Uomini e donne che non si capiscono
Riferimento alla lettera:
Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010
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Categorie: - Attualità
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Non bastasse che ero arrivata a casa qui per soli due giorni, e ho trovato problemi (di cui già sapevo, in parte, ma non immaginavo…), e mi sono trovata (perché non ho raccontato tante cose)… Che avevo due famiglie distrutte: la mia d’origine e quella che mi ero (credevo) costruita e mi stavo ancora costruendo. Ma ancora non lo sapevo.
Ero già in quel momento sfinita, ma non basta, travolta dalle preoccupazioni qui e dal terremoto con lui a distanza, ho poi dovuto affrontare il “blocco” che mi si è creato. Ma mica è bastato il “chiarimento” con lui. C’è stato tutto il lavoro di prima, e di dopo, cioè di ora, perché mica è finito. Solo che, almeno, il blocco non c’è più. E stai sicuro che se io avevo un lavoro… A quest’ora stavo mille volte meglio, perché come sai con i soldi si possono fare tante cose e io avrei fatto tutte cose che mi avrebbero fatto bene, te lo garantisco.
Quindi, Giampaolo, tu dovresti, secondo me, ancora capire certe cose. Non hai elaborato questa faccenda, ancora. O se tu “credi” di averlo fatto, lo hai fatto nel modo sbagliato, in un modo che non “scioglie” certi nodi, essenzialissimi da sciogliere perché tu, per tornare a vivere devi sentirti “liberato”, e non credo che tu ti senta ancora così.
Quindi ripartirò dall’inizio. Giampaolo, questa donna, il tuo ex grande amore, ti tradisce, non solo, ti fa il MASSIMO MALE possibile immaginabile, che poteva e doveva, evitare almeno di fare. Bene, facciamo con quello che abbiamo. Devi “sciogliere” questo punto. Ti ha buttato addosso un fardello enorme. E tu te lo stai portando ancora…
Te ne devi liberare, di questa cosa. Facile a dirsi, meno a farsi. Infatti, le persone vanno a finire dallo psicologo perché non sono cose che si possono affrontare così, con io che ti dico due cose e tu ti “sblocchi”. Sono appunto cose complesse. Devi capire dove risiede il PUNTO del blocco, o se tu opponi resistenze tali per cui resti sempre in quel punto in cui ti trovi, che però non è il PUNTO vero su cui tu ti devi concentrare.
Scommetto che ho fatto un gran casino e tu ora sei più confuso di prima, ahahah 🙂
Ci vuole molta volontà, poi, Giampaolo, per uscirne. Guarda, io potrei dirti: sai, io dopo questa cosa con lui, ho chiuso. Non starò più con nessuno, fine dei giochi. E ti ripeto che se io avevo un lavoro… Sai dove ero ora? A curare, e “amare” tutte le cose che ho curato e “amato” nella vita, in più ne avrei fatte altre, come sempre ho fatto in vita mia. Non posso, ahimè.
Ciao Verita
Parto dalla fine del tuo post.
Guarda che ho ripreso a fare, a curare ed amare, le cose che mi piacevano già da diverso tempo.
Ne faccio di cose sai? E per fortuna, come giustamente dici tu, ho un lavoro. Anzi sti spendendo troppo, non mi precludo nulla, devo darmi una regolata perché “sforo” spesso. Sto spendendo davvero troppo e non va bene.
Ma, detto questo, c’e’ un “ma”. Non so cosa intendi per “blocco”, non l’ho capito in realtà.
Posso solo dirti che il pensiero di quanto é successo mi perseguita. Ci penso sempre purtroppo.
Non é tanto un lutto, quanto un trauma.
Giampaolo ciao. Io non ho dubbi che tu abbia fatto e faccia cose che ami e ti impegni (pure spendendo troppo eh eh), ma come vedi:
“Mi ha fatto crollare un mondo, il mondo. E non ce n’è un altro di mondo.”
“Posso solo dirti che il pensiero di quanto é successo mi perseguita. Ci penso sempre purtroppo.
Non é tanto un lutto, quanto un trauma.”
Ora, io non sono una psicologa, per cui uso dei termini inappropriati, termini che “mi vengono” dalla mia esperienza: ma credo che la sostanza non cambi.
Se leggi la frase “non c’è un altro mondo”, capirai che c’è un “blocco”. Ti pare?
C’era il mondo di prima e non c’è un altro mondo, per te. Stai facendo cose PRATICHE, anche belle, ma dentro di te, non stai PROCEDENDO. Si “ricomincia” a vivere quando ci si “libera”, quando si “sciolgono” certi nodi, certi PUNTI. E tu, con ogni evidenza, non lo hai ancora FATTO. E lo DEVI fare: se vuoi VIVERE. Ma davvero.
Quindi proseguo a cercare, insieme a te, di “sbrogliare” un pochino la matassa. Ma ti ripeto, fin d’ora, che lo devi VOLERE. Altrimenti non servirà a nulla.
Vogliamo dare il nome di “trauma”. Va bene, non cambia nulla. La sostanza non cambia. DEVI affrontare questo trauma. Dopo che lo avrai fatto uscirà il tuo dolore. Tu lo devi lasciar scorrere, il tuo dolore! Sennò te lo tieni lì, a vita!
Allora, io sospetto questo. La tua “cara” ex signora ti ha buttato un fardello addosso, e tu te lo stai ancora tenendo e persino accarezzando! Te lo tieni lì, e te lo accarezzi notte e giorno!
Lei ti ha addossato la colpa di tutto, e tu te la stai tenendo dentro questa cosa. Ciò ti impedisce sia di vedere le cose COME SONO, come SONO ANDATE, sia di vivere ORA!
Devi decidere chi ERA lei al momento che è successo tutto. Non puoi affrontare la cosa con l’impostazione che LEI era SEMPRE quella di prima, che tu conoscevi e amavi. Così non ne esci. Sai cosa sospetto che tu stia facendo: che tu sei ancora al punto che LEI ERA sempre LEI, e quindi lei ti ha fatto di tutto, ma tu stai lì, ad accarezzare una IMMAGINE di lei, che non esiste!
Vuoi rovinarti la vita per una IMMAGINE?
Per conservare, a vita, quella immagine?
Non vuoi accettare che lei era un’altra, da quel punto in poi. E se lo dici, che lei era un’altra, tu NON LO ACCETTI, perché a quel punto dici: mi ha distrutto la vita! E perché lo dici, perché sei incapace, ancora, di CAMBIARE un punto di vista.
Ti fai del male così, Giampaolo.
Il mio ex è diventato un altro: quando gli ha fatto COMODO. O quando non gli servivo più. O quando ho avuto un crollo psicofisico e avevo problemi in famiglia. O quando la sua ex famiglia, che gli ha fatto la guerra da sempre, siamo stati travolti, si sono “insinuati” pesantemente nella nostra vita, nel nostro amore, finché LUI non ce l’ha fatta più. Dopo che IO non ce la facevo più. Anche perché non posso farmi carico di problemi di persone persino a me estranee che entrano in casa mia, ma poi non vogliono risolvere i LORO problemi tra LORO, ma ci devono buttare in mezzo me, non solo: identificando Me come il loro VERO (ah ah) problema. Non ho fatto che ((crollando al suolo, perché io sono stramazzata al suolo, perché AMANDOLO sono andata avanti finché non sono stramazzata) SPOSTARMI di lì. E il mio ex mi ha addossato la colpa della NOSTRA FINE. E io certe persone non le ho nemmeno nominate… Sono certa che nella tua storia, se fosse stata GESTITA la FINE in una maniera un po’ diversa, un po’ più umana, ora non staresti così. Perciò ti dico che devi tornare indietro, e ricominciare da lì. Penso che tu abbia “saltato” passaggi importanti. Devi scioglierli, certi “nodi”. Il mio ex è diventato un altro in tre mesi? Diceva, piangeva, affermava di amarmi, si disperava. Convintissimo che se stavamo così male era perché ci amavamo e dovevamo stare insieme. Dopo pochi mesi ti dice che “è cambiato”. Comprendi? Parlava di una relazione per la vita. E io mi sono data varie spiegazioni, tutte purtroppo negative, ma sono tutte validissime spiegazioni. Una fra queste è che DI SICURO lui aveva iniziato a “cambiare” da prima, vivendo sotto lo stesso tetto e “costruendo” ancora (ah ah ah… Col cavolo che stava costruendo… Stava distruggendo… Sotto sotto… E se era convinto di star costruendo, non sentiva ragioni che tutto ciò era FRAGILE, quindi…). La tua ex “signora”, caro Giampaolo, “lavorava” per sé, da un certo punto in poi, stando sotto lo stesso tetto e continuando a dirti “ti amo”. Tu vuoi rovinarti la vita per questo? Dici che allora per venti anni “mentiva”? No, Giampaolo, non “mentiva”: gli andavi bene. Solo che, dettaglio… quando certi “cambiano” si mostra la qualità della PERSONA, che è indipendente DA NOI. Lei aveva “risolto”, aveva un altro, e quindi? Che bisogno c’era di dimostrare rispetto, gratitudine, BENE nonostante tutto? Nessuno. PER LEI. Ciò accade o ai deboli o agli opportunisti o ai disturbati di mente… O le tre cose insieme…
ciao Valinda,
grazie per le notizie. non immaginavo che nella circostanza in cui ti trovi potessi non essere triste: l’importante è che tu non lo sia troppo. e poi di solito fa bene sfogarsi un po’…
“non è detto che questo avvenga per tutti. non è un diritto e non è neppure detto che a comportarsi bene e a fare tutto sempre bene si riceva il giusto corrispettivo. la sofferenza fa parte della vita bisogna prenderne atto e restare a galla.” – utile presa di coscienza della realtà, che contribuiamo a formare tramite il nostro temperamento. realtà è anche il tipo di rapporto che si è venuto a creare con l’uomo di tuo interesse, che è bene tu tenga sempre presente.
in bocca al lupo per il futuro!
Verità,
Hai ragione su tutto.
Ma credimi non è facile.
Parli di un’immagine da cancellare….verissimo !
Difficilissimo scrollarsi di dosso quell’immagine.
E sai perchè ? Perchè non comprendo, non capisco.
E io sono sempre uno che nella vita quando si è fatto delle domande, si è dato sempre delle risposte.
In questo caso non ci riesco. Almeno non a tutto.
Poi sai che c’è Verità ? Ci sono delle cose, accadute dopo che è uscita di casa che mi mandano ancora più fuori strada.
Parli di opportunismo, debolezza e disturbi mentali. La terza forse no. Ma alle prime due ci ho spesso pensato.
Ma nella mia vita le ho sempre riconosciute in tempo le persone così. Soprattutto quelle false. Stavolta come mai non ci sono riuscito ? E caspita, ci vivevo insieme !
I conti non mi tornano, capisci Verità ?
Allora continuo a domandarmi: ma ho fatto davvero qualcosa di male ?
Ma anche qui i conti non tornano.
Se riuscissi a far “tornare i conti” forse riuscirei a sciogliere quei nodi di cui tu parli.
Ma la cosa più strana è che anche alle persone a noi vicine i “conti non tornano” !
Ancora adesso a distanza di anni mi capita di sentirmi chiedere “ma come mai ? cosa è successo ?, possibile ? io ancora non ci credo !” Strano no ?
Ciao ROSSANA grazie e auguri anche a te per la tua vita e le tue cose 🙂
Realtà è anche il tipo di rapporto che si è venuto a creare con l’uomo di mio interesse..sì è vero, anche se faccio sempre un po’di fatica a rapportarmi a lui. Dice che la nostra è una storia strana e complicata. A me invece sembra tutto fin troppo semplice..io volevo starci insieme seriamente, lui no. I fatti sono questi, indietro non si può tornare ma mi sembra che non stiamo neppure andando avanti. Non ci vediamo, non ci telefoniamo ma siamo sempre lì a dirsi che era bello stare insieme, la malinconia,però, ma..sempre troppi ma. E mi chiedo che senso ha tutto questo. Ma in fondo io cosa volevo lo sapevo e sulle sue decisioni non ho nessun potere.
Prima volevo essere la sua ragazza ma adesso troppe cose sono successe, troppe ferite..anche se lui volesse non so se mi fiderei e mi sentirei un ripiego. Per questo mi sembra di non andare avanti anche se in realtà forse lo stiamo facendo parlando, confidandoci, mettendo tutto nero su bianco.
Io e lui ci conosciamo da quasi due anni e non ci siamo mai persi di vista. E non sono certo state tutte rose e fiore, anzi. C’è ancora attrazione, ci vogliamo bene, parliamo di tutto, ci conosciamo anche nei nostri difetti, quando siamo insieme sorridiamo sempre siamo contenti. Cos’altro serve per amare ed essere amati? Io vedo in giro tanta gente che si accontenta di molto meno.
Forse a un certo punto bisogna solo dirsi che è andata così, che non era destino..mettere tutto in un cassetto e riaprirlo quando i ricordi non faranno più male. E questo vale per tutti noi credo.
È vero sfogarsi fa bene grazie ROSSANA un abbraccio.
un saluto a tutti.
Il fallimento di un rapporto diventa insostenibile quando l’altro è stato una proiezione delle proprie aspettative, e non viene accettato come individuo capace di prendere decisioni che possono anche apparirci assurde.
In questi casi la domanda che si pone il tradito che si e’ comportato “onestamente” come Giampaolo e’: “come può aver fatto questo”, che tradotta in altri termini significa: “come si è permesso/a di aver fatto questo a me”, il che sottintende un’opinione di se’ prevalente rispetto alla dualità che il rapporto di coppia comunque contiene, nel quale NON è prevista nessuna possibilità di soggettività che non sia funzionale a quel l’idea di “mondo”. In fondo e’ come se questa persona facesse parte di un personale patrimonio, e quindi fosse una “proprietà”.
Il tradimento visto nei termini appena spiegati dimostra la volontà del “tradito” di aver pensato di ricrearsi un proprio “mondo sicuro” già sperimentato, al quale era stato probabilmente abituato dalle figure genitoriali, “mondo” entrò il quale l’altro è solo un ulteriore tassello dell’antico, rassicurante mosaico emotivo che si vuole reiterare.
Se si conosce solo “un mondo”, che si è tentato di ricreare in un rapporto di coppia, e questo crolla, al di la delle colpe del traditore, bisognerà interrogarsi sul ruolo che si pensava dovesse svolgere quest’ultimo. Ma soprattutto capire se questo coincideva con la personalità dello stesso.
Io so solo una cosa, che si lascia un “mondo” solo quando in questo si “vive” male. Altrimenti nessuno si “suicida” per cattiveria verso un altro. Si abbandona un luogo perché non si riesce più ad esprimersi, e quindi a vivere. Pensiamoci.
giampaolo
credo che nessuna analisi riguardo alla tua storia possa essere più lucida ed obiettiva come quella scritta da verità. probabilmente tu fai fatica ad accettare che a un certo punto la donna che tanto amavi e in cui hai investito tutto si sia trasformata ( o si sia rivelata ) in una persona opportunista. o semplicemente una persona che a un certo punto, non provando più quello che provava prima, non ha avuto il coraggio di essere chiara e sincera. non per giustificare il comportamento della tua ex moglie, che indubbiamente è stato ingiusto e scorretto nei tuoi confronti… ma ho come l’ impressione che questo suo limite non fosse solo insito in lei, nella sua natura, ma nascesse anche da una difficoltà creata dal fatto che FORSE tu ti aspetti molto dalle persone che ami e che hai vicino, tendendo a costruirti un’ immagine idealizzata di loro, che certamente non potrà mai essere attinente al vero, in quanto poco sostenibile sul piano pratico e meramente umano. ti sei mai posto la questione in questi termini ? ciao
Golem,
Il tradito non si pone la domanda tradotta in “come si è permesso di fare questo a me”
Il tradito è solo DELUSO dall’altra persona. Ma non perchè si pensa che l’altra possa essere un patrimonio personale e quindi una PROPRIETA’ !
Non credo proprio che una persona scelga il/la proprio compagno per crearsi un mondo sicuro. E non credo nemmeno la si consideri come un tassello.
Credo che le cose siano un tantino più semplici. Si sceglie il/la proprio compagno in base ad attrazione e compatibilità. Un semplice incastro.
Ti trovi bene con il corpo, la mente, e i gusti dell’altra persona.
Non ho mai pensato che la mia compagna dovesse svolgere un ruolo. Non ho mai pensato di “plasmarla”
Anzi è lei che fondamentalmente si è presentato dicendo “questo è il mio ruolo, questo il mio modo di fare, questo il mio modo di essere”
A me piaceva LEI e quello che LEI proponeva.
Se non mi piaceva LEI, se non mi piaceva quello che proponeva, cambiavo strada.
Non ho bisogno di pensare al fatto che se si lascia un mondo è perchè in questo mondo ci si vive male. E’ normale che sia così
Io non vado ad abitare in un seminterrato di 50 mq. Perchè so che non ci resisterei più di tanto. E se sono costretto a farlo, lo dico che lì ci sto stretto. Facendo presente che appena possibile mi trasferirò in un appartamento più grande e situato più in alto.
Ma se chi lascia un mondo dove vive male è la stessa persona che aveva proposto di vivere in quel mondo.
E di punto in bianco scappa da quel mondo.
E lo fa senza aver manifestato disagio alcuno.
Rinnegando successivamente ciò che aveva scelto in precedenza.
Allora il PROBLEMA, quello VERO, sta in chi LASCIA quel mondo.
Pensiamoci !
Giampaolo, leggi attentamente ciò che ha scritto Golem. Guarda Giampaolo te lo ripeto, che sono cose complesse. Io credo che tu dovresti prendere in considerazione una psicoterapia, per “sciogliere” quei nodi di cui anche tu ora ti rendi ben conto.
Golem, sono d’accordo: “Io so solo una cosa, che si lascia un “mondo” solo quando in questo si “vive” male. Altrimenti nessuno si “suicida” per cattiveria verso un altro. Si abbandona un luogo perché non si riesce più ad esprimersi, e quindi a vivere. Pensiamoci.”.
Io ci ho pensato eccome. Sono mesi che ci penso. Mi tocca. Nonostante il problema mi sia venuto dal mio ex (dico per la maggiore; visto che col cavolo potevo pensare ai miei, di problemi: lui si prendeva tutto lo spazio; non solo: precisamente per i miei problemi, di sicuro lui non poteva aiutarmi, e non che io volessi il suo aiuto, dico intendendo che non doveva mettermi i bastoni tra le ruote per risolverli!).
Vorrei perciò dirti che riguardo il mio ex… Lui stava, dopo essersi “presentato” come un altro (quello che da sempre, presumo, avrebbe voluto essere e fare; quello che lui “immaginava”, attribuendo inconsciamente la responsabilità del fallimento del suo matrimonio alla moglie, e lei faceva uguale se non peggio…), spostando completamente la relazione su il SUO, ahimè, modello genitoriale… Pensa che all’inizio, e per del tempo, diceva che era terrorizzato di diventare, essere, come suo padre… Al contempo mi disse che gli ricordavo sua madre, su certe cose. Bene. Dopo un inzio assolutamente “democratico”, “libero”, eccetera, mi diventa come suo padre e io stavo davvero diventando come sua madre. Tutto questo “grazie” a una somma di problemi che io da persona responsabile ho pensato di aiutare prima lui a risolvere, ma per urgenza. Che ha fatto lui? Ha creduto che andasse bene così! Capito il genio?
Dopo un po’, e precisamente quando lui mi aveva “conquistata” e aveva avuto molte “prove” del mio amore, inizia a “trasformare” il nostro rapporto in una “replica”.
E io non ci sto, assolutamente!
Ho fatto un lavoro enorme su me, per non ripetere gli errori dei miei genitori, e ora mi dovrei adattare a SUE decisioni, a sue repliche? Ma nemmeno per idea!
E poi, dopo un lavoro enorme su me, a causa dei miei genitori, ora secondo QUESTI (lui, moglie, figli) io ricomincio a essere messa in un casino, di a me perfetti estranei per giunta? Ma nemmeno per sogno.
Quindi Golem, visto che mi ci sono spaccata il cervello, ti dico una delle interpretazioni, e che nel mio caso non è andata precisamente come tu hai scritto in generale (nel passo riportato). Lui, il mio ex, si è creato, e parecchio grazie a me, il “nuovo mondo” che “sognava” da sempre (ma come sappiamo sognare è una cosa, realizzare e vivere un’altra, oppure possiamo dire che realizzare i sogni non è facile, e siamo tutti bravissimi, finché siamo lì solo a sognare…), poi il “mondo vecchio” lo “tirava”: c’era il suo modello, e c’era la famiglia vera che lui si era creata (il fallimento… Della prima sua “replica”… Con ruoli invertiti: lui era sua mamma, lei l’aggressiva padre…), in più una montagna di sensi di colpa: che ovviamente, stratificati a tonnellate, ti fanno perdere ogni riferimento… Chi sono? Cosa sento io? Eccetera.
Gli ho fatto capire che lui o cambiava, o proseguiva con me nel nuovo mondo (che in parte eravamo già riusciti a creare), o cambiavamo insieme, fianco a fianco, o altrimenti non sarei stata disposta, assolutamente, a replicare quei casini (per quello bastavano la ex moglie e i figli, che infatti opponevano enormi resistenze).
Dunque lui, pur con l’astuzia (una astuzia del tutto inutile CON ME: perché a me non la si può venire a raccontare, visto che se una cosa conosco BENE, sono queste cose… Che ho iniziato a vedere a cinque anni) ha voluto attribuire a me bla bla bla. Mentre il problema VERO lui non l’ha voluto affrontare.
Quando ha capito che io NON MOLLAVO, allora – pur stando molto male entrambi – ha mollato.
Ed è tornato, semplicemente, nel suo “vecchio mondo”. E io uguale.
E il suo “male”, Golem, è che ha toccato dei limiti suoi che non riusciva a superare. E allora mi doveva buttare dentro una vita che io non volevo assolutamente: cambiandomi le carte in tavola, in corso d’opera. E NEMMENO, almeno, COMUNICANDOMELO. No, doveva essere persino SOTTINTESO. Perché lui NEMMENO questa responsabilità voleva prendersi.
E quando io allora andavo in altra direzione, allora lui si scatenava, e si disperava.
Ha fatto e detto di tutto: meno fare ciò che sentiva veramente, in vita sua, meno dire la verità. La semplice verità.
E allora lui, tra un po’, stai sicuro che andrà da una, a dirle che “vuole cambiare vita”, mentre dovrà cambiarla lei. E dopo i “bei sogni”, in peggio. Perché lui è una persona negativa: nei FATTI.
Giampaolo, “Ma nella mia vita le ho sempre riconosciute in tempo le persone così. Soprattutto quelle false. Stavolta come mai non ci sono riuscito ? E caspita, ci vivevo insieme !
I conti non mi tornano, capisci Verità ?”.
I conti tornano sempre, prima o dopo: per la mia esperienza. Devi fare un grosso lavoro FINCHE’ i conti ti torneranno, vedrai.
Scusami, ma sai quante volte io mi sono sbagliata sulle persone? Non è che ti succede una volta, Giampaolo, e allora la vita ti è finita.
Se tu lavori in proprio, ti scegli un socio. Siete amici, va tutto a gonfie vele per venti anni, finché non capisci che il socio ti ha fregato. Ti ha lasciato debiti che tu devi pagare. Che fai? Ti tocca pagare – pure – i debiti. E ti tocca pure pensare: va be’, per venti anni almeno, ho lavorato. E ho lavorato e guadagnato bene. Sennò che fai, ti spari?
Seguendo l’ipotesi, del tutto probabile, di Golem, diciamo: tu sapevi che cosa volevi e hai cercato ciò che volevi, che si avvicinava al tuo “modello”. Bene. Non c’è nulla di male in questo. Peccato che lei forse non conosceva lei stessa. Il “modello” ormai le andava stretto, è sempre una “persona” e non un modello. Comprendi?
Magari ti puoi togliere il “fardello” che lei ti ha buttato addosso: le colpe erano tutte tue, se lei non sapeva PRIMA che cosa voleva? Erano tutte sue perché lei è cambiata DOPO? No che non erano tutte colpe sue, se era cambiata. Ma che lo dicesse, però.
Anche il mio ex ha fatto così, Giampaolo. Ma tu devi capire che ci sono persone che vogliono uscirne “pulite” di fronte al partner e di fronte… Al mondo intero. E che non sanno ciò che vogliono o credono di avere strumenti che non hanno in realtà.
Io me ne sono sempre fregata, di questo. Mi prendo le responsabilità di un cambiamento, se c’è. E lo dico. Se l’altro è “ignaro”, o sta proseguendo, o crede di star proseguendo, su un’altra strada, COMUNE. Mi sembra il minimo, questo. Se ho amato, se ho stimato una persona: mi sembra il minimo.
Ma mancano le basi. L’ABC, del rispetto, in generale, oggi, e tutto questo è molto legato alla non consapevolezza di sé. Quindi torneremmo in discorsi già fatti… Se tutti cominciano a fare come “gli altri”, le cose peggioreranno, in questo senso. Se siamo umani, dimostriamolo, e non comportiamoci da bestie. Come dicevi anche tu e M.
Però, se lo hanno fatto, Giampaolo, si deve andare, e non voltarsi più. E’ vita di loro, è cosa di loro.
Maria Grazia,
“…ma ho come l’ impressione che questo suo limite non fosse solo insito in lei, nella sua natura, ma nascesse anche da una difficoltà creata dal fatto che FORSE tu ti aspetti molto dalle persone che ami e che hai vicino, tendendo a costruirti un’ immagine idealizzata di loro, che certamente non potrà mai essere attinente al vero, in quanto poco sostenibile sul piano pratico e meramente umano. ti sei mai posto la questione in questi termini ? ciao…”
Assolutamente no Maria Grazia. Io non avevo idealizzato nulla. Mi attenevo a ciò che lei era e diceva. Mi fidavo così come lei si fidava di me.
Non me la sono mai posta questa questione perchè non è mai esistita !
Verità,
Psicoterapia ? Ci ho provato.
Cari amici io ho imparato, come tutti, che si finisce di conoscere e di conoscersi solo quando si finisce di vivere, e a volte si diparte con la sensazione di non aver che cominciato a capire.
Queste “mutazioni” della prospettiva dovute alla nuova conoscenza con la quale si osserva la realtà, cambiano inevitabilmente il giudizio che su questa si ha.
Giampaolo non comprende il comportamento della moglie, ma come nel caso della scena di un delitto senza testimoni, dai fatti si possono trarre delle conclusioni. La moglie ha cambiato mondo, senza esservi costretta pare, in quanto EVIDENTEMENTE non si riconosceva più nel primo. Movente? E questo se non lo ha compreso Giampaolo, difficilmente potremo farlo noi. Infatti le mie sono solo ipotesi basate sull’atteggiamento incredulo di lui, che in un modo o nell’altro ha subìto un fatto che non immaginava neanche lontanamente.
Tempo fa ho avuto modo di dire che stando con mia moglie da due decenni, basta un insignificante dettaglio, che sfuggirebbe anche a Sherlock Holmes, perchè io, e ancor di più lei, ci si accorga che c’è qualcosa di diverso tra noi. Di solito è così in chi si frequenta da anni, ma succede anche tra amici e persino tra colleghi.
Il fatto che Giampaolo non abbia percepito NIENTE che facesse pensare all’epilogo che conosciamo, dimostra due cose: o che non c’era una VERA comunicazione tra i due, o che lei abbia recitato per anni. Ma la domanda è: che convenienza c’è nel portare avanti una recita? Una vita da principessa di Monaco? L’ingresso nel jet set arrivando da un ceto sociale molto più modesto? Non credo, anche se molte donne dimostrano di gradire questo genere di scambi del tipo “do ut des”. Ma senza voler offendere nessuno, a occhio e croce non mi pare il caso di questa donna.
Allora, se non è impazzita come dice Giampaolo, cosa può essere successo? Quello che ci DICE la logica: nel mondo di Giampaolo lei non si identificava più.
Caro Giampaolo, se non puoi sapere il perchè, o addirittura non vuoi, ammesso che conoscerlo servisse a farla tornare, o davvero volti pagina, come io, Verità e altri in un modo o nell’altro ti stiamo consigliando, oppure devi interrogarti sul fatto che tu, anche inconsapevolmente, abbia prodotto in lei quella decisione che ora ti fa soffrire. Insomma, converrai con me che un maledetto motivo ci deve essere? Lascia stare che secondo te quando si dice “ti amo” dovrebbe essere per sempre, perchè come vedi NON è così, anche se quando lei te l’ha giurato lo pensava.
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Certo che il problema sta in chi lascia IN QUEL MODO Giampaolo, ma se mai servisse a darti pace (e almeno a me servirebbe) dovresti cercare di capire quali possano essere state le cause di quello che tu ritieni un “suicidio”, nel lasciare in quel modo il “vostro” mondo, mentre per lei dev’essere stato il contrario: rinascere a nuova vita. Per forza Giampaolo.
Nessuno che non sia il nuovo San Francesco, (Santa Chiara in questo caso)lascia i beni terreni per andare a vivere vestito di un saio di juta, in una grotta. Tua moglie non stava più bene con te, e il motivo lo sa solo lei, visto che non l’hai capito neppure tu e ancora meno noi.
Il dramma è che la dimostrazione che non vi capivate, sta proprio nel fatto che in questo momento siete convinti entrambi di avere ragione! Solo che lei sa il perchè, e tu no.
Io nell’altro post ho accennato al fatto che non è raro che una nostra convinzione riguardo ad una certa cosa, seppure nella massima buona fede, diventi “tossica” per un’altra persona. Ho un’esempio pratico che mi riguarda, quando, appena nato e primo nipote delle due famiglie materna e paterna, le zie cercavano di calmare i miei pianti, di cui non si capiva la ragione, dandomi frequentemente il succhiotto immerso nello zucchero. Io stavo buono per qualche tempo e poi ricominciavo, perchè il “problema” stava evidentemente altrove, ma io non parlavo e loro, le zie, si basavano su un’esperienza dettata dalla “tradizione”. Risultato? Intossicazione da iperglicemia acuta con complicanze sulla funzionalità epatica. Salvato a sette giorni dalla nascita dall’abbandono di “quel mondo “. Mio malgrado però.
Morale, il gesto delle zie era amorevole, ma l’ignoranza e la supponenza che la tradizione (che chissà quanti neonati aveva fatto tornare, con amore, “al mittente”) le consentivano come azione, stava dando l’effetto contrario di quello che si sarebbero aspettate.
Per questo ho detto che a volte siamo noi i protagonisti di certi episodi che ci rovinano la vita. Non sto facendo un giro di parole per dirti che nella tua vicenda sei tu, anzi se devo essere sincero per come l’ho potuta leggere posso trarre solo le considerazioni logiche che ho detto. Ma se fosse successo a me, io una TAC del rapporto e del mio modo di essere stato con lei me lo sarei fatto. Magari ne uscivo più pulito di prima, ma quanto meno avrei cercato di capire “cos’hai trovato in lui di tanto bello che io non hooo” come diceva quella canzone anni ’60
Verità:il tuo era solo un manipolatore
Scusa Valinda se mi intrometto. Ma a te sembra maturo un uomo che sta così bene con te ma … non vuole stare con te? Prima parlavo con Giampaolo del fatto che sua moglie se ne sarà andata perché non stava bene con lui. Che per quanto assurdo possa apparire a Giampaolo e’ un fatto che fa ” tornare i conti” secondo me, anche se nessuno sa di quali numeri si tratta. Ma nel tuo caso qual’ è il senso? Pensa di trovare una ” più meglio ” di te quando una coppia quel rapporto di affinita’ lo raggiunge se è fortunata?
Io è mia moglie abbiamo quel rapporto, ed è quello che ci tiene insieme, convinto come sono che il suo amato portoghese oltre a non essere ” disponibile” era solo la rappresentazione di un’attrazione fisica non soddisfatta, che come ho detto fa vedere più di quello che c’era.
Anche lui come il tuo non la maltrattava come succede in certe storie violente, anzi sapeva blandirla come si deve. Ma lo faceva per averla a disposizione continuando a fare i fatti suoi, e per sei anni prima di incontrare me, e comunque lo ha cercato anche dopo! Quella ragazza, per quel soggetto, era un piano B o C, detto da lei, e lui era tanto ” gradevole” come modi quanto stronzo ed egoista nei fatti, e alla fine lei si sentiva umiliata. Ma gli ” voleva bene” e finiva per dimencare, lo perdonava e si accontentava. E lui ( e tutti quelli come lui) quello cercava. Ti senti di serie B o C? A me non sembra, quindi agisci di conseguenza, perche’ credo che sia piu giusto, per il rispetto che devi a te stessa.
Se tu smettesti di preoccuparti del fatto che le tue coetanee sono sistemate e via discorrendo, con la tua semplicità e dolcezza ma sentendoti ” libera”, potresti trovare veramente chi ti merita, e non elemosinare e rimpiangere un amore che non è mai nato, e mai nascera’, e’ evidente, perché, come per fare i bambini, bisogna essere in due a volerlo.
E quando troverai quell’uomo, per favore, cerca di non avere piu’ contatti ne’ pensieri verso quel ” sogno mai realizzato”, altrimenti ti comporteresti col tuo VERO amore, come il sogno sta facendo con te e con le donne che frequenta. Ciao e auguri.
Golem, a parte il discorso figlio, non c’e’ altro.
Golem, no credo che continuiamo a non capirci.
Una persona può non stare più bene con l’altra.
Ok, ammettiamo che ci sta.
Ma tu questo lo devi dire caspita! Devi dire chiaramente all’altra persona con la quale avevi deciso di condividere la vita cosa ti balena nella testa.
Forse sono io che mi spiego male, ma lo ripeto fino alla noia: fino a un giorno prima non c’era nell’aria il minimo sentore che potesse succedere quello che é successo.
Avevamo comperato casa un mese prima Golem lo capisci?
E non si compra casa con chi non vuoi più stare!
Mi spiego o no?
Non é questione di San Francesco o Sant’Attanasio.
Non é questione di suicidio.
Io la chiamo falsità, bugia, tradimento, slealta’, cattiveria, opportunismo, omerta’. Tutto questo messo insieme.
Esisteva un problema da risolvere e si chiamava figlio. Ma andava risolto, discusso, argomentato.
Quello era il passo successivo non la fuga.
Se ci sto male é perché non capisco come una persona come lei possa aver fatto una cosa del genere.
Io, i miei genitori, i miei suoceri, i nostri amici, i nostri parenti, nessuno è sottolineo nessuno ha notato un accenno di crisi, un suo malessere o cose del genere.
Tu stai male? Soffri? Sei infelice? Ok, fallo vedere, fallo capire. Parla, discuti, litiga. Fai capire che qualcosa non va per davvero !
Cosa dai, compri casa con tuo marito e poi te ne vai dalla mattina alla sera.
Golem su dai! Come si può giustificare o capire una cosa del genere?
Giampaolo,
ti ripropongo alcune interpretazioni del comportamento di tua moglie:
1) Ognuno dà il tipo d’amore di cui è capace (difficile pensare che oggi una donna si sposi “per sistemarsi” economicamente). Dopo 8 anni di fidanzamento magari può farlo con una decisione non proprio più del tutto autonoma, incapace di opporsi o di sopportare oltre la pressione in senso tradizionale dei familiari ma, a 30 anni, dovrebbe essere in grado di volerlo fare, accettando il TIPO DI VITA a due delineato.
2) Potrebbe essere parte del suo temperamento la tenerezza e l’espressione costante di affettuosità. Ciò non toglie che, se non sei al primo rapporto amoroso, dovresti poter capire se una persona ama o meno. Inutile e poco costruttivo negarlo a posteriori.
3) Potrebbe trattarsi di persona insicura o abituata da sempre ad accettare i punti di vista dei genitori. Persone amabili e gentili ma prive di carattere, che tendono a conformarsi il più possibile a quanto viene loro richiesto.
4) E’ scontato che quando si desidera costruire un rapporto si mostri i lati migliori di sé, così come quando si vuole chiuderlo possa succedere di esprimersi in eccesso in senso opposto. Fa parte della normale dinamica relazionale: la realtà della persona sta nella parte centrale, che hai probabilmente avuto sotto gli occhi per anni. Si può recitare per qualche mese ma non per 20 anni. Lei è stata come la ricordi agli inizi ed è anche come l’hai conosciuta alla fine.
5) E’ possibile che fosse immatura e che amasse di più l’idea dell’amore che non la persona che l’incarnava. E’ una trappola amorosa in cui quasi tutti cadono quella di voler enfatizzare il proprio rapporto per renderlo unico, perfetto, invidiabile. Di solito la si alimenta in due, per poi vederla svanire all’improvviso, come una bolla di sapone. Una vita non può essere definita che a fine percorso, e un amore non può essere classificato che dopo la sua conclusione, a volte al termine della vita stessa di uno dei due partner.
6) Negli anni (non pochi) questa donna può essere cambiata, forse più in grado di prima di sapere come avrebbe voluto la sua vita, rivitalizzata dalla presenza di un figlio. L’amore cresce o diminuisce nel tempo, a volte fino a scomparire del tutto, se il TIPO DI VITA, e non soltanto la persona, non risponde più alle proprie più vitali esigenze. La scorrettezza di mentire o di agire come se nulla fosse cambiato è indice di scarsa sicurezza e d’incapacità di assumersi le proprie responsabilità.
Giampaolo. Puoi provare un altro psicoterapeuta, e un’altra terapia (ce ne sono tante). Non è detto che tu abbia trovato lo psicoterapeuta giusto.
Devi provare a venirne a capo, di questa storia. Soprattutto della FINE con lei. Tu dici, il figlio, non c’è altro. Allora io ti dico una cosa: lo sai che le persone possono “punirti” per una cosa che non hai dato loro, per una ferita, una delusione ecc.? Non sai che possono tenersi le cose dentro? Oppure che possono, dal loro punto di vista, avertele dette le cose, e, sempre secondo loro, TU non ascoltavi? E dunque, sempre secondo loro, TU non le amavi? Allora ipotesi: lei vuole il figlio. Te lo fa capire (a modo suo), ci soffre. A un certo punto non solo ci mette una pietra sopra, ma addirittura entra in crisi con TE. Pensa, sente, che TU non la ami. Può tornare questa cosa? E’ “abbastanza logica” per te? Dopo questo, non basta. Lei sente che tu le hai arrecato un danno notevole. Ti odia eccetera. Ha sentimenti negativi nei tuoi confronti. Nel frattempo, siccome annaspa e si sente annegare, va a cercare soluzioni da un’altra parte. Le trova. Continua con te, mentre “cova” quei sentimenti negativi con te. Fatica, nonostante tutto, a staccarsi da te. A momenti avrà pure dei sentimenti contrastanti, si sentirà in colpa verso di te. Tuttavia il sentimento dominante è negativo: ha rancore e VUOLE punirti.
E ti “punisce” per il male che le hai fatto. Facendoti tutto il male possibile. E infatti, mi pare, ci è riuscita. Questa è un’ipotesi.
Vedi, io ad esempio cerco di non “punire” le persone, per ciò che non mi hanno dato, fatto ecc. Credo nella “libertà”. Perciò, se tu mi CORRISPONDI nei sentimenti, vuoi realizzare progetti di coppia importanti, ecc., bene, ma SE NON VUOI/PUOI, amen. E se dici che lo vuoi, e io ho “sentore” che non lo vuoi, bisognerà poi che io lo capisca da sola (e questo, di non dirlo, è un DOPPIO tradimento: tra persone “grandi”, ma ognuno ha i SUOI limiti…).
Quindi estrapolo questa tua frase: “Devi dire chiaramente all’altra persona con la quale avevi deciso di condividere la vita cosa ti balena nella testa.” Io posso essere d’accordo: in linea di principio. Il mio ex diceva – e fino a un certo punto lo ha dimostrato con i fatti: altrimenti non mi muovevo di qui… – che voleva le stesse cose mie, e viceversa io dicevo che volevo le stesse cose sue. Addirittura ha continuato a dirlo fino alla fine: attribuendo a me una decisione (di chiudere). QUESTO mi confondeva enormemente…
Certo che era, come dice Golem, un manipolatore. Tra le altre cose.
Quando io ti dico, utilizzando la tua espressione “i conti tornano sempre”, non intendo che poi, facendo i conti, lui ha avuto 10 e io 10. E magari. Significa che se ti metti lì a “ricostruire” tutto, anche dandoti varie interpretazioni (come ho fatto io), ma tutte “verosimili”, poiché l’altro, mancando di sincerità, essendo “punitivo”, eccetera, ROMPE le comunicazioni VERE (anche stando sotto lo stesso tetto), vedrai che le cose “ti tornano”. E quando ti tornano, solo a quel punto, puoi iniziare seriamente ad accettare che la cosa è finita. Non solo: che non poteva andare. Ti ho detto che è faticosissimo. Come è faticoso stare, vivere, con l’altro. Perché l’altro ha una SUA logica. E tu DEVI capirla. Il mio ex, ahimè, ha una “logica”, infine, disturbata… Oppure ha la logica dello “stronzo”. Oppure del “parassita”. Per dire. Ovvio che io lo credevo, come tu la tua ex moglie, una persona onesta, sensibile, intelligente, solo “sfortunata” in amore, come già vi avevo detto una volta.
Ora so perché: è “sfortunato” in amore.
E la frase di Golem: “a volte siamo noi i protagonisti di certi episodi che ci rovinano la vita” calza a pennello su di lui…
Calza a pennello anche su di me: visti i risultati. Avrò sicuramente dei problemi. Tuttavia, siccome non mi sono rincoglionita del tutto, e siccome per arrivare a lui ho fatto una superselezione… E siccome io, essendo persona PRESENTE A ME STESSA, so quello che ho fatto… Non è che ora posso mettermi in croce, e massacrarmi, anche per PROBLEMI ALTRUI. Dunque so che ho avuto le migliori intenzioni, so che ho amato, so che ho costruito, so che quello che dicevo, pensavo, facevo, era VERO. Non solo: era FELICE. E so, ORA, che per lui (anche se negava e nega) NON era così PIENAMENTE. E so che io sono partita, da qui dove mi trovo, senza FARDELLI pazzeschi, e casini mentali pazzeschi, che invece LUI aveva, eccome. Aveva dei fardelli pazzeschi. Ha dei casini mentali pazzeschi. Ti basti che io non mi sono MAI, in vita mia, portata dietro “fantasmi” di ex. Lui ne ha… Una collezione. Adesso ci ha aggiunto me, alla collezione. Non ha capito NEMMENO, che tanto gli ho voluto bene, che all’ultimo “chiarimento”, al limite gli davo una mano per “liberarsi” almeno del mio, di fantasma, e di chiudere PER BENE. Non ha voluto, o ha inteso SOLO che io volessi tornare con lui. Ma io non sto ai “sistemi malati” suoi. Dunque lui viva pure coi fantasmi. Io no.
Ciao Giampaolo. Deve essere chiaro che nessuno – e l’ho già detto – nega che tua moglie si sia comportata male con l’azione proditoria che ha mostrato. Come i Giapponesi a Pearl Harbour ti ha attaccato senza la dichiarazione di guerra. Ma come i giapponesi, anche lei aveva maturato la decisione per motivi che ti sfuggono ma che si possono immaginare.
Non so se la faccenda del figlio si sia risolta in un atto solo o è andata avanti per un pò come mi viene da pensare. Il fatto è che conoscendo ormai da qualche anno cosa combina l’istinto femminile nella mente delle nostre donne, l’impossibilità intravista di realizzare un bisogno, che evidentemente si è presentato in lei in maniera imprevista, ha cambiato la visione di quel mondo di cui parlavo.
Solo voi potete sapere quanto può avere inciso nella decisione finale. Io penso moltissimo.
Naturalmente ogni carattere si mostra in maniera differente nella richiesta di soddisfazione di un bisogno che richiede la presenza di un terzo.
Io credo che quel bisogno sia talmente intimo che chiedere ad un partner “per favore, facciamo un figlio” significhi umiliare un’esigenza dalla quale si percepisce il proprio valore come persona e come donna. Sentire di dover, eventualmente, insistere per una cosa così fondamentale per una donna, ne svilisca il desiderio, in quanto la stessa “conta” di essere assecondata con gioia da chi ritiene che la ami. Non so se mi sono spiegato.
Queste sensazioni sono molto intime, e non c’è un solo uomo che possa dire di averele provate, io per primo, che a mia volta di fronte alla richiesta di mia moglie mi spaventai per poi razionalizzare e accettare con gioia, appunto, il suo desiderio. Gioia oggi ribadita dalla presenza di mia figlia.
Io credo che tua moglie non si sia sentita capita nel profondo, ritenendo, forse, che il tuo probabile atteggiamento di rifiuto (sbaglio?), fosse indice di un egoismo non compatibile con le tue dimostrazioni di amore. Spero anche in questo caso di essere stato chiaro.
Ci sono persone che non mostrano all’esterno le proprie emozioni, e non mi aspetto che tua moglie andasse in giro a dire che voleva un figlio ma tu non l’accontentavi. Temo che si sarà sentita “tradita” da te, altrimenti, ripeto, non si lascia un luogo dove ci si sente realizzati.
Se tu non hai percepito niente, lei è stata bravissima a celare i suoi sentimenti, ma che tu qualche sensazione di disagio di questa donna non l’abbia sentita, almeno all’inizio, francamente mi appare molto strano.
Giampaolo:
Non puoi esimerti, come tendi a fare, dall’esaminare la tua parte di “colpa” che ha contribuito allo scacco, anche se questa fosse soltanto intorno al 20-30% dell’insieme negativo. Nessuno in questi casi è del tutto esente da errori.
1) Ammetti di essere razionale e lineare. Forse proprio per questo ti ha attratto una donna più emotiva e insicura. Ma, pur non volendo identificare chi dei due abbia “scelto di più l’altro”, parte del tuo “sbagliare” può essere stato non aver compreso a fondo la tua partner né all’inizio, né durante il rapporto. Vero è che non si conosce un essere umano se questo non passa al vaglio di circostanze rivelatrici. Peccato veniale, ma sempre carenza, abbastanza comune nel sesso maschile, poco incline all’analisi psicologica del prossimo.
2) Essendo molto fermo e sicuro di te su alcuni concetti fondamentali, non sei incline a provare a metterti nei panni della partner. Tu sei tu, con l’aggravante che lei dovrebbe essere più simile a te di quanto in realtà non sia. Lei, con i suoi difetti è una creatura con cui hai sentito di esserti fuso ma che non era parte di te (nemmeno i figli lo sono). Ne consegue che ti dovresti sforzare di più a vedere il suo punto di vista e a comprendere i suoi cambiamenti di rotta.
3) Nessuno può garantire che un sentimento non possa cambiare o che si possa volere qualcosa di diverso da quanto si era ritenuto ottimale in precedenza. A mio avviso, se si è maturi quando si sceglie, la propria aspirazione di vita non cambia molto mentre può cambiare di più il gusto della persona che si desidera al proprio fianco. Sono le due facce della stessa medaglia.
4) Il problema di un figlio, da desiderarsi in due, non si risolve facilmente, molto meno facilmente di giungere a definire un luogo in cui abitare gradito ad entrambi. Secondo la mia esperienza, volendo tua moglie averne uno ed essendo tu lento nel prendere una posizione definitiva in merito, è stato saggio il suo intuito di rivolgersi altrove, anche se avrebbe dovuto farlo in modo più corretto, evitando di addossarti colpe che non hai.
5) Poiché il rapporto è giunto a conclusione, non ti resta che prenderne atto e cercare il più possibile di comprenderne le ragioni. Tu solo le puoi conoscere nella loro essenza più profonda. A me sembra che tu abbia sì subito un trauma ma che, nel contempo, tu non sia particolarmente interessato a guardare oltre. […]
Rossana: “L’amore cresce o diminuisce nel tempo, a volte fino a scomparire del tutto, se il TIPO DI VITA, e non soltanto la persona, non risponde più alle proprie più vitali esigenze. La scorrettezza di mentire o di agire come se nulla fosse cambiato è indice di scarsa sicurezza e d’incapacità di assumersi le proprie responsabilità”.
Perfettamente d’accordo.
Golem: “Io credo che quel bisogno sia talmente intimo che chiedere ad un partner “per favore, facciamo un figlio” significhi umiliare un’esigenza dalla quale si percepisce il proprio valore come persona e come donna. Sentire di dover, eventualmente, insistere per una cosa così fondamentale per una donna, ne svilisca il desiderio, in quanto la stessa “conta” di essere assecondata con gioia da chi ritiene che la ami. Non so se mi sono spiegato”.
Perfettamente d’accordo. E’ UNA delle ragioni per cui non ho fatto un figlio.
Aggiungo che mi pare che la maggioranza delle donne che ha avuto un figlio, lo ha avuto con questa “umiliazione”. Mi pare che “culturalmente” questo atteggiamento degli uomini (non tutti ovviamente) debba FINIRE.
E aggiungo che esiste l'”istinto” di riproduzione anche nell’uomo. Finiamola di metterla giù come una “concessione”. E’ sbagliatissimo questo. Come è sbagliatissimo, per me, vedere ancora donne (tante) che fanno “pressioni” (e si umiliano) per fare una cosa (un figlio!) che dovrebbe essere del tutto “naturale” per entrambi. Una cosa naturare e GIOIOSA. Altrimenti che si lasci perdere.
Ecco perché dicevo che è aumentata l’infelicità. Certo, sono tante le ragioni, come sappiamo. Ma c’è ANCHE questa. Che non è una cosa da poco, e infatti vediamo le separazioni, i rinfacci… I “ti ho dato un figlio perché TU lo volevi”… Alla base, in tutti questi pazzeschi casini, c’è sempre la mancanza di responsabilità. Di non volersi prendere, PIENAMENTE, la responsabilità, di ciò che SI SCEGLIE, SI FA, SI DECIDE.
E alla base ci deve (dovrebbe) essere la responsabilità, e la GIOIA di quella responsabilità.
Invece la responsabilità, per la maggiore, è vissuta come PESO. E se è un peso, bisognerebbe farsi qualche domanda. Significa che non c’è FELICITA’, alla base.
Non ci si sposa e si fanno figli per fare contenti gli altri.