Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Resa incondizionata: Se tu sai di essere un sottoprodotto umano sottoscrivo ogni parola eh eh. Chi sarebbe quello che conosci bene??? Ah ah ah ah…mi sa che conosci poco altre persone 🙂
Evidentemente solo te stesso conosci bene, visto che ti giudichi per come sei.
@Resa incondizionata:
Bravo, davvero, mi hai colto in castagna. Ammetto di non aver letto “bene” il messaggio incriminato (??wtf??) di @Rocky (a cui mi preme muovere un appunto: se c’è una persona che non ha mai scritto banalità su questo blog, quella è proprio @E; sei completamente fuori strada al riguardo). Eh già. Così come non ho letto “bene” il tuo (11698, tanto per intenderci). Perché se lo avessi letto “bene”, avrei trovato in esso una supponenza e un’arroganza tale che rasenta quella superiorità morale e quella convinzione di essere migliore che imputi agli altri. Quindi ho scelto di non leggerlo “bene” apposta e di limitarmi a una rapida occhiata. In teoria nemmeno io dovrei risponderti, però, stuzzicato dalle mie stesse frasi estrapolate dal contesto e usate contro di me (mi appello alla clemenza della corte signori giurati!), mi sento in dovere di chiarire il mio punto di vista. Riguardo a quella del “capo chino intento a spalare merda etc. etc.”, sarebbe un gioco troppo facile risponderti. Qualche giorno fa guardavo una vecchia puntata di un noto programma televisivo, con la copertina dedicata a delle contestazioni di piazza a Roma da parte di lavoratori che avevano perso (o rischiavano di perdere) il lavoro. Era una contestazione dura, rivolta agli esponenti di quelli che noi comuni cittadini chiamiamo “casta”. Già, la casta. Un’accozzaglia di cialtroni, mediocri, ignoranti, nani, puttane e mafiosi. Pur nel mio intelletto offuscato, riesco ancora a conservare un barlume di lucidità che mi porta a pensare a parecchi di loro come esponenti della categoria di persone appartenenti a questo mondo che si possono definire “felici” (forse? a torto magari?). Dici di essere arrivato a un punto in cui ti puoi permettere di essere sincero con te stesso e gli altri. Bene, buon per te. Perché non lo dimostri allora? Alla prossima manifestazione, scendi in piazza anche tu, parati di fronte alle migliaia di Luca76 e Rocky che troverai, arringali con le stesse parole che hai usato qui. Zittisci i loro strali, le loro ingiurie e le loro imprecazioni rivolte a chi se la passa meglio di loro (forse?), spiegagli che loro non hanno i diritti per stabilire i criteri di chi sia più meritevole di godere in questa vita di prosperità e di chi, invece di difficoltà. Fagli rigurgitare i loro travasi di bile, la loro rabbia, il loro odio verso gli esponenti di un sistema di potere fallimentare. Apri loro gli occhi sulla loro perenne condizione di invidiosi in cui sono immersi, e che li fa vedere le persone “felici” come nemici giurati…Sdogana una volta per tutte, di fronte a loro, questo sentimento umano così bieco…Fallo, avanti. Ti chiedo solo una cosa. Quando ti deciderai, lascia un messaggio qui sul blog, con la data e l’ora dell’avvenimento. Per quel giorno mi terrò libero, mi collegherò in streaming e ti guarderò. L’impavido palladino di chissachè che si erge sopra la massa becera e invidiosa. Mi gusterò lo spettacolo, mangiando salsicce e -continua-
-segue- ingollando una birra ghiacciata. Ecco, vedi? per me sarebbe facile risponderti. Ma non lo faccio, anche perché non servirebbe a niente, non cambierebbe ciò che ho dentro…
Vabbeh…Mmmmh come scusa? Dici che ho volato troppo alto riportando quell’esempio? Probabile, ma era la via più comoda per esporti i miei pensieri. E comunque non credere, gli esponenti della “casta”, seppur in miniatura li puoi trovare anche sul pianerottolo a fianco, non devono essere necessariamente dei pezzi da 90. “Ladri di felicità”…E’ un bel termine per definirli. Invidia? Questo è un termine che usi a casa tua. Io preferisco il termine “incazzatura”, rende meglio l’idea. E non può essere di certo rivolta a una coppia di poveri cristi seduti davanti a una pizza e intenti a organizzarsi le prossime vacanze. No, non è a loro che rivolgo i miei strali. Per il resto, facendo un passo indietro, dei rapporti che intercorrono tra te e Rocky, non me ne può fregà de meno. Non ho interesse nel fare il difensore d’ufficio di uno o dell’altro. (Anche perché vedo che avete una facilità di comunicazione molto spiccata tra voi, non necessitate di un terzo incomodo). Sono entrato su questa pagina ieri, e leggendo i vari commenti mi sono ritrovato d’accordo su ciò che diceva lui e in disaccordo su quanto dicevi tu e ho detto la mia (un blog funziona così, no?). Punto. Non capisco come questo possa gettare “una luce inquietante sul mio carattere”. Ma che c.... di collegamenti sono? Guarda che non tutti la pensano alla stessa maniera, c’è chi vede una cosa gialla, chi blu, chi rossa e tra questi colori esistono una miriade di sfumature…Ricambio il tuo augurio, e su Nietzsche…Beh, da pivello avevo letto qualche stralcio di “Così parlò Zarathustra”. Accetterei volentieri il tuo consiglio, però, vedi, a me già solo la parola “religione” provoca un attacco di itterizia, figurati leggermi un libro che ne faccia l’analisi…Brrrr, sento già i brividi sul collo…
P.S Un’ultima postilla, in risposta all’altra mia frase che citi. Le mie idee e i miei pensieri sulle razze traspaiono limpidamente. E di questo, non me ne faccio un vanto, ma nemmeno una colpa se è per questo. Se non vedo di buon occhio certa gente, avrò i miei buoni motivi, che non sto certo a spiegare a te, anche perché NON è il tema di dibattito di questo blog. Sai, resa incondizionata, io ne ho parecchie di parole che non ho mai potuto soffrire. Tra queste, ce ne sono due che messe accanto, non mi piacciono proprio: “Politicamente Corretto”.
E’ “politicamente corretto” dire persone di colore invece che negri;
è “politicamente corretto” non insultare o denigrare popoli e razze diverse dalle proprie;
è “politicamente corretto” rispettare le diverse culture presenti sul proprio territorio;
e bla bla bla…Beh, senza offesa per nessuno, io le trovo tutte cazzate queste.
Sono xenofobo? razzista? Ti turba ciò che scrivo? Non leggermi allora.
Buona domenica a tutti, a @E, David (ohilà, chi si rivede), Ele
Premetto subito che questo è il mio ultimo messaggio. Di cose da dire ne avrei tantissime, ma devo tutelare la salute mentale dell’unica persona a cui voglio bene.
Luca76 ci ha rivelato un altro aspetto della sua personalità multiforme: quello del demagogo, dell’agitatore di piazza che brandisce slogan populisti per screditare il suo interlocutore. La cosa non mi stupisce più di tanto perché i razzisti e gli xenofobi sono quasi sempre degli ottimi demagoghi. L’unica cosa che mi sfugge è come possa il signor Luca definirsi comunista. Caro Luca, è inutile che cerchi di cambiare le carte in tavola. Adesso te la prendi con la casta ma appena fino a ieri te la prendevi coi reietti della terra. Te la prendevi con i negri, con gli immigrati, con i più poveri e i più sventurati. Con quelli che sono stati costretti a abbandonare la loro terra dall’indigenza e dalla fame.
Visto che le nostre strade si stanno per dividere, vorrei lasciarti qualche spunto di riflessione su cui meditare. La mafia l’hanno importata gli stranieri ? la camorra l’hanno importata gli stranieri ? La n’drangheda l’hanno importata gli stranieri ? Sono stati gli stranieri a ridurre il paese nella condizione attuale ? Non mi interessa che tu mi risponda, anche perché qui dentro non ci voglio più entrare. Mi basta che tu ci pensi su per qualche attimo.
Quanto alla mia presunta arroganza, dimostri ancora una volta, di non aver capito nel modo più assoluto il senso del mio messaggio. Quel messaggio – vediamo se il concetto ti entra nella zucca – era rivolto a una persona spregevole di cui conosco personalmente tutte le malefatte. Che una persona di tal fatta entri qui dentro, nel forum in cui scrive la sua vittima, e che ostenti una superiorità morale del tutto immaginaria, è cosa quanto mai fastidiosa per non dire sgradevole. Infine, riguardo ai concetti che mi sono permesso di esprimere nel mio primissimo post, ribadisco l’invito alla lettura dell’opera di Nietzsche. E non lo faccio per ripararmi dietro allo schermo di un grande pensatore; lo faccio perché io, come è logico, non sono in grado di esprimere quei concetti con la medesima chiarezza. Cosa vuoi farci, caro Luca, ognuno di noi ha le sue debolezze. Io non posso sopportare le mistificazioni. Quando l’invidia e il risentimento vengono spacciati per senso della giustizia, quando il proprio malessere esistenziale viene gabellato per superiorità morale, io sono colto da un irrefrenabile senso di disgusto. Sai cos’è che mi colpisce maggiormente ? Che tu, accecato dalla collera, ti sei completamente dimenticato di avere a che fare con un fallito, con un aspirante suicida, insomma con un tuo collega. Ti sei rivolto a me con fare insolente, come se io fossi un uomo felice, ricco e fortunato … tutto questo è semplicemente grottesco. Le cose che ho scritto sono frutto di una riflessione che va avanti da 30 anni; di un’autocritica spietata a cui mi sono sottoposto di mia spontanea volontà. Non pretendo (CONTINUA)
(SEGUE) Non pretendo che tu le condivida ma potresti almeno cercare di comprenderle.
Ciò detto, vi saluto tutti quanti. Tornare in questo forum – e leggere le cose che vengono scritte da alcuni utenti – è stata un’esperienza agghiacciante che non ho nessuna intenzione di ripetere.
Resa Incondizionata: Che tu fossi un malato di mente era evidente fin da quando ho sentito parlare di te. Voglio comunque dire che, nonostante io non ti conosca, non ti abbia mai visto, non voglia avere niente a che fare con te, mi spiace che tu sia così: ogni essere umano, per quanto cretino, dovrebbe trovare un minimo di equilibrio. Auguri, hai un futuro come agit-prop di Vendola 🙂
Luca: Non hai letto bene il mio post (ma quale passo? bho!?), pazienza, me ne farò una ragione. Volevo solo farti notare, comunque tu la possa pensare, che il mio primo post era un pensiero mio che non attaccava nessuno di coloro che scrivono qui sopra. Posso scrivere cose condivisibili o meno, ma non vedo la necessità di attacchi personali. Tra l’altro, tanto per darti l’idea di chi è Resa Incondizionata, ti garantisco che io e lui non ci conosciamo, non ci siamo mai parlati, non sa niente nè di me nè delle mie “malefatte” (questa cosa mi ha fatto spanciare dalle risate), non sa ciò che dice. Probabilmente vive in un mondo suo, dove internet è l’unica realtà e il livore personale verso chi non conosce l’unica carta da giocare per esistere. Se discuti con lui gli fai solo del male.
Per quanto riguarda E, io ho solo commentato ciò che ha scritto riguardo il mio post, di una banalità sconcertante.
Un consiglio a tutti coloro che se la prendono al di là di quanto sarebbe normale: usate un sapone delicato per farvi il bidet, evita irritazioni.
Scusatemi se potete darmi un consiglio.Le condizioni economiche dei miei genitori e mie sono messe male.Io ho perduto il lavoro due anni fa,non ho uno stipendio,la pensione di mio padre non ci basta.Avendo 42 anni ed avendo fatto quasi sempre lavori generici,operaio,pulizie,traslochi ecc…Ho grande difficoltà a ritrovarne uno perchè non ho una specializzazione,e quei lavori oggi li fanno gente di 20.Ho diritto ad un sussidio secondo voi?La situazione è tragica.Un consiglio se volete grazie.In giro per gli uffici ognuno mi dice una cosa diversa o quasi…ciao a tutti
Leggetele bene le cose prima di commentare, e se non le capite o chiedete spiegazioni o ve ne state zitti. Io sono responsabile di ciò che scrivo, non di ciò che capite voi.
@David, dovresti informati dalla tua INPS di zona presso gli sportelli del sostegno al reddito.
Saluti.
“Ogni essere umano, per quanto cretino, dovrebbe trovare un minimo di equilibrio”.
Vorrei dire solo poche parole su Resa incondizionata: non è un cretino.
E’ una persona dotata di una gran cultura che soffre, che ha dei valori e che scrive secondo la propria indole ed il proprio temperamento.
Può stare sulle palle per modi e contenuti così come può affascinare per gli stessi motivi. Ilmondo è bello perchè vario (mi si scusi l’ennesima banalità).
Ma cretino: no!
Nessuno di noi, in realtà, è un cretino o un imbecille o un idiota o una persona talmente fuori di testa da non rendersi conto della realtà che lo circonda.
Siamo tutti molto lucidi nelle nostre esternazioni. Nelle nostre verità, bugie, confessioni ed omissioni.
C’è chi è stronzo, chi no, chi lo è a giornate, chi lo sembra ma non lo è, chi è stronzo ma fa lo gnorri per motivi propri, chi sa che un altro è stronzo ma decide di stare zitto per altrettanti motivi propri.
Qui,in qualsiasi lettera, proprio come nel mondo là fuori, scoppiano simpatie ed antipatie, amori, amicizie, rancori profondi e sentimenti destinati a trasformarsi in modo imprevedibile. Ci si colpisce come si può per difendersi o per fare male, ci si coccola per scroccare quell’abbraccio virtuale che manca nella realtà.
Misogini contro coppie felici, scambisti contro monogamici, fedeli contro cornificatori.
Ma QUESTA lettera non è una delle tante che riempie il sito.
Questa lettera è piena di posts di persone che, in un secondo, possono decidere di volare da un balcone, di appendersi al soffitto o d bere acido per uscire da un inferno che i credenti,a quanto pare, non sanno che si può vivere ben prima del trapasso.
A volte compaiono gli abusivi. Questo si. Cavalieri apparentemente senza macchia solo perchè coperti da una pesantissima armatura.
Ma, più spesso, scrive chi va a braccetto con la morte e, guardandosi allo specchio, ci si riconosce così tanto che i gesti vitali più banali, dal mangiare al lavarsi, diventano quasi gesti assurdi.
E alcuni,in passato, si sono già ammazzati.
Resa incondizionata, non scopro nessun segreto, è un aspirante suicida.
Non un cretino, un matto, uno squilibrato, un pazzo o uno che parla di suicidio ma poi, alla prima puntura di zanzara, corre al pronto soccorso.
La vita, spesso, porta oltre limiti che non vorremmo superare o tiene legati ad un palo che vorremmo sradicare.
A volte capitano entrambe le cose e ci spezziamo come burattini di legno.
Siamo frutto di ciò che abbiamo realizzato e di ciò che abbiamo subìto.
E siamo ben consapevoli di tutto ciò che c’è intorno a noi.
Parliamo con una cognizione di causa che è nostra e solo nostra e che gli altri non possono avere o che, pur avendola, fanno finta di non avere e che non ammetteranno mai, per mille motivi, di avere.
La nostra, le nostre verità finiranno con noi dentro alla tomba.
Un miscuglio di torti e ragioni, di accuse e recriminazioni, di ammissioni e di omissioni che si perderanno nel nulla che c’è dopo la morte fisica.
David, mi viene in mente solo il sussidio (provvisorio) per i disoccupati. Ma se non sbaglio la tua regione ha chiuso il cassetto per mancanza di liquidità.
Comunque mi informo meglio e ti faccio sapere se scopro qualcosa.
Mando un abbraccio a chi lo vuole e lo può prendere. Agli altri un saluto o un vaffanculo a seconda dei casi.
Grazie E un abbraccio.Lo pensavo anch’io,la mia verità sarebbe finita nella tomba con me,ma purtroppo non è stato così.io devo vivere e vivere e vivere con quei mostri con quello che mi hanno fatto.Io credo che la tomba sia soltanto l’inizio.Ciao E
Bene, bene. Diciamo che Resa Incondizionata, se non vuole davvero avvalersi delle facoltà di un avvocato difensore, non deve innanzitutto infastidire gli altri, i quali -per inciso- non avevano intenzione di infastidirlo. Per il resto: a ognuno le sue valutazioni.
Ed ora sarebbe bene tornare a parlare ed a scrivere di cose inerenti l’oggetto di questa lettera.
Scusate raga se non sempre sono chiaro o rispondo presto, ma ho tanto da fare e da pensare. Non ricordo con precisione chi ha detto cosa dal mio ultimo commento in quà, ma voglio raccontarvi di una cosa che è stata una rivelazione.
Sabato esco per la seconda volta con i miei nuovi compagni di classe, e per la prima volta vado in una discoteca come si deve(ho 16 anni, sono del 96, riprendendo un discorso sulle generazioni che ho letto), alla sua chiusura.
Non che non mi piaccia una cosa del genere, anzi, ogni cosa nuova, più mi è estranea più mi eletrizza. Entrato mi trovo leggermente in disagio, anche perchè mi trovo circondato da un gruppo di ragazzi che in altre situazioni si dimostrano sicuri, in quel momento me li vedo più a disagio di mè, e gia questo mi è bastato a cogliere l’ironia della situazione e quanto mi fosse estranea.
“Rifiutate”, per così dire, le avance(se così si scrive) di una ragazza che mi chiese una sigaretta(non fumo), un’altra mi ferma e mi bacia , d’istinto mi rilasso e le chiedo come si chiama, e le sue testuali parole sono state “non importa”, non “non ha importanza”, che è differente, a quanto la mia conoscenza del sublinguaggio, poichè non vi è la z, che renderebbe più duro il messaggio. Vabbè ci dividiamo subito prendendo strade diverse, ed il fatto che nessuno abbia notato niente accentua la mia percezione di essere in una realtà estranea. Con l’avanzare della serata l’accol apponda e , nonostante incontri altre volte quella ragazza, noto che non vuole essere riavvicinate. Poi la vedo limonarsi con un ragazzo, e la cosa , lo ammetto, mi ha un pò buttato giù, ma l’ho trovata ancora più ironica, non ci posso fare niente.
Poi la vedo con un altro ragazzo, un’altro ed u altri ancora(ne contai 8 in tutta la serata),ma la cosa che mi sconcertò era il suo approccio, nessuna parola, prima li cercava mentre ballava, li avvicinava avvicinandosi gradualmente e poi gli saltava in bocca.
Ma tra l’uno e l’altro, spesso, si fermava e si sedeva fissando il vuoto, estranea all’ambiente. Il suo sguardo, triste e l’espressione vuota mi fecere capire, non stava giocando, tantomeno vincendo una scommessa, ma era alal disperata ricerca di affetto, in modo sbagliato ovviamente.
L’unico altro contatto che ebbi con lei fù quando la avvicinai durante uno di questi suoi momenti, chiedendole se andava tutto bene.
Ma non posso fare a meno di continuare a sentire sulla pelle il vuoto che aveva quella ragazza, probabilmente dotata di un cuore incredibilmente grande e ferito mortalmente.
Non trovo altre parole per descrivere quella sensazione, bisognerebbe provarla per capire l’immensità.
Ecco, questa è la generazione della moderna adolescenza, e non ho potuto fare a meno di notare l’apparenza che era questa ragazza, con Resa incondizionata. E quindi riallacciandomi al discorso sulla xenofobia, a quello mio delle continue domande vuote e persino alla cazzata anorme scritta la Lupo. Come si può costruire sè stessi sugli altri -continua-
se essi stessi alla fine sono solo di facciata più forti di noi? Non si può, ci si deve imporre come si è, senza alzare maschere.
@E, dalla bassezza della mia età, accentuata dallo scarto con la tua, posso comunque dire che penso di capirti quando dici di sentirti sola, e quasi di non meritarti qualcuno. Ebbene , sbagli, non mi dilungo ancora a dirti il perchè, ma sappi solo che sbagli profondamente.
Un abbraccio a tutti coloro che quà se ne scambiano tanti di virtuali, e anche a quasto proposito sottolineo che sto ovviamente enfatizzando estremamente tutto quello che scrivo, nel tentativo di renderlo più vivo.
E come puoi dire che E sbaglia?
@david per il sussidio credo che devi rivolgerti ai servizi sociali del tuo municipio. Hai mai chiesto l’invalidità civile? Se hai avuto dei ricoveri in psichiatria e se ci sono relazioni mediche, cartelle cliniche, ecc che attestano il tuo PTSD + eventuali altre patologie, forse potresti fare domanda di invalidità civile. In alternativa, potrebbe essere riconosciuta l’invalidità ai tuoi genitori e tu potresti prendere l’indennità di accompagno per loro. Chiarisci il tutto con i servizi sociali del tuo municipio.
Oltre a ciò vorrei dirti che ti apprezzo molto. Dai tanti post che hai scritto in questo sito mi sembri un grande combattente e, soprattutto, una persona buona che nonostante il tanto male ricevuto e le tante botte prese e date ha conservato il cuore innocente di un bambino. In bocca al lupo per il sussidio, ciao.
Grazie evergreen,sarebbe importante mantenere la pat.B x auto e moto,è per questo che non l’avevo portata avanti quest’idea.in 21 anni non ho mai fatto un incidente.Seguirò cmq il tuo consiglio,soprattutto per mia madre,lei è invalida,non perdo un momento.ciao grazie
Leonardo, certe persone arrivano ad un punto in cui la differenza di età con un’altra persona diventa irrilevante.
Perchè non si ha più un’età.
Si prova il terrore di un bimbo di 6 anni che si è perso nel parcheggio di in un autogrill.
Si prova il disgusto per la vita che può provare un vecchietto di 100 anni lucido ma bloccato in un letto di ospedale, vittima di un accanimento terapeutico.
Etc etc etc
E’ un’altra la differenza che rende i miei post diversi dai tuoi.
Tu esprimi un male di vivere.
Io esprimo il mio vivere male.
Ignoro cosa ci sia nello sguardo perso nel vuoto di una ragazzina con atteggiamenti ninfomani.
Ma credo di poter dire che, quando ti trovi nella bratta vera, quella che dalla testa si riversa nella merda di vita quotidiana, quando vedi il postino come il tuo peggior nemico, quando vivi nel terrore di vedere qualcosa di verde spuntare dalla posta, quando aspetti che il telefono squilli per poter lavorare, quando speri con tutto il cuore che il vento forte non ti porti via le tegole dal tetto o il cesso non si otturi mai perchè non hai la materia prima per far fronte alle spese, bè, ti viene voglia di tutto tranne che di andare a slinguazzare con il primo che passa, il secondo che girovaga, il terzo che orbita e il quarto che guarda.
E gli abbracci virtuali che cerchi e trovi in forum come questi sono quelli di gente che, pur per strade diverse, ti somiglia nel dolore e che può capirti mentre il mondo fuori se ne sbatte di te, dei tuoi problemi e magari ti allontana perchè chi ha un problema puzza di sfiga e di depressione.
Tutti hanno i propri problemi e non so quanti siano sereni, là fuori.
Ma se, per assurdo, fossimo tutti disagiati ci sarebbero, comunque, delle differenze.
Il disagiato buono non ti nega la propria solidarietà anche se solo verbale.
Il disagiato (se disagiato) stronzo si chiude nel proprio egoismo ed ha occhi solo per sè.
Il disagiato buono non te lo metterà mai in quel posto per salvaguardare il proprio culo.
Il disagiato stronzo lo fa e lo fa con la cattiveria della disperazione.
Dove voglio arrivare? A dire che disagiato non significa, in automatico, essere fragile, sensibile e inoffensivo.
Quando ti ritrovi, tra mille+molle+mille problemi tuoi, a dover scannerizzare e fare i raggi x a chi hai di fronte per capire chi è, come si comporterà, quanto ti fregherà se ti fregherà, e nel mentre occhieggi la casta che sai già che ti fotterà……è a quel punto che ti rinchiudi come un riccio.
Ed esci (se esci) nei forum a chiedere ciò che non ti puoi permettere di chiedere fuori: un abbraccio.
E a darlo a chi ne sente il bisogno.
Non è la solitudine fisica che spaventa (perlomeno me). E’ quella mentale, morale, chiamala come vuoi.
Un essere umano che ti cammini accanto lo trovi con facilità.
Un essere umano che ti stringa quella mano che non si vede all’esterno perchè hai dentro di te è molto più difficile.
Così come è difficile saperla trattenere.
Perchè, a volte, noi stessi siamo i peggiori nemici di noi stessi.
No, non esistono disagiati buoni o cattivi. Un disagiato è un disagiato. Niente di più, niente di meno. Ma, come dice giustamente @E, disagiato non sempre è uguale a fragile, sensibile e inoffensivo. Chi fa un’equazione del genere lo fa in maniera forzata. Troppo spesso si ha una visione volutamente distorta delle cose, le si immagina come si vorrebbe che siano, quando a volte nella realtà sono ben diverse. E questo ciò che qualcuno non capisce. O non vuole capire. Bisognerebbe cominciare a prendere coscienza che tutto ciò che abbiamo di contorno, nei fatti, è diverso da quello che vorremmo. @Leonardo, quando ho risposto a un tuo precedente commento, non sapevo che eri così giovane. Lo so, è terribilmente banale e scontato ciò che ti scriverò (e credimi, lo odio profondamente), ma alla tua età le paranoie per qualsiasi cosa, sono all’ordine del giorno, ci siamo passati tutti. Diventeranno un problema serio per te se te le porterai dietro anche in età adulta. Li vedo anche io spesso quelli della tua generazione in giro, e onestamente, non gli do molto credito. Siete diversi dalla mia e dalle generazioni precedenti. Siete più abili in certe cose (confrontate con la nostra), e totalmente fallimentari in altre. E così per ogni generazione. L’unica cosa che mi sentirei di consigliarti se ti conoscessi, sarebbe quello di non seguire mai la massa, di non fare il classico pecorone che segue il gregge, sii te stesso, indipendentemente da tutto e tutti e bla bla ba. Ma non ti conosco, e le mie sarebbero solo chiacchiere. Tu, al contrario di molti di noi su questo blog, hai ancora la possibilità di indirizzare il corso della tua vita (oddio, altra banalità, perdonami), giocatela al meglio. Saluti.
Un’abbraccio a @E, Ele e David (a proposito, novità sul tuo problema?)
Luca76, la mia vita è sempre stata discutibile ma il colpo di grazia mi è stato inferto da un povero ex galeotto (per piccoli reati commessi in gioventù, dopo la morte prematura del padre) che si vedeva ogni porta sbattuta in faccia a causa del suo passato.
Gli ho dato una mano e mi ha fatto a pezzi il braccio.
Inutilmente.
Con cattiveria.
Cattiveria totalmente inutile.
Quello, per me, è un disagiato non cattivo ma stronzo fino al midollo osseo.
Sai che mi ha detto l’ultima volta in cui ho avuto l’onore di vedere il suo porco grugno?
“Se non prendi la vita a pugni, la vita prende a pugni te. Mors tua vita mea. Prendi esempio per il futuro”.
Eppure ho la certezza che non sia nato stronzo ma lo sia diventato.
Un disagiato (divenuto) di stampo cattivo.
Un abbraccio a te.
Già, David, come procede?
Grazie E e Luca,abbastanza bene,farò tutto quello che posso.Questo mondo è un tragico viaggio,per molti.Non perdiamo la fiducia.Ciao buona domenica (o almeno accettabile domenica).
@E, amica mia. Come ho già scritto in passato, mi piace leggerti. Molto. E questo perché trovo sempre interessante, e mai banale, ciò che scrivi. Mi stimoli molto. Mentalmente intendo, sia ben chiaro, e tengo a precisarlo soprattutto per chiunque butti un occhio al mio commento e che avrà la tentazione di lasciarsi andare a considerazioni del tutto fuori luogo. L’apprezzamento per una persona va oltre a certe considerazioni spicce e a volte troppo frettolose. Come hai scritto tu, quando ti ritrovi a scrivere in un blog come questo (ma anche in altri), possono nascere simpatie e antipatie. Trovi qualcuno con cui, per affinità varie “senti” (il virgolettato è d’obbligo) più vicini di altri. E solo una considerazione, null’altro. L’animo umano è strano a volte, ti ritrovi a soffermarti su cose che non hanno un basamento, una fondamenta, di alcunché. Curioso, veramente. E ironico anche, mi venga passata questa definizione…Perdonami la divagazione e permettimi di rispondermi. Mi spiace per la tua disavventura. Dico sul serio. Ma mentirei se dicessi che non mi ritrovo in quella frase che ti è stata detta. Sarebbe una disonestà intellettuale. Potrei mentire a tutti, ma mai a me stesso. Qualche anno fa, una persona mi bollò come animale, nel senso spregiativo del termine. E credo che continui a pensarla così, nonostante il tempo e il grado di profonda conoscenza che a di me. Alle sue parole non me la presi più di tanto, le mie rimostranze si limitarono nell’affermare che un’animale selvatico, a di differenza dell’essere umano, quando attacca lo fa perché si sente minacciato, prova paura. Non per cattiveria o odio. “Se non prendi la vita a pugni, la vita prenderà a pugni te.”. Fermo restando che ognuno ha la sua storia (è una cosa che ho ripetuto fino alla nausea), la considerazione che mi viene da fare di getto, è che molte volte, per i motivi più disparati, ti ritrovi a rispondere ad un gesto di semplice gentilezza e comprensione, con una violenza e brutalità ingiustificata. Forse perchè, per via dei tuoi trascorsi, non rientra nel tuo modo di concepire la vita certi gesti. O forse, più prosaicamente, è perché sei un figlio di puttana della peggior specie. Ripeto, ognuno ha i suoi trascorsi, e il suo modo di essere, catalogare ogni persona sotto un’etichetta come si fa per le merci di un supermarket, è riduttivo e semplicistico. Beh, se io mi dovessi etichettare, in verità, lo farei sotto la dicitura “disagiato di stampo cattivo”. Ed è la verità. Sono un soggetto di malarrazza, come direbbero dalle mie parti di origine. Forse merito ciò che sto passando, la giusta condanna per chi è nato, o cresciuto, cattivo, cinico, egoista e menefreghista come me. E’ stato ciò che ho passato nell’infanzia a fare di me ciò che sono, o l’ho voluto diventare io? Avrei potuto prendere altre strade, o ho scelto (in)coscientemente la mia? Non so rispondere in tutta onestà. Quand’ero piccolo al cinema, guardando i film, ho sempre fatto il tifo per i cattivi. Chissà -cont-
-seg.- forse ognuno di noi si porta dietro memorie genetiche di cui non è consapevole, e che lo porta ad avere comportamenti già preconfezionati e a seguire solchi già predefiniti, che viaggiano indipendenti dalle proprie scelte di vita quotidiana. Quello che la gente chiama comunemente destino. Muah….Mmmmmh, è tardi, comincio a sentire la testa pesante e la lucidità scarseggia…E’ meglio che stacchi, troppi errori ortografici. Non mi piacciono gli errori. Mai, in nessun caso.
@David, mi fa piacere leggere che ti va abbastanza bene, per quelli come noi, e già tutto grasso che cola.
Buona domenica a tutti, buoni e cattivi.
Non dico ne buongiorno ne buona domenica ,non sò se lo sarà ,queste 2 parole mi sanno di ridicolo ,quindi un semplice ciao è più rassicurativo. Luca leggere E è sempre stato un piacere la dovevi conosciere qualche anno fà :-)Io non scrivo mai ma continuo sempre a leggere i post ,non abbondono questo forum per nessuna raggione al mondo mi è troppo caro ,mi ha salvato dal suicidio con l’aiuto di tanti amici compresa E ,ma ora mi è rimasta la solitudine e nonostante io abbia imparato a gestire la mia vita ,la solitudine non si gestisce ,la si subisce e questo mi dà angoscia ,perchè ho fatto molte battaglie per riuscire a vincere la mia guerra personale .E Luca siete fantastici ,un abbraccio a tutti David ele E Luca .Piergiorgio come stai dai segni di te è parecchio che non vedo i tuoi scritti! 🙂