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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

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  • 13701
    Smerdjakov -

    Ok, ma in pratica? Di cosa stiamo parlando?
    Beato te che ora hai risalito la china. Io non ho più voglia di provarci, tanto è inutile. Quanto alla Madonna, è bene che non si faccia mai vedere. Altrimenti le sputo contro.

  • 13702
    DAGO44 -

    La china l ho risalita con il sudore della fronte,credendo in ogni artigliata che davo e che mi spingeva su,ricadendo e rialzandomi,me la sono guadagnata..ci ho creduto,ci ho provato e ci sono riuscito.Per quanto riguarda la Madonna…non replico io non amo scherzare ne tantomeno parlare di Fanti ne Santi.Un abbraccio. DAGO44

  • 13703
    Smerdjakov -

    Vorrei avere Dio davanti a me per potergli urlare tutto il mio disprezzo ed il mio odio. Vorrei potergli rimandare tutto ciò che mi ha dato ovvero il Niente, la mancanza di amore,la solitudine perenne, l’orrenda sensazione di essere inutile, di troppo, eppure di non poter smettere di giucare al gioco crudele che Lui ha inventato per divertirsi. Vorrei chiedergli come è possibile per Lui non vergognarsi, non affrettarsi a distruggere ogni cosa per cancellare infiniti attimi di sofferenza per un numero inimmaginabile di enti. Uno di questi numeri sono io.
    Vivere senza speranza, senza amore, senza talento alcuno, senza essere visto, senza essere mai accolto. Vivere è ridicolo. Di tutto ciò che si prova, niente dà tanto l’impressione di essere al cuore stesso del vero quanto gli accessi di disperazione senza ragione: a paragone, tutto sembra frivolo, sofisticato, privo di sostanza e d’interesse. Eppure di ragioni ce ne sono miliardi, anzi miliardi di miliardi moltiplicate per miliardi. Il sentire bisogni che non si potranno mai soddisfare; il sentire paure che non se ne andranno mai. Nascere, crescere, soffrire, non capire niente. Non aver combinato nulla. E morire sfiniti. Ecco il succo della vita. Almeno di chi ne ha colto l’essenza, perchè gli altri sono troppo impegnati ad esistere per vivere.
    La sofferenza apre gli occhi, aiuta a vedere le cose che non si sarebbero percepite altrimenti. Quindi non è utile che alla conoscenza, e, all’infuori di essa, serve solo ad avvelenare l’esistenza. Il che, sia detto di sfuggita, favorisce ancora la conoscenza. “Ha sofferto, dunque ha capito”. È tutto quello che si può dire di una vittima della malattia, dell’ingiustizia, o di qualunque altra varietà di sventura. La sofferenza non migliora nessuno (tranne quelli che erano già buoni), e viene dimenticata come viene dimenticata ogni cosa, non entra nel “patrimonio dell’umanità”, né si conserva in alcun modo, ma si perde come si perde ogni altra cosa. Serve per…

  • 13704
    Smerdjakov -

    Serve per poter dire di aver compreso.
    Ma anche questa comprensione è del tutto assurda, perchè riporta all’inizio: alla sofferenza come sensazione, come atto vitale.
    Nessuno si rimette dal male di nascere, piaga capitale se mai ve ne furono.
    La bestialità della vita mi ha calpestato e schiacciato, mi ha tagliato le ali in pieno volo e derubato di tutte le gioie cui avevo diritto.

  • 13705
    rossana -

    Smerdjakov,
    ho apprezzato i commenti 13703 e 13704, lucidi e profondi.

    in merito a: “niente dà tanto l’impressione di essere al cuore stesso del vero quanto gli accessi di disperazione senza ragione: a paragone, tutto sembra frivolo, sofisticato, privo di sostanza e d’interesse.”, pur comprendendo il succo del discorso, in parte condivisibile, mi permetto di farti presente che è altrettanto difficile accettare la disperazione che deriva da qualcosa di inamovibile e immodificabile, con cui sei costretto a fare i conti, dopo che sei stato tu, volontariamente o inconsapevolmente, a dargli forma. dovrebbe in teoria essere più facile accettare qualcosa di negativo che ti colpisce senza suscitare nette sensazioni di colpa.

    la realtà, a cui difficilmente ci si può sottrarre, si concretizza nel modo in cui si riesce ad affrontare le difficoltà e nell’entità delle stesse, in rapporto alle nostre capacità di sopportarle o di superarle. è il temperamento di fondo o la volontà della mente a poter fare, talvolta, la differenza.

    un abbraccio.

    PS: leggo saltuariamente questo thread. ti va di dirmi quanti anni hai?

  • 13706
    Smerdjakov -

    Credo Rossana che tu non sia riuscita a cogliere il punto del mio discorso, o forse non sono stato sufficientemente bravo io a farlo cogliere. La questione che tu poni è per me irrilevante, dal momento che anche le decisioni che apparentemente prendiamo noi in forma libera non sono altro che frutto della diacronia di eventi che siam costretti a vivere nascendo. Se anche tu hai preso una decisione sbagliata è perchè la Vita ti ha portato a prenderla. Se io avessi tanti soldi, farei più beneficenza e magari non li spenderei in prostitute per sentirmi accolto. Se io fossi nato affascinante forse non sarei qui ad odiare la vita ed anche i numerosi errori che mi ha portato a compiere. Insomma, se la Vita avesse regole meno tremende, forse noi non saremmo obbligati a prendere tremende decisioni. Dna e Ambiente non ce li siamo scelti noi, quindi tutto quello che logicamente ne consegue non dipende da noi. Il Libero Arbitrio è un’idea ormai portata avanti dai pensatori alla Fabio Volo o Erri De Luca o dai pagliacci che pretendono di vedere nel vicino di casa lo zio morto trent’anni prima.
    Non esistono meriti nè colpe in realtà, perchè la vita ha le sue leggi all’interno delle quali noi operiamo, pensando di essere liberi, ma in realtà rotolando come un sasso (Leibniz). I miei anni? 34. E’ buffo: quando scrivo molte mi domandano informazioni sugli anni, di dove sono, cosa faccio nella vita… Nella vita reale tutte mi ignorano come se fossi infetto. Anche di questo mi domanderò sempre il perchè.
    “la realtà, a cui difficilmente ci si può sottrarre, si concretizza nel modo in cui si riesce ad affrontare le difficoltà e nell’entità delle stesse, in rapporto alle nostre capacità di sopportarle o di superarle. è il temperamento di fondo o la volontà della mente a poter fare, talvolta, la differenza.” Ammetto che l’involuzione lessicale di questa frase mi ha fatto perdere il senso della stessa. Insomma: la realtà sarebbe come affrontiamo le avversità?

  • 13707
    Smerdjakov -

    La vita tutta è un’avversità. In cui noi siamo obbligati a trovarci, chi ai margini, chi nel fulcro.
    Anche se avessi tutto ciò che desidero questa vita mi apparirebbe intollerabile, dal momento che lo sono le sue leggi (pensa all’orrenda catena alimentare solo per citare la più famosa delle ingiustizie). Com’è possibile concepire un Dio benigno in tutti questo? Meglio il Nulla.
    Perchè dovremmo sfuggire dalla nascita, non dalla morte. Non esistere, per non soffrire.

  • 13708
    maria grazia -

    Smerdjakov
    STANDING OVATION!!! discorso assolutamente condivisibile e dannatamente sincero nella sua “crudezza”, senza inutili palle idealiste e buoniste. tutto quello che ci accade nella vita dipende solo in minima parte dalla nostra volontà. quindi come dici tu è assurdo parlare di “colpe assolute” o di “meriti assoluti”. Qualsiasi decisione umana, anche quella che agli occhi degli altri appare come la più “estrema” e discutibile, non è altro che la risultante di fattori ambientali, familiari, circostanziali e genetici che hanno cooptato nella vita di quell’ individuo. Il libero arbitrio ASSOLUTO non è possibile, non in un mondo come il nostro! quindi il sindacare o meno sulle scelte degli altri non ha alcun senso perchè ognuno ha la sua storia e ha un suo diverso destino, che lo porta a fare certe scelte piuttosto che altre, PER RAGIONI BEN PRECISE. Ci sono semplicemente persone PIU’ SFIGATE DI ALTRE, e gli altri non sono nessuno per fargli le pulci e per sentenziare sulle loro vite, sopratutto se le esistenze di questi ultimi sono invece più prospere e fortunate! Nessuno di noi ha il diritto o il titolo per entrare nel merito delle vite e delle scelte altrui. tutto quello che ci è concesso in questa vita, se scegliamo di restare in vita, è di limitare le conseguenze delle nostre sfortune attraverso un atteggiamento positivo e costruttivo. Fermo restando che non tutti sono obbligati ad aderire a questo pensiero se va contro il loro sentire, e fermo restando che ci sono cose che semplicemente non si possono cambiare, o che non si sarebbe potuto evitare, data la situazione OGGETTIVA in cui una determinata persona si è trovata suo malgrado a vivere.

    “se la Vita avesse regole meno tremende, forse noi non saremmo obbligati a prendere tremende decisioni.”

    già!…più semplice, chiaro e lineare di così…! ma purtroppo c’è chi proprio non ci arriva, dall’ alto dei suoi PRIVILEGI. Ammiro chi riesce a riscattarsi da una situazione penosa con le sue sole forze. Allo stesso modo però non mi permetterei mai di sputare giudizi gratuiti e velenosi su chi, trovandosi incastrato in una situazione controversa, non può fare più di tanto per cambiarla.

  • 13709
    maria grazia -

    “E’ buffo: quando scrivo molte mi domandano informazioni sugli anni, di dove sono, cosa faccio nella vita… Nella vita reale tutte mi ignorano come se fossi infetto. Anche di questo mi domanderò sempre il perchè.”

    Smerdjakov
    molti intervengono in questo forum per ricevere un’ attenzione che altrimenti nella vita reale non avrebbero… chi giudicando gli altri, chi distribuendo parole accomodanti e “buoni consigli”.. ma lo scopo è sempre lo stesso: “mettersi in mostra” per ottenere un riconoscimento. e se succede questo, significa che la società e l’ essere “umano” funzionano secondo dinamiche ben precise.
    Non ti meravigliare quindi se quella stessa gente che qui ti dimostra affetto e solidarietà, nella realtà vera non ti cagherebbe di striscio!

  • 13710
    angela -

    la tua visione è di totale desolazione e sconforto. non ci possono essere parole adatte ad alleggerirla…

  • 13711
    Yog -

    Ehm… non è che sei infetto, ma leggermente pesante forse sì. La catena alimentare non mi pare un gran problema, noi non veniamo mica mangiati, salvo casi eccezionali. Se proprio ti dà problemi, puoi sempre diventare vegano. Poi la vita non è assolutamente vero che è tutta un’avversità: c’è il lambrusco, per esempio. Il prosecco freddo. La birra ghiacciata. I gatti. La grappa. La bici. Insomma, di roba ce n’è quanta vuoi per passare bene la quarantina d’anni che ti separa dal tumulo.

  • 13712
    Yog -

    E poi non è vero che esistono persone “più sfigate di altre”. Sono semplicemente “diversamente fortunate”. Imparate a scrivere un po’ più politically correct, se no l’Italia non riparte.

  • 13713
    rossana -

    Smerdjakov,
    grazie per il riscontro e per avermi precisato l’età, dato che per me ha una sua importanza nell’immaginare la persona e nel valutarne a grandi linee lo stato evolutivo (il carattere già traspare da quello che scrive e da come lo scrive).

    il peggior periodo che ho vissuto è stato fra i 28 e i 32 anni. in seguito, sono riuscita cambiare completamente il modo di affrontare le mie difficoltà e, in parte, a superarle. è quello che auguro anche a te!

    un abbraccio.

  • 13714
    toroseduto -

    “la tua visione è di totale desolazione e sconforto. non ci possono essere parole adatte ad alleggerirla…”
    Concordo con quello che ha scritto Angela.
    Ma tu continui a scrivere, rispondi a qualche domanda, tutto questo mi fa pensare che speri in qualche cosa. Nessuno, credo, almeno una volta nella vita non ha pensato al suicidio. Poi succede qualcosa, scatta un istinto difficile da definire. E’ di questi giorni la notizia che monsignor Charamsa, in occasione del sinodo sulla famiglia, ha dichiarato apertamente di essere gay e che vive da molti anni con un compagno. Cosa ha spinto quest’uomo a sfidare la Chiesa Cattolica? Dove ha trovato il coraggio di azzerare la sua vita futura, infatti lo hanno già licenziato.
    Non m’intendo di religione, ma so che questa cosa è una bomba al cuore dei cattolici ferventi ed ubbidienti. Dice che scriverà un libro, non basta un post in un blog come questo. Il mio primo impulso è stato di ammirazione nei confronti di quest’uomo che facendo quello che ha fatto, ha azzerato tutto il passato. E’ disposto a combattere per le sue idee. Nessuno può dire come si evolverà la cosa, per me è stato un Gigante, pur sapendo che certamente faranno di tutto per metterlo a tacere, ha sfidato frontalmente i milioni di cattolici. La domanda che mi pongo; dove ha trovato il coraggio di esporsi così apertamente?

    Qualcuno mi dirà che sono uscito fuori tema. Per come la penso io, questa cosa così estrema può somigliare ad un suicidio. Ma non è così, lui è pronto a lottare per la sua vita e la sua fede, ha la cultura e la convinzione dalla sua parte.
    Forse a te Smerdjakov è questo quello che manca, il coraggio di affrontare frontalmente uno per uno tutti i tuoi mali. Sai da solo che non sarà il suicidio a risolverli. Sei dotato di una certa cultura, ma se leggi Fabio Volo & co. per poi distruggerli, prova a leggere i veri filosofi, se non l’hai ancora letto, ti invito a leggere Thomas Mann “L’arte di amare” Ti sento molto vicino. CORAGGIO!

  • 13715
    Smerdjakov -

    Angela: E quindi? Certo che non ci possono essere parole. Ben detto. Saluti.

    Maria Grazia: Tu hai capito abbastanza bene. La vita è qualcosa che ci CAPITA non che facciamo capitare noi. Libera scelta e libero arbitrio son due cose diverse e la libera scelta è sempre frutto di input determinati. Uno che si suicida è uno che la Vita ha portato al suicidio.
    Però concordo con Yog, esistono anche alcune cose che fanno ridere: Yog è una di queste cose. Così come Toroseduto, che salta di palo in frasca senza sapere cosa dice e senza capire ciò che dicono gli altri. Mi domando come gente del genere possa venir qui a dire la sua. Mha!? Un po’ di buonumore lo portano, bisogna ammettere. Toroseduto: lascia perdere Thomas Mann, torna a Fabio Volo.

    Rossana: Bene, mi hai inquadrato. Pensi tuttavia che un uomo di 60 anni non possa dire ciò che ho detto io? Quando dici che sei riuscita a cambiare le tue difficoltà, dimostri di non aver compreso ciò che dico e affermo io: noi non scegliamo niente, noi siamo. E se tu hai migliorato è perchè dovevi migliorare, così come chi si uccide non poteva, arrivato a un certo stadio, non uccidersi.

  • 13716
    toroseduto -

    Voglio solo segnalare l’errore di aver attribuito a Thomas Mann L’arte di amare. Mi sono confuso. Mann ha scritto La montagna incantata. L’arte di amare è di Fromm. Lieto di averti divertito, è veramente difficile parlare in termini costruttivi con te. Non me la sono preso, Volo non l’ho mai letto e mai lo farò. Non leggo quello che scrivono gli altri, non mi è mai piaciuto fare salotto. Ho cercato di allargare gli orizzonti, non sono stato capito. E ti chiedo scusa di questo. Riconosco i miei limiti, vai pure avanti con il tuo inutile soliloquio.

  • 13717
    maria grazia -

    Smerdjakov
    è verissimo! se tutti noi disponessimo DAVVERO dell’ assoluto libero arbitrio, saremmo tutti ricchissimi, sereni, realizzati e felici. ma non è così, anzi in genere è tutto l’ opposto. incapacità ? mancanza di saggezza o di coraggio ? io non direi.. direi che invece nella maggior parte dei casi si è trattato di eventi concomitanti, e ASSOLUTAMENTE INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONTA’, che hanno generato la situazione in cui oggi ci troviamo, qualunque essa sia. qualcuno, a seconda delle sue possibilità concrete e del suo temperamento, deciderà se sia più giusto continuare a lottare o farla finita direttamente. questo dipende dall’ intimo sentire di ognuno di noi, e sul quale nessuno, dall’ esterno, può permettersi di sindacare. Nel mio caso ad esempio sarebbe stato più logico suicidarsi, a ben guardare. La mia vita è stata ingiusta, crudele e “assurda”, se rapportata ai comuni parametri con cui le persone costruiscono in genere la loro serenità ( non lo dico per fare del vittimismo ma perchè è semplicemente la verità ). Non sto a lamentarmi, per carità. capisco che c’è chi sta molto peggio e vive situazioni ancora più drammatiche di quelle che io ho vissuto. ma in fondo se ci pensiamo non ero tenuta assolutamente a “resistere”. in nome di cosa, di chi ? dei propri genitori, FORSE. ma non scordiamoci che in molti casi gli artefici del tuo dolore sono proprio coloro che ti hanno messo al mondo. nella sofferenza ci stavo IO, non c’era nessuno a sostenermi concretamente, nel senso che anche aprendomi e confidandomi nessuno avrebbe potuto CAPIRMI VERAMENTE ( e continuo in larga parte ad avere conferma di ciò ), e solo io potevo conoscere VERAMENTE la situazione. Gli altri non lo fanno perchè NON POSSONO FARLO, non possono entrare nella tua testa e capire davvero ciò che stai passando, pur con tutte le loro buone intenzioni, seppure ci fossero. se ho deciso di continuare a vivere e di lottare per migliorare la mia esistenza ( aldilà dei calci in faccia ricevuti quando ho chiesto “aiuto” ) , è dipeso unicamente dal mio attaccamento alla vita e dalla mia “ostinazione”. Ma non si può pensare che la mia scelta vada bene per chiunque altro sta soffrendo, e che debba essere presa come un modello da seguire in tutti i casi. perchè, nella GABBIA in cui ci troviamo in questa esistenza terrena, dobbiamo PERLOMENO avere la libertà di decidere se vivere o morire. ed è una decisione che spetta solamente e unicamente al diretto interessato.

  • 13718
    rossana -

    Toroseduto,
    frequentando il sito abbastanza assiduamente ho notato che spesso chi scrive ha soltanto bisogno di esprimersi, senza in realtà avere alcun serio intento di rivedere il proprio modo di agire o di pensare. senza offesa per chi si sfoga e non ritiene che si possa comprenderlo e/o dargli il benché minimo supporto. forse si cerca essenzialmente di trovare persone che vivono gli stessi stati d’animo o le stesse peripezie…

    secondo me, con tutte le difficoltà del caso, si può essere inclini a star bene, come fa ad esempio un disabile, oppure a volersi crocifiggere ogni giorno da soli. uscirne, soprattutto da un’impostazione mentale, può essere una questione di temperamento, volontà, motivazione oppure, come hai accennato tu, anche di coraggio.

    occorre un mare di coraggio per affrontare i propri mostri e le circostanze o le persone che li hanno nutriti! i grandi cambiamenti spaventano… ma… c’è anche chi si piace e si ama nel suo umor nero e nel suo perenne avvilimento… si tratta di solito di esseri più intelligenti e più sicuri di sé di altri, che non accetterebbero mai di rivedere le proprie convinzioni. più che giuste per loro, se così le percepiscono.

  • 13719
    rossana -

    Smerdjakov,
    ti do atto che in linea di massima potrebbe non far differenza se un’affermazione sia espressa da un ventenne o da un sessantenne. eccezioni a parte, per me invece, in questo contesto come in altri, ha un peso l’età, non tanto per la consapevolezza che gli può essere affiancata, legata più alle esperienze che agli anni, quanto per le possibilità che nel tempo alcuni concetti possano essere smussati da crescite interiori, eventi o vissuti successivi. a fine percorso le idee raramente si cambiano; in corso d’opera, magari sì. soprattutto se si tratta d’impostazioni mentali.

    ti soprenderà sapere che condivido abbastanza la convinzione che hai sintetizzato in “noi siamo” ma, per mia fortuna, non del tutto. per me vale anche un “desidero-aspiro a essere”. accetto la forza degli istinti come prevalente, ma non escludo a priori il potere-volere della mente, se e quando si è in grado di affidarle lo scettro del comando.

    scusa se non posso condividere del tutto la tua visione, che comunque rispetto.

  • 13720
    maria grazia -

    no scusate ma non mi posso stare zitta senza intervenire! abbiate pazienza.. ma chi è che non vorrebbe star bene ? chi è che si vuole crocefiggere ?! è proprio la vita che a volte E’ BASTARDA e non possiamo farci nulla. Io posso desiderare delle cose, e far di tutto per ottenerle. ma il risultato non dipende solo da me, di solito anzi dipende da FATTORI CONCOMITANTI, quali:

    – il mio impegno
    – le mie capacità
    – le mie possibilità oggettive
    – le circostanze esterne
    – il volere altrui
    – la fortuna piuttosto che la sfiga

    Il peso con il quale determinati fattori prevarranno sugli altri, poche volte dipende solo da noi. di solito è piuttosto invece qualcosa che non possiamo dirigere nè controllare. dobbiamo accettarlo, e rassegnarci al fatto che se vogliamo vivere sereni ( felici no, quello è un privilegio di pochissimi .. ) dobbiamo anche imparare ad accettare quegli eventi sui quali non abbiamo padronanza. La favola del “tutto dipende da noi” va benissimo.
    va benissimo per chi è nato già avvantaggiato dalla vita, dagli eventi e dall’ ambiente circostante. quindi solo in pochi casi circoscritti! è indubbio che la nostra esistenza è in larga parte condizionata dal contesto in cui nasciamo, dal tipo di famiglia che ci crescerà, dalle persone che ci capitano nella vita, ecc.. riconoscerlo non è pessimismo. è solo REALISMO. Poi c’è chi avrà maggiore spinta propulsiva di altri nel migliorare situazioni penose o ingrate per se stessi, e nel risollevarsi da circostanze complicate. ma questo è un altro discorso, e in ogni caso intorno a lui ci devono comunque essere circostanze MINIMAMENTE FAVOREVOLI. di certo I MIRACOLI e i cambiamenti tanto eclatanti quanto repentini, sono impossibili per qualunque persona normale.
    per il resto, qui nessuno discute sul fatto che aprirsi anche al punto di vista altrui è una capacità fondamentale per la propria sopravvivenza e la propria evoluzione. ma non sono di certo IO ad esserne sprovvista…

  • 13721
    Golem -

    “…c’è anche chi si piace e si ama nel suo umor nero e nel suo perenne avvilimento… si tratta di solito di esseri più intelligenti e più sicuri di sé di altri, che non accetterebbero mai di rivedere le proprie convinzioni. più che giuste per loro, se così le percepiscono.”

    E chi lo dice che “si tratta di solito di esseri più intelligenti” per il fatto che amano avvilirsi e vivere di dolore? La TV?
    La maggior parte dei genii erano dei burloni e goderecci. La foto di Einstein che fa la linguaccia ne è una minima dimostrazione.
    La differenza tra la serenità e la sofferenza sta nel desiderare quello che si ha, come faceva Diogene che gettò la ciotola con la quale beveva quando vide un ragazzo beveva raccogliendo le mani sotto la fonte.
    Non sarà il caso di Smerd, ma c’è chi fa del “dolore” e della sofferenza la ragione della propria vita. Anche di quelli degli altri. È molto chic.

  • 13722
    Basta -

    “Ma c’é chi fa del “dolore” e della sofferenza la ragione della propria vita. Anche quella degli altri. É molto chic”…..questa “scivolata” di Golem mi rattrista. In questo trhead si parla di suicidio, si parla del “male di vivere”.. Non é banalizzabile , non può essere ridotto a degli schematismi sociali o morali. Quando ti prende il desiderio di morire non c’é nulla da fare..diventa la tua ragione di “vita” per quanto paradossale possa essere l’associazione verbale. Tutta un altra cosa é parlare di semplice vittimismo..non si vive bene nel dolore, non é mai una scelta ma i fattori che ti portano a “farlo” difficilmente dipendono dalla tua volontá…ci andrei cauto con i commenti gratuiti e stereotipati. Qui si apre un mondo intero..super interpretabile e soggettivo.

  • 13723
    Emma -

    Potremmo discuterne per anni.
    Se nella vita non si avra’ il famoso colpo di culo o colpo di sfiga che ti farà cambiare visione del mondo difficilmente ci si schiodera’ dalla propria visione rosea o nera.
    A meno che non ci si rincoglionisca e si precipiti nella depressione ad oltranza o nell’ottimismo a prescindere.
    A volte, poi, i colpi di culo sono sono solo apparenti. In realtà aprono le porte ad un gigantesco colpo di sfiga che ti frantumera’ le ossa o ti lascerà secco a terra.
    La leggenda narra che lo stesso possa dirsi per gli apparenti colpi di culo, ma ne ho le prove.
    A me, la vita, il caso, Dio e la sua banda non hanno fatto proprio nulla. Sono le persone che mi hanno avvelenata.
    Persone di cui devo sapere di morte brutta e certa prima di mollare gli ormeggi.
    Ignoro e poco mi importa cosa abbiano detto Fromm, Mann e compagnia scrivente o filosofeggiante.
    L’unica cosa di cui sono certa è che, se un giorno, per il famoso colpo di culo o sfruttando l’onda positiva dell apparente colpo di culo, dovessi avere anche solo 24 ore buone, be’….le impegnerei per demolire chi odio a morte.
    L’odio è il vero sentimento che tiene legati al filo d’erba cui ci si aggrappa. L’odio, il rancore, il disprezzo, la voglia di vendetta, di vedere gente morta veramente male o agonizzante in un letto d’ospedale che implora un aiuto che non avrà.
    E l’amore per gli animali, gli unici che non ti fotteranno MAI.
    Restano gli affetti. Quelli in zona neutra, impossibilitati a fare qualcosa ma che ci sono e che apprezzi come so apprezza, nonostante tutto, una zuppiera decorata a mano quando hai il frigo vuoto.

  • 13724
    Emma -

    Il colpo di culo o di sfiga sta nella gente che incontri o in cui incappi vita facendo.
    Sono loro che hanno in mano il portafogli con cui ti curerai o grazie al quale avrai un tetto sulla testa, le utenze allacciate, con cui manterrai un minimo di dignità e senza il quale schianterai prima e creperai dopo.
    Loro, le persone, benedette o maledette che siano.
    Il resto, per me, e’ fuffa che riempe i libri e le sceneggiature dei film.

  • 13725
    maria grazia -

    condivido il discorso di Emma. e aggiungo che quelli che parlano tanto di reagire, di non fare le vittime, di cercare di riscattarsi e di cambiare, sono i più ipocriti di tutti perchè in genere sono i primi a non credere a un tuo possibile cambiamento! e mi riferisco a quelli che giudicano e basta senza muovere un dito quando ti trovi nella cacca, quando sei costretto a fare cose che non vorresti fare per tirare a campare, quando implori una luce di speranza, seppur piccola, seppur flebile, e questi sono solo capaci di farti sentire marcio e sbagliato! fottetevi! con il vostro perbenismo-buonismo piccolo borghese che serve solo a raccontarsi la favoletta rassicurante della buona notte! io so solo che NON C’ERA NESSUNO CON ME quando dovevo pagare i conti, quando dovevo mettere insieme il pranzo con la cena, quando dovevo curarmi, quando dovevo pagare il mutuo della casa. Non c’era nessuno con me quando a casa arrivavano le cartelle esattoriali e le ingiunzioni di pagamento per conti che non avevo potuto saldare, e non c’era nessuno quando mi staccavano le utenze per bollette non saldate! e quando HO CERCATO una mano tesa, ho ricevuto solo pedate nel culo perchè questa è l’ epoca del “devi cavartela da sola!” ( a meno che non sei giovane, bellissima, straniera e manipolabile… ).
    Chi ti fa il solito discorsetto del “bisogna reagire”, è il primo a indispettirsi se ti vede DAVVERO reagire, se ti vede diversa DA COME SI ERA IMMAGINATO.. e chi deve capire ha capito!

  • 13726
    maria grazia -

    per quanto riguarda chi in passato mi ha fatto del male e mi ha rovinato l’ esistenza, adesso alcune di queste persone sono sottoterra, altre non le ho più rincontrate. ma non è che tutto questo mi consoli più di tanto, perchè sono io ad aver subìto le conseguenze più pesanti, e non loro, che comunque hanno vissuto serenamente finchè non sono crepati. il perdono ? .. non perdonerò mai chi mi ha fatto volutamente del male, lo maledico ogni giorno, e quelli rimasti in vita spero che abbiano una miriade di sofferenze e di problemi, proprio come è successo a me per colpa loro. perchè sarebbe giusto così, ma purtroppo so già che non gli accadrà nulla, come sempre. intorno a me vedo perire solo gente in gamba, buona d’ anima, che non ha mai fatto niente a nessuno. gli altri, i farabutti e le farebutte, se la cavano sempre!
    perciò adesso certe persone almeno si risparmiassero la manfrina su “come avrei dovuto vivere”. perchè voi non capite un caxxo e non sapete niente! rimanete nel vostro mondo beato e fatato e lasciate perdere chi deve confrontarsi CON LA REALTA’.

    Devo comunque precisare che in questo forum c’è un utente che mi ha dimostrato vicinanza e solidarietà in questi mesi difficili, e che – in mezzo a tanta altrui cattiveria – mi ha invece offerto un aiuto CONCRETO che però non me la sono sentita di accettare. Ringrazio con tutto il cuore questa persona, che oltre che un forumista maturo, acuto e intelligente si è dimostrato anche un VERO amico sincero e affidabile. GRAZIE, non lo dimenticherò mai! e mando un saluto alla sua bellissima moglie e a tutta la famiglia.

  • 13727
    Golem -

    Basta, quindi tu non credi che ci sia chi fa del “lamento” o della “sofferenza” un motivo di vita e di “identitá”?
    Non sto accorpando tutte le vere sofferenze in un unico calderone vittimistico, sto solo dicendo che c’è ANCHE chi le usa scientemente, anche nei termini di immagine che ho citato, ma non sto entrando nello specifico di chi si esprime su questo thread.
    La cultura della sofferenza come espiazione è uno dei tanti danni che un certo cattolicesimo ha inculcato in molte coscienze in modo subdolo ma pervicace. Se hai un viso “sofferente” mentre lavori sarai giudicato più “credibile” di chi fischietta. Non ti è mai capitato di constatarlo?
    È un trucco che funziona, in quasi tutte le relazioni. Pensaci.

  • 13728
    rossana -

    Emma,
    premesso che so molto bene di cosa si sta disquisendo (per esperienza diretta portata a un limite a cui altri ancora non sono pervenuti), sono d’accordo con te sul concetto che a fare la differenza in una possibilità di svolta sono soprattutto le persone che capitano sul nostro cammino, al momento giusto, pronte ad accogliere e a comprendere.

    nel mio caso, ho avuto sì la grandissima fortuna d’incontrare un angelo, che mi ha dato fiducia, senza immediati compensi in denaro, ma anche la forza di reimpostare completamente il futuro, assumendomi in modo totale una responsabilità che prima mi aveva terrorizzata. è stata una sinergia, fra supporto e motivazione.

    tutti abbiamo opportunità favorevoli o risucchi nefasti. sta a noi cogliere le prime, anche se poche, ed evitare i secondi, sempre nel realistico riquadro delle nostre possibilità e potenzialità.

  • 13729
    maria grazia -

    Non sono mai stata una persona che non si assume le sue responsabilità. direi che andare via di casa a 23 anni per mantenermi da sola, e senza avere davanti a me alcuna certezza, è stata solo la prima delle tante controprove che dimostrano la mia volontà e capacità di mettermi in gioco, piuttosto che la tendenza ad adagiarmi tenendo il sederino al caldo; atteggiamento – quest’ ultimo – tipico della mia generazione, peraltro!. In quel periodo in casa mia c’erano fortissime tensioni anche perchè mio padre era stato truffato di un’ enorme somma da parte del suo commercialista. e io non volevo intrattenermi in famiglia, sapendo che rappresentavo solo una bocca in più da sfamare, quindi un peso. poi, con il passare degli anni ( aldilà di quello che crede qualcuno ) ho acquisito anche quell’ esperienza e quelle competenze che mi permetterebbero di emergere in vari settori commerciali e professionali. quindi non vedo perchè io debba accettare di essere svalorizzata e sottovalutata da chichessia. fermo restando che non si finisce mai di imparare finchè si campa.
    per quanto riguarda l’ aiuto di cui parlavo, e che qualcuno mi aveva offerto del tutto spontaneamente e senza alcun secondo fine, si è trattato puramente di un’ offerta amichevole da parte di una persona che evidentemente ha stima e affetto per me, a differenza di altri. tutto qui.
    per il resto, mai incontrati angeli sulla mia strada e mai avuto VERE occasioni. Quel poco che ho me lo ritrovo grazie a sacrifici dolorosi e grazie anche all’ aiuto materiale della mia famiglia, che insieme a me ci ha investito i risparmi di una vita. per questo ne sono orgogliosa e me lo tengo stretto!
    certo, se avessi fatto come fanno alcune, che prima dei 30 anni si trovano il tizio ricco e più maturo di loro con il quale sistemarsi, la mia vita sarebbe stata più semplice sotto molti aspetti, e sarei stata maggiormente considerata nella società. ma ci sono cose sulle quali non transigo, non posso venir meno a ciò in cui credo profondamente. e non ho mai considerato nemmeno lontanamente l’ ipotesi di scambiare la mia libertà e la mia vita con un “tetto sicuro”. come invece molte ragazze di oggi non si fanno problemi a fare. e del resto non avrei potuto avere alcun rispetto e alcuna stima di un uomo che non si fa scrupoli a stare con una ragazza SAPENDO DI COMPRARLA.

    Golem, hai pienamente ragione. La gente confonde la seriosità e i musi lunghi, con la serietà e l’ affidabilità. MA SONO DUE COSE DIVERSE!

  • 13730
    Basta -

    @golem
    Sono stato impulsivo..rivedo il mio commento a fronte della tua precisazione. Sono d’accordo che “alcune ” persone usano la sofferenza per secondi fini in modo falso e ipocrita ma di conseguenza si circonderanno di persone stupide e di poco valore. Quello che volevo dire é che se qualcuno comincia a pensare di togliersi la vita é ben oltre a questo tipo di atteggiamento vittimismico che tu descrivi…diventa una patologia vera e propria e vanno aiutati. Ma forse non ho capito bene la piega che ha preso questo trhead.. 1373 pagine…!!
    P.s. Tempo fa ho passato un brutto periodo, abitavo all’11 piano e per settimane, ogni sera, mettevo una sedia di fronte ad una finestra aperta ( non avevo terrazze), mi sedevo e pensavo al modo migliore per lanciarmi fuori e contemporaneamente pensavo ai motivi per cui non dovevo farlo. Non l’ho detto mai a nessuno, non ho cercato aiuto, perché sapevo che viviamo in una societá ipocrita, perbenista, giudicante e falsa. Ma credo ancora nell’amore, non ci rinuncio, é troppo bello sentirsi parte di un altro essere umano…ma non accetto più nessun compromesso.
    @mg
    Scusa la sinceritá…ma perché c.... non hai ancora trovato una persona che ti apprezza per quello che sei?? Ti assicuro che sei veramente fuori dal comune..per fortuna. Apprezzo enormemente la tua coerenza in tutto quello che scrivi.

  • 13731
    Smerdjakov -

    Che meraviglia osservare questo florilegio di risposte scaturite da un mio intervento! 🙂 Ne sono soddisfatto, perchè questa lettera stava languendo ed io ci sono affezionato, anche quando non vi scrivo; eppoi è anche vanteria personale: mi piace discutere, mi piace perfino litigare e, soprattutto, mi piace sfogarmi. Alcune persone hanno capito il mio intervento, perfin più di quante mi aspettassi. Ma molti altri non mi hanno deluso, ed ecco nuove, succose opportunità di disprezzare il prossimo. C’è chi parla di cose che niente c’entrano (il cattolicesimo, il vittimismo???), chi pretende che basti un sorriso. Anzi, una linguetta fuori in una foto… perchè è risaputo che tutti i suicidi non ridono mai, nè hanno senso dell’umorismo. I geni (?) si riconoscono dalle boccacce che fanno. E questo mi fa pensare che disprezzare è uno di quei piaceri “mitiganti” l’orrendo scorrere della vita; un piacere che si può avere a buon mercato.
    Vediamo intanto di recuperare le fila della discussione, riassumere la miccia che ha scatenato questa nuova querelle: Io, personalmente, ho sofferto molto, sia per eventi capitatimi, sia per eventi che ho sentito incomprensibili agli occhi della mia ragione e della mia coscienza occorsi ad enti terzi. Di fronte a questa sofferenza mi sono posto alcune domande: 1) Vale la pena vivere? Mia risposta: no. 2) Siamo liberi? Mia risposta: No. 3) Perchè, stante i punti 1 e 2 io sono ancora vivo? Mia risposta: per senso di responsabilità e per paura ancestrale non della Morte, ma del morire.
    Io non discuto sui casi personali, nemmeno sui miei. Naturalmente se avessi avuto una bella vita forse non avrei risposto così alle domande di cui sopra. Ma questa è un’affermazione del tutto priva di spessore per molti motivi i cui principali sono che, innanzitutto, noi viviamo ciò che viviamo e non possiamo tornare indietro, e questo ci fa capire che non siamo liberi.

  • 13732
    Smerdjakov -

    Eppoi posso supporre che la mia sensibilità mi avrebbe fatto pensare esattamente le stesse cose che penso da sofferente diretto. Se anche avessi avuto denaro, salute, successo e avessi visto un cane abbandonato o un paesaggio devastato o un singolo bambino martoriato non sarebbe cambiato niente. Il Male di cui parlo, non è il mio, il vostro o di pinco pallo. Il male è il Male. Io non accetterai mai un mondo dove anche solo un singolo ente, un lombrico o un insetto, dovessero soffrire. Di questo parlo: dell’Universo in cui ci muoviamo e del fatto che sia così crudele, del fatto che noi non possiamo farci niente, ma solo scamparla (se così vuole l’Universo), del fatto che il male agisce per il solo fatto di esistere. La mia sofferenza è servita a capire esattamente questo: che io non riesco ad accettare le Regole che regolano il Tutto, me compreso.Le quali si declinano in ogni sorta di tremendo concetto che ci può venire in mente. Noi attori di questo universo siamo tutti carnefici e vittime, solo che alcuni sono più carnefici ed altre più vittime. E non possiamo decidere da che parte stare, perchè la Vita decide per noi, anche quando noi pensiamo di decidere. Ho deciso io di non avere lavoro? No. Eppure potremmo rispondere anche sì, perchè se avessi studiato o se avessi fatto quella scelta avrei potuto ottenere quei risultati. Ma se io quella scelta non l’ho fatta è perchè ci sono stati dei motivi determinati, di ordine morale, sociale, geneteco, ambientale, temporale…insomma X fattori, impossibili da elencare e da enumerare. Prendiamo il povero Golem: lui ha la colpa di essere un poveretto, ma non è responsabile di ciò, perchè è nato così e la sua vita lo ha portato a scrivere piccolezze. Lui, io, noi tutti siamo pensati dalla vita molto più di quanto la pensiamo.
    Pensateci. Ed io deploro questa cosa e non vedo l’ora che finisca.

  • 13733
    maria grazia -

    basta, probabilmente gli uomini che incontro e di cui mi innamoro cercano IL COMUNE…
    a parte tutto, sinceramente non saprei. Io un’ idea me la sono fatta sugli uomini che mi rifiutano, può essere giusta come sbagliata. ma bisognerebbe sentire anche la loro opinione. di certo non sono peggiore di tante donne che ci sono in giro!

    Smerdjakov
    ovviamente un genio non si riconosce da una pernacchia. Golem faceva un discorso diverso: diceva che è fuorviante quel tipo di concezione che ti porta a credere che chi è serioso e lagnoso, automaticamente è anche affidabile, acuto, intelligente e competente. Non sempre infatti le due cose vanno di pari passo, aldilà del discorso sofferenza-suicidi. Nella nostra società l’ omologazione la fa da padrona, anche in virtù di quel perbenismo ipocrita di cui parlava basta. ma poi sono le persone che in qualche modo sono “fuori dagli schemi” ad arrivare facilmente più lontano, o a saper affrontare meglio di altri situazioni oggettivamente complesse e problematiche. E questo la dice lunga rispetto alle convinzioni dei piccolo borghesi… Il perbenismo ipocrita di cui parlava anche basta, secondo me è la causa di tutti i mali di questa società. ed è anche il presupposto per il quale ci saranno sempre le persone felici e appagate da una parte ( in genere per pura questione di fortuna ) e le persone ingiustamente colpite dall’ altra. perchè il perbenismo, il moralismo e il maschilismo ( cose contro cui io mi batto da sempre in modo feroce ) sono la causa principale di divisioni e selezioni INGIUSTE nella nostra società. Del resto, anche ad esempio giudicare sommariamente qualcuno come “poveretto”, in senso dispregiativo ( come tu fai con Golem e come tempo addietro avevi fatto anche con me ) equivale proprio ad alimentare quel meccanismo perverso contro cui tu ti scagli, e per il quale esistono il male e le cose cattive e noi non possiamo farci nulla. Non lo dico per creare polemiche, sia chiaro! ma come spunto di riflessione: evitare di dare giudizi sugli altri – anche quando siamo in disaccordo con loro – e praticare il rispetto e la tolleranza, non sarebbe un primo passo per spezzare ( o perlomeno arginare ) la CATENA DEL MALE ?
    una cosa è certa: il nostro sistema è tendenzialmente maschilista. e se questo thread ha raggiunto i 13.733 non sarà un caso!..

  • 13734
    Golem -

    Infatti Smerdjakov, e ti ringrazio di averlo sottolineato. Ma sbagli solo in una cosa: io me la sono “cercata” quella piccolezza, non me l’ha imposta la vita, quindi sono conscio dei miei limiti. Questo mi consente di vedere da “vicino” gli eventi che mi accadono, e forse per quello riesco a capire i tipi come te, che opportunamente “stimolati” abboccano alla provocazione, e confermano, con la tua risposta, che Golem con l’ipotesi del vittimismo come filosofia di vita, ne ha toccato il nervo scoperto. La differenza tra un unicum come te e la maggioranza dell’umanità che vive con le stesse regole che tu soffri è che quest’ultima queste regole le accetta, e ci convive, guadagnandosela la vita, con sofferenze non diverse dalle tue. Ma tu vuoi da subito la “prima classe super”, per te e per il lombrico, per questo viaggio che è l’esistenza. Per tutti, tanto per dare un tocco di generosità ecumenica alle tue farneticazioni.
    È da quando esiste la coscienza che si convive col dolore, nasciamo piangendo e muoriamo soli, e tu perdi tempo a lamentarti della qualità di questo “intervallo”, che nessuno mai potrà cambiare. Ma tu insisti ad incazzarti inutilmente mentre di fronte a certe situazioni bisognerebbe usare l’umorismo alla Monty Python per dare un senso alle tue considerazioni.
    Comunque, ti dó una buona notizia. Stamattina un merlo si è mangiato uno dei lombrichi del mio giardino, che così ha smesso di soffrire secondo i tuoi alati concetti. Il lombrico è finalmente sereno, ma il merlo lo è di più. Sai, io nella mia piccolezza la penso come il merlo.

    Smerd, si capisce che tu ti senti un “grande” che la vita non vuole riconoscere tale.
    Ma per la figura che fai con quello che scrivi, con la pronuncia cinese quell’aggettivo suonerebbe più indicato.
    Requiestat in pace.

  • 13735
    Golem -

    Ciao Basta. Scusa la mia banalità, che come tale è tangibile nei fatti. Chi si vuole togliere la vita lo fa, e spesso tutti si chiedono come mai. Chi ne parla ossessivamente, oltre l’evidente istintiva paura, sta chiedendo principalmente “attenzione”, e in questo senso desidererebbe potersi uccidere, ma anche per vedere le reazioni degli astanti, e compiacersene. È questo il vero guaio di certi “suicidandi”: non poter assistere al proprio funerale, # per vedere di nascosto l’effetto che fa…#. Come cantava il grande Enzo Jannacci.

  • 13736
    LEA -

    Ho intenzione di “andarmene”. Non sto a spiegare il perche’ e il percome, lo faro’ solo in privato, a chi vorra’ scrivermi personalmente. Pero’ il parlarne mi fa bene. Sapere che ho preso la decisione mi fa sentire sollevata. Bisogna solo decidere il quando. Daro’ altri dettagli in privato.

  • 13737
    Marius -

    @LEA non fare pazzie, la vita è un regalo prezioso, non buttarla via

  • 13738
    LEA -

    Se qualcuno ha intenzione di “andarsene” per favore corrispondiamo. Mi sono rotta cosi’ tanto di sentire che la vita e’ preziosa… Lo so da me che e’ preziosa, ma quando e’ arrivato il momento bisogna accettare il proprio destino. C’e’ la’ fuori qualcuno che vuole corrispondere con me e che ha gli stessi mieie sentimenti e intenzioni?

  • 13739
    maria grazia -

    LEA, devi fartene una ragione. in questo forum la maggioranza degli utenti o scrive banalità, o insulta gratuitamente. Pochi, come Emma o come Golem, riescono a definire lucidamente il quadro delle cose, seppur con opinioni e stili diversi. ti auguro di trovare i corrispondenti che cerchi. un abbraccio.

  • 13740
    Smerdjakov -

    Se vuoi Lea io ci sono. Dimmi dove scriverti.

  • 13741
    LEA -

    Grazie Maria Grazia.

  • 13742
    LEA -

    Smerdjakov, devo darti un indirizzo di posta che non e’ quello del lavoro, ma un altro e devo vedere se ancora funziona.

  • 13743
    LEA -

    Essere indesiderati e’ la cosa piu’ brutta che possa capitare nella vita. Essere indesiderati dalla famiglia e dalla persona che ami e’ la cosa piu’ brutta che possa succedere. Personalmente non vorrei lasciare questa “valle di lacrime”, ma non vedo altra scelta.E’ come se sapessi che senza di me il mondo si sentirebbe meno “invaso” dalla mia presenza. E’ un vero peccato perche’ il mio background culturale e la mia personalita’ pimpante dovrebbero aiutarmi.E invece non e’ stato e non e’ cosi’. Comunque sono felice di aver aderito a questo forum cosi’da condividere i miei stessi pensieri. Mi fa sentire meno sola. La musica che esprime meglio il mio pensiero e che sto ascoltando in questo momento e’ quella meraviglia di “Wait for Me” di Vangelis tratta da Blade Runner.

  • 13744
    Smerdjakov -

    Ok, fai come preferisci e se ti va. Io ci sono e parliamo un po’. Qui è sempre più difficile.

  • 13745
    maria grazia -

    LEA, posso chiederti come mai la tua famiglia non ti desidera ?

  • 13746
    LEA -

    Mi sono rimasti mia madre e mio fratello che in famiglia non mi hanno mai amato. Le uniche persone che mi hanno fatto stare bene se ne sono andate una dopo l’altra. A questo si aggiunge una serie di fidanzamenti finiti male. Non stante due proposte di matrimonio e chiacchiere di quanto ero “unica”, nessumo dei miei legami si e’ concretizzato. L’ultima”conoscenza” mi ha detto chiaro e tondo (ma e’ stato onesto fin dall’inizio) che non puo’ darmi di piu’. Mi sento un mezzo corpo che cammina nel mondo…..

  • 13747
    LEA -

    Sul desktop del mio Iphone ho messo la foto di DAUL KIM, modella coreana che si e’ suicidata a 20 anni nel 2009 impiccandosi nel suo appartamento di Parigi. Diceva che si sentiva un corpo senza amore…. La sento cosi’ affine a me…..

  • 13748
    Smerdjakov -

    Benvenuta tra gli umani cara Lea. Siamo tutti alla ricerca di un po’ di pace.

  • 13749
    Alessandro -

    Lea continuare a vivere non esclude che prima o poi tu debba morire, cosa che purtroppo tocca a tutti, visto che per forza dobbiamo morire,secondo me vale la pena di vivere il più possibile, a volte qualcosa di buono e bello esce fuori,magari un’attimo e quando meno te lo aspetti, però è bello ed è meglio del niente.

  • 13750
    LEA -

    Caro Smerdjakov,
    E’ ovvio che tutti cercate un po’ di pace anche perche’altrimenti non vi sareste iscritti al forum per parlare di certe cose. Cio’ di cui ho bisogno al momento e’ di condividere il mio dolore con altri che si trovano nel mio stesso stato e che sopratutto non mi facciano la morale.

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