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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11926
    david -

    Grazie a tutti,Ele,E,Luca,Beppino.Beppino ne ho parlato già troppo del PTSD,tu cerca di farti rispettare oppure scappa più veloce che puoi.Adesso sto meglio,non mi sento più di digitare “suicidio”,spero di farcela,sennò pazienza.Grazie,un abbraccio.ciao

  • 11927
    Beppino -

    Venerdì prossimo, vado a Parigi. Ho bisogno di ossigenarmi i pensieri…Passo le vacanze a casa con il fratello ma soffoco.
    Una giornata a Parigi mi farà del bene…spero.

    Un abbraccio a tutti.

  • 11928
    marina -

    è facile vivere in un mondo proprio,mettere la maschera andare avanti ,ma non sei tu è un’altro che momentaneamente ha preso il tuo posto per fare felice gli altri .No non è così la vita è nostra dobbiamo andare avanti per noi stessi ,dobbiamo compiacere noi non gli altri ,è molto difficile ,ma se non ci amiamo noi che ci ama ? …..
    ragazzi io sono la più grande quà e tutti voi potreste essere miei figli FORZA! un abbraccio a tutti. Piergiorgio ti fai sentire ,come stai?

  • 11929
    Emma -

    C’è stato un tempo in cui un post come quello di Giovanni mi avrebbe trasformata in una gladiatrice nell’arena.
    Rimpiango i tempi in cui avevo la forza e l’energia di prendermela a morte con un idiota dal nick Abba Padre……
    Ecco come sto.
    Una bottiglia che galleggia nel mare e che porta un messaggio di cui non frega niente a nessuno nel mondo reale.
    Un abbraccio a tutti quanti.
    Mi prendo in anticipo il vostro……ne ho bisogno.

  • 11930
    evergreen -

    @Emma, grazie per il tuo ricordo e per aver chiesto di me. Sto benino, cerco di affrontare le mie giornate a piccoli passi, è già tanto se riesco a reggermi in piedi ed a mettere pian piano un piede davanti all’altro. Questo sia in senso fisico che morale, e non sempre è facile. Mi dispiace di saperti così giù e di immaginarti tra sigarette e bottiglia, ma so che a te dispiace ancor di più ed è solo che in questo momento proprio non ce la fai ad evitare l’autodistruzione. Mi chiedo che cosa ti potrebbe dare serenità, pace interiore. Forse vedere in ginocchio nella m…da chi ti ha fatto del male? Veder soffrire i tuoi nemici / persecutori, vederli contorcere in un letto di ospedale, vederli piangere la perdita di un figlio, la perdita di tutti i loro beni e di ogni status sociale? È questo atto di giustizia suprema che vorresti vedere realizzato, che solo potrebbe darti pace? Non credo, Eme cara, o almeno non è così che ti immagino attraverso i tanti post che hai scritto. Basterebbe toglierti tutti gli impegni finanziari che mi pare di capire incombono in questo momento e per parecchi anni a venire? Certo, questo sarebbe un grosso sollievo, ma ho la sensazione che neanche questo riuscirebbe a ridarti la pace del cuore. Quella credo che te la potrebbe dare solo la resurrezione interiore della persona che sei stata prima che la vita ti colpisse così duramente. Mi fermo qui, non voglio essere troppo invadente con le mie osservazioni e domande. Però se vuoi ne possiamo parlare ancora.

    @luca76, non so se nel tuo post 11906 hai pensato anche a me quando hai scritto “Siamo in pochi a scrivere qui. A scrivere in maniera continua intendo […]. Sono tanti invece quelli che entrano, lasciano uno o due post solitari (a volte incomprensibili per i comuni mortali) e spariscono”. In ogni caso io mi ci sono rivisto e mi son detto che forse ti devo una spiegazione. Vedi, è che ho paura di dire cose fuor di posto che possono far male invece che bene, magari dette con buone intenzioni ma non per questo meno nocive. Voglio evitare di far male agli altri ed anche evitare che ne venga fatto a me, perchè sai, confesso che se qualcuno mi trattasse come è stato trattato recentemente Giovanni, io ci resterei male parecchio. Per mia natura non so fermarmi all’empatia, ma tendo a pensare a soluzioni. Non posso veder soffrire qualcuno e limitarmi a compiangerlo. O meglio, dopo averlo fatto, cerco di pensare come fare per uscirne o almeno per limitare i danni. Questo mio comportamento è a volte temerario e rischia di dare sui nervi, per cui alla fine che cosa è meglio fare: empatizzare perennemente in posizione di stallo o stare zitti del tutto? Così, nell’incertezza, cerco di parlare poco. Evidentemente anche altri sono arrivati a questa conclusione, per cui nel forum sono sempre le solite 5-6 persone a scrivere con continuità.
    David, Marina, dolce Ele, Beppino e quanti passano di qui,un saluto

  • 11931
    Piergiorgio -

    Cara Marina, sono contento di sentirti piena di energia, io vengo a vedere questa lettera ogni giorno, scrivo poco perchè non mi viene in mente niente di interessante da scrivere però vi leggo tutti. La terapia che prendo mi fa stare abbastanza bene. Mi dispiace un pò per Ele che non vede questo gran miglioramento.
    Comunque parliamoci chiaro, la solitudine rimane il mio problema principale. Per fortuna la sera passo un po’ di tempo con mio fratello quando torna dal lavoro e guardiamo la tv.
    Da come scrivi mi sembra che a te le cose vanno abbastanza bene e questo mi fa tanto piacere.
    Cercherò di scrivere di più. Un bacione, ciao Marina.

  • 11932
    Emma -

    Evergreen, non sei invadente.
    Capisco le ragioni del tuo scrivere poco.
    Ma, vedi, c’è una grande differenza tra un Giovanni che piomba qui a bacchettare additandoci bonariamente come egoisti chiusi nel proprio bozzolo ed un Evergreen che sostiene una sorta di “ok, siamo tutti nella m…. vediamo di cercare un rimedio, un lenitivo, un sedativo, un qualcosa che ci consenta di tirare avanti lasciando inalterata la nostra dignità umana oltre che a darci una pacca sulla spalla l’uno al’altro porgendoci reciprocamente un fazzoletto”.
    Un Giovanni urta, un Evergreen, magari non subito ma con il tempo, viene apprezzato.
    Perlomeno da chi, come me, investe tutte le proprie energie nel demolirsi anzichè nel costruirsi o ricostruirsi.
    Io sono stata letteralmente fottuta da un qualcosa che è stato, sempre e costantemente, sottovalutato da qualsiasi terapeuta: il senso di colpa.
    E’ nato con me e mi ha sempre perseguitata fin da bambina.
    E’ un qualcosa di fisico oltre che mentale.
    E’ una sensazione che nasce nel basso ventre e lentamente risale.
    Una specie di mano che scompiglia tutti gli organi e si trasforma in una voce che dice, forte e chiaro, “tu sei nulla e l’unico motivo per cui se qui è trovare una soluzione ai problemi altrui”.
    I miei impegni finanziari, i truffatori che ho attirato, gli “amici” che mi hanno sfruttata e presa a calci in faccia sono tutti un parto di quella voce.
    Le cazzate che ho fatto, le promesse che non sono riuscita a mantenere perchè, alla lunga, corpo, mente e portafogli sono andati, scusami il termine, a puttane sono il frutto marcio di un circolo vizioso da cui non riesco ad uscire.
    Quella voce comanda ed io parto in quarta senza più avere armi per poter eseguire.
    Nel campo di battaglia ho rimesso tutto.
    E non parlo solo del benessere economico e della salute.
    Parlo dell’affetto di chi ha avuto fiducia in me e che ora mi vede come una fanfarona, parlo del mio vero “Io” che sarebbe buono ma non co......, parlo della mia dignità o, meglio, del fantasma di una dignità che difendo urlando, sbraitando, lanciando accidenti che non penso veramente solo per allontanare tutti perchè tutti, ormai, mi fanno paura.
    Parlo della mia vera indole letteralmente schiacciata da un’aggressività che non mi appartiene ma con cui creo una cortina di fumo che mi impedisce di vedere, negli occhi altrui, la disapprovazione ed il rancore per non essere riuscita in nulla.
    Vorrei tanto smettere di distruggermi, vorrei tanto vorrei ripartire come ho fatto mille altre volte.
    Ma poi arriva quella maledetta voce a ricordarmi che nulla ero e nulla sono.
    E poco importa che io ripeta a me stessa che è una voce falsa, che io conto esattamente come conta qualsiasi persona al mondo, che mi devo voler bene perchè solo così potrei essere veramente di aiuto agli altri.
    Alla fine quella voce comanda. Ed io riparto in quarta già sapendo di sbagliare nel farlo.
    ………Un abbraccio a te e a tutti.

  • 11933
    Beppino -

    E perché dovrei scappare, asino traumatizzato?

  • 11934
    Beppino -

    @ David:

    Sono un’anima fragile. Di carta.
    Grazie per avermi ferito. Sono arrabbiato.
    Tu sei cattivo. Volevo solo interessarmi a te e alla tua patologia, che non conosco.

    Ciao…

  • 11935
    marina -

    Piergiorgio non è che le cose mi vadano un gran bene ,cerco ad ogni costo di mandarcele,ma non sempre ci riesco .Anche io prendo i psicofarmaci e questi mi aiutano (la terapia è indovinata e la mia psicologa e la psichiatra sono a dir poco eccezionali),la guerra che sto combattendo è lunga ,ma qualche battaglia l’ho vinta e questo mi da un pò di forza .Come ho detto in post precedenti ,per eliminare le cose o persone che fanno male al mio modo di essere mi ha portato alla solitudine e questa è una battaglia che non potrò mai vincere ! Giro per la casa in silenzio c’è ne troppo ho sempre paura di svegliare qualcuno ,la televiosione sempre bassa stereo idem , esco pochissimo ,lo stretto necessario, volte mi guardo intorno e mi domando se ne è valsa la pena …..Unico sollievo quando viene la mia nipotina di 1 e mezzo.Però non penso più al suicidio ,ma non ho paura di morire non me ne importa nulla di vivere in questa non vita .un abbraccio a tutti . Evergreen puoi dire quello che vuoi qua ,ne ho fatte poche di liti con Emma e altri…..sono soltanto scambi di idee,in fondo navighiamo tutti nella stessa barca o comunque nella stessa direzione ciaoooo

  • 11936
    Beppino -

    Mi dispiace sono stato permaloso e tagliente…
    E così, non ho nulla da aggiungere.

    Ciao.

    Beppino.

  • 11937
    Emma -

    Beppino, credo che David intendesse “prendi le distanze” a tua tutela.

  • 11938
    Beppino -

    Sì, prendo le distanze, e le prendo perché la mia convinzione intima si è rivelata giusta: Da una parte ci sono io, e dall’altra c’è il resto del mondo. Non siamo fatti l’uno per l’altro.

    Ciao.

  • 11939
    evergreen -

    @marina, grazie per l’incoraggiamento, cercherò di seguire il tuo consiglio.
    @Emma, vorrei dirti tante cose, ma ora non posso, diciamo che sono fisicamente impossibilitato. Spero di venirne fuori lunedì o martedì e la prima cosa che farò quando potrò disporre di occhi, mani e tastiera sarà scriverti.

  • 11940
    luca76 -

    @evergreen non mi devi nessuna spiegazione, quella parte del mio post poteva essere diretto a te come a molti altri (leggiti il post 11901 scritto da @tiodio, che rappresenta più di qualsiasi mia frase in proposito il senso pratico di ciò che volevo dire). Citi solo una parte di ciò che scrivo, non so se volutamente o per problemi di spazio, dimenticandone il resto: “..ognuno sa per se, non mi sogno minimamente di giudicare il loro operato. Credo anche io che ci sia qualcun altro che si limiti invece a leggere in silenzio, tenendo per loro ciò che vorrebbero o avrebbero da dire. Chi per pudore, chi magari per vergogna, o perché semplicemente non si trovano le parole per esternare i propri dolori.” Leggendoti mi sembra di capire che tu possa appartenere tranquillamente a quelli che, pur entrando spesso a leggere, preferiscono tacere per un senso di pudore, sia nei propri confronti che verso gli altri, evitando quindi di dire cose che potrebbero provocare reazioni poco gradevoli. Libero di farlo, c’è chi nelle discussioni ci sguazza, chi preferisce evitarle. Io appartengo alla prima categoria, mi piace discutere e confrontarmi con gli altri, a volte alzando anche i toni, se ciò che leggo non mi piace e non ne sono assolutamente d’accordo. Come per altri su questo blog, sono gli unici momenti in cui riesco a scuotermi dall’apatia quotidiana, qui come nella vita reale. Non ho un bel carattere, ma è il mio. A volte può anche sembrare che aggredisca gli altri con le mie parole, pur non avendone la minima intenzione, e qualcuno, come te in questo caso, possa risentirsene in qualche modo. Mi spiace, non posso farci niente. Per chiudere il discorso, mi rifaccio alla frase iniziale che hai scritto ad @E nel tuo commento: “..grazie per il tuo ricordo e aver chiesto di me.” Vedi, evergreen, a volte entrando in questa lettera, basterebbe lasciar scritto un semplice “come state?”. Due sole parole che, per chi si sente solo, possono rappresentare molto. Il vedersi ricordati, trovare chi si interessi a te, anche solo attraverso uno schermo del pc da un seppur minimo senso di sollievo. Non servono post kilometrici, infarcite di belle frasi atte a compatire il povero cristo di turno, per far sentire al suddetto un po’ di serenità. Credo che non avrai difficoltà a comprendermi….
    Riguardo ai @Giovanni di turno…Beh…Non riesco proprio a soffrire chi entra qui, mosso magari da del finto buonismo cristiano, a sproloquiare. Oltretutto senza nemmeno far capire a chi si rivolga. All’autore della lettera? A chi ha lasciato un post precedente al suo? A tutti noi?…Muah…E trovo anche parecchio disgustoso tirare in ballo gente malata, come a dire, “confrontatevi con loro, con le loro sofferenze e vi accorgerete del valore della vita e bla bla bla….” Tutte cazzate. Non è confrontandosi nel dolore degli altri che si guarisce dai propri. Potrei assistere e guardare negli occhi bambini malati di leucemia o padri e madri malati terminali, ma non -continua-

  • 11941
    luca76 -

    -segue- cambierebbe niente per me. Non servirebbe a riempire quel vuoto che ho dentro, ad alleviare quel dolore profondo con cui devo convivere ogni giorno. Non servirebbe a farmi stare meglio giocare alla Florence Nightingale…
    Saluti..

    P.S. Mi fa piacere veder che hai cambiato il nick, @Emma. La e, è solo una lettera dell’alfabeto, nient’altro.

  • 11942
    david -

    Beppino io non sono cattivo ti consigliavo di fare ciò che non feci io a suo tempo,di fronte a certe violentze o ti difendi,combatti oppure fuggi e non ti fermare,cosa che io purtroppo non ho fatto sono rimasto immobile,senza muovere un dito.Cattivo?Perchè sono cattivo?Ciao Emma

  • 11943
    Emma -

    Evergreen, spero non sia nulla di grave e doloroso.
    Buona fortuna.
    Luca, se pensassi di meritare un ricordo penso che, qui, verrei ricordata per le liti feroci con i predicatori ed i bacchettoni.
    Mauro, Abba Padre, Ciro74, quanti me ne vengono in mente…..
    Mi hanno sempre fatta imbestialire con le loro soluzioni da Manuale delle Giovani Marmotte, con i loro sorrisoni ripara-tutto da Papa Boy’s alla giornata mondiale della gioventù.
    Vorrei dire: beati loro.
    Ma non ci riesco.
    Per quanto desiderosa di serenità vorrei (avrei voluto?) ottenerla con le mie facoltà mentali intatte..
    Scrivi:”a volte entrando in questa lettera, basterebbe lasciar scritto un semplice “come state?”. Due sole parole che, per chi si sente solo, possono rappresentare molto. Il vedersi ricordati, trovare chi si interessi a te, anche solo attraverso uno schermo del pc da un seppur minimo senso di sollievo”.
    Hai ragione.Qualcuno che si ricordi di te. Che non ti faccia sembrare un fantasma,un’ombra o un pezzo di carne che attende di essere venduto intero o di essere trasformato in una svizzera.
    Marina, ti ho sempre vista come una grande donna che, per quanto stracarica di problemi, ha sempre nuotato con la testa fuori dall’acqua e la tenacia di una leonessa.
    E’vero? Non è vero? A volte è vero e a volte no? Ogni giorno è diverso e noi stessi, ogni sacrosanto giorno, siamo diversi.
    A volte combattiamo fino all’ultimo sangue, a volte perdiamo la sfida con una stupidissima caffettiera che non si vuole chiudere perchè ci tremano le mani. Oggi siamo tigri e domani siamo ricci che si appallottano dal terrore in mezzo ad una strada trafficata.
    Il bello di questo forum è che lo si ammette con un candore che il mondo là fuori non ci concede.
    Ele, a volte ti vedo come una sorellina da proteggere. Ma non sono più attrezzata per farlo. Ho perso gli strumenti vita facendo. Ti mando un grande abbraccio virtuale, per quel che può valere.
    David, buona fortuna.
    Beppino, stringiti forte al tuo peluche. Anche io ne ho uno. Si chiama Pandino, ha la mia età, dorme (di nascosto) con me e asciuga i miei pianti notturni.

    Forse è da folli voler bene a degli sconosciuti di cui non si sa nulla delle cose più esterne e visibili a tutti e si sa parecchio di ciò che è nascosto ai più. Ma vi voglio bene. A tutti.

    Ciao.

  • 11944
    Anna -

    Ciao! Io sto seriamente pensando al suicidio, ho bisogno di un aiuto per farlo….possiamo sentirci?

  • 11945
    Beppino -

    @ David: Scusa…non ti ho capito bene. È colpa mia…

    @ Anna: Troverai sul sito tante persone geniali con cui discutere. Esprimiti e gli altri ti risponderanno.
    Un abbraccio.

    @ Emma:
    Cara Emma…Hai ragione e mi sento meno infelice quando vedo che altre persone hanno anche il peluche…Prendi cura di te. Coraggio.

    Coraggio a tutti.

    Un abbraccio…

  • 11946
    david -

    Prova ad andare in Siria,Anna

  • 11947
    luca76 -

    @Anna, e di che aiuto avresti bisogno? Di qualcuno che ti dia la spinta per farti volare giù dal balcone? Di qualcuno che prenda a calci lo sgabello su cui sei salita per infilarti la testa nel cappio? Di qualcuno che ti tagli in profondità le vene dei polsi? Di qualcuno che ti prema il grilletto della pistola una volta puntata alla testa? Ma per favore…

  • 11948
    david -

    Ciao Beppino.Stai tranquillo,noi tutti siamo vicini al nostro grande giorno,credimi.ciao

  • 11949
    ele -

    Il mio non è esattamente un peluche ma un pupazzo di pezza raffigurante charlie brown.. per un lungo periodo l’ho anche portato in ufficio nascosto nella borsa del lavoro!
    Emma ti giuro che tu mi hai sempre aiutato, anche con la dimostrazione feroce che a volte fai delle tue insicurezze.
    Stasera cominciano le mie ferie.. ho un pò paura del confronto quotidiano con mia madre e dei soliti discorsi annuali stessa spiaggia stesso mare dei vari personaggi che orbitano intorno a me: “il fidanzato ce l’hai? E figli niente? Ma non ti sposi? Guarda che stai facendo tardi…” e ho la sensazione che intanto pensino “è passato un altro anno e non ha concluso un cavolo questa qui…”. L’unica cosa che avrei potuto/dovuto fare in quest’anno era almeno trovare delle risposte a queste domande idiote.. ma non ci ho pensato. Quindi rivedo la solita scena: io che mi inebetisco e non dico nulla e mia madre che risponde “ma lei pensa solo a lavorare, è l’altra mia figlia che è sposata e ha due bambini e bla bla bla..”.
    Ciao amici, speriamo bene… in valigia ho messo 3 libri nuovi e la boccetta di xanax!

  • 11950
    Beppino -

    SOS…ho bevuto veleno…

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