Salta i links e vai al contenuto

Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
Leggi tutto il testo a pagina 1

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

Pagine: 1 281 282 283 284 285 300

  • 14101
    Sofia -

    Animabuianellaluce hai fatto una lettera STUPENDA…!
    BELLISSIMA!…in te traspare quella dolcezza sensibilità e quella particolarità che si percepisce solo nelle persone che hanno sofferto ..e che hanno passato l’inferno!
    E io che ho passato tutto questo è anche io sono stata salvata dopo averlo tentato ti capisco alla perfezione!
    Hai un nick stupendo e già da quello si capisce che sei una persona intelligente! Grazie per averci scritto…..

  • 14102
    Diego -

    14100
    AnimabuianellaLUCe – 4 aprile 2016 11:20

    Ma cara ragazza, per non cadere più ti basta sapere che l’amore di coppia è solo la romantica proiezione di un deficit interiore, quello della divisione dell’essere umano in maschio e femmina, deficit nobilitato, iconizzato e reso sacro mediante l’etichetta di “amore”.

    In realtà la gente non se ne rende conto, con l’unione di coppia si sente felice (o meglio completa), e così si adagia nella situazione, ma quando la concorrenza arriva e la storia finisce si ritrova sola, divisa e in compagnia del suo deficit psico-fisico congenito.
    Così l’infelicità sembra insopportabile al confronto della presunta felicità vissuta, ciò fino ad indurre alcune vittime a gesti sconsiderati, persone altamente sensibili certo.

    Ebbene, nessuno razionalizza che il problema sta nella divisione uomo-costola, e che di uomini e donne liberati ce ne sono così tanti da rendere l’unione stabile pressochè un’utopia di questi tempi, allora alcuni vorrebbero autoeliminarsi riconoscendo inconsciamente il loro deficit (schiavitu’ della solitudine), mentre molti altri si illudono di risolvere il guaio saltando da un partner all’altro come quadrumani rampanti.
    Soluzione mancata in ogni caso, perchè il dio divisore sa benissimo che il suo eterno motto infernale “divide et impera” funziona, per cui provvide a creare la donna sottraendo la costola all’uomo, eh si, è un grande chirurgo e genetista lui… peccato che nessuno lo sappia, altrimenti avrebbe dovuto spararsi il dio.

  • 14103
    Anto -

    Annabuianellaluce dipende sempre da cosa ti capita nella vita. Mai giudicare. Mai

  • 14104
    Anna -

    Ritorniamo sempre alle solite storie… “chi non ci è passato non lo può capire, solo chi ha sofferto e ha lottato nella vita sa cosa vuol dire vivere”… è bla bla bla… ma che palle! Sono d’accordo con Anto. Evitiamo giudizi a priori e cerchiamo di rispettare chi è diverso da noi. Amen.

  • 14105
    rossana -

    Smerdjiakov – 25 marzo 2016 15:02
    “Qualcuno di voi ha avuto parenti morti a causa di suicidio?”

    un tempo, e forse ancora anche oggi, i parenti dei morti suicidi hanno motivo di nascondere questo tipo di realtà in ambito famigliare.

    cerco, comunque, di dare un riscontro alla tua domanda. per quanto mi riguarda, ho grande rispetto della libertà individuale e preferisco pensare che se una persona che amo preferisce smettere di vivere, non è per mio egoismo e mia gratificazione che deve evitare di farlo.

    è quasi certo che si vive finché qualcuno desidera che lo si faccia. così come spesso accade che chi è intenzionato a togliersi la vita, prima di mettere in atto il suo proposito, cerchi, direttamente o indirettamente, il supporto, anche soltanto verbale, di un altro essere umano, che l’aiuti a sentirsi meno solo (com’è successo a Pavese, che stupido e limitato di certo non era).

    so che non apprezzi il mio modo “involuto” di scrivere ma mi sono decisa ugualmente a scriverti che, alla fine della fiera, può essere utile a chi resta conoscere la ragione del gesto suicida. non cambia niente in termini di privazione ma aiuta a meglio accettare la decisione.

    Valentina, una ragazza adolescente, ha seguito la sepoltura del padre, suicida per amore, senza mai fargliene colpa. ben sapeva, avendo vissuto con i genitori, che per lui era impossibile continuare a vivere senza la sua compagna.

    stesso risultato per tre orfani, rimasti tali per la scelta del loro padre di non continuare a prendersi cura di loro, dopo la morte per parto della madre. si giustifica, se si comprende!

  • 14106
    Smerdjiakov -

    Rossana, in effetti il tuo modo di scrivere è terribile. Ma tant’è, non siamo obbligati ad essere tutti “giornalisti” e ad avere il dono di farci capire dal prossimo. La mia domanda era rivolta a chi, nella propria famiglia, ha avuto un suicida. Ciò che hai detto sulla vergogna di parlarne non so cosa mi può riguardare, dal momento che qui scriviamo in pieno anonimato. Io volevo solo sapere, tra chi legge queste “pagine”, se ha avuto un parente o un amico prossimo che si è tolto la vita. Il resto, sulla mancanza di un giudizio da esprimere, mi vede assolutamente d’accordo. Paul Valery ha detto: “Non esistono i suicidi. Esistono soltanto gli omicidi”. Ed ogni volta che sento che è morta una persona, mi sento colpevole anche io.

  • 14107
    rossana -

    14106
    Smerdjiakov – 8 aprile 2016 19:41

    sono persino contenta che giudichi il mio modo di scrivere terribile. me ne rendo conto e spesso mi sforzo di migliorare… purtroppo senza apprezzabili risultati.

    il primo esempio di cui ho scritto, è relativo ad amici, veri e propri sessantottini doc. si sono rifiutati di acquistare casa, preferendo restare in affitto e devolvere in beneficenza l’extra derivante dai due stipendi. la loro abitazione era sempre aperta a chiunque, per un pasto, un pernottamento oppure un sostegno economico/emotivo di maggior durata.

    dopo la morte per malattia della madre, ancora molto giovane, e il suicidio del padre, a Valentina non rimase soltanto il cane ma una vasta cerchia di amici di tutti i tipi e di tutti i ceti sociali, che si è presa cura di lei in tutti i sensi, fino a quando si è formata una sua famiglia, simile a quella dei genitori. i semi migliori non possono non dare frutto, anche solo sotto forma di un elevato numero di zii, sorelle o fratelli acquisiti…

    il secondo esempio, invece, si è consumato in ambito famigliare, ma molto lontano nel tempo. la vivezza del ricordo, dopo quasi due secoli, dimostra l’affetto con cui questi sfortunati avi sono tuttora accolti e compresi. la loro costante eredità sta nella forza e nella volontà d’amore che ha legato gli orfani e le loro famiglie.

    anch’io concordo sul fatto che quasi sempre quando una persona si suicida sono in molti a condividerne la responsabilità. anticamente, in alcuni villaggi cinesi, la morte volontaria di un membro della comunità imponeva per alcuni giorni la bandiera a lutto sui restanti, colpevoli di non aver prestato abbastanza attenzione a chi avrebbe potuto trarne beneficio.

  • 14108
    Smerdjiakov -

    Cara Rossana,

    Come ogni attitudine, il saper scrivere è innata. Certo si può migliorare. Il mio consiglio è: cerca di esprimerti esattamente come se mi avessi davanti e non cercare di farti impressionare dal fatto che scrivi invece di parlare. Tanto più riuscirai ad accorciare lo iato tra scritto e parlato, tanto meglio ti farai capire.
    Anche perché, in effetti, alcune cose non le ho ben comprese: 1) Valentina faceva parte di questi tuoi amici sessantottini? 2) Non mi risulta tanto che i sessantottini siano poi così generosi col prossimo…ma avremo esperienze diverse. 3) Questa Valentina a cui è morto il padre, cosa dovrebbe dirci se non che, senza appoggi, anche lei si sarebbe schiantata? 4) Il secondo esempio, peraltro misterioso, ci fa capire che la famiglia di cui parli è formata da persone che conoscono la forza e la crudeltà della vita, e non si permettono di giudicare le persone che, semplicemente, decidono di averne avuta abbastanza. Perché chi pensa che il suicidio sia una scelta, non ha capito che noi non scegliamo proprio niente. Mai. Né nel bene né nel male.

  • 14109
    rossana -

    Caro Smerdjiakov,
    “Tanto più riuscirai ad accorciare lo iato tra scritto e parlato, tanto meglio ti farai capire.” – OTTIMO suggerimento, che cercherò di mettere in pratica.

    Valentina era la figlia adolescente della coppia sessantottina che ho conosciuto e apprezzato. persone rare: un mix affascinante fra Cristo e Marx. una coppia fortunata in amore e sfortunata per la malattia che si è abbattuta sulla donna e che ha trascinato nel baratro anche il compagno, incurante di lasciar sola la figlia, che ha comunque compreso e giustificato con sofferenza la scelta del padre.

    così come i tre piccolissimi orfani, nel loro destino solitario e depredato, non hanno mai mosso accuse al padre, che li ha lasciati in balia dei parenti. e si trattava di un militare, decorato con una medaglia al valore…

    se si ama, si comprende! ho voluto solo rispondere alla tua richiesta di esempi di reazione di cui sono a conoscenza da parte di parenti di suicidi.

  • 14110
    Smerdjiakov -

    Cara Rossana, Grazie mille per la risposta.
    Il fatto che uno sia medaglia al valor militare (ne deduco che avesse combattuto molti anni fa, poiché ora il nostro beneamato Esercito non ha più guerre per cui elargire medaglie) non fa molta differenza: la vita può e sa essere molto più forte di qualsiasi persona. Chi capisce questo, secondo me, ha già capito il problema del suicidio: il quale non è che la fine di un percorso di dolore altrimenti insopportabile. Chi perdona, comprende tutto.

  • 14111
    rossana -

    Caro Smerdjiakov,
    “chi pensa che il suicidio sia una scelta, non ha capito che noi non scegliamo proprio niente. Mai. Né nel bene né nel male.” – come forse ricordi, non sono del tutto d’accordo su quanto sopra, anche se SPESSO sono tentata di esserlo.

    secondo me, non siamo in grado di scegliere razionalmente quasi niente di quanto fa capo a decisioni importanti, determinate il più delle volte dall’inconscio (derivanti quindi da sedimentazioni mentali pregresse o da impellenti bisogni vitali), oltreché da una genetica sfavorevole. in alcuni casi, cioé quando NON si è superato un certo limite di prostrazione o di disperazione, con grande sforzo di volontà si può soltanto riuscire a orientare al meglio la modalità interiore di vivere le situazioni in cui si è immersi. ma non sempre basta per uscirne o per affrontarle con una diversa attitudine mentale, e non tutte le sofferenze possono essere superate o archiviate. giusto, comunque, sforzarsi di farlo il più possibile.

    il dolore, piccolo o grande che sia, adolescenziale o senile, innocente o colpevole, va comunque rispettato, sempre!

  • 14112
    Sofia -

    SMERDIAKOV… non mi aspetto che tu mi risponda…ne mi interessa se dovessi farlo sparandomi le tue solite cazzate e cattiverie …ma quelle sono da sempre che mi scivolano…

    Lo sento che spesse volte sei tra noi e ci leggi..ma non hai il coraggio di scriverci. .ora ti sei aperto un po con Rossana e mi fa piacere!

    Vorrei chiederti come stai ma so che sarà inutile perché tanto non mi risponderai…

    So che stai male e sei sempre tentato di farlo..
    Il mio oggi non è nessun tentativo di fare o convincerti di nulla…

    Solo un messaggio di pace diciamo.. Anche se non lo accetterai ma la cosa non mi tocca…

    Vai su http://www.liberamente.co il suicidio.

    Su ricerca google devi proprio scrivere così..

    http://www.liberamente.co il suicidio

    Troverai testimonianze vere di persone che hanno vissuto la mia esperienza e dicono in linea generale tutto quello che ho detto e vissuto io..e persone che parlano con le anime dei suicidi e riferiscono i loro messaggi e la sofferenza e tormento che hanno anche nell’aldilà..

    Non stai vivendo… Ti stai trascinando a soppravvivere…

    Sai una volta una persona mi ha detto che prima di iniziare a vivere davvero a volte bisogna “morire” un po di volte ….

    Cerca di rinascere dentro di te…provaci con tutto te stesso..

    Prova …

    Di nuovo…

    Ancora una volta…

    Ciao…( la tua nemica\amica )

  • 14113
    Smerdjiakov -

    Rossana, dici di non essere del tutto d’accordo con la mi affermazione eppure, da ciò che scrivi, mi pare che invece tu lo sia. Purtroppo la mia è non solo un’idea personale, ma basata su un dato di fatto incontestabile: la libera scelta NON è il libero arbitrio e noi ci diciamo liberi solo perché CI SENTIAMO liberi e non perché lo siamo realmente. Decidi tu se nascere sana o malata, bella o brutta, povera o ricca? Decidi tu se avere determinate pulsioni, determinati desideri? La domanda non è cosa noi vogliamo, ma perchè noi vogliamo ciò che vogliamo. Ogni evento che ci capita scaturisce da una causa che scaturisce da altri x eventi a loro volta scaturiti da x cause. Noi non siamo che il prodotto di questo processo. Né meriti e né colpe dunque, anche se dobbiamo far finta che ci siano perché altrimenti la nostra vita non avrebbe senso, almeno per i più, i quali credono davvero che siano loro a scegliersi il destino. Il senso della vita è che la vita non ha un senso e noi siamo pietre che rotolano, chi più veloce chi più lenta, pensando di aver scelto di rotolare.

    Sofia, tu mi fai ridere 🙂 Vai a fare i compiti che domani si torna a scuola.

  • 14114
    Smerdjiakov -

    Leggere qui, please: http://www.nderf.org/NDERF/NDE_Experiences/linda_s's_nde.htm

  • 14115
    Annalisa -

    Smerdiakov e Rossana avete fatto un bello scambio, mi piace molto leggervi. Continuate vi prego, non vi fate distrarre da altri per favore.

  • 14116
    rossana -

    Annalisa,
    grazie per l’attenzione.

    in effetti penso che Smerdjiakov abbia sostanzialmente ragione anche se, purtroppo o per fortuna, sui temi molto seri tendo a non aderire ad assoluti.

    alcuni impulsi non si possono controllare. magari li tieni a freno per molto tempo e poi, all’improvviso, non reggi alla tentazione e ti lasci travolgere, come mi è successo di recente. dopo aver resistito per 2-3 anni, ho fatto un acquisto sconsiderato, rendendomi conto a posteriori che, nel momento in cui agivo, la mia mente non esisteva più. contava soltanto la soddisfazione del desiderio represso…

    alcuni pensatori orientali ritengono che la serenità si possa raggiungere solo sopprimendo i desideri. per me, quella sarebbe una vita mutilata. senza sogni, speranze e desideri, anche minimi, non si vivrebbe più con i piedi in terra.

    ho trovato un equilibrio nel mediare e nell’identificare gradi di consapevolezza, e quindi di responsabilità. non posso rinnegare quanto ho scelto consapevole almeno al 50-60%, del tipo di scelta, con relative proiezioni nel futuro. ma non posso nemmeno rinnegare la scelta recente, che ho fatto a mente chiusa, anche nelle sue future implicazioni negative.

    dovrei sentirmi in colpa? di cosa? di essere come sono o di avere desideri? qui, secondo me, sorge lo snodo essenziale: ho o non ho bisogno di una religione? si può essere sensibili al sacro e allo spirituale, senza seguire i dettami di una religione.

    in tal caso, tutto diventa più naturale, pur restando quasi impossibile dividere in modo netto il bene dal male, non soltanto per sé ma anche per gli esseri viventi con cui si è coinvolti emotivamente, per gli esiti, visibili e invisibili, che di ogni azione determina, sia nel presente che nel futuro.

    la Bibbia, Confucio e Gesù hanno espresso in chiaro quanto sta alla base di ogni religione in tutti i tempi: “non fare agli altri quanto non vorresti fosse fatto a te” – “ama il prossimo tuo come te stesso”. questa è la falsariga che mi sforzo di seguire. ha vera importanza per la mia coscienza solo quello che dipende esclusivamente da me, a maggior ragione se riguarda me soltanto. il resto sono parole e speculazioni.

    spesso, però, per poter reagire alle proprie tendenze o a eventi negativi è indispensabile un aiuto dall’esterno, che fa capo ad eventi o a persone a estranei. e questi hanno effetti su di noi che non dipendono da concatenazioni causali da noi avviate… niente è mai del tutto semplice e lineare…

  • 14117
    maria grazia -

    il fare acquisti sconsiderati, è il primo sintomo evidente di chi ha dei “vuoti” da colmare, di vario tipo..
    e comunque quei filosofi orientali non ci dicono che non bisogna avere desideri e passioni, ma che non bisogna ammalarsi e ossessionarsi se alcuni di questi non riusciamo a realizzarli.

  • 14118
    Golem -

    MG, solo perchè ne hai parlato, e senza allusioni indirette, ma perchè qui, tra amori non ricambiati, sessopenia e solitudini, spesso si manifestano molteplici aspetti di quegli “impulsi” al soddisfacimento delle “mancanze”. Quello che dici è risaputo che ha che fare con la necessità di gratificazioni, ma è giusto fare una distinzione, per chi non lo sapesse, che Bisogno e Desiderio sono due aspetti differenti di una necessità impellente e incontrollabile razionalmente, che arriva dal profondo. Per questo preferisco riportare la definizione della Treccani, che è completamente “neutrale”, ma molto calzante per tanti casi di palesi richieste di “riconoscimento” o di “attenzione”, di cui leggiamo le vicende e le caratterizzazioni su molte lettere e commenti di questo forum, oltre che nella vita. È evidente che l’equilibrio e la serenità interiore è la condizione ideale che consente di non dover sottostare a certe istanze peraltro non risolutive delle condizioni descritte. Credo che i saggi e i filosofi (Epicuro in testa) si riferissero a questo aspetto della questione.
    Riporto le definizioni.

    “Il bisogno/desiderio
    Il b. indica la mancanza di qualcosa di indispensabile, legata all’indifferibilità di colmare un’assenza o una carenza di soddisfazione; il d. invece è legato a tracce mnestiche, cioè al ricordo di gratificazioni già sperimentate (come scrive Sigmund Freud nel 1925), e viene appagato quando si riescono a ripristinare le prime esperienze di soddisfacimento e quindi a determinare la ricomparsa della percezione dello stato di sé a esse connessa. Quindi b. e d. sono due aspetti diversi di una medesima realtà legata al soddisfacimento…”

    Personalmente, durante il periodo di “incomunicabilità” della mia coppia, il ricorso allo shopping compulsivo di mia moglie è stato poi letto nei termini psicologici appena descritti durante il nostro “Coming out”. Quindi si riconosce facilmente per chi ne ha visto le manifestazioni tipiche, che altro non sono che “ubriacature” dell’anima
    Puntualmente, superata la crisi e ritrovata la serenità, la situazione si è normalizzata, e con essa pure la crisi del conto corrente.
    Per concludere, e chiarire bene il senso di questo mio intervento, questo spiega la ragione per la quale molte relazioni (anche amicali) falliscono, in quanto mosse dal bisogno o dal desiderio “ubriachi”, e non dalla “sobrietà” razionale. Motivo per cui continuo a dire che l’amore andrebbe trovato già “mangiati”. O già “bevuti”. Sereni insomma.
    Bye MG

  • 14119
    Smerdjiakov -

    Rossana, il tema della Libertà è forse il più importante della filosofia tutta. Noi siamo liberi nel senso che ci sentiamo tali quando agiamo senza costrizione. Ma questo non c’entra con il Libero Arbitrio, che è ciò che sta dietro alle nostre scelte ed è anzi quello che le dirige. Per cui noi siamo liberi solo in quanto pensiamo e crediamo di esserlo; in realtà ogni nostra azione, dalla più piccola alla più importante, anzi tutto ciò che siamo stati, siamo e saremo, è PREDETERMINATO da cause che NON possiamo controllare. La vita di ognuno di noi ruota attorno a questo mistero: perchè alcuni sono in un modo ed altri in un altro modo? Perchè il Male agisce sulle nostre vite? Tutto ciò è assai al di là della nostra volontà. Non è volere una cosa il quesito. La domanda è: perchè vogliamo ciò che vogliamo?
    Annalisa: grazie, piace anche a me parlare con persone garbate e intelligenti.
    Maria Grazia: invece la filosofia orientale verte proprio sulla rinuncia. La temperanza è solo un gradino per arrivare all’assoluta liberazione dai bisogni che ci opprimono. Il problema è che i bisogni sono insopprimibili, almeno alcuni. E moltissimi non riusciamo a soddisfarli. Anzi, quasi tutti.

  • 14120
    rossana -

    Smerdijakov,
    “il tema della Libertà è forse il più importante della filosofia tutta.” ed è il più importante anche per me, persino più dell’amore, che spesso rappresenta una delle più affascinanti “avventure”, a portata di mano, che coinvolgono l’intero essere.

    ho descritto l’azione di soddisfacimento di un desiderio, che mi è costato meno di 20 euro, per evidenziarne la dinamica, e per sottolineare che la volontà di vita si regge su un insieme di aspirazioni realizzabili. dal mio punto di vista, non si è trattato di riempire vuoti ma di aggiungere qualcosa in più alla quotidianità.

    si dovrebbe però sempre tener presente anche il senso di consapevolezza, legato alla responsabilità. alcune scelte possono essere modulate o procrastinate; altre, molto meno. sono sì determinate da cause pregresse, ma non sempre e non soltanto. a volte entrano in gioco le occasioni, che possono aprire all’improvviso percorsi mai nemmeno immaginati.

    la mia conclusione è che ci sono in noi forze che possiamo utilizzare, parzialmente; dirigere, incompletamente. l’importante è lasciarle agire, anche se non possiamo comprenderle del tutto né dominarle interamente. conoscersi e accettarsi, aderire all’esistenza che ci è toccata in sorte, anche come ricaduta del carattere, sono i primi passi verso l’equilibrio e la serenità. di più non si dovrebbe pretendere!

  • 14121
    rossana -

    PS al post precedente…

    nelle “occasioni” includo anche le circostanze, quelle, ad esempio, che hanno favorito l’ascesa di Cesare o di Napoleone. è possibile che le loro caratteristiche famigliari o caratteriali non avrebbero potuto trovare la stessa possibilità di espansione in ambienti o momenti storici diversi.

    successo e insuccesso per me rientrano soltanto nell’ambito delle esperienze, che si è indotti a fare, senza conoscerne a priori gli sviluppi e le conclusioni. Ulisse è tornato a Itaca ma non certo per solo suo merito.

    la buona o la cattiva sorte esistono, e si spesso si materializzano in un vissuto. inutile negarlo, in particolare quando un evento fortuito nefasto si abbatte su qualcuno che ha sempre fatto di tutto e di più per evitarlo. siamo perennemente in balia di noi stessi e di molti altri fattori, il più delle volte imponderabili.

  • 14122
    maria grazia -

    “aderire all’esistenza che ci è toccata in sorte, anche come ricaduta del carattere, sono i primi passi verso l’equilibrio e la serenità. di più non si dovrebbe pretendere!”

    e invece lo si dovrebbe pretendere eccome! se la nostra esistenza prende una piega sbagliata o se subiamo un destino avverso e pergiunta immeritato! reagire alle sfighe della vita, AL PREGIUDIZIO ALTRUI riguardo al fatto che certe situazioni NON POSSONO CAMBIARE, e perseguire ciò che VERAMENTE vogliamo, è l’essenza stessa della vita. Negarlo, vuol dire fare delle mistificazioni.

    Smerdjiakov
    circa un anno e mezzo fa inviai il mio curriculum vitae a una persona che all’ epoca frequentava questo stesso forum e che mi aveva fatto tanti bei discorsi ( sia qui che in privato ) circa la necessità, in certi casi, di dover combattere per migliorare il proprio destino quando questo fa schifo e circa il fatto che la responsabilità di certe scelte sono soltanto nostre. Ma poi, davanti alla mia reale volontà di darmi da fare per cambiare effettivamente percorso, questa persona si tirò indietro, rigettò la mia richiesta di segnalarmi a qualcuno ( cosa che non gli costava NULLA ) per trovarmi un lavoro serio, anche umile e “qualsiasi” ma onesto, e mise un muro trincerandosi dietro ad assurde giustificazioni…

    Ho capito allora che i veri artefici della nostra realizzazione possiamo essere soltanto noi, e che non dobbiamo mai smettere di credere in noi stessi anche se siamo circondati da gente che intimamente è in realtà compiaciuta della merda in cui siamo costretti a intrattenerci. Io da una parte mi trovo in sintonia con le filosofie orientali, ma dall’ altra penso che la scintilla che ci arde delle nostra passioni ( e parlo di passioni e inclinazioni autentiche, non di bisogni artificiali indotti dal consumismo ) non possa essere spenta del tutto così facilmente…

    ciao.

  • 14123
    Smerdjiakov -

    Rossana cara, proprio perchè noi non possiamo controllare le cose importanti, non possiamo controllare neanche quelle piccole. Anche se noi controlliamo le forze che ci governano, non stiamo facendo altro che agire secondo impulsi, leggi e pensieri determinati. Qualsiasi cosa noi siamo o facciamo è il risultato di forze che, anche quando sono dentro di noi, sono al di là del nostro controllo. Tutto ciò che facciamo è modulato da cause pregresse, il negarlo significa non aver compreso la portate della questione della Libertà. La libertà non è prendere una decisione. La libertà sta DIETRO alla scelta, che noi compiamo perchè siamo agiti da X fattori non controllabili.
    Comunque mi rendo conto sia difficile da comprendere e anche da accettare. Se ne parlo è perchè il tema del suicidio si presta al parlarne, come d’altronde quello dell’amore. Come mai noi ci innamoriamo di una persona anzichè di un’altra? Tu dirai che noi siamo liberi di scegliere verso chi dirigere il nostro amore. Ed è vero da un punto di vista pratico. Ma la non-Libertà è quella cosa che sta DIETRO alla scelta e ti DICE quale persona scegliere. Se noi potessimo realmente scegliere di amare una persona, magari non ci sarebbero così tanti amori non corrisposti, così tanto amore sprecato. Io non posso dire: ecco io VOGLIO amare quella ragazza; semplicemente succede di amarla ovvero io vengo AGITO da qualcosa di insopprimile, un bisogno assoluto che si concretizza nella mia coscienza.
    Il suicidio, per tornare al tema, non è una scelta, ma la fine di un percorso tremendo e crudele, verso cui dobbiamo sempre (per chi lo commette, intendo) provare compassione e mai giudizio. Naturalmente dal punto di vista filosofico, perchè dal punto di vista pratico i giudizi sono ineliminabili.

  • 14124
    Smerdjiakov -

    MG: E cosa ti aspettavi, che ti dicesse la verità? Non lo sai che siamo tutti falsi e squallidi, chi per cattiveria chi per stupidità? Non capisco perchè lo hai detto a me però. Se io potessi dare lavoro agli altri, te lo darei.
    In ogni caso, come puoi vedere rileggendo le tue stesse parole, noi SIAMO agiti molto più di quanto agiamo in questa vita.

  • 14125
    Golem -

    “A un certo punto tutti dicono che una certa cosa nonnsi può fare, fino a quando non arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa”.
    Albert Einstein

    Siamo agiti da quelli che agiscono.

  • 14126
    rossana -

    Smerdjiakov,
    ho messo insieme altre riflessioni che mi piacerebbe esprimerti ma non mi sento di farlo qui. grazie per l’interscambio.

    Annalisa,
    se sei la stessa con cui ho talvolta interagito in passato, non posso che confermarti che ti ammiro, ora più di prima. sono pochissime le persone come te!

    un abbraccio.

  • 14127
    rossana -

    Caro Smerdjiakov,
    “siamo tutti falsi e squallidi, chi per cattiveria chi per stupidità?” – come non confermare?

    la domanda di fondo è legata all’origine del male. si nasce buoni o cattivi? secondo me, né buoni né cattivi… un po’ l’uno e un po’ l’altro… spesso persino senza una vera ragione che inclini in modo stabile verso uno specifico versante… si agisce o si è agiti, a seconda dei casi.

    “la non-Libertà è quella cosa che sta DIETRO alla scelta e ti DICE quale persona scegliere.” – vero! quando si tratta di sentimenti profondi, non c’è scelta, e se si ama, non si smetterà mai del tutto di amare. si può controllare impulsi non corrisposti, sublimare o accantonare sensazioni ma non prima che queste abbiano perso nell’usura la forza e la volontà dirompenti dettate dal momento interiore.

    un sentimento, anche quello che lega ai genitori, c’è o non c’è, pur se a diversi livelli d’intensità. figli non amati amano. ne ho avuto la riprova poco fa… in fondo la facoltà più elevata dell’essere umano è proprio questa, legata alla capacità di dare amore, indipendentemente da tutto il resto.

    mi sono sforzata di tralasciare questa parte, insieme alle altre, ma non ci sono riuscita. peggio per me! 🙂

  • 14128
    maria grazia -

    Smerdjiakov
    che ti devo dire… se io disprezzo una determinata persona per motivi miei, non le vado a fare certi discorsi perbenisti sulla necessità di cambiare e migliorare, per poi chiuderle la porta in faccia nel momento in cui mi dimostra di voler davvero compiere quel cambiamento in meglio. Quindi no, io non mi ritengo affatto falsa e squallida come determinati individui. Se loro invece ci si sentono, affari loro..
    Sono sempre schietta nelle mie esternazioni: non ho bisogno di nascondere l’ intolleranza o la disapprovazione che posso provare verso certe persone, e frutto unicamente di mie convinzioni personali, dietro al presunto fatto di essere stata lesa o oltraggiata. In altre parole, se non sopporto qualcuno o semplicemente non lo ritengo “degno”, glielo dico chiaro e non mi trincero dietro tanti bei paroloni o facendo ricadere tutte le colpe sull’ altra persona..Ci sono cose o persone che non si è in grado di accettare, punto e basta. inutile spiegarne le presunte ragioni o dare delle colpe all’ altro.
    Tempo fa, per prendere coscienza di chi davvero avevo davanti, ho dovuto innescare uno scontro furente proprio su questo forum. E alla fine le reazioni di questa persona hanno confermato l’ idea che mi ero già fatta su di lui.. e cioè che dietro i suoi atteggiamenti composti e distanti vi era celato un disprezzo infinito verso la mia persona. ed era questo che mi interessava sapere, per riuscire a liberarmi dell’ ennesima infatuazione deleteria e non corrisposta. a me piace DECIDERE chi amare, o comunque chi apprezzare.
    Aldilà di tutto, io continuerò a lottare per cercare di conquistarmi quello che desidero, qualunque cosa ne pensino altri e anche se come dici tu siamo più “agiti” che fautori di noi stessi. Giusto o sbagliato che sia, questo è il mio pensiero.
    So bene che non sei in grado di aiutare nessuno, altrimenti probabilmente lo faresti, tranquillo. La mia era solo una testimonianza su qualcosa che ho vissuto.

    Per quanto riguarda il discorso “Amore”, è evidente che qui molte persone lo confondono con l’ orgoglio e l’ ostinazione nel cercare di farsi accettare da chi non ricambia le loro attenzioni o il loro affetto. e sono quelle stesse persone che a me rimproverano altrettanto. Il VERO amore ( che sia tra genitori o che sia tra partners ) presuppone rispetto reciproco e scelta consapevole, sempre! altrimenti, siamo semplicemente di fronte al moto dei nostri istinti e delle nostre fragilità, e nulla di più.

  • 14129
    Smerdjiakov -

    Rossana cara, partiamo dall’inizio. Tu parli di “facoltà più elevata dell’essere umano”. Sì, ma non solo dell’essere umano. L’Amore è un sentimento che scaturisce da un bisogno primario (riproduzione nel caso dell’eros e protezione nel caso dell’agape)comune ad ogni mammifero e, forse, ad ogni essere vivente. Noi umani non dobbiamo fare sempre i primi della classe 😉 Gli animali, a differenza nostra (che siamo comunque animali) non si pongono il problema del bene/male. Sanno che esistono entrambi e che ognuno ha l’istinto di fare le due cose, a sé e agli altri e, soprattutto, sanno che subiranno il male e qualche volta perfino il bene. Non è vero che l’uomo dà amore indipendentemente da tutto il resto: se lo fa è perché sente un bisogno di farlo, che non è controllabile. Non si decide se amare oppure no: lo si sente e basta, in ogni caso. Anche quando decidiamo di provare ad amare, poi l’amore può scaturire come no, e chissà in quale forma.
    Rossana, se desideri esprimermi qualunque cosa ne sarò felice. Scrivimi la tua email e potremmo discutere da lì, se vorrai. Mi farebbe piacere.

  • 14130
    Golem -

    Spiacente, ma gli animali non hanno coscienza del bene e del male, in quanto mossi dall’istinto che non è moralizzabile, mentre nella cultura umana LO SONO, tanto è vero che questi concetti non sono identici nelle varie culture, mentre l’istinto È, e non lo si può cambiare. Neppure nell’essere umano. Lo si può sublimare, trattenere, indirizzare, ma MAI SOPPRIMERE.
    L’amore umano non potrà mai essere paragonato nè alle cure parentali nè all’istinto di protezione e di sopravvivenza e ancora meno a quello sessuale, insito nelle specie viventi superiori, uomo compreso. L’amore umano è una scelta consapevole e proiettata nel futuro, cosa impossibile nel regno animale che vive solo il presente. L’azione di “amare” per come viene descritta nella frase, “non si decide di amare: lo si fa e basta” è legata a doppio nodo all’istinto sessuale, pertanto NON dipende da noi, e NON è un amore diverso da quello di un cane in calore, con la differenza che nel nostro caso interviene la cultura, la morale e l’etica a connotarlo come amore rendendolo “decente” alla vista o goduto “brutalmente” nella sua essenza primaria, secondo le più varie e originali manifestazioni, da quelle francorobertiane a quelle cassandriane. Ma come diceva Raimond Carver nel suo libro, la domanda da porsi è: “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”.
    Quello realmente UMANO, e tutta un’altra cosa, e quando si è entrati in quella dimensione, non ci sono “agenti” che tengano a condizionare nulla di quello che si è deciso. Altro che non decidiamo niente. Non decidiamo niente quando agiamo da “animali”. Decidiamo eccome quando agiamo nel pieno e COSCIENTE possesso delle nostre facoltà e possibilità. Se cosi non fosse saremmo ancora nel “Paradiso Terrestre”. Invece ci ha pensato “Eva” a farci fare il salto di “qualità”. Eva come allegoria che ci dice che la luce dell’intelligenza sembra essere apparsa per prima nell’ominide femmina, e riprodotta sino a noi come i mitocondri della MADRE originaria. Grazie a ciò abbiamo acquisito la “libertà di decidere” e di assumerci le responsabilità di quelle decisioni, in amore come per il resto degli eventi che ci accadono normalmente. Ma lo farà chi ne ha le capacità ovviamente. Chi ne ha “coscienza”.
    Poi ci sarà sempre chi si costruisce le proprie ragioni per farsi tornare i conti, come spesso accade, quando ci si accorge che i risultati non corrispondono alle speranze, ma questa è un’altra storia. Si tratta di un banale “falso in bilancio”, ma ormai è depenalizzato

  • 14131
    maria grazia -

    Smerdjiakov
    tu parli dell’ attrazione incontrollabile. ma l’ AMORE è un’ altra cosa, e questo SI SCEGLIE, non lo si subisce. é in questo che sostanzialmente ci possiamo distinguere dagli animali, oltre che per la facoltà di pensare. facoltà che comunque i più non usano, lasciandosi guidare dagli istinti nè più nè meno di quanto farebbero molti animali. quindi è un pò singolare che proprio queste persone parlino di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato in termini assoluti.

    Ahh.. non dare retta a quello che su di me ti verrà detto in privato… IO SONO PEGGIO! 😉

  • 14132
    Smerdjiakov -

    Maria Grazia, naturalmente non è così come dici, poiché l’innamoramento è proprio un qualcosa che capita. Forse non sei mai stata innamorata, il che è anche un bene in effetti. Inoltre, mi spiace deluderti, noi siamo ANIMALI sia pure con un linguaggio più complesso e con le facoltà logico aristoteliche precluse ad altri esseri meno dotati da questo punto di vista. A proposito, TUTTI gli animali pensano.
    Quello che su di te mi verrà detto in privato (ma da chi?) mi lascia del tutto indifferente.

  • 14133
    Golem -

    Bene, permane in molti la confusione tra innamoramento e amore, ma non deve sorprendere. Infatti tra l’innamoramento e l’amore c’è la stessa differenza che esiste tra un embrione e una persona adulta. Si riconosce facilmente chi si sarà innamorato ma non ha mai potuto vedere “l’adulto” in cui si poteva trasformare quel fenomeno naturale.
    La mia cagnetta pensa di sicuro, anche meglio di certi bipedi, ma non l’ho mai vista disperarsi per un bulldog incontrato ai giardinetti che l’annusava e poi spariva.
    Per innamorarsi ne basta uno solo. Per l’amore ne servono sempre due. Non uno di più nè uno di meno.

  • 14134
    Anto -

    Ciao Maria Grazia ma perchè ci racconti quella storia? Smerdiakov ha fatto un discorso diverso e cioè sta dicendo che dietro le nostre scelte c’è’ un mistero che noi non possiamo controllare. Non ci avevo pensato prima ma credo sia davvero così. Se ho capito bene Smerdiakov stai dicendo che il libero arbitrio non esiste perchè noi siamo e facciamo quello che la vita decide per noi? Se è così ti seguo e credo che tu abbia ragione.

  • 14135
    maria grazia -

    Smerdjiakov io infatti non parlavo dell’ innamoramento ( che, come dici tu, CAPITA.. ) ma dell’ Amore VERO, che è ben altra cosa. E questo si, si sceglie consapevolmente. Lo scegliamo ogni giorno, quando stiamo insieme alla persona amata e di questa apprezziamo sopratutto le qualità umane.
    Per TENTARE di spiegarti questo concetto, ti riporto una frase che Golem ha scritto in un’ altra discussione, cogliendo mirabilmente il punto: “L’amore della vita è quello che si vive non certo quello che si sogna”. Ecco, mi pare che in queste semplice parole sia racchiuso il tutto!
    Comunque sono stata più volte innamorata ( che poi altro non vuol dire che infatuata ), ed è stato quasi sempre un male. ma PER ME, non per l’ oggetto del mio desiderio. mentre ho AMATO una sola volta, uno stesso uomo ( che tra l’ altro amo tuttora ). che però è sposato e non disponibile a condividere la sua vita con la mia. Non sogno di stare con lui, sarebbe irrazionale. ma “sogno” di trovare uno come lui. che è diverso.
    Non ho mai negato che siamo animali, ma a differenza – ad esempio – dei quadrupedi, siamo animali “pensanti” nel senso che a differenza loro possediamo la facoltà di elaborare pensieri logico razionali. Facoltà che però i più non usano. e tu sei tra questi.
    Che poi anche i mammiferi, i volatili o i pesci abbiano un’ anima e soffrano o gioiscano come noi, su questo non vi è alcun dubbio.
    Vedi, smerdy, a differenza di altri qui dentro, io ho il “dono” di riuscire a distinguermi semplicemente per quello che scrivo. Senza aver bisogno nè di aggredire o provocare ( come fai tu ), e nè tantomeno di lisciare il pelo a qualcuno. qualcuno che tra l’ altro è come te..
    per il resto, che dirti… sono valutazioni che devi fare tu, la mia era solo una battuta e la cosa non mi riguarda. Altri hanno abbondonato il sito dopo che in privato gli erano state riferite determinate cose su di me ( e io SO che gli sono state riferite e so anche da CHI ), ma se tu non sei di questo avviso è solo affar tuo. per quanto mi riguarda, continuerò a partecipare finchè mi andrà, anche se la mia presenza dovesse dare fastidio a determinate persone che pensano che io debba stare da qualche altra parte… saluti.

  • 14136
    Smerdjiakov -

    Maria Grazia, dimenticavo che tu ragioni come nei romanzetti rosa e dunque non puoi afferrare nulla di ciò che cerco di dire. Non è colpa tua, forse vorresti…è solo che non puoi. Quando poi sono arrivato ad una tua citazione di Golem non ho potuto trattenere una risata e non sono riuscito a leggere oltre. Ti prego, smetti di leggere anche tu ciò che scrivo io. Ignorami e saremo contenti in due :-). Vediamo se almeno questo lo capisci.

  • 14137
    Anto -

    Ma che razza di ragionamento sarebbe? Dunque romeo e giulietta non si amavano perchè si erano appena conosciuti? O Leopardi non ha mai amato perchè non è stato mai ricambiato? o Cirano neanche? E neanche Pavese? Innamorarsi di una persona significa amarla. Stare insieme significa non necessariamente amare, ma volersi bene e rispettarsi. Dire che un cane non può amare come un uomo significa non conoscere i cani. Golem io penso che la tua cagnolina ragioni meglio di molti umani…te compreso.

  • 14138
    Annalisa -

    No Maria Grazia Smerdijiakov ha ragione. Essere infatuate è uan cosa, essere innamorate è un altra. Se poi non riusciamo ad amare chi vorremmo questo non dipende da noi e il nostro sentimento non vale di meno. Tu parli di cose che a te sembrano in un modo solo perchè a te non ti sono mai capitate. Essere innamorate e amare sono qualcosa di diverso e sono sentimenti giganteschi e non c’entra con lo stare insieme. Se tu ami quella persona e poi dici che ne vorresti uno come lui e non lui, allora non è amore il tuo, ma solo voglia di trovare qualcuno. L’amore non ammette cambi.

    Smerdjiakov volevo chiederti tu sembri un ragazzo meravigliosamente intelligente e sensibile. Hai una persona che ti ami? Scusa se sono curiosa, ma sono fatta così.

    Anto, sì anche io credo di avere capito questo. Ciao.

  • 14139
    rossana -

    caro Smerdjiakov,
    ti ringrazio per la disponibilità ad approfondire in privato un argomento che mi interessa molto, anche se coglierò l’invito più avanti nel tempo, in quanto al momento sono mentalmente assorbita in un impegnativo studio sulle religioni di tutti i tempi (4 volumi, sintesi di discipline storiche o in evoluzione, scritte da più di 150 diversi autori, esperti in varie tesi, spesso contrastanti).

    così, se mai dovessi lasciare il forum, non potrà essermene addossata la responsabilità. 🙂 ODIO i pettegolezzi, e anche, in LINEA GENERALE, esprimere giudizi sul prossimo. mi riconosco, invece, il limite d’intestardirmi sulle poche certezze raggiunte.

    l’esperienza di contrasto prolungato che mi sono trovata a fare qui mi ha dato parecchio filo da torcere ma anche qualche soddisfazione… senza contare il piacere di aver avuto modo negli anni d’interagire con POCHISSIME persone davvero “speciali”.

  • 14140
    rossana -

    Annalisa,
    da tempo pensavo a quanto hai espresso nel tuo post 14142, evitando di scriverlo. mi fa piacere che l’abbia fatto tu.

    si ragiona e si agisce tutti in base alle proprie esperienze, conoscenze e sensibilizzazioni, che inevitabilmente portano spesso a temperamenti e conclusioni diversi. la libertà, la verità e l’amore sono aspetti di vita talmente immensi che ognuno ha diritto di declinarli come preferisce, in base, soprattutto, alla SUA visione del tutto, vita e morte inclusi.

    la scienza è un apprezzabile percorso a tappe: il risultato certo di oggi può non valere più domani. l’aspirazione interiore all’amore, retta o meno dal mito e dalla poesia, è invece quello che perdura, immutato, in uomini e animali, ognuno secondo la propria specie e con la propria possibilità di realizzare il SUO sogno.

    la coscienza psichica, fatta di immagini e concetti sconosciuti, prevale sempre su quella oggettiva. non siamo quello che vorremmo essere ma soltanto quello che ci è consentito diventare…

  • 14141
    maria grazia -

    Proprio perchè non credo ai romanzetti rosa che RAGIONO così! Devo dedurre che anche voi siete caduti in quel grande inganno che è L’ ILLUSIONE DELL’ AMORE, ma non il VERO amore. una cosa che TUTTI abbiamo vissuto, ME COMPRESA, ma che con il VERO AMORE non centra perchè l’ amore è solo ed unicamente quello che SI CONCRETIZZA. tutto il resto è sogno, desiderio, speranza, tentativo, ma niente altro. So bene come ci si sente quando si è innamorati: CI SI OSTINA su QUELLA persona, come dite voi. La si vorrebbe a tutti i costi anche a dispetto dei presupposti concreti che possono esserci o non esserci o anche a dispetto di quello che quella persona prova o non prova verso di noi. Ma, ripeto, con il VERO AMORE tutto questo non centra nulla perchè il vero amore presuppone innanzitutto armonia e reciprocità, e presuppone l’ intento concreto di costruire una coppia fondata su un legame profondo ed empatico. così come il vero amore presuppone il tener conto di ciò che prova ( o non prova ) l’ altra persona nei nostri confronti, e in quest’ ultimo caso, saper fare “marcia indietro”.
    Certo, un tempo credevo anch’ io che quelle sensazioni che suscitavano in me certe persone fossero “un grande amore”. Oggi, a distanza di tempo e a mente “fredda”, sono in grado di vederle per quello che sono state: pure e semplici attrazioni passionali, come quelle che ha provato anche il grande Leopardi per le donne che lo hanno respinto.
    Il rispettare la scelta dell’ uomo che amo invece di cercare di insinuarmi indebitamente nella sua vita di uomo sposato e con figli, da parte mia è la più grande dimostrazione di amore e di rispetto. e non il contrario, come dite voi.. Ma questo varrebbe anche per una persona libera che però non mi vuole. Non è “intercambiabilità”, come dite voi, ma BUONSENSO. e il BUONSENSO è la condizione “sine qua non” per qualunque VERO AMORE.

    AMORE e INNAMORAMENTO ( o sarebbe meglio “passione cieca” ) sono due cose diverse. E molti qui hanno provato solo il secondo.

    Per quanto riguarda gli sfortunati Romeo e Giulietta, quella è un’ opera bellissima e senza tempo, e come tutti i romanzi d’ amore mira a far breccia nella fantasia romantica delle persone. ma la REALTA’ è un’ altra cosa. Non ci si può amare VERAMENTE se ci si è appena conosciuti.

    Smerdy, non avevo dubbi che anche stavolta non saresti arrivato lontano… Tranquillo, abbiamo tutti i nostri limiti.

  • 14142
    Golem -

    Vedi Anto se tu avessi seguito la mia lunga discussione sul significato della parola “amore”, di cui hai letto una piccola indicazione traendo le tue banali conclusioni, non avresti portato esempi come Giulietta e Romeo e Cirano, che sono “tragedie” quindi “invenzioni teatrali”, “idealizzazioni” dell’amore e non realtà, nè Leopardi e Pavese di cui evidentemente non sai un c.... di come sublimavano il loro desiderio sessuale attraverso la loro particolare sensibilità, non supportata purtoppo da sufficienza avvenenza fisica. Se non fossi convinto di quello che dici dalla tua scarsa conoscenza di certi fenomeni, non avresti azzardato quegli esempi appunto banali, quindi come diresti tu probabilmente, “è capibile”.
    Ti ricordo che il sensibile e colto Giacomo Leopardi, a Roma si lamentava col suo amico di come le romane non erano come lui sperava e si aspettava fossero quando le immaginava dal suo isolato e provinciale maniero di Recanati. La davano poco o per niente. Voleva sco.... a sangue come tutti i giovani, ma non ci riusciva, e sappiamo perché. E se il “fine” giustifica la mancata soddisfazione sessuale coi meravigliosi “mezzi” poetici che abbiamo conosciuto, il “rozzo” va a puttane o violenta la vicina di casa.
    Quindi mio caro cinologo, se tu non ti rendi conto che i nostri desideri nascono dagli istinti ma vengono perseguiti nella loro soddisfazione dai mezzi che abbiamo a disposizione CULTURALMENTE, e in più non hai compreso cosa si cela dietro l’amore descritto da quegli illustri scrittori, e quali “ensemble” di pulsioni sono rappresentate allegoricamente attraverso la cultura, l’etica e i dettami religiosi di quel momento storico, declinati da certe intelligenze, sono felice di essere considerato uno stupido da uno come te, perché questa è un piacere adatto solo al palato dei più raffinati buongustai.
    Annalisa è stata più furba di te, ha detto che l’amore verso una certa persona non si può sostituire con un’altra. È vero, ma è anche vero che se non si concretizza con “QUELLA” persona sarà solo una SPERANZA d’amore, ma NON l’amore, che si FA non si spera.

    P.S. la battuta finale sul buongustaio non è mia, cercati l’autore, ma serve giusto per farti notare di cosa in questo mondo abbiano in esuberanza.
    Ah, (anzi HA) la Beagle Daisy scodinzola innamorata di me che tra poco le darò la ciotola che le ha fatta perdere la testa per il sottoscritto e non solo. Poi si sdraierà sul divano piccolo e guai a chi le rompe le scatole. Ringhia, ma è amore, lo so.

  • 14143
    maria grazia -

    “non siamo quello che vorremmo essere ma soltanto quello che ci è consentito diventare…”

    Anche stavolta mi trovo a dover precisare che io SONO QUELLA CHE VOGLIO ESSERE, non quella che qualcuno vorrebbe che fossi.. . Questo, tanto per definire il punto.

    Detto ciò, nel MIO caso la coscienza oggettiva ha avuto il sopravvento su quella psichica. Come è giusto che sia se si vuole vivere nella realtà e non in un mondo immaginario.
    Qualcuno odia i pettegolezzi… lungi da me dubitarne. è alquanto strano però che certi utenti, non particolarmente in disaccordo con me, abbiano guardacaso abbandonato il sito dopo aver avuto modo di colloquiare in privato con una determinata utente. si vede che sarà una coincidenza…
    Per il resto, i più si aggrappano alle loro certezze, lo so bene. il problema è che di solito si tratta di FALSE certezze. Lo vediamo tutti i giorni.

  • 14144
    Annalisa -

    Golem non ho mai letto nessuno di così ignorante come te 🙂 Devi essere davvero una persona triste. Volevo rispondere a ciò che hai detto ad Anto, ma sono imbarazzata per te. Tu e Maria Grazia ve la cantate e ve la suonate da soli e giusto tra di voi potete parlare. Non sai niente tu di Leopardi e dai lezioni agli altri eh eh. Inutile citarti il ciclo di Aspasia immagino. Ha ragione chi ha detto che fai ridere 🙂
    Grazie rossana, anche se non ho capito bene la questione della scienza. Me la puoi spiegare meglio? Mi piacerebbe sapere qualcosa in più di te se vuoi raccontarlo. Lo so, qui ci sono personaggi un po’ ridicoli, ma basta ridergli dietro.

  • 14145
    Annalisa -

    Maria Grazie sei tu che ti inventi come il tuo amico golem le cose. Amore è sentirsi innamorati di una persona ed evidentemente tu non sai di cosa si parla visto che stai con un uomo che non è il tuo uomo e che vorresti sostituire pur dicendo di amarlo 🙂 Per la seria, viva la confusione. Mia nonna e mio nonno sono stati insieme trent’anni e mia nonna era sempre infelice e poi si è innamorata di un uomo con cui è vissuta felicemente per sei anni ed era innamorata fin da subito anche se era già di una certa età. Quello di cui tu parli è lo stare insieme e il volersi bene. Amare è volere qualcuno perchè si sente che lo si ama. Ma guarda non mi interessa parlare conte, sei solo troppo arrogante e quello che dici non ha senso come quello che dice il tuo amico Golem. Basta siete solo negativi.

  • 14146
    Anto -

    Golem non so come risponderti non perchè sia difficile, ma perchè è talmente sciocco ciò che hai scritto che non c’è bisogno di risponderti. Ti puoi rispondere da solo se un giorno riuscirai a crescere e ad entrare nel mondo degli adulti 🙂 La differenza pro domo tua su cos’è l’amore rispetto all’innamoramento è da antologia della babbaggine ah ah. Allora possiamo stabilire il seguente schema: amore: superiore ai tre anni di conoscenza e relazione. Entro i 5 mesi: empatia. Dai 5 mesi ai due anni: simpatia. Dai due anni ai 5: infatuazione. Oltre i 5: amicizia o amore vero….uahhhhahhahahah :-))))))))))
    Lascia perdere che non sei portato a pensare.

  • 14147
    Smerdjiakov -

    Rossana, se mai dovessi lasciare questo forum sta’ tranquilla che nessuno ti addosserà alcuna responsabilità. D’altronde basta vedere i clown che vi scrivono per volersene andare. Ma ogni tanto si trova anche gente con cui è piacevole confrontarsi e tu sei tra queste.
    L’impresa che ti accingi a compiere è di quelle che metterebbero in difficoltà Ercole stesso. Bè, auguri. Facci sapere ogni tanto a che punto sei.
    Annalisa: ma davvero vuoi spiegare a Maria Grazia qualcosa? Ma non lo vedi com’è messa? Non ti fa pena? Giusto con Golem può dialogare.

  • 14148
    maria grazia -

    è sempre interessante scoprire a che punto è arrivata l’ evoluzione della specie.. non c’è che dire!

    si Annalisa… tu invece sai SICURAMENTE “di cosa parla..”. Mi prostro davanti al tuo lucido e analitico intervento 🙂 Mi preme solo dire che temo tu abbia travisato qualche mio passaggio. Non te ne crucciare.. capita anche ai “geni” come te. Non sto con nessun uomo sposato. Ho affermato proprio l’ opposto: che amo un uomo che è già sposato e, proprio perchè è sposato – e pure felicemente – non mi insinuerei mai nella sua vita!
    visto il tuo livello di capacità di comprensione delle cose, ti auguro buona fortuna per il tuo avvenire. Ne hai bisogno.
    ciao.

    Devo dire però che effettivamente Golem è uno dei POCHISSIMI con cui mi interessa DAVVERO dialogare. Quindi, se pure fosse, ciò che dice Smerdy non mi dispiace affatto.

  • 14149
    Golem -

    Annalisa Fanny, devi averlo letto bene tu il ciclo di Aspasia se non hai capito che Leopardi parla proprio dell’illusione amorosa e dell’iganno di “quei sentimenti”. Ma non mi sorprende che tu non abbia letto nessuno più ignorante di me se le cose che leggi le capisci come puoi.

    “Al cuore non resta che disprezzar l’antica propensione all’illusione e all’infinita vanità dell’universo…”
    Ciao va, fai tenerezza.

    Anto non ti sforzare, ti fai capire benissimo. Quella battuta sul “gourmet” era di George Courteline, e dalla descrizione “aritmetica” che hai fatto di quello che hai capito si conferma che lo scrittore francese aveva visto giusto. Ha avuto a che fare anche lui con i suoi Anto. Che come dico spesso sono in esuberanza.

    P.S. sono molto contento che vi facciate conoscere meglio anche voi due.
    Il vanitoso Smerdy non è ha bisogno, e la sua Musa men che meno.

  • 14150
    Redsky -

    Anch’ io qui di clown ne vedo parecchi! Ma non mi riferisco a Golem e Maria Grazia. Gli unici, a mio avviso, che scrivono cose sensate, sopratutto sul tema -Amore-
    Ma vi rendete conto delle stronzate che dite ? Non sapete distinguere la banale differenza tra l’ amore della vita e una semplice infatuazione.. come si può discutere seriamente con gente così??? Mi ero ripromesso di non scrivere più, ci ho provato una volta e sono stato travolto dai soliti frustrati invidiosi e falliti che sono infastiditi dai successi altrui. Ma stavolta non riesco proprio a stare zitto. Mariagrazia e golem hanno fatto delle analisi SEMPLICEMENTE PERFETTE su cosa sia l’ amore vero ( che è fatto di reciprocità e di progettualità ) e voi altri non siete che quattro ignoranti complessati che non sanno nemmeno di cosa parlano. Ma statevi zitti che fate più bella figura, senza contare che il modo in cui vi esprimete è pietoso.. ma avete fatto almeno le elementari ?

Pagine: 1 281 282 283 284 285 300

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili