Perché in amore ce l’ha sempre vinta chi ti ha presa in giro?
di
Elis27
Riferimento alla lettera:
Ma esiste una giustizia in amore? Anzi, esiste una giustizia in questo mondo? Io mi chiedo come sia possibile che ad andare avanti senza difficoltà nella vita, siano sempre i falsi, i maligni, gli egoisti...Ho chiuso una storia importante da due mesi, l'ho lasciato io perchè mi ha tradita due...
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Data di pubblicazione: 5 Giugno 2013
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Categorie: - Amore

Bimba sono sicuro che tu abbia ragione sul fatto che l’allontanamento da parte della compagna avvenga in modo graduale e solo quando si sente pronta lascia il partner (quindi tutelando innanzitutto il proprio benessere).
“Anche fra donne stesse, io stessa ho avuto difficoltà a trovare vere amiche, la competizione femminile guida molte donne, che mai riuscirebbero a essere vere amiche tra loro”.
Questo punto è interessante, perché è e,emerso da tantissime donne. Anche in questo caso probabilmente scatta qualche meccanismo istintivo, che fa si che le donne si sentano spesso “prime donne”, appunto.
“La necessità, se mai l’ho avuta, non era quella di trovare UNA donna con la quale eccetera eccetera, ma LA donna”.
D’accordissimo. Forse è questo il punto cardine. Anche se bimba dissente, anche io ho sempre avuto questa impressione,cioè che una donna focalizzi davanti a sé un progetto e cerchi di mettere insieme tutti gli elementi che più la aggradano per portarlo a compimento.
Io invece, mi identifico perfettamente nella descrizione fatta da Samuel. Per me, come per molti uomini, esiste “la mia donna” e la felicità di realizzare con lei un percorso non precostituito, ma spontaneo. L’importante è compierlo con lei.
Tuttavi Samuel, non credo nemmeno che sia tutto così lineare, anche in questo caso probabilmente ci sfugge qualcosa. Se una donna perseguisse istintivamente solo un progetto personale, non si spiegherebbe perché così frequentemente, come abbiamo visto, vada a sfasciare una famiglia, per cause più o meno ignote, inseguendo chissà cosa, o unicamente le emozioni, come dice bimba.
Talvolta una donna abbandona un progetto realizzato o in fase di realizzazione, abbracciando qualcosa di incerto. Non è infrequente che passi da un compagno di un certo livello, ad uno “inferiore” (passatemi il termine). Quello che voglio dire, è che se fosse tutto così schematico nel cervello femminile, loro vivrebbero in uno stato di miglioramento continuo. Abbandonerebbero un progetto unicamente con la prospettiva di passare ad uno migliore e non è sempre così.
A più di un’amica ho sentito dire parole del tipo: “tizia ha lasciato caio per mettersi con quell’affare li, è impazzita!”
“Purtroppo, tu sei l’ennesima dimostrazione di come i luoghi comuni, che vedono la donna straziarsi d’amore come una Anna Karenina e il maschio come una specie di brutale Hulk sensibile solo a al sesso..”
Anche su questo ti do ragione. Forse perché sono proprio le donne per eccellenza a dire di volere una cosa e farne un’altra. A dire di apprezzare determinati comportamenti e poi snobbare un tipo normale per mettersi con il tamarro. Mi ricordo soprattutto durante l’adolescenza, che avevo questo elevato concetto della donna. Non voglio dire una donna angelicata stile stilnovo, ma qualcosa che dovevi meritarti. E sorpresa delle sorprese erano invece i più immeritevoli, dal mio punto di vista, a fare strage di cuori…
..”temo che “sull’AMORE” ci siamo fatti delle illusioni, caro Andrea”.
Caro Samuel, sai che ti dico? Che ci saremo anche fatti delle illusioni in amore, ma preferisco di gran lunga essere in questo modo, piuttosto che vivere perseguendo esclusivamente progetti in modo asettico, buttando via chi non mi serve più come una vecchia scatola.
Preferisco vivere da illuso, piuttosto che unicamente come un animale :- )
Sono giunto anche ad una mia particolare teoria sul patriarcato. Se ne è parlato spesso come qualcosa di negativo e maschilista, ma ad un certo punto mi sono anche detto che se era nato, un motivo ci sarà anche stato e che se il risultato era una famiglia che durasse negli anni, possibilmente tutta una vita, forse non era nemmeno tutto da buttare.
Mi sono detto: il rapporto tra i sessi è regolato dal sesso, chi detiene il controllo del sesso detiene il potere. Sappiamo quindi che sono le donne ad avere in mano questo potere.
Il patriarcato contrastava tale potere, conferendo almeno in apparenza, delle limitazioni alla libertà femminile. Questo faceva si che lo “scontro” tra i sessi fosse controbilanciato. Poi è stato detto che non era giusta questa “supremazia” maschile e che le donne dovevano avere pari libertà e diritti. Perfetto.
L’unico neo, non di poco conto, è che questa parificazione ha completamente sbilanciato i rapporti, perché se è vero che una donna ha pari libertà e diritti di un uomo, non è altrettanto vero che l’uomo detiene il potere sessuale allo stesso modo di una donna.
Da qui nasce la profonda insoddisfazione femminile di vivere in un eterno luna park, la profonda insicurezza maschile causata dalla perdita della propria identità. L’ha detto anche bimba, donne su donne che vivono in perenne ricerca del principe azzurro e delle emozioni, autorizzate a prendere e disfare a piacimento, con il risultato di soffrire e far soffrire inseguendo chimere e alla fine coppie su coppie scoppiano nel giro di pochi anni. Che ne pensate?
“Una passione si alimenta di quello che non sai di un’altra persona, molto più che di quello che sai. Se non la conosci e hai qualche buon elemento di partenza ti puoi immaginare qualsiasi cosa. Sovrapponi le tue fantasie alle zone d’ombra, e se ci sono tante zone d’ombra hai ancora più spazio, puoi farci stare dei sogni interi.”
Andrea De Carlo, Tecniche di seduzione, 1991
Cari EU, Bimba e Andrea, voglio iniziare questa replica alle vostre lettere per sottolineare come, tutti noi, nelle relazioni sentimentali, tendiamo a voler vedere quello che più ci piace dell’altro, e tanto meno lo si conosce, tanto più la fantasia ci ricama intorno per “ricreare” quell’immagine che più o meno consciamente abbiamo del partner dei nostri sogni.
Da questo incipit nascono quasi tutti i problemi realazionali di una coppia, che si cerca di risolvere con i mezzi che il carattere personale ci concede: dalla sottomissione “dipendente” di mia moglie, o EU, alla “cancellazione” effettuata dell’ex fidanzata di Andrea sino alla empatica e accorata attenzione di Bimba. Tuttavia, se riflettiamo bene, l’immagine che abbiamo del nostro/a amato/a è sempre il frutto di un giudizio soggettivo e quasi mai OGGETTIVO. Non dimentico il fatto che mia moglie mi raccontava di quante volte le sue amiche le consigliavano di mandare al diavolo quell’imbecille, tanto era palese ai più l’inconsistenza del personaggio. Ma l’immagine che lei aveva di lui, riprendendo la bella frase di DeCarlo, nasceva SOLO dalla fantasia di lei, che “riempiva” in maniera consolatoria quelle (tante) “zone d’ombra” che il soggetto in argomento aveva. La stessa cosa che certamente EU faceva col suo tipo, che forse romanticamente Andrea pensava nei confronti della sua ragazza di allora, e che, diciamolo, tutti fanno per “giustificare” un’attrazione, spesso inspiegabile (perchè istintiva, voglio ripeterlo)attraverso una motivazione “razionale”, quindi anche accettabile dalla cultura con cui si è cresciuti e nella quale si è immersi. Spero di essere stato chiaro.
A proposito delle scelte amorose di “genere”, di cui abbiamo accennato nei post precedenti, dalle quali sembrano emergere criteri paradossalmente opposti a quelle che la vulgata generalmente immagina: femmine romantiche e maschi con una “sola cosa in testa”, l’obiezione che credo Bimba faceva a proposito di certe scelte femminili apparentemente incongrue, rispetto alla “onesta convenienza” che la donna opera nella selezione del partner, non invalida la tesi che ho portato, e spiego perchè.
Certe scelte che oggettivamente appaiono “controcorrente” non lo sono affatto per chi le effettua, per lo stesso motivo per cui una visione esterna e soggettiva su un episodio è vista con parametri diversi da diversi soggetti.
Quella donna che sceglie lo “scartellato” lascianodo un soggetto, diciamo, normale, vede nello scartellato una maggiore potenzialità, secondo certi suoi parametri di giudizio nei quali, lo ripeterò sin chè campo, l’ISTINTO ne è il mandante>>>
lo sai Andrea, sulla competizione femminile tempo fa avevo letto qualcosa che la spiegava “ancestralmente”… ovvero le donne della notte dei tempi lottavano fra loro per assicurarsi “il maschio migliore” il più sano, il più forte, il più in grado di dare una discendenza altrettanto forte e anche capace di proteggerle.. dunque a tutto pare ci sia una spiegazione biologica.. eheheh.. 🙂
Samuel, la tua osservazione sull’attrazione per istinto e su quella invece razionale mi ha fatto pensare alla mia ultima storia.. ovvero fra me e lui c’era, c’è, c’è sempre stata questa attrazione istintiva (e non parlo tanto di me, quanto di lui.. sembrava io fossi una calamita non riusciva a starmi lontano..) c’era anche una certa affinità intellettuale, direi buona… c’era molto affetto, sostegno, sentimenti genuini e sinceri… eppure com’è andata a finire? ha preferito un’altra donna, con la quale ha una affinità intellettuale al 100 per cento (credo come quella che hai tu con tua moglie).. con lei non c’è “l’effetto calamita”, anzi sembra a volte intimidito a starle accanto, non è molto espansivo con lei.. tanto che io i primi tempi non mi capacitavo.. mi rivedevo con lui, sembravamo la coppia dei famosi film… occhi negli occhi, tanto affetto e tenerezza, tanta confidenza e tanta passione.. mi sono dovuta arrendere all’evidenza che invece dice a chiare lettere: la donna della vita è quella con cui c’è un’alta, altissima possibilmente, attrazione mentale (come dici tu) non tanto quella che ti fa “sangue”…E probabilmente la stessa cosa vale al contrario, infatti per tua moglie sei tu l’uomo della vita, non l’ex che le faceva “sangue”.. come x Andrea dove a lei non è bastato l’amore romantico.
Andrea, sulla faccenda del patriarcato non saprei, non conosco a sufficienza l’argomento. a istinto mi sembra un po’ azzardato dire che era meglio quando la donna era sottomessa, così, non avendo libertà, non andava in giro a fare “danni”.. lo stesso rdf che tira in ballo il patriarcato dice che “l’emancipazione femminile è giusta, ci mancherebbe (parole sue) e che il patriarcato in realtà è la culla di questo amore romantico che tanto fa danni quando lo si vuole inseguire perché allontana dalla realtà..” non sono sicura di essere d’accordo con questo suo ultimo punto, perché un tempo, nel patriarcato appunto, i matrimoni erano di interesse, dunque ben poco c’entra l’amore romantico, semmai questo è stato una reazione (direi giusta) all’imposizione di sposare una donna o uomo che non amavi. io penso che il problema di oggi risieda in altro, e non vedo la soluzione nel tornare a 100 anni fa.
sostanzialmente la penso come Kid, che ha commentato la mia lettera http://www.letterealdirettore.it/donne-come-si-fa/ dove parla appunto di parità che è stata intesa male e ciò ha portato la donna a perdere le sue belle qualità di donna e invece diventare sempre più come gli uomini..ti ho fatto una sintesi ma Kid, nei suoi commenti, secondo me spiega molto bene questo concetto..
>>> principale. Silente e invisibile, come un boss mafioso moderno che, nascosto in un rifugio insospettabile, invia i suoi “picciotti” in giacca e cravatta a mettere in pratica un progetto che se anche infrange la “legge” deve uscirne con i crismi della legalità. Capita la metafora?
Cerco di essere più chiaro, riprendendo l’esempio della mia “povera moglie”, una ragazza educata con criteri tradizionali, sessuofobici e rispettosi del bon ton, che viene attratta da un tipo agli antipodi di quelle che potevano essere le sue aspettative, e per questo “tenta” di far quadrare il cerchio. Non può negare l’attrazione ma non può negare neppure il fatto che lui è uno sfaticato, bugiardo, inaffidabile e drogato. Pensiamo cosa sarebbe stato presentarlo alla madre! Ecco che la sua fantasia, ci “inserisce” tutte quelle qualità che di solito sembrano appartenere ai personaggi tormentati, e che come tali (chissà perchè) fanno immaginare di essere interessanti: è un artista incompreso, fragile e insicuro ma io lo “rassicurerò”; è talentuoso e non può piegarsi alla routine di un lavoro qualunque; è stato “sfortunato”, ma il mio amore lo ripagherà; ha sofferto da piccolo e non ha imparato cos’è l’amore, ma lo capirà con me. E via di questo passo. Tutto questo “serve” a sentirsi importanti, necessarie a qualcuno, sensazione che forse un precedente partner non dava, e che in molte donne è necessaria alla loro “femminilità”, consentendo che quella donna scelga un compagno in maniera “apparentemente” non conveniente, ma in realtà utile al proprio ego per (credere di) svolgere un ruolo da protagonista. Un esempio clamoroso? Quelle donne che si innamorano di efferati assassini dichiarando di aver trovato finalmente l’uomo della propria vita. E’ talmente forte il bisogno di accudimento in queste donne che superano(convinte) anche la logica più elementare del buon senso, restando a volte vittime dei loro amati…assassini. Ergo: i loro immaginari principi azzurri, quasi sempre ignorano tutta questa sensibile attenzione nei loro confronti, e ne approfittano come bambini viziati, con le conseguenze che sappiamo.
Quando Andrea mi parla che da ragazzo vedeva quanto certi sfigati fossero così attraenti agli occhi femminili, racconta quello che ho vissuto anch’io dove, da giovane normale, piuttosto attraente e con un fisico atletico, ma non portato a millantare ne a raccontare “favole”, venivo surclassato da certi vuoti personaggi, ma capaci di vendere bene il “fumo” che faceva “volare” la fantasia femminile.
Capito questo, il fatto che una donna si senta “sempre” bruttina, che è in competizione con le altre, e che un’opportuna dose di corteggiamento le risolleva l’autostima, anche uno “sgorbio” più storto di Tolouse Lautrec ma molto meno intelligente e affascinamte di lui, può fare una strage di cuori, se poi è carino, un olocausto.
Insomma le nostre donne hanno bisogno di sogni più che di realtà, e anche quando pensano di fare il loro sano interesse in amore, è sempre sogno.
Bimba, tra me e mia moglie c’è un’affinità intellettuale che ha del prodigioso, tanto che ancora oggi ci sorprendiamo di pensare le stesse cose nello stesso momento, utilizzando persino gli stessi termini per esprimere il concetto. Ma questo è dovuto, oltre che ad un comune “software” di base, che col tempo si è riconosciuto con quello dell’altro, soprattutto ai 25 anni di vita in comune, durante i quali si sono apprese tendenze ed abitudini dell’altro. E’ per questo che molte coppie finiscono per assomigliarsi, e non solo come modo di pensare.
Ma questa, lo ripeto, è stata una fortunata coincidenza che non sempre capita, anche nelle coppie più affiatate e sincere. Siamo i migliori amici l’uno dell’altra, ma questo non ha significato il miglior amante l’uno dell’altra, forse lo siamo diventati dopo un periodo recente fatto di “lacrime e sangue”, a dimostrazione che il famoso “istinto mafioso” di cui accennavo in precedenza, non contempla le affinità elettive come necessarie alla “riproduzione” e di conseguenza a giustificare le fesserie che si fanno per avere un idiota qualunque che però la natura ti indica come il maschio della tua vita. Sono due mondi separati, l’ho già detto, lo confermo e lo ripeterò sino allo sfinimento, anche se più di qualcuna mi dirà che sbaglio.
Non c’è dubbio che una relazione intellettualmente viva ha più speranze di durare rispetto a quella istintiva, che sia più piacevole, anche se meno adrenalinica e che in fondo dà senso ad una vita di coppia, visto che il sesso è destinato ad affievolirsi per tutti. Ma è un fatto che le storie d’amore più “richieste” sono quelle legate all’istinto, e non all’affinità intellettuale. Se fai un libro o un film su quest’ultima condizione saranno l’autore, il regista e i famigliari di questi a comprare il libro o ad andare al cinema. Se invece fai un romanzo, “come 50 sfumature di grigio, rosso e nero”, (li avete sentiti nominare l’estate scorsa, vero?) saranno 100 milioni di donne ad acquistarlo. E di cosa parla? Di un lui caratteriale, ma ricco, con tendenza al sadismo, ed una lei che lo ama disperatamente, benchè sottoposta alle vessazioni del problematico personaggio. 100 milioni di copie vendute!! E’ un caso sociologico su cui riflettere, altro che affinità elettive: è l’istinto allo stato puro, e mi sorprende che sia passato sottotono dato quello che significa come “singolare” fenomeno della psiche femminile, in un momento nel quale la tanto decantata liberazione delle donne, le pari opportunità, i maltrattamenti, i femminicidi e lo stalking di cui si sente parlare quotidianamente, farebbero pensare finalmente a quelli che dovrebbero essere i veri “desideri” femminili da perseguire, relativamente alle relazioni con gli uomini. Il succeso di quei romanzi fa capire cosa invece passi nella testa di milioni di donne, ancora una volta alla faccia delle affinità elettive.
Bimba, non sò quanto sia durata quella attrazione magnetica (termine a me noto, nei confronti di altri) ma >>>
>>> l’stinto è ondivago, e come ho detto nei post precedenti, se si intravede qualcuno più idoneo, si cambia.
E’ chiaro che per lui non eri la donna della vita, e quella che ora frequenta neppure, secondo me, se ne è imbarazzato nel rapportarcisi, come dici tu. Deve essere un debole che ama le donne dominatrici, forse come retaggio del rapporto con la madre, chissà. Non pensarci più, non credo ne valga la pena.
Quanto alla domanda di Andrea sul patriarcato. Caro Andrea, temo che oggi come oggi la tua sarebbe una battaglia di retroguardia. Il patriarcato è finito per sempre e forse è un bene che sia scomparso, perchè di errori ed ingiustizie ne ha prodotte in quantità.
Il patriarcato aveva una ragion d’essere quando il potere e la forza economica maschile avevano ragione su tutte le altre contingenze, seppure importanti, e la sopravvivenza “fisica” della famiglia era una responsabilità del padre di questa, che per questi obblighi, in molti deprecabili casi, si arrogava diritti di vita e di morte sui suoi “sottoposti”.
La donna, sino 40/50 anni fa, in Italia ma no solo, dipendeva dalle condizioni economiche del marito, dal quale dipendeva anche la sua sopravvivenza come persona. Il marito era il “padr-one” della sua vita e quindi il “patri-arca”.
Senza voler fare lo psicologo sociale da strapazzo, se 50 anni fa i femminicidi erano legati soprattutto all’adulterio di lei, oggi sono collegati alla voglia di libertà di lei, all’autonomia, anche economica, di lei, alla capacità di autodeterminare la propria vita, di lei. Tutte cose che fanno perdere “potere” a quel lui abituato a sentirsi padrone attraverso questi condizionamenti sociali OBBLIGATI, con reazioni troppe volte insensate, da marito/padre padrone, appunto.
La storia non si può fermare e oggi va in quella direzione libertaria e paritaria o almeno “dovrebbe” andare, cosa difficile da credere quando leggiamo di certi successi editoriali, o di donne come le nostre che si buttano via per anni dietro dei “quaquaraquà”. Se però venisse finalmente imboccata quella strada, di cui tante di loro parlano, sarebbe una direzione che io troverei molto stimolante come uomo che si ritiene evoluto.
Peccato che poi, molte delle nostre adorate compagne che sventolano quei sacrosanti diritti, sognano però un maschio problematico come quello dei famosi romanzi appena citati o ne hanno avuto uno simile, anche se non esplicitamente, nè fisicamente violento, vivendo relazioni che le vedono esprimersi da “gregarie” in una direzione completamente diversa a quella gridata o richiesta a parole, mentre mantengono in “vita” certi omuncoli senza attributi, che però sanno far leva sulle loro femminili “debolezze” sentimentali e caratteriali per raggiungere l’obbiettivo di dominarle.
Che vuoi che ti dica, è il meraviglioso e caleidoscopico animo femminile, che non finisce mai di sorprendere noi uomini e persino le stesse donne, un animo che forse non capiremo mai, e probabilmente è meglio così.
Una saluto a tutti.
Samuel
con questa frase hai centrato il punto:
“Insomma le nostre donne hanno bisogno di sogni più che di realtà, e anche quando pensano di fare il loro sano interesse in amore, è sempre sogno.”
🙂
forse quelle di oggi molto più di quelle di ieri che avevano da pensare principalmente alla sopravvivenza…
Andrea
infatti è così: “Quello che voglio dire, è che se fosse tutto così schematico nel cervello femminile, loro vivrebbero in uno stato di miglioramento continuo. Abbandonerebbero un progetto unicamente con la prospettiva di passare ad uno migliore e non è sempre così.”
le donne non hanno affatto un cervello schematico, ma anzi tendono all’ irrazionalità. da cui i sogni di cui parla Samuel…
Difatti anche se io sono forse più razionale della “donna media”, adoro come le altre le cose che mi fanno sognare: film, romanzi ecc… solo che avendo fatto un mio percorso di maturazione non confondo più queste cose con la realtà.. 🙂 ma quanto mi fanno bene per andare avanti e continuare a sperare (sognare) che nella vita esistono anche le cose belle.. 🙂
Il patriarcato me l’avete proprio bocciato eh! 🙂
Anche perché forse l’avete interpretato nell’eccezione negativa del termine:, proibizioni, vessazioni, sottomissione.. In realtà ho sotto gli occhi esempi duraturi e felici incentrati proprio sul patriarcato.
Alcuni miei zii sposati da tanti anni e poi ricordo bene i genitori della mia ex, forse la coppia più in sintonia che abbia mai visto. Lui il capo famiglia ufficiale, lei quella ufficiosa, ma con ruoli ben netti e determinati. Ovviamente tutte coppie durature e da quello che ho potuto vedere, affiatate. In fondo spesso citiamo l’istinto naturale, ma in natura, gli animali, hanno ciascuno il proprio compito. Mai visto una leonessa fare il leone e viceversa..
In realtà probabilmente avete ragione voi, perché il patriarcato funzionava se messo nelle mani dell’uomo giusto che aveva buon senso mentre si rivelava disastroso nelle mani sbagliate. Questo discorso si può applicare anche alle coppie moderne, ora è lei ad essere matriarca e sta a lei agire con buon senso.
Eppure sono convinto, che andremo sempre più incontro a coppie più o meno nel caos della separazione e generazioni che si abitueranno a vivere in famiglie allargate.
La coppia che si forma, cresce e resta insieme diventerà qualcosa di molto raro (la strada intrapresa è quella).
D’altronde basta vedere già ora come funzionano le cose: 30 enni libere ma insoddisfatti ed eterna adolescenza. Senza contare che una 30/35enne odierna si avvicina alla creazione di una famiglia con alle spalle fidanzati importanti, avventure, frequentazioni a solo scopo sessuale (che piacciono tanto a noi maschietti). Quindi si appresta a costruire una famiglia con un cuore già molto più indurito,cinico ed indipendente.
Quello che voglio dire per ironia della sorte è che probabilmente, in una storia come quella vissuta da bimba 50 anni fa, la bimba di allora non avrebbe potuto così facilmente biasimare il compagno per “futili” motivi e sarebbe maturata con lui imparando ad apprezzarlo, mentre ora, come fa notare bimba stessa, al primo calo di “emozioni” la donna non sente nessun peso sociale nel mollare il fidanzato e a ripartire da zero. Quindi di nuovo emozioni/crisi/emozioni.., in una sorta di parabola che nasce e muore all’infinito. Unico problema è che nel mentre la vita trascorrere e la biologia umana resta quella di 50 anni fa.
L’emozioni inoltre, vivendole e rivivendole, via via non hanno più la stessa intensità e non è più così facile rinunciare agli spazi che ci si è ricavati. Il risultato man mano che si cresce vivendo in questo modo “libero” è trovare qualcuno da amare e che ci ami e non qualcuno di cui semplicemente innamorarsi.
Infatti guardate che caso, alla fine la difficoltà più grande è poter dar vita ad una storia importante. Magari caia si lamenta di non riuscire a trovare un tizio “serio”, quando probabilmente fino a qualche anno prima l’aveva tra le mani e l’ha snobbato..
..In sostanza prima si provava un peso fatto di doveri, imposto dal coniuge e dalle famiglie a cui dovevi adempiere.
Certo se si era fortunati si formava una famiglia serena, altrimenti erano dolori.
“Caro Andrea, temo che oggi come oggi la tua sarebbe una battaglia di retroguardia”
No per carità, da parte mia nessuna battaglia. Mi piace esprimere il mio punto di vista e formare con il dibattito un mio personale pensiero.
Per quanto mi riguarda, per fare un parellelo un po’ forzato con la scuola è come dire che prima c’erano i maestri troppo severi e dispotici, ora studenti molto meno educati al rispetto, e docenti privati di qualunque potere pena la messa al bando da parte della scuola stessa e delle famiglie. Almeno,questo è quanto mi riferiscono amici insegnanti.
“le donne non hanno affatto un cervello schematico, ma anzi tendono all’ irrazionalità. da cui i sogni di cui parla Samuel…”
Secondo me è un po’ un sognare con i piedi per terra, come fa notare Samuel. Forse davvero i veri sognatori siamo noi uomini, senz’altro più logici ma anche capaci di perderci dietro ad una logica utopistica, fatta infondo di illusioni.
P.S.= bimba ti ho scritto una mail, ti è arrivata? Solo per conferma..
veramente no, Andrea, e non capisco il perché.. da quell’indirizzo ho provato sia a ricevere che ad inviare, e mi ha funzionato… se non arriva proverò a darti un altro indirizzo…
Andrea, io continuo a restare un po’ perplessa quando si parla di un’epoca maggiormente “cicala” intesa come: single/no doveri/sacrifici/responsabilita’. Mi spiego: ci sono le cicale, uomini e donne, e anche la fuga dalle responsabilita’ a piu’ ampio spettro. C’e’ sicuramente anche chi spende 1000 euro per cose piu’ futili ecc. Pero’ onestamente credo viviamo in un’epoca in cui moltissime persone lottano ogni giorno con il precariato (e non da oggi), non hanno il modo di lasciare la casa dei genitori pur volendo o se lo fanno hanno ben poco da cicalare, in cui le persone magari non hanno figli ma si occupano di genitori anziani o altre problematiche. Quindi di per se’ anche il single o la single pur anche non si leghi non per forza e’ smidollato o cazzeggiona ad ampio senso/raggio. Al contempo a 35 anni molte persone, uomini e donne, non sono single di ritorno perche’ non si siano impegnati in un rapporto sul serio ma perche’ il pacco lo hanno ricevuto dal partner e uomo o donna. Andrea, sarebbe bello se il problema fosse nella non concretezza ecc femminile soltanto perche’ in giro non ci sarebbero un bel po’ di donne che si son presi pacconi micidiali da colui che era un compagno e un marito con cui credevano di vivere non secondo Beautiful ma una realta’ quotidiana fatta di tutto cio’ che compone la realta’. Anche i normali sacrifici come i problemi purtroppo possibili e di maggiore impatto, come problemi di salute propri o del partner o di famigliari o la perdita del lavoro ecc. Che poi per tutto cio’ non c’e neppure una precisa eta’ e personalmente a parte il fatto che la convivenza o il matrimonio portano ad avere una serie di responsabilita’ materiali e contingenti in piu’ nel quotidiano ci sono cose nella vita che se ne fregano, per succedere, che tu sia single, piu’ adulto d’eta’ o meno
e quindi il fatto di non stare in coppia di per se’ non significa ne’ avere ne’ costruirsi una “bolla” per non affrontare problemi o non dover crescere. Come, ovviamente, avere un/una partner, comprare casa e neanche concepire, allevare figli di per se’ vuol dire “essere maturi”. Magari fosse cosi. L’indipendenza a me non sembra un guaio. Quella economica dovrebbe essere un diritto possibile per tutti/e, cosa che oggi non e’. L`indipendenza non e` «che me ne frega faccio quello che mi pare e ti c*go in testa perche’ di te non me ne frega nulla», e’ tutta un’altra cosa. Da un certo punto di vista e’ sicuramente vero che dopo delle batoste gli ultratrentenni o piu’ sono piu’ disincantati… al contempo spesso lo sembrano molto di piu’ gli under 30 o i 20enni. Molti over 30, passata una batosta (uomini e donne) sono molto piu’ sereni/e dei loro “fratelli e sorelle minori”. Stanno bene anche da soli e sono piu’ indipendenti, e’ vero, ma non in senso “deteriore”. Raggiunto un proprio equilibrio e rielaborate delle cose del passato non mi sorprende affatto che si godano la vita piu’ di prima e anche se hanno dei problemi. e per godersi la vita non intendo necessariamente sco.... a dx e sx o ubriacarsi tutte le sere. Ma tra chi dice “mai piu'” e tra chi compulsivamente cerca compagnia io conosco parecchia gente, uomini e donne, che nonostante si sia trovata di fronte inattese difficolta’ e anche serie quando in teoria non c’era spazio per un terremoto, da quei terremoti ha imparato a vivere “meglio” e non “peggio’ di prima. e non mi stupisce che relazioni formatesi piu’ avanti siano “migliori” e non “peggiori”. Poi le cantonate possono sempre capitare o si puo’ pure andarsele a cercare, chi nasce tondo non muore quadrato a meno che un suo percorso non gli/le porti nuove riflessioni ecc. ma non vedo un solo modo di stare in coppia, uomini/donne, o di essere single, uomini/donne. Non l’ho visto stando in mezzo alla gente, miei coetanei e non. Questa ovviamente e’ la mia esperienza e il mio punto di vista. Anche dopo aver attraversato dei miei stati d’animo nei quali mi risaltavano agli occhi delle cose piuttosto di altre in fasi di introversione ma anche parlandone con chi era nella fase mia o simile o tutt’altro, pur avendone passate di brutte. E devo dire che ringrazio entrambe le cose. Poi ognuno sa per se’ e i suoi .percorsi.
Ciao a tutti. No Andrea, non è una bocciatura ma solo la constatazione che quella condizione di cui parli, ancorchè auspicabile quando il “pater familia” è una persona per bene, oggi è anacronistica culturalmente. Io, come tanti, provengo dalle famiglie d’origine dei miei genitori entrambe patriarcali. Ma, mentre quella della mamma aveva un patriarca delizioso, democratico, amorevole e coscienzioso, quella di mio padre era esattamente il contrario. Un capo famiglia prepotente, violento e tirannico, risultato: stesso ambiente stessa cultura ma due “atmosfere” diverse, dove nella prima l’affetto, l’armonia e l’allegria erano la caratteristica dell’ambiente famigliare (e dove io da piccolo stavo più volentieri) mentre la seconda era all’insegna dell’oppressione e del timore.
Cosa significa, che banalmente è sempre la qualità delle persone che fa la differenza, al di la del momento “storico” che si vive.
Oggi lamenti il fatto che molte giovani donne non “abbiano” le idee chiare sul proprio futuro, e forse le tue bellea spettative non trovano riscontro nelle persone che incontri. E’ il risultato della “libertà”, che mentre apre orizzonti prima impossibili, crea anche l’angoscia della…scelta.
50/60 anni fa uomini e donne della “common people”, non avevavano gran chè da scegliere circa il loro futuro. A 30 anni lui aveva un lavoro, si trovava una “brava ragazza”, si sposava e faceva il “capo famiglia”. Lei ne aveva ancora meno: si sposava con quello che spesso passava il convento e diventava una monaca di casa. Fine.
Pensa oggi, con i cambiamenti intervenuti nell’ultimo mezzo secolo, dalla pillola, al divorzio, al lavoro femminile, alla diminuzione delle nascite sino alla crisi economica e quindi di…futuro, come sono cambiate le carte in tavola.
Una donna che ha appena appena una indipendenza economica, se non ha proprio la passione per la famiglia, col cavolo che si mette a spaccarsi la schiena per il resto del “gruppo”. E quante sono le coppie che non rinunciano alla propria indipendenza per paura di non “divertirsi” più, mantenendosi in una situazione ambigua senza realizzare un vero progetto di vita che li veda insieme da lì a 10 anni.
Sono saltate le regole antiche, ma pochi sono in grado di farsene di personali e viverle con convinzione, tanti sono i condizionamenti “sottoculturali” di questa società dell’immagine. Oggi la crisi economica sta facendoci ritornare gioco forza coi piedi per terra, mostrando con spietato realismo quali sono le cose veramente importanti della vita. Ma siamo solo all’inizio di questa rivoluzione dei costumi, ci vorrà una o due generazioni per sbollire “l’ubriacatura” consumistica e tornare, se mai accadrà, ad una vita più sobria e vera.
E’ curioso, però, come l’argomento iniziale del topic di Elis si sia spostato su alcuni altri “sottoprodotti” delle relazioni sentimentali, dimostrando che, in fondo, la gente vuole realizzarsi nella sempre attraverso il solito, eterno sentimento che chiamiamo amore. C’è speranza.
Luna: secondo me leghi troppo dipendenza economica alla dipendenza affettiva. Non intendevo dire che una donna debba stare a casa a far la casalinga, anche se il patriarcato “puro” era di questo stampo.
Più che altro ciò che intendevo dire è in realtà poi quello che ha spiegato Samuel molto meglio di me, in particolare nel punto: “E quante sono le coppie che non rinunciano alla propria indipendenza per paura di non “divertirsi” più, mantenendosi in una situazione ambigua senza realizzare un vero progetto di vita che li veda insieme da lì a 10 anni”. Al giorno d’oggi l’individualismo viene molto prima del benessere di coppia con tutto quello che ne consegue.
Oltretutto mi sembra troppo semplicistico dare la colpa a cause esterne, della serie: “io volevo, ma il partner era un pacco”. Oppure:”io volevo, ma sono precario”. Prima di tutto sono molto poco convinto che uno o una scopra i difetti del partner dall’oggi al domani, nella stragrande maggioranza dei casi le avvisaglie si palesano molto presto. E’ che si vive di emozioni come diceva bimba, e fin che ci sono le farfalle nello stomaco è tutto bello. Posto invece che in effetti siano molti i precari e disoccupati al giorno d’oggi è anche vero che molti altri si rifugiano dietro a scuse di questo tipo quando in realtà avrebbero tutte le possibilità per fare il “sacrificio”.
Una volta, 50 anni fa, lo facevano. E’ questo il punto Luna, se uno/a si trova a 30/35 anni ancora single senza essersi formato/a una famiglia, la “colpa” di questa situazione ricade principalmente su se stesso/a.
Poi possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, ma la realtà è questa. Molta gente sta bene da sola, sta bene nella propria indipendenza e non ha voglia di fare sacrifici nell’ambito della coppia. Certo, alla fine dal proprio punto di vista si è tutti vittime degli altri che sono tutti carnefici, ma è solo un modo per non affrontate i propri errori e i propri difetti.
Samuel: nulla da aggiungere, hai spiegato benissimo ciò che intendevo dire. Avevo fatto l’esempio dei genitori della mia ex, sua madre è una donna che ha lavorato per un periodo e poi ha scelto (spontaneamente) di dedicarsi alla famiglia. Suo padre elettricista, lavorava a tempo pieno e nei week end si dedicava e tuttora credo si dedichi, a ristrutturare la casa che avevano comprato con poco. Non lavoretti, si parla di veri e propri lavori di muratura fatti da autodidatta. E hanno tirato su una gran bella famiglia e una gran bella casa, tra l’altro. Ovvio che bisogna crederci nella famiglia e non essere sempre incerti su ciò che si desidera, con chi, quando e come.
“Sono saltate le regole antiche, ma pochi sono in grado di farsene di personali e viverle con convinzione, tanti sono i condizionamenti “sottoculturali” di questa società dell’immagine”.
D’accordissimo.
Bimba: ti ho riscritto..comunque facciamo così, ti lascio il mio indirizzo così risolviamo il problema 🙂 andrea.anonimo@rocketmail.com
Cara Elys27,
Capisco pienamente cosa provi….. Il fatto è che questi soggetti cattivi resteranno comunque incompleti e poveri nel loro essere. Noi siamo diverse e conosciamo l’Amore, un qualcosa che loro (credo) non conosceranno mai perchè sono torbidi.
Dobbiamo andare avanti. Io è qualche giorno che mi ha lasciata, ma ho deciso che DEVO andare avanti e metabolizzare tutto lo schifo e la falsità che lui mi ha gettato addosso perchè incapace di amare e di prendersi le sue responsabilità.
Coraggio!!! Ti sono vicina! Un bacio 🙂
Come non quotare la sagge parole di Andrea e Samuel…Con questa favola del progresso,si torna in realtà indietro e di molto. Sempre più insoddisfazioni, sempre più frustrazione.
Come ho scritto più volte, se volete la prova di tutto ciò, parlate con gli anziani…e spesso capirete che tutto questo bel sistema che ci viene propinato ora è tutta fuffa. Capirete che una volta si stava decisamente meglio.
Non ho un singolo caso caso di persona che mi dica il contrario…certo, mi parlano di sacrifici, di una vita fatta di piccole cose, ma non per questo peggiore. I ruoli erano meglio definiti e le donne erano molto ma molto meno vessate. Secondo me nenche ci immaginiamo i casi ODIERNI di violenza domestica. Senza contare che la donna oggi riveste un ruolo completamente di oggetto, in tv, in pubblicità ecc. Una volta secondo me era decisamente più rispettata. E poi i sacrifici..ma chi dice che sono inutili? Senza sacrificio non c’è il gusto di assaporare una conquista. Siamo noi che abbiamo cambiato il sistema naturale in nome di una maggiore libertà, che in realtà ci rende schiavi di fattori ben più sottili e complessi.
Oggi è tutto dominato dall’emozione del momento e al minimo problema salta tutto. La grande parola di questo secolo “PROBLEMA”. Non esiste più la semplice discussione, il punto di vista…come qualcosa non va sono “PROBLEMI” e si molla tutto.
Che poi non si tratta di dire “ho ragione io o hai ragione tu”, basta guardare i fatti e accertarsi che ci sono molti più insoddisfatti che soddisfatti, e apparentemente hanno molto se rapportato all’epoca…come mai? “Ma sai quante cose devo fare?? Lavare,stirare portare IL figlio a scuola”…una volta i figli erano minimo 6 o 7 🙂 Certo, alcune esigenze sono cambiate, questo è innegabile. I figli stessi nascono iper viziati e di conseguenza trasporteranno questo nella vita futura…lasciando perdere al minimo problema, proprio perchè abituati a tutto e subito. Cioè, bambini di 6 anni con gli Smartphone!!
Non so, magari sarò all’antica io…