Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Ciao Ele auguri.
Abbiamo in comune anche questo, il bilancio della vita, pensare ai ragionamenti altrui. Tanto agli occhi delle persone sarai sempre imperfetta…
se ti vesti di rosso, nero, se sei magra, grassa…
Ieri in un momento in cui non pensavo, ho incontrato una signora e parlando mi ha chiesto che fine avesse fatto il mio Lui. Le ho detto che è tutto finito ma mi son messa a piangere (naturalmente non volevo)…. mi sarei messa sotto un sasso dalla vergogna. E se il tuo ragionamento è la zia zitella il mio è: zia zitella che è stata fidanzata tanti anni e poverina anche ammalata!!! In poche parole quella da compatire!
Ciao a tutti
Ciao Ele ti faccio gli auguri anch’io. Sei entrata negli ‘anta anche tu. Bene continua così, non mollare mai … Ciao
Auguri Ele ho sempre sognato di essere nato nel ’73.un abbraccio a tutti.ciao
Abbiamo tutti bene o male le stesse questioni irrisolte: il fatto sopratutto di non avere trovato una soluzione di vita condivisa con una persona dell’altro sesso. E’, dovrebbe essere, una cosa fondamentale, ma a qualcuno non riesce. Anche io ci avevo provato e riprovato, ma con risultati davvero disastrosi. E mi rendo conto che più passa il tempo più si riducaono le possibilità di trovare una soluzione. Ci collochiamo in quella fetta che non è riuscita in questo obiettivo. E’ una cosa fondamentale, indubbiamente, e almeno io mi sento come handicappato, come se mancasse qualcosa. Ma forse questo senso di mancanza è più comune di quanto pensiamo, anche tra le persone che ce l’hanno fatta. Erano cose da realizzare quando si era giovani, almeno per me posso dire questo. Ci dovevo pensare prima e non l’ho fatto. Non so nemmeno io il perchè. Sarebbe stata una vita certamente diversa, molto diversa, con figli e magari nipoti. Credo che alla mia età, non sia più possibile. Gli psicologi aiutano veramente poco in questosenso perchè è una cosa talmente personale che nessuno dall’esterno potrà mai e poi mai risolvertela. Senza un affetto è veramente dura, è come soffrire la fame. A questo reagisco con rabbia, e questo non risolve niente, anzi peggiora lo stato di cose, una rabbia profonda, perchè viene percepita dall’esterno: ci si chiede perchè e non si riesce a dare una spiegazione. E giù con i sensi di colpa per non essere stati all’altezza di certe situazioni. Che ci si riesca adesso è veramente assai difficile e trovo intollerabile la situazione di solitudine
grazie per gli auguri, mi fanno molto piacere davvero! @ Antino, condivido il tuo post anche se mi fa rabbia non riuscire ancora a rassegnarmi a non avere una vita completa.. perchè non riesco ad abbassare l’asticella e basta?
Nemmeno io riesco ancora a rassegnarmi. Non ci riesco e mi sento male. Gli psicologi non mi sonoserviti a niente. Ci andrò un’ultima volta tra un mese (non mi vuole vedere prima) e le dirò la verità senza finzioni: mi fa piangere sapere che la mia ex fidanzata ha famiglia e figli, mi fa molto male tutto questo; mi fa male da morire vedere in giro coppie felici e con figli magari. Mi chiedo come sia possibile. Perchè gli altri si e io no? Qualcuno me lo deve spiegare. E mi viene detto che no, non ho motivo di stare male. Io invece sto male , anche fisicamente: la mattina mi sveglio prestissimo, devo prendere dei farmaci per stare tranquillo. La cura dalla psicologa non è servita a niente. L’isolamento abbrutisce e la colpa non può che essere solo mia. Chissà forse un giorno, quando avrò qualcuno mi dirò quanto ero stupido a stare male. Ma ormai sono almeno 10 anni che sto così male. Certo ci sono dei momenti in cui sto meglio, ma la maggior parte è buoi più nero.
Oggi sto un po’ meglio e vorrei poter anche lasciare qualche parola di incoraggiamento per tutti voi che scrivete in questo forum. La vita è una sola e occorre fare il possibile per farla passare nel miglior modo possibile: se si è stati lasciati, se un amore è finito, se ci sono delle difficoltà economiche, manca il lavoro, si è soli, se si ede tutto nero..lo so sono sensazioni molto angoscianti. Magari non si sa con chi condividerle; il pensare di non essere da soli questo è già tanto, anzi è moltissimo, e forse è di maggiore utilità di qualunque altra cosa. Ci si sveglia al mattino e si è da soli: una condizione comune, ma se si guarda fuori c’è un sole che splende, la natura che si risveglia in questa primavera…
Come mi si può chiedere di morire da solo?
E questa cos’è? Preannunci una strage? Proponi un suicidio di gruppo? O è una frase ad effetto?
nella morte si è sempre soli con se stessi anche se muori in un incidente stradale con altri coinvolti..magari vuole dire che vorrebbe morire con qualcuno che gli tiene la mano.
Mah, sinceramente preferirei prima vivere con qualcuno che mi tiene la mano.
Rientrato da poco da un’altra notte di alcol e di ognicosa (scritto volutamente così), che mi abbia dato pace, per qualche misera ora almeno, dalla condizione in cui navigo…Bere non risolve i problemi (ma va?) ma, come recita una battuta che gira sul web, ti aiuta a dimenticare il perché lo fai….Sono un forte bevitore dalla tenera età di 14 anni, prima che mi schianti ce ne vuole….Almeno in qualcosa, in codesta vita, posso primeggiare…Ahahahah….Se il mio povero fegato potesse parlare….Ma in fondo è meglio che non lo faccia. Dall’altronde riesco ancora a trascrivere i miei pensieri senza errori (bahhhh, bugia, in queste poche righe ne ho fatti un sacco, ma ho avuto abbastanza lucidità x correggerli, quindi chissenefrega)….Pur continuando a entrare spesso in questo blog, non sento più il desiderio di prima di buttar giù due righe, per un “pour parler” e di lasciar una pur miserrima traccia della mia presenza su questa landa desolata…Ho letto i post di @Antino (a cui avrei voluto rispondere qualcosa, ma leggendolo così gaudioso per l’incombente primavera, non mi sembrava il caso, e quindi mi sono ragionevolmente tacitato), e di @Leonardo….OH my God, sono così fuori in questa notte (matttina) che sto ripassando a nastro su youtube la canzone del carosello anni ’60 della Talmone, “el merendero” (chi se la ricorda?)…Pazienza, d’altronde dicono che la follia sia sinonimo di genio…Beh, in questo momento dovrebbero accostarmi a Leonardo, Michelangelo e via discorrendo…Che rispondere a Lenny?…Confesso di non aver colto (in questo, ed in altri momenti di lucidità astemia) il senso della sua (tua) domanda… Che m…..a (i puntini li ho messi io senza che si sprechino quelli del blog, ma la parola è leggibile per chiunque) vuol dire quella frase? Confesso che leggendola la prima volta ho avuto le stesse perplessità esposte da @E…”Morire da solo….”…Amico mio, anche i kamikaze musulmani, quelli spinti dalla guerra santa contro gli infedeli, pur portandosi appresso decine di persone, si ritroveranno nel loro personale “paradiso delle vergini” da soli, a confrontarsi con un chissacchè per l’eternità…Se lasci certe frasi scritte, dovresti essere più esauriente…Stragi o suicidi di massa? O semplici frasi ad effetto?…Concedici delucidazioni, please…
Un forte abbraccio a @E, Ele e David…Spero che stiate bene, per quanto vi (ci) venga concesso…
…E un saluto agli “altri”, perché no?….
La vita è una fogna puteolente. Nasciamo e cresciamo pieni di bisogni che, man mano che cresciamo, non riusciamo o possiamo soddisfare, a meno che non si abbia fortuna e/o mediocrità. Ed anche chi soddisfa i propri bisogni, se ha un mino di onestà intellettuale, si rende conto che la vità fa schifo in ogni senso. La mia, di vita, è quella di un completo fallito, orgoglioso di esserlo. Ho capito che solo le merde, gli stupidi e gl’insensibili sono coloro che possono aspirare alla serenità. Io non sono niente di queste tre cose.Ho una ragazza di cui mi frega poco, lavoro praticamente senza essere pagato, ogni giorno ho notizia di bambini violentati, animali torturati, negri che picconano e malati di cancro. A che c.... serve l’amore se tanto sappiamo che tutto è uno schifo? A cosa serve campare se non si ha futuro e, in ogni caso, si sa che sarà un futuro vissuto in un inferno di ingiustizia e dolore?
Eppure sono talmente vigliacco che non ho ancora avuto la forza di buttarmi giù dal balcone. Forse per condizionamente religiosi inconsci; forse per istinto primordiale; forse per non far soffrire i miei; forse perchè il mio carattere non è grande come la mia lucidità. Non so. In ogni caso mi piacerebbe buttarmi e mandare tutti a ca..... E se Dio avrà il coraggio di presentarsi, se si decide ad esistere, allora è meglio che si faccia proteggere da una schiera di succubi serafini e cherubini, perchè gli chiederò conto di ogni attimo di sofferenza, di tristezza, di disperazione, di dolore. E quando avrà spiegato i miei attimi, dovrà spiegarmi quello dei bambini, degli animali, di ogni singola fottuta persona che è passata in questa merdosa vita.
Un giorno tutto questo finirà: non so se per mano mia o per chissà quale evento; non so se presto o tardi. Ma finirà. E smetterò di sentire puzza.
Quella fra sta a dire, come si può fare quel passo sapendo di essere soli non fisicamente, perchè tutti vi siete imputati su questo aspetto? ma emotivamente, sapendo che forse a molti non mancherai, ai familiari,a qualche amico giusto perchè facevi parte della routine quotidiana, poi si sà, tutti ti amano quando sei 3 metri sotto terra. No , non preannuncio ne attacchi kamikazze ne omicidi plurimi seguiti da suicidio. Quel che volevo chiedere, è come fate voi a spiegare a voi stessi cosa succederebbe senza la vostra presenza nel mondo. E’ una delle cose che mi spaventa, la paura di partire e non mancare a nessuno, ed una volta tornato diventare ancora più un estraneo di quel che si era prima.
Vorrei solo qualcuno che dimostri che gli mancherei, qualcuno che renda la mia assenza una vera assenza, un vuoto incolmabile di una persona che manca e non è sostituidile. Qualcuno che renda con la sua sofferenza, la mia mancanza più difficile anche per me , certo, ma almeno sarà vera, perchè se te ne vai e non lo vede nessuno lo sai solo tè quel che hai fatto. Egoista? certo, molto anche, ma di debolezze ne sono ricco e non è la peggiore.
Leonardo, credo che il mondo, dopo la nostra dipartita proseguirebbe (come proseguirà) in modo indisturbato con un’unica, piccola, differenza: non sarà più in grado di calpestarci.
Si dovrà cercare (e troverà) nuova carne da macello.
Altre persone che verranno al mondo tra fiocchetti azzurri e rosa, convinti per davvero che “è per te tutto quello che c’è” per poi sbattere il grugno (chi prima e chi dopo) contro una realtà che ti porterà via tutto: amici, amori, lavoro, denaro, possibilità, ottimismo, sorriso, speranze, energia, forza etc etc etc fino a ridurti ad uno spaventapasseri su cui gli uccelli si posano per pulirsi le piume, tanto hanno paura o stima di te.
Qualcuno, forse, piangerà la nostra morte, qualcuno se ne sbatterà allegramente, qualcuno, addirittura, se ne rallegrerà.
A meno che non si scelga di diventare polvere, si marcirà per qualche anno dietro ad una lapide e poi, a seconda del grado di attaccamento dei superstiti,o si resterà dietro a quel marmo oppure si verrà buttati, senza tante cure, in mezzo a tante altre ossa di sconosciuti.
Una mano ignota, il 2 di novembre di ciascun anno, depositerà un mazzetto di fiori ai poveracci finiti nell’ossario.
Sinceramente non mi viene in mente altro.
Posso sembrarti squallida e, probabilmente, lo sono.
Ma, pur avendola attraversata, ho superato la fase delle seghe mentali sui temi vita, suicidio e morte in genere.
Guardo ciò che ho ossia: un c....!
Butto un pensiero a ciò che sarà post morte ossia: il nulla!
Gli unici sentimenti che percepisco chiari e forti intorno a me sono:
-il risentimento, il rancore o il disprezzo o, nei rarissimi casi migliori, l’affetto mischiato a pena incazzata di chi è finito, mio malgrado, nel tritacarne del mio fallimento personale, economico, lavorativo e finanziario;
-l’indifferenza;
-l’ingordigia di chi mi vede come una figura mitologica, per metà fuori di testa e per metà morta di fame, idonea ad essere sfruttata, inchiappettata e ricattata per pochi euro di merda.
L’unico sentimento che percepisco chiaro e forte dentro di me è il senso di colpa per non aver capito, già 20-25 anni fa, che la mia vita è nata male, che si sarebbe rapidamente trasformata in merda pura e che, se avessi avuto le palle di togliermi di mezzo allora, adesso chi (forse) piangerebbe la mia morte avrebbe già smesso di piangere da mò e altri non sarebbero rimasti prima illusi e poi scottati dalla mia (in parte innata e in parte regalata dal marcio che c’è nel mondo) capacità di mandare in merda tutto ciò che di costruttivo mi capita tra le mani.
Altro non ho da dire.
Ricambio il forte abbraccio a Luca76, lo allargo a Ele, David, Marina e a tutti coloro che mi auguro abbiano compreso che il marcio che ho sparso non era dentro di me ma addosso a me.
E che non l’ho sparso volontariamente.
Si è semplicemente librato in volo spinto dal vento di sfiga, inadeguatezza, coglionaggine, incompatibilità con il 95% del genere umano e asocialità che mi soffia addosso dal lontano 1972.
Vedo che qualcuno ha parlato di onestà intellettuale. Purtroppo è la stessa persona che ha scritto: “Ho capito che solo le merde, gli stupidi e gli insensibili possono aspirare alla serenità. Io non sono nessuna di queste tre cose”.
Ecco un tipico esempio di disonestà intellettuale. Si spacciano per superiorità morale la propria fragilità, il proprio malessere psichico, il proprio irrimediabile disadattamento. E per giustificare il proprio fallimento ci si rifugia dietro a una filosofia d’accatto: solo i malvagi sono felici; la sofferenza è un segno di nobiltà d’animo etc etc. Una mistificazione disgustosa. Certe frasi rivelano un livore, un’invidia e un risentimento verso le persone felici che la dicono lunga sulla presunta sensibilità di chi le ha scritte. Anche il riferimento ai “negri che picconano” mi sembra estremamente interessante. E’noto che solo le persone di colore commettono delitti …
Chi scrive è un povero fallito che ha l’onestà intellettuale di non indulgere a mistificazioni di bassa lega. Ho intenzione di farla finita entro breve ma almeno lo farò con dignità, senza prendere in giro me stesso e senza credermi superiore agli altri.
E c’è il bianco che getta l’acido, il “giallo” che tortura…… La violenza è violenza e non ha colore né nazionalità. Come la follia. Come il disadattamento.
Io non invidio le perdone serene. Le ammiro. Ciascuno di noi, chiunque, ha sul gobbo un bagaglio di limiti, di paure, di malattie, di disagi e di disgrazie. Alcuni, i sereni, trovano il modo di conviverci. Altri, quelli come me, ci rimangono schiacciati sotto. Poi ci sono i delinquenti ed i bastardi. Ma non sono certa che siano sereni. Hanno un’ ansia di demolire pur di imbottinare successo e soldi che non li ga fermare per “godersi” i frutti del loro sciacallaggio.
ma come si fa a desiderare di morire?siete malati e dovete curarvi…..anche se la vita terrena è una m…x morire c è tempo e non dobbiamo decidere noi…bisogna lottare x qualcuno che ci sta accanto….moglie figli amici passante….non sei qui x caso e anche un sorriso o una parola puo far bene a qualcuno…non siamo una nullità e a qualcuno serviamo piccolo o vecchio….lottate che x morire c è tempo…siete solo egoisti….pensate alle persone che lottano x sopravvivere …malati o senza cibo etc e amate la vita cosi com è…non avrete una seconda possibilità
@Leonardo, che ci piaccia o no, ognuno di noi è sostituibile, nei cuori e nella mente di chi ci conosce. A parte in rari casi, questa è l’amara verità. Come ti ha già risposto @E, il resto del mondo della nostra assenza non se ne preoccuperà minimamente. Siamo solo delle figure di passaggio su questa terra, quelli di noi che riusciranno ad arrivare alla notorietà, tuttalpiù lasceranno dietro di se una pagina biografica su Wikipedia e una strada, o altro, intitolata a loro nome. Per il resto siamo condannati all’oblio (naturalmente estremizzo il mio concetto, che non venga ripreso papale papale). Quindi, non spremerti troppo su ciò che sarà il dopo, non ne vale davvero la pena. Scrivi che hai “paura di partire e non mancare a nessuno, ed una volta tornato diventare ancora più estraneo di prima”. E qui torno a non capirti…Cosa intendi? Vuoi forse fare un lungo viaggio, trasferirti altrove, per poi ritornare dopo del tempo sui luoghi lasciati? Se è questo ciò che hai in mente di fare, fallo, senza guardarti alle spalle e senza tornare. Perché ti potrebbe capitare che tornando, tu ti accorgessi che non sei mancato a nessuno e allora come reagiresti? A volte è meglio non avere tutte le riposte alle proprie domande…Se invece intendevi altro, beh, io non ho mai conosciuto qualcuno che l’abbia fatta finita e sia poi tornato indietro…E perdonami il cinismo.
@Resa incondizionata: trovo interessante il tuo commento come tu hai trovato “estremamente interessante” il riferimento ai negri che picconano (tra l’altro sarebbe da aggiornare visti certi recenti accadimenti, adesso usano i machete per staccare la testa alle persone) che faceva @Rocky. Quando leggo di onestà/disonestà intellettuale, mi viene in mente la famosa “prostituzione intellettuale” di mourinhana memoria. E, come proprio delle vecchie bagasce, ognuno di noi saltella da una marchetta intellettuale all’altra per soddisfare il proprio bisogno, soffermandosi su ciò che gli fa guadagnare di più. E io, senza spacciare per superiorità morale la mia fragilità, il mio malessere, il mio disagio e evitando di rifugiarmi dietro una filosofia d’accatto posso dirmi, in larga parte, d’accordo con lui. Perlomeno quando cita “gli stronzi, gli stupidi e gli insensibili” come beneficiari di una serenità che a me è sempre apparsa una chimera per motivi personali. E questo senza preoccuparmi minimante di apparire come una persona disonesta intellettualmente. E se a qualcuno (in questo caso te), legge tra le righe livori, invidie e risentimenti verso chi è felice, beh, gli sfugge qualcosa. Che ognuno ha la sua storia. E che, a volte, quando ti ritrovi a capo chino a spalare la merda che hai attorno e alzando lo sguardo trovi persone che (forse) non meritano tutta quella felicità che hanno, io credo che a chiunque possa salire dal profondo un rigurgito di disgusto, e si cada nella tentazione di lanciare strali verso chi si pensa stia meglio di noi (a torto magari). Credo sia una cosa umana e -continua-
-segue- almeno in parte comprensibilissima, se ci si sforza. Di mio confesso che spesso mi sono state sugli zebedei quelle persone sempre troppo sorridenti, ottimiste fino all’eccesso, quelle che affrontano ogni cosa con un sorriso beota stampato sul volto. E questo non per invidia o altro. Ma perché ho imparato a mie spese, che le persone fatte così, prendono le cose troppo spesso alla leggera. Pensano che tutto si aggiusti con il passare del tempo. Invece non si aggiusta niente. E ancora…I malvagi sono tutti felici? Certo che no, ma come si dice: “Meglio piangere sui sedili di una Rolls royce, che sui sedili di un tram”. Mistificazione disgustosa? Io credo che sia semplice realismo.
Saluti a tutti.
P.S. @Lupo, stavo per chiudere la pagina e mettermi a fare altro, quando al cambio di pagina, toh, guarda un po’, trovo il tuo commento idiota. In altri occasioni lo commenterei più approfonditamente, ma ora non ne ho voglia.
…Siamo “malati” e dobbiamo farci “curare”?…Muah…Nemmeno tu mi appari tanto sano, comincia tu a farti passare qualche ricetta medica in più, forse (forse) eviterai in futuro di citare “malati” e “senza cibo” che “lottano per sopravvivere” in un contesto estraneo a quello di cui si dibatte da sempre in questo blog: un mal di vivere.
Si Luca, il lanciare strali è una cosa umana. E, forse, dopo, ci si sente anche un pò stronzi per averlo fatto. Ma ci sono persone che non si limitano a lanciare strali che solo apparentemente hanno un bersaglio fisico, umano ma che, a pensarci bene, solo lanciati verso la sfiga, il destino, il chissà cosa che regola le nostre esistenze portandole verso il fallimento.
Ci sono persone che odiano chi ha, effettivamente o solo apparentemente, raggiunto una serenità.
Le odiano, le disprezzano e le perseguitano con i tanti o pochi strumenti che hanno a disposizione.
E, questo, non rende certi invidiosi tanto diversi dai negri che picconano o dagli inglesi che decapitano.
Se potessero lo farebbero. Forse li ferma la paura della galera.
Ognuno sa per sè.
Ognuno sa, in cuor suo, qual’è il sentimento che si anima quando vede, che ne so, una coppia tornare dal lavoro tenendosi per mano per poi rientrare nella propria casa, cambiarsi d’abito fischiettando e organizzare le proprie prossime vacanze davanti ad una pizza.
E non sto parlando di ville, di yacht, di grandi ricchezze.
Sto parlando della normalità.
Io, per fare un esempio, invidio nel senso che ammiro chi ha una mano da tenere nella propria.
Perchè so che se anche se fossi così folle (ma non lo sono) da sperare, in un futuro, di trovarne una so che il mio ormai immenso bagaglio di limiti, di paure, di nervi tesi, di fragilità, di carattere (non temperamento) di merda porterebbe quella mano ben lontano dalla mia.
Me la prendo con chi, quella mano, è riuscita a trovarla e se la sa tenere?
No. Me la prendo con la me stessa che sono diventata e mi tengo il muso finchè non mi rendo conto che, in ogni caso, anche se non avessi smanettato per complicarmi e rovinarmi la vita, la sfiga avrebbe reso la mia esistenza un pozzo di letame stagnante.
Ciao E ciao Luca.,io penso che vediamo le cose diversamente da altri del blog,perchè anche siamo nati ed abbiamo vissuto l’infanzia e l’adolescenza in un tempo che non è quello dei nostri genitori e neppure quello di oggi dove un ragazzino arriva ad una festa con un M-16 e bombe,dove le cose più tremende ci vengono presentate senza alcun ritegno.Le cose sono accomunate dalle più drammatiche e alle più sciocchine,dove tutto viene dato per scontato,le stupidaggini più assurde accomunate alla tristezza,alla solitudine,al dolore “sacro” Io credo E in una vita dopo questa vita,spero che sarà migliore,ci voglio credere.Però E io penso che noi dei primi 70,ci siamo trovati come di fronte ad una miniera che ci ha affascinati,che ci ha resi entusiasti,ci siamo presentati di fronte a quel classico sole in fondo all’orizzonte,felici con un ingenuità ed abbandono.Ci abbiamo creduto,ci abbiamo sperato,proprio perchè forse non ci bombardavano col dire…questo mondo è una merda,la gente è di merda,cattiva,viscida,non fidarti mai di nessuno…ecc…Abbiamo ricevuto un educazione abbastanza rigida ma forse anche più giusta,credo che quegli anni fossero giusti,più giusti di questi .Noi ci credevamo,noi ci abbiamo creduto,il meglio di noi,abbiamo avuto fiducia,forse troppa.La nostra educazione è ben diversa da una persona nata nel 1992,è inevitabile,ed è inevitabile pure che molte persone siano imbestialite.Noi siamo stati educati(anche se queste sono cose naturali)a commuoverci,a provare pietà,a lasciarci sfuggire una confidenza che diventa poi magari un macigno sulla testa,ma pure a rispettare il pianto e non riderci sopra e credere che qualcuno rispetti il nostro dolore,le nostre debolezze accettate e non sbeffeggiati,traditi.Concludo con una frase di un certo Bobby Sands,morto di fame in un carcere inglese.Morto per aver difeso i valori umani.”I know I’m right”,cinque parole che lo hanno accompagnato fino alla fine…Grazie.Ciao E,ciao Luca un abbraccio grande.
@ E:
Grazie per avere ricordato a lor signori che la follia e la violenza non hanno colore.
@ Luca76:
In teoria non dovrei nemmeno risponderti, perché i tuoi messaggi xenofobi mi hanno profondamente turbato. Quando una persona arriva ad affermare che “solo gli italiani si suicidano” è evidente che il suo intelletto è offuscato dall’odio, dal risentimento e dalla rabbia contro gli immigrati.
Rispondo solo per chiarire meglio il mio punto di vista e per dissipare alcune incomprensioni:
Il mio commento si riferiva a un utente che conosco molto bene e che non può accampare alcuna pretesa di superiorità morale. Sai, Luca, c’è una parola che non ho mai potuto soffrire. E’ una parola di cui si abusa in modo indegno; è la parola “sensibile”. Ho fallito nella vita perché sono troppo sensibile; non trovo lavoro perché sono troppo sensibile; la mia ragazza mi ha lasciato perché sono troppo sensibile (odio i negri e scrivo messaggi razzisti perché sono troppo sensibile ?).
Ma tu l’hai letto bene il messaggio incriminato ? Possibile che tu non colga il narcisismo dell’autore, il suo senso di superiorità del tutto immotivato, la convinzione di essere migliore degli altri proprio perché infelice ? Possibile che tu non colga la mistificazione insita nell’equazione “felice = stronzo/insensibile/ stupido/mediocre ?” Perché poi è proprio di questo che stiamo parlando. Hai la grossa attenuante di non conoscere il soggetto in questione, ma il fatto che tu approvi quello che ha scritto getta una luce inquietante anche sul tuo carattere.
Cito testualmente le tue parole: “A volte, quando ti ritrovi a capo chino a spalare la merda che hai attorno e alzando lo sguardo trovi persone che (forse) non meritano tutta quella felicità che hanno, io credo che a chiunque possa salire dal profondo un rigurgito di disgusto, e si cada nella tentazione di lanciare strali verso chi si pensa stia meglio di noi (a torto magari)”.
Mi fa piacere che tu abbia intercalato la parola “forse”, ma visto che hai parlato di disgusto, mi piacerebbe sapere con quale criterio stabilisci chi è più meritevole o meno meritevole di te.
A casa mia chi lancia strali contro le persone felici si chiama invidioso. Forse sarebbe il caso di sdoganare questo sentimento così umano e di non irritarsi quando qualcuno ci fa notare che neppure noi ne siamo immuni.
Sono arrivato a un punto della vita in cui posso permettermi di essere assolutamente sincero. Sincero con gli altri ma soprattutto con me stesso. Chissà se hai presente la “menzogna vitale” di ibseniana memoria … Io comunque, nel caso che tu non l’abbia già fatto, ti consiglio di leggerti questo: F. Nietzsche. “Genealogia della morale”. E’ un testo di una profondità straordinaria, che attraverso l’analisi della religione cristiana arriva a smascherare l’impostura di tutti i buoni e di tutti i sensibili autoproclamatisi tali.
Stammi bene.
Resa incondizionata: Bene, allora fammi un favore…se proprio non vuoi suicidarti, almeno scompari ed evita di dire sciocchezze. E tu avresti dignità? ah ah ah ah Ma fammi il piacere! Tu, che evidentemente hai un buonismo “ecumenico” non puoi neanche spacciarti per “qualcosa”. Tu “sei” un poveraccio, mentalmente e moralmente.
E: sì sì, il buono e cattivo c’è ovunque, non ci sono più mezze stagioni, i cinesi non muoiono mai e via discorrendo…sai dire qualcosa oltre le banalità?
Luca76: Grazie per la difesa d’ufficio della mia filosofia “d’accatto” (quella di non accatto sarebbe quella di Resa Incondizionata? Decidete voi, nel gran consiglio di internet quale filosofia di vita è corretta?). Resa Incondizionata è evidentemente uno che ha sbagliato talmente nella sua vita da avere addosso un senso di colpa tutto proiettato su se stesso. Insomma, sa di essere un fallito per “meriti” suoi. E sono anche cavoli suoi.
Io, naturalmente, ho sbagliato pure, ma non poi tantissimo: la vita spesso è più forte di noi e noi non possiamo farci niente e il fattore C. ha un peso gigantesco, cui non possiamo prescindere.
Non basta farcela in questa vita; bisogna che la vita ci metta in condizioni di farcela. E noto che la mediocrità, morale ed intellettuale sia un volano verso il successo o almeno la serenità, non da ultimo perchè ti rende meno problematiche le sconfitte della vita. Se tu ti ritieni una prostituta perchè usi una tua visione come il marciapiede, ti auguro di farti sempre pagare prima di fartelo mettere nel di dietro. A me non è mai riuscito. Forse sono meno bagascia di qualcun altro…
Come stai, carissimo ? Tutto bene con lo stalking ? Ho saputo che ultimamente hai avuto dei problemi. Non te la prendere; sono gli infortuni del mestiere. D’altro canto sei una persona così sensibile … Sai qual è la differenza fondamentale fra me e te ? Che io non mi sono mai spacciato per qualcosa di diverso da ciò che sono realmente. Quando ho preso degli abbagli l’ho fatto in buona fede; in ogni caso non ho mai pensato che i miei fallimenti fossero una prova di superiorità morale. Non mi sento migliore degli altri perché ho fallito i miei obiettivi; anzi trovo certe affermazioni vagamente demenziali. D’altro canto la logica non è mai stata il tuo forte … e nemmeno la psicologia a quanto vedo.
Come stanno le scimmiette della Foresta Amazzonica ? Ho saputo che hai perso un altro lavoro … Che vuoi farci; è il destino dei puri di cuore…