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Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI

di sherazade

Riferimento alla lettera: Valinda, ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione. Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per...
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Data di pubblicazione: 17 Giugno 2015

L'autore ha condiviso 5 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore sherazade.

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Categorie: - Amore

841 commenti

  • 26
    maria grazia -

    COME SEMPRE mi tocca fare chiarezza… io non ho affatto detto che l’ uomo 40enne single ha qualcosa che non va, mentre la donna 40enne single è stata semplicemente sfortunata. avevo semplicemente detto che così come ci sono uomini maturi single FELICI DI ESSERLO, ci possono essere anche tante donne, senza necessariamente dover tirare in ballo, in questo caso, gravi limiti fisici, morali o caratteriali che le impedirebbero di avere una relazione stabile. Sono davvero stanca che quello che scrivo venga volutamente travisato da chi è in malafede.
    Io personalmente non credo nella scelta del “singlelaggio” come preferenza assoluta di un individuo ( uomo o donna che sia ), ma come L’ ALTERNATIVA che molti scelgono a rapporti di ripiego. i casi di persone ( di entrambi i sessi ) che invece si ritrovano sentimentalmente sole per percorsi di vita o caratteristiche psicologiche particolari sono un’ altra cosa.
    Tra l’ altro, non è così scontato che le cantonate una donna le prende solo perchè si è concessa presto, o solo perchè ha puntato sul “dannato” di turno. anche un bravo ragazzo nella “norma” è perfettamente in grado di farti soffrire come un cane, se non contraccambia il tuo sentimento. e in quel caso è ancora peggio, perchè da un mascalzone bene o male certe cose te le aspetti, da uno così no.
    Sono invece d’ accordo sul fatto che chi è DAVVERO interessato ad avere rapporti stabili e con delle fondamenta, cerca anche di immedesimarsi nelle esigenze dell’ altro/a, invece di pensare sempre e solo a ciò che desidera.
    Spero di essere riuscita, FINALMENTE, a farmi capire.

  • 27
    maria grazia -

    “il giudizio che la cultura anglosassone dà di un uomo di valore è duametralmente opposto a quello che succede da noi (specialmente) e nelle culture latine in generale. Non è un caso che l’Argentina è, da questo punto di vista un Italia sudamericana.”

    Golem
    proprio l’ altro giorno parlavo di questo con mia madre ( un’ accanita sostenitrice di Berlusconi ). sono ANNI che cerco di farla ragionare, ma INVANO.

  • 28
    Golem -

    “Non mi sembra che tutto questo abbia a che fare con particolari culture, diverse da Paese a Paese….”

    Che la cultura “locale” NON abbia influenza sulle nostre scelte, è una gratuità che non richiede repliche. Se non teniamo presente che le nostre decisioni dipendono dalla soddisfazione di un bisogno nato con l’istinto passando, per essere soddisfatti, dai costumi etici che la cultura “locale” con la quale siamo stati cresciuti e nella quale viviamo ci ha fornito, è inutile qualunque discussione.
    Un ragazzo Bantù che crescesse a Bergamo, si comporterà e ragionerà come un bergamasco, inconsapevole dei riti tribali dei suoi genitori naturali. Ma non è il solito pirla di Golem che lo dice.
    Provate a soffiarvi il naso in Giappone, e sarà come se vi steste facendo vedere mentre state defecando.
    Le cantonate si prendono perchè si legge “male” quello che l’altro sta trasmettendo, secondo quanto ho cercato di spiegare ieri, sia che sia un bravo ragazzo o uno stronzo. E’il messaggio che viene decodificato secondo i parametri di gradimento indotti dall’istinto, e dai criteri di valore di “quella” cultura nella quale si manifestano.
    Nell’antica Roma un pirletta come Renzi, o un inbonitore come Berlusconi, oppure un buffone come Corona, come anche un tenebroso introverso e pieno di complessi che oggi appare “interessante” a molte “crocerossine”, non avrebbero avuto storia, nè come uomo pubblico e neppure come maschio.
    Ogni cultura esprime dei “valori”, ma quella romana non viveva di apparenze come quella odierna. Allora sì che si doveva “essere” e non “sembrare”.
    Oggi ci sembra tutto normale quello che solo 50 anni fa non lo era e tra 50 anni non lo sarà più. L’istinto avrà sempre lo stesso linguaggio, ma la soddisfazione di certe istanze passerà sempre attraverso la cultura del momento.
    Molte donne sono ancora immerse nel romanticismo mentre si vive una secolarizzazione di questo con la libertà sessuale di entrambe i sessi. Che facilita il rapporto sessuale come non mai per il maschio, ma vede ancora la donna “costretta” ad innamorarsi per non sentire il peso della “vergogna” che 2000 anni di sessuofobia clericale le ha appiccicato addosso.
    Questo è l’atteggiamento principale che conduce all’alterata visione del soggetto dai quali si è attratti.
    Non si può generalizzare ovviamente, ma un’olandese a cui piace un maschio, se se lo vuole “fare” non fa “finta” di innamorarsi, se lo fa. Così quando troverà il “compagno” della vita saprà capire la differenza.
    MG, brava

  • 29
    Andrea_The_Original -

    Golem. Semplicemente credo che non si possano tratteggiare gli uomini e le donne con il tuo schema elementare. Le trovo categorizzazioni troppo forzate, troppo “principessa, cavaliere e drago”. Mi stranisce il fatto di questa tua netta distinzione tra uomo latino e anglosassone, poichè quando ai tempi descrissi le italiane ben differenti culturalmente dalle inglesi, sembrasti non essere d’accordo, affermando che le donne sono uguali dappertutto.
    Penso invece che ci siano differenze culturali più o meno marcate, sia tra gli uomini, sia tra le donne.
    La tua percentuale, seppur vera, non ha alcuna rilevanza, perché non puoi mettere sullo stesso piano debolezze maschili e femminili. Come se ti dicessi, butto cifre a caso, che il 60% degli uomini va o è andato a prostitute contro il 2% delle donne. Ma va? Come è vero che sono maggiormente le donne a lasciare, a chiedere separazioni e divorzi. E ancora, un tempo erano molti gli uomini che abbandonavano la famiglia inseguendo una giovane e bella donna che li ammaliava con qualche moina. Ingenui gli uni, piratesse le altre? E’ possibile, ma i ruoli sono interscambiabili a seconda delle circostanze.
    La tua visione è davvero troppo schematica e troppo pro-donna. E’ palese che ci siano dietro anni di studi sulla “donna”, ma ben pochi giorni per capire gli uomini. E’ umano e naturale focalizzarci so ciò che ci attrae, ma il tuo modo di essere ostacola una reale comprensione.
    Dubito riuscirai mai andare molto più in là di dove sei giunto ora, ti mancano umiltà e capacità di mettersi in discussione.
    Per quanto riguarda il tuo accostamento tra co...... e politicante buffone, mi pare un discorso davvero troppo ampio.

    Risponderò in seguito agli altri commenti.

  • 30
    rossana -

    Andrea_The_Original,
    hai espresso molto bene nel post n. 29 quello che è anche il mio pensiero: eccesso d’accento sulle difficoltà di scelta amorosa al femminile, come se esistessero quelle soltanto, attuando nel 2015 il rigido schema “Cappuccetto rosso e il lupo cattivo”, insieme a tutta una serie di altri schemi, validi FORSE soltanto per la soluzione delle proprie difficoltà di comprensione della psiche femminile.

    pur partendo dalle “traversie” della moglie, per arrivare attraverso quelle della madre ad avallare un punto di vista con l’intera indole levantina, mi sembra distorcente comparare le due tipologie di comportamento, che non sono poi così diverse nei risultati e che portano i due sessi ad essere sullo stesso piano quanto a dabbenaggine e cantonate.

  • 31
    maria grazia -

    veramente qui golem è l’ UNICO a non avere visioni schematiche e preclusioni di sorta. gli altri partecipanti fissi, ormai da mesi, non fanno che suddividere le persone in nette categorie che non ammettono approfondimenti:
    – la puttana
    – la donna da marito
    – il playboy affascinante e farfallone
    – il brav’ uomo deluso dalle donne di oggi

    questo è lo schema rigido e immutabile con cui alcuni hanno ormai deciso di impostare qualsiasi discussione sul tema. e qualsiasi eventuale voce discordante viene immediatamente tacciata di mistificazione, trollaggio, e quant’ altro. Non vedo poi come faccia Andrea a dire che siamo io e Golem a mancare di umiltà, quando è palese a tuti che siamo sempre noi ad essere aggrediti per prima. Senza contare che la visione di AndreaT.O. ( come quella di Kid ) è completamente PRO-UOMO e non tiene assolutamente conto delle dinamiche sociali e culturali che spingono le donne a certi comportamenti piuttosto che altri. così, è impossibile qualunque confronto SERIO e si porta avanti all’ infinito una insensata quanto deleteria guerra tra sessi in uno sterile meccanismo di posizioni di forza. oltretutto, molti interventi anti Golem&M.G. sono solo il frutto di attriti personali e nulla di più. spero anch’ io che si possa elevare il livello delle discussioni, ma ormai non ci spero più, dati i VERI motivi che spingono certi utenti a partecipare al forum.

  • 32
    Golem -

    Andrea, se esistono gli studi di marketing per indirizzare la produzione industriale e ottimizzarla ai gusti e alle mode del consumatore, significa che esistono parametri di reazione ad uno specifico interesse che hanno componenti comuni. E non vedo per quale motivo questo non debba valere per i gusti sessual sentimentali.
    Vi sono indicatori di attrazione che valgono dappertutto. Un uomo atletico, volitivo, carismatico toccherá l’istinto sessuale di una norvegese come di una tunisina. Forse la prima lo manifesterà con fare disinibito, mentre la seconda sarà contenuta, ma nel cervello passano gli stessi pensieri. È la componente culturale che cambia il modo di mostrarlo.
    Una donna italiana e inglese sono uguali nei termini che ho appena esposto, ma diverse nella componente comportamentale a grandi linee ovviamente. Infatti ho trovato italiane molto più disinibite di mia moglie, ma MEDIAMENTE, un inglese, una svedese o una olandese di pari livello culturale sono molto più aperte e meno “ipocrite” MEDIAMENTE di quanto non lo siano le latine. Ma non perchè le italiane nascano “ipocrite” e le nordiche non lo siano. Si difendono. Il fatto è che le latine hanno una componente culturale cattolica mentre le altre l’hanno anglicana e protestante principalmente. Mi capisci vero, senza dovermi addentrare troppo nelle disquisizioni di natura storico sociologica.
    Una donna inglese come la mia, pur provenendo da una educazione molto puritana trasmessale dalla madre cattolica, viveva in un ambiente dove il ruolo femminile non ha più subordinazioni a quello maschile dai tempi di Elisabetta I. Nel caso specifico -che va visto come caso a sè- se esiste una subordinazione tra me e lei e solo di natura fisica, essendo io piu forte ovviamente. Per il resto il piano relazionale è equilibrato. Da quelle parti il machismo ostentativo fa ridere in maniera sguaiata alla Monty Pithon. Da noi ha ancora molte seguaci. Ma ripeto, superate le barriere di quella natura “culturale” le donne sono donne. E queste barriere si superano tanto più facilmente quanto il livello di scolarizzazione è elevato. Ma questo è intuitivo credo.
    In realtà seguo più la fenomenologia comportamentale maschile attraverso la quale vi leggo il livello indiretto dell’emancipazione femminile. Questa mattina leggevo su FB ancora “CENTINAIA” di accorate attenzioni a quello che personalmente ritengo il PROTOTIPO del “maschio apparenza”, il solito Corona. Il livello sintattico di queste fans era elementare >>>

  • 33
    Golem -

    >>> e questa palese “elementarità” non lascia dubbi sulla qualità dei soggetti in gioco. Ma ripeto,si tratta ancora della permanenza di icone paradigmatiche che in altre culture non avrebbero nessun peso.
    Se tu confrontassi la pubblicità italiana e quella inglese, ti accorgeresti che da noi manca COMPLETAMENTE l’ironia intelligente. In Italia il maschio della pubblicità è bello, ricco e non deve chiedere mai. Praticamente irreale. E a questo si rifanno i pubblicitari, perché sanno, per quegli studi di marketing di cui parlavo, che è un cliché che colpisce ancora maschi e femmine nostrane che vivono nel “vorrei ma non posso”. Lassù, se mai c’è stata una “moda” del genere – e non c ‘è stata – questi messaggi apparirebbero cose da tamarri. Un pó come per noi vedere una telenovela araba. Basti pensare che in Italia non si produce un solo film che parli della gente comune, mentre in Inghilterra Ken Loach ne ha fatto una serie spettacolare con ironia e leggerezza, parlando dei drammi e delle crisi con un ironia che la nostra cultura non ci consente. Noi dobbiamo apparire sempre “al di sopra” della common people. Tipico atteggiamento provinciale, che si manifesta logicamente nelle relazioni interpersonali di natura amorosa. Sempre mediamente, ripeto.
    Insomma, se tu o chiunque altro, come pure una donna italiana, non si ritrovasse in queste descrizioni, non potrei che darvi ragione, ma si tratta di singole eccezioni che non fanno statistica. Ma per quanto riguarda le classiche manifestazioni che vado “studiando” caro Andrea, qui un giorno si e uno no troviamo una donna che cade dal pero perchè si era innamorata follemente di uno, interessante, attraente, intrigante e sessualmente favoloso (il tutto quasi sempre frutto di immaginazione) che l’ha lasciata con le mani in mano (anzi no: sulla tastiera) a chiedersi cosa non ha funzionato.
    Cosa ha funzionato sarebbe meglio chiedersi. Ha funzionato la fantasia femminile corroborata da quelle immagini idealizzate che la nostra sottocultura mediatica va scaricando quotidianamente e in maniera pervicace nelle case di noi italiani, alle prese con realtà molto meno favolistiche. E perché negare il sogno se questo tra l’altro muove una bella fetta di mercato? In fondo siamo noi i consumatori no? E’ questa la logica che sottende la difficoltá di “comunicazione” tra le persone, quando ci relazioniamo attraverso immagini di noi stessi e dell’altro “alterate” da un programma di default che crediamo nostro ma non lo è.

  • 34
    maria grazia -

    “Ma non perchè le italiane nascano “ipocrite” e le nordiche non lo siano. Si difendono.”

    golem
    in questa tua frase sta la chiave di tutta la questione. e molti maschi di questo forum, purtroppo, continuano deliberatamente a volerlo negare! noi italiane dobbiamo letteralmente DIFENDERCI, da TANTE cose. e prima i nostri uomini lo capiranno, prima i rapporti tra i due sessi saranno più sereni e genuini.

    “In Italia il maschio della pubblicità è bello, ricco e non deve chiedere mai. Praticamente irreale. E a questo si rifanno i pubblicitari, perché sanno, per quegli studi di marketing di cui parlavo, che è un cliché che colpisce ancora maschi e femmine nostrane che vivono nel “vorrei ma non posso”. Lassù, se mai c’è stata una “moda” del genere – e non c ‘è stata – questi messaggi apparirebbero cose da tamarri.”

    hai usato la parola GIUSTA: TAMARRI. questo sono gli uomini ( e anche le donne ) che si rifanno a quei modelli. ma loro ovviamente si credono Dei scesi in terra che possono pisciare in testa a noi “poveri cristi sfigati”. in realtà gli sfigati SONO LORO, che vivono di apparenze ma che mancano quasi totalmente di sostanza. e, come dici tu, è un tipo di mentalità molto diffuso sopratutto nelle piccole province.

    “E’ questa la logica che sottende la difficoltá di “comunicazione” tra le persone, quando ci relazioniamo attraverso immagini di noi stessi e dell’altro “alterate” da un programma di default che crediamo nostro ma non lo è.”

    è incredibile Golem! proprio ieri, se non erro, stavo meditando tra me e me lo stesso identico pensiero! telepatia ?..

    mi resta solo una domanda, anzi DUE: quanto i comportamenti diffusi della nostra “cultura” di massa hanno condizionato i consumi ? e quanto, all’ opposto, la nostra “cultura” e mentalità sono pilotate dalle logiche di marketing ?

  • 35
    Golem -

    “mi resta solo una domanda, anzi DUE: quanto i comportamenti diffusi della nostra “cultura” di massa hanno condizionato i consumi ? e quanto, all’ opposto, la nostra “cultura” e mentalità sono pilotate dalle logiche di marketing?”
    MG, ci sarebbe da scrivere per giorni, ma chiediti perché la nazione che ha portato la cultura e la bellezza nel mondo più recente con il Rinascimento, oggi è conciata così. Ma leggi questa mio post indirizzato alla miserabile figura di Corona, metafora perfetta di questo degrado dei costumi di cui parliamo, e leggi una dele risposte che, dopo la mia dichiarazione di quell’elementarita di cultura e di pensiero che lo sostengono di significativa della sottocultura in cui viviamo.
    Nota che è mi è giunta dopo la mia dichiarazione.
    Ho tolto i nomi per ovvi motivi. Chi risponde, tra ke aktre è una donna italiana.
    Io:
    “Questi sono gli “uomini” che danno la cifra di chi “vale” in Italia. Come possiamo meravigliarci se questa nazione va a puttane quando si dà spazio a una nullità del genere.
    Sono certo che se entrasse in politica verrebbe pure eletto, votato da quelle tantissime oche che gli fanno il tifo ma che contemporaneamente gridano ai politici ladri e truffatori.
    Povera Italia, che dite?”

    Una donna: (pure salentina!)
    “Se andrebbe in politica lo voterebbero anzi lo voteremo visto che sono una donna “no un oca”non so se sarebbe all altezza della carica ma che cambierebbe fanno già schifo senza Corona ….MAGARI LUI PORTEREBBE UNA SFERZATA D ARIA …ora con questi politici siamo in apnea?!!!!che ne dici brutto anatroccolo?sarebbe il maschio dell oca no?????
    Corona è quello che ogni uomo vorrebbe essere ecco perché sono sempre gli uomini a criticarlo….per essere come Corona bisogna avere le ….e!!!! Peccato Non ce l avete …e CORONA HA ANCHE CERVELLO un essere che ha sputtanato tanta gente che ha falsificato eccc ha fatto quello che fanno tutti i giorni politici e magistrati corrotti…Nel SALENTO SI DICE:”ci vuole un pazzo per famiglia:”E CORONA È CORONA sia in carcere che in comunità che altrove. Sapete che l invidia è uno dei 7 peccati capitali? ”

    Ecco, questo soggetto femminile ha i tuoi stessi diritti, come tutti quelli che scrivono qui.
    Questa VOTA, e come lei ce ne sono MILIONI, al maschile e al femminile naturalmente.
    Questi “tubi digerenti” deambulanti (perchè altro non sono) decidono il destino di una nazione con queste idee in testa.
    È democratico? Apparentemente. In realtà queste bestie da soma servono al >>>

  • 36
    Golem -

    >>> sistema esattamente come le galline di un allevamento intensivo servono all’allevatore.
    Le galline, schiacciate nelle loro gabbie a migliaia e nutrite da opportuni mangimi fanno uova o ingrassano, se da carne, per “alimentare” i guadagni dell’allevatore.
    L’oca di prima, grazie all’ignoranza che il sistema si premura di mantenere sempre viva e vivace, riceve il suo mangime “quotidianamente”, attraverso quello che una volta veniva chiamato “tubo catodico”. Imbottita di questi “alimenti” produce quelle “uova” o la sua carne (e mai metafora è stata più adeguata), di cui il sistema nutre i propri capitali. Lasciando che questo “pollame” non conosca altri mondi se non quelle della “pollaio” nel quale vegeta.

    Se il comunismo non si faceva scrupoli di considerare il singolo un nulla a favore del “siamo tutti uguali” (salvo quelli “più uguali” degli altri), il capitalismo alimenta l’illusione del soggettivo, proiettandolo in una realtà massificata e condizionata dai mass media che ne indirizzano le scelte subdolamente. I risultati sono visibili.
    Quella tipa, è una di quelle che inneggia a Corona mentre grida ladri ai politici. Non importa se sono entrambi criminali e delinquenti. Ma uno è visto come il riscatto dei pezzenti contro il tiranno. L’altro il “tiranno” vessatore e arrogante da cui difendersi essendo più furbi e delinquenti di lui.
    Ti ricordi quando parlavo di NOI e IO? Ecco in queste due pronomi sta il guaio del’Italia di oggi.
    Come ci siamo arrivati? Semplice: perdendo la guerra e diventando la puttana europea degli Stati Uniti.
    Per diventarlo è stato ucciso Enrico Mattei che voleva svincolarsi dallo strapotere delle compagnie petrolifere americane e successivamente imponendo il consumismo finanziario Yankee, con la collocazione di burattini politici benedetti da Vaticano e Mafia. Da lì è stato un susseguirsi di “allevatori” che ci hanno “alimentato” con mangimi specifici. I pochi politici di valore venivano eletti Presidenti della Repubblica, così non disturbavano “l’allevatore” a causa del ruolo esclusivamente rappresentativo.
    Sto soffrendo. Maria Grazia, a volte è preferibile essere oche come la nostra amica. Un giorno le “tireranno il collo”, ma non saprà il perchè. Sarà una sorpresa, e mentre sta per trasformarsi in patè e salame d’oca, il suo ultimo pensiero correrà a Corona, che se “sarebbe” entrato in politica ce la faceva vedere lui come si fa a questi invidiosi che quanto è brutto il 7…peccato… capitale. Quaqqq!!
    Ciao va là

  • 37
    Andrea_The_Original -

    Ross. Da quello che so il cervello umano è influenzato da molteplici fattori, dai geni, agli ormoni, all’ambiente circostante. A riguardo delle decisioni che compie ogni essere umano, penso sia riduttivo pensare che sia già tutto scritto, ovviamente esistono teorie scientifiche contrastanti. Non sono sicuramente i commenti di un forum a stravolgere le vite altrui, anche se possono influenzare in qualche modo le menti meno strutturate.

    MG. Se spesso ti tocca fare chiarezza è perché i tuoi interventi sono solitamente contraddittori e tendono a delineare un quadro molto più benevolo verso le donne che non con gli uomini (anche se poi smentisci). Anche i “bravi ragazzi” possono far soffrire e possono rivelarsi delle fregature, nessuno lo nega ma è anche vero che spesso avete la tendenza ad essere istintivamente attratte dalla categoria piratesca della quale abbiamo parlato fino alla nausea.
    Ora sembri “riprogrammata”, ma credo che le tue scelte le farai ancora su base istintiva, coltivando qualche avventura con chi ti attrae fisicamente/mentalmente e quel che sarà sarà.
    Sul commento 31 nulla da ribadire, mi pare il tuo consueto passo indietro, privo di equilibrio e di autocritica.

    Golem. Spesso prendi ad esempio il caso Corona quale esempio lampante di idiozia italica e maschile. E’ proprio attraverso questi esempi che fai capire di sbagliarti (secondo il mio punto di vista almeno). “E’ un co......, punto.” Non credo sia così, non credo sia né stupido, né perennemente in malafede.
    Sicuramente dietro c’è anche del talento, perché in un mondo tanto competitivo è comunque, nel bene e nel male, riuscito ad emergere. So che non condividerai questo pensiero e sarebbe assurdo analizzare la vita di Corona, non credo che nessuno dei due abbia tempo e voglia di farlo, ma sono convinto che ci sia ben altro oltre alle semplicistiche etichette “co......” o “vero uomo”.

  • 38
    maria grazia -

    Golem
    una donna oca è immensamente più felice di una donna intelligente e sveglia. una donna oca non è mai osteggiata dalla massa, non è mai presa di mira e giudicata, non è mai ostacolata e combattuta. al massimo viene “teneramente compatita”, e – a differenza delle donne che pensano con la loro testa – troverà sempre prima o poi un pirla che se la mette in casa e se ne accolla le necessità. Una donna così sarà sempre tranquilla e beata nella sua ignoranza, e nella sua falsa convinzione di essere libera, e non si porrà mai il problema di dove caxxo sta andando l’ umanità. quindi, come dici tu, è perfettamente funzionale al nostro sistema ( studiato per far star bene pochi a discapito di molti ) ; ecco, questo è il sunto del tutto. Il nostro attuale sistema sociale produce perloppiù porci e oche, e chi sfugge all’ “allevamento” rifiutandosi di diventare carne da macello funzionale all’ ingranaggio, diventa, agli occhi di tutti, un animale PERICOLOSO, SELVAGGIO, DA TENERE ALLA LARGA. per questo al potere vediamo sempre e solo i Corona e i Berlusconi. ed è per questo che le donne che riscuotono più consensi presso il maschio medio sono le tipe alla Belen o alla Valeria Marini.
    c’è chi ancora oggi adotta il comunismo, chi – come noi – il più sfrenato capitalismo, che ha inquinato anche i rapporti umani. ma sempre e solo di una cosa sostanzialmente si tratta: CONTROLLO DELLE MASSE.

  • 39
    Andrea_The_Original -

    Mi auguro saprai andare oltre a facili quanto comodi fraintendimenti.

    “MEDIAMENTE, un inglese, una svedese o una olandese di pari livello culturale sono molto più aperte e meno “ipocrite” MEDIAMENTE di quanto non lo siano le latine.” Mi fa piacere aver letto queste righe e la restante parte del comm 32, non mi era parso che ai tempi fossi d’accordo con me, cosa che ora sembri essere su tutta la linea.. questa almeno.

  • 40
    maria grazia -

    Andrea_The_Original
    l’ ho ribadito più volte e lo ribadisco ancora: non mi interessa la tua opinione su di me, perchè so benissimo che è influenzata dai preconcetti e dal pregiudizio. Altrimenti tu, come altri, leggereste e interpretereste ATTENTAMENTE ciò che scrivo, invece di precipitarvi subito a criticare i miei interventi in maniera impropria. personalmente credo che a te diano fastidio le persone ( specie se donne ) che parlano fuori dai denti e dicono ciò che pensano, anche se questo sconvolge certi schemi. ma questo non è un problema mio. perciò non è il caso di rimarcare un’ incoerenza che non mi appartiene. se io dovessi sottolineare le NUMEROSISSIME contraddizioni che tu e chi ti sostiene avete palesato in questi ultimi mesi, non la finiremmo più. quindi continuare su questa linea ( il controbattere a chi mi prende di mira perchè non mi sopporta ) non mi interessa e non è lo scopo di un forum come questo. E non posso farci niente se tu e qualcun altro ormai vi siete convinti che io non sia adatta a storie serie con uomini attendibili. non devo convincere nè te nè altri che non è così, e non devo starmi a giustificare all’ infinito circa quello che vorrei o potrei fare in futuro. ti posso solo dire che ciò che fino a poco tempo fa mi poteva attrarre, oggi lo trovo semplicemente ridicolo. quindi è alquanto inopportuno mettere ulteriormente in dubbio la mia “riprogrammazione” tesa a uomini diversi da quelli con cui mi sono relazionata fino adesso. e non ho più alcun dubbio sul fatto che non potrei mai rapportarmi durevolmente con uomini molto maschilisti, come ad esempio quelli che con cui ho avuto a che fare ultimamente. Quindi, se dovessi di nuovo incappare in un soggetto di questo tipo, non starò più a perderci del tempo perchè è del tutto inutile, per me e per lui.
    sul perchè Corona sia arrivato a certi traguardi, credo di aver risposto con il mio commento 38 ( che lascia poco spazio a una sua ipotetica “capacità” concreta ).

  • 41
    rossana -

    Andrea_The_Original,
    vero che non c’è mai un’opinione totalmente condivisa e definitiva su temi vasti e complessi.

    Continuando a ritenere in media le donne non inferiori agli uomini nella capacità di scegliere un partner in amore, preciso che, secondo Martin Seligman (considerato il fondatore della psicologia positiva) e Michael Kahana (direttore del Computational Memory Lab dell’Università della Pennsylvania), un processo decisionale avviene su base intuitiva, delineato come segue:

    a) rapido;
    b) inconscio;
    c) utilizzato per scelte che coinvolgono molteplici dimensioni;
    d) basato su ampie riserve di esperienze precedenti;
    e) caratteristico di aspetti connotati da esperti;
    f) non facilmente descrivibile a posteriori;
    g) effettuato spesso con estrema sicurezza.

    Di conseguenza pare parecchio difficile separare quanto viene optato per criteri personali da quanto può essere influenzato dalla cultura del luogo, determinando per entrambi i sessi sia risultati positivi che negativi, legati più al fortunato incrocio favorevole di aspettative in comune che a serie carenze caratteriali di uno o di entrambi i soggetti in questione.

    Abbiamo tutti pregi e difetti, di certo persino i “Corona”. Se poi anche le donne nordiche, cresciute in una cultura diversa dalla nostra, sono ammaliate da qualche tratto personale magari solo un po’ diverso dalla “norma piatta”, una ragione, non necessariamente semplicistica e di massa, ci dovrà pur essere, senza per questo criminalizzare nessuno, tanto meno i maschi, che nella maggior parte dei casi non sono altro che loro stessi e non gli artefici degli orientamenti femminili.

    Spesso alcuni esprimono i loro temperamenti modo deciso, senza esistazioni di sorta, e può essere proprio questa una delle qualità più affascinanti per le donne, oltre all’influenza negativa dell’onda lunga del paternalismo patriarcale, che vuole la partner gregaria e malleabile.

    Opinione soggettiva di chi ama discernere il “buono” e il “cattivo”, secondo i suoi criteri di valutazione, sia nei “vincenti”, seri, posati e maturi, che nei “perdenti”, inaffidabili, scapestrati e lieti di essere fuori dai dettami della morale prevalente. per me, ogni essere umano è unico, non catalogabile in base a categorie.

  • 42
    Golem -

    Andrea, Corona divide l’Italia nei due partiti di cui ho descritto ieri le caratteristiche, chi lo vede come la proiezione di quello che vorrebbe essere secondo i parametri dei valori di una certa cultura, e chi come me ne riconosce i limiti del poveraccio che in preda a una camionata di complessi di inferiorità vuole apparire un vincente, non essendolo. Tutta la famiglia Corona proviene dall’ambito giornalistico. Suo zio, Puccio Corona, scomparso qualche anno fa, era un ottimo giornalista RAI, e il padre del nostro eroe dei pezzenti voleva questo futuro per il figlio, ma purtroppo da quel punto di vista il “talento” scarseggiava.
    Il suo vero talento è stato quello di avere queste entrature che lo hanno messo in contatto con il sottobosco dello star system italiano, dove ha concesso e si è concesso ad ogni richiesta sessuale, anche grazie all’avvenenza che aveva. Poi, senza essere in grado di fare una fotografia ha trovato il sistema del ricatto mafioso per estorcere denaro nei termini che sappiamo, non avendo altre capacitá per procurarselo. Tutto questo oltre alle continue pagliacciate necessarie al suo sconfinato narcisismo, che lo ha portato a dichiarare di essere il Tony Montana italiano, rifacendosi al film interpretato da Al Pacino, “Scarface”. Cosa puoi dire di uno così? Le donne che sbavano di fronte al “bad boy” sarebbero pronte a indicate ai figli questo soggetto come un modello a cui ispirarsi? E i maschi che lo invidiano? Tutta gente che vive nel mondo irreale dell’apparenza per quel provincialismo pezzente di cui parlavo ieri. E Corona per me, ma anche per la realtà di questa sottocultura dell’apparire tutta nostrana, è la perfetta sintesi di questa Italia stracciona che ostenta ció che non è. Come faceva lui, quando dalla spider lanciava mazzi di banconote agli adoranti fans. Banconote fasulle, come lui e quello che lui rappresenta: il nulla travestito da tutto.
    Bene, mi fa piacere che ti ritrovi nel il mio post 32. Bye

    Ciao MG, il vecchio detto “beato te che non capisci un c....”, non è uno sfottó arrogante. Te lo giuro su mia madre, io l’ho sperato tante volte, e non lo dico per voler sottolineare una mia presuntuosa intelligenza, non capire un c.... è proprio una condizione che favorisce il “Nirvana”. Gli spiriti semplici accederanno al Paradiso. Ma dal momento che questo luogo per me si può trovare solo sulla Terra, non c’è scampo per entrarci
    Lo diceva il grande “Freak” Antoni: non c’è gusto a essere intelligenti in Italia.
    Ciao tosa

  • 43
    Golem -

    “…per me, ogni essere umano è unico, non catalogabile in base a categorie.”

    Per i pubblicitari e i politici no. E continuano a dimostrarlo.

    Tuttavia

    “Il successo e la felicità non sono cose che semplicemente “capitano” ad alcuni e ad altri no: si tratta invece di risultati prevedibili generati da un modo di pensare e di agire consapevole.”
    Paul McKenna.

    Ma se questo non succede, non potrebbe essere perchè:

    “I falliti si dividono in due categorie: coloro che hanno agito senza pensare e coloro che hanno pensato senza agire”
    John Charles Salak”

    Inutile dire che è come l’avessi scritto io.

    Poi, a proposito dell’unicità di ogni essere umano e delle opinioni soggettive.

    “… sia nei “vincenti”, seri, posati e maturi, che nei “perdenti”, inaffidabili, scapestrati e lieti di essere fuori dai dettami della morale.

    Quindi ora sappiamo da queste categorie tassonomiche, che un vincente è un musone posato e noioso, mentre un perdente è un simpaticone, allegro e scapestrato che è felice di essere perdente.
    Se ne dedurrebbe che un vincente allegro, caciarone e simpatico e controcorrente, è introvabile almeno quanto un perdente noioso, rosicone e introverso.

    Lo voglio conoscere un perdente così scapestrato, raggiante e felice del suo fallimento.

    “Beati monoculi in terra coecorum”

  • 44
    maria grazia -

    “Il successo e la felicità non sono cose che semplicemente “capitano” ad alcuni e ad altri no: si tratta invece di risultati prevedibili generati da un modo di pensare e di agire consapevole.”

    questa è la ragione per cui l’ individuo deve cercare quanto più possibile di allontanarsi dall’ ostinazione e dalla cecità degli istinti ( specie nei rapporti amorosi ) per giungere ad un’ illuminata consapevolezza. riuscire a governare i propri istinti e a “dirigerli” verso scopi e persone per noi positivi, significa essere uomini e donne PADRONI DELLA PROPRIA VITA.

    “Quindi ora sappiamo da queste categorie tassonomiche, che un vincente è un musone posato e noioso, mentre un perdente è un simpaticone, allegro e scapestrato che è felice di essere perdente.”

    nella mia vita non ho mai incontrato un perdente allegro, spensierato e felice di essere perdente. mentre non faccio che constatare che coloro che hanno ottenuto ciò che volevano ( attraverso la disponibilità ad apprendere, l’ apertura verso gli altri, il coraggio, l’ esperienza cosciente e il rifiuto di passioni deleterie ) sono persone serene, appagate e in pace con il mondo.

  • 45
    rossana -

    Oprah Winfrey, inserita tra il 2004 e il 2011 per dieci volte tra le personalità più influenti dell’anno dal Time, invitata a chiudere un anno accademico a Harvard, ha affermato che: “il fallimento non esiste, è solo un modo in cui la vita ci invita a muoverci in un’altra direzione.”

    ammesso che si desideri farlo, inseguendo il potere del denaro o del successo, cosa d’interesse per lei, cresciuta nella più totale indigenza e ora considerata la donna di colore più ricca del mondo (patrimonio netto 3 milardi di dollari USA), ma che non è detto che lo sia in egual misura per tutti, a qualsiasi costo.

    le persone più serene ed equilibrate che ho conosciuto non aspiravano né all’oro, né alla fama. utile il necessario, quasi per niente il superfluo!

    opinione sempre soggettiva, nel pieno rispetto di tutte le altre.

  • 46
    Golem -

    “Ogni volta che i fratelli Wright uscivano in volo, dovevano prendere cinque set di parti di ricambio, perché questo era il numero di volte che si sarebbero schiantati prima di tornare per cena. Eppure, dopo numerosi fallimenti, riuscirono a volare con successo.”

    Ecco, per me, appassionato di volo, questo è uno degli esempi migliori di cosa significhi il successo nella vita. Non denaro, gloria, riconoscimenti o ammirazione, questi sono sottoprodotti quasi inevitabili in certi casi, inevitabili ma superflui per il valore finale del percorso.
    I fratelli Wright facevano biciclette, ma volevano “volare”, tuttavia “sapevano” che NON erano nati con le ali e se le sono COSTRUITE.
    Riuscire nella vita significa perseguire un obiettivo che riguarda la nostra VERA essenza, quella che ci consentirà di dirci alla fine che sì, sono caduto cinque volte, e sapevo che poteva succedere, ma sono ripartito, incrollabile e sono riuscito a “volare”. Anche solo per pochi metri. L’ho fatto per CONOSCERE quel me stesso che avrei incontrato alla fine di quel “volo”, e non per ritrovare quello che CREDEVO di essere prima di quel volo. Il fallimento consiste nel non voler riconiscere che alla fine si arriva dove si “poteva” arrivare.
    Questa è la grande differenza tra un uomo e una donna di successo e chi non lo sarà mai. Scoprire ciò che si è realmente, non aspettarsi di RICEVERE quello che si presume ci sia dovuto, e vederlo come un’ingiustizia se non lo si è avuto.
    Il successo, come l’amore, si FA, non si sogna.

  • 47
    rossana -

    a mio avviso, non c’è bisogno né di sognare né di raggiungere chissà cosa o di trovare chissà chi per essere o diventare se stessi e assaporare il viaggio chiamato vita, che non può in nessun caso consistere soltanto in un tappeto di petali di rose ma che nemmeno può svolgersi unicamente in una valle di lacrime.

    c’è chi preferisce un giorno da leoni e chi cento da pecora; chi non è soddisfatto se non si erge sopra la massa e chi sta benissimo in un angolino tutto suo… ma niente è mai perfetto per sempre (Oprah ha tentato inutilmente per ben tre volte d’instaurare uno stabile rapporto di coppia e, dopo aver sperimentato con fatica una splendida forma fisica, non è riuscita neanche a evitare di tornare a percepirsi come una mucca, a causa del suo eccesso di peso).

    “Ognuno a modo suo”, secondo Pirandello, pensa, sceglie, vive, sogna, s’illude, ricorda, come meglio gli pare! ognuno valuta se stesso, i suoi sentimenti e il suo modo di vivere con la consapevolezza di cui è capace, misurandoli con il proprio metro, senza bisogno che siano altri a definirne i risultati, secondo linee guida che scorporano arbitrariamente i salvati dai sommersi.

    punto di vista soggettivo, nel pieno rispetto di qualsiasi altro.

  • 48
    Golem -

    “Ognuno a modo suo”, secondo Pirandello, pensa, sceglie, vive, sogna, s’illude, ricorda, come meglio gli pare.”
    Questo è ovvio, ma senza Pirandello, che non c’entra niente in questo caso, proprio per la banalitá della dichiarazione estrapolata così dal contesto letterario dal quale è tratta, e che non ci si può aspettare in quei termini apparenti da un premio Nobel. Infatti nella sua commedia “Ciascuno a suo modo”, vuol fare intendere proprio il contrario, la discrasia cioè tra quello che si pensa essere “il proprio modo” e i fattori esterni che invece ne hanno condizionano la decisione.

    Comunque, se lo intendiamo come lo si è voluto fare intendere, allora si discute per fare cosa. E perchè si interviene nei post altrui, dove si chiede invece un consiglio, se non gli si dà un’indicazione nella quale si crede? Tanto vale dirgli: “caro mio, fai come ti pare”.
    Approfondire quell’opera di Pirandello aiuterebbe a capire quanti “credono” di fare a modo loro.

    “Secondo il critico teatrale Eligio Possenti (1886-1966), la commedia mette in risalto la contraddizione interna di ogni essere umano tra le proprie azioni e le motivazioni «dell’altro che è dentro di noi e viene chissà di dove e determina ‘non si sa come’ i nostri atti».”
    (Wikipedia)

    Un altro fesso che la pensa “a modo suo”?

  • 49
    rossana -

    “… non vuoi, per tua somma prudenza, allontanarti dalla parola di Salomone, il quale rivolse a noi tutti questo ammonimento: “Consigliati in ogni cosa, e non te ne pentirai.” Ma, caro mio fratello e signor mio, anche se questa è la parola di Salomone, io ritengo (e Dio conceda pace all’anima mia!) che la miglior cosa sia consigliarti con TE STESSO.” (Da “I racconti di Canterbury” di G. Chaucer)

    in definitiva, chi ha buon senso e sufficiente conoscenza di sé, è poi quello che finisce, giustamente, di fare…

  • 50
    Golem -

    Allora mi inchino di fronte alla originale filosofia di G. Chaucer, sia pure ignorando il resto della “campana” del discorso nel quale la frase si inseriva. Molto simile, nel suo essere scontata, alla errata interpretazione della commedia Pirandelliana circa l’ovvietà della medesima.

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