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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 6851
    kevin -

    Ciao lory.

    Ho letto il tuo commento, ma non capisco dove sia il problema.
    Se non vuoi stare con gli altri, puoi anche non averne bisogno, poichè come dici tu stessa, non trovi interessante dialogare di argomenti, per te per niente interessante.
    Un altro motivo per il quale non riesci a stare bene è che gli altri trasmettono in questo giorno, tutti quei sentimenti legati all’incontro tra parenti; si ride e si scherza.
    Tu da quello che ho capito, stai di merda e ovviamente questo ti urta, perchè non sei dell’uomore giusto per ridere, perchè non ne hai motivo e non ti va.
    Ti capisco anche io ho passato questi momenti, anche tra i banchi di scuola e a volte passavo per snob.
    Posso chiederti cosa c’è che non va?

    Eme posso chiederti, se non sono indiscreto, da quanto tempo sei nel limbo?
    Non ringraziarmi, non faccio nulla oltre che interessarmi delle persone che scrivono.
    La tua gratitudine, come le altre, saranno il vostro buon umore.
    Sarò forse presuntuoso, ma pretendo per il bene degli altri.
    Scrivi, quando e come vuoi, te come gli altri, se non sarò io, qualcun altro vi risponderà.
    Rispondere non costa nulla. 😀 Dave come va? Ciao

  • 6852
    Athos -

    Cara Eme, Attenzione, quasi quasi potresti farmi ricredere sull’universo femminile. Infatti mi sembri troppo intelligente per essere una donna…ed ecco una prova di ciò che dico. Le donne sono notevolmente inferiori all’uomo in senso generale, quanto a capacità logiche e cognitive, ma quando s’incontra una donna intelligente, intelligente lo è davvero!
    Tu mi pari una di queste.
    Hai capito perfettamente, mi hai quasi coccolato con le parole. Il senso di incertezza, il sentirsi impauriti, inadeguati, perfino carezzare le nostre più meschine e sordide inclinazioni…tutto è vero all’ennesima.
    l’odio è conseguenza della paura, non causa. Per cui non c’è odio senza paura. Non so se son cose poi così tanto distinte. Non azzardo ragionamenti. Posso solo descriverti la mia giornata.
    Salvatomi dal pranzo pasquale mi reco a prendere questa ragazza brasiliana di cui, in effetti, poco me ne cale. Viviamo proprio in mondi diversi. Frequenze d’onda distanti quanto i luoghi in cui siamo nati. L’ho portata al cinema (pagato io). Da Mc Donald (pagato io anche se ha mangiato solo lei). Poi a bere qualcosa dove, avendole fatto capire che mi sarebbe piaciuto offrisse lei, ha fatto il gesto di tirar fuori i soldi. Peccato che non avessero da cambiare e abbia pagato comuqnue io. Poco male.
    Il fatto è che non mi son sentito a mio agio. Neanche eccitato eccessivamente. Ma il fatto è che non mi piacciono gli altri. Le donne, che amo da un punto di vista estetico, non riescono a farmi sentire accolto.
    Io ho troppo odio, troppa rabbia, troppa paura. Mi chiedono quali sono i miei problemi. Ma da quale punto di vista? Psicologico? Sociale? Fisiologico? Che devo rispondere?
    Ho un d.o.c. da sempre. Da sempre sono un depresso e un disadattato. Ho orgoglio e paura (che van sempre a braccetto). Ho paura fisica degli altri anche quando mi dimostro spavaldo. Son paranoico.
    Socialmente ho già detto: razzista, menefreghista, disprezzo tutte le persone e so di fare bene.

  • 6853
    Athos -

    Continuo? ok
    Ladro, bamboccione, me la prendo per sciocchezze e non affronto le cose grosse (ma poi quali sono queste cose importanti?). Me ne fotto salvo avere paura quando mi prendono in castagna.
    Ho fatto molto male nella mia vita e me ne han fatto tanto. Non accetto questo mondo di merda. Al solo pensare alla sofferenza che c’è mi vien da uccidermi, e dico sul serio. Soprattutto quella sugli animali mi devasta e mi atterrisce. L’assenza di Dio mi fa incazzare oltre ogni dire, tanto che la bestemmia è il più vero atto di fede che io possa compiere. E bestemmio solo quando voglio comunicare realmente con Dio, non come imprecazione gratuita.
    E’ buffo, ma so che tutto questo mi fa essere molto migliore e molto più affascinante di uno come mio cugino, che sembra uscito da un telefilm come Friends.
    Lui non piange, non soffre di d.o.c., non ha mai assaggiato la solitudine, non si è mai sentito come una merda, non è mai stato a terra, non conosce davvero il fiele della vita, l’odiare, il voler uccidere o violentare, non ha una parte sordida particolamrente sviluppata. Credo non sia mai neanche stato rifiutato. Non deve andare su internet a cercar compagnia femminile.
    Ma so anche quanto segue, due punti:
    Che non ha la mia intelligenza, la mia sensibilità. Che non ha amato come me. Che proprio perchè non ha sofferto non ha vissuto come me. Che non sente come me la passione (frutto che nasce su terreno accidentato). Non ha la mia cultura, la mia curiosità. Non è ironico come me e come me interessante. Non ha il sacro fuoco che lo scalda. Non ha curiosità, non se la prende con Dio, perchè per lui Dio è quello del catechismo o il suo riverbero. Forse neanche si pone il problema. Non sente sofferenza perchè non può sentirla, non ne ha il “dono”. Non è quindi gelosia la mia. Una volta potevo dirmi geloso, ora no.
    Il mio è un non capire, uno non comprendere. Perchè soffriamo? Perchè questo mondo è una cloaca gigantesca? E noi, che ci stiamo a fare? E io?

  • 6854
    kevin -

    Ciao athos.

    Ho letto il tuo commento.
    Sai una cosa, strana, sei tutto tranne che confuso.
    A differenza di molte persone, che non capiscono, cosa o perchè, tu sai cosa ti accade.
    Soffri di un disturbo compulsivo ossessivo.
    Esci con una ragazza e quasi ti fa schifo.
    Ti piaciono le ragazze con le quali non riesci a sentirti a tuo agio.
    Sei in completo conflitto.
    Perdonami, ma sarei meravigliato se tu fossi un tipo sociale.
    Per quello che ho copito, per come ti sei raccontato, trovo “normale” che tu abbia questo tipo di vita, giusta o sbagliata che sia.
    Il punto della situazione è che a te, mi sembra, non va bene il tuo stile di vita.
    A tal proposito, dovresti lavorare parecchio sul tuo disturbo e su te stesso.
    Da quanto soffri del disturbo? Vai da qualcuno e assumi farmaci?
    Sai molte persone che scrivono qua hanno il comune il conflitto con se stesse. Ciao

  • 6855
    Eme -

    Athos:”Io ho troppo odio, troppa rabbia, troppa paura. Mi chiedono quali sono i miei problemi. Ma da quale punto di vista? Psicologico? Sociale? Fisiologico? Che devo rispondere?”.
    Paura e odio permeano tutto. Invadono il cervello, indirizzano i rapporti sociali e si ripercuotono sul fisico.
    Quante volte senti le tempie esplodere? E il sangue che corre talmente velocemente nelle vene che gli arti si irrigiscono fino a farti male? E il cuore che sembra intenzionato a sfondare la cassa toracica? Ti senti mai soffocare dai conati di vomito per l’ipocrisia che ti circonda?
    L’ipocrisia è ovunque. Anche nelle inezie (inezie apparenti). Anche nei gesti, nelle frasi apparentemente innoque.
    Quanta ipocrisia c’è in un buongiorno detto ad uno sconosciuto sull’ascensore? O nella stretta di mano che il bon ton impone di dare all’amico dell’amico del cugino che incroci per strada?
    Anche io ho fatto del male.
    L’ho fatto per stare bene. L’ho fatto per un’esigenza di compensazione.
    Ho subito del male e non ricevendo bene in uguale misura ho sparso male.
    Il principio dei vasi comunicanti usato a scopo terapeutico.
    Mi occupo di una colonia di 20 gatti, Sono i miei migliori amici. I miei unici amici. Il gatto è l’animale bastardo per antonomasia. Dicono sia falso,ipocrita.
    Non è vero!
    E’ sincero. La sua bastardaggine è lì. A portata di tutti, Ben visibile, valutabile.
    Fa le fusa se vuole qualcosa, ti graffia se non vuole essere disturbato. Sa essere di una perfidia e di una dolcezza tanto disarmante quanto immotivata agli occhi di chi vive la vita second schemi ben definiti.
    Quando si espone lo fa totalmente senza schermarsi. Ruba ciò che gli porgi, rifiuta ciò che gli imponi. Affronta il pericolo solo quando gli va ed ha uno scopo che sconfigge le sue paure altrimenti scappa. Senza vergogna, senza pudore. Sparisce per giorni interi incurante dei richiami. Dorme, non fa un c.... tutto il giorno e se si sente male “va a morire” in perfetta solitudine.

  • 6856
    Eme -

    Un esponente della categoria “basta parlare” un giorno ha sentenziato che il mio amore viscerale per gli animali nasconde un disagio.
    Complimenti, standing ovation, lode lode lode per l’arguzia.
    Non ho mai nascosto il mio disagio, la mia ansia, la mia incapacità naturale ed acquisita di stare decentemente in mezzo agli altri. Ho sempre messo me stessa sul piatto di portata nel bene e nel male. Tutto ben in vista: pregi e difetti, bontà e bastardaggine, paura e spavalderia, vizi e virtù.
    Mi hanno saccheggiata…, hanno portato via tutto. Hanno lasciato solo la mia paura ed un odio latente che non riesco a sviluppare come potrei, vorrei e dovrei.
    Dovrei! Gia! Perchè chi ha subito odio immotivato e male gratuito vede lo stesso odio come qualcosa di miracoloso. Mitridate beveva veleno per sopravvivere al veleno. Io anelo all’odio per sopravvivere all’odio.

    Vedi Kewin….ci sono persone che hanno un problema che conoscono nei minimi particolari. Ne conoscono l’origine, ed il grado di sviluppo.
    Queste persone non hanno bisogno di individuare ciò che già conoscono. Hanno bisogno trovare una strada per sopravvivere in un mondo che non è adatto alle proprie esigenze. E’ come essere celiaci costretti a vivere in una dittaura in cui la pasta con farina 00 è l’unico cibo consentito.
    Il mio disagio è saltato fuori non appena ho capito che al mondo esistevano altre persone oltre a me stessa. Persone diverse.
    Più buone, virtuose, solidali di me e proprio per questo molto più malvagie di me.
    Sembra un assurdo ma è così!

    Disagio, paura, senso di inadeguatezza mio nei confronti degli altri e, contemporaneamente, senso di inadeguatezza degli altri verso di me, sono dentro di me, vivono di me ma sono indipendenti da me.
    E’ come se avessi mille voci nella testa e dovessi urlare per rintracciare ed ascoltare la mia.

  • 6857
    Athos -

    Eme, leggendoti mi domando se tu esisti davvero o se sei una proiezione di me stesso.
    L’amore per i gatti e la loro descrizione…strano, direi quasi una magica coincidenza.
    Io adoro i gatti, e non soltanto perchè ne possiedo due(ma il verbo “possedere” come sai non è indicato). Li amo per tutto quello che hai detto. Li amo perchè sono affascinanti, perfidi, ma insieme dolcissimi. Capaci di tenerezza e morbidezza, ma anche di lussuria e violenza. Sono dei killer perfetti e al contempo delle creature angeliche, dolcissime e morbide. Amo tutti gli animali, ma i gatti anzi i felini sono una cosa a parte. Li scruto, li osservo, li studio.
    Mai visto nessun uomo e nessuna donna tanto affascinanti.
    Scusa la digressione, ma era doverosa.
    Il tuo terapeuta improvvisato è davvero destinato ad avere successo in questo mondo :-). Poveretto…Ma deve averti regalato un minuto di divertimento, come lo ha regalato a me ora che mi hai raccontato cosa ti ha detto.
    Oggi sono andato a mangiare fuori, con la famiglia. Non posso dire di essere stato male, tranne che per il fatto di essere andato a pranzare in un posto vicino a una casa di campagna che mi ha visto bambino e che conserva i miei ricordi. Mi ha dato fastidio rivederla, ritornarci.
    Per me i ricordi non sono molto, sono tutto.
    E un’altra cosa mi devasta. Vedere luoghi di campagna un tempo belli, diventare solo terreno di costruzione per stabilimenti industriali e magazzini. Senza rispetto per la Bellezza, per la Natura.
    Sembra sciocco, ma credo che uno dei motivi per cui io non ritengo questo mondo degno di essere vissuto è l’incuria di cui è vittima. E odio rivedere i paesaggi che ho amato ora violentati.
    Odio anche il sesso e l’amore, per la stessa ragione: perchè nei miei sogni son qualcosa di bello che, o non è arrivato, o si è consumato, o si è sporcato.
    E poi la stanchezza. Stanchezza che tutto TUTTO abbia una contropartita negativa.
    Mi domando il perchè non mi abbiano chiesto di voler nascere.

  • 6858
    Athos -

    Magari lo hanno anche fatto e io ho risposto di sì.
    Forse, alla fine di tutta questa sofferenza, ci aspetta una vita come l’abbiamo sempre sognata, piena di felicità che ti fa scoppiare il cuore, dove i luoghi e le persone amate ritornano perfette e le nostre paure, accuratamente ridimensionate, esistono solo per darci la misura di quanto sia bello vincerle ed essere accolti.
    Dove i profumi non svaniscono, dove non c’è violenza mentale e dove il gatto non deve uccidere il topo per mangiare.
    Non so se esiste, non so se sono credente. Ma sono “sperante” 🙂 e non posso impedirmelo.
    Una domanda Eme.
    Tu sei chiaramente intelligente, hai proprietà di parola, sei acuta e arguta e, se ami gli animali, anche dolce. Come mai non hai una persona che ti adora? Questione di fisico? Sei tu che allontani?
    La paura ti fa passar la voglia di avere un compagno? Oppure ce l’hai?

  • 6859
    kevin -

    Ciao
    Eme, hai capito quale sia il tuo problema.
    E’ da molto che ci convivi e hai capito come affrontarlo?

  • 6860
    tracy -

    Eme a te manca un amico sincero con sinceri sentimenti di amicizia verso di te che non finge nei sentimenti…anche solo uno basta per capire quanto è bella l`amicizia vera.

  • 6861
    Eme -

    Ciao Athos, ciao Kewin.
    Vivo all’interno di un’eco.
    Da sempre.
    Ogni emozione, sentimento, reazione e comportamento è espansa, allargata, detonata.
    Tutta la mia esistenza è un eccesso nel bene e nel male, nell’azione e nella pigrizia.
    Ciò che cerco è un eccesso che compensi il mio, che riequilibri la bilancia, che mi tolga di dosso quella sensazione di diversità in cui sguazza felice la mia paura di vivere.
    Ho un uomo che mi fa compagnia ma non riesco a chiamarlo, a vederlo come un compagno.

    “Forse, alla fine di tutta questa sofferenza, ci aspetta una vita come l’abbiamo sempre sognata, piena di felicità che ti fa scoppiare il cuore, dove i luoghi e le persone amate ritornano perfette e le nostre paure, accuratamente ridimensionate, esistono solo per darci la misura di quanto sia bello vincerle ed essere accolti.
    Dove i profumi non svaniscono, dove non c’è violenza mentale e dove il gatto non deve uccidere il topo per mangiare.”.

    …….Hai scritto una bellissima poesia, Athos.

  • 6862
    kevin -

    Ciao
    Athos, come va?
    Dave come va?

    Eme, hai mai pensato, di staccare per un breve periodo e di trascorrere, un pò di tempo lontano da dove vivi?
    Penso che tu sia una persona parecchio sensibile, ciò è testimoniato dalle tue numerosissime sensazioni, a volte contrastanti.
    Tali sensazioni, sopratutto se in conflitto tra esse, ti angosciano, ti tengono la mente occupata ad elugubrare.
    Non mi stupisco, che tu non risca a vedere il tuo compagno come tale, se non al di fuori della parola stessa.
    Per quel che posso permettermi di dire, dal momento in cui, sarai meno presa da queste sensazioni, riuscirai ad essere più ricettiva.
    Una domanda: il tuo compagno conosce anche questo lato della tua persona?

    Ciao

  • 6863
    Athos -

    Grazie Eme,

    La mia “poesia” è solo la mia speranza. Ti andrebbe di scambiare l’email? Ma solo se ti va.

  • 6864
    Patty -

    Voglio sapere ”Beppino” che ha scritto la prima lettera sul suicidio che fine ha fatto…ho bisogno di parlare con lui perchè sono nella sua stessa situazione…per favore rispondetemi..

  • 6865
    kevin -

    Ciao.
    Mi dispiace, ma che io sappia non scrive più da tempo in questo forum, dopo che rivelà il suo disagio, verso quel presunto problema.
    Penso, di conseguenza che abbia risolto, spero e quindi non si è fatto più sentire.

    Ciao

  • 6866
    Patty -

    Capisco…ho provato a mandargli una mail ma mi ritorna indietro dicendomi che l’indirizzo è scaduto…spero non gli sia successo nulla…o forse ha scritto una mail sbagliata: josephdavid@hotmail.fr solo voi potete dirmelo se è possibile!

  • 6867
    kevin -

    Ciao

    Mi dispiace, ma non so darti ulteriori informazioni, per quanto riguarda la mail.

    Se ti va, prova a scrivere qua.

    Ciao

  • 6868
    viola73 -

    Per Athos se ripassa di qui…. “Cara Eme, Attenzione, quasi quasi potresti farmi ricredere sull’universo femminile. Infatti mi sembri troppo intelligente per essere una donna…ed ecco una prova di ciò che dico. Le donne sono notevolmente inferiori all’uomo in senso generale, quanto a capacità logiche e cognitive…”
    ma per favore…le donne meno intelligenti? al limite essendo biologicamnete meno forti hanno nei secoli sviluppato altre capacità… ma generalizzare sarebbe comunque un’idiozia…caro Athos esistono le persone maggiormente dotate di acume e quelle meno dotate, ma come tu dovresti aver capito essendo così “cerebrodotato”, appartengono sia all’universo femminile che a quello maschile… ti diro’ poi che secondo la mia personale esperienza di maschietti con scarse capacità logiche e cognitive ne ho conosciuti un bel po’!!

  • 6869
    Eme -

    Ciao Athos: la mia e-mail è emerain@libero.it. La tua speranza mi ricorda le parole di Tricarico “L’ultima illusione non è svanita…Io libero per sempre….”!

    Ciao Kewin. A volte ti viene posta la domanda “come stai?” che implica implicitamente la risposta “bene”. Se ti azzardi a dire “male” scatta il fastidio perché questa risposta fuori copione mette in pericolo l’ipocrita e rapida scaletta di svolgimento dei rapporti sociali.
    Eri convinto di aver svolto il tuo ruolo buonista ponendo la domanda ed ecco che un imbecille ti mette in difficoltà.
    L’imbecille sta male e lo dice.
    Ora che fai? Se tiri via rischi di passare per l’indifferente che in realtà sei ma non vuoi ammettere di essere e rischi di compromettere la maschera buonista con cui ti aggiri per il mondo.
    Se approfondisci rischi di ciucciarti le disgrazie altrui per un tempo indeterminato e di creare un rischioso precedente in virtù del quale ogni volta in cui l’imbecille starà male piomberà da te “che sei così disponibile”.
    Colpo di genio: con un mesto, triste sorriso di apparente solidarietà blocchi il fiume di parole dell’imbecille con un “sapessi quanto ti capisco…..è che….ehm…..anche io…..”.
    Gli imbecilli che propinano risposte fuori copione possono essere di due tipi:
    1) L’indifferente: l’imbecille sconcertato taglia corto e se ne va. Tiri un sospiro di sollievo. Missione compiuta. Oltre a zittirlo se n’è andato senza che tu lo allontanassi o scappassi. La coscienza è a posto.
    2) L’allocco: l’imbecille si stoppa e si concentra su di te. Il problema si dimezza, basta trovare una “disgrazia” che giustifichi lo scappare velocemente a gambe levate. Scegli rapidamente tra sanità, economia, burocrazia degli enti e con un contrito “ora capirai…..devo proprio scappare…..” poni fine alla tristissima scenetta. Ma mentre stai scappando alzi un sopraciglio e con un sorrisetto beffardo pensi: “bene a sapersi…quello/a è un allocco. Me ne devo ricordare di ‘sto co......……può tornarmi utile….”

  • 6870
    Eme -

    Non mi dilungo sulla sorte del povero imbecille di genere “allocco “ che verrà chiamato in causa ogni volta che il buonista avrà un problema e troverà la soluzione nel buttarglielo addosso con un “non so davvero come ringraziarti……non hai idea di quanto sia importante che tu abbia fatto questo per me. Non so a chi altri avei potuto rivolgermi…..”…..”non so cosa farei senza di te…..”!
    Già…..!
    E poi porte sbattute sul grugno, spintoni, violenza morale e, a volte, fisica……
    E’ una sorte che conosco bene…..è la mia sorte. Da sempre e per sempre. Finchè morte non interverrà. Amen.
    Dirai: non tutte le persone sono così. Probabilmente, certamente hai ragione. Ma è’ stato così con la maggior parte delle persone che ho incontrato. Ed ora ho paura del ripetersi degli eventi. Una normalissima, giustificata, plausibile ed incontestabile paura paralizzante!!!
    Una lunga premessa per motivare la risposta ad una tua domanda….potrei andare ovunque ma ovunque troverei il medesimo riscontro al mio disagio. Perché nasce da me, ma non dipende da me bensì da come interagisco con un esterno in grado di aumentare in modo esponenziale il mio malessere interno.
    Nasci con un disagio. Gli altri sono potenzialmente o realmente in grado di trasformarlo in un male di vivere, in paura invalidante, in un senso di ubiquità in situazioni opposte che destabilizza e disorienta.
    Il mio compagno: di lui apprezzo il non abusare delle mie paure.
    Hai presente la frase del Re Leone: “guarda oltre ciò che vedi”? Andrebbe integrata con la frase “ascolta oltre ciò che senti”.
    Lui non è un ascoltatore. E’ un uditore….come quelli che trovi nei concerti di chitarra.
    Mi lascia parlare per ore e ore e poi, tronfio del suo essere stato capace di lasciarmi sfogare e chiuso nell’inossidabile convinzione che lo sfogo sia sufficiente a risolvere il disagio, si manifesta in un “cosa mangiamo stasera?” che non serve ad un c.... ma almeno non fa male……è questo che apprezzo. La sua non violenza.

  • 6871
    Eme -

    Qualcuno dirà: cosa c’entra tutto questo con il suicidio? A volte l‘uccidere sé stessi non vuole essere un atto risolutivo dotato di autonomia. Viene percepito come l’episodio conclusivo di un intera vita del piffero contraddistinta non da crack finanziari, tumori, malattie invalidanti, disgrazie epiche ma da miliardi di piccole incursioni nefaste e di varia portata la cui sommatoria fa traboccare il vaso .
    Quando questo possibile episodio dell’esistenza (il suicidio) acquista la caratteristica dell’inevitabilità (il vaso colmo si è rovesciato, è stato preso a calci e frantumato) il povero cristo si lascia andare ad un destino a cui crede di non potersi sottrarre o a cui non si può sottrarre.
    Ciò che intendo è che, a volte, il suicidio viene percepito come il gesto più logico e razionale commettibile durante un’intera vita condotta o portata dagli altri allo sbando. Viene percepito come un gesto di pulizia, un gesto in grado di mettere ordine in quell’immenso ed insopportabile caos che diventata la propria esistenza.
    Il sentirsi dire:”suicidarsi è inutile” non risolve nulla nel momento in cui la coscienza dell’inutilità coinvolge tutta l’esistenza.
    Anzi…..un’affermazione del genere può rivelarsi rischiosissima perché quella possibilità di chiudere una vita inutile con un gesto inutile può appare come l’unico elemento lineare in un intera vita involontariamente caotica.
    Vita inutile-morte inutile: un cerchio che finalmente si chiude, il colpo di tosse che libera la trachea occlusa.
    Penso sia più utile spostare il centro dell’attenzione dall’inutilità del suicidio all’utilità della vita.
    E qui mi scuso e mi faccio da parte e lascio lo spazio a chi è più sereno o rasserenato di me.
    Non sono brava a trovare motivi utili per vivere.

  • 6872
    Eme -

    Mi sto specializzando nel rintracciare elementi di inutilità dell’esistenza altrui in modo da poter dire: non voglio accopparmi ora… perché mai e poi mai vorrei privarmi della possibilità (magari recondita, vabbè…..) di vedere la distruzione delle esistenze di A,B,C,Tizio, Caio, Sempronio, Pinco, Pallino …..e vai col liscio di un’interminabile fila di soggetti…..
    Prima ho parlato di un senso di ubiquità in situazioni opposte. Destabilizzante e disorientante.
    E già…..perchè io non sono così. Non odio in modo spontaneo e naturale. E cado spesso, cado nella voglia di fidarmi, di entrare nel mondo e fare “cucù…tu non sei Barbablu….vero?”.
    Ed in questo conflitto tra la parte buona (non buonista, purtroppo) di me e la parte che deve odiare perché gli altri, volontariamente o meno, mi hanno condotto a questa soluzione…..le mie paure aumentano, il mio disagio aumenta, il mio senso di “da che parte devo andare” aumenta….
    E credo di poter azzardare che Athos mi capisce bene…..vero?

    Un saluto a tutti.

  • 6873
    Patty -

    Beppino se ti ritrovi a scrivere su questo forum…contattami al mio indirizzo e-mail tittiangel@hotmail.it…è importante per me…

  • 6874
    Patty -

    Ciao a tutti, scrivo quassù perchè è la prima lettera di beppino che mi ha colpito.La penso esattamente come lui ha scritto: Per me , la morte rassomiglia a un riposo , perché come lo dice un autore francese , “vivere , è soffrire”. Io di fronte alle difficoltà della vita , non posso sopravvivere.Il contesto in cui vivo…la mia sensibilità estrema fanno di me un “punching-ball” , e siccome sono molto riservato , soffro dentro di me senza esprimerlo.
    Un giorno , a furia di tentativi , riuscirò a finirla.”
    Questo è quello che ho dentro…la voglia di andare via di qua..in quel luogo che, come ha scritto Athos(e mi complimento vivamente con lui:non potevi fare una descrizione migliore!) è pieno di quella felicità che ci fa scoppiare il cuore e dove il gatto non ha bisogno di mangiare il topo per sopravvivere!
    E’ difficile togliersi la vita….ma è più difficile viverla…quindi in cuor mio so che ci riuscirò…e quel giorno non è lontano..

  • 6875
    kevin -

    Ciao

    Eme, come al solito leggo i tuoi commenti, che ritengo interessanti.
    Anche io ho passato un momento analogo al tuo e ti dirò di più ad un certo punto
    avevo paura anche di stare in mezzo alla gente, di camminare da solo, insomma di fare qualsiasi
    azione di una persona normale.
    Questo si spiega dal fatto che non avevo coscienza dei miei pensieri e del mio io.
    Dovresti cercare di non pensare al fatto che le persone possano farti del male.
    Anche questo è fondamentale.
    Tutti noi, possediamo l’intelletto che usiamo anche in queste circostanze.
    Mi spiego; sicuramente tu capirai, quanto possa interessare ad una persona come tu stia realmente ed in base a ciò capire cosa dire.
    Io ho imparato a non fare affidamento su nessuno, proprio per quello che tu stessa dici, che è una realtà evidentissima.
    Ho anche si capito, che le mie porte per qualsiasi persona, sono e saranno aperte. Se tale persona si dimostrerà opportunista, io potrò andare in giro con la testa
    alzata, mentre quest’ultima no, per non dire che qualora avesse bisogno, beh troverà una saracinesca abbassata con il cartello “tu non sei degna”.
    Sei estremamente sensibile e questo è anche per te stessa un difetto, poichè contempli tutto e tutti. Non fare l’errore di chiuderti a prescindere da chi tu abbia davanti. Non sarà retorico, ma hai tutti gli strumenti a tua disposizione per non rimanerci male. Se qualcuno in passato ti ha usata, vuol dire che è una persona che non ha carattere e si serve di persone solo apparentemente più fragili. Vorrei chiederti il permesso, qualora tu voglia, di mandarti una mail. In caso contrario, non preoccuparti, non devi giustificarti. Ciao

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