Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI
di
sherazade
Riferimento alla lettera:
Valinda,ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione. Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per la...
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Categorie: - Relazioni

http://it.picclick.com/Cartolina-Coazze-Campanile-Storico-Ognuno-a-Suo-Modo-360767529327.html
“L’antica chiesa di Santa Maria del Pino si trova all’ingresso di Coazze, paese della Val Sangone, non lontano da Torino. Sul campanile campeggia la scritta “Ognuno a suo modo”. Pare che gli abitanti con questo motto volessero simboleggiare la loro tolleranza per le varie fedi religiose presenti un tempo nell’area.” (Da: http://www.parallelo45.com/p45gallery_display.asp?Foto=307&Cat=5001)
“Luigi Pirandello, che villeggiò a Coazze con moglie e figli dal 23 agosto ai primi di ottobre del 1901, fu molto colpito da questa scritta e ne conservò memoria non solo per il dramma quasi omonimo del 1924, ma anche – fra l’altro – nella novella “Gioventù” e nel romanzo “Suo marito”, poi riedito come “Giustino Roncella nato Boggiòlo”.” (Da: http://www.luigiaccattoli.it/blog/2012/06/25/ognuno-a-suo-modo/)
Essendomi in precedenza basata su dicerie locali, avevo dato credito all’affermazione che la scritta fosse stata apposta in omaggio al soggiorno dello scrittore mentre, invece, dalle ricerche in rete sopra riportate, con minimi ritocchi, pare gli sia stata d’ispirazione. Ora mi è stato pure insegnato che Pirandello gli ha forse dato sfumature diverse ma non ho la minima voglia di andare a scoprire quali in tutti i suoi scritti sul tema.
Se non si volesse cercare il pelo nell’uovo, il senso in cui avevo citato il motto avrebbe dovuto essere sufficientemente chiaro, pur avendolo riportato in modo “inopportuno” e inesatto (non “Ognuno a modo suo” ma “Ognuno a suo modo”, diventato, poi, “Ciascuno a modo suo”, tanto per evitare, se possibile, di essere ulteriormente ripresa…).
apprezzando parecchio la sottile ironia, cerco, a modo mio, di alleggerire la seriosità di questo spazio, riportando alcuni estratti sul matrimonio dai “Racconti di Canterbury, di G. Chaucer (1343-1400), che sto rileggendo.
“… mentre gli scapoli non fanno che gridare ‘ahimè’ ogni volta che incontrano qualche intoppo, in amori che sono soltanto giochi di bambini. Ed è naturale che sia così, che gli scapoli abbiano fastidi e guai: fabbricano su terreno franoso, e poi trovano frane dove si aspettano solidità. Vivono come gli uccelli o come le bestie, in libertà e senza nessun impegno, mentre un uomo ammogliato, per sua condizione, conduce una vita santa e regolata, legato al giogo del matrimonio: ecco perché ha sempre il cuore che gli trabocca di felicità e di gioia…”
“sopporta la lingua di tua moglie, ordina Catone: lei deve comandare e tu devi avere pazienza, ma poi vedrai che anche lei avrà la cortesia di ubbidirti.”
“lei è così virtuosa e remissiva, che sembrano tutti e due fatti apposta per vivere uniti. Sono una sola carne, e una sola carne, a quel che ne so io, non ha che un solo cuore, sia nella buona che nella cattiva sorte. […] la felicità che c’è fra loro due, non c’è lingua che sappia esprimerla, né mente che sappia immaginarla.”
“Una moglie è veramente un bene mandato da Dio: tutti gli altri beni di questo mondo, come terre, rendite, pascoli, consorzi e denari, sono tutti doni della fortuna, che passano come un’ombra sul muro. Ma con una moglie non c’è da aver paura, perché lei si conserva a lungo, anzi, a dir proprio le cose come stanno, a volte ti resta in casa più a lungo di quanto vorresti…”
(commento autocensurato, avendolo ritenuto banale) 🙂
Sapevo di Coazze, e sapevo dello spunto che ebbe lo scrittore dalla frase che campeggia sul campanile, ma poichè il senso che le si voleva dare appariva espilcito, ho voluto ricordare che la commedia di Pirandello, che ne riprende i termini quasi allo stesso modo, metteva proprio in discussione quella che appariva una banale evidenza, e per lo scrittore siciliano non lo era. Sarebbe stato sciocco fare una commedia per dimostrare qualcosa che appariva scontato.
Pirandello ha sempre osservato l’umanità da “dietro”, dove nostri “occhi” non arrivano a vedere “il resto” del nostro Io.
Personalmente non mi sentirei ripreso se mi si facesse notare una mia dichiarazione che vuol suonare in un modo quando invece lo è all’opposto citandola come pirandelliana. E per sicurezza ho riportato la recensione del critico. Sono stato onesto, dal momento che mi si stava dando ragione pensando di fare il contrario. Tutto qui.
Quanto alle frasi di Chaucer, non sono banali se contestualizzate all’epoca e alla cultura in cui venivano pronunciate. Oggi non valgono allo stesso modo, per motivi legati all’evoluzione dei costumi e delle relazioni uomo-donna che non credo sia il caso di mettere in discussione per quanto differiscono da quei lontani tempi.
Sarebbe come voler pagare oggi una merce in fiorini e non in euro, solo perché si tratta in entrambi i casi di denaro.
Mi fa contento il fatto che finalmente si apprezzi l’ironia, che è quella che in realtà li “alleggerisce” i dialoghi, anche quando sono contrastanti. Al contrario di quanto viene sventolato da “terzità” inopportune. Quelle sì esagerate e pesanti.
Sfogo (a volte capita di averne davvero bisogno).
PREGO il solito noto di non proseguire oltre la lettura oppure di astenersi, se può, dal commentare, grata di essergli risultata accettabile nel mio precedente sforzo di essere giocosa.
Ieri mi sono intrattenuta un paio d’ore con una donna a cui sono legata da grande affetto.
A un certo punto mi ha raccontato, per filo e per segno, con dovizia di agghiaccianti particolari, la tragedia dell’intervento d’urgenza sulla figlia, allora ventisettenne, seguito dal pesantissimo iter della chemioterapia.
Mi vergogno di aver pensato, almeno un paio di volte, di volerla interrompere, di chiederle di non sottopormi a quella sofferenza, che sentivo di non essere in grado di reggere. Ho avuto la forza di non farlo ma oggi ne ho patito penosamente le conseguenze, a livello fisico, oltre che emotivo.
E’ una donna economicamente autonoma e di notevole personalità, poco più che cinquantenne, che dall’adolescenza alla piena maturità ha avuto cinque compagni. L’ultimo, il sesto, sta con lei da una quindicina d’anni. E fin qui, niente di più di una constatazione di fatti.
Il sorprendente è stato l’avermi confessato, con tranquilla indifferenza, di non essere mai stata innamorata di nessuno di loro, cosa che peraltro sospettavo, ma non in una forma così nuda e cruda, per tutti i suoi partner.
Conosco la ragione per cui si è lasciata andare così tanto e sono contenta della fiducia che mi ha dimostrato ma non so se mi ha fatto più male la parte che riguardava la giovane (ora apparentemente in salute e nel pieno della fioritura di una stupenda femminilità) oppure quell’imprevista ammissione, che non ho voluto approfondire, attinente alla sua anima dolorante, nella calma stabilità di un più che positivo rapporto di coppia.
Se ha riversato tutto questo su di me, è perché sapeva di poterlo fare e di poter essere compresa. Niente mi ha chiesto, se non indirettamente di ascoltarla e di accoglierla nella sua più intima essenza.
firmato: “La piangente”
Sull’arte e sull’animo degli artisti, da: “La storia dell’Arte raccontata da E. H. Gombrich”:
“Certo era conscio della sua posizione sociale, ben diversa da tutto quanto poteva ricordargli la gioventù, e a settantasette anni rimproverò un concittadino che aveva indirizzato una lettera allo “scultore Michelangelo”. Ditegli, – scrisse, – di non indirizzare le lettere allo scultore Michelangelo, poichè qui sono conosciuto solo come Michelangelo Buonarroti… Non sono mai stato pittore o scultore di bottega… per quanto abbia servito i papi; ma a questo fui costretto.
La sincerità di questo sentimento di superba indipendenza ce lo prova ancor meglio il fatto che egli rifiutò il compenso per l’ultima grande impresa che lo occupò in età avanzata: il completamento dell’opera del suo antico nemico, il Bramante, il coronamento della cupola di San Pietro.”
(commento evitato, onde evitare probabili – indesiderati quanto inutili – controcanti) 🙂
Sull’arte e sugli artisti, da: “La storia dell’Arte raccontata da E. H. Gombrich”:
“I suoi primi biografi riferiscono trepidanti che perfino il grande imperatore Carlo V* gli aveva fatto l’onore di chinarsi a raccogliere un pennello che egli [Tiziano] aveva lasciato cadere. A noi la cosa può sembrare trascurabile, ma se consideriamo la rigida etichetta di corte di quei tempi comprendiamo che si sia interpretato l’episodio come un simbolo: la personificazione del potere terreno che si inchina davanti alla maestà del genio”.
evito, come sta diventando mia consuetudine, di aggiungere osservazioni a carattere personale…
—
* Carlo d’Asburgo (1500-1558), Re di Spagna, Imperatore del Sacro Romano Impero, Re di Napoli e Duca di Borgogna.
Va bene non commentare, ma non si capisce cosa si “vorrebbe” dimostrare. La modestia degli uni o l’ammirazione degli altri o entrambe le cose, oppure meglio: che avevano altro a cui pensare quegli artisti. Ma soprattutto a che scopo. L’eventuale destinatario del messaggio non prenderà mai spunto da vite altrui per sapere come vivere la propria vita. Nel caso di Carlo V, se nel suo regno non tramontava mai il sole grazie alla sua abilitá guerriera, non di meno sapeva riconoscere il genio in ambiti diversi. Ben sapendo di non essere in grado di far altro che “raccogliere” un pennello da pittore. Entrambi i personaggi in argomento non avevano bisogno di sapere DA ALTRI, chi fossero.
Comunque interessante. Naturalmente ci sono eccezioni come Michelangelo Merisi da Caravaggio. Sempre bello incazzoso e pronto a menare le mani. E non è l’unico.
Voler collegare genialità e modestia (se è quello lo scopo) non dimostra niente, se non un aspetto caratteriale.
Per esempio Leonardo, il più grande di tutti, che mentre si esprimeva non sapeva che sarebbe stato giudicato tale, ma era solo SÈ STESSO, definiva la maggior parte della gente “…atti solo a riempir li destri” (i cessi) osservando – e restandone vittima – il comportamento “ovino” di questa. Ma non lo faceva per superbia. Era una constatazione oggettiva, un dato di fatto di quanta idiozia accompagna l’umanità.
Stavo per scrivere:
“Rassicurata dall’assenza di “attenzioni” indesiderate, provo a riprendermi il piacere di comunicare, con l’obiettivo di condividere momenti particolari.”…
ma purtroppo devo constatare che quasi certamente qui non mi sarà più possibile.
Peccato! Sarò indirettamente costretta a limitarmi alle “idee”, come preferito dai “personaggi” virtuali, oppure a lasciare a chi legge d’interpretare come meglio preferisce le voci e i concetti che riporto. Piacevole, comunque, l’ambiguità che deriva.
“Per esempio Leonardo, il più grande di tutti, che mentre si esprimeva non sapeva che sarebbe stato giudicato tale, ma era solo SÈ STESSO, definiva la maggior parte della gente “…atti solo a riempir li destri” (i cessi) osservando – e restandone vittima – il comportamento “ovino” di questa. Ma non lo faceva per superbia. Era una constatazione oggettiva, un dato di fatto di quanta idiozia accompagna l’umanità.”
Golem, la componente OVINA che caratterizza l’ umanità, la si può riscontrare in tutti i frangenti ( rapporti di lavoro, rapporti sociali, rapporti di vicinato, scelte sentimentali delle persone ). credo che per qualsiasi individuo dotato di senso logico, sia piuttosto difficile non notarlo, senza aver bisogno di essere un genio al pari di Leonardo, e senza per questo dover essere tacciati di arroganza e presunzione.
Del resto, ognuno ha diritto ad avere le sue preferenze…se a certe donne MOLTO “mature” piacciono i galletti machisti, e se a certi uomini piacciono le ragazze giovani, belle e oche ( tanto da mettersele pure in casa ), non vedo perchè a me non debbano suscitare simpatia gli uomini maturi, intelligenti e sensibili ( tanto da prenderne le parti in un forum ).
mistero…
Non si puó essere mai sicuri di niente, come è stato scritto non molti giorni fa per l’amore, dalla stessa che oggi si sentiva rassicurata.
L’ambiguità interpretativa che ne deriva è conseguenza della tradizionale ambiguità di chi scrive abitualmente con questo stile gesuitico, nel dire e non dire. Era una abilità retorica della vecchia “intellighenzia” democristiana, inventata dalla burocrazia bizantina e diventata sinonimo di complicazione semantica fine a sè stessa, e perfettamente rappresentata dalla genialità surreale delle famose “convergenze parallele” di morotea memoria, che faceva credere di prendere una posizione senza mai farlo realmente in concreto. Questo straordinario escamotage dialettico rendeva possibile la spostamento verso una direzione ideologica o l’altra secondo la convenienza del momento.
È sempre interessante scoprire che nonostante la ventennale scomparsa della “balena bianca”, ancorchè datato lo stile permane in rari praticanti.
Questo sí è rassicurante
Da: “Il dio caprone” di Cesare Pavese
“[…] I ragazzi conoscono quando è passata la biscia
dalla striscia sinuosa che resta per terra.
Ma nessuno conosce se passa la biscia
dentro l’erba. Ci sono le capre che vanno a fermarsi
sulla biscia, nell’erba, e che godono a farsi succhiare.
Le ragazze anche godono, a farsi toccare.
Al levar della luna le capre non stanno più chete,
ma bisogna raccoglierle e spingerle a casa,
altrimenti si drizza il caprone. Saltando nel prato
sventra tutte le capre e scompare. Ragazze in calore
dentro i boschi ci vengono sole, di notte,
e il caprone, se belano stese nell’erba, le corre a trovare.
Ma, che spunti la luna: si drizza e le sventra.
[…] Si sente ragazze che ridono,
ché qualcuno ricorda il caprone. Su, in cima, nei boschi,
tra le ripe sassose, i villani l’han visto
che cercava la capra e picchiava zuccate nei tronchi.
Perché, quando una bestia non sa lavorare
e si tiene soltanto da monta, gli piace distruggere.”
sempre senza commenti a carattere personale,
al fine di scoraggiare i killer virtuali di professione.
Si facessero scoraggiare da una biscia o un caprone,che killer sarebbero.
Comunque, seppure di seconda mano, si legge qualcosa di intelligente.
Annotazioni che evidenziano la filiale devozione alla madre di Leonardo da Vinci, figlio naturale e quasi certamente omosessuale, considerato uomo d’ingegno e di talento universale, che non ebbe grandi riscontri a carattere economico dalla sua poliedrica creatività.
«Lionardo figliuolo di detto Ser Piero non legiptimo, nato di lui et della Chaterina, al presente donna dAchattabriga di Piero del Vacca da Vinci, d’anni 5». — Questa è la più remota menzione del nome di Leonardo, che si trova nella Portata, ossia stato della famiglia di Antonio da Vinci nel 1457, comprendente i nonni Antonio e Lucia, il padre Piero, lo zio Francesco, ed Albiera sposa di Ser Piero, e matrigna di Leonardo.
«Caterina venne a dì 16 di luglio 1493» anziché lasciare intravvedere una semplice domestica, possa riferirsi alla venuta in Milano della madre, che allora non aveva forse varcato i sessant’anni.
«spese per la sotterratura di Caterina». Si tratta di un elenco particolareggiato il quale, tenendo a parte il dispendio per medico, zucchero e candele, anteriore a quello dei funerali, menziona le varie spese per la cera e il cataletto sormontato da pallio e da croce, per il trasporto coll’intervento di quattro preti e quattro chierici e il suono delle campane, infine per gli affossatori, l’anziano e gli ufficiali intervenuti ai funerali.
La spesa complessiva di soldi 123, se non può indurre ad intravvedere gli «splendidi funerali » segnalati dal Mérejkowsky, che scambiò i soldi in fiorini, poteva autorizzarmi a ravvisare «una certa importanza» dei funerali stessi.
[…] si presenta sempre più meritevole di accoglimento l’episodio di Leonardo, memore e premuroso verso la vecchia madre, il quale registra con compiacimento la data del suo arrivo a Milano, ed a lei morta tributa decorosa inumazione, indugiandosi nel registrarne le minute spese; […]
Da “Nuova Antologia” di Luca Beltrami
—
ancora emozionante soffermare il pensiero sull’omaggio di quel lontanissimo suono di campane, a pagamento, da parte di un figlio così grande, nella sua ombrosa diversità!
questa ricostruzione, insieme a quanto riferisce su di lui il Vasari, in merito all’acquisto di uccelli, che poi immediatamente liberava sulla piazza stessa del mercato, sono gli aspetti che preferisco della personalità di questo genio, che pur ammiro per altri versi.
Scrisse Leonardo da Vinci: “Ecco alcuni che non altramente che transito di cibo, e aumentatori di sterco e riempitori di destri chiamarsi debono, perché per loro non altro nel mondo apare, alcuna virtù in opera si mette, perché di loro altro che pieni destri non resta.”
Ecco un modo arguto per definire molte persone che capita d’incontrare nella nostra vita e solo un genio come Leonardo poteva descrivere l’inutilità delle stesse, in una sintesi perfetta di significato e causticità.
Alla fine posso, con tragica ironia, dire d’aver visto riempire i destri da numerosi personaggi che incarnano “l’esser transito di cibo”.
Questa invece è l’opinione che questo genio assoluto aveva della maggior parte dei suoi simili, trascritta per esteso dalle sue memorie.
Leonardo era uno scienziato e un artista, non uno sterile sognatore. Pensare all’artista come genio e sregolatezza è il solito stereotipo per le menti semplici che hanno bisogno di luoghi comuni per darsi una “ragione”.
Annotazioni di Leonardo, geniale, ma pur sempre pratico, critico o scherzoso, come tutti gli altri esseri umani. quasi certamente non umile, per non diventare ipocrita.
– A proposito della spesa per un pasto con gli apprendisti nella seconda metà del ‘400: «soldi 6 di vino, 2 soldi di pane e uno di uova» (9 litri di vino per 6 soldi e 6 uova per un soldo).
– “A proposito della verga. Questa conferisce collo intelletto umano, e alcuna volta ha intelletto per sé, e ancora che la volontà dell’omo lo voglia provocare, esso sta ostinato, e fa a suo modo, alcuna volta movendosi da sé, senza licenza o pensieri dell’omo, così dormiente, come desto, fa quello desidera: e spesso l’omo dorme e lui veglia, e molte volte l’omo veglia e lui dorme; molte volte l’omo lo vole esercitare, e lui non vole; molte volte lui vole, e l’omo gliel vieta. Adunque è pare che questo animale abbia spesso anima e intelletto separato dall’omo, e pare che a torto l’omo si vergogni di nominarlo, non che di mostrarlo, anzi sempre lo copre e lo nasconde, il qual si dovrebbe ornare e mostrare con solennità, come ministro dell’umana spezie.”
—
chi può dire che non sognasse quando immaginava che l’uomo potesse volare come gli uccelli? tutti sognano qualcosa, se non altro di notte, realizzando così i desideri che non è possibile concretizzare altrimenti!
con un paio di denunce per sodomia, al tempo punibile con la morte, proprio ben “incasellato” nella norma non doveva essere nemmeno lui… così come di certo non lo era in ambito religioso, avendo annotato: “Il sole non si muove”, ben prima di Copernico e Galileo.
dopo lo choc della prima denuncia, quando ancora era molto giovane, credo avesse imparato a essere prudente, onde evitare il più possibile d’incappare in poco piacevoli traversie di vario genere.
Sole nella costellazione del Leone (metà luglio-metà agosto)
“Com’è bella e ricca in primavera e in estate la vegetazione in Italia!
Nel pieno del solleone, qui s’impone una torre verdeggiante punteggiata d’arancio; là, tra l’erba ingiallita, fa capolino una prepotente colonia di minuscoli petali rossi; dalla rete metallica di un cortile tracimano sorprendenti trine bianche…
L’anima si stempera nella sete di bellezza, nell’ancestrale bisogno femminile d’armonia. Lei cerca con lo sguardo ogni tipo di fiore, e lo classifica mentalmente, richiamando appunti di scuola. Aiuole di effimere roselline slavate, rigogliose siepi di lavanda, cespugli variopinti di oleandri, cascate di grandi ortensie sognanti, che ricordano voli di farfalle… Coglie con attenzione il minimo stormire di fronde, apprezzando la brezza che anima in alcune chiome riflessi argentati. Impossibile scorporare singole essenze: è tutto un abbraccio di colori e di sapori, terreni e soprannaturali nello stesso tempo.
Ha da pochi anni superato il cono d’ombra che a lungo l’ha oppressa. “Il giorno fu pieno di lampi, ma ora verranno le stelle, le tacite stelle”… In prossimità dell’arrivo alla meta, la mente torna a dissolversi pian piano nel suo originario nulla, godendo di ogni stagione in festa come se fosse l’ultima, e assaporando nella libertà e nella piena luce spicchi di gioia di vivere.”
—
Una nipote scrive saltuariamente brevi poesie, che condivide con non più di un paio di persone. Un nipote, estroso al punto di essersi portato in casa un cucciolo d’orango quand’era poco più che adolescente, realizza spesso su tela composizioni più evolute dei vezzosi acquerelli del padre. Un giovane pronipote tratteggia per diletto qualsiasi soggetto con pochissime linee; una pronipote aspira a diventare stilista. Un altro nipote, che non ha potuto frequentare il conservatorio, coltiva la voce, si esibisce nel tempo libero con un coro a carattere classico e suona discretamente un paio di strumenti. Mio padre suonava il pianoforte ed era parte attiva di una Schola Cantorum tuttora esistente; aveva messo a punto con mia madre e le mie sorelle alcune canzoni a più voci.
Persone di nessun particolare rilievo artistico, ben poco erudite nella tecnica insita in ogni espressione d’arte non amatoriale, ma che, più e meglio di altre, hanno saputo esprimere con creatività quanto in esse sarebbe stato altrimenti invisibile.
A livello puramente umano lo spirito è più importante dei risultati e della forma!
Tao,
mi sembra che qui si parli innanzitutto di casi personali, calati nelle più diverse realtà e sperimentati da persone diverse sia per temperamenti che per età. talvolta ripetuti per anni, con nick alternativi, in cerca di consenso.
lo “studio della fenomenologia” si traduce spesso (com’è logico che sia fra non esperti delle materie in campo) in generalizzazioni che, quando non trascinano con sé, nominandoli, altri nick (vedi Vale nel caso di Angeloutsky), si possono concludere con la sintesi di un proprio punto di vista oppure con l’insistenza a includere persone affini in una categoria, che, a mio avviso, equivale ugualmente a etichettarle, non sempre in positivo.
a volte l’utente sotto osservazione si ribella fin da subito, in altri casi è blandito nell’opinione che espone o in varie misure influenzato da pareri che gli appaiono autorevoli, ma su un certo tema quasi nessuno sfugge ormai alla solita iniziale classificazione, che determina “i saggi, realisti che hanno capito tutto della vita e dell’amore, e gli stupidi, sognatori, che vivono di illusioni, che sono sia da compiangere che da reindirizzare sulla retta via”, come se si potesse dividere con un bisturi la tipologia di persone pressochè sconosciute e orchestrare i loro sentimenti secondo la propria sensibilità. fra l’altro, basandosi su una sola campana…
Tao c....! Non c’entri niente tu! Non andare in paranoia a tua volta, che ne abbiamo in esuberanza su LaD di questi. La destinataria sa bene a chi era diretta la metafora.
Se leggi i post ti accorgerai che c’è chi fa previsioni e vaticini con toni sottilmente astiosi, sui futuri maltrattamenti di Angeloutsky da parte mia evidentemente. Usando il post della protagonista per dare voce ad una OPINIONE che vorrebbe essere generale. Come fosse un’indicazione assoluta di quanto accade sul forum.
Lo fa col solito stile dei sette veli di Salomè: vedo non vedo, dico non dico, indico non indico.
Stai tranquillo, se ho qualcosa da dirti non faccio giri di parole con lo stile gesuitico usato da qualcuno. Quello non mi appartiene. Nè utilizzerei sponde altrui per inserirmi “al coperto” per lanciare messaggi avvelenati a chicchessia. Lo faccio e basta. E poi che motivo avrei. Hai detto la tua e io la mia su Angeloutsky, e lei ha chiaro cosa vorrebbe dal forum.
Ti sei convinto che non eri tu l’oggetto delle mie “riflessioni? Lo spero.
Ciao
Tao: “lo “studio della fenomenologia” si traduce spesso (com’è logico che sia fra non esperti delle materie in campo) in generalizzazioni che, quando non trascinano con sé, nominandoli, altri nick (vedi Vale nel caso di Angeloutsky), si possono concludere con la sintesi di un proprio punto di vista oppure con l’insistenza a includere persone affini in una categoria, che, a mio avviso, equivale ugualmente a etichettarle, non sempre in positivo”
Ha ragione la tua interlocutrice. Parla con cognizione di causa, e coerenza. Se non fosse per rari casi isolati di personalizzazione, come Esse, MariaGrazia, M, il sottoscritto e qualche altra decina di utenti negli anni passati ( donne in maggioranza) questa persona ha veramente titolo per pontificare con coerenza ideologica nello scrivere quello che hai letto. Sa scovare come pochi coloro che sono su LaD per cercare consensi che ne alimentino il narcisismo. Come gli hacker che vengono assunti dalle aziende di software per produrre antivirus. Gente che conosce bene il problema, essendone stati protagonisti in ambiti opposti.
Purtroppo devo dare ragione a questa incontestabile visione, perchè solo ieri il mio perverso bisogno di gratificazioni ha avuto una adeguata soddisfazione da parte di una quasi omonima di questo esempio di correttezza virtual relazionale. Che nervi doverlo riconoscere. Tutto ció poprio mentre a questa tua interlocutrice (per sbaglio forse) cassavano un post proprio sul thread di Vale, nel quale senza personalismi paventava che un utente che aveva scritto in inglese fosse un fake. E poi MG, Idra e Maria. E la povera Vale ancora? Tutte donne che sono state “usate” per il volgare scopo di alimentare l’immenso bisogno di consenso. Indirizzandole e manipolandole sadicamente verso soluzioni che gli rovineranno la vita ovviamente. E se ne sono andate anche ringraziando! Pensa la beffa.
C’é un filone filosofico che rende bene l’idea del tipo di “coerenza” appena illustrata. Il doppiopesismo. È un filone apocrifo. Non per molto.
Ciao Tao.
Sulla categoria degli artisti e sul giudizio “democratico” subito nell’epoca in cui hanno vissuto e operato, tenendo presente che, per un nome tuttora valorizzato, un numero molto elevato di creativi, almeno altrettanto meritevoli, non sono mai stati presi in adeguata considerazione oppure sono svaniti nell’accavallarsi dei tempi e delle mode.
Albrecht Durer (1471-1528), considerato il massimo esponente della pittura rinascimentale tedesca.
“In una di queste lettere da Venezia, Durer scrisse una frase commovente che mostra quanto si sentisse il contrasto fra la sua condizione di artista stretto dai rigidi ordinamenti della corporazione di Norimberga e la libertà di cui godevano i colleghi italiani: “Come rabbrividerò lontano dal sole: qui sono un signore, in patria un parassita.”
Dapprima, è vero, dovette contrattare e discutere con i ricchi borghesi di Norimberga e Francoforte, come qualsiasi altro artigiano. Ma a poco a poco la sua fama si allargò e l’imperatore Massimiliano, persuaso del valore dell’arte in quanto strumento di gloria, si assicurò i servigi di Durer per molti suoi ambiziosi progetti.” (Da “La storia dell’arte raccontata da E. H. Gombrich”)
Il suo secondo viaggio in Italia, a cui fa riferimento Gombrich, avvenne fra il 1505 e il 1507. Alla sua morte nel 1528, Durer, terzo di diciotto figli (di cui altri due soltanto diventati adulti), era uno dei dieci più ricchi cittadini di Norimberga.
Di solito gli artisti di qualsiasi tipo ambiscono più a essere amati e apprezzati che non a raccogliere denaro a palate (predominanza dello spirito e delle emozioni sulla materia). In alcuni casi qualcuno di loro è stato talmente fortunato da ottenere entrambi i riconoscimenti, più o meno ben meritati.
In passato sovente i potenti della terra si avvalsero di artisti per essere sicuri di fissare in modo indelebile i loro nomi nella Storia.
E’ solo un discorso di coerenza e di ipocrisia.
Ne è un esempio più che lampante Golem, che si demoralizza per quel cambio di vocale, quando lui non ha fatto altro per mesi che infilare battute sessiste su presunte o meno mancanze di attributi e mascolinità (famose le sue checche isteriche, femminucce, donne ingenue e orchi).
Che dire? Noi ci siamo rassegnati da un pezzo.. anche perché sicuramente il nostro eroe ha pronta la solita supercazzola giustificativa.
Peccato. Forse nessuno di noi sarà presente alla glorificazione postuma di certi “artisti” in-compresi.
“Nemo propheta in patria”, ma nel film della Pixel peró si è preso la sua rivincita, Nemo. Accadesse anche a “loro. Agli incompresi.
La Pixel cerca talenti.
Per Michelle
in merito ai potenziali vantaggi di un innamoramento Jurg Willi, direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Zurigo ha scritto: “Sorge dunque il desiderio di dare impulso a un’evoluzione della persona amata, coltivandone alcuni aspetti finora nascosti e che solo adesso, in quel terreno favorevole che è l’amore, cominciano a germinare e a crescere. Solo così è possibile comprendere come mai non ci si innamori affatto di persone che appaiono sicure e superiori, che sono ammirate da tutti e hanno successo in ogni campo, ma che anzi ci si senta particolarmente attratti proprio da chi ci dà l’impressione di avere straordinariamente bisogno di noi. Si pensa allora che, da sola, quella persona sarebbe perduta e non saprebbe cavarsela nella vita, ma che, se amorevolmente sostenuta, avrebbe invece la possibilità di svilupparsi. Al partner il rapporto amoroso può infatti servire a sanare vecchie ferite, dimenticando le offese e attingendo nuovo coraggio per operare nella vita in modo più attivo e finalizzato. Un amore intenso guarisce, in effetti, anche i mali e i disturbi psichici.”
il testo da cui ho copiato l’estratto è del 1991 e, com’è logico che sia, NON distingue fra uomini e donne. portandoci sul versante esclusivamente femminile, forse possono esistere a grandi linee due tipi di donne: quelle che amano appoggiarsi a qualcuno, che sono quasi certamente la maggioranza, e quelle che amano sostenere qualcuno, non per questo necessariamente sofferenti di disturbi a carattere psichico.
se da una parte questo secondo genere rientra nella cultura paternalistica che vuole la donna gregaria e nello spirito spesso assurdo della crocerossina, lasciando supporre una bassa autostima, sul versante opposto potrebbe evidenziarsi, oltre all’ammirevole spirito materno di fondo, non sempre scontato, anche una specie di complesso di superiorità, quello cioè dell’essere in grado di “cambiare” appunto un uomo, non tanto per il proprio tornaconto quanto per il piacere di plasmare qualcuno e renderlo dipendente da sè.
distinguere da caso a caso può non essere per niente facile, ma dovrebbe restare doveroso, anche quando si trattasse soltanto di eccezioni.
mi sembra che tra l’ offendere una donna dandole della pom….ara e il fare sottese punzecchiature dal tono ironico, ci sia una bella differenza!
AndreaT.O., manchi di stile, di cultura, di intelligenza e di tolleranza. e Golem è UN GIGANTE di fronte a te. fattene una ragione.
Andrea, chissà perché mi hanno cassato una risposta alla tua “rassegnazione”.
Ma Maria Grazia ha spiegato con precisione millimetrica quello che avevo scritto io, gigante a parte. Con un’aggiunta: la volgarità di bassa lega verso una donna non è mai ammessa in un uomo. Nemmeno se lo meritasse.
La tua era patetica inoltre.
“forse possono esistere a grandi linee due tipi di donne: quelle che amano appoggiarsi a qualcuno, che sono quasi certamente la maggioranza, e quelle che amano sostenere qualcuno, non per questo necessariamente sofferenti di disturbi a carattere psichico.”
Tre tipi di donne, mi auguro. Quelle disgraziate che vorrebbero un rapporto “equilibrato”, dove non si debbano compensare presunte inferiorità e superiorità, sono destinate alla solitudine?
Se non fosse chiaro, nella frase da cui ho estratto lo stralcio conclusivo, si parla di amore (che potrà essere amorevolezza semmai, visto a chi si rivolge) in ambito di malattie psichiatriche, e non si puó estrapolare da un contesto cosi “confinato” una dichiarazione che riguarda “metodi” per la guarigione da una patologia mentale, e dargli una dignità universale. Jurg Willi, il direttore di una clinica psichiatrica, di cosa sta parlando? Di una realazione tra persone sane e mediamente equilibrate? No. Certo che ci dirà che uno “spostato” che è “amato amorevolmente” PUO’ guarire. Gli farà male una “santa” che gli si dedica? No. Sarà più facile il contrario.
Signori si parla di relazioni con psicopatici! “Un amore intenso guarisce, in effetti, anche i mali e i disturbi psichici.” Lo dice Jurg.
Veramente, è un pó imbarazzante, e non per criticare sterilmente, ma una ricerca seria non puó attingere a destra e a manca “scegliendo” frasi che “dicono” ma non spiegano.
Questo puó servire ad auto convincersi, e va bene, o a convincere chi “ascolta” una dichiarazione ma non sa come si colloca nel discorso generale da cui è tratta, e spesso non conosce le regole di una ricerca.
Una frase come quella del direttore di cui sopra, detta a un suo omologo, in cui si dice che essere amati fa bene al cervello, farebbe esclamare a quest’ultimo: “Per cui? Cosa vuoi dire? Questo è evidente.”
Si omette un punto importante ma sottinteso, che l’omologo avrebbe ceramente saputo seguendo il discorso completo, e che è quello che colei che “ama” il soggetto è “conscia” che ha a che fare con uno “spostato”, e non con un tipo difficile ma dalle qualitá nascoste che l’ammore fara emergere. E quest’ultimo è il caso più frequente, come sappiamo da tante storie lette qui.
L’amore è sempre “conscio”, e cioè che sa, che è “cosciente”, che non vuol dire “razionale”, ragionato, calcolato. L’altro, quello che “sembra” perchè nato su un’illusione, non lo è, non PUÓ esserlo. Mai.
Per fare un prato occorrono un trifoglio e un’ape
Per fare un prato occorrono un trifoglio e un’ape,
Un trifoglio e un’ape
E il sogno.
Il sogno può bastare
Se le api sono poche.
Emily Dickinson (1830-1886), poetessa ritenuta da Harold Bloom, celebre e influente critico letterario americano, la sola all’altezza del genio dei suoi compatrioti Emerson, Whitman e Henry James.
Non si tratta di una donna solitaria per vocazione, dedita all’immaginazione e alla fantasia. Era anche parecchio incline all’erotismo, che però, purtroppo per lei, scarseggiando i partner adeguati, non ha potuto sperimentare più di tanto. Esprime chiaramente la sua sessualità in alcune poesie, paludate per pudore…
Se l’umanità non avesse ideato l’utopia, avrebbe di certo messo a segno molti meno progressi. Ma… dal tendere, più che ammirevole, all’ottenere, impastato di realtà, intercorrono un’immensa varietà di qualità e di intensità.
MG. sulla grandezza è sempre questione di prospettiva.
E ciò che volevo dimostrare è che un uomo ha pari dignità di una donna. E tu, presunta femminista emancipata, alla fine ti riveli sempre vittima della cultura maschilista, danno per scontato ciò che scontato non è.
Ma fa gioco, pure e soprattutto al tuo maestro, che vede un mondo di donne ingenue, legioni di mezzi uomini e un manipolo di uomini veri, di cui ovviamente, guarda caso, ne fa parte, se non addirittura ne è leader (autoproclamato).
E comunque nel cambio di vocale ognuno vede ciò che vuol vedere…come si dice, la malizia è nell’occhio di chi guarda…
Golem. Visto?
Comunque anche la saga bretone ha sempre il suo fascino, a giudicare di quanti ne restano affascinati tanto da farla diventare realtà.
Anche se temo che i draghi li possiate vedere solo dopo una pesante indigestione.
Andrea_The_Original,
sembra che non ci si possa rendere conto che esistono temperamenti diversi, che hanno aspirazioni diverse e che si esprimono, sia in negativo che in positivo, ognuno con i suoi mezzi. più che ottuso, a mio avviso, voler far classifiche degli utenti o delle idee migliori! come se a tutti dovesse piacere il gusto di fragola!
come nel dipingere, i quadri possono riferirsi alla stessa scena ma sono le tecniche espressive a fare la differenza! e non si può che usare quelle che si hanno in dotazione, indipendentemente da quanto si è appreso sui banchi di scuola o sui percorsi del proprio esistere.
se si scrive molto su un forum, non si può evitare che chiunque si faccia la propria opinione dell’utente “debordante” (come sono anch’io). rischio inevitabile, che si deve essere preparati ad affrontare. critiche e apprezzamenti, su idee come su “personaggi virtuali” o persone in anonimo, sono le due facce della stessa medaglia. alcuni utenti, poi, ne hanno persino più di una, in modo da incidere maggiormente su quanto di loro interesse oppure di non apparire scortesi o brutali… mi fa piacere che un mio recente commento a Yog, annullato dagli amministratori, abbia avuto modo di essere letto, e ancor di più che sia stato fatto notare tale evento…
mi è stato scritto che se ritengo un’osservazione inadatta, non ho che da non tenerne conto. così è giusto che sia, per tutti, ma così non dovrebbe essere per le etichette, di cui “la piangente” resta fra le mie preferite…
A
“Esistono legioni di mezzi uomini e un manipolo di uomini veri, di cui ovviamente, guarda caso, ne fa parte, se non addirittura ne è leader (autoproclamato).”
Sbagliato. Proclamato da te, proprio mentre scrivevi questa frase. Mi hai capito vero?
Open books saga.
Ciao
A proposito: “E comunque nel cambio di vocale ognuno vede ciò che vuol vedere…come si dice, la malizia è nell’occhio di chi guarda…” . È vero, infatti io ci ho visto “Pompinella, essendo malizioso. Ma forse tu volevi dire Pampinella, o Pempinella, o forse Pumpinella?
> ][ <
B
"mi fa piacere che un mio recente commento a Yog, annullato dagli amministratori, abbia avuto modo di essere letto, e ancor di più che sia stato fatto notare tale evento…"
Come no. Tutto calcolato. Hanno semplicemente letto che è stato dato del fake a Yog che invece non è. Quindi almeno Golem, Yog e nella stanza dei bottoni sanno con certezza, cosa si cela dietro questa "visione tubolare". Non basta l'abilità dialettica per camuffare gli intenti che il commento conteneva.
Più che "piangente" sarebbe più adatto "fingente".
“E comunque nel cambio di vocale ognuno vede ciò che vuol vedere…come si dice, la malizia è nell’occhio di chi guarda…”
in questa frase AndreaT.O. è concentrata tutta la tua ipocrisia. tu miravi a insultarmi e basta, e non ci potevano essere altre interpretazioni a quella tua infelice uscita. il resto del discorso non lo considero neanche: un mare di amenità. essere emancipate vuol dire accettare di farsi umiliare e denigrare ?
“Quelle disgraziate che vorrebbero un rapporto “equilibrato”, dove non si debbano compensare presunte inferiorità e superiorità, sono destinate alla solitudine?”
a quanto pare si, Golem. siamo destinate alla solitudine. pazienza.
“L’amore è sempre “conscio”, e cioè che sa, che è “cosciente”, che non vuol dire “razionale”, ragionato, calcolato. L’altro, quello che “sembra” perchè nato su un’illusione, non lo è, non PUÓ esserlo. Mai.”
è vero! l’ amore è SEMPRE conscio, perchè decidiamo NOI a chi donarlo e a chi no. gli amori basati su un’ illusione e indirizzati a chi “li rispedisce al mittente” finiscono e si esauriscono per forza di cose, perchè il ricevente, rifiutando e disprezzando quell’ amore, fa in modo che si spenga, come una fiamma privata di ossigeno. l’ unica alternativa in quel caso è proiettare e dirigere il nostro amore verso qualcun altro o qualcos altro, per far sì che quella “fiamma” resti viva in noi e ci ACCENDA di vita.
anche a me hanno cancellato alcuni commenti, nei quali ribadivo a chiari toni il mio amore per chi, in questo momento, ha deciso di prendere un’ altra strada. tanto per fare presente che se io amo un uomo, non c’è dichiarazione o esternazione, da parte di quell’ uomo, che possa cancellare con un colpo di spugna quello che sento dentro di me.
Voglio basare la mia vita SULL’ AMORE, d’ora in poi. perchè è l’ unica grande forza vitale e universale che tiene in piedi questo sgangherato mondo, ed è la principale fonte di energia creativa. tutto il resto ( punzecchiature, diatribe forumistiche, scemenze varie ) E’ NOIA. se poi si scade nella volgarità, diventa pure tristezza e squallore.
@rossana
Io credo che la cosa che influenza maggiormente la scelta di un partner rispetto ad un altro sia il tipo di attaccamento con i genitori. Da lí si formano i diversi stili di attaccamento che ci accompagnano in eta` adulta.
Avremo l’attaccamento di tipo sicuro per chi ha avuto un rapporto equilibrato con i genitori, mentre gli altri avranno molto probabilmente uno stile di attaccamento poco equilibrato, che puo` essere di tipo insicuro/ansioso (continua paura dell’abbandono, mancanza di fiducia..) o evitante (troppo paura dell’intimita`, che porta a rimanere sempre distaccati e a “scappare” nel momento in cui il rapporto inizia a solidificarsi).
Putroppo per le persone con questi due stili di attaccamento non equilibrati, sara` molto difficile stabilire una relazione serena con qualcuno. E` facile che si crei una dipendenza affettiva (che affligge soprattutto il genere femminile) in cui la persona si sente morbosamente attaccata all’altra, senza la quale si sente persa, il che la portera` a mettera` in atto una serie di comportamenti disfunzionali (gelosie, ossesisoni, manie di controllo) che, ironia della sorte, porteranno proprio ad arrivare a quell’abbandono tanto temuto.
Nel caso dello stile evitante (nella maggior parte dei casi uomini), la persona scegliera` di allontanarsi dall’altro perché la paura di una relazione profonda e` troppa. Normalmente non ci si rende conto di questa paura, ma si trovano difetti e altri ragioni che ci fanno credere non valga la pena restare.
Guarda caso, molte volte gli insicuri/dipendenti vengono attratti proprio dagli evitanti.
Credo molte sofferenze “d’amore” provengano da queste dinamiche. Aamore tra virgolette perché se ci pensi, l’amore vero e` libero da questi meccanismi inconsci. L’amore e` liberta`, rispetto, fiducia, impegno.. e queste cose non si riescono a provare se si rimane intrappolati in quegli squilibri psichici. Bisognera` lavorare molto su sé stessi e acquisire consapevolezza
“in effetti, occorre un’intelligenza superiore alla media per capire alcune “raffinatezze”, che ben hai messo in evidenza”.
Ma davvero! Ma se era così facile! Ma non perchè ci si voglia sentire super superiori alla media. Era proprio elementare. Non servono nè Merlino nè Morgana che facciano magie per interpretare alcunchè al riguardo. Sono solo le tristi esternazioni di piaggeria nei confronti dei due sodali che richiederebbero una magia per scomparire. Imbarazzano me che le noto soltanto, immagino i protagonisti.
Come rivolgersi? Kid e Andrea non sono perfidi, sono persino ingenui in certi momenti, e lo dico senza supponenza.
La perfidia no, quella non merita attenzioni. Non rozze volgarità, ma nient’altro.
Ma poi, che bisogno ne ha chi sa riconoscere la nobiltà dell’animo altrui. Così rara. E naturalmente l’ironia nostrana, fatta solo di draghi postprandiali.
P.S. Patrocinare la causa degli uomini, delle donne. Cos’è un sindacato? Si dovrebbe discutere di situazione umane, non credete?
Ross. E’ interessante il tuo commento 73. Non concordo sul punto in cui si afferma che non ci si innamori di persone che appaiono sicure e superiori, come spieghi in seguito, per quanto riguarda le donne, sono convinto anche io che alcune scelgano di fare le crocerossine e altre di affidarsi al “dottore”, non può esistere una verità univoca in un terreno così vasto e astratto.
Per il resto, è sempre buona cosa mettere in evidenza le contraddizioni. Nel caso di MG, la battuta è apparsa a maestro e allieva altamente offensiva della dignità della donna ecc ecc… quando l’allieva più volte si è lasciata andare a battute ben più marcate, doppi sensi, offese di carattere sessuale e non, proclami alla libertà sessuale, propri vanti, ecc ecc.. cosicché, anche nel caso il riferimento fosse stato al sesso orale, non ci dovrebbe essere nulla di offensivo, in quanto attività da lei certamente praticata più volte e a più uomini.
Ma per tirare l’acqua al proprio mulino, tutto fa brodo, per cui se tu vieni caricata dai vari golem o M, è lecito, perché loro fanno solo che difendersi dai tuoi attacchi sibillini, mentre se la situazione è simile ma con altri protagonisti (Kid e io nei confronti di MG), la storia è diversa. Perché è lei a difendersi e in più ha l’attenuante di essere donna e noi l’aggravante di essere uomini.
Capito la logica di base che porta sempre ad assolvere o condannare a seconda di chi è di fronte? Capito i fautori dei nick anonimi e del valore dei soli ideali? Capito perché si torna sempre al punto di partenza e di fatto le discussioni sono inutili?
MG. “anche a me hanno cancellato alcuni commenti, nei quali ribadivo a chiari toni il mio amore per chi, in questo momento, ha deciso di prendere un’ altra strada.” Mi auguro che non ti riferisca a Kid, altrimenti sarebbe davvero molto, molto, preoccupante.
“Mi auguro che non ti riferisca a Kid, altrimenti sarebbe davvero molto, molto, preoccupante.”
AndreaT.O., e invece mi riferivo proprio a lui! qual’è il tuo problema ? e non ti permettere più di supporre questo o quell’ altro tirando in ballo la mia vita sessuale, che non è e non sarà mai affar tuo, chiaro ??? torna all’ asilo che le “discussioni tra grandi” non sono cose per te.
“Capito la logica di base che porta sempre ad assolvere o condannare a seconda di chi è di fronte? Capito i fautori dei nick anonimi e del valore dei soli ideali? Capito perché si torna sempre al punto di partenza e di fatto le discussioni sono inutili?”
sei un pover’ uomo depresso, ignorato ( oltre che ignorante ) e annoiato.
“Si dovrebbe discutere di situazione umane, non credete?”
si Golem, io lo credo. ma come puoi vedere, qui è una VANA SPERANZA. Si preferisce concentrarsi sulle prossime punzecchiature, o ipotizzare su quante fellatio posso aver praticato nella vita. l’ “apporto” di certi utenti diventa sempre più avvilente.
Dai Andrea, non era offensiva solo per la volgarità, era patetica. Di quell’umorismo…non prettamente anglosassone.
Andrea_The_Original,
premesso che concordo sul fatto che su un terreno vasto e astratto come l’amore, non c’è che una via, semi-valida: quella di un esame accuratissimo di ogni singola situazione, cercando il più possibile d’immedesimarsi nel soggetto che la vive e che è il solo a poter mettere il punto finale, preciso che l’estratto di Willi che ho riportato è volto a dimostrare come l’innamoramento possa risintonizzare caratterialmente i partner, costituendo un’ottima base per il futuro. infatti il libro è intitolato “Che cosa tiene insieme le coppie”.
in ogni caso, sia pure qua e là, in modo sfumato e discontinuo, si comincia anche qui a parlare di autonomia in scelte CONSAPEVOLI e persino di “bisogno d’amore”, laddove in passato si preferiva INTERPRETARE il tutto con un irrinunciabile desiderio di sesso, da rivestire di sentimento. è poca cosa ma già mi sembrano ondeggiamenti più realistici.
non sono mai stata definita perfida prima d’ora e l’epiteto non mi sfiora nemmeno. forse diventa perfido chi si oppone sistematicamente a concetti troppo diversi dai suoi, calati su quasi qualsiasi caso di scontento di coppia riguardi una donna.
Forse avrei dovuto leggere i commenti precedenti prima di intervenire.. sento di essermi persa qualcosa 🙂
Michelle,
grazie per il commento.
non so se il tipo di attaccamento ai genitori sia l’aspetto più importante nella scelta di un partner ma di certo ha una grandissima rilevanza, in quanto influenza molto la capacità d’impostare una relazione, tenendo conto dei reciproci pregi e difetti. è quello che definisco “apprendimento ad amare”, che si assorbe con il latte da come si è stati amati da piccoli e da come si è visto i genitori amarsi fra loro. non c’è scuola che lo possa insegnare: s’impara solo con l’esempio e con l’essere, prima o poi, oggetto d’amore.
più che condivisibili le due tipologie disturbate di approccio al partner che hai delineato, pur non condividendo il concetto che il loro non possa a priori essere definito amore.
secondo me, in primo luogo sarebbe da valutare il tipo e l’entità del disturbo e, in seconda battuta, ammesso che l’altro sia anche lui affetto da un LEGGERO scompenso in ambito emotivo, tener conto di quanto questo possa o meno compenetrarsi con sufficiente armonia in quello del partner.
dividendo i casi di malattie psichiche seriamente invalidanti da quella che può ritenersi la media dell’attuale più che scombinata “normalità”, parto dal principio che nessuno è esente da un qualche tipo di falla e che alcune, patite in precedenza, possono essere sanate proprio da rapporti di coppia, che persino nella loro miglior realizzazione RARAMENTE rasenteranno la perfezione di un paritetico interscambio. c’è sempre chi dà di più in un qualche aspetto della relazione, oppure chi è più preso, e di conseguenza più traente, chi ambisce a guidare e chi si trova bene nell’essere guidato. nella più favorevole delle ipotesi si hanno alternanze di leadership nell’ambito dei vari campi d’azione in comune.
se soltanto le persone del tutto “risolte” avessero la possibilità di conoscere l’amore, temo che il tema non sarebbe mai stato tanto inflazionato. a mio avviso, ama anche il disabile psichico riconosciuto come tale, e a volte ama persino meglio di tanti altri ritenuti sia affascinanti che intelligenti. tutto sta individuare chi è adatto a chi, potendogli apportare sia miglioramenti che compensazioni. è un fatto che le attrazioni spesso avvengono nell’ottica inconscia di favorire questo tipo d’incastri. vedi il caso che di recente si è presentato qui di una ragazza, trascurata dai genitori e attratta, fra altri potenziali partner, da un uomo di parecchi anni più grande, amato e coccolato in famiglia…
“L’amore e` liberta`, rispetto, fiducia, impegno.. e queste cose non si riescono a provare se si rimane intrappolati in quegli squilibri psichici. Bisognera` lavorare molto su sé stessi e acquisire consapevolezza”.
Brava Michelle: è così
Michelle, serve a poco cercare le cause di questi attaccamenti nevrotici, che peraltro attengono allo sviluppo del singolo soggetto, che deve risolversi da sè quel passaggio. Se non si sono superati certi step non si potrà nè amare nè essere amati in maniera adulta. Non bisogna confondere le manifestazioni di un individuo caratterialmente alterato come bisogno d’amore. E’ la stessa differenza di chi è affamato e divora la prima cosa che gli capita sotto il naso e chi si appresta al cibo con l’appetito. Il tema è inflazionato proprio perchè certe manifestazioni emotive, anche eclatanti, muovono le “emozioni”, ma queste possono essere mosse anche da un film, una musica, un quadro. L’amore è un’altra cosa, tutti credono di averlo provato, sentendosi sotto l’effetto di certe emozioni, pochi hanno scoperto che è “altro”. Poi c’è chi vuol fare di necessità virtù e autoconvincersi, quando si arriva al punto che non c’è più tempo per le speranze. Ma questo è un’altro paio di maniche. Tu sei giovane, non accontentarti.
L’amore ha bisogno di equilibrio per nascere e crescere, equilibrio in dare e in avere. Non si può amare chi non ricambia soprattutto, perchè l’amore si fa in due se non sbaglio. Gli “squilibri”, seppure affascinanti per alcune, hanno solo bisogno dello psicologo, non di una donna, in questo caso, che si brucia dietro uno squilibrato, anche LEGGERO. Ma come al solito lo psicologo deve essere bravo, e oggi ce ne sono pochi di questi.
secondo me, no, non ti sei persa niente.
è di gran lunga preferibile ricominciare a trattare un argomento d’interesse da capo con un nuovo utente invece di continuare a rimestare nello stesso pentolone, in cui ormai non c’è quasi più un solo ingrediente sano.
Era ora che qualcuno lo facesse. Il concetto di perfidia si addice a chi manda messaggi con intenzioni diverse da quelle apparenti. Che appaiono chiari al destinatario.
purtroppo non possiamo decidere di chi innamorarci. certi sentimenti si provano, o non si provano. a prescindere dal grado di disponibilità del soggetto destinatario dei nostri sentimenti e desideri. possiamo però decidere di non farci annientare da queste passioni, dirigendo la forza dirompente che se ne ricava verso un “giusto fine”, verso un qualcosa di edificante. Nell’ attesa di incontrare chi potrà finalmente RICAMBIARE IN PIENO il nostro amore. Nel mio caso, lasciare che l’ “oggetto” della mia passione vada serenamente per la sua strada senza più aspettarmi nulla, è solo l’ ennesima dimostrazione dell’ autenticità del mio sentimento. ben lungi ( come pensano alcuni ) dall’ essere un’ ossessione o un sentimento malato, o un BISOGNO.
Oggi non sono più quella di ieri. e, anzichè autodistruggermi per un amore non vissuto, riesco a trasmutare il dolore di un rifiuto in qualcosa di positivo ( un’ ispirazione, una lezione per l’ avvenire, un dolce ricordo da custodire nella mia memoria come qualcosa di caro ).
per il resto, dissuado altri utenti/utentesse a definire cosa e chi, in questo forum, è sano e cosa non lo è; a mio avviso, queste persone non hanno le sufficienti cognizioni per poterlo fare in maniera OBIETTIVA. parere personale.
“a mio avviso, queste persone non hanno le sufficienti cognizioni per poterlo fare in maniera OBIETTIVA. parere personale.” – può essere piacevole ritrovare alcuni punti di contatto, che però andrebbero applicati a tutti, non soltanto a chi si vorrebbe che tacesse.
non posso non ritenere “equilibrismi verbali” alcune affermazioni, che tendono ad affermare velatamente proprie convinzioni, senza scontentare nessuno, come in merito al riconoscimento della forza di un sentimento oppure nel caso del “dolce ricordo da custodire nella mia memoria come qualcosa di caro.”, cosa abbastanza frequente “al femminile”, che di solito, nel presente, non danneggia niente e nessuno.
quanto ai messaggi trasversali “perfidi”, questi non sono che il rimbalzo di quelli, altrettanto deleteri, che ricevo quasi quotidianamente da mesi, in quanto parte di una categoria di “perdenti”, stupidi e sognatori, rispetto a chi si afferma come unicamente vincente, mentre so che succede a tutti di sbagliare, anche se c’è chi lo ammette e chi lo nasconde sotto un lussuosissimo tappeto, come spesso si fa con la polvere. se le stesse convinzioni fossero riproposte con minor alterigia, si sarebbe di certo meno indotti a contrastarle.
Su quanto successo e rovina non dipendano dall’attitudine al lavoro e dalla capacità di eseguirlo in modo superlativo ma piuttosto dal temperamento e dai capricci della sorte e, a volte, anche dal voler essere a tutti i costi se stessi (cosa che ai più può apparire non solo di scarso valore ma addirittura riprovevole).
Rembrandt van Rijin (1606-69), considerato uno dei più grandi pittori della storia dell’arte europea e il più importante di quella olandese.
“Rembrandt nacque, nel 1606, da un facoltoso mugnaio della città universitaria di Leida. S’iscrisse all’Università, ma presto abbandonò gli studi per diventar pittore. Alcuni suoi primi lavori vennero grandemente lodati dai dotti contemporanei, e a 25 anni egli lasciò Leida per il popoloso centro commerciale di Amsterdam. Fece una rapida carriera come ritrattista, sposò una ragazza ricca, comprò una casa, collezionò opere d’arte e rarità, lavorando senza posa. Quando la prima moglie nel 1642 morì, egli ne ereditò il considerevole patrimonio, ma la sua popolarità andò declinando, s’indebitò, e quattordici anni dopo i creditori vendettero la sua casa e misero all’asta la sua collezione. Solo l’aiuto della sua seconda moglie e del figlio lo salvò dalla completa rovina. D’accordo con essi egli entrò ufficialmente come impiegato nella loro ditta per il commercio di oggetti d’arte, e così creò gli ultimi capolavori. Ma i due suoi fedeli compagni gli premorirono e quando anch’egli si spense nel 1669 non lasciò altra eredità che qualche vecchio vestito e gli strumenti del mestiere.
[…]
E’ vero che la sua popolarità come ritrattista scemò man mano che la sua arte, approfondendosi, si allontanò da ogni compromesso. Ma quali che siano le ragioni del suo dramma personale e del fallimento, la sua fama artistica rimase altissima. La vera tragedia fu che, allora come adesso, la fama da sola non basta per vivere.” (Da: “La storia dell’arte raccontata da E. H. Gombrich”)
Gli si attribuiscono minimo 300 dipinti, 2.000 disegni e circa 400 incisioni. La professione dell’artista, in qualsiasi campo, come quella del medico, dell’insegnante, del sacerdote e, forse anche, del politico, fino a qualche tempo fa erano scelte sulla base di una vocazione a carattere quasi spirituale, che oggi sembra essersi ridotta a quella di ammucchiare denaro, comune a quasi tutte le altre scelte lavorative di un certo rilievo.
Golem. Patetica? Può darsi. Ma ci sono atteggiamenti ben più patetici e preoccupanti, come la difesa ad oltranza dell’indifendibile, come riadattare ogni situazione per farla coincidere con il proprio punto di vista. Dimenticavo, le offese sessiste in genere sono patetiche.
Tornando al tuo cavallo di battaglia, gli amori non corrisposti, nel caso di MG dovresti essere completamente in disaccordo con lei, vista l’insensatezza di un sentimento che dice di provare. Siamo ben lontani dalla storia tra il portoghese e tua moglie, perché nel bene o nel male hanno condiviso qualcosa per un periodo anche lungo.
In questo caso si tratta di una conoscenza virtuale/telefonica e un’avventura sessuale con conseguente fissazione di uno dei due per l’altro. Praticamente il nulla.
Perché nel suo caso nulla da eccepire? Dove è finita la tua logica riguardo gli amori illusori?
Dai su… un po’ di coerenza…
Ognuno vede le cose secondo il proprio filtro, dato dal proprio vissuto. E meno male! Altrimenti che noia.. Uno scambio di idee va preso a mente e cuore aperti, e` un piacere vedere come qualcun altro possa vedere le stesse cose in modo opposto al mio.
C’e` sempre qualcosa da imparare dagli altri, rimanere fermi nelle proprie convinzioni e` un limite alla crescita personale. Si puo` essere convinti di una cosa e magari, nella nostra realta`, abbiamo pienamente ragione.
Ma la ragione ce l’ha anche chi vede la realta` in modo diverso, perché quel punto di vista si e` formato in base a fatti ed esperienze reali per quella persona.
Se un’affermazione o opinione viene presa in modo personale, probabilmente c’e` un problema dentro di noi riguardo quella particolar cosa, perché quando si e` davvero sicuri di una cosa e non si tentenna, non si sente alcun bisogno di dimostrare agli altri il contrario.
“…rispetto a chi si afferma come unicamente vincente”
Questa è un giudizio soggettivo e non un dato di fatto, altrimenti sarebbe notato e contestato da tutti. Forse nasce da sentimenti che vorrebbero azzerare le differenze tra chi ha SEMPLICENTE realizzato se stesso, con o senza riscontri economici, e chi puó non esserci riuscito, probabilmente per una errata visione di quel sè stesso da realizzare. Puó essere?
Portare avanti una filosofia di vita, non significa far sentire una merda chi non la condivide. Non è questo lo scopo. Ma se c’è chi si sente colpito in prima persona senza che vi sia l’intenzione di farlo, puó significare, forse, che è chi ha questa reazione che ha delle difficoltà a convivere le proprie scelte di vita, andandosi magari a cercare esempi che ne attenuino la sensazione, e reagendo male quando ve ne sono di contrari. Chissà
Comunque viene riconosciuta l’esistenza di messaggi “criptati”. È già qualcosa.
Rembrandt, ha avuto il riconoscimento che meritava. Il valore prima o poi viene riconosciuto, in ambiti sia generali che particolari. Con o senza riscontri economici, che tra l’altro non hanno nessun valore in assoluto. Ma non verra riconosciuto mai se questo valore non esiste. Non c’è nessuno scienziato, artista, intellettuale o uomo comune rimasto nell’oblio se ha apportato “qualitá e valore” nella propia esistenza. Anche se questo resterà limitato al suo solo ambito relazionale.
L’unico vero successo nella vita è capire chi si è e diventarlo. Realmente peró.
nessun equilibrismo da parte mia, nessun tentativo di “rifarmi” agli occhi di chi, ormai, sembra aver preso in modo categorico la sua decisione. E nè tantomeno agli occhi di chi afferma senza indugio la necessità di amare solo chi ci contraccambia. In questi mesi mi sono solo limitata a difendermi da una “sentenza” espressa troppo velocemente nei miei riguardi, a urlare le MIE ragioni e a spiegare il mio sentimento, e a volte – lo ammetto – l’ ho fatto in maniera inopportuna. ma questo non fa di me una donna da condannare, e da ritenere umanamente e sentimentalmente non equilibrata. per il resto, mi prendo la responsabilità dei miei sbagli verso colui che ha rapito i miei pensieri, così come lui dovrebbe saper riconoscere di non avere un carattere sempre adorabile… e che può suscitare determinate reazioni in donne che, come me, non sono troppo inclini alla passività e all’ asservilismo. Non quando non è NECESSARIO, almeno.
Ma si Andrea, c’è di peggio e come.
Io trovo gli amori non corrispisto assurdi, certo, ma MG non è mia moglie. Forse non si è capito che non sono il Savonarola dell’amore come lo vede Golem. Ho portato avanti un ragionamento frutto delle mie esperienze e del risultato di queste, nell’ambito della mia vita, e di quanto stava facendo questo amore non corrisposto alla mia coppia, simile un pó quello che sta facendo a quella di Angeloutsky. Ma ognuno saprà bene cosa fare dei propri amori. Io, come tutti, esprimo opinioni, e ognuno, se crede, le utilizza come gli pare meglio. Cosa ho scritto ad Angela? Stai bene? Sei serena? La famiglia è a posto? Tuo marito pure? Sì, ha risposto. E allora lo siamo tutti. Io invece non lo ero in casa mia, ma con la mia lei ho risolto il problema. Se a qualcuno puó essere utile quell’esperienza ne saró contento, altrimenti lo saró ugualmente.
Certo, insisto un pó di più con qualche illusa giovincella di anni o di cuore, ma non vado oltre.
MG è ancora presa? Purtroppo è lei che ne soffre, e ovviamente me ne dispiace perche mi è simpatica e la ritengo una bella persona. Ma non smetto di sentirla tale se non la smette di pensare a Kid, perche Kid non é il mio rivale in amore. Mi hai capito vero?
Questo per dirti, che se difendo certi concetti in maniera pervicace, non è per imporli come un dittatore, perchè io non “detto” niente a nessuno. È chiaro che se tu, Kid, Ross o chiunque altro vedete la realtà diversamente dal sottoscritto siete liberi di farlo, è ovvio. Perché non dovrebbe essere così? Ma immedesimandomi in una certa situazione io diró la mia, e mai avalleró una visuale che non condivido, ma non per questo qualcuno deve sentirsi offeso. Ci mancherebbe.
Quindi, in che modo mi vedi incoerente nei confronti di MG? Lei sa come la penso, ma io rispetto come la pensa lei, anzi qui non pensa nemmeno, vi è costretta dalle emozioni. E come per lei, rispetto il pensiero di chiunque altro quando non incide nella mia vita privata. Per questo non capisco chi si offende per le idee che nascono e muoiono su un forum, e si insiste perchè io riconosca un modo di interpretare certi fenomeni emotivi. Non potrei farlo perchè li vedo come illusori. Ma chi li vede “veri” ha tutto il mio rispetto, non la mia approvazione.
“Se un’affermazione o opinione viene presa in modo personale, probabilmente c’e` un problema dentro di noi riguardo quella particolar cosa, perché quando si e` davvero sicuri di una cosa non si tentenna”, dice Michelle.