Perché in amore ce l’ha sempre vinta chi ti ha presa in giro?
di
Elis27
Riferimento alla lettera:
Ma esiste una giustizia in amore? Anzi, esiste una giustizia in questo mondo? Io mi chiedo come sia possibile che ad andare avanti senza difficoltà nella vita, siano sempre i falsi, i maligni, gli egoisti...Ho chiuso una storia importante da due mesi, l'ho lasciato io perchè mi ha tradita due...
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Data di pubblicazione: 5 Giugno 2013.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Riflessioni
92 commenti
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…non ci si dovrebbe scontrare se siamo diversi, ma accettarlo come un fatto di natura e anche usarlo appunto per collaborare insieme attingendo ogni volta alla caratteristica più utile per la coppia in quel momento (il modo di vedere dell’uomo o della donna). Nessuno dovrebbe prevaricare sull’altro/a, ci dovrebbe essere rispetto e collaborazione.
Ti rispondo su questo: “Se istintivamente provate di solito una preferenza verso i più sciolti, un motivo ci sarà. Forse una vostra insicurezza di base che vi porta ad essere attratte da una sicurezza vera o presunta? Eppure le donne che solitamente ho incontrato, mi sono sembrate spesso risolute e che sapessero bene cosa volevano e ciò di cui avevano bisogno.”
Infatti non è per nostra insicurezza personale, come tu stesso noti vedendo donne risolute e che sanno cosa vogliono. Ma è per quel bisogno di protezione detto sopra, che lì per lì uno timido non sembra “garantirci” io penso sia questo che frena molte donne che come dici tu lasciano da parte i timidi e i bravi ragazzi, poi non so, se qualcuna vuole dare una sua opinione ben venga. 🙂
“L’errore che secondo me hai commesso nei confronti del tizio impacciato, e che forse commette la maggior parte delle donne nella stessa situazione, è stato quello di basare la sicurezza dei suoi sentimenti per te, sull’insicurezza che aveva di fondo dentro si sé. E c’è una bella differenza.”
Questo posso capirlo ora, che ne discutiamo, ma prima no, anche se avevo dei dubbi, dei “sentori”, ma non mi sentivo di fidarmi, purtroppo, di ragazzi troppo indecisi sul da farsi (corteggiarmi o no? Chiedermi d uscire o no? Telefonarmi o no?) Se uno non sa cosa fare mi trasmette l’idea che non sa come comportarsi in generale nella vita, che è titubante e io come posso fidarmi (un domani mi amerà o forse non ne è del tutto convinto?) e anche affidarmi (un domani potrò contare su di lui nei problemi della vita o no perché non saprà cosa fare?).
Poi che invece la sicurezza dei sentimenti è una cosa e l’insicurezza di se stessi è un’altra sinceramente non ci ero arrivata a capirlo, non al 100 per cento, semmai avevo avuto un dubbio, ma mai la certezza assoluta.. comunque quello che dico non vuole essere “il Verbo”, alla fin fine parlo per mia esperienza personale e per come sono fatta io.. altre donne sono più brave a fidarsi di quello “giusto”, che seppur tentenna riescono a capire sia la vera persona da prendere in considerazione. questo per dirti solo che parlo per mia esperienza e non per pormi, in questo preciso caso, a portavoce di tutte le donne.
@Samuel
” non posso omettere la più grave delle conseguenze di queste relazioni sbilanciate che si chiama: DIPENDENZA”
“Questi personaggi, al di la delle comprensibili giustificazioni di Andrea nei loro confronti, hanno esattamente lo spirito del “pusher”. Sanno come drogarti tramite la loro artefatta affettività, per poi usare a loro vantaggio la dipendenza che ne deriva, senza pietà. Dico senza pietà perchè non vi sono giustificazioni di nessun genere nel mantenere certe condotte, quando vedi che dall’altra parte c’è solo chi “dipende””:
è proprio questo il punto cruciale della situazione.
Si tratta di dipendenza.
Ed è una cosa che può distruggere una persona perche, come diceva @Samuel, ha gli stessi effetti della droga.
Quando questa persona mi lasciò, (dopo avermi tradita virtualmente e sto ancora male se ci penso, come quella sera) pensavo che fosse finita li.
Mi aveva visto stare da cani e si faceva sentire sempre e non mollava mai il colpo.
Una persona normale, vedendo una persona che sta cosi’ male, non alimenta la tua sofferenza, ma cerca di stare al proprio posto , di essere coerente con le proprie decisioni e lasciare l’altra persona in pace affinchè questa si riprenda.
No, io ricevevo puntualmente sue foto, messaggi, mi ha pure chiamato una volta. Non dico che mi tartassava ma per me era una sofferenza continua perche non riuscivo a farmene una ragione e a riprendermi.
Dicevo: “come mi ha lasciato e ora mi cerca lui? Prima mi disprezzava e ora si fa sentire?” Poi cercavo di allontanarlo e mi dava risposte ambigue, che mi facevano sperare. Si trattava di una persona che era capace di gesti buoni quanto di una cattiveria sottile e gratuita.
E’ stato un inferno e lo è tuttora perche non mi sono liberata di questa persona e spero che ciò accada presto perche voglio essere serena e soprattutto: libera.
@Samuel, credo di aver passato pressapoco quello che ha passato tua moglie e voglio rispondere, se permetti, alla tua domanda.
La risposta è NO.
Io sto vivendo questa cosa come un incidente di percorso.
Prima mi chiedevo cosa avessi fatto di male per meritare questo, pensavo che Dio mi stesse punendo (pensa un pò).
Non so se tua moglie ha capito il tipo di personalità di quel soggetto, se si è documentata, se ha capito veramente con chi ha avuto a che fare.
Ha avuto a che fare con una “illusione” e ora che io lo so e me ne sono fatta una ragione (anche se ancora non mi sono ripresa al 100% e a volte sto ancora male, ma almeno rispetto a prima va meglio) prima non riuscivo perche non c’era logica in quei comportamenti, ma ora so perche e so che non devo cercare piu di capire. So che non è quella la normalità in un rapporto, so che quello non significa amare una persona perche quando si è amati e si ama si sta bene, ci si sente gratificati e non umiliati e frustrati. C’è un dare e ricevere alla pari. Non la normalità che diventa anormalità come in un rapporto malsano.
La mia non sarà un’alternativa.
La mia sarà un scelta, data dal fatto che al mondo ci sono tantissime persone, donne e uomini, maschi e femmine.
Io al mio fianco voglio un uomo vero, non una persona che ha bisogno di ricorrere a strategie
per sentirsi soddisfatto, o nutrirsi della sofferenza altrui per colmare un vuoto interiore.
Ci sono persone buone e cattive, bisogna essere bravi e riconoscerle, imparando soprattutto a conoscerle.
Io mi sono rassegnata, si, ma non al fatto che non ho potuto avere lui (anche perche volevo che lui fosse completamente diverso con me),
al fatto che ho incontrato nel mio cammino una persona sbagliata, che mi ha fatto stare male, mi ha fatto commettere degli errori.
Ho impiegato tanto tempo per accettare la cosa (e tuttora faccio fatica), ma soprattutto per perdonare me stessa.
Io ho deciso di scegliere e ho scelto che voglio una persona che sia all’altezza di quello che sono in grado di dare.
Quindi @Samuel, hai fatto bene a cercare di comprendere tutto quello che è successo, ma non pensare che sei stato un’alternativa per tua moglie.
Non ci può essere nemmeno un paragone con chi sa amare e questi soggetti. Perche significherebbe sminuire la persona ricca di qualità.
Tua moglie forse non aveva ben compreso chi aveva davanti o comunque aveva sofferto tanto per questa persona.
E’ chiaro che rimangono i segni e probabilmente ha avuto qualche momento di debolezza ma non perche tu sia stato l’alternativa.
E sono sicura che ha notato la differenza tra chi sa amare e ti fa stare bene e chi ti fa stare da cani.
Io al momento mi chiedo se starò bene veramente e se ci penserò ancora.
Molti mi dicono che non ricorderò nemmeno il viso o il nome.
Se dovessi rispondere, al momento, io dico che ricorderò tutto quello che ho passato, e lo imprimerò bene nella mia mente perche non voglio piu ripassare una cosa del genere.
Vedi EU, le reazioni di ognuno di noi di fronte ad una delusione come quelle di cui stiamo parlando, sono tante quanti sono i caratteri dei soggetti che subiscono le conseguenze di certe azioni. Nello specifico, quelle della mia futura moglie erano molto più miti rispetto alle tue, quasi rassegnate. Era il risultato di una lenta azione di “condizionamento” da parte di lui nei confronti di lei, fino a spingerla ad un ruolo di “outsider” come possibilità di aspirare ad un futuro con questo bellimbusto. Diciamo che lei era una specie di piano B se non C. Insomma, l’opinione che lei aveva di sè stessa, in ragione di quel condizionamento avvenuto a causa di quella “dipendenza”, era talmente bassa che si era quasi rassegnata a quel ruolo di elemosinante “ruota di scorta”. Quindi lei era conciata molto peggio di te psicologicamente, non riusciva neppure a indignarsi, tanto era impoverita nel suo amor proprio. Questo nonostante fosse uno schianto di donna che pendeva dalle labbra di un pagliaccio, morale e materiale. Ma lei evidentemente lo vedeva come il prototipo del maschio, essendo stato il primo della sua vita, faticosamente scelto tra i tanti che si erano avvicendati. Insomma per lei avere un uomo significava accettarne quel comportamento. Ti sembrerà incredibile ma è stato così. Naturalmente anche lui sapeva benissimo utilizzare i metodi della carota e del bastone che ha utilizzato il tuo soggetto, ma sempre in maniera “scientifica”, anche se travestiti di “pathos” adeguato, il tutto per tenere la famosa pollastrella a disposizione, nei tempi e nei modi a lui graditi.
Non so se quell’86 dopo il tuo acronimo rappresenti il tuo anno di nascita. Se così fosse tu hai esattamente l’età che aveva mia moglie quando la conobbi, e oltre la bellezza e la dolcezza di quel momento ricordo il suo modo di vestire, quasi “protettivo”, come se volesse nascondere un corpo spettacolare del quale però, lei si…vergognava. Non si vedeva bella,perchè nessuno, e lui in particolare, la faceva sentire tale non accettandola mai completamente.
Cara EU, per non farla troppo lunga, la mia lei relativamente alla vicenda si è auto colpevolizzata dell’aver accettato quel ruolo, per dirti quanto è stata, a mio avviso, molestata moralmente. Questo atteggiamento è lo stesso di quello che si riscontra nei bambini che vengono violati da pedofili di cui riconoscono l’autorità, e per questo si sentono LORO colpevoli dei fatti. Non è esagerata la reazione credimi, conoscendo mia moglie e il carattere che ha specie verso chi ama. Ecco perchè non ha mai fatto sapere a quel pezzente quanto fosse squallido.
Ne ha tenuto i ricordi, lei, di quello che è stato il suo “impegno” in quella storia. In un modo analogo, vedo te sfogarti con un misto di odio e amore verso il tuo lui. Tempo perso: non ne vale la pena. Perchè? ” Probabilmente oggi non si ricorderebbe neppure il mio nome” Questo mi ha detto lei riguardo quel lui per il quale ha penato 6 anni più gli interessi? Valeva la pena?
Cara Eu, sono oltre due anni che cerco di capire come la donna che conosco e che amo abbia potuto accettare per cosi lungo tempo un ruolo di quel genere, e non ho trovato ancora una spiegazione plausibile, se non quella di una spinta istintuale irresistibile quanto irrazionale.
Se ho cercato la spiegazione è solo per capire meglio la sua psicologia, per cercare di evitare che si ricada in comunicazioni “alterate” come quelle che portarono alla crisi.
Tuttavia, dal punto di vista esclusivamente maschile, il sentirsi rifiutato dalla donna che ami e scoprire che questa, in precedenza, ha concesso tutto e senza mai lamentarsi, a chi l’ha usata, è destabilizzante, quasi quanto è accaduto a te per le tue vicende. Non si capisce quale debba essere il comportamento da assumere in amore, quando scopri che uno stronzo qualunque egoista era “rincorso” come una specie di mito, mentre tu, sempre presente vieni dato per “scontato”, con il relativo comportamento di cui mi sono lamentato.
Potrò anche non essere stato un’alternativa EU, ma sicuramente certi “tasti” nascosti dell’animo femminile io non li ho toccati evidentemente, almeno con lei. E ci deve essere qualcosa di strano, che ha ha che fare col “piacere” della sofferenza nel carattere delle donne, se si sta dietro anni ad uno che ti fa l’elemosina di affetto, o se , come te, si autoflagella, colpevolizzandosi di aver incontrato la persona sbagliata. Vogliti bene! Cancellalo! Non ti merita! Stai facendo un torto a quell’uomo che ti amerà VERAMENTE, e che da qualche parte ti sta aspettando!
EU, è inutile che ti dica che se hai 27 anni hai più vita davanti a te che alle tue spalle, al contrario di me; e proprio per questo ormai so come vanno le cose della vita, e cosa potrà accaderti.
Ma devi liberarti da questo pensiero, perchè quel personaggio è il passato, mentre tu sei già nel futuro. Sono due “stadi” incompatibili. Ma non crescerai se non ti scrolli di dosso quel soggetto e i pensieri che l’accompagnano, vedendo la cosa come un percorso della tua vita.
Poi, ti auguro che possa capitarti quello che è successo a mia moglie incontrando me, che, sia che sia l’amore della sua vita o meno, so di essere stato per lei un salvagente che le ha consentito di non annegare in quel mare di merda (parole sue) che era diventata la sua prospettiva di vita.
Tutto quello che è accaduto tra me e lei, e successo quando nè io nè lei ce lo aspettavamo. Perchè le nostre vita, i nostri destini sembrano scritte da qualcun’altro; e oggi voglio pensare che se quello stronzo non fosse stato lo stronzo che era, io non avrei potuto incontrare lei, e la mia vita sarebbe stata meno bella. Pensa mi vien voglia quasi di ringraziarlo con questo ragionamento.
EU,da qualche parte c’è il “tuo vero uomo” che ti sta aspettando, e spero che un giorno, incontrandolo, se dovessi raccontargli del tuo passato, anche lui arrivi a “ringraziare” il tuo stronzo, per avergli permesso di…amarti.
Ciao
Visto che mia lei non ha potuto “sposare il suo istinto” ma si è DOVUTA RASSEGNARE, domanda: il seguito è stata un’ALTERNATIVA? Ecco “il nocciolo”.
Bhè il nocciolo della questione è venuto fuori e non è un dubbio da poco, ora capisco questa tua “ossessione”. E’ emersa da parte tua un bella sofferenza, mi chiedo quanto tua moglie sia stata in grado di rassicurarti in merito se hai ancora tutti questi dubbi.
Intanto ripeto, penso che commetti l’errore di considerare le persone come entità statiche, mai in evoluzione. Di solito molte stupidate si commettono quando si è più giovani, proprio perché non si sa di preciso cosa si vuole e si tende un po’ ad aggiustare il tiro di volta in volta.
Altro errore che commetti secondo me è di paragonare le due storie. Una è durata circa 6 anni se ho capito bene, la prima esperienza in età giovanile, l’’altra perdura da 25 anni in un rapporto solido e consolidato. Io credo che se per ipotesi, venissero scambiati i protagonisti delle due storie e ora lei fosse sposata con il balordo, molto probabilmente rimpiangerebbe il bravo ragazzo che aveva conosciuto da giovane e che si era lasciata sfuggire per finire malamente a condivivdere la vita con un tizio del genere.
La storia non si fa con i se e con ma, questo è vero, però nella tua analisi sorvoli volutamente alcuni dettagli, come hai sorvolato alcuni punti che ti avevo messo di fronte nel mio commento precedente.
Terzo errore, stai tentando da anni di razionalizzare e scomporre in un’equazione matematica, ciò che è irrazionale per eccellenza. Come rimproverare un tizio perché alla Venere di Botticelli, per dire, preferisce un quadro astratto fatto di pennellate buttate qua e la.
Non penso proprio che la donna che è tua moglie,dopo la storia con quel balordo, se avesse incontrato un altro balordo si sarebbe innamorata alla follia anche dell’altro.
Perché crescendo si diventa più consapevoli, meno totalitari. E’ qualcosa che riguarda più o meno tutti, non solo la tua lei.
Posso inoltre riportarti storie di balordi, fotocopie di ciò che è capitato a tua moglie, a EU, a bimba..
Quella che conosco in maniera più approfondita è capita a mia sorella in età adolescenziale, anche lei con un balordo, anche se sto tizio anziché essere informe era il classico belloccio e pure figlio di papà. Insomma, le aveva tutte per essere il perfetto seduttore e difatti così era: storia ufficiale con mia sorella, numerose amanti e mia sorella innamorata persa, lo lasciava, lo perdonava, lo riprendeva e via così (calcola 6/7 anni), fino a quando ad un certo punto ha chiuso con lui per sempre.
Il suo attuale compagno, è con lei da molti anni, non è un tipo che si atteggia, né che fa il brillantone, tuttavia tra i due personaggi c’è un abisso in termini di intelligenza e qualità della persona.
Mia sorella nota in lui delle mancanze, come quasi ogni donna fa, lo vorrebbe più intraprendente e determinato, tuttavia al quel fantomatico ex non ci pensa nemmeno più…
..Le volte in cui è saltato fuori quel personaggio, l’ha sempre dipinto con uno sfigato e mai e poi mai sognerebbe di stare con un tizio del genere, se ne parlava le veniva da ridere per quanto era stata pirla a stargli dietro tutti quegli anni. Questo perché ha subito un’evoluzione, è maturata, sono cambiati i suoi parametri.
C’è anche questo da dire, questi personaggi, nonostante vadano avanti con gli anni, se non cambiano modo di essere, spesso hanno bisogno di accompagnarsi a ragazze più piccole, più facilmente plagiabili e influenzabili, sicuramente immature. Difficilmente una donna che ha raggiunto un certo livello può farsi irretire di individui simili.
Tutto questo per dirti che non è mica detto che il balordo resti impresso a vita nella memoria e il bravo ragazzo no. E’ inutile che passi tutto questo tempo a farti le paranoie sul perché l’abbia attratta così tanto, di solito, altro tratto comune, sono individui di intelligenza medio/bassa, che vivono senza porsi tante domande, consci del fatto che le donne vanno matte per le carinerie e le piaggerie (come il fatto di farla sentire l’unica donna che ha il suo cuore in mano), ma al contempo sono molto più interessati al proprio benessere che non a quello dell’irretita. Per cui oscillano tra smanceria e menefreghismo e la donna in questione diventa dipendente.
Ma io non confonderei amore e innamoramento. Si innamorano di questi tizi, ma poi è la mancanza di controllo e conferme che le tengono aggrappate a loro, per cui ad un certo punto non si tratta più né di innamoramento, né tanto meno di amore, è più una sfida con se stesse per dimostrare che possono averlo al 100%.
Poi se tu moglie ti ha fatto venire tutti quei dubbi, la cosa migliore sarebbe che tu ne parlassi con lei. Forse non ha capito fino in fondo quanto questa storia ti abbia fatto male, ma tentare di razionalizzare in maniera scientifica ciò che per te è principalmente un problema di natura emotiva, non ti porterà da nessuna parte.
Bimba
“Se uno non sa cosa fare mi trasmette l’idea che non sa come comportarsi in generale nella vita”
Come dicevo precedentemente, spesso le donne compiono questa equazione: lui è timido e insicuro = non mi da garanzia di una coppia forte e duratura. Purtroppo è un grosso limite, perché in realtà spesso accade proprio il contrario.Mio “cognato”, che appariva sulle sue, sicuramente un po’ titubante e fuori dal mondo, si è poi dimostrato una vera colonna, facendo per lei cose che pochi avrebbero fatto.
“Questo posso capirlo ora, che ne discutiamo, ma prima no”
A me sorprende piacevolmente ogni volta questa tua capacità di ascolto e di mettersi in discussione.Dimostri di avere una mente libera, che vuole crescere e capire, fa davvero piacere 🙂
Ciao Andrea, e grazie per l’attenzione che stai impiegando in questo dibattito, che in fondo cerca di spiegare alcuni aspetti dell’animo umano, e le decisioni che si operano in ragione di alcuni bisogni fondamentali, come lo è il sesso e l’amore che ne deriva (eventualmente)
Vorrei chiarire un lato di me che attiene ai ragionamenti che stiamo facendo: io non sono nè appaio (o apparivo) il classico bravo ragazzo, affidabile sogno di tutte le mamma. Mi porto dietro, da sempre, un aspetto molto maschile, per alcuni piuttosto gradevole, anche oggi che gli “anta” sono passati da un pezzo. Per questo motivo, come ho avuto modo di dire, da ragazzo (ma anche da adulto) sono stato avvicinato e cercato dalle donne, non certo per la mia eventuale sensibilità, cultura o capacità relazionale, ma soprattutto per quello che “apparivo” e facevo “immaginare”, secondo certi schemi stereotipati per i quali un certo fisico, lo sguardo e il modo di fare volitivo di solito “producono”, inoltre sono “anche” pilota d’aerei, il che aggiunge “machità” a quell’aspetto di cui sopra. Insomma ho l’aspetto e la sicurezza di uno che non si fa scrupoli in certe situazioni. Mia moglie questo pensò quando mi vide la prima volta, per poi restare sorpresa di scoprire che mi rivolgevo a lei non come una preda, ma come ad una persona interessante, che in più aveva un aspetto gradevole, in tono con il carattere che dimostrava, e da lì il seguito della nostra storia si conosce. Sono ccos’ perchè tra i tanti difetti che ho, posseggo sicuramente un pregio: sono leale, e non inganno nessuno, soprattutto se questo è in una condizione di “inferiorità” rispetto a me, come nel caso di una donna innamorata o “cotta”.
Il tipo con cui confronto il sentimento di mia moglie, è (era) esattamente il contrario del sottoscritto, ma possedeva una capacità di “ingraziarsi” la simpatia femminile giocando soprattutto sul sentimento matermo, di accudimento che in queste muoveva. Relativamente piccolo, magro, dall’aspetto malaticcio, dedito alla droga, ma scoppiettante di energia, ammiccante, capace di lusingare adeguatamente la vanità femminile con intelligenza e furbizia facendo immaginare un carisma da artista maledetto quanto incompreso.
La personalità femminile è talmente sfaccettata che anche tipi di questo genere riescono a conquistare e avere successi inaspettati, proprio perchè solleticano aspetti che altri maschi non toccheranno mai. Potrei dirti, senza essere frainteso, che il suo stile era più “femminile” che maschile nel senso che attiene alla descrizione che ho fatto di me.
Ma questo non vuol dire che chi lo frequentava (e non erano poche, credimi) avesse tendenze omosessuali, no, è che un tipo così appariva rassicurante per donne come mia moglie, molto delicate d’aspetto e di modi, interessante per il suo essere “inquieto” e per l’uso della droga, quindi non banale per la modesta esperienza di “quella ragazza”, ma soprattutto il tipo millantava aspirazioni e talenti inesistenti …>>>
>>> che lo facevano sentire un “grad’uomo in attesa di essere scoperto dal mondo”, nell’ambiente ristretto dove si atteggiava a leader carismatico. Insomma un pesciolino rosso che si sentiva uno squalo nell’acquario in cui viveva, perchè non conosceva l’esistenza… dell’oceano. Le ragazzine abboccavano a questo cocktail di caratteristiche folcloristiche, ma poi…
In realtà era un povero lenone, che viveva di espedienti, anche non puliti, che lo hanno portato più volte a visitare le patrie galere. Era uno spiantato senza arte ne parte, e con nessuna voglia di lavorare, tanto che tra le righe di quei diari di mia moglie ho letto che “…lui vuole una vita da benestante, con tanti soldi e una moglie straniera che lo mantenga”.
Per non annoiarti posso dirti questo; mia moglie, a amio avviso, aveva preso talmente a cuore le sorti di qesto personqaggio che il fatto di non averlo potuto avere per sè ed aiutarlo a realizzare i sogni che aveva in testa l’ha quasi fatta sentire in colpa. L’aver saputo che quel tipo, usciva da una galera e entrava in un’altra, mentre nell’intervallo lo cacciavano anche dai posti di lavoro che parenti e amici gli trovavano, le ha fatto pensare di non essere stata all’altezza “della missione”. Una missione, così mi disse lei una volta per definire quel rapporto. Che dirti di più Andrea,
era un personaggio che assommava dentro di sè caratteristiche che un uomo medio comeme non può comprendere possano “toccare” la sensibilità femminile; l’istinto materno, la sindrome della crocerossina e tutto quanto attiene a quegli istinti di accudimento e protezione di cui la femmina è portatrice.
Ritengo che in questo senso abbia abbracciato un ventaglio di istinti e sensazioni che un altro uomo, come posso essere io non può fare, perchè troppo “maschio”. Era il sogno d’amore, un fratellino ( parole sue) forse anche un figlio, nella mente di lei. In realtà era un grandissimo figlio di puttana che ha rovinato almeno un paio di ragazze con la droga, e in questo senso temo sarebbe successo anche alla mia lei, plagiata com’era da quel personaggio, ha rubato in casa di amici, clonato carte di credito di clienti e conoscenti ( quando faceva il cameriere in attesa che…lo scoprissero). Ma trovava sempre qualcuno disposto a perdonarlo grazie ai modi ruffiani che aveva.
Quell’individuo ha approfittato totalmente, di quella che sarebbe diventata mia moglie,(con squallori che non voglio citare) come delle disgraziate che ha abbindolato. Ma mia moglie non può che ricordarlo con la tolleranza che si addice a chi ha visto in quell’individuo una propria …creatura. E come si dice a Napoli “Ogni scarrafone è bello a mamma soia”.
Un salutone
Samuel
secondo me non dovresti porti in confronto con questo ex di tua moglie andando a notare le cose che lui ha suscitato in lei e tu invece no, siete due persone diverse, come hai detto tu stesso, e tua moglie provava per lui appunto sentimenti più da “mamma” che non vero amore.. dunque perché dovresti sentirti un’alternativa a questo tizio? solo perché tu non hai suscitato quegli istinti di accudimento di cui parli in tua moglie? e se li avessi suscitati non credi che quello non sarebbe stato vero amore ma appunto compassione da parte di tua moglie? veramente credo che abbia detto tutto giusto Andrea, ne dovresti parlare con tua moglie, perché si vede che lei non ti ha saputo rassicurare o forse ci ha provato ma il tuo è un chiodo fisso… le crisi nei rapporti ci sono ma non vuol dire che lei a te dà meno di ciò che dava a lui ed è per questo che avete avuto la crisi.. le crisi sono normali nei rapporti lunghi e servono anche a crescere come coppia. solo le coppie vere, basate su veri sentimenti come voi due resistono.. perché non riconosci il valore che ha la vostra relazione e anche ciò che tua moglie dà in essa? perché svalutarla così rispetto a questa vecchia storia (in cui appunto tua moglie era giovane e ha commesso errori) ? ..insomma ripeto che secondo me l’amore di tua moglie per te è vero e maturo amore, mentre quello per il tuo “rivale” era tutt’altro… quindi non c’è proprio niente da invidiare secondo me…
Andrea
concordo con ogni parola che hai detto a Samuel, non cambierei nulla… 🙂
ti ringrazio per il complimento.. anzi, la mia mente ti ringrazia.. eheheh… 🙂
Samuel, il bravo ragazzo può anche essere semplicemente una persona che si comporta in modo corretto.
Se tu eri e sei, come hai detto, una persona corretta e onesta, che non si approfitta degli altri, questo fa di te già una brava persona e quindi un bravo ragazzo. Poco importa che tu abbia i tratti somatici del più macho tra i machi.
Poi come vedi, ognuno gioca le proprie carte anche in base alle carte che gli vengono date: tu macho con lo sguardo da seduttore e il lavoro “figo” ricopri un po’ il ruolo che ti compete, quell’altro emaciato fragile e tossico, faceva la parte del bisognoso di cure e dannato.
Anche secondo me è utile fino ad un certo punto questa descrizione del balordo fatta nel minimo dettaglio, che fosse un farabutto l’abbiamo capito.
Sono convinto, ti ripeto, che qualcosa di buono in lui ci fosse e forse tua moglie avevo scorto quel qualcosa.
“Ritengo che in questo senso abbia abbracciato un ventaglio di istinti e sensazioni che un altro uomo, come posso essere io non può fare, perchè troppo “maschio”.
Sarà anche così? E allora? Tua moglie ti avrà apprezzato per le altre qualità che possiedi.
Se vuoi posso dirti un difetto che mi sembra traspaia dal tuo modo di fare, dovresti cercare di essere più “leggero” e meno “accademico”. Le donne in genere non apprezzano chi si fa troppe paranoie e amano quel pizzico di follia che alcuni possiedono. Mi sembri un po’ troppo schematico su concetti come corteggiamento e fantasia.
Hai ragione a distruggere di logica una prassi come il corteggiamento, ma che ti importa se è illogico?
Questo si, è l’unico consiglio che posso darti, un po’ meno logica se vuoi avvicinarti di più al mondo femminile. Come ad esempio una ragazza come bimba ha dato sfoggio di un grande lavoro di logica per avvicinarsi al mondo maschile e c’è anche riuscita.
Comunque per carità io non sono nessuno, anzi, le donne restano complicate anche per me, prendi i miei consigli con le pinze. Oltretutto non vorrei diventare troppo pesante ed invadente, per cui ciò che avevo da dirti a riguardo l’ho detto, da ora in poi eviterò di romperti le scatole su fatti che riguardano tua vita 🙂
Invece avrei piacere di avere la vostra opinione in merito ad un dilemma che mi ronza in testa da tempo. Ho visto che ne hanno già parlato in altre lettere e forse avete anche già contribuito, ma vorrei proporlo a voi perché vi ritengo tra le menti “illuminate” di questo sito e sicuramente potete insegnarmi qualcosa :- )
Secondo voi, le donne sono in grado di amare gli uomini tanto quanto gli uomini amano le donne?
La domanda potrà sembrare maschilista e sicuramente c’è caso e caso, eppure ho questo dubbio. Vi spiego. Abbiamo visto che spesso il troppo amore delle donne altro non è che una sorta di rivalsa e di sfida con se stesse per cambiare l’uomo. Come ha detto bimba, una donna a volte pensa:”nessuno è in grado di amare questo tizio, io sono così buona e superiore alle altre che sono l’unica in grado di farlo”…
..inoltre tutte queste storie di cui sentiamo parlare, in cui la donna in questione lascia il fidanzato/marito e lo cancella con una capacità che sinceramente mi lasciano basito.
Alcuni sostengono che una donna sia in grado di amare davvero solo il proprio figlio, ovvero una “proiezione” di se stessa in quanto cresciuto dentro di sé. Fosse davvero così, l’uomo sarebbe dotato di una capacità di amore indubbiamente più universale.
Si sentono storie di quanto sia forte la determinazione di una donna nei confronti del proprio figlio,nel difenderlo o nel cercarlo. Non ho mai visto tale determinazione nei confronti del proprio compagno, anzi, spesso ho pensato che l’impegno quasi ossessivo che una donna ripone verso i propri figli, fosse rivolto anche al compagno, molte storie che non cadrebbero a pezzi.
Ho questi dubbi perché mi è capitato di fare un’analisi della mia vita.La mia storia attuale, procede da qualche anno, tra alti e bassi. Stiamo bene, ma non è un sentimento folle. Lei non spenderebbe sicuramente parole di amore cieco nei miei riguardi.
Ho avuto altre storie prima, anche una ragazza che si innamorò di me e ci rimase molto male quando la storia finì, anche se adesso è sparita e non ha evidentemente avuto più piacere nel sentirmi.
Ma tra tutte,la Storia sentimentale per eccellenza, riguarda un rapporto che durò circa 3 anni e mezzo, quando avevo 20 anni. Eravamo innamorati pazzi, di quegli innamorati che pensano che la loro storia sia la più vera e autentica che esista. Guardavamo le altre coppie quasi dall’alto in basso, perché eravamo certi di amarci davvero, convinti come eravamo di stare insieme per sempre.
Poi le incomprensioni, nessun tradimento fisico ma molta immaturità, soprattutto da parte mia.Crisi, tira e molla, alla fine mi lascia lei. Disperazione totale, mi sembra di diventare pazzo, tento di riconquistarla ma parole e gesti buttati al vento. Poi subentra lui, anzi, era già subentrato durante il nostro periodo buio. Compagno di università che se ne innamora e inizia a corteggiarla in modo costante e determinato anche se si potrebbe definire “zerbinesco”(sempre presente,ore ad aspettarla,anche di fronte ai suoi rifiuti). Sicuramente non un adone, con le donne ha sempre faticato e che nei confronti della ragazza ambita ha una dedizione totale.
Morale, pochi mesi dopo aver lasciato me si fidanza con lui.
Mentre io vivevo il “lutto” della fine del rapporto e vivevo confortato unicamente dalla speranza di riaverla, lei aveva già voltato pagina.
Tra l’altro era lo stereotipo della ragazza perfetta:bella, intelligente, simpatica, dolce, divertente, corretta,onesta. Devo dire anche, purtroppo, che non mi è mai più capitato di incontrare una donna così. Attualmente sono sposati ed è diventata mamma.
Pensare a tutto questo mi ha messo in crisi,se quell’unica donna che mi diceva e mi dimostrava di essere innamorata perdutamente di me ha voltato pagina in quel modo, quale potrebbe amarmi davvero?Quale potrebbe amare davvero un uomo?
Cari Andrea e Bimba, vi ringrazio per i vostri commenti, che ritengo equilibrati e pertinenti; corretti, quindi, per quanto mi riguarda, se però non avessi attraversato un lungo periodo di incertezza relativamente alla “qualità” del sentimento di mia moglie nei miei confronti, che mi ha messo di fronte alla necessità di informarmi sul “suo” metro di manifestare quei sentimenti di cui parliamo. Questo “mio” giudizio, era (ed è) evidentemente soggettivo, e come tutti i giudizi nasce da una serie di parametri personali che possono non corrispondere a quello di un’altra persona che giudica la stessa vicenda. Inoltre, a questi si aggiunge la visuale di genere che in un uomo è quasi sempre diversa che in una donna, e da qui le valutazioni che giustamente voi commentate con i vostri pareri.
Detto ciò, in quello che sto per dire credo di poter dare una mia interpretazione alla domanda che Andrea fa nella seconda parte della sua risposta.
Vedi Andrea, con la tua domanda hai aperto il grande capitolo delle “comunicazioni” tra i due sessi, che spesso e volentieri viaggiano su frequenze diverse, con il risultato che ho avuto nella mia coppia e tu attraverso esperienze “altre”, ma ricevendo alcune sensazioni che a mia volta ho percepito anch’io, in una relazione, come quella che ho con mia moglie, che si può definire più che riuscita.
Dici bene quando ti chiedi se una donna ama come un uomo, e io ti rispondo che no, non ama come un uomo, nel bene e nel male.
Per quel che mi consta, paradossalmente e in termini assoluti, la donna ama più scientificamente di un uomo, anche se non meno sinceramente.
Quando accenni alla possibiolità che una donna ami veramente “solo” il proprio figlio dici una verità assoluta, che (secondo me) anche la donna più sincerà faticherà ad ammettere, e cerco di spiegare il perchè, tornando solo un poco sulla mia storia.
Mia moglie ha sposato me, dopo due anni di convivenza e un “fidanzamento, brevissimo: solo tre giorni, dopo i quali le ho chiesto se volesse vivere con me, accettando.
Quando io sentii quell’impulso, l’ho seguito senza pensarci più di una volta, provando un’attrazione mai riscontrata prima. Poteva capitarmi chiunque a quel punto, anche una poco di buono, ma sono stato strafortunato. Tuttavia, quando penso alla genesi di quella decisione e la rivedo alla luce della crisi e della ricerca di certi perchè, vedo il sottoscritto che, nelle storie precedenti, non ha mai “desiderato” sposare la ragazza che in quel momento frequentavo, mai, anche durante periodi di convivenza relativamente lunghi. Questo desiderio, invece, la mia attuale compagna l’ha avuto almeno verso due dei suoi fidanzati.
Che significa, secondo me? Che il progetto di vita che una donna intravede in un compagno che le piace, che le fa sangue o che comunque sente come possibile partner, sottintende che quell’uomo è “solo” un pezzo (ancorchè importantissimo) del puzzle di quel progetto, alla base del quale c’è una realizzazione personale che quasi sempre>>>
>>> comprende la maternità. Quest’ultima è uno degli istinti cardine dell’umanità femminile, attraverso il quale si perpetra la continuazione della specie: il primo desiderio di Madre Natura. E’un istinto talmente forte che non lo si “riflette” neppure, tanto è potente nella donna. Quando una ragazza equilibrata comincia ad avere attrazione verso gli uomini, se proviene da una famiglia diciamo normale, pensa al “matrimonio”, inteso come progetto di vita, più concretamente che un maschietto, che pensa più facilmente all’accoppiamento, anche se paludato da amore nei tipi più sensibili.
Cosa voglio sostenere; che se uno dei due “tipi” di cui parlavo in precedenza, specie il famoso “primo”, avesse abdicato a quel suo essere ondivago, e per qualche motivo (anche opportunistico, anzi, per lui sicuramente SOLO opportunistico) avesse proposto alla mia lei di sposarlo, lei lo avrebbe fatto, perchè era quello che voleva, nonostante i 20/25 anni di età e le scarse esperienze di vita, e oggi chissà quale tipo di vita avrebbe condotto, dato il curriculum di quel tipo. Ma poco importa: era per lei UN candidato ideale al “tentativo” di realizzare quel progetto, secondo me quello più “irrazionale” ma proprio per questo il più istintivamente adatto. Ma ormai sappiamo che è solo una MIA opinione.
Ovviamente si è sposata con me, ma quando le chiesi di sposarmi, era la prima ed UNICA volta che io lo pensavo e lo dicevo. Questo significa, a mio avviso, e per quanto mi riguarda, che quando un uomo mediamente equilibrato ed intelligente, fa una richiesta del genere è perchè vuole come moglie QUELLA E SOLO QUELLA DONNA! Mi sono spiegato? Un uomo VERAMENTE innamorato, secondo me, vuole sposare quella donna perchè vuole amare ed essere amato solo da quella donna. Vuole essere desiderato come nessun altro e vuole desiderare come non lo ha fatto con nessun altra, perchè quella donna è la SUA donna, e non una che può andar bene per realizzare un progetto, ma come un bisogno di dare anche una valenza sociale ad un sentimento che nasce e finisce in quella donna, non ci sono nè progetti nè figli all’orizzonte, ma solo un presente che si vuole diventi futuro con la PROPRIA donna.
Io ti ringrazio per la tua domanda, perchè mi da lo spunto per farti capire come la mia “scientificità” che giustamente critichi, sia utile solo per capire, DAL MIO PUNTO DI VISTA maschile, appena espresso, quanto valgo in quel progetto e quanto posso essere stato un’alternativa ad un altro desiderato candidato che non ha accettato.
E’ chiaro che se, DAL MIO PUNTO DI VISTA maschile, non mi fossi sentito meno “richiesto” di qualcun’altro, che veniva cercato nonostante non offrisse nessuna speranza, non sarei mai entrato in questi forum, dove sto facendo tesoro dei commenti, ma pure constatando che anche persone intelligenti come te si pongono domande su certi COMPORTAMENTI femminili, che noi maschi non capiamo o leggiamo con i nostri famosi parametri. Ecco il perchè della tua domanda e dei miei…dubbi
ciao Andrea 🙂 mi dispiace per la tua crisi, del resto comprensibilissima visto ciò che stai vivendo e che hai vissuto in passato. proverò a darti una risposta.
“Alcuni sostengono che una donna sia in grado di amare davvero solo il proprio figlio. Si sentono storie di quanto sia forte la determinazione di una donna nei confronti del proprio figlio,nel difenderlo o nel cercarlo. Non ho mai visto tale determinazione nei confronti del proprio compagno”
Innanzitutto vorrei chiarire che questa storia che la donna ama solo i propri figli non è vera, anche la donna è capace di amare un uomo. sono due tipi di amore diversi ed è sbagliato paragonarli. lo può capire benissimo anche un padre che prova affetto per i figli e se anche l’amore per sua moglie per motivi della vita può cambiare il suo amore per i figli non verrà mai meno, sono due cose diverse, sono cose imparagonabili perché su piani diversi, toccano corde diverse.
la seconda cosa è che esiste anche la determinazione di una donna nei confronti del suo uomo, io l’ho vista in alcune donne conoscenti o amiche. mi viene in mente una mia compagna di classe e poi anche una ragazza che conosco poco ma ho visto coi miei occhi quanto abbia lottato per il suo uomo. in quest’ultimo caso lui l’aveva lasciata per sentimenti suoi di inferiorità rispetto a lei, bella e intelligente.. lei non ha mai, e dico mai, smesso di stargli vicino (senza essere zerbina) continuando a rassicurarlo da semplice amica (si vedevano sempre per via del gruppo di amici) e così, con il tempo lo ha riconquistato e ora sono anni che stanno bene insieme e sono felici.
la mia compagna era molto innamorata di un ragazzo però impegnato. lui non era convinto, non si decideva tra lei e la sua ragazza. anche qui la determinazione (ammirabile, io l’ho ammirata davvero per la tenacia!) di questa mia compagna è stata nel continuare a stargli accanto dandogli affetto e rassicurazioni sul suo sentimento per lui mentre aspettava che lui prendesse la decisione, e mi pare che ci sia voluto tipo un anno(!). ora sono felicemente sposati da 14 anni circa, hanno due figli, lei non ha mai avuto dubbi su di lui, io ero sua compagna di banco e posso testimoniare con sicurezza sui suoi sentimenti. 🙂
queste due ragazze (ma ci sono altre donne che potrei portare a esempio) sono la dimostrazione che l’amore esiste in una donna, se lei ha un minimo di sale in zucca e non si lascia deviare dagli amori romantici da film dove lui deve essere sempre “il principe azzurro”. sono donne, insomma, molto assennate che sanno cosa è la realtà, sanno di cosa è fatto un reale e concreto rapporto di coppia.
le altre donne di cui leggiamo sul sito o sentiamo fra le conoscenze, sono donne immature, per cui ancora non hanno imparato ad amare e a capire cosa è davvero l’amore reale e concreto, quello di tutti i giorni, quello quotidiano, quello che può durare una vita e che ti dà tutte le soddisfazioni di una vera storia d’amore cioè i figli e i nipoti, o anche la vita
accanto a una persona con cui condividere gioie e dolori e crescere anche se non si è potuto avere figli. ci sono i lati meno belli e poetici in una storia d’amore, queste due ragazze di cui ho raccontato lo sapevano bene e hanno saputo sempre dare vero amore al loro uomo, essendone ampiamente ripagate, visto che appunto l’uomo, se ama, è davvero “per sempre” stando ai vostri stessi racconti. io le ho sempre molto ammirate, e a un certo punto ho cominciato a voler prendere esempio da questo tipo di donne perché anche io volevo essere felice in amore, da qui il mio percorso di crescita personale per liberarmi di tutte quelle sovrastrutture romantiche che mi portavo dietro e che non mi sono servite mai a nulla, se non a soffrire (e far soffrire).
Riguardo invece la tua storia personale, vorrei dirti che quella ragazza se ti avesse amato tanto come diceva sarebbe tornata da te visto il tuo “pentimento” e la tua voglia di riconquistarla. io non so e non posso sapere (perché non sono nella sua mente) perché a un certo punto è mutato il suo sentimento per te, forse per quelle crisi di cui parli che l’hanno convinta che tu non eri “affidabile” per una storia seria e infatti ha preferito un tizio che invece l’aspettava per ore, nonostante i suoi rifiuti, dandole così quella “garanzia” che in quel momento voleva. solo che, se lei voleva solo una “garanzia” allora non c’era amore vero per te, non più almeno. se lei voleva te tornava da te, nonostante i tuoi “sbagli” per immaturità come hai detto. te lo dico sulla base dell’esperienza mia ma anche di quelle due ragazze di cui ho raccontato sopra.
a 20anni è facile “illudersi” sull’amore che si può provare per un’ altra persona, si è giovani e non si sa bene cosa si vuole e chi si vuole. io non so cosa lei ha nella testa, lo ripeto, ma da come racconti mi sembra sia andata così, cioè forse il suo era ancora un amore immaturo verso di te per cui ha fatto presto a “finire” per via delle incomprensioni dovute alla vostra giovane età.. non so magari mi sbaglio.. è una mia opinione… e infine rispondo all’ultima domanda.. quale donna potrebbe amarti? una donna che ti apprezza per quello che sei, non per le attenzioni o meno che le dai, una donna che ha ben chiare le tue qualità, i tuoi pregi, ciò che ti rende speciale e unico rispetto ad altri uomini ai suoi occhi.. se si basa su questo, cioè sulla realtà, su come davvero è fatto l’altro, sulla sua personalità, sui suoi pregi e i suoi difetti, l’amore non finisce….se si basa su farfalline allora sì…
caro Samuel, questo che tu dici:
“Quando accenni alla possibiolità che una donna ami veramente “solo” il proprio figlio dici una verità assoluta, che (secondo me) anche la donna più sincerà faticherà ad ammettere..”
non è vero! e non perché io faccia fatica ad ammetterlo! guarda che ci sono donne assolutamente prive di senso materno, dunque secondo questa ipotesi maschile (forse dovrei dire maschilista) le poverette non dovrebbero mai provare amore in vita loro.. eppure ci sono coppie senza figli perché entrambi non li hanno voluti e sono felici (forse poche, pochissime, ma ci sono!) perché, ripeto, non tutte le donne hanno l’istinto materno, ci sono donne che abbandonano i figli preferendo loro un uomo, un amante, un fidanzato dopo che il padre dei propri figli le ha mollate. una donna di cui conosco la storia: sposata, fatta una figlia e abbandonata la figlia andando via con un altro uomo! voglio dire, come lo spiegheresti ora “l’amore materno” che è il solo vero amore? ti prego, non puoi dirlo… come ho scritto sopra: sono due amori diversi, quello per i figli (in assoluto fortissimo per chi lo prova, non tutti, ripeto, ne hanno la capacità, sia uomini che donne) e quello per il partner.
è vero che una donna che invece ha l’istinto materno può pensarlo, di fare il figlio, con più di un partner ma è dovuto all’amore che prova per quell’uomo! cioè se una ragazza ha due tre storie importanti dove ama davvero quell’uomo lo desidera un figlio da lui, è normale, proprio perché ama quell’uomo! così come a voi viene naturale chiedere di sposarvi a una donna che amate davvero a noi viene naturale desiderare un figlio con l’uomo che amiamo davvero. ho letto di donne che dicevano: ti sposerei e farei un figlio con te, a uomini che poi hanno lasciato, dunque qui si tratta di donne che hanno mentito, magari non rendendosene conto, che non amavano davvero quell’uomo nella sua personalità, come ho scritto sopra, ma comunque per quel momento che credevano di amarlo hanno avuto il desiderio di un figlio da lui, dunque in noi donne nasce comunque dall’amore per quell’uomo, se glielo diciamo e lo desideriamo da lui.
se il nostro scopo-desiderio-istinto fosse solo quello di fare un figlio indipendentemente da avere un uomo o no, allora tutte andremmo a fare l’inseminazione artificiale e vivremmo felici e contente senza uomini da come dici tu. ebbene, questo accade? non mi pare proprio, il principale desiderio di una donna è ancora oggi, nonostante la scienza che ce lo permetterebbe, di avere un uomo da amare e da cui essere amate, e di fare un figlio, se abbiamo l’istinto di maternità, con lui proprio perché lo amiamo. noi lo vediamo come un dono all’uomo che amiamo.
comunque a me non piacerebbe affatto un uomo convinto che io posso amare solo il figlio che ho da lui, sarebbe una totale mancanza di fiducia in me e nella mia capacità di amarlo, sarebbe proprio una brutto vivere accanto a un uomo che la pensa così e che vuole negare il mio amore per lui.
Ciao Bimba. Avrai notato che nei miei post cito spesso situazioni da persone “normali”, vale a dire quelle che rientarno in uno standard riconoscibile come tendenza comune. Che i tempi cambino e con questi certe scelte più o meno tradizionali, è un fatto, ma se prendi 100 donne che si sono sposate seguendo i criteri relativi ai naturali sviluppi di una coppia con un minimo di certezza economica davanti a sè, stai tranquilla che almeno 90 pensano ad un figlio come conseguenza di quella scelta. E quel numero è deciso pressochè sempre dalla parte femminile della coppia.
Quanto al discorso dell’amore verso il figlio, questo NON ho detto che escluda quello per il partner, in quanto entrambe necessari alla realizzazione del famoso progetto di vita. Ma se c’è da prodigarsi verso qualcuno, istintivamente una madre lo farà verso il figlio che non verso il partner. Se tu dovessi salvare da un incendio o tuo figlio o tuo marito perchè non c’è tempo per entrambi, è certo che penseresti prima al figlio, prova a pensarci: e’ l’istinto.
Ecco perchè, quando parlavo della mia vicenda, paventando la possibilità che quel tipo abbia mosso un certo istinto materno in quella ragazza che oggi è mia moglie, e vado sostenendo che certe emozioni che nascono da determinati istinti,si travalica il benessere di sè stessi, facendo anche accettare le mediocrità di un” partner bambino”, che da un partner uomo non si accetterebbero.
Che sia il simulacro di un figlio, come nel caso che ho dibattuto qui con voi, o un figlio veramente, per una “madre” la “salute” di questo vale più della sua vita.
Si ama certo il proprio “uomo”, ma non va dimenticato che da questo ci si aspetta che porti anche benessere, sicurezza e stabilità, cosa che non ti aspetti invece dal tuo “bambino” anche se è il tuo fidanzato, ha trent’anni e non si decide a crescere.
Il bisogno di amore in certe donne, è tale che si va incontro anche a queste “tenere” aberrazioni, come confondere l’amore verso un uomo con quello per un bambino, specie se quell’uomo lancia “segnali” in quella direzione, segnali infantili, che ho descritto durante il dibattito riguardo ad un certo tipo.
Questi fenomeni sono tanto frequenti quanto la mancanza di senso materno di cui parli e che riconosco esistere, e che fanno parte della “periferia” della normalità nei rapporti sentimentali uomo/donna. Solo che il primo è tollerato perchè “benevolo”, mentre il secondo, quello della mancanza di istinto materno, è visto come una abiezione, logicamente.
Questo, secondo il mio modesto parere, spiegherebbe perchè tante ottime donne, si faranno mettere i piedi in testa da altrettanti uomini/bambini, consentendo loro cose che gli uomini/uomini non possono permettersi, perchè ci si aspetta da loro altri atteggiamenti.
In questo senso, essendo il comportamento di cui sopra indotto dall’istinto, non può essere imputato come “colpa” alla donna che lo applica, ma se ne puo solo prendere atto.
Bimba, l’istinto è la più forte delle ragioni, credimi
Ringrazio molto entrambi per i vostri interventi, anche se ora ho le idee più confuse di prima 🙂
Da un lato, purtroppo, riconosco dolorose verità nella logica di Samuel, che tendenzialmente sarebbe anche la mia, dall’altro, le parole di bimba accendono una speranza. In fondo bimba stessa è un esempio di donna che ha avuto un’evoluzione tale da indurre molti a credere che sia un uomo, tanto si è avvicinata al nostro modo di ragionare. Per cui, forse è possibile che esistano donne in grado di amare come noi o in modo simile a noi.
Verissime le parole di Samuel, quando dice che l’uomo è teso a scegliere una compagna per la vita. Siamo tendenzialmente più portati alla ricerca del sesso slegato da complicazioni amorose, tuttavia il punto focale può restare la stessa donna.
Io stesso in fondo, ho impiegato anni per riuscire a passare oltre quella Storia. Anche dopo molto tempo, se avesse voluto, ci avrei ritentato. Riguardo alle tue parole bimba, anche io ero giunto più o meno alle tue stesse conclusioni, esistendo esempi di donne in grado di passare sopra a situazioni ben peggiori, quindi sono persuaso che non c’erano problemi così gravi da non poter essere risolti, con l’intenzione di farlo, ovviamente.
Ho sempre in mente questo dualismo padre/figlio. Samuel ha ragione, dati che costituisco l’eccezione non possono essere presi come regola. Ho in mente quanto si legge o si sente in tv, padri separati costretti a vivere nelle proprie auto come barboni, perché l’ex moglie, attraverso la legge(?) è riuscita a sottrarre una grande quantità di beni di proprietà originariamente dell’ex marito. Spesso mi sono chiesto, come possa una donna fare questo ad un’altra persona, in particolar modo al padre dei propri figli, tanto quanto un marito possa maltrattare la moglie. Non riesco a concepire una mamma che abbia lo stesso comportamento nei confronti del proprio figlio, certo, esistono questi casi, ma sono una parte risibile. Anche l’essere spietati con il proprio ex marito sono convinto che rappresenti una parte minoritaria, tuttavia non così ininfluente. Bimba dice giustamente che con tutta probabilità, l’amore da parte di lei rimase un innamoramento senza evolvere in qualcosa di più profondo. Tuttavia mi domando come abbia fatto lei o come facciano molte donne a cancellare il proprio partner con il colpo di spugna. Sarebbero mai in grado di fare lo stesso con il proprio figlio? “Caro figlio, da domani decido di non provare più nessun affetto per te, non esisterai più”.
Oltretutto se così tanti uomini, incluso Samuel con alle spalle un matrimonio che definirei nonostante tutto felice, hanno tutti questi dubbi, un motivo in fondo ci sarà.
O le donne non sono in grado di dimostrare il proprio affetto e rassicurare in tal senso i propri uomini, o qualcosa di non ben definito c’è.
ragazzi non penso proprio sia giusto che continuiate a paragonare l’amore per i figli con l’amore per il partner… davvero, sono due cose diverse.. vi capisco quando dite: ma come può una donna maltrattare così un marito, prendendogli i beni di proprietà ,mandandolo sul lastrico, negandogli di vedere i bambini.. come giustamente dice Andrea è un comportamento paragonabile a quello degli uomini che maltrattano le donne, io stessa e altre donne come me lo condanniamo. queste donne sono esseri fatti di pura cattiveria. questa è la mia spiegazione. la tendenza delle donne di lasciare il partner e poi non pensarci più, trattarlo quasi con crudeltà come se non fosse mai esistito nulla, in queste donne di estremi casi è esasperata, così come quegli uomini che arrivano a uccidere dopo essere stati lasciati, sono uomini che esasperano quel dolore che voi tutti provate quando la vostra donna vi lascia.
Riguardo le donne che cancellano tutto con un colpo di spugna io ti dico che non avviene all’improvviso come le donne fanno credere (e sono bugiarde in questo) non esiste il “non ti amo più” da un giorno all’altro, loro ci pensavano da parecchio e quando hanno trovato un altro uomo hanno avuto il coraggio di lasciare il partner che ritenevano di non amare più. Io come ho scritto più volte ritengo che ci sia sempre stata poca autenticità di sentimento verso il partner che poi lasciano, in queste donne. Questo è doloroso per voi uomini perché giustamente vi chiedete: ma come? Mi ha sempre mentito? Io non dico questo, ma certo vi ha nascosto un bel po’ di cose e di sue insoddisfazioni personali se arriva poi un giorno a questa decisione e anche a trattarvi come se non fosse mai stati importanti per lei (secondo me questo comportamento del cancellare tutto deriva appunto in realtà da mesi e mesi precedenti in cui questo amore per voi è scemato sempre più dentro loro, per cui è per questo che poi non provano niente… le donne sbagliano a non dire le cose come stanno, a non farvi partecipi dei loro malesseri, o forse lo fanno ma non si sentono capite, non so, comunque c’è un calo di amore a monte di tutta quella cattiveria che poi sfoggiano, voglio dire state certi che non è da un giorno all’altro, perché appunto come dite voi non sarebbe umanamente possibile. Non so se mi sono spiegata. Io conosco il mondo femminile, e so che non è tanto sincero come si vorrebbe credere. Spesso c’è molta menzogna. Anche fra donne stesse, io stessa ho avuto difficoltà a trovare vere amiche, la competizione femminile guida molte donne, che mai riuscirebbero a essere vere amiche tra loro. Non dico che tutte sono così, ma io conosco risvolti poco edificanti sul comportamento femminile e questo spiega la crudeltà di cui voi vi lamentate giustamente. Voi non siete così, ed è una cosa ammirabile. Già solo per questo, perché siete molto più onesti, sinceri, diretti, le donne
dovrebbero amarvi. Le donne amano come gli uomini? Forse la maggior parte appunto no, amano di più l’illusione dell’amore e non tanto l’uomo in sé. Io cercavo di dire a tutte le donne con quella mia lettera che così facendo sbagliano e soffrono loro oltre che i loro uomini che non si sentono così mai amati.
I dubbi di Samuel rientrano forse in questo caso, come dici tu Andrea, queste donne, la maggior parte, non sono in grado di rassicurare i loro uomini (facendogli venire i dubbi) perché perse dentro un amore immaginario che esiste solo nella loro testa, invece di concentrarsi sull’uomo che hanno accanto e amarlo.
tra l’altro ci sono anche gli uomini che non amano più che non hanno il coraggio di dirlo alla loro partner.. saranno i casi minori ma era per dire come esistono davvero queste situazioni in cui si nasconde il non amore. comunque non so, nel caso sbaglio in queste mie idee sono comunque sempre pronta a rivederle.
Andrea, mi piacerebbe scambiare opinioni con te su queste ma anche su altre faccende… ti lascio una email dove scrivermi se ti va… ciao 🙂
bimba7624@yahoo.it
Caro Andrea, se il mio si può ritenere un matrimonio riuscito è perchè sia io che mia moglie abbiamo un’affinità intellettuale assoluta. Questo è stato un colpo di fortuna riconosciuto da entrambi, grazie al quale riusciamo a trovare il piacere di stare insieme nelle piccole e nelle grandi cose. Ma un conto è l’affinità che proviene dall’intelligenza e dalla ragione e un altro è la famosa spinta istintuale, dove le affinità di altro genere che non siano quelle della realizzazione del “progetto di vita” che la Natura impone, non necessariamente tiene conto dei fattori e delle qualià legate al raziocinio di cui accennavo.
Per esempio, ho detto che mia moglie avrebbe potuto sposare almeno due dei suoi fidanzati, il primo specialmente, nonostante tutto quello che vi ho fatto sapere di lui. Ebbene, se ci fosse riuscita sarebbe stata un’ottima moglie per l’uno e per l’altro, quanto lo è stata con me, lo ammette anche lei.
Chiaramente col primo avrebbe fatto una vita da clochard e forse si sarebbe persa nella tossicodipendenza, mentre col secondo sarebbe finita a svolgere il ruolo di Cenerentola, considerato che quest’ultimo aveva la puzza sotto il naso e si sentiva un principino per vizo familiari, ma avrebbe dato il suo leale contributo all’unione, salvo complicazioni che sarebbero potute intervenire, che quasi sicuramente non sarebbero arrivate da lei.
Che significa questo? Che il bisogno di realizzare quell’obbiettivo, avere una famiglia e dei figli, prevede la presenza del marito, come UN elemento del tutto, NON l’elemento assoluto.
Quando parlavo con lei dei rapporti d’amore e delle persone che si incontrano, mi rispondeva quanto fosse stato difficile incontrare UN uomo col quale “realizzare un progetto” (quel progetto). Fermandomi a riflettere, mi resi conto che io non avevo mai affrontato il problema da quel punto di vista. La necessità, se mai l’ho avuta, non era quella di trovare UNA donna con la quale eccetera eccetera, ma LA donna.
Come vedi, in buona fede entrambi, vediamo la soluzione di un bisogno sotto due profili sostanzialmente opposti.
Quando ieri ti dicevo che non si può fare una colpa a lei se è stata attratta da quello scioperato, è perchè quello scioperato rappresentava per lei la massima espressione del desiderio femminile, in quel momento di massima richiesta “ormonale”, dove il desiderio di accoppiamento richiesto dalla natura operava una selezione oserei dire a livello di feromoni, ecco perchè uso dire che nonostante fosse uno scartellato le faceva “sangue”. E per lei quello era, in quel momento,(e per molti altri anni ancora)il marito ideale.
Anche se quella sensazione le è rimasta come un imprintig potente per molto tempo, e forse mai superata da nessuna altro, l’esperienza che accumulava le faceva aggiustare il tiro sulle caratteristiche del partner, del marito e del padre dei figli che avrebbe desiderato.
Lessi su un suo diario, dopo un ultimo tentativo di far capitolare il suo anelato eroe, ” ma come posso >>>
>>> seriamente di sposare un drogato in quello stato”. Attenzione. E’ interessante questo punto, perchè si vede come la passione si scontra con la pragmatica realtà, ed ecco che la famosa “onesta scientificità” che la donna mette nell’amore, quando progetta il futuro, e di cui parlavo in precedenti post, le ha instillato il grosso dubbio. “Come potrà servire il suo ruolo questo uomo, che pure amo, ma che che non garantisce una sua lucida presenza nella famiglia e nell’allevamento della futura prole?”
Insomma, non c’erano due cuori e una capanna all’orizzonte, ma una sana, pragmatica necessità di trovare la “squadra” giusta per giocare la partita più importante della vita, dove LUI è sì l’allenatore desiderato in quel momento, ma non TUTTO il team. Credo di essermi spiegato.
Ovviamnte non conosco tutti gli aspetti della tua storia, ma avendo a che fare con lo studio empirico della psiche femminile, potrei dirti che se tu applicassi la teoria che si evince dai miei discorsi, credo che giungeresti alle mie stesse conclusioni. Vale a dire che mentre lei per te è SOLO lei, tu per lei sei stato un “papabile” che ad un certo punto non forniva più certe sicurezze che un altro le ha fornito. Il tutto maledettamente in buona fede, intendiamoci, nel senso che quelle istanze istintuali che pilotano anche le decisioni amorose femminili sono assolutamente LECITE. Per la natura la femmina HA IL DOVERE di trovare il meglio possibile (er mejo der bigoncio come lo chiamavo io) per assicurare benessere a sè stessa e ai figli che dovrà allevare, fatica non indifferente tra gravidanza e crescita. Che queste istanze oggi si leggano con altre espressioni, coniugate attraverso le esigenze che la nostara cultura crea e impone, è un conto, ma che nascano da quegli antichi richiami, nessuno che abbia un minimo di cultura potrà negare.
Purtroppo, tu sei l’ennesima dimostrazione di come i luoghi comuni, che vedono la donna straziarsi d’amore come una Anna Karenina e il maschio come una specie di brutale Hulk sensibile solo a al sesso, siano comodi per i romanzi d’appendice e ad un certo, voglio dirlo, vittimismo dell’altra metà del cielo.
Sta di fatto che io, maschio brutale ed insensibile, sono qui a cercare il perchè di certi comportamenti di mia moglie e di cosa io rappresenti nella sua vita. Tu, a tua volta maschio e con tutti i difetti che a questa categoria sono riservati, ti sforzi di cercare di spiegarti il perchè la donna che realmente volevi abbia fatto una scelta che ti appare più pragmatica che sentimentale, cancellando momenti che per te dovevano essere indimenticabili.
Come vedi, quando si trova il soggetto più confacente al “progetto”, la femmina si sente giustificata a cancellare il “vecchio” (salvo qualche… “eccezione”)
Non so se sia io che te, per questa curiosa caratteristica di voler capire, apparteniamo alla categoria delle “anomalie” rispetto alla brutale media maschile, ma temo che “sull’AMORE” ci siamo fatti delle illusioni, caro Andrea.
Salve a tutti…vi leggo con molto piacere.
Devo dire che tramite questa discussione mi state aiutando a capire molte cose (attraverso l’analisi di un’altra persona) di me stessa.
” Insomma, l’opinione che lei aveva di sè stessa, in ragione di quel condizionamento avvenuto a causa di quella “dipendenza”,
era talmente bassa che si era quasi rassegnata a quel ruolo di elemosinante “ruota di scorta”. Quindi lei era conciata molto peggio di te
psicologicamente, non riusciva neppure a indignarsi, tanto era impoverita nel suo amor proprio”
Sai @Samuel mi rispecchio perfettamente, in quella che era tua moglie.
Ho provato le stesse cose e arrivata ad un certo punto mi sono dovuta chiedere il perche, ho dovuto affrontare
me stessa. Anche perche era palese che questa persona non andava bene per me, non mi faceva stare bene non mi faceva sentire apprezzata, ma allora perche stare cosi male e arrivare a superare certi limiti?
Ero purtroppo sempre legata al ricordo dei primi tempi di una illusione e non riuscivo a staccarmene.
Forse ero per lo piu legata, alle emozioni che mi aveva fatto provare, aveva suscitato in me cose di cui
prima non ero a conoscenza, per poi togliermi tutto di colpo.
Pensa che questa persona una volta mi disse (quando cominciava a dare i primi segni di instabilità):
“adesso conoscerai il peggio di me” ed io non riuscivo a capire.
Nonostante tutto non lo lasciavo, non ci credevo al fatto che potesse farmi tanto male.
Io con lui mi portavo dietro un senso di colpa (che poi ho scoperto essere legato ad altro) ma su cui lui faceva leva…
Si è la mia età @Samuel. Adesso, fortunatamente sono piu consapevole di quello che è successo e putroppo anche io a volte paradossalmente, nonostante tutto il male che mi abbia fatto mi fa tenerezza e pena.
Perche il modo in cui lo vedevo a volte, star male, debole, suscitava in me questi sentimenti e lui non si faceva scrupoli quando doveva colpirmi. Arrivò a dirmi: “se fossi sempre dolce o carino con te ti stancheresti”, ma lui lo era al minimo e non cedeva.
Quindi è giusto e concordo quando tu parli di istinto, della tendenza della donna a prendersi cura di qualcuno…
Anche perche, parliamoci chiaro, un Uomo VERO, tende a farsi vedere forte, a sostenere la propria compagna,invece di fare la vittima.
Ed è assurdo perche, una donna, vedendo un uomo che fa la vittima dovrebbe allontanarlo e archiviarlo.
Proprio perche non è contemplabile una cosa del genere.
Io infatti tuttora mi dico: “ma come hai fatto ad essere attratta da una persona cosi’ debole, fragile?”
E’ un paradosso.
Ora spero di trovare un UOMO VERO, perche credetemi sono stanca.
Spero di potermi rapportare con UN UOMO che riesca a sostenere me quanto io sostengo lui,
affinchè possa essere un rapporto alla pari.
Desidero solo questo.
“Vogliti bene! Cancellalo! Non ti merita! Stai facendo un torto a quell’uomo che ti amerà VERAMENTE, e che da qualche parte ti sta aspettando”
Seguirò il tuo consiglio @Samuel, grazie per le belle parole e i preziosi consigli, questa conversazione
è stata rigenerante! 🙂
Bimba sono sicuro che tu abbia ragione sul fatto che l’allontanamento da parte della compagna avvenga in modo graduale e solo quando si sente pronta lascia il partner (quindi tutelando innanzitutto il proprio benessere).
“Anche fra donne stesse, io stessa ho avuto difficoltà a trovare vere amiche, la competizione femminile guida molte donne, che mai riuscirebbero a essere vere amiche tra loro”.
Questo punto è interessante, perché è e,emerso da tantissime donne. Anche in questo caso probabilmente scatta qualche meccanismo istintivo, che fa si che le donne si sentano spesso “prime donne”, appunto.
“La necessità, se mai l’ho avuta, non era quella di trovare UNA donna con la quale eccetera eccetera, ma LA donna”.
D’accordissimo. Forse è questo il punto cardine. Anche se bimba dissente, anche io ho sempre avuto questa impressione,cioè che una donna focalizzi davanti a sé un progetto e cerchi di mettere insieme tutti gli elementi che più la aggradano per portarlo a compimento.
Io invece, mi identifico perfettamente nella descrizione fatta da Samuel. Per me, come per molti uomini, esiste “la mia donna” e la felicità di realizzare con lei un percorso non precostituito, ma spontaneo. L’importante è compierlo con lei.
Tuttavi Samuel, non credo nemmeno che sia tutto così lineare, anche in questo caso probabilmente ci sfugge qualcosa. Se una donna perseguisse istintivamente solo un progetto personale, non si spiegherebbe perché così frequentemente, come abbiamo visto, vada a sfasciare una famiglia, per cause più o meno ignote, inseguendo chissà cosa, o unicamente le emozioni, come dice bimba.
Talvolta una donna abbandona un progetto realizzato o in fase di realizzazione, abbracciando qualcosa di incerto. Non è infrequente che passi da un compagno di un certo livello, ad uno “inferiore” (passatemi il termine). Quello che voglio dire, è che se fosse tutto così schematico nel cervello femminile, loro vivrebbero in uno stato di miglioramento continuo. Abbandonerebbero un progetto unicamente con la prospettiva di passare ad uno migliore e non è sempre così.
A più di un’amica ho sentito dire parole del tipo: “tizia ha lasciato caio per mettersi con quell’affare li, è impazzita!”
“Purtroppo, tu sei l’ennesima dimostrazione di come i luoghi comuni, che vedono la donna straziarsi d’amore come una Anna Karenina e il maschio come una specie di brutale Hulk sensibile solo a al sesso..”
Anche su questo ti do ragione. Forse perché sono proprio le donne per eccellenza a dire di volere una cosa e farne un’altra. A dire di apprezzare determinati comportamenti e poi snobbare un tipo normale per mettersi con il tamarro. Mi ricordo soprattutto durante l’adolescenza, che avevo questo elevato concetto della donna. Non voglio dire una donna angelicata stile stilnovo, ma qualcosa che dovevi meritarti. E sorpresa delle sorprese erano invece i più immeritevoli, dal mio punto di vista, a fare strage di cuori…
..”temo che “sull’AMORE” ci siamo fatti delle illusioni, caro Andrea”.
Caro Samuel, sai che ti dico? Che ci saremo anche fatti delle illusioni in amore, ma preferisco di gran lunga essere in questo modo, piuttosto che vivere perseguendo esclusivamente progetti in modo asettico, buttando via chi non mi serve più come una vecchia scatola.
Preferisco vivere da illuso, piuttosto che unicamente come un animale :- )
Sono giunto anche ad una mia particolare teoria sul patriarcato. Se ne è parlato spesso come qualcosa di negativo e maschilista, ma ad un certo punto mi sono anche detto che se era nato, un motivo ci sarà anche stato e che se il risultato era una famiglia che durasse negli anni, possibilmente tutta una vita, forse non era nemmeno tutto da buttare.
Mi sono detto: il rapporto tra i sessi è regolato dal sesso, chi detiene il controllo del sesso detiene il potere. Sappiamo quindi che sono le donne ad avere in mano questo potere.
Il patriarcato contrastava tale potere, conferendo almeno in apparenza, delle limitazioni alla libertà femminile. Questo faceva si che lo “scontro” tra i sessi fosse controbilanciato. Poi è stato detto che non era giusta questa “supremazia” maschile e che le donne dovevano avere pari libertà e diritti. Perfetto.
L’unico neo, non di poco conto, è che questa parificazione ha completamente sbilanciato i rapporti, perché se è vero che una donna ha pari libertà e diritti di un uomo, non è altrettanto vero che l’uomo detiene il potere sessuale allo stesso modo di una donna.
Da qui nasce la profonda insoddisfazione femminile di vivere in un eterno luna park, la profonda insicurezza maschile causata dalla perdita della propria identità. L’ha detto anche bimba, donne su donne che vivono in perenne ricerca del principe azzurro e delle emozioni, autorizzate a prendere e disfare a piacimento, con il risultato di soffrire e far soffrire inseguendo chimere e alla fine coppie su coppie scoppiano nel giro di pochi anni. Che ne pensate?
“Una passione si alimenta di quello che non sai di un’altra persona, molto più che di quello che sai. Se non la conosci e hai qualche buon elemento di partenza ti puoi immaginare qualsiasi cosa. Sovrapponi le tue fantasie alle zone d’ombra, e se ci sono tante zone d’ombra hai ancora più spazio, puoi farci stare dei sogni interi.”
Andrea De Carlo, Tecniche di seduzione, 1991
Cari EU, Bimba e Andrea, voglio iniziare questa replica alle vostre lettere per sottolineare come, tutti noi, nelle relazioni sentimentali, tendiamo a voler vedere quello che più ci piace dell’altro, e tanto meno lo si conosce, tanto più la fantasia ci ricama intorno per “ricreare” quell’immagine che più o meno consciamente abbiamo del partner dei nostri sogni.
Da questo incipit nascono quasi tutti i problemi realazionali di una coppia, che si cerca di risolvere con i mezzi che il carattere personale ci concede: dalla sottomissione “dipendente” di mia moglie, o EU, alla “cancellazione” effettuata dell’ex fidanzata di Andrea sino alla empatica e accorata attenzione di Bimba. Tuttavia, se riflettiamo bene, l’immagine che abbiamo del nostro/a amato/a è sempre il frutto di un giudizio soggettivo e quasi mai OGGETTIVO. Non dimentico il fatto che mia moglie mi raccontava di quante volte le sue amiche le consigliavano di mandare al diavolo quell’imbecille, tanto era palese ai più l’inconsistenza del personaggio. Ma l’immagine che lei aveva di lui, riprendendo la bella frase di DeCarlo, nasceva SOLO dalla fantasia di lei, che “riempiva” in maniera consolatoria quelle (tante) “zone d’ombra” che il soggetto in argomento aveva. La stessa cosa che certamente EU faceva col suo tipo, che forse romanticamente Andrea pensava nei confronti della sua ragazza di allora, e che, diciamolo, tutti fanno per “giustificare” un’attrazione, spesso inspiegabile (perchè istintiva, voglio ripeterlo)attraverso una motivazione “razionale”, quindi anche accettabile dalla cultura con cui si è cresciuti e nella quale si è immersi. Spero di essere stato chiaro.
A proposito delle scelte amorose di “genere”, di cui abbiamo accennato nei post precedenti, dalle quali sembrano emergere criteri paradossalmente opposti a quelle che la vulgata generalmente immagina: femmine romantiche e maschi con una “sola cosa in testa”, l’obiezione che credo Bimba faceva a proposito di certe scelte femminili apparentemente incongrue, rispetto alla “onesta convenienza” che la donna opera nella selezione del partner, non invalida la tesi che ho portato, e spiego perchè.
Certe scelte che oggettivamente appaiono “controcorrente” non lo sono affatto per chi le effettua, per lo stesso motivo per cui una visione esterna e soggettiva su un episodio è vista con parametri diversi da diversi soggetti.
Quella donna che sceglie lo “scartellato” lascianodo un soggetto, diciamo, normale, vede nello scartellato una maggiore potenzialità, secondo certi suoi parametri di giudizio nei quali, lo ripeterò sin chè campo, l’ISTINTO ne è il mandante>>>
lo sai Andrea, sulla competizione femminile tempo fa avevo letto qualcosa che la spiegava “ancestralmente”… ovvero le donne della notte dei tempi lottavano fra loro per assicurarsi “il maschio migliore” il più sano, il più forte, il più in grado di dare una discendenza altrettanto forte e anche capace di proteggerle.. dunque a tutto pare ci sia una spiegazione biologica.. eheheh.. 🙂
Samuel, la tua osservazione sull’attrazione per istinto e su quella invece razionale mi ha fatto pensare alla mia ultima storia.. ovvero fra me e lui c’era, c’è, c’è sempre stata questa attrazione istintiva (e non parlo tanto di me, quanto di lui.. sembrava io fossi una calamita non riusciva a starmi lontano..) c’era anche una certa affinità intellettuale, direi buona… c’era molto affetto, sostegno, sentimenti genuini e sinceri… eppure com’è andata a finire? ha preferito un’altra donna, con la quale ha una affinità intellettuale al 100 per cento (credo come quella che hai tu con tua moglie).. con lei non c’è “l’effetto calamita”, anzi sembra a volte intimidito a starle accanto, non è molto espansivo con lei.. tanto che io i primi tempi non mi capacitavo.. mi rivedevo con lui, sembravamo la coppia dei famosi film… occhi negli occhi, tanto affetto e tenerezza, tanta confidenza e tanta passione.. mi sono dovuta arrendere all’evidenza che invece dice a chiare lettere: la donna della vita è quella con cui c’è un’alta, altissima possibilmente, attrazione mentale (come dici tu) non tanto quella che ti fa “sangue”…E probabilmente la stessa cosa vale al contrario, infatti per tua moglie sei tu l’uomo della vita, non l’ex che le faceva “sangue”.. come x Andrea dove a lei non è bastato l’amore romantico.
Andrea, sulla faccenda del patriarcato non saprei, non conosco a sufficienza l’argomento. a istinto mi sembra un po’ azzardato dire che era meglio quando la donna era sottomessa, così, non avendo libertà, non andava in giro a fare “danni”.. lo stesso rdf che tira in ballo il patriarcato dice che “l’emancipazione femminile è giusta, ci mancherebbe (parole sue) e che il patriarcato in realtà è la culla di questo amore romantico che tanto fa danni quando lo si vuole inseguire perché allontana dalla realtà..” non sono sicura di essere d’accordo con questo suo ultimo punto, perché un tempo, nel patriarcato appunto, i matrimoni erano di interesse, dunque ben poco c’entra l’amore romantico, semmai questo è stato una reazione (direi giusta) all’imposizione di sposare una donna o uomo che non amavi. io penso che il problema di oggi risieda in altro, e non vedo la soluzione nel tornare a 100 anni fa.
sostanzialmente la penso come Kid, che ha commentato la mia lettera http://www.letterealdirettore.it/donne-come-si-fa/ dove parla appunto di parità che è stata intesa male e ciò ha portato la donna a perdere le sue belle qualità di donna e invece diventare sempre più come gli uomini..ti ho fatto una sintesi ma Kid, nei suoi commenti, secondo me spiega molto bene questo concetto..
>>> principale. Silente e invisibile, come un boss mafioso moderno che, nascosto in un rifugio insospettabile, invia i suoi “picciotti” in giacca e cravatta a mettere in pratica un progetto che se anche infrange la “legge” deve uscirne con i crismi della legalità. Capita la metafora?
Cerco di essere più chiaro, riprendendo l’esempio della mia “povera moglie”, una ragazza educata con criteri tradizionali, sessuofobici e rispettosi del bon ton, che viene attratta da un tipo agli antipodi di quelle che potevano essere le sue aspettative, e per questo “tenta” di far quadrare il cerchio. Non può negare l’attrazione ma non può negare neppure il fatto che lui è uno sfaticato, bugiardo, inaffidabile e drogato. Pensiamo cosa sarebbe stato presentarlo alla madre! Ecco che la sua fantasia, ci “inserisce” tutte quelle qualità che di solito sembrano appartenere ai personaggi tormentati, e che come tali (chissà perchè) fanno immaginare di essere interessanti: è un artista incompreso, fragile e insicuro ma io lo “rassicurerò”; è talentuoso e non può piegarsi alla routine di un lavoro qualunque; è stato “sfortunato”, ma il mio amore lo ripagherà; ha sofferto da piccolo e non ha imparato cos’è l’amore, ma lo capirà con me. E via di questo passo. Tutto questo “serve” a sentirsi importanti, necessarie a qualcuno, sensazione che forse un precedente partner non dava, e che in molte donne è necessaria alla loro “femminilità”, consentendo che quella donna scelga un compagno in maniera “apparentemente” non conveniente, ma in realtà utile al proprio ego per (credere di) svolgere un ruolo da protagonista. Un esempio clamoroso? Quelle donne che si innamorano di efferati assassini dichiarando di aver trovato finalmente l’uomo della propria vita. E’ talmente forte il bisogno di accudimento in queste donne che superano(convinte) anche la logica più elementare del buon senso, restando a volte vittime dei loro amati…assassini. Ergo: i loro immaginari principi azzurri, quasi sempre ignorano tutta questa sensibile attenzione nei loro confronti, e ne approfittano come bambini viziati, con le conseguenze che sappiamo.
Quando Andrea mi parla che da ragazzo vedeva quanto certi sfigati fossero così attraenti agli occhi femminili, racconta quello che ho vissuto anch’io dove, da giovane normale, piuttosto attraente e con un fisico atletico, ma non portato a millantare ne a raccontare “favole”, venivo surclassato da certi vuoti personaggi, ma capaci di vendere bene il “fumo” che faceva “volare” la fantasia femminile.
Capito questo, il fatto che una donna si senta “sempre” bruttina, che è in competizione con le altre, e che un’opportuna dose di corteggiamento le risolleva l’autostima, anche uno “sgorbio” più storto di Tolouse Lautrec ma molto meno intelligente e affascinamte di lui, può fare una strage di cuori, se poi è carino, un olocausto.
Insomma le nostre donne hanno bisogno di sogni più che di realtà, e anche quando pensano di fare il loro sano interesse in amore, è sempre sogno.
Bimba, tra me e mia moglie c’è un’affinità intellettuale che ha del prodigioso, tanto che ancora oggi ci sorprendiamo di pensare le stesse cose nello stesso momento, utilizzando persino gli stessi termini per esprimere il concetto. Ma questo è dovuto, oltre che ad un comune “software” di base, che col tempo si è riconosciuto con quello dell’altro, soprattutto ai 25 anni di vita in comune, durante i quali si sono apprese tendenze ed abitudini dell’altro. E’ per questo che molte coppie finiscono per assomigliarsi, e non solo come modo di pensare.
Ma questa, lo ripeto, è stata una fortunata coincidenza che non sempre capita, anche nelle coppie più affiatate e sincere. Siamo i migliori amici l’uno dell’altra, ma questo non ha significato il miglior amante l’uno dell’altra, forse lo siamo diventati dopo un periodo recente fatto di “lacrime e sangue”, a dimostrazione che il famoso “istinto mafioso” di cui accennavo in precedenza, non contempla le affinità elettive come necessarie alla “riproduzione” e di conseguenza a giustificare le fesserie che si fanno per avere un idiota qualunque che però la natura ti indica come il maschio della tua vita. Sono due mondi separati, l’ho già detto, lo confermo e lo ripeterò sino allo sfinimento, anche se più di qualcuna mi dirà che sbaglio.
Non c’è dubbio che una relazione intellettualmente viva ha più speranze di durare rispetto a quella istintiva, che sia più piacevole, anche se meno adrenalinica e che in fondo dà senso ad una vita di coppia, visto che il sesso è destinato ad affievolirsi per tutti. Ma è un fatto che le storie d’amore più “richieste” sono quelle legate all’istinto, e non all’affinità intellettuale. Se fai un libro o un film su quest’ultima condizione saranno l’autore, il regista e i famigliari di questi a comprare il libro o ad andare al cinema. Se invece fai un romanzo, “come 50 sfumature di grigio, rosso e nero”, (li avete sentiti nominare l’estate scorsa, vero?) saranno 100 milioni di donne ad acquistarlo. E di cosa parla? Di un lui caratteriale, ma ricco, con tendenza al sadismo, ed una lei che lo ama disperatamente, benchè sottoposta alle vessazioni del problematico personaggio. 100 milioni di copie vendute!! E’ un caso sociologico su cui riflettere, altro che affinità elettive: è l’istinto allo stato puro, e mi sorprende che sia passato sottotono dato quello che significa come “singolare” fenomeno della psiche femminile, in un momento nel quale la tanto decantata liberazione delle donne, le pari opportunità, i maltrattamenti, i femminicidi e lo stalking di cui si sente parlare quotidianamente, farebbero pensare finalmente a quelli che dovrebbero essere i veri “desideri” femminili da perseguire, relativamente alle relazioni con gli uomini. Il succeso di quei romanzi fa capire cosa invece passi nella testa di milioni di donne, ancora una volta alla faccia delle affinità elettive.
Bimba, non sò quanto sia durata quella attrazione magnetica (termine a me noto, nei confronti di altri) ma >>>
>>> l’stinto è ondivago, e come ho detto nei post precedenti, se si intravede qualcuno più idoneo, si cambia.
E’ chiaro che per lui non eri la donna della vita, e quella che ora frequenta neppure, secondo me, se ne è imbarazzato nel rapportarcisi, come dici tu. Deve essere un debole che ama le donne dominatrici, forse come retaggio del rapporto con la madre, chissà. Non pensarci più, non credo ne valga la pena.
Quanto alla domanda di Andrea sul patriarcato. Caro Andrea, temo che oggi come oggi la tua sarebbe una battaglia di retroguardia. Il patriarcato è finito per sempre e forse è un bene che sia scomparso, perchè di errori ed ingiustizie ne ha prodotte in quantità.
Il patriarcato aveva una ragion d’essere quando il potere e la forza economica maschile avevano ragione su tutte le altre contingenze, seppure importanti, e la sopravvivenza “fisica” della famiglia era una responsabilità del padre di questa, che per questi obblighi, in molti deprecabili casi, si arrogava diritti di vita e di morte sui suoi “sottoposti”.
La donna, sino 40/50 anni fa, in Italia ma no solo, dipendeva dalle condizioni economiche del marito, dal quale dipendeva anche la sua sopravvivenza come persona. Il marito era il “padr-one” della sua vita e quindi il “patri-arca”.
Senza voler fare lo psicologo sociale da strapazzo, se 50 anni fa i femminicidi erano legati soprattutto all’adulterio di lei, oggi sono collegati alla voglia di libertà di lei, all’autonomia, anche economica, di lei, alla capacità di autodeterminare la propria vita, di lei. Tutte cose che fanno perdere “potere” a quel lui abituato a sentirsi padrone attraverso questi condizionamenti sociali OBBLIGATI, con reazioni troppe volte insensate, da marito/padre padrone, appunto.
La storia non si può fermare e oggi va in quella direzione libertaria e paritaria o almeno “dovrebbe” andare, cosa difficile da credere quando leggiamo di certi successi editoriali, o di donne come le nostre che si buttano via per anni dietro dei “quaquaraquà”. Se però venisse finalmente imboccata quella strada, di cui tante di loro parlano, sarebbe una direzione che io troverei molto stimolante come uomo che si ritiene evoluto.
Peccato che poi, molte delle nostre adorate compagne che sventolano quei sacrosanti diritti, sognano però un maschio problematico come quello dei famosi romanzi appena citati o ne hanno avuto uno simile, anche se non esplicitamente, nè fisicamente violento, vivendo relazioni che le vedono esprimersi da “gregarie” in una direzione completamente diversa a quella gridata o richiesta a parole, mentre mantengono in “vita” certi omuncoli senza attributi, che però sanno far leva sulle loro femminili “debolezze” sentimentali e caratteriali per raggiungere l’obbiettivo di dominarle.
Che vuoi che ti dica, è il meraviglioso e caleidoscopico animo femminile, che non finisce mai di sorprendere noi uomini e persino le stesse donne, un animo che forse non capiremo mai, e probabilmente è meglio così.
Una saluto a tutti.
Samuel
con questa frase hai centrato il punto:
“Insomma le nostre donne hanno bisogno di sogni più che di realtà, e anche quando pensano di fare il loro sano interesse in amore, è sempre sogno.”
🙂
forse quelle di oggi molto più di quelle di ieri che avevano da pensare principalmente alla sopravvivenza…
Andrea
infatti è così: “Quello che voglio dire, è che se fosse tutto così schematico nel cervello femminile, loro vivrebbero in uno stato di miglioramento continuo. Abbandonerebbero un progetto unicamente con la prospettiva di passare ad uno migliore e non è sempre così.”
le donne non hanno affatto un cervello schematico, ma anzi tendono all’ irrazionalità. da cui i sogni di cui parla Samuel…
Difatti anche se io sono forse più razionale della “donna media”, adoro come le altre le cose che mi fanno sognare: film, romanzi ecc… solo che avendo fatto un mio percorso di maturazione non confondo più queste cose con la realtà.. 🙂 ma quanto mi fanno bene per andare avanti e continuare a sperare (sognare) che nella vita esistono anche le cose belle.. 🙂
Il patriarcato me l’avete proprio bocciato eh! 🙂
Anche perché forse l’avete interpretato nell’eccezione negativa del termine:, proibizioni, vessazioni, sottomissione.. In realtà ho sotto gli occhi esempi duraturi e felici incentrati proprio sul patriarcato.
Alcuni miei zii sposati da tanti anni e poi ricordo bene i genitori della mia ex, forse la coppia più in sintonia che abbia mai visto. Lui il capo famiglia ufficiale, lei quella ufficiosa, ma con ruoli ben netti e determinati. Ovviamente tutte coppie durature e da quello che ho potuto vedere, affiatate. In fondo spesso citiamo l’istinto naturale, ma in natura, gli animali, hanno ciascuno il proprio compito. Mai visto una leonessa fare il leone e viceversa..
In realtà probabilmente avete ragione voi, perché il patriarcato funzionava se messo nelle mani dell’uomo giusto che aveva buon senso mentre si rivelava disastroso nelle mani sbagliate. Questo discorso si può applicare anche alle coppie moderne, ora è lei ad essere matriarca e sta a lei agire con buon senso.
Eppure sono convinto, che andremo sempre più incontro a coppie più o meno nel caos della separazione e generazioni che si abitueranno a vivere in famiglie allargate.
La coppia che si forma, cresce e resta insieme diventerà qualcosa di molto raro (la strada intrapresa è quella).
D’altronde basta vedere già ora come funzionano le cose: 30 enni libere ma insoddisfatti ed eterna adolescenza. Senza contare che una 30/35enne odierna si avvicina alla creazione di una famiglia con alle spalle fidanzati importanti, avventure, frequentazioni a solo scopo sessuale (che piacciono tanto a noi maschietti). Quindi si appresta a costruire una famiglia con un cuore già molto più indurito,cinico ed indipendente.
Quello che voglio dire per ironia della sorte è che probabilmente, in una storia come quella vissuta da bimba 50 anni fa, la bimba di allora non avrebbe potuto così facilmente biasimare il compagno per “futili” motivi e sarebbe maturata con lui imparando ad apprezzarlo, mentre ora, come fa notare bimba stessa, al primo calo di “emozioni” la donna non sente nessun peso sociale nel mollare il fidanzato e a ripartire da zero. Quindi di nuovo emozioni/crisi/emozioni.., in una sorta di parabola che nasce e muore all’infinito. Unico problema è che nel mentre la vita trascorrere e la biologia umana resta quella di 50 anni fa.
L’emozioni inoltre, vivendole e rivivendole, via via non hanno più la stessa intensità e non è più così facile rinunciare agli spazi che ci si è ricavati. Il risultato man mano che si cresce vivendo in questo modo “libero” è trovare qualcuno da amare e che ci ami e non qualcuno di cui semplicemente innamorarsi.
Infatti guardate che caso, alla fine la difficoltà più grande è poter dar vita ad una storia importante. Magari caia si lamenta di non riuscire a trovare un tizio “serio”, quando probabilmente fino a qualche anno prima l’aveva tra le mani e l’ha snobbato..
..In sostanza prima si provava un peso fatto di doveri, imposto dal coniuge e dalle famiglie a cui dovevi adempiere.
Certo se si era fortunati si formava una famiglia serena, altrimenti erano dolori.
“Caro Andrea, temo che oggi come oggi la tua sarebbe una battaglia di retroguardia”
No per carità, da parte mia nessuna battaglia. Mi piace esprimere il mio punto di vista e formare con il dibattito un mio personale pensiero.
Per quanto mi riguarda, per fare un parellelo un po’ forzato con la scuola è come dire che prima c’erano i maestri troppo severi e dispotici, ora studenti molto meno educati al rispetto, e docenti privati di qualunque potere pena la messa al bando da parte della scuola stessa e delle famiglie. Almeno,questo è quanto mi riferiscono amici insegnanti.
“le donne non hanno affatto un cervello schematico, ma anzi tendono all’ irrazionalità. da cui i sogni di cui parla Samuel…”
Secondo me è un po’ un sognare con i piedi per terra, come fa notare Samuel. Forse davvero i veri sognatori siamo noi uomini, senz’altro più logici ma anche capaci di perderci dietro ad una logica utopistica, fatta infondo di illusioni.
P.S.= bimba ti ho scritto una mail, ti è arrivata? Solo per conferma..
veramente no, Andrea, e non capisco il perché.. da quell’indirizzo ho provato sia a ricevere che ad inviare, e mi ha funzionato… se non arriva proverò a darti un altro indirizzo…
Andrea, io continuo a restare un po’ perplessa quando si parla di un’epoca maggiormente “cicala” intesa come: single/no doveri/sacrifici/responsabilita’. Mi spiego: ci sono le cicale, uomini e donne, e anche la fuga dalle responsabilita’ a piu’ ampio spettro. C’e’ sicuramente anche chi spende 1000 euro per cose piu’ futili ecc. Pero’ onestamente credo viviamo in un’epoca in cui moltissime persone lottano ogni giorno con il precariato (e non da oggi), non hanno il modo di lasciare la casa dei genitori pur volendo o se lo fanno hanno ben poco da cicalare, in cui le persone magari non hanno figli ma si occupano di genitori anziani o altre problematiche. Quindi di per se’ anche il single o la single pur anche non si leghi non per forza e’ smidollato o cazzeggiona ad ampio senso/raggio. Al contempo a 35 anni molte persone, uomini e donne, non sono single di ritorno perche’ non si siano impegnati in un rapporto sul serio ma perche’ il pacco lo hanno ricevuto dal partner e uomo o donna. Andrea, sarebbe bello se il problema fosse nella non concretezza ecc femminile soltanto perche’ in giro non ci sarebbero un bel po’ di donne che si son presi pacconi micidiali da colui che era un compagno e un marito con cui credevano di vivere non secondo Beautiful ma una realta’ quotidiana fatta di tutto cio’ che compone la realta’. Anche i normali sacrifici come i problemi purtroppo possibili e di maggiore impatto, come problemi di salute propri o del partner o di famigliari o la perdita del lavoro ecc. Che poi per tutto cio’ non c’e neppure una precisa eta’ e personalmente a parte il fatto che la convivenza o il matrimonio portano ad avere una serie di responsabilita’ materiali e contingenti in piu’ nel quotidiano ci sono cose nella vita che se ne fregano, per succedere, che tu sia single, piu’ adulto d’eta’ o meno
e quindi il fatto di non stare in coppia di per se’ non significa ne’ avere ne’ costruirsi una “bolla” per non affrontare problemi o non dover crescere. Come, ovviamente, avere un/una partner, comprare casa e neanche concepire, allevare figli di per se’ vuol dire “essere maturi”. Magari fosse cosi. L’indipendenza a me non sembra un guaio. Quella economica dovrebbe essere un diritto possibile per tutti/e, cosa che oggi non e’. L`indipendenza non e` «che me ne frega faccio quello che mi pare e ti c*go in testa perche’ di te non me ne frega nulla», e’ tutta un’altra cosa. Da un certo punto di vista e’ sicuramente vero che dopo delle batoste gli ultratrentenni o piu’ sono piu’ disincantati… al contempo spesso lo sembrano molto di piu’ gli under 30 o i 20enni. Molti over 30, passata una batosta (uomini e donne) sono molto piu’ sereni/e dei loro “fratelli e sorelle minori”. Stanno bene anche da soli e sono piu’ indipendenti, e’ vero, ma non in senso “deteriore”. Raggiunto un proprio equilibrio e rielaborate delle cose del passato non mi sorprende affatto che si godano la vita piu’ di prima e anche se hanno dei problemi. e per godersi la vita non intendo necessariamente sco.... a dx e sx o ubriacarsi tutte le sere. Ma tra chi dice “mai piu'” e tra chi compulsivamente cerca compagnia io conosco parecchia gente, uomini e donne, che nonostante si sia trovata di fronte inattese difficolta’ e anche serie quando in teoria non c’era spazio per un terremoto, da quei terremoti ha imparato a vivere “meglio” e non “peggio’ di prima. e non mi stupisce che relazioni formatesi piu’ avanti siano “migliori” e non “peggiori”. Poi le cantonate possono sempre capitare o si puo’ pure andarsele a cercare, chi nasce tondo non muore quadrato a meno che un suo percorso non gli/le porti nuove riflessioni ecc. ma non vedo un solo modo di stare in coppia, uomini/donne, o di essere single, uomini/donne. Non l’ho visto stando in mezzo alla gente, miei coetanei e non. Questa ovviamente e’ la mia esperienza e il mio punto di vista. Anche dopo aver attraversato dei miei stati d’animo nei quali mi risaltavano agli occhi delle cose piuttosto di altre in fasi di introversione ma anche parlandone con chi era nella fase mia o simile o tutt’altro, pur avendone passate di brutte. E devo dire che ringrazio entrambe le cose. Poi ognuno sa per se’ e i suoi .percorsi.
Ciao a tutti. No Andrea, non è una bocciatura ma solo la constatazione che quella condizione di cui parli, ancorchè auspicabile quando il “pater familia” è una persona per bene, oggi è anacronistica culturalmente. Io, come tanti, provengo dalle famiglie d’origine dei miei genitori entrambe patriarcali. Ma, mentre quella della mamma aveva un patriarca delizioso, democratico, amorevole e coscienzioso, quella di mio padre era esattamente il contrario. Un capo famiglia prepotente, violento e tirannico, risultato: stesso ambiente stessa cultura ma due “atmosfere” diverse, dove nella prima l’affetto, l’armonia e l’allegria erano la caratteristica dell’ambiente famigliare (e dove io da piccolo stavo più volentieri) mentre la seconda era all’insegna dell’oppressione e del timore.
Cosa significa, che banalmente è sempre la qualità delle persone che fa la differenza, al di la del momento “storico” che si vive.
Oggi lamenti il fatto che molte giovani donne non “abbiano” le idee chiare sul proprio futuro, e forse le tue bellea spettative non trovano riscontro nelle persone che incontri. E’ il risultato della “libertà”, che mentre apre orizzonti prima impossibili, crea anche l’angoscia della…scelta.
50/60 anni fa uomini e donne della “common people”, non avevavano gran chè da scegliere circa il loro futuro. A 30 anni lui aveva un lavoro, si trovava una “brava ragazza”, si sposava e faceva il “capo famiglia”. Lei ne aveva ancora meno: si sposava con quello che spesso passava il convento e diventava una monaca di casa. Fine.
Pensa oggi, con i cambiamenti intervenuti nell’ultimo mezzo secolo, dalla pillola, al divorzio, al lavoro femminile, alla diminuzione delle nascite sino alla crisi economica e quindi di…futuro, come sono cambiate le carte in tavola.
Una donna che ha appena appena una indipendenza economica, se non ha proprio la passione per la famiglia, col cavolo che si mette a spaccarsi la schiena per il resto del “gruppo”. E quante sono le coppie che non rinunciano alla propria indipendenza per paura di non “divertirsi” più, mantenendosi in una situazione ambigua senza realizzare un vero progetto di vita che li veda insieme da lì a 10 anni.
Sono saltate le regole antiche, ma pochi sono in grado di farsene di personali e viverle con convinzione, tanti sono i condizionamenti “sottoculturali” di questa società dell’immagine. Oggi la crisi economica sta facendoci ritornare gioco forza coi piedi per terra, mostrando con spietato realismo quali sono le cose veramente importanti della vita. Ma siamo solo all’inizio di questa rivoluzione dei costumi, ci vorrà una o due generazioni per sbollire “l’ubriacatura” consumistica e tornare, se mai accadrà, ad una vita più sobria e vera.
E’ curioso, però, come l’argomento iniziale del topic di Elis si sia spostato su alcuni altri “sottoprodotti” delle relazioni sentimentali, dimostrando che, in fondo, la gente vuole realizzarsi nella sempre attraverso il solito, eterno sentimento che chiamiamo amore. C’è speranza.
Luna: secondo me leghi troppo dipendenza economica alla dipendenza affettiva. Non intendevo dire che una donna debba stare a casa a far la casalinga, anche se il patriarcato “puro” era di questo stampo.
Più che altro ciò che intendevo dire è in realtà poi quello che ha spiegato Samuel molto meglio di me, in particolare nel punto: “E quante sono le coppie che non rinunciano alla propria indipendenza per paura di non “divertirsi” più, mantenendosi in una situazione ambigua senza realizzare un vero progetto di vita che li veda insieme da lì a 10 anni”. Al giorno d’oggi l’individualismo viene molto prima del benessere di coppia con tutto quello che ne consegue.
Oltretutto mi sembra troppo semplicistico dare la colpa a cause esterne, della serie: “io volevo, ma il partner era un pacco”. Oppure:”io volevo, ma sono precario”. Prima di tutto sono molto poco convinto che uno o una scopra i difetti del partner dall’oggi al domani, nella stragrande maggioranza dei casi le avvisaglie si palesano molto presto. E’ che si vive di emozioni come diceva bimba, e fin che ci sono le farfalle nello stomaco è tutto bello. Posto invece che in effetti siano molti i precari e disoccupati al giorno d’oggi è anche vero che molti altri si rifugiano dietro a scuse di questo tipo quando in realtà avrebbero tutte le possibilità per fare il “sacrificio”.
Una volta, 50 anni fa, lo facevano. E’ questo il punto Luna, se uno/a si trova a 30/35 anni ancora single senza essersi formato/a una famiglia, la “colpa” di questa situazione ricade principalmente su se stesso/a.
Poi possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, ma la realtà è questa. Molta gente sta bene da sola, sta bene nella propria indipendenza e non ha voglia di fare sacrifici nell’ambito della coppia. Certo, alla fine dal proprio punto di vista si è tutti vittime degli altri che sono tutti carnefici, ma è solo un modo per non affrontate i propri errori e i propri difetti.
Samuel: nulla da aggiungere, hai spiegato benissimo ciò che intendevo dire. Avevo fatto l’esempio dei genitori della mia ex, sua madre è una donna che ha lavorato per un periodo e poi ha scelto (spontaneamente) di dedicarsi alla famiglia. Suo padre elettricista, lavorava a tempo pieno e nei week end si dedicava e tuttora credo si dedichi, a ristrutturare la casa che avevano comprato con poco. Non lavoretti, si parla di veri e propri lavori di muratura fatti da autodidatta. E hanno tirato su una gran bella famiglia e una gran bella casa, tra l’altro. Ovvio che bisogna crederci nella famiglia e non essere sempre incerti su ciò che si desidera, con chi, quando e come.
“Sono saltate le regole antiche, ma pochi sono in grado di farsene di personali e viverle con convinzione, tanti sono i condizionamenti “sottoculturali” di questa società dell’immagine”.
D’accordissimo.
Bimba: ti ho riscritto..comunque facciamo così, ti lascio il mio indirizzo così risolviamo il problema 🙂 andrea.anonimo@rocketmail.com
Cara Elys27,
Capisco pienamente cosa provi….. Il fatto è che questi soggetti cattivi resteranno comunque incompleti e poveri nel loro essere. Noi siamo diverse e conosciamo l’Amore, un qualcosa che loro (credo) non conosceranno mai perchè sono torbidi.
Dobbiamo andare avanti. Io è qualche giorno che mi ha lasciata, ma ho deciso che DEVO andare avanti e metabolizzare tutto lo schifo e la falsità che lui mi ha gettato addosso perchè incapace di amare e di prendersi le sue responsabilità.
Coraggio!!! Ti sono vicina! Un bacio 🙂
Come non quotare la sagge parole di Andrea e Samuel…Con questa favola del progresso,si torna in realtà indietro e di molto. Sempre più insoddisfazioni, sempre più frustrazione.
Come ho scritto più volte, se volete la prova di tutto ciò, parlate con gli anziani…e spesso capirete che tutto questo bel sistema che ci viene propinato ora è tutta fuffa. Capirete che una volta si stava decisamente meglio.
Non ho un singolo caso caso di persona che mi dica il contrario…certo, mi parlano di sacrifici, di una vita fatta di piccole cose, ma non per questo peggiore. I ruoli erano meglio definiti e le donne erano molto ma molto meno vessate. Secondo me nenche ci immaginiamo i casi ODIERNI di violenza domestica. Senza contare che la donna oggi riveste un ruolo completamente di oggetto, in tv, in pubblicità ecc. Una volta secondo me era decisamente più rispettata. E poi i sacrifici..ma chi dice che sono inutili? Senza sacrificio non c’è il gusto di assaporare una conquista. Siamo noi che abbiamo cambiato il sistema naturale in nome di una maggiore libertà, che in realtà ci rende schiavi di fattori ben più sottili e complessi.
Oggi è tutto dominato dall’emozione del momento e al minimo problema salta tutto. La grande parola di questo secolo “PROBLEMA”. Non esiste più la semplice discussione, il punto di vista…come qualcosa non va sono “PROBLEMI” e si molla tutto.
Che poi non si tratta di dire “ho ragione io o hai ragione tu”, basta guardare i fatti e accertarsi che ci sono molti più insoddisfatti che soddisfatti, e apparentemente hanno molto se rapportato all’epoca…come mai? “Ma sai quante cose devo fare?? Lavare,stirare portare IL figlio a scuola”…una volta i figli erano minimo 6 o 7 🙂 Certo, alcune esigenze sono cambiate, questo è innegabile. I figli stessi nascono iper viziati e di conseguenza trasporteranno questo nella vita futura…lasciando perdere al minimo problema, proprio perchè abituati a tutto e subito. Cioè, bambini di 6 anni con gli Smartphone!!
Non so, magari sarò all’antica io…