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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

Pagine: 1 2 3 4 300

  • 51
    beppino -

    grazie.Sono francese e a volte mi è difficile esprimere in italiano quello che mi viene in mente.Voi avete una lingua meravigliosa , davvero.Si , ti auguro anche un buon proseguimento , e soprattutto , che tu sia felice, felice di vivere.Coraggio.Io passo per un periodo difficile, in questi mesi.Un po’ più su , sul sito , ho scritto d’altronde , perché la mia fede è vacillante a causa delle cose che ho vissute qualche mese fa.Però sono contento di aver parlato con te. Anche se non sto bene , sono cosi sensibile da non poter sopportare la sofferenza degli altri…
    ciao!!grazie anche a te di avermi ascoltato con pazienza!:-)

  • 52
    alexia -

    io sono mezza francese!mia mamma è di Challans,vicino a Nantes en Vandée!
    Ma come,mi sembravi tornato ben saldo e positivo spiritualmente!
    Forza!
    Ma tu vivi in francia?

  • 53
    beppino -

    si!! vivo in Francia.Vicino a Rouen , in Normandia.Sai,nonostante le difficoltà , ebbene continuo a sperare in Dio.So che ci sono solo due vie per me: la morte ( ecco perché nei miei momenti di angosce , ho scritto sul sito ) oppure la guarigione.Per me , finché Dio esiste,la speranza c’è e perciò posso avere ancora delle parole di conforto o almeno provare a rincuorare gli altri quando io stesso sono afflitto.
    a dodici anni , ho cominciato a studiare l’italiano da solo, e non ho mai smesso di farlo fino ad oggi!
    per altro , in agosto , vado in toscana per un mese.Non vedo l’ora di andarci!!!

    su , coraggio!Dio ti ama.Sappilo.
    Ciao!!

  • 54
    alexia -

    la guarigione da cosa,se non sono troppo indiscreta?

  • 55
    anonimo -

    La vita è un’opportunità, coglila.
    La vita è bellezza, ammirala.
    La vita è beatitudine, assaporala.
    La vita è un sogno, fanne una realtà.
    La vita è una sfida, affrontala.
    La vita è un dovere, compilo.
    La vita è un gioco, giocalo.
    La vita è preziosa, conservala.
    La vita è una ricchezza, conservala.
    La vita è amore, godine.
    La vita è un mistero, scoprilo.
    La vita è promessa, adempila.
    La vita è tristezza, superala.
    La vita è un inno, cantalo.
    La vita è una lotta, vivila.
    La vita è una gioia, gustala.
    La vita è una croce, abbracciala.
    La vita è un’avventura, rischiala.
    La vita è pace, costruiscila.
    La vita è felicità, meritala.
    La vita è vita, difendila.
    Madre Teresa di Calcutta

  • 56
    doc -

    aiutatemi

  • 57
    ferruccio -

    benvenuto doc,
    racconta se vuoi,ti ascoltiamo,
    un saluto

  • 58
    alexia -

    parla però…altrimenti nn ha senso la tua invocazione

  • 59
    anonimo -

    Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista della natura Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre credi al grano, alla terra, al mare ma prima di tutto credi all’uomo Ama le nuvole, le macchine, i libri ma prima di tutto ama l’uomo. Senti la tristezza del ramo che secca dell’astro che si spegne dell’animale ferito che rantola, ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell’uomo. Ti diano gioia tutti i beni della terra: l’ombra e la luce ti diano gioia ma soprattutto, a piene mani ti dia gioia l’uomo.

    (N.Hilmet)

  • 60
    Federica -

    Per quanto le mie condizioni di adesso mi fanno detestare la vita non riuscirò mai a compiere il gesto di farla finita! Penso spesso alla morte come via di fuga ma sono solo pensieri ricorrenti.
    E’ da due mesi che ho ripreso a stare male. Penso di poter parlare di depersonalizzazione perchè qualsiasi cosa provi a dire o a fare c’è qualcosa che mi blocca e mi impedisce di agire liberamente. Come se fossi affacciata a una finestra a guardare i bambini che giocano ma io non posso intervenire. E’ una sensazione terribile anche se non riesco a provare ansia o angoscia. Solo un senso di vuoto interiore e di estraneamento dalla realtà. E’ mai capitato a qualcuno di voi? La mia preoccupazione maggiore è che questo stato non passerà mai per quanto io lo voglia. Non riesco a reagire ed è per questo che ho deciso di iniziare psicoterapia. Secondo voi faccio bene? Sono apatica, abulica, vuota e indifferente a tutto….forse questo distaccamento dalla realtà, può essere un meccanismo di difesa involontario per non soffrire più? E’ come se la mia mente avesse deciso che la mia vita è finita e ora mi sono talmente fissata cje questo periodo non passerà mai che è diventato realtà. AIUTO MI SENTO IN UNA GABBIA!!!!!

  • 61
    alexia -

    per tentare di darti qlc consiglio dovrei almeno sapere cosa t fa tanto soffrire e di conseguenza assumere qst atteggiamneto di reazione csi “apatico e indifferente”!
    non riesci propr ad interessarti a nulla?
    nulla attorno a te stimola il tuo interesse o stuzzica la tua curiosita?
    fede,qnti anni hai?csa m puoi dire a grandi linee della tua vita?
    per risolvere un probl bisogna sempre risalire alle cause,alla sorgente…mai fermarsi ai sintomi k s manifestano,ke sono solo una conseguenza…
    prova a ricordare l’ultimo periodo in cui eri felice,in cui stavi bene..prova a ricordare cm eri,cosa facevi,cosa provavi e cm t comportavi con te e con gli altri…prova a capire cosa t ha cambiato e recupera,anke materialmente e concretamente,gli elementi ke t possano riportare a qlo stato di benessere…ritrova te stessa..

  • 62
    Federica -

    Ma come faccio a ritrovare me stessa? Me lo spieghi tu come si fa? Io mi alzo tutte le mattine e torno nel mio incubo quotidiano fatto di nulla. Non mi interessa neanche uscire con le poche amiche che ho perchè non saprei cosa dire. Ho perso la parola, mi sento il cervello paralizzato. Il mio medico dice ch ho impiegato 20 anni della mia esistenza per rompere questo elastico. E che quando mi sembrava di stare bene in clinica era solo un bene apparente procurato anche dalle medicine. Io sono stufa. Non riesco nè a leggere un libro, nè a guardarmi un film in pace. Ho sempre la testa altrove. Cioè che è tutto finito…ho solo 22 anni e mezzo e non so come porre rimedio. Nom ho più emozioni. non sento più niente!

  • 63
    alexia -

    se soffri significa ke nn sei un vegetale!!le emozioni le hai eccome…nn mi hai detto qnd è iniz qst incubo..nè come…il nulla nn esiste secondo me è sempre colmato da qlcs…cm il silenzio…
    niente t piace?nè t è mai piaciuto?
    le cause fede..devi indagare le cause del tuo male…devi uscire dal probl,cercare di analizzarlo da fuori…una cosa nn la vedi se ci sei dentro,nn ne puoi avere una consapevolezza oggettiva e corretta,perke contaminata dalla tua parte irrazionale…
    nn voglio materializzare tutto,xke cmq s parla di sentimenti di emozioni di stati d’animo…ma il metodo per risolvere la qstinone deve esserlo..
    io t cerco d dare spunti geberali,t sembrerannpo astratti,t capisco…regole inconcrete ke lasciano il tempo ke trovano…belle parole d teorie campate in aria…ma sei tu ke devi dar loro la concretezza,i caratteri delle tua personale situazione….

  • 64
    ferruccio -

    Cara Fede,

    per quel poco di esperienza che ho acquisito in questo campo vorrei dirti che le cure mediche sono importanti,soprattutto l’approccio psicoterapeutico,però possono arrivare fino ad un certo punto,l’unica risorsa che si possiede è la volontà,anche se si sta male,di cercare di uscirne.
    Purtroppo quando per qualsiasi causa si creano degli squilibri,il bersaglio più esposto è il ns. cervello che è anche il ns. regolatore corporeo e può causare cambiamenti biologici importanti,anche nn reversibili.
    Dovresti descrivere brevemente il tuo iter personale e quello terapeutico,non è detto che le cure farmacologiche siano anch’esse causa di squilibri ulteriori.
    Ci sono anche le cure alternative che sono meno invasive e vi sono centri molto preparati.
    Vorrei che anche beppe descrivesse la sua esperienza,potrebbe essere di aiuto.
    Un saluto.

  • 65
    beppino -

    ciao a tutti!!
    è la mia esperienza che volete??perché Beppe non sono io , io sono BEPPINO!
    però , il mio medico mi ha prescritto delle medicine “antistress” nonché del magnesio in compresse.Prendo anche dei farmaci per essere meno teso…
    devo ammettere che da qualche mese sono quasi costantemente stanco,è il mio sistema nervoso ad esserlo , piuttosto. Io non mi riposo mai , ho sempre voglia di muovermi come se fossi un “iperattivo”.Di sera , non trovo il sonno. Inoltre , a causa delle esperienze passate sento un forte senso di colpa e dentro me si è formato un sistema che è difficile da “rompere”: mi faccio del male fisicamente , e lo faccio perché me lo merito. Se non lo facessi , mancherebbe qualcosa. Poco fa , mi sono sgraffiato il polso perché volevo soffrire.Adesso il polso non lo devo mostrare a nessuno…
    lo so , non è comprensibile tutto questo fare , ma corrisponde semplicemente a un dolore interno , forse psicologico.Non sono mica matto! no.Sono conscio di quello che faccio. Ho una storia …proprio pazza.Meglio non pensarci.
    Per altro , la mia vita è stata per molto tempo in relazione con Dio.I momenti in cui mi facevo del male , erano i momenti in cui…di Dio non mi occupavo.Adesso , la cosa che mi preme di più è riavvicinarmi a Dio pienamente.Ho bisogno di Lui e mi ha promesso una guarigione , quindi una speranza che non trovo altrove.

    ciaoo!!

  • 66
    rossana -

    ciao a tutti!
    ho letto questo thread con apprensione e sofferenza. conosco per esperienza diretta molto di quanto avete scritto.
    concordo con alexia: avete parlato chi più chi meno di sintomi, quasi mai, salvo rare eccezioni, di cause. eppure tutto ha una radice, ed è da qui che si deve partire per tentare di trovare soluzioni. comunicatela o scrivete per voi, entrambe le azioni possono essere d’aiuto per cominciare a capire.
    1) alla base di tutto conta molto, a mio avviso, l’energia fisica che si possiede, quasi sempre aiuta ad avere voglia di vivere, quella che ti fa superare tutto, anche i campi di concentramento…
    2) è importante il temperamento: quelli inclini al pessimismo e alla malinconia fanno più fatica di altri ad affrontare le difficoltà della vita.
    3) sono di un certo rilievo le condizioni generali al contorno, come presenza o meno di genitori o di amici, di persone con cui è possibile trovare una sintonia: alla lunga non si può, salvo rarissime eccezioni, far a meno di una persona che sia per noi specchio e accoglienza. siamo creature sociali, non isole.
    4) si dovrebbe, anche, analizzare le proprie aspettative in rapporto alle proprie concrete possibilità: guai a porsi obiettivi troppo elevati o a seguire quelli attualmente imposti dai media. si va incontro a cocenti delusioni e a successive pesanti depressioni.
    5) è utile conoscere quanto più si può di se stessi, dare un orientamento anche minimo alla propria vita, vedere quanto si ha e non quello che manca. un tempo, ad esempio, non c’era modo di curarsi neppure un mal di denti o si veniva venduti come schiavi, solo per aver perso una guerra. oggi non si soffre quasi più nella carne (salvo gravi malattie) ma si soffre molto di più nello spirito, prezzo da pagare per il relativo benessere di cui si gode, rispetto ad altri popoli meno fortunati o al passato. se si dovesse faticare a mettere insieme il pranzo con la cena o a trovare un bicchier d’acqua, si avrebbe meno tempo di stare a pensare a quanto è triste e vuota la nostra vita.
    6) in ultimo, e il pippone è finito, si dovrebbe interessarsi a piccole cose, come un puzzle, cui aggiungere ogni giorno qualche tassello, alla scrittura di un diario, come già suggerito prima, a una collezione qualsiasi, anche solo di bustine di zucchero, per costruire una piattaforma esistenziale facile e rassicurante, che permetta di affrontare tutto il resto.
    se volete commentare punto per punto quanto ho scritto, non potrà che farmi piacere. potrebbe essere l’inizio di un vero dialogo, utile a farci conoscere meglio e a riconoscere nel prossimo qualcosa di noi. dono e scambio, un sorriso telematico, un minimo di ascolto e di sforzo per capire e farci capire.
    la fede può essere una grande risorsa ma da sola non credo possa bastare. dobbiamo essere noi per primi a posare qualche mattoncino su cui costruire…

  • 67
    rossana -

    dimenticavo una domanda, la più importante: chi di voi è stato molto amato da bambino?
    spesso è proprio dal troppo amore o dalla mancanza d’amore che nascono i peggiori disagi. e vorrei tanto aver detto una cavolata, vorrei davvero che l’amore non c’entrasse per niente…

  • 68
    ania -

    L’amore,quello troppo forte avvolte ti lacera l’anima,
    non ti lascia vivere,io lo sò perchè mia madre è così…
    Ogni sera è una lotta con lei,perchè per colpa delle sue abitudini (beve)io mi ritrovo con il passare una giornata all’insegna del divertimento me subito cancellata con i suo atteggiamenti;adesso non tento più il suicidio ma sono diventata autolesionista,mi taglio per non sentire il dolore psicologico

  • 69
    beppino -

    Ciao!
    io di diario ne ho cominciato uno…però non basta.Ho l’impressione che la società ci pone effettivamente degli obiettivi troppo alti.Inoltre nella società , il ritmo di vita è accelerato . Più le cose si fanno in fretta , meglio è…quindi lo stress diventa più importante…
    Da bambino ,sono stato molto amato , ma non è una protezione contro la depressione.Per niente. A volte , gli adulti non ci capiscono.
    Come Ania , anch’io sono stato autolesionista dopo aver tentato il suicidio.
    Ciao!!

  • 70
    rossana -

    beh, ania, io non sono arrivata mai a farmi del male ma ne ho provato il forte desiderio. non l’ho fatto, forse, perché non ero giunta ancora a tanto dolore psichico ma mi illudo, anche, di non averlo fatto perchè avevo un bimbo piccolo da crescere.

    non so quanti anni hai e questo mi impedisce di avere un’idea della situazione che vivi, che è comunque di certo lacerante. non è però che, facendoti del male, tu possa in qualche modo cambiarla o mitigarla.

    a che servirebbe dirti che ti devi fare più forte per accettare e sopportare la situazione o che devi avere la forza di indurre tua madre a seguire un percorso di disintossicazione? il bere non è il male, ne è soltanto la conseguenza…

    hai provato a cercare un sostegno indiretto in un gruppo di alcolisti anonimi? non è la soluzione, lo so, ma potrebbero darti qualche utile consiglio. tutto può essere utile in questi casi, se hai la fortuna di incappare nel filone giusto…

    non posso e non so fare di più per te ma ti sono vicina, con affetto e tenerezza.

    rossana

  • 71
    rossana -

    Beppino,

    se sei stato molto amato, guarda a quell’amore per accrescere la tua autostima. è importante, sai: io che amata non sono stata più di tanto ne ho riportato una ferita pressochè inguaribile, e un piedistallo di supporto in meno…

    anche nel tuo caso, l’età, che non conosco, può cambiare il quadro d’insieme che ti riguarda. in ogni caso, chi ti pone obiettivi troppo elevati? se è un adulto, purtroppo non credo che tu possa accantonarli, per un po’ ancora li dovrai subire, ma poi sarai libero di decidere tu “cosa e come”.

    personalmento penso che uno spazzino sereno sia preferibile a un architetto preoccupato giorno e notte che i suoi stabili crollino al minimo temporale o ai venti di sghimbescio. quanto allo stress e alla fretta, so che è quasi inevitabile caderci dentro. cerca di ridurli, quando puoi. non serve correre, serve soltanto avere il necessario, che può essere anche molto poco (vedi S. Francesco).

    crescere è un’enorme fatica. e anche invecchiare, o allevare i propri figli in modo giusto. niente è facile, neppure allevare conigli, ma tutto a poco a poco s’impara. ci vuole coraggio, lo so, e qualche buon compagno di strada. ne hai almeno uno?

    io una ce l’ho, ed è la mia salvezza, soprattutto emotiva. scrivi, scrivi, scrivi, quando vuoi e cosa vuoi: questo sei libero di farlo sin d’ora, per te o per gli altri, non importa che ci sia qualcuno ad ascoltare (anche se, se c’è, è meglio…). tutto quello che riesci a buttar fuori non può che darti sollievo.

    un abbraccio,

    rossana

  • 72
    ania -

    Ciao Rossana,
    ho 18anni lo sò sono molto giovane ma…Ora ti spiego io ho tentato il suicidio,
    perchè la mia situazione passata e presente non è per niente carina anzi mi lacera giorno dopo giorno e io tagliandomi per un’attimo non penso al dolore psicologico che è troppo forte per me,infatti vi sono giorni in cui io mi rinchiudo dentro casa al buio per non vedere nulla non mangio non mi lavo e non parlo con nessuno.
    Vorrei uscirne ma,appena metto la testa fuori arriva qualche mazzata e io non ho sempre la forza per tirarmi su!Non sò cosa pensare,vorrei ricominciare a vivere ma non ci riesco mi porto dentro un dolore troppo grande,che nessuno riesce a comprendere,perchè tutti sono impegnati nelle loro cose a chiedermi consigli e a considerarmi una persona forte,ma se per un momento mi guardassero negli occhi capirebbero che io non sono quella che vedono che non me ne frega un bel niente dei loro problemi di fidanzati…Io vorrei essere ascoltata capita,abbracciata forte forte da qualcuno che non vuol niente da me!!

  • 73
    rossana -

    ciao ania,
    sei giovanissima, devi essere un fiore: è quasi un delitto che tu debba vivere una situazione così dura alla tua età (mi riferisco alle difficoltà che ti crea la mamma, cui vuoi bene, da quanto ho potuto capire).

    per par condicio non ti dirò quanti anni ho ma soltanto che potrei essere nonna, e in questo “potrei”, credimi, c’è un gran dolore… hai ragione, come possono interessarti le storie amorose delle tue amiche mentre tu vivi una tragedia? come possono volere qualcosa da te, che fatichi, giorno dopo giorno, a mantenere un minimo di equilibrio?

    ma non devi giudicarle troppo male: nessuno può capire, se non prova. anche da me non ti devi aspettare molto: tutti abbiamo i nostri problemi e più spesso di quanto non si creda abbiamo bisogno d’aiuto, anche se magari, per pudore, non lo diciamo chiaramente. ho poche forze e poche energie anch’io per affrontare la mia quotidiana realtà, per certi versi parecchio simile alla tua.

    succede anche a me di non aver voglia di alzarmi, di lavarmi, di uscire. ho vissuto l’intero inverno con due tute da alternare in casa e una sola mise per uscire, che lavo di tanto in tanto lavo per ovvi criteri d’igiene mentre l’armadio trabocca di abiti che mi lasciano indifferente… credo capiti quando si è parte di una situazione in cui non possono essere apportati mutamenti.

    sì, è difficile, quasi impossibile indurre qualcuno intrappolato in problemi di dipendenza a cambiare. ora ti dirò come la penso io, senza per questo volerti influenzare:
    1) ognuno ha diritto di vivere di di morire come gli pare;
    2) nessuno ha però il diritto di trascinarci nel baratro con lui. cerca di prendere un minimo di distanze emotive, se puoi e quando puoi, da quello che ti fa soffrire e che non puoi cambiare. hai diritto alla tua vita, a te stessa, a un futuro.

    questo non significa non amare o non stare vicino a chi amiamo e soffre. bisogna, però, non farsi totalmente assorbire nella vita altrui, anche perché, così facendo non possiamo essergli di nessun aiuto. studi? lavori? se sei impegnata in qualcosa, credimi, il tuo buon esempio, nel tempo, può valere più di fiumi di parole…

    io da te non cerco nulla di particolare, ti sono vicina e ti abbraccio forte forte. vorrei, forse, un po’ della tua gioventù, e questa già me la stai dando, con briciole del tuo modo di essere, che mi sembra abbastanza simile al mio.

    vivere è spesso più difficile che morire ma sono sicura che ce la puoi fare, che un giorno ci sarà qualcosa di bello anche per te (c’è per tutti, prima o poi). pensa a quanto fatica in più può costare quando gli anni sono tanti e le forze sempre meno…

    scrivi quando vuoi. se posso e non sono troppo a pezzi, ti risponderò e cercherò di farti sentire a distanza la mia presenza.
    se non dovessi risponderti più, potrai immaginare il perché e non farmene una colpa.

    rossana

    rossana

  • 74
    alexia -

    qnti messaggi!
    Rossana,trovare nelle tue parole certe considerazioni ke io stessa ho espresso a me stessa,al mio diario e agli altri è stato davvero emozionante!
    ecco alcune mie osseravazioni formulate dalla letture delle vostre personalissime e rispettabilissime opinioni:
    -la società impone solamente “apparentemente” un modello,o modelli,di vita da imitare.E seguirli spesso è la cosa più facile(ma anke più difficile per la nostra singolare e originale personalità,la qle deve “piegarsi” a qsti schemi)da fare,piuttosto di sforzarsi d conoscere davv noi stessi,le ns aspirazioni,i ns obiettivi futuri.Nessuno puo obbligarci a vivere cm desideriamo.
    ES:un mio ex compagno di classe ha lasciato la scuola xke contrario al sistema scolastico,al suo”nozionismo,falsità,schematismo,bigottismo”.ora è in inghilterra per un percorso culturale.HA FATTO UNA SCELTA CONTROCORRENTE.io nn ero d’accordo cn le sue idee,nn lo sono tuttora,ma è una delle persone ke piu stimo al mondo,xke è STATO SE STESSO FINO IN FONDO.perfino nel suo modo di vestire!!!!!:)
    -gli eventi dell’infanzia incidono profondam sullo svilup psicolog di una parsona.è provato scientific ma soprattutto nella nostra quotidianità.
    ES:bambine nate e vissute in madagascar fino a 6-7 anni,tra le malattie,la fame e la morte,vengono adottate in francia da una coppia apparentemente normale,ke poi s trasforma in genitori rigidi,qsi dispotici,al cui controllo le ragazze s sottraggono una volta raggiunta la maggiore età.
    Qst ragazze,sole,senza piu una guida ke dicesse loro cm fare,nonostante l’educazione,benche severa,ottenuta,prendono strade sbagliate:una s consegna nelle mani del primo capitato,rimane incinta,perde la bimba prima ke nasca,tenta il suicidio,rimane nuovam incinta d un altro e ha la figlia,nn collabora cn le isituz sociali ke le assicurerebbero una casa,soldi e primi aiuti.l’altra,s fa coinvolgere in traffici illeciti e nn lavora oltre a interrompere gli studi.senza testa.
    qst ragazze nonostante la loro intelligenza,s sono trascinate dentro i traumi dell’infanzia e della giovinezza…i genitori adottivi nn han loro permesso di consolidare un’autostima,una esperienza del mondo esterno,valori capitali tali da permetter loro di cavarsela “fuori”.sono mie cugine.
    -l’energia fisica indubbiam aiuta qnd è lo spirito a esser in crisi.ma ki sta male anke fisicam deve fare uno sforzo doppio.purtroppo anke le condizioni del fisico influenzano la personalita,basti pensare a cm cambiamo atteggiamnto qnd nn dormiamo abbastanza,siamo stressati,siamo malati!
    -pessimismo e ottimismo.una persona puo considerarsi ottimista solo se riesce ad esserlo anke qnd la situaz è “nera”.è trop facile dire di esserlo qnd tutto va bene!!!!!sicuram aver una fiduciosa speranza nel “futuro migliore” aiuta ad andare avanti,un po cm la religione.qsti diversi atteggiamneti nei confronti della vita secondo me dipendono anke da qnte e qli batoste s sono ricevute fino a ql punto.io,personalm,ho una tendenza piu verso il pessimismo,csi,almeno,gioisco anke delle piccole cose belle snz pretendere i fuoki d’artificio!è un po cm illudersi e nn illudersi.
    -io scrivo un diario.aiuta davvero.scrivendo esternizziamo il probl.vederlo scritto aiuta a ad analizzarlo oggettivam,e ancor meglio rileggendolo qlc gg dopo,qnd l’animo è pulito dalle emozioni violente di ql momento di crisi.
    ES:in un periodo in cui i miei me lo leggevano e mi controllavano e nn riuscivo a sfogare pacificam cio ke avevo dentro in modo libero e diretto su carta,ho dato luogo a scenate a malesseri fisici.ho imparato molto da ql esperienza.ora nn avrei qsta maturita nè
    qst coscienza di me.
    -nn ho mai pensato a procurarmi dolore fisico in opposiz a qlo psicologico…nn posso qndi immaginare ql “sollievo” possa dare…penso cmq ke qlsiasi cosa danneggi il nostro corpo,inevitabilm danneggi noi stessi.rimane una opinione sul piano logico-deduttivo cmq.
    ok dai smetto qi!ma aggiungero altro!

  • 75
    alexia -

    nn avevo letto gli ultimi due messaggi..
    purtrop è vero ke trovar qlcn ke sia di vero aiuto è difficile…ma spesso nn è per cattiveria altrui,ma x l’incomprensione data dal fatto ke ki c è davanti nn s trova o nn si è mai trovato dentro al NOSTRO problema..d conseg nn puo capirci a fondo,anke volendo!
    x qst qnd s dan consigli d qst genere s finisce sempre col proferire indicazioni generali,astratte!ognuno poi deve adattarle alla propria situaz!
    io sono diabetica..una delle mie prospettive d vita era diventare diabetologa,e propr x qst motivo.il diabete,sopratt qlo infantile o insulino-dipendente,è una malattia estremam soggettiva,e legata molto a cm il”malcapitato”la prende!se poi è un giovane o giovanissimo la qstione è doppiam delicata!se davanti a lui c fosse un diabetologo diabetico…sarebb molto molto diverso…il medico lo aiuterebbe cn una sensibilita e una comprensione piu adeguata,gli darebbe le risposte ke gli servono,qle piu importanti…

  • 76
    marco.dt -

    ciao a tutti,
    ho 18 anni e sono ormai diversi mesi che penso al suicidio.Non c’è stato un evento scatenante che mi ha indotto a prendere come ipotesi il suicidio,ma riflessioni sul senzo che ha la vita e cosa il futuro ha da propormi.Penso che non occorre essere depressi o malati di mente per farlo,ma soprattutto penso che chi vuole togliersi la vita la ama più degli altri,solo vuole viverla bene e felicemente e nn accetta una vita nn vissuta.

  • 77
    alexia -

    marco..qi m citi schopenauer..
    io ho 18 anni cm te…ho una visione della realta probabilm lt simile alla tua…nn è il futuro ad offrirti la vita,sei tu ke te la costruisci,mettendo in conto la sfiga,gli imprevisti e le sorprese..
    e se ami la vita davvero,e amare la vita secondo me,citand un altro autore cn cui concordo appieno,significa amare una esistenza felice,nn la vita in sè(se c pensi bene),allora saprai tirare fuori i”cosiddetti”x plasmarla a tua discrezione per esitere secondo i tuoi valori,le tue priorita…
    su qst io,propr in qst periodo,m sto interrogand sulla possibil d andar all’univers o meno.
    fare carriera m rendo conto ke nn è una mia priorita,ki m dice ke esser un avvocato sempre in giro,sempre pieno d lavoro e responsabilita m dara piu soddisfaz ke fare la parrucchiera,ke s fa la sua settimana e qnd torna a casa è tra i suoi cari e i suoi amici e nn pensa piu al mestiere se nn qnd c torna il lunedi?
    “voglio i soldi”…ma i soldi t renderan felice?
    forse x ki ha priorita diverse dalle mie si.

  • 78
    marco.dt -

    Il mio problema è ke solamente quando bevo o mi faccio sto bene con gli altri,mi diverto e socializzo, altrimenti preferisco stare da solo perchè solo così mi sento a mio agio.Non sono ne capito ne rispettato pienamente dai miei coetanei e la loro vicinanza mi rende insicuro,depresso e mi toglie la stima di me stesso.

  • 79
    rossana -

    belli e maturi i tuoi scritti, alexia.
    ovviamente, concordo con te in particolare su questo passaggio:

    “-io scrivo un diario.aiuta davvero.scrivendo esternizziamo il probl.vederlo scritto aiuta a ad analizzarlo oggettivam,e ancor meglio rileggendolo qlc gg dopo,qnd l’animo è pulito dalle emozioni violente di ql momento di crisi.”

    se si riesce a scrivere liberamente e onestamente è quasi come parlare con un vero amico, è un guardarsi allo specchio dall’esterno, un buttar fuori quello che più ci fa male per capirlo e capirci meglio. non sempre è possibile farlo, a volte fà troppo male anche questo… ma vale la pena provarci, e insistere…

    la tua sensibilità e la tua saggezza sono accresciute, credo, dal fatto che sei diabetica. è vero che i medici che curano saprebbero dare di più in termini umani se avessero provato la malattia. invece finisce spesso che se uno è umano è un cane di dottore, mentre invece se è un bravo medico ha la sensibilità di un pezzo di marmo…

    comunque un aiuto lo possono dare, soprattutto se la depressione è di origine organica. in questo caso, però, per curarsi e ottenere buoni risultati bisogna veramente essere seguiti da un buon dottore, stare alle prescrizioni senza scartare, e avere anche la fortuna che azzecchi la molecola giusta per noi, cosa non facilissima. anche questo aiuto va cercato, con attenzione e senza scoraggiarsi al primo insuccesso.

    mentre leggevo il tuo scritto mi è venuto in mente che l’idea di procurarsi del male fisico nasce spesso dal senso di colpa. il che è quasi un assurdo perchè nella maggior parte dei casi non abbiamo alcuna colpa. è il nostro inconscio e la nostra insicurezza a farci questi brutti scherzi.

    spero di leggerti ancora… ciao!

  • 80
    alexia -

    marco..tu rifiuti d essere te stesso,nn ti vuoi bene…qnd t fai o bevi nn sei piu te stesso.se gli altri t apprezzano qnd sei in quegli stati,forse qsti “altri”nn t meritano,nn t vogliono bene,nn t capiscono e nn sono interessati a te.sono superficiali.
    cerca persone vere,profonde…ed è difficile trovarle tra i “fighetti”…
    il tuo volerti bene nn deve dipendere da qnt gli atri t apprezzino cavolo!tu devi esser fiero di te sempre e cmq!
    ovviam con i tuoi pregi e difetti!

  • 81
    rossana -

    marco.dt,
    mi sono soffermata su queste tue parole: “riflessioni sul senzo che ha la vita e cosa il futuro ha da propormi”.
    non è che ti aspetti troppo dalla vita e dal futuro?
    hai provato a pensarla in termini di dare invece che di avere?

    non sono sicura che chi vuole togliersi la vita la ami più degli altri. Pavese, che di fatto se la tolse, dopo un’inutile richiesta indiretta di aiuto, la viveva con grande difficoltà… e non mi pare che ne fosse così attratto…

    sapete che
    – si dice che chi parla di suicidio non lo fa mentre si dovrebbe temere molto di più che lo faccia chi non ne parla?
    – che più si va avanti con gli anni e meno ci si suicida?
    – che i paesi dove più alto è il numero dei suicidi sono quelli in cui si gode collettivamente di un certo benessere?

    a volte la gioventù, non avendo mai visto in faccia la morte, vive la possibilità di questo evento più o meno come un gioco, senza rendersi conto veramente che davvero gli occhi non si apriranno più, la bocca non avrà più parole, le braccia resteranno inerti…

    senza contare quando se ne parla, o lo si fa, solo per attirare l’attenzione… infatti, sono pochi quelli che lo fanno tanto bene da riuscirci: nella stragrande maggioranza dei casi tutto si risolve in un po’ di agitazione…

    resta un atto contro natura, come il figlio che muore prima del padre, non sono cose da tutti i giorni…

    ciao!

  • 82
    rossana -

    marco.dt,
    adesso capisco meglio il tuo disagio. non è il futuro o la vita in sè che ti spaventano, è la difficoltà di rapportarti agli altri. questo sì che è un grosso problema…

    dovresti cercare di capire da dove nasce, cosa tutt’altro che facile… vorrei poterti dire di più ma è un qualcosa che conosco poco, anche se una persona a me carissima patisce per queste difficoltà come te. non è che ti vedi più interessante e più importante di quanto gli altri ti riconoscano? non è che anche qui ci possa essere un eccesso di aspettative da parte tua?

    forse siete soltanto diversi dalla massa e fate fatica a inglobarvi. e vivete la situazione con sofferenza… la fase di adeguamento potrebbe essere lunga ma potrebbe essere anche meno difficile di quello che sembra trovare un equilibrio…

    ciao!

  • 83
    ania -

    Io non odio la vita,
    ma non sopporto le persone che non capiscono,che fingono d’ascoltarti ma poi non lo fanno mai!Quelle persone che ti chiedono come stai e poi se gli dici male attaccano con un’altro discorso…Non sopporto la mia personalità sempre così insicura con la paura d’essere guardata,toccata anche solo per stringere la mano,
    non mi reggo come ragazza,mi affeziono alla gente soffro con le persone sono così insicura che arrivo persino a non camminare più se per strada vedo la folla,sono così sbagliata

  • 84
    marco.dt -

    Sono d’accordo, Rossana, quando dici che è possibile un adeguamento rispetto alla massa ma se questo comporta la repressione della mia personalità preferisco starmene solo.

  • 85
    rossana -

    ania,
    non sei e non puoi essere sbagliata. sei soltanto una giovane donna, priva di riferimenti, che deve portare un grande peso.

    quasi nessuno ti chiede come stai perché si interessa effettivamente e te. tutti vogliono una risposta all’inglese: bene, grazie! purtroppo nasciamo e moriamo soli. perché dunque aspettarci che durante il cammino qualcuno ci faccia compagnia? capita, sì, ma per qualche tratto di strada soltanto ed è sempre un dono! non è una visione pessimistica: è la nuda realtà! sono tutti con te in una festa ma guai ad aver bisogno di un prestito! vogliono avere da te, dare è altra cosa, privilegio dei santi…

    e cchhe cavolo, non vorrai mica, per caso guastar loro la giornata, vero?

    e come potresti essere sicura, immersa come sei in una situazione difficile e dolorosa?

    purtroppo, a mio avviso, hai due possibilità soltanto:
    – subirla e patirla come in un calvario, oppure
    – accettarla volontariamente e sforzarti di “portarla” dentro di te, con dignità.

    c’è una enorme differenza fra i due atteggiamenti, che portano, credimi, a due vissuti completamente diversi.

    PS: anch’io sto tentando la seconda strada, e non è che sia facile, eh!

    ciao!

  • 86
    marco.dt -

    Con tutti i ragazzi/e che ho frequentato mi sono sempre sentito considerato poco seriamente e mai le mie parole hanno avuto un gran peso e la mia presenza ha spesso lasciato indifferenti gli altri.Da un po di tempo ho la tendenza ad isolarmi e questo mi fa soffrire ma mi permette di stare più a mio agio con me stesso.
    ciao!!!

  • 87
    rossana -

    beh, marco.dt, se è per questo io sono praticamente sola da sempre, anche se ho avuto ben due compagni di strada, complessivamente per una durata di 24 anni…

    può capitare che sia preferibile star soli che con una massa con cui non ci si ritrova. personalmente mi consolo con qualche bicchierino di marsala e parecchia Nutella, al bisogno. non mi sembra il caso, però, nè di ubriacarmi nè di annullarmi in altre droghe.

    dai che ce la si fa, magari stringendo un po’ i denti ma ce la si può fare. qualche volta può pure essere bello avere la libertà di essere allegri o tristi, a piacere, e di alzarsi o andare a letto quando ci pare e piace… e poi c’è la radio, la televisione, il cinema, il pc…

    comincia a volerti bene da te. ciao!

  • 88
    anonimo -

    Guarire dall’ansia, dalle malattie, dal mal di vivere: e’ possibile e senza ricorrere ne’ a Freud ne’ agli psicofarmaci, una strada che soprattutto i francesi ritenevano inevitabile. La nuova bibbia in Francia e’ ‘Guarire’, il libro nel quale David Servan-Schreiber rivela i sette pilastri per riconquistare la salute dell’anima e del corpo.

    Figlio del giornalista fondatore de ‘L’Express’, il professor Servan-Schreiber s’e’ fatto una notorieta’ negli Stati Uniti, dove con i suoi metodi originali e naturali, che definisce ”medicina integrale”, ha stupito pazienti e cattedratici all’ospedale di Pittsburgh, dove dirigeva il reparto psichiatrico. Agli americani depressi o ansiosi, consigliava di mettersi in casa un bel cagnolino, o un gatto, magari anche un uccello. Per uscire da se’, scaricare l’affetto e far resuscitare l’atrofizzato mondo delle emozioni, cosi’ sottovalutato dalla scienza cartesiana.
    Basta un animale domestico per guarire? Non e’ cosi’ semplice. Il nuovo credo e’ tutto in ‘Guerir’, volume che Servan-Schreiber ha scritto al suo ritorno in patria – ad appena 40 anni – e ha gia’ venduto in 4 mesi ben 140.000 copie. In Francia, il paese europeo con piu’ suicidi di giovani e quello in cui si vendono piu’ psicofarmaci, il ritorno del figliol prodigo portatore della buona novella e’ particolarmente benvenuto.
    Stretto fra Cartesio e Freud, il francese non lascia troppo spazio alla fantasia nella cura dei propri acciacchi fisici e interiori. I sette pilastri di Servan-Schreiber vanno dall’imparare a svegliarsi al mattino al profondo respiro che regola i battiti del cuore, da precise scelte dietetiche all”’integrazione neuro-emotiva attraverso i movimenti oculari”. Tutto con ampia documentazione delle esperienze fatte in prima persona dal medico francese in terra americana curando corpi e anime.
    Il principio base e’ che il corpo, lasciato in secondo piano da Freud, ha le sue ragioni e reclama diritti e un posto d’eccezione. A molte discipline un po’ naif, esuberanti, creative e New Age made in California, Servan-Schreiber ha posto il suo marchio scientifico: sono provate e dimostrate, ne’ piu’ ne’ meno come i farmaci di cui ci fidiamo ciecamente. La dieta? Se vuoi vincere la depressione devi affidarti agli omega-3, gli acidi grassi presenti nel pesce e nelle verdure. Le emozioni? Impara a viverle tutte, non sopprimerle ma coltivale e inseguile, cerca l’emotivita’ ”sociale”, la capacita’ di prendere decisioni, la simpatia. Ma se arrivano non disdegnare neppure imbarazzo o senso di colpa.
    Ipnosi, yoga e altre discipline ormai ben note vengono rivisitate con coerenza scientifica implacabile. Una, in particolare, sembra poter regalare sollievo a stuoli di persone che vivono il loro dramma in solitudine: le vittime di stupri o violenze, di attentati, di catastrofi naturali, quelli che non ce la fanno nemmeno a raccontare perche’ vivono un dolore troppo forte. Tutti loro possono essere aiutati dall’EMDR, una tecnica di rieducazione dei movimenti oculari involontari. Perche’, e’ ormai certo, il trauma si annida come una cisti nelle pieghe del cervello riportando la vittima all’atrocita’ del momento trascorso. Rieducando il movimento della pupilla, si stimola il paziente ancorandolo alle sensazioni presenti e sciogliendolo per sempre, in poche sedute, dall’incantesimo del dramma vissuto.

    Testo di Tullio Giannotti

  • 89
    anonimo -

    Una tecnica rivoluzionaria per il trattamento dei traumi

    Vorrei iniziare a parlare di una tecnica terapeutica decisamente innovativa, che solo da pochi anni è giunta in Italia dagli Stati Uniti.
    Dobbiamo l’intuizione, che sta alla base di questa promettente procedura risalente agli anni 80, a Francine Shapiro.
    Questa tecnica combina aspetti fisiologici e psicologici, riuscendo a curare sia gli effetti psichici che quelli somatici scatenati da traumi.
    E’ un metodo rapido, potente, estremamente efficace in molte patologie ove altre terapie sia farmacologiche che psicologiche devono arrendersi o contentarsi di modesti effetti palliativi.
    Il concetto di trauma non sempre rimanda ad un significato obiettivo, riconducibile alla gravità di ciò che è stato subito (traumi gravi) ma, come è ovvio per chi si interessi del disagio e della sofferenza psichica nell’uomo, qualunque evento negativo può svolgere una azione disturbante più o meno intensamente traumatica in relazione alle variabili soggettive di colui che lo subisce..
    L’E.M.D.R (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) sfrutta ed amplifica alcune procedure al contempo fisiologiche e psicologiche attraverso le quali tutti noi filtriamo, elaboriamo e neutralizziamo, a poco a poco, ciò che ci colpisce emotivamente nella nostra vita.
    In certi malaugurati casi questi meccanismi naturali subiscono uno scacco, ma oggi possiamo andare in loro soccorso senza aggiungere niente dal di fuori, ma semplicemente riattivando al meglio questi preziosi automatismi naturali.
    Dice la Shapiro: “ Gran parte di ciò che consideriamo disturbo mentale è il risultato del modo in cui le informazioni vengono immagazzinate nel cervello. La guarigione inizia quando sblocchiamo queste informazioni e permettiamo loro di emergere. Io considero tale processo di guarigione come un’attivazione delle capacità di autoguarigione psicologica che è innata nella persona, così come un corpo possiede la capacità di guarirsi quando è ferito.”

  • 90
    rossana -

    anonimo, grazie molte per i tuoi post. il libro è già stato tradotto e pubblicato in Italia?

    la frase: “ Gran parte di ciò che consideriamo disturbo mentale è il risultato del modo in cui le informazioni vengono immagazzinate nel cervello.” è profondamente vera. a mio avviso, riprende Freud con una sfumatura diversa ma la soluzione, qui, è data da una tecnica fisica, che attiva la mente attraverso il corpo e non avviene a mezzo di parole. processo più lungo perché prima di poter sciogliere in parole il grumo che ci danneggia bisogna riuscire a scovarlo.

    secondo me, il punto cruciale è che il primo passo per accostarsi a qualsiasi forma di aiuto per guarire (trovarsi un cucciolo da accudire e amare, per esempio, per essere riamati in modo semplice e istintivo) bisogna VOLER guarire.

    spesso guarire significa anche modificare di molto la propria attitudine alla vita e le proprie reazioni. inevitabilmente si cambia e credo che questo spaventi molto.

    in secondo luogo, come nelle medicine, bisogna credere e aver fiducia in quello che si fa, altrimenti è difficile che funzioni. ma bisogna anche impegnarsi, molto e a fondo. per far questo non si deve essere troppo giù, fisicamente o emotivamente, altrimenti non si hanno le risorse necessarie. il tutto, nell’insieme, è un processo lungo, che richiede tanta volontà e tanto coraggio.

    personalmente, non so bene perché, tendo a trascurare abbastanza le esigenze del corpo e non amo i processi essenzialmente tecnici, come ad esempio il reiki… preferisco star male ma essere me stessa che star meglio attraverso un qualcosa che mi può modificare in modo meccanico, portandomi a risultati imprevisti.

    in molti casi, poi, non si tratta di guarire da qualcosa che è stato ma di imparare, semplicemente, ad adattarci, più o meno bene, a situazioni dolorose che fanno parte della nostra vita, nel senso che non riusciamo praticamente o non possiamo emotivamente staccarcene, e sono fonte continua di dolore.

    è vero che ci si abitua a tutto, anche ai campi di concentramento, ma occorre molto tempo per abituarsi a soffrire, e ancora più tempo per abituarsi a soffrire senza sentire l’impulso di chiedere aiuto. aiuto che poi viene sempre negato. sono ben poche le persone che accettano di condividere a lungo una sofferenza. ad ognuno bastano le proprie…

    spero che i tuoi post inducano i nostri giovani amici a cercare il loro sentiero per star meglio, magari cominciando con una visitina ai servizi ASL… che poi ne discutano fra loro, per esempio qui, formando un piccolo gruppo di autosostegno, che si comunichi sensazioni, miglioramenti, ricadute, tecniche sperimentate… potrebbe essere bello e utile a tutti.

    a me sei stato di aiuto. grazie!

  • 91
    rossana -

    x marco.dt
    un modo per avere un certo peso ed essere presi in considerazione è specializzarsi in qualcosa, qualsiasi cosa ti piaccia: calcio, informatica, libri, giochi di carte, biliardo, escursioni in montagna, ecc…

    quando hai individuato quello che fa per te (io, ad esempio colleziono cartoline) inizia a lavorarci su e a farti una certa esperienza. poi cerca contatti con chi ha i tuoi stessi interessi e trovati con questi nuovi amici. vedrai che ti prenderanno in considerazione, che qualcuno imparerà da te e tu avrai modo di imparare da altri…

    un nipote ventenne, a me caro, fa parte di un gruppo che organizza rievocazioni storiche in costume e si sta costruendo una tuta in maglia di ferro, anello per anello. mi ha riferito che ogni giorno ha almeno una ventina di mail a cui rispondere, che provengono da tutta l’Italia… anch’io faccio molta fatica a evadere la mia corrispondenza di scambio.

    se hai una passione non ti sarà affatto difficile trovare persone, più o meno simpatiche, più o meno interessanti, con cui condividerla. provare per credere!

  • 92
    Beppino -

    ciao!!
    Quando leggo tutto ciò,mi fa male.Mi fa male perché appena si parla di psicologhi , di “tecniche terapeutiche” , ci rinvia al fatto di dover esprimersi.E quando tutto è bloccato in fondo a sé e che non si può parlare , come si fa?!!non c’è soluzione , eccetto quella di scrivere in un diario.Però uno psicologo a volte non è possibile.Io lo dico per me,perché qualche mese fa ho scritto su un forum e mi hanno diretto verso uno psi.Non ho mai voluto andarci.E la gente non capisce che quando si prova un forte senso di colpa non è possibile parlare.Mai.
    Ho 22 anni,e…riconosco che in questi tempi non è facile per me.La chiesa che frequento da anni è divisa…sono stanco…sono autolesionista anch’io e mia madre l’ha visto…chiedo a Dio che mi riprenda , ma non Lo fa…allora scrivo , scrivo dappertutto , per sforgarmi…fa male sentire che nessuno ti può capire eppure è proprio vero.
    Ciao.

  • 93
    rossana -

    Beppino,
    rispondere al tuo post è difficilissimo. un punto incoraggiante, però, c’è: hai 22 anni, che significano sofferenza acuta ma tanto tempo a disposizione per alleviarla.

    a 29 anni, dopo un episodio molto serio e dolorosissimo, ho avuto la grande benedizione di entrare in contatto con una persona meravigliosa, una terapeuta senza regolare licenza, tanto che quando la legge ha imposto che dovesse averla per esercitare è quasi morta di fame. con lei mi sono sottoposta a circa 6 anni di analisi (per il primi due, due o tre volte alla settimana, poi due volte, poi una…). non ho voluto finire questa analisi, per paura di perdere la persona con cui stavo a quel punto della mia vita, ma dopo 5 anni di malessere e di inattività, ho ripreso a lavorare e a convivere, più o meno armoniosamente, con me stessa e con il mio prossimo.

    la molla che mi ha spinto a farlo? il mio bambino, che aveva cinque anni e aveva bisogno di una mamma. forse è così, ma forse è stata anche la pulsione di vita stessa, che esigeva che riuscissi a vivere con meno dolore.

    spesso, in seduta, piangevo soltanto, per tutta l’ora a mia disposizione. e dire che non avevo sofferto di traumi violenti. in me c’era essenzialmente la ferita dei “non amati”…

    Beppino, hai forse ammazzato qualcuno? accidenti, chi l’ha fatto spesso riesce a convivere abbastanza bene con il suo passato e magari anche a parlarne. perché mai non dovresti riuscirci anche tu, da solo o con l’aiuto di qualcuno.

    si tratta, come sempre, di affrontare il dolore a muso duro. si dice che per poter riemergere si deve toccare il fondo. guarda che a questo fondo prima o poi ci arrivi e se non trovi la spinta per risalire finirai di stare solo peggio, seza possibilità di riprenderti.

    se posso esserti di aiuto in qualche modo, scrivi pure. dimmi, ad esempio e se vuoi, da dove nasce il tuo senso di colpa…

  • 94
    Beppino -

    Alexia ,
    il messaggio precedente non ti riguarda!mi dispiace…

    Ciao!!

  • 95
    sasha970 -

    Sono nata 35 anni fa da genitori allora non ancora sposati anzi mia madre era vedova con 4 figli e mio padre era “separato” con 3 figli, (non esisteva ancora il divorzio allora)…un amore grande il loro, passionale e coraggioso ma forse troppo!! Sono cresciuta nei “casini”, nei litigi furibondi con i carabinieri chiamati dai vicini la notte…erano gelosissimi, mia madre era un iena quando litigavano se ne dicevano di tutti i colori, a volte alle mani si arrivava..ma poi facevano la pace sempre e il giorno dopo era come se nulla fosse…

    Quando avevo 13 anni mio padre è morto di cancro….e solo pochi mesi prima aveva sposato mia madre per sistemare le cose legalmente..

    Quando avevo 14 anni mia madre si è risposata e mi ha “abbandonata”: Lei non ci sa stare senza un uomo, diceva. Veniva sempre e solo quest’ultimo…io sono stata messa in collegio e loro andavano in Sardegna, in giro a farsi i viaggi ….lui era ricco…e lei dice che è stato solo grazie a lui che ho potuto studiare e diventare quella che sono…

    A 15 anni mi sono innamorata, davvero, totalmente…un amore sincero, bello, pulito…ma sempre ostacolato dalla di Lei madre..fino a che mi ha costretta a lasciarlo 2 anni dopo

    dai 17 ai 26 anni ho avuto un sacco di ragazzi, qualcuno con storia semi-seria 3 per la precisione e gli altri così, per divertimento, flirt, stupidaggini…ero molto bella in quel periodo e le lusinghe non dovevano mai mancarmi…A 21 ho messo su casa da sola e me ne sono andata da mia madre esasperata…Viaggiavo molto con le amiche e non avevo paura di nulla, avevo un “bel” lavoro in banca, anzi ho e dove ho fatto “carriera”

    A 26 anni incontro il mio 2 grande amore…è fatta!, penso, ci amiamo alla follia e cerchiamo un figlio ….ma poi scopro le sue “corna” e così decido di crescere da sola questo bimbo….continuo a essere molto corteggiata anche in quel periodo..ma iniziano “GLI ATTACCHI DI PANICO”…Paralisi totale, voglia di morire e terrore allo stato puro mi martellano tutto il giorno, tutti i giorni….finisco in psico.terapia e ci sto per 2 anni….

    Ora ho 35 anni, un figlio di 8 anni e vivo da sola, penso sempre (anzi vedo ancora)il mio primo amore e provo ancora un sacco di nostalgia per il padre di mio figlio….il resto “vedi” SONO UNA DONNA CHE AMA TROPPO….

    Cinque anni fa mi hanno trovato un problema al cuore, fastidioso, noioso ma che purtroppo devo curare a Vita con la pastiglia…ho avuto tanta paura di morire, ne ho ancora un pò ma dicono di non pensarci che se mi curo camperò 100 anni. Il mio cuore ha un problema elettrico e non escludono che fra qualche hanno dovrò mettere un pace-maker, pena altrimenti non batterà piu’….

    Nonostante tutto però amo ancora la vita, nonostante i maltrattamenti di mia madre, del mio patrigno, dei ragazzi sbagliati che ho incontrato e non, del mio cuore malato…
    ..ho 2 sole amiche vere, il “mio cucciolo”…2 gatti e un ragazzo innamorato che vorrebbe una cosa seria con me…lavoro con successo e grazie a questo oggi riesco a tirare un po’ il fiato anche economicamente…
    Ho ripreso ad andare in chiesa, faccio teatro a livello quasi professionistico, creo decorazioni natalizie e mi sforzo di pattinare sul ghiaccio col mio bimbo…ho smesso di viaggiare così tanto però, perchè ho ancora alcune paure legate agli attacchi di panico e al mio cuore….ma sto cercando di lavorarci ancora sopra…

    Non so cosa avete capito di me in questo post…spero solo di aver lasciato un pò di speranza nonostante tutti i BUIO della vita che ogniuno di noi ha, tutti, nessuno ne è immune…

  • 96
    rossana -

    sasha970.
    molte grazie di aver regalato, così generosamente, tanto di te e della tua vita. mi è piaciuto tutto, perché sapeva di vissuto e di realtà, simile ma soltanto SIMILE a quella che si vede al cinema o in tv.

    gli attacchi di panico e la malattia al cuore sono comprensibilissimi bella tua situazione d’insieme, non certo favorevole, che però hai saputo affrontare e “domare”.

    le tue personali “risorse” che più mi sono piaciute sono il teatro (niente di meglio per domare la vita e renderla quello che in fondo è: una rappresentazione!) e le decorazioni natalizie, che mi hanno sinceramente commossa.

    un abbraccio,
    rossana

  • 97
    alexia -

    sasha,6 una grande…6 umana…e 6 una grande…

    beppino,nn ho capito “il mess precedente nn t riguarda!m dispiace”…spiegami x favore cosa intenevi!

    le vostre testimonianze sn forti e diverse…

    concordo cn le statistiche ke asseriscono k nei paesi d maggior benessere e progresso v sia anke un maggior sentimento di crisi sociale,esistenziale…cause?…consumismo?globalizzazione?mass media?..ki + ne ha,+ ne metta,tutti qsti aspetti han una certa responsabilita…fatto stà ke oggi l’uomo “moderno” è piu debole…

    x risollevarsi serve innanzitutto la propria volonta e determinazione..verissimo..

    anke la storia c insegna ke i controcorrente spesso rimasero soli..
    ma secondo me nn è necessario..cn i mezzi d cui disponiamo oggi possiamo cercare e trovare piu facilmente persone ke condividano interessi,pensieri comuni a noi…

    è un po cm le compagnie x ogni adolescente..c s puo trovare talmente a propr agio cn determinati tipi e talmente a disagio cn altri,per i discorsi ke s fanno,le abitudini ke s hanno,etc…

    a volta la felicita o almeno un po d serenita s trova in piccolezze ke nn t aspetteresti mai..qnd lavoravo in un centro diurno per diversamente abili,un sorriso,un gesto,una parola accennata da ki di solito nn parlava mai,nn reagiva mai.. m riempiva il cuore in un modo tale…e a volte nn riesco a credere a ki dice ke l’uomo è fondamentalm egoista,anke qnd crede di amare qlcn,e ke in realta l’altruismo puro nn esiste ma ke è solo un attaccam personale cn puntuale tornaconto personale,seppur d tipo emotivo..

    molti depressi d oggi purtrop nn s sono mai trovati a contatto cn realtà particolari cm guerra,fame,poverta,malattie..e han una soglia del dolore fisico e psicologico facilm valicabile..
    siamo trop viziati,trop coccolati…al primo ostacolo c s abbatte…nn m sto assolut riferendo a tutte le vs esperienze,nn potrei mai permettermi di giudicare…

    è altrettanto vero ke nn è il fatto in sè ad essere devastante,debilitante…ma il modo di reagire ad esso…
    davanti alla notizia di un cancro, 50 persone reagirebbero in 50 modi diversi..sta tutto li.

    io il diabete l’ho preso bene,davvero,raram ho avuto pensieri angosciosi al riguardo..anzi,talvolta qsi sono orgogliosa e contenta di averlo per le lezioni di responsabilita e maturita ke m ha impartito..
    e allora nn sorprende piu sentire persone ke ringraziano dio x essere cieche,per nn avere le braccia…
    conosco persone ke invece,anke a distanza d’anni e di tutte le eta,nn l’han ancora accettato…e nn s curano…s fanno solo del male…

    il principio di pollyanna..lo conoscete?prende il positivo da tutte le situazioni..sembra una stronzata,eppure ce…
    ma è piu facile abbandonarsi al dolore..pensare ke nn c sia piu altro da fare…

    vorrei ke c incontrassimo tutti…passare una serata,una cena insieme..

    volevamo qlcn ke c ascoltasse…in qst forum c siamo messi in gioco,per aiutare con la nostra esperienza e per ricevere qlc consiglio…nn penso sia opportunismo…nn facciamo volgari ideologismi…

    qlcn è del veneto?

  • 98
    sasha970 -

    rosanna…grazie..si nel ri-leggermi, forse è normale che io abbia sofferto di attacchi di panico e che il mio cuore si sia ammalto a forza di dai e dai….ma non demordo….un bacio Sasha

  • 99
    rossana -

    sì, alexia, hai ragione: “l’uomo “moderno” è piu debole”.
    la generazione nata dopo il boom economico ha praticamente avuto tutto il necessario e il superfluo su un piatto d’argento. persino i metodi di educazione da allora sono radicalmente cambiati: niente più scapaccioni, attenzione a lasciarsi andare a uno schiaffo…
    e poi i genitori hanno troppo investito su questi ragazzi, trasferendo su di loro tutte le loro personali aspettative. oppure li hanno lasciati soli, dedicandosi entrambi al lavoro e alla carriera, che è pure peggio. i tempi sono cambiati, il nostro sistema economico è in crisi e parecchie generazioni sono state letteralmente annichilite da tutto questo. e altre, purtroppo, ancora lo saranno…

    incontrarci per una serata? sarebbe bello ma mi sembra prematuro… apprezzo comunque molto il tuo pensiero.

  • 100
    sasha970 -

    grazie anche a te Alexia….io sono Lombarda prov. di Bs…voto per la cena…chissà!!!

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