Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Se non sbaglio, la lettera di Beppino e’ stata scritta un po’ di tempo fa, magari dopo diversi tentativi, ce l’ha fatta. Non credo ai tentativi di suicidio, soprattutto se sono piu’ di uno. Chi vuole togliersi la vita, lo fa e la cronaca ce lo ricorda. I falliti tentativi sono soltanto un modo per attirare l’attenzione e per piangersi addosso.
Un giorno ti svegli, è presto e fuori piove ma tanto non devi andare a lavoro, perchè il lavoro non ce l’hai. Guardi fuori dalla finestra che da sulla strada, il paese è piccolo ma sono tutti in fermento per la nuova giornata che sta iniziando. Nei tuoi 30 mq di casa ti muovi svogliatamente mentre cerchi, nella catasta confusa di vestiti sopra la sedia, qualcosa da mettere. Il letto si è già raffreddato per la tua assenza e non c’è nessuno che lo scalda oltre a te, è ormai da troppo tempo quel bel letto a due piazze non sente calore oltre al tuo. Ti lavi, ti vesti ed esci per un caffè prima di tentare ancora di trovare un lavoro. Esci di casa e il freddo ti investe il viso, il cielo è grigio e il sole chissà dove cavolo è finito. Cammini verso la tua auto, poverina, sta in piedi a saldature e ogni volta che la accendi semra dirti: ti prego lasciami qui, non ce la faccio più… Alla fine si accende e tu inizi a pensare al caffè caldo che ti aspetta, è un sollievo. Arrivi al bar, ordini il caffè e lo bevi con calma, gustandolo come fosse l’ultimo. Dopo quel bel momento ti avvicini al bancone, prendi il portafogli e tiri fuori le monete per pagare e l’occhio ti cade, inesorabile, nel reparto delle banconote, non molto affollato. Esci dal bar, guardi il cielo grigio, fai un bel respiro pieno e ti dici: Andiamo! Dopo la giornata a girare come un matto e senza risolvere un granchè decidi di andare al supermercato per comprare un paio di panini da mangiare per cena. Il tempo fuori è leggermente peggiorato, ha cominciato a piovere anche se molto fine, però inizia a scendere il freddo invernale. Il supermercato è tutto colorato e decisamente invitante. Entri e ti sembra di stare un pò meglio. Inizi a girare per i corridoi con le scaffalature piene di cose buone ed invitanti e mentre giri a vuoto come un fantasma ecco stagliarsi davanti a te una figura che ti accorgi di conoscere, è un tuo amico di vecchia data. Era un pò che non lo vedevi e lui ti accoglie con un sorriso e inizia a parlare del suo lavoro e dietro di lui appare un altra figura, lui smette di parlare e tu vedi sua moglie. Pensi: “lui che era il più scemo di tutti, il contapalle, il cretino del paese, lui è sposato con una bellissima ragazza”. Tu resti incantato e come un fulmine, nella tua mente, ti ricordi che solo un anno fa avevi una moglie stupenda, un bel lavoro e una vita piena. Quel flash ti destabilizza e inizi ad aver voglia di tornare a casa. Saluti frettolosamente il tuo amico e la moglie e vai alla cassa e quando sali in auto tiri un sospiro di sollievo e vai a casa. Quando apri la porta dei tuoi 30 mq ti accoglie solo il disordine. Butti la spesa sul letto e pieno di pensieri ti avvicini alla finestra, ti accendi una sigaretta, fuori piove, è buio, fa freddo, sei solo. Chiudi gli occhi, una lacrima ti scalda il viso e cade su quei segni sul polso, segni di un tentativo non riuscito di liberarti del dolore. Sei lì e senza capire il perchè, ti viene voglia di svegliarti ancora..
A tutti quelli che pensano di farla finita, che non c’è speranza, che non si possa più stare bene o almeno stare meglio dico solo una cosa: leggete la poesia di William Ernest Henley dal titolo “Invictus” e riflettete su quelle parole. Anche io ho perso tutto, anche io soffro e temo di non farcela ma non è la morte che sistema le cose. Un uomo, in una vita, può morire 1000 volte ma è solo una quella che non gli permetterà più di rialzarsi. Vivere nonostante tutto è l’unica maniera per vincere il dolore, anche a costo di dover sopravvivere strisciando e prendendo botte! Non lasciamo mai la nostra spada, il nostro scudo, il nostro elmo e la nostra corazza, non lasciamo che siano i nostri demoni a vincere la battaglia della nostra vita! Anche se sei a terra ansimante e sanguinante, distrutto dal dolore, alzati e combatti! Il sole sorge anche senza di noi? Bene, allora guardiamo tutte le albe che possiamo e ringraziamo Dio di poterle vedere.
Un abbraccio a tutti..
Ho letto gli altri commenti… Io stamattina mi son svegliata tardi (per andare a compiere il mio dovere part-time mi sveglio alle 5 del mattino perché alle 7 devo stare a lavorare…e sistemo prima casa). Ho il cuore sempre più spezzato perché gli amici (che si definivano tali nei miei confronti) mi hanno voltato le spalle ancora una volta. È vero che mi sono isolata e li ho allontanati col mio atteggiamento ma avendo ammesso i miei errori loro non sono tornati da me. E se posso dirlo, l’anno scorso andai da uno psicologo per conto mio (era quello della Mutua) e feci una decina di sedute ma non servì a nulla. Persone che ti aiutano concretamente non esistono… Il pensiero di morire si fa sempre più strada e posso dire con amarezza che sono profondamente depressa. Nonostante questo, cerco di non darlo a vedere quando lavoro e ci riesco molto bene ma una volta tornata a casa, sprofondo. Mi è passata persino la voglia di studiare anche se dentro di me il desiderio c’è ancora ma è piccolissimo… E pensare che fin da bambina ce l’avevo nel sangue…
Non so voi ma vorrei rintanarmi da qualche parte e non uscire più!
Buongiorno a tutti, io come altri, ci penso tutti i giorni. non ho fatto tentativi, ma posso garantirvi che penso ogni giorno a come farla finita. sono stanco, stanco della cattiveria che mi circonda stanco di uno stato d’animo che ormai si è talmente affievolito che piango anche se solo vedo una mosca morente. Credo di essere in uno stato di depressione totale di cui ho tutti i sintomi in cui si rispecchia questa malattia. Ho provato a lanciare degli allarmi ma chi mi circonda familiari compresi sono incapaci di comprendere quanto io stia male. Mi sono chiuso in me stesso e non riesco a vedere più alcuna via d’uscita ma non voglio essere ipocrita. La mia situazione me la sono creata da solo e da solo la risolverò. Se un giorno dovesse accadere quanto penso ed addirittura sogno tutti i momenti, spero solo che nessuno si senta in colpa. Forse la ormai mia mancanzi di riuscire ad esprimere le mie sensazioni hanno fatto si che per tutti c’è un sorriso, anche se nello stesso istante il mio cuore piange lacrime amarissime….. Questo mondo mi sta stretto, non è il mondo che pensavo, ma questo probabilmente è un modo di voler giustificare quello che credo non accadrà molto tardi.
io stamattina ho un attimo di crisi…il mio terapista si chiama max ed e’ un cavallo di 27 anni.spero oggi o domani di andare da lui cosi per un paio di ore tutto passa..non pensavo ma davvero i cavalli sono terapeutici
Val, è la stessa cosa anche per me. ogni giorno al lavoro tengo tutto dentro per non mostrare agli altri le mie fragilità. gli amici si stanno allontanando sempre di più perchè se non riesco ad essere “divertente” non sono più interessante. ho provato con alcuni a parlare della mia situazione e ho ricevuto risposte soltanto del tipo ” fregatene e divertiti che la vita è una sola”.. si, ma chi lo sa fare? io no. quando torni a casa tu sprofondi? io spesso non resisto neanche un pò, nel senso che comincio a piangere quando salgo sulla bici già uscendo dall’ufficio. sforzarsi di far credere agli altri che sta andando tutto bene è una fatica immensa, la reggo finchè ce la faccio, poi crollo miseramente mostrandomi per quello che sono e me ne vergogno. però spero che la terapia mi possa aiutare. per ora sono più le pentole di dolore che stiamo scoperchiando che altro.. ma ci voglio provare, anche se è faticoso. come dicevo in altri post, cado ancora ma mi sembra di metterci meno tempo a rialzarmi. o mi sto fortificando o mi sto abituando al dolore.. che poi magari è la stessa cosa.
X Val: capita anche a me di voler sparire il un buco profondo, dove nessuno può trovarmi e rimanerci in eterno… Ma bisogna provare a combattere… e te lo dice uno che non ha più la forza di stare in piedi…
X Patti: scusami ma non la vedo come te, almeno non in tutti i casi.. A volte si prova a suicidarsi ma per qualche ragione non si muore, un errore, un taglio poco profondo, un salvataggio in extremis… Però, come te, credo che vari tentativi falliti siano solo un modo per attirare l’attenzione, perchè alla fine non vuoi farlo davvero.
X Ele: se posso permettermi; non vergognarti della tua fragilità perchè è lei che ti contraddistigue dagli altri, ti sembrerà altisonante ma pensa a questo, perchè piangi? Piangi perchè soffri, perchè la tua anima si ribella a quello che stai vivendo, piangi perchè sei ancora viva, perchè non hai ancora abbandonato la speranza.. Piangi tesoro mio, piangi e manda al diavolo chi non ti ascolta, piangi e non vergognarti di farlo perchè, almeno tu, non sei finta, troppi sono intenti solo ad avere e a non dare mai nulla, nemmeno un sorriso, un abbraccio.. Ma tu piangi e quindi sei sensibile, sei ricca di quel qualcosa che in molti non hanno. Tra ieri sera e oggi ho ricevuto due nuovi colpi sulle ginocchia, sono a terra ancora una volta.. solo e perso nelle mie incapacità, nei miei interrogativi senza risposta, nella mia completa inutilità.. Piango ora, mentre ti scrivo queste righe ma non mi vergogno di dire che ho 30 anni e sto piangendo.. Sono a terra ma sono vivo.. E come me anche tu, sei viva! E saranno guai quando ci rialzeremo!.. Versale tutte quelle lacrime ed un giorno saranno sorrisi.. Deve sorgere il sole anche per noi.. Deve per forza..
un abbraccio e perdona se mi sono lasciato andare ad una confidenza che non abbiamo.. Si dice che parlare con gli sconosciuti aiuti molto di più..
Ragazzi, quest’anno per me è stato disastroso… La malattia di mia madre, la sua dipartita, le situazioni economiche…Domenica mattina hanno rapinato mio padre fuori alla banca…gli hanno preso gli utlimi soldi della pensione con cui dovevamo pagare almeno la bolletta della luce…stamattina al lavoro non sono andata e mi ha telefonato poco fa il mio Capo dicendomi che l’assegno per me non c’era ma c’era solo la busta paga perché me l’hanno perso…Adesso per poter mettere le mani su 340 euro dovrò aspettare addirittura a fine mese…Una sfortuna dopo l’altra… Eppure sono soldi di cui ho bisogno per aiutare papà, che cavolo!
Ciao Ele ,
non ho ancora visto la tua e-mail, dopo guardo la posta . Per quanto riguarda il commento che hai scritto a Val concordo con te che molta gente vuole circondarsi solo di persone allegre , e se non 6 allegra come loro , ti punzecchiano tutto il tempo nonostante sappiano di avere a che fare con una persona che sta tentando di uscire dalla depressione.
Ciao Spyros,
Ho letto il tuo primo post e ho pianto tanto: mi sono rispecchiata completamente.
Per Francesco,
mi sento come te ..i miei cari non mi prendono sul serio, la gente dice che il suicidio é una grande cazzata che questo gesto fa soffrire gli altri , io nel mio caso ho già dato vari segni , anzi l’ho detto a mia madre e di certo non é x mortificarla ma x chiederle aiuto!!
Tra l’altro delle volte che nella mia vita provavo a rialzarmi ..le malignità venivano dette per prima cosa dai miei familiari.
Per quanto riguarda i cosiddetti tentativi di suicidio io ci ho provato ma nessuno sa niente di niente , anche xké dovessi portare questo progetto fino in fondo studierò ogni minimo dettaglio affinché nessuno mi possa salvare.
Spyros ,mi hai fatta piangere a me che non verso una lacrima di dolore da parecchio tempo a me che sono forte come una roccia ! Hai saputo descrivere la sofferenza e la serenità in uguale modo ,ti devo dire grazie ,grazie .Sono daccordo con te su tutto tranne una cosa : non esistono finti suicidii,ma soltanto non è arrivato il tuo momento,io CREDO… ciao @ Ele non ti stai abbituando al dolore ti stai fortificando ,le cadute saranno tante ,ma imparerai ad rialzarti.La terapia deve e dico deve tirarti fuori tutto ciò che hai dentro ,bello o brutto che sia e se è come dici stà funzionando.Poi sai cosa ti dico ? io me lo sento ,vedo da come scrivi quì in confronto ai primi post ,quindi stai facendo passettini aventi ,non demordere!!! Ascolta tutto ciò che ti può fare bene .Un abbraccio resoro 🙂
stesse sensazioni. la depressione si è impossessata di me da quando ho 13 anni. è ereditaria perchè pure mio padre ci convive da una vita, rendendo la vita un inferno a me e alle mie sorelle (una anoressica, l’altra bulimica). poverino mio papà, nonostante abbia inciso la sua depressione su tutti noi io gli sono vicino perchè capisco che deve essere durissima anke per lui. mia madre è stata una santa ma da sola non ce l’ha fatta a stare dietro a tutti ed ora soffre pure lei per noi. solo x questo mi sento una merda, vorrei darle delle soddisfazioni, ma ho pochissimo entusiasmo di mettermi a ricostruire per l’ennesima volta. eppure ci provo. ora ne ho 31 di anni e la mia vita è stata davvero un bagaglio di sofferenze niente male. certo c’è chi sta peggio ma questo non mi consola affatto …sarebbe pure una cosa da stronzi stare meglio sapendo che c’è chi sta peggio. cmq ragazzi anche io posso averci pendsato a volte a togliermi di mezzo, ma alla fine non sono prorpio il tipo. non adesso che ancora c’è tanto davanti ed io alla vita ci tengo! alla fine i farmaci aiutano paREcchio, quindi chi non li prende io li consiglio vivamente. ti ricaricano almeno un po’ le pile, trovi l’energia di affrontare la giornata. certo bene non fanno….ma cosa dovrei fare allora? starmene a letto tutto il giorno come una larva? bisogna tenere la testa impegnata, trovatevi un lavboro o un passatempo, uno qualsiasi. e prendete le medicine..anke perchè personalmente nn credo nella psicoterapia. anni e soldi senza sapere se un giorno guarrai e tutto avrà fine. mah!!! tutti gli psycologists che conosco sono piu’ fuori dei loro pazienti 🙂 (giuro!!!!)
Ragazzi,leggere le vostre storie porta un fitta al cuore ke nn vi descrivo, vorrei tanto poter aiutare ognuno di voi, una cosa posso dirvi: pregate Dio affidatevi al suo amore, nn siate sordi al suo rikiamo anke se nn credete anke se pensate ke nn ci sia soluzione kiamatelo….anke se vi sembra assurdo pregate ogni vota ke vi sentite morire nn lasciate ke il male vi distrugga, nn fatevi sopraffare dalla cattiveria, siate aperti alla luce di Cristo, Lui è vicino a voi e piange con voi……datevi una possibilità x liberarvi da ciò ke vi fà soffrire,affidate a Lui le vostre pene e come dico sempre se volete contattatemi io ci sn x voi…karmy81@live.it un abbraccio affettuoso!!!
spyros! mi chiedi perdono per la confidenza che ti sei preso parlando con me?? ma io ti ringrazio tanto x averlo fatto! mi vergogno della mia fragilità, è vero.. mi sento inadeguata quando “non sono a contatto con il mondo reale” perchè non riesco ad essere lineare e razionale. la mia testa segue sempre dei percorsi diversi.. va a trovare sempre collegamenti negativi, motivi di paure ed il guaio è che x me sono davvero reali. non riesco neanche a spiegarmi bene.. so soltanto che questa diversità (incapacità, inadeguatezza) mi fa sentire sola. e piango. tanto e spesso ma ste lacrime non finiscono mai?
ciao marina! ti sento vicina, grazie sempre. credi in me più di me..
aurora26 un abbraccio forte ed una buonanotte a tutti.
Marina sono io a dirti grazie.. Mi ha commosso sapere di averti trasmesso qualcosa con le mie parole, con le mie emozioni.. Quindi grazie a te.. un abbraccio grande..
Karmen hai ragione, Dio c’è anche se sembra lontano. Nei giorni felici lo ringrazio e in quelli infelici lo ringrazio lo stesso perchè ho vissuto un giorno in più, perchè mi ha lasciato qui quando io ero stanco di starci.. a presto..
@ Val
ho visto che sul sito della Caritas c’è l’opportunità di avere un prestito di 6000 euro rivolto a famiglie con seri problemi economici, si chiama “prestito della speranza”. Se sei messa così male come dici il prestito te lo daranno sicuramente. Ciao
@ Ele
è vero, hai fatto dei grandi progressi, sei più sicura, continua a migliorare mi raccomando. Ciao Ele e grazie per la compagnia che mi fai tu e tutti gli altri.
@ Francesco
anche se la tua situazione ti sembra disperata non mollare, segui i consigli di un depresso cronico (che sarei io), vai avanti anche a costo di farlo strisciando. Quando senti di non farcela più prega Dio che ti aiuti. Se vuoi parlare con qualcuno in questo forum troverai sicuramente risposta. Ciao
Ciao Aurora, non progettare la tua fine ma progetta la tua vita. Non è facile, io per primo mi sento male e perso come uomo ma non ci si può concedere il lusso di mollare. Ricorda:”Nella feroce morsa delle circostanze non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte il mio capo è sanguinante, ma indomito.” da “Invictus” di William Ernest Henley.
Ele, posso solo dirti che un giorno finiranno le lacrime e inizieranno i sorrisi. Non vergognarti mai di quello che sei perchè non sei un mostro ma una creatura piena di sentimenti. Sorrideremo ancora… vedrai… dobbiamo crederci…
un abbraccio a tutti
Spyros condivido con te il fatto di ringraziare sempre Dio,ti ricordo ke Lui nn è lontano ma siamo noi ad allontanarci spesso…e il male ke vediamo e subiamo nn viene da Lui ma bensì da un male ke ride alle nostre spalle…..abbiate forza preghiamo anke il nostro Signore e la madre celeste loro ci conducono a Dio smorzando i nostri peccati ma se kiediamo perdono saremo assolti sempre e le sofferenze di questa terra saranno la felicità eterna con Dio……vi abbraccio!
@Piergiorgio: Grazie per la dritta ma l’ultima cosa che farei sarebbe proprio quella di contrarre altri debiti… La mia famiglia ha fallito economicamente per via delle finanziarie… A costo di morire di fame, non contrarrò mai altri debiti…inoltre non abbiamo garanzie, quindi non esiste! Mio padre ha cresciuto 5 figli lavorando da solo perché mia madre doveva occuparsi di noi e non ha mai potuto lavorare…Ha dovuto fare debiti per portarci avanti e nonostante da grandi avessimo iniziato a fare dei lavoretti, i conti non sono mai tornati…
Resto col dolore che cresce ogni giorno di più…non so fin quando resisterò…-.-“
Ciao a tutti ragazzi (sicuramente siete più piccoli di me ),non mollate maììììììì ,neanche quando vi sembra che tutto sia finito che non c’è più speranza che il baratro in cui siete finiti ormai fà parte di voi …una via di uscita c’è sempre! Noi non ce ne accorgiamo ,tanto vediamo tutto nero ,ma c’è.@ Ele tu sai quanto mi sei cara e ho fiducia in te e credo in te ,lascia uscire quelle lacrime sei stracarica e quando saranno uscite tutte sul tuo viso uscirà il sorriso che si chiama non felicità ,ma SERENITA e ci arriverai come ha detto non mi ricordo se piergiorgio o Spyros anche strisciando ma ci arriverai !Io ho scalato una montagna facendo un passo avanti e tre dietro mi sono ritornata tante volte ,ma alla fine sono arrivata in vetta ed è stato magnifico guardare il panorama da lassù. Qui in questo forum c’è scritta tutta la mia scalata … perchè quì si può scrvere e parlare di tutto ci sono persone come noi .Quindi non si viene giudicati ma capiti,è vero cogni tanto esce fuori qualche discussione ,ma fa parte del forum. Un abbraccio a tutti e FORZA giriamo l’angolo.
Salve a tutti. anche io spesso penso di farla finita, specialmente dopo essere stata lasciata dal mio compagno.
non avevo niente nella vita, ma il suo amore e le sue attenzioni erano tutto per me. Ho sempre avuto questo pensiero fisso di fare qualche gesto folle. anni fa mi stavo tagliando i polsi, ma mi misi a piangere e caddi a terra senza forze, salvata non so da quale angelo.
Un’altra volta ho preso diverse pillole la notte, e nel letto ho iniziato a sentire ogni sensazione, di freddo e caldo, ho pensato che non avrei visto il giorno dopo.
Poi ho pensato altre volte di farla finita, ma pensavo ai miei genitori che li avrei uccisi assieme a me.
oggi sono un piede dentro e uno fuori,perchè sto di nuovo male. mi sto rifugiando nella preghiera, ma non so se ce la farò. nel frattempo mi rifugiavo in questo blog condividendo con chi come me soffre, amarezze e disperazioni.
Ele: inadeguata a cosa e a chi?
Non esiste uno standard a cui adeguarsi altrimenti si è fuori dai giochi.
Non esiste.
Opinione (opinabile) mia: ognuno dui noi dovrebbe avere un unico punto di riferimento: sè stesso e chi si sente affine se si ha l’immensa fortuna di trovarlo sotto qualche forma (amico, parente, compagno di vita).
Se non si ha quest’immensa fortuna o finchè non si ha quest’immensa fortuna “ci si deve bastare” da sè.
Senza scimiottare, senza adeguarsi, senza violentare sè stessi per rientrare in una categoria e credere di non sentirsi (più) soli mentre si vive un’affollata solitudine che fa star male più della solitudine vera e e propria .
Non sono nella tua testa ma la domanda: “cosa ci faccio qui?” mi sembra abbia effetti più disastrosi della domanda “perchè non sono li?”.
Ho impiegato una fraccata di anni per ficcarmelo in testa ed ora me lo ripeto come un mantra.
Tra il sentirsi fuori da un contesto ed il sentirsi avulsi dal contesto, secondo me, c’è una differenza abissale.
Nel primo caso ci si sente isolati, soli, in imbarazzo “scusate la faccia scusate le spalle”.
Nel secondo caso ci si sente semplicemente diversi e si adatta la propria diversità all’ambiente quando non si hanno i soldi per adattare l’ambiente alla propria diversità.
Non si tratta di “avere le palle” come si legge spesso qui ed altrove.
Si tratta di rendersi conto che essere avulsi da un contesto non è automaticamente indice di essere “peggio di….” o condannati all’infelicità perpetua.
Cara Ele, credimi, tu hai una caterva di potenzialità. Sapersi rialzare dopo una sederata non è per tutti. Ciò che ti manca (mi pare)è il credere in te stessa.
E ciò che ti avanza abbondantemente è (mi pare) il confidare troppo in chi ti circonda.
Solo se impari a stare bene con te stessa potrai stare in mezzo agli altri.
E selezionare, in mezzo agli altri, chi è affine a te.
Altrimenti ti butti nella ressa pur di non sentirti sola, ringrazi se non ti cacciano, ti scusi perchè occupi uno spazio……e stai, comunque, male.
Io non solo un’apologista della solitudine. Ho imparato a mie spese che sentirsi soli mentre si è in compagnia è peggio che sentirsi soli con sè stessi. E che sentirsi soli con sè stessi non fa male quando con sè stessi ci si sta bene.
Un abbraccio.
Patti, ci sono post talmente inutili che non riesco a capire che giovamento portino a chi li scrive (la totale assenza di utilità per chi legge è talmente evidente da non dover essere sottolineata).
Mi auguro che le tue tre righe del piffero ti abbiano dato tanta serenità. E vale anche per chi ha scritto una cretinata analoga qualche post fa (non perdo tempo a tornare indietro a recuperare un inutile nick). E’ ovvio che chi si butta dal ventesimo piano di un grattacielo ha più possibilità di crepare di chi ingurgita pillole con la famiglia che guarda la tv nella stanza accanto. Quindi?
La speranza di sopravvivere che, a volte, non ci si rende neppure conto di avere toglie forse intensità alla sofferenza che c’è dietro al gesto? L’assenza di lucidità di un gesto d’impeto (voglio morire ora, qui , subito cosa c’è a portata di mano: un flacone! Basterà!) toglie forse intensità al mondo che c’è dietro a quel “voglio morire ora, qui subito”?
Prendete ad una ad una le persone che scrivono qui. Chiedetegli cosa vorrebbero per essere sereni. Realizzate ogni loro desiderio e vedrete che nel 98% dei casi avrete persone felici. Ci sarà un residuo 2% (ingordo o malato) che sposterà il paletto delle proprie aspettative e dirà “sono comunque infelice quindi mi ammazzo”.
Questo per dirvi: spesso (non sempre, ovvio) chi desidera morire è perchè non sopporta più di non riuscire a vivere o a vivere decentemente (è’ talmente banale che mi vergogno a scriverlo….ma a quanto pare, è necessario farlo).
Ma se potessero vivere decentemente non si porrebbero neanche per un secondo il quesito “vita o morte?”.
Quindi, cari Patty & co. scusate queste persone se, magari inconsciamente, si “regalano” una possibilità di vita mentre cercano di morire.
Scusatele se, forse, sperano che questo gesto distrugga il muro di indifferenza e di sordità che li circonda.
Scusatele se, forse, chi arriva al tentativo di suicidio non è così lucido da mettersi lì a scegliere tra una modalità e l’altra come se si dovesse decidere di comprare la pummarola 3×2 nel supermercato X o in offerta speciale nel supermercato Y.
Marinina :-): un bacino.
A tutti: cercate di continuare a credere in qualcosa. Che sia la sorte, la fortuna, Dio, i vostri sogni. Non abbandonatevi al nulla.
Ciao gattino mi fà piacere ke il tuo gesto nn sia andato a fine xkè 6 ancora tra noi….cm te il dlore ha toccato anke la mia vita ma la preghiera mi ha salvata nonostante soffro ancora…..mi sto rendendo conto di quante cose belle ci sn e ke io nn vedevo x egoismo cm se solo io soffrissi….il dolore è presente in tutti è la reazione positiva ke fà la differenza….ma a volte nn si ha la forza,ecco io vorrei dare forza a ki sta male xkè la felicità arriva con l’aiuto reciproco un bacio.
(ascoltate gabbiano dei negramaro su youtube….anke voi volerete un giorno)