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Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI

di sherazade

Riferimento alla lettera: Valinda,ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione. Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per la...
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Categorie: - Relazioni

841 commenti

Pagine: 1 2 3 4 5 17

  • 101
    rossana -

    Michelle,
    “Se un’affermazione o opinione viene presa in modo personale, probabilmente c’e` un problema dentro di noi riguardo quella particolar cosa, perché quando si e` davvero sicuri di una cosa e non si tentenna, non si sente alcun bisogno di dimostrare agli altri il contrario.” – dal punto di vista razionale il ragionamento è più che perfetto ma con le emozioni non è sempre applicabile (di certo NON solo per me).

    non accetto le categorizzazioni: sarebbe come affermare che tutti gli uomini sono traditori e che tutte le donne sono svampite. non voglio far parte di chi, in senso collettivo, è disprezzato e ridicolizzato a ogni pié sospinto, dopo essere stata disprezzata e ridicolizzata come persona singola, con quasi continui successivi accenni in tal senso a strascico. dovrei accettare di essere collocata pubblicamente in un recinto, senza ambire a uscirne? il rispetto delle diverse opinioni dovrebbe essere schietto, privo di allusioni tendenti a porsi un gradino al di sopra.

    è senz’altro vero che è nel confronto che si ha modo di crescere interiormente ma non è necessario che questo sia espresso in termini aggressivi e prevaricanti, come in prima battuta spesso avviene con qualsiasi donna si affacci qui non allineata a un certo modo di pensare e di sentire.

  • 102
    rossana -

    Andrea_The_Original,
    “ci sono atteggiamenti ben più patetici e preoccupanti, come la difesa ad oltranza dell’indifendibile, come riadattare ogni situazione per farla coincidere con il proprio punto di vista.” – così pare proprio che sia, con conseguenti reazioni, più che prevedibili.

  • 103
    maria grazia -

    AndreaT.O.
    invece ti dovresti chiedere come mai io, a differenza di altri e di altre, non mi sento punta nel vivo quando Golem esprime una sua opinione o dice la sua sugli amori non concretizzatisi. Evidentemente, a differenza di questi altri/e, ho capito che non siamo su questo forum per DOVER DIMOSTRARE QUALCOSA, ma bensì per condividere pensieri, esperienze, opinioni in maniera autentica.

    “Se un’affermazione o opinione viene presa in modo personale, probabilmente c’e` un problema dentro di noi riguardo quella particolar cosa, perché quando si e` davvero sicuri di una cosa e non si tentenna, non si sente alcun bisogno di dimostrare agli altri il contrario.”

    esatto michelle! non potrei essere più d’ accordo.

  • 104
    michelle -

    Rossana non mi riferivo a Te, anche perché non ho letto i precedenti commenti. Dico in generale che alcuni sembrano sentirsi minacciati dalla differenza di idée degli altri. Non mi sembra Il tuo caso. Al contrario, se Una critica viene fatta a livello personale, e in modo giudicante, la reazione emotiva è più che comprensibile

  • 105
    Golem -

    “non accetto le categorizzazioni”
    E non accettarle.
    Intanto c’e’ Michelle che dopo aver detto che nei rapporti “sentimentali” nevrotici non si puó definire amore quella roba che ne esce, e che chi è sicuro dei propri valori non tentenna di fronte a opinioni differenti, diventa così una delle tante donne che sono passate su LaD che esprime conclusioni molto vicine alle mie. Tende a fare categorie a sua volta? O semplicemente è una ragazza che non vuole vivere di favole? E ancora meno farsi andar bene quello che bene non va, elevandolo a livello di ammore con una bella mano di “rosa” sugli occhi.
    Visto che è stato suggerito nei propri confronti, basterebbe accettare che c’è chi le cose le vede in quel modo. E per fortuna sembrano di più di quelle del filone “perchè altro non si puó fare che sognare”. C’è chi vuole provare a vivere, non sognare di vivere.

    P.S. Dire quali sarebbero le cose indifendibili e come vengono riadattate le situazioni per farle concidere col mio punto di vista.

  • 106
    Andrea_The_Original -

    Golem. Il tuo 100 pare equilibrato. Cozza un po’ con certe tue uscite, forse in preda alla foga, ma te lo diamo buono.

    MG.“l’ ho fatto in maniera inopportuna. ma questo non fa di me una donna da condannare, e da ritenere umanamente e sentimentalmente non equilibrata.” Personalmente credo tu sia una delle donne più squilibrate con cui abbia interagito, seppur virtualmente.

    “e che può suscitare determinate reazioni in donne che, come me, non sono troppo inclini alla passività e all’ asservilismo.”
    Ma scherzi vero? Più inzerbinata di così?
    Golem. Abbatti la tua creatura, soffre troppo.

  • 107
    Valinda -

    Un uomo a cui muore la fidanzata dopo pochi mesi conosce un’altra e dopo pochi giorni ci va a vivere insieme nella casa ex nido d’amore che avrebbe condiviso con la defunta.

    Una donna di 40 anni intreccia una relazione virtuale con un uomo con solo un paio di incontri a scopo prevalentemente sessuale. Lei ci prende una sbandata, si inzerbina e si ridicolizza all’inverosimile su un forum pubblico nonostante il disprezzo e il rifiuto di lui in tutti i modi…che attualmente sta con un’altra nonostante lei continui a stargli dietro.
    Questi sono amori veri con la A maiuscola superiori agli altri e immuni da ogni critica pur oggettiva. E il secondo soprattutto è vero perché ricambiato e frutto di condivisione, progetti insieme e bla bla…come nostro “signore” comanda..evidentemente all’illuminata si è bruciata una lampadina!

    Tutti gli altri invece sono illusi, sentimentali, erotomani, stupidi sognatori, cretinetti ecc. ecc.

    Per la serie coerenza, logica e balle spaziali. Che poi a forza di raccontarsele i protagonisti ci credono davvero semplicemente perchè la loro arroganza e boria non gli consente di vedere le cose come stanno. Poco male se non si mettessero a fare le prediche al prossimo considerando i pulpiti…e basta dai che a questo mondo se Dio vuole non tutti sono fessi.

  • 108
    rossana -

    Michelle,
    nessun problema: è più che giusto che ognuno abbia le sue idee, e che le sostenga, se gli va di farlo.

  • 109
    michelle -

    Valinda non meriti risposta e spero non ne riceverai alcuna dagli utenti a cui ti sei riferito. Solitudine e amarezza fanno male eh.. Solo le persone deboli sentono il bisogno di attaccare gli altri a livello personale.

  • 110
    maria grazia -

    @Valinda e AndreaT.O.
    mi spiace, ma non tengo in minima considerazione l’ opinione di coloro per i quali non ho alcuna stima. quindi evitate pure di rivolgervi a me, d’ ora in avanti. tanto da parte vostra è tempo sprecato.
    In questo caso da parte di Andrea c’è solo l’ INVIDIA pura e semplice per l’ attrazione che riesce a suscitare un altro maschio ( risultato per lui irraggiungibile ) e da parte di Valinda, il solito vezzo vendicativo nel tentativo di “rifarsi” su coloro che ritiene i suoi nemici.
    Il risultato è sempre lo stesso: interventi ridicoli e inutilmente velenosi.
    Non so se interverrò ancora. In questo momento ho cose più importanti a cui pensare che non ribattere a roba come questa.
    Di certo non mi sento una “zerbina” solo perchè amo un uomo che però, per ragioni sue, ha preferito un’ altra al suo fianco.
    Saluto e abbraccio Golem, che spero di conoscere dal vivo un giorno.
    e riconfermo senza problemi il mio Amore per Kid, un uomo senza dubbio “non facile” ma anche estremamente interessante nelle sue mille sfacettature.
    un saluto anche a michelle!

  • 111
    rossana -

    I ragazzi che si amano (Jacques Prevert)

    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

    Lei non aveva amato nell’adolescenza ma, come tutte le ragazze carine, aveva avuto i suoi primi spasimanti quand’era poco più che una bambina, con scambi di baci e di reciproche carezze. Pantaloni attillati e maglietta traforata rosso fuoco su un corpicino ancora quasi del tutto privo di protuberanze, per darsi forza, sembrare sicura di sé, illudersi di sapersi destreggiare con l’altro sesso, attraente e inquietante come le strane acque di certi infidi stagni.

    In primavera, un momento di particolare emozione, in un angolo di prato traboccante di margherite in fiore, sotto la luce ovattata della luna piena, che nessuno aveva visto e di cui nessuno sapeva. Non era stato il ragazzo in sé a suscitarlo ma l’atmosfera di sogno a renderlo indimenticabile. Quell’altra sera di tardo autunno, invece, acquattati in una rientranza della stradina quando già era quasi buio, stretti l’uno all’altro, erano stati sorpresi dal passaggio lento e cadenzato di Ambrogio, il vicino di casa che, armato di fucile, quand’era piccola era solito portarla con sé sui bordi della riserva di caccia, dove in un pomeriggio assolato l’aveva improvvisamente abbandonata, al sopraggiungere di una guardia forestale.

    L’aveva vista? L’aveva riconosciuta? Sarebbe andato difilato a riferire tutto a mamma e papà, che la credevano in biblioteca? Chissà se poi, mamma e papà, credevano davvero all’interesse per i libri? Lei, quando si era ritrovata sola e spaventata fra i filari di granoturco che la nascondevano completamente, si era fermata ad attenderlo in silenzio, ingoiando le lacrime, per un tempo che le era parso interminabile, senza ricorrere alla guardia che pur conosceva, e aveva accettato, poi, il suo invito a non lamentarsi in famiglia per la disavventura. Era andato tutto bene: perché alimentare inquietudini? Non sarebbe successo più. Infatti, dopo quel giorno, Ambrogio evitò d’invitarla a seguirlo nelle sue passeggiate nei campi… […]

  • 112
    Golem -

    “Tutti gli altri invece sono illusi, sentimentali, erotomani, stupidi sognatori, cretinetti ecc.”

    E il tuo, Valinda, dove si trova adesso, e a quale categoria appartiene? Visto che azzardi conclusioni su quelli degli altri, senza costrutto.
    Magari avessi trovato l’amore della tua vita dopo tre mesi dalla fine del precedente e dopo altri due averlo con te, eh? Oppure saresti stata in gramaglie per un anno facendolo aspettare?

    Comunque hai ragione, anche se i fessi sono in esuberanza, non tutti lo sono.

  • 113
    michelle -

    Ciao Maria Grazia 🙂

  • 114
    Golem -

    Michelle, ti reitero tutta la mia stima che già ti avevo manifestato, non per quello che hai scritto di Valinda, seppure tu abbia inquadrato bene in cosa si trasformi a volte la solitudine attraverso certi animi. Ma per il coraggio delle tue idee, che non cercano mai di blandire nessuno, e che solo le persone “libere” possono permettersi.
    Ti saluto con sincera cordialità, constatando che le donne quando sono equilibrate sono più “uomo” di certi uomini.

    Rossana
    “Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia”
    Mi piace questo passo. Non so perchè.

  • 115
    rossana -

    […] I giorni seguenti lo scatto dell’imprevista fotografia mentale di coppia lei non poteva fare a meno di essere sempre sulla difensiva, pronta a negare. Non successe nulla: Ambrogio aveva una figlia di qualche anno più grande, e forse già sapeva cosa poteva succedere nelle stradine di paese dopo la chiusura della biblioteca, quando le ragazze tornavano a casa con i nuovi prestiti sottobraccio.

    Un respiro di sollievo s’impose infine sull’attesa dell’esplosione di una tempesta a poco a poco sfumata, mitigato dalla percezione di un vago senso di colpa: quello di non essere ancora abbastanza grande per non doversi nascondere. Lieta, comunque, che fossero stati scongiurati impedimenti immediati al suo piacere di sperimentare!

  • 116
    michelle -

    Grazie Golem, un saluto anche a Te. Mi fa piacere leggere i tuoi interventi, sempre profondi, delicati e liberi

  • 117
    Valinda -

    Michelle non sai nulla delle precedenti discussioni e di quanto siano stati offensivi coloro che difendi, come del resto lo sei tu sul personale. Prima di parlare dovresti informarti meglio ma certo potresti essere una delle tante appendici virtuali del nostro polipone di Lad. Il quale ovviamente può giudicare tutto e tutti senza ricevere lo stesso trattamento.

    In 3 mesi non solo non si dimentica e sostituisce l’amore della vita ma neppure un cane. Visto che si vuole predicare lezioni di vita agli altri si farebbe bene a guardare il trave nel proprio occhio.

    Ora che la sua alunna illuminata AMA senza essere ricambiata, ma anzi rifiutata e disprezzata, uno visto due volte chissà cosa si inventerà? Siete stati mesi a denigrare i sentimenti degli altri, le loro scelte e le loro opinioni su questo tema. Per poi fare esattamente il contrario.

    Dai polipone è arrivata l’ora della pensione la tua alunna l’hai addestrata male non le dici nulla!? Oppure inventati un altro nick che ce famo du risate!

    Sì Andrea T.O. trattasi di squilibrio mentale!

  • 118
    Golem -

    Valinda sei un caso umano, e non sai neanche leggere. Anche sei una “omettitrice ” quando parli di offese, ma ti sei tradita ancora una volta e Michelle, che non sa niente del “pregresso”, ha curiosamente notato come entri nel “personale”. E non per fare i complimenti. E anche tu hai mandato quel poco di cervello all’ammasso, dicendo che Michelle è un fake. Sei talmente limitata dalla tua acidità che non ti è possibile immaginare che vi sia chi ragiona e vive la realtà. Sei come quell’automobilsta ubriaco che aveva preso l’autostrada dalla parte sbagliata e sentendo la radio che comunicava che c’era un folle che guidava contromano, imprecava dicendo: “macchè uno: saranno 5000!”.
    A proposito della tua moralistica sensibilità verso chi non c’è più, tu di sentimenti ne sai tanto quanto si può imparare su un romanzo di Harmony. E a quanto pare sembra che in tre mesi a te non TI sostituisce un neppure cane.
    Per restare in linea con la tua logica demenziale, ti comunico che non sono uomo da pensione, ma almeno di hotel a quattro stelle.

  • 119
    Michelle86 -

    Valinda,
    Io noto solamente la differenza tra i tuoi commenti con intenti volti a ferire, e quelli di altri che sono semplici opinioni volti allo scambio di idee. Di te non so niente ma non ci vuole molto a capire che c’e` una frustrazione di fondo. Non lo dico per attaccarti, ma perché e` vidente che una persona serena ed in pace con se` stessa non sentirebbe alcun bisogno di cercare di ferire gli altri.
    Anche se in passato ti fossi sentita attaccata da certe persone, non credi che la cattiveria non risolva niente? O ti fa sentire meglio? Non lo so, spiega..

  • 120
    Valinda -

    Secondo la logica del polipone con la quale ci ha frantumato gli zebedei per anni attraverso una quindicina di nick diversi la sua amica è una stupida illusa che vive di sogni..perché ama non ricambiata è quello non è amore vero e bla bla… i fatti sono questi il resto è la solita logorrea. Le offese sono nulle quando il mittente è un soggetto simile. Il polipone si sa non è abituato a essere contraddetto ma la notizia è che a questo mondo c’e chi se ne sbatte del Salento e di tutte le altre balle e pensa e dice ciò che vuole.

    Sempre secondo la logica del polipone l’amato della sua alunna sarebbe un co...... come il portoghese di sua moglie che del resto ha un debole per i co......…ne pure sposato uno!!!

  • 121
    maria grazia -

    sono lieta che. oltre a Golem, sia comparsa un’ altra utente che riesce a valutare le cose in modo obiettivo! continuo proprio a non capire perchè qualcuno ( anzi, qualcuna ) debba continuare a sentirsi offesa nel vivo quando, sia ora che in passato, mi sono solo limitata a esprimere le mie opinioni, magari in modo un pò veemente, ma senza voler prevaricare su nessuno!

    “Sempre secondo la logica del polipone l’amato della sua alunna sarebbe un co...... come il portoghese di sua moglie che del resto ha un debole per i co......…ne pure sposato uno!!!”

    mi pare che una frase del genere non meriti ulteriori commenti..

  • 122
    Golem -

    Mi spiace, Valinda, metterti FACILMENTE in crisi, non c’è neanche il gusto di giocare di fioretto con te, tanto ti incarti da sola. Tra l’altro con deduzioni completamente prive di logica consequienziale, ma piene di solo astio isterico. Ho da poco espresso quello che penso di Kid e del suo spessore, indipendentemente dai differenti modi di vedere determinate situazioni. Opinione che lui conosceva da tempi non sospetti, che se tu fossi lucida non avresti dimenticato, evitando di sputtanarti ancora una volta.
    Michelle in poco tempo ti ha inquadrato facilmente, e il tuo patetico ricorso alla battuta sul co......, che sarei io, pensa – visto che esistono anche al femminile – certifica perfettamente la qualità dei tuoi interventi e le condizioni psicologiche cui sei ridotta.

    Invece mi piace il tuo paragonarmi al polpo (polpo, non polipo. Quelli vengono negli intestini a chi rode dentro).
    Il polpo è uno degli animali più intelligenti. E non solo tra gli invertebrati. Tu con lui faresti la figura di una cernia.

  • 123
    Valinda -

    Polipone rende meglio l’idea. In ogni caso confermo e ribadisco tutto. Tra tutte le parti che avete recitato quella delle vittime vi riesce proprio male. Due pesi e due misure come sempre e autocritica questa sconosciuta.

    Dove sono finite tutte le illuminazioni di pimpinella la sbruffoncella? Applicate agli altri ma nn a se stessa? Avete denigrato, insultato e stalkerato gli altri per mesi con la predica di chi razzola male. E ora i cattivi sono gli altri… equilibrismi e supercazzole a go go pur di avere ragione. Povero Polipone ormai non sa più che pesci pigliare!

    L’illuminata dopo aver raccontato anche le sue vicende vaginali e usato un linguaggio da far impallidire un portuale ora dà lezioni di stile…ahahhahah

  • 124
    maria grazia -

    Valinda, il linguaggio che ho usato ormai può far impallidire solo le bigotte false moraliste comari inacidite come te, e mosse dall’ astio della vendetta. se accetti un consiglio, io la smetterei qui al tuo posto: ti stai rendendo davvero ridicola.

  • 125
    Golem -

    Vittima sarai tu. Autocritica non se ne parla, e per questo ti faremo presidente del prossimo club dei presuntuosi. Maltrattato e stalkerato non “tutti”, solo te e la tua socia per puro sadismo antiveterofemminista. Cattivi siamo noi, quale altri. Voi siete delle dolci creature colpite dal fato e che non sono state capite dal mondo come meriterebbero.

    Infatti del tuo post non si capisce un c..... Arraffazzonato come chi sta scappando da una casa che va a fuoco, e schiaffa in valigia quello che gli capita sotto le mani.
    Un trionfo di rabbia e isterismo senza capo nè coda, caratteristico di chi sa di non possedere più argomenti perche qualcuno glieli ha dissolti nell’acido. Che è l’unica cosa che ti è rimasta.
    (Il polpo sa sempre che pesci pigliare. E ci riesce sempre. È intelligente)

  • 126
    rossana -

    Valinda,
    non abbiamo mai avuto la pretesa di avere ragione ma soltanto il legittimo desiderio di essere rispettate nel nostro modo di sentire, anche se questo poteva rappresentare un’eccezione, assunta, però, in PIENA consapevolezza.

    per quanto mi riguarda, già vedo smussate nella realtà dei fatti e anche in alcune ammissioni sparse le visioni granitiche precedenti. è la realtà, non la teoria e/o l’interpretazione, a predominare in amore. sono più che soddisfatta così!

    indipendentemente da ciò che, a seconda dei punti di vista, può essere considerato successo o sconfitta, NON invidio nessuno ma sono contenta di quello che sono, di quello che ho SCELTO di vivere e che vivo, di quello che ho, sia a livello spirituale che materiale.

    chiudiamo le ostilità e torniamo alla serenità di esprimere la parte migliore di noi stesse.

    un caro saluto.

  • 127
    rossana -

    “Conosco vite della cui mancanza” di Emily Dickinson (1830-1886)

    Conosco vite della cui mancanza
    non soffrirei affatto –
    di altre invece ogni attimo di assenza
    mi sembrerebbe eterno.

    Sono scarse di numero – queste ultime –
    appena due in tutto –
    le prime molto di piu’ di un orizzonte
    di moscerini.

    Sono meno selettiva di questa grande poetessa, tanto ricca di sensibilità da non avere nei suoi ultimi anni sufficienti forze emotive per scendere dalla sua camera a incontrare i rari amici in visita. Per me, le “vite” importanti tuttora in essere sono poche di più. Pur sforzandomi di coltivarne gli affetti con la massima cura, purtroppo a volte ancora mi succede di perderne qualcuna, strada facendo…

    Inutile rimpiangerle, o pensare che non siano state vere: ieri erano, oggi non sono più! Anche i sassi cambiano, seppure di poco, nel trascorrere del tempo… E’ sempre, comunque, doloroso constatare quanto tutti gli esseri umani (me compresa) siano instabili, egoisti e superficiali!

  • 128
    Golem -

    Evviva, c’è sempre una filosofia “pret a porter” disponibile all’uopo.
    Io peró mi escludo: non ho smussato un bel niente. Infatti mi piace constatare che sia la “realtà” e non l’interpretazione di questa a dominare in amore. Come nella vita d’altronde.
    Io invece non sono soddistatto di questo. Sono soddisfattissimo.

  • 129
    maria grazia -

    “non abbiamo mai avuto la pretesa di avere ragione ma soltanto il legittimo desiderio di essere rispettate nel nostro modo di sentire”

    Beh se è così, avete avuto uno strano modo di dimostrarlo ( tra polemiche inutili, denigrazioni varie e umiliazioni forumistiche rivolte ai diretti interessati ).

    “chiudiamo le ostilità e torniamo alla serenità di esprimere la parte migliore di noi stesse.”

    embè, mi sembra un pò troppo comodo… credo che ognuno debba prendersi la responsabilità dei propri comportamenti, passati e presenti. chi offende e ferisce, e pretende tra l’ altro di INTERPRETARE I PENSIERI DEGLI ALTRI, non può aspettarsi che poi tutto torni come prima.

  • 130
    Andrea_The_Original -

    Valinda. Ho dato un’occhiata anche ad altre lettere in cui interagiscono le “vecchie guardie” e il sito pare diventato
    sempre più surreale e grottesco, come se davvero ci fosse un peggioramento collettivo.
    Credevo che in un modo o nell’altro questi scontri alla fine avrebbero permesso una crescita, in realtà si va verso un’interazione sempre più infantile e incoerente.
    Mai come ora noto fazioni unite sempre e comunque, al di là di ogni logica.

  • 131
    Golem -

    Io invece vedo un miglioramento qualitativo. Prima si notavano ovvietà, improntitudine, sussiego, piaggeria, vanità, iperboli ed estremi, oggi si vedono anche attenzione, fragilitá, tristezza, umorismo oltre che le crepe, le pieghe e le sfumature dei partecipanti che prima erano coperte “dall’egotismo solidale”.
    L’asilo non c’è più. Siamo passati almeno alle elementari.

  • 132
    maria grazia -

    “L’asilo non c’è più. Siamo passati almeno alle elementari.”

    e si potrebbe arrivare pure al LICEO e all’ UNIVERSITA’, se un paio di utenti si astenessero del tutto dal continuare a fare commenti futili. confido in un MIRACOLO.

  • 133
    michelle -

    Ognuno puo` sentirsi ferito, in base al proprio carattere ed esperienze, ma anche in base alle capacita` comunicative. Ognuno esprimere ed interpreta le cose a proprio modo.
    A quanto pare Valinda si e` sentita ferita da certe cose (ripeto non so quali siano perché non ho letto le conversazioni precedenti). E se e` cosí possiamo magari comprendere e rispettare i sentimenti negativi creatisi dentro di lei. Pero` la cattiveria non e` giustificabile e soprattutto non porta a nulla. Magari una gratificazione temporanea nel sapere che si e` colpito l’altro nel personale? Ok si, anche questo e` umano, ma a lungo andare saremo sempre solo al punto di partenza.
    Perché non accettare che si possono avere opinioni opposte, e che si possa semplicemente dialogare e scambiare idee senza infastidirsi?
    Ad esempio dai commenti che ho letto di Maria Grazia, credo io e lei siamo molto diverse, e in passato credo abbia criticato alcuni dei miei punti di vista, tra l’altro in un momento in cui mi sentivo particolarmente sensibile e vulnerabile. Ma ho letto le sue opinioni, ho pensato a che strumenti mi potessero dare per vedere le cose in modo diverso. Poi magari non ho condiviso e ho continuato a vederla allo stesso modo, ma sicuramente non mi hanno infastidita. Anche perché scrivo su questo forum appunto con l’intento di esprimere e scambiare opinioni.

  • 134
    rossana -

    Sulla natura e… sul quadrifoglio.

    Nella mia ignoranza da bimbetta dell’asilo c’è stato un momento in cui ho immaginato di poter raccogliere e catalogare le erbe e i fiori più comuni nella campagna nei dintorni di casa. Ben presto, ai primi tentativi, optai per passatempi meno impegnativi, spaventata dall’immensa varietà di specie (la “famiglia” della margherita, la più numerosa del mondo vegetale, conta circa 22.000 specie, distribuite su circa 1.500 generi).

    Esistono ben 250 varietà di trifoglio, e so distinguere soltanto quello rosso da quello bianco: il primo è più alto, sboccia in primavera e varia leggermente l’intensità del colore, tendente al viola, in relazione al terreno che lo ospita. L’altro, invece, a malapena raggiunge la spanna, è ovunque del tutto uniforme nel suo bianco sporco, ornato sulla cima del fiore da una leggera sfumatura in marroncino. Fiorisce più tardi, non prima di fine giugno…

    Si ritiene che un quadrifoglio (appartenente alla famiglia del trifoglio bianco) porti fortuna a chi lo trova e a chi lo riceve in dono perché la probabilità di trovarne uno è calcolata ogni 10.000 trifogli. Ho messo a segno una piccola scoperta sul tema: per quanto ho potuto finora constatare, il quadrifoglio non è il prodotto d’eccezione di una piantina di trifoglio ma una vera e propria piantina a sè, fuori dalla norma, che produce soltanto quadrifogli.

    L’inconveniente per regolari bottini in cerca di buona sorte, però, esiste anche in questo caso perché la maggior parte delle specie di trifolium è per lo più annuale o biennale, raramente perenne…

    Pochissime sono anche le eccezioni in positivo nel genere umano. Spesso persino i migliori sono eccessivamente orgogliosi di sé, nella maggior parte dei casi senza averne alcun merito, incapaci di valutarsi per quello che sono e non per quello che vorrebbero essere, sia nel delineare il loro entourage familiare che la loro super-partecipazione a qualsiasi tipo di agglomerato sociale. E, al contrario dei quadrifogli, non portano nemmeno fortuna!

  • 135
    Golem -

    Michelle le cose, per alcuni, non sono così “lineari” come le hai descritte. C’è chi è qui non per dialogare e allargare la propria visuale, ma solo per trovare conferme e solidarietà su un determinato “sentire”.
    Se si incontrano opinioni espresse con argomenti plausibili, ma che “non piacciono”, spesso si reagisce come se queste fossero indirizzate personalmente, tanto appaiono convincenti ma sgradite, perchè offrono scenari meno idealizzati di quelli di cui si cerca conferma e solidarietà.
    Questo luogo, nasce come un forum ma spesso finisce per diventare un club privato, dove i “soci” che si ritrovano nello stesso “sentire” non amano intrusi che ne scompiglino lo “statuto”.
    Non tutti sono “chiari” come te su LaD, Michelle. C’è anche chi non è come appare, anche e soprattutto tra gli insospettabili.
    Guarda, lo scrive anche l’insospettabile Rossana nel suo ultimo post:
    “…incapaci di valutarsi per quello che sono e non per quello che vorrebbero essere, sia nel delineare il loro entourage familiare che la loro super-partecipazione a qualsiasi tipo di agglomerato sociale.”
    Vedi? Lo ha capito anche lei. Partendo dai quadrifogli.
    Ciao.

  • 136
    maria grazia -

    michelle
    quello che tu esprimi è esattamente ciò che intendevo io: si può non concordare nei pensieri, nei modi di essere, nelle idee. ma al tempo stesso si può continuare a rispettarsi a vicenda. Qui invece non ho mai capito tutto questo dare addosso a un’ altro solo perchè ha una diversa visione delle cose. Del resto, se a questo mondo fossimo tutti uguali, se indossassimo tutti lo stesso “vestito”, cosa cacchio impareremmo ?

  • 137
    rossana -

    Sui giudizi e sull’esempio dato da quelli sull’arte dell’ ‘800, che evidenzia la loro assurda presunzione, in qualsiasi ambito siano espressi.

    “Fu solo nell’Ottocento che si aprì un vero e proprio abisso tra gli artisti di successo (che contribuivano all’”arte ufficiale” ) e gli anticonformisti, apprezzati in genere dopo la morte. Il risultato costituisce uno strano paradosso. Attualmente, perfino gli esperti conoscono l’”arte ufficiale” dell’Ottocento solo in modo approssimativo. E’ vero che a molti di noi sono familiari alcuni dei suoi prodotti, i monumenti dedicati a uomini illustri sulle pubbliche piazze, le pitture murali nei municipi e i vasti cimiteri dalle tombe ricche ed elaborate (come quello di Staglieno a Genova), ma nella maggior parte dei casi hanno assunto un aspetto talmente anacronistico che non li degnamo della nostra attenzione, al pari delle stampe tratte da quadri celebrati un tempo nelle esposizioni, quando ci accade di trovarle appese nelle stanze di alberghi antiquati.

    E’ assai probabile che in futuro questi artisti saranno rivalutati e sarà di nuovo possibile discernere tra chi è inequivocabilmente mediocre e chi è degno di attenzione, perché, contrariamente a quanto si tende a credere oggi, è evidente che non tutto era vacuo e convenzionale nelle loro opere. Ciò nonostante, si riterrà forse sempre, e giustamente, che da questa grande rivoluzione in poi la parola “arte” ha assunto per noi un diverso significato e che la storia dell’arte nell’Ottocento non potrà mai divenire la storia dei maestri più contesi e più pagati del tempo, bensì quella di un gruppetto di uomini isolati che ebbero il coraggio e la tenacia di essere anticonformisti e di vagliare criticamente e senza timore le convenzioni allora predominanti, creando nuove possibilità per la loro arte. […]

    Alcuni dei “ribelli”, specialmente Monet e Renoir, ebbero la ventura di vivere abbastanza a lungo per godere i frutti di questa vittoria e divenire celebri e rispettati in tutta Europa: poterono vedere le loro opere entrare in gallerie pubbliche ed essere ambito possesso dei ricchi. Questa metamorfosi inoltre lasciò un segno durevole sia sugli artisti che sui critici: i critici denigratori avevano dimostrato di non essere infallibili e se essi avessero acquistato le tele oggetto dei loro scherni avrebbero realizzato un capitale. La critica subì quindi una perdita di prestigio da cui non si riebbe più.” (Da: “La storia dell’arte raccontata da E. H. Gombrich”)

    segue…

  • 138
    rossana -

    Secondo me, a partire dall’Ottocento è proprio l’anticonformismo e il desiderio di esprimere con sincerità qualcosa di sé o del contesto in cui è immerso uno dei massimi contributi dell’artista al progresso della società, non volto alla conquista di potere o di denaro ma alla comunicazione profonda fra individui, che non necessita di successo a livello di massa per dare i suoi frutti migliori. Sono convinta che nei millenni, a qualsiasi livello, molti esseri umani hanno contribuito con l’arte all’elevazione spirituale dei coetanei, senza lasciare alcuna traccia di sé, così come d’altronde, qualsiasi riconoscimento ufficiale è privo di senso per l’interessato che non ha avuto modo di riceverlo in vita. Offrire spontaneamente, qualsiasi cosa in qualsiasi ambito, creando sintonia fra anime, resta un atto di generosità, anche quando non è né economicamente valorizzato né emotivamente ricambiato.

  • 139
    Golem -

    I criti d’arte non sono mai stati i precursori del valore di un artista, salvo casi rarissimi come Federico Zeri. Ma un vero artista non passerà inosservato a prescindere dal successo che possa aver avuto in vita. Tuttavia non basta “sentirsi ” artisti per esserlo.
    Un artista non sa di esserlo, ma lo è come dato naturale del suo modo di essere.
    Il primo anticonformista fu Giotto, che nella cappella degli Scrovegni a Padova diede “volto” per la prima volta all’uomo comune, che prima si perdeva in un anonimato sovrastato dalle figure sacre. L’ultimo in ordine di tempo fu Picasso, che ha stravolto gli stilemi classici secondo una visuale soggettiva. In entrambe i casi questi artisti hanno anticipato le istanze culturali che si stavano imponendo nelle società dell’epoca. Giotto, facendo emergere la soggettività del singolo individuo, che si staccava dal destino che la nascita gli avrebbe imposto, com’era normale sino a quel momento storico. Infatti gli Scrovegni rappresentavano l’esempio di una famiglia di imprenditori che confidavano sulle loro capacità di emanciparsi dal destino ineluttabile attraverso il proprio ingegno. Erano il simbolo dell’uomo nuovo che preludeva al Rinascimento che sarebbe arrivato due secoli più tardi.
    Picasso ha trasferito nelle sue opere le istanze di “libertà espressiva e morale” che erano maturate nell’ultima parte dell’800, caratterizzate dal tumultuoso sviluppo industriale e sociale, rompendo gli schemi rigidi che derivavano da un classicismo “ingessato” e dittatoriale.
    Che si diventi famosi come capiscuola, o ignorati per l’eternità, un artista è tale solo se rientra in questi paradigmi. Interpretare quello che la società ancora non sa di essere. Anche se è così isolato da quest’ultima, che questo concetto riguarda solo sè stesso.
    Ma se ha qualcosa da dire di nuovo e di “vero”, qualcuno prima o poi lo “ascolterà”. Del potere e del denaro un artista vero si disinteressa automaticamente. È giá ricco del suo bisogno di esprimere la sua arte. Purchè sia “vera” arte.

  • 140
    rossana -

    Nell’affermare le mie convinzioni sull’arte e sugli artisti non intendo contestare pareri diversi ma soltanto esercitare la libertà di esprimere il mio pensiero in merito, che non sarà scalfito da alcuna puntualizzazione contraria.

    Ieri pomeriggio sono sfuggita alla calura estiva visitando la collezione poco nota dell’Accademia Albertina di Torino, che comprende opere di scuola italiana e straniera, con una forte presenza di olandesi e fiamminghi, lungo un arco cronologico che va dal XV al XIX secolo. Molte tele di artisti piemontesi e lombardi, dai nomi pressoché sconosciuti ai non esperti d’arte locale, tra i quali spiccavano, più per la fama raggiunta dall’artista che per particolare rilievo creativo, due belle tavole di Filippo Lippi, databili intorno al 1440. Fisicità ripresa da Masaccio, ma scala cromatica di colori che ricorda quella del Beato Angelico, estrema accuratezza nell’esecuzione.

    Quando si osservano in poco più di due ore almeno un paio di centinaia di opere si fatica a distinguere non solo le epoche e la falsariga degli stili ma soprattutto l’individualità degli artisti, che è per me l’aspetto più importante. Cosa ricordo di tutto questo enorme sforzo collettivo di esprimere se stessi, incanalati nelle modalità e nelle capacità tecniche concesse dalle varie epoche? A parte le copie, trascurabili, di quadri di Raffaello o di Caravaggio, già noti nei loro tratti salienti, e un vivido San Giovanni Battista fanciullo del secentesco Daniel Seyter, mi è rimasto impresso soprattutto un grande quadro che illustra un tramonto con alberi in primo piano tormentati da un forte vento, che richiama alla mente “La tempesta” di Giorgione, senza però ricordare affatto il nome dell’artista che l’ha realizzato. Ma anche due dipinti di un altro pittore, soprannominato “L’Orizzonte” per il suo interesse a guardare lontano, come se volesse esplorare oltre le tele, in contrapposizione a un fiammingo, se non ricordo male, soprannominato “Il maestro del flauto riparato”, che era riuscito a rendere le sue nature morte più vere del vero, seguendo la tradizione pittorica dei giganti della sua terra. Impossibile risalire al suo nome cercando in rete… Interessante, anche un pittore ottocentesco, per il soggetto che illustrava un sacrilegio in una chiesa, d’avanguardia per l’epoca, in cui gli artisti si stavano rendendo autonomi nella scelta dei temi da rappresentare. Inutile immaginare quanti altri, magari non meno bravi, non siano pervenuti nemmeno fin qui!

    […]

  • 141
    rossana -

    […] Fra i tanti creativi di cui ho potuto ammirare le opere, senza la presunzione di distinguere la non arte dall’arte vera, soltanto un numero minimo è riuscito a comunicare nel profondo con me, e solo di queste personalità manterrò ricordo, pur avendo scordato i loro nomi, così come difficilmente potrò dimenticare la forte impressione ricevuta nella sala dei 60 cartoni di Gaudenzio Ferrari e della sua scuola, mal illuminati ma significativi per meglio comprendere l’iter dall’idea all’esecuzione su tela. E’ stato come immergersi nella profondità del mare, incontrando una grande quantità di minuscoli pesciolini, di valore quasi nullo in quanto non messo in risalto da particolare successo di pubblico o di critica. Eppure, indipendentemente dai soggetti, dall’abilità esecutiva, dall’equilibrio delle composizioni e dell’insieme cromatico dei colori, aspetti più che soggettivi, ognuno di loro ha dedicato molto di sé alla realizzazione di opere che hanno segnato tappe nell’evoluzione dell’arte, nel bisogno di comunicare bellezza o emozioni e nel senso che questa attività può aver dato alle loro vite.

    Le idee, non sempre percepite, comunicate o condivise, restano ammirevoli, al di là dall’impegno profuso per renderle note, anche quando rimangono appunto soltanto tali, per carenze espressive di vario genere. Non fa differenza lo stabilire contatti interiori con pochi o con una miriade di esseri umani per essere apprezzati da chi ha un’affine sensibilità, che consente di gustare la peculiarità dei singoli contributi.

    Molto piacevole l’affiancamento nell’esposizione di una ricca mostra di giovani artisti contemporanei facenti capo ad accademie di mezzo mondo, avente per titolo “Il senso del corpo”. Una grande “freschezza”, finalmente punteggiata di nomi d’artista al femminile!

  • 142
    rossana -

    L’AFFETTO di un genitore non è amore nel senso proprio del termine, in quanto l’amore di solito si basa sull’eros ed è frutto di una scelta. Nei genitori migliori l’affetto è incondizionato mentre nel rapporto di coppia raramente ha questa connotazione. I due sentimenti non sono paragonabili, così come l’amore non è paragonabile all’amicizia, pur avvicinandoglisi moltissimo.

    L’affetto, nella migliore delle ipotesi, è ciò che resta alla fine di un amore, lungo o breve che questo possa essere stato nel momento della sua maggior fioritura.

    Sul tema ritengo interessante un recente approfondimento che mi ha consentito di fare Samael Aun Weor (esoterista colombiano, 1917-1977).
    “La realtà è che la gente confonde la passione con l’amore. La passione è un veleno che inganna la mente ed il cuore. L’uomo appassionato crede fermamente di essere innamorato. La donna appassionata potrebbe perfino giurare di essere innamorata.

    Gli appassionati sognano l’amore, cantano all’amore, però giammai hanno risvegliato il mondo dell’amore. Loro non sanno cos’è l’amore, lo sognano soltanto e credono di essere innamorati; questo è il loro errore, e quando la passione è stata pienamente soddisfatta allora rimane la cruda realtà, quindi viene il divorzio. Benché possa sembrare esagerato affermare che su un milione di coppie che si credono innamorate una sola lo è realmente, è così. È raro incontrare nella vita una coppia realmente innamorata. Esistono milioni di coppie appassionate, ma è molto difficile incontrane di innamorate.”

    Ecco: l’innamoramento aveva per lui, come per me, la capacità di unire in modo pressoché totale l’anima al corpo, mentre la passionalità resta ancorata quasi soltanto al corpo, pur essendo impossibile per un essere umano separare nettamente le due componenti, in nessuna circostanza. E’ tuttavia innegabile che è la quantità di ciascuna di esse a fare una grande differenza nell’insieme del sentimento.

    […]

  • 143
    rossana -

    […]

    Mi trovo totalmente d’accordo con Samael soprattutto su questa affermazione, basata sull’iperbole, per meglio darle senso: “su un milione di coppie che si credono innamorate una sola lo è realmente”. Questo è l’innamoramento profondo, indissolubilmente legato all’amore, che di rado ho visto perdurare in coppie unite da decenni. Due o tre al massimo nell’arco di più di cinquant’anni. Però l’ho visto anche in una o due persone singole, che non hanno potuto concretizzarlo nella routine della quotidianità ma che hanno avuto comunque la fortuna di viverlo, nella sua assoluta unicità. PER ME è la profondità di questa versione dell’innamoramento, inteso come unione di aspetti fisici e psichici, a rendere UNICO un sentimento e a costituire la caratteristica primaria dell’Amore, a condizione che il coinvolgimento sia forte e sincero, indipendentemente dalla sua durata.

    Per buona misura aggiungo un’ulteriore delucidazione di Samael: “Perché ci sia amore deve esistere tra i due esseri affinità di pensiero, affinità di sentimenti, affinità di emozioni, affinità nelle azioni, affinità di religione e di idee, ecc. ecc. Dove non esiste questa comunione mistica, l’amore è impossibile.” Personalmente, pur non aspirando a comunioni mistiche, aggiungo affinità di prospettive da proiettarsi nel futuro, che possano restare inalterate oppure che permangano condivise. A volte basta che queste cambino per uno dei due per mandare a monte decenni d’unione di coppia, laddove l’innamoramento iniziale, essendo superficiale e debole, già non ha avuto modo di persistere, in quanto non basta volerlo per continuare a dargli vitalità.

    Nel pieno rispetto di opinioni altrui, non considero da meno il risultato delle mie ricerche sul tema, né le considerazioni in merito sulla stessa falsariga di grandi Maestri, curiosamente per lo più orientali e quindi meno legati alla materialità attualmente imperante in Occidente.

  • 144
    Golem -

    Rossana, ma ti sarai resa conto che il Samael che oggi citi la pensa come il Golem di un anno fa, causa questa che ha scatenato la Guerra dei Mondi? Amore confuso dalle illusioni, autoconvincimenti, sogni, ubriacature ormonali e via discorrendo, che invece con l’amore non c’entrano niente. Credo di averne parlato con tranquilla sicurezza in tempi non sospetti, pur ignorando l’esistenza di Samael, che se anche non fosse esistito non mi cambiava nè mi migliorava le convinzioni maturate negli ultimi anni riguardo l’argomento amore. Aggiungendo peró che se la passione è l’inganno dei sensi, l’innamoramento che spesso ne deriva non è ancora amore. E non è detto che lo diventi. Anzi, per il mio modo di vedere le cose, quest’ultimo è un’entitá simile nell’aspetto, ma talmente lontana dall’innamoramento che ha la stessa parentela con questo come quella che c’è tra l’uomo e la scimmia.
    Io comunque non avrei bisogno di ulteriori conferme nè di sentirmi presuntuoso per questo quando dico che so di appartenere come relazione di coppia – per immeritata fortuna ma anche per capacità di averla saputa cogliere – a quell’una su un milione di cui parla l’esoterista colombiano.

    P.S. L’amore di un genitore è l’amore per antonomasia. Quello sessuale si fregia abusivamente del titolo, diventandone degno quando il sesso diventa una “componente” derivata da altri fattori di affinità come quelli citati dall’esoterico che citavi. Infatti, come lo stesso sostiene, spesso, anzi sempre, finisce quando si esaurisce la spinta sessuale, mentre l’amore genitoriale, come quello di Cristo per i credenti per esempio, non puó finire mai.
    L’amore su base sessuale non è neanche al primo posto nella classifica dei valori dei sentimenti che vengono accorpati sotto questo abusato termine a causa di sensazion non controllabili di natura istintuale. Quindi NON esclusivamente umana. Naturalmente tutto ció secondo la mia visuale.

  • 145
    rossana -

    Sapevo esattamente che non si sarebbe esitato a trarre spunto dalle frasi di apertura del testo riportato per tirare l’acqua al proprio mulino, in quanto le raffinatezze dei “distinguo” non fanno parte di granitiche certezze.

    C’è qualcosa in più di quanto è stato riscontrato nelle considerazioni di Samael, che mi appaga e che non intendo dettagliare. Mi piace approfondire alcuni concetti sul tema per me stessa e per farne oggetto di condivisione, non di discussione, e tanto meno per applicarli a casi specifici, già ampiamente discussi.

  • 146
    Golem -

    Lo sapevi esattamente Rossana? Non era difficile prevederlo visto che l’esoterico colombiano sostiene quello che penso da tempo riguardo quel troppo frainteso sentimento. Non hai bisogno di dettagliare niente, anzi mi sorprende che tu abbia voluto darmi questa ulteriore piccola soddisfazione. Spero tuttavia che quel qualcosa in più che hai riscontrato in Samael non sia analogo a quel qualcosa in “più” che vedevi in Rossella.
    Le raffinatezze dei distinguo, specie nel caso specifico in argomento e se le frasi sono riportate nella loro intierezza, temo appartengano all’ingenuo “entusiasmo” di voler vedere “oltre” il necessario, e “immaginarsi” quello che piace anche quando “oltre” non c’è niente. Come nel caso della utente appena citata, dove purtoppo non c’è niente neanche “prima” di quell’oltre. E non sono l’unico a pensarlo.
    Le mie “personali” granitiche certezze sono corroborate dalla risposta dei fatti. Esattamente come insegna la filosofia positivista, dove “oltre” l’ipotesi c’è la tesi che la dimostra. Io non “cerco” più risposte sul vessato argomento infatti. Le ho avute, e questo mi basta, non passo tutta la vita a farmi domande se sono soddisfatto delle risposte rischiando di apparire ossessionato dai “distinguo”,quasi come se la risposta non la si volesse mai trovare.

  • 147
    rossana -

    Sulla relazione amorosa fra Frida e Diego, in merito a quanto scritto nella lettera iniziale, mi limito a ribadire:

    “si tratta d’interpretazioni dall’esterno, che magari poco o niente hanno a che vedere con quanto realmente vissuto e sentito dai protagonisti, in un’epoca e in una cultura abbastanza defilate rispetto alla nostra attuale.”

  • 148
    Golem -

    Mi spiace Rossana, ma sì sa molto di quella relazione.non c’è molto da interpretare.

  • 149
    rossana -

    “Credo che dipenda dal fatto che sono un tantino stupida perché tutte queste cose sono successe e si sono ripetute durante i sette anni vissuti insieme; e tutta la rabbia che ho ingoiato mi ha semplicemente fatto capir meglio che ti amo più della mia stessa vita, e che anche se tu non mi ami allo stesso modo, comunque un po’ mi ami – non è così?
    E pur se ne dubito, mi rimarrà sempre la speranza che sia così, e di questo mi accontento..
    Amami un poco, io ti adoro.”
    (Frida Khalo)

    superata la poliomelite contratta a 6 anni, ebbe il corpo frantumato da un incidente a 17, che la costrinse a ben 32 interventi alla spina dorsale e a lunghi periodi d’immobilità. è morta a 47, dopo che aveva dovuto sottoporsi all’amputazione di una gamba in cancrena.

    non c’è da stupirsi, quindi, se la sua volontà di reazione vitale si riflettesse anche in un modo passionale d’amare. sposò e amò, a modo suo, come tutti, Diego Rivera, che la tradì persino con la sorella. il loro rapporto fu tempestoso: divorziarono ma poi tornarono insieme.

    pare che abbia avuto molte relazioni amorose (André Breton, Lev Trostsky, oltre a una passione omosessuale con la cantante Josephine Baker, e a un intenso rapporto con José Bartoli).

    fu molto amata, e mai dimenticata, dagli uomini che la conobbero. gli artisti, si sa, vivono in modo meno convenzionale i loro sentimenti ma non tutti sono attratti solo ed esclusivamente dall’arte.

  • 150
    maria grazia -

    “e tutta la rabbia che ho ingoiato mi ha semplicemente fatto capir meglio che ti amo più della mia stessa vita, e che anche se tu non mi ami allo stesso modo, comunque un po’ mi ami – non è così?
    E pur se ne dubito, mi rimarrà sempre la speranza che sia così, e di questo mi accontento..
    Amami un poco, io ti adoro.”
    (Frida Khalo)”

    è palese che si trattasse di una donna senza alcuna autostima e senza consapevolezza di se stessa. oltre che palesemente masochista perchè si beava e vantava, quasi, del suo dolore. E’ la solita vecchia storia di sempre: il proprio ego è il principale protagonista di questi “amori”, sui quali proiettiamo la speranza di vincere la nostra SFIDA per confermare a noi stessi il valore che abbiamo per gli altri. il sentimento romantico non centra niente!
    quando frequentavo il mio bandito facevo gli stessi “ragionamenti”, ma allora ero una pischella poco più che ventenne che non capiva un caxxo e che era piena di tormenti, divisa com’ero tra un passato familiare caratterizzato dalla mia svalutazione, e di cui soffrivo i postumi, e un mondo esterno che mi imponeva di CRESCERE e di lasciarmi tutto alle spalle. questa Frida era senza dubbio una donna adorabile e che faceva tenerezza, ma le piaceva ILLUDERSI di vivere un amore, invece di cercare di VIVERNE UNO VERO. cosa comprensibile a 20 anni, ma non a 30 o a 40.
    anche a 40 anni puoi innamorarti di uno stronzo, certo. ma se sei ADULTA lo riconosci COME TALE.

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