quel paese.
ma non perchè è trattenuto in gola da parte sua, o noin lo dice per esucazione ma se lasci tradisci ti stanchi dopo due mesi non piangi non ti palpita il cuore non mi dici non sento nulla piangendo e per il momento, ok voi direte no non è vero non ti illudere. ma infatti non mi illudo so che ormai devo andare avanti, non accetto non dimentico non reprimo la sofferenza ma vado avanti con sforzi immani e cercando di non pensare al fatto che abbia una vita senza di me che magari comprende pure un altro.
ma per quanto possa uscire ridere e andare a letto con altri so che lui solo me ha amato, tutti si lasciano ma nessuno dice: voglios tare da solo la mia vita non ha senso non soffrire per me ti amerò epr sempre. ok sono passati due mesi e non è successo nulla, magari mi ha preso solo epr iil cu.. ma allora è un bravo attore, eppure io l’ho vista la sua sofferenza e per quanto mi potranno dire: guarda ha un altro, non mi interessa.
sento che questa non è la fine ma solo un tragico intermezzo, perchè nessuno si è detto addio eprchè non c’è questa volontà ancora, tutto roa è ancora troppo teso e troppo in ballo, un giorno lui alzerà la testa e si renderà conto di essere persona e di ciò a cui teneva e amava e di come mi ha fatto soffrire, e lì le parti si invertiranno…me lo sento!!!non sento che è finita è come intuito…
“sento che questa non è la fine ma solo un tragico intermezzo, perchè nessuno si è detto addio”.
Ciao Markos. Io ti (vi) auguro che vi rimettiate insieme più felici che mai come nelle più belle favole.
In tutte le “cose” anche nei sentimenti le reazioni non seguono un copione.
La logica vorrebbe (e noi stessi, credo, vorremmo) che in una storia la sequenza fosse del tipo “inizio-prosecuzione-(e se proprio deve accadere…)fine” dove ogni singolo momento (sorattutto quello della fine) sia motivato, spiegato, scandagliato.
Non sempre va così. Spesso non va così.
Ed è anche questa incertezza che destabilizza in modo assurdo. Già è un dramma personale che la storia si pieghi su se stessa come un acquilone quando non c’è vento, se poi aggiungi l’incertezza….
La tendenza è quella di dare una voce al silenzio. E la voce dirà cose bellissime, le cose che vorresti sentire.
Ma il silenzio è silenzio! La voce che senti è la tua.
Un addio può essere silenzioso.
E fa male tanto quanto gli addii gridati, quelli siglati da una pila di piatti tirati dietro, quelli sedati dai carabinieri chiamati dai vicini di casa.
Fa male perchè ti ruba l’esistenza. Rimani in sospeso, in stand by. Non vai perchè potrebbe tornare non resti perchè potrebbe non tornare…..stai lì appeso come un paio di mutande dimenticate sullo stendino e che continuano a svolazzare al vento nonostante siano asciugate, straasciugate, secche!
Non ti sto dicendo che non tornerà. Come potrei saperlo? Non sono Amelia la strega.
Però se nel frattempo vivi non fai che un piacere a te stesso.
Dici: “muoio lentamente perchè non faccio nulla se non il semplice sforzo di respirare nella vita”.
E’ una frase spaventosa!
Markos. Vada come vada la vita non è iniziata con lui nè deve finire (mentalmente e mai e poi mai fisicamente)con lui. Ne avete vissuto un pezzetto insieme. Magari ne vivrete un’altra fetta insieme. Ma siete pur sempre due individui distinti.
Due individui che possono interagire
e dalla cui interazione potrebbe nascere qualcosa di bellissimo, una storia unica, ma che devono comunque restare due individui distinti in modo che l’assenza di uno non accoppi l’altro.
Ciao Mary. Come dice Luna il nostro corpo ci parla. L’importante è saperlo ascoltare. Ed il riuscire a sentire che ci sta parlando (e magari ci sta tirando un sacco di accidenti….) è già un bel segnale del bene che proviamo per noi.
Ehilà Lulu. Vacanze è!!!!! Non vedo l’ora che sia il mio turno. Sono contenta che tu abbia visto il paesaggio per ciò che è: un paesaggio! E non come il teatro di questo o quell’episodio.
Luna: “ma pensavo al fatto di come la difficoltà di comunicazione spesso centri molto poco con le parole…”
Per concludere il mio mega post di stamattina: hai pensato bene.
Dalle mie parti si racconta la storiella di due tizi che si incontrano…:
Uno chiede “Vai a pescare”, l’altro gli risponde “No! Vado a pescare” ed il primo “Ahhhhhh..pensavo andassi a pescare….”.
Questo per dirti: la penso come te!
Ciao ciao ciao a tutti.
Buongiorno! Oggi volevo aprire una parentesi un po’diversa..raccontarvi la mia serata di ieri sera..Da un paio di mesi conosco un ragazzo..facciamo colazione nello stesso bar ogni tanto..ci scambiamo i contatti msn, ci sentiamo su fb..qualche battuta..niente di piu’..capisco anche che frequenta una ragazza..ma non sapevo niente di piu’..cmq lui una persona che mi incuriosisce, mi suscita simpatia e mi stimola col suo modo di fare..mi scrive una mail un po’ particolare..non capisco in quel momento..la rileggo e nascoste tra le parole c’erano i numeri che compongono un numero di telefono..gli mando un sms..lui mi chiede di uscire ma dicendo che è tutto top secret..accetto..forse sbagliando perchè vede gia’ una ragazza, non lo so..ma avevo voglia di conoscerlo e sono andata..
..salgo in macchina e mi dice che è una sorpresa..e non mi svela niente..altro che romanticismo..nessuno mi aveva mai regalato una serata cosi’, quello che avrei sempre voluto..giuro..
Guida verso un paesino sul mare..paese vecchio..parcheggia..prende uno scatolone dal portabagli..e iniziamo a camminare, fino a un posto meraviglioso..sulle mure si vedeva tutto il paesaggio..uno spettacolo..una bottiglia di vino, due calici..siamo stati ore a parlare di noi, a conoscerci..poi passeggiata sul molo, siamo andati al faro..sdraiati col naso in su a guardare le stelle..
..la cosa piu’ sbalorditiva per me sapete qual’e’ stata?! Non c’ha mai provato con me..nonostante l’atmosfera e le situazioni..mai!
Io che mi ero già fatta il film che sicuramente ci avrebbe provato subito, con la paura che mi saltasse addosso, che quello fosse il suo unico obiettivo..mi sono dovuta ricredere..non mi ha neanche sfiorata..strano?! Non pensate?!? Oggi qualche messaggio..mi dice ch è stato bene e che voleva farmi passare una bella serata..ok! C’e’ riuscito? Ma quale il senso di tutto c’ho se neanche abbiamo parlato di un prossimo eventuale incontro? Forse era solo un’uscita che non aveva altri fini se non l’amicizia?!?
Puo’ bastare la sola volonta’ di regalarmi una bella serata?!
Forse il fatto che frequenta, come sapevo, un’altra ragazza lo ha frenato?! ma se uno avesse una persona accanto non penso organizzerebbe tutto questo per un’altra..senza neanche lo scopo di portarla a ltto.cosa pensate voi??
Anna, Luna..vi che avete sempre fatto luce nei miei dubbi..capite qualcosa di un tale atteggiamento?!?
Strani sono strani..ma io sono allibita!
lily sei sempre sconvolgente….ehehehe
amare è lasciar liberi di andare?
amare è rispettare accettare aspettare e vedere al di là di tutto?
allora io vivrò ma amerò qualcuno che si è ritirato dalla nostra storia.
a volte vorrei parlargli abbracciarlo baciarlo suscitargli un emozione mandargli una cosa a casa ma ora mi blocco,….tu lo faresti?
o devo continuare a stare in silenzio aspettando che sia lui ipoteticamente a farsi sentire?
SONIA e se avessi trovato un uomo cortese gentile che non fa tutto per andare a letto? se è un romantico un idealista?
io per esempio ho rifiutato all’inizio di andare a letto perchè volevo fare le cose per bene..(nonostante come siano andate poi le cose)
Ciao ragazze,
Grazie di esserci….
Oggi stanca ma un pò più serena,grazie ai vostri consigli e all’ottimo medico trovato ieri oggi sono riuscita a pensare un pò a me stessa!
Il mio lavoro è quello di resposabile di un Centro Benessere,e stamattina arrrivata e trovato una ragazza libera per un’ora…mi sono fatta un meraviglioso MassaggioRilassante di un’ora!!!!Mi sono caricata e finito il lavoro dopo tanto,tanto tempo,sno andata a casa ho preso la borsa e sono andata in palestra!!!!
Stasera sono stanca….ma anche un pò più serena…
Sono sicura che questo piccolo passo è solo l’inizio!!!
Grazie ancora di esserci.
Un abbraccio
Mary