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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 8626
    LUNA -

    ben più ampio di criminalità organizzata che non si occupa certo solo di droghe leggere, ma con dei giri un tantino più merdosi e complessi e violenti.
    Marina: 🙂 ciao 🙂
    Buck: la scena non mi pare tratta da un film, mi pare insieme molto commovente e intensa e reale. ed evidentemente se il tuo amico ha avuto un qualche conforto in quel momento dalla tua vicinanza forse dai molto più di quello che pensi. Sì, sono giovane, ma conosco persone che pur avendo anche più di 60 anni, e non una vita dietro le spalle con il bollino della riuscita perfetta negli affetti, anzi, anche cose da rimproverarsi e dei problemi fisici come ad esempio una devastante artrite dopo aver avuto una vita diversamente attiva, si amano e hanno investito le loro energie in modo costruttivo. La verità è che si può “mollare” a qualsiasi età e in qualsiasi condizione. e se tu hai deciso di “mollare” nessuno potrà impedirtelo e sono (in senso buono, di libertà, non cattivo) affari tuoi.
    I miei discorsi in particolare ti sembrano celebrali perché è chiaro che decodificare in linguaggio, in particolare su un forum, in cui il linguaggio verbale, seppure scritto, è il solo mezzo di comunicazione, porta inevitabilmente a dover organizzare e razionalizzare anche la parte emotiva e l’esperienza emotiva affinché possa risultare comprensibile.

    STANCHISSIMA: @non interagisco con nessuno perkè parlare con la gente apparentemente sana mi da una rabbia per quanto è superficiale che la prenderei a schiaffi…
    Sei sicura che la tua amica non volesse semplicemente stare insieme a te? stanarti perché si preoccupa che sei sparita e con un caffé fa quello che può? Certo la conosci tu! Ma cosa intendi per gente apparentemente sana?
    gente che nega i propri problemi volendo dare, secondo te, un’immagine di invincibilità? scusa non ho capito bene. Secondo te (mi interessa la tua opinione) siamo sempre sicuri di sapere quali sono i problemi degli altri? A volte bisogna che ci siano anche le condizioni di giusta calma ed empatia perché le persone rivelino emozioni, paure, problemi che hanno sotto,magari così grossi che evadono parlando d’altro non per vergogna ma perché ci pensano e soffrono già così tanto. Parlano di ciò che funziona non per vantarsene, ma perché compensa dentro di loro quello che non va. Quando i problemi sono grossi il fatto di parlare ANCHE di banalità è anche un tentativo sano di cercare di mantenere un equilibrio, molto spesso, e non un segno di superficialità.

  • 8627
    Marquito -

    @ Marzia:
    Vedi, Marzia, io potrei mettermi qui a discutere con te e polemizzare aspramente per i prossim trent’ anni. Potrei mostrarti quanta supponenza e quanta presunzione si celino dietro la tua apparente umiltà (voi siete gli eletti, voi siete gli illuminati, voi ci portate la luce, voi avete un filo diretto con Dio) … potrei ironizzare sul tuo evidente delirio di onnipotenza, sul feroce disprezzo che mostri per i tuoi simili (“ciechi immersi nelle tenebre”); sul modo enfatico e teatrale con cui ostenti la tua fede religiosa… potrei farmi beffe dei tuoi ridicoli dogmi, delle tue frasi imparate a pappagallo, della tua retorica da quattro soldi … ma in fondo in fondo a che servirebbe ? Sarebbe come sbattere contro un muro di gomma. Se tu fossi un po’ più evangelica e un po’ meno arrogante, se la smettessi di giudicare i tuoi fratelli e di lanciare strali infuocati contro chi non si genuflette davanti al tuo Dio, comprenderesti tante cose che adesso ti sfuggono. Comprenderesti che si possono aiutare le persone anche senza tentare di fare dei proseliti … che si può dare una mano a chi soffre anche anche senza cercare di convertirlo alla propria religione.

  • 8628
    birillo -

    @ marzia

    parli di educazione quando tu il commento numero 8546
    hai detto “buttatevi con la faccia a terra e ringraziate Dio”

    hai ragione questo e un forum che poi non e un forum comunque e un posto libero dove ogniuno dice quello che pensa poi vabbe c e ki crede e chi no io non credo non ho mai creduto e non credero mai al tuo Dio
    ma spero che ti aiuti a superare tutti i tuoi problemi

    e sono piu che sicuro che nessuno ci potra liberare dal male
    soprattuto un entita invisibile ti diro di piu …
    io in passato sono stato in molti posti sia in chiesa cattolica be li ogni tanto a mio malgrado devo andare quando si sposa qualcuno e o altre funzioni ma dopo 2 min devo uscire
    alle sale dei testimoni di geova un amico mi aveva invitato ma quella la vedo piu come una setta che come una religione anche dagli evangelisti anche essa e quasi come i testimoni di geova anzi se nella prima credono che dio/geova sia il ” capo ” della barraka nella seconda ti danno solo il vangello trascurando l antico tesstamento quindi un pezzo di storia ( vera o no)

    alla fine ho tratto le mie conclusioni se propio devo essere religioso sono piu propenso al buddismo cioe ogniuno ha un suo dio interiore che lo guida nel suo cammino ma magari mi sbaglio religione
    comnque penso che una volta morti non esiste una seconda vita come dicono tutte le religioni

    poi magari mi sbajo ^_^

    dai un saluto a tutti/e
    smach alle fanciulle

    a stankissima 2 🙂

  • 8629
    birillo -

    @LUNA Per quanto riguarda le droghe, cosiddette leggere: è provato che le droghe leggere sul lungo (e neanche tanto lungo) termine provocano danni, deficit di memoria, ansia, e altri problemi.

    hai mai fumato una canna ??
    la maggior parte dei miei amici e consumatore abituale di cannabis e nessuno o quasi ha manifestato i problemi che hai detto tu
    riguardo alla criminalita se le legalizzassero eliminerebbero lo spaccio visto che chi vuole fumarsi una canna va nei coffie shop o in altri posti dove le vendono
    comunque i giovani hanno trovato un metodo legale x sballarsi cioe l alcool 🙂

    riguardo le associazioni di volontariato e vero forse ci vuole un organizzazione ma anche nel piccolo puoi fare tante buone azioni l importante e fare qualcosa

    saluti a tutti/e
    smack alle fanciulle
    a stankissima 2 😀

  • 8630
    Andrea -

    Luna. Quella frase di Einstein è una delle mie preferite. Non sono pessimista, anzi, ma forse non sei andata indietro a leggere quante battaglie e contro-battaglie ho fatto quì e inizio assere stanco di parlare ai muri. Non è sempre stato così, con alcuni ci sono stati dei ragionamenti anche profondi, ma sono umano anch’io e non riesco sempre ad essere ottimista come vorrei. Ma poi passa subito e se non passa me lo faccio passare. Mi ci vedo molto in te, in tante cose.
    Il fatto è che, come te, quando dico una mia opinione ne spiego sempre il motivo e se quella dell’altro è diversa cerco sempre di trovare dei punti in comune e di cercare di spostare l’attenzione dell’altro verso punti nuovi di osservazione. Come dice anche Marquito, la vita non è nè bella e nè brutta, la vita è vita e dipende da come la si osserva.

    Birillo. Con “sai che non lo so più” intendevo dire che chi non vuole prendere in considerazione punti diversi di osservazione, senza neppure provarci, risolve tutto dicendo a chiunque dica cose che lui non pensa: “dici sempre le stesse cose”. Certo che è giusto che uno sia libero di non ascoltare, e anche tu lo sei, ma cosa te ne viene in tasca?
    Si sono fatti tanti discorsi, si sono dette tante cose e non erano “sempre le stesse” per il fatto che se una cosa non la provi, non la metti in pratica, non ha senso dire che è sempre la stessa. Sempre la stessa cosa? Sempre la stessa cosa che non hai provato a fare? Ma se non hai provato a farla che ne sai? Saranno le stesse parole, ma quella cosa non la conosci comunque e se non vuoi conoscerla, mai la conoscerai. Per questo, pagine fa ho scritto che anche secondo me tu ti ammazzerai, e penso proprio che lo farai, perchè per te esistono le tue idee che non metteresti mai in discussione e non cambieresti per nulla al mondo, neanche per andare in meglio. E sai perchè il mondo fa così schifo? perchè ad essere così sono in tanti. Quindi, tu sei esattamente come chi fa andare il mondo in questo modo, contribuisci a renderlo così. E per farlo non serve essere un politico o un mafioso, ma basta opporsi a qualunque cambiamento in positivo. Ho detto che mi sei simpatico e lo ripeto, in te c’è molto di buono e si sente, ma non puoi sperare che gli altri cambino se non sei disposto a cambiare tu, per primo. Ovviamente puoi anche non farlo, ma allora non lamentarti se non lo fanno gli altri.
    Non sai quanto desidero che sempre più persone riescano a provare QUANTO E’ BELLO NON ESSERE COME CHI CRITICHIAMO.

  • 8631
    daybyday70 -

    @marzia
    “…Io vi ho annunciato chi puo’ liberarvi dalle catene del “male” ma voi non avete voluto…”
    ma chi ti credi di essere, il messia?
    …ok, hai fatto la tua opera di bene, assicurandoti così, un posto in tribuna(…leggi paradiso…)
    Ora, volendo essere breve e conciso,dirò quello che penso di te…
    -Parli di luce, di portare un raggio di sole, a “CHI AMA STARE NELLE TENEBRE”(!!!);eppure dovresti(…inizio od avere forti dubbi su questa cosa…) sapere cosa significa avere “problemi” che ti cambiano la pallette dei colori della vita, settandola inesorabilmente sul nero,che ti portano ad essere (…TUO MALGRADO, marzia,capisci il significato?…) un border line della vita, hai avuto o NO(…mah…) un figlio depresso che ha tentato di farla finita, salvato in calcio d’angolo da un miracolo? ci hai mai parlato? che cosa hai capito del suo male? nulla a quanto pare, dal momento che non hai la benchè minima idea delle problematiche di chi frequenta questi posti…
    Vedi, Marzia, tu non ti discosti dall’archetipo medio di messia che di tanto in tanto si affaccia da queste parti…taluno sponzorizza “orazioni miracolose”, talaltri ammonisce sull’esistenza dell’inferno,ma tutti e sottolineo TUTTI(…te compresa…) si riempiono la bocca con la parola di Dio,senza sapere chi sia Dio, e quali siano i suoi veri insegnamenti, non di certo quelli filtrati dalle varie chiese, compresa la tua, non ti credere…
    Parli di mancanza di rispetto da parte nostra, almeno di questo, sai di cosa di sta parlando?

  • 8632
    Andrea -

    Book, da appassionato alpinista non posso che ammirare uno come te, che sei stato in Himalaya. Anche se non hai scalato e non hai superato i 6000. Del resto, io non ho mai superato i 4000, ma in compenso ho arrampicato molto. Come ben saprai, la montagna insegna molte cose anche se non arrampichi. Impari come sopravvivere con poco a disposizione e impari a vedere il mondo da prospettive diverse. E se lo fanno le Alpi, figuriamoci l’Himalaya!
    Ma l’arrampicata, in particolare, mi ha insegnato la calma e la concentrazione, l’introspezione, per non farmi prendere dal panico neanche nelle situazioni più complicate, come quando sei appeso ad uno spigolo nel vuoto e devi per forza salire, oppure rinunciare. Alcune volte puoi solo salire, ma devi comunque decidere cosa fare.
    Io non posso sapere come ci si sente nella tua situazione e non posso avere consigli da darti in questo senso, ma so comunque che qualunque cosa uno faccia, viene per prima cosa da dentro e solo alla fine diventa fisica. Questo significa che tu sei sempre quello che è andato in Himalaya, anche se non puoi più esprimerlo nello stesso modo, cioè fisicamente. Forse è solo questione di trovare un modo diverso di esprimerlo e che ti dia comunque soddisfazione. Mi ricordo il buon vecchio Ambrogio Fogar che ebbe un incidente d’auto e restò completamente paralizzato. Si mise a scrivere libri e a raccontare le sue avventure. Poi s’imbarcò comunque sulla sua barca e tornò in mare, fregandosene della paralisi. Certo, era aiutato e non da solo come prima, ma intanto lo ha fatto ed è stato libero, come sempre, fino all’ultimo giorno.

  • 8633
    marina -

    Allora , Marzia io credo in Dio ,quì in questo sito come nella mia vita non ho mai obligato persone a crederci,ogniuno a libero di farlo a modo suo se vuole. Il mio Dio non vuole che si giudichino gli altri (scagli la prima pietra chi è senza peccato)e tu lo stai facendo perchè nessuno ti ascolta .Il mio Dio dice di amare gli altri anche se non ti amano ,il mio Dio dice di non peccare di presunzione e tu lo stai facendo .Sai chi si comporta come te ??? i testimoni di geova che se non li ascolti ti mandano mille imprecazioni .!!! Quindi evita almeno di parlare di Dio in questo sito perchè non siamo tutti aperti alle tue imprecazioni ,poi con me cadi male proprio male… io m’incazzo facilmente con tutti questi presunti profeti!!!!!La fede è una cosa astratta o si ha o non si ha ,non si può impone ,sono andata molto leggera ,perchè la mia malattia mi ha imparato a vedere le cose in un altro modo e quindi cerco di stare calma …. chiuso il discorso che può essere anche banale!!! ciao LUNA 🙂 mi piace come parli sei simile a eme che stimo molto 🙂 ciao Andrea e Mrquito mi piace leggervi 🙂 Birillo ti posso dire una cosa, mi sei proprio antipatico ,scrivi scrivi conclusione dei tuoi discorsi zero .zau ciao Buck ,come stai???

  • 8634
    LUNA -

    BIRILLO: allora, per essere davvero coerente, dovresti smettere di farti canne fino al momento in cui le droghe leggere vengono legalizzate e la criminalità organizzata non c’entra più (se così sarebbe), o sbaglio?
    Fino a quel momento, purtroppo, a tuo modo contribuisci, seppure in modo indiretto, con la società che non va e le cose brutte che succedono.

    @la maggior parte dei miei amici e consumatore abituale di cannabis e nessuno o quasi ha manifestato i problemi che hai detto tu

    Birillo, non è che uno fuma una canna e dopo due minuti perde la memoria come lo smemorato di collegno… il discorso è che però è provato che bene non fanno, nè sono neutre, se usate sul lungo termine. Ora, non è neutro anche fumare (e io fumo), o bere 15 caffè al giorno (non ne bevo) o passarsi sul culo una carta vetrata (non lo faccio, uso carta igienica morbidella, ma mi pareva un esempio) e uno può scegliere (ma nella dipendenza c’è sempre un certo confine tra lo scegliere e il subire, e parlo da dipendente dalle sigarette) se fumare, bere 15 caffé o passarsi la carta vetrata sul culo, o se scegliere se affrontare perché fuma, ecc ecc, però da qui a dire che sono cose innocue o che fanno bene ce ne passa. Così, insomma, fumati le canne ma almeno sapendo che non sono acqua fresca montana o camomilla filtrofiore e che mentre fumi una canna non è cresciuta di solito nel giardino della nonnina con i capelli candidi che vuole migliorare questa società, ma ha fatto un po’ di giri ben più cazzuti prima di giungere fino a te.
    Per il resto non sto facendo una crociata anticannica, l’ho detto perché siamo venuti in argomento. (sì, comunque, ho fumato qualche cannetta in gioventù, non le ho trovate esaltanti in senso positivo, nè calmanti, insomma, non mi hanno conquistata).
    EME: a proposito delle sigarette. Per me è stato importante notare la compulsione. L’ho notata anche mentre c’era, ma non quando ero nel pieno della compulsione. ma ad un certo punto credo che il fatto che un po’ di cose nella mia vita si siano rilassate o che io le abbia affrontate (inclusi esami medici vari) abbia contribuito ad aumentare la mia voglia di benessere e quindi, se non a smettere, almeno di smetterla di vedere me associata a una me che ha una montagnetta di sigarette fuori dalla portiera. Credo insomma che sia scattato qualcosa dentro. Quando è scattato la volontà si è girata dal “devo comprare due pacchetti al giorno” a “ma che caz?”, e ho cercato di non perdere l’attimo fuggente. Detto ciò

  • 8635
    LUNA -

    continuo a fumare, però sono molto felice di notare lo spazio che intercorre tra una sigaretta e l’altra. In verità lo avevo già notato nel periodo peggiore, quando ero una ciccomane tremenda. In due occasioni, in situazioni di benessere e relax, non avendo la possibilità di fumare durante (ero ad una festa in casa non fumatoria molto bella, e un’altra volta ero in presenza di bambini e di gente che non fumava, quindi non fumavo con loro e chiedere “posso fumare?” ogni 5 minuti, era fuori luogo) avevo un po’ rotto l’automatismo compulsivo, un po’ non ci avevo pensato proprio (la sensazione di benessere spazzava via la sensazione di malessere ciccofera), un po’ rimandavo il momento della sigaretta veramente necessaria. Adesso, ripeto, fumo ancora, ma mi sono autolimitata le occasioni fumiche: mi sono trasferita da un posto in cui si fumava in casa (per me deleterio, ma mi facevo scrupoli anche per i polmoni della mia micia), ho cambiato auto e in quella ho deciso che non si fuma (non ci credeva nessuno che sarei durata più di una settimana, e invece per ora sono mesi), e ho ricominciato (perché la mia schiena sta meglio) a stare di più all’aria aperta, ho letto il libro di Karr… metà… ehm, metà non so se perché temo che non funzioni o perché temo funzioni (e non sono pronta a smettere del tutto)e quella metà a me è servita evidentemente almeno a… smettere per metà 😛 almeno a togliermi la parte veramente supercompulsiva. Va detto che io leggo velocissima, ma il libro di Karr lo avevo letto, un pezzo, e ci avevo messo tanto di quel tempo… all’epoca mi rendevo conto che fumavo troppo e non andava bene, ma era una… percezione superficiale, non so… poi, quando quel qualcosa è scattato, ho comprato la versione mignon del libro, e quella metà l’ho letta subito. Lo so, che azzo è sta volontà a metà? però davvero per me le sigarette fuori dalla portiera rappresentano una fase più composita di cose vissute, malessere e scelte non fatte. tra cui quelle di fare delle prove mediche che mi angosciavano.

  • 8636
    LUNA -

    E a ragione. Ma poi ho iniziato a fare… “il tagliando” tipo una ferrari 😉 e che stress!!!!! però almeno ho capito che quella cosa bruttabruttabrutta non c’era, e ho individuato, grazie al tagliando, perché mi faceva male la schiena in un punto, perché un’altra cosa ecc ecc. Lunga storia. Comunque sia: diciamo che ho iniziato a fare un po’ di ordine, dopo la fase “congelamentobuckrogers”, perché ho avuto maggiori possibilità di farlo rispetto a prima, è vero, ma anche perché io ho cercato quelle possibilità, e ho gestito dei conflitti in un certo modo. Così prendere quel libro mignon ecc per me è stato un po’ come il tuo concetto – mascara dritto. Smetterò veramente, ma questa smettitura in parte non è una bugia, vuol dire molto sul serio 🙂 Io so cosa rappresenta.
    Quando stiamo male purtroppo di solito è perché oltre ad un problema grande, centrale, ce ne sono altri. E se sono grandi anche gli altri è un vero casino. Ma a volte non servono neppure che siano grandi, ma siamo così stanchi, talmente stanchi e talmente tutto è un calderone che non ne possiamo più. A volte accade proprio perché abbiamo, come si dice, tenuto botta a lungo. Abbiamo proprio fatto fuori le energie. Alle cose che non possiamo realmente controllare si mescolano quelle su cui avremmo un diretto controllo o su cui comunque potremmo agire, in qualche modo, scegliendo un sì, un no, o un modo diverso di guardare, fare le cose. Ma non riusciamo più a vedere la differenza. Anche perché ci sono cose che ci sembrano così grandi che una lieve differenza pare non serva a nulla.
    Io non potevo più veramente, e avevo ragione di non poterne più. Quindi capisco chi dice che non ne può più. Però è anche vero che a volte rischiamo di non vedere neppure le possibilità che ci sono quando stiamo male e c’è troppa stanchezza e troppo casino. Purtroppo non riusciamo neanche più a dare noi, a noi stessi, le possibilità di fare delle cose che servono. La sensazione che il dispiacere e lo stress mi stavano ammazzando, il troppo mi stava ammazzando, e non potevo farci niente, l’ho provata per due anni,non per due giorni, con acuta consapevolezza. E’ stato devastante. Mi pareva che tutto mi mettesse in mano una pistola, anche se io non la volevo, attraverso la mia sensibilità che non ne poteva più, fino a cedere fisicamente.Ma,proprio perché ho visto cosa succede della mia sensibilità se prende fuoco forse devo starci attenta, averne cura, conoscerla di più.Quella ho in dotazione, qualsiasi cosa succeda.

  • 8637
    birillo -

    @ LUNa

    secondo me ci sono cose che fanno molto peggio degli spinelli e risaputo che fa piu male una sbronza di alcool che una canna xo purtoppo chi sta al governo non lo vuole capire

    poi vabbe tutto a sto mondo fa male anche le polveri sottili che respiriamo ma allora che facciamo non facciamo girare piu nessuno in makkina x respirare mejo e la gente come va a lavoro prendi me io lavoro a 65 km da casa e non ci sono mezzi pubblici per arrivarci vedi alla fine proibiscono una cosa lasciandone altre ben peggiori
    poi se mi parli di dipendenza ci sono mille cose che ti fanno venire dipendenza dal caffè alle sigarette alla ciokkolata
    riguardo ai danni che provoca al cervello non so io conosco gente che fuma da 15-20 anni e sono persone normalissime che hanno una famiglia e sono integrate nella societa
    quelli che dici tu sono solo luoghi comuni purtoppo i media inculcano le persone con discorsi senza senso dovresti documentarti in rete esistono molti siti che trattano l argomento e quasi tutti dicono che le droghe leggere non sono tutto quel male che i politici dicono ..
    io saranno 3 mesi che non fumo piu non per mia scelta .. e ti devo dire che se prima fumavo 10 sigarette al gg piu una o 2 canne adesso mi fumo 30 siigarette al gg penso che per i miei polmoni ho fatto una cavolata …
    comunque non incito nessuno a fumare ogniuno e libero di fare o non fare quelo che crede ^^

    @marina
    sono felice che non ti sono simpatico sinceramente non mi interessa 😀
    forse dico delle cose che non apprezzi xo e un tuo problema non il mio 😛

    fai un saluto a tutti/e

    smack alle fanciulle tranne marina 😛

    a stankissima 2 :_D

  • 8638
    tracy -

    secondo me persone che fumano o comprano queste sostanza stanno solo facendo il gioco del governo e lo stato ci guadagna sopra di brutto….gli adulti son cosi…se non fumano non son contenti oppure se non prendono una qualche sostanza strana. piuttosto che non assumerle si suicidono. che gente deprimente.

  • 8639
    Eme -

    Tracy. Ignoro quanti anni tu possa avere (personalmente ritengo che la tua età cerebrale oscilli tra i -5 ed i -6 anni) ma ti assicuro che certe tue considerazioni riescono ad essere più deprimenti della visione di un gruppo di adulti con otto sigarette in bocca e quattro flebo di psicofarmarci per braccio!
    Ciao Birillo. In stato di emergenza potrei fumarmi persino il muschio finto del presepe però non ho mai toccato canne in vita mia. Ciò che so sulle canne, quindi, si riduce a quanto leggo sulle riviste di medicina spiccia allegate ai quotidiani. Credo che, però, il problema non stia tanto nella maggiore o minore potenzialità nociva di una canna rispetto ad una sigaretta. Credo che stia nel perchè si arriva a fumare 10, 20, 30, 40….100 sigarette/canne al giorno. Credo che stia nel compito, nel ruolo che si da a al gesto di portare una sigaretta alla bocca, respirare il fumo, buttare la cicca a terra e schiacciarla oppure scagliarla lasciando che si spenga da sè.
    Ed è un problema generale. Perchè al posto della sigaretta ci puoi mettere una canna o una bottiglia di un qualsiasi superalcolico o un gigantesco cabaret di pasticcini o un mazzo di carte, una slot machine, l’acceleratore dell’automobile, flaconi di tranquillanti, le panche di una chiesa, la partecipazione frenetica ai riti di una setta, il vedere amore ed amicizia in chiunque, il dare tutto e di più per giustificare la propria esistenza sulla Terra, il rifiutarsi di mangiare, etc etc etc
    Il problema sta nel fatto che poco a poco si diventa schiavi di qualcosa. E questa schiavitù, a volte, si sviluppa a diversi livelli.
    Prima si brancola nel buio, nel vuoto e non si rende conto. Poi ci si rende conto e ci si accascia sull’impossibilità di fermarsi nonostante la consapevolezza. A volte si riesce ad andare oltre e ad allentare progressivamente la catena che rende schiavi riprendendo il controllo delle proprie azioni.
    Il che non significa smettere e trascorrere il resto dell’esistenza rompendo le palle a chi si sta beatamente godendo una sigaretta o bevendo un cicchetto.
    Significa riprendersi una parte di sé finita in balia di una compulsione che evidenzia un disagio.

  • 8640
    Eme -

    Significa individuare (o, quantomeno, mettersi in movimento per cercare di individuare) il disagio. Per sé. Per porre un rimedio e vivere meglio. Oppure per crepare del proprio vizio ma in modo consapevole, controllato e non perché non si è riusciti a fermare la propria mano intenta a scavare nella borsa alla ricerca di un pacchetto o di un accendino.
    Fino a qualche mese fa avrei preso a zappate chiunque si fosse messo a farmi una capoccia così sulle nefaste e nefande conseguenze del fumo. E quando (spesso) è capitato ho immediatamente messo le mani avanti stilando l’elenco di tutto ciò che è molto più lesivo del fumo di una sigaretta.
    “Voglio crepare dei miei vizi!!!” sai quante volte ho pronunciato questa frase con un orgoglio che rasentava la protervia?
    Difendevo la mia schiavitù (perché di schiavitù trattasi, ne sono consapevole) e realizzavo un doppio obiettivo: tacitare l’interlocutore e distrarre me stessa da un introspezione che avevo il terrore di fare.
    A volte mi scappa da ridere quando sento dire che Tizio è ingrassato perché ha smesso di fumare. E’ un ridere amaro perché penso che, in realtà, Tizio non ha risolto una benemerita cippa di nulla. Tizio ha semplicemente modificato il centro di sfogo di un disagio senza affrontare, né, tantomeno, risolvere il disagio.
    E’ un po’ come chi dichiara di essere stato illuminato e partecipa freneticamente alle attività di un gruppo di una qualsiasi religione ma poi, quando torna a casa, sta male. Non metto in dubbio che ci siano persone che, per davvero, sono state illuminate. Ma queste persone hanno la luce dentro di sé e se la portano appresso ovunque. A casa, nel luogo di culto, sull’autobus, al bar.
    Non ho soluzioni né, tantomeno, consigli. Mi limito a riportare la mia esperienza. Sto cercando dentro me stessa con la stessa foga con cui cercavo l’accendino dentro alla borsa. E non ho più paura di ciò che vedo e di ciò che vedrò in futuro. Perché è pur sempre qualcosa di me. Ed io non sono più la mia peggior nemica.
    Capisco perfettamente LUNA quando scrive “però davvero per me le sigarette fuori dalla portiera rappresentano una fase più composita di cose vissute, malessere e scelte non fatte”.
    Capisco ogni tuo ragionamento, ogni tua considerazione. E la condivido.
    Marina: ciao bellissima :-)! Com’è la vista da lassù? Non scendere, mi raccomando! Con tutta la fatica che fai fatto per raggiungere quella vetta…..

  • 8641
    Stefano614 -

    Non ho mai compreso bene la fascinazione che ha il suicidio, la morte è l’unica cosa certa della vita e toccherà uognuno di noi indistintamente. Quindi ne faremo esperienza diretta, la sofferenza non puo essere un invito a porre fine alla propria esistenza, guarda negli ospedali, nei reparti di oncologia infantile quante anime aggrappate alla vita fino all’ultimo. Se non riesci a dare un senso alla tua vita fa in modo che essa diventi aiuto, un sostegno per altri che hanno bisogno, scoprirai quanto valore essa possa acquistare. E’ pericoloso porsi in un’ottica di Epicuro ossia che quando ci siamo noi non cè la morte e quando cè la morte non ci siamo più noi e da tutta quella schiera di nichilisti la maggior parte di loro non si è suicidata e questo dovrebbe farti riflettere a lungo..

    La vita è un dono e se non riusciamo a goderne come vorremmo facciamo in modo che altri possano beneficiare del nostro aiuto.

    Auguri

    Stefano

  • 8642
    pollon -

    Vins,tesoro mio, oggi è il compleanno della nostra sorellina a 4 zampe.
    La nostra cuoricina compie 6 anni, e stamattina le ho tirato le orecchie come facevamo sempre insieme.
    la tua mancanza è piu’ di un vuoto, è un buio senza respiro.
    Io ti amo e ti amero’ sempre perchè tu sei la mia vita.
    Spero solo che tu possa aver trovato la pace che sognavi, pace che su questo misero e schifoso mondo e’ solo un’utopia.
    Un bacio a tutti voi ragazzi
    vi voglio bene

  • 8643
    LUNA -

    BIRILLO e TRACY: EME ha già detto delle cose molto importanti e in modo molto chiaro :), cose che condivido pienamente.
    Solo una precisazione, Birillo:
    @quelli che dici tu sono solo luoghi comuni purtoppo i media inculcano le persone con discorsi senza senso dovresti documentarti in rete esistono molti siti che trattano l argomento e quasi tutti dicono che le droghe leggere non sono tutto quel male che i politici dicono.

    Come ho già detto la mia non è una crociata contro le droghe leggere, ti ripeto, che essendo venuti in argomento, rispetto anche al discorso più ampio sulle dipendenze (in cui appunto includo, e mi pare chiaro, anche quella dal fumo), l’individuo e la società ne ho parlato. Il fatto stesso che sostituisci 2 canne con 20 sigarette forse potrebbe farti riflettere dal punto di vista sottolineato da EME, anche sulle sostituzioni tra le dipendenze.
    Quelli che chiami “luoghi comuni” miei e disinformazione sono considerazioni che nascono invece dall’informazione. Peraltro un’informazione che non ha un’impronta politica. Esiste, per esempio, una cosa chiamata chimica. La chimica non ha colore politico. L’atteggiamento politico può tendere verso il proibizionismo o il suo contrario, ma le considerazioni di base, se scientifiche, restano le stesse. Mi ricordavo le cose che lessi a questo proposito su diversi testi, tuttavia, per correttezza di informazione, sono andata a rileggerne uno, scritto da un tossicologo, che peraltro non ha un atteggiamento proibizionista. Il suo è un atteggiamento scientifico (certo, indaga anche le conseguenze sociali, ma di base nel parlare delle droghe e i loro effetti, sul breve o lungo termine, è appunto un atteggiamento scientifico). In quel famoso corso che frequentai all’università, sull’argomento, c’erano moltissime persone che ne facevano uso. Era un corso molto interessante, e appunto scientifico, per cui tutti rimasero fino alla fine dei sei mesi di corso, che facessero o non facessero uso di droghe, che fossero di dx, sx o centro o anarchici. Perché appunto le informazioni erano comunque interessanti.
    Parlando del fumo di sigarette: il fumo è una droga, che non impedisce i rapporti sociali, di farsi una famiglia, di avere un lavoro, almeno fino ad un certo livello. Però rimane una droga. Una droga che crea dipendenza e che ha, ad ogni sigaretta, una serie di reazioni chimiche e non solo all’interno dell’organismo. E che comunque ha un’influenza sui nostri rapporti sociali, ecc. Fosse pure perché se stai

  • 8644
    LUNA -

    (osservazione banalerrima) se stai guardando un film che ti piace ma ti viene voglia (bisogno) di sigaretta ad un certo punto una parte del tuo cervello non segue più il film ma pensa a quando finalmente uscirai dal cinema e te la fumerai. anche se c’è il vento a 180 all’ora. E quindi anche il tuo rapporto con il clima cambia. Oppure perché se stai parlando con una persona che ti piace e ti interessa, e ti interessa anche l’argomento, ma sei in un posto dove non puoi fumare vuoi uscire a farlo. E se quella persona fuma condividete un rito, ma se quella persona non fuma percepisce in te che hai spostato il centro di attenzione. Fosse pure solo in maniera puramente istintiva e non codificata, ma è così. Spesso le dipendenze si dividono tra rito collettivo e solitudine. Io ho giocato al casinò (e mi piace, quindi riesco a capire perché si gioca) ma per fortuna quella non è una mia dipendenza. Ma il fatto che giocare sia anche bello non spiega di per sè la dipendenza. Ho conosciuto giocatori che vivevano il rito collettivo di andare con altri a giocare (e insieme si giustificavano/sostenevano a vicenda la dipendenza, come i fumatori) e al contempo giocavano anche da soli. Mi ripeto: io sono una fumatrice, e se non faccio crociate ora che fumo non le farò manco quando e se smetterò. Però è vero che abbiamo una dipendenza non per le ragioni per cui non dovremmo averla, ma perché l’abbiamo. Qualunque essa sia. E se decidiamo di tenercela, perché nessuno di noi è perfetto, cambia comunque l’atteggiamento verso noi stessi e la nostra dipendenza nel momento in cui la consideriamo per quello che è, e non una manifestazione di “carattere”. Ho un’amica che ha dei grossi problemi con l’alimentazione da sempre, l’ho vista passare dalla 42 alla 54 diverse volte nella vita, a seconda di come andava la sua vita e quale era l’impatto psicologico ed emotivo su di lei. Ha imparato a non darsi addosso, ma adesso quando la sua bulimia avanza si chiede: cosa non va nella mia vita? Adesso riconosce il segnale, invece di subirlo e basta.
    Ho fumato per 20 anni, quindi ho sempre avuto una dipendenza. Ma è diventata estremamente lesiva quando io stavo più male, e ho dovuto ammettere che era un sintomo e che a sua volta mi condizionava la vita, sotto molti aspetti, anche a livello chimico (insonnia), che era un circolo vizioso, e che le modalità e i sintomi non erano molto diverse da un consumatore di eroina, o un giocatore d’azzardo, anche se i danni erano meno eclatanti.

  • 8645
    buck -

    @andrea ,Lo ammiro ,ma non sono Ambrogio Fogar , nelle luci ( tante) e nelle ombre ( alcune). Ripeto , concepisco la vita solo in termini di movimento – fisico-.
    Delle mie esperienze ( cosette), rimane qualcosa in testa , molto confusa .
    Ho rottamato nel pattume tutte le mie foto ( diapo) – a decine di migliaia – ho bruciato i miei appunti di viaggio.
    Il rimanente l’ho regalato agli amici , congedandomi ( un pugnale amazzonico … frecce … fossili ,) da loro per sempre.
    Mi rimangono schizzi , ritratti a matita … ma li brucerò stasera.
    @Luna . se non riesco a trovare qualcosa di buono , una ragione valida … forse è perchè non c’è.
    Per fortuna mia moglie se ne è andata : la casa è in silenzio.
    Il telefono non squilla , perchè tutti coloro che chiamavano hanno accettato la mia richiesta del silenzio radio.
    Ora la casa sembra più grande.
    Che pace!Ma che stanchezza!

  • 8646
    tracy -

    si ma luna..perchè non si puo vivere senza assumere questa sostanza me lo sai dire? che è comunque chimica. poco naturale. ed è cosi.. sono dipendenti senza di essa hanno crisi di ansia..secondo me qualcosa impedisce. per esempio di vivere in modo piu naturale assieme agli altri.

  • 8647
    Eme -

    LUNA 🙂 Anche io ho un quesito da porti. C’é una tizia che da più di un anno girovaga per questa lettera dal titolo a prova di idiota “IL SUICIDIO” e, praticamente ad ogni intervento, si stupisce che ci sua gente con uno o più disagi e commenta con amenità del tipo “che gente deprimente”! Ora…..ci puo’ anche stare che “i bambini fanno ohhhh” ma, secondo te, c’é speranza che la tizia in questione la smetta di offendere con il suo stupore-presa per il c. e le sue uscite inopportune?

  • 8648
    Eme -

    C’é una malinconica canzone di Vasco Rossi, si intitola “Vivere” ed esprime uno degli stati d’animo in cui i deprimenti adulti, a volte, rimangono ingarbugliati. In un passo dice “vivere….é un ricordo senza tempo, vivere….é un po’ come perder tempo”! E già, a volte capita. A volte la maturità fa strani scherzetti. E a volte le persone compiono sforzi mostruosi per uscire dal guazzabuglio e, nel compierli, si portano dietro qualche mania, qualche compulsione. Perché siamo esseri umani, siamo fallibili…..abbiamo (quasi) tutti una coperta di Linus.

  • 8649
    marina -

    Eme ,ti rispondo io se me lo permetti .NON LA SMETTERà è idiota e quando una persona è idiota hai detto tutto . Eme sopra la cima della montagna si stà benissimo ,ho visto tante cose nuove ,preciso non le vedevo prima o le vedevo ma con gli occhi foderati di prosciutto!! 🙂 ho lasciato il mio sacco in cima ,e stò scendendo ,non ho paura sento sollievo perchè ora sono più leggera ,più forte e se farò qualche scivolone lo saprò affrontare (spero )non ho più ne la maschera ne la corazza ora sono io Marina sola contro tutti stà, iniziando un’altra battaglia ma con la mia serenità riuscirò a vincere .Piano piano un passo alla volta ,e tu come stai???? dai tuoi post leggo che tutto stà procedendo bene e di questo ne sono felice .un bacio tesoro 🙂

  • 8650
    LUNA -

    EME: comprendo molto bene il tuo fastidio a riguardo. Perché si ha l’impressione che questo venga preso come un osservatorio sulla deprimenza, pure dando etichette e non capendo. Giudicando.
    D’altra parte io girerei la questione a Tracy:
    Tracy, come mai sei venuta in questa lettera, proprio in questa?
    Che risposte stai cercando, esattamente?
    Parli di loro, gli “essi” che vivono in un modo che non ti piace, che non capisci. Ma “essi” non sono degli alieni che stanno da un’altra parte. Hai parlato di loro pure quando ti rivolgevi a me, non hai detto VOI, posso chiederti perché?

    EME: io non credo che capiti solo agli adulti. Capita persino ai bambini e in particolar modo agli adolescenti. Certo, con il tempo le domande cambiano, ma credo che sia naturale durante il corso della vita attraversare dei momenti in cui ci facciamo delle domande che prima non ci siamo fatti e magari poi non ci faremo più (avendo dato le nostre risposte), in cui domande che stavano in sordina, per una serie di ragioni, diventano più evidenti e preponderanti, e in generale a qualsiasi età si possono vivere dei periodi in cui qualcosa ci ferisce, ci fa mettere in discussione o traumatizza adirittura per cui per un certo lasso di tempo siamo in crisi.
    Anche momenti in cui mettiamo appunto in discussione delle nostre “compulsioni” e “dipendenze” o “certezze”, su noi e gli altri, che davamo per scontate. Questo non significa che si stia sempre male, ma significa che essendo esseri umani dinamici, e no figurine dell’album panini, mi pare anche possibile che ciò avvenga. Abbiamo il mito, di solito, di quanto sia meraviglioso essere bambini e ragazzini. E in parte è vero. Ma al contempo anche i bambini e gli adolescenti hanno le loro crisi, di formazione, di crescita, e in cui misurano il loro rapporto con se stessi e gli altri, ma non solo. Lo so che dico una banalità, ma avendo avuto a che fare con gli adolescenti mi sono resa conto di quanto, seppure spesso non avessero i mezzi degli adulti per esserne consapevoli (insieme, certo, alle energie della loro età e del concetto di futuro, come no), attraversassero, con i loro mezzi di difesa, adattamento e la loro sensibilità, a volte cose più grandi di loro. Quindi più che di adulti io parlerei di persone, esseri umani. Ho detto “abbiamo il mito” ma in realtà, poi, se ascolti le storie di questo forum ti rendi conto di quanto molti parlino di sofferenze antiche, anche molto profonde, ricordino, anche se non ci sono stati grandi drammi,

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