Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Quelle “emozioni che ti rimangono dentro” e che sono pronte a saltare fuori sono la nostra vita.
Provarle significa che c’è ancora vita, dentro, anche se il fuori puzza e puzza di cadavere.
Credo, che il marcio ed il sano (ma è solo una mia opinione), stia nel come, più che nel perché, all’improvviso saltino fuori.
Sollecitate come si sollecita un brufolo non maturo che prude e da fastidio?
Spontaneamente, come un vulcano che erutta?
Nel primo caso rischiano di fare la stessa fine del brufolo: lasciare un grosso buco sanguinolento che si tenterà di mascherare senza riuscirci.
Nel secondo saranno il ricordo piacevole e, in qualche modo, consolatorio di un periodo in cui si è vissuto e si è stati qualcosa di diverso da ciò (e scrivo “ciò” di proposito, perché è difficile, in certi periodi, sentirsi un “chi”) che si è ora.
In cui si è stati persone fatti sia di carne che di emozioni e non ciò che, quantomeno in certe giornate, ci si sente di essere diventati: mani che raschiano il fondo del barile o che rovesciano la borsa alla ricerca della pasticca magica che rincoglionirà o che afferrano coltelli e quant’altro pur di mettere fine al dolore, al vuoto.
Una vecchia canzone di Mario Castelnuovo diceva:
“Sarà un ricordo normale per quando sarai forte, in un momento sì….sarà un ricordo speciale, per quando sarai sola…in un momento no…”.
Spesso vado alla ricerca di vecchi ricordi e, lo ammetto, quando la realtà me lo consente (quando certe situazioni hanno lasciato un dubbio, un punto interrogativo), un po’ mi ci coccolo dentro.
D’altronde se le emozioni sono nel passato, se, nonostante i conti da pagare, si sente il bisogno di provarle di nuovo (magari vergognandosi, come capita a me), se si sa, si è consapevoli e certi di non aver più né la voglia né la forza di cercarne di nuove, che altro si può fare?
Emozionalmente ho raggiunto un equilibrio che mai e poi mai rimetterei a repentaglio per cercare la pentola d’oro in fondo all’arcobaleno.
Quindi…. si ai ricordi. Se non ci si annega dentro ma ci si galleggia sopra come se fossero una piscina e noi fossimo stesi su un materassino.
Molti non la pensano come me, lo so.
I fautori del “non sai cosa accadrà domani” così come i fautori del “chi vive di ricordi è come se già fosse morto”.
Ma il mondo è bello perché e vario.
Ci sono persone che devono fare un collage per poter dire di avere una vita.
Pezzi di passato, brandelli di presente, ipotesi, sfuocatissime, di futuro.
Mescolare tutto e atteggiarsi in modo che l’Anagrafe civile non espunga dalla lista dei viventi.
Altri (più fortunati?) hanno tutto lì, a portata di mano, concretamente o idealmente (gli ottimisti a prescindere)
quando lavoravo in quel luogo del comune ho visto morire tante persone,coltellate,risse anche risse fra italiani e stranieri,persone che morivano per droga,resuscitate all’ultimo e che dicevano…”perchè non mi avete lacsiate morire?,altri morti con una siringa nel braccio,piatti rotti e vetri rotti e sedie usati come armi.E’ finita la bella estate degli anni ’80,che lo vogliamo o no.E’finita. Ciao a tutti.Ma noi ci siamo ancora…E’questa la nostra colpa? Qualcuno mi dica “è questa la nostra colpa,dai 14 anni fu la mia tragedia e poi aver cercato un ruolo in questa società civile che mi hanno sempre negato?”Ricordate il confronto fra Charlie e Ron nel deserto messicano(nato il 4 di luglio)…”Tu non c’eri là,non ci sei mai stato…E’questo che io urlerei a tutti quei bastardi che hanno avuto tutte le delizie gratis,per grazia ricevuta,senza una lacrime,senza niente. Ciao E.Cia a tutti
I ricordi sono ricordi, belli o brutti ci accompagneranno fino alla fine. Flash di un qualcosa passato, impressi come si imprimono immagini su di una pellicola. E così ci ritroviamo ad archiviarli come foto in un album o un film in una videoteca. A volte ci appaiono nitidamente, altre volte sono un qualcosa di indistinto, di nebuloso. Qualcuno di quei ricordi possono esserci di aiuto, ci sostengono a volte addirittura. Troviamo il modo di coccolarci con essi. Ricordi di persone o cose che si riaffacciano, un po’ perché li cerchi, un po’ perché basta poco per farseli tornare in mente; una canzone, un profumo, un luogo…A me personalmente non sono quelli brutti che mi fanno più male. No. A quelli con il tempo mi ci si sono abituato. Sono quelli più belli che mi fanno stare male. Sono quelli che, nei momenti peggiori vorrei cancellare se ne potessi avere la possibilità. Pentendomene un secondo dopo averlo fatto. Oggi, nel tentativo di buttare un’occhio meno pessimistico sul domani, vorrei poter aver la forza di arrivare ai piedi di quell’arcobaleno e trovarla quella pentola d’oro. In modo che voltandomi ancora una volta indietro, io possa svecchiarla quella lista dei ricordi e perché no, di acquisirne di nuovi. Rischierei, si. D’altronde non ho assolutamente nulla da perdere nel farlo. E vorrei anche che tutto il periodo che abbraccia l’ultimo anno e mezzo, si trasformi in un semplice ricordo. Un ricordo brutto, di quelli a cui quando ci pensi tiri un sospiro di sollievo e ti dici: “ok, è passato”… Già…Un presente che è diventato passato. E invece mi ritrovo a vivere un passato che è un fin troppo presente, parlandone in una maniera temporale, non come condizione emotiva. L’oggi si confonde con lo ieri. Una settimana fa, un mese fa, sei mesi fa, un anno fa, non riesco a distinguerne i tempi…Vivo in una bolla temporale, un giorno lunghissimo, che so quando è iniziato, ma di cui non so quando si concluderà. E’ una situazione di merda proprio….
Preciso subito che non sono il solito rompiscatole di passaggio. E’ da più di 4 anni che leggo questo post. Sono intervenuto molto di rado, ho capito che questo vostro scrivere è uno sfogo, quindi rispetto il fatto che non sono graditi religiosi, psichiatri, sapienti di turno che non vivendo il vostro malessere arrivano qui per pontificare.
Ho passato i 60 da un pezzo, ho vissuto sulla mia pelle il PTSD, come David, ma non voglio parlare di questo. Ho avuto problemi con l’alcool, ma non voglio parlare di questo. Ora sono impegnato con L’ULTIMA BATTAGLIA, i malesseri sono spariti, sono caduto 100 volte e mi sono sempre rialzato,
anche se prendo ancora qualcosa, quando gira storto, riesco ad essere me stesso e non chiedo mai consigli. Le cose che avrei voluto dire a voi le ho scritte sotto forma di canzone. Parlo in prima persona nel testo, forse sarà utile a qualcuno avanti con gli anni.
Vi abbraccio tutti, Beppino compreso, sperando che dia presto notizie di sé.
Chi vuole ascoltare le mie riflessioni sotto forma di canzone, questo è il link di L’ultima battaglia.
http://www.youtube.com/watch?v=sD4APPQSK_0
Spero di essere stato utile a qualcuno. Coraggio ragazzi!!!
TS
Toroseduto ti ho letto spesso in altri blog ,non sei il solito predicatore .La battaglia contro se stesso è la più dura da combattere ,anche io sono caduta tante volte e altrettante mi sono rialzata a volte ho camminato strsciando per cercare di rialzarmi ,ho vinto tante battaglie ,ma contro se stessi ……è la più dura
Si, Marina, il senso di quello che dico nel brano è proprio questo.
Più si va avanti con gli anni più si fa difficile. Lungo il percorso si perdono tanti punti di riferimento. Gli “andati”, quelli che non ci sono più sono tanti. Troppi. Mi ritrovo a riflettere su una foto del 1967. Eravamo 4 amici e formammo un gruppo musicale. Sono rimasto solo io, eravamo coetanei… mi piace pensare che in un’altra dimensione potremo riprendere a suonare insieme, è la cosa che più mi manca. Un abbraccio
Io c’ho provato.
non riesco a dormire
ragazzi secondo me questa vita”è solo un passaggio non la vedo cme un sposarsi avere figli e diventare nonni uno puo anche morire prima e io ho un virus che potrebbe diventare un tumore se non viene curato e visto che io ho una vita di merda e sono circondata da gente che non fa altro che giudicarmi mentre loro vivono le loro vite fantastiche e non sanno nulla di quello che io vivo ma vogliono giudicare lo stesso..sopratutto parenti serpenti…i miei! visto questo non me ne frega nulla di curarmi. l’unica persona che ci rimarra davvero male per la mia morte è mia madre che è molto forse troppo.. protettiva e possessiva con me…se fosse per lei dovrei rimanere in casa tutti i giorni..ma io non sono per niente una tipa da clausura anzi….uscire e la libertâ è la cosa piu bella. e visto che non ho vere amicizie..odio stare a casa e non andare mai in vacanza in vita mia ..ma anche solo poter uscire in compagnia…ho un lavoro faticoso che sono a pezzi quando finisco alla sera. nessuno mi capisce. scusate questo è il mio pensiero…magari se potessi vivere un altra vita migliore starei meglio..ma nella mia si va di male in peggio. per quanto cerco di migliorarla non riesco.
poi sanno solo giudicare senza aiutarmi sul serio…avrei bisogno solo che mi proponessero di uscire con loro essere piu amichevoli con me..sanno che non ho amici e invece niente:(
Ciao tracy
Perchè ti dai importanza solamente se te ne danno le altre persone?
E’ sbagliato, perchè tu meriti rispetto e dignità indipendentemente da quello che dicono le persone…la gente.
Già la gente…ma chi se ne frega della gente.
Tu come stai? Male, a me dispiace. Anche se non ti conosco a me dispiace.
Mi dispiace leggere il tuo sfogo, mi dispiace leggere parole così tristi di una persona, che molto ha da dare, a se stessa e agli altri.
Di questo ne sono sicuro, a meno che tu non sia una persona insensibile ed egoista, ma non mi pare proprio questo il caso, tu hai TUTTO il diritto di sentirti felice.
Non so la tua storia e non vorrei offendere la tua persona, o urtare la tua sensibilità, ma se hai un male, curati.
Agli altri di te, non importa, come non importa di me, se sto bene o male.
Le vere amicizie? Sono pochissime, 5 al massimo. Il resto sono conoscenti, ovvero persone che incontri nel tuo cammino, ma che non lasciano nulla.
Le persone non possono esserti amiche, se la prima amica di te stessa non sei te.
Ti faccio una domanda e rispondimi con sincerità.
Immagina che tu sia una persona felice, cosa hai in più di ora?
Ciao.
Tracy, mi dispiace il tuo disagio. Personalmente penso “meglio soli che male accompagnati”. Ciao
Tracy, sbattitene del consenso altrui, smettila di mendicare affetto, considerazione, stima,amicizia da chi prende le distanze.
Sono sentimenti che devono nascere spontaneamente altrimenti sono solo aria fritta e fanno più male del male di vivere che dovrebbero aiutare a curare.
Io li ho rincorsi per una vita e solo in tempi recentissimi mi sono resa conto che se prima non vuoi bene a te stessa non puoi voler bene in modo sano a nessuno.
E se vuoi bene a te stessa non ti poni il problema di curarti o meno.
Ti curi e basta anche se non hai amici o hai dei parenti di merda.
Gli amici sono merce rara e preziosa e, a volte, occorrono anni prima di conoscerne sempre ammesso che se ne conoscano.
Nel frattempo vivi. E curati. E paga chi se ne fotte di te con la medesima moneta.
Toroseduto, sono belle parole le tue,grazie per averle scritte (la musica del video,però, è un pò forte, quasi “ti copre” 🙂
Luca, per comprendere il tuo stato d’animo devo fare un salto nella me stessa di qualche tempo fa.
Ora è tutto diverso.
Quella pentola piena d’oro, se c’è, non è per me.
Ma non m’importa più nulla.
Vorrei solo, come te, che questo tempo non tempo, finisse.
Che diventasse una brutta parentesi da ricordare solo per apprezzare ciò che si ha nei momenti bui.
Un abbraccio a tutti.
grazie gabriele.. a volte mi sembra che sia propio perchè mi voglio bene che vorrei morire per poter trovare la pace in un altra dimensione..e poter essere piu amata di cosi. ma forse è vero che non mi voglio bene, mi sento inferiore e mi metto sotto i piedi degli altri per questo. e quando non lo faccio trovano sempre un modo per farmela pagare..vabbè niente scusate lo sfogo. grazie anche a emma.
Non dormo è una tortura,e domani starò male.Avete consigli.ciao grazie
Ragazzi, vi sono vicina nelle vostre sofferenze e senso di incomprensione, il nostro problema purtroppo (mi permetto di parlare al plurale) è che ci sentiamo così sconfitti perchè questo sembra un mondo per “vincenti”, non c’è posto per i sensibili e i sognatori, ci sentiamo schiacciati dagli altri e non capiti, diamo importanza alle persone piuttosto che a noi stessi.
Tracy non pensare che anche per te non ci sia un qualcosa di “buono” che ti riservi il futuro, non lasciarti andare senza sapere quello che magari ti perderai se abbandoni tutto quanto, perchè le persone, quelle che ti fanno sentire sbagliata, un domani faranno parte del tuo passato, quando starai bene, e potrai decidere che strada prenderà la tua vita, ti sceglierai solo le persone che ami, che ti vogliono bene davvero, gli altri li lascerai alle spalle, tutto questo dolore sarà un ricordo che ti insegnerà ad essere più forte nei momenti brutti.
David lo stesso vale per te, perchè mai dobbiamo trovare solo dolore nella vita? Non può esserci un’occasione, uno spiraglio anche per noi?
Mah ti ringrazio,ma non chiederlo a me…perchè dobbiamo trovare solo dolore?E’la domanda giusta,ma non vedo risposte in giro.ciao
Ciao tracy
E’ tutto il giorno che penso a te, come anima in pena e sinceramente ti vedo come una persona rinchiusa in una gabbia.
La gabbia ti “protegge” dall’esterno, ma non ti consente neanche di relazionarti il che non è positivo.
Sei una persona sensibile e intelligente, non aver paura di selezionare le persone.
In questo forum ti scrivono tante persone, le quali sono disposte verso di te e se ti va cerca di sentirti con loro, oppure cerca qualche analista.
Non rinchiuderti a riccio, non farlo.
Ciao.
Ho bevuto troppo.Torno a fare la boxe.ciao sogni doro
Come state?
ieri ho bevuto una grappa.potessi decidere mi ucciderei oggi,ma ci sono troppe cose che me lo impediscono.ciao a tutti
Non ne posso più di sopravvivere.
Voglio mandare affancxxxlo tutto e tutti, andarmene via, mollare tutto perchè l’unica via d’uscita è sempre scappare è inutile girarci intorno.. puoi essere un’altra persona, avere una nuova possibilità..scappare da chi dice di proteggerti e non lo fa, da chi ce l’ha sempre con te e ti incolpa di tutto, da quelli che vogliono puntare il dito per sentirsi superiori, non ne posso più di sentirmi sempre così di merdx mentre gli altri riescono sempre a trovare il modo di svignarsela dalle responsabilità e stare con la coscienza a posto.
Vedrai che mi costringeranno a farla finita e così tutti si saranno tolti quel peso che sarei io.
Ciao Luca, Io sto.
Nel vero senso dell’espressione.
Sto dentro ad una bolla di cui non il controllo e che oscilla tra l’indifferenza e il pessimismo.
Ma tutto è attutito dalle pareti della bolla.
Anni fa, in ospedale, il vicino di letto di mia nonna ha cominciato a sussultare in modo violentissimo e, prima che arrivassero le infermiere, è morto.
Credo che un qualcosa di simile sia capitato all’interno della mia mente.
Qualcosa è morto dopo aver dato il peggio ed il meglio d sè in modo roboante e fin troppo acceso.
Quando si finisce dentro alla bolla non ci si aspetta più nulla.
Si tira avanti e si vive come le bestie, pensando a soddisfare l’esigenza del momento che si sta vivendo senza porsi il problema del futuro, smettendo di arrovellarsi sul passato.
Ho il mio sacchettino di ricordi, di foto, di volti, di suoni, profumi, colori.
Ho pochissimi affetti che non vorrei perdere e mi rendo conto che tutto questo mi basta.
Non ho più ansie, voglie, desideri, ambizioni che non siano il pagare le bollette a fine mese, garantire un pasto ai mici e un pò di tranquillità alle persone cui voglio bene.
Chissà come si potrebbe definire questo stato….
Depressione?
Rassegnazione?
Io, molto più semplicemente, credo di aver trovato il modo per vivere la mia vita.
Ogni vita è diversa ed ognuno di noi deve trovare il proprio modo.
Io l’ho trovato rinunciando.
Poteva andare diversamente?
Potrebbe andare diversamente?
Forse si.
Ma ha veramente importanza scervellarsi per scoprirlo?
La candela non vale il gioco……
Tu come stai?
Un abbraccio a te e a tutti.
Cara Emma anche io, in un certo senso, sto. Senza specificare il come. In questo mese mi giocherò l’ultima carta, l’ultima speranza che conservo in una vita perlomeno accettabile. Se dovessi perdere e se quest’ultima speranza dovesse svanire, mollerò tutto e scriverò la parola fine a questa farsa che è diventata la mia esistenza. Senza rimpianti né rimorsi. Continuare non avrebbe proprio più senso per me.
Mi fa piacere leggerti un po’ più serena rispetto a qualche tempo fa. L’esser riuscita a trovare una tua personale dimensione di vita è positivo. In qualche modo può rappresentare una buona base di partenza da cui ripartire un giorno, quando e se te la sentirai. Una casa ha bisogno di fondamenta per costruirci sopra. Poco importa di che materiali siano fatti, ciò che conta è che siano solide…
Ricambio l’abbraccio.
Questo blog andrebbe chiuso,non serve a niente,non possiamo sapere di Beppino,è come essere in una scatola chiusa,a cosa serve questo blog.Buonanotte