Uomini e donne che non si capiscono
Riferimento alla lettera:
Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010
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Categorie: - Attualità
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ROSSANA bellissimo il tuo post 1421..veramente incantevole, ma forse raffinato e per pochi eletti come sostiene GOLEM.
Anche io abito in un paesino in culo ai lupi 🙂 e anche io fatico a trovare affinità con le persone, anche perchè non mi riesce essere amicona di tutti e fare buon viso a cattivo gioco..il tutto unito a una dose innata di riservatezza e timidezza. sarà per questo che mi sono sempre piaciuti lo studio, la lettura..e intuisco che tu sei una donna informata e di grande cultura. tuttavia non sono un’asociale, anzi se mi apro sono una gran chiacchierona e riesco a interagire adeguatamente col prossimo. ma infatti pensandoci l’affinità è una cosa ben diversa..
mi spiace per questo tuo amore e per i tuoi problemi di salute, spero comunque che tu ora stia bene e se la corrispondenza con quest’uomo ti dà benessere e ti rende contenta è giusto continuare! anche se penso tu sia indubbiamente una donna che merita molto di più e credimi l’età in queste cose non c’entra, ma ripeto..comprendo benissimo la tua situazione.
per quanto riguarda il “bisogno d’amore” di cui parli sono pienamente d’accordo con te. io credo sia umano questo bisogno di una carezza, di calore, di vicinanza con un altro essere umano..non è forse questo che ci rende animali sociali? non è forse nelle relazioni interpersonali che possiamo capirci e misurarci con noi stessi? e chissà forse è proprio questo bisogno d’amore che ci porta a volte a sbagliare a livello razionale e poi a soffrirne…
scusate sono di fretta, torno con più calma.
buona serata a tutti :))
Rossana, ho due amici gay che stanno per ” avere” due gemelli. Seme di uno ovuli di una donatrice e utero in affitto in Messico. Inoltre non è necessario avere gli ormoni a palla per essere maschi o femmine. Gli ormoni servono a fornire lo stimolo in un’età giovanile per dare la spinta all’accoppiamento. Infatti è in questo periodo che spesso si commettono gli errori di valutazione, quando il rapporto innescato dall’istinto sessuale lo si crede benedetto dall’amore. Tu stessa hai avuto modo di dire che “l’amore” dura mediamente sette anni, il tempo necessario per il minimo allevamento della prole.
Io capisco quello che dici, e sono convinto che possa realizzarsi, come e’ successo nella mia coppia, ma con l’amore di quel “genere” non c’entra più niente, e non sono sicuro che neppure sia mai stato collegato. È una questione di affinità intellettuali che sono le uniche nei rapporti interpersonali destinate a “crescere”, al contrario dell’attrazione sessuale pura. Se mia moglie fosse stata un uomo, data la mia eterosessualità saremmo stati i migliori amici l’uno dell’altro, e viceversa se io fossi stato una donna, amici come lo siamo effettivamente, con la grossa fortuna di poter fare anche l’amore, che diventa un ulteriore modo di comunicare. Questo tipo di attrazione e’ raro a verificarsi, ma mi rendo conto della differenza che esiste tra i due tipi di… amore, e soprattutto quanto quello sessuale sia l’unica causa della passione e dell’innamoramento che fa gioire, soffrire e creare le opere di cui ho parlato.
Quello lei l’ha provato per il portoghese, con tutta la” poesia” che una brava ragazza ci aggiunge per dare la famosa dignità del grande amore che tutte le brave ragazze sognano. Se si fosse concretizzato sono certo che non sarebbe durato sette anni, ma come dicevo in altri interventi, questo per la natura e’ del tutto irrilevante. Quello che contava in quel caso, e in tanti altri che ho visto su questo forum, era la ” riproduzione”, e le ” scuse ” del cuore che si cercano per giustificate l’attrazione irresistibile quanto inspiegabile, sono tanto più convincenti quanto l’educazione e la morale sono salde.
Su Giampaolo non voglio pronunciarmi più a fondo riguardo al “suo” amore, ma tu sai che la paternità e’ più una scelta razionale, l’istinto maschile pende verso l’accoppiamento e non le conseguenze di questo. Ma non è solo una mia opinione, lo e’ di Giampaolo e di migliaia di altri uomini. Ros sono romantico anch’io, ma non ingenuo.
Golem,
anch’io sono romantica ma alquanto realista e non ingenua. il tuo post 1427 mi trova sostanzialmente d’accordo, con la leggerissima variante che per me i primi amori, spesso abbastanza superficiali e immaturi, sono esperienze a tutto campo, nella maggior parte dei casi dolorose, necessarie per cominciare a capire l’abc di un rapporto di coppia, anche se quasi sempre pilotati dalla normale esplosione giovanile di ormoni, volti alla riproduzione.
concordo che la relazione d’amore ha possibilità di durare se all’attrazione fisica si unisce una grande sintonia mentale, perchè (particolare molto importante) il tipo di vita a cui si aspira non può essere che allineato a desideri spontanemente condivisi da entrambi i partner (ecco perchè, se si è più maturi al momento della scelta, questa ha maggiori probabilità di durare nel tempo).
fino alla metà del secolo scorso in Occidente le aspirazioni nell’unione di coppia erano di solito racchiuse nell’intento di sommare le forze per sfangare l’esistenza mentre ora sono diventate molto più instabili e sfaccettate, minate da possibilità e pesi destabilizzanti di vario genere, famiglie a rimorchio incluse.
anche Erasmo da Rotterdam scrive che il matrimonio “altro non è se non un vincolo d’amicizia che dura per tutta la vita”. se fosse così concepito, avrebbe ancora una sua ragione d’esistere. il guaio è che si tende troppo a confondere e a voler far entrare nello stesso calderone sentimenti che sono l’uno la prosecuzione dell’altro, SE la prosecuzione si concretizza.
fra l’altro “Elogio alla follia” è un simpaticissimo libretto che suggerisco di leggere a Giampaolo. fa un gran bene a persone razionali, dotate di forti Super-Io…
buona domenica a tutti!
Valinda,
mi sembra di capirti molto perchè, a parte la timidezza, mi sa che abbiamo parecchio in comune.
non ti preoccupare per la mia salute: non si tratta esattamente di me (anche se su di me incide molto) ma di problemi a carattere psico-fisico di qualcuno che mi è più che caro, e che ha ben poche speranze per un futuro migliore. ho imparato da alcuni anni a convivere con la sofferenza: ultima, importantissima lezione in ordine di tempo che aiuta a comprendere anche quello che prima si bollava subito, senza la minima esitazione, in negativo. nella vita quasi niente si sceglie davvero ma tutto ha un senso e una sua ragione d’essere. in particolare se si considera l’esistenza come lo spazio accordato per raggiungere il maggior livello di maturità e di consapevolezza possibili.
l’età ha però la sua importanza in tutti gli aspetti della quotidianità e soprattutto per quanto riguarda gli affari di cuore. oltre i cinquanta-sessant’anni la delusione regna sovrana e sono pochissime le persone che hanno conservato quel minimo di fiducia e di tenerezza indispensabili per poter amare ancora. come ben puoi capire, non a tutti basta un po’ di compagnia. di questa ho fatto a meno prima, figurati se mi può bastare ora!
per te è diverso, e diverso dev’essere in tutti i sensi: vivi ogni giorno con l’animo aperto alla speranza di una piacevole sorpresa e, se è destino che questo avvenga, sarà sempre all’improvviso che questa ti potrà apparire, in qualsiasi contesto tu la possa maggiormente desiderare. l’energia positiva non può che portare positività. nel frattempo, sii il più possibile te stessa e decidi ogni cosa secondo il tuo sentire; cullati con le piccole cose gratuite o quasi che possono darti piccoli piaceri (se si riesce a sommarne alcuni, già ci si sente meglio).
non ho affatto cultura: mi sono interessata ad alcuni temi e su questi ho acquisito conoscenze a macchia di leopardo ma forse è stato meglio così, in quanto riesco a coniugarle più facilmente con le esperienze di vita, che restano le più interessanti e le più istruttive.
un abbraccio.
Buona domenica Rossana. Leggi questo, lo scrive il filosofo Galimberti su D di Repubblica: “… I sentimenti si imparano. È solo grazie a questo corredo culturale si acquisisce quella sensibilità psichica capace di distinguere il bene dal male, l’amore dall’odio, la partecipazione dall’ indifferenza… di qui la necessita’di educare al sentimento, perché gli impulsi si hanno per natura, ma i sentimenti si acquisiscono per cultura…”
Credo che questo stralcio chiarisca quello che ho inteso sostenere con i miei interventi. E dalla sostanziale differenza tra impulso e sentimenti si può comprendere quanto l’applicazione del primo alle nostre azioni sia modulata dai secondi. Tanto più la cultura e la sensibilità e’ raffinata dall’esperienza e dalle cognizioni, come dicevo in altri momenti, tanto più sofisticata sarà la ricerca della soddisfazione di quel bisogno. Da questa differenza qualitativa si puo’ capire perche’ in certi momenti ho avvicinato l’amore al sacro, considerando come una strutturazione intellettuale di un certo genere porti inevitabilmente ad avvicinare questo misterioso sentimento al “divino”, come hai fatto anche tu ieri in uno dei tuoi interventi. Un buzzurro lo farà in un modo, mentre una persona come te lo fa tramite tutto il patrimonio di sensibilità e intelligenza che si riconosce nei tuoi pensieri. Ma in entrambe i soggetti il bisogno richiesto da quell’impulso nasce dallo stesso antico mondo degli istinti.
Un caro saluto.
Caro Golem,
per me quanto affermato da Galimberti è scontato e non cambia il mio punto di vista sul tema. gli impulsi nascono sì dalla base più antica ma sono vagliati dalle altre due parti sovrapposte del cervello, e da esse modulati fisicamente e psichicamente a seconda della persona, nei vari aspetti che la compongono.
buona settimana!
Buona settimana anche a te.
Sensazioni essenziali di un “innamoramento d’autore” (trascritti per chi volesse verificare le proprie, ammesso che se le ricordi…)
“… Un giorno mi innamorai e in modo insperato ricucii tutti i rapporti con la vita, … mai settimane e mesi così, così caldi e pieni di una sensazione di continuo fluire. …
Mi trovavo improvvisamente nel mezzo del mondo vivente ed ero unito agli uomini e alla terra da mille legami, come radici. … entusiasta osservavo come ogni particolare fosse meravigliosamente bello e vitale, luminoso e pieno di colore. … Le mille cose da nulla mi divennero improvvisamente amiche e importanti e mi toccavano come fossero esperienze. …
Mentre il dolore di un primo amore infelice mi tormentava e mentre un incompreso bisogno, una quotidiana malinconia, speranze e delusioni si agitavano in me, nonostante la depressione e le pene d’amore, ero in ogni momento felice nel profondo del cuore. …
Per me tutto ciò non è mai andato perduto del tutto, ma non è neppure tornato in modo così netto e costante. Riviverlo un’altra volta, impossessarmene e conservarlo: questo è adesso il mio concetto di felicità.”
(da “Lettera di un giovane” di H. Hesse)
Infatti: è bellissimo. Sono sensazioni paradisiache, quasi psichedeliche.
Ciao a tutti
Ho letto i vostri commenti e ho aspettato un po’ prima di rispondere.
Vi ringrazio anzitutto.
Ho riflettuto molto per l’ennesima volta.
L’ho già scritto anche a Rossana in e-mail:
Se penso che la maggior parte dei miei problemi, ivi compresi quelli relativi alla mia separazione, hanno come causa un mio disadattamento nel luogo in cui vivo c’è veramente da diventare pazzi !
Il succo di tutto sta lì.
ciao a tutti,
è sempre un piacere leggervi. Cara ROSSANA parlando della tua storia è un vero peccato che tu non veda quest’uomo da 4 anni, ma perchè ha scelto e continua a stare con questa donna se è infelice? e pensi di rivederlo un giorno? e come sei riuscita a dimenticarlo? io mi rendo conto che non è che dimentico, semplicemente cerco di rassegnarmi accettando la situazione per quella che è. senza illusioni, senza false speranze…conservando il bello che c’è stato e lasciando perdere il resto. andando avanti piano piano, a piccoli grandi passi.
GOLEM quando distingue tra passione, istinto sessuale e amore ha ragione. almeno credo sia quello che è successo a me. tra noi c’è sempre stata una grande passione che, non lo nego, mi ha fatto perdere la testa. e poi certo, amicizia e complicità. ma per parlare di amore ci vuole qualcosa di più, un qualcosa che per lui non è scattato.
non so se per me sia valsa la pena vivere questa passione, ancora devo darmi una risposta precisa forse perchè sono ancora troppo coinvolta. certo è che questa passione da sola a me non bastava più e volevo di più. provavo amore e volevo amore. per me è stato naturale desiderare una storia con uomo che mi coinvolgeva così tanto fisicamente, emotivamente, nelle sensazioni. ma evidentemente abbiamo sempre viaggiato su due diverse lunghezze d’onda attribuendo un significato diverso a ciò che stavamo vivendo.
per ironia della sorte lui si dice innamorato di una tipa che lo tiene in sospeso, con la quale la storia non si concretizza. una storia quindi incompiuta anche la sua.
la vita è così…..
“per ironia della sorte lui si dice innamorato di una tipa che lo tiene in sospeso, con la quale la storia non si concretizza. una storia quindi incompiuta anche la sua.
la vita è così…..”
no, Valinda. sono semplicemente gli UOMINI AD ESSERE COSI’, è diverso. Loro si attaccano visceralmente solo a ciò che non potranno mai avere ( o che non potranno mai avere COMPLETAMENTE ). E’ la loro natura e non possono farci niente. Anche il mio “bandito dalla faccia d’ angelo” si sarebbe legato a me in maniera indissolubile se non gli avessi concesso nulla, è stato lui stesso a farmelo capire. Ma io nel momento in cui un uomo mi coinvolge nel profondo non sono più capace di negarmi e di trattarlo con distacco, sono fatta così e non potrei essere diversa. Ammiro comunque le donne che ci riescono e che a differenza di me non si fanno travolgere dalle loro passioni.
Noi donne dobbiamo farcene una ragione di tutto questo e regolarci di conseguenza.
Un bacione
Cara Valinda, è consolante vedere che esistono ancora belle persone di sesso femminile come te.
Non credo che tu debba ritenere inutile la passione che hai vissuto, devi solo ridimensionare chi te l’ha fornita, perchè, per quanto paradossale possa sembrarti, lui, COME UOMO, non c’entra niente per quello che hai provato.C’entra solo come elemento maschile, che ha solleticato la tua parte femminile, differente da quella di DONNA. Non so se sono stato chiaro.
Ieri ho commentato le deliziose parole del GIOVANE Herman Hesse definendole bellissime nella loro descrizione, quasi PSICHEDELICHE. Ma bisognerebbe togliere il quasi. Quelle sensazioni sono CREATE dalla nostra fisiologia, come succede con certi stupefacenti, e mi spiace apparire stucchevole, ma è così. Tu potresti provarle ancora diverse volte, con diversi uomini, ma di amare in un certo modo potrai farlo forse solo con uno, due al massimo in una vita e non di più. Inoltre posso assicurarti che non è neppure detto che chi ti muove la passione (gli ormoni) diventi l’uomo della tua vita. Non c’è nessun collegamento tra le due cose, anzi la prima, quella che ti fa perdere la testa, è la peggiore consigliera in questo senso perchè si prefigge SOLO uno scopo, che con la relazione umana tra i due destinata a durare non ha niente a che vedere.
Forse avrai letto che io e mia moglie siamo i migliori amici l’uno dell’altra. Ci divertiamo, abbiamo lo stesso senso dell’umorismo, pensiamo le cose nello stesso momento e non ci annoiamo mai insieme, da vent’anni. Io sono l’uomo della sua vita, ma non la passione della sua vita, e lei lo sa. Ha capito quanto siano fasulle quelle struggenti sensazioni che ha provato per un’altro, con le stesse tue modalità. Però non l’ha mai dimenticato, si è rassegnata. Per questo ho detto non ricordo a chi, forse a te, che semmai trovassi l’uomo della vita hai il dovere di dirgli di questa tua storia, prima che scopra che la ricordi ancora.
E’ difficile che passione e affezione coincidano nella stssa persona producendo, attraverso le affinità elettive, quello che chiamiamo “amore”. In ogni caso, quand’anche succedesse, la prima svanisce in poco tempo, perchè ha solo una funzione “fisiologica” di cui ho fin troppo parlato.
Ricorderai sempre i momenti di passione perchè sono le emozioni il collante della memoria, ma devi sapere che in quei momenti ti eri “autodrogata”, come Hesse e come tutti quelli, me compreso, che hanno almeno una volta perso la testa per la persona…sbagliata.
Maria Grazia, sei proprio sicura che siano gli UOMINI a rincorrere chi non avranno mai completamente? Mi sembra un pò azzardata come tesi, e se volessimo usare questo forum come statistica temo che emergerebbe il contrario.
Se guardassi la mia vita erotico sentimentale potrei dire esattamente il contrario di quello che sostieni, tanto che con mia moglie dal vederci al piacerci con tutte le conseguenze del caso, sono intercorse 72 ore, di cui 24 di sonno. Idem con le altre, anche meno.
Ricordo una fi.. imperiale che si aggirava nei miei uffici corteggiata da tutti, dall’amministratore delegato (che poi si fece) al fattorino (che la sogna ancora, quando torno in quegli uffici), meno che da me. Poichè ero considerato dall’aspetto un bel ragazzo, si meravigliava di questo mio atteggiamento, e mi chiese come mai. Io le risposi che quando due si piacciono non hanno bisogno di fare la manfrina, lo capiscono e si regolano di conseguenza. Io poi ero abituato bene perchè grazie a madre natura non avevo bisogno di piangere per uscire con una donna, e le tipe difficili non mi hanno mai attratto, perchè hanno sempre qualcosa che vogliono nascondere o far pesare, e poi perchè sono pigro. Con me non c’era bisogno di fare la recita, anzi quella era controproducente casomai. Bè rimase sorpresa, e forse un pò delusa, perchè probabilmente le piacevo, e si aspettava un “incontro”, ma quello lo decido io, non lei, specie con quelle premesse alla Isadora Duncan. Però credo che le sia servito in futuro per ricalibrare l’opinione che aveva di sè, e soprattutto degli uomini, specie quelli che perdono la testa per le tipe “irragiungibili”, riconoscendo in questo che il problema non l’ha eventualmente solo l’irragiungibile ma soprattutto chi si ostina a inseguirlo per tutta la vita. Sia che si tratti di un uomo che di una donna.
golem
ovviamente devono esserci dei presupposti di partenza e una persona deve comunque interessarci già dall’ inizio. una donna se non piace a un uomo, farà poca differenza se farà la “facile” o la “difficile”, questo è ovvio. la donna di cui tu parlavi nel post 1439 non ti piaceva a PRIORI, e quindi mi pare di capire che qualsiasi atteggiamento avesse adottato per te cambiava poco. io mi riferivo più che altro a quelle donne di cui un uomo si invaghisce, che a un certo punto comincia a corteggiare, e le quali donne rimangono irremovibili o comunque “distanti” nel rapporto, anche dopo che questo si è concretizzato. non è un caso se le donne che in una relazione concedono di più in termini emotivi e materiali, sono sempre quelle che poi alla fine vengono trattate peggio. faccio un azzardo … sei sicuro che anche tu non senta un’ attrazione incredibile e viscerale per tua moglie perchè – dopo aver scoperto quella storia passata che lei ha vissuto con il portoghese – temi in qualche modo che lei non ti “appartenga” fino in fondo ? e un’ altra domanda:se ciò è vero, l’ ameresti e ti ci dedicheresti allo stesso modo se fossi sicuro al mille per mille del suo amore ( sicurezza che PROBABILMENTE ora non hai )? ovviamente le mie sono solo ipotesi. ti ringrazio di cuore se mi risponderai. un saluto
Sono un po’ geloso della dedizione canina che gli ha dato, a fronte di niente, ma per il resto la mia donna mi piace come persona e come femmina certo e ci sto bene insieme: e’ molto bella ancora oggi, anzi ha molta più classe di allora.
Ci siamo piaciuti dopo un incontro fortuito al bar della nave dove lavorava come ballerina, ma se non ci fosse stata la reciproca simpatia seguita dall’attrazione non avrei insistito. Come è successo decine di volte con altre donne. Come ho già detto non ho mai corteggiato una donna riluttante o che non dimostrasse interesse umano nei miei confronti. Anzi non ho mai corteggiato una donna in generale con un secondo fine, se non quello che si percepiva dall’incontro che stava avvenendo, che rendeva indifferente che avessi una dinna o un uomo di fronte. Quella bellissima ragazza in ufficio, che per inciso non era una stupida, era abituata a farsi desiderare, e io non avevo l’abitudine di corteggiare, e le cose sono andate così. Ma oggi corteggio mia moglie, e credo che questo sia il modo più sincero di farlo. L’altro metodo, quello usato per conquistare, è tutta una recita, che piace alle donne ne sono convinto, ma devono sapere ( e lo sanno) che è solo una commedia per raggiungere il solito scopo, e Valinda se n’è accorta. E come lei tante donne innamorate dell’amore.
Ciao Giampaolo, non sono sicura di avere capito quello che hai scritto…
Ciao Verità, come stai ?
Quello che ho scritto è una semplice constatazione di fatto.
Il mio disadattamento alla vita di una grande città come la mia è stata la causa di quasi tutti i problemi che si sono susseguiti.
Ivi compresa la separazione.
Il nocciolo della questione in sostanza era lì, nel fatto che io non mi sono mai trovato a mio agio con il tipo di vita che si svolge in una città come la mia.
E la cosa mi ha pesato enormemente. Avrei dovuto, fin da giovane, prendere coraggio a due mani e trasferirmi in un altro posto.
Ho invece creduto, sbagliando a questo punto, di pensare di trovare una persona che capisse il mio disagio e che magari la pensasse come me.
Pensavo di averla trovata in realtà. Ma come hai visto si è rivelato un bluff.
Buona giornata !
GOLEM grazie per i tuoi apprezzamenti che non posso che ricambiare. Non essere geloso di quella dedizione canina, mi pare che con tua moglie hai una bellissima storia e siete stati fortunati a incontrarvi. Riguardo agli ultimi concetti espressi mi trovo sostanzialmente d’accordo con te…forse il mio non è amore, forse ho vissuto solo passioni e il vero amore non l”ho mai conosciuto e non è detto che lo conoscerò. Forse il vero sbaglio è trascinare certe passioni e certe commedie per troppo tempo. Poi è normale illudersi, confondersi, sopravvalutarle. Bisognerebbe che tutto si esaurisse in fretta per fare meno danni possibili. Per questo penso che in certi casi si crei codipendenza tra i due partner. Nel mio caso lui è venuto a dirmi che io avevo detto che col tempo le cose sarebbero cambiate, che sarebbe stato un’amicizia, che ci saremmo distaccati ecc. Vero, ma è sempre bravo a non prendersi responsabilità..se le cose sono andate così è perché le abbiamo fatte in due. Se anche lui ha continuato a farsi sentire, uscire con me e provare attrazione per me oltre l’amicizia non dipende certo da me. Tutto nel bene e nel male l’abbiamo fatto noi, insieme. Ma lui evidentemente da tutto questo vuole fuggire e io non lo trattengo di certo. Solo mi fanno rabbia certe modalità come quando inizio una discussione, dico le cose come stanno, affronto argomenti scomodi..poi lui mi chiama mi spiega tutto con pazienza, gentilezza, si parla d’altro.. e io in qualche modo mi sento manipolata perché non riesco mai a sfogarmi come vorrei
MARIAGRAZIA ammiro la tua forza che io al momento non ho. Forse hai ragione te è controproducente farsi travolgere dalla passione..sembra che non ci sia alcuna possibilità di avere un rapporto e un amore stabile. Eppure è proprio la passione che distingue l’amicizia dall’amore no? Che cosa si può desiderare di più di un partner con cui si ha una grande intesa e complicità? L’unica risposta è che i sentimenti siano mossi da altri fattori che con la passione, anche travolgente e duratura, non c’entrano nulla…
Cara Valinda, se mi sono preso la briga di intervenire è perchè nella tua vicenda vedo molto della storia di mia moglie con quell’ex. Storia che si è trascinata per sei o sette anni fino al punto che una ragazza, dolce, sensibile ed intelligente come appari tu, e inoltre molto bella, senza rendersene conto lentamente aveva perso la stima di sè stessa a causa del ruolo che quel soggetto l’aveva costretta a vivere. Anche lui sapeva blandirla con modi e atteggiamenti accattivanti, costrnigendola però ad accontentarsi, salvo cercarla quando lei non si faceva sentire per un pò, giusto per tenere in vita la “proprietà”. D’altra parte vinceva facile con una ragazza a cui piaceva, e che sperava sempre che lui “cambiasse”. Ma faceva solo i suoi interessi dando il minimo necessario per tenerla al guinzaglio (vedi come calza l’esempio “canino”?) toccando i “tasti” giusti della ragazza.
Questi personaggi ti “lavorano” a tal punto che alla fine pensi di non valere abbastanza per meritare un amore “normale”, un sentimento o una relazione equa, e in questo modo finisci per ricorrere sempre a loro che almeno sai che qualche briciola ti danno.
Sono pericolosissimi, oltre che vigliacchi e egoisti, perchè sanno che stanno giocando col futuro di un’altra persona.
Nonostante mia moglie non rinneghi quei momenti, non fosse altro che per quello che è stato il suo impegno, un giorno mi disse che solo io l’avevpo valorizzata. Non era vero, esagerava. Io le ho solo voluto bene e rispettata, ma per lei quello era “valorizzare”, tanto era abituata a fare l’ancella per quel disgraziato, che poi ha fatto una fine miserabile tra l’altro, perchè quello è uno stile che applicano con tutti, ma poi con chi non pende dalle loro labbra le pagano tutte.
Se riesci a prendere in mano la tua vita e restare disponibile per gli altri senza svendere te stessa, sono sicuro che troverai chi saprà amare la vera Valinda per quello che è, e non per quello che si vuole che sia. Alla mia lei è successo, anche se il più fortunato sono stato io tra i due.
Valinda, per quello che ho protuto capire, a te non manca proprio niente per far felice un uomo. Ma il punto è questo: deve essere un “uomo”.
Un abbraccio
Valinda
ti ringrazio davvero per le tue belle parole, ma credo che la mia più che forza sia il raggiungimento di una quieta rassegnazione di fronte ad una realtà che ho constatato: la realtà delle dinamiche tra i rapporti uomo-donna. Un tempo mi sentivo una vittima a questo mondo, perchè ero convinta che mentre io vivevo sulla mia pelle i tormenti d’ amore più atroci, il resto dell’ umanità si godesse l’ impero della beatitudine in fatto di rapporti di coppia. oggi non ho più quella visione immatura delle cose, ho raggiunto la consapevolezza e ho ben compreso il succo di tutta la faccenda. Ho ben compreso che ci sono milioni di donne e di persone nella mia stessa condizione. La verità è che nessuno potrà mai amarci profondamente SOLO PERCHE’ NOI LO AMIAMO PROFONDAMENTE. Ho capito che la passione e il sentimento che possono scaturire da un uomo nei miei confronti non hanno nulla a che vedere con l’ amore, la dolcezza e la dedizione che io dedico a questa persona. E’ un qualcosa che l’ altro deve sentire SPONTANEAMENTE, e per riuscirci ho capito che gli uomini devono in qualche avvertirci come distanti e inarrivabili. Con questo non intendo ovviamente dire che non dobbiamo mai concederci a chi ci piace o non dobbiamo intrattenere relazioni. dico solo che mi sono resa conto che gli uomini sono come “spaventati” dalla mia passionalità, da quello che io sono disposta a fare per loro quando mi innamoro veramente ( che è poi quello che farebbero molte altre donne che amano pazzamente ). ho la sensazione che siano anche intimoriti – magari inconsciamente – dalla mia sessualità “molto accesa”. sono giunta a queste conclusioni nel vedere come nel corso degli anni gli uomini che ho avuto mi hanno via via abbandonato per donne molto più fredde e distanti, molto più padrone della situazione. e alla fine mi sono convinta che l’ unico modo per proteggermi da altre sofferenze è non investire più nulla in un rapporto serio, vivere le cose come vengono e non aspettarmi ( nè concedere ) più nulla di importante a nessuno. io sono io, non posso cambiare, non posso trasformarmi in una donna frigida e distante se un uomo mi coinvolge veramente, o almeno non completamente. ma ho capito che la felicità in amore non è per quelle come me. e me ne sono fatta una ragione.
Golem, ciao anzitutto e scusa se mi intrometto:
“D’altra parte vinceva facile con una ragazza a cui piaceva….”
Non credo l’abbia costretta con la forza. E non é questione neanche di vincere facile. Con tutto il rispetto per tua moglie,
evidentemente a lei andava bene cosi.
Infatti vedi Golem, tu pensi sempre a questa storia, proprio perché non ti capaciti di come tua moglie abbia avuto questa dedizione “canina” verso il tizio.
Troppe volte mi é capitato nella vita di avere donne accanto che sembrava avessero questa dedizione “canina” verso di me. Certo, senza peccare di immodestia, ma non credo di aver avuto le caratteristiche del portoghese. Ma a prescindere sa ciò notavo questa specie di dipendenza e la facevo presente.
Sai cosa mi sentivo rispondere? Che non dovevo stare troppo a preoccuparmi, perché loro facevano quello che sentivano e che non ero certo io ad obbligarle.
Quindi Golem, anche se non conosco tua moglie, credo semplicemente che lei fosse attratta da quell’uomo. E lei non faceva altro che mettere in pratica uno degli aspetti irrazionali femminili, che si innamorano anche dei tipi più strani, particolari e a volte violenti.
Quindi, a mio parere, non meravigliarti troppo. Certo ti “rode” lo capisco. Ma credimi, a lei andava bene così. A meno che fosse proprio una ragazzina senza un briciolo di personalità che poi ha acquisito nel tempo.
Ciao
Ciao Giampaolo, io così così, riguardo i problemi seri della mia vita. E tu? Relativamente al problema del mio ex va sempre meglio, come supponevo, rotto il “blocco” è iniziata l’elaborazione. Tempo qualche mese e, suppongo, ciao all’ex forever… Il quale, ho vago sentore, si rifarà vivo, prima o poi, e se non lo farà, non lo farà perché SA come come la penso e SA che non sono come le sue ex… Quelle che si tiene in “riserva” come pseudoamiche pseudononsoche. Contente loro…
Al riguardo: provo una certa soddisfazione, ora, nell’averlo fatto “rimbalzare” per più di due mesi… Rimbalzava perché “chiacchierava”. E nonostante la disperazione, di entrambi, a me di chiacchiere non è mai importato. Ora so che quel suo “inseguirmi” non era che l’averlo preso in contropiede: dunque si è preso una bella legnata anche lui, che non si aspettava… Pensava che siccome lo amavo sarei stata ancora lì… E ad attendere che le cose, come dire, “precipitassero”. In quel “precipitare” il “caro amore” mio si sarebbe “preparato”… Poverello. Poverello e vile: le cose non sono andate così. E si è preso, in largo anticipo, una legnata di quelle che si ricorderà. Tant’è che nelle ultime comunicazioni era ancora lì, un po’ tramortito, e buttava là ancora ambiguamente… Era tutto un tremore e timore. Poveraccio di cinquanta anni: ma veramente. Credimi che ho sperato fino all’ultimo: ma per lui. Le figure penose, sul piano strettamente umano, mi rattristano profondamente, in chiunque, figurarsi in chi ho amato e ho stimato come “bella persona”. Ahah, ora ci rido, “bella persona”.
Riguardo te. Quindi il problema era anche (oltre la questione del figlio), a un certo punto, che tu non volevi vivere in una grande città e lei invece sì? Mi pare che vi sia accaduto ciò che accade a tante, tantissime coppie: si parte dicendo certe cose, avendo certi obiettivi, e strada facendo si può cambiare, su punti fondamentali. Un figlio, e dove vivere, non mi sembrano cose da poco.
Come al solito, strano no? Quando si ama è sempre “tutto possibile”, dopo no… Si tratta, credo, del famoso venirsi incontro.
Le posizioni “rigide”, la mancanza di sincerità (anche verso i NOSTRI limiti: non vedo che cosa ci possa essere di male nel dire “questo non lo posso fare”) e l’egoismo individuale che è, mi pare, l’unico vero FARO della maggioranza attuale, impediscono una crescita. Impediscono di “respirare”. Impediscono i sentimenti. Di cui però un po’ tutti, comodi comodi, poi lamentano la mancanza.
Ciao Giampaolo, spero tu stia meglio.
Certo che faceva quello che voleva, anzi questa è una delle frasi preferite di mia moglie, che pronunciava con un delizioso accento inglese sin dai primi momenti della nostra conoscenza. Ma tutti facciamo quello che “sentiamo”.
Tua sai che porto avanti da tempo la tesi che vede dentro di noi agire contemporaneamente la sia parte inconscia che quella razionale, e le nostre decisioni sono il risultato di questa co-azione. Ma quando si tratta di desideri “basilari” l’azione inconscia è talmente potente che la ragione si piega, creando situazioni che all’esterno vengono giudicate spesso assurde.
Cosa impedirebbe a Valinda, con quelle qualità umane e di femminilità, di abbandonare una situazione chiaramente senza speranze? L’attrazione verso quell’uomo, che, come accadeva a mia moglie in quel periodo, si spiega sino a un certo punto; per il resto si sente un bisogno che non è razionale, come quando si ha fame, o sete o qualunque altro stimolo che arriva dal profondo, dal solito istinto.
Quando dicevo che se io per mia moglie sono l’uomo della sua vita, mentre l’altro era il “maschio” della sua vita, metto in evidenza un fenomeno che spesso viene trascurato nella sua importanza o, nella migliore delle ipotesi, confuso con l’amore, per lo struggimento e le emozioni che quello stato emotivo procura. E a tutti, maschi e femmine, quelle sensazioni piacciono, essendo tra l’altro fondamentali nel fissare definitivamente i ricordi, lo sappiamo.
Nel caso di mia moglie, le emozioni scatenate da quell’esperienza, che tra l’altro è stata la prima, ha creato un imprintig che altre non hanno potuto riproporre, infatti le altre due esperienze che ha avuto non sono bastate a farle dimenticare la prima, e puntualmente quando terminavano tornava a cercare quello che le “faceva più sangue”. Perchè, pur essendo bruttarello, scombinato, inaffidabile e immaturo, lei lo “sentiva”, nel profondo. Qualcosa le diceva che voleva stare con lui e farci dei figli.
Abbiamo già parlato del peso che ha l’istinto materno in una donna, e tu ne sai qualcosa, ma è inutile cercare di capire quello che provoca, perchè un uomo può solo osservarne gli effetti ma non le ragioni che li producono.
Quando dici “a lei andava bene così” usi la logica maschile, più elementare mediamente di fronte a certe scelte, ma se una femmina sente certe spinte, diventa solo un’agente della Natura, e non di sè stessa, e lo fa anche a costo di sofferenze e mortificazioni >>>
>>> come abbiamo letto di Valinda, di mia moglie e di mille altre donne di cui ho seguito le vicende anche su questi forum.
Se si approfondisse meglio l’azione degli istinti in queste decisioni che appaiono assurde a chi le osserva dall’esterno, tanti comportamenti sarebbero spiegati, credo anche quello che ti riguarda. Ma cercare di dargli una veste razionale, o sentimentale è solo una necessità di trovare una ragione plausibile, o accettabile, e normalmente questa viene identificata con “l’amore”.
Ma non lo è, quella è la veste etica e morale che accontenta noi stessi e la società in cui viviamo. La ragione è ancestrale, e come gli uccelli emigrano al caldo durante l’inverno, sapendo, non si sa come, la strada, ma non si chiedono il perchè, allo stesso modo l’essere umano segue certe istruzioni, ma a volte si chiede il perchè, trovando la “ragione” più vicina a quella razionale, anche quando di razionale no c’è niente. Come nel caso di mia mogli, Valinda e le altre mille di cui parlavo.
Quindi “le andava bene” perchè non poteva farne a meno. Nonostante la sua avvenenza, che le consentiva di prendersi chi voleva, invece voleva “quello”, perchè una vocina flebile ma imperiosa le “imponeva” quella scelta. Ma non era lei a decidere, ma la Natura.