Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me Stesso
14.956 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

DAGO, un abraccio, hai ragione, così non va’, quello che succede in questa nazione distratta, facilona, sempliciotta, è ben lontano di ciò di cui ci sarebbe bisogno. Così, le nostre persone care, muoiono e vengono dimenticate al volo, a meno che i giornali non ci debbano sguazzare dentro le loro povere vite. Così non va’, hai ragione.
Cristiano, grazie della tua comprensione, resta con noi per un po’, ci facciamo compagnia, anche se siamo magari un po’ esasperati. Ti abraccio.
La visita del lunedi dalla Psy è andata, senza onore ne gloria, benino.
Un caro saluto a vecchi e nuovi.
ciao mary, io i santi e il loro capo li prego, ma per farmi andare o lassù o laggiù insomma dove vogliono loro.
perchè non mi aiutano?
ciao
SAlve a tutti. Ho letto gl iu ltimi post. Mi commuove quello di Nobody perchè ecco…anche se certe volte ho elargito consigli e incoraggiato a guardare razionalmente anceh tutti i nostri problemi, adesso a vacanza finita (e sono state bellissime vacanze credetemi) anche io dicevo torno a soffrire maledettamente per la vita. Ai miei che mi chiedono cos’hai io rispondo “è la vita che mi fa male” non so esprimermi meglio di così. Oggi sono tornato al lavoro: credetemi pochissime gratificazioni, la sensazione di non “starci a far nulla”. Sa Dio quanto vorrei innamorarmi, una relazione, una famiglia. Provo a ricontattare la mia ex fidanzata, le dico che voglio sposarmi che la mia vita così non ha alcun senso. Ma poi mi dico ma perchè dare questo inferno anche ad altri ignari esseri umani? Sento in giro storie veramente tristi; ho conosciuto una ragazza costretta dagli eventi della vita ad abortire con tutto quello che questo comporta… ma io che ho avuto una infanzia diciamo non troppo brutta mi rendo conto sola adesso com’è fatta per davvero la vita…e non mi piace. Solo qui nell’anonimato riesco a dire tutto quello che ho dentro. Non ci riesco neanche con la mia psicologa. Anche io ieri e oggi sono stato malissimo, ho pianto urlato mi sono procurato ferite, avevo voglia di idstruggere la casa (bella a detta di molti) dove abito da solo solo, terribilmente solo. No, c’è un gatto con me e lo amo quasi quanto un figlio. Un essere così piccolo e indifeso. Con lui (anzi lei) non mi arrabbio. No non preoccupatevi non le faccio del male. Ma ieri ritornato a casa e anche stamattina stavo quasi rompendo l’armadio. la sensazione di essere in trappola di non potere far nulla nè per far tornare i momenti del passato, nè per riuscire a conquistare il cuore di una donna che a me sinceramente piace. Il terrore di esprimere il sentimento per la paura di un rifiuto. Ebbene sì lo confesso ho paura di un rifiuto lo riconosco. Sono uno smidollato avete ragione, ma non so che farci.
Ciao Cristiano,non mi conosci ma le tue parole mi fanno pensare a me .DEVO VIVERE pensooDEVO MORIRE?????mi viene più spontanea la seconda ma voglio combattere questo pensiero che ti affligge ogni giorno ,fallo anche tu sii combattiero contro te stesso e vai avanti………………………un saluto
(continua) Ad un amico che mi chiede sempre “ci sono novità” (amorose) gli ho detto di sì che mi sposerò prest, prestissimo che avrò presto tanti figli e che vivremo tutti felici e contenti. Sicuro! L realtà è diversa miei cari. Penso che la vita sia un inferno e non voglio darlo ad altri. Nobody sono con te. Anche io ho provato anche in passato sensazioni come le tue. Solo che adesso prevale la rabbia. Vorrei che la vita fosse diversa, più bella e piena di amore per tutti invece non è così. E’ inutile non è così temo per nessuno!!! No non credo che neanche i miliardari siano felici. Non credo in DIO NON CI CREDO NON CI CREDO. Non ci posso credere. La vita è troppo brutta. Si getti finalmente la maschera del tutto va bene la vita è bella perche NON LO E’ e basta. Mi si dice che non ho motivo per lamentarmi e nessuno vuole sentire le mie lamentele. Si vuole solo sentire gente felice che dice che la vita è bella. Non rivolgetemi a me allora.
Scusate lo sfogo ma è un giorno triste oggi. Mi si dice che è infantile pretendere che le cose vadano sempre come uno vuole. Non lo voglio infatti. Una psicologa di mia conoscenza mi diceva sempre che ero infantile, un “bambinone” che sbattere i pugni e piangere era un comportamento infantile, che il procurarsi ferite lo era altrettanto. Cara nobody il tuo è un comportamento infantile vergògnati. Comportati da donna finalmente. e sopratutto hai tutto dalla vita hai avuto tutto e non hai nessun diritto di lamentarti, proprio come me. Ecco la gente alla quale ci si rivolge per hiedere aiuto cosa ti risponde. Sopravviva il più forte, l’uomo, la donna che sanno assumersi le loro responsabilità che si comportanto da adulti. Ma io sapete che vi dico? me ne sbatto della vita dei dolori di tutto e di tutti. La vita non mi piace, non mi piace e basta. Se trovo il coraggio di farlo la faccio finita. Ma voglio avere il diritto di lamentarmi, di dire che non mi piace di comportarmi in maniera infantile di strillare e piangere.
rispondo a chi non crede e a chi pensa che Lui tolga le persone a noi care…..innanzitutto, è la vita purtroppo, non possiamo dare la colpa a chi non c’entra x nulla: sembra impossibile ma è così. Chi ci lascia ci lascia perchè è destino, o forse per altri motivi a noi sconosciuti, tuttavia il perseverare nella preghiera è fondamentale…non possiamo pregare Dio di toglierci la vita, è peccato, dobbiamo pregarlo affinchè ci aiuti a trovare la strada, la via retta che ci possa aiutare, allora Lui si farà avanti, e ci aiuterà, la fede profonda viene ricompensata sempre non dimenticatelo, con questo è l’ultima volta che scrivo, basta così, vi parla una persona, che credete ha 38 anni, ma ha sofferto così tanto nella vita che non è da credere.Siete padronissimi di non credere a quanto dico, ma io sono stata miracolata dieci anni fa proprio da Padre Pio, che ha interceduto per me agli occhi di Dio, e sono qui, a scrivere, anche se ho un padre morente, un amore alle spalle finito male, una tristezza forte, ma la convinzione che Lui lassù veda e mi aiuti, e pregherò perchè aiuti tutti voi, Vorrei avere il potere di togliere le sofferenze a voi tutti, non posso purtroppo ma vi dico abbiate fede pregate e con la preghiera il demonio si scaccia, perchè è lui che fa pensare al male alla morte, si cari ragazzi è così è lui, che lavora nella nostra mente devastandola di brutti pensieri, non facciamo che abbia il sopravvento! Pregate Dio la Madonna Padre Pio, S. Francesco S. Rita grandissimi Santi in grado di togliere di torno quella losca figura che lacera i nostri animi. Statemi bene tutti quanti un grande abbraccio da una persona che non scriverà più
DAGO, mi dispiace tanto… E’ dura.
CRISTIANO, hai fatto bene a sfogarti. Il tuo bambino sente sicuramente tutta la tua sofferenza…
LEO, mi dispiace anche per te, ti sento molto, molto giù e non so che cosa dirti oggi per farti sentire – almeno un poco – meglio.
Non so che cos’altro dire, perché oggi mi sembrate tutti particolarmente abbattuti. Forse mi viene da dirvi solo questo (per chi può servire, naturalmente): quando stavo molto, molto male, per tirarmi su, per reagire a tutti i costi, andavo persino a correre. Ricordo che correvo, mentre le lacrime, laggiù nei campi dove correvo, mi scendevano e quasi mi offuscavano la vista. E io continuavo a correre. E il giorno dopo tornavo a correre, e quello dopo ancora…
Di recente ho visto la parte finale di una gara di maratona femminile che mi ha affascinato. Tre donne stavano in testa, tutte molto vicine una all’altra. Una era sempre avanti di un passo, e le altre due dietro, quasi perfettamente al pari. E tutte quante correvano e correvano, stanchissime, ma determinatissime: sembrava che avessero lo stesso identico ritmo, molto sostenuto, e nessuna cedeva mai di un millimetro o rallentava mai di un decimo di secondo. Andavano e andavano sempre così, finché avvicinandosi alla meta è bastato un attimo e quella che era data per vincitrice perché era stata sempre prima, rallenta appena appena appena, mentre la seconda e la terza aumentano la velocità sorpassandola, arrivando come prima e seconda al traguardo.
…e menomale che era un Buongiorno!
Non so che situazione potrai mai vivere ma qualora io dovessi decidere di ”suicidarmi” me ne andrei ad aiutare la gente che soffre tra la poverta’ e la malattia mettendomi a rischio di contagio in prima linea proprio per dare un ultimo contributo e per sfidare sia la vita che la morte e per vedere se un ”colpo di fortuna” mi porterebbe via finalmente da questo mondo ma non a mani vuote e soprattutto a testa alta. poi non si sa mai che si potrebbe pure cambiare idea e desiderare di tornare esattamente da dove si è partiti. ??????????????????
Sentite ragazzi di questo FORUM ora sarò criticata un’altra volta ma ormai ci sono abbituata,molta gente qui soffre,chi per malattia chi perchè si vuole suicidare ma non sento nessuno che da una mano per combattere ci sentiamo tutti dei poveri malati ,ma un incoraggiamento ad andare avanti non l’ho mai letto anzi ci stamo commisendo fra di noi.La vita è bruttissima io lo so a mie spese come del resto lo sapete anche voi ma se non siamo forti abbastanza di lottare per tutto quello che ci è capitato o ci sta capitando allora è tutto inutile stare qui a discutere ragazzi dobbiamo combattere !!!!!!!!!!!!!è una battaglia contro i mulini a vento ma dobbiamo combattere non soffocarci ancora di più armiamoci di buona volontà e tiriamo avanti a me sembra che ci stiamo agrovigliando come un gommitolo di lana .dobbiamo reaggire invece di commiserarci tra di noi saluti a tutti
Ok, ci provo, nonostante la stanchezza (molta) e nonostante la poca voglia di parlare provo ad articolare qualche pensiero. Perché come dice Dago è molto difficile staccarsi completamente da questa pagina. Qualunque sia il mio umore, il mio stato d’animo, torno sempre qui a leggere i messaggi di tutti.
Nobody, è un vero piacere leggerti. Scrivi cose piuttosto tristi, delinei paesaggi agghiaccianti ma c’è tanta poesia nelle tue parole. Al solito molto bella la citazione… Se esiste uno stato d’animo sicuramente De André lo ha incastonato all’interno di qualche suo (bellissimo) pezzo. Da un po’ di tempo mi gira per la testa il verso di una canzone, non è De André ma forse lo conosci. Sai, io non sono mai stato un aspirante suicida; anche se il dolore in alcuni frangenti ha raggiunto picchi decisamente poco sopportabili ho sempre avuto una gran paura della morte, della fine, dell’oblio. E’ per questo che mi piace molto questo verso: “La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere.” Mi è anche capitato di leggerlo ad una fermata della metro. Per me è così: nonostante la mia inguaribile incapacità di vivere odia la morte; anzi, la certezza della fine del tutto, non solo della mia vita, mi destabilizza, è qualcosa con cui non riesco a fare conti, così come non riesco a fare i conti con il processo di invecchiamento: l’entropia aumenta sempre, anche per il mio corpo e per la mia mente ed io non riesco a farmene una ragione.
Ultimamente ho affermato di star molto meglio, di avere la sensazione di essere riuscito a risolvere gran parte dei mie problemi ed in fondo è vero, non sto raccontando una bugia. Però… un però c’è: nella mia vita non è cambiato assolutamente nulla, è quella di prima, con le fatiche del lavoro, le apprensioni per i propri cari e soprattutto con i lunghi e poco graditi periodi di noia. [contnua]
Continuo a vivere nella mia insanabile solitudine, non ho una compagna per la vita e credo di aver raggiunto la conclusione che molto probabilmente non ce ne sarà mai una. Ma questi pensieri non mi creano più il dolore e l’ansia di prima, così come non mi dà dolore l’idea di non avere una mia famiglia e una mia progenie. Semplicemente ora riesco a godere del basilare fatto di essere di vivo, di avere l’opportunità di leggere un bel libro o altre amenità dello stesso genere. Tutto questo però non è scaturito da un ragionamento logico, né dalle parole rassicuranti di chicchessia, semplicemente il tutto è emerso come un’intuizione, una specie di satori che ha avuto origine all’interno del mio inconscio. Solo che ora devo affrontare una paura grandissima: che tutto finisca, che si spenga improvvisamente così come improvvisamente è arrivato; potrebbe accadere da un momento all’altro e per questo motivo mi sento profondamente instabile. Quindi pensavo che difficilmente con le parole si riesce a far desistere un aspirante suicida dai propri propositi; ci vuole qualcosa di diverso, di meno logico, una sorta di colpo di reni del proprio istinto di autoconservazione. E’ per questo motivo che chi arriva qui, dotato delle più nobili e lodabili intenzioni, non dovrebbe prendersela se poi non riesce a convincere gli altri a far abbandonare il proprio desiderio di autodistruzione. E’ quasi impossibile riuscirci con le sole parole. Ciò nondimeno questo posto mantiene una sua grandissima utilità, per due motivi essenzialmente: il primo è che riesce a farci sentire meno soli; il secondo è che riesce a farci sentire mene unici: prima di approdare a questo forum avevo la sensazione di essere l’unico derelitto e infelice essere che riusciva a rovinarsi tutto da solo la propria vita. Penavo veramente di essere, in questo senso, una sorta di pezzo unico. [continua]
NOBODY, oggi ho parlato con un maestro di yoga mio conoscente, mi ha trovato in un momento in cui non stavo molto bene (perché una persona, inspiegabilmente, oggi mi ha trattato con una certa aggressività: stava male e ha scaricato su di me le sue frustrazioni…), così mi ha detto di fare un esercizio molto semplice, che mi avrebbe fatto stare subito meglio. Mi ha colpito perché a un certo punto parlava del vento, a cui ho pensato molto ieri notte, quando pensavo alle tue parole e quando ti ho scritto.
Lo metto qui di seguito anche per te, se tu volessi servirtene (e naturalmente anche altri); lo suddivido per maggiore chiarezza:
– Mettiti seduta a gambe incrociate
– Ascolta il respiro libero
– Pensa al vento… Un vento forte, con un suono profondo
– Inizia a respirare col naso
– ed espira dalla bocca
e con la bocca forma un piccolo cerchio con le labbra
come per fischiare
– Senza sforzo, respira tranquillamente così per qualche minuto
– Dopo un po’ sentirai un suono dolce nella tua mente…
Ti tranquillizzerà.
E ti aiuterà anche a dormire.
(Mentre lo fai pensa al suono del vento)
Qui invece ho capito di non essere solo, per di più ho constato che le persone che avevano problemi analoghi a miei erano intelligenti e sensibili; molto spesso tra le più intelligenti e sensibili che mi sia capitato di conoscere. Così ho iniziato a pensare che del buono dovesse esserci anche in me visto che ero in ottima compagnia. Poi ho avuto un’altra importante intuizione ed è la seguente: a questo mondo tutti soffrono anche se in tanti fanno elegantemente finta di nulla. La vita è sofferenza, ce lo insegna anche Buddha. La cosa più difficile è affrancarsi da questa sofferenza, o almeno cercare di renderla inoffensiva. L’unico modo per riuscirvi è evitare che la nostra serenità dipenda dagli altri oltre che da noi stessi. Per quanto mi riguarda questa cosa è assolutamente impossibile da realizzare ergo è di fatto impossibile eliminare la sofferenza dalla vita; ciò non significa che non valga la pena di vivere la propria vita, tutt’altro. Quest’ultimo pensiero lo scrivo e lo sottoscrivo in questo preciso momento, ma domani chissà…
Tra l’altro mi sono sempre chiesto: perché mi sento così estraneo a tutto, così scollegato dal mondo? Ho sempre avuto l’impressione di essere una sorta di scheggia impazzita avulsa da tutto il resto. Ora credo che anche tutto ciò sia maya ovvero illusione; facciamo tutti parte di questo mondo di questa società, siamo tutti dei piccoli ingranaggi, nel bene e nel male.
Come dice il mia amico Tanca (ciao Silvio) credo di aver straparlato anche troppo, quindi finisco qui il mio discorso nella speranza di non aver scritto troppe fesserie. Tutte queste parole, in fondo, avevano l’unico scopo di cercare di spiegare come mi sento in questo periodo. [continua]
Ciao Dago, mi spiace molto per il tuo amico, però ti invito caldamente a non mollare. In fondo se con le tue parole, il tuo star vicino alle persone, fossi riuscito a salvare anche una sola anima dal suicidio allora ci sarebbe da farti “santo subito”. Un grande abbraccio e continua a lottare anche per chi non ce la fa più da solo.
Fanny, come stai? Dove sei? Anche quando non scrivo leggo tutti i messaggi e ultimamente mi (ci) manchi un po’.
E tu neve? Che fai? Come stai? Se ci leggi fatti sentire, lasciaci almeno un saluto. Un abbraccio anche per te.
Un caro saluto anche ad Andrea, Ebudae, Leo, Alessandra, Giuseppe, Gilda e chiunque stia dimenticando.
Alessandra ma cosa centra lo joga con i broblemi che uno ha?? ti posso anchio dire di andare al mare d’inverno ,sentire le onde che sbattono sugli scogli il rumore del vento questo a me rilassa,ma non ha tutti fa bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!qui stiamo parlando di gente che soffre esternamente e internamente comunque ogniuno esprima la sua idea è un forum. Leo a te volevo ringraziarti delle belle parole che mi hai detto mi sono state molto di aiuto quando io mi preoccupavo di te………………………………sei un ragazzo veramente DOC da prendici esempio.Stiamo tutti qui per una causa in comune ma sembra che ogniono tiri l’acqua al proprio mulino,non siete altro che egoisti consigli tanti fatti zero .Voi non volete essere aiutati da nessuno non volete una parola di conforto vi state piangendo addosso senza cercare di tirarvi un pò sù ,come faccio io che combatto ,non perchè sia più brava,ma voglio combattere quella Marina che stà dentro di me e che non si arrende all’idea che voglio comandare io la mia vita ora odiatemi pure ,ma sono figlia della sincerità e non della falsità che trovo a forum SALUTI A TUTTI
ALESSANDRA, carissima Alessandra. Di fronte all’immensità del tuo cuore e alla dolcezza delle tue parole mi sono venute le lacrime. Mi hai emozionato, mi hai toccato le corde dell’anima e ti ho sentito in modo forte. Quanta accoglienza in quello che mi hai scritto. Quanta delicatezza, quanto amore. Che bella persona che sei, Alessandra. Mi voglio accoccolare tra le tue braccia e rimanere così, stretta e protetta in un abbraccio che profuma di tenerezza e comprensione. Respirare all’unisono e sincronizzare i battiti del nostro cuore. Sentire che ci sei per me, che non mi lasci sola con il mio dolore. “Io sono nessuno! Tu chi sei? Sei nessuno anche tu? Allora siamo in due!… “. Come ti capisco, cara Alessandra. Sento i tuoi dolori passati, sento la forza e la tenacia nel cercare di risalire dal profondo del baratro. Sento la tua voglia di vivere e di combattere. Di resistere e di non lasciarsi sommergere. Una persona, poco tempo fa, mi ha detto:” Tutta questa sofferenza, che oggi sembra annullarti, un giorno ti servirà per poter comprendere il cuore degli altri”. Tu sei riuscita in questo. Tu hai trasformato le tue pene in una risorsa che ti permette di sostenere chi sta male. Oggi lascia che io mi distenda su un prato, a guardare il cielo nuvoloso che riflette il mio animo inquieto. E tu rimani lì, accanto a me, a vegliare sui miei sonni tormentati. E quando mi risveglierò, insieme faremo la respirazione del vento, accarezzate dalla brezza sommessa di un’uggiosa giornata di settembre. Ti abbraccio.
Ciao KEVIN, ringrazio anche te per le parole di sostegno e di conforto che mi hai rivolto. Mi dispiace per chi non ha capito niente di questo forum e non riesce a sentire quanto trasporto e quanta comprensione ci sia per chi soffre e, nello stesso tempo, quanta voglia di aiutare e sostenere. Non servono i paroloni, non servono spronamenti vuoti di contenuti. Sono parole come quelle di Kevin che riescono ad entrare nel cuore di chi legge e farlo sentire meno disperato.
Le tue braccia forti mi sorreggeranno e calmeranno i miei tremori e le mie paure. “Essere un persona” chiedi. No, non è pochissimo. E’ forse la cosa più difficile che ci sia. Essere interi e vivi e completi e non morire per una parola sbagliata e non lasciarsi abbattere per un gesto mancato. Essere una persona. Un sogno. Ci riusciremo?
ANTY, bentornato. Scrivere qui è un po’ come pensare ad alta voce. Qui si riescono ad ammettere di fronte a se stessi emozioni che fanno paura per quanto forti e intense le viviamo dentro di noi: la rabbia, la voglia di non esserci più, la distruzione, il dolore più profondo. Scrivi, butta fuori tutto, come hai fatto ieri. Lascia uscire i tuoi pensieri più nascosti, i tuoi sentimenti più malinconici. La tua paura del rifiuto la capisco bene. E so che paralizza. Blocca i muscoli del corpo, non permette di compiere un gesto di avvicinamento. Il rifiuto significherebbe la fine di tutto. La morte del cuore e dell’anima. Allora la morte fisica sarebbe solo la naturale prosecuzione di un qualcosa già in atto. Non darebbe tanto dolore come la morte interiore. Solo un po’ di sollievo. Il rifiuto di qualcuno che ami può uccidere. Forse siamo eccessivamente sensibili, Anty. O forse, più semplicemente, abbiamo sofferto. Capsico anche la tua rabbia, la tua voglia di distruggere tutto, compreso te stesso, e di sentirti in trappola. Ma so bene che non è consolatorio. Vorrei trovare le parole giuste per sostenerti in questo momento difficile ma non le ho neanche per me. Credo solo che ognuno abbia il diritto di esprimere ciò che sente dentro, nei limiti del non arrecare violenza all’altro. Resisti. Resistiamo.
FLEXO, non sai che bello leggere i tuoi pensieri. Così autentici, così profondi. Avrei voglia di dirti molte cose ma lo spazio è finito. Ma avremo modo di dialogare ancora e ancora. “La morte è insopportabile per chi non deve vivere”.
DAGO, LEO, vi abbraccio forte. Non ho altre parole.
Ciao FANNY e PEPPE.
NEVE, un dolce pensiero per te.
Cara Marina, permettimi di dirti dove, secondo me, stai sbagliando.
Poco tempo fà tu sei entrata qui dentro con la grazia di un elefante in una cristalleria, non hai mostrato molta considerazione verso nessuno visto che è evidente che non ti sei premurata di leggere la storia di molti di noi prima di ripeterci numerose volte quanto TU hai sofferto, quanto TU sia stata brava a superare certi momenti e quanto TU ti possa sentire investita dalla certezza di poter “aiutare” tutti noi, lodevole tentativo ma più che altro io ho avuto la sensazione che la tua fosse una autocelebrazione, un narcisistico bisogno di dimostrare a te stessa quanto sei brava.
Mi dai l’impressione di una persona un po’ troppo proiettata su se stessa che si è sentita investita (mi chiedo perchè) dalla certezza di poter fornire la ricetta universale per debellare la sofferenza, ti chiedo: se uno psichiatra impiega una vita per trovare il bandolo della matassa e poter iniziare ad aiutarti, come puoi pretendere di essere tu, che nemmeno conosci le persone alle quali ti rivolgi, a dirci che dobbiamo reagire e che la nostra autocommiserazione non ci permetterà di guarire, come se si stesse parlando di un raffreddore?
Non ti ricordi più che anche l’autocommiserazione fa parte del processo di elaborazione della sofferenza?
Se è vero che tu ci sei passata, mi spieghi come puoi fare certi discorsi sul reagire? non ti ricordi più quando stavi male e qualcuno ti faceva i discorsi che tu ora fai a noi quanto ti irritavano e quanto ti facevano sentire sempre più incompresa e quanto tendevi ad allontanarti proprio da quelle persone?
(continua)
(segue)
Ti ricordo che molti qui sono in cura da psichiatri, neurologi e altri professionisti che si guardano bene (quelli bravi) dal fare i ragionamenti che fai tu, secondo me dovresti cercare di capire il perchè di molte cose, ad esempio cosa c’è dietro una frase detta da uno che soffre, prima di parlare con gli stessi toni che useresti in un forum di moda o di vacanze.
E fintanto che penserai che chi ti critica non ha capito niente di te e del mondo e chi ti elogia è la persona più intelligente di tutti (parlo in senso generico), non farai altro che dimostrarci che chi non ha capito niente sei proprio tu.
Un saluto a tutti
Eccomi,funerale finito.Il mio amico d’infanzia sottoterra.
Ironia della sorte aveva un fratello psicologo,evidentemente non ha saputo cogliere il dolore e il malcontento.
Non so,non ho letto nessun messaggio a retro di questo non sono in vena.Lascio comunque un saluto,o come spesso la chiamo io una traccia,perchè comunque devo sempre dare il buon esempio.DAGO44
x Tutti gli altri
Mi rendo conto che spesso ho scritto solo per manifestare il mio dissenso verso coloro che, a mio giudizio, facevano interventi fuori luogo e che non ho partecipato alla sofferenza degli altri ma per me, la vita, è sempre più difficile, non ho un futuro e quando penso al passato mi vengono gli incubi.
Mi annovero tra le persone meno attaccate alla vita che esistono, non mi curo della mia salute nella speranza che un infarto o qualsiasi altra cosa mi possa togliere da un mondo che, da ormai troppo tempo, considero come un luogo di tortura.
Con questi presupposti, non solo non mi sento in grado di essere di aiuto a nessuno ma ho timore di poter causare la stessa irritazione che provo io quando leggo certe cose.
Come posso pensare di avere una parola buona per qualcuno quando l’unico mio pensiero và costantemente a un giorno, nel futuro, quando sarò libero di poter scegliere se resistere ancora o toglirmi finalmente di mezzo?
Proprio ieri sera facevo il conto; sono esattamente 17 anni che la vita mi regala solo dolori, angosce, sofferenze e MAI, ripeto MAI un evento positivo che mi potesse regalare un sorriso, un momento di serenità.
Per cui vi chiedo scusa se ultimamente da questa consunta tastiera non sono riuscito a digitare altro che critiche ed espressioni del mio malcontento ma è solo questo che ho nel cuore e mi dispiace perchè spesso leggo post belli, toccanti nei quali mi riconosco ma non riesco nemmeno a dirlo.
Oggi ho abusato fin troppo del nostro spazio e anche per questo vi chiedo scusa.
Un abbraccio!
ti ricordo caro Andrea che ha tutto oggi sono in cura dai medici e le pillole non me le danno più a casa ma le debbo andare a prendere da loro,quindi non voglio fare l’eroina con nessuno di tutti voi,io dico soltanto di munirci buona volonta e cercare dato che abbiamo tutti questo problema chi più chi meno di cercare di aiutarci a vicenda senza commiserarsi il tunnel dove ogfnuno di noi è caduto non lo capirà mai nessuno neanche i cosidetti dottori ,loro prendono soldi e a noi ci riempono di medicine da diventare come degli zombi io personalmente prendo 7 pillole al giorno,non puoi venirmi a parlare di eroina sae le cose non le sai!!!!!!!!!!!!tra meno di un mese sposa mio figlio ebbene dovrei essere contenta no !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!perchè io vivo in un altro mondo un mondo tutto mio appunto il tunnel e non vedo neanche una piccola luce che mi possa dare fiducia ad uscirne.Quindi caro se le cose non le sai non parlare ognuno di noi porta una croce………..ed è per questo che dico aiutiamoci !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
MARINA
prima dici che in questo c’è gente falsa,che non vuole essere aiutata scrivi dei post che ovviamente suscitano irritazione, poi se qualcuno ti critica, ti innervosisci.
dici tutto ed il contrario di tutto, deciditi se aiutare come dici o criticare, fai una scelta amica mia.
Il matrimonio di tuo figlio potrebbe essre un buon diversivo, concentrati su questo bellissimo evento.
Poi ti posso chiedere una cortesia? puoi evitare di mettere tutti quei punti esclamativi e interrogativi? infastidiscono parecchio almeno a me, grazie di cuore, ti abbraccio.
Fanny/Audrey dove sei? che fai? lo sai che manchi tantissimo a tutti noi, quindi sbrigati a tornare.
Dago, sono molto dispiaciuto per la morte del tuo amico, anche a me venerdi scorso è morto un mio amico, capisco il dolore, ti abbraccio
Flexo, Peppe, Gilda, Neve, Nobody, Ebudae, Tanca, Chiara, Alessandra, Anty, Andrea e tutti quelli che in questo momennto non scrivono da tempo, vi abbraccio
Ciao Giuseppe
Ciao Nobody, sì siamo qui per questo per parlare ed è sempre bello farlo con te. Ieri ho forse ho occupato troppo spazio su questa pagina ma stasera sono molto molto stanco, quasi ko. Ti saluto con tanto affetto.
Anch’io vi lascio solo con questa breve traccia, un caro saluto a tutti.
buonanotte
Marina, neanche tu sai niente di noi però non ti fai scrupoli a dirci come, secondo te, dovremmo agire, sentire, soffrire o REAGIRE, allora prova ad essere la prima a seguire il tuo stesso consiglio: “SE LE COSE NON LE SAI NON PARLARE!” Oppure tutto questo vale solo per noi poverelli?
Comunque, visto che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, chiudo qua!
Mi sono stufato. Dopo decine di persone come te che sono passate qui dentro con la stessa presunzione, arroganza ed egocentrismo mi sono stufato per cui chiudo qua.
NON SPRECARE IL TUO TEMPO PER RISPONDERMI PERCHE’ TANTO NON TI LEGGERO’, non ho intenzione di frequentare più questo forum! Per tua gioia e di tutte le persone che ragionano come te! Non me ne vado a causa tua, tu sei solo l’ultima di una lunga serie di persone che mi sono stancato di ascoltare.
Un saluto speciale a Tanca, Dago, Fanny, Leo, Peppe, Alessandra, Nobody, Flexo, Ebudae e tutti gli altri che non ho nominato.
Me ne vado ripetendo un appello fatto di due parole che per me restano importanti:
UMILTA’ E RISPETTO!
Un abbraccio