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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11951
    ele -

    Beppinooooo???!!!

  • 11952
    Emma -

    Beppino, cacchio. Spero che il SOS tu non l’abbia lanciato solo qui dentro.

  • 11953
    Piergiorgio -

    Beppino fatti sentire su. Speriamo che non sia niente.

  • 11954
    Emma -

    Beppino, chi scrive SOS anche se solo in un forum con i posts pubblicati ogni 4 ore e destinati a perfetti sconosciuti in relatà, in QUEL momento, non vuole morire.
    Probabilmente è una forte tentazione, è (o pare) l’unica via di fuga, vede la morte come una donna bellissima che non riesce a corteggiare ma, in quel preciso istante, non vuole morire.
    L’ha voluto un istante prima e, forse, lo vorrà un istante dopo.
    Qui nessuno può aiutare nessuno se non con tante o poche parole a cui, troppo spesso, ci si attacca come se fossimo naufraghi e le parole fossero pezzi di legno in mezzo all’oceano.
    Qui si butta un centesimo di disperazione nel berretto e si aspetta chi, vedendo quel centesimo, butterà la sua moneta.
    Qui si aspetta che qualcuno si ricordi di noi e ci dia quell’importanza che, da soli, stentiamo a darci e che, gli altri, troppe volte negano.
    Qui si butta la maschera e ci si mostra per ciò che si è, bello o brutto che sia, chi se ne importa.
    Qui si fanno confidenze che, nella vita reale, non ci si fa neppure a sè stessi.
    Naturalmente questo non vale per tutti ma per tanti è così.
    Spero che il SOS che hai lanciato sia stato raccolto da qualcuno intorno a te.

    Ele, l’unico modo per chiudere il becco a chi mette il dito dentro alla tua ferità è dargli una risposta.
    Anche se falsa.
    Finchè non l’avranno continueranno a circolarti intorno come faine attorno ad un pollaio.
    Resta il dolore che hai dentro ed è l’unica cosa di cui devi prenderti cura per evitare che ti soffochi.
    Le chiacchiere becere da spiaggia, che sembrano amplificarlo all’infinito, hanno la stessa importanza, scusami la volgarità, di un rutto emesso da in cima alle Dolomiti. L’eco lo amplifica, certo…..ma sempre rutto resta.

  • 11955
    ele -

    Dannati sensi di colpa, capaci di avvelenare la vita. Riescono a rendere maledettamente complicate delle scelte banali agli occhi di tutti.
    @Emma, cercherò una risposta tranciante alle domande da spiaggia. Grazie per il consiglio.. come vorrei opporre rabbia a queste situazioni invece di dolore acuto..
    @Beppino… puoi darci un segnale?
    Buonanotte.

  • 11956
    Piergiorgio -

    Dai Beppino non tenerci sulle spine, facci capire che stai bene…

  • 11957
    Emma -

    Beppino…..(?)

    Ciao Ele.

    Come state tutti?

  • 11958
    marina -

    Ele ,impara a dire non sono affari vostri ,io sto bene così come sto .Beppinooooooo

  • 11959
    david -

    Beppino sarà in ospedale.

  • 11960
    tracy -

    Spero che non sia morto… ..mi dispiacerebbe che non possa piu scrivere.. non voglio dire altro visto che non lo conosco personalmente.

  • 11961
    MARA -

    scusate….ma come si fa a rintracciare questo beppino? Ma lo staff di questo sito non puo’ fare nulla a riguardo? Non ha una mail, qualcosa questo ragazzo?

  • 11962
    Emma -

    Questa lettera è diversa dalle altre.
    Nelle altre, chi sparisce, nel 90% dei casi è impegnato in qualcosa di diverso, magari costruttivo, magari più piacevole.
    Nelle altre chi sparisce a Pasqua, Natale, Ferragosto è perchè, quasi sicuramente, si sta divertendo.
    Qui, chi sparisce, soprattutto in quei giorni, può aver deciso di fare quel salto, oppure essere a pezzi, fisicamente o mentalmente.
    Beppino, Luca76, David, Evergreen, come state?
    Un abbraccio a tutti.

    Mara, qui se non ci si scambia le e-mail è impossibile rintracciarsi. Ed i moderatori, visto che intervengono solo quando le discussioni degenerano in modo abietto, non credo siano troppo presenti.

  • 11963
    david -

    Ciao a tutti,sto così e così.Vediamo di uscire da questo rebus

  • 11964
    Ele -

    ciao, io son qui con attacchi d’ansia rinnovati. era da un pò che non facevano capolino, vabbè.. un abbraccio a voi tutti nella speranza di stare insieme a galla.

  • 11965
    luca76 -

    @Emma, come stai tu?
    Io sopravvivo, raschiando il fondo del barile come sempre, cercando di sopravvivere. Ho poca voglia di lasciare una traccia di me sul blog in questi giorni, appena mi riprendo sarò un po’ più presente. Nell’attesa, un abbraccio forte a te e agli altri…

  • 11966
    Emma -

    Ciao Luca, ho una valanga di problemi pratici da affrontare, sono talmente lucida da stupire me stessa è l’umore è stabile anche senza farmaci.
    L’unico stato d’animo che viaggia a briglie sciolte è la paura. A volte è scarsa, altre volte è al top.

    Ele, gli attacchi d’ansia sono bestiali, lo so. Mi spiace tanto che tu te ne soffra.

    «Ognuno di noi ha i suoi inferni, si sa. Ma io ero in testa, di tre lunghezze sugli inseguitori.»
    C. Bukowski

    Un saluto ed un abbraccio a tutti.

  • 11967
    luca grende -

    voglio morire la mia vita nn ha piu senso e nn vedo l ora di sparire tento nn conto x nessuno pok qualcono mi vuole morto rabbe meglio far si che succeda presto.

  • 11968
    luca76 -

    @Ele, sei ferie, goditele. L’ansia puoi anche metterla da parte in questo periodo, non ti serve. Come prosegue la lettura dei tuoi libri nuovi?
    @Emma, che il tuo umore sia stabile senza l’ausilio dei farmaci è una buona cosa. Come mai questa paura allora?
    Saluti a tutti.

  • 11969
    Emma -

    E’ paura che scatta all’improvviso.
    Paura che fa fuori, anche se solo per un pò, la parte realizzante del cervello lasciando inalterata la parte pensante che, però, razionalizza solo e realisticamente in negativo.
    In parte nasce dall’insicurezza, in parte dalle tante porte sbattute in faccia in passato, in parte dalle responsabilità che, in certe giornate, sembrano mostri sputafuoco.
    Mi sveglio al mattino con una frase che circola: “non ce la potrò mai fare. Magari supererò questo giorno per affondare definitivamente domani.”
    Lo penso, mi paralizzo entro in stand by e mi prendo gli insulti di quelli che, beati loro, non riescono a capire che in certe giornate decidere se scrivere in blu o in nero è pesante come, in altre, consigliare una strategia di marketing che potrebbe salvare o far fallire un’azienda.
    Un abbraccio a te e a tutti, ciao.

  • 11970
    ele -

    Luca76 ciao, cercherò di seguire il tuo consiglio! Sono quasi alla fine del primo libro (Murakami Haruki 1Q84).
    Un abbraccio a tutti voi.. ad Emma un pò di più.

  • 11971
    david -

    Emma pensa te,che quando sono nella grande agitazione e panico non mangio niente,bevo solamente per paura di morire strozzato.Tempo fa sono stato 11 giorni bevendo soltanto.dopo 11 giorni di digiuno la vista si riduce un minimo.Ciao Tigrotti di Mompracem

  • 11972
    Emma -

    David. lo fa anche a me.
    Anche l’acqua fa male a passare.
    Tutto ciò che è solido sembra dover strozzare.
    Persino l’aria che si respira sembra passare attraverso un filtro intasato.
    Però 11 giorni sono tanti, troppi.

  • 11973
    luca76 -

    “Nessun rimpianto, nessun rimorso” cantavano ormai 20 anni fa gli 883. A me, pivello negli anni ’90 del secolo scorso (avevo 14 anni allo spuntar dell’ultimo decennio del XX secolo…), son sempre piaciuti. Mi piacevano quelle canzoni da sfigatello, mi ci ritrovavo spesso e volentieri. Sapete, per esperienza più o meno diretta, che quando si arriva a una certa età, verso la quarantina, ci si volta indietro e, spesso, ci si ritrova a guardare al passato, come se questo possa rispondere alle domande del presente. So che potete comprendermi, non sento il bisogno di spiegare il perché e il percome di certe sensazioni. Ed è per questo, come molti di noi, lasciano una seppur labile, irrisoria (e a volte anche risibile ai più, perché no) traccia di noi in una lettera dedicata al suicidio. Una lettera diversa dalle altre…(quanto hai ragione @Emma…). Non so voi, ma a me, a volte, capita di leggere le altre lettere, appartenenti a un mondo lontano dal mio. “Un pene piccolo fa godere lo stesso?”, “Si può perdere la verginità con il petting?”, “Problemi con vodafone station”…Per carità, lungi dal me far di tutta un’erba un fascio, ci sono anche lettere di tutt’altra caratura in questo blog, in questa area dedicata alle “lettere al direttore”….Sarei curioso di sapere a quale direttore…Fede? Sallusti? Vespa?…Vabbeh, lasciamo stare certi argomenti, altrimenti qualcuno sentirebbe l’impellente bisogno di darmi del populista e demagogo anche solo accenandoli. L’Italia, si sa, è il Paese del tutto e il contrario di tutto per eccellenza…Dicevo, rivolto al passato, che spesso ci si guarda indietro, e capita di ricordarsi di gente ormai lontana, “desaparecida”, passatemi il termine. Gente ormai uscita dalla propria vita. E che pure, saltuariamente ti ritorna in mente. Ed è con questo spirito che qualche tempo fa digitai su fb un certo nome. Il nome di una persona a me importante, il nome del mio primo amore. Un’amore d’altri tempi, l’amore (forse sarebbe meglio usare il termine cotta) di un ragazzino brufoloso poco meno che maggiorenne per una donna di 11 anni più anziana. Un’amore, tanto per intenderci, finito tra le lenzuola. Vista la differenza di età, non mi sono mai creato illusioni sul come potesse finire. Sarebbe stato stupido. Ma certe cose ti rimangono dentro, che tu lo voglia o no. E riprendere i contatti, comporta la fuoriuscita di certe emozioni, cose passate, che per quanto possano essere seppellite, sono sempre lì. Pronte a uscire. Per carità, non sono il tipo che applica lo stalkeraggio, e che si permette di rompere le palle a persone estranee alla sua vita. Diciamo che, al suo consenso alla mia richiesta di amicizia, al suo primo messaggio, quello scambiato e basato sul classico “com’è, come non è” io mi sia tolto qualche sassolino dalle scarpe. Non entro nei particolari della nostra passata relazione, sono cose mie, che non mi va di sbandierare. Il mio vuole essere un discorso di più ampio respiro, che per chi ci -continua-

  • 11974
    luca76 -

    -segue- sarà passato avrà un senso, per gli altri no…Non sento il bisogno di essere compreso, e forse neanche mi interessa.
    Rientrando sul blog, un paio di giorni fa, mi sono ritrovato a leggere post vecchi, come quello di @evergreen rivolto a @E. Lo leggevo, la parte rivolta a me, e anche quella rivolta a Emma (vogliate scusarmene entrambi se metto becco in maniera inopportuna). Quella in cui il primo chiede a lei se le fosse di aiuto in qualche modo veder soffrire chi le ha fatto in qualche modo del male (ne faccio un sunto, quindi, PER FAVORE, non prendetelo alla lettera.) Emma, lo sappiamo (almeno per noi che la conosciamo su questo blog), è una persona per bene e come tale ha risposto. IO, che al di là dei miei problemi personali, ERO SONO e RESTERO’ sempre un pezzo di merda, alla succitata domanda/e (vedesi post 11930 per chiarimenti al riguardo), avrei risposto con un si, secco. Non me ne viene in tasca niente di concreto sapere che chi mi ha provocato dei danni (veri o presunti), riversi lui/lei stesso in condizione di difficoltà. Ma mentirei se dicessi il contrario, se affermassi che mi dispiacerebbe. Tra gli innumerevoli difetti di cui sono portatore, l’ipocrisia e la falsità non mi sono mai appartenuti. E, preferisco sottolinearlo, non mi riferisco a nessuno di quelli che scrive su questo blog, ci mancherebbe, non voglio essere frainteso. Quindi perdonatemi se qualcuno può sentirsi toccato in qualche maniera, non è mia intenzione. Faccio un discorso prettamente personale, nulla più. E come tale voglio che sia preso…Chiedo ancora scusa per chi si possa sentire preso in mezzo.
    @Emma, come sempre le tue risposte sono da leggere, risultano sempre appezzabili e intelligenti: “…mi paralizzo entro in stand-by e mi prendo gli insulti [….] e non riescono a capire che in certe giornate decidere se scrivere in blu o in nero è pesante come, in altre, consigliare una strategia di marketing che potrebbe salvare o far fallire un’azienda.” Vero, anzi verissimo, ma, come direbbe un noto demagogo e populista genovese (chissà cosa ne pensa @tempo scaduto o alias…) sarebbe solo come fare macelleria sociale…Noi, in fondo (e il discorso lo allargo anche ad @Ele, David, Marina), ogni mattina, al risveglio, come dei novelli don Chisciotte (a proposito, cara Ele te ne consiglio la lettura sempre che tu non l’abbia già fatto, in te rivedo parecchio, pur con le debite proporzioni e interpretazioni, il personaggio di Cervantes, e non vuole essere una critica), ci alziamo la mattina e ci ritroviamo a combattere contro ipotetici mulini a vento, a volte sotto forma di mostri sputafuoco. E questo ci porta paura e ansia, una qualcosa che ci paralizza. La domanda che dovremmo porci quando la mattina ci svegliamo dovrebbe essere “come sconfiggerla?”…Ma la risposta, purtroppo, pur essendo lì a portata di mano, ci sfugge, un po’ come a Parsifal con il Santo Graal..
    @David, i digiuni lasciali a Pannella, lui può permetterselo, noi no…
    Un abbraccio a tutti.

  • 11975
    Emma -

    Luca, “Emma, lo sappiamo (almeno per noi che la conosciamo su questo blog), è una persona per bene e come tale ha risposto”.
    Oddio…..
    Si, è vero, non mi viene in tasca nulla dal sapere che Tizio è morto malamente o Caio è finito sotto ad un ponte.
    Non provo soddisfazione perché la soddisfazione, per me, viene dai meriti, dalle piccole conquiste.
    Di certo, però, non mi dispiacerebbe.
    Indifferenza, pura indifferenza è il termine corretto per descrivere il mio stato d’animo di fronte alla disgrazia di chi, con me, è stato stronzo.
    Al di là degli accidenti che si tirano quando si è su di giri, dal “crepasse” al “venisse un colpo a lui, ascendenti e discendenti”.
    Se vedessi Tizio in bilico su un ponte in attesa della mano che potrebbe salvarlo non gli darei uno spintone ma neppure lo aiuterei.
    Semplicemente passerei e lascerei che accada ciò che deve accadere.
    D’altronde, come mi è stato detto o fatto capire quando sgambettavo vista baratro, attaccata alla speranza con la sola punta delle dita?
    Ah, si…. “siamo noi gli artefici del nostro destino”.
    E’ una balla, lo so, è una colossale puttanata perché il libero arbitrio esiste solo nella testa dei predicatori che devono scagionare Dio.
    Ma se questa colossale puttanata vale per me, e bè…., allora deve valere per tutti.
    Anche per chi ci si è appellato nel momento in cui mi ha voltato le spalle o sbattuto una porta in faccia o allontanata come si allontana un barbone dal salone in cui si terrà un ricevimento.
    Lo stronzo ti schiaccia le punte delle dita e ti lascia cadere. Magari sentendosi un Santo per aver accorciato la tua sofferenza. Il buonista “corre a cercare aiuto” e chi si è visto si è visto. Il buono cerca di tirarti fuori. L’indifferente:
    “Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo
    rosso e turchino, non si scomodò. Tutto quel chiasso ei non degnò d’un guardo
    e a brucar serio e lento seguitò”.
    (Davanti a San Guido).
    Persona per bene forse no, non lo sono.
    Quantomeno per i buonisti, i Papa boy’s e gli ipocriti.
    Asin bigio” o “mucca che guarda il treno passare” con chi è stato stronzo,si, mi sento di esserlo.
    Almeno in questa mattina in cui sono lucidissima e, mentre preparo una valigia (ma non per andare in ferie), sono me stessa e non la me stessa devastata da sensi di colpa patologici o dalla paura che mi fa vedere il Salvatore persino nell’ombra proiettata da un cappotto steso a prendere aria.
    Domani sarà diverso perché domani, per me, è un giorno un po’ particolare e la paura la farà da padrona. Una paura “sana” perché motivata. Questo, un po’, già mi consola.

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