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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11651
    E -

    Oggi ho buttato tutte le medicine nella spazzatura.
    Non me ne frega niente di curarmi. Niente.
    Voglio viverla per quella che è questa vita di merda.
    Non voglio aver alcun rimpianto.

  • 11652
    ele -

    ciao Luca76, ciao E. l’ultimo post di Luca x E è molto bello così come erano molto intensi quelli di E. proprio ad E(me) vorrei dire quante volte la sua ala mi ha sollevata dal fango in cui stagnavo quando mi sono affacciata qui. tante volte. grazie ancora! l’immagine del cambio d’umore in un battito di ciglia descritta da Luca è per me una grande verità. ad esempio oggi mi è assolutamente successo di nuovo. ero tranquilla a pranzo con mamma in un ristorantino in una città dove non ero mai stata. una gita fuori porta x visitare chiese, musei.. ero serena (credevo), il mio obiettivo solo il menù.. poi mi rilasdo, mi guardo intorno: gruppi di amici tutti a coppie, ancora coppie più giovani a due a due, comitive di signori con mogli al seguito. o coppie o comitive. tutti allegri vocianti sorridenti, a proprio agio nel mondo. ed io improvvisamente cado nel burrone del fuori posto. io mi vedo brutta, triste, sola, inadeguata. e vorrei essere a casa mia. con i miei libri, il gatto, il silenzio. è bastato un attimo. è bastato una sguardo panoramico in sala. e improvvisamente vedo tutti al loro posto tranne me. il nero avanza e mi si stringe la gola. così improvvisamente. senza una ragione. un abbraccio.

  • 11653
    Piergiorgio -

    Ele tu vali molto. Non è obbligatorio formare le coppie. Io conosco dei single e delle single assolutamente senza complessi. Io stesso sono single. Devi convincerti che non sei fuori posto. Esistono i sessuati e gli angeli, ecco noi single siamo angeli. Non apparteniamo a nessuno perciò possiamo dare un piccolo aiuto a tutti; con la parola giusta ad un amico, facendo dei piccoli servizi alle persone care. Il bene non è mai buttato via… Spero di averti un pò aiutata, ciao Ele, un bacino.

  • 11654
    E -

    Ele, capisco bene il tuo stato e mi dispiace che ti abbia rovinato una giornata che avrebbe potuto e dovuto essere piacevole.
    Vedi, io credo che non si possa fare a meno di fermarsi a riflettere se il marcio, quello che ci soffoca, è nato con noi o se qualcosa, qualcuno, persino noi stessi, ce l’ha buttato giù per la gola fino a riempirci, fino a stozzarci.
    Eravamo, siamo predisposti ad essere travolti anche da una minuscola goccia d’acqua oppure siamo stati travolti da onde alte dieci metri e siamo ancora vivi nonostante tutto?
    Vivi ma come?
    Ognuno di noi potrebbe scrivere decine di post sulla propria realtà e qualcun’altro interverrebbe per dire “io sto peggio di te perchè bla bla bla”.
    E’ ciò che capita nella vita reale quando il solito altruista sciorina l’elenco di disgrazie e disgraziati oppure, mentre tenti di spiegare il tuo disagio,trovi chi fa lo screening delle cose e delle potenzialità concrete che hai senza minimamente rendersi conto che tu stai dicendo altro.
    Stai dicendo che ti manca la quantità di vita per poter riprendere in mano i tuoi giorni, i tuoi pensieri, le tue parole.
    Ci si sente clandestini, randagi presi a sassate, come scriva Luca. Clandestini nella propria stessa vita. Persone di troppo, in perenne imbarazzo, scollati dalla realtà, distaccati da quegli altri che diventano gruppi uniformi di nemici da cui scappare perchè non si ha nè forza nè armi per combatterli.
    E’ vero? Non è vero? E’ frutto della nostra immaginazione?
    Ha un senso stabilirlo?
    La sensazione di essere stati catapultati per puro sbaglio in un mondo che non riconosciamo e che sembra riconoscerci come virus da isolare e debellare è talmente parte di noi che lo sforzo sovra umano di riflettere dove finisce l’approccio malato e dove inizia la realtà pare inutile oltre che impossibile.
    E si finisce per decidere giorno per giorno,in base a quello che le forze ci permettono di fare.
    Un giorno si combatte, un giorno si scappa, un giorno ci si accascia a terra con le mani sulla testa sperando che le bombe esplodano più in là.
    Bombe vere. Bombe che, ad alcuni, non fanno un baffo, mentre altri ci muoiono sotto.
    Come la risata di una coppia in un ristorante, una domenica di primavera, quando tutto sembrava e doveva essere tranquillo e sereno.
    Vorrei essere la E(me) che hai conosciuto qui per poterti dire qualcosa di più rassicurante ma il marcio che ho dentro rischia di saltare fuori e sporcare tutto, anche le buone intenzioni.
    Posso dirti solo questo.
    Se non si riesce ad essere “normali”, se non si riesce ad avere una vita normale allora tanto vale combattere arrendendosi alla propria diversità e portarla avanti, giorno dopo giorno.
    Siamo fragili, infragiliti, con gli angoli sbrecciati e qualche pezzo di meno e ci sentiamo al sicuro solo quando qualcuno può capirci e tenderci una mano anche se le gambe di entrambi non porteranno da nessuna parte perchè sono troppo deboli, come le nostre.

  • 11655
    E -

    Se vuoi, Ele, io son qui. Ho perso tante di quelle piume che la mia ala fa un pò anguscia, come si dice a Genova, ma, a volte, svolazza ancora.
    Oggi credo di aver avuto gli ultimi strappi di quell’attaccamento alla normalità che mi perseguita da sempre.
    Gli ultimi perchè più che strappi sembravano scossoni, come quelli di un corpo che sta morendo.
    E’ andata così, in questa vita.
    Peccato che io non creda che ce ne sarà un’altra.
    Sono e resto una disadattata che a volte piangerà, a volte manderà a fan culo tutti, a volte si intossicherà di sigarette ed altre volte guarderà i propri gatti attraverso una bottiglia e riderà dei loro faccioni deformati dal vetro e dall’ubriacatura.
    Un giorno alla volta, senza progetti nè di vita nè di morte.
    La morte,la propria morte è questione di un attimo. Di un attimo solo. Sai cosa conta? Non che accada o che non accada per mano propria. Conta che quell’attimo sia veramente il proprio. Che sia voluto, desiderato e persino amato mentre lo si vive. Non il frutto della disperazione, non il risultato della scelta tra il buttarsi da una rupe o farsi ammazzare dal nemico che ci ha raggiunto.

    Un forte abbraccio a te, a Luca e a chi ne ha bisogno.

  • 11656
    marina -

    Carissima E grazie per i punti esclamativi:-) ,in quello che tu hai scritto ci vedo molto la vecchia emme ,ed è quella che deve sovrastare la giovane E.Non sai quanto mi dispiace leggere i tuoi post così angoscianti,ma dai un pò di buona volontà e ti rialzerai da questa brutta caduta .Affanculo tutti ..tu sei tu ,sei emme. @ Ele quello che dici tu è solitudine ,quello che prova Piergiorgio che provo io ,ma questo non significa che per stare bene bisogna per forza essere in compagnia ! si può essere da soli anche in mezzo a tanta gente .I sbalzi di umore poi sono all’ordine del momento e per quelli come noi poi è tutto un dire ,ci dobbiamo soltanto rassegnare a questo.Perchè scrivere? per gridare a tutti le nostre sensazioni i nostri malesseri su un forum che probabilmente qualcuno leggerà o no (non ce ne può fregare)probabilmente qualcuno capirà ,ma sicuramente ci siamo sfogati ,abbiamo gridato il nostro dolore.Un abbraccio a tutti voi

  • 11657
    antino -

    X Ele e per tutti quelli che si sentono disadattati. Anche io vivo le stesse sensazioni: non ho concluso nulla nella vita, in particolare non sono mai riuscito a sposarmi ad avere una qualche relazione, se non sporadicamente. Adesso la mia ormai ex fidanzata ha famiglia e figli ed è felice. Io invece no. Lo stesso vale con altri rapporti andati male (l’ultimo in particolare modo finito in malo modo). Sono diverso? sono disadattato? che ci sto a fare qui? Odio le donne per caso? Non credo, perchè nonostante tutto sono ancora vivo e sono vivo adesso. Non si parli di una normalità che non esiste se non come concetto statistico, e credetemi noi “angeli” non abbiamo niente meno degli altri “sessuati” e comunque non è certo questo un motivo per darsi all’alchool o peggio togliersi la vita. Ripenso a quando ero un bambino felice: quel bambino felice c’è ancora ed è dentro ognuno di noi..

  • 11658
    lalla -

    Come prima cosa, un saluto a tutti. Vi leggo da diverso tempo ma mai ho scritto. Questa sera, leggendo il messaggio di Ele, ho deciso di aggiungere anche un mio post. iL Post di Ele sembra essere scritto da me. La scorsa settimana, con i miei abbiamo fatto una piccola gita e cosa incontro? Un gruppo in pullman, mamme, papà e bambini. Una tegola in testa da rovinarmi la giornata! Sarà che ancora non ho superato la fine della mia storia di 13 anni, scoprendo che lui aveva un’altra e non si è mai più fatto sentire neanche per venirsi a riprendere i vestiti. Sarà tutto questo più il brutto modo in cui ci siamo lasciati (che evito di scrivere), che io per lui è come se non fossi mai esistita. Sarà che ho una malattia cronica da anni che porta alla disabilità, sarà un pò tutto ma…l’unica cosa che vorrei ora, è un pò d’amore. Mi sento una bimba piccola che vorrebbe essere presa in braccio, accarezzata e sentirmi dire, non ti preoccupare, ci sono io con te ed anche se le cose vanno male, con me vicino andranno bene (insomma come mi sentivo quando ero con lui).
    Sarà che il cervello fa viaggi infiniti e l’unica cosa che riesci ad immaginare sei te, che rimarrai da sola xchè mai nessuno vorrà più amarti per i problemi di salute che hai perchè porta sacrifici e non sai come farai in tutti i sensi (soldi compresi), sarà che l’unica amica che avevo dopo che la mia storia è finita, se ne è altamente fregata, sarà che ho un carattere che mi tengo tutto dentro, saranno tante cose… insomma mi ritrovo qua a scrivere un pò di me ed oltretutto mi sento perfino sciocca ad aprirmi con persone “invisibili”.
    Io che dispensavo consigli, aiutare le persone, non trovo il modo per aiutare me stessa. Io che neanche la malattia è riuscita a destabilizzarmi, un amore finito mi ha uccisa.

    Chiedo scusa per questo mio lungo post ma ho cercato di fare una sintesi di me.
    @Ele, anche a me piace molto leggere. I libri ed il silenzio sono i miei migliori amici.
    Un saluto a tutti voi.

  • 11659
    Ele -

    Cari amici, grazie per i vostri post. Sono contenta della vostra vicinanza ma soprattutto sono contenta di essere compresa da voi tutti, sono contenta di non sentirmi così diversa e sola quando vi leggo. Sono contenta di essere un angelo, anche se con una sola ala, ma l’altra siete voi!
    Benvenuta a Lalla, ai suoi libri ed ai suoi silenzi (abbiamo già tanto in comune).
    Un abbraccio grande a Piergiorgio (come stai amico mio?), ad E che riesce sempre ad aiutarmi, a Marina che dona sempre affetto concreto che davvero si sente, ad Antino che condivide il mio essere disadattata.
    Purtroppo la mia domenica primaverile serena si è stravolta soltanto guardando gli altri felici e a loro agio, e pure tutti in coppia o con una comitiva di amici.
    Sembra un nulla, ma finchè io permetterò a questo “nulla” di farmi cambiare umore e di farmi sentire la mia diversità, sarò sempre fragile ed infragilita.. Questo piastrone di tristezza e inadeguatezza che resta comunque lì da qualche parte, anche durante una gita nata sotto tutti i buoni astri, quando vuole viene fuori, si affaccia prepotente e beffardo, si prende il suo spazio annientando i miei timidi tentativi di serenità.
    E mi fa sentire perdente, mi sussurra “lascia stare, che ti sforzi a fare, tanto quando voglio ti trascino di nuovo nel nero, anche solo ascoltando qualcuno che ride…”
    Vorrei saper accettare la mia ‘diversità’, ma per ora mi riesce soprattutto quando sto a casa mia, tra le mie cose.. Quando sono in mezzo agli altri, diventa tutto più difficile. Buonanotte a tutti e ancora grazie. Davvero!

  • 11660
    Antino -

    @E@Ele@lalla
    Condivido queste stesse sensazioni di inadeguatezza, di non sentirsi capiti, di non avere realizzato forse la cosa più importante: un amore. Capita anche a me quando guardo gli altri realizzati e felici, i miei cugini coetanei, i miei ex compagni di scuola, o le mie ex fidanzate. Cosa cìè che non va in me? Certamente è altamente improbabile che con l’avanzare dell’età una cosa del genere si possa realizzare, o quantomeno diventerà sempre più difficile, e se era difficile quando ero ragazzo figuriamoci adesso. E’ una mia idea o le cose stanno realmente così? Non lo so. Certo quando, da ragazzo andavo dalla psicologa, lei lo aveva capito che in questo campo non sarei andato lontano nella vita (e in tanti altri campi aggiungo io). Ma siamo così sicuri che se le cose fossero andate diversamente saremmo adesso più felici? Non lo so . So per certo però che l’amore, l’affetto di una donna (nel mio caso) è un qualcosa di molto importante. adesso posso dire che ho perduto tutti gli affetti e che mi ritrovo da solo; in realtà lo sono sempre stato ad eccezione di un breve periodo di tempo..poi il nulla… e più passa il tempo minori sono le speranze di “trovare”. Così forse (parlo per me comunque) l’unica cosa che possa ragionevolmente fare è quella di lasciare che la vita faccia il suo corso. credo che sia l’unica alternativa: allinearsi con la vita, allinearsi internamente con essa e lasciarsi trasportare….

  • 11661
    lalla -

    @Antino: Ma siamo così sicuri che se le cose fossero andate diversamente saremmo adesso più felici?
    R: Si, con assoluta certezza xchè qualche mese fa avevo gli stessi identici problemi ma lui c’era ed io stavo strabene anche se la salute è quella che è e non mi lamentavo mai di questo!
    Nessuno però sembra capirlo ed infatti non dico più nulla!
    E’ come se soffrire di mancanza d’amore sia vietato. Si può dire ho mal di testa, ho mal di pancia… ma non ho il cuore spezzato voglio solo amore, niente di più. Mi sento sola ma soprattutto non accettata. Anche se lui non me l’ha detto, scommetto che la mia malattia ha molto influito….
    Mi è stato detto che per amore non si muore, ed infatti è così, d’amore si vive, senza amore si muore… ed io è così che sto, sono stata catapultata in un secondo dal pianeta terra (mondo delle favole per me, povera sciocca che crede che tutti sono buoni e sensibili) all’inferno, senza biglietto per il ritorno.
    Su questo forum ho letto Ci vuole più coraggio a vivere che ad uccidersi. Credo sia così.

    Ciao.

  • 11662
    luca76 -

    Non me ne è mai fregato niente del Santo Natale. Ne tantomeno della Pasqua. A me le feste religiose (di qualsiasi religione) mi hanno sempre dato il voltastomaco. E nemmeno le cosiddette feste laiche hanno provocato mai in me qualche fremito festaiolo (tipo il capodanno, tanto per intenderci). Così come gli onomastici e i compleanni, miei (l’ultimo che mi hanno costretto a festeggiare risale al 1997) o di altri. L’unica festa (o meglio, celebrazione), che per me ha sempre avuto un senso è quella di oggi. Quella del I° maggio, la festa dei lavoratori. Questa, per 22 anni, è stata la “MIA” Festa, la “MIA” Giornata. L’unica che al cambio annuale di calendario andavo a cercare e a cerchiare con la penna rossa. L’unica che io abbia mai veramente consacrato al culto e rispettato. Da perfetto ateo e Comunista vecchio stampo. Per 22 lunghi anni, in questo sacro giorno, mi svegliavo e pregustavo il sapore dei maxi-panini alla salsiccia con cipolla e peperoni di cui mi sarei abbuffato di lì a poco, innaffiati con abbondante Barbera, consumati alle grigliate organizzate con amici e colleghi. Mi vengono in mente gli anni sul finire del decennio ’80 e quelli di inizio ’90 quando, pivellino, mi intrufolavo nei cortei dei lavoratori della FIAT che qua a Torino partivano da Mirafiori e si concludevano al Parco Ruffini. Ricordo i discorsi registrati di Berlinguer (dolce Enrico mio, quanto ci manchi), che facevano da colonna sonora al corteo….La giornata perfetta…Ora, tutto questo non c’è più. Mi è stato tolto, e ora questa giornata, senza tutta la sua magia passata, è diventato un giorno qualunque. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Gli stranieri e la globalizzazione (nonché la classe politica e dirigenziale di questo povero Paese) hanno trasformato questo diritto in un lusso, una chimera. Ogni giorno in cui uscivo dal cantiere, sporco e lacero, guardandomi le mani piagate e callose, mi sentivo orgoglioso e fiero di me stesso. Un senso di orgoglio e fierezza che solo quei lavoratori che se le sono sporcate sul campo, che hanno lasciato sangue e sudore sul posto di lavoro spezzandosi la schiena, possono comprendere in pieno. Era una giornata di festa, l’hanno trasformata in un giorno di tristezza, rabbia e dolore. Il mio pensiero oggi va a quei lavoratori che si sono suicidati, perché gli hanno tolto il lavoro e non riuscivano più a sopravvivere. E a quegli imprenditori, strangolati dalle tasse e dai debiti, che hanno fatto altrettanto. Ne a loro, ne a me, non gliene può fregare di meno del reddito di cittadinanza e degli ammortizzatori sociali. Noi volevamo e vogliamo solo lavorare. Non abbiamo bisogno di elemosine. Vogliamo la nostra dignità. Vogliamo la nostra libertà.
    Un abbraccio forte ai famigliari dei morti sul lavoro e dei suicidi collegati ad esso, ai cassaintegrati, agli esodati, ai disoccupati, agli sfruttati, a chi è sottoposto a mobbing, a chi riesce ancora a conservare il lavoro e a chi combatte per il diritto di averlo.

  • 11663
    E -

    Condivido, Luca.

  • 11664
    luca76 -

    ….Un senso di vuoto proprio….

  • 11665
    Antino -

    @lalla
    Non potevo non leggere e non considerare la tua risposta. Non so cosa dirti, perchè sì forse è vero: io cerco delle continue giustificazioni e inganno me stesso. Quante volte parlando con le mie sorelle riguardo alla mia storia mi sono sentito dire le stesse cose che io adesso mi scrivo, mi ripeto e dico anche agli altri: voglio farmene anche io una ragione del fatto che un amore finisce perchè “le cose dovevano andare così”. Facile liquidarlo così, ma non è altrettanto facile liquidare il dolore che si prova. Perchè sì nel tuo (e in tanti altri casi) si è stati lasciati, nel mio invece sono stato io a lasciare ed è diverso. Ma il risultato è in definitiva lo stesso: gli altri sembrano non capirlo. Ma non possono perchè ognuno ha dentro di sè un mondo che è del tutto imprescrutabile dagli altri, e siamo soli. Purtroppo non c’è niente altro da fare. Non sono in condizione di dare altri consigli (d’altronde non li so dare nemmeno a me stesso). Ecco perchè scrivo in questo gruppo, forse perchè in fondo sono consapevole che anche per me non c’è altro che la morte davanti. Mi consolo ascoltando il mio Bach, l’unica cosa che può darmi un certo sollievo.

  • 11666
    SOLE -

    Non lo fare. Faresti soffrire le persone che ti amano. Tu DEVI vivere per loro.

  • 11667
    lalla -

    Credo che chi scriva su questo forum in realtà non abbia molte soluzioni per se stesso tranne una… continuare a vedere come andrà.
    Antino, se hai lasciato la tua ragazza deve esserci stato un motivo ben preciso che ti ha spinto a questo.
    Ciao

  • 11668
    E -

    Ciao Sole, scusami è…. ma:
    -il DEVI puoi mettertelo là dove non batte il tuo stesso nick;
    -il “faresti soffrire le persone che ti amano” è un pò approssimativo.
    Non è che tutti siano circondati da frotte di persone che si strapperebbero i capelli se ci si autoeliminasse.
    Senza contare che può venire il giorno in cui ti rompi le balle, diventi un pò (tanto? poco?)egoista e hai occhi solo per il tuo malessere.

    Luca, ti capisco.
    Parlo per me perchè non ti conosco.
    Faccio spesso il bilancio della mia esistenza, faccio spesso l’inventario di ciò che ho, di ciò che non ho mai avuto e di ciò che ho perso.
    Nel mio caso il senso di vuoto, spesso, non è altro che un meccanismo mentale per cancellare, anche se solo per un momento, la contabilità di una vita che, se fosse una ditta, avrebbe già chiuso per fallimento.
    E scrivendo questo non voglio atteggiarmi a vittima.
    Ho le mie colpe e nessuna intenzione di scaricarle addosso al Destino o alle persone.
    E’ che guardo ai fatti ed i fatti parlano chiaro.
    …..Mah!
    Un abbraccio a te e a chi ne ha bisogno.

  • 11669
    Ele -

    Ieri giornataccia… Il senso di vuoto che appare anche in alcuni recenti post, si è impossessato di me, della mia giornata, dei miei pensieri.
    Cara E, neanche io do la colpa a nessuno o al destino, ho fatto tutto io. Ho impostato la mia vita in modo tale che adesso, alla soglia ormai prossima dei 40, non ho un bel niente. O comunque io mi vedo un bel niente tra le mani. Meglio scrivere così, perchè se esterno il mio senso di vuoto, molti mi risponderebbero (l’hanno già fatto altre volte), ” hai il lavoro”, “hai la salute”.. È vero, ma in questi giorni mi sento talmente vuota, senza un ruolo. Anche se poi mi chiedo se avere un ruolo è davvero necessario.. Oggi sto meglio di ieri, ma i pensieri si inseguono e si elidono, lasciandomi stanca e perplessa. Diciamo la verità, credevo di esserne immune ma il bilancio dei miei primi 40 anni è uno strazio. Mi ritrovo sempre più spesso a pensare quanto sarebbe bello tornare indietro. Forse mi basterebbe tornare al 2007. E intanto per guardare indietro, non vedo e non guardo più niente davanti e mi Sa che tra poco prendo anche qualche tramvata.

  • 11670
    luca76 -

    @E, ricambio l’abbraccio. Io non mi sono mai troppo sprecato nel fare un bilancio della mia esistenza, più che altro perché so già che alla fine ne rimarrei deluso. E la mia delusione non sarebbe dettata dalla mancanza di quello che avrei voluto a questo punto della mia vita. Ma dalla consapevolezza di aver fatto tutto quello che era nelle mie capacità fare, ed accorgermi che non è servito a niente. A niente proprio. Le cose, più che perderle di mio, mi sono state tolte. Ho già scritto in un’altra occasione che, certamente, io ho le mie colpe, ho fatto i miei sbagli etc. etc.; ma nessuno, ripeto, nessuno mi toglierà mai dalla testa che mi sono ritrovato alla fine della fiera a pagare un conto più salato del dovuto. E a pagare colpe ed errori compiuti in primis da altri, e che poi si sono ripercossi (pesantemente in alcuni casi) su di me. Vittimismo? Non credo proprio, direi per quanto mi riguarda più che altro sia realismo. Dividere in parti uguali tra me e gli altri le colpe della situazione in cui mi ritrovo a galleggiare sia una condizione più equa e giusta. Certo, ognuno è padrone del proprio destino, certo, le proprie scelte si ripercuotono sulla nostra vita. Ma siccome nessuno di noi è un’eremita sperduto in una grotta inaccessibile, e dobbiamo (alcune volte in maniera forzata) interagire col resto del Mondo, a chi ci ricorda tutto questo dovremmo rispondergli che i destini delle varie persone si incrociano spesso e che le scelte di altri possono influenzare le nostre vite. Con conseguenze spesso devastanti….Il mio senso di vuoto in questi giorni è dovuto si, a una mancanza…Un qualcosa, un qualcuno che mi manca dentro. E quel qualcosa, quel qualcuno, è il vecchio Luca. Quello che ormai hanno ucciso…Già…Perché se è vero come è vero che io gli ho scavato la fossa, sono ben altri che l’hanno assassinato.
    @Ele, ciao, un abbraccio anche a te, tieniti stretto ciò che hai (lavoro, salute) e fregatene di quello che potrebbe risponderti la gente, se vuoi dire qualcosa fallo e basta. E avere un ruolo in questa vita, si, è necessario. E quel ruolo te lo devi assegnare tu, se non lo fai, lo faranno altri al posto tuo, non permetterglielo. Le giornatacce capitano, non farti travolgere, rimani a galla per quanto ti è possibile. I ricordi, quelli positivi, sono belli ma sono anche un’arma a doppio taglio. Conservali come un qualcosa di prezioso, ma lasciali dove sono.
    Buona domenica a tutti.

  • 11671
    E -

    ….Tornare indietro con la memoria del presente e del passato divenuti futuro. Altrimenti rischieremmo di essere punto a capo, Ele 🙂
    Concordo con Luca. Lascia stare i ricordi, sono un’arma a doppio taglio.
    O possono diventarlo.
    Magari rendiamo mostruosi i ricordi brutti oppure rendiamo meravigliosi quelli semplicemente piacevoli delle cose/persone perse rendendo ancora più profonda la fossa di vuoto in cui siamo caduti.
    Quanto agli altri ed i loro saggi consigli (magari dati con affetto e in buona fede ma con che risultati? Senso di colpa? costernazione? Senso di straniamento dal mondo dei “normali”? )è stata scritta una frase/poesia in merito:

    …….”Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere
    mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io.
    Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate.
    Vivi gli anni che ho vissuto io
    e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.
    Ognuno ha la propria storia.
    E solo allora mi potrai giudicare.”

    Luca, comprendo le tue parole e mi dispiace per quel te stesso assassinato. Mi dispiace tanto.

  • 11672
    E -

    Ancora una cosa Ele. Tu, dentro di te, sai benissimo quali sono i ricordi fa portare nel tuo viaggio. Quelli sinceri, quelli che non faranno male quando torneranno in mente anche se rimandano a persone perse per sempre e eventi che non accadranno più. Tieniti stretti questi ricordi e solo questi.
    Io li ho chiusi dentro alla parte buona di me. E lo terrò sempre nel cuore. Finché non cesserà di battere.
    Un abbraccio.

  • 11673
    Antino -

    Buongiorno a tutti/e. Sono d’accordo nel portare nel proprio cuore i ricordi belli e di lasciare andare quelli brutti. Mi premeva poi dire di non fare bilanci della propria vita; non servono a niente. E non serve nemmeno dare o darsi colpe per delle cose che non sono andate come dovevano andare (cioè come volevamo che andassero). Esiste solo il presente, l’adesso.

  • 11674
    Ele -

    Ciao E grazie per la poesia, è molto bella e molto vera. A volte i ricordi sono terribili, arrivano senza che neanche te ne accorgi e ti stravolgono. Credo che il mio problema (o meglio uno dei miei problemi) sia proprio questo, mi faccio travolgere dalle emozioni e non riesco proprio a gestirle. Poi il momento uragano passa ed io mi domando come sia stato possibile soccombere in quel modo.. Ma qualche tempo dopo, a volte magari appena poche ore dopo, risuccede. Un circolo continuo che mi stanca e mi demoralizza perchè mi pare di non fare mai alcun passo concreto in avanti, soltanto passi apparenti. Intanto ieri ho fatto stì fatidici 40 anni e per ora quello che temevo, cioè il bilancio della mia vita, lo reggo ancora. Perchè sto pensando, non è che magari adesso che ho 40 anni vengo immediatamente inserita dagli “altri” nella casella di quelli che non hanno concluso un cavolo nella vita e che ormai sono irrecuperabili? Magari smettono di chiedermi quando avrò un figlio, quando mi sposerò, quando metterò su famiglia. Luca, il mio ruolo potrebbe essere questo: la zia zitella, ma vorrei che tutti i ragionamenti altrui sulla mia inconcludenza della vita, fossero fatti soltanto alle mie spalle. Che mi lasciassero in pace con i miei bilancini, con i miei passettini virtuali, con le mie ricadute ma anche con i miei recuperi. Ciao Antino, ciao Piergiorgio (come stai??), ciao Marina, ciao David… Un abbraccio a tutti.

  • 11675
    luca76 -

    @Ele, allora auguri se hai fatto gli anni. Un abbraccio.

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