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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11451
    Morpheus -

    ” E quando Credi di non aver più motivi per combattere, Trova nuovi motivi per non mollare ”

    Gli stimoli sono importanti, quello riportato è in bella mostra in una scuola militare per Ufficiali. Se per ognuno di noi non esiste una meta, che dovrà necessariamente essere costruita ad “hoc” per ciascuno di noi, diventa utopistico quanto inutile, pensare di trovare un futuro che ti prende per mano. Credo che siete tutte delle bravissime persone, che hanno soltanto avuto la sventura di avere avuto nella vostra vita, più dolori che gioie. Ma pensando ragionevolmente che anche l’universo si regge su di un equilibrio stabile è ottimistico pensare che arriverà presto per voi anche il momento di pareggiare il conto con il destino.
    Per adesso…. Buona giornata a tutti!

    ” Colui che si fissa a guardare il suo passato, non merita di avere Futuro innanzi a se ” Oscar Wilde

  • 11452
    marina -

    Ciao E ,io stò bene (diciamo )nella vita non si finisce mai di lottare per la nostra soppravvivenza,e io non mollo ,non voglio mollare ,quindi vado avanti anche se è molto pesante .La solitudine ,l’amarezza ..bè quelle rimangono e i vuoti non si riempiono con nulla .La famiglia (i figli i nipoti )non riempiono quello che mi manca (tra l’altro non sò neanche io cosa ),sono sempre alla ricerca e così vado avanti.La perfezione del modo di vivere non esiste .E… non mollare !! La serenità ,un amore che hai passato è sempre un bel ricordo ,hai vissuto se pur pochi attimi una bella storia . Che dirti tu mi sei mancata qui in questo forum ,mi incanti sempre con le tue parole .Fb tu non andavi mai e del resto neanche io :-),ma è stato bello ritrovarti qui. un abbraccio Piergiorgio un abbraccio anche a te ,come stai? @ CG chi è Elena rispondi? 🙂

  • 11453
    david -

    Sì,ma la Serotonina non c’entra nulla.Periodi brutti non hanno niente a che fare col funzionamento del cervello,chi continua a sparlare di cose che non conosce non aiuta nessuno.La depressione è una patologia.Sono d’accordo invece che chi riesce ad uscire da questa potrà essere forse più forte e controllare le proprie emozioni,il proprie sofferenza,la propria vita

  • 11454
    E -

    “Ognuno è in cantastoria, tante facce nella memoria. Tanto di tutto, tanto di niente. Le parole di tanta gente”. La cantava Gabriella Ferri, “caduta” (?) da una terrazza anni fa.
    La mia vita, in tutti i suoi aspetti, a cominciare dal lavoro, che se l’aspetto che più mi preme, è tutta on questa frase di una canzone.

  • 11455
    luca76 -

    Mi ritrovo a leggere che nella vita ci vuole uno scopo, che bisogna crearsi una meta fatta su misura e puntarci con decisione. Ma ci fate così faciloni? Non vi viene in mente che le persone qui, fin dall’età adolescenziale non si siano poste degli scopi e degli obbietivi da raggiungere nella vita? E che ora, sulla soglia dei 40 (qualcuno anche oltre), si ritrova in mano un pugno di mosche, dove le loro speranze e i loro sogni si sono andati a infrangersi contro ostacoli che il “destino” si è divertito a disseminare sul nostro cammino? Io ho 37 anni, ho poggiato la mia intera esistenza su 2 pilastri x me fondamentali: il lavoro e l’aver vicino la persona che amo di più. Il primo mi è stato tolto, non perchè fossi un’incapace, ma perchè qualcuno ha deciso che costavo troppo e allora calci in culo, con un tante grazie per l’esserti spezzato per anni la schiena. È passato quasi un’anno da allora, mi sono arrangiato facendo lavoretti quà e là, ho anche frequentato corsi di formazione per cercare di inserirmi in altri ambiti lavorativi, ma si sono rilevati delle fregature. Sono a terra, non so più dove sbattere la testa, sto prosciugando il mio conto in banca e oggi come oggi non si riesce a trovare nemmeno posto come lavapiatti. Dell’altro mio pilastro, ne ho già parlato, sul come è andata a finire e di come mi abbia lasciato. Essere soli e non avere lavoro è una combinazione devastante. Dove si possono trovare gli stimoli di cui parla @morpheus? Non è vero che la vita è dura per tutti. Quando sento questa frase mi viene in mente la Fornero, quando incontrando un malato di sla disse: “Beh, sa, anche la vita da ministro è difficile”. Ad alcuni la vita gli viene letteralmente regalata ogni giorno, e non parlo solo dei belli-ricchi-famosi-potenti, ma anche di gente qualuque. E poi ci siamo noi, quelli che raschiano ogni giorno il barile, cercando un pò di quella gran inculata chiamata “vita”.

  • 11456
    luca76 -

    Ancora una cosa, concordo con @david e @silvia, in merito a ciò che dicevano riguardo al fatto che molto spesso qui entrano persone che lasciano commenti e giudizi frettolosi e dispensando pillole di umana saggezza (a volte detti anche con le migliori intenzioni, chi lo nega), e poi spariscono con la stessa velocità con cui sono apparsi. Come è stato giustamente detto, qui bisognerebbe parlare di cose concrete, raccontarsi anche, spiegando il perchè per loro abbia un così grande valore la vita, possibilmente senza stare a dire banalità del tipo, cito @E, che “la vita è bella perchè c’è il sole che sorge, le stelle che brillano e i bambini che ridono”…Qualcosa di più insomma, perchè se tra chi interviene qui c’è veramente qualcuno che può aiutare chi sta male dentro, non andrebbe sprecata, fermo restando che il miglior aiuto è quello che ci diamo da soli. Chiedo scusa per la lungaggine e se ho offeso qualcuno tirandolo in ballo nei miei discorsi, ma oggi è stata una giornata pesante e sentivo il bisogno di sfogarmi. Saluti.

  • 11457
    Ele -

    @CG, credo ti rivolgessi a me scrivendo elena, comunque non so proprio cosa sia meglio tra le ns due situazioni.
    Oggi sono stata male, di nuovo come tempo fa, quando ho cominciato a frequentare questo forum. Un senso di disperazione acuto e profondo, terribile.
    Provo ora a ragionare sulle conseguenze: non ho fatto ricorso a ferite su di me per non sentire il dolore dentro (piuttosto preferisco dedicarmi al dolore esterno in questi casi), ma SOLO perchè sono stata fermata in tempo. Non perchè non lo desiderassi con tutta me stessa. Fremevo, tremavo, volevo vedere il mio sangue, sentire un dolore fisico. Ho fatto ricorso alle gocce di xanax, fortunatamente in borsa anche se le portavo più per scaramanzia che per bisogno (almeno credevo). Pianti con singhiozzi, assoluta certezza di non essere capita, solita sensazione di essere un alieno, ma soprattutto solita idea di essere sbagliata e che di guarire non se ne parla proprio. Sono così delusa, triste e del tutto inutile. Un abbraccio.

  • 11458
    CG -

    @ele
    Sì mi rivolgevo a te. Non so perché ho scritto Elena, potresti essere Eleonora … o Elettra.
    Il punto è che è proprio la sensazione (o meglio: il convincimento) di essere sbagliati che ci rende tali. Non siamo peggio di tanti altri, ma questo la nostra mente non lo prende minimamente in considerazione. Non guariremo mai da questa sensazione, purtroppo. Ho provato anch’io a prendere psicofarmaci, ma li ho interrotti dopo qualche mese, mi facevano solo dormire un pò meglio e basta. Ti capita di frequente di farti del male fisicamente?
    Ricambio l’abbraccio.

  • 11459
    david -

    Hai ragione Luca,pienamente,sono le 2.2o circa ed io non posso dormire perchè mi manca mezzo farmaco,si è vero dovevo starci dietro,ma mezzo farmaco,ma la mia sciagurata vita non vale più di mezzo farmaco?Come si può resistere a tanto?Non ci capisco più niente,ma forse è meglio non capirla questa merda del 21esimo secolo.Ciao a tutti

  • 11460
    Ele -

    … Il punto è che credevo di stare meglio… Erano diversi mesi che non sentivo questo risucchio nero dentro che con una forza enorme mi strappa dai quei deboli appigli che mi ero faticosamente creata. Quindi… Sono veramente demoralizzata. C’era un tempo in cui mi ferivo frequentemente, poi dopo una lunga terapia, ho smesso. Da qualche mese sono tornata alle vecchie abitudini. Domani vado dalla psi, sentiamo se riesce almeno lei ad infondermi un pò di stima in questo guscio vuoto… Compito difficile. Chissà perchè intorno a me nessuno si rende conto di come mi sento. forse proprio perchè io non mi faccio capire. Vi è capitato mai di desiderare di sanguinare proporzionalmente al dolore che si prova? Io ci ho pensato un sacco di volte. “Gli altri” vedrebbero il mio dolore, capirebbero meglio quello che sto sentendo. Perchè diciamolo, il dolore emotivo, interno, per la maggior parte delle persone non vale niente. E magari pensano pure che sei solo una bambinetta capricciosa che piangi perchè la vita non è bella come un film. Scusate se scrivo cose sconnesse, adesso è meglio se mi stacco da qui e vado in ufficio, monto su una maschera di serietà e distacco, mi prenderò una serie di commenti alle spalle del tipo ‘che stronza, snob, isterica’ , ma almeno lì devo nascondere le mie fragilità. Buona giornata a tutti.

  • 11461
    Morpheus -

    No Ele,se proprio vuoi saperlo, non hai azzeccato minimamenmte ciò che io penso!Non credo infatti assolutamente, che la tua vita in questo momento non sia affatto comprensibile, condivisibile da un tuo simile uomo o donna che sia. I gruppi di “autoascolto” hanno proprio questo preciso compito e spesso funzionano in maniera insperata! Trarre reciproco vantaggio in condivisione d’esperienza. Non sono assolutamente convinto che le persone che soffrono di questa tua sindrome, siano delle persone destinate a vita a percorrere sempre il proprio dolore senza mai uscirne, oppure costrette a riprenderlo in mano periodicamente in maniera, temporalmente ciclica, con ossessiva ripetività.
    Una cosa la condivido di ciò che hai scritto…però! Hai detto bene! Quel risucchio nero è il nemico da affrontare. Analizza cos’è!
    Questo tuo stato è probabilmente connesso al tuo modo introverso di vivere la tua condizione? Generato, e mantenuto in vita, da una scarsa decisione di condivisione tra le persone reali che ti conoscono e possono per quel poco sollevarti? Il far conoscerti in maniera colloquiale, non cruenta, è idelamente per Te, divenuto un modo sbagliato, poco persuasivo di esprimere il tuo disagio alle persone che “forse” potrebbero aiutarti e quindi… lo eviti! Anche lo Scoprire che chi può essere scelto alla “confidenza” dichiarato “idoneo”… diventa per Te un muro troppo alto da superare.
    Il tuo continuare a pensare di desiderare di mostrare quel dolore in maniera anche crudelmente “simbolica” che impietosisca chi lo vede, ne è un sintomo inequivocabile; che silenziosamente prevale troppo spesso con prepotenza.
    Strana e paradossale situazione questa. Voler essere aiutati senza spiegarne a parole e con la ragione, le proprie legittime necessità! O forse, maggiormente, non considerare gli altri meritevoli, o all’altezza di queste rivelazioni di intimità!
    Da un altro punto di vista, sarebbe come pretendere, che siano sempre gli altri a doversi occupare di te (persino dei tuoi cattivi pensieri) e ovviare, proponendo la soluzione, senza sbagliare, a ciò che “vogliamo” e che non riusciamo a raggiungere da soli…
    Ma è altresì chiaro a tutti, che non stai chiedendo la “luna” ma una serenità spicciola e quotidina che ti allontani dai tuoi fantasmi che sovente ti assalgono torturandoti la mente.
    E poi…
    Non è assolutamente vero che le emotività interne che non ci appartengono, per chiunque, non valgano mai niente!Ci sono persone sensibili che ci mettono un pò del loro proprio cuore a capire gli altri, ma di contro, anche altre, menefreghiste ed egoiste che non penserebbero mai di fare la stessa cosa… tutto quì.Fare le scelte è obbligatorio.E non puoi comunque negare, che, chi spende quei pochi minuti per scrivere e rispondere direttamente ad una tua precisa riflessione, vada annoverata tra chi fa “soltanto” parte di coloro che preferiscono esclusivamente “curiosare” nel dolore altrui.
    Buona Giornata… un forte abbraccio… e a presto, meglio di adesso.

  • 11462
    david -

    Sì e poi al mare faccio il contorsionista per nascondere il braccio,ma poi che me ne frega,la gente si interessa della cicatrice e non di me…ciao

  • 11463
    Ele -

    eh già Morpheus hai proprio ragione.. io non sono capace di chiedere aiuto a nessuno in modo equilibrato. è proprio il compitino che mi lascia sempre la mia psi. quando sento che qualcosa non va, che non mi sento bene, che ho bisogno di aiuto, cavolo devo dirlo. e non aspettare che si arrivi al massimo della disperazione per poi avere le reazioni spropositate che mostro. devo abituarmi a condividere con gli altri (mica tutti come dici tu, ma quelli che mi sembrano adatti..) quello che sento, senza arrivare agli estremi. la teoria la conosco, la pratica non riesco proprio. e quindi alla fine dei conti chiedo, anzi pretendo, aiuto quando la disperazione è talmente alta che mi porta ad esigere attenzioni in modo cruento, che mi porta a desiderare di essere compatita. eccomi qui, questa sono io.

  • 11464
    luca76 -

    @Ele, la filosofia del “chiodo scaccia chiodo” non è applicabile agli esseri viventi, non puoi veramente pensare che procurarti dolore fisico potrà alleviare il dolore emotivo, se non per un breve momento. E credo che tu questo l’abbia già sperimentato, viste le precedenti esperienze. Fino a che punto vorresti arrivare? Mi spiace veramente che tu stia così male, più che parlarti e magari ripetere cose che avrai sentito un milione di volte non posso fare…Non potrò certo alleviare quel senso di disperazione che provi ora, non sono uno psicologo, non me ne intendo di terapie e medicine. Non sono nessuno, conosco poco o niente di te se non quello che racconti. Ma conosco la società in cui viviamo, dove spesso chi non si fà cacciatore diventa preda. E dove può capitarti di sentirti come un alieno, estraneo in un mondo che non ti rappresenta, tanto da farti sentire sbagliato anche se non lo sei…Conosco quel senso di disillusione e demoralizzazione, perchè lo vivo ogni giorno sulla mia pelle…Nessuno mai riuscirà a rendersi conto di come puoi sentirti dentro, perchè la maggior parte di loro sarà sempre troppo impegnata dietro alla loro stronza esistenza, e quei pochi che rimangono non faranno altro che allargare le braccia e dire. “Mi spiace, non posso farci niente”…E se anche tu gli sbattesssi in faccia il tuo stesso sangue, non li faresti smuovere di un passo, anzi, i più stupidi e meschini tra loro, non farebbero altro che aumentare i loro inutili commenti. Non dargli questa soddisfazione, fregatene di loro, sii più egoista che puoi…Domani che andrai dalla psicologa, ripetigli ciò che hai scritto qui, per filo e per segno, cerca di capire il perchè sei stata risucchiata di nuovo in questo buco nero dal quale eri riuscita a risalire…Un abbraccio, cara ele.

  • 11465
    GC -

    Ribaltare il punto di vista, cominciare a pensare che sono gli altri ad essere sbagliati e non noi. “Sono gli altri che sono stronzi e non mi capiscono, anzi non cercano nemmeno di capirmi”. Sostituire il proprio senso di inadeguatezza e la propria disperazione con il livore e l’odio verso chi ci circonda. Cercare l’attenzione e la comprensione degli altri, anzi pretenderla, colpevolizzando chi non ce la da. Quasi come se non fossimo proprio noi per primi a non fare altro che guardare dentro noi stessi, a contemplare il nostro vuoto e a disperarci, facendo di tutto perché la disperazione non traspaia nella vita di tutti i giorni. Io non starei meglio, credo. Vivo già abbastanza male odiando una sola persona (me stesso) e non oso immaginare come si stia ad odiarne tante.

  • 11466
    david -

    Luca tagliarsi o bruciarsi il corpo è una reazione chimica non di protesta o di rabbia,in pratica si cerca di attenuare il dolore depressivo con un gesto di ferimento autoinferto,un dolore inaccettabile in una situazione normale,ma un gesto di fronte ad un dolore che ti invade,la mente,i sensi,i pensieri,in una situazione in cui tu sei completamente un contenitore di dolore.Cmq ne ho parlato con i medici,dopo essermi quasi tagliato un tendine.Di più non so che dirti,in effetti non serve a niente perchè un istante di sigaretta sul braccio una,o dieci o quantevuoi.E’ un gesto istintivo non dimostrativo.in pratica si cerca un dolore che ne possa scacciare un altro molto più terribile.Il mio braccio sinistro sembra un tagliere,volevo farci un grande tatuaggio per coprire,ma un mio amico fraterno mi ha detto “Quei segni fanno ormai parte di te”ed aveva ragione.

  • 11467
    Ele -

    @luca76: GRAZIE. davvero, grazie. Ricambio l’abbraccio.

  • 11468
    CG -

    Ribaltare il punto di vista, cominciare a pensare che sono gli altri ad essere sbagliati e non noi. “Sono gli altri che sono stronzi e non mi capiscono, anzi non cercano nemmeno di capirmi”. Sostituire il proprio senso di inadeguatezza e la propria disperazione con il livore e l’odio verso chi ci circonda. Cercare l’attenzione e la comprensione degli altri, anzi pretenderla, colpevolizzando chi non ce la da. Quasi come se non fossimo proprio noi per primi a non fare altro che guardare dentro noi stessi, a contemplare il nostro vuoto e a disperarci, facendo di tutto perché la disperazione non traspaia nella vita di tutti i giorni. No, non fa per me. Vivo già abbastanza male odiando una sola persona (me stesso) e non oso immaginare come ci si senta ad odiarne tante.

  • 11469
    tracy -

    piu che farsi del vero male si potrebbe fare qualcosa che fa davvero paura e ti faccia passare altre cose in secondo piano, almeno in quel momento, come il bunjee jumping ad esempio o altri sport estremi tipo paracadutismo ..alcuni fanno cosi..o almeno quelli che se lo possono permettere ma io credo che una sola volta se lo potrebbe permettere chiunque. io per ora ho ancora qualche vaga speranza per cui non lo faccio ma se a 40 anni sono ancora cosi penso che farei qualcosa del genere tanto per darmi una scarica di vita e non pensare ad altro che a quel momento che vivo. i pregiudizi degli altri possono pesare bisogna trovare gente che ci accetta per come siamo cioè senza famiglia ne lavoro. il difficile è farci acettare senza lavoro anche se non è colpa nostra che non l’abbiamo.

  • 11470
    luca76 -

    @David, bisognerebbe cercare di tenerli a freno quegli istinti. Infliggersi ferite fisiche per attenuare quelle emotive, lo saprai meglio di me, non può rappresentare una soluzione continuativa. Perchè alla lunga ti ritrovi a pagarne le conseguenze. Inizi con dei piccoli tagli, e poi che fai? La volta successiva non basterà, e allora cominci ad affondare la lama ancora più in profondità. Di più, sempre di più ad ogni ferita, arrivando al punto di lacerarti muscoli, nervi e tendini. Fino a che punto si vuole arrivare? David, ha ragione quel tuo amico, quei segni ormai fanno parte di voi, e coprirli è solo un modo per evitare gli sguardi della gente…Però cercate di non aumentarne il numero, trovate altre soluzioni se è possibile…
    @Ele ciao, come è andata dalla psicologa oggi?
    Un saluto e un abbraccio a tutti noi…

  • 11471
    david -

    Ci sono cose istintive nell’uomo e non ponderate.non è come timbrare il cartellino affetarsi un pò il braccio.sono d’accordo con te che non si tratta di una cosa razionale,ma la vita sulla terra non è un granchè razionale,ma tu scusa soffri di particolari patologie?Perchè il punto non è questo essere tristi,non avere la compagna,la famiglia,l’auto che vorresti.C’è un dolore disumano,visita un carcere,un manicomio,un carcere psichiatrico,ragazzi qui si sta cazzeggiando,ci sono posti che hai incubi dopo metà vita,ho vissuto quel che ho vissuto e non dico più nulla perchè ne ho già parlato un pò e non voglio la frenesia “dell’esperienza più forte”.(scusa Luca non mi riferisco assolutamente a te,mai mi permetterei)mi sembra solo che quì siamo su due linee parallele,ma ben distanti.Cmq io la chiudo quì,tanto non ci s’intende.ciao buona fortuna a tutti,abbiate cura di voi,non grattugiatevi le braccia

  • 11472
    david -

    Leggi su internet “Ferite autoinferte”,oppure “ferite autoinflitte”,forse diciamo le stesse cose come oltre Scilla e Cariddi”si esce dai limiti umani entro i quali abbiamo sempre vissuto.La differenza è che chi si fa un piercing vuole apparire,si vuole pavoneggiare e spesso piace ai più…braccia seghettate con forbici,lame,coltelli richiamano soltanto al malato di mente.

  • 11473
    Ele -

    Ciao luca76, la psi mi vuole rivedere tra 15 giorni. Da un bel pò di mesi ero passata alla revisione mensile, ora di nuovo quindicinale. Vabbè, vorrà dire che è necessario. Non so se in quell’ora sono riuscita a dire tutto, anche perchè ne ho trascorso una buona metà piangendo. Cmq mi chiede di ragionare, di pensare a cosa voglio per me dalla vita, che ora sono in grado di provarci, ne ho le forze , mmmm….. Devono essere ben nascoste. @david, ciao anche le mie braccia sono grattuggiate, e ricordo ogni singolo taglio. E in quei momenti non riesco a ragionare proprio x niente, ma ora che sono più lucida capisco che tagliarsi non è la soluzione. Ma sono anche certa che lo rifarò. Buona serata, spero in questo we di recuperare un pò le forze e fare quello che mi piace (nuotare e leggere). È stata una settimana orrenda. Un abbraccio.

  • 11474
    silvia -

    Ferirsi, procurarsi dolore, fare cose estreme, ricercare il pericolo, e…
    C’è un autolesionismo che si fa per apparire, per moda o perchè lo fa il gruppo al quale appartieni o vuoi appartenere.
    C’è un autolesionismo diverso, che c’entra poco col mostrare o non mostrare agli altri.
    E’ più un bisogno di dimostrare a se stessi, un bisogno che sembra irrazionale ( ma che una ragione ce l’ha ) di “saggiare” e “assaggiare” se stessi.
    Non dico che autoferirsi sia un bene, non dico che l’autolesionismo sia una cosa da fare.
    Per chi non ha idea del perchè si possa arrivare a tanto dico che ci sono situazioni in cui se non mi fossi fatta del male fisico avrei perso me stessa, proprio il contatto con me, la me stessa mentale.

    Ele
    Si, forse lo rifarai… ma… cerca di non colpevolizzarti troppo. Se e quando accadrà cerca di capire qual’è il TUO punto di non ritorno.
    Siamo tutti diversi, i vissuti sono diversi per cui è anche impossibile dire qualcosa di sensato, e poi non vorrei… Ma questa è una cosa che in questo momento sentivo di dirti.

    Un abbraccio Ele, David, Luca76

  • 11475
    david -

    alla dottoressa quando vide tutti segni che avevo,le chiesi perchè?,”Perchè sennò ti saresti suicidato.”mi rispose.Grazie Silvia,Ele,Luca76

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