Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Beppino non sai quanto mi piacerebbe leggere il tuo diario, sapere le cose che non scrivi qua. Rispetto la tua privacy, non temere, solo che ci sono delle cose che hai scritto che mi hanno fatto un po riflettere. Leggi la bibbia per trovarci qualcosa di buono, parli dell’inferno a cui neppure credi, penso che dovresti fare un passo avanti e cominciare (è difficile, lo so) a parlare di quelle che sono le tue certezze. Nessuna credo. Mi fa male sentirti avvolto nel buio totale,lo si capisce dal fatto che c’è sempre il chiodo fisso del suicidio.Voglio riportare la mia risposta ad un aspirante suicida, è di molti anni fa.
toroseduto – 6 febbraio 2010 2:33
23 settembre l’anno non importa. Era domenica mattina, ci troviamo al circolo 4 di noi, Peppe, di due anni più grande di noialtri propone di andare al parco Virgiliano di Napoli.
E’ un bel posto,tranquillo e panoramico, 40 metri sotto c’è il mare.
Compriamo taralli e coca cola, Peppe si allontana, non ci facciamo caso, eravamo…
presi dalla bellezza di quel posto, ed eravamo tutti di buon umore.All’improvviso un urlo agghiacciante, prolungato e troncato di colpo, corriamo nel posto dove doveva esserci Peppe.
Non c’era, ci guardiamo negli occhi e pensiamo che sia stato il nostro amico.
Non era possibile scendere, vediamo solo che giù, sugli scogli, un corpo con la camicia del nostro amico, era immobile. Morto.
Angosciati, per vari giorni, eravamo tutti e tre in condizioni pietose. Quell’urlo di PAURA,ci ha accompagnato per diverse notti.
Non era un grido di LIBERAZIONE, siamo sempre stati convinti che era un grido che chiedeva aiuto!
Se avesse potuto, si sarebbe aggrappato a qualunque cosa.Con gli anni, ho capito perché aveva chiesto la nostra compagnia, da solo non lo avrebbe mai fatto.Forse è lo stesso motivo che ti ha spinto a scrivere la lettera, vuoi che qualcuno sappia le tue intenzioni.
Per trovare coraggio e una specie di giustificazione.
Ma non è questo il coraggio, il coraggio è affrontare…
la vita.
Quando andrai ancora sul ponte, sarai costretto a guardare giù. Urlerai di paura, ne sono certo.
Prova a guardare in alto, altro che 70 metri! E tu ti accontenteresti per così poco?
Hai miliardi di km di cielo e tu scegli di scendere appena 70 metri?
Quell’urlo agghiacciante, è stato per me una specie di assicurazione sulla vita.
Penso che se lo avessi sentito anche tu, ti sarebbe passata la voglia di considerare il suicidio una soluzione.
E’ roba di molti anni fa. Quel mio amico aveva 19 anni, nessuno ha mai saputo il perché di quel gesto estremo. Non lo dimenticherò mai.
io infatti credo che Beppino non stia cercando seriamente dei consigli. viene qui sono per “diletto”, per sfogarsi un pò. così come non ha nemmeno veramente intenzione di suicidarsi, altrimenti lo avrebbe già fatto.
Cosa cerca? attenzioni “empatiche”, probabilmente. E qui c’è chi soddisfa questa sua istanza. Ma questo chiaramente non è risolutivo per il suo problema. Per il quale è invece più opportuno, secondo me, un sano bagno di… vita vera. Facendo finalmente le proprie scelte senza condizionamenti.
Qualche anno fa, ho ingerito 20 medicine. Poi, un altro giorno 40, e più tardi 60. In quell’epoca mi strangolavo con una sciarpa, oppure mi mettevo la testa in un sacchetto di plastica. Nello stesso tempo, mi autolesionavo. Poi, un’altra volta, ho ingerito 100 farmaci, e ho avuto delle allucinazioni visive, nonché una febbre forte, fino alle tre di notte. Ho bevuto tanti prodotti domestici, e in seguito a quello sono dovuto andare al Pronto soccorso diverse volte. Mi sono impiccato nel 2010. Poi in ospedale psichiatrico, ho voluto farlo ma mi hanno trovato gli infermieri, prima ch’io lo potessi fare. Poi ho ingerito troppe medicine, e sono finito in ospedale psichiatrico. Di recente, mi sono impiccato alla pedata del mio letto, ero quindi seduto, e mi sono fatto molto male al collo.
Ho spesso urlato per il dolore interiore che provavo, ho scritto con il mio sangue sul mio diario…
Bravo Beppino!
“Scrivo a chi sa leggere quello che scrivo, e non agli altri.”: hai espresso anche un mio recente pensiero, meglio di quanto avrei saputo fare io!
Robin, il gattino di cui giá ho scritto, ha cambiato in pochi giorni il colore degli occhi, dal grigio-azzurro al giallo, come quelli di sua madre.
Questa lo sta portando in giro per il cortile: ieri ho visto che gli stava insegnando ad arrampicarsi su un tronco d’albero, e lui ripeteva subito, anche in questo caso meglio di lei…
Stanotte, il furbetto, ha voluto strafare. Ci siamo svegliati con lui che miagolava sul tetto del terrazzo, e sua madre che sembrava confortarlo dal basso. Salendo su una piccola scala si é cercato di prenderlo, ma lui si é ritratto, perchè nemmeno sempre accetta carezze.
Dopo una mezz’oretta di scambi vocali a diverse tonalitá, si é deciso di prendere sua madre e di mettergliela accanto.
In poco piú di 10 minuti erano entrambi sul terrazzo, come se niente fosse mai successo.
…Quando ero in vacanza dai nonni, pensavo di buttarmi sotto il treno. Sono finito in ospedale psichiatrico per la terza volta.
Dal 2010 ad oggi prendo medicine, e vado ogni mese dallo psichiatra.
Chi vuole davvero “morire”…?
L’aspirante suicida vuole solo smettere di soffrire.
Può amare i lati positivi della vita, e trovarsi sprovvisto di fronte alla troppa sofferenza che prova. Allora tenta di suicidarsi, e nello stesso tempo ha una paura tremenda della nozione di “fine definitiva”, è l’ostacolo maggiore al suo suicidio: la paura. Allora prova a suicidarsi, fa il gesto, lo fa, e spera di poter vivere…nonostante abbia ingerito cento medicine, o si sia impiccato. Quando la vita è buia, e nel cuore batte l’istinto di sopravvivenza, suicidarsi è proprio…un dilemma terribile. Ma c’è un’alternativa: l’autolesionismo o l’impazzire. Il dolore fa impazzire.
Se potessi, piangerei per anni. Ma non posso. Non piango. Non ho dimenticato il tempo in cui facevo dei bagni gelidi, che mi facevano urlare di dolore e mi bruciavano la pelle. Non ho dimenticato le crisi di panico, quando i miei mi lasciavano da solo a casa, e cercavo qualcosa per calmarmi: un prodotto domestico da bere…
Non ho dimenticato quando di notte mi sono tuffato in un lago freddissimo ( era d’inverno ), perché volevo ammalarmi per non andare all’università il giorno dopo…
Non ho dimenticato quanto ho sofferto sui forum, su internet, a causa delle parole malvagie di tante persone…
Né ho dimenticato le mie lacrime, le mie urla…le mie preghiere perché Dio esaudisse il mio desiderio: morire.
Sono sempre vivo, e Dio l’ha permesso… Perché? Non lo so.
Ci sarà un motivo.
A Toroseduto,
Capisco, per il tuo amico di 19 anni…e capisco benissimo che abbia urlato per il terrore. Ho già vissuto quel terrore…eccetto che me la sono cavata, grazie a Dio…
Ora faccio una pausa, riguardo allo scrivere su questa lettera. Ho bisogno di una pausa. Forse lunga.
Ciao. Un abbraccio a quelli che hanno saputo capirmi.
Nessuno ti può capire Beppino, anche se può sembrare il contrario. Le gioie si condividono, i dolori no.
E così questa lettera sembra abbia esaurito il “carburante”. Siamo arrivati ai saluti con Beppino. Golem ha posto una pietra tombale, che condivido fra l’altro.
Intanto ho finito la lettura de IL LUPO. Nelle ultime pagine pensavo spesso a Beppino. Ormai lo identificavo con il protagonista del romanzo. Spesso ho pensato che gli avrebbe fatto bene a leggerlo. A mio parere gli avrebbe allargato la mente su molti punti in comune con Harry.
Rosanna, te lo raccomando vivamente. Spero che tu riesca a procurartelo. Ho passato intere notti a meditare su quello che leggevo, non è un libro comune, conosci lo spessore di Hesse, ammetto che ho imparato molto, è proprio vero, più si crede di sapere più si scopre di quante lacune ancora ci sono da colmare. Mi è venuta voglia di rileggere un’altro libro enigmatico di Hesse, letto una ventina di anni fa, non ci capii quasi niente, forse non era il momento adatto. IL GIOCO DELLE PERLE DI VETRO. Ciao a tutti
Toroseduto,
non sono d’accordo sull’affermazione che non si possa mai capire gli altri. certo mai del tutto ma, talvolta, ci si puó avvicinare parecchio, ed é sempre meglio di niente. d’altronde chi mai sa capire del tutto se stesso?
per alcuni la sensibilitá emotiva, che é un grande dono quando non é eccessiva, puó giungere ad avere un prezzo altissimo, in grado di condizionare l’esistenza e di rendere incapaci di difendersi dal dolore, sia proprio che altrui.
purtroppo, in linea di massima non ci si puó fare granché per rafforzarla, se non si ha la fortuna d’incappare nell’evento o nella persona che puó incidere nella psiche al punto di fornirle un permanente supporto.
questa lettera non avrá mai fine, anche se mi piacerebbe moltissimo che potesse avercela.
un caro saluto.
E come potrebbe avere una fine, se ci scrivo…?
Faccio una pausa, perché Dio mi ha tanto amato da dare il figliol suo, affinché io creda in lui e abbia vita eterna…Preferisco confidare in Dio che negli uomini, per quanto riguarda i miei problemi. Fino a poco condividevo ogni mio problema con delle persone prive della vita eterna in Gesù Cristo, e ora non lo faccio più. Solo Dio ha la soluzione, per il mio caso. Solo lui può ridare alla mia vita gusto, energia, desidero di vivere…e l’amore di Dio sorpassa di molto quello umano.
Chi, secondo voi, potrebbe ristorarmi, dopo ANNI di tormenti? Nessuno, sennon Dio. Io non seguo una religione, seguo Gesù Cristo, morto per me, ed è meglio così. Ridotto come sono, mi affido a lui in modo totale. Il mio desiderio è AMARLO con tutto il cuore, servirlo, rivolgermi a lui e sentire la sua risposta, la sua voce…Forse voi non potete capire questo, perché davanti ai vostri occhi c’è come un velo che vi impedisce di vedere le realtà
…spirituali in modo chiaro, però io credo in Gesù, l’ho incontrato, amo sentir parlare di lui, e lodarlo, parlargli, leggere la Bibbia, perché porta la Vita al mio cuore, e quanto mi è dolce ascoltare i sermoni in chiesa, e sedere fra i miei amici Cristiani, cantare, pregare! Voi non vivere questa dimensione, vi sfugge, pensate che esistano solo i libri “terreni”, la Terra, con quello che contiene, la filosofia ed altro dio di questo mondo, ma non conoscete Gesù in modo personale, intimo. Al limite lo conoscete in modo intellettuale, e non avete afferrato la Verità divina, né provato la presenza di Dio nella vostra vita. Dopo questo, perché dovrei rivolgermi al mondo circa i miei problemi? Gesù può risolvere ogni cosa, e conosce intimamente ognuno di noi. Voi bevete l’acqua inquinata delle cisterne di questo mondo, mentre Gesù offre l’acqua che disseta veramente il cuore umano,in modo durevole…! Gesù stesso è la fonte della Vita, morto e risorto per voi…!
Niente, la lettera va avanti.
Ci siamo. È il momento della crisi mistica.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito affinché chi crede in Lui abbia la vita eterna.
Lungi da me creare polemiche.
Personalmente ho fatto in gioventù un corso biblico di tre anni presso i gesuiti.
Non mi bastava, ho fatto un corso decennale sulle “religioni comparate”. Non dimenticare che ho il doppio dei tuoi anni. Solo per chiarire che ho avuto più tempo di te a disposizione.
Sono felice che hai finalmente trovato la tua strada, gioisco delle tue convinzioni. Non dimenticare però l’umiltà. Rispetta chi percorre strade diverse, ama il tuo prossimo. Purtroppo la vita non risparmia nessuno, personalmente, le mie vicissitudini mi hanno portato a percorrere una strada diversa della tua, di cui ho un profondo rispetto. Come accetto te, accetto ogni persona che sia convinta di aver trovato la propria strada.
Non ragionare come un predicatore, non li ho mai sopportato. Scusami, ma sono sincero e rispettoso, non rinuncerò mai ad ascoltare chiunque soffre. Ciao
Ma dai..Su….ancora con sta storia che uno morto 1986 anni fa è morto per te.
Beppino: hai una casa, un lavoro, soldi da investire nei tuoi passatempo, salute che non riesci a scalfire nonostante le tue immense cazzate (ottomila pasticche, impiccagione, tagli ecc ecc ecc).
Ti girano le balle perché tuo padre è un musone e tenti di impiccarti attaccandoti alla sponda del letto? Ma ci siamo?
Attaccati ad un fiasco di Chianti e vai a cantare nei boschi insieme al cane, invece di farcirti la testa di accozzaglie religiose e pseudo religiose. Oppure apri il portafogli e mostra il contenuto a qualche gentile signorina. Vedrai come sorridera’ e te lo svuotera’ insieme alla testa (e a qualcos’altro) Altro che i musi a tavola.
Goditela, tu che puoi.
In effetti, ci sta. Ar commento di sopra, dico.
Ho voglia di chiedere al sito di eliminare questa lettera.
Rimpiango di avere scritto il primo messaggio.
Ora seguo Cristo, e voglio continuare su questa via, che dà un senso alla mia vita.
Ciao.
Beppino.
Non farlo. Ci saranno altri aspiranti che non saprebbero dove scrivere. Segui Cristo che va benissimo. Sappiamo che non sei un fanatico delle istituzioni religiose, ma hai mai pensato di fare il monaco? Guarda che potrebbe essere una soluzione sai?
Ma noooo! Non sono “religioso”, e fare il monaco non è nemmeno biblico. Io credo in quanto leggo nella Bibbia, e sono Cristiano evangelico. Anche in Italia, c’è questo stesso Movimento: le A.D.I ( Assemblee di Dio Italiane ).
Se questa lettera fosse eliminata, nascerebbero altre lettere, ed è già il caso! Sul suicidio esiste già una decina di lettere…!
Non farò mai il monaco, però cercherò Dio con tutto il mio cuore…!
Vabbè, non sei religioso ma sei cristiano evangelico. Cerchi Dio, segui Gesù, ma non vuoi fare il monaco a prescindere dal vestito. E poi l’ADI è comunque un movimento religioso. Altrimenti se non hai una “mappa” come ti orienti? Potresti ritrovarti in piazza Ramellini a Taranto dove esiste da quarant’anni un famoso ristorante di solo pesce che ha il nome del nostro Salvatore: “da Ges’ Crist’. F.lli Caso”. Devi aggregarti a un gruppo di preghiera. Per esempio, i Testimoni di Geova seguono la Bibbia a menadito, come vuoi fare tu, e inoltre si aiutano tra fratelli, sorelle e affini. Non ti piacerebbe?
Qualunque cosa tu faccia non cancelleranno mai la “Lettera”. Anni fa volevo cancellare una mia lettera, mi illuminarono con il regolamento. Non si Può.
Ma poi che te ne importa, ignorala come ho fatto io.
Qualcuno continuerà a scrivere, magari proprio tu, magari ci racconterai che hai ricevuto lo Spirito Santo come anelano tutti gli evangelici. Hai già fatto il battesimo? Conosco bene L’ADI. Ha in comune con i TdG la provenienza: Made in USA.
Auguri per il tu cammino.
No, io faccio già parte di una Chiesa. Inoltre, i Testimoni di Geova sono una setta, e hanno falsificato la Bibbia.
Ciao.
Quindi se hai una “ecclesia” a cui ti rifai, che professa un credo non puoi definirti lontano dalla religione, che tuttavia, come ci ricorda la radice del termine ti “relega” all’interno di un credo, che è pur sempre una “fuga” dalla realtà.
Io per esempio penso che la Bibbia sia un prodotto umano e non divino, anche se ciò non toglie che questa possa avere una valenza positiva in chi come te ha bisogno di “regole” per regolarsi nella vita e cerca chi lo faccia per lui. Io non so chi possa averti spaventato dalla vita al punto di volerti impiccare, ma la tua paura di vivere é la normale reazione alla solitudine di chi non trova i mezzi per stare bene con sè stesso e cerca quell’equilibrio altrove. Però non si sfugge, quell’equilibrio lo si può trovare solo dentro di sè. Alla fine, qualunque strada percorrerai terminato il percorso ti troverai sempre di fronte a te stesso. Non si scappa dalla vita, se non in un modo. Ma quella è una fuga senza ritorno e senza senso se la cerchiamo noi. Ti è chiaro!
Beppino,
non sentirti in dovere di spiegare o, peggio ancora, di giustificare.
cerca e segui quello che ritieni meglio per te, infischiandotene di tutto il resto. tutti gli esseri umani si reggono su un sostegno, benché non necessariamente a matrice religiosa.
un abbraccio.
Giusto Beppino, fregatene di quello che ti viene detto, anche se scrivi qui in fondo per avere consiglio.
Solo tu puoi sapere cosa è meglio per te.
Un abbraccio.
Rossana,
Grazie tante…D’ora in poi non scriverò più su questa lettera, che sa di morte e si rifà al mio passato. Cambio vita, e cambio percorso.
Un abbraccio tenero a te.
ciao a tutti.un abbraccio.
ciao Dago,
come va? tutto bene?
abbraccio ricambiato.
Ciao Rossana ciao a tutti.No,non va tutto bene.
e’ un anno che sono alle prese e combatto con una malattia….dopo tanta sfortuna non mi ci voleva,ma come dice un vecchio detto,e’ proprio quando il gioco si fa duro che i duri giocano.
Avanti senza paura,sempre.
se qualcuno dei vecchi mi legge e vuole farmi un saluto ci si vede su Facebook.
Stefano Varroni in foto ci siamo io mia moglie e RUNA una splendida cucciola di Husky che e’ con noi da due anni.un abbraccio a tutti.
qui non vengo piu’ o molto di rado….anche perche’ in realta’ dovrei scrivere non piu’ 44 ma 56………
DAGO44
Ciao Dago, anch’io ti ricambio il braccio.
Ciao Dago,
Anch’io ti ricambio l’abbraccio, e ti auguro tutto il bene possibile.
Beppino.
Io direi: io dalla malattia mi salvo, il punto è se la malattia si salva da me!
Io non ricambio una cippa!
Auguri Dago 44, piacere Esther!
E abbracciamoci tutti!
Dago, neppure io voglio mancare agli abbracci.
Un abbraccio e cari saluti, e ricorda che solo tu puoi sapere cosa sia meglio per te.
Dago,
mi dispiace per i problemi di salute, che ti auguro di poter gestire al meglio, con la grinta che ti contraddistingue.
quanto a Facebook, mi sono iscritta poco piú di un anno fa ma non seguo che, saltuariamente, tre o quattro persone di particolare interesse.
mi fará sempre piacere ritrovarti qui, almeno di tanto in tanto…
Se volete,vi ho dato i riferimenti,anche solamente per due parole.
e vedere il mio faccione.
Sugli abbracci,non la prenderei con ironia,a volte anche solamente un semplice abbraccio,o uno sguardo possono aiutare parecchio.
ROSSANA non scrivero’ piu’ qui per tante ragioni..
sono diventato vecchio..rispetto al 2006 e la malattia mia ha reso ancora piu vecchio,ora i miei ragazzi sono grandi e il tempo che ho lo dedico a me stesso,perche’ lo dico e non lo nego quando arrivera’ la morte voglio che mi trovi VIVO.E se vi andate a leggere cio’ che scrivevo anni fa,era sempre la stessa cosa.Lo dedico a mia moglie e alla mia splendida cucciola che domani fa 2 anni.
forza ragazzi.DAGO44
Ciao Beppino, sono lieto che tu abbia alla fine trovato un po’ di serenità. Però mi piacerebbe chiederti: come ha fatto la fede a darti questa serenità? Come ha fatto a risollevarti l’incontro con Dio? Io mi trovo in una situazione che mi ha profondamente abbattuto e dalla quale non so come uscire. Non la illustro qui per non ripetermi, se vuoi saperne di più leggi il mio post intitolato Un amore complesso.
Ebbene anch’io in questo frangente ho provato ad accostarmi alla fede, anch’io ascolto spesso Radio Maria, vado in chiesa e quant’altro, ma quella carezza interiore e quell’incoraggiamento di cui tutti parlano io non l’ho sentito. Forse perché il mio stato è dovuto ai problemi concreti che in quella lettera illustro analiticamente e non a un vago malessere, quindi se essi non vengono risolti in qualche modo mi risulta difficile immaginare di poter star meglio. Ma nonostante ciò, so che la fede fa star bene molti. Potresti raccontarmi come la cosa, interiormente, nel tuo caso ha funzionato? e la stessa domanda la faccio all’altra persona che ti ha risposto e che dice di aver trovato conforto nella fede e nell’ascolto di Radio Maria. Forse a sbagliare sono io, raccontatemi, se lo potete, la vostra esperienza. Un saluto da Max
Ciao Max. Il tuo post mi ha colpito, per non cadere in errore sono andato a leggere la tua lettera. Ho fatto bene, non avrei capito che sei un cieco. Ero pronto a suggerirti qualche libro, ma nella tua condizione risulta problematico.
Ti dico subito che ho più anni di te, per tranquillizzarti, qualcuno ti dovrà leggere quello che mi appresto a scrivere.
Avrei voluto dirti che nessuna religione risolve i problemi, specialmente se ci li creiamo noi stessi.
Con tutta la delicatezza di cui sono capace, vorrei confidarti che io la vera pace interiore l’ho trovata quando ho deciso, prove alla mano, di abbandonare ogni aiuto dall’alto. Non c’è niente al di sopra di noi. E’ un concetto che avrebbe bisogno di lunghe riflessioni, posso dirti semplicemente che ho capito con la meditazione e l’introspezione che l’unico vero dio è presente in noi stessi. Non esiste un metodo, una cosa che venga da esperienze vissute da altri che possa farci raggiungere quello a cui tutti aspiriamo: trovare l’equilibrio giusto con i nostri limiti e le nostre aspirazioni.
Tu sei una persona speciale, avverto la tua fame, la tua incapacità di vivere una vita serena. Mi scuserai se sono troppo diretto, ma solo il pensiero che qualcuno dovrà leggerti…
quello che scrivo, mi condiziona.
Quello che mi sento di dirti è di non cercare nelle esperienze vissute da altri la soluzione ai tuoi problemi. Qui siamo tutti anonimi, e per esperienza ti garantisco che l’anonimato nasconde molte insidie.Mi sento di affermare che, come ha funzionato con me, potrà funzionare anche con te.
Ho cominciato con la meditazione, con impegno, e alla fine ho trovato la mia isola spirituale, il mio dio è dentro di me. Non ha nome, non fa proseliti, è talmente grande che quando sono in fase critica, mi solleva al di sopra di tutto e di tutti!
Forse non ti aspettavi un commento come il mio, mi scuserai, ho avvertito, leggendoti una forte empatia nei tuoi confronti.
Non essendo condizionato da una fede convenzionale, mi sono preso la libertà di comunicarti il mio pensiero. Non aggiungo altro, se vorrai continuare a dialogare con me, assorbi dal mio scritto la sostanza delle mie parole. Ciao
Caro Max, tutte le religioni posano le proprie fondamenta su un terreno che si sgretola: quello della fragilità umana.
Più il terreno si sgretola più l’edificio che vi si erge è stabile. Questo è l’unico miracolo…
Fossi mio fratello ti consiglierei di dirigenti altrove.
Poi ci sarà chi sosterrà il contrario, qualcuno che mi giudicherà una cretina mentre io lo riterro’ un idiota.
Ci sta. È il gioco delle parole che portano al nulla, ma fanno passare il tempo.
Un saluto.
Poco tempo fa, ho fatto l’ennesimo tentativo di suicidio. Però fra poco dovrebbe cambiare la mia situazione e spero di star meglio. Spero di poter superare i periodi bui che si alternano con i momenti più felici. Quello che vorrei, è : guarire dalla depressione, trovare una certa stabilità morale, psichica, nonché spirituale.
La fede viene unicamente dall’ascoltare la Parola di Dio. La Bibbia.
Inoltre, mai la Bibbia dice che bisogna recitare preghiere, o pregare i santi o Maria. Dice, invece, che Gesù è l’unico tramite tra Dio e noi.
Perché ascoltare una radio cattolica? Il cattolicesimo è una religione morta. Si pregano idoli, invece di pregare l’unico vero Dio…La Bibbia non parla nemmeno di un “papa”.
Ma ovviamente, chi non legge la Bibbia con un cuore aperto e sincero non può capire tutto questo, perché è accecato dai propri ragionamenti umani.
Non affidatevi ad una religione. Affidatevi a quanto dice la Bibbia, e quella “autentica”, non le versioni trasformate, o interpretate secondo la tradizione degli uomini.
Chi cerca realmente la Verità, trova la Verità.
E chi preferisce seguire i desideri della carne, si perde in tante religioni, tanti riti, tante opere per meritarsi il paradiso…
Quando stai male, prenditi cura di te stesso in modo particolare. Prenditi il tempo per ascoltare, guardare, sentire, delle cose piacevoli.
Sii, per qualche tempo, egoistico. Pensa a te. Che cosa desideri? Che cosa vuoi fare? Non esitare: fallo.
A volte il positivo nasce dalle piccole cose: un caffè, un bagno, una passeggiata, un acquisto ( sebbene per gli acquisti…bisogna stare attenti ), una musica, un bel libro, una telefonata ad un amico ( benché quando si è malati, gli amici…spariscano )…
Non guardare dei video tristi, malinconici, o che riguardano il suicidio, la morte…Non ascoltare musica violenta, né canzoni tristi. Invece, cerca la purezza, la bellezza, l’amicizia, la natura, il ridere…Affezionati alle cose positive, ai miracoli, ai fiori, agli animali…Non leggere i giornali, né romanzi cupi, non imbeverti di televisione, ma celebra la Vita, il lato bello dell’umanità, la tenerezza, e amati così come sei, anche se nessuno ti accetta come sei. Fatti piacere. Hai il diritto di volerti bene, per qualche ora. Solo il tempo che passi la tempesta.
Questo mi dico quando attraverso una fase depressiva. E lo vivo.
Beppino.
ciao Beppino,
stupendo il tuo post 14546, che a grandi linee condivido.
difficilissimo ma non impossibile trovare un equilibrio fra sè, il resto del mondo e un eventuale Grande Spirito, anche quando questo ha sede solo in noi stessi, come lo percepisce Toroseduto.
per ognuno un percorso diverso, con un obiettivo che può diventare comune, soprattutto quando si ha la sventura di sperimentare una sofferenza pesante e persistente, di qualsiasi natura od origine.
un grande abbraccio.
Solo il Grande Spirito può aiutarci Beppi, comunque lo si chiami e dovunque lo si trovi.
Io, per esempio, durante un viaggio a Zanzibar e aver provato il cibo locale sono diventato un seguace del Grande Naka Kata, è stata una “folgorazione” immediata, talmente forte che ho dovuto controllarla con l’Imodium. È vero però: ognuno trova la propria serenità dove può. Auguri.
Beppino, la Bibbia ce la hanno in casa quasi tutti. È che in molti casi giace nello scaffale alto della libreria con una polvere di tre decadi. In altri, senz’altro più drammatici, casi giace sotto la gamba di un tavolo.
Il risultato?
Uguale.
Sono depressivo dal 2002. Siamo nel 2019. Non ho un trattamento adatto, lo psichiatra non l’ha trovato, dopo nove anni di cure. Ora mi rivolgo all’ospedale psichiatrico, ad un’unità specializzata nei disturbi dell’umore, sperando che troveranno un rimedio adatto alla mia patologia. Sono stanco di convivere con la depressione, ogni giorno, e con l’ansia in modo quasi permanente. Alla fine…non ne posso più. Sto crollando, da mesi. Sempre più depresso, nonostante le medicine.
Cerco, con tutte le mie forze, di rimanere a galla … però dopo ogni fase positiva sprofondo di nuovo negli abissi. Non posso essere felice. In questo mondo no, che è una pattumiera nauseabonda.
Solo il mio cane…mi dà conforto. Condivido con lui dei momenti di tenerezza, e quando cercai di impiccarmi, lui dormiva, tranquillo, in camera, accanto a me. Pacato. Spensierato. Io e lui siamo…inseparabili, anche se i familiari mi rimproverano di volergli bene in modo eccessivo…rispetto all’amore che dò a loro! Non posso vivere in altro modo. Gli esseri umani non mi capiscono, e neanch’io capisco loro.