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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11426
    Piergiorgio -

    Cara Marina mi fa piacere che mi chiedi come sto. A me le cose vanno abbastanza bene, si tira avanti. La solitudine? Beh quella c’è sempre, ma cerco di non farmela pesare troppo. Nel tempo libero guardo film religiosi come “Gesù di Nazareth” e questo mi da un po di conforto. Anche leggere questo forum mi aiuta. Grazie ancora Marina per il tuo interessamento; ci sentiamo su queste pagine… Ciao

  • 11427
    luca76 -

    Ciao @Morpheus, onestamente non capisco la connessione che possa esserci tra chi, come quel ragazzo, perda la vita in un incidente e chi invece sceglie in maniera cosciente, di togliersela. La morte di qualcuno porta sempre del dolore in chi rimane, su quello non si discute. Chi sceglie di andarsene è spesso consapevole di quello che lascerà dietro di se, e molti desistono dal farlo proprio perchè non vogliono che altri, famigliari e amici, ne possano soffrire. Ma torno a ripetere che continuare a vivere solo per questo, non è accettabile dal mio punto di vista. E’ una sorta di autocondanna. Mi dispiace, veramente…Ma chi sta male dentro tende a far passare certe cose in secondo piano. Siamo egoisti, non lo nego, ma è un egoismo dettato dalla sofferenza interiore, diverso da quello di chi, al contrario di noi, sta bene e non ha i nostri stessi tormenti. Parli di una carenza di affettività sociale, e su quello mi trovi d’accordo con te. Troppo spesso ci si accorge degli altri solo quando compiono un gesto estremo come il suicidio. Fino ad allora, sono quasi delle entità estranee, a cui si dà poco credito e importanza. Poi, improvvisamente, ci si accorge di loro, e cominci a vederle come persone e ti chiedi cosa avresti potuto fare per loro, cosa avresti potuto dirgli per fargli desistere dalla loro scelta…ma questo avviene sempre dopo, quando ormai è tardi. Nei rapporti che abbiamo con chi frequentiamo, a tutti, fosse anche l’ultimo della nostra lista, dovremmo dargli la giusta considerazione, mentre questo non avviene. Parlo ovviamente a livello personale, poi ognuno di noi ha la sua storia, che potrà fargli vedere le cose in un’altra maniera. @Alberica, il suicidio rappresenta la soluzione? Forse si, forse no, nessuno di noi può saperlo. Di certo per qualcuno la diventa, non vedendo altre strade. Tutti (o quasi) noi, nel corso della vita veniamo accarezzati dall’idea di farla finita, e non perchè non l’amiamo la vita, ma perchè paradossalmente l’amiamo troppo e ci ritroviamo insoddisfati di essa, per una serie di motivi che sono a livello personale. La prima volta che ho pensato di andarmene è stata 5 anni fà, vivevo la stessa situazione in cui sono ora. All’epoca ho reagito, facendomi forza e uscendo da quel tunnel in cui mi ero ritrovato. Ora non ho più la forza, ne la voglia. E’ brutto dirlo, lo so, ma questa è la realtà. Ciò che mi tiene ancora legato a questo mondo è puro e semplice orgoglio, nient’altro. Qualora mi verrà a mancare anche quello, farò quello che mi sentirò di fare, senza ripensamenti. Se riuscirò a venirne fuori da tutto questo, ne sarò contento e vedrò le cose sicuramente in maniera diversa da ora. Ma se sceglierò di seguire fino in fondo questa strada, lo farò nella maniera più serena possibile, perchè anche la morte, come ha ben detto qualcun’altro in questo blog prima di me, deve portare una sua soddisfazione. Saluti….

  • 11428
    E -

    Ti dicono “rialzati”, “fatti forza”, “pensa che domani è un giorno nuovo e potrebbero capitare cose positive”.
    Potrebbero.
    Ma se non accadono?
    A giugno compio 41 anni e da almeno 25 mi inciampo da un giorno all’altro con questa balorda convinzione che il domani potrebbe cancellare la merda accumulata sino ad oggi.
    Appartengo alla categoria di quelli che non si possono ammazzare perchè danneggerebbero economicamente i superstiti. Io travolgerei l’esistenza di tre poveri cristi.
    Appartengo alla categoria di chi la vita l’ha amata veramente tanto senza essere stata ricambiata. Alla categoria di chi, alla morte, non pensa con sollievo ma con disperazione perchè avrei voluto vivere, prima di pensare alla morte. Una vita normale, semplicemente normale.
    Ed appartengo alla categoria di chi, se un giorno si potrà buttare dalla finestra, provocherà un gran vociare: “chissà cosa le è preso”, “se avessimo immaginato l’avremmo aiutata”.
    Non è vero.
    Ma resta la voce di chi ha una bocca vivente per poter diffondere la propria verità che diventa l’unica verità.
    La scema (matta-pazza-originale-bislacca etc) che si è fatta fuori versus gli angeli che avrebbero smosso le montagne se avessero semplicemente immaginato.
    Chi vince secondo voi?
    La voce prima inascoltata e poi morta di chi se ne va o la voce potente di chi resta?
    Ho mille torti ed un’unica ragione: non ho fatto più male di quanto ne abbia ricevuto.
    E se ho fatto del male non l’ho mai fatto con volontarietà.
    Perchè devo pagare per sempre?
    Perchè?
    Perchè ci sono persone che fanno tanto male volontariamente, PER PURA CATTIVERIA O ASSOLUTO MENEFREGHISMO, e non pagano mai su questa Terra, l’unica che si ha la certezza che esista.
    Perchè ci sono persone che possono fare le peggiori porcate e vengono assolte-perdonate-comprese, vengono, nonostante tutto, premiate con ciò che per me non esiste, non è mai esistita: una seconda possibilità?

  • 11429
    Morpheus -

    Buonasera Luca76; la connessione non esiste tra le due dipartite ma nel maggiore dolore e rimpianto che proveranno le persone che hanno conosciuto il suicidato. Il pensare che vivere non è giustificabile per non dare il dispiacere di non morire, è di per se un pensiero vuoto di contenuti, che certamente necesita di un aiuto specialistico coadiuvato da una terapia quotidiana molto più complessa. Solo chi non si uccide è consapevole e non chi porta a compimento il gesto. Posso capire il tormento e lo strazio del maldivivere ma non siamo vuoti a perdere ma persone che meritiamo tutte le cure del caso. A questo punto mi potrai ribattere 100 e più punti di attuazione avversi… ma conosci forse persone “sane” che non lottano ogni giorno per portare un pezzo di pane a casa? Niente è facile o rapido!! Non è vero che chi vi ha ignorato da vivi si commuove da morto ma si sostituisce semplicemente ad un ipocrisia di facciata. Che la morte abbia portato soddisfazione lo dovrebbe testimoniare il diretto interessato e non mi risulta che ne abbia mai fornito parere diretto. Ne conviene comunque che il maggiore responsabile della sfiducia diffusa che dilaga nella società contemporanea è dovuta proprio alla mancanza di evidente affettività per gli interessati. Chi diventa indispensabile per qualcun’altro e lo è con cosapevolezza e dedizione ha già trovato l suo fine, chi è abbandonato a se stesso certamente diventerà aspirante al suicidio.
    @E Non è vero che non si paga il prezzo dei propri errori. Evidentemente ti soffermi poco a guardare come se magari questo servisse a qualcosa… Il tempo è un arbitro implacabile che difficilmente lascia scampo. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e certamente anche chi a noi sembra esserne rimasto immune. Le apparenze ingannano quasi sempre.Nessuno deliberatamente mostrerà mai il fianco offeso piuttosto si nasconderà per non spiegare.Le persone diventano cattive perchè è solo questa l’unica superiorità che sanno dimostrare. Ricambiare con la loro moneta è come accettarne la sfida. Il voler dimostrarsi migliori si paga spesso con l’umlltà della rinuncia, a cui troppi non sanno rinunciare.
    Woody Allen definì il suicidio come un modo per dire a Dio: Non mi licenzi; sono io che me ne vado! Ma penso proprio che volesse fare una battuta… di cattivo gusto!
    Serena notte a tutti.

  • 11430
    luca76 -

    Cara @E., “una vita normale, semplicemente normale”….Credo che molti di noi qui aspirino a questo. C’è molta gente che vive in maniera ingorda la vita, che non si accontentano mai di ciò che hanno, e allora cercano di avere sempre di più, convinti che sia l’unica maniera per sentirsi realizzati e felici. Io credo che non ci sia bisogno di molto per potersi sentire lieti di viverla questa esistenza. Poter aver qualcuno vicino, in certi momenti, è qualcosa di basilare secondo me per poter interpretare una “vita normale”. Qualcuno che ti chieda semplicemente “come stai?”, non solo intesa come una semplice domanda buttata lì perchè dovuta, ma chiesto in maniera vera, con interesse… Qualcuno che ci dia la possibilità di pensare che domani potrebbe essere un giorno positivo a dispetto di ciò che potrebbe succedere. La solitudine e/o il menefreghismo (o finto interesse) della gente che abbiamo attorno, ci porta ad estraniarci da tutto quanto, rendendoci impermeabili a quanto di buono potrebbe accaderci e vulnerabili al pessimismo. Almeno, per me è così. E’ una condizione pesante da portarsi dentro…Una vita normale….Già…Ad alcuni sembra preclusa…No, chi ci conosce non credo possa aiutarci, al di là di qualche parola di circostanza. Ce la si deve sempre sbrigare da soli, gli altri (quelli che hanno una vita normale) saranno sempre troppo occupati, per poterci tendere una mano quando ne abbiamo veramente necessità. E di fronte a loro dobbiamo sempre fingere di stare bene, che sia tutto ok, per non “rovinargli” la giornata…Pensa te…Riguardo alla tua domanda relativa a quale voce vinca, beh…io penso che non prevarrà nessuna delle due, perchè si annullano a vicenda…Alla fine su entrambe calerà il silenzio che si porterà via anche l’ultimo anelito…Ti saluto e spero che un giorno ti possa essere concessa quella seconda possibilità….

  • 11431
    david -

    Non si parla delle terribili sensazioni che il malato di depressione deve subire anche per 24 ore al giorno,senza un momento di pace.E’così facile vedere i “commentatori”,che fanno sempre i soliti discorsi del tipo “Mio nonno doveva fare 50 km la sera dopo il lavoro”,oppure non so “E’certo che la mancanza di valori del focolare domestico…”.Di fronte a sciocchezze c’è un senso di sfinimento sentire parlare tutti questi bigotti,era molto meglio quando c’era VentoLibero(mi spiace,spero tu stia meglio)Lui parlava di cose concrete,i farmaci,le terapie,le esperienze.quì ora bò

  • 11432
    Leonardo -

    Sinceramente, ho aspettato a lungo i famoso pettine, ma a mè sembra che non arrivi mai. Fino ad adesso vedo che nessuno ha quello che si merita, anzi spesso il contrario. Troppe volte il mio carattere docile mi ha giocato contro, mantengo questa linea solo per orgoglio personale, nella speranza che prima o poi frutti i suoi risultati e le mie innumerevoli sofferenze siano veramente servite a qualcosa.

  • 11433
    marina -

    @ E.. 🙂 capisco benissimo cosa voui dire e non è giusto tutto ciò ,ma ricordi ? cosa c’è dietro l’angolo o dietro quella porta ? se si è sbagliato angolo proviamone un altro,se abbiamo sbagliato ad aprire la porta proviamone un’altra !c’è sempre una via di scampo basta crederci.Tu hai avuto paura …. non ti dico altro :-)41 anni hai ancora una vita davanti approfittane :-)ciao

  • 11434
    E -

    Morpheus, ci mancherebbe ancora che certi bastardi resistessero al tempo e non invecchiassero e crepassero. Poi saremmo a posto.
    Vedi…..a me non me ne viene in tasca nulla se “anche i ricchi e fortunati, a volte, piangono”.
    Per me potrebbero ridere a crepapelle per tutta l’esistenza.
    Molto più semplicemente……vorrei un pò di serenità anche io. Non felicità, ricchezza o quant’altro: semplice, miserrima, irraggiungibile serenità. Per me e per le pochissime persone cui voglio bene.

    Luca76:”Qualcuno che ti chieda semplicemente “come stai?”, non solo intesa come una semplice domanda buttata lì perchè dovuta, ma chiesto in maniera vera, con interesse… Qualcuno che ci dia la possibilità di pensare che domani potrebbe essere un giorno positivo a dispetto di ciò che potrebbe succedere”.
    Quel qualcuno ci sarà sempre e non ci sarà mai. Forse puoi capire cosa intendo.

    Marina: mi hai cancellata da fb 🙁
    A furia di aprire porte…….ne continuerò ad aprire ancora. Almeno per un pò. Intanto sono incastrata in questa vita. Se crepo faccio troppi danni.

  • 11435
    luca76 -

    Buonasera a te @Morpheus. rispetto la tua opinione anche se, come puoi immaginare, non sono d’accordo su quasi niente di ciò che hai detto. E non è solo dettato dal mio malessere interno, probabilmente non lo sarei nemmeno se fossi una persona “sana”. Trovo la tua disamina a tratti semplicistica, a tratti un pò contorta, tanto che ho dovuto rileggere il tuo commento un paio di volte per riuscire a estrapolare il senso di ciò che hai scritto. Sei nel giusto quando dici che potrei ribattere le tue affermazioni punto per punto, e tu potresti fare altrettanto con le mie. Non lo faccio, perchè questo ci porterebbe a un dialogo a due, togliendo spazio e interesse al blog e a chi lo frequenta. Mi preme fare solo un paio di precisazioni. Il mio discorso relativo all’ignorare le persone, nelle mie intenzioni andava a supportare ciò che dicevi tu quando ti riferivi a quella carenza di affettività sociale, ti stavo dando ragione, non comprendo quello che mi hai risposto in merito a questo punto. Certo, è così banalmente scontato che, ha chi non gliene è interessato niente di una persona in vita, non gliene importerà nemmeno in morte, senza stare nemmeno a sprecarsi di indossare una maschera di ipocrita commozione. Io mi riferivo alle persone che riteniamo più vicine (famigliari, amici, colleghi), quelli a cui l’aspirante suicida cerca di parlare dei propri malesseri, trovando troppo spesso persone che fanno orecchie da mercante e cambiano discorso quando si parla di certe cose, o che magari ti rispondono elencando i loro di problemi, di come la vita sia difficile per tutti, che c’è chi sta peggio di noi e bla bla bla….Salvo poi farsi venire dei leggeri sensi di colpa una volta che il suicida mette in pratica il suo gesto. E questo accade ogni volta. Forse, bisognerebbe imparare ad ascoltare chi sta male prima, non dopo. Un suicida quasi sempre i segnali li lancia, ma o non vengono recepiti o vengono sottovalutati…Seconda precisazione: quando parlo di “soddisfazione” nella morte, non mi riferisco all’atto, perchè, amico mio, il togliersi la vita non porta nessuna soddisfazione nel chi lo fà. Quello che intendevo io, così come il blogger da cui ho ripreso la frase, era riferito all’approccio che si ha nel compiere l’estremo gesto. Se deciderò di farlo, voglio farlo in maniera serena, non scalciando, urlando, con le lacrime agli occhi e imprecando contro il mondo e tutta la gente che vi appartiene. No, non è così che vorrò andarmene. William Hunter, un medico e anatomista scozzese del XVIII secolo, commentò poco prima di morire: “Se trovassi forze sufficienti per farlo, prenderei la penna e scriverei quanto dolce e piacevole sia la morte.”…La morte, per paradosso, potrebbe essere una scelta di vita, se arriva in maniera consapevole…Saluti…
    P.S. Non sono mai stato un estimatore di Woody Allen, anzi mi è cordialmente antipatico, però la battuta che citi mi è piaciuta, la trovo molto ironica e per nulla di pessimo gusto, tutt’altro…

  • 11436
    silvia -

    Mi spiace dirlo, ma leggendo ho avuto purtroppo alcune delle sensazioni che David ha descritto e che sento di condividere:

    E si, forse sarebbe meglio parlare di cose concrete, e se non proprio di farmaci e terapie, almeno di esperienze. Vorrebbe dire mettersi in gioco di più. Il punto è che forse manca proprio la voglia, succede quando si è molto stanchi di rimanere delusi.

    Poi capita che arriva chi per esprimere giudizi e luoghi comuni, frasi fatte e opinioni con parole che sembrano prese a prestito dal diario di umana saggezza, ha una voglia! Non ho ben capito cosa interessa a chi non pensa di farla finita, cosa interessa buttar lì due periodi strafradici di buoni principi e di edulcorata umanità? E’ facile dare del vigliacco o dell’egoista a persone delle quali non si conosce la storia personale! Ci son pensieri che fanno ribrezzo, non per la loro crudezza ma per la superficialità che portano con sè. Qui, veramente, chi conosce chi?

    Piaciono le frasi fatte? quando butti un’osso al cane gli fai l’elemosina, quando butti un’osso al cane ed hai solo quello lo condividi.

  • 11437
    david -

    C’è una forza incredibile che mi tiene in vita,per strane casualità ho visto la morte,più di una volta.Le più strane sono state forme dissociative,non so qualcosa simile ad un ordalia medievale,non volevo morire ma stavo per morire perchè continuavo a muovermi verso la fine,così strano perchè io soffro un pò di vertigini,non avrei mai camminato su di un precipizio.Poi mi sono seduto accanto ad un albero ed ho avuto varie immagini della mia “quella famosa vita che ripassa davanti.”Non so era come volere un giudizio finale di Dio”.Non provavo emozioni sentivo solo il bisogno di avvicinarmi a guardare la morte come stringere la sua mano.Dovrò vivere anche se non voglio non riesco a trovare la forza di suicidarmi,un mio amico mi dice spesso che io (fra tutti questi amici sarò l’ultimo ad andarmene,perchè sono condannato a vivere.In questo caso,dovrò dare un senso alla mia vita e lottare molto di più per tutti noi,visto che non posso morire…ciao a tutti buona settimana

  • 11438
    luca76 -

    Sono stufo di sentire dalla gente che la vita è un dono…Frase più banale e scontata non c’è, a parte quelle che si dicono una volta finita una relazione…Non c’è nessuna magia, nessun disegno divino dietro al concepimento di un qualsiasi essere vivente di questo pianeta, solo un semplice istinto naturale di preservazione della propria specie…

  • 11439
    E -

    Per alcuni la vita è un pacco bomba.

  • 11440
    Piergiorgio -

    L’essere umano è molto di più che semplice istinto di sopravvivenza. Gli atti di eroismo per esempio?!

  • 11441
    silvia -

    david,
    conosco certe sensazioni, come camminare sull’orlo di un baratro. Leggendoti mi è venuto in mente uno schizzo a china che feci anni fa.
    http://img94.imageshack.us/img94/8933/alberod.jpg
    Non può raccontare ma, forse, descrivere certe sensazioni meglio delle mie parole.

    luca76
    neppure per me la vita è un dono. Si nasce e si muore senza distinzioni. Come frutto di un accoppiamento andato a buon fine è nato ognuno di noi. La vita parte cosi.
    I sentimenti sono un dono, forse.

  • 11442
    david -

    Quando mi spenzolavano dalla finestra,poi mi tiravano su e poi ancora….Ridevo come un ebete,avevano spezzato la mia volontà,del tutto.ero del tutto annullato,se allora avessi saputo che mi sarei potuto suicidare lo avrei fatto.Che strano soffrire di un disturbo di cui si parla in TV,al cinema,sui giornali.è proprio così ma adesso va un pò meglio.buonanotte a tutti e andate a votare!!!

  • 11443
    luca76 -

    Ciao a tutti,
    il mio commento lasciato ieri era dato dall’irritazione per una cosa successami in mattinata. Ero in un bar a fare colazione, seduto a farmi i fatti miei, immerso nei miei pensieri e con la faccia lunga che mi accompagna già da che tempo. C’era solo la barista con me, e questa per attaccare bottone mi fà un paio di battute idiote a cui non dò neanche attenzione. Allorchè lei se ne esce col frasone “Ma cos’è quel muso, sei giovane, sei carino, sorridi che la vita è bella, è un dono!”….Cioè no, ma proprio no. A parte il fatto che ognuno è libero di andarsene in giro con la faccia che vuole, ascoltandola mi è corso un fremito, avrei voluto rispondergli “No bella mia, la vita è solo la conseguenza di un rapporto sessuale, dove uno spermatozoo ha avuto più culo degli altri ed è arrivato a fecondare un ovulo. Dopo 9 mesi ti ritrovi spiattellato in un luogo di cui non sai nulla, circondato da persone che non conosci, dove forse non vorresti nemmeno essere!”…Non l’ho fatto, limitandomi ad un’occhiataccia e boffonchiando un “Certo certo”….Reazione fuori luogo la mia? forse, ma a me certe frasi trite e ritrite non mi sono mai piaciute, meno che meno quando sono di pessimo umore…
    @E, parallelismo azzeccato il tuo, a volte mi sembra di sentirlo materialmente sotto braccio quel pacco e mi ritrovo a chiedermi quando esploderà.
    @Piergiorgio, non mi riferivo all’istinto di sopravvivenza, ma a quell’istinto proprio di tutte le forme animali, dallo scarafaggio all’uomo, cioè quello di riprodursi per garantire la continuità della propria specie.
    @Silvia, la tua ultima frase mi ha fatto pensare, non sò se i sentimenti siano un dono, certo è che spesso, quelli positivi li sprechiamo per gente che non merita rimanendo delusi.
    @David, mi associo al tuo appello, andate a votare, magari se riusciamo a cambiare le cose nel Paese, ci potremmo dare la possibilità di guardare al futuro con un pò più di fiducia.
    Saluti…

  • 11444
    E -

    “…..seduto a farmi i fatti miei, immerso nei miei pensieri e con la faccia lunga che mi accompagna già da che tempo”.
    Conosco bene quell’espressione, Luca76. Fin troppo bene.
    Così come conosco le battute cretine di chi pensa che lo sparare una frase fatta, inconsistente, trita e ritrita sia in grado di illuminare e modificare il corso del’esistenza.
    Io, per fortuna mia e della mia evitata discendenza, non ho mai sentito l’esigenza di riprodurmi.
    Perlomeno mi sono evitata di ingrassare le fila di chi, tra le tante cose negative, annovera quella di non aver sparpagliato altri poveracci su questo porco mondo.
    Comunque (e non per cattiveria, solo per realismo o per il principio dei vasi comunicanti) aspetto di vedere quelli per cui la vita è un dono con gli occhi pieni di lacrime per poi andargli a chiedere quale regalo di mer*a hanno trovato dentro al pacco e prendermi la miserrima (almeno quella)soddisfazione di dire : “uhhhh….assomiglia tanto ad uno dei miei. Ora capisci il perchè della faccia lunga, idiota?”.

  • 11445
    E -

    Bah, credo che i sentimenti facciano parte del pacchetto avuto in dotazione alla nascita.
    Se si tratta di un pacco regalo i sentimenti, si, sono un dono.
    Se si tratta di un pacco bomba ne seguiranno, inesorabilmente, la sorte.
    E anche dove c’è verità (sia nell’odio che nell’amore che nell’amicizia) il dotato di pacco bomba si farà un mazzo tale per dare e per ricevere che, forse, si maledirà per non essere stato scodellato su questa terra totalmente anafettivo.
    Io voglio bene a pochissime persone e persino il gestire i rapporti con questo ridottissimo gruppo, spesso, richiede sforzi mostruosi.
    Non per le persone in sè ma perchè la vita complica tutto. La vita e i suoi pacchi bomba sparpagliati qua e là.
    Un gigantesco vaff……di cuore a tutti quelli che fracassano i maroni e l’equivalente femminile con il sole che sorge, le stelle che brillano, le risate dei bambini e amenità varie.
    Buona domenica a chi è incazzato nero, a chi è depresso e a chi vorrebbe essere stato lo spermatozzo che si è inciampato in prossimità del traguardo.

  • 11446
    luca76 -

    @E, nemmeno io ho mai sentito quel bisogno di seminare una progenie che proseguisse la mia linea dinastica (wow, ma che paroloni riesco a tirare fuori quando sono a terra, forse avrei dovuto usarli un paio di giorni fà, magari avrei lasciato la barista a bocca aperta….). Per me il concetto di famiglia è sempre stato qualcosa di astratto, visto che il mio caro padre si è reso ben presto uccel di bosco, dileguandosi e lasciando una ragazza madre a occuparsi di crescere due figli piccoli, fottendosene beatamente. E io, da parte mia, man mano che crescevo, più acqisivo esperienze e conoscevo la vita, meno mi veniva quella voglia di mettere al mondo figli, dandoli in pasto a quell’umanità che, di umano (inteso come sentimenti), ha davvero ben poco. Non voglio essere frainteso. In cuor mio, credo che avere dei figli sia una cosa meravigliosa, qualcosa di unico, di speciale per chiunque di noi. Ma poi penso: che diritto ho io di contribuire a creare una nuova vita, sbattendogli in faccia un’esistenza di cui spesso nemmeno io comprendo il senso, quali insegnamenti, quali regole avrei dovuto dargli per indicargli la strada? Cosa avrei potuto fare per proteggerli dalla crudeltà, dalla stupidità, dall’ignoranza e dall’arroganza del genere umano? Certo, nel migliore dei casi, i miei figli avrebbero avuto la fortuna di stare bene, essere felici, sentirsi ralizzati nella vita, esaudendo i loro sogni e le loro aspettative. Ma mi chiedo, e vi chiedo, il gioco vale davvero la candela? Il 99% dei miei amici e conoscenti di infanzia, hanno messo su famiglia. Qualcuno (pochissimi in verità) i figli li hanno fatti perchè ci credono davvero in certi valori, molti altri mi hanno sempre dato l’impressione di averli dovuti fare quasi a forza, perchè la società, la cultura ti “impone” (uso il virgolettato) quasi, di farli. Sembra che sia dovuto, e se non ti ritrovi in quel circolo, se sei una voce fuori dal coro, vieni guardato di traverso, suscitando commenti e illazioni buttati a vanvera, perchè chi non segue la strada che seguono tutti, viene etichettato come diverso, strambo, eccentrico….Da parte mia me ne sono quasi sempre fregato di ciò che pensavano gli altri, ma non nascondo che in certe occasioni, come nelle feste famigliari di amici in cui vengo coinvolto, un certo disagio, sia da parte mia che degl’altri, lo avverto…Per concludere, mi riservo un’ultima battuta ancora sui sentimenti. Io per molti anni, da quando ero bambino fino ai 30 circa, mi sono imposto quell’anaffettività, indossandola come una corazza per proteggere quel lato fragile che è in tutti noi. Poi, conobbi l’Amore, quel folle sentimento appartenente a poeti e stolti, e che ti stravolge l’animo portandoti a dare tutto quello che di migliore c’è in te….Ho camminato in un sogno, e il risveglio è stato l’equivalente di un freccia rossa diretto sul grugno. I sentimenti, come delle monete d’oro, hanno un certo valore, e andrebbero centellinati con parsimonia, non sperperati.
    Buona domenica.

  • 11447
    david -

    Oddio non ce la faccio più,quando morirò in un modo o nell’altro non mi dimenticherò.I miei stanno male,mia madre malissimo.Avevano detto i medici che mia madre sarebbe morta entro brevissimo tempo,un giorno ho perduto completamente l’uso del braccio e della gamba,l’hanno chiamata crisi di panico.Sì davvero vorrei essere arrivato alla fine del viaggio.basta.

  • 11448
    Ele -

    @luca76, grazie per il tuo ultimo post. Leggendolo mi ci sono ritrovata a pieno. Il sentirsi strambi, diversi, eccentrici (io aggiungerei sbagliati, perchè mi ci fanno sentire gli altri), perchè non ho avuto una evoluzione sociale come tutti gli altri. Alle porte dei 40 non sono sposata e non ho figli. Vorrei poter dire che ho scelto questa situazione ogni giorno con convinzione ma non è stato così, c’è stato un periodo in cui ho creduto davvero di poter avere un amore stabile tutto per me, esclusivo, ed una famiglia. Beh, forse meglio così. Conosco l’immagine di una madre fragile e ne conosco fin troppo bene le conseguenze.
    Ciao E.!
    Marina, Piergiorgio, come state? Io sono molto triste in questi giorni, aspetterò che passi. La tristezza può essere vissuta, anche se non è piacevole, ma almeno non si tratta di disperazione, quella che mi terrorizza per le conseguenze spesso ingestibili per me. Quindi, occhi lucidi, sguardo basso, testa incassata tra le spalle e tanta solitudine. Buona serata.

  • 11449
    alberica -

    la depressione non è una malattia congenita, si puo e si deve combattere,bisogna però avere uno scopo nelle vita. dai ragazzi forse da domani dopo le elezioni, si respirera aria nuova. impegnamoci a dare il meglio di noi diamoci da fare!!!!!per noi e per chi verrà. coraggio!!!!la vita è dura per tutti. ecco io per esempio trovo la forza grazie a voi e sarebbe bello se fosse reciproco. dai che da domani l italia,ne sono sicura, ci regalerà un nuovo inizio. non condivido la frase che la vita sia un dono,anzi,una punizione,ma non per questo non dobbiamo lottare x un mondo migliore, anzi abbiamo tutti diritto a un po di felicita. insieme, tutti insieme ce la faremo. il passato non c è piu, dimenticatelo!!!!!!guardiamo avanti,qualcosa di buono sicuramente ci aspetta,lo meritiamo tutti,tutto il popolo italiano. vi abbraccio forte forte alberica

  • 11450
    CG -

    Se la vita non la si vive come un dono, rimane quello che io ho sempre pensato che sia: una condanna a morte, morte che però arriva dopo una lunga prigionia.

    @elena
    Io ho solo qualche anno più di te e nemmeno io non sono mai stato sposato e non ho figli. A differenza di te, però, io non ho mai pensato che potesse esistere qualcuna che potesse amarmi e con cui costruire una vita. Non so se è peggio per te che sei rimasta delusa o è stato peggio per me che non sono mai riuscito nemmeno ad averla questa speranza.

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