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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11626
    E -

    David, per come sei,per ciò che scrivi e per ciò che desideri e che, a volte, esprimi con l’entusiasmo di un bambino, spero proprio di non vedere la tua faccia su un marmo.
    La tua vita è stata ed è quella che è ma si vede lontano tre miglia che tu ci sei attaccato e che la tua natura da lottatore ti porta a difenderla a calci e pugni.

    Luca, credo che tu abbia ragione. In quel momento, e solo in quel momento, forse, si potrà parlare di comprensione.
    Prima c’è il giudizio o, peggio,il pregiudizio.

  • 11627
    david -

    ciao E grazie,grazie a tutti,speriamo bene.

  • 11628
    E -

    Non ce la faccio più.
    Non così.

  • 11629
    luca76 -

    @E, come stai? che succede?

  • 11630
    E -

    Sai una cosa Luca76?
    Non lo so.
    Non so cos’è successo.
    Probabilmente è la consapevolezza di non avere nessuno che mi stringa la mano quando vedo il vuoto davanti a me e so di non potermi ancora permettere di caderci dentro.
    Grazie per avermi chiesto come sto.
    Un abbraccio.

  • 11631
    luca76 -

    …Capisco…
    Vorrei poter tenertela stretta io la mano a te, come ad altri frequentatori di questo blog. E vorrei che qualcuno stringesse la mia. La miglior cura per certi mali è solo semplice e puro contatto umano, un po’ di calore che ti faccia scaldare in questa fredda notte che viviamo quotidianamente. Mi sono ritrovato a pensare a volte, entrando in questa pagina, di come potrebbe servire a molti di noi qui, incontrarsi e passare del tempo assieme, non per parlare dei propri problemi, dei propri drammi personali ed altro…Ma semplicemente per trovarsi a fianco persone che comprendono ciò che porti dentro, senza giudicarti e senza pregiudizi. Persone con le quali non devi indossare maschere, rimanendo te stesso. Vivere una giornata “normale, semplicemente normale”….Questa, naturalmente, è mera utopia…Viviamo sparsi per il Paese e ognuno di noi, pur viaggiando su rette parallele, rimane (chi più, chi meno) distante dagli altri. Riunirci in qualche luogo fisicamente trasformerebbe tutto quanto in una gita di pellegrinaggio religioso diretta a Medjugore (si scrive così?), in attesa di essere miracolati dalla Madonna….No, noi rimarremo nella stragrande maggioranza dei casi delle figure virtuali, dei viaggiatori del web che lasceranno dietro di sé parole e frammenti di vita, messi lì, per chi avrà voglia e tempo di leggerli e per chi li vorrà condividere. Anche se solo attraverso uno schermo del pc, anche se solo in una maniera virtuale e pur avendone un valore relativo, la tua mano, cara amica mia, te la stringo forte…
    Un abbraccio @E.

  • 11632
    E -

    Grazie Luca.
    Io, per quel che può servirti, le stringo, forte, a te.
    In questo spazio farcito di disperati, a volte speranzosi, a volte disillusi, si può trovare un pò di conforto.
    A volte, viaggiando sul treno, mi metto a fissare le persone e tra me e me penso “chissà, forse questo è David, questa è Ele, quest’altro è Luca” e avrei voglia di andare a sedermi accanto a quelle persone e chiedere loro “come state?” perchè, chi lo sa, magari qualcuno di loro sta male, è solo come un cane e un contatto umano, seppur minimo, potrebbe dare un pò di conforto.
    Poi non lo faccio perchè penso che sicuramente mi prenderebbero per pazza.
    E perchè gli esseri umani, reali, concreti, vivi mi fanno paura.
    Siamo disperati sparsi per l’Italia che, probabilmente, non si incontreranno mai, o, forse, si incrociano tutti giorni senza neppure saperlo.
    Mi è sempre piaciuta una frase a cui non attribuisco nessuna valenza religiosa, “siamo angeli con una sola ala, possiamo volare solo se abbracciati”.
    Alcuni pensano che sia una frase d’amore, altri di amicizia.
    Io penso si tratti di un’espressione di quella che dovrebbe essere umanità, solidarietà, empatia.
    Ciascuno di noi può offrire agli altri la propria ala spennata, malandata, virtuale ma pur sempre ala.
    Per poter volare un centimetro più su dal fango che soffoca.
    Anche se per un giorno, un’ora, un minuto solo.
    Ricambio l’abbraccio.

  • 11633
    Ele -

    @ E e @ Luca, bellissimi i vostri post. Piena condivisione, un abbraccio e la mia ala.

  • 11634
    luca76 -

    Un abbraccio, di cuore, anche a te @Ele, spero che tu stia un po’ meglio rispetto a qualche tempo fa.

  • 11635
    di passaggio -

    Siete persone meravigliose, non mollate mai, vi prego.
    Un abbraccio a tutti voi…

  • 11636
    marina -

    Luca ,E ,ele ,io vi abbraccio con tutte e due le ali ,un abbraccio che mi riempe il cuore di gioia ,vi tengo stretti a me e non vi lascio sfuggire !@E ,non posso leggere quello che scrivi mi viene da piangere non è questa la E che ho conosciuto qui in questo forum molto tempo fà,quella E che mi ha dato la forza di andare avanti ….porca miseria .Ele come stai tu ?Piergiorgio?

  • 11637
    david -

    Ciao amici,oggi ho accompagnato moi padre all’ospedale,sembra che stia male davvero,il medico della croce rossa ha aspettato che arrivassi io con l’auto per portarlo là,ma era preoccupato che morisse da un momento all’altro.Io da egoista ho paura di restare solo,ma allo stesso tempo ricordo la mia vita felice che fu,insieme a loro.Sì E ti posso capire che odii a destra e asinistra,pensa che io e mio padre letigavamo ancora quando lo conducevo all’ospedale anche ti capisco veramente.In questi alveari supermodernizzati di città la solitudine è come uno spettro che ricopre tutto o quasi.Io sono solo mi capite?Un mio amico mi ha detto che sono condannato a vivere perchè sono quasi morto fra tentati suicidi,incidenti,soffocamenti,annegamenti,sono sempre qua,e questa è la vera disgrazia.Forse un figlio non dovrebbe seppellire i propri genitori,troppi ricordi,rimpianti,sensi di colpa.Un abbraccio a tutti,sono a pezzi.in più soffro di PTSD e ciò ti porta ad affrontare la morte,a sfidarla,tutto ciò è pazzesco ho rivisto la foto di mia madre che mi portava su di una carriola al mare.Paradiso Perduto. Eme un abbraccio,oggi i sono scolato un tavernello,il tragico vino dei barboni.Avrei voluto essere un veterano del Vietnam,ma in fin dei conti poteva starci di essere scacciato,umiliato ed offeso.

  • 11638
    E -

    Marinina, Ele. Un bacino.

  • 11639
    E -

    Mi spiace per tua mamma David, e per te per come ti senti pensando a lei.
    Forse sarebbe meglio che nessuno seppellisse nessuno, che, all’ improvviso, implodessimo in un sorriso senza avere né lasciare sensi di colpa.
    Un abbraccio.

  • 11640
    E -

    David, come stai?
    Un abbraccio a tutti.

  • 11641
    david -

    Ciao grazie E,abbastanza bene,un abbraccio a tutti.non scriverò più,quindi non risponderò neppure alle possibili offese di quei troll che dopo un messaggio cm questo arrivano come scarafaggi…….E,Ele,Buck,Marina,Luca,Marquito,Silvia, Piergiorgio e tutti tutti grazie,non dico addio,ma più volentieri “arrivederci”.Un abbraccio,tanti abbracci.Ciao

  • 11642
    E -

    Arrivederci David.

  • 11643
    Ele -

    ciao David un abbraccio forte.

  • 11644
    Ila -

    Buongiorno a tutti,
    io penso spesso al suicidio: lo considero una fine e non una soluzione, ma ho una visione un po’ strana.. Vi spiego: ho conosciuto persone che il suicidio l’hanno tentato e lì ho reagito anche in modo forte, cioè tentano di stare vicina a loro, cercare di capire le motivazioni per cui avessero scelto tale strada e, se possibile, aiutarli il più che potevo. Trovavo per loro sempre una motivazione per desistere. Mentre nel mio caso non vedo come tali motivazioni si possano “applicare” a me..

  • 11645
    E -

    Ci sono mattine in cui mi sveglio e mi sento il Marchese del Grillo quando affermava con sdegno “Perchè io sò io…….e voi non siete un c....”.
    Questo pensiero del risveglio lo rivolgo, di cuore, a tutti coloro che, nel momento del bisogno, mi hanno lasciato nella bratta.
    Tutti, nessuno escluso.
    Quelli bastardi che inchiappettano di mestiere, quelli che si sono manlevati o hanno pensato a tutelare la propria persona, quelli “diversamente generosi ed altruisti” che sarebbero intervenuti, e di corsa, se fossi stata una barbona in stazione o una prostituta sul marciapiede o una drogata su una panchina.
    A tutti voi la vecchia Eme avrebbe mandato accidenti di morte e disgrazie varie.
    La odierna E, oggi, si limita a lanciarvi, con sdegno, un messaggio che vi lascerebbe, se leggeste, se sapeste di essere tra i destinatari, nella più marmorea indifferenza: VORREI NON AVERVI MAI CONOSCIUTO!!!!!!!!!!
    Con tanti punti esclamativi come piace a te Marina 😉
    Non so quanto camperò ma per quel pezzo di vita, lungo o corto che sia, che ancora mi spetta non metterò mai più nessuno nelle condizioni di sbattermi per aria come un pupazzetto nella bocca di un cane lupo giocherellone.
    Voglio riprendermi il mio sistema nervoso, voglio riprendermi il mio (apparente) carattere di merda in grado di tenere chiunque a trecento metri di distanza, voglio riprendermi me stessa, la mia indipendenza da tutto e da tutti, il mio vivere alla giornata da sola, senza progetti, senza rimpianti, senza aspettative. Voglio riprendermi la possibilità, se un giorno potrò e vorrò farmi fuori, di farlo per me, perchè vorrò farlo, perchè mi sarò rotta le scatole di questa vita e non perchè un elenco di personaggi mi ha mandato fuori strada con modi, stili, motivazioni diverse.
    Anche io ho preparato tante lettere: su tutte c’è scritto VAFF…..e basta.
    Solo su una c’è scritta tutta la mia verità. La stessa verità che porto qui, in mezzo a gente che sta male e a cui posso ancora permettermi il lusso di dire “non sono la bestia che appaio, ho bisogno di affetto anche se virtuale” senza avere la certezza di aver lanciato un boomerang che tornerà indietro falciandomi.

    Un abbraccio a tutti.

  • 11646
    Claus -

    Ciao a tutti, sono ancora vivo e sto quasi bene. Volevo solo salutare chi ha cercato di aiutarmi.

  • 11647
    E -

    Tutta la baldanza del mattino è andata a farsi benedire. Maledette fideiussioni, se non ci fossero ora me ne potrei andare in santa pace senza lasciare guai in eredità. Maledetta vita, maledetto tutto.
    Vorrei solo chiudere gli occhi e non essere mai esistita.

  • 11648
    E -

    La vita è solo una gran fregatura. Non è vero che siamo angeli con una sola ala. Alcuni di noi sono un niente che non troveranno mai un posto solo perché non è stato previsto.
    Abusivi, clandestini che torneranno a casa solo quando moriranno e finiranno dietro ad una lapide senza foto, senza scritte che ricordino il loro inutile passaggio su questa terra.
    Non so neppure perché scrivo qui.
    Forse perché mi sento e sono totalmente sola ed estranea al mondo., Ma nessuno può capire le ragioni di un altro. Nessuno.

  • 11649
    luca76 -

    “Non so neppure perché scrivo qui”
    Scrivi perché consideri la vita una gran fregatura e non ti sta bene tutto questo.
    Scrivi perché quando chiudi gli occhi non vorresti pensare solo che sarebbe stato meglio non esistere.
    Scrivi perché vorresti riprenderti te stessa, la tua indipendenza, non lasciando agli altri l’occasione di mandarti fuori strada.
    Scrivi perché vuoi dire la tua verità, permettendoti il lusso di esternare il tuo bisogno di affetto senza che questo ti ritorni indietro come un boomerang.
    Scrivi perché in questo spazio farcito di disperati, si può trovare ancora un po’ di conforto, anche solo per un giorno, un’ora, un minuto.
    Scrivi perché puoi offrire a chi l’accetterà, la tua ala spennata e malandata, dando l’occasione anche solo di sollevarsi di un centimetro dal fango che soffoca.
    Scrivi perché hai bisogno di qualcuno che ti stringa la mano e ti chieda come stai.
    Scrivi per lasciare un abbraccio a chi ha lo sguardo triste e a chi non sa neppure più di avere uno sguardo.
    Scrivi per lo stesso motivo che spinge il sottoscritto, @Ele, Marina, David e compagnia cantante a farlo. Perché ci sentiamo/siamo soli ed estranei a questo mondo. Abbiamo sbalzi d’umore paurosi, passiamo dal “fanculo a tutti” al “mi sento solo” nello spazio di un battito di ciglia. Mugugniamo e rimuginiamo sulla vita, ci chiediamo il perché di questa catastrofe cadutaci addosso, di cosa abbiamo fatto di così tremendo per meritarci la condizione in cui galleggiamo. Ci lamentiamo, imprechiamo, siamo insoddisfatti, disfatti, disillusi, incazzati, tristi, stanchi….Abbiamo l’impressione di essere pupazzi nelle mani di un bambinetto dispettoso che ci sbatte a destra e a manca. Ci sentiamo clandestini in un Paese straniero, e come tali siamo timorosi ad affacciarci, ad uscire dal guscio in cui ci ritroviamo chiusi. Ci spaventano gli esseri umani reali, concreti, vivi. Siamo dei cani randagi presi a bastonate e a sassate ed emarginati. Cosa avremmo potuto/dovuto fare più di quello che abbiamo fatto? Abbiamo dato tutto quello che avevamo dentro…non era abbastanza…Un paio di notti fa mi sono ritrovato con gli occhi lucidi, ero sul punto di piangere a dirotto, sfogarmi, tirare fuori tutto la sofferenza che ho dentro. Il mio orgoglio ha ricacciato le lacrime al loro posto. Sarebbe stato un pianto solitario e vuoto. E io non voglio piangere. Vivere o morire. Ogni giorno in cui apro gli occhi mi ritrovo a questo bivio. Scelgo giorno per giorno. Non mi creo più illusioni su nulla. “Vivo” sul concreto. Punto. E in questo mio concreto, c’è quello di aprire quotidianamente la pagina di questo blog. Per leggervi, e per scrivere quando sento di farlo. E sarà una cosa che farò fino a che ne avrò l’opportunità. Ecco perché sono qui. Ecco perché scrivo. Nessuno può capire fino in fondo le ragioni di un altro. Ma si può provare a farlo.
    Buona domenica a tutti, e un abbraccio a chi lo vuole.

  • 11650
    E -

    Capisco l’orgoglio che ti impedisce di piangere, Luca.
    E un pò te lo invidio sai?
    E’ brutto piangere da soli.
    Qualcuno dice che piangere è un bene, che serve a sfogarsi.
    Certi dolori non hanno sfogo, si rigenerano di continuo, non lasciano il tempo di tuffarsi in un vuoto che, per quanto vuoto, potrebbe essere benefico.
    Piangere da soli è devastante. Piangere con chi non vuole o non sa o non può più comprenderti è anche peggio.
    Forse è per questo che vengo a piangere in uno spazio in cui qualcuno non può sapere ma c’è e si sforza di comprendere le lacrime altrui.
    Grazie per il tuo post Luca.
    Un abbraccio.

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