Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me Stesso
14.956 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Sono stanca, delusa umiliata. scusate se disturbo ma devo parlare con qualcuno.Diversamente da voi io ho passato i 40 anni sono sola senza lavoro e speranze,delusa dalla vita e dagli uomini. xche continuare a vivere? Perche’ tornare ogni giorno in una casa vuota? Scusatemi tanto
Ciao Luna, credo, invece, che sarebbe molto utile se tu continuassi a scrivere.
Le tue opinioni non sono nè banali nè espressione di qualunquismo.
Credo siano più utili le parole di chi è riuscito ad uscire dalle sabbie mobili (anche se magari sta ancora faticosamente strisciando nei pressi della palude) piuttosto che il circolo chiuso di opinioni scambiate tra chi vuole morire, aspetta il momento giusto e non ascolta, non vuole ascoltare ragioni.
In certe circostanze questo forum si è trasformato in un grottesco preambolo di morte con tizi che saltavano fuori per chiedere lumi sul metodo migliore per morire senza soffrire troppo.
Poi ci sono le persone come Marina, come Andrea, come tanti altri reduci redivivi e ben intenzionati sia a vivere che a dare il loro aiuto.
Serve tutto, Luna, servono anche le parole di chi, forse, non è arrivato a tentare il suicidio, ma può capire lo stato d’animo di chi sta morendo in questa idea fissa.
Birillo: auguri per il dito :-).
@ molly 66
zau bella x che dici che sei stanca degli uomini
secondo me hai sempre trovato la persona sbagliata ci sono molte persone speciali basta solo cercarle .. 🙂
riguardo ala speranza be penso ce la maggior parte di quelli che scrivono qua hanno perso la speranza il xche continuiamo a vivere io l ho detto piu volte e altri avranno i loro motivi ( paura di affrontare un gesto cosi estremo e/o altro) dai un saluto se vuoi parlare siamo qua qualcuno magari meno pessimista di me ti potra dare un buon consiglio 😀
zau a tutti/e
smack alle fanciulle
EME: i forum servono, a sfogarsi, scambiarsi idee, sensazioni, punti i vista e riflettere. anche a formare gruppi spontanei di sostegno che, a mio modo di vedere (e ovviamente non solo il mio) hanno una loro utilità.
E se una lettera intitolata “SUICIDIO” ha 8.503 commenti forse questo dovrebbe far riflettere. Ed è anche importante che ci sia una lettera così, perché se una persona ci arriva cercando la parola suicidio in internet vuol dire che sta male, e che ha bisogno di qualcosa, di importante. Di esprimersi, di dire, di essere e tante altre cose.
Ma cosa sta cercando?
Il malessere psicologico, psichico, emotivo non è solo una cosa importante e che merita rispetto, è anche un qualcosa di complesso e ogni individuo conosce la sua storia, le sue ragioni e le sue “personificazioni” del malessere.
Quindi non mi permetto certo di dire: la persona che sta male cerca…
Perché ogni individuo sa per sè…
e inoltre in una lettera come questa si può capitare perché si è perso qualcuno che si amava che ha scelto la morte o perché si teme che una persona che si ama ci stia pensando, si teme magari di non riuscire ad accorgersene…
tuttavia oggi mi chiedevo questo, anche dopo aver letto quello che mi hai scritto e pensando a che effetto fa a me una lettera che si chiama SUICIDIO… pensavo cioè a quello che dicevi, che io ho interpretato (forse anche erroneamente) così:
la persona che sta male vede nero e i suoi pensieri (sono sintomi del malessere) sono in circolo vizioso. La persona che sta male ha poche difese rispetto ad un’empatia fortissima nei confronti di chi a sua volta sta male. La persona che sta male ha un’altissima sensibilità girata, in modo particolare, sulla percezione di ciò che è nero e che gli conferma il buio… anche se ha, nel fondo, la capacità di vedere il positivo, è come se il negativo fosse in macro e il positivo in micro, lontano, impossibile, poco convincente, non sufficiente…
allora sì, se quello che si legge alimenta il circolo vizioso dei pensieri negativi e del pensiero della morte in un certo modo si possono creare dei vasi comunicanti pericolosi.
Non sto giudicando e ciascun individuo sa cosa gli fa peggio o meglio. C’è una profonda solidarietà anche in persone che parlano della morte. e spesso ho visto chi pensa alla morte dire agli altri: tu cerca di non farlo.
Ma mi spaventa (anche se ripeto NON GIUDICO) quando pare che la depressione abbia portato ad uno stato di comprensione superiore di ciò che non va in se stess
e nel mondo, per cui la morte viene visto come un atto che rispecchierebbe questa presa di coscienza. Mi ripeto, ciascuno conosce le proprie prese di coscienza, e non sto giudicando e non sono in grado di affermare che sia sempre così: ma la visione negativa estrema è un sintomo della malessere, della malattia, come il fatto di avere i brividi quando si ha la febbre.
il parlare morbosamente della propria morte è spesso un pensiero compulsivo, come fumare 80 sigarette al giorno.La persona che sta male prova già un’immensa difficoltà a ri-ancorarsi alla vita.
Come ho già detto non giudico il suicidio e non lo considero una viltà. Però per me lo considero il finale estremo di un malessere, come se la depressione fosse vissuta come una malattia terminale.
Io quando ho avuto certi pensieri li ho avuti perché amavo la vita, amavo me in sintonia con la vita, e mi risultava insopportabile non riuscire a sentire la vita. O perché il dolore della perdita delle persone amate, nel suo momento acuto, mi sembrava insopportabile.
Ma io forse, Eme, sono proprio la persona meno adatta a scrivere qui perché il mio malessere è stato principalmente figlio del fatto di aver perduto una persona a me cara che aveva una straordinaria voglia di vivere. E, due giorni dopo, un amico che aveva una straordinaria voglia di vivere. E non sto facendo un discorso retorico e vuoto tipo: c’è gente che ha una malattia vorrebbe vivere e voi parlate della morte…non lo farei mai, perché la persona che pensa al suicidio in quel momento ha una “malattia”, che gli produce un filtro per cui si sente condannato in qualche modo un malato terminale costretto ad abbandonare i giochi. e qualsiasi problema contingente abbia, che sia esso causa o conseguenza del suo stato di malessere, lo vede attraverso il filtro della sua stanchezza, della sua mancanza di energie, del suo pessimismo, dei suoi sensi di colpa o di mancanza…
però quello che voglio dire è, anche se vale per me e magari per gli altri è una boiata ed è chiaro che la cosa è ben più complessa di così: se è vero che parlare serve, anche se spesso è uno sfogo che si autoalimenta, e che chi sta male deve dirlo, è l’ancorarsi alla vita e non ai pensieri di morte che può far entrare un po’ della normalità che chi sta male ha perso e di cui non si sente più capace. Io ora non sto male, anche se ho ancora difese basse, ma mi è entrato per empatia tutto questo parlare di morte. Quindi quanto può entrare a chi ha le difese bassissime?
Birillo,
Non so se augurarti che il tuo dito guarisca in fretta o che ci metta mesi…forse preferisci la seconda…:-)
Comunque, il termine “mondo” è piuttosto vago. Che vuol dire “mondo”?
Se del mio pensiero, o per meglio dire, del tuo, al mondo non gli frega niente, allora mi spieghi perchè sei su questo forum a parlare con persone che ti rispondono e ti capiscono? Noi non facciamo parte della società?
Se non siamo società, cosa siamo? E se non lo siamo, perchè la società è solo quella egoista, cinica, ecc, perchè non possiamo essere una nuova società, diversa dall’altra?
Ogni cosa appare diversa a seconda di come e da dove la osservi, e soprattutto con quali concetti di base.
Tu, come molti, com’ero anch’io, non vuoi mettere in discussione nulla di ciò che credi. Il motivo per cui mi sono allontanato da questo forum, tempo fa, è che se io tendevo una mano a qualcuno per aiutarlo, quello prendeva un’ascia e me la mozzava. Ora, se anche facendo del bene si riceve del male, la voglia di fare del bene viene meno. Ma in realtà ci sono stati tanti tipi di persone che si sono alternati quì e le persone possono cambiare, e a volte lo fanno. Naturalmente, se ci aspettiamo che gli altri cambino, dobbiamo saperlo fare noi per primi. Il segreto è tutto quì, non è così difficile.
Per la società sei un numero, per me e per altri quì sei una persona. Come lo spieghi? per come la vedi tu c’è una contraddizzione in questo, visto che siamo anche noi parte della società. Mi sto sbagliando? se si, vorrei capire in cosa.
Potrai dirmi che la maggior parte è egoista, e io ti rispondo che è vero, molti lo sono, ma altri no, anche se pochi. Gli egoisti sono già lontani, per cui guardando quelli sei già solo e loro lo sono più di te. Ma se allontani quelli che non sono egoisti, allora resti solo davvero. Prova a non cercare niente, lascia che le cose succedano, senza ostacolarle.
Marina,
Ciao! per me siamo cambiati entrambi, io mi spiego più semplicemente e tu cerchi di capire di più. Ti sento anche diversa dai primi tempi, quando mi detestavi 🙂
Spiegare alcune cose è difficile, soprattutto quando devi farti capire da diverse persone, ma spero di aver preso il tiro giusto.
Anche tu trasmetti serenità 🙂
@ Eme
il dito spero che passi
non capisco perche il mattino non fa male e dal tardo pomeriggio si ..
bha
stasera inizio a prendere antibiotici
dai un saluto buona serata
smack alle fanciulle ^__^
Luna, mi piace tanto quello che dici, davvero.
@ Andrea
zau bello non dico che x me voi siete dei numeri anzi, ma forse chi sta sopra di noi inteso come lavoro
stato lo siamo daldronde ne io ne tu ne tutti insieme possiamo cambiare la societa di m…a che ci circonda
spero di sbagliarmi magari un domani la gente si rendera conto di tutto il marcio che ci circondaa e faccia qualcosa x cambiare ma la vedo dura anzi di piu
riguardo all aiuto ce ne vorrebbero di piu persone come te anche io ne mio pikkolo cerco di aiutare le persone che scrivono qua a trovare altre soluzioni meno drastike del suicidio ma come dice luna e una questione soggettiva non abbiamo tutti gli stessi problemi c e ki li ha piu gravi e chi meno ma in tutti i casi io cerco di aiutare il prossimo questo non vuol dire che reputo la vita bella
ma e giusto darsi una seconda possibilita
x il dito dipende da una parte sono felice almeno sto a casa un po dall altra vorrei guarisse infretta almeno posso fare molte cose che adesso non posso fare es pijare la moto 😀 comunque passera poi da come dicono le previsioni tornera di nuovo il freddo quindi x adesso mi godo la mutua l unika pekka e il dolore ma esistono gli anti infiammatori x quello 🙂
@ Luna
io non mi reputo depresso anzi secondo me la depressione non e una malattia come tutti sostengono ma una questione psicologica , mi reputo realista e pessimista nello stesso tempo comunque ti do ragione se sei uscita da una situazione difficile sentire parlare di morte e di suicidio non e il posto piu adatto dove stare
vi dico una cosa vedevo la puntata dei simpson lo so e un cartone ma c era la fija di homer che soffriva di depressione penso x l ambiente non ricordo bene e il medico le ha dato degli psicofarmaci che la sballavano e le facevano vedere tutto bello
secondo voi e giusto be che era un cartone ma piu o meno e quello che succede quando sei depresso e un analista e/o psikiatra ti da gli psicofarmaci x stare piu tranquilli e/o mejo alla fine vivi rinkojionito x cosa …
bu dai un saluto a tutti
smack alle fanciulle
ps: oltre ai cartoni vedo anche i telegiornali e mi rendo conto che stiamo andando sempre peggio
meno male che ascolto molta musica almeno quella mi rilassa
zauu ^^
Oggi Vincenzo avrebbe compiuto 32 anni.
Il mio amato fratello, compagno, confidente, amico, non c’è piu’.
Io mi sento mancare il respiro; sono qui che accarezzo il nostro cane, è il tesoro che mi legava a lui.
Ragazzi scrivetemi, vi prego, voglio caricarmi addosso il vostro dolore perchè non voglio che nessuno piu’ soffra come me e soprattutto come mia madre.
VI VOGLIO BENE
Fratello mio Ti amo,buon compleanno
@ Dago, che ti succede vecchio mio come mai ti leggo così poco? A proposito che fine ha fatto Tancamala? Se sai qualcosa ti prego di dirmelo.
@Molly66, non pensare di essere la sola ad aver superato i 40 e voglio solo dirti, per ora, che ti capisco, resta con noi anche tu e fatti leggere.
Un saluto a tutti
Carissima Pollon,
non puoi e non devi caricarti di altro dolore; il tuo dolore e quello dei tuoi genitori è un dolore grandissimo , immenso , incommensurabile e non ci sono parole per descrivere quel senso di “soffocamento” che vi toglie il respiro. Il tuo pensiero è nobilissimo nei confronti di coloro che come il tuo amato Vincenzo e Valeria e molti altri ancora purtroppo ogni giorno sono alle prese con questo male di vivere. Oggi Vincenzo avrebbe compiuto i suoi 32 anni e tu cara Pollon sei qui a testimoniare il tuo immenso Amore nei suoi confronti. Questo tuo esserci e le tue parole rappresentano il dono più bello che legherà sempre te a lui: l’ Amore fraterno, un Amore che forse molte volte nella quotidianità diamo per scontato, sottovalutiamo ma che in realtà è un legame unico e profondo.
Il tuo dolore e quello di tua madre non resteranno vani poichè sono sicura che apriranno una breccia, uno spiraglio di luce in chi passando in questo forum leggerà di te e “respirerà” questo immenso amore che hai nutrito , nutri e nutrirai per il tuo amato fratello.
Come pochi giorni fa molti di noi sicuramente si sono associati a quelle note di violino e a quella poesia che hai dedicato a lui,molti in tutti questi giorni e oggi e domani e domani ancora non potranno fare a meno di volare con la mente a Vincenzo e Valeria e fermarsi a riflettere…
Un abbraccio forte a te cara Pollon, alla tua amata mamma e a Mamma che lotta.
Ciao Luna, al pensiero, al tentativo, alla realizzazione del suicidio si arriva per centomila strade diverse. Un dramma, un tracollo finanziario, una sensibilità estrema, male di vivere generalizzato, un disastro in campo affettivo, un insieme di tutto questo, etc etc etc. Centomila altri etc.
Proprio come dici tu: ognuno sa per sé.
Ciò che per me è una stupidaggine per un altro può essere il mostro da cui scappare rifugiandosi nella morte o nel pensiero di morte e viceversa.
Pensare che basta un attimo per porre fine al dramma che si sta vivendo, che basta un colpo di pistola, una dose massiccia di farmaci, una corda, un salto per raggiungere la serenità può dare quella sensazione di beffarda beatitudine che fa scivolare nel giorno dopo, in quello dopo ancora fino alla morte, quella naturale, quella che, prima o poi, ci becca tutti.
Ma si può dire di aver vissuto?
E’ veramente vita scivolare da un giorno all’altro con un guizzo di vitalità al pensiero che in qualsiasi momento, ZAC…..la tragedia può finire, il sipario, finalmente, può calare su una commedia grottesca che non ha fatto ridere nessuno?
Il pensiero di morte rallegra anziché spaventare.
E’ il mondo alla rovescia.
Proprio come dici tu (mi pare) scatta un’empatia formidabile tra chi parla di morte con la stessa serenità con cui gli altri parlano delle prossime vacanze al mare.
E contemporaneamente si prova fastidio, quasi odio, verso chi parla della vita, delle cose belle che possono accadere e di quelle che sono accadute ma che sono coperte dal telo nero della depressione o della paura o della totale mancanza di motivazioni.
Chi pensa al suicidio, spesso, vede il positivo, sa che c’è, è profondamente convinto che non è per lui, che non merita, che sarà eternamente, condannato a percepire il positivo altrui e a subire negatività.
Chi pensa al suicidio, spesso, lo difende con un’energia che neppure sa di avere. Lo vede come un gesto amico, fraterno. La morte si personifica, le si da un corpo, un volto. Diventa un fratello, una sorella, un qualcuno da difendere a spada tratta.
Guai a parlarne male! Guai a mettere in discussione la sua potenza, il suo valore.
Ci si appella agli altri? Si chiede aiuto? Mah…..non lo so…..a volte il meccanismo è più sottile, più cervellotico.
A volte si cercano adepti, confratelli con cui adorare in santa pace l’idolo Morte.
E così i vivi ed i redivivi diventano bersagli da abbattere, sorte di dissacranti senza Dio che infastidiscono, disturbano.
Parlandoti Luna, in realtà, ti sto parlando della me stessa fino ad un pò di tempo fa. E ti sto parlando di chi , a grandi linee, “funziona” come me.
Bene o male mi sono riagganciata alla vita e staccata dal pensiero di morte.
Ma sai di cosa ho veramente paura? Ho una sorta di paura retroattiva. Perchè non mi sono resa conto di aver ribaltato, ad un certo punto, i miei pensieri, di aver aver traslocato in un mondo alla rovescia, di aver difeso a spada tratta l’idolo morte.
Ero innamorata della vita e, piano piano, sono scivolata in un pantano di premorte. Ho visto la morte nella vita e la vita nella morte. E non me sono accorta. Eppure non sono stupida…
Ridevo, scherzavo, piangevo, mi lamentavo, mangiavo, bevevo, lavoravo, uscivo, rientravo insomma…..facevo tutto ciò che fanno le persone in questo mondo e, nonostante tutto mi stavo lentamente accoppando non facendo tutto ciò che si dovrebbe fare per poter salvaguardare la propria esistenza. Gesti normali….come andare dal medico se si sta male. Per esempio.
Andavo dallo psicoterapeuta e gli raccontavo un sacco di palle nel tentativo di azzeccare la frase giusta. Quella frase per cui ti senti dire “Braaaavaaaa, fai progressi…” e ti consente di mettere le mani su quei medicinali che annebbiano le sensazioni e ti trasformano in una sorta di corpo con poca mente indifferente a tutto con un’unica sacca di energia destinata unicamente al lamento continui verso un destino implacabile, immutabile, predisegnato ed inelluttabile.
Ero convinta che il guardare una finestra e vedere una finestra anzichè il varco che conduce verso la felicità fosse sufficiente.
C’è un passaggio spesso sottovalutato tra la voglia di morte e la voglia di vita. E’ il momento di non vita. Un corridoio nero in cui si rischia di rimanere ingabbiati.
Io ho avuto il colpo di fortuna di incontrare chi mi ha veramente aperto gli occhi sul delitto che stavo commettendo verso me stessa.
Mi sono riancorata alla vita e sto facendo di tutto per imparare a viverla, questa volta, per davvero.
E credo sia importante parlare, come sai fare tu, a chi crede di non saper più ascoltare che parole di morte.
EX ANDREA ciao purtroppo non so piu’ nulla di TANCAMALA,alias SILVIO B.
Non so piu’ nulla da tempo,l ho cercato anche su FB ma nulla,e questo e’
motivo di mia forte preoccupazione.Per il resto leggo sempre e scrivo
poco,ho ben poco da dire. Un abbraccio a tutti DAGO44
BIRILLO: ciao 🙂
non ho mai preso psicofarmaci e quindi non so come facciano vedere il mondo. Peraltro il mondo è pieno di persone che rifiutano gli psicofarmaci ma si tengono in equilibrio attraverso altre dipendenze, palliative, e spesso non meno deleterie o fuorvianti. Non è un giudizio, è così in molti casi. Ci sono persone che piuttosto di andare da uno psicologo (che non dà medicinali) preferiscono tenersi altre dipendenze o altre strade di compensazione consapevoli o inconsapevoli. Ci sono persone che hanno avuto esperienze negative con gli psicologi altri che ringraziano il giorno che, superati dei loro pregiudizi, o fatto un loro scatto interiore, hanno avuto anche la fortuna, non dico di no, di trovare quello giusto, con cui intraprendere un determinato percorso. Di base, come ti dicevo, penso che ognuno sa per sè. Io ho usato il termine malattia in un determinato contesto di concetti. Se vuoi chiamiamolo disagio. Comunque sia l’essere umano prova disagio quando non si sente in equilibrio. L’equilibrio è un concetto personale. Per quanto mi riguarda significa una serie di cose, tra cui riuscire a vedere sia il bene che il male, cioè non vedere il mondo solo rosa, anche dove non lo è, ma neanche solo nero, dove non lo è, fare delle scelte dettate dall’ascoltarmi e dalla volontà e costruttive, e non dall’ansia, saper accettare ciò che è buono per me e rifiutare ciò che è nocivo per me, e sentirmi in armonia con me stessa e il circostante. Riuscire a sentire, quando così non è, dove sta il punto. Comunque immagino che quando l’essere umano non riesce a sentirsi in equilibrio con se stesso e con il circostante vada in sofferenza, in vari modi. A volte il dolore interiore di questo non riuscire a stare nella propria pelle si traduce in pensiero, a volte il pensiero copre il reale riuscire ad ascoltarsi e capire dove sta il punto.
Io se non riesco a dormire mi devo tenere l’insonnia e devo chiedermi cos’è che realmente realmente non mi fa dormire perché sono intollerante ai sonniferi e mi devo ascoltare l’ansia o farmela passare in altro modo perché sono intollerante agli ansiolitici. Può darsi che sia un rifiuto psicologico, o che sono fatta strana, ma tant’è…
Di brutto c’è che quando ho avuto, anni fa, gli attacchi di panico me li sono dovuti cuccare tutti, l’ansia generalizzata, i pensieri negativi ecc ecc. Di buono c’è che evidentemente tutto ciò mi è stato sopportabile anche se mi era insopportabile, visto che sono ancora qui.
Credimi non è retorica: stare male è una merda pazzesca, ma stare male a 20 anni mi ha insegnato delle cose e stare male a attorno ai 30 mi ha insegnato delle cose. Stare male a 20 mi ha insegnato delle cose che mi sono state utili a sperare nel dopo quando sono stata male a 30. Anche se nei momenti bui dimenticavo assolutamente che c’erano stati 10 anni in mezzo in cui avevo vissuto in equilibrio e non solo ma che in seguito alla mia “crisi” io, poi, avevo vissuto molto meglio, con maggiore consapevolezza tra i miei desideri e le mie risorse per realizzarle. che riscoprire il mondo era stata una festa da rediviva meravigliosa! mi dicevo cose tipo: si sta male sempre. Ma era una balla, prodotta dal mio stress e dal mio malessere. Oppure guardavo con nostalgia quando ero stata bene e piangevo sulla me che mi piaceva e stava bene e dicevo: ormai sarò così fino al 2089, forever. E io non sopporto neanche l’idea. Ma non la sopportavo perché amavo me, e amavo la vita. Altrimenti perché mi sarebbe stato così difficile non-essere?
Una delle cose che ho imparato sulla mia pelle è il dover confrontarmi con la mia sensibilità ma anche con la mia responsabilità di strategie sbagliate nel cercare di stare in equilibrio rispetto alla mia sensibilità e negli scossoni della vita, che possono riguardare vari ambiti. A dover dividere le responsabilità. Cioè a vedere dove stavano quelle degli altri nell’effettivo avermi fatto male, mancanze, aggressioni, semplicemente fare la loro strada, dove stavano le mie (le chiamo volutamente responsabilità e non colpe, per me il senso di responsabilità è costruttivo, e il senso di colpa è implosivo) e intendo dire nei MIEI confronti in primo luogo. Tuttavia posso certamente anche affermare che pure MazingaZ sarebbe andato in stress per il popo’ di situazioni contingenti ad incastro che mi hanno portato a piegarmi in due dallo stress, dalla tristezza, dalla paura, dall’implosione, lo scazzo totale, l’enegia fisica al minimo in tempi recenti. Ma proprio perché ho osservato il mio “crollo”, i miei passaggi, dovuti anche alla sensazione di impotenza, reale, ribadisco che per me è stato essenziale tenermi ancorata fosse pure con un filo sottile alla vita anche quando, francamente, la possibilità di poter vivere pienamente era come “posticipata”. Ma il contropensiero che fosse la mia mente, per via del malessere, a farmi vedere tutto più nero, è stato essenziale nel darmi una chance. Io spero di riuscire a darmela sempre.
“Parli della Morte?” “Camperai a lungo” Non vi spaventate: ho riportato il dialogo
tra due adolescenti di tanti anni fa. Il secondo era napoletano e riportava
presumibilmente un convincimento popolare della sua terra. Il ragazzetto che
parlava della morte é realmente campato più di cent’anni, dando dunque, tra
l’altro, conferma a quella sentenza.
Credo che chi aspira al suicidio vorrebbe, in realtà, vivere una vita diversa: meno
tribolata o attorniato da persone più comprensive/affettuose.
Oppure ci sentiamo nullità, attorniati come siamo da tante sirene seduttive: il più
bello, la più bella, il più ricco, la più ricca, il più veloce, la più elegante, la più
intelligente, la primadonna, el macho màs macho, e via elencando…
Vorrei poter dedicare più tempo a ragionarci su, ma oggi non posso farlo.
Molto alla buona voglio ricordare intanto la favoletta di quel Tizio (chi era non lo
ricordo più, ma vale l’esempio) che fece tanta strada per cercare il luogo ideale
dove vivere; e poi, dopo un lunghissimo percorso, arrivò nel luogo da dove era
partito e vide che proprio quello faceva per lui.
Non c’é cosa che noi si possa capire di più che la nostra stessa storia: e per
nostra intendo anche la storia dei nostri genitori e dei nostri nonni e persino dei
nostri parenti.. Conoscere un po’ a fondo quella storia, nei dettagli, e facendocela
raccontare e ascoltandola con spirito di ricerca (quella ricerca che dovrebbe
coinvolgere tutta la vita ed ogni vita, non solo le aziende e le università),
potrebbe essere un buon inizio. Vorrebbe dire scoprire che quella nostra vita che
ci appariva misera ha delle radici profonde e ramificate che non sapevamo di
avere. Più importante, potremmo scoprire che siamo il risultato dell’eroismo e
della buona razza di persone che prima di noi hanno affrontato difficoltà ben
maggiori delle nostre.
Quella affettività inaridita che prima avevamo popolata solo di prìncipi e
principesse, può rigenerarsi genuina e diventare manifesta proprio grazie a chi é
venuto prima di noi: a persone che hanno virtù diverse da quelle dei vistosi
parassiti dai quali, prima, per ammirarli troppo, ci facevamo sedurre (deviare) e
annullare..Mi fermo, non verrei alludere troppo e chiarire poco. Comunque da
pensiero nasce pensiero, se lo vogliamo.
E scriverli, i nostri pensieri e ricordi, qualcuno lo ha già ben consigliato, ci fa
sicuramente bene: aumenta l’atteggiamento conoscitivo a svantaggio di quello
emotivo che, se ci domina, ci danneggia.
oggi sono veramente ridotta male……..capisco,ho solo 10 anni ma voglio veramente uccidermi.combino solo guiai e mi sgridano..vado male in tutto,a scuola sono derisa da tutti..insomma la vita mi fà schifo..cosa posso fare? se non mi date consigli alla fine mi ucciderò.
Morteono (scusami é….ma che brutto nick ti sei scelta) non so trattare con i bambini quindi ti parlero’ come si parla ad una persona adulta. Consigli?Si puo’ consigliare come togliere una macchia dai pantaloni, come copiare senza essere beccati. Non si possono dare consigli sul come vivere o sul perché vivere. Ho sempre pensato che piu’ si é intelligenti piu’ si é capaci di combinare guai. È la fantasia che si scatena. Alzi la mano chi, tra noi, non ha fatto imbestialire i genitori per una cavolata o un brutto voto. La scuola…..al cinema proiettano un film in cui un gruppo di quasi quarantenni costretti a ripetere l’esame di maturità vive in preda al panico…..È l’incubo ricorrente del 99,9% degli ex studenti di qualsiasi età. Questo per dirti quanto la scuola entri pesantemente tra i nostri ricordi per restarci per sempre. Le persone che ti deridono sono i classici imbecilli la cui totale assenza di intelligenza impedisce di fare gesti diversi dal puntare il dito e ridere come i cretini che, d’altronde sono. Disprezzo e orgoglio verso te stessa per non essere come loro. Quasi trent’anni fa ho litigato con un’intera classe che mi ha fatto trovare il banco fuori dall’aula con la scritta VATTENE! Bé…..sono stata malissimo. Ma, dopo, ho imparato a farmi rispettare. Pero’, prima, impara a rispettare te stessa. E la tua vita. Ciao.
@ eme
condivido il tuo messaggio precedente il 8513/4 anche io la penso come te
@ luna
sono felice che tu sei riuscita sempre a appigliarti alla vita anche se hai sofferto e forse lo stai facendo anche ora riguardo al vedere rosa secondo me bisogna avere gli okki foderati x illudersi di vedere il bello che ce al max vedi nero ma fingi che sia rosa quello ti posso dare ragione
ma il rosa lo devi vedere con il cannokiale anzi il microscopio tra una marea di nero .. non so se mi so spiegato …
comunque ti apprezzo perche sei riuscita a superare tutto senza bisogno di sostanze che ti annebbiassero il cervello es psicofarmaci e altro cosa che forse io non riesco a fare non prendo psicofarmaci non li ho mai presi ma quando capita mi fumavo uno spinello che reputo faccia meno male ma come avevo gia detto viviamo nel proibizionismo quindi non si puo nemmeno fare quello …
@ lucia
sinceramente non mi interessa sapere la storia dei miei parenti quella dei miei genitori e stata difficile come la mia anzi penso che mia mamma abbia affrontato a vita con le @@ per tirare su 2 figli senza un compagno mio padre era alcolizzato e da l eta di 12 anni che si sono divisi ..
per i miei parenti non so nulla la mia non e una famiglia molto unita nel senso che non ci facciamo nemmeno gli auguri x le feste …
riguardo alla ragazzina di 10 anni anche io alla tua eta avevo pensieri brutti mia mamma voleva mandarmi in collegio forse x che non riusciva a mantenermi o perche la facevo tribulare ma adesso ho 37 anni e qualche momento bello c e stato quindi ti dico sopporta purtopo l infanzia non e felice per tutti ma un domani potresti avere una vita mijore 🙂
x tutti vedendo il telegiornale penso che la gente sia sempre piu strana e piu andremo avanti e piu sara peggio ….
dai un saluto buona serata a tutti/e
nb: a me fa piacere che cercate di confortarmi e cambiare idea ma oramai la mia scelta lo fatta e difficile se non impossibile che cambi idea comunque vi ringrazio per l interessamento che avete nei miei confronti 🙂
zau
smack alle fanciulle ^__^
Per Molly
Ti capisco perfettamente sono nella tua stessa situazione. Ho interrotto da pochi giorni una relazione devastante in cui la mia autostima non so proprio più dove si trovi.Mentre lei ha “svoltato” e indifferente alle mie lacrime mi ha detto che non sono nei suoi progetti e che la colpa è solo mia anzi per inciso “il problema è solo tuo.”. Voleva cmq continuare la frequentazione dicendomi che ci teneva a me(e mi sono illuso di riavvicinarmi). Quando con poco tatto ha iniziato a fare apprezzamenti e allusioni verso altre persone per amor proprio e per non procrestinare la mia agonia ho detto basta. Non sono più giovanissimo e capisco anzi lo sto vivendo il tuo stesso stato di prostrazione, sconforto,generalizzato.Mi sento morto dentro.
Sperare di essere amato mi risulta difficilissmo ora ma quando penso ad una mia amica carissima che è volata in cielo per amore penso che sia stato un vero peccato.
Il fatto che non sei riuscito a suicidarti è la prova che non lo vuoi fino in fondo perchè stai aspettando un’alternativa. Ricordati che finchè hai la vita, hai la libertà di fare quello che vuoi. Il suicidio non è un rifugio, ma l’estrema sconfitta da cui non puoi risollevarti. Il rifugio che cerchi puoi trovarlo in una passione. Ogni uomo ha una passione: i più fortunati la conoscono, altri la devono cercare nel corso della loro vita. Se anche tutto va storto e non si spera più in niente, bisogna fare una sola cosa: ricominciare una nuova vita in un altro posto. Chiudere con tutti. Ricominciare vuol dire rinascere. Rinascere vuol dire intraprendere una nuovo percorso alla ricerca della propria passione. Trovare e dedicarsi alla propria passione significa raggiungere quella pace e serenità che ci credeva di trovare solo nella morte. la morte come soluzione è solo una illusione: tra l’altro la morte arriverà comunque, un’altra possibilità di vita , invece, no.
@ andrea 67
credo proprio che siamo dei “diversi”,
credo anche che la gente si allontani da chi è come noi perche’ ci trova pesanti, musoni e tristi. x dirla tutta secondo me noi alle persone gli facciamo venire le p…e a terra.
x evitare questo, io prevengo, allontano io prima che lo facciano loro. sono sola, mi sono abituata alla solitudine e forse comincio ad amarla….amo il niente, amo il silenzio. odio i rumori, odio chi si diverte, odio chi ha la forza di andare in palestra, di uscire, di parlare di sorridere. odio me stessa perchè non riesco a fare tutto questo.
che rabbia, sono un relitto…….
andrea……..anche il mio compagno mi ha mollata, sono un peso x lui che non mi capisce e che pensa sempre agli amici e ad uscire. ma si, che uscissero, si divertissero….
l’unica cosa che rimpiango è di non aver avuto un bambino, credo che un evento simile avrebbe potuto salvare la mia anima. tutto l’amore che cerco lo avrei avuto e ricambiato…
va be’, ciao a tutti
putroppo la gente insensibile alle tristezze altrui che pensa solo a se e al suo divertimento c è e anche tanta pure io ho due amici cosi ma uno è peggio dell’altro. anche io ho pianto con lui ma non è servito a niente-.pure lui dice che il problema è mio l’importante è che lui ha i suoi interêssi io faccio solo da contorno nella sua vita…non sono il punto centrale tutto qui. l’altro mi ha detto che devo riuscire a contare solo su me stessa…sii andiamo bene.