Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Capita spesso di pensare al suicidio,in quanto è la via più semplice…Ma nella vita bisogna avere gli attributi e avere la forza per poter andare avanti,cercando di superare tutti i problemi che ci affliggono e che ci inducono a voler compiere questo gesto estremo.Mi sono trovata spesso in questa situazione,ci ho pensato moltissime volte ed è anche “normale” in un certo senso quando si è demoralizzati e stanchi di soffrire.Ma mi dico spesso che devo vivere…Non posso sprecare la mia vita in questo modo.Devo vivere per chi non può farlo e vorrebbe farlo…Devo.Così come dovete anche voi…Per non parlare del dolore che arrecheremmo a chi ci è intorno,a chi ci vuole bene…Dobbiamo essere meno egoisti e pensare anche agli altri,alle responsabilità delle quali ci priviamo.Perciò non sprecate questo dono.Vivete anche quando non riuscite a vedere una via di fuga,fatelo.Confidate nel futuro.
Ciao birillo,
Secondo me la guerra non è mai finita. Va avanti ogni giorno e le vittime sono tutte quelle che hai elencato, le persone che soffrono che scrivono su questo sito e sugli altri di questo genere, o che non scrivono, perchè non ne hanno la forza. Siamo abituati a pensare alla guerra fatta con le armi, ma quella che stiamo vivendo è una guerra più subdola, una guerra psicologica. In effetti, qual’è un’arma più efficace e non appariscente che togliere a tutti i mezzi per vivere?
Non serve neanche un missile. Neanche un euro, nè un dollaro. Io temo che si arriverà anche all’altra guerra, ma in verità stiamo già combattendo. E’ anche per questo che se cediamo saremo a tutti gli effetti i caduti di questa guerra.
Il proibizionismo non serve a niente neanche per me. Infatti più ora vieti una cosa e più l’adolescente, o l’adulto che non è mai cresciuto, la faranno. Altro è cercare di far capire al momento giusto i danni che essa può fare. Il problema, secondo me, è che non si è mai data la giusta importanza all’educazione psicologica, ai danni fatti dalla violenza psicologica. Gli “adulti” sono quasi sempre troppo cristallizzati nel loro modo di pensare, e per loro cambiare idea su qualcosa è un’eventualità che non riescono neppure a concepire. Uno psicologo in quel caso non può fare niente, perchè chi si fa del male non si rende conto di farselo e chi lo fa, o è convinto di fare bene, o addirittura prova piacere a fare del male. Ma se si ricominciasse daccapo, dai bambini, da quelli che domani saranno adulti (sempre che la guerra non li ammazzi prima) e si iniziasse a far capire loro che non sono solo le cose materializzare ad uccidere, ma quelle pensate, l’importanza delle idee sbagliate e non i loro prodotti, forse la via sarebbe meno in salita. Cosa uccide per primo? un fucile? o l’idea di costruire un fucile per uccidere qualcuno? certo, il fucile lo fa in pratica, ma se non ci fosse stata prima l’idea di costruirlo a tale scopo non ci sarebbe stato neanche il fucile a farlo. E tantomeno gli uomini. Capisci che intendo?
I danni di oggi sono il risultato delle azioni sbagliate di ieri, per cui, i danni di domani saranno il risultato delle azioni sbagliate di oggi.
Mamma che lotta, mi piace il tuo nouvo nik, molto bello! non aggiungo altro, perchè i ragazzi sono già stati splendidi e ora non mi viene niente di più…
Pollon, per la mia esperienza quando ti fai quella domanda sei sulla via buona, ma le risposte devi trovarle tu. Abbraccio
andrea condiivido con tutto quello che hai detto forse l unica cosa che obbietto e la colpa dei genitori purtoppo in questa societa di m…a entrambi i genitori sono obblgati a lavorare la vita e diventata carissima
e quindi hanno sempre meno tempo da dedicare ai propi figli
x il resto hai pienamente ragione ^_^
dai un saluto a tutti 😀
sceno col bau sn appena tornato da lavoro …
smack alle fanciulle
Un pensiero speciale va a Vincenzo…perchè in questo momento, come ha
detto Pollon, staranno celebrando la sua messa…Un grande abbraccio
Pollon e un un bacio enorme a Vincenzo, ovunque lui sia…
Un abbraccio forte anche alla ”Mamma che lotta”,sono felicissima che
avete finalmente cambiato il Vostro Nick…e a Valeria che sta accanto a
Vincenzo ma soprattutto accanto a Voi..
Un Saluto generale a tutti tutti..
Jemy
“Andrea” mi hai lasciata senza parole…Che pensieri profondi…Fanno davvero riflettere e capire che ciò che hai detto è vero…Se solo la pensassero tutti come te e cercassero di cambiare in meglio per avere un mondo migliore,non staremmo qui a parlarne…
non passavo da gennaio di qui….quando vidi il messaggio di delusa che annunciava la sua decisione. sapevo che lo avrebbe fatto, l’ho cercata il 15 gennaio ma nessuna risposta…oggi ho appreso….un brivido mi ha attraversato la schiena. non lo so perkè, ma mi sentivo molto vicino a lei. valeria mi hai fatto piangere, sto piangendo. si puo’ provare dolore per qualcuno che non si conosce?
x la mamma mi dispiace troppo……ma chissa’ se puo’ capire. io posso capire valeria perkè soffro dello stesso male.
anche io credo che abbandonero’ presto questo sistema, non credo piu’ a nulla……e soprattutto la stanchezza che mi porto dietro è troppo pesante. mi trascino come una serpe al buio, non vedo luce, non vedo niente…
Stanchissima
Se ti va dammi la tua email..
——
Io nonostante la vita che faccio non riesco a dare colpe a nessuno e nemmeno a me stesso. Ogni mio pensiero entra in conflitto con ogni mio pensiero.. voglio smetterla di pensare, di speculare e di additare e parlare. Ora sono in un centro commerciale e vedo gente che mi passa accanto, hanno uno sguardo buono e hanno buste della spesa nella mano e vanno tutti da qualche parte. ma cosa hanno in piu’ di me? dove vanno? perche’io sono seduto qui? fermo e senza prospettive? perche’ non riesco a trovare un lavoro? perche’non voglio trovare un lavoro? perche’ non riesco a prendere il ritmo? perche’ non riesco a divertirmi come gli altri?…. nonostante tutto non credo alla guerra psicologica. Credo a chi combatte legando un fiocco rosa alle canne dei fucili, credo a chi ridicolizza tutte quelle cose che un senso vorrebbero averlo ma un senso non lo hanno mai avuto e mai lo avranno, credo a tutte quelle persone che non si prendono sul serio mai e che non prendono sul serio mai i loro pensieri, le loro tristezze, le loro certezze e le loro gioie, nel bene e nel male, credo in tutti coloro che mettono in discussione se stessi e gli altri, le cose e gli universi infiniti (ma anche il ripostiglio della casa al mare) , la loro esperienza minuto per minuto ‘attimo per attimo’ tutta la loro esistenza .
Voglio sputare in faccia a tutte le persone sicure, a chi ha certezze, a chi e’ convinto di saperne una piu’ del diavolo e a chi non ha alcun dubbio, a chi e’ convinto di essere un dottore, un avvocato, un magistrato, un fannullone, un rapinatore, una persona triste, una persona divertente, una donna in carriera, un amante, un segaiolo, una persona solare, una persona estroversa, una persona introversa, un disoccupato, una persona fi.., brutta, grassa, magra, complicata, semplice……BASTA voglio risucchiare nei miei occhi scuri e insicuri tutto cio’ che straborda dalle sazie esistenze altrui e dalla mia , voglio risucchiare me stesso e vomitarmi e vomitare dai mie/vostri sorrisinsicuri tutti i latrati della gente e i miei.
Voglio sorrisi insicuri, voglio sorrisi insicuri!!! camminate dondolanti e scoordinate, sguardi esposti a tutto il male e a tutto il bene, voglio persone che non si nascondono e che prendono mazzate tutto il giorno! persone capaci di trasformarsi in un capolavoro di normalità abandonandosi all’idea d’essere tutto e niente. voglio voi! uniamoci..andrea condivido tutto..
Con le cose di poco valore che mi son detto scrivendo qui e che ho detto non voglio in alcun modo avere la presunzione di capire o compatire i dolori nessuno, non sono buono ma ho assoluto rispetto per ogni singola persona che con motivo o senza motivo soffre la propria vita. Spero di non avere mancato di rispetto a nessuno incidandomi e incitandovi ad una marcia collettiva contro i brutti musi, contro i sicuri
Mamma, credo che il tuo ultimo commento sia un faro nella notte per me e per tutte le persone che vogliono leggere le tue parole.
Andrea, condivido tutto cio che hai scritto, ma dobbiamo unirci, e dicendo questo mi rifaccio al mio commento precedente!!! Detto questo,
stanchissima
tu non DEVI !! non voglio menarla con frasi di altri, ma mi hai fatto venire in mente….”Se una mattina ti alzi e non vedi il sole… o sei morto o il sole sei tu” e mai come ora mi sento di scrivertelo perche’ per me tu sei una luce immensa. ti vorrei iincontrare davvero e vorrei essere abbracciato DA TE.. sono stufo di tutto il resto, non lasciatemi solo
x milleanime: senzafantasia977@gmail.com
@ stanchissima
zau bella non dico che tu non debba fare quello che hai intenzione di fare … come ho gia scritto anche io un domani passero a mijor vita adesso mi ferma solo il mio bau che purtoppo e molto legata a me e penso che si lascerebbe morire senza di me quindi come te vivo le giornate come vengono anche se al contrario di te mi reputo piu forte cioe x quello che mi resta cerco di farla passare al mejo la vita fregandomene di tutto e di tutti / leggi e stato compresi ^__^
ma come avevo gia detto mi so rotto di lottare
ma dimmi di te avevo letto che dovevi andare va di casa hai fatto o stai ancora la ?
x il resto penso che dovresti cercare di comunicare con qualcuno non dico x sentire come e bella la vita / non e vero la vita e una m…a ma piu che altro x scambiare qualche opinione anche le pikkole cose che so che hai fatto nell arco della giornata chiudersi in se serve a poko / nulla
dai vado a portare sotto il bau e poi cerco di mettermi a ninna che domani alle 4.10 suona sveglia … 🙁
zau a tutti/e smack ale fanciulle a stankissima 2 ^^
Grazie cassandra8 e milleanime, e birillo.
Birillo, è vero quello che dici dei genitori, infatti quella è un’altra delle strategie subdole. Togliere sempre più tempo ai genitori e ai figli, in modo che i figli crescano soli. I genitori fanno orari assurdi e ormai, anche alle elementari i bambini sono a scuola tutto il giorno! Però ci sono altre persone con loro e, anche se non sono i genitori, sono esseri umani che hanno scelto di fare un lavoro umanitario. L’iniziativa psicologica dovrebbe partire da lì e in molti casi avviene. La mia ragazza fa la maestra e dai suoi racconti capisco tante cose. Poi c’è sempre chi lo fa solo per la “carriera”… Il problema è che comunque ci sono troppe ore di distacco dai genitori e i bambini ne risentono comunque.
Riguardo al lottare, è ovvio che ti sei rotto, non fai altro da non so quanto tempo… E’ il problema dell’anarchia; lottare, sempre e comunque, senza sosta.
Perchè?? boh??
milleanime, forse il punto è proprio che non credi nella guerra psicologica, ma molti tra quelli che hai descritto ci credono, oppure la vivono senza rendersene conto. Così fanno parte della commedia, sono anche loro attori, anzi, protagonisti, perchè essere protagonisti fa molto figo.
I media si impegnano molto a diffondere questo messaggio.
Tu invece ne resti fuori e ti senti diverso, forse sbagliato, ma lo sbagliato sei tu o loro?
Bellissima la frase del Sole, mi piace, e mi piace il fatto che tu parli di unione. Io dico sempre che la forza di chi distrugge, paradossalmente, nasce proprio dall’efficienza e dall’unione. Chi distrugge è efficentissimo, non perde un minuto per farlo, si unisce ad altri che distruggono (almeno fino a quando non si distruggono a vicenda) mentre chi costruisce spesso si perde, anche per rimediare ai danni di chi ha distrutto. E se ce ne fregassimo di quello che è stato distrutto? Se ricostruissimo tutto su basi diverse? In modo impossibile da distruggere? non ci dormo la notte per trovare la soluzione… eppure c’è. Io penso possa essere nell’isolare le persone distruttive ed unirsi tra costruttivi, collaborando e rifiutandosi di obbedire alle prime. Certo, non è come dirlo, ma è meglio che stare fermi a lamentarsi. Io cerco, nel mio piccolo, di farlo ogni giorno e di spiegarlo a più persone possibile. Eppure molti non lo capiscono e non so il perchè.
birillo,
Ancora una cosa.
E’ strano dirlo, ma le uniche certezze insindacabili che abbiamo tutti si dice siano due. La prima è la nascita e la seconda è proprio la morte. In realtà sono tre, perchè c’è anche il pensiero. Tutti pensiamo. Ma nel luogo comune il pensiero non è molto considerato e a volte neppure la nascita (chissà perchè poi…). Eppure tutti siamo nati, tutti pensiamo e tutti moriremo. Tutti siamo nati e nessuno ci toglierà la morte (fisica) e questo non cambia per nessuno, neanche volendolo, sia che uno creda nella vita oltre la morte e nella reincarnazione, come me, sia che uno creda di essere una semplice macchina biologica che si spegnerà.
Questo pensiero mi aveva aiutato molto nei momenti difficili. Primo perchè è una cosa che vale per tutti allo stesso identico modo. Secondo, perchè cercare disperatamente una cosa che nessuno può toglierci e che fa comunque parte della vita, cioè è naturale, mi sembra una cosa inutile. La morte arriverà lo stesso. Che senso ha cercare qualcosa che siamo certi arriverà e lasciare andare tante altre cose che, se non le cerchiamo, potrebbero non arrivare mai?
E quì uno può dire “ma se tanto poi muoio che mi frega di trovarle?”. Per me è come dire “se tanto poi vado in bagno che mi frega di mangiare?”.
Ti pare?
Vale la pena rifletterci?
Cara pollon,
cara mamma di valeria,
ho scritto su questo forum qualche mese fa, e continuo a leggerlo perché spero di capire ogni volta qualcosa di più del terribile male che è capace di portarci via le persone che amiamo. Io ho perso quasi otto anni fa il mio fidanzato, dopo dieci anni insieme, fatti di esami all’università, lavoro, case nuove, vacanze, amici allegri, giorni banali. Sapevo del malessere, del vortice che a tratti lo attanagliava, eppure niente, lo stesso pensavo a me e a lui, al nostro futuro, al bello che sarebbe venuto. E poi. E poi lo strazio, il silenzio, le ore lunghe di solitudine infinita, il giudizio degli altri, la vita che non riprende, nonostante l’età, gli agganci, nonostante tutto. Ho passato un anno per il quale non so trovare parole: la sua morte era diventata tutto, ogni pensiero, ogni notte, ogni piccola cosa. Non lo lasciavo andare, lo trattenevo, tenacemente, senza riuscire a muovere un passo. Morta anch’io, di una morte continua e ferocissima. Mi sono poi fatta aiutare, sono stata in terapia, ho preso medicinali. E oggi vorrei tanto poter avere una bacchetta magica per far sì che a nessuno tocchi più lo stesso orrore. Ma si sa, è una fantasia puerile. Per quel che vale, vi sono vicina, non smettete di parlarne, di scriverne, di chiedere aiuto. Solo cercando di vivere e non di sopravvivere possiamo forse rendere tangibile l’amore che ci univa a loro e il rispetto che dobbiamo allo loro scelta.
Vi abbraccio
@ Andrea
non fa una piega il tuo discorso
pero premetto di risentire su 2 punti
primo quanto vale agli okki del modo il tuo pensiero ??
purtopo l esperienza mi ha portato a considerare che da tutte le parti / lavoro / societa e altro siamo dei numeri non valiamo nulla poi dipende da tante cose sul fatto di cercare o non cercare io non cerco nulaa come hai detto tu sinceramente non saprei nemmeno cosa cercare io considero la mia vita una skifezza fin da quando ero bambino per problemi di vario genere
” infanzia difficile da ragazzo brutte compagnie meno male che io uso il cervello se no facevo la fine di quasi gli ex amici ” forse c e stato solo un momento che poi erano 3 anni dove mi reputavo una persona felice anche se in quel periodo ci so stati momenti bruttissimi ma non ero solo in due i problemi si affrontano mejo” ma come ti dicevo e durato poko non per mia scelta purtoppo i problemi eramo piu grandi anche per due…
riguardo al lottare come ti ho gia detto mi sono stancato vivo le giornate come vengono oramai e piu il menefreghismo verso il mondo che la voja di cercare di cambiare le cose
ti faccio esempio fresco fresco
oggi mi sono rotto un dito ( non per mia scelta) e in ospedale ho dovuto aspettare un secolo per farmi mettere una stekkina delle @@ ero tentato piu volte di mandare a ca.... tutti e andarmene l unika cosa che mi ha trattenuto e il fatto che senza avrei avuto meno tempo per stare a casa dal lav
dai ti saluto e ti auguro una buona serata ^^
zau a tutti smack alle fanciulle 🙂
@ birillo
non sono andata ancora via di casa perche’ come in precedenza scrissi, non so dove andare….quindi chi mi ospita lo fa x paura di una mia reazione. x quanto riguarda parlare…parlare…con qualcuno…ma cosa mai posso raccontare quanto sto male e che voglia avrei di scomparire?????
stamattina ho fatto una cosa…ho chiamato un amico per chiedergli come stesse (lui soffre di un male incurabile che presto o tardi lo portera’ via…ma lo vive con estrema serenita’)….ma mi sono resa conto che in realta’ volevo solo che lui mi chiedesse come stessi io. immancabilmente lui me lo ha chiesto ed io ho pianto come una stupida. mi sento cosi’ cretina quando elemosino un “come stai”? in fin dei conto se a qualcuno interessa te lo dovrebbe chiedere lui/lei. invece sono io che mu umilio per farmelo chiedere. ma che merda sono?
Ma sono veramente invisibile?
è mai possibile che mia sorella veda benissimo la depressione della sua piu’ cara amica e non veda la mia? in fondo basta guardarmi negli occhi x ki mi conosce x capire come mi sento.
Va be, cmq la colpa è anche mia, ho allontanato tutti. non voglio parlare con nessuno e preferisco sempre stare sola ed in silenzio. devo necessariamente fissare una data….come si fa x un matrimonio, è la stessa cosa, fissi la data e prepari il tutto augurandoti nella riuscita di tutto!
che stanchezza……..
p.s. credevo in dio, ma ora mi chiedo se esiste un dio e se mai esistesse perchè mi ha abbandonata? perkè ci ha abbandonati? siamo in tanti a tendere la mano ma non succede niente…va be’vado. bacio tutti
stanchissima, chi ci sta vicino nei nostri occhi non vede nulla, mi trascino come te da mesi sempre più pesante elemosinando anche io un come stai da chi mi è vicino e, credimi, è più facile che perda un minuto di tempo con me un estraneo che non la mia mia famiglia che comunque da giudizi, sentenze sul mio silenzio , sulla mia apatia i miei occhi sempre rossi di pianto e si domanda perchè io sia cosi …..in fondo devei sempre qualcosa a qualcuno di loro e poi infono per loro cosa c’è di così tragico,cosa può mancarmi! cosa mi manca? un lavoro, un amore una casa dove potermi rifugiare e non doverla condividere con un ex marito, la voglia di vivere la speranza . per me nei miei tanti anni tutto è stato dovere, devi fare non devi fare, devi e non devi dire e via dicendo non so quanto anni hai tu ma, datti un’altra possibiltà non so se ci riuscirò io ma, tu prova ad amarti non sei cretina se chiedi attenzione te la meriti il mondo è uno schifo il più delle volte la gente ti vuol fregare e schiacciare anche con amore. per quello che vale rispetto a dio, sul quale anche per me ci sono interrogativi, ho letto che ci manda prove da superare solo quando siamo in grado di superarle se ti ho annoiata mi dispace e mi scuso anche con gli altri se ho detto banalità scusatemi sono molto stanca
@ stankissima
zau bella non penso che hai elemosinato un come stai.. almeno non oggi lo so le persone sono strane non tutti sono propensi ad interessarsi al prossimo
poi dipende da quanto riesci a tenere tutto dentro visto che dici che tua sorella non si e accorta di nulla ma dell amica si forse lei riesce ad esternare i suoi sentimenti e tu no comunque ppenso che gia parlare con qualcuno ti faccia esternare qualche tuo sentimento
te lo dice uno che non esterna la minima emozione su questo penso che siamo molto simili ^^
riguardo a dio e la religione nemmeno io ci ho mai creduto penso che se esistesse un dio non ci sarebbe tanta sofferenza
dai ti auguro una buona serata giornata x domani
scusami ma ho troppo male al dito come hai letto piu su me lo sono rotto oggi e mi viene scomodissimo scrivere
ps: oggi mentre mi e sucessa la ” disgrazia ” ho avuto 2 cali di pressione penso che sono svenuto forse x via del sangue che ho perso ed e stata una cosa bellissima spero che il giorno che decidero di farla finita il passaggio sia simile
pps: questo sito lo scoperto per caso stavo cercando un modo non molto doloroso ed efficace per fare il grande salto
dai saluti a tutti smack alle fanciulle a stankissima 2 ^__^
Stanchissima: ciao, ho letto un paio di commenti tuoi, non conosco la tua storia, ma, scusami, mi è venuta voglia di dirti questo. se sbaglio scusami, ma vorrei condividerlo con te.
@mi sento cosi’ cretina quando elemosino un “come stai”? in fin dei conto se a qualcuno interessa te lo dovrebbe chiedere lui/lei. invece sono io che mu umilio per farmelo chiedere. ma che merda sono?
quando proviamo un senso di “scollamento” con noi stessi, o forse ci stiamo troppo dentro, nel turbinìo delle nostre sensazioni e dei nostri pensieri che sembrano magari girare in circolo vizioso e sembrano portarci via, e il resto del mondo ci sembra lontano, perdiamo anche il senso del tempo, le energie, e il senso del presente e del futuro, perché mai dovremmo essere delle merde nel dire: ho bisogno che tu mi chieda come sto?
cosa c’è di umiliante? non lo è.
quando stiamo bene ci pare naturale che le persone ci chiedano come stiamo e noi chiederlo a loro, non ci poniamo il problema. anche se qualcuno non ce lo chiede direttamente e magari ci parla d’altro o di sè riusciamo a percepirla come una cosa normale e non fastidiosa o che dimostra qualche nostra tesi negativa perché in quel momento siamo in grado di accogliere anche il fatto che ci parli d’altro… nel fatto stesso che stia parlando con noi, anche di cose banali, percepiamo un contatto, uno scambio, un’attenzione, anche perché, forse, siamo in grado di percepire il mondo in senso più esteso… colori, suoni, odori, parole, banalità… anche quelle fanno parte della vita. e quando stiamo male forse anche ci mancano. a me mancavano, onestamente. E non è che mi preoccupo di sembrare superficiale. Perché, quando siamo in equilibrio, anche se siamo persone molto sensibili e profonde, viviamo di cose profonde e anche di piccole banalità, che fanno anche parte della vita.
ma quando stiamo male, e siamo implosi, è più facile invece che abbiamo bisogno di una conferma, un aggancio aggiuntivo, che andiamo a cercare un certo tipo di risposta, o che, anche, ci sentiamo rifiutati per atteggiamenti che non intendono rifiutarci nè non intendono accoglierci. Ovviamente sentiamo un dolore esponenziale invece nel momento in cui veniamo di fatto rifiutati e non accolti.
Abbiamo le difese più basse e tutto ci entra molto di più dentro.
e ciò che ci tocca “male” sembra confermare il male.
A me, il fatto di essere capaci di dire, comunicare: “vuoi sapere come sto?” non sembra assolutamente umiliante.
e non mi pare solo il fatto di
di cercare qualcuno che ci confermi che esistiamo, o per scodellare le nostre paure e malessere, in modo compulsivo,ma mi sembra anche una cosa sana che abbiamo dentro e di cui forse al momento non ci rendiamo conto: “chiediamo” ad un altro di domandarci come stiamo perché noi sappiamo di esistere e abbiamo voglia di esistere, ma abbiamo la sensazione, in quel momento, di non riuscire a raggiungerci. Così, forse, passiamo anche attraverso gli altri, per dircelo.
Io non penso assolutamente che chi si è uccide è vile. Ho perso degli amici che hanno deciso di mettere fine alla loro vita e ho per loro un profondo amore e rispetto. Però penso anche che se fossero riusciti a superare il momento più critico e più disperato forse sarebbero ancora qui. E quando dico se fossero riusciti non giudico il fatto che non ce l’abbiano fatta. Ma io posso dirti che nessuno di loro era invisibile. Ma si sono sentiti invisibili, anche se non lo erano. E il fatto che se ne siano andati non li ha resi più visibili mentre prima non lo erano.
Sentirsi invisibili è una delle sensazioni più brutte che l’essere umano possa provare. Guardare il circostante e dirsi: io sto da un’altra parte, io sono un’altra cosa. Credere davvero che dietro i sorrisi delle persone che passano ci siano delle vite o senza problemi o comunque che ci sia un segreto che chi sta male ha perso per riuscire a fluire con il mondo. Pensare che il mondo sia abitato solo da cinismo (non è vero) e di bugie.
Per esperienza personale:a volte le persone non ci chiedono come stiamo anche per discrezione o per loro mancanza di energie. E a volte altre sembrano non vedere come stiamo perché non ce la fanno a vederci stare male e a non saper che fare. E’ il loro senso di inadeguatezza, non dipende da noi. Non ti sto dicendo che sia bello, però accade. Altre persone,se non vedono il tuo male, se sei molto vicino, spesso se ci fai caso sono quelle che negano il loro, camminandoci sopra, non sanno ascoltarsi. Hanno paura.Persino se si lamentano tutto il giorno di qualcosa possono non ascoltarSI realmente, il loro malessere è un altro. E come possono cogliere il tuo, qllo vero, se non riescono ad affrontare il loro? Fa maledettamente male, incazzare, dubitare, lo so. Ma perdonali se puoi.Per te. Per non sentirti responsabile TU dei LORO limiti. Anch’io mi sono sentita lontana da tutto e invisibile, è orribilema oggi ti posso dire che anche se la “partenza” è lunga si può “tornare”. E se mi ricapiterà spero di ricordarmelo
@ Andrea ,ho lasciato un pò di tempo prima di riscrivere e risponderti ,bè devo dire che incomincio a capire quello che vuoi dire quando scrivi ,ora vai al sodo senza giri di parole .La strapazzata ti ha fatto bene ? o sono io che sono cambiata nel leggerti ,a me tranquillizzi molto,ci tenevo a dirtelo. Allora come si può dire che Dio non esiste se non gli diamo la possibilità di farci aiutare?è stato forse Lui a mettere al governo persone che hanno rovinato la società,o è stato Lui che ha inventato scienziati che a loro volta hanno inventato armi per fare le guerre ,o la fame nel mondo che esiste perchè ai potenti fà comodo così? No non credo ! Ma questo è un’altro discorsco ! Vicino al mio paese in una settimana si sono uccisi 2 ragazzi uno di 32 anni e una di 16 ,il motivo non si sà .. bravi ragazzi nulla poteva far supporre che pensassero una cosa del genere ,eppure si sono uccisi .Nessuno che ti stà vicino capirà mai se stai bene o male e tu stanchissima che vai elemosinando chi ti chiede come stai.. scordatelo!! le persone se lo chiedono dopo il perchè non hanno mai domandato.Per mia esperienza ti posso dire di non elemosinare nulla e di toglierti dalla testa di ucciderti ,èun brutto momento che si passa ma se si è forti ma forti per davvero si può uscire da questo incubo non per gli altri o per la società per te stessa .Per tutti quelli che credono che con la morte si ottiene la libertà io dico NO !!! è bello vivere anche se per poco sereni (non felici),imparate a vivere giorno per giorno ,domani non c’è ,è vero è dura ma almeno provateci ,vi sbattono le porte in faccia ,bussate di nuovo ,lottate per conquistarvi .A me ci sono voluti parecchi anni per capire ma ora posso dire ce l’ho fatta e sono molto soddisfatta di ciò !! LOTTATE NON ARRENDETEVI MAI ciao a tutti.. ciao margherita Andrea un abbraccio
invisibile pure io mi sento spesso cosi sopratutto alle feste di famiglia..ma la cosa che mi fa andare avanti è che ho ancora una piccola speranza di costruire una famiglia mia e che sia migliore ma è piccolissima la speranza dato che non ho neppure il fidanzato. birillo da come scrivi mi sembri simpatico solo che anche io in giro sorrido e paio felice perchè è brutto avere il muso tutto il giorno o vedere in giro tanti musi lunghi delle persone…deprimente..poi li si che ti vien voglia di andartene. quindi ridere o sorridere fa sembrare il mondo piu bello. per quello che le persone lo fanno. poi persone che se la tirano ci sono sempre. ma quella è un altra storia. non tutti se la tirano solo perchè sono felici.
Ciao Luna, io e te ci siamo già parlate in un altro forum (usavo un altro nickname).
Sono contenta che tu sia approdata qui, in questo immenso contenitore in cui i partecipanti si sentono, per lo più, sacchi di immondizia dimenticati lungo la strada dai netturbini.
Perchè spesso la sensazione di base è questa: non conto nulla, non valgo nulla, se muoio non importa a nessuno.
E si arriva al punto di elemosinare un “come stai”, di fare le peggiori ca***te pur di accattonare un minimo di attenzione, di vedere affetto persino dietro ad un insulto, ad una molestia morale.
Piano piani ti devasti. Devasti te stesso, la tua esistenza. E, alla fine, tutto perde importanza. Si spegne la luce dentro di te. Tanto vale buttarsi nelle tenebre. Buttarcisi dentro e non pensare più a nulla.
Il problema, Luna, è rialzarsi.
Il problema è trovare l’energia per farlo.
Il problema è trovare una motivazione per farlo.
Il problema è dare a sè stessi almeno quell’importanza che si da a quegli altri a cui si elemosina un come stai in modo da poter trovare la motivazione per rialzarsi in sè stessi.
Il problema è che un sacco vuoto non sta in piedi e, a volte. è difficile ricostruire pezzetto dopo pezzetto il contenuto.
E ci vuole così tanto tempo per farlo……ma chi pensa al suicidio tempo non ne ha. O, meglio: non se ne da. Non se ne da più.
E non solo questo…..per assurdo ci si sente vuoti, prostrati, a terra ma si trova comunque una sacca di riserva di energia per appellarsi alla bontà, all’attenzione di un prossimo che, troppo spesso, se ne sbatte o sfrutta la situazione di disagio.
Avrei voluto scrivere qualcosa a Stanchissima. Non me la sono sentita. Sono ancora lungo il percorso, so che quel percorso durerà per tutta la vita. Non ho consigli da dare, nè perle di esperienze da trasmettere.
Conosco troppo bene lo stato d’animo che (credo) stia vivendo e che, tempo fa, mi ha portato al tracollo mentale e fisico.
Conosco quel vuoto, quella solitudine, quella sensazione di abbandono, di inutilità che ti porta ad avere vere e proprie allucinazioni.
Che ti portano a vedere una carezza dove c’è solo uno schiaffo e, alla fine, a non vedere più nulla se non schiaffi e basta.
A Stanchissima vorrei dire: prova a darti un’opportunità. Senza strafare, senza pretendere che la tua vita diventi rose e fiori da un giorno al’altro, senza dare troppa importanza ai momenti di gioia per non sentirti troppo male quando, inevitabilmente, scivolerai nella malinconia.
EME: ovviamente non ti chiedo il tuo altro nikname nè dove ci siamo conosciute, per discrezione, intendo.
Ti ringrazio molto per la tua attenzione e per la tua sensibilità nel dire cose molto vere. anche riguardo le proprie energie, la percezione di sè e degli altri. E anche di quanto frustrante sia sentirsi dire frasi come: reagisci.
Perché si ha l’impressione che vengano da qualcuno che non “entra”, non capisce, sottovaluta e che non si rende conto, anche quando è in buona fede, che per una persona depressa, a livello psicologico e fisico proprio non riuscire a reagire è uno dei problemi principali, che fa provare anche senso di colpa e svalutazione di sè. La paura e il dolore paralizzanti, il fatto di poter restare a letto delle ore, anche per uno stimolo negativo che, in un altro momento, non avrebbe steso in quella maniera… o restare a fissare un punto indefinito, perdendo la percezione del tempo…
Ma non voglio dire banalità. Non ho perle di saggezza, ovviamente, ho, se vogliamo, una certa quantità di gioia, oggi, a stare meglio di ieri quando veramente, non solo per stato d’animo, ma anche contingenze reali, e indipendenti dalla mia volontà mi sentivo in un labirinto. Per un lungo tempo. Qualunque cosa facessi o non riuscissi a fare. Anche se ovviamente ciò che non riuscivo a fare mi avviliva. Oggi come oggi mi ritrovo a fare una specie di tagliando che neanche l’auto per una serie di magagne fisiche che sono esplose a grappolo durante/dopo il periodo di fortissimo stress che ho attraversato. Tuttavia mi dico anche che se sto affrontando questa serie di esami è perché sono un po’ più serena per farlo e insieme l’occuparmi di me mi fa sentire meglio. Al contempo se non avessi fatto il tagliando forse non sarei mai andata ad indagare in alcuni disturbi. Eme, ovviamente mi girano le balle al pensiero che lo stress abbia causato o peggiorato dei disturbi fisici, la cosa anche mi impressiona, ma al contempo è ciò che è, e forse mi ha anche insegnato qualcosa per il futuro.
Non volevo sottovalutare in modo qualunquista ciò che dice Stanchissima sul dolore e le sensazioni che ci danno l’indifferenza o la scarsa risposta o la ciecità degli altri quando stiamo male, tantopiù quando sono le persone maggiormente di riferimento. Ho provato quelle sensazioni. Ma quello che volevo dire a Stanchissima è che, purtroppo, a volte quando stiamo male così, come noti tu Eme, non riusciamo a non prenderci anche le responsabilità degli altri e le interiorizziamo
se c’è un “argomento” che mi sta a cuore è quello della molestia psicologica, morale, così complesso anche nelle dinamiche per cui non riusciamo a difenderci, cosa pensiamo di noi quando ci restiamo invischiati, cosa ci fa credere di noi, e quanto possa generare anche uno stato post-traumatico. Il problema è che a volte invece di agire su quello stato post-traumatico, comprendendo che di questo si tratta (ovviamente nella sua complessità) le persone purtroppo continuano a croceffigersi di senso di inadeguatezza e di colpa e autoaccuse, credendo di ESSERE il loro stato depressivo. E’ ovvio che questa non è una colpa, è un sintomo. quello che volevo dire a Stanchissima era, al di là di questo inciso sulle molestie morali, che ovviamente Eme la percezione è quella che dici tu, ma che in realtà appunto si finisce con il farsi purtroppo carico anche dei limiti degli altri. Il fatto che i miei non capissero quanto era grave il mio stato di malessere peggiorava il mio malessere. Piangevo pensando: se avessi solo il dubbio che mio figlio possa stare così male io farei di tutto per aiutarlo. Io a loro lo dico! Su questo potrei scrivere un tomo. Ma mi risparmio (anche a me stessa, intendo). Posso dire che se un tempo il mio bisogno di armonia mi faceva trovare mille giustificazioni agli altri, ma che in questo modo faceva anche sì che io fossi più esposta. anche se forse non so spiegarlo bene, il modo in cui sento di non prendermi la responsabilità delle mancanze degli altri nei miei confronti è diverso. Ho l’impressione che sia scattato qualcosa in me in tal senso, e forse proprio per tutta la sofferenza rivolta budella che ho sentito/scaricato in quei lunghi mesi, pensando, onestamente, che quella sofferenza rivoltabudella mi avrebbe uccisa, in un modo o nell’altro. Fuso il cuore, il fisico, il cervello. Non dico di essere “guarita”, ma sento una differenza.
Io sono stata male nel momento in cui i miei migliori amici avevano a loro volta dei casini enormi. da un lato ciò mi faceva provare la sensazione che stessimo tutti annegando, dall’altro mi ha aiutato ad osservare anche che a volte veramente le persone possono non avere energie, le une per le altre, perché ne hanno poche per se stesse. allora anche se ti vogliono bene non fanno qualcosa contro di te, fanno quello che possono per te. e tu a tua volta. Forse, però, non avrei dovuto scrivere qui, per rispetto di un tema come la sofferenza di arrivare a scegliere di morire o a pensare alla morte come liberazione.
@ tracy
grazie del complimento ^_^ anche tu sei simpatica
condivido con te quando dici che fuori sembri un altra persona anche io mi comporto cosi ma non penso che fingendo che il mondo sia migliore lo si rende tale
riguardo al farti una famiglia spero che tu ci riesca anche io tempo fa lo speravo ma adesso non lo spero piu anzi lo vedo come un altro problema ( sarei “costretto” a stare in un posto dove non vorrei esserci) per quello non cerco la mia anima gemella e vivo le giornate come vengono
@Eme
condivido quello che dici
“Il problema, Luna, è rialzarsi.
Il problema è trovare l’energia per farlo.
Il problema è trovare una motivazione per farlo.”
purtoppo vedendo il mondo che ci circonda ti passa la voglia di aggrapparti alla vita e ti lasci andare sempre piu giu
bu anche stasera o male al dito 🙁
mi strapperei tutto anche il dito 😛
ma sopporto dopo pijo un antiinfiammatorio sperando che passi ^_^
zau a tutti/e
smack alle fanciulle