Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Si salvi chi può.ecco che indignado ci ha dato il colpo di grazia.aiuto…ma vai al mare.e già che ci sei affogatici,perché sei tu quello che farebbe un bel gesto per la società autoeliminandosi.perché chi si uccide dovrebbe vergognarsi?forse ti tolgono l’aria che respiri,ti rubano i soldi,ti ammazzano la nonna?tu non sei padrone della vita degli altri,e nemmeno della loro morte che sei li a sputare sentenze.io ribadisco che non condivido,perché nonostante la mia vita faccia pena è una cosa che non farei mai,ma capisco e accetto e rispetto che gli altri lo vogliano fare e tu mi dispiace dirlo non hai diritto di giudicare chi lo fa,perché non tutti siamo uguali e egoisti o sensibili,chiamateli come vi pare i suicidi non stanno li a morire per esser giudicati certo da gente come te.patti io ho una sorella con la sindrome di down quindi forse non siamo poi così lontane,ma tu non puoi fare paragoni del genere,e sopratutto non hai usato parole come c.... o merda ma parole come egocentrico ed egoista si.e questo basta.
Ps-spyros grazie del complimento,sono nuova da queste parti e sei l’unico che ha usato qualche buona parola su di me,e in fondo fa sempre piacere.gente come noi si capisce al volo,senza bisogno di troppe parole.grazie un bacio
Credo che il dire di volersi suicidare sia soltanto chiedere aiuto per i propri disagi.
Francamente chi vuole uccidersi solitamente, prende e si uccide, e al massimo dichiara di averlo fatto per questo o quel motivo.
Chiunque ci ha pensato almeno una volta no? Anche solo per un attimo, magari uno ha una sopportazioù ne maggiore e un altro meno…
Credo che uno psicologo però possa fare molto…e o anche lo stare in mezzo alla gente…il reintrodursi in una società…che so…un corso di yoga, un forum su internet, un po di volontariato…qualcosa che ci faccia sentire importanti…ecco si…credo che facendo qualcosa di utile per gli altri nei momenti nostri difficili…e ricevere un sorriso in cambio come gesto di gratitudine, sia la cosa più bella e che più possa aiutare chi pensa che la propria vita non abbia più senso.
Ciao dago44.. Son qui. Impaurita e confusa.
Ciao Spyros.
Mi rivolgo a tutti voi che passate quì per caso a sputare sentenze di un depresso suicida e consigliate loro di pensare a chi si muore di fame o a chi stà male a chi non ha lavoro ,casa ,a chi stà peggio di loro(anche io mi memetto in mezzo a loro).Quello che più è peggio che consigliate anche di togliersi di mezzo sul serio invece di scriverlo soltanto e consigliate ancora come farlo !!!! bè.. VERGOGNATEVI !!!! @DAGO44 Ele stà benino
ELE,settimane fa,o meglio mesi fa..ti scrissi un email,alla quale non ho mai avuto risposta,probabilmente ho sbagliato io a digitare l’indirizzo,oppure sono stato invadente e indelicato,se cosi fosse mi scuso con te.Volevo parlare un po’ con te,in privato,non qui.Comunque il fatto che tu abbia scritto mi rende un po’ piu’ sereno.DAGO44
Spyros il mio post era strano.Ora Ele ha scritto,quindi va bene cosi.un saluto DAGO44
Grazie per le tue parole, Vento libero. E in particolare…’comprenderete la portata devastante della sofferenza psichica indicibile che non si esprime, non parla, non grida, non urla,non annuncia il suicidio, lo compie soltanto nel silenzio e nella lontananza di quanti lo possono impedire,…’Grazie perche’ so bene di che cosa stai parlando e vorrei che la vita non venisse mai sprecata. E se in questa societa’ non si riesce a sognare, vorrei che si potesse comprendere la forza e la ricchezza del possedere un corpo che funzione a che ti da la possibilita’ di decidere che cosa fare in qualunque parte del mondo, di ricominciare in qualunque momento, di costruire. Siamo tutti soli di fronte al nostro dolore piu’ grande, ma fino a che siamo vivi abbiamo una grande possibilita’ e una grande liberta’, dentro di noi, una grande potenzialita’. Di potere decidere, di costruire, di fare cadere le sbarre in cui e’ racchiusa la mente per dare alla nostra vita, una boccata di ossigeno. Ciascuno puo’ trovare il modo, la strada, basta ascoltarsi e non e’ difficile.
Secondo me non bisogna istigare le persone ad uccidersi. Chi scrive qui probabilmente ha bisogno di aiuto e va aiutato. Ben vengano i tentativi falliti in quanto sono dei campanelli d’allarme che permettono agli altri di diventare consci del disagio strisciante.
Scrivere qui può servire anche come sfogo che stempera e sostituisce atti che altrimenti sarebbero irreparabili.
@ Ele, perchè sei spaventata? Ciao
X Narcisuss
Mi piacciono le persone dirette, anche senza mezzi termini. Magari ti ci scontri, ci litighi pesantemente ma sai che non ti mente, che non ti dice nulla che non pensi realmente. Ho letto i tuoi post in giro e apprezzo il tuo “non girare intorno” alle cose. Appoggio anche il tuo post precedente. Alla fine il suicidio è una scelta, un arrendersi alle difficoltà e non tutti hanno la forza di reagire, perchè quando tutto diventa buio intorno è dura. Fare paragoni con altri tipi di sofferenza lo trovo inutile perchè è come se esci di casa in una notte fredda e pensi che in un altro posto del mondo, in quel momento, fa caldo e c’è il sole.. Si, va bene, ma qua resta buio. L’unica cosa da fare è stare vicino a chi si sente perduto per fargli vedere che non è solo e che vale la pena di lottare. La decisione finale però spetta a quella persona.. Un bacio 😉
X Ele
Ciaooo!!! Magari ti sembrerà assurdo ma leggere il tuo saluto mi ha levato un pensiero dalla testa, mi sono chiesto come stavi in questi giorni.. Dai Ele, forza!!! Anche io sto male, ho davvero perso tutto ma non si molla mai la speranza òk?? Vale anche per te! Paura e confusione lasciale fare, tu prepara il tuo gancio destro in segreto, prima o poi si scopriranno i fianchi anche loro e.. destro, sinistro ai fianchi e gancio finale! Andranno a terra.. vedrai!
Con affetto..
Dago44 non ho mai trovato la tua mail, mi dispiace! Mi avrebbe fatto piacere parlare con te per mail, te la riscrivo: andiamo@aol.it.
Grazie per il tuo interessamento, mi fa davvero piacere sentirti vicino.
Marina, ti abbraccio forte. Mi piace il tuo post.. Sai, non riesco a scrivere qui quello che vorrei, perché ho avvertito anch’io dei commenti un po’ troppo giudicanti e proprio ora non saprei come gestirli se fossero rivolti a me..
Spyros, grazie per il tuo incoraggiamento. Adesso ne ho proprio bisogno..
Piergiorgio, sono stata male, ora va un pixel meglio, grazie!
Buona serata a tutti.
X spyros,si è vero sono una tipa abbastanza diretta,forse troppo avvolte,mi rendo conto che posso apparire aggressiva,e me ne accorgo sempre dopo…e che mi prende a cuore ogni cosa,mi infervoro e dico quello che penso,sempre e comunque anche se ciò che esprimo forse è un pò ‘scomodo’per gli altri.ma dopo tanto dolore e tante sofferenze,forse vissute troppo presto per la mia età,che doveva essere invece spensierata e felice,ho imparato a FREGARMENE altamente,di tutti quanti,di crearmi uno scudo per proteggermi e di far passare dietro con me solo chi se lo merita davvero e ho imparato a prendere ogni giorno come viene,nella sua miseria.accettarlo anche nel suo candido squallore.una persona molto importante x me lo dice sempre ‘la ruota è tonda non quadrata’e questo è un pò il mio motto.un giorno anche per me,che VIVO in questo stupido e grigio pattume chiamato mondo,forse le cose andranno meglio e avrò la mia rivincita….e fin quando questo non accadrà,anzi lo farò pure dopo,fin quando cesserò di respirare,continuerò a rompere le balle a tutti con i miei pensieri e le mie opinioni…:*
Ele ti voglio tanto bene e sai quanto ti sono vicina !! Fregatene dei post negativi leggi soltanto quelli positivi per te 🙂 @ Eme dove sei??
Ciao Patti, grazie a te per aver capito il senso delle mie parole, con le quali non ho giudicato nessuno, ma se qualcuno è a me che si riferisce quando parla di commenti ‘giudicanti’, può credere quello che gli pare, non ha importanza.
Effettivamente quando parli di certe cose la sola comprensione vera puoi aspettartela da quelle persone che sanno realmente di cosa uno dice, perchè un conto è lamentarsi, anche a ragione per carità, di malesseri e inquietudini vaghe per quanto intense, magari autodefinirsi depressi ecc, diversa cosa è però ricevere una diagnosi specialistica, essere sottoposto ad un ricovero, magari con tso (trattamento sanitario obbligatorio, vale a dire ricovero forzato), essere costretti ad assumere farmaci devastanti, vedersi legati ai letti, non parlare anche perchè nessuno, men che meno un medico, uno psichiatra, è disposto ad ascoltarti, legarsi a vita ad un centro di igiene mentale che ti ricatta, che minaccia sempre nuovi tso se solo provi a dissentire dai loro metodi terapeutici ecc…
Ovviamente non devo fare statistiche, ci mancherebbe, ma se molti che si lamentano sempre e dappertutto, e parlo della vita reale non dei frequentatori di questo sito, per ogni minimo malessere, per ogni difficoltà, per ogni inciampo, per finire poi, inesorabilmente, ad auto diagnosticarsi una ‘depressione’ inesistente (la depressione non è sinonimo di tristezza), sapessero realmente di quello che parlo, non dico che starebbero meglio, che nel loro buio ricomparirà come per incanto la luce, ha ragione chi dice questo, però sono certo che quanto meno farebbero più attenzione a capire effettivamente che cos’è che li fa stare male, anche per evitare di vedersi trattati a quel modo che ho sopra descritto, e che non è un eccezione ma la regola, una prassi quotidiana consolidata e impunita.
Come giovane medico ne ho già vista troppa di gente dilaniata da un tso, da farmaci sbagliati o inopportuni o fatti assumere a dosi assurde al solo scopo di anestetizzare il paziente.
Ripeto ancora, molti si fanno vanto di sentirsi dare del depresso, ormai è una virtù: sei più sensibile, delicato, buono, vulnerabile ecc…quante boiate dio santo!
Poi se si vedessero sottoposti ad un tso, incapaci di reggersi sulle gambe dopo appena tre giorni di trattamento, con un futuro compromesso o del tutto dipendente da un Csm (centro di salute mentale), beh poi vediamo se parlerebbero con tanta facilità di depressione, se si sentirebbero degli tali…
I problemi li abbiamo tutti, di diverso genere, li si affronta come si può, e considerare quelli degli altri, magari peggiori dei miei, non significa superare le proprie difficoltà, lo ripeto ancora, però magari se vedi che uno non molla nonostante tante macerie nella sua vita, forse tu puoi trovare una spinta a fare lo stesso senza stare sempre a lamentarti, a maggior ragione quando obiettivamente il mio problema è minore del suo, tutto qui. Mentre se uno ha ceduto, capisci che c’è di peggio, ancora più semplice!
Marinina 🙂 sono qui. Non vorrei scrivere boiate ma ho l’impressione che alcuni di coloro che scrivono qui non siano depressi ma malinconici. Se non ricordo male la prima è una malattia, la seconda uno stato d’ animo che, alla lunga, può degenerare. Ma qui mi fermo perché non vorrei incorrere nell’ira funesta di Vento libero 🙂 D’altronde è il suo campo e, se vorrà, precisera’. Io sono solo un’ex incazzata, un’ex arenata, un ex essere con tendenze autodistruttive (anche, in certi casi, per codardia, lo ammetto) che, ad un certo punto, ha trovato un posto in cui stare in modo sereno. Ele, un abbraccio, vorrei scriverti ma ho sempre una sorta di paura di scrivere delle grandissime cavolate improduttive.
Concordo con Ventolibero…a volte ci diamo delle definizioni senza sapere poi il vero significato di un termine…conosco una xsona ke si autodefinisce depressa solo xkè nn è in grado di autogestirsi e poi la vedi ke sta sempre in giro,trascurando figli e marito,và in palestra, spettegola con le sue amike….insomma fà tutto il contrario del depresso….quindi informiamoci,cerkiamo aiuto ai medici stando sempre attenti a ki ci stiamo affidando.
Quanti di voi quì che scrivono cavolate a non finire sono stati legati ad un letto o fatto un ricovero coatto (forzato)? e quanti conoscono veramente cosa sia il CSM ? Ventolibero soltanto perchè sei un giovane medico credi di sapere il significato di quello che hai appena scritto ,lo hai provato ,hai preso pillole fino a stordirti e diventare uno zombi ,sempre prescritti da medici e di stare bene con essi ? Sei mai caduto nel baratro più profondo toccare il fondo e starci bene perchè ti senti una merda ,?perchè questa è la valutazione che ti dai!!! E non venire a scrivere che quì la gente si lagna ,si suicida per finta ecc ,non è proprio il caso.Io sono 3 anni che scrivo alcune persone (poche )sono morte davvero per cavolate,altre sono vive per miracolo ,altre invece scrivono per sfogsrsi ,per rapportarsi con altre persone deboli come loro e magari chiedono scrivendo aiuto!! Ma certo poi se leggono questi post negativi in tutto ……. bè allora. @ Eme tesoro scrivi a Ele in questo momento fà bene !!!
Una curiosita’. Marina, sei sempre cosi’, nella vita reale e quotidiana, intendo.Vento libero si e’ espresso con toni moderati, ha lasciato del suo, come voi, pensieri, esperienza, il suo sentire. E’ cosi’ difficile rispondere civilmente, anche se la persona che scrive e’ lontana non tanto dalla vostra esperienza ma da cio’ che accettate dagli altri? Da pochi giorni leggo su questo sito, chi non si assimila ai vostri comportamenti, a chi si dissocia anche solo di una virgola, scaricate addosso tanta rabbia. Perche’?La vita e’ difficile per tutti, basta guardarsi intorno. Sentirsi un eroe perche’ si e’ patito un grande dolore? C’e’ tanto dolore al mondo, basta guardarsi intorno e riuscire a vedere le altre persone, la vita ti riserva amare sorprese, pesanti e improvvise. E dopo devi decidere se soccombere o trovare la forza di reagire. Parole come azione, dignita’, responsabilita’, io ne ho trovata tanta in persone che hanno sofferto tanto e non lo meritavano. La rabbia e’ distruttiva prima di tutto per se stessi, ti avvelena e inacidisce il sangue ma ancor piu’ sicura e lo posso garantire, e’ che l’ambiente che ci circonda e’ lo specchio di cio’ che noi siamo, cambiamo noi e si modifica l’ambiente, persone comprese. E’ matematico.
Rispondo a Eme (sulle scempiaggini e le distorsioni di questa marina è il caso davvero di soprassedere…non è la prima volta che dice cose deliranti, senza senso veramente, almeno sul mio conto, che pure mai a lei mi sono rivolto…vai a capire…), non ho ben capito che cosa debba precisare, precisami magari tu cosa intendi di preciso e io ti dirò la mia, e ripeto sempre, senza pretese di esprimere nessuna verità assoluta, d’altronde non sono un prete e in Dio non ci credo.
Posso solo, nel rispetto dell’interlocutore (per quanto virtuale) e dell’altrui opinioni, riferire quella che è la mia umile e povera esperienza personale come medico psichiatra e di tutto ciò che me ne è venuto a livello umano, tutto qua.
Sono d’accordo con ciò che dici: depressione e malinconia sono cose ben diverse. La tristezza, la malinconia, lo sconforto sono degli stati d’animo, delle emozioni che alle volte si fanno compagne costanti della nostra vita, e chi di noi non le ha provate? Questo, ovviamente, non ci fa tutti depressi, ed è questo su cui io insisto (checché ne possano dire le marine di turno…), la depressione è una malattia, seria, grave e invalidante, e un depresso non annuncia mai, mai, e sottolineo mai, la sua voglia di morte, perché nega quello stare male agli altri in quanto si sente incompreso e non se ne compiace, ma lui ne ha consapevolezza di quella sofferenza, atroce e che cerca di mascherare.
Non ti sto riportando frasi o concetti da manuale psichiatrico, come ho detto è la mia umile e povera esperienza professionale, solo questo.
Chi sta male e volutamente lo fa trasparire cerca una relazione, un dialogo, un incontro, in qualche modo è in attesa di un cuore che si apra a lui e gli salvi la vita, il depresso fa l’esatto contrario. Sentendosi un inetto, un incapace, un fallito vero, nasconde tutto questo e il suo malessere lo percepisci non perché lui abbia fatto nulla per mostrartelo ma solo perché, oggettivamente, la sofferenza ne impregna il volto e il corpo.
Ecco perché insisto nel dire: se molti autodefinitisi ‘depressi’ entrassero in un spdc, e vedessero i depressi veri, le loro ‘depressioni’ non potrebbero reggere il confronto, oggettivamente parlando.
Se ora mi è concesso un breve cenno personale, non come medico ma come uomo, come persona, sempre per rispondere a certe scempiaggini, a certe ‘martiri’ che si ritengono vittime di tutta la sofferenza del mondo, io nel baratro ci sono: sono stato operato pochi mesi fa di cancro all’intestino, sono in aspettativa dal lavoro e non so se e come e dove lo riprenderò, ho un’aspettativa di vita inferiore ai 5 anni, questo dicono le statistiche per una patologia come la ma, faccio la chemioterapia ogni martedì e venerdì, dalle cui sedute puntualmente esco distrutto nel fisico e nell’animo, a 30 anni vedo sforzi, passione e sacrifici svanire via per colpa di un male infame e spietato, eppure…eppure vado avanti, come meglio posso, e non mi ritengo depresso…forse perché quelli veri li conosco!
Sono ancora alzata, vento libero, perche’ mia figlia respirava male quando l’ho messa a letto e la sto controllando con il saturimetro. Quando accendo il computer e’ per distrarmi e rilassarmi prima di riprendere la mia vita e il mio impegno con mia figlia, ha una gastrostomia e due anni fa mi avevano proposto la trachestomia e la digiunostomia, ma ho deciso di fermarmi qui salvo che, di fronte ad una emergenza non decida divewrsamente. La paura puo’ destabilizzare.Scrivo questo non perche’ mi faccia piacere parlare al mondo di qualchecosa di cosi’ privato come la realta’ della mia bambina, ma perche’ tu hai parlato a cuore aperto della tua situazione dimostrando di non sentirti piu’ in basso o piu’ in alto di altre persone che scrivono qui. Hai tutta la mia stima, come ha gia’ scritto qualcuno piu’ sopra, e se puo’ servire tutti i miei auguri e la mia solidarieta’ per il decorso della tua malattia.
Vento libero, conosco persone che sono state (alcune) e sono (altre) malate di depressione in mille varianti diverse. Io non somo mai stata depressa se non in una diagnosi sbagliata che mi è stata fatta anni fa e a cui, peraltro, non ho mai dato molto credito. Non ho affrontato né avrei potuto affrontare (in tutte le famiglie c’ è il condannato a mostrarsi sempre forte, cazzuto, inossidabile) tante fobie, manie, paure che, ad un certo punto, mi sono franate addosso senza portarmi al tentare suicidio (se non in una sola circostanza tanto impetuosa quanto, alla fin fine, grottesca al limite del ridicolo) ma autocondannandomi ad una non-vita per circa 15 anni. All’apparenza vivi, lavori, mangi. Ma dentro, semplicemente, non sei. Una volta tolta la maschera di cio’ che ti si chiede di essere non hai nulla, non sei nulla se non lo squallido risultato di troppe cose irrisolte e mai affrontate. Credo che questa non vita non sia altro che una malinconia che, a lungo andare, ti porta via.
Ciò che ti chiedo (se puoi, se vuoi, se ne hai il tempo e la forza) è di descrivere a chi scrive qui quali sono le caratteristiche della depressione nella prima fase (quella che precede ricoveri e trattamenti) dalla malinconia. Perché uscire da certi stati d’animo si può se non ci si siede sulla convinzione di essere malati di qualcosa che, forse, non si ha. Patti, credo che Marina intenda dire che, spesso, il pensare alle disgrazie del mondo ha un effetto peggiore che il concentrarsi su sé stessi ed il proprio disagio. Stare in mezzo al dolore altrui non sortisce il medesimo effetto su tutti. C’è chi stramazza e chi si rinfranca e si prodiga in mille aiuti. Per tutti: Marina è una donna che ha sofferto in modo mostruoso e certe sue reazioni hanno un perché che sta a lei dettagliare o meno. Io le voglio un gran bene e spero che resti qui.
Già nella vita quotidiana come sono ??? bè dopo che si è passato tutto quello che ho passato mi ritengo una fortunata essere uscita da una situazione che mi risucchiava sempre più.Ho passato tutte le cose elencate prima e sò benissimo cosa significa il vero depresso ,con ricoveri coatti ,legati ad un letto un entri e esci da cliniche psichiatriche .CSM sempre pronto,e capisco benissimo anche il male del mondo e chi stà peggio di me ! Ma sò anche benissimo come un ragazzo di 30 anni si può sentire avendogli diagnosticato un tumore ,diciamo anche un linfoma non Okins al mediastino credimi (mio figlio) e sò bene le chemio le radio che non funzionano ed essere costretti come alternativa l’autotrapianto di cellule staminali ,i 5 anni e gli anni che vengono dopo……. e tu che ti domandi cosa???Vedere un figlio in queste condizioni ,vederlo combattere il male .. bè come vedi ne sò qualcosa anche io ,ma sono crollata ,e non mai giudicato nessuno ,anzi ora sono vicina a persone che come me hanno passato quello che hanno passato .
Conosco alcuni soggetti che sembrano divertirsi a spostare il paletto delle proprie aspettative per potersi lagnare ad oltranza. “Si ok, oggi ho ottenuto X ma, a pensarci bene, avrei voluto Y. Povero me misero e tapino”. Per non parlare di quelli che hanno TUTTO, non riescono neppure più a spostare il paletto perchè non c’è una soglia ulteriore da raggiungere e si lamentano sulla fiducia arrovellandosi su un generico male di vivere: “ho una casa, un lavoro, una famiglia, una salute di ferro (mia e dei miei cari), tanti amici, un conto corrente considerevole però…si….ma….sento un certo languorino e non so come saziarlo”.
Questi….bè…..li prenderei a zappate in certi giorni.
Li ignorerei (se non li avessi perennemente tra le scatole ad invocare sostegno)in altri.
Il problema è che non si sa chi si ha di fronte finchè non ci si sta così a contatto da capire se sta male oppure è un attore e finge persino con sè stesso.
Depressi, malinconici, lagnosi -all’inizio- hanno atteggiamenti molto simili agli occhi dei profani.
Poi il depresso segue un percorso, il malinconico un altro mentre il lagnoso continua a godere di quella che LUNA, in un’altra lettera, ha definito “indennità paraculare” alla faccia del pollo che casca nella trama delle sue lamentele.
Il rischio è far su tutti nella medesima fascina a meno che non ci presenti con un ricco curriculum di disgrazie corredata da un’anamnesi familiare che consenta di dire: “tu si/tu no”.
Io, per il poco che ho capito della vita (peraltro in età adulta) posso solo dire che sedersi sui propri disagi, crogiolarsi nelle proprie disgrazie, auto-crocifiggersi sulla croce delle proprie paure non porta molto lontano.
Porta a cascare da un giorno all’altro senza un obbiettivo, senza uno scopo come se si fosse risucchiati da una tromba delle scale ed i giorni fossero piani su cui ci si spiaccica prima di rotolare al piano inferiore.
Che consigli si possono dare? Nessuno. Ognuno è un caso a sè e sa per se.
A meno che non ci si trovi di fronte ad una malattia mentale ognuno sa come potrebbe uscire dalla palude se solo volesse, se solo potesse, se solo riuscisse.
Il che non è detto che sia realizzabile visto che, spesso, i presupposti della serenità sono legati ad eventi, circostanze, sulla cui aspettativa di realizzazione non abbiamo nessun controllo.
Io posso semplicemente testimoniare (a gran voce) L’OVVIO ossia che fuori dalla melma si sta meglio che dentro, che non si perde nulla in termini di sensibilità, di profondità ecc ecc ecc. Semplicemente si sta meglio.
Posso “consigliare” (con le opportune virgolette) di fare in modo di evitare di cadere dentro lo stagno evitando di prendere sottogamba paure, fobie, certi tipi di reazione a certe situazioni.
Ci sono tantissimi sintomi che dovrebbero essere considerati (dall’interessato e da chi gli sta accanto) fin dalle primissime manifestazioni e che dovrebbero essere una sorta di bussola per prendere le distanze da certe situazioni ed avvicinarsi ad altre più affini.
Spesso sono sintomi ben chiari ma totalmente ignorati per i motivi più vari dal fatto che il cugino A ha tre lauree e tu non riesci a prendere manco un diploma, al fatto che il fratello B è già al terzo divorzio e tu non hai neanche uno straccio di uomo/donna, al fatto che tu ti lagni e lo zio C, 70 anni prima, alla tua stessa età aveva 14 figli, 5 nipoti a carico lavorava in miniera e nel tempo libero zappava nei campi a torso nudo in pieno inverno, al fatto che tutti fanno carriera e tu sei li, a passare le carte ai più vecchi che non mollano la sedia e ai più giovani che te l’hanno fregata e vai col liscio delle situazioni più disparate per cui, ad un certo punto, si striscia anziché camminare a testa alta.
Ma come uscire dalla melma una volta che ci si è cascati dentro ….non ve lo so dire e se asserissi di saperlo sarei io stessa ad essere una gran paracula 🙂 perché l’esperienza di uno non può valere per tutti.
A meno che non sia una dritta ma, in questo caso, andrebbe formulata in modo da non fare sentire larvoni egoisti tutti coloro che non trovano giovamento dal suggerimento e non per egocentrismo o menefreghismo. Bensì per carattere, temperamento, modo diverso di approcciarsi e reagire di fronte ad una situazione.