La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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successo proprio niente.
Sono tutti prodotti di quel mare che ci portiamo dentro, che è perennemente in movimento e che ogni tanto butta lì una bellissima conchiglia, a volte uno scarpone distrutto, a volte un relitto e a volte una bottiglia con dentro un S.O.S disperato.
Vi è mai capitato di essere lì tranquille, sedute spaparanzate e sentire un magone improvviso misto ad un senso di colpa come se di botto steste realizzando di aver appena scippato una nonnetta facendola cadere in mezzo alla strada?
E vi è mai capitato, al contrario, di svegliarvi in stato di immotivata beatitudine come Fantozzi quando vedeva sfilare la statua del santo?
Ora io non so se tutto ciò è frutto del nostro cervello, del nostro cuore, della nostra panza…..Non lo so e, in fondo, credo abbia poca importanza.
Ciò che conta è che tutto ciò viene da qualcosa di nostro e che se impariamo ad accettarlo impariamo ad accettare anche noi stesse.
Come Luna, come Lulu, ho reimparato a stare da sola con me stessa. A godermi la mia presenza in solitudine, a cellulare spento, con musica in sottofondo e mente libera di andare indietro nel passato, stare ferma nel presente, fare uno zompo nelle ipotesi del futuro.
Non lo facevo più da tempo. Da quando avevo paura delle domande che mi sarei fatta e delle risposte che mi sarei data nel momento in cui mi fossi beccata da sola.
Ora mi becco da sola e a volte piango, a volte rido, a volte piango e poi rido e viceversa.
E ho scoperto che è bellissimo volare nel proprio cielo e riuscire di nuovo ad intravedere quello degli altri.
Un abbraccio a tutti.
Ps. Luna, il post che hai scritto un po’ di tempo fa (tra i tanti bellissimi….quello sul palloncino da abbattere) mi ha fatto riflettere un pò e mi ha aperto tante porte dentro. Come se fosse un passepartout adatto ad aprire i tanti cassettini di me stessa.
Bye bye.
KIKKA: …un altro a cui dire di non chiamare più? 😉
😉 nel senso che se la pseudo-frequentazione diventerà un peso anche in questo caso saprai dire stop 🙂
sorrido nel senso che non è certo una cosa da poco.
Meglio sarebbe se non fosse necessario, ma se qualcuno, con le sue non risposte o le sue pressioni diventa uno stress, saperlo fare è una grande cosa 🙂 e lo hai già fatto e ne vedi i benefici.
baci
Kikka buongiorno!
Vero..le nostre storie in questi mesi sono andate un po’ in parallelo..da giugno 2008,bassississimi, bassi poi un po’ alti..e ancora bassi..ma leggendo queste pagine mi rendo conto che fa parte del “gioco” della vita..stati d’animi, emozioni , sensazioni canbiano vorticosamente anche nel corso delle stessa giornta, o anche della stessa ora..come mi ha scritto Luna “viaggiando tra gli estremi”..
Occorre accettare che è normale tuttto questo altalenarsi, anche le sconfitte, le ricadute..sono queste che io non accetto, che non sopporto e che forse non mi perdono..sbagliando, forse..
E come te un lui che fa battere di nuovo il cuore..ma che forse troppo distante non fa bene adesso..una delusione cha va a sommarsi..una ferita in oiu’ per me..
ma io voglio RIUSCIRE A CAVALCARE LA MIA ONDA Lilly, consapevole che spesso non sara per niente facile!!
Sonia, Kikka, vi ricordate di quando scrivevo di quel lui che avevo dovuto allontanare causa “non amore” per me ? Beh, IO CI STAVO MALE. Troppo, per quel che era sempre stata la situazione tra noi.
Stavo di nuovo facendo misura del mio valore sulla base di un giudizio altrui.
Senza nessuna pieta’ per me.
“Certo che non ti ama. Non e’ mica scemo.” Io pensavo anche questo nella mia testa bacata. Forse l’ ho addirittura abbandonato per evitare che lo facesse lui. Per paura di perdere ancora. Ma perdere poi che cosa ? Praticamente niente. Quello che mi dava lui, era cio’ che mi avrebbe potuto dare chiunque amasse il genere femminile e fosse single…Briciole.
Eppure ( mannaggia a me ) IO CI STAVO MALE !!!!!
E stato li’ che ho capito che il danno e’ dentro me.
Gli volevo anche bene (ma io finisco spesso per voler bene anche ai serial killer) e poi giustifico sempre tutti tranne me stessa.
Non era quello il quid. Il quid era che qualunque cosa ripercorresse anche vagamente il passato per me era ( e’ ) come veleno puro.
E non solo il passato prossimo ma anche quello remoto, da quando avevo 6 anni e temevo che mamma mi dimenticasse a scuola.
Il primo cuore che batte a tremila risale ad allora, al suono della campanella delle 12:30 🙁
Non sono mica “guarita”. Solo ho imparato a riconoscere il veleno, capire che non mi uccide e a vedere dov’e’ per tentare di evitarlo, visto che bene nn mi fa.
In ognuno di noi ci sono delle fragilita’.
Probabilmente io soffro di ansia da abbandono, proprio come la mia cagnolina. E, guarda il caso, poi sono anche stata abbandonata per davvero.
L’ incubo di sempre che diventa realta’ e shock che ti devasta tutto l’ equilibrio.
E ti rialzi dalla catastrofe, sapendo che ora ce la puoi fare ma con addosso la stessa paura di sempre. C’era prima e c’e’ adesso. Questo non cambia. Quello che cambia e’ che non vuoi piu’ nasconderti dietro a qualcuno perche’ tanto sai che non durera’ e allora meglio “cacciare sangue” una volta sola!
…Accettiamo di non essere macchine ma persone con sentimenti, lati deboli e lati forti del nostro carattere.
Ho amiche di fronte ad una goccia di sangue, svengono sul posto. Altre che, alla vista di un ragnetto, cambiano appartamento.
Io potrei dormire in un insettario e se vedo del sangue uscire da una ferita, mi limito a preoccuparmi della stessa senza badare al rosso che ne viene fuori.
Siamo tutti diversi e tutti dobbiamo convivere al meglio con la nostra natura per non soffrire troppo.
Andra’ meglio, ragazze care. Ne sono certissima. Voi sarete piu’ che felici e non vedo l’ ora di poterlo leggere qui…
Un bacio a tutte.
ANNA
Scrivo solo per ringraziarvi, sia per le cose che mi avete detto l’altro giorno, sia per le vostre discussioni… bene o male, tutto aiuta, anche un pensiero, una parola, che sembra riguardare altro.
Non riesco a scrivere altro, non riesco a pensare.
Lui è ancora qui. Mi tornano in mente troppe cose.
Ciao Ada. Il “dopo” fa male. Ognuno di noi lo sa. Lo sa fin troppo bene.
Ti auguro che un giorno, magari non troppo lontano, tu riesca a pensare ai momenti belli che ci sono stati tra voi senza rimpianti, con la consapevolezza che potranno esserci ancora tanti altri momenti altrettanto belli.
Perchè quei momenti non sono finiti con la vostra storia, non sono un’esclusiva della persona con cui, in passato, li hai condivisi.
Possono esserci al di là di lui, con altre persone che sapranno farti emozionare, sorridere, tornare a vivere.
Son momenti che nascono da te e tu non sei finita.
Sei ferita, sei a terra, sei in un momento di merda ma ci sei, e puoi ancora dare e avere molto.
Quando riuscirai (riusciremo…) a pensare ai momenti belli senza rimpianti e vedrai i momenti no nella loro reale dimensione e non ingigantiti dalla solitudine, dalla malinconia …..allora, vedrai che la pagina da voltare avrà il peso di una pagina e non di un macigno.
E avrai voglia di riprendere a vivere, di ridere per una cazzata, di piangere per un film, di pensare in libertà…..di pensare anche al passato senza averne paura.
Io ci sto provando, ci sto riuscendo. Cado di continuo ma mi rialzo di continuo. E ‘stare su & giu stanca come una seduta di palestra di quella dura. Ma è una palestra che fa bene.
Dici che “lui è ancora qui”.
Lui , forse, sarà sempre lì con te perchè è stato importante per te, perchè ciò che provavi e provi è stato ed è intenso e sincero.
Forse dovresti ridimensionare il suo ruolo e renderti conto che tu sei, sempre ed in ogni caso, più importante di lui.
Non permettergli di farti del male attraverso te stessa, attraverso la tua mente, attraverso i tuoi ricordi.
Cerca di dare ai ricordi il giusto nome ed il giusto spazio.
Il passato non va nè dimenticato, nè buttato via.
Ma è il presente che stiamo vivendo. E’ il futuro che dovremmo “sognare”. Non il passato, non il vissuto. Altrimenti il sogno non è tale….è rimpianto. E fa un gran male.
Ancora una cosa, Ada. Ora non riesci a pensare perché forse il tuo pensiero va dritto dritto sparato su qualcosa di lui. Che ne so……magari il suo sguardo. Uno sguardo innamorato che rifiuti di pensare perché credi di averlo perso per sempre.
Ma non è così. Hai perso il SUO sguardo. Non lo sguardo d’amore che potrà esserti rivolto.
E magari la prossima volta quell’amore non sarà in uno sguardo…… sarà in un abbraccio, in un silenzio, in un sorriso, nel portare la borsa della spesa, nel lasciarti sfogare quando ti girano le palle, nell’aprirti a portiera o nel regalarti un fiore……
Se non sarai un robot e lascerai che il presente riprenda il sopravvento sul passato vedrai che tutto è ancora possibile.
Magari non accadrà domani o tra una settimana o tra un mese.
Ma non chiudere la porta con te chiusa dentro ad una stanza dei ricordi.
Non chiudere la porta MAI!!!
Un abbraccione.
Ciao a tutti/e…….come va????
bè come ti capisco e come piango elggendo che non sono l’unico.
a volte mi domando se vivrei lo stesso senza lui?
se riuscirei a dimenticarlo?
eppure lui era tutto ciò che volevo,
incancellabile,
non era il classico stronzo, ma l’innamorato eprfetto,
promesse sogni progetti,
come faccio a pensare che dall’oggi al domani non contano più niente?
posso mai pensare che sonos tato nulla per te?
io l’aspetto…
sarò cretino ma cerco di trovar il mio binario e nel cuore manterrò sempre il suo ricordo..
Anche lei è ancora qui.
Dopo più di un anno. Ma sono rimaste solo tracce, piccoli flash e ricordi.
Ma non più nel cuore. Soltanto nella testa.
Ho creato un blog, l’ anno scorso, per buttar fuori i miei pensieri.. http://theendoflove.wordpress.com/
Il peggio è passato, ma non tutto è passato.
Sette anni son parecchi e dimenticarli completamente non è facile.
Ma la pagina l’ho girata.
E nuovi eventi sono accaduti.
Un abbraccio a tutti.
Bacioni a tutti 🙂 e buon uikend 🙂 sì, tutto bene 🙂 Lilly e Anto, ho letto 🙂
passerò con più calma, ma adesso A FARE LA NANNAAAAAAA 🙂 zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
Ciao Markos, perche ipotizzi di dover pensare di non essere mai stato nulla per lui?
Sono cambiate le cose e lui ha avuto un passo più veloce del tuo. Camminavate a fianco, come soldati in marcia e ad un certo punto lui si è messo a correre e tu ti sei seduto.
Pensare “stronzo e bastardo” è facile. Anche esserlo stati per davvero è molto facile e, 99 su 100 probabile.
Ma l’essere stronzo non sta nel disinnamorarsi. Può accadere.
Sta nel come il disinnamorato te lo comunica o fa capire….
Sta nell’aggressività, nello scazzo gridato con cui l’altro non accetta che nello stesso preciso istante in cui il tuo tempo è scaduto nel suo cuore non sia capitata la stessa cosa a te.
Sta nella freddezza con cui vieni trattato-freddato-ignorato-scaricato.
Sta nella fuga come se, all’improvviso l’altro fosse diventato qualcosa di contaminato.
Sta nellle proposte morbide “rimaniamo amici (con sottotitolo…..”ma non rompermi troppo le balle nè!!!!”)….E POI PROVA A FARE L’AMICO……nella migliore delle ipotesi la tua disponibilità cade nel vuoto, nella peggiore vieni aggredito!!
Sta nelle bugie, nel nascondersi, nel dimenticarsi che anche tu sei un essere umano, che puoi soffrire, che non sei diventato qualcuno di diverso dalla persona che ieri stava su un palmo della sua mano.
Hai edtto una verità fondamentale.
Trova il tuo binario! E mantieni il suo ricordo.
Ciao Anto62. Hai girato la tua pagine e lei è rimasta lo stesso in una nuova dimensione. E’ ciò che vorrei capitasse anche a me. Perchè non voglio rinunciare a nulla di me e del mio passato per poter vivere il mio presente ed il mio futuro. Un passo alla volta ci sto riuscendo….
Ciao a tutti! Che fine avete fatto???
@lily : avresti ragione se nella normalità delle cose uno perde il sentimento e lascia l’altro con indifferenza, ma la cosa due mesi fa è finita diversamente, prima si è allontanato poi mi diceva che mi amava da morire ma voleva restare solo, poi dice della malattia che lo spaventa e vuole allontanermi epr proteggermi, poi non si fa sentire più ma dice agli altri di starmi vicino, poi lo incontro e freddamente mi dice che non prova + nulla nei miei confronti, ma mi amerà per sempre a costo di restare solo e non mi vuole accanto eprchè lo farei stare male, ma non per sempre solo per il momento, e quando gli dico che so che non va in cura in quella clinica, lui messo di fronte alla verità mi dice che non è tenuto a dirmi dove si cura, e quando gli ricordo le nostre promesse trattiene le lacrime…
non c’è una spiegazione razionale in ciò ma qualcosa di fondo…
tutti siamo d’accordo che l’amore può svanire improvvisamente da un giorno all’altro, o che una malattia grave ti fa andare in un vortice, ma quì c’è tutto questo e altro ancora, se non mi ami più non dici certe cose e non mi dici che per il momento è così….
Markos, ti capisco alla perfezione.
Lui (in passato) mi ha amato alla follia ma dopo l’infarto si è spaventato troppo perchè sono diventata “un eccesso troppo grande ” (forse i 17 anni di differenza …….manco fossi stata una leopardessa con frustino e pretese da pornostar!).
Ogni tanto lo becco sul treno che mi guarda come per dire “chiissà se hai capito che non potevo fare diversamente….”.
Nei fatti: si è dimenticato di lasciarmi (frase memorabile “tempo al tempo” e quando mi sono fatta viva mi ha mangiato la faccia e tolto il saluto.
Ora….io mi sono rotta le palle di languire e sperperare la mia vita crogiolandomi nei meandri mentali di quell’individuo e di me stessa versione “ci spero sempre, ti aspetto ancora”.
E (te lo giuro) ora che ho cominciato a capire i suoi perchè e le sue motivazioni l’ho perdonato per i suoi modi completamente non ortodossi.
E (ti giuro anche questo) mi sono accorta di volergli ancora un bene immenso commuovendomi per la sua fragilità e la sua immaturità (per come è scappato, si è nascosto, è stato zitto quando avrebbe dovuto parlare ed ha urlato quando avrebbe potuto semplicemente parlare e bla bla bla).
Quindi mi sono rimessa in carreggiata e senza nè rinnegare nè rimpiangere il passato, ben contenta del mio nuovo atteggiamento nei miei e nei suoi confronti ce la sto mettendo tutta per ripartire. E per, finalmente, riprendere a vivere.
Leggendo il tuo post mi sembra che il tuo lui assomiglia molto al mio lui nei comportamenti e nelle reazioni.
Forse è vero. L’amore non è svanito nel nulla da un giorno o l’altro.
Forse c’è ancora…..forse potrebbe tornare…..ma se non riesce ad uscire fuori, se è diventato una macchina ciucciaenergie-ciucciaforza-ciucciavita allora….dai la prevalenza a te stesso e non vivere aspettando un qualcosa che potreebbe accadere come non accadere mai.
Vivi la tua vita indipendentemente da lui e vorrà dire che se “quel momento” (il ritorno) arriverà sarà una sorpresa bellissima!!
Markos: ciao 🙂
vado un po’ di fretta, purtroppo, e quindi non vorrei sembrasse che parlo in modo semplicistico di una cosa che semplice non è…
nel senso che ciò che si muove nella mente, nelle emozioni e nell’equilibrio di qualcuno quando avvengono scosse come una malattia, o un lutto, o comunque cose che mettono in moto tante cose dentro di noi, o dentro chi abbiamo di fronte, non è semplice, no…
e che smuovono certamente anche gli equilibri dei legami…
e te lo dico con la cognizione di causa di chi ha subito recentemente due lutti e anche di chi è stato vicino a persone che sono state male…
e anche che è stata male, molto male, perché un legame è andato in vortice per questo… con modalità incoerenti, da parte dell’altro, simili a quelle che descrivi tu…
scrivendoti mi è venuto in mente anche questo:
ho avuto come primo amore, intensissimo, un ragazzo che all’epoca era malato e che giovanissimo faceva i conti tutti i giorni con una malattia,da diversi anni, e quindi anche se lui non era la sua malattia era naturale che vivesse la sua vita sapendo, così giovane, di averla e anche dovendo venire a patti con lei, per sempre… con il fatto di dover preservarsi, ma anche di non sentirsi diverso dagli altri… essendo comunque in qualche modo “diverso”, avendo al contempo una situazione famigliare particolare, difficile, e un’intelligenza, davvero, non comune.
Ma parlare della morte era un suo modo per esorcizzare la morte. Il fatto che avrebbe potuto collassare, com’era già successo, e vedersela brutta per davvero.
come lo era, esorcizzare, fare cose che erano stupide e pericolose per la sua condizione, alle volte.
Al contempo credo che mi abbia amato molto perché… in parte ero egoista, vista anche la mia giovanissima età. egoista nel senso che non lo trattavo come il debole tra noi due. Per me lui era lui, che aveva quel problema, certo, ma non era quel problema. Non gli ho mai permesso di farmi male per la sua malattia. Cosa che la ragazza che è venuta dopo di me gli ha permesso, invece. non so se riesco a spiegarmi bene… Avevo 17 anni… a 17 anni anche se per certi versi ero matura per la mia età e sensibile in apertura, come oggi,ero però così in formazione io stessa (lo siamo sempre, quindi figurati a quell’età), e così inconsapevole di cose che oggi, a guardare indietro, erano frutto di istinto che non ero in grado di “analizzare”, e che mi ha preservata. Preservata dall’entrare nel vortice, di sudditanza emotiva all’incoerenza, nel nome anche di una malintesa empatia verso chi “stava male”, nel quale invece sono entrata a 30 anni…
quando non ho capito quello che avevo capito a 17 anni… e cioè che alle volte noi possiamo fare molto male a noi stessi cercando di capire ciò che c’è dietro all’incorenza, qualsiasi sia il motivo, invece di guardare il fatto che l’incoerenza ci sta facendo male e basta. Di stare nel presente, nella realtà, e di guardarla per ciò che è. E ricordarci di noi stessi.
@se non riesce ad uscire fuori, se è diventato una macchina ciucciaenergie-ciucciaforza-ciucciavita allora….dai la prevalenza a te stesso
Per esperienza ti dico: sagge parole.
La pagina l’ho dovuta girare.
Anche perchè lei vive a 1000 km di distanza, e da quando mi ha chiuso il telefono in faccia (ad aprile dello scorso anno) non si è fatta più sentire. Sono stato cancellato come si cancella un disegno a matita con una gomma.
Forse, col senno del poi (ma molto poi), è stato un bene.
Abitando in città diverse non c’era “pericolo” di incontrarla.
Ma ciò che ancora non mi è andato giù e stata la mancanza di spiegazioni dirette, faccia a faccia..E sì che la possibilità l’ha avuta…5 giorni prima della telefonata di chiusura.
Markos, ti auguro che per lui sia un momento di crisi passeggera… e cerca di seguire il consiglio di Lilly.
@ anto 62 luna e lily… ragazzi non avete idea quanto fa male uscire e sapere che lui è lì in un altro locale, nell’ultimo incontro mi ha detto che non sente più nulla nei miei confronti, ma allora se non senti nulla perchè trattieni le lacrime? perchè anzichè dirmi addio mi dici che è per il momento, se mi dici ti fa star male avermi vicino perchè allora dici agli altri mi raccomando stategli vicino? e poi una volta che hos coperto che non ti curi nella clinica dove dicevi, eprchè mi rispondi freddaamente dicendo che non stando più insieme non sei tenuto a dirmi dove ti curi… ragazzi per me c’è qualcosa dis trano, una persona che due mesi fa quando tutto è iniziato piangeva con una mia amica dicendo ch mi amava da morire ma stava male, che non voleva che soffrissi per lui, arriva a isolarmi cancellarmi e escludermi totalmente per una malattia che forse manco c’è?
ci sarà un altro nella sua vita?
sarò stato solo un giocattolo?
una cotta e via?
ma se c’è un altro se sono un giocattolo se sono una cotta fino al giorno prima non mi dici che vorresti condividere tutto con me e non lasciarmi mai solo eprchè mi sarai sempre accanto, se ti sei dimenticato di me non piangi al telefono quando parli di me…
non so quale sia la verità, non lo so ma credetemi era meglio essere lasciato per una di quelle cause che subire sentimenti diversi ogni giorno perchè non sai qual’è l’interpretazione giusta dei fatti, se è semplicemente finito un amore (dall’oggi al domani) se c’è un altro (cosa probabile anche se poco coerente con uno che dice che amerà solo me ma per il momento non sente nulla) se è malato (ma forse di cervello…) o se per come era dolce e adorabile nei miei confronti mi allontana sempre di più perchè non mi vuole fare soffrire epr qualcosa che non so e non mi vuole dire…
l’unica cosa che mi disse nel nostro incontro è che vuole stare bene, non mi ha detto addio ma un semplice: per il momento è così non ti voglio accanto.
aiutoooooooooo
Carissimo @Markos, spesso le storie finiscono così…con tante domande e nessuna risposta…la tua è verò è molto sofferta anche perchè c’è il dubbio di una malattia, qualcosa che per solito fa allontanare le persone che hanno paura di farsi vedere deboli e non capiscono anche un pò egoisticamente che se sei veramente amato quella malattia diventa parte di te e quindi chi ti sta accanto desidera aiutarti.
Ma nessuno può avere ora la certezza come dici tu che si tratti di questo, e così i pensieri si accumulano, come una marea, e arrivi a pensare a tutto anche a cose che sicuramente non ci sono come un’altro al suo fianco.
L’unica cosa che posso dirti è di cercare in qualche modo anche attraverso gli amici in comune di avere notizie, di chiedere a lui se in qualche modo ti da almeno un chiarimento, perchè se ti ha e ti ama come dice potrebbe evitare di farti soffrire così…
provaci, non credo staresti peggio di come ti senti ora e almeno avresti di fronte la pura realtà e cioè le sue parole sincere e una spiegazione…il dubbio è la cosa che fa più male quando si ama…
se non riesci lascia che quel dolore che provi resti, non scacciarlo, non evitarlo, non far finta di star bene o di essere forte perchè sarebbe solo un modo inutile per sentire ancora più dolore.
Nessuno può soffrire al tuo posto ora e non ti consolerà sapere che ognuno di noi ha le sue sofferenze, ma sappi che il tempo in qualche modo allevia e che spesso le risposte che aspetti arrivano magari in modo differente, ma ci sono, e quando quel momento arriverà allora finalmente quel dolore che ora ti sembra insopportabile in parte sarà passato e ti permetterà di essere una persona più forte…ma non fuggire, mai, perchè quello che senti fa parte di te ed è parte della tua vita come ogni sentimento o ricordo…fanne tesoro non gettare nulla via!
Un abbraccio kate
@ kate: gliele ho chieste spiegazioni mi ha detto che non sente nulla nei miei confronti, dall’oggi al domani è sparita senza un eprchè, e per il momento non mi vuole accanto perchè ci starebbe peggio. in pratica da un giorno all’altro sempre più si è allontanato all’inizio dicendomi che mi avrebbe amato per sempre a costo di restare solo ma aveva paura che soffrissi epr lui e quindi mi voleva allontare, poi questa strana malattia che non sic apsice se c’è o no ma della quale lui sostiene l’esistenza ma nn con prove certe, dice di volere stare bene, ma perchè non tenermi accanto? la sua risposta è: non me la sento, nemmeno da amico, ci ha provato ma non ci riesce, eppure non perchè voglia lasciarmi una speranza però è come se fosse trattenuto e nel tempo la mia insistenza l’abbia fatto incattivire al punto che è costretto a dirmi cose pesanti pur di allontanarmi, ma senza un motivo e non come si lasciano tutti nelle storie, tutt’ora lo ama ma per i bei ricordi solo che tutta questa delusione li sta annullando, non ha la forza di dirmi la verità e più indago meno scopro. esce, va in palestra, frequenta la chat, sembra apparentemente che fa tutto, ma non può avermi cancellato, se io piango da 50 giorni sono sicuro che lui cis ta peggio, altrimenti al telefono agli amici non direbbe stategli vicino….se mi vuoi lasciare e non senti nulla che te ne frega che gli altri mi consolano? se sei tu il malato eprchè lamentarti che ti cerco? se ero tutta la tua vita perchè ora sono un semplice consocente al quale non degni manco di un sms?
è tutto talmente assurdo che non ha una spiegazione logica che si incastra bene, tradimento, malattia, abbandono, insofferenza potrebbero esserci ma manca sempre qualcosa…
MARKOS: partiamo da un presupposto, e cioè che sempre, nel momento in cui qualcuno ci dice che non ci ama più, che è in crisi o che non vuole stare con noi, se amiamo ancora e soprattutto se non ce lo aspettavamo, o se comunque, anche nella crisi più nera noi non avremmo lasciato, per noi è un trauma. Perché non vogliamo che sia finita. Perché soffriamo all’idea che quella storia sia finita. Perché la sola cosa che vogliamo è che ci dica: in realtà io voglio stare con te e ti amo.
Lo è, una sofferenza, tanto più se una persona è indiretta.
Se mescola cose come: non ti amo più – soffro senza di te.
Ma se è diretta comunque, chi ama, cercherà in ogni segno un qualcosa che faccia pensare che l’altra persona non sa quello che dice, è così in crisi da non sapere quello che dice, dice qualcosa di cui non è convinto, le sue parole non collimano con i fatti…
perché è molto difficile accettare che per qualcuno sia finito qualcosa che per noi non è finito.
Se riuscissimo a prendere il messaggio principale, “NON VOGLIO STARE CON TE” o “NON TI AMO PIU'” senza cercarci i se e i ma, e prenderlo per quello che è, riusciremmo anche a difenderci di più dall’incoerenza.
Dentro di noi potremmo dire: tu mi hai detto che non mi ami più e che non vuoi più stare con me, io ne prendo atto, soffro, e prendo queste tue parole e questa realtà per quello che è.
Allora lasciamo all’altro anche la responsabilità delle sue parole e anche di sapere guardare, lui o lei, dentro di sè rendendosi conto che si può non amare più, essere confusi ecc ecc, ma che purtroppo se dici una cosa grossa come “non ti amo più” quella cosa ha un effetto, e se sei in crisi non è l’altro a dover risolvere la sua crisi, ma lui stesso a dover risolversela…
l’altro può dare una mano? certo, se uno dice: sai, sono in crisi, ho un problema, non so che fare, sono confuso… mi dai una mano?
o persino se dice: scusami, ma quello che mi sta accadendo mi sconvolge al punto che alle volte non so neanch’io cosa sento
ma non scaraventando sull’altro la responsabilità di risolvere la sua crisi. Dire: “non voglio stare con te”, “non ti amo più” ha un peso. Sono ferite. e rimarginarle non sta a chi le subisce, ma semmai a chi le crea, se ha voglia di farlo.
Dire “in questo momento non voglio stare con te e ti lascio” vuol dire “non voglio stare con te e ti lascio”, e “in questo momento” non vuol dire una cippa.
L’amore non è un contratto a firma posticipata, non è una qualcosa in cui puoi prendere un periodo di aspettativa. O meglio, tutto si può.
Possiamo dire a qualcuno: in questo momento non voglio stare con te, parto per il tibet per 6 mesi, vado in chat e mi faccio i fatti miei, in questo momento non ti deve interessare cosa faccio e che ne faccio della mia vita… voglio stare da solo.
Tutto si può dire e si dice. Varie sono le cose che ci passano per la testa e nel cuore. Ma il punto è che siamo responsabili di quello che verbalizziamo, dimostriamo, anche la confusione. E la legge è uguale per tutti.Non sarà bello, ma è così. Se siamo confusi e permettiamo a qualcuno di entrare l’altra persona potrà tenerci per mano, ma se la sbattiamo fuori la sbattiamo fuori. Può essere che abbiamo davanti qualcuno disposto a fare qualsiasi cosa per entrare. Ma quel qualcuno si trova davanti chi dice: vattene!
Il mondo è pieno di persone che dicono “vattene!”. Cosa c’è dietro?
Può esserci di tutto, vero. Può esserci anche un “resta”? In alcuni casi sì, ma se dicono vattene cmq creano dei grandi casini. Costringendo l’altra persona a consumarsi nella speranza che ci sia un resta. e a combattere per due, quando uno dei due si è tolto dal gioco. Si possono passare anni a chiedersi se uno vuole dire “a” ma sta dicendo “b”, senza rendersi conto che potrebbe benissimo dire “b” se pensa “b”.E che se anche una persona crea casini dicendo una cosa per l’altra forse dovrebbe guardarsi allo specchio e dirsi: cacchio, dico una cosa per l’altra. Questo è un mio problema. Devo risolverlo io.
“ma manca sempre qualcosa…”. Ciao Markos!
Manca quel menefreghismo che può nascere dalla paura. La paura di morire, di non poter competere con i sè stessi di poco tempo prima, la paura di perdere il confronto con tutti, di non reggere il passo, di sembrare un peso, di doversi scusare dell’essere stanchi, demotivati, insofferenti.
Chi sta male può diventare di un egoismo mostruoso e odiare, già…. arrivare al punto di odiare chi non ha avuto la sfiga di ammalarsi in contemporanea.
Chi “sta bene” ai loro occhi diventa un bersaglio da abbattere o, nella migliore delle ipotesi, un ricordo dei bei tempi andati, da allontanare perchè fa soffrire troppo.
Un eccesso che non ci si può più permettere come una torta alla panna per un diabetico, una bottiglia di champagne per uno che soffre di cirrosi epatica o una stecca di sigarette per uno che ha un’enfisema polmonare.
Agli occhi di certi ammalati tutto ciò che non è la loro malattia diventa una cazzata.
E vivono sospesi tra i sè stessi di prima e ciò che sono diventati. Sospesi uin una zona d’ombra che non gli appartiene e che li fa incazzare sempre di più. Tra un atto di bontà (“consolatelo”) ed uno di egoismo (il lamentarsi dell’essere cercato).
E chi gli sta accanto non capisce più un tubo. Si spaventa. Smanetta alla ricerca dell’atteggiamento “giusto” che può riportare tutte le cose a loro posto…..
In questa ansiosa ricerca del comportamento giusto non diamo una bella impressione di noi.
Sembriamp e probabilmente siamo ansiosi, spaesati, insicuri.
Trasmettiamo un messaggio inquietante” non posso vivere senza di te”!!!
Ed è qui che ci gabbiamo da soli!!!!!!(Ipotizzo!)!
Perchè questa bella frase ad effetto avrebbe esaltato ed inorgoglito i nostri “compagni” in versione sana…..
L’ammalato si spaventa! Deve pensare a sè stesso, solo a sè stesso, non può (o non può più) permettersi di essere un sostegno, di consolare, di prendersi cura di te. E ti allontana. Ti “fa fuori”.
Lui, l’ammalato, apparentemente è sempre uguale, fa le stesse cose di prima, non è cambiato.
Ma le fa in un nuovo ambiente che percepisce come sereno, rassicurante. Le fa con persone che non possono trasmettergli emozioni eccessive. Perchè l’eccesso è percepito come qualcosa di negativo.
Nella loro zona d’ombra vivono ma non vivono. Evitano emozioni e fanno di tutto per evitare di ricordarle e quindi rimpiangerle.
Tengono ben distanti le persone a cui hanno dato tanto e a cui non possono più garantire di continuare a dare nella stessa misura. Tengono ben distanti le persone che possono provocare emozioni che il fisico e la mente non possono reggere.
Il loro egoismo cresce in modo direttamente proporzionale alla loro consapevolezza di aver fatto la scelta migliore.
Magari hanno l’impulso di prendere il telefono in mano, di mandare un sms, di compiere un gesto normalissimo….uno di quei gesti che, in passato, facevano cento volte al giorno.
Ma poi la paura prevale…..
Non ho nessuna certezza. Questo è lo scenario che ho ricostruito nella mia mente in quest’ultimo anno.
Per non cadere nella banalità di un “mi ha preso per il cul…” e analizzando in modo quasi manicale ogni atteggiamento, ogni parola, ogni singolo episodio.
Loro stanno male nella loro zona d’ombra. Ma è un male inferiore a quello che potrebbero provare non potendo più vivere come prima…..
Devo scappare……ciao a tutti!
Dimenticavo una cosa, Markos.
Indipendentemente da ciò che è capitato mi sembra che lui abbia sacrificato te a sé stesso.
Io ritengo che l’amore non debba essere sacrificio ma una civile e serena convivenza di caratteri che possono anche essere diversi.
Non dedicargli più spazio di quello che lui stesso vuole che tu gli dedichi.
Riprendi a vivere la tua vita, torna alla tua normalità e non permettere che le sue paure ingigantiscano le tue.
Tu non sei meno di lui. Tu non devi sacrificarti e crogiolarti in mille perché e per come.
Io, in passato (anche recente) mi sono appigliata a mille speranze, a mille sguardi che ho voluto leggere così piuttosto che cosà.
Ma è tutto falso. E’ il mondo di ciò che vorremmo e non di ciò che è.
Magari i due mondi coincidono. Magari no. Magari, forse….chi lo sa??? Ma si può vivere di ipotesi??
In quest’incertezza del “forse, chissà, perché” i giorni passano! La vita passa!
E le insicurezze aumentano, la paura cresce, la depressione incombe….e alla fine (anche) tu sei diventato malato, sfinito da centomila seghe mentali che non ti hanno portato ad altro che ad un infinito ventaglio di ipotesi/seghe mentali…..
Anche perché poi il rischio è di vivere, si, ma in un mondo finto in cui lui tornerà su un cavallo bianco per dar luogo al ricco banchetto che in tutte le fiabe precede il “e vissero felici e contenti”.
Se uno ha la freddezza di allontanarti dalla sua vita e ha la costanza di mantenere quest’atteggiamento non è una gran persona (al di là della propria malattia.).
E’ una persona che sta male ma ha capito benissimo come curare almeno la parte mentale…..”scusa amore se ti spacco un remo sulla capoccia………ma siamo naufragati in due ed il relitto basta per uno solo…..”!
Io ho sacrificato due anni della mia vita alla sua presenza e più di un anno alla sua assenza…….
E adesso (adesso nel senso di ORA , in questo preciso istante), leggendo tutti i tuoi punti interrogativi, la tua disperata incertezza e ritrovando molto di me in te e molto del “mio” lui nel tuo lui mi domando: ma come cazz. ho potuto aver letto in uno sguardo un appiglio da essermi magnata piu’ di un anno di vita???? E come cazz….faccio, ogni tanto a ricascarci ancora???
Senti Markos, io non amo dare consigli ma (con il senno del mio poi) mi limito a esprimere la mia opinione… impara dal suo egoismo e metti avanti te stesso, tutelati, curati, previeni e riprenditi la tua vita.
Un abbraccione!
Carissimo @Markos, Lilly e Luna fanno un discorso giustissimo, un pò come quello che ti ho detto in precedenza….se la storia finisce e non si hanno risposte come mi dici di aver chiesto, allora non puoi far nulla…è terribile chiedersi come da un giorno all’altro da amore sia diventato qualcosa di indefinito, qualcosa che non è neanche più conoscenza nè rispetto, nè altro, ma lo è diventato e ci distrugge, ma non possiamo farci nulla.
Allora l’unica cosa è lasciare che questa sofferenza ci prenda senza scacciarla, cerca di sentirla totalmente senza scappare, pensa che per qualsiasi motivo la tua vita ora sia così, è pur sempre la tua vita…piangi, grida se vuoi, scrivi, fai ciò che senti, tutto, ma non tenerti niente dentro o ti massacrerà….il dolore anche se terribile è come ogni altro stato d’animo, va vissuto, conosciuto, e se ne andrà da solo, con i tuoi tempi, ma se ne andrà….
Pensa che non sei solo, che se hai bisogno anche noi qui del sito in qualche modo cercheremo di aiutarti…ma non fuggire e non chiuderti in te stesso mai!
Un abbraccio Kate
Buongiorno a tutti, sto’ vivendo un momento, piuttosto duro ma necessario, sono alla ricerca di me stessa.
Mi permetto di intervenire sulla vostra discussione, forse perche’ ancora ho il dente avvelenato, forse perche’ sono stanca di svendere buonismo, ma non tutti in realta’ quando lasciano stanno male sul serio…..puo’ esserci inizialmente un po’ di sbandamento, poi finisce li’!
E’ vero prevale l’egoismo, e’ bene che prevalga anche per noi.
A volte dire agli altri “ti prego puoi starle(gli) vicina(o)?! significa toglimi da addosso questo ultimo senso di colpa. Le ho fatto del male, adesso pensateci voi a rifarla stare bene, cosi’ vivo la mia vita in pace con me e con chi mi pare…..
E’ vero, ancora ho tanta rabbia, tanto risentimento addosso, ma sto’ lavorando “sodo” per far sparire la mia voglia di vendetta, mi porterebbe ancora tanto male, ancora piu’ di quello che ho avuto.
Diciamo che a volte nel percorso della nostra vita abbiamo la sfortuna o la fortuna se puo’ servirci a migliorare, di incontrare una m..da, si una m..da fumante, nella quale inciampiamo e nella quale ci cadiamo proprio con la faccia.
A volte, abbiamo la sfortuna o fortuna di incontrare una persona che con la maniera giusta ci fa capire o ci dice che non prova piu’ cio’ che provava prima per noi, lo immagino sia difficile comunque accettare la sua decisione. Almeno pero’ un giorno, ripensando a questa storia, non ci sentiremo aridi , vuoti, come se quegli anni trascorsi insieme siano stati davvero un periodo buttato via, sprecato…..della nostra vita.
Oggi faccio fatica a scrivere, mi rendo conto che le parole escono piuttosto contorte ma questo percorso e’ davvero difficile, sono arrivata al punto dal quale non voglio tornare indietro, ma dal quale ancora spesso mi affaccio ancora per riguardare il mio passato….non piu’ con nostalgia, quella persona non esisteva, era un mio ideale, quel sogno si e’ spento, da tanto,….eppure ancora fa male….LULU
bè come non dare ragione a chi di voi vede solo del marcio a chi dice che dietro un “ti amerò per sempre” “un infinito pianto” ” un stategli vicino” un ” per il momento è così” c’è solo l’indifferenza e la freddezza della fine di un amore.
ma ora vi riporto un discorso che abbiamo avuto noi in un periodo particolarmente felice non lontano dall’inizio di tutto ciò:
io gli dissi che se avessi mai scoperto dia vere l’aids lo avrei allontanato in tutti i modi non facendomi senitre più perchè aveva diritto ad una vita e ad un futuro e non accanto ad un malato come me… e lui mi disse che mi sarebbe stato lo stesso accanto.
non voglio illudermi, ma uno non inventa una malattia così facilmente, non cambia proprio idea dall’oggi al domani, mi potrete dire si è così ieri era splendido oggi ti dice ciao, ma lui ieri era la favola poi ci teneva ad avermi vicino e infine la mia insistenza e come dite voi il mio voler cercare ancora in lui la forza l’hanno cosretto a fare così.
non ha un linfoma nella clinica dove dice di andare, ma vedete lui è stato a lungo il mio punto di forza e quando gli dicevo IO che non provavo niente, lui zitto mis tava accanto aspettando senza pretendere. viceversa io non ho avuto rispetto per lui ma ho solo preteso che il sentimento per me continuasse, lui non me lo poteva dare e ha visto che piangevo e soffrivo troppo e ha dovuto fare la scelta drastica, A VOLTE dietro un vai via non c’è sempre vai via: ma per me sto capendo per come era fatto lui che ama gli altri e non li vuole fare soffrire: è un vai via non insistere più non posso darti nulla mi fai impazzire così ho voglia di stare bene, ho qualcosa che tu non puoi comprendere…
non voglio farmi illusioni e aggrapparmi a false frasi o pianti ma credetemi se voi ci parlaste avreste come l’impressione che vi sta dicendo una cosa trattenendosi e che con il tempo si è incattivito al punto da mandarti a quel paese pur di vivere tranquillo!
@ luna : hai ragione le parole causano una reazione nell’altro…ma non fare di tutta l’erba un fascio..quando tutto ciò è iniziato quando lui ha confessato di avere questa malattia alla mia amica piangeva a dirotto epr più di mezz’ora dicendo che mi amava ma aveva un linfoma…. ora non so se esista o meno questa malattia ma che piangi a fare per mesi? che ti chiudi a fare in casa per mesi? che escludi a fare anche i tuoi amici epr mesi? ora sta ricominciando a uscire, sembra più un cadavere ma ogni sabato esce e si ritira presto da ciò che mi dicono e questo mi ferisce tanto perchè io non sono lì a tenergli la mano e vorrei tanto ma hai ragione lui non ha voluto io il possibile l’ho fatto e ora basta…eppure in fondo so che lui vorrebbe che io fossi lì, ma fa di tutto per allontanrmi perchè c’è qualcosa sotto…non facciamo di tutte le crisi d’amore una cosa sola questa ha del paranormale
@ lily hai eprfettamente ragione io suscito troppe emozioni che non riesce a reggere, perchè quando ancora ci sentivamo e ci vedevamo io piangevo tanto davanti a lui così diverso e lui mi guardava con lo sguardo colpevole dicendomi non pinagere devi essere forte, vai avanti trova la tua strada io comunque sarò con te, e sempre all’inizio quando gli dissi va bene tu non mi vuoi più? allora le nostre strade si separano tu prendi la tua io la mia e ciao…e lui : non dire queste cose, non potrei mai!
però ora è aarrivato a farlo, perchè? perchè l’ho esasperato, perchè si è reso conto che non riuscirei a tollerare questa sua strana situazione che glis ta capitando…
avrò gli occhi di prosciutto ma non riesco a vedere in lui una persona che mi vuole ferire, perchè nel corso della storia ha fatto tutto epr proteggermi nonostante lo mandassi ripetutamente a fare in culo!
numero 3: lily è impressionante la tua analisi è proprio così che io penso che lui ragioni, tant’è che nei primi tempi ci vedevamo ma è proprio vero si sentiva inadeguato, anche a letto sentivo che mischino non poteva dare più ciò che voleva non si sentiva più all’altezza, tanto da arrivare a dirmi fai la domanda erasmus (cosa che dovevamo fare insieme) io la farò te lo giuro ma tu falla…e io amore la faccio solo se tu la fai epr certo. e lui falla . comem a dire: vai avanti fatti al tua vita eprchè tu puoi la mia non ha più un senso (parole sue)
che fare?
@Markos…mi dispiace…mi dispiace tantissimo e sai perchè ?
Perchè solo noi quando siamo dentro una storia sappiamo cosa quella storia ci ha dato o ci sta dando…mi dispiace perchè soffri da pazzi e perchè pur essendoci passata e lottando come stai facendo tu, spesso non capendo e chiedendomi i perchè ho continuato nonostante tutto a credere in quello che il mio cuore diceva….lo sto facendo anche adesso…
Per questo più di una volta ti ho ripetuto chiedi spiegazioni, chiedi a lui, fai ciò che senti ma non fuggire mai…dolore o amore fanno parte di te come persona e di te nella tua storia con lui, ma nessuno di noi può conoscere quella storia anche se la racconti perchè tu la stai vivendo….se credi che veramente valga la pena, fai come ha fatto lui, non lasciarti cacciar via, non lasciare che per non farti soffrire ti allontani, restagli accanto….valuta, guarda ascolta e parla, fagli capire che tu ci sei anche se lui in questo momento è diviso tra te e la sua malattia….diglielo dimostraglielo perchè qualcuno un giorno mi disse….”le parole stanno a zero”….e sono i fatti quelli che contano….quindi coraggio, fa che quei fatti anche se lui ti respinge lo portino a volerti accanto per dividere anche il male e non soltanto le ore felici che avete trascorso insieme….
Ti abbraccio Kate
Markos, quando si sta male e si sta veramente male le uniche persone che vogliamo accanto sono quelle che amiamo e che ci amano veramente anche se può farci soffrire vedere che stanno male per noi, per ciò che ora siamo, ammalati…mi dispiace per te e per tuti quelli che hanno allontanato col pretesto della malattia.
Se un amore è vero lo è nel bene e nel male….
I problemi non sono i problemi di uno singolo ma della coppia e questo vale per tuti i problemi finchè si è coppia, il punto è ma allora eravamo veramente una coppia che si amava? o solo 2 che stavano assieme singolarmente non per amarsi ma per star bene l’un con l’altro???
In tutte queste nostre relazioni opterei più per la seconda ipotesi che sembra vada tanto di moda oggi, la più semplice, la più immediata, la più eccitante, la più facile da interrompere e chi s’è visto s’è visto…..tanto chi resta a leccarsi le ferite prima o poi si riprende….
Un saluto a tutti e un abbraccio forte…..
Markos: non si tratta di fare di tutta l’erba un fascio o di vedere del marcio. Ciascuno qui, leggendo il post di un altro, ovviamente può solo dire un’opinione, portare la propria esperienza, altro non può fare 🙂
Le storie sono diverse, le persone sono diverse, è vero.
La sensazione del “paranormale”, che riguarda la tua storia, potrei dirti che la capisco perché, per quanto riguarda la mia, io dicevo e pensavo: pare che lo abbiano rapito gli alieni, da un giorno all’altro…
quello che volevo dirti è che quando qualcuno, con il suo comportamento o con le sue parole, indifferente quale sia il motivo, ci dice un qualcosa che scatena pure in noi il vortice di 2000 supposizioni, tentativi di capire, di cercare e trovare un nesso, una logica, una risposta (mi ama, non mi ama, mi vuole, non mi vuole, sta dicendo che me ne devo andare perché ha paura? sta dicendo che me ne devo andare perché in questo momento è così confuso che dice qualcosa che crede di pensare ma non è così…) indifferentemente che sia marcio o buono come il pane – questa è la mia opinione, per la mia esperienza, la mia – comunque sia ci mette nelle condizione di trovarci da soli a ragionare per due, per qualcuno che in effetti non c’è, e non chiarisce, non spiega, non illumina. E che lo faccia apposta, lo faccia perché non gli riesce, così è.
Comunque sia ci ha lasciati da soli a tentare di capire, e a mangiarci il cuore e il cervello cercando una risposta, quando questa risposta o non c’è o c’è, ma se ce la potesse dire chiara ci farebbe un grosso favore. E se quel favore non ce lo fa, indifferentemente perché, siamo da soli a pensare e ragionare per due.
Magari per un altro che sta ragionando in modo completamente diverso dalle nostre 3000 supposizioni.
Chi ti dice ciò non te lo dice freddamente. Io so molto bene, per me, e per la mia esperienza, non ovviamente per la tua, cosa significhi doverlo fare. E anche volerlo fare, perché se amiamo qualcuno ovviamente vogliamo capire, lo vogliamo
Poche settimane e inizio forse a stare meglio. Forse. Mi ero detta che l’intensità del mio dolore, la sua costanza, lo stupore anche infastidito che destava in chi mi sta intorno, almeno avessero avuto il “vantaggio” di farmi bruciare tutto in fretta. Poi oggi di nuovo mi sento sola. semplicemente sola. E spaventata. Io che in genere cerco e trovo il bello in me e in ciò che mi circonda, mi trovo ora a non cercarlo, non volerlo. Forse perché, altrettanto da sempre, so che rinuncerei subito a tutto per l’amore. E questa volta è stato forte, più forte. Non forse l’amore, ma certo l’intensità della fede. Fede spezzata, rapporto chiuso nell’indifferenza di lui. eppure a me manca quella cosa speciale che ero certa di avere proprio con lui. O forse mi manca la fatica di quella cosa sempre solo immaginata, promessa, mai afferrata, sfiorata magari. Non sono più disperata come prima, non credo che non vorrò mai altro, ma mi sento abbastanza lucida da pensare che non troverò qualcuno con cui aspirare a quella stessa semplicità. Questo sì, che fa paura. Per chi non è abituato a temere la solitudine, sentirsi solo è spiazzante. E per chi di rado si concede a un “noi”, ridiventare sé è umiliante. Anche, e ora lo so, se la persona che ho perso non era all’altezza delle mie aspettative morali. Ma rimane il sogno, rimangono le aspettative, resta la fiducia che vi avevo riposto. E tutto il vuoto che lasciano fa male. Per un po’ è stato un dolore assordante, adesso è un dolore sordo. Ma so per certo che è un dolore che non merito. Non lo merito. Eppure…
anche perché non solo pensiamo a noi, e al nostro dolore, a una storia in cui crediamo che si spezza, ma anche perché in alcuni casi cogliamo la fragilità dell’altro (vera o presunta che sia, e questo lo dico in generale, non riferito al tuo compagno) e ci viene naturale cercare di dipanare la matassa anche per lui, e pensare che se sta male a maggior ragione vorremmo stargli vicino.
Il discorso è chiaramente complesso, parliamo di emozioni, tra due persone e all’interno dell’una e dell’altra, con in più tutto lo sconquasso che crea una malattia…
l’ho detto che non volevo suonare semplicistica.
Ma un dato di fatto, Markos, è che tu scrivi qui, chiedendoti cosa ci sia dietro ai suoi comportamenti, perché lui non accetta un dialogo, soffri perché vorresti entrare a tenergli la mano attraverso una porta che lui ha chiuso. E che ci sia del marcio o che ci sia amore dietro quella porta chiusa, in generale, questo rimane un fatto.
Un fatto che fa male, insieme al male che fa una relazione che si spezza, che sia per motivi banali o grandi motivi. E’ di questo male, anche, che tu scrivi qui. Della sensazione che hai di non riuscire a capire.
Io, ti ripeto, se non si era capito, non ti scrivevo dicendo qualcosa tipo buono/cattivo-motivato/non motivato, ma dicendoti che l’indiretto fa sempre male. E che anche se ragioni da solo per due per 20 ore al giorno (ed è anche naturale che ti venga di farlo) risponderti da solo (anche) per un altro non puoi. Per quanto tu ami molto. Se un’altra persona ti apre la porta puoi entrare, altrimenti no. Che tu stia lì a tirare testate alla porta o che tu piangi dietro quella porta. E indipendentemente da chi ci sia dall’altra parte, con i suoi perché. Che siano pure tutti quelli che diciamo, che derivano dalla confusione che dà il sentirsi fragili. Ma anche tu sei fragile, non dimenticarlo. Non dimenticarti di te, in senso buono. Questa, cmq, è solo la mia opinione.
bè ragazzi…pensare che fino al 20 aprile mi riempiva di attenzioni vivava epr me faceva tutto avrebbe dato l’anima, e poi invece il muso la tristezza l’alontanamento l’assenza di attenzioni la voglia dis tare solo, mi guardava i primi tempi e io cercavo di farlo sorridere e lui si sforzava di rispondermi, sto piangendo mentre scrivo perchè non voglio illudermi ma in quei suoi occhi di due mesi fa quando cominciò a staccarsi c’era proprio lo sguardo di chi soffre terribilmente di fare un gesto simile ma è costretto dagli eventi della vita.
premetto che potrebbero essere tutte balle e che magari ha semplicemente un altro con cui sta facendo tutte le cose che faceva con me, ma io voglio credere (e non per una mia interpretazione personale, ma per le sue parole) che c’è qualcosa (linfoma vero o no) che l’ha portato gradualmente ad allontanarsi da me perchè p stato emsso di fronte ad un bivio:
1: tenermelo accanto facendolo eprò soffrire eprchè non potrò più dargli ciò che chiede (infatti all’inizio ci sentivamoe vedevamo ma si vedeva che si sentiva inadeguato)
2: prendere una scelta graduale ma drastica dis taccarmi epr sempre soffrendo tantissimo ma concedendogli così di andare avanti? parole sue sono: tu sei forte vai avanti a prescindere da tutto e tutti non mi aspettare, e io: alllora mid evo trovare un altro ragazzo? e lui: capirò anche questo..ma vai avanti ti prego non fermarti epr me non lo sopporterei…
non sono parole di chi vuole semplicemente lasciare ha tradito o è malato, sono per me parole di chi ama talmente tanto da lasciare una speranza di vita nell’altro (ragionamento che ripeto feci pure io se mi fosse capitata una malattia gli ho detto che l’avrei esclusoo in tutti i modi e lui mi disse che mi sarebbe comunque stato sempre vicino in tutti i modi)
pian piano il dolore è parte di me, a volte rido epr i ricordi a volte piango, mi avrà illuso ferito ucciso ma mi ha reso felice e so che non mi voleva fare questo! l’ho portato io all’esasperazion
Ciao Markos.
La mia analisi più che impressionante è semplicemente vissuta sulla mia pelle.
Ed è per questo che alla tua domanda “che fare” mi sento di risponderti: non fare nulla per lui e tutto per te stesso.
Lascia che lui decida ciò che è meglio per sè in questo momento e tu concentrati sulle migliaia di cose che possono farti stare bene e che non dipendono da lui.
Il resto verrà da sè.
Se non sei in pace, se sei teso, se sei disperato non puoi trasmettere pace, calma, tranquillità. Lui, probabilmente avverte tutto ciò e ti allontana. Un pò per amor tuo ma anche per amore verso se stesso, perchè ciò che gli trasmetti non è ciò che gli serve in questo momento particolare.
Forse il mio è un discorso che ti sembra freddo, egoista. Ma, te lo ripeto, ho vissuto una situazione analoga. Ho perso lui (ma nel mio caso è stata una GRAN fortuna) e ho messo a repentaglio tutto di me….
Se non puoi aiutare lui comincia ad aiutare te stesso senza guardare troppo in là nel futuro. Un giorno dopo l’altro vedrai cosa fare.
Ciao. Un bacione a te e a tutti quanti.
Markos: forse mi sono spiegata male, io non dicevo che uno che viene lasciato prende lucciole per lanterne, nel senso che per forza non vuole accettare una realtà, anche molto diretta, dicevo che comunque nel momento in cui qualcuno ci lascia, si allontana o ci dice che non ci ama più comunque ci troviamo in uno stato di debolezza, e che quindi anche noi, per forza di cose, in confusione o perlomeno in riassestamento (oltre al dolore, o incluso nel dolore, se vogliamo) e quindi se la realtà è indiretta figuriamoci…
e che di questo dovremmo tener conto, prendendoci cura di noi.
Io non posso neppure immaginare che qualcuno si inventi una malattia per lasciare una persona (sebbene in un caso, è accaduto ad una mia amica, effettivamente un suo ex moroso che si inventava un sacco di balle era arrivato al punto di inventarsi pure un cancro… allucinante), come si fa a giocare con una cosa così preziosa quale è la salute? Poi, certo, può accadere che uno sia già in profonda crisi solo pensando di poter avere una malattia grave e aspettando i risultati di analisi, si spera negativi (mi pare anche naturale… difronte all’attesa di un responso del genere come si fa a non andare in crisi?).
Può darsi sicuramente che la persona che ami sia in fortissima crisi, però do ragione a Lilly, nel senso di preservarti.
Tu continui a dirci che dai e daresti a questa persona tutta la tua disponibilità, se ho capito bene, e che glielo hai fatto sapere e capire. Cosa puoi fare di più?
Lui sta scegliendo per sè, che sia in base ad una scelta lucida, ponderata, che magari lo allegerisce paradossalmente in un momento come questo (non perché tu sia un peso, ma perché in questo momento ha bisogno di pensare solo a se stesso e di confrontarsi da solo con un momento in cui si sente in un certo modo rispetto a se stesso e agli altri) o che sia in base all’altruismo, al dolore, alla confusione, comunque sia così sta scegliendo. Ti ha allontanato e messo un muro, che in questo momento, mi par
di capire, è impenetrabile, anche alla tua disponibilità o al tuo cercare di parlare in modo diretto.
Dunque, appunto, cosa puoi fare?
Se la domanda è se le persone possono cambiare, e tanto, durante una malattia, o in un periodo di crisi veramente profonda, la risposta è certamente sì, secondo me. Lo dico per esperienza personale.
Possono cambiare e tanto rendendosene conto oppure anche no, o solo in parte.
Possono cambiare in modo “irreversibile” o attraversare degli assestamenti e degli squilibri profondi che in seguito potranno portare ad un nuovo equilibrio generale, alle volte con le stesse priorità, altre con priorità assolutamente diverse.
Parlare a freddo di un qualcosa come se capitasse una malattia o un lutto non è mai come trovarcisi in mezzo sul serio. ma non perché le parole si dicano tanto per dire, ma perché effettivamente sono cose che mettono in moto tanti smottamenti dentro una persona e anche negli equilibri tra due persone. Lo ripeto, parlo per esperienza personale, che non è detto che valga, ovviamente, per gli altri, però l’ho provato e finché non l’ho provato non immaginavo cosa volesse dire sul serio, pur con tutte le variabili possibili.
L’ho provato quando qualcuno vicino a me è stato male, e per quanto ci fossero delle grandi affinità c’erano luoghi interiori impenetrabili, e l’ho provato quando sono stata male io, perché ho avuto due lutti a due giorni di distanza, e per quanto credo di essere stata in asse il più possibile c’è stato un momento in cui qualcuno che mi voleva molto bene mi ha detto: mi sento impotente di fronte al tuo dolore. Ed era così, lo era sul serio. Perché nel mio dolore non poteva entrare, anche se mi pareva di lasciare la porta aperta.
Non ho capito perché dici che hai esasperato il tuo compagno, Markos. Posso dirti che mi dispiace moltissimo per il tuo – e il suo – momento difficile. Ma sono d’accordo con Lilly: vivi giorno per giorno e non dimenticarti di te. Lui per ora ha scelto così, saprà lui perché.
Markos, il momento e’ difficile, molto, ma devi accettare cio’ che lui ti ha chiesto. Non stare ad aspettarlo, il motivo per il quale si e’ allontanato da te non ti e’ ben chiaro, forse non lo e’ neppure a lui. Ma adesso pensa a te, forse dirai , se penso a me, penso a lui. E’ normale, ma cerca di essere un po’ egoista, vivi giorno per giorno, non scacciare il dolore, affrontalo (con te stesso) piangi, urla, tutto serve, ma non rimanere fermo nel passato, ti fa solo male. I nostri sono solo “consigli” dettati da esperienze personali, anche se ognuno le vive in maniera diversa. Giustamente vivere l’esperienza in prima persona, come dice anche Luna, non e’ la stessa cosa, allora fermati un attimo….ascoltati, cosa vorresti tu, vorresti stare con lui, ma lui ti ha allontanato, non puoi fare altro, ascoltati e curati, in questo momento tu hai bisogno di te stesso, lui non vuole aiuto, vuole stare solo. Tu devi amarti e l’aiuto che volevi dare a lui dallo a te stesso, e tutto l’amore che sei disposto a dare a lui dallo a te stesso, adesso devi essere solo egoista. Un abbraccio LULU
ragazze è la realtà dei fatti: quando tutto ciò è cominciato “mischino” si è sforzato di continuare a dare ma non ci riusciva ora come ora mi rendo semrpe più conto di quel primo periodo in cui continuavamo a sentirci come doveva essere sofferente epr lui uscire con un malessere e una disperazione interna (non ben identificabile..) e dover reggere con me accanto, e da che il girno prima dava tutto a che si è reso conto di non poter dare nulla, eprchè come dice lui aveva solo macerie dentro vuoto non sentiva nulla per me..e l’amore non si eprde da un giorno all’altro ma qualcosa di sconvolgente è entrato nella sua vita (un po ho paura di cosa possa essere da mentire su una malattia per un’altra) e lo ha reso così, all’inizio mi rispondeva ancora carino poi pian piano mi ha dato sempre meno speranza finoa staccarsi da me, come dice lui gli fa male avermi accanto (è paradossale ma lo capisco) non sono uno qualsiasi gli suscito troppe emozioni e ricordi e anzichè affrontare il tutto con me ha paura di non essere all’altezza ha paura a coinvolgermi in qualcosa di non chiaro in cui si vuole rifuggiare, scappa esce con altri, si crea una vita “all’apparenza normale” ma in essenza triste, eprchè so che senza di me(non epr esaltarmi) sta male perchè fino a giorni prima di ciò diceva che non si sarebbe mai staccato nemmeno per un attimo che ero la sua ragione di vita, ora voi potrete dirmi: anche a noi era così eppure…ma questa è una situazione un po più complessa: c’è un passato ambiguo,verità nascoste, sofferenza dolore speranza fede e paura…in fondo leggo nei suoi occhi la disperazione fredda che lo ha incattivito…prego che stia bene ma io nel mentre sono crollato e giorno per giorno provo a rialzarmi ma lo sapete meglio di me quando si percorre la strada in due è difficile ritornare solo. ho voglia di volere del bene correrei da lui ancora per dirgli ti amo perchè è ciò che sento. la speranza dentro di me non morirà però sento che da tutto ciò io ne uscirò rinato
luna mi riferivo al fatto che se dall’inizio io avessi avuto la fredda lucidità di allontanarmi rispettando il suo dolore e mettendo i sentimenti da parte e non essendo ossessivo e folle forse oggi lui avrebbe capito che sono forte e in grado di stargli accanto senza paura, ma purtroppo me stesso non è sereno e tranquillo…
per lulu e lily
un giorno forse lo sarò e sarò pronto a riaccoglierlo in me…ora come ora se tornasse continuerei solo a tormentarlo con il perchè non sente più nulla per me e non con il dargli forza…
ma è più forte di me..non riesco a concentrarmi sul suo dolore ma solo sul mio abbandono…
se solo capisse…ma lui mi ha sempre detto che era giusto che gli dicessi queste cose, come quando un mese fa gli dissi: posso dirti una cosa inopportuna? mi piacerebbe un giorno fare di nuovo l’amore con te…e lui non è inopportuna sai che devi sempre dirmi tutto io voglio stare solo bene.
questo è ciò che vuole e non so quale malatti abbia perchè mente sulle cure e l’ospedale, ma spero che guarisca e esca da questo vortice pieno di false convinzioni e castelli di carta e muri di pietra che ha costruito nel suo cuore così fragile per illudersi di riuscire a stare senza di me e si renda conto anche magari tra un bel po che invece io sono quì…si ragazze perchè io andrò avanti tra due mesi partirò epr l’erasmus ma continuerò ad aspettarlo, magari andrò con un altro o un altra può capitare ma quel posto nel cuore e nella mente sarà solo suo…anche se gli avevo chiesto una pausa anche se lo trattavo male so in cuor mio che è lui la eprsona giusta, l’ho capito tardi ma meglio averlo capito…
grazie ragazze siete una gran forza..
ho sognato che lui tornava io vi scrivevo epr venirvi a trovare con lui e farvelo conoscere…sono solo sogni…ma come il piccolo principe credo ancora nei sogni!!!
Vedi Markos, io non voglio distruggere ne i tuoi ricordi ne i tuoi sogni, ma e’ proprio come dici tu…a me per dieci anni ha detto che ero la sua vita, che non poteva pensare di allontanarsi da me neppure per un attimo, ed io?! Ci ho sempre voluto credere, nonostante all’atto pratico non era cosi’. Anche quando l’ho trovato insieme all’altra, che gia’ frequentava da quattro anni, ha avuto il coraggio di dirmi che sono la donna della sua vita, che il suo desiderio e’ finire i suoi giorni con me……certo quando ha fatto i suoi comodi, crede di trovarmi ancora qui ad aspettarlo….sai cosa gli ho risposto?! Io non sono una casa di riposo, la sua attuale compagna ha 35 anni meno di lui, (puntualmente la tradisce con altre….queste sono le sue parole, ma so’ benissimo che e’ la realta’)….pensi che adesso io, con la mia esperienza creda molto in queste parole?! Markos, le parole contano poco, sono i fatti quelli importanti…..Sicuramente la mia storia e’ diversa dalla tua, sicuramente io sono piuttosto pessimista in questo momento, ma credimi, tu, da quanto riesco a capire, sei giovane, hai ancora tutta la vita davanti, non correre dietro a sogni, belli fino a che li hai vissuti, indimenticabili, ma adesso vivi la tua quotidianita’, viaggia, occupati di mille cose, non stare ad aspettare chi non c’e’, e se un giorno tornera’ sarai tu a decidere se lo vorrai, ma credo che tu sarai diverso, avrai trovato la tua strada. Anche io credevo che lui fosse la persona giusta. Ma quando mai, non ero felice, ero sempre triste, speravo che le cose cambiassero, vivevo sempre nell’ansia, temevo ogni suo cambiamento d’umore. Mi feriva, poi mi chiedeva scusa…..ed io pur di stare con lui accettavo e mi sottomettevo, me che vita era.
Vedi Markos, non e’ facile, neppure adesso che e’ passato molto tempo, eppure gia’ mi rendo conto che non vivo piu’ nella paura del suo “umore”. Non soffro piu’ della sua freddezza, delle sue menzogne, della mia paura di non essere all’altezza.
Scusami se sono cosi’ dura, ma credimi ce la puoi fare.
Non c’e’ nulla di male ad avere sogni, a me i sogni li ha completamente distrutti. Tu continua a sognare, la tua vita, non la vostra…altrimenti sara’ solo un circolo vizioso, e se davvero un giorno vi ritroverete, tu sarai una persona piu’ forte, non fredda , ma disposta a capire quelle cose che come dici tu, forse lo hanno fatto scappare.
Una cosa fondamentale, pensi davvero di essere il responsabile della sua “fuga”? E’ facile sai prendersi le colpe degli altri, quando non riusciamo a capire e dare una motivazione a certi comportamenti…..NON SEMPRE LA COLPA E’ DA UNA PARTE SOLA, NON SEMPRE GLI ALTRI HANNO RAGIONE E NOI TORTO…….
C’e’ chi ha una facilita’ immensa di farci credere che siamo noi e solo noi quelli dalla parte sbagliata.
A presto LULU
no lulu la colpa non è mia e lui lo sa bene, sarò stato incoerente e ossessivo ma sa che tutto dipende da lui ed è proprio per questo che si danna,….sai durante la nostra storia io spesso chiedevo pause, avevo voglia di litigare ma per gioco per metterlo alla prova per immaturità, ciò che oggi mi chiedo è se sono arrivato a dirgli prendiamoci una settimana di distacco e lui mi ha risposto finalmente si non lottando più…come mai ho avuto la reazione inversa di cominciare ad impazzire così?
avevo bisogno di essere mollato epr capire ciò che c’era dentro di me? o forse tuttosommato non mi soddisfava tanto perchè a prescindere dall’immaturità mia non glielo avrei dovuto chiedere…ma mi paiceva vedere come lottava per noi..
è un circolo vizioso senza fine…
“Ma quando mai, non ero felice, ero sempre triste, speravo che le cose cambiassero, vivevo sempre nell’ansia, temevo ogni suo cambiamento d’umore. Mi feriva, poi mi chiedeva scusa…..ed io pur di stare con lui accettavo e mi sottomettevo, ma che vita era.”
Lulu, questa e’ la storia di tanti qui.
L’ errore piu’ comune.
Io non sono partita cosi’ nella mia storia.
Ci sono “scivolata” con gli anni.
All’ inizio, ero quella forte e, per “inizio”, parlo di due anni su dieci.
Poi mi sono involta nella sua esistenza per sanare i SUOI guai e soddisfare le sue esigenze. Ho lasciato, senza nemmeno che me lo chiedesse, che la mia vita si plasmasse sulla sua.
La richiesta era implicita ed e’ stato li’ che ho firmato la mia fine, quando ho deciso che io potevo “dare” perche’ “avevo” mentre lui, poverino, aveva solo “bisogno”.
Una sera finii in una conviviale di un Rotary qualunque e terminai la serata a chiacchere con la relatrice, giunta senza macchina e con casa accanto alla mia. Le diedi un passaggio.
Non avevo piu’ di 22 anni !
Le raccontai del mio amato fidanzato e delle sue piccole intermperanze caratteriali. Ero ancora felice, allora.
Tanto felice, giovane e inconsapevole.
Mi disse di stare attenta, che mi stavo costruendo una gabbia da cui sarebbe stato poi difficile uscire.
Era tardi e pensai di non essermi spiegata bene. Fini’ li’.
Quella parole mi risuonarono in mente cosi’ tante volte, anni e anni dopo! Aveva capito BENISSIMO ma io non ero affatto predisposta ad accettare il parere nella notte di una semisconosciuta.
Io che mi distruggo la vita ??? IMPOSSIBILE.
Pensavo di avere risorse inesauribili, forze da vendere, carattere per affrontare qualunque cosa e che fosse mio dovere offrire tutto cio’ a chi amavo.
L’ intento sarebbe stato anche nobile e magari giusto.
Il marcio stava, e sta, nel disequilibrio delle forze in campo.
Chi ha problemi, spesso non vuole essere aiutato.
segue…
segue…
Vuole stare cosi’. Vuole sentirsi bene nella propria pelle, anche se fa schifo.
Oggi lo capisco. Allora no.
Io pensavo che AIUTARE senza imporre fosse un dono.
Non lo e’. O perlomeno non lo e’ sempre.
Chi ha sempre qualcosa da chiedere, alla fine, si sente un deficiente e finira’ per odiare.
Nasce da li’ la mortificazione di ogni richiesta, anche la piu’ banale, proprio a chi, invece, dice sempre “si”, che “va bene”, che “non importa”. Loro vogliono che tu dica VAFFANCULO! E, se non lo dici, te lo diranno loro.
L’amore muore.
Si suicida perche’ non ha piu’ liberta’.
Loro che non sono liberi di fare schifo e gli altri che non lo sono di ammettere di avere sbagliato perche’ pesa troppo questo errore cosi’ oneroso.
Lulu’ pensa sempre a questo e continua a ringraziare questa magnifica possibilita’ di non vivere piu’ con quell’ ansia che ti mangia il cuore e ti devasta il cervello…
Un bacio a tutti.
ANNA: sono una persona mediamente intelligente, e non sono mai stata masochista.
La prima cosa la dico nel senso che ci tengo a dire che queste cose non capitano agli scemi. La seconda perché se c’è qualcosa che fa male è quando qualcuno, che non capisce, crede che una persona possa finire in queste trappole perché ama soffrire o ha una predisposizione verso gli stronzi. Io una predisposizione verso gli stronzi non l’ho mai avuta. Penso di essere invece sempre stata lontana dagli stronzi come la peste. E non ho mai amato qualcuno di più perché era stronzo, semmai mi è scaduto.
E ho sempre pensato che quella storia per cui se uno non ti caga gli corri dietro e se invece ti ama lo ami di meno fosse non solo triste, ma anche per me inconcepibile.
Tuttavia sono finita anch’io in una di quelle trappole che sappiamo.
Ci sono finita con tutti i due piedi, le braccia, la testa e il cuore. Ci sono finita al punto che non ho dubbi che tu non abbia capito che quella sconosciuta, allora, era stata lungimirante nei tuoi confronti, perché di certo neppure io avrei capito a mia volta. Non avrei capito perché avrei pensato, come te, che non mi ero spiegata bene, che lei non conosceva la mia storia, ed era lei che non aveva capito niente.
Non avrei capito perché per sapere che sei in trappola devi rendertene conto. Ma il guaio di queste trappole è che, per molto tempo, una persona ci cade senza rendersene conto, come scivolare lungo una scarpata, ma crededo che sia una strada dritta, anzi, che camminare su quella strada sia esattamente fare ciò che l’amore richiede, l’amore è.
Io so che non è stato masochismo il mio.
E quando mi è capitato di parlare con qualcuno che non capiva, stavolta che non capiva quanto sia difficile uscire da quelle trappole una volta che ti hanno “mangiato il cervello” e indebolito e confusa, soffrivo moltissimo pensando che non potesse capire.
E di sembrare davvero una masochista che parlava della serenità che avrebbe tanto desiderato,
ma che in realtà non potesse fare a meno di iniettarsi una certa dose di quotidiana infelicità, ansia e paura di un terremoto, come fisiologico bisogno. Non è così, non è mai stato così. Mai sarà così.
Le verità per ciascuno di noi, che sappiamo cos’è una trappola, o per chi ancora ci sta dentro e non lo sa, sono tante. Anch’io ho le mie tante verità. Non verità diverse tra loro, intendo dire concause. Intendo dire momenti che, causando sgomento e dolore, o capitando quando ero più scoperta e più fragile, mi hanno indebolito, e hanno preparato il terreno per quelli successivi. Non mi tolgo le mie responsabilità, so oggi dove andava fatto il lavoro e dove va fatto ancora. So che il fatto di essere certa che lui fosse il grande amore della mia vita è stato tra i fattori che mi hanno fregata. Di certo lui è stato il grande amore, quello che, per me, era come quello che aveva unito i miei nonni, che si erano scelti dicendo: è lui/è lei, tadadadam, come nei films. Così è andata anche per i miei genitori, che si sono “riconosciuti” a 16 anni. Così quando è capitato a me, il colpo di fulmine, sì, quello famoso, anch’io ho cominciato a scrivere la mia leggenda. E non me la sono inventata, nel senso che all’inizio davvero quello che abbiamo vissuto è stato imparagonabile. E anche dopo… ahimé…
Tra le mie verità ce n’è una, non di poco conto. Il senso di colpa. Lo conoscevo così bene, senza saperlo. Ci ero cresciuta, senza saperlo.
Io mi dicevo: mi sento così in colpa quando faccio una scelta che lo ferisce perché questo è il vero amore. Prima ero egoista, ora invece so davvero cosa vuol dire pensare per due.
D’altra parte gli ho detto il mio passato, per raccontargli chi ero, anche così, e lui lo ha letto a modo suo. Ed io ho ascoltato. Un passato che a 20 era un passato da ragazzina. Ma quando mi raccontava il mio egoismo, la mia presunta superficialità, o la mia incapacità di giudizio riguardo gli ex io spalancavo gli occhi e mi dicevo: mio dio, forse ha ragione?