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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11901
    tiodio -

    Mi hai detto solo bugie,
    fancxlo.
    Spero di svegliarmi un giorno e di nn ricordare il tuo nome e tutto quello che hai detto e fatto.
    Fanc.lo

  • 11902
    E -

    Cara Ele, non so se interpreto quello hai dentro.
    Di certo non so interpretare quello che ho dentro io.
    E’ un miscuglio marcio, putrefatto.
    Di tutta una vita non ho nulla da salvare e neppure la voglia di mettere le mani nel marciume per sentire se c’è qualcosa di solido, pescarlo e vedere se è salvabile o da buttare.
    In quel marciume c’è tutto: le mie colpe, le mie ragioni, le mie motivazioni giuste e sbagliate, gli attacchi altrui, gli errori miei e quelli indotti, le fregature, la depressione, i sensi di colpa, le terapie sbagliate, i colpi di testa, gli attacchi di ira, la dolcezza, le cannonate della vita, i sogni, le speranze, i progetti, lo sfascio, i giorni belli, quelli brutti, i ricordi, le risate, i pianti, le piccole conquiste ed i tanti fallimenti.
    Cose nate marce ed altre nate sane che ho lasciato che marcissero.
    Ora sono un tutt’uno.
    Non è neppure giusto.
    Il vero ed il falso non dovrebbero mai stare insieme.
    Io ci sono riuscita.
    Sono talmente brava a sbagliare tutto.
    E’ tutto lì, un marcio che gorgoglia e galleggia.
    Sono stanca e vedo solo vuoto intorno al marcio.
    E nessun gancio da afferrare.
    L’idea di morire mi fa paura.
    Resta il fascino di mettere fine ad una squallida parentesi in cui sono riuscita a distruggere persino ciò che non ho avuto.
    Distruzione, perdite, catastrofi, malattie, solitudine, isolamento, vuoto, morte.
    C’è un nesso che lega tutto questo. E’l’unica linea retta che vedo e che fa da bussola.
    A volte bisogna solo fermarsi ed aspettare che il destino si compia.
    Non fare nulla, non scegliere, non decidere.
    Rimanere fermi ad aspettare che ciò che deve accadere accada.
    A settembre, se certe cose non accadranno, riprenderò la terapia. E’ stata una sciocchezza interromperla. Non sto bene. C’è chi nasce malato di mente e chi si ammala durante l’esistenza. Io appartengo alla seconda categoria.
    Una malata di mente che sembra normale e che frega, con la sua normalità, gli altri e sè stessa.

  • 11903
    E -

    Vorrei solo smettere di agitarmi tutto qui.
    Agitarmi, muovere un gran polverone per poi rimanerci seppellita sotto.
    Vorrei trovare una pozione magica che mi inebetisca, che mi tolga quei desideri umani che mi sono rimasti incollati addosso.
    Vorrei smettere di vedere i fantasmi pur di vedere qualcuno.
    E se proprio sono condannata ai fantasmi vorrei vederli per ciò che sono stati e non per ciò che vorrei fossero stati.
    Vorrei svegliami e non provare nulla.
    Né gioia, né dolore, né invidia né soddisfazione.
    Nulla.
    Solo l’impulso di stramazzare in avanti, un passo dopo l’altro, con la vivacità mentale di una palla che rotola in discesa senza incontrare né curve, né chiodi, né ostacoli.
    Per non patire di essere rimasti completamente soli, sempre più isolati, senza uno straccio di giustificazione con cui coprirsi miseramente le spalle e senza nessuna ragione con cui gonfiarsi le penne di orgoglio.
    Senza un c.... di niente.
    Proprio come adesso, come ieri, e come ogni domani che verrà finché ce ne sarà uno.

    Ora non ho proprio più nulla da dire.
    Ho versato il mio obolo di distruzione in un forum che, forse, necessiterebbe di ben altri interventi.
    Sono rimasta, veramente, senza più un tubo da dire.
    Sembra strano persino a me, ma è così.

    Un abbraccio.

  • 11904
    Ele -

    @E mi sa che ti voglio bene. non aggiungo altro per ora.

  • 11905
    E -

    Grazie, Ele. Anche io.

  • 11906
    luca76 -

    @Marina, mi spiace per tuo figlio. Io e lui, insieme a tanti altri, ci ritroviamo a pagare le conseguenze di una crisi di cui non siamo minimamente colpevoli. La sua situazione è aggravata dal fatto di avere una famiglia a carico. Io ho da pensare solo a me stesso, ed è già un gran problema, ma non faccio fatica a immedesimarmi in lui e in ciò che sta passando. Per quanto riguarda il bere, vorrei rassicurarti. Conosco bene gli effetti post-ubriacatura. La prima sbronza l’ho presa a 12-13 anni, ho perso il conto di quante volte sono arrivato a vomitare bile e sangue, a sputare l’anima. So bene che attaccarsi alla bottiglia non risolve le cose, capisco cosa vuoi dire. Ma, credimi, non mi sveglio la mattina col chiodo fisso di farmi il goccetto per tirare avanti. E non ho assolutamente voglia di sbronzarmi di prima mattina, specie con questo caldo. Il whiskey mattutino è un vezzo che mi porto dietro da decenni ormai, ha accompagnato le mie colazioni da sempre, come il cornetto accompagna il cappuccino di altri. A volte, in certe sere esagero, è vero, non ho difficoltà ad ammetterlo. Ma capita di rado, quando la mente è sovraffollata di pensieri, pensieri che ti mandano in cortocircuito il cervello. E allora cerchi un modo per staccarti dalla realtà, un modo per addormentarti di botto, per non sentirli quei pensieri…C’è chi si imbottisce di psicofarmaci per permettersi una nottata di sonno. Io preferisco il whiskey, se non altro per il gusto. A ognuno il suo. “Bere non è la risposta, ma bevendo ti dimentichi la domanda.” Per alcuni è una semplice battuta, per altri è un qualcosa di più…
    Siamo in pochi a scrivere qui. A scrivere in maniera continua intendo, cercando di instaurare un qualche rapporto umano, di interagire con qualcuno a noi affine, che ci possa permettere di sentire meno opprimente la solitudine che ci affligge, anche solo per il tempo di leggere e rispondere agli altri. Sono tanti invece quelli che entrano, lasciano uno o due post solitari (a volte incomprensibili per i comuni mortali) e spariscono, usando questo blog come una sorta di “muro del pianto”. Non capisco che cosa si aspettino di trovare, agendo così. Ma ognuno sa per se, non mi sogno minimamente di giudicare il loro operato. Credo anche io che ci sia qualcun altro che si limiti invece a leggere in silenzio, tenendo per loro ciò che vorrebbero o avrebbero da dire. Chi per pudore, chi magari per vergogna, o perché semplicemente non sempre si trovano le parole per esternare i propri dolori. Così rimaniamo solo noi, quei 5-6 poveri diavoli in perenne lotta per la sopravvivenza. Poveri diavoli sopravvissuti a qualche catastrofe, che vagano qua e la tra le macerie, scavando a mani nude cercando di trovare un qualcosa che gli possa tornare utile. Poveri diavoli a cui tocca sempre cavarsela da soli, che hanno dovuto imparare a restare a galla da se, perdendo la capacità di chiedere aiuto quando se ne ha bisogno. Aiuto, che per molti non arriverebbe comunque, anche -continua-

  • 11907
    luca76 -

    -segue- se supplicassero in ginocchio. Siamo stati così talmente bravi a mentire agli altri sulla nostra forza, che quasi quasi ci abbiamo creduto noi stessi. Salvo poi ritrovarci con il culo per terra dopo essere volati così in alto. Siamo alberi spazzati dal vento, ancorati al terreno tramite radici ormai marce. E’ solo questione di tempo ormai, cadremo, e la nostra caduta non provocherà nessun fuggi fuggi, visto che attorno c’è rimasta ben poca presenza di esseri viventi. Quei pochi che abbiamo, assistono al crollo da lontano, noi lo viviamo da vicino e al rallentatore. Una lunga caduta, per tempi e modi. Come sarebbe stata la nostra vita se avesse preso una piega diversa? Migliore? Uguale? Inutile stare a pensarci. E forse, è anche dannoso. Vivere, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno ciò che abbiamo. Vale a dire il poco o nulla. Basta?…Ognuno si dia la risposta…Ci sono stati momenti in cui, su questo forum, riuscivo anche a scrivere qualcosa di positivo, ora non mi riesce proprio. Anche per me settembre sarà un mese cruciale, @E, per motivi diversi. Nel lasso di tempo di un 30-60 giorni dovrò decidere cosa farne di me stesso. Volente o nolente sarò costretto a prendere una decisione. La morte può fare paura, ma a me spaventa di più questa non-vita. Leggendoti, molte volte, mi sono ritrovato a rispecchiarmi in quello che scrivi, addirittura certe frasi sembrerebbero prese pari pari dai pensieri che ho in testa. E’ curioso, quantomeno. Ma abbastanza comune tra gente che soffre degli stessi mali. Mi sarebbe difficile, al contrario di @Ele, affermare che ti voglio bene. Non credo di essere in grado di provare un sentimento del genere in questo momento. Ma, per la persona che sei, credo sia difficile non volertene. E se il mio non è un “ti voglio bene”, è un qualcosa che si avvicina molto.
    “Oggi ho buttato tutte le medicine nella spazzatura.
    Non me ne frega niente di curarmi. Niente.
    Voglio viverla per quello che è questa vita di merda.
    Non voglio aver alcun rimpianto.”
    E’ una frase che hai lasciato scritto tempo fa. Se a settembre deciderai di riprendere le terapie, tieni conto di questa. Non aver alcun rimpianto sulla scelta che farai. Io non ho mai creduto molto nei farmaci e negli psicologi. E lo dico pur sapendo di rischiare una contestazione da chi fa uso sia di uno che dell’altro. Se in qualche modo vi possono servire, ben vengano. Ma spesso servono poco o niente, specie se quei farmaci sono prescritti da medici compiacenti. E’ un mercato fiorente quello farmacologico, che non conosce mai crisi. Ormai ti abituano fin da piccolo a pigliarne, ti convincono che siano necessari. Alle industrie farmaceutiche conviene sempre di più avere gente malata piuttosto che sana. Ma questo è un altro discorso, che non c’entra niente con i nostri problemi. Riguardati la salute, per quel che ne è possibile.
    Un abbraccio forte a quei 5-6 poveri diavoli che scrivono qui.

  • 11908
    david -

    sono tre giorni che non bevo,non mi manca un granchè.Qualche sigaretta in meno.Pur di riuscire di fare il JIU JITSU metterei il fiasco fuori dalla mia vita.JIU-JITSU e KRAV MAGA,ma quelli dove si mazzola,Se mi ubriacherò un’altra volta di brutto farò le corse su per la ferrovia,no pregate per me che non voglio più bere.ciao bbbelli

  • 11909
    E -

    Luca, grazie per le tue parole.
    Scriverei qualcosa di più ma proprio non riesco.

  • 11910
    luca76 -

    Emma, non c’è bisogno di rispondere nulla.
    Mi spiace solo che tu sia così giù…

  • 11911
    E -

    Sono un comune essere mortale, con un passato che corre più veloce di me, mi sorpassa e si piazza al traguardo di tappa per aspettarmi.
    Alla fine il passato travolge il presente, forma una valanga e va giù per il dirupo ad investire il futuro.
    La mia vita è tutta lì, in quella valanga.
    Oggi avrei voglia di pensare: “ma chi cavolo se ne frega, rotola finchè ti pare alla velocità che più ti aggrada finchè non ti schianterai per buona pace tua e altrui. Nel frattempo bevo, fumo e cerco di dormire e di mettere a nanna sia le domande che le risposte “.
    ………………Spero che l’umore regga almeno fino a domani.

    Anche a me spiace sentirti giù, Luca.
    Ele, come stai?
    David, Marina, Beppino, Evergreen e tutti gli altri?
    Un abbraccio a tutti.

  • 11912
    david -

    Ciao E, ciao a tutti.oggi meglio.un’abbraccione

  • 11913
    giuliacat -

    pure io ho sofferto molto di depressione,e spesso ho pensato al suicidio,anni fa ho anche provato a soffocarmi ma non ci sono riuscita. Pensavo anche al fatto che probabilmente a nessuno sarebbe dispiaciuto.Ma a gennaio si è suicidato un ragazzo che conoscevo di 20 anni,e questo suo gesto ha ucciso dentro tutti coloro che gli erano vicini, o che hanno provato ad esserlo prima che venissero allontanati,oltre ad aver distrutto psicologicamente una famiglia che non smetterà mai di avere sensi di colpa o chiedersi dei perchè.
    In questi momenti capisci davvero che la tua vita è importante, e,anche se pensiamo sempre che non ci sia un appiglio in tutta questa merda, c’è chi è guarito dalla depressione (che è una malattia, che ci impedisce di prendere atto delle cose in maniera razionale e ci porta a perdere tutto), anche in casi disperati e gravissimi, e ha passato tutti gli anni successivi della sua vita ringraziando di non essere riuscito a porre fine alla sua esistenza. Quando siamo bloccati nella nostra larva di pensieri negativi all’ennesima potenza tutto questo ci appare impossibile e insormontabile, ma non lo è.
    Io sono atea, ma in tutte le religioni il suicidio è punito con la peggiore delle pene, proprio per il fatto che la nostra morte uccide a raggiera tutti quelli che ci sono vicini (anche se non li reputiamo “vicini” perchè la depressione ci porta a non volerli e rifiutarli). E, benchè non creda in nessun tipo di divinità, sono d’accordo sul fatto che la nostra morte genererà altra morte (che si tratti di morte fisica o interiore), che a sua volta provocherà dolore e morte a tutte le persone vicine a coloro che abbiamo ucciso suicidandoci. Uccidendoci facciamo sprofondare tutti in una voragine di dolore incolmabile e alimentiamo il cerchio della sofferenza umana che continuerà a espandersi a macchia d’olio.
    Prendo un attimo in prestito il pensiero di a.Schopenhauer (che a mio parere ha detto una grande verità in queste parole)il quale sostiene che il suicidio non sia un metodo giusto per affermare il proprio rifiuto della vita,in quanto chi si suicida lo fa perché non accetta la propria esistenza particolare e ne desidererebbe un’altra. Il suicidio è la massima affermazione della volontà di vivere,che è però delusa dalla negazione delle aspettative di vita che la persona aveva per se stessa.
    Ma non dimentichiamoci mai che(questo non l’ha detto schopenhauer ma lo dico io)non possiamo essere qualcun altro nel vero senso della parola,ma la nostra vita può comunque essere cambiata,e il VERO rifiuto della nostra vita consiste in questo,nella trasformazione della nostra esistenza, non nel suo annullamento.Io sono stata in cura da una psicologa/psichiatra e devo dire che,da quei tempi bui in cui passavo le giornate a googlare cercando i metodi di suicidio meno dolorosi possibili,o nei quali avevo un’ansia talmente potente da farmi mancare il respiro e farmi venire le allucinazioni in cui vedevo i morti per strada,la mia vità è migliorata molto

  • 11914
    giuliacat -

    mi ha aiutata molto anche adottare degli animali da compagnia (anche se in questo mi ha aiutata mia madre che mi ha affiancata nella loro gestione), prendersi cura di esserini che dipendono da noi ci fa capire quanto i problemi di noi uomini siano relativi, e di quanto affetto disinteressato siano capaci di donarci gli animali. Spesso finiamo nella depressione perchè ci manca completamente uno scopo nella vita, e passiamo tutte le nostre giornate a rimuginare in negativo in modo ossessivo auto-condizionandoci di continuo, finendo pian piano per diventare immobili e incapaci di liberarci dalla prigionia di negatività che ci siamo costruiti. E questo fa diventare difficili se non impossibili anche i minimi gesti di tutti i giorni..io ho provato a rompere il cerchio andando in cura,faccio psicoterapia e nel frattempo sono seguita anche nella cura farmacologica,i farmaci non sono inutili perchè le depressioni croniche provocano scompensi fisici a livello ormonale, che le medicine pian piano riportano ai valori normali. Su consiglio della psic ho iniziato a fare volontariato con gli animali in difficoltà,che in me ha smosso qualcosa,non mi sentivo più inutile e senza speranza come prima…alla fine ho portato a casa alcuni animali salvati da situazioni difficili (due gatti abbandonati, 7 rattini domestici che erano destinati a diventare cavie da laboratorio, un coniglietto nano sottratto a una persona che lo maltrattava) e la gioia che mi da vedere questi esserini felici per il fatto di aver ricevuto da me una seconda possibilità per una vita migliore, sta dando questa seconda possibilità anche a me.. non dico di non avere più problemi, ma comunque riesco ad affrontarli meglio, e sto continuando il mio percorso di psicoterapia..
    L’uomo è un animale abitudinario, e cambiare le proprie abitudini è una delle cose più difficili del mondo, ma, se la nostra routine fatta di depressione e dolore ci fa stare così male, da qualche parte dobbiamo provare a rompere il circolo vizioso.. e non è facile, ma purtroppo non si può attraversare un fiume senza bagnarsi.. io mi sentivo veramente senza speranze e non desideravo nulla a parte finire 3 metri sotto terra, adesso passo dopo passo sto riprendendo in mano la mia vita, spero che questa mia testimonianza possa essere di incoraggiamento verso chi ha perso le speranze, perchè la vita non è fatta solo di merda e di cose brutte, siamo noi che, in preda all’offuscamento totale che ci provoca la depressione, siamo totalmente incapaci di vederne il lato migliore..ma questo non significa che un lato migliore non ci sia, ma fino a che non modifichiamo anche di poco le nostre abitudini non possiamo mettere in atto il cambiamento che potrà spingerci a guardare la vita con occhi diversi, e riscoprirla a poco a poco.. non siamo condannati a soffrire per l’eternità senza speranze come a volte sembra, dobbiamo imparare a non essere più nemici di noi stessi ma a volerci bene affinchè la vita possa tornare a sorriderci..

  • 11915
    luca76 -

    Cara @Giuliacat, una testimonianza come la tua, di chi è riuscito a lasciarsi alle spalle la depressione, fa sempre piacere leggerla. Sono curioso però sul fatto di cosa ti abbia dato la forza per tirartene fuori. E’ stata la morte di quel ragazzo 20enne che conoscevi a farlo? Il toccar con mano, seppur da spettatrice, una tragedia simile? Il veder quanto quel suo gesto abbia scosso profondamente le coscienze, magari dormienti, di chi gli era vicino? E’ stata la distruzione psicologica di una famiglia macerata ora dai sensi di colpa (a torto o a ragione?) e dai perché? Ti ci è voluta la morte di qualcuno per dirti “che la tua vita è importante”? Probabilmente quel ragazzo pensava le stesse cose che pensavi tu quando anni fa hai provato a soffocarti. Tu ti sei fermata, lui no. Ognuno fa storia a se. Non tutti i depressi si suicidano, così come non tutte le persone normali sono immuni dal farlo. Ciò che spinga a compiere un gesto del genere è dato da vari fattori. Parlando per me, non so, da una scala di depressione che parte da 1 e arriva a 10 che valore darmi. E non so se nemmeno se io sia un depresso. Di sicuro, quando guardo le bollette non pagate accumularsi sul tavolo e non riesco nel corso della giornata a procurarmi un pasto decente da mettere sotto i denti, la definizione a me più attinente è quella di disperato, una disperazione che va oltre ai miei (pur enormi) personali dolori interni. E qualcosa di più prosaico, materiale. E in quei momenti è davvero dura poter dire “la mia vita è importante”. A stomaco vuoto è difficile cantar messa…
    Sono ateo anche io, ma per curiosità mia personale, ho approfondito l’argomento religione, e, mi spiace contraddirti, ma dei quasi 300 culti religiosi attualmente in circolazione sono ben pochi quelli che punisco il suicidio con la peggiore delle pene. Moltissimi non lo menzionano nemmeno nei loro scritti, altri, tipo lo shintoismo, lo tollerano, altri ancora come l’islam, in nome di una guerra santa contro gli infedeli, lo spingono addirittura (vedi i kamikaze musulmani al riguardo). Solo il cristianesimo e poche altre lo condannano ferocemente, e dubito che lo facciano per buonismo, più che altro lo fanno per certe concezioni loro che sanno più di convenienza che altro. E’ più facile che a pagare l’obolo per la questua sia un uomo vivo, piuttosto che uno morto…
    Schopenhauser era figlio di un ricco mercante che morì suicida. Io credo che i suoi aforismi sulla morte (in particolare quello che citi) siano dettati dal non aver mai accettato il suicidio del padre, esterna un dolore personale, del tutto proprio e come tale va preso. E’ una sua filosofia personale, non può valere per tutti.
    Cambiare la propria vita non è un qualcosa di facile, specie per chi, la vita, per vari motivi non l’ha proprio avuta. Abbiamo avuto un’illusione di essa, ci siamo montati un bel teatrino attorno è ve ne abbiamo creato una parvenza. Siamo stati attori di un melodramma finche il sipario non è calato. Alla -continua-

  • 11916
    luca76 -

    -segue- fine dello spettacolo, qualcuno ha applaudito, altri hanno fischiato prima di andarsene. Siamo rimasti solo noi, a guardare una platea ormai vuota. Gli psichiatri/psicologi sono categorie di lavoratori, e in come tutte le categorie trovi i manovali (tanti) e i capimastri (pochissimi). E quando becchi il ciarlatano, non è come quando chiami l’idraulico a casa e questo ti fa un danno a cui si può mettere rimedio. I danni provocati da certi cialtroni in camice bianco sono devastanti. E io ci andrei con i piedi di piombo riguardo alla loro efficienza pratica. Perché anche il miglior specialista di questo mondo, mancherà sempre di quell’umanità, di quell’empatia che serve ai suoi pazienti. Deve essere così, perché se ogni buon psi che si rispetti prendesse ogni singolo caso a cuore impazzirebbe lui per primo. E’ una forma di distacco professionale necessaria. Ma che può ripercuotersi negativamente su certi soggetti. Tieniti stretta i tuoi 2 gatti, le 7 cavie e il coniglio nano, occuparsi di loro vale più di tante visite specialistiche e cure farmacologiche. Da loro puoi trovare quell’umanità, quell’amore che un essere umano non sarebbe mai in grado di darti. Loro vivono la vita per ciò che è. Sarebbe bello se anche a noi bastasse la lettiera pulita e la ciotola d cibo piena per svegliarsi con bel altri pensieri. Ma noi siamo uomini, e i nostri problemi, specie per qualche povero diavolo, pesano immensamente sulla nostra vita, sui nostri sogni, sulle nostre speranze. E gli scopi che ci eravamo prefissi di raggiungere quando eravamo pivellini, sono andati via via svanendo crescendo. Non gli abbiamo voluti abbandonare noi, solo loro che sono sfumati. Riciclarne di nuovi è quasi una mera utopia. A volte si prova a romperlo quel circolo vizioso, ma quando lo fai, e trovi solo sempre mazzate al di fuori di esso, ti passa la voglia di provarci. Serve a poco la buona volontà se non trovi qualcosa di concreto su cui appoggiarti. Anche se provi fortemente a convincerti che il domani sarà migliore di oggi, se non troverai quella mano sotto la pancia che ti aiuta a cercare di rimanere a galla, affogherai. La realtà è questa. Il resto sono solo tante belle parole che lasciano il tempo che trovano. Qualcuno ci crede ancora, altri come me, hanno smesso da che tempo di crederci. E non perché non voglia farlo, ma semplicemente perché si scontra con la realtà quotidiana. Chiudere gli occhi e dire: “ma si, orsù gambe in spalla e andiamo avanti” è un pensiero in cui ormai non mi ci ritrovo per niente…Guardare la vita con occhi diversi…Me li sono consumati gli occhi nel tentativo di farlo. Non ci ho guadagnato granchè, se non quello, forse, di allungare inutilmente tutta questa follia, cosa di cui avrei fatto volentieri a meno. Io non mi ritengo nemico di me stesso, mi voglio fin troppo bene, eppure la vita non sta certo a sorridermi. Chi sa dove è l’errore…
    Saluti.

  • 11917
    david -

    suicidarmi no,vivere situazioni avventurose,ogni volta mi avvicinerò sempre più all’isola d’Elba,ieri mi sono fermato presto,quest’altra volta nuoterò il doppio,e poi di più e poi vedremo,ma il mio desiderio è vivere,almeno adesso…poi appunto vedremo.La sensazione di allontanarmi sempre più dalla costa è molto forte x me………….ciao

  • 11918
    david -

    cmq io credo che ci si possa fare cmq se da una parte c’è il suicidio,dall’altra c’è una sfida lecita alle forze del la natura e del combattimento,io andrei in ginocchio fino non so dove per fare altri 10 anni di boxe.Secondo me ce la possiamo fare—–dall’altra ancora la più ammirabile cercare con fatica di un lavoro onesto e di un comportamento pure altruista…abbiamo l’empatia,la consapevolezza che si può amare e voler bene anche se tutto questo ci ha ferito in passato…e poi decidetevi a vedere “They live”…”Essi vivono”,la teoria degli illuminati non è poi da censurare visto il continuo sciaguattare di questo mondo.buona serata a tutti

  • 11919
    Giovanni -

    Ti suggerisco una cosa, se vale, a te e a tutti quelli che si vogliono suicidare. Non vi faccio discorsi religiosi, varrebbero a poco.
    Vi dico solo questo: pensate a tutta la gente che soffre e a quanto potete essere utili a queste persone: carcerati, malati terminali e non, anziani soli, bambini orfani. Prendetevi cura di uno di loro e la vostra vita avrà di nuovo un senso. Liberatevi di tutto il superfluo e vivete per queste persone. Abbiate il coraggio di dedicare la vita che per voi vale così poco per qualcuno/a diverso da voi. E state a vedere se il suicidio per voi è ancora una soluzione, piuttosto che amare un vostro simile.

  • 11920
    david -

    No non mi importa niente,una volta avevo sogni meravigliosi tipo quello della principessa.Adesso l’unico desiderio che ho è che la gente mi lasci in pace,di essere come un fantasma che nessuno mi veda neppure.resto quì finchè vivono i miei,poi penso che mi butterò sotto il treno,ma solo se impazzisco perchè sono cattolico.non c’è altro da dire,buona fortuna.David

  • 11921
    david -

    ho praticato volontariato per 15 anni Giovanni,all’unione italiana ciechi,alla Misericordia,alla Pubblica Assistenza di Tavarnuzze,ho contattato senza successo di raggiungere la Colombia in guerra.Ho lavorato con cuore e sentimento per 15 anni,operaio,facchino,autista,pulizie,portineria.Ho cercato di vivere la mia vita nell’entusiasmo e nell’amore,anche se sovrastato da un dolore più grande di me.Sarebbe ora che voi “normali”cominciaste a rispettarci e smettere di trattarci come zombie senza niente di umano nè di buono.Caro Giovanni devi farne di strada anche tu,visto che non conosci nessuna tragica storia di nessuno di noi e di migliaia di altre persone come noi,di milioni in tutto il mondo.Falla finita con le prediche,chi sei un profeta?Un predicatore?.Poveri noi.Ti meriti qualche anno di disturbo ossessivo compulsivo e poi di sprofondare in una sindrome da stress post traumatico e poi voglio vedere cosa dici,e quì non tirate fuori storie di persone senza gambe e senza braccia sono altre tragedie,terribili tragedie,in un mondo di tragedia non puoi fare certi discorsi,non puoi salire in cattedra.Tu non sai perche non c’eri e se ci fossi stato staresti zitto per rispetto,non hai idea di cosa ho subito nella vita.Ti ricordo che il PTSD è la causa principale di suicidio,brave persone,persone pacifiche,vittime di cose disumane,leggi qualcosa su internet.ti saluto

  • 11922
    Beppino -

    DAVID, Come è venuto il tuo PTSD? Sei stato traumatizzato da qualcosa?

    Qui tutti sanno che attorno a sé c’è gente che soffre…però la sofferenza di ognuno sul forum viene dal fatto che è MALATO psicologicamente. E una malattia…rimane malattia. Non è una questione di punto di vista, di sguardo fissato sull’obiettivo sbagliato…ecc ecc.
    Io sono sensibile alla sofferenza altrui. Se per strada incontro un ragazzo che fa l’elemosina, gli dò qualche moneta…Aiuto quelli cui voglio bene, li incoraggio, e conosco delle persone che davvero soffrono. Non è questo il problema…È solo che nonostante io voglia bene agli altri, non voglio bene a me e ogni giorno penso al suicidio. Ho un cane che adoro…ma non mi impedisce di andare a vedere se la corda col nodo scorsoio è ancora legata al ramo…

    Ciao…

  • 11923
    Ele -

    Ciao David, condivido il tuo post in pieno.. Capisco che non è facile da comprendere per molti, ma il dolore che ci portiamo dentro a volte non ci permette neanche di vedere il nostro naso, figuriamoci andare a prenderci cura di altri. Anche io faccio volontariato da diversi anni, e certamente sono ben felice di farlo, aiutare gli altri aiuta anche me, ma a volte (tipo giovedì scorso), mi capita di dover annullare il turno perchè non ho la forza di aiutare me stessa. Mi pesa aprire gli occchi, alzarmi dal letto, sono soffocata da pensieri che mi provocano sofferenza. Purtroppo per sfuggire a queste sofferenze, ricorro ad annullamenti artificiali. Comunque per chi mi legge da un pò, queste cose le sa, ma sentivo il bisogno di condividere il tuo post e di far passare il messaggio, se mi riesce, che troppa faciloneria su questi forum non è d’aiuto.
    Ciao E, sto un pò meglio, mi pare di riuscire a mettere un passo davanti l’altro, anche se verso il mio solito niente..
    Ciao Luca76, grazie per i tuoi post, ti leggo sempre con attenzione e mi piace cosa e come scrivi.
    Un abbraccio a tutti.

  • 11924
    luca76 -

    @David, non vale proprio la pena di rispondere ai vari @Giovanni e company che ogni tanto si affacciano qui e lasciano commenti insipidi. Oltretutto poi sparendo alla stessa velocità con cui sono apparsi. Mi domando cosa spinga certe persone a una così gran forma di qualunquismo, un qualunquismo buttato a secchiate in faccia a chi non ne ha proprio bisogno. Gente che riesce solo a scrivere frasi banali e scontate, convinte che in qualche modo queste possano far scattare in chi raschia ogni giorno il fondo del barile, un qualcosa di particolare. Rispecchiarsi, confrontarsi con dolori e problemi altrui, può servire solo ai normali, a smobilitare le loro coscienze nel patetico tentativo (forse) di ripulirsele. Trovo anche io insopportabili certe frasi, demagogiche e che trasudano di superficialità. “Liberatevi di tutto il superfluo…”, qui c’è gente che arranca senza aver nemmeno il minimo necessario, figurarsi il superfluo…
    @Beppino: “Ho un cane che adoro…ma non mi impedisce di andare a vedere se la corda con il nodo scorsoio è ancora legata al ramo…”
    La tua frase dice già tutto quanto, i Giovanni di turno ne dovrebbero tenere conto, ma è una cosa che non capiranno mai. Per quanto potremmo prenderci cura di altri esseri viventi, il suicidio rappresenterà sempre una soluzione da cui saremmo attratti compulsivamente.
    @Ele, un abbraccio a te e agli altri…
    @Emma, come stai?

  • 11925
    Beppino -

    Io sopravvivo. Non vivo. Posso fare tante attività, ecc…e se mi suiciderò i miei penseranno: “Aveva tutto per essere felice…” Eh sì…
    Posso andare in foresta, ridere, sorridere, uscire con gli amici, andare per negozi, scrivere, leggere, ecc…ma sullo sfondo della mia mente c’è scritto “suicidio”. La forma è diversa dal fondo. È così, non posso staccarmi dalle idee suicide. Sono più o meno volontarie e concrete, ma ci sono sempre, dentro me. Stanotte mi sono stretto al petto il mio orsacchitto di peluche e mi sono addormentato così…
    La mia indole mi spinge a ricercare tenerezza da tutte le parti. Non sono “maturo” affettivamente e mio padre, mio fratello, mia madre, mi hanno rimproverato quest’atteggiamento “infantile”. Non vogliono un figlio né un fratello “difettoso”, e sono obbligato a giocare all’adulto quando sono con loro. So di non essere accettato cosi’ come sono…dalla mia famiglia. Mi fa male, ovviamente…ma è così. Devo adattarmi.
    Scrivo un diario e su questo evoco il suicidio, la voglia di scomparire, le mie norme vitali…Sono stato spezzettato dagli altri, dagli adulti, dai bambini, da tutti. Ho assorbito l’ipocrisia, la cattiveria altrui…e oggi vivo in una bolla protettrice…un mondo tutto mio.
    Di conseguenza non vengo capito…ma odio la società che ci incita al consumo, odio le guerre, l’ingiustizia, la corruzione, ecc ecc…Ho l’impressione di essere una pedina posta sulla Terra per caso. Non ho chiesto di vivere, mi è stato imposto. Avrei preferito non esistere! Quando morirò…sarò sollevato. Stimo che gli altri e la vita siano pericolosi, perché con la lingua o l’atteggiamento possono uccidere chi è più debole, sensibile.

    In apparenza sono felice…ma l’abito non fa il monaco. Neanche il trattamento che prendo mi distoglie dalle idee suicide. Niente me ne può liberare per ora. Niente…

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