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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11476
    luca76 -

    Un abbracio a te @Silvia…
    …E un abbraccio a chi si è inferto ferite, a chi lo fa e a chi lo rifarà. Un abbraccio a chi è solo e disperato, a chi avrebbe voluto una vita normale, a chi ha smesso di inseguire i propri sogni, a chi non ha più stimoli, a chi ormai è disilluso…
    …Un abbraccio a chi soffre di patologie, a chi segue terapie, a chi non trova serenità, a chi non ha più fiducia in niente e nessuno, a chi si sente sbagliato e inutile, a chi ha amato la vita…
    …Un abbraccio caloroso a quegli egoisti e vigliacchi che hanno deciso di farla finita perchè erano troppo stanchi per continuare, e a chi gli è sopravvissuto, amici e parenti…
    …E un saluto agli “altri”, alle persone “sane”, a chi ha ancora uno scopo nella vita, a chi “la vita è un dono” e a quelli che “Abbi fede in Dio, lui ti salverà!”…
    Buona fortuna a tutti…

  • 11477
    david -

    Bellissimo Luca,sembra Rino Gaetano…Questo è uno dei messaggi,più belli,commoventi e drammatici scritti su questo blog e non sto scherzando,questa è una poesia,davvero bello.grazie e grazie a tutti.ciao

  • 11478
    tracy -

    Scusate ma suicidarsi è una cosa..farsi del male un altra..io sono contro la violenza..qualsiasi tipo di violenza, sia quella verso noi stessi che verso gli altri. è una cosa orribile farsi e fare del male.

  • 11479
    david -

    Scusa Tracy ma non hai capito nulla,le ferite autoinferte sono una forma di disperazione su me stesso.ma di che stai parlando? Guarda su internet

  • 11480
    conto alla rovescia -

    Un tempo scrivevo in questo forum utilizzando un altro nome. Adesso l’ho dovuto cambiare per tutelare la mia privacy.
    Credo proprio di essere giunto al capolinea. Le ho provate di tutte per uscire da questa trappola infernale che qualcuno si ostina a definire vita. Adesso ho esaurito tutte le mie risorse, tutte le mie energie.
    La vita rappresenta una prova troppo dura per alcuni di noi. Non è questione di essere sensibili (sensibile è una parola ambigua che significa tutto e il contrario di tutto e io non la uso volentieri perché sembra alludere a una superiorità morale che non mi appartiene). E’ semplicemente questione di essere troppo fragili e troppo vulnerabili.
    Sono sempre stato un disadattato. Sono anche un asociale e mi sento tranquillo solo quando sto da solo, protetto dalle mie quattro mura assieme alla mia gatta. Per sopravvivere avrei dovuto ritirarmi in cima a una montagna ma purtroppo, non essendo benestante, non me lo posso permettere. Attorno a me vedo sofferenza e follia; dentro di me vedo sofferenza e follia. Quando penso alla morte sorrido; poi mi accorgo di stare sorridendo e mi sento scorrere un brivido lungo la schiena.
    Scusate lo sfogo; non vedo l’ora di levarmi di torno.

  • 11481
    E -

    “…E un saluto agli “altri”, alle persone “sane”, a chi ha ancora uno scopo nella vita, a chi “la vita è un dono” e a quelli che “Abbi fede in Dio, lui ti salverà!”…”
    Mi unisco al tuo saluto, Luca.
    Un caro saluto a chi ha realizzato il proprio scopo demolendo gli altri ed è già pronto a mietere nuove vittime pur di realizzare un nuovo obiettivo.
    A chi va avanti per la propria strada, investe, schiaccia e manco se ne accorge talmente è preso dal guidare la Ferrari (leggi ennesima opportunità)che ha sotto il culo (leggi vita beata).
    A chi, mentre piangi, ti racconta le proprie disgrazie (dall’unghia rotta il giorno del primo appuntamento alla borsa chic strappata sotto il naso il primo giorno dei saldi)con la pretesa di essere consolata.
    A chi “non muove foglia che Dio non voglia” ma solo le foglie verdi attaccate all’albero perchè quelle secche le muovi da solo con il libero arbitrio (mah!).
    A chi guarda il sole e sorride, guarda la pioggia e sorride, guarda la neve e sorride, guarda te che crepi…….e sorride.
    E un saluto a Tracy, la cara dolce e ineffabile/inafferrabile Tracy, che, forse, non ha ancora capito, che alla morte, a volte, ci si arriva per gradini ed uno di questi gradini può essere la sofferenza fisica che ci si impone.
    A volte per espiare, a volte per rifugiarsi in un mondo parallelo, a volte per……
    Ogni persona è un mondo ed ogni mondo è una verità.
    Ognuno ha la propria, nessuna si somiglia così tanto da poter essere capita fino in fondo.

  • 11482
    Boh -

    C’è qualcuno che ha la malinconia negli occhi. Se la porta addosso, ovunque vada. Vede tutto avvolto da una tristezza che gli altri non vedono, che non capiscono e che non si può lavare. E gli sprazzi di buonumore non sono abbastanza per compensare il dolore, ma nemmeno si può più chiamare solo dolore, il dolore che si mescola ben bene con il vuoto fin a diventare un’unica poltiglia.
    Ecco la parte più vera di me. A giorni ovvia, a giorni arruffata dietro il sorriso e la gentilezza che in fondo non so se mi è mai appartenuta.
    La vita è davvero un peso per chi non la sa prendere con leggerezza. Vorrei solo avere il coraggio di lasciarmi andare… perché la tortura più grande è la consapevolezza di volere ardentemente non esserci ma di essere troppo vigliacchi per andare.

  • 11483
    tracy -

    hai ragione, nessuno si potrà mai capire.. a meno che non si riesce a far provare che provi tu a un altro, cosa impossibile. E poi mi sembrano tutti cosi distanti tutti persi nei loro problemi nel loro mondo di lavoro famiglia e viaggi…troppo occupati di loro stessi per poter pensare ad altri ..anche solo per fargli compagnia quando glielo si chiede. propio vero che se non pensi tu a te stesso non puoi contare su altri…davvero. l ho provato troppe volte.

  • 11484
    E -

    La malinconia negli occhi può fuorviare. Ce l’hanno anche i delinquenti a cui pare di non aver commesso abbastanza crimini, gli avidi a cui pare di non aver rubato abbastanza, gli indifferenti a cui pare di aver prestato troppa attenzione al prossimo.

  • 11485
    Boh -

    Quel che dici è vero. Solo che quella non è la malinconia negli occhi a cui mi riferisco. E’ qualcos altro. Simile, forse, seppure non uguale.
    Ma che c’entra, in fondo? I delinquenti, gli avidi, gli indifferenti non sono sempre esseri umani?
    Non tutti i delinquenti lo sono per davvero. Magari alcuni sono diventati, o a volte solo etichettati senza esserlo, delinquenti per una serie di motivi che il mondo ignora. Motivi che se non giustificano, perlomeno spiegano.
    Non tutti gli avidi lo sono per natura, magari lo sono diventati perchè così è stato loro insegnato.
    E non tutti gli indifferenti sono perfidi. Magari lo sono perchè a loro nessuno ha prestato la citata attenzione, perchè non hanno conosciuto altro che la solitudine, l’alienazione, il rifiuto o chissà che altro.
    Ma viviamo nell’incoerenza collettiva. A volte sono tutti buonisti, a volte sono tutti cinici.
    Credo che l’Uomo non sia malvagio in natura. A volte perverso. Ma non cattivo. Eppure l’Uomo del nostro tempo è negativo, degenerato oserei. Incapace di entrare in sintonia con i suoi simili, di riconoscerli tali seppur indubbiamente diversi, in gloria della tanto rinomata soggettività.
    Ho la mia teoria, più o meno varia, non è il caso di dilungarmi.
    La vita in sè è di un valore inestimabile, il problema è la realtà singolare di ogni individuo, di come vive questo viaggio in rapporto a se stesso e agli altri. E c’è chi lo vivrà sempre male, comunque vada. Ma non perchè sia cattivo, piuttosto propendo nel pensare potrebbe essere perchè si trova in una situazione di incapacità di vero rapporto con le cose. E il concetto di “cose” non esclude il sè.
    “Ecco tutto”. Anche se solo per modo di dire.

  • 11486
    fiammetta -

    Ci sono quei giorni in cui ti trascini la vita dietro come un peso, a ogni tuo passo, lei ti segue,anche se tu non vorresti. I sogni svaniscono, non ti sembrano impossibili,ma semplicemente smetti di averli. Ci sono giorni in cui l’interesse per qualunque cosa ti circondi è pari a zero,le emozioni sono niente, e persino il dolore ti sembra lontano, e quasi un’ambizione,rapportato al nulla che porti dentro.
    Non è definibile quello stato d’animo perché, ogni definizione sarebbe qualcosa e invece, quello è solo il nulla. Ecco, in quei giorni, in quei mesi, in quegli anni, io non riuscivo e non riesco a desiderare neppure la morte. Attendo,con inerzia,il mio momento. Io so che quei giorni fanno parte di me. E so che tornano a fare capolino. So che, anche in momenti come ora, in cui vedo un senso, in realtà dietro l’angolo c’è quel nulla che potrebbe trascinarmi da un momento all’altro. Quando invece quel nulla non c’è, non vedo momenti come oggi. Eppure oggi, poiché vedo qualcosa, voglio dire a tutti coloro che non vedono, che dietro l’angolo qualcosa c’è. E spero che domani, quando sarò io a non vederlo, qualcuno lo dirà a me.

  • 11487
    tracy -

    Oggi mi sono svegliata incavolata e delusa con il mondo. anzi non sono per niente riuscita a prendere sonno.. la gente sa solo prendere in giro e giudicare..sa solo dire la colpa è tua senza capirti, poi ci sono quelli infelici a vita che vogliono che tutti non si divertano come loro e quelli che se piangi e sei infelice per qualcosa pensano che sia solo per una sciochezza..e osano anche prenderti per i fondelli. tutta la vita mi sta andando male. non c’è nulla che funziona. Nessuno mi da importanza.. mi vedono vestita un po bene e tranquilla e pensano che io stia bene lo stesso invece è solo apparenza! ho voglia di andare in centro cittâ da qualche parte dove c’è gente a ballare e far casino solo per dire a tutti…esisto anche io!!!!!!!!!!!! non ignoratemi. scusate lo sfogo. hai ragione bho la gente fa fatica a entrare in sintonia con un altre persone.. pare pensino solo a sè. se si sta male magari si ha solo bisogno di qualcuno che voglia passare del tempo in tua compagnia per tirarti su di morale in amicizia..invece si trova ancora gente solo disposta a imbrogliarti e falsa. non so se mi capite.

  • 11488
    antino -

    So come ci si sente quando si è depressi e si ha addirittura voglia di morire, lo so perchè di tanto in tanto (anzi parecchio di frequente) lo sono anch’io. Attualmente attraverso una fase positiva, e, se può essere di aiuto a qualcuno di voi, posso solo dire che non bisogna vergognarsi di ammettere di avere degli squilibri nella chimica del cervello. Anche io frequento psicologi e psichiatri, e posso dire solo questo (spero di non ledere la sensibilità di nessuno): è principalmente un problema di squilibrio chimico nel cervello: “ci mancano delle sostanze” il livello della seronotina non è sufficente, e per questo occorre “farsi curare”. So perfettamente che quando si sta male e male per davvero si è restii ad ammetterlo: lo so perchè ne ho esperienza amici, ma credetemi, è principalmente dovuto a questo. Ovviamente poi su questa base si innestano altri fattori: insoddisfazioni, storie terribili, delusioni di ogni genere, disoccupazione, altre malattie, incomprensioni degli altri e chi più ne ha più (purtroppo) ne metta. Se tutte queste altre cose non ci fossero sarebbe tutto più semplice. Ma proprio perchè la vita spesso è difficile e ha tutte queste cose occorre essere “più forti”. Ci sono farmaci che aiutano in questo. Le terapie psicologiche fanno poco anche se possono essere sempre utili, ma solo se e quando si sta meglio. Quando si sta meglio:
    1) si affrontano meglio i momenti di difficoltà
    2) si può godere di quelli più piacevoli.
    Non vergognatevi di “farvi curare” di rivolgervi a uno psichiatra. Qua però devo ammettere che è difficile trovare la persona giusta (e anche corretta): ci sono quelli che hanno più problemi di quelli che pretendono di risolvere negli altri, o che non sono diciamo così abbastanza competenti, che ti tengono un minuto e prescrivono solamente senza ascoltarti almeno un poco. Occorre trovare il medico adatto a voi (e lo stesso vale eventualemtne per lo psicologo).
    poi c’è il problema del costo economico certo, ma ci sono anche strutture pubbliche.

    Un altra cosa che posso consigliare di fare è l’attività sportiva, meglio se con altri (fare calcio o pallavolo, corsi in palestra o semplicemnte andare in bici, correre ecc). Migliora di molto lo stato d’animo. questa è almeno la mia esperienza. Chi può farlo anche gite e viaggi.

    E poi, non ultimo l’accettazione della realtà così com’è. Non possiamo cambiarla, né possiamo cambiare gli altri. Le cose vanno come devono andare, sono andate in passato come dovevano andare e non c’è nient’altro da dire a riguardo. Sapete quanti rimpianti ho avuto io, quante cose di cui oggi mi mangerei le mani per aver fatto nel modo “sbagliato”. eppure non avrei potuto fare diversamente anche se le conseguenze oggi non sono diciamo così…così piacevoli da sopportare.
    Inoltre non serve a niente infliggersi ferite o addirittura mutilarsi o uccidersi. Pensate quando saremo morti nessuno si ricorderà più di noi. Puff…tutto finito e allora? che si sarà concluso? Niente preciso

  • 11489
    luca76 -

    @Boh, io la penso in maniera contraria a te. Io credo che l’essere umano nasca malvagio, tanto da doversi creare Dei a propria immagine e somiglianza (e non il contrario), quasi a giustificarsi…ma questo è un altro discorso…Tornando a bomba, crudeltà, violenza, cinismo, egoismo (e chi più ne ha più ne metta) sono “qualità” insite in esso fin dall’infanzia. Le poche virtù che possediamo, le acquisiamo nel corso dell’esistenza e alcuni non ne sono nemmeno sfiorati. Non è nemmeno una peculiarità del nostro tempo, la negatività e la degenerazione appartenevano anche al passato, siamo sempre stati così, fin dalla notte dei tempi. Questa è la mia visione naturalmente, che è dettata dalla scarsa considerazione che ho dell’Uomo. E non credo nemmeno che la vita sia un qualcosa di così inestimabile. Siamo solo un ammasso di carne ossa e sangue gettato in un’arena chiamato “esistenza”, dove o ci si adatta o si soccombe (per mano nostra o per mano di altri), destinato comunque prima o poi al naturale disfacimento organico. Chimica e poco altro…Non ci ho mai visto nessuna magia o meraviglia in tutto questo. Possiamo filosofeggiare quanto si vuole sul senso della vita, cercando un senso che forse non c’è. In fondo, a ben pensarci, sono gli altri esseri viventi appartenenti a questo mondo, quelli che consideriamo inferiori, ad aver capito tutto. Per un cane, un gatto o un maiale la propria esistenza scorre in maniera naturale (quando l’uomo non ci mette lo zampino). Loro non hanno bisogno di usare aggettivi come inestimabile, importante, donata etc. etc. per descriverla…Vivono, semplicemente. Senza farsi troppe masturbazioni mentali. Fortunati loro, fottuti noi…
    @Fiammetta e @Antino, fa sempre piacere leggere su questo blog testimonianze di gente che è riuscita a tirarsi fuori, almeno con un piede, dal pantano in cui molti qui sono invischiati. Raccontandosi, parlando anche di cose concrete, non usando metafore o iperbole, ma in maniera semplice. Personalmente vi ringrazio di cuore, se avete la possibilità fatevi risentire per come procedono le cose.
    Saluti a tutti, e…un’abbraccio a @E, David, Silvia e Ele…a proposito…@Ele, come stai?

  • 11490
    Boh -

    Tracy, che bel suono, mi sembri una bambina persa tra giganti indolenti. La vuoi una caramella? Oh no, non sempre accettare qualcosa dagli sconosciuti è cosa non-buona e non-giusta, e questo l’hai già scritto tu.Leggo un’ingenua purezza nelle tue parole. In te c’è e da te esce l’urlo “voglio vivere”, con il tuo ballare e il tuo far casino tra la gente.Ma non solo. Quello è solo il biglietto di entrata, vero?Lì è, perché così deve essere, solo l’inizio. Più ti leggo più mi sembra di avvicinarmi: la tua non è la rabbia di chi porta rancore, assomiglia all’energia tormentata del ribelle. Di chi non si rassegna. Di chi, nonostante tutto (e questo “nonostante tutto” ha sua buona dose di importanza), ogni giorno si prepara alla lotta. La sua personale lotta, è relativo di che tipo sia. E spera. O ci prova. Per finire continuamente deluso alla fine della corsa. Deluso e stanco.Deluso e stanco e logorato.Deluso e stanco e logorato e spento. Sbaglio? E’ struggente, il destino del ribelle. Questo lo so da sempre.A volte ho l’impressione che la vita sia un circuito. Si fanno tanti giri per poi ritrovarsi sempre al punto di partenza.A me succede così.Con le esperienze e con le persone, il risultato delle più o meno contorte espressioni è sempre lo stesso. Passano tanti numeri, ma ottengo sempre zero diviso zero. E non ci capisco nulla, anzi dubito anche che i calcoli siano giusti. C’era una mia insegnante, a suo tempo, che diceva che chi non capisce la matematica non può capire la storia. Ho pensato tante volte che si sbagliava, che se le sue operazioni non le sapevo né comprendere né applicare al momento giusto e al posto giusto, le storie invece non solo le capivo, ma anche adoravo ascoltarle, osservarle, adoravo amarle. E al centro del mondo ci sono storie, questo me lo ricordo bene. Le storie e la gente e gli ambienti e le emozioni e i sentimenti e le atmosfere e le sensazioni, sono la mia ossessione. Mai però quanto la Verità. Non la verità contrapposta alla bugia, intendo la verità degli sguardi e dei riassunti. Ma non ce n’è molta in giro, di verità, Tracy. Ci sono le ipocrisie di chi ti fa credere di non aver tempo, quando la parola più adatta è, banalmente, voglia. Le ipocrisie e la meschinità delle non risposte, non date per incapacità o per menefreghismo. O, desolante: per incomprensione. Per l’ennesima volta allora eccoci di nuovo da capo: per incomunicabilità. Dietro le quinte della solitudine a questo punto non può che esserci sempre lei, l’incomunicabilità.Solo che c’è solitudine e solitudine. E ne ho trovato anche un terzo tipo, a ben pensarci. C’è quella necessaria, la più lirica.C’è quella riflessiva, la più complicata. E c’è quella inesorabile, la più abissale, anzi indefinibile.Non credo di essere comprensibile.E allora ti voglio dire che alle 6:33 di mattina le strade ancora tacciono, se sei nel posto giusto. Mai come le due di notte, da sola, lì è apoteosi. Ma tacciono. O sussurrano. Puoi essere la regina di quella strada, se la fai tua

  • 11491
    conto alla rovescia -

    Tutte le affermazioni sulla vita sono totalmente soggettive, totalmente unilaterali. Non hanno nessun valore filosofico; tutt’al più possiamo attribuire loro un significato psicologico. Rivelano lo stato d’animo di chi le ha formulate.
    Della vita degli altri non so nulla. La mia vita fa schifo; questa è l’unica affermazione che posso permettermi di fare. Credo che il mio quarantesimo compleanno sia la data migliore per porre fine a questa ignobile farsa.

  • 11492
    Boh -

    Luca,
    credo che niente sia più semplice di una cosa: pensiamo quello che pensiamo in riferimento a cosa e come lo abbiamo vissuto. Niente di nuovo, ma mi serve per partire. No, mi sarebbe servito.
    Ti avevo scritto ciò che penso, poi ho lasciato stare. Ho capito che stai cercando solo qualcosa di concreto, posso anche capirlo. C’è chi il concreto lo sa afferrare e apprezzare e chi no, quanto vale l’opposto.
    Ciao

  • 11493
    Boh -

    Non ho nessunissima intenzione di dare un valore filosofico a quel che scrivo. Siete voi che ci avete collegato questa parola. Avete scritto i vostri pensieri, io i miei.

  • 11494
    david -

    Ma ke dire è strano che le storie di dolore sono diverse ma anche hanno qualcosa in comune.La notte cerco sempre di tenere la luce accesa,quella del giardino o del corridoio.Per molto tempo quando ho perduto il lavoro stavo lontano dalle persone,credevo alla malvagità degli esseri umani,in tutta la mia vita soltanto un cane mi ha morso.Secondo lo zodiaco il mio segno è quello del cane,moh è una cosa strana.Ho perduto il lavoro,dopo anni ed anni di mobbing subito,ho cercato di avere giustizia,i miei diritti poi sembrerà strano ho avuto una frattura ad un piede e ad un altro un incidente.Se vedo un cane sono contento,ho sempre avuto cani e gatti.Preferisco essere sbranato da un cane che è sincero che ingannato e maltrattato come quei bastardi al lavoro.Molti senzatetto hanno sempre dei cani,la gente dice per intenerire ed avere soldi,invece spesso lo fanno perchè si sono distaccati dall’umanità.La vita secondo me è come giocare a ping pong,sono cattolico,ma un pò credo al karma,a ping pong,in ogni caso se decido di vivere cercherò ancora un lavoro e di fare il bene,non posso dire che la vita è uno schifo e poi vivere è un controsenso.A 14 anni vedevo l’amore,la pace,la gioia.Poi le cose sono cambiate.Ciao a tutti buona serata

  • 11495
    E -

    “I delinquenti, gli avidi, gli indifferenti non sono sempre esseri umani?”
    ?
    Cos’è? Un porgi l’altra guancia? Sono essere umani in quanto inseriti nell’anagrafe civile.
    Un delinquente è un delinquente. Si, è un essere umano solo perchè nel genere umano si riscontra tanta cattiveria puramente dolosa e fortemente voluta.
    “Non tutti i delinquenti lo sono per davvero”.
    Noooo. ti ammazzo un pò, ti rubo un pò, ti picchio un pò, ti violento un pò, ti stalkerizzo un pò, ti truffo un pò….ma solo poco poco perchè non sono stronzo fino in fondo e poi, magari in punto di morte, mi pento e mi dolgo così Dio mi riabbraccia.
    ” Magari alcuni sono diventati, o a volte solo etichettati senza esserlo, delinquenti per una serie di motivi che il mondo ignora”.
    Faccio salvi le vittime della giustizia e i perseguitati dalle etichette. Ma quelli non sono delinquenti. Sono poveri cristi. La differenza c’è e si vede, credimi.
    “Motivi che se non giustificano, perlomeno spiegano”.
    ……………..no comment.
    “Non tutti gli avidi lo sono per natura, magari lo sono diventati perchè così è stato loro insegnato”.
    Poracci…..e non è che, crescendo, hanno imparato a usare il proprio cervello e a distinguere un insegnamento di merda da un comportamento urbano?
    “E non tutti gli indifferenti sono perfidi. Magari lo sono perchè a loro nessuno ha prestato la citata attenzione, perchè non hanno conosciuto altro che la solitudine, l’alienazione, il rifiuto o chissà che altro”.
    ???????? Chi è vittima dell’indifferenza è tutto tranne che indifferente. Anche perchè se fosse indifferente come potrebbe rendersi conto e patire per essere stato vittima di indifferenza (è nato prima l’uovo o la gallina?).
    Se sei stronzo ti comporterai da stronzo.
    Se non lo sei bestemmierai, ti incazzerai, minaccerai e, poi, aiutarai la nonnetta ad attraversare la strada.
    Se hai fame e rubi, 99 su 100, ti andrà di traverso ciò che hai rubato.
    Se sei ladro sfoggi la refurtiva con gli amici nel locale in.
    Una seconda possibilità va concessa a tutti ma non a costo di privarti della tua, magari unica, possibilità.
    Le persone vanno valutate, e attentamente, caso per caso, monitorate, scandagliate fino al dna.
    Fare di tutt’erba un fascio, allargare le braccia e urlare “lasciate che i delinquenti vengano a me” è una cosa che lascio fare a Cristo.
    Lui (forse perchè lo ha fatto con i pargoli) c’ha rimesso le penne ma è andato in Paradiso.
    A me il giochetto non è riuscito e, di delinquente in delinquente, ho buttato la mia vita nel cesso.

  • 11496
    luca76 -

    @Boh, mi spiace che hai lasciato stare nello scrivermi ciò che pensi, ma ti posso anche capire. E’ vero, io cerco “solo”(?) qualcosa di concreto, anzi ne sento il bisogno, come penso in molti…Non sento il bisogno di elevarmi spiritualmente, ne in questa in vita ne in altre, quello lo lascio agli asceti e ai mistici. Solo vorrei che tu non avessi confuso questo bisogno di concretezza con quello di materialità, perché le cose, gli oggetti e tutto ciò che vuoi per me rappresentano poco o
    niente, non è quello che ho cercato in questa esistenza…Saluti…

  • 11497
    luca76 -

    P.S. @Boh, quando parlavo di filosofeggiare, facevo un discorso a più ampio respiro, non era diretto necessariamente a te. Di nuovo saluti.

  • 11498
    Boh -

    E: bastava che mi chiedessi cosa intendevo, e ti avrei risposto tranquillamente. Forse non sono abbastanza comprensibile io, o forse sei un po’ avventato nelle conclusioni tu, o forse entrambi. Quello che penso l’hai scritto tu stesso: “Le persone vanno valutate, e attentamente, caso per caso, monitorate, scandagliate fino al dna.” Era proprio quello dove volevo arrivare, tutto il contrario che fare tutta una generalizzazione. E il tuo pensiero te lo rigiro: non sai chi hai davanti. Potresti avere di fronte una persona che è cresciuta opponendosi al buonismo, al perbenismo, al conformismo, a costo di perderci molto pur di rimanere fedele ai suoi punti di vista, ci hai pensato? Te lo dico per pura informazione. Sono una persona senza Dio, senza guide e senza mappe e sto cercando di districarmi dal gomitolo di questa (per me complicatissima e pesantissima) esistenza con ciò che testa, cuore e coscienza mi suggeriscono. Sono gli unici strumenti che ho a disposizione e provo a usarli. A volte ci azzecco, a volte fallisco. E mi dicono che la maggior parte delle cose siano opinabili, interpretabili e non possono che passare attraverso il filtro della soggettività, se si sceglie la franchezza e non l’adeguamento spesso acritico al luogo comune.
    Rubare in sé è sbagliato, d’accordo, ma preferiresti morire di fame? Questo è un esempio estremo, ma è per usare gli stessi termini di paragone. Eppure la gogna sociale: condanna, o assolve. In altri termini: giudica. La comprensione non interessa, importa dire la propria anche prima di sapere, chi se ne frega. (Se tu ti senti certo di saper distinguere facilmente il bene dal male, il giusto e il non giusto, ti invidio perché io invece ho la necessità costituzionale di rimuginarci sulle cose prima di provare a farmi un’idea più o meno definita). Lo facciamo un po’ tutti, a differenza che c’è chi lo fa senza pensarci, chi invece prova a usare la sua testa anche se tutti gli stimoli poterebbero a farsi trascinare dalla corrente.


    Luca: ho percepito del disprezzo nei confronti di ciò che ho scritto nel tuo primo commento, per questo ho lasciato perdere. Non so se era questo oppure ho colto male. Non ho affatto confuso la tua ricerca di concretezza con la materialità. E personalmente mi sento un essere alquanto introverso e incapace a vivere, altro che elevamenti e filosofia! Oltre questo, però, mi resta qualcosa a cui aggrapparmi, che ahimè di concreto ha ben poco. Non perché non ne senta anch’io il bisogno, o perché non lo vorrei, il concreto, dico. Ma perché non sono capace, o forse non mi è dato, averlo questo riscontro pratico.
    Così continuo nella mia solitudine e nella mia testardaggine a cercare di leggere quello che c’è dentro gli altri, attraverso gli sguardi e le parole. E ogni tanto, tra innumerevoli che ti passano indifferenti e che non riesci a percepire, c’è quel qualcuno che ti trasmette qualcosa capace di andare anche oltre ai sentimenti. Ho lanciato il sassolino, non so se riesco a spiegarmi.

  • 11499
    luca76 -

    @Boh: si, hai colto male il senso del mio commento, così come del resto ho fatto io con la tua risposta. Non potrei mai provare disprezzo per te e per ciò che scrivi, per il semplice motivo che non ti conosco, non so niente di te, nemmeno il nome o il sesso. Mi fai così vuoto, tanto da giudicare qualcuno solo da ciò che lascia scritto su un blog? Come ho già detto nel post scriptum al commento 11497, quando ho parlato di filosofia o elevamenti lo facevo nel contesto di un mio discorso generale, non diretto a qualcuno in particolare (in questo caso a te), mi spiace se ti sei sentito/a chiamato in causa. Forse, avresti potuto semplicemente dirmi la tua al mio primo commento, senza lasciarmi stare. L’unica pecca di questo blog è che non è in diretta, i commenti che lasciamo appaiono ogni 4 ore, ed è abbastanza naturale che possano nascere incomprensioni. Ti cito: “Pensiamo (e diciamo, aggiungo io) quello che pensiamo in riferimento a cosa e come lo abbiamo vissuto”, io continuo ad avere una visione diversa dalla tua, riguardo alla malvagità dell’Uomo e del valore che può avere una vita umana, ma questo non vuol dire che non possa provare rispetto e ascoltare ciò che hanno da dire gli altri. Come quando parli di quella “malinconia negli occhi”, da una parte sono d’accordo con quello che dice @E, dall’altra non posso che darti ragione, perché quella malinconia la vedo tutti i giorni guardandomi allo specchio. Come mi scrisse una volta l’amico @David, noi, che in questa pagina del web ci ritroviamo a sfogarci del nostro male interiore, viaggiamo su vie parallele (a volte distanti); ma che vanno tutte verso la stessa direzione, ed è un viaggio stancante per la sua pesantezza…Mentre scrivo sono già da un po’ passate le 03:00 di notte (o di mattina, a secondo dei punti di vista)…L’ennesima nottata passata in bianco, la 100miliardesima della mia vita, solo con tutti i miei pensieri, i miei tormenti, la mia voglia di farla finita, di terminare questo viaggio, di scendere da sto c.... di treno che corre troppo veloce per i miei gusti e non mi permette di mettere a fuoco le immagini che mi scorrono dal finestrino…Qui a Torino ha piovuto negli ultimi 2 giorni…Mi piace la pioggia, mi è sempre piaciuta…Spesso nelle serate di pioggia mi sono fatto delle lunghe passeggiate per le vie delle diverse città che ho avuto modo di visitare nel corso degli anni…Si respira un’aria diversa e non solo per mere questioni meteorologiche…Voglio andarmene in un giorno di pioggia…scivolare, come scivola l’acqua che cade dal cielo…A volte ho una visione un po’ gotica dei miei ultimi momenti…ma sto divagando…Sai Boh, abbiamo un tratto caratteriale che ci accomuna, anche io sono un’introverso, lo sono sempre stato. E per contro, non mi sono mai piaciute particolarmente le persone troppo estroverse, non so se anche per te sia così…Vabbeh, chiudo, avrei voglia di scrivere altro, ma devo cercare di dormire un po’…
    Notte a tutti…

  • 11500
    Boh -

    Luca: ti chiedo scusa se ho capito male. La faccia distruttiva della sensibilità si chiama suscettibilità ed è un pessimistico tarlo. Leggere quello che hai scritto mi ha un tantino rinfrancato, mi sarebbe dispiaciuto lasciare, senza replica, un’immagine distorta di pensieri a cui, bene o male, sono affezionata.
    “Spesso nelle serate di pioggia mi sono fatto delle lunghe passeggiate per le vie delle diverse città che ho avuto modo di visitare nel corso degli anni…Si respira un’aria diversa e non solo per mere questioni meteorologiche”: ironia della sorte stanotte mi sono addormentata alle 3, e come del resto ormai da qualche tempo, credo fosse l’una o giù di lì passeggiavo per le strade del mio paese, sotto la pioggia sottile. Amo intensamente quella sensazione, quelle stesse strade che qualche ora dopo sarebbero animate da confusione, via vai, crocevia di scambi e chissà che, stanotte erano solo mie, avvolte come per incantesimo, o dovrei dire sortilegio, in un silenzio avvolgente, ovattato quanto leggermente tetro. Sciolta nello spazio e nel tempo senza occhi indiscreti, senza maschere. Il palcoscenico “simil-concreto”, per quanto astratto, più inebriante che abbia trovato negli ultimi tempi per sentirmi un po’ libera, un po’ vera e un po’ viva. Ecco quel che speravo di trasmettere a Tracy.
    Non pensare che non capisca quando scrivi di non credere nella vita e nella gente. Per molto tempo io non ho creduto, né all’una né all’altra, e neanche tanto tempo fa. Poi un giorno: una scintilla, quella cosa che ti tieni dentro da tanto e che un giorno, chissà perché proprio quel giorno, implode dentro e non si accontenta neanche di implodere, vuole esplodere. Così nella consapevolezza di quanto schifo abbia intorno e dentro, non so come, mi sono accorta che esserci è alquanto strano, che insomma ci sarebbero molte più occasioni di quanto sembra per non esserci, che uno lo volesse o meno. E così ho pensato che in sé la vita sarebbe una serie di coincidenze, o casualità, se uno ci credesse alle coincidenze, o alla casualità. Io che invece sono così trasognata da crede che ci siano dei “segnali” da cogliere, degli istinti da seguire, magari anche con distacco ma provarci, allora ecco: una certezza, che non so nemmeno da dove venga, che la Vita in sé sia qualcosa di meraviglioso. Solo che non lo è la mia realtà.
    Ho il sospetto, pur non potendo avere le prove e dunque potrei anche sbagliarmi, che ognuno, nel suo “contesto ideale”, difenderebbe la propria sopravvivenza e quella di chi gli è caro con tutto se stesso. E in questo “contesto ideale” ci sono tutte le singolarità di ognuno, eppure credo anche che ci siano delle cose che accomunano tutti, e non sono altro che i banali quanto importantissimi sentimenti: l’Affetto e l’Amore. Non dimenticare il presupposto: io sono una persona senza Dio, questi miei concetti non hanno nulla a che vedere con riferimenti religiosi. Credo in loro e credo in ciò che riescono a tirare fuori, il Bello che dimora nell’Uomo.

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