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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

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  • 13601
    Emma -

    Ps. Non sono mai stata sulla riva di un fiume. Mi è capitato di essere su un binario ferroviario, a 300 km da casa, abbandonata a me stessa, ai miei istinti suicidiari e alle mie-più volte rimarcare da terzi- paturnie mentali.
    Purtroppo non ho avuto, nell’immediato, alcun moto di orgoglio.
    E per alcuni mesi ho frustrato me stessa alla ricerca di un pentolone che credevo pieno d’oro e che, invece, era solo un tegamino arrugginito.
    È l’unico rimpianto che ho (salvo quelli di stampo lavorativo ed economico).
    Tornassi indietro anche io penserei con orgoglio “certa gente non può averla vinta”.
    Non lo scrivo con vittimismo ma con grande, grandissimo rimpianto.
    Difendere il proprio Orgoglio sempre e comunque. Ficcatevelo in testa.

    Ciao Maria Grazia.

  • 13602
    Dalia -

    Mi dispiace che una lettera di questo tipo venga spesso intinta di scontri. Ci sono stati i periodi in cui questo posto è stato davvero l’unico in cui mi sentivo capita da alcuni di voi, anche quando non scrivevo e vi leggevo solo, dove non sentivo dispensare i soliti consigli di circostanza, dove gli sfoghi venivano umanamente compresi senza subire l’immediata e usuale gogna pubblica. Forse non è stato il forum a “salvarmi”, sarebbe azzardato pensarlo, e forse non sarei arrivata comunque ad uccidermi -ho scritto diverse volte di essere vigliacca- ; però sentirsi meno soli in certe giornate può essere quel qualcosa che ti trattiene un pò indietro, appena prima di scoppiare. Non potevo, seppur senza aver mai visto i vostri volti o sentito le vostre voci, non affezionarmi a voi, alle vostre storie, dopo che mi avevano tenuta compagnia, a volte ho pianto rileggendo alcuni passaggi. Dietro un post c’è un essere umano, e specie in lettere come questa ci sono trascorsi reali di sofferenza inimmaginabile, a volte ancora attuali mentre si scrive. Mi piacerebbe pensare che possa continuare ad essere un aiuto, a suo modo, per me perchè mi sento ancora molto fragile, al di là del senso di dignità che continuo a provare a darmi i momenti di sconforto sono tanti, ma anche per qualcun altro. Emma, grazie per il tuo “sono qui”, anch’io “sono ancora qui”, un pò egoisticamente e un pò perchè è come se fosse una vecchia casa che ho abitato e ogni tanto mi viene una gran voglia di ritornarci, anche se è stata un pò abbandonata, mi dispiace pensarla in rovina e mi auguro di incontrarvi, vi aspetto, se per caso ci avete pensato anche voi..
    Se qualcuno ogni tanto passasse di qui vorrei dire che io appena posso una visita la faccio ancora, momenti brutti e meno brutti.
    In questo momento chi se ne frega se gli abbracci sono inflazionati, io ve li mando lo stesso. Con un pò di nostalgia e la speranza di ritrovarvi ogni tanto, sapere che ce la state facendo, o anche per un semplice saluto.
    Emma, certo, non smetto di provarci! Contaci!
    Un caro saluto.

    Dalia

  • 13603
    Smerd. -

    Yog: l’uomo ha il diritto di suicidarsi se lo ritiene opportuno. E la vita fa ca...., anche quando è bella.

  • 13604
    Smerd. -

    Io invece ho proprio la nausea di chi ancora difende la Vita così com’è stata concepita. Ma come fate a difendere qualcosa che prevede sofferenze atroci? La vita è ripugnante in senso assoluto: può essere divertente e interessante in senso relativo. Il suicidio dovrebbe essere un diritto e se solo non avessi due genitori, due gatti e un cane, avrei già mandato a quel paese tutti quanti, per il gusto di sputare in faccia a Dio. Un Dio che o si vergogna o non esiste.

  • 13605
    Golem -

    Smerd, a me la vita piace da morire, e sai perché? Perché non mi sono mai aspettato niente da lei. Me lo sono preso.

  • 13606
    Emma -

    È il divertente e interessante in senso relativo che frega.
    Il ricordo o la voglia delle cose belle, il rancore per non averle mai avute o non per non averle più.
    È quello che tiene alcuni di noi legati alla vita anche quando non c’è nulla che dia motivo di andare avanti.
    E quello che fa fare le scelte piu’ imbecilli anche a chi si ritiene intelligente.
    E la vigliaccheria, come dice Dalia, il terrore di un male fisico che superi quello che già si prova.
    E gli animali, le responsabilità, i genitori.
    I nostri piccoli mondi che il mondo calpesta.
    Il Pinguino sta sempre sul piattino tedesco, sai Smerd?
    Al secondo sfratto e al secondo trasloco ha perso un occhio ma è lì.
    È una stronzata ma ci tenevo che la sapessi.
    Ciao.

  • 13607
    Emma -

    Dalia, questa è una casa stregata.
    Chi ci entra, e ne ha motivo, difficilmente riesce a distaccarsene completamente.
    Basta evocarla e lei, magicamente, si rianima.
    Poi cade nel limbo, poi si rianima.
    Forse la vita non è qui ma è anche qui.
    E non c’è nulla di cui vergognarsi.
    Né è il caso di essere strafottenti e rinnegare il passato perché le cose vanno meglio e si da un calcio a ciò che è stato. Forum e vita virtuale compresi.
    Un abbraccio a metà prezzo ma solo se presenti la fidelity card , Dalia 😉

  • 13608
    maria grazia -

    “Colui e colei che nascono vittime perdono di vista antefatti, circostanze, scritti.”

    Cara Emma, il rinnegare e/o ignorare volutamente quello che è “scomodo” pur di continuare a “bearsi” delle proprie convinzioni ( dividendo il mondo in BUONI e CATTIVI come nelle “lotte” che facevamo da BAMBINI ), fa parte dei mille difetti dell’ animo umano. è una cosa con cui dobbiamo imparare a convivere, senza illuderci di poterla eliminare…

    un caro abbraccio a te e a Dalia.

    Smerd
    anch’ io non sono per il finto buonismo. ci sono effettivamente casi in cui il suicidio rappresenta l’ unica via di uscita da atroci sofferenze ( gravi malformazioni, malattie completamente invalidanti, gravi disturbi psichici che impediscono una normale esistenza, l’ obbligo a vivere in un paese in cui si subiscono persecuzioni e violenze, ecc.. ). Negarlo, significa essere ipocriti. In tutti gli altri casi di disagio personale e sociale, dal MIO punto di vista, ritengo invece che il suicidio sia alquanto inutile e ingiustificato. ma rispetto pienamente chi non la pensa come me ! E non sta a me ( nè a nessun altro ) giudicare coloro che, anche in questo thread, decidessero eventualmente di togliersi la vita.

  • 13609
    Smerdjakov -

    Golem: Sì sì, bravo. Io vorrei Monica Bellucci e un lavoro a tempo indeterminato in cui mi diano almeno 6000 euro al mese. E poi vorrei prendermi la possibilità di salvare la brava gente dal tumore.
    Tanto, basta prendersi ciò che si vuole ah ah ah ah

  • 13610
    Smerdjakov -

    Maria Grazia: Purtroppo solo la persona sofferente sa dove inizi il “giustificato motivo oggettivo” e dove finisce “l’ingiustificato capriccio soggettivo”. Se uno si ammazza è perchè ha raggiunto il suo limiti e forse l’ha superato da un pezzo.

  • 13611
    Golem -

    Ma forse non sei brutto e scarso come attore come Vincent Cassel. Per quello non ce la fai.

    Le ambizioni vanno anche calibrate sulla conoscenza di sè stessi, altrimenti le frustrazioni sono assicurate.
    Per quello mi sento soddisfatto di quel poco o tanto che ho. Uno dei segreti per cominciare è DESIDERARE QUELLO CHE SI HA.
    È un toccasana, credimi.

  • 13612
    sorriso -

    Innanzitutto mi scuso con gli altri utenti per avere utilizzato questo spazio in modo improprio. Checché possa pensarne qualcuno non entravo qui dentro da più di cinque mesi. Non passo il tempo appostato dietro a un cespuglio e sulla riva del fiume mi ci sono trovato per ben altri motivi.
    Vittimismo ? Chissà … Io le mie colpe e i miei sbagli li ho sempre riconosciuti. Alcuni sono stati piuttosto gravi, anche se (che io sappia) non ho mai messo a repentaglio l’esistenza di nessuno.
    Trovarsi sull’orlo del baratro è una situazione-limite che non augurerei a nessuno. Qualunque errore una persona abbia commesso, umiliarla in modo atroce e fare di tutto per spingerla nel precipizio, a mio modo di vedere è un comportamento disumano. Soprattutto se si tiene conto dei motivi che hanno condotto quella persona a deragliare dal suo cammino.
    Se, per un’ipotesi assurda, fosse presente in questo forum, vorrei rassicurare la mia ex : anche io la avrei del tutto dimenticata se non fosse stato per quel tragico episodio. Quello – lo riconosco – non sono mai riuscito a digerirlo, forse a causa delle drammatiche conseguenze che avrebbe potuto avere. Il moto di rivincita si riferiva unicamente a una certa frase (“adesso ********* e poi rideremo insieme della tua lettera”). Ero sul punto di ammazzarmi; possibile che quella persona non si renda conto ? E che non abbia tenuto conto delle mie disastrose condizioni psichiche ? Vabbé; per fortuna è andata bene; cercherò di dimenticare anche questo.
    Nella vita si compiono strane traiettorie. Le persone si incontrano, si capiscono, si fraintendono, si vogliono bene, si perdono, si detestano, si disprezzano, si odiano e alla fine del percorso si diventano del tutto indifferenti. Va bene così. L’importante è che ognuno riesca a trovare la propria strada. Come si dice in questi casi: è bene incontrare le persone sbagliate per potere apprezzare maggiormente quelle giuste 😉
    Forse un giudice equanime ci assolverebbe tutti. Per la nostra fragilità, per la nostra imperfezione o per la nostra (parziale) infermità mentale.
    Spero di non aver dato adito a ulteriori polemiche. Il mio passato cade a pezzi sotto i colpi di piccone di un presente inatteso…. anzi, atteso e sognato per più di 40 anni. Adesso non ho più nessun motivo per tornare nel forum.

  • 13613
    Emma -

    Bello!!!! Sembra di essere tornati ai tempi dei contenuti (precari) dei predicatori….
    Golem: io vorrei sposare uno straricco novantacinquenne cieco, sordo, impotente ma non dichiaratamente incapace di intendere e di volere che campasse giusto il tempo occorrente per mettere le mani sull’eredità senza che i parenti possano rompere le balle.
    Tu che sei un guru potresti darmi due dritte su come muovermi?
    Ma dai…..
    In pratica tu stai dicendo che “volere è potere”.
    Giusto?
    Stai dicendo: “lo vuoi? Eccheccevò…Vattelo a piglià!” Giusto.
    🙂 🙂 🙂
    La tua uscita mi ricorda un certo Benito.
    Ora….il Duce, per tanti aspetti, mi è simpatico.
    E’ la fine che ha fatto, frutto di una megalomania galoppante, che mi lascia perplessa.
    Qualora l’accostamento non ti garbasse ne ho uno più mite: Walt Disney, autore della celeberrima stronz…ops…..frase “se puoi sognarlo puoi farlo” ossia di un’abusata fregnaccia (uscita, caso strano, dalla penna di un disegnatore di fumetti”) che si & ci si racconta nei momenti in cui il rimbambitismo ammorba la parte pensante del cervello, le farfalle invadono lo stomaco, la vita è tutta rosa e il cielo blu sopra ne nuvole.

    Ci sono risultati che si possono raggiungere altri per cui occorre, fortuna o un bel fisico o tante conoscenze o gran soldi.
    O, PEGGIO, un mix di tutto questo.
    Se poi TU appartieni alla categoria di quelli che piantano tre soldi e l’indomani trovano l’albero delle monete d’oro e nessuno che le ha raccolte prima di te, bè….buon per te.
    Ma, appunto, buon per te perchè solo per te vale.
    Se poi, qui, in questa lettera, ci sono altri fortunati del genere bene….datemi il vostro indirizzo.
    Ci penso io a venire a raccogliere le monete dal vostro albero prima che vi svegliate 😉

    Saluti.

  • 13614
    Golem -

    Cara Emma, io ho avuto quello che volevo e me lo sono preso, non rubandolo, ma conquistandolo con la volontà. I miei desideri erano semplici seppure difficili da raggiungere per le condizioni di partenza, ma li ho raggiunti, e ho impiegato trent’anni, senza vittimismo, anche quando sarebbe stato giustificato. Io sono il nemico dei sognatori Emma, non conosci la mia biografia!!
    Io non so cosa ti manchi visto che apparì intelligente e penso in buona salute, forse, come dicevo a Smerd, è solo il caso di aspirare ad obiettivi distanti come i nostri passi?
    Ma soprattuto ripeto anche a te quello che ho detto a lui, io desidero e mi godo quello che ho, come faceva Epicuro. Intanto mi gido il fatto che sono vivo, in ottima salute e umore, e oggi a Milano è una giornata spettacolare per fare un giro in moto senza meta. Ma la moto ha 40 anni, bellissima certo, ma ormai vintage perchè anche lei rientra nel desiderare quello che si ha. Se vuoi aggregarti vedrai che ti diverti. Andiamo a vederci la piazza di Vigevano e poi ci fermiamo per un gelato sul Ticino.
    Ciao, e ora puoi mandarmi a dar via il…Guru se vuoi, tanto io vado nella piazza Ducale di cui sopra. Pare, disegnata da Leonardo. Vedi che volere è potere?
    P.S. “Er Puzzone” è uno di quelli che voleva fare passi più lunghi della gamba, e ma non mi è nè simpatico né antipatico, era il classico italiano medio, di cui è ancora pieno il Parlamento come qualunque CRAL del dopolavoro ferroviario.
    Ossequi.

  • 13615
    Emma -

    Ho parlato con una mia omonima.
    Mi dice che, per ipotesi assurda, si è trovata a leggere questo forum e che le è parso (non ne è certa perchè è in cura per i frequenti attacchi di mitomania) di aver letto alcuni interventi riconducibili ad un suo ex.
    Mi chiede di scrivere il seguente testo (lei non può, ha la camicia di forza 24 ore su 24 anche se io ho il forte dubbio che, in realtà, non abbia il tempo di scrivere in quanto troppo impegnata a ******* prima e dopo aver letto i post):
    “Caro Ex, ancora non hai capito che di questa storia gliene frega un bel nulla a nessuno?”.
    Ecco. Missione compiuta!
    Ora….sinceramente non capisco a chi e a cosa, la mia amica, si riferisca, comunque…..se del tutto accidentalmente il soggetto in questione avesse veramente scritto e leggesse, bè, tenga conto che ora come in passato (così mi dice la mia amica) si sta cadendo nel R-I-D-I-C-O-L-O.
    Ridicolo & noioso.
    La mia amica sta ridendo di gusto. (Ah, dimenticavo….mi dice di dire al suo ex che le metastasi auguratele circa 6 mesi fa non ci sono state).
    Ma chi non ha partecipato a quel teatrino da 4 soldi che si è svolto circa 6 mesi fa in forma privata non può capire, non ride e si annoia di certo.
    Dice lei!

    Chiusa la chiosa.

    Golem: la fai troppo facile.
    Se sei disoccupato e per quanto giri dalla mattina alla sera a battere alle porte non ottieni un tubo cosa desideri?
    E se hai un tumore e la vita condizionata dalla malattia?
    E/o sei un cesso inguardabile destinato a restare solo per sempre?
    E/o sei normale ma susciti lo stesso effetto che suscita un fantasma?
    E/o sei hai le mani legate da mille paranoie invalidanti che sono, si, paranoie ma ci sono e ti condizionano?
    Etc etc etc
    Cosa desideri? Quello che non hai?

    Mah…….

  • 13616
    Smerd. -

    Golem: dunque per non soffrire basterebbe non avere desideri? Concordo in pieno. Ma la sofferenza sta nell’impossibilità di non desiderare. Non è una scelta, purtroppo. E’ come essere intelligenti o cretini: non dipende da noi se lo siamo o meno.

  • 13617
    Emma -

    Golem, sai cosa vorrei? Vorrei veramente.
    Vorrei non avere le occhiaie nere che invece ho.
    Perchè significherebbe che la notte ho dormito.
    E per dormire mi basterebbe pagare, anche in ritardo, la rata del mutuo e le bollette, comprare a mio padre una poltrona adatta agli acciacchi degli anziani, gli occhiali a mia sorella e, a rate, la dentiera a mia madre.
    Comprare un tavolo e 2 sedie, una stufa a gas usata per poter far da mangiare decentemente al mio compagno.
    Finire di pagare un conto ad un vecchio amico che non mi rivolge più la parola ma a cui, quei soldi, spettano perchè ha lavorato per me quando le cose andavano “meno peggio” di ora.
    Dare da mangiare ai miei gatti il meglio che c’è e prendere un cane al canile.
    E vorrei prendere il treno e andarmene a Sestri Levante, quando piove e, in spiaggia, non c’è nessuno.
    E starmene lì a godere il niente perchè solo chi è sereno può godersi il nulla e trovarci, dentro, tutto.
    Ecco cosa desidero.
    Ecco ciò che non ho.
    Ecco ciò per cui mi alzo tutte le notti e ricomincio la mia battaglia contro i mulini a vento.
    Non sono grandi desideri ma non ho più il tempo di realizzarli.
    E non perchè voglio farla finita.
    Perchè persone e animali invecchiano e muoiono.
    Perchè le rate di mutuo non pagate diventano case all’asta.
    In una tasca del portafoglio ho una moneta da 1 centesimo.
    Lo scorso inverno, quando sono arrivata ad avere solo quella, l’ho messa da parte come porta fortuna.
    La NUMERO UNO, come quella di Paperon De Paperoni.
    Potrei evitare di scrivere queste cose.
    So che ci sono persone che potrebbero (seee potrebbero, il condizionale è una cazzata, lo so da me) godere a sapermi in miseria.
    Ma, sinceramente, me ne frego.
    Sono tante le cose di cui mi sbatto, ormai.
    Compreso il godimento di chi, mi si dice, non si apposta ma, del tutto casualmente, passa di qui….
    E’ per dirti che, quando si arriva a desiderare il minimo sindacale e, per quanto ti impegni, ti intestardisci, cadi, ti rialzi, ricadi e ti rialzi come un pugile incazzato nero ti ritrovi con un pugno di aria e il minimo sindacale ad 1 km di distanza che ti fa ciao ciao con la manina, bè….qualche domanda cominci a fartela.
    Accorci le gambe, sempre di più e nonostante tutto il passo resta lungo.
    Però è vero.
    La salute regge, l’intelligenza c’è, i nervi non saldi ma sfasciati e incerottati pure, le ossa rotte ma attaccate al corpo anche.
    Si prova e si va avanti per vedere “l’effetto che fa”.
    Finchè non ci si rompe, e definitivamente, le balle!

  • 13618
    Smerdjakov -

    Golem: dunque per te dipende solo da noi? Chi fallisce è un fallito perchè non c’è riuscito e dunque non andrebbe compatito. Sarebbe bastato ridurre i propri desideri e il gioco è fatto. Purtroppo chi ha la salute poi vuole perfino uno stipendio per non perdere la salute. E chi ha una bicicletta magari si arrabbia perchè gli passa davanti uno con la motoicletta vintage che sorride perchè c’è il sole. E pensa a quei falliti con una bella malattia o a quei cretini che hanno tutto: soldi, fi.., salute, ducati etc. eppure si suicidano perchè non sopporta di sapere che un bambino nello Zaire morirà di fame entro il tramonto. Io penso che sia un po’ più complicato della capacità di controllare i propri desideri. Eh sì, la vita è un pochino più complessa.

  • 13619
    Patty -

    Ciao a tutti, tanto tempo fa ho scritto su questo forum, quando ero nel buio totale…Ho conosciuto molte belle persone, tra le quali Beppino, quello che ha scritto la prima lettera…Non riesco più a rintracciarlo da un bel pò, vorrei sapere se sta bene, con la speranza che si affacci qui a leggere e mi dia sue notizie…
    A tutte le persone che hanno perso la speranza, non mollate mai, esiste una forza in ognuno di noi che aspetta solo di essere mossa. Io ce l’ho fatta ed ora sono un’altra persona…nuova completamente 🙂
    Un caro abbraccio…ciao a tutti :*
    Patty84

  • 13620
    Golem -

    Emma e Smerd, il tempo stringe e non farei in tempo a portare argomenti. Vi anticipo solo questo: pensate a Steven Hawking.
    A domani. Ciao a entrambi.

  • 13621
    Smerdjakov -

    Golem: Motivo in più per suicidarsi eh eh. Come è possibile pensare che la vita possa essere anche Stephen Hawking e che non ci si può far niente?

  • 13622
    Golem -

    Emma e Smerd. Mai. Mai mi potrebbe passare per la testa di pensare quello che tu Smerd ha immaginato, e tu Emma, hai avuto il coraggio di descrivere in maniera così terribilmente efficace. Anche perché molti di quei momenti e situazione li ho vissuti a mia volta.
    Non voglio fare l ‘apologia del figlio del povero immigrato dal Sud, a cui non si affittavano le case, di un padre che ha perduro sè stesso ed è scomparso letteralmente dalla vita di una famiglia con due bambini, un maschio, io e una femmina, che dormivano aprendo aprendo le pollttonevletyonin quella che era cucina, tinello soggiorno e camera da letto. Con una madre bella come un’attrce holliwoodiana che vendeva il sangue all’Aviso per racimolare un po di soldi, non ha fatto la scuola media, ma l’avviamento al lavoro per motivi intuibili, e che ha preso un diploma professionale col quale, in tempi migliori, certo, ha cominciato a lavorare a 17 anni fino a 50 ore la settimana.
    Tralascio il resto per evitare ripetizioni.
    Ma ho sempre avuto uno scopo: riscattare il destino di mia madre. Facevo due lavori per un ‘azienda e per un architetto la sera (ero disegnatore). Dopo il militare mi sono iscritto alle serali per Geometra quindi: uscivo alle 17, andavo dall’architetto per due ore e correvo a scuola. Dove finivo alle 23,30. Questo per cinque anni. Mi diplomo e prendo l’abilitazione alla professione. Avevo già 25 anni e da poco avevo vinto un concorso da disegnatore all’acquedotto della Provincia di Milano, senza conoscenze. Mi iscrivo al Tribunale di Rho, come perito per le cause di natura tecnica, e non sapevo un c.... di come si svolgessero. Mi va bene, quanfo mi chiamavano per il sopralluogo prendevo un permesso, ma come dipendente pubblico lo potevo fare, bastava pagare le tasse. Comincio a guadagnare bene tra il primo e il secondo lavoro, e in più un’amministratrice di condomini a cui mia madre faceva le pulizie, mi prende come suo tecnico. Riescendo a guadagnare bene ormai, e mi voglio…

  • 13623
    Golem -

    …regalare un sogno; il brevetto di pilota d’aerei, e ce la faccio. Solo il 1o grado. Arrivo a quasi 32 anni così, quando trovo una VERA fidanzata di 20, mentre io è mia madre due anni prima avevamo preso un mutuo per una casa che avesse una camera anche per me. Mia sorella era in America da 5 anni a cercare lavoro, dopo aver fatto, col fidanzato del momento, la camionista tra Milano e Teheran per due anni.

    Una pausa. Sembra quasi il sogno americano vero? In fondo si era fatto un saltino: una casa. O invece è stato un incubo italiano? Quanto è costato? Mia madre colpita da una stenosi midollare a causa dei lavori pesanti che ha fatto per 20 anni, e che nel giro di mesi l’ha costretta prima col deambulatore e poi sulla sedia a rotelle. Mio padre che si era praticamente rifatto una famiglia, si ammala di cancro e rientra ( spinto a farlo) in quella originaria e viene accolto. Mia sorella che se ne becca uno al seno – che poi fortunatamente con cure sia pure pesanti ha superato – e io che schianto (finalmente), con sei mesi di cure a base di psicofarmaci pesanti, mentre dovevo continuare a VIVERE. Questo nell’arco di 4 anni, durante i quali muore mio padre, e mia madre è quasi immobile ormai.
    Ciliegina sulla torta. L’anno successivo quella splendida ragazza che avevo, decide di farsi ammazzare insieme a a una nostra amica Patrizia, da un ubriaco che è arrivato a 180 all’ora a tamponarle, uccidendole sul colpo. Aveva 25 anni e io quasi 37 e anch’io volevo morire, anche se non l’ha mai saputo nessuno.
    Ero riuscito a dare una casa a mia madre, sia pure piccola e a “rate”, ma lei non camminava più per essersi ammazzata di lavoro, avevo perso una ragazza che avrei sposato, e che c.... di vita era questa? A cosa è servito stringere i denti dai 10 anni fino alla soglia dei 40 per sentire di non avere più niente, compresa la voglia di vivere. E non per arricchirsi, ma solo per sentirsi normali. È dipeso da cosa il bene e il male di questa vita che ho descritto? Dal caso. Solo dal caso. Ma io ci ho messo del mio: la volontà di non mollare mai, di cercare sempre di voler vivere. Tutti esempi che mi dava mia madre, ogni giorno, da quando vendeva il sangue per fare la spesa.
    Voglio fermarmi qui per il momento, nel punto più basso della mia esistenza. Ma c’è un seguito, imprevedibile, che vi scriverò domani. Ma non traete conclusioni per ora, per favore.
    Buonanotte.

  • 13624
    Smerdjakov -

    Golem, sei una persona perbene e gentile, lo si denota da come e da ciò che scrivi. Io invece sono rude e un po’ squallido, lo ammetto. Per cui non ti sentire nè sminuito nè ripreso se ti dico che la tua storiella, di cui non dubito la veridicità, è purtroppo solo tua. Già, perchè esistono miliardi di altri esseri (compresi gli animali) che non hanno avuto le tue peripezie, nel senso che hanno sofferto ben di più potendo “riscattare” molto meno. Pensa ad un bambino che muore e i cui genitori scivolano nella follia o nella morte. Pensa a chi non prende il brevetto per la moto perchè neanche può permettersi la bicicletta. La tua vita è stata piena di difficoltà e di tragedie, ma anche di opportunità; non così la vita di molti altri. Inoltre la vita deve essere vista non come fenomeno soggettivo, ma come entità oggettiva, per cui è giusto domandarsi ragione anche delle sofferenze degli altri. Ecco perchè ti dicevo che è tutto più complicato. Anche se ora tu sei felice o forse hai famiglia, tutto questo non ti ridarà indietro il dolore e la perdita della tua ragazza 25enne. E chi ridarà a tutti noi ogni attimo di sofferenza vissuta? Che senso ha tutto questo? Come è possibile accettarlo? Ecco perchè il suicidio è nient’altro che un atto di ribellione ovvero di volontà. E forse neanche di volontà, perchè la vita è sempre e comunque più forte di noi.

  • 13625
    Golem -

    Credo di non dirvi niente di nuovo se vi chiedo di immaginare come ci si possa sentire di fronte a questo gioco dell’oca che è la vita, e alla sensazione che si prova quando ti ritrovi al punto di partenza, come una formica alla quale un passante distratto ha distrutto la tana. Una situazione surreale. E qui entra in gioco il destino nelle vesti di mia sorella.
    Molto legati per essere cresciuti come due piccoli randagi, ma poco inclini a dimostrazioni di affetto esteriori, tacitamente ci siamo sempre stati l’uno per l’altra, proprio per questo imprinting che il bisogno di sopravvivere ci aveva dato. Lei in America ebbe realmente l’esperienza del vero sogno americano. Donna molto bella dai lineamenti esotici, ma costretta a vivere di espedienti, dalla cameriera, alla cuoca fino alla tassista in una specie di cooperativa di autisti, quasi una continuazione dell’esperienza da camionista che abbandonò dopo essere rimasta bloccata sulle montagne tra la Turchia e l’Iran con 45 gradi sottozero e aver visto colleghi con gli arti congelati per mancanza di soccorsi. Durante uno dei tanti trasporti conobbe un cliente italiano ma residente a New York, che rimase colpito da lei per quei casi fortuiti che la vita a volte concede. Questo era il figlio di un noto scrittore italiano non più vivente, ma di cui non rivelò subito la parentela. Si frequentarono per qualche mese e si innamorarono. Storia che è durata per oltre 25 anni Sino alla morte di lui avvenuta due anni fa. Ma lei NON VOLLE MAI SPOSARLO, nè avere figli ( il perché forse lo capirete) nonostante questo avesse ormai mostrato di essere abbiente, anche chiunque era più abbiente di lei in quei momenti. Non rinunciò mai alla sua indipendenza nonostante lo abbia amato sino all’ultimo giorno, accetto solo di lavorare per lui nella gestione delle opere del padre di questo dalle quali erano stati fatti anche dei film.
    Circa tre mesi dopo il tragico incidente stradale, mentre mi trascinavo per inerzia ma sempre sorretto dal pensiero di mia madre in quelle condizioni e avendo cominciato la ricerca di un’abitazione (in affitto) per me e la ragazza ormai scomparsa, mia sorella, che doveva fare un viaggio col suo uomo in Norvegia, approfitta del fatto che lui deve rinunciarvi per sopraggiunti impegni di lavoro, per invitare me. Lo fa perché mi vede in quelle condizioni, e insiste, quando le dico che non me la sentivo, malgrado non facesse parte del suo carattere, e io alla fine accetto senza entusiasmo >>>

  • 13626
    Golem -

    >>> mentre un mese prima avevo trovato un “magazzino” di 70 metri quadri a Milano, la cui proprietaria me lo concedeva in comodato d’uso a patto che lo ristrutturassi. Data la nuova situazione creatasi con la morte della ragazza con cui stavo, ero sul punto di rinuciarvi, anche perché era una topaia, abbandonata da tre anni e con una mole di lavoro per la quale sarebbe convenuto pagare l’affitto. Ma i soldi pagavano già un mutuo e sui lavori extra non si poteva fare un affidamento sicuro, arrivando quando volevano. Però accettai, proprio per non abbandonarmi alla rassegnazione, sempre con l’immagine di mia madre davanti agli occhi, che mai si era arresa al destino che le era toccato.
    In quel viaggio che NON VOLEVO FARE, sulla nave che viaggiava tra i fiordi conosco un ragazza inglese che ci lavorava come artista, alla quale racconto la mia vita come sto facendo qui, soprattutto quello che riguarda la storia della fidanza morta agli inizi di marzo quando era luglio, col “magazzino” trovato in maggio. Fatto sta che ci siamo innamorati. Non entrò in dettagli intimi che alcuni in altro thread hanno voluto fraintendere per antipatia neiiei confronti, perché ne capisco le ragioni, ma due mesi dopo ha lasciato il lavoro ed è venuta da me nel magazzino che io avevo cominciato a ristrutturare, dove c’era una cucina usata, un tavolo, tre sedie, il letto e una scala a libro che fungeva da appendi abiti. Dopo due anni ci siamo sposati e la storia continua dopo due oltre due decenni. Con una figlia poco più che ventenne.
    A 38 anni mi sono iscritto ad Architettura per laurearmi sei anni dopo, e prendere l’abilitazione l’anno successivo, sono stato cooptato (gratis) dal docente che mi ha fatto da relatore – oggi ancora mio amico e di soli due anni più grande di me – come suo assistente e cultore della materia (progettazione e storia dell’urbanistica) che ho fatto per cinque anni ancora, e ho lavorato anche come architetto, sia presso i tribunali che come…

  • 13627
    Golem -

    Scusate avevo concluso ma avevano già registrato il post. Cerco di riprende lo.

    … professionista

  • 13628
    Golem -

    Sorry, evidentemente non uso come si deve il sito, ma volevo concludere, anche tenendo conto del post di Smerd inviato nel frattempo di cui capisco il senso ma comunicandogli che si, c’è sempre qualcuno messo peggio di noi, ma anche perché tutto è relativo, sempre.

    Comunque, tre anni dopo l’ingresso nel “magazzino” riusciamo a riscattarlo, con un altro mutuo, anche grazie all’inglesina, che da ballerina si ricicla velocemente in insegnante e traduttrice di inglese, oggi molto apprezzata e cercata, e in quel magazzino, ormai diventato la nostra abitazione definitiva e che ci siamo cucito letteralmente addosso, ricostruendolo con le nostre mani e rendendolo realmente “casa nostra”, continuiamo la nostra vita da quel lontano giorno in cui il destino ci fece incontrare.
    Mia madre ci ha lasciati da circa tre anni, per un tumore alle vie biliari che l’ha portata via in due settimane, ormai immobile da qualche anno, ma sempre lucida e presente, non senza avermi dato un ultimo esempio di come lei abbia inteso la vita, quando l’onnipresente destino mi ha messo di fronte all’ennesima scelta, quasi a volermi ricordare sino all’ultimo che vivere significherà sempre doversi trovarsi ad un bivio per decidere quale strada imboccare, e presentare questa strada come quella giusta ma che pagherai con dolori inenarrabili. Accadde quando i medici mi dissero che il tumore aveva bloccato le vie biliari e si stava verificando un’insufficienza renale a causa di questo, che avrebbe significato la fine, o la dialisi in attesa di un esito diverso ma ineluttabile, mettendomi di fronte alla scelta più difficile della vita: decidere come doveva morire la donna che mi aveva dato la vita. Lo feci, non riuscendo a trattenere le lacrime, che in quel momento furono quelle di un bambino che ripercorreva l’esistenza di quella madre e della forza con cui l’aveva attraversata.
    Quando tornai da lei non ci fu bisogno di parlare, non ce n’è mai stato bisogno per farmi capire. Mi guardó con quegli occhi verdi, di quella luce che la vecchiaia non era riuscita a spegnere e restammo così per un po’. In silenzio.
    >>

  • 13629
    Golem -

    >> morì quella notte, nel sonno. Avrebbe compiuto 88 anni a novembre, ma se ne andó due giorno dopo l’inizio dell’estate.
    Al mattino i suoi lineamenti erano ancora più belli, il naso sempre perfetto, così le labbra, non una ruga e quella serenità che molti vedono sul volto dei defunti. Mi soffermai a guardarle i capelli che la badante le aveva riordinato e pensai a quanti pensieri avevano attraversato quella testa per le persone che aveva amato, quali prove dovette superare con la disperazione nel cuore e la sola forza del suo coraggio. Ma ce l’aveva sempre fatta.
    Mi aveva dato l’ultimo esempio di quel coraggio e dello sconfinato amore che solo una madre può donare, l’unico vero amore che non chiede niente in cambio, comprendendo, come aveva sempre fatto, la decisione che ero stato costretto a prendere, provando, ancora tenerezza per me quando mi sapeva in difficoltà. Tenerezza, sino all’ultimo. Ma sono certo che fosse anche contenta che non fosse dipesa da altri la scelta di “quel momento”, e che così ha suggellato due vite che si sono accompagnate – loro soltanto – nei soli momenti “unici” della vita: la nascita e la morte.
    Ma c’era altro che mi stava dicendo, c’era la prova che il senso della vita è la vita stessa, alla quale lei non rinunciò mai, neppure quando dava ” il sangue” per quella vita, rappresentata dai figli ma anche dalla sua dignità di essere umano, di donna e di madre. Mi è bastato questo per sapere che fintanto ci sarà qualcuno da amare, fosse anche solo sè stessi, alla vita non si rinuncia mai. Anche quando non si avrebbe più voglia di viverla.
    Un saluto.

    P.S. Scusatemi se mi sono fatto prendere la mano dal sentimento. Tendo a vivere il presente e per il futuro, e tentare di dimenticare il passato proprio per questa ipersensibilità alla nostalgia. Ma in questo caso non mi è stato possibile.
    Smerd tutte le storie che fanno la Storia sono “solo nostre”, né altre potremmo raccontare. Ma come ho accennato non posso che condividere quello che ho vissuto, ben sapendo che ognuno ha le proprie e in quelle si sentirà il più fortunato o il più sfortunato della Terra, nel momento in cui gioisce o soffre. Ma proprio questa condivisione dovrebbe farci entità meno soli, pur sapendo che la nostra vita, banalmente, non potrà che essere vissuta da noi,
    Non mi sono sentito sminuito per niente. E non mi ci sentirei neppure se, com’è successo, volesse farlo di proposito.
    Ciao.

  • 13630
    Smerd. -

    Golem: vale la mia considerazione di prima. Con l’aggiunta di essere, per piacere, un pochino più breve e un pochino meno aneddotico. Se dovessimo star qui a raccontare ognuno la storia della propria vita…qui sopra è un nido di serpi e rischieresti che qualcuno ti dicesse che non gliene frega niente.

  • 13631
    Golem -

    Vero Smerd, ma la mia vita è stata lunga e se posso, ho approfittato per ricordarne certi aspetti.
    Quanto alle serpi, ci sono abituato, e non mi toccano. Anche perché si legge se si vuole. I commenti gratuiti indicano sempre problemi di altra natura che non quelli che vorrebbero evidenziare.
    Ciao.

  • 13632
    Emma -

    Golem, la tua storia è, di certo, molto travagliata.
    Sei sicuramente una persona forte che, comunque, ha avuto dei discreti colpi di culo che, oggi, sono fantascienza (penso al lavoro dopo la laurea anzi…..al lavoro e basta).
    Io sono ancora qui per quello che ho perché se mi fossi attaccata a quello che non ho sarei uno scheletro con il teschio deturpato da un colpo di fucile da mo’…..
    Ma non riesco a gioire per un paesaggio, il sole che sorge, le risate dei bambini e gli occhi altrui pieni di serenità anche nei momenti più duri.
    Mi passano sopra. Mi scavallano……
    Ho in vista i miei magri obbiettivi e campo un giorno per l’altro. Senza programmare nulla, né la vita né la morte.
    Lascio al caso, all’ispirazione del momento.
    Tutto il resto è esperienza personale altrui che non vale che per chi la vive…..
    E se la rendiamo “cosa nostra” la trasformiamo in fuffa……

    Ciao.

  • 13633
    maria grazia -

    Smerd
    non credo che golem abbia voluto annoiare nessuno, ma solo spiegare le ragioni per cui lui non appoggia il suicidio. e lo ha fatto raccontando la sua vita perchè qualcuno metteva in dubbio che potesse aver avuto le sue difficoltà, come noi altri. chi viene in questo thread ci viene anche e sopratutto per raccontare di se stesso, e delle ragioni per cui vuole o non vuole suicidarsi; poi ognuno ne trarrà le sue conclusioni. se ti annoi, nessuno ti obbliga a leggerci.

  • 13634
    Smerdjakov -

    Maria Grazia, certo lo so che posso non leggere. D’altronde è anche vero che ho saltato qualche riga qui e là. Era solo un consiglio il mio, non deve sempre esserci la fata turchina che difende i deboli…
    In ogni caso io non riuscirei a raccontare la mia, anche se mi piacerebbe farlo. Raccontarebbe una vita che spinge verso il suicidio. Meglio non raccontarla. E stai tranquilla che Golem non se l’è presa se gli ho detto di essere breve.

  • 13635
    luca76 -

    “….se ti annoi, nessuno ti obbliga a leggerci.”
    @mg, passano i mesi ma la tua pochezza rimane immutata….
    P.S. Comunque il tuo è un buon consiglio, talmente buono che dovresti seguirlo tu stessa, che ne dici?

  • 13636
    Golem -

    Emma, ogni giorno penso a quanto sia stato fortunato, e non ho mai sottovalutato questo aspetto della mia vita. Ho imparato ad apprezzare quello che ho, da quando non avevo…niente.
    Spero che possa capitare anche a te. Mi disturba sempre percepire certe sensibilità, e non vederle “al lavoro”.
    Ciao

    MG, sempre grazie per i tuoi chiarimenti.
    Bye.

  • 13637
    Emma -

    Dipende dal metodo di lavoro, Golem.
    Per quel che mi riguarda ho provato la strada del pessimismo corvaceo, poi quella degli occhiali rosa per approdare a quella del realistico scetticismo. Le cose, finché si è vivi, dovranno pur andare in qualche modo. O stare ferme.
    Alla fine e solo alla fine si tirerà le somme di quel che è successo.
    Nel frattempo “si sta”, senza arrovellarsi su un passato irrimediabile, senza sperticarsi in voli pindarici sul futuro, reggendo la botta nel presente e facendo tutto ciò che si può fare per poter dire a sé stessi, e solo a sé stessi “io ce l’ho messa tutta”.
    Buon weekend.

  • 13638
    Golem -

    Il realistico scetticismo non mi dispiace Emma, a mio avviso dovrebbe essere l’approfo naturale di chi non vive con gli occhi foderati di prosciutto.
    Peró so che arriverà la riscossa anche per te. Anzi appena il sorriso di un bambino non ti scavalla, avvisami plase.
    Buon week end anche a te.

  • 13639
    maria grazia -

    “Nel frattempo “si sta”, senza arrovellarsi su un passato irrimediabile, senza sperticarsi in voli pindarici sul futuro, reggendo la botta nel presente e facendo tutto ciò che si può fare per poter dire a sé stessi, e solo a sé stessi “io ce l’ho messa tutta”.”

    Emma, mi sembra che i presupposti da cui parti siano ottimi. Secondo me non devi rimproverarti nulla; purtroppo però nella vita non sempre possiamo ottenere i risultati sperati o MERITATI. In base alla mia esperienza comunque ti posso dire che bisogna sempre cercare, per quanto ci è possibile, di NON STARE FERMI. Di far scorrere le cose IN QUALCHE MODO, che poi qualcosa arriva. Magari poco, ma è meglio quel poco che niente. senza contare che spesso, la fatica e l’ impegno per raggiungere quel “poco” ci permettono di imparare nuove e interessanti cose, che possono essere più utili e preziose del denaro contante e immediatamente fruibile. Chi non vive la nostra stessa situazione ( faticare anche a campare e a pagare le bollette ) difficilmente potrà comprendere appieno il nostro stato d’ animo. e non per cattiveria, ma per incapacità di immedesimarsi. Io con il tempo ho imparato ad essere più comprensiva con gli altri, da questo punto di vista. Perchè la rabbia cieca ( quella che io sentivo ) non ti porta alcun risultato, se non a incattivirti e isolarti del tutto. Sto invece cercando di lavorare su me stessa, di apprendere nuove nozioni e conoscenze, e di creare qualcosa di mio con i pochissimi e scarsi mezzi che ho a disposizione. Non è che io abbia molte altre alternative, ma devo dire che è più appagante di quanto pensavo. Stare bloccata E INDURIRMI, del resto, a che mi servirebbe ?

  • 13640
    Emma -

    Invece, io, con il tempo, ho smesso di essere comprensiva.
    Seleziono con cura i 4 gatti cui voglio bene e, delle altre persone, di cosa pensano, di come stanno, di ciò che strombazzano a destra e a manca, compresi i giudizi su di me, la mia vita, il mio aspetto, me ne frego.
    Da quando ho smesso di assumere robaccia chimica che a me (A ME, per altri può essere un toccasana) faceva male e ho ripreso in mani le redini della mia vita rendendomi conto che perfetti sconosciuti in camice non mi possono conoscere più di quanto io conosca me stessa, ho imparato a buttarmi alle spalle giudizi, complimenti e accuse infondate.
    E le persone fanfulle che “le sparano grosse” in tragedia e felicità.
    Faccio la mia vita, come già ho scritto, e dove arriverò piantero’ un paletto.
    Sono felice di alcune “cose”.
    Di avere amici veri che non possono fare nulla di concreto ma ci sono e a me basta.
    Di aver trovato una persona che mi somiglia e con cui è facile sia litigare che andare d’accordo.
    Di aver incontrato feccia che mi ha fatto riabilitare persone che credevo incarnassero il peggio e che, dopo, ho riabilitato.
    Di avere spalle mentali molto larghe e voglia di fare, non di far fare appellandomi a chissà quale instabilità mentale.
    Il che mi consente di essere autonoma, di non accasciarmi addosso alle persone attribuendo aloni di santità al cucco di turno che mi regge il sacco e di non disperdere succhi gastrici nel lanciare maledizioni a chi, il sacco, ad un certo punto, se lo mette in spalle e tanti saluti.
    Il resto, se verrà, verrà da sé.
    Con questo concludo.

    Golem, quando mi beero’ dell’immagine dei bimbi festanti in una giornata di sole mi faccio un selfie e te lo linko 😉

    Un saluto a tutti. Un abbraccio a chi lo vuole.

  • 13641
    Golem -

    Appena ti capita una bella giornata fresca ma soleggiata, e senti nel parchetto vicino dei bambini che schiamazzano, valli a trovare e osservali per un po’. La loro allegria è contagiosa. “Infettati”
    Aspetto il selfie, e l’abbraccio l’ho preso, thanks
    Ciao.

  • 13642
    maria grazia -

    Emma
    sei una donna intelligente e con le idee CHIARE. e a qualcuno questo non va giù… tutto qui!

    un caro saluto

  • 13643
    Smerdjakov -

    Golem: sono diventato un mostro, ma a me vedere la gente che si diverte mi provoca ormai un moto di disgusto. Che cosa avranno mai da ridere?

  • 13644
    Golem -

    Smerd, succede anche a me. La maggior parte sono “tubi digerenti” ma che ci puoi fare? Se già i Romani usavano il “Panem e Circenses” per governare, capisci il significato della parola “massa”. E di quanto questa, pur composta da singoli individui, abbia in realtà una psicologia da soggetto unico.
    Per questo motivo decodifico in positivo la qualità di una sensibilità come quella di Emma, che mi cita emozioni che vorrebbe provare, ma solo attraverso fenomeni “veri”, bambini compresi. Così come capisco il disturbo che puoi provare tu quando interpreti un certo modo la voglia di “divertimento”. Shopenhauer è nato prima di te, e persino di me.
    Ciao.

  • 13645
    Smerd. -

    Schopenhauer è di quegli autori che dicono ciò che già sapevo. Lui per me è stata non una grande scoperta, ma una grande conferma.
    Credo che la sua logica scarna e terrificante nasconda una malinconia che non tutti possono intravvedere. Inutile dire che è un mio punto di riferimento.
    Ma poco mi giova che un grande filosofo abbia descritto ciò che già vivevo.
    Io non ho una vita, non avendo lavoro. E non avendo un lavoro non ho una posizione sociale. E sono troppo debole per riuscire dopo anni e anni di batoste. Devo solo attendere che il tempo passi, ora dopo ora. Il dolore è stato talmente grande che non ne provo quasi più. Neanche invidia, che ritengo sentimento nobilissimo. Forse solo in certi momenti.
    Provo solo schifo e voglia di morire. Qualcuno spera in una vita dopo la morte. Io spero di morire e cessare di esistere, perchè esistere e soffrire sono la stessa cosa.

  • 13646
    Golem -

    Mi dispiace Smerd. So che non ti aiuterà, ma posso intuire quello che provi. In questi casi l’intelligenza e sensibilità sono un aggravante. Quello che ti auguro e che ti possa capitare un “accidente” che ti faccia cambiare idea. E persino sbugiardare Shopenhauer.
    Non mollare Smerd. Ci sono un sacco di co...... che dovranno “lasciarci” prima di te.
    Ciao

  • 13647
    Dalia -

    Smerd.,
    capisco quello che stai provando, nell’altalena della sorte ho vissuto tante volte lo stesso sentimento. In questo momento và meno peggio, ma so fin troppo bene cosa significhi provare lo stato che tu descrivi.
    Non so nemmeno se dirti che mi dispiace, che è vero anche se a me senza cattiveria faceva schifo anche la compassione, per quanto le riconosca il lato gentile.
    Ad ogni modo, ti auguro di stare meglio, almeno un pò, il prima possibile, in qualunque modo.

  • 13648
    maria grazia -

    “Io non ho una vita, non avendo lavoro. E non avendo un lavoro non ho una posizione sociale.”

    Smerd, quello che tu senti di non avere non è la “posizione sociale”, perchè in questa società tutti in qualche modo abbiamo un “ruolo”. Quello che a te manca, secondo me, è la dignità. senti cioè di non poter avere un’ esistenza dignitosa, perchè rispetto ad altri devi rinunciare anche alle cose più stupide, non puoi uscire con un amico se te lo chiede ( perchè temi poi di non avere i soldi per fermarvi insieme in un locale ). oppure magari non hai neanche un’ automobile, o indossi abiti che hanno già qualche anno perchè non ti puoi permettere di rifarti il guardaroba ( come farebbe un qualunque fighetto senza problemi ). se poi vivi da solo non ne parliamo: quando arrivano le bollette è UN VERO INCUBO. non ti dirò che c’è chi ti può capire. non voglio illuderti. o meglio, ti possono capire solo quelli come Emma e come me, che vivono o hanno vissuto la stessa situazione. ma il brutto non è tanto il doverla vivere, ma il non sapere se ne uscirai mai. mentre intanto la vita ti scorre davanti e il mondo la fuori va avanti senza di te. ti capisco, Smerd ! e le mie non sono parole di circostanza intrise di un falso buonismo. ti capisco veramente. ed è vero: arrivi a ODIARE chi a differenza tua sta bene e se la gode. Li odi perchè ti hanno escluso senza appello manco fossi un rifiuto da gettare nell’ immondizia. poi un giorno ho deciso che sarei stata più forte di loro, della sfiga, del mio destino infame, di qualunque cosa. e mi sono ritrovata a superare, con le mie sole forze, situazioni a cui non avrei mai pensato di poter sopravvivere. ma questa è la mia strada, e non è detto che qualcun altro possa capirla, o seguirla. tutto quello che posso consigliarti Smerd è di CERCARE, CERCARE E ANCORA CERCARE la risposta a tutti i misteri che ci circondano. in mezzo alle tue ricerche impegnative e solitarie, potresti finalmente trovare LA LUCE, la soluzione! come un rebus.

  • 13649
    Smerdjakov -

    Dalia: grazie. La compassione serve in effetti più a chi la elargisce che a chi la riceve.

    Maria Grazia: Grazie anche a te. Purtroppo la vita è spesso più forte di noi e noi possiamo decidere molto poco. Tra l’altro penso che la dignità sia l’unica cosa che mi rimane.

  • 13650
    Smerd. -

    Che poi, Maria Grazia, dove c.... starebbe questa Luce? Dio, se esiste, dovrebbe solo vergognarsi e Lui è certamente colpevole molto più di noi. Se non esiste, perchè non porre fine a una esperienza disgustosa e fine a se stessa?
    Per essere sereni bisognerebbe non avere volontà nè bisogni, ma solo rassegnazione. Ma chi è solamente rassegnato non vive, sopravvive soltanto. Il mondo oscilla tra volontà non esaudite e noia lievitante. La vera tragedia non è che fuggiamo dalla vita, ma che dobbiamo renderci conto di fuggire dalla nascita.

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