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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 9051
    Piergiorgio -

    Cara Ele, molto probabilmente io sono la persona meno adatta per darti consigli in quanto depresso, però ho una grande fortuna, credo in Dio più di quanto creda a me stesso. Non puoi fare lo stesso anche tu? Forse sei ancora troppo giovane per pensare con una certa serietà alla religione. Comunque ti consiglio di provare. Prega dicendo al Signore come ti senti, chiedigli aiuto, litigaci anche se senti il bisogno di farlo. Dio non è come come un uomo che prima o poi si stanca … Conosco un altro modo per farlo smuovere; fai qualche opera di bene, una piccola donazione magari rinunciando a qualcosa di superfluo, vigila sul prossimo per essere pronta ad aiutare nel momento del bisogno, “… e il Signore che vede nel segreto ti ricompenserà.”. Credici a queste cose perchè sono vere.
    Spero di non averti annoiata con il mio modo di essere. Se ti serve ancora aiuto, se hai bisogno di parlare, conta pure su di me.
    Spero di risentirti presto. Ciao
    p.s. I farmaci aiutano molto, devi tornare a prenderli. Anche vedere la dottoressa una volta al mese è utile. Torna nei ranghi e riprendi a curarti come si deve.

  • 9052
    Beppino -

    Ciao,

    Oggi sono stanco e stufo di vivere. Troppi conflitti interiori. Troppi vicoli ciechi, la mia vita è un labirinto senza uscita, e NON NE POSSO PIU.

    RIPOSOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!

  • 9053
    ele -

    Piergiorgio..ciao, non sono così giovane come credi! e ti dirò che già da qualche mese sento la voglia di entrare in una chiesa e cercare la fede. mi paicerebbe tanto averla.
    nei momenti in cui sto un pò meglio faccio già del volontariato e questo mi aiuta tanto, solo che a volte faccio fatica a segnarmi nei turni per paura poi che quel giorno non starò bene e non potrò onorare l’impegno preso.
    domenica scorsa ho fatto le mie 2 ore in ospedale ed è andata bene. è come se dovessi vincere sempre e per ogni cosa l’attrito iniziale a smuovermi dalla mia rassegnazione al dolore. si, forse hai ragione, dovrei ritornare dalla dottoressa, farmi aiutare. però per farmi aiutare è necessario credere, almeno un pò, che questo serva a qualcosa.
    grazie, ciao (non mi annoi)
    c

  • 9054
    ele -

    ciao birillo, gli psicofarmaci mi hanno aiutato per un periodo a non sentire niente, ad annullare del tutto i miei picchi, ma nella disperazione come nella gioia. ero inebetita, dormivo tanto, avevo uno sguardo un pò vacuo.. però non sentivo il dolore dentro che mi schiacciava. toglierli è stato difficilissimo però.
    adesso da una parte desidererei ancora non sentire più nulla, ma non so se ridurmi uno zombie sia l’ideale.. e se magari da sola mi torna a breve la voglia di guarire? secondo la mia dottoressa m isto solo illudendo, da sola non vado da nessuna parte.
    SIGH.

  • 9055
    Massimo -

    Non conosco la tua storia e sono dell’opinione che se di una persona non sai nulla, non puoi nemmeno permetterti il lusso di dare consigli. Ho pensato al suicidio tante volte ed ho maledetto il giorno in cui sono nato fin da quando ero piccolo. La vita è dura per tutti, ma ci sono mille modi per affrontarla. Io non so di che genere di male soffri e perché ti sei ridotta così. Le solite frasi “la speranza è l’ultima a morire”, o peggio, “il suicidio non è una soluzione”, non credo che siano adatte al tuo caso, perché se scrivi in questo modo, vuol dire che la valutazione della soluzione “suicidio”l’hai già compiuta da te. Io non sono qui per fare moralismi. Il suicidio è una soluzione. Hai ragione. Ma tu sei sicura che sia la soluzione che desideri? Ele, il mondo è come lo fai tu. Ho vissuto tutta la vita disprezzando il padre che mi sono ritrovato, perché è un delinquente e non mi ha dato niente! Ho cercato l’amore di chiunque, e mi sono ritrovato solo! sono stufo di dover lottare sempre e per arrivare ad avere quello che altri hanno avuto dalla nascita…mi sento così a disagio, così “fuori dal mondo”. Mi sento inadeguato, come se la vita non fosse per me. Eppure ho capito una cosa. Non è la fede verso un Dio che non so neppure se sia mai esistito (ma ne dubito!) che mi ha trattenuto fino ad ora dal compiere l’ultimo gesto, ma è il mio desiderio di vita. Io voglio credere che ci siano gioie che non ho mai provato e che posso ancora provare, anche se ho 28 anni quasi ed ho vissuto nell’ombra per tutta la mia vita. Io voglio sperare che esistano persone buone, come me, che ti ascoltano perché ti vogliono aiutare e non perché vogliono entrarti nel portafoglio o peggio ancora nei pantaloni. Il mondo è come lo fai tu. Puoi fermarti a vedere i pedofili, il marcio, gli assassini, oppure sapere che esistono questi schifosi ma circondarti sempre di persone leali, che ti rispettano e che sanno volerti bene, che sanno ascoltarti senza volere nulla in cambio. Esistono! Ma devi vederli.. non ti chiudere nel tuo “mondo”, cerca di vedere oltre… non perdere mai la speranza di incontrarne una. Se sei qui e parli di te, forse non hai ancora deciso, forse hai bisogno solo di parlare. Io non sono solo una scritta. Piergiorgio, Brillo… ti abbiamo letto tutti. Dietro ognuno di noi si nasconde una persona, con la sua storia.. alcuni ti hanno capita, altri ti capiranno, altri non ti capiranno mai.. ma tu aggrappati a chi può capirti e prova pietà per quelli che ti guardano con sufficienza o peggio ti deridono, perché sono loro che dovrebbero sentirsi a disagio, inadeguati. Sono loro quelli che dovrebbero pensare al suicidio. Ora fatti una bella mangiata e cerca di stare serena, perché oggi hai trovato delle persone che ti hanno saputa “ascoltare”, senza chiederti niente in cambio, persone che ancora si lasciano commuovere dall’idea del suicidio, perché hanno provato le tue stesse cose, o magari perché sono delle persone “buone”. Un bacio forte. Tuo fratello Massimo

  • 9056
    Piergiorgio -

    Cara Ele se i farmaci ti fanno perdere lucidità parlane con la dottoressa, dille che si sforzi a trovare farmaci alternativi, o che lavori sui dosaggi. Non perdere le speranze prima di aver battuto ogni strada. Al limite prova un altro medico. Anch’io ho cambiato medico una volta perchè non mi ispirava fiducia. Adesso con la terapia che seguo stò abbastanza bene. Certo, la felicità o la gioia non so neanche cosa siano, perfino il buon umore tende a scapparmi via.
    Sono contento che fai del volontariato, significa che sei buona. Non mollare proprio adesso che sei così vicina al risultato. Se tutto va bene tra un po’ con la tua nuova terapia potrai darti da fare tutto il giorno senza problemi. Io ci credo a questa possibilità.
    Aspetto di rileggerti nel forum. Ciao

  • 9057
    Buck -

    E se uno la Fede non ce l’ha? Non l’ ha mai avuta? Desidererei tanto rispetto da parte dei Credenti , nei confronti dei Non credenti , come me ,quanto io ne do a loro. Capisco , tuttavia , che chi è mosso da una Fede , ha il dovere dell’ Apostolato. Capisco che per il Credente ( vero) il rifiuto del dono maggiore -la Vita , da parte di una Entità Suprema ( e che si presuppone etica) sia un non senso , qualcosa di inconcepibile. Per me , però , è diverso : giunto al presumibile termine della mia vita , non aspettandomi più nulla di buono , ritengo di dover avere la possibilità di uscire , di smettere di giocare ed alzarmi , andandomene. Non desidero , con questo ,intavolare un discorso sulla esistenza o meno di Dio : non voglio essere redento dal mio sano scetticismo. Da vecchio , voglio poter aprire quella porta , se , come e quando mi pare. Come risposi a Luna (i cui interventi mi mancano molto) , se è vero che la vita è unica ed abbiamo il diritto di viverla , tuttavia vi è , per il laico , anche la possibilità di rigettarla.
    Tutto ciò vale per me , e per me solo: non è un panegirico del suicidio , ed invito gli altri a restare in questo mondo.
    In ospedale io ci vivo , per professione , quindi sono più a contatto con la Natura : che non è nè buona , nè cattiva. Semplicemente è.
    Per quanto riguarda i farmaci ( sui quali già mi espressi , prendendo cazziatoni), certo che aiutano , ma gli effetti collaterali esistono , sono frequenti , i dosaggi difficili da personalizzare. Ho già provato la sensazione di “zombie ” e … no , grazie. Il supporto umano , psicologico o psichiatrico , può molto , ma trovare un buon professionista significa , prima di tutto , travare un essere con qualità non comuni ( fusione di empatia , disponibilità , carisma , capacità tecniche …) e non è facile.
    Vale comunque la pena di tentare ( anche se il cammino può essere lungo , doloroso e dispendioso). Con il mio psicoterapeuta litigo di continuo , forse continuerò , forse interromperò , perchè la mia Strada è già segnata. ripeto , sono cose che concernono solo me ( ricordatevi che questi forum sono più traparenti del vetro , e , in Italia , il suicidio nelle forme del sui incitamento è punito ai sensi del CP. Vorrei ricordare ai signori Credenti , comunque , che è grazie a Loro , e solo a Loro , che in questo Paese non potrà mai essere affrontato seriamente non dico l'”affaire”eutanasia , ( roba da Nazioni Calviniste o Protestanti -o in via di Scristianizzazione) , ma neppure le direttive anticipate sul Fine Vita , il Testamento Biologico … In buona sostanza , quello che ciascuno di voi pensa sul livello di dignità in corso di malattia gravissima o stato terminale – l’estremo passo che a tutti tocca-non conta un fico secco. Contano solo le Caste dei Gudici e dei Medici. Questo solo in Italia. Grazie a Binetti e compagnia bella.
    Sgradevole come al solito , Vi saluto dal mio Eremo.

  • 9058
    sabrina -

    ciao gente, da qualche mese nonn passavo da queste parti, ho avuto momenti cosi bui che non avevo piu voglia di niente, neanche di accendere il pc. non mi lavavo quasi più, nonostante al mattino mi svegliassi presto, mi alzavo tardi per il terrore di dover affrontare le giornate. avevo la casa ridotta in modo davvero indecente. preparavo pranzo e cena mal volentieri quando lavavo gli indumenti neanche la stiravo……non mi sono mai azzardata a fare quel gesto nonostante la voglia fosse stata tanta, cmq sia c era anche la ancanza di coraggio.ora però, a forza di lottare e con l aiuto di qualche amico virtuale e non, sono rinata. problemi ne ho ancora tanti, e anche dispiaceri ma tengo duro. ora al mattino mi alzo alle sei, mi lavo il viso e mi trucco ( mai fatto in vita mia apparte qualche rara occasione)cerco nell armadio e mi metto cose che anche se sportive sono carine. se guido accendo la radio e se la canzone la so la canto anch io. se vado via in bici canto da sola…. insomma credo di aver dato una svolta alla mia vita. a volte ho forti crisi di pianto, anche peggio di prima ma appena posso che sono da sola mi urlo no no nooooooooooooo non cederò, non mi tolgo di mezzo per fare piacere agli altri, rimango anch io qua su questa terra a rompere le palle. perche chi mi sta intorno lo puo fare e io no?????? ci sto anch io qui. sono nata, ho preso il biglietto per questo viaggio e lo voglio terminare tutto e non scendere prima.non nego che ho tanta paura ma io sono forte, sono io e lotterò perche la voglia di vivere deve essere piu forte della voglia di morire. ora io per fortuna la viglia di vivere ce l ho ce l hooooo uauuuuu è una sensazione stupenda ragazzi, e se potessi distribuirla ne darei un pezzetto a ogni uno di voi…quanto vorrei che si potesse fare. mi auguro di non regredire e auguro a tutti voi di uscire da questa brutta depressione…..mando un abbraccio a tutti ciao Sabri

  • 9059
    birillo -

    ele

    ecco hai descritto quello che fanno gli psicofarmaci piu o meno quello che dicevo io qualche post piu indietro 🙂

    riguardo al tuo problema e vero dovresti parlarne con qualcuno e insieme cercare una soluzione possibilmente senza farmaci che ti rincojoniscono solo

    purtoppo tenersi dentro tutto non fa bene anzi ti logora sempre di piu perche sei sempre a pensare

    bu dai un saluto

    smack alle fanciulle ^__^

    a stanchissima 2

  • 9060
    ele -

    ciao ragazzi, intanto ancora e sempre grazie di scrivermi, mi fa sentire “ascoltata”. il problema infatti è che mi sto ritrovando sempre più sola a sopportare dolori che non riesco a gestire. da quando infatti sto di nuovo male (da almeno 6 mesi), mi sono chiusa molto rinunciando a vedere amici e parenti e a poco a poco hanno smesso di cercarmi (non tutti ma la maggior parte direi di si). in effetti avere accanto una persona chiusa, triste e malinconica (bene che vada) non fa piacere, forse. e quindi adesso sono rimasta con i miei libri, la piscina e ogni tanto un pò di volontariato.
    ma più mi chiudo, meno facile mi risulta trovare l’impulso a combattere. quindi si, mi avete convinto, proverò a parlare di nuovo con la mia psichiatra vedendo però di fare a meno di una terapia farmacologica, se lei lo ritiene possibile, oppure cercando un dosaggio ed un tipo di medicina che non mi annulli del tutto. grazie ancora.

  • 9061
    Piergiorgio -

    Ciao Sabrina, sono contento che stai bene, però mi piacerebbe sapere come hai fatto ad avere un cambiamento così drastico, non sarai per caso bipolare. Te lo chiedo perchè piacerebbe anche a me essere così contento e pieno di energia.
    Ciao

  • 9062
    sabrina -

    no no piergiorgio, non sono bipolare, tranquillo. gli psichiatri poi li ho mollati gia da un po.
    il come sto ora non è successo all improvviso. ci è voluto tempo, molto tempo e molta volontà e anche un pizzico di fortuna non lo nego. cmq dopo tanti travagli, dopo tanta sofferenza una mattina di circa un mese fa mi sono svegliata presto, ho preso la bici e ho vagato, ho fatto tanti di quei chilometri che neanche non so e ho riflettuto deducendo che vivevo come una schiava. non potevo fare niente di cio che volevo, potevo uscire di casa solo per andare a lavorare, sono stata privata di tutto, anche della mia dignita. guai se mi vestivo bene, guai se mi lavavo troppo, guai de mettevo i guanti per lavare i piatti guai se andavo a lavare la macchina, guai se avevo male e potrei andare avanti all infinito. solo pulire casa a star zitta e ascoltare le lamentele altrui…. pian piano mi son fatta coraggio e (finalmente) con il prezioso aiuto di mio marito :-)ora parole ne prendo di piu di prima ma non me ne frega niente perche prima da ingenua ero convinta che bisognava solo obbedire e poiho capito che sono anch io un essere umano e ho anch io il diritto di vivere la mia vita…. un giorno me ne andrò da questa casa, e a breve ce ne andremo sia io che mio marito, e finalmente saremo felici. ora come ora, mio marito nei miei confronti ha mille attenzioni, addirittura ieri sera perche mi sono soffiata il naso mi ha subito guardata negli occhi per vedere se avevo pianto, mi chiede sempre come sto, a volte se sono via mi manda gli sms sdolcinati, siamo insieme da quasi vent anni e ora si comporta come un fidanzatino……..o cielo mi sono dilungata acusate tutti e poi domani devo andare al lavoro ……ciao ciao un abbraccio immenso ps voglio vivereeeeeeee ^_^ 🙂

  • 9063
    Eme -

    Bipolare? Forse Sabrina é straordinariamente attaccata alla vita al punto di volerla vedere a tutti i costi anche quando la vita gioca a nascondino. Al punto di amarla anche quando la vita sembra il nostro peggior nemico.

  • 9064
    sandro -

    è la fine di tutto addio

  • 9065
    Ele -

    sandro, ciao sono ele, non mi conosci, lo so.. Oggi è il mio compleanno, pensavo che sarebbe stato un altro giorno di silenzi e di tristezza, mentre invece tante persone si sono ricordate di me e mi sono sentita meno sola. Ho comprato un nuovo libro, ho fatto una passeggiata in centro in mezzo a tanta gente sconosciuta e ho pensato che forse con questo dolore si può convivere. Scrivimi. Un abbraccio a tutti.

  • 9066
    LUNA -

    ELE: BUON COMPLEANNO 🙂
    Magari ci sono tante persone che si ricordano di te ma in questo momento non sanno bene come fare a raggiungerti, al punto di non riuscire a provarci nel modo giusto.
    Bello che hai comprato un libro e per la passeggiata 🙂

    SABRINA: ciao 🙂 sono molto contenta per te di leggere quello che scrivi 🙂 quindi, forse, se ho capito bene, sei riuscita ad “isolare” la ragione (o le ragioni) che ti inducevano disagio e a trovare delle nuove strategie che partono da te in modo amorevole nei tuoi confronti? (detto così sembra burocratico 😛 o semplicistico? So che non lo è. E sono molto contenta per te, davvero)

    BUCK: ciao! 🙂 toc toc, posso entrare? Massimo rispetto per gli eremi, anche se so che, presi in grosse quantità, fanno male.
    Eccomi qui: già una volta avevi scritto a qualcuno (chiedo scusa, non ricordo a chi) che in “è un peccato” tu avevi letto un peccato in senso peccato cattolico. Io ci avevo letto è un peccato, nel senso… cioè, come posso dire? E’ un peccato che Buck non si dia un’altra possibilità, se magari c’è, ma in questo momento non riesce a vederla. Un peccato per te, come uomo, non per gli dei.
    La mia amica, ma più corretto sarebbe direi quasi una zia, (ultracinquantenne) che è stata lasciata dal marito alcuni anni fa (che si è comportato malissimo, cagionando molta, veramente inutile sofferenza in surplus, e cagionando problemi inutili in surplus a lei e ai figli) ha una bella fede. Ce l’ha davvero. Una belle fede che le traspare dallo sguardo, dai gesti, nella sua dolcezza. Che sia un dio che nasce da lei e non viceversa non ha importanza. Che lei chiami fede quello che è una sua risorsa. Io, personalmente, non entro nel suo rapporto con dio, ma ringrazio il fatto che lei ce l’abbia quella fede, perché ho avuto molta paura che non riuscisse a reggere una botta così tremenda. Ho avuto anche paura che fingesse di reggerla, come wonder woman, e poi cadesse in pezzi. Invece poi ho capito che non era così, che il suo percorso è stato (è) difficilissimo, ma che è riuscita (non sempre, è vero, ci si riesce) anche ad accettare delle cose che gli altri cercavano di fare per lei affinché riuscisse a stare meglio. Banalità: permettere di rinnovare la sua casa. Non nascondersi. Buck, io temevo davvero che lei si sarebbe chiusa in casa, per non incontrare la gente. Perché la gente può farti molta paura quando ti succede una di quelle cose che, in teoria, succedono solo agli altri, finché non succedono a te. Quando le persone, in più, magari pensando di fare bene ti parlano male di qualcuno di cui tu comunque non riesci a sentir dire male. Quando le persone, indignate, preoccupate per te, magari ti parlano delle ingiustizie che stai subendo per dimostrarti solidarietà ma tu sai già cosa stai subendo, non fai che pensarci, non ci dormi la notte, fai fatica a conviverci già… Mi ha commosso, lo dico veramente, che questa persona invece si sia lasciata amare. Certo, è una fortuna essere amati quando si sta male

  • 9067
    LUNA -

    ma se a farti male è stata la persona con cui hai condiviso 40 anni della tua vita e a farti male così, come ha fatto lui, di botto, (di botto in evidenza, prima già in maniera strisciante), allora puoi anche pensare (ed è naturale che capiti) che il resto non è paragonabile, puoi anche non vederlo, non sentirlo, non volerlo quell’amore. Può essere assolutamente insufficiente, può essere fastidioso, puoi sentirlo falso, invadente, stonato e mille altre cose. Invece mi ha commosso quando una sera, mentre noi, sua figlia e noi… i suoi “nipoti” siamo usciti fuori e lei è uscita con noi. Siamo andati a mangiare una pizza, niente di che, e lei era tutta frastornata, ma era là, con la sua fragilità, certo, ma c’era. E noi potevamo esserci. Ce lo ha permesso. Buck, tu lo sai come la penso? io penso che non lo so cosa ti salva o cosa non ti salva quando vedi tutto nero. Spesso una serie di cose, in entrambi i casi.
    Intendo dire, non è che penso di parlare a vanvera quando dico delle cose. Non nel senso che dico cose intelligenti o importanti, intendo dire che però dico cose che per me hanno ovviamente un senso, non per riempire dei post. Ci sono cose che possiamo fare per stare meglio, è vero. E’ una scommessa, certo, non è detto in senso assoluto che servano. Ma c’è anche chi rinuncia prima di provare le strade o di permettere che queste possano servire. Per esempio piuttosto che provare a curarmi mi ammazzo. Ci sono frasi come queste, che non dicono queste testuali parole, ma, anche se inconsapevolmente, stanno dicendo questo.
    Ma al contempo io penso che potrei benissimo essere Buck, mi capisci? Quindi io non giudico mai il fatto che una persona dica: non ce la faccio. Io so che tutti possiamo essere Buck. Possiamo essere chiunque dica non ce la faccio. Quando stai bene stai bene, ma quando stai male son c..... c.... amari davvero.
    Tutti noi, sotto una pressione che consideriamo insostenibile, e che non ci fa vedere più, reggere più, potremmo essere chi non ha scritto più. Ed è per questo che io spero però che arrivi quel qualcosa, da dentro, da fuori, per un incrocio di cose, che possa servire.
    Lo spero per gli altri, e lo spero per me, se un giorno io non ce la facessi più, ma proprio più più più più più.
    Così io penso che Buck può scegliere, ma io spero che si dia la possibilità di scegliere davvero, mentre quando si dice: per me è già tutto segnato mi chiedo se veramente sta scegliendo liberamente tra due opzioni, o tra una sola. E non giudico questo, mi ripeto. Io e Buck non mangiamo pastasciutta insieme, non ci conosciamo, ognuno sa la sua vita, le sue ragioni. Buck può sparire dallo schermo, io posso sparire dallo schermo. Ci mancherebbe che gli rompessi le palle che DEVE vivere. Nessun vincolo. Se Buck vuole sparire sparirà. E io non lo giudicherò per questo. Ma concedemi l’egoismo di dirti che spero che Buck non sparisca. E non perché Buck potrei essere io. Perché Buck è Buck. Unico, come tutti, pure se avesse un carattere di merda. Ciao

  • 9068
    Eme -

    Ciao Ele, buon compleanno in ritardo. Ci sono momenti in cui una legge primitiva, impressa in noi, ci costringe a fare bilanci indesiderati. Il compleanno, spesso, é uno di quei momenti. Forse non é un caso che tu abbia fatto capolino qui proprio in questi giorni. Le voci passive del bilancio sono dolorose e saltano agli occhi più velocemente di quelle attive. Spesso rubano tutto il tempo, la concentrazione, l’energia. Per l’analsi dell’attivo non resta più nulla. Neanche la voglia di buttarci un occhio. Le voci passive, probabilmente, hanno un certo fascino e sicuramente sono più rassicuranti. La certezza del dolore contro la speranza della serenità o, a volte, contro la certezza che non ci sarà mai (o mai più) serenità. Eppure non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro. Non lo possiamo sapere. Possiamo decidere di non saperlo mai, questo si. Decidere di abbandonare sia la scena che la platea. Ma é una scelta triste. NON un atto di codardia (come sostengono certi quaquaraquà del forum) e, neppure solo un atto di puro egoismo verso i superstiti. È un male che noi stessi facciamo a noi stessi, é un colpo al cuore che proviene dalla nostra stessa mano. Non possiamo pretendere che gli altri siano tutti generosi, comprensivi e ci concedano solo opportunità. Da noi stessi, pero’, possiamo pretenderlo. Si , dovremmo imparare ad auto-estorcerci tanto amore e tante opportunità. Ed essere dei gran egoisti…..ma verso di noi. Senza fare del male all’esterno e facendo a noi stessi un gran bene.

  • 9069
    Ele -

    ciao Eme, vorrei imparare a volermi più bene, e a evidenziare nei bilanci le voci positive e minimizzare quelle negative. Non lo so fare. Questa rassegnazione al dolore mi annienta. Ma come è possibile ragionare sempre e comunque vedendo solo il nero?
    Già stamattina il mio risveglio è stato come giustamente dici tu. . di bilancio e oggi sono proprio giu. In più costretta a stare in mezzo ad altri e non ne ho voglia. E allora che faccio? Stringo i denti e facci quello che gli altri si aspettano da me, cioè resto qui, vado a questo super pranzo di comunione? Oppure seguo il mio istinto brutale e vado via a rinchiudermi a casa da sola a prendere qualche goccia per dormire e chiudere questa giornata nata troppo triste?
    Chiedo a tutti voi.. È normale avere questi picchi in così breve tempo? Ieri credevo di poter essere serena, oggi mi sembra di nuovo impossibile. Cavolo, sono passate poche ore! Grazie per gli auguri, mi fa davvero piacere leggervi. Buona domenica, c

  • 9070
    Eme -

    Bè, Ele, non so se è normale, so che può accadere anche a persone normali (non affette da patologie mentali, intendo).
    So che nell’arco di pochi istanti si può passare dalla luce al buio senza stelle apparentemente senza un motivo scatenante (in realtà i motivi ci sono).
    E so che il buio dopo la luce è ancora più buio e spaventoso.
    Forse è ciò che, oggi, è capitato a te.
    Ieri eri serena, hai comprato un libro, fatto una passeggiata e pensato che con il dolore si può convivere ed oggi, inciampando in quel dolore, ti sei spaventata e ti senti a terra se non sottoterra.
    Hai cominciato a leggere il libro che hai acquistato?
    Non è una cazzata.
    Quando si fa qualcosa per sé bisogna andare fino in fondo.
    Vivere quel gesto di amore con la stessa intensità con cui si vive il dolore che sembra destinato a riempire ogni singolo istante della nostra esistenza.
    E cominciare a dare un’occhiata anche alle voci attive del bilancio senza farsi attirare da tutto il marcio che sta nella parte opposta.
    Quello lo conosci, lo conosci fin troppo bene.
    E’ impossibile svegliarsi una mattina e dire “ok, sto bene, benissimo. Da oggi la mia vita sarà una passeggiata”.
    Occorre tempo. Occorre non esaltarsi troppo per i momenti di serenità né abbattersi troppo per quelli bui. E avere chiaro il proprio obiettivo: vivere o lasciarsi andare alla deriva. Il perché ed il come arrivare all’obiettivo verranno da sé. Ognuno ha i propri motivi ed il proprio metodo, non esistono una “giustificazione” od rimedio universale. C’è chi ritiene utile il supporto di uno specialista, chi vede psicologi e psichiatri come dei Kappler autorizzati, chi ha avuto vantaggi nell’assumere psicofarmaci in modo intelligente e chi li ritiene solo atti a sfasciare il cervello.
    C’è anche chi si attacca alle tonache dei preti e delle suore ma questo non te lo riuscirei a consigliare neppure se mi trovassi un fucile a canne mozze puntato in faccia 🙂
    Su Dio non mi allargo. Non so se c’è, non mi pare faccia un granché per manifestarsi, non sono certa delle sue proprietà terapeutiche.
    E fai solo ciò che ti fa stare bene. Per un po’ fregatene delle regole del bon ton e delle manovre diplomatiche casalinghe.
    Se stare in mezzo alla gente festante per comunioni e affini ti urta….allontanati.
    Se ti accorgi che qualcosa, negli altri, ti da fastidio prendi le debite distanze.
    La posta in gioco se tu, è la tua vita, il tuo benessere mentale e fisico.
    Ti pare poco? Le persone che ti vogliono bene capiranno.

  • 9071
    Eme -

    Per Ele:
    Domani è un altro giorno http://www.youtube.com/watch?v=_0J5Gee6764

    “ho sempre detto in ultimo
    ho perso ancora ma,
    domani è un altro giorno,
    si vedrà!”

    Ecco…..appunto 😉

  • 9072
    buck -

    @Luna , non so chi sei, ma sei grande , veramente !
    Ieri era il mio … esimo compleanno. gli amici mi hanni regalato una …Escort.
    Sento suonare , apro : vedesi strafigav e … mi sono incazzato come una iena.
    Cosi’ la signorina ( ?) si è incazzata ( in fondo è stata pagata , credo , e non poco) , gli ex amici si son fatti una risata , io sono stato preso per il culo perchè almeno le potevo parlare , almeno quello , secodo loro , stando le mie condizioni. Io i metto a parlare con una T….
    Grazie , no .

  • 9073
    ele -

    oggi mi sono sentita dire dalla persona che conosce più di me e per la quale nutro un “affetto” profondo che io non ho voglia di impegnarmi a superare i miei problemi.
    sarà lo stesso concetto che mi dico da sola della rassegnazione al dolore, solo che detto da lui, sotto forma di rimprovero, è stato brutto..
    avevo 14 anni appena compiuti quando l’allora compagno di mamma mi ha violentato. ero una bambina acerba, abbastanza ingenua, spesso mi sono detta che ero una vera deficiente. sarà.. ma è stato un modo letale, nel senso che mi ha convito per mesi che solo lui mi voleva bene e si prendeva cura di me, mentre tutti intorno a me si facevano allegramente la loro vita senza chiedersi se avessi bisogno di qualcosa. ha fatto leva sul mio bisogno di affetto, chiamando indifferenza la libertà (forse troppa, è vero) di cui godevo. si è avvicinato in maniera subdola, dichiarandomi un affetto smisurato e soprattutto garantedoni una cura che altri non mi avrebbero dato. mi sono lasciata convincere, ingenua o idiota, non so. dopo qualche mese (troppi purtroppo) sono riuscita a staccarmi da questo rapporto schifoso, ma mi è rimasta la convinzione che l’amore va sempre in coppia con il dolore. non ho mai avuto una storia felice, cioè mi correggo, una storia che non avesse insieme all’amore anche una dose eccessiva di dolore. un dolore che altri non avrebbero sopportato, e che invece per me era normale. per me amare ha sempre significato soffrire, e anche tanto. adesso sono stanca, davvero non ce la faccio più. e il mio ultimo portatore di amore/dolore mi dice che non VOGLIO stare bene. io non ci riesco e sono solo stanca. non sarebbe meglio ignorarmi invece di demolirmi? è vero sono passati 20 anni, ma non è che non ho superato l’avvenimento in se.. ormai ho capito che non è stata colpa mia, è solo che non sono riuscita a sradicare la cultura dell’amore=dolore e adesso sono stanca di soffrire e non sapendo fare in altro modo mi sono convinta che devo stare sola. ma non reggo la disperazione che viene fuori. grazie sempre per le vostre parole (e canzoni, eme!).

  • 9074
    Piergiorgio -

    Cara Ele mi dispiace venire a sapere che sei stata violentata. Per una donna penso che sia molto doloroso e che faccia rimanere nell’animo un dolore che non si può cancellare. Però devi riuscire ad andare avanti; la ricetta per farlo non ce l’ho. Io non sono una donna e non ho subito quello che hai subito tu. Di fronte a fatti così brutti mi trovo del tutto disarmato. L’unica cosa che posso dire è che devi riuscire ad elaborare la cosa. Devi dedicarci tempo, devi riuscire ad esprimere appieno i tuoi sentimenti, anche con l’aiuto di uno psicologo se serve. Il grosso del lavoro però è tuo.
    L’unica cosa che posso fare è darti la mia comprensione e ricordarti nelle mie preghiere.
    Non lasciarti andare ti prego…
    Ciao

  • 9075
    DAGO44 -

    ELE..ho letto il tuo commento.Passo da qui ogni tanto,leggo,ma spesso in modo distratto,per questo non scrivo piu’ o non rispondo piu’.Mi ha colpito il tuo racconto,che potrebbe essere quello di tante bambine predate della loro innocenza,della loro serenita’.Perche’ chi subisce violenza da luridi maiali in cosi’ tenera eta’ non dimentica piu’..
    Non mi atteggero’ a psicologo,non ne ho le capacita’ ma ELE,vorrei solamente farti comprendere…anzi scusami.Vorrei solamente dirti che l’amore non sempre va in coppia con dolore.Non credo in questo.Non credo nemmeno che la solitudine ti possa giovare.Credo invece che ti stia distruggendo,annientando poco a poco.Non lasciare che questo succeda.Parla di questa tua ferita profonda che credi rimarginata ma che troppo spesso ti fa male con persone idonee.Con persone qualificate che ti aiutino a distruggere cio’ che per troppo tempo ti porti e sopporti dietro.Non ascoltare chi ti accusa di scarso impegno.
    uN ABBRACCIO GRANDE ELE A TE E A TUTTI VOI.Ripassero’ di qui piu’ avanti.DAGO44

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