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Uomini e donne che non si capiscono

di uqbardeva

Riferimento alla lettera: Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010

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Categorie: - Attualità

1.534 commenti

  • 1401
    Giampaolo -

    Ciao a tutti
    Cerco di estrapolare alcuni punti fondamentali che avete espresso nei vostri post.

    Verità,
    quanto scrivi nel post 1396 è ciò che più si avvicina alla realtà.
    Psicologi ? Ne ho cambiati 4 !

    Golem, anche tu in questa frase sintetizzi un po’ il tutto:
    “…Io credo che tua moglie non si sia sentita capita nel profondo, ritenendo, forse, che il tuo probabile atteggiamento di rifiuto (sbaglio?), fosse indice di un egoismo non compatibile con le tue dimostrazioni di amore….”

    Golem, Verità, in sintesi, quello che avete scritto è quello che mi ha detto lei.
    Ma è facile così ! Avevo un’idea, che lei conosceva e condivideva. Poi lei cambia e mi chieda altrettanto. Io faccio fatica, molta fatica, sono spiazzato. Ma per amore suo cerco di combattere con il mio modo di vedere. E ciò mi crea ansia e nervosismo interni. Ma lei non lo vede. Vede solo il suo problema. E dentro di sè pensa che voglia ferirla, che sia un egoista. Mentre sto solo cercando di cambiare idea…per lei, per noi !

    Rossana, per la prima volta sono meno d’accordo con quanto scrivi.
    Lei non appariva insicura, ed io non ero attratto dalla sua emotività, quanto dalla sua razionalità.
    Sarò stato anche lento nel prendere una decisione. D’altra parte lei lo sapeva benissimo che per me quello era un problema. Forse l’unico problema. E non direi che sia stato saggio il suo intuito. Quanto opportunistico. Niente a che fare con l’amore a mio parere.
    D’altra parte, ha nascosto a tutti la sua relazione extra-coniugale. Speculando sul mio silenzio. Io sapevo. E lei sapeva che io sapevo. Ma io non raccontavo nulla a nessuno. E lei negava a tutti l’esistenza di un terzo, incolpando solo me. Per uscire pulita da una storia in cui era più sporca della tuta di un meccanico.
    Mi scrivi che io tendo a non esaminare la mia parte di colpa. Ma Rossana, mentre lei incolpava me e negava il terzo, io mi prendevo le mie “colpe” davanti a tutti. E quali “colpe” ? Un punto di vista ! Un punto di vista che lei ben conosceva e che le avevo ripetuto per anni. Un punto di vista che a me creava disagio. Ma che comunque stavo cercando di modificare proprio per andare incontro a lei e a noi.
    E quando alla davanti a chi ci chiedeva cosa stesse succedendo ho “spiattellato” la mia “colpa”, le mie uniche “tre frasi infelici” pronunciate in venti anni, lei ha pensato bene di accusarmi di qualsiasi nefandezza….

  • 1402
    Giampaolo -

    Mi ha accusato di tutto Rossana, di cose non commesse, di modi di essere che non mi appartengono. Oltre a tirar fuori cose che non stanno nè in piedi nè in terra.
    Per ovvie ragioni non posso elencare tutto. Che è la parte peggiore. Mi viene la nausea ragazzi !

    Ovvio che non sono più interessato a guardare oltre…chi si fida più ora ?

  • 1403
    Valinda -

    GOLEM senza offesa ma tu ogni rapporto che sia simile lo identifichi col portoghese e tua moglie. Ma io non sono lei e lui non è il portoghese. E lui è quello che è infatti non ho mai detto che fosse maturo. Non c’è nessun piano B o C visto che non ci vediamo neppure, non ci sono progetti in questo senso e io non elemosino proprio niente. Il livore che hai per la storia di tua moglie è comprensibile ma forse dovresti tenerlo separato dal resto.

    E come ti ho detto in passato tu vedi e parli dell’amore in base al tuo metro di giudizio e alla tua visione..che appunto sono tuoi e non verità assolute. Ogni sentimento e ogni rapporto, anche se non perfetto e consolidato come il tuo, secondo me è degno di rispetto.
    Io francamente questo voler distinguere tra amori di serie a o di serie b lo trovo fastidioso. Anche perché nella realtà può succedere di tutto, storie iniziate come avventure che diventano per la vita e storie di decenni che vanno in frantumi malamente. E neppure sulla tua storia così perfetta GOLEM si può mettere la mano sul fuoco, come per chiunque altro. La mia non vuole essere assolutamente una polemica, è solo la mia opinione 🙂

  • 1404
    Golem -

    Cara Valinda, stai tranquilla che non mi offendo, qualunque cosa tu dica. Il rapporto col portoghese è solo un esempio classico del paradigma, donna innamorata+uomo che non ricambia = amore non compiuto. Quindi che resta nell’etere come i sogni. E per questo motivo SEMPRE migliore dei quelli reali, per ovvi motivi che l’abbondante uso della fantasia spiega benissimo.Tutto qui.
    Io ho la presunzione di aver saputo cosa in realtà ha significato per la mia lei IN CONCRETO quella storia, e ho avuto la sensazione di intuirla nella tua, vedendo in te alcuni tratti caratteristici di mia moglie, che è altrettanto per bene quanto lo sei tu.
    E’ vero, forse inconsciamente, quanto assurdamente, certi interventi nelle storie altrui nascono come dal bisogno di voler evitare a lei, attraverso una terza persona, certi “risultati” che intravedo in molte storie che leggo su queste pagine, e capisco che è una pretesa ridicola. Ma quando vedo certe premesse so già come andrà a finire.
    Anche lei con il tipo non si vedeva che raramente, per via del lavoro itinerante di lei. Questo fatto finisce per diventare un amplificatore “della fantasia”, con le conseguenze che potresti immaginare.
    E’ vero anche che ogni amore è diverso per le caratteristiche che contraddistigono i singoli, ma se i protagonisti cambiano, la trama della commedia è la stessa. Lei lo vuole e lui non la vuole, ma in un modo o nell’altro SA’ come mantenerla legata a sè. Vedi tu quale potrebbe essere l’epilogo. Sia che si svolga a Lisbona che a Bagnacavallo.
    Ciao

  • 1405
    la verità fa male -

    Bene Giampaolo, dunque, ricapitolando:

    – Hai avuto 4 psicologi e… Nulla. Stai ancora lì, che non ti “sblocchi”;

    – Le ragioni della tua ex moglie le conosci (l’ipotesi di Golem e mia), ma… NON TE NE FAI UNA RAGIONE UGUALE, ergo: non ACCETTI;

    – Lei ti ha addossato le colpe di TUTTO. Tu non ti sei difeso. Addirittura le hai fatto DA SCUDO UMANO, proteggendola davanti agli altri. Perché ti sei TU preso questo COMPITO? Perché TI VERGOGNI per lei, di lei, e dovevi TU difendere quella IMMAGINE di cui sappiamo? (e che TU vuoi stare lì, notte e giorno, ad ACCAREZZARTI: fai pure eh… Però che almeno questa cosa ti rendesse FELICE! E invece no. Dunque ti domando: ti PIACE essere infelice? No, perché altrimenti c’è qualcosa che non mi torna…);

    – Esempio: se mia madre, caro Giampaolo, o CHIUNQUE altro, mi tira UNA BOTTA in testa, mi fa del male ecc. Sia chi vuole: io MI DIFENDO! E mi oppongo. Non è che… Fosse pure mia madre (o il mio ex…): dico, oh, prego… Colpiscimi ancora, che A TE CHE SEI SPECIALE, lo permetto…
    Comprendi? Ora io non sono una psicologa: ma ti accorgi che questo *è* MASOCHISMO? Ti informo: è un *disturbo*.
    Poi ripeto, se tu vivessi bene così…
    Ma tu scrivi: ““Mi ha fatto crollare un mondo, il mondo. E non ce n’è un altro di mondo.” “Posso solo dirti che il pensiero di quanto é successo mi perseguita. Ci penso sempre purtroppo”.

    Come si dice: per me il caso è chiuso. Giampaolo: se non vuoi risolvere, non risolvi.
    Peraltro scusami… Ma guarda che mica devi avere una storia d’amore con un’altra per forza. Mi pare quasi che ora tu cerchi una SCUSA per questo. Ma guarda che tu puoi benissimo “chiudere” QUELLA faccenda, e non impegnarti mai più in un’altra storia. Che problema c’è? Se non te la senti non te la senti. L’importante è che tu “chiuda” la sofferenza di quella faccenda.
    Puoi dedicarti a mille altre cose, e non sei obbligato a metterti con un’altra.

    Poi, se tu intendi ora “punire” lei (e invece punisci te) restando in eterno sul PUNTO (che lei ti avrebbe rovinato la vita completamente), e ti ci vuoi ostinare all’infinito… Fai pure.

    PS: analizza questa tua frase “Ovvio che non sono più interessato a guardare oltre…chi si fida più ora ?” . Ti faccio notare che ATTRIBUISCI alla tua ex un POTERE ESAGERATO sulla tua intera esistenza. A me “suona” così. Dunque TU le dai la colpa, ora, di TUTTO. Stai facendo COME LEI. E’ un fantasma con UN POTERE: te ne accorgi?

  • 1406
    rossana -

    scusa, Giampaolo: concludo il post per te, che ho dovuto rinviare per mancanza di spazio:

    Evita, se puoi, di mantenere a lungo un lamento che ha sì ragione d’essere, emotivamente, ma che ha anche i presupposti per essere superato razionalmente.
    6) Puoi scegliere se mantenere un ricordo della lei che hai amato e che a modo suo ti ha ricambiato (finchè l’ha fatto), oppure cancellarla definitivamente dalla tua memoria (cosa che vedo meno facile) ma dovresti in ogni caso prendere atto che si tratta di passato. Qualsiasi sia la tua decisione in merito, cerca di voltar pagina e di mantenere un’opinione equilibrata sul resto delle donne. La via di mezzo, che pur esiste, in questo caso non risolve nulla ma prolunga soltanto il limbo della sofferenza. Usa la volontà e vedrai che ne potrai trarre giovamento.

    certo che, senza conoscerla, si può supporre di lei quanto di più lontano dalla realtà. insisto, comunque, sul mio pensiero di fondo: una persona che si comporta in modo così opposto a tutto quanto è stata prima non può essere nè troppo equilibrata, nè troppo sicura di sè. una cosa è l’apparenza (chi più è insicuro, maggiormente è di solito arrogante); altra è la verità, al di sotto della corazza.

    fatti animo: se vuoi, ce la puoi fare!

  • 1407
    Golem -

    Giampaolo: Rossana e Verità docet.

    Io aggiungo solo una cosa: fai scendere dal piedistallo l’immagine di quella donna e di cosa ha rappresentato per te. Ne hai tutti i motivi. Anzi, non avresti mai dovuto metterla in quella posizione.
    Il tuo atteggiamento dimostra una dipendenza da quella figura che sembra ereditata da un’altra dipendenza femminile più antica.
    Poco male, si cresce a tutte le età. Comunque siano andate le cose, sono andate, e non credo si ristabiliranno più. E’ più opportuno guardare avanti, banalmente, anche perchè non ci sono altre alternative.
    Ma vorrei consigliarti una cosa, nel momento in cui dovessi incontrare la nuova compagna che da qualche parte ti sta aspettando. Sforzati di vederla per quello che è, e non cercare fotocopie di nessuno, mi hai capito, vero? Ma soprattutto fai come diceva Jim Morrison: progetta la vita (anche quella sentimentale) come fosse infinita, ma vivi ogni giorno come fosse l’ultimo. Perchè in realtà così è se ci pensi. Ciao

  • 1408
    rossana -

    Valinda,
    ti intuisco simile a me, per sensibilità e temperamento, per cui, sfogo per sfogo, ti racconto dell’ultima (nonché seconda volta) che mi sono innamorata, dopo essere stata lontana da pensieri e aspettative d’amore per quasi 20 anni.

    Uscendo pochissimo di casa e abitando in un paesino in culo ai lupi, dove già mi sentivo isolata a 15 anni, ho conosciuto quest’uomo in rete. Ci siamo scambiati un po’ di mail, quasi a raffica; abbiamo riscontrato di avere parecchie cose in comune e abbiamo deciso d’incontrarci. L’appuntamento era per un mattino alle 11 ma io non l’ho vissuto: l’emozione è stata così forte che ho subito un’amnesia globale transitoria, che ha cancellato dalla mia memoria dieci ore di quel giorno, rapporto intimo incluso.

    Abbiamo poi continuato a vederci saltuariamente: lui cercava forse solo sesso, io avrei voluto un po’ d’amore e d’attenzione in più, sempre che le due cose possano essere scisse. Rendendomi conto che non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, dopo alcuni mesi di speranzosa attesa, ho deciso di chiudere la relazione.

    Lui si è messo in casa una donna molto più giovane di me, che ora lo comanda a bacchetta. Abbiamo continuato a scriverci di tanto in tanto e mi è stato di aiuto in un momento di difficoltà pratica. L’ultima mail che di recente ho ricevuto da lui inizia con: “sono psichicamente morto e ho deciso di arrendermi per non morire fisicamente” e conclude con: “grazie della tua vicinanza”.

    Da lui non mi aspetto più che un’amicizia virtuale. Sono quasi quattro anni che non lo vedo, eppure è la persona che sento più vicina d’ogni altra. Resta una presenza-assenza importante. La temporanea mancanza d’ossigeno al cervello mi ha arrecato qualche danno, per fortuna non troppo grave, oltre al fastidio di dovermi sottoporre a esami clinici di vario genere. Sembra assurdo che una persona di buon senso possa rimpiangere quel primo incontro, di cui nemmeno conserva il ricordo. Invece, sarei pronta a subire un danno cerebrale raddoppiato, pur di tornare a essere innamorata e a rivivere, come allora, il ritorno dell’energia vitale dell’amore…

    Masochismo? No: difficoltà a trovare persone con cui ci sia istintivamente intesa, anche se sbilanciata in termini affettivi… Poco importa se quel suo giardino interiore resterà chiuso per me o se non è che illusione. Basta sapere che esiste e l’idea che ho di lui a darmi la serenità di cui ho bisogno, quella di non sentirmi del tutto sola sulla faccia della terra.

  • 1409
    Golem -

    Rossana, e’ bellissimo quello che ho letto e mi hai commosso. Ancora una volta. Ti ammiro.

  • 1410
    maria grazia -

    golem
    riguardo agli amori non ricambiati voglio dirti questo: non è che noi donne idealizziamo questi amori perchè non li viviamo veramente, perchè in realtà non conosciamo VERAMENTE l’ altra persona. non sono queste le ragioni che ci fanno percepire queste esperienze come “determinanti” e fatali per la nostra vita. io conoscevo praticamente tutto del mio “bandito” dei cinque anni, SOPRATUTTO I SUOI LATI PEGGIORI E MENO AFFASCINANTI. conoscevo la sua famiglia e frequentavo la loro casa, ero diventata amica di suo padre e di sua sorella, mi ero scontrata con sua madre A PAROLACCE, frequentavo il bar di proprietà della sua famiglia, e lui frequentava la mia casa e conosceva mia madre, sapeva tutto di me e della mia famiglia, avevamo convissuto, avevamo condiviso esperienza VERE ( come quando l’ ho salvato da una condanna ), ci siamo mostrati l’ uno all’ altra nei momenti migliori come anche in quelli peggiori ( quando ad esempio una volta ero in macchina con lui, ha sbandato e siamo finiti in un lurido canale, ci siamo beccati la dissenteria che abbiamo “molto poco romanticamente” curato insieme a casa mia, tra vomiti e diarrea … ), ed ero sempre io a curare le sue sbronze quando rientrava da qualche nottata “brava”; quindi ti posso dire che io e lui questa storia L’ABBIAMO VISSUTA NEI FATTI, non è stato per me un poetico sogno che ho idealizzato nell’ irreale. io mi sentivo quasi come una “moglie” ormai, e lui era arrivato a definire casa mia “il suo tetto coniugale”. quindi non posso parlare di STORIA NON VISSUTA O NON COMPIUTA, ma di amore non pienamente ricambiato e non progettualizzato.

  • 1411
    Golem -

    Maria Grazia, la tua e’ una storia più articolata del classico amore non ricambiato. Tuttavia contiene le caratteristiche di quelli classici nel carattere del “non ricambiatore”, quel carattere che ha un fascino irresistibile sulla maggior parte delle donne per quei motivi che un uomo, che ricambi o meno, NON COMPRENDERÀ MAI.
    La ” caratterialita” particolare, diciamo, di questi personaggi, che in una condizione di “sobrietà” sentimentale sarebbe giudicata eufemisticamente come disadattata da chiunque, ma che in chi ne è innamorata appare come portatrice di presunti talenti inespressi
    Naturalmente questi talenti non esistono, e nove volte su dieci il fallimento e’ l’unico successo al quale possono aspirare. Ma una donna ha la capacità di esprimere verso questi soggetti un’ intensità di sentimento che nessun ” ricambiatore” avrà mai.
    Strano. Sin da quando ero ragazzo sentivo le mie coetanee che desideravano il principe azzurro senza macchia e senza paura, ma il ” disgraziato” o il bello e impossibile le attraevano come mosche sulla marmellata.
    Non ho mai capito il perché, anche se non piangevo miseria con le donne, essendo per mia fortuna un bel ragazzo. Ma non ero impossibile, ne avevo complicazioni o tendenze criminali.
    Ma non ci ho fatto particolarmente vado, almeno fin tanto non ho conosciuto BENE la storia di mia moglie con quel soggetto, di cui ti evito la replica.
    Io devo dirti che. Ho invidiato quell’uomo, perché è riuscito ad avere da una donna come lei, una passione e una dedizione che ho definito. “canina”, per il solo fatto che era lui, stronzo, opportunista, mediocre e…viziato, e deliquente fsllito. Ma lei lo vedeva come tu vedevi il tuo bandito: in quelle condizioni perché incompreso e bisognoso di affetto.
    Un uomo normale come me, nel senso del possesso di un equilibrio che gli ha consentito di raggiungere obiettivi che si prefiggeva, in grado di proteggere e dare sicurezza, e pure, lasciamelo dire, un bell’uomo, NON scatena niente che somigli minimamente a quella DEDIZIONE CANINA di cui ho accennato.
    Come una mamma farebbe col figlio più disgraziato dedicandogli, più tempo, latte e fatica, così queste donne si comportano con questi uomini, dando fondo al solito istinto che le spinge a dare più amore a chi sembra averne più bidogno. Questo le fa sentire di compiere una missine. È quello che mi disse lei, quando le chiesi che senso avesse avuto passare sei anni in quelle condizioni per un fallito senza speranza che non la ricambia …

  • 1412
    Golem -

    … neppure.
    Paradossalmente se tu ami una donna e lei percepisce in te questa sicurezza affettiva, non sentirà mai quella spinta né quell’intensita che sentiva per il disgraziato, perché PENSA che non hai bisogno come l’altro di attenzioni, sbagliando. Ma l’istinto la porta a DARSI di più a chi ritiene abbia più bisogno.
    È questo l’errore fondamentale, quello di scambiare, a causa di QUESTO ISTINTO MATERNO, il disadattato per un bambino da accudire, anche se ha trenta o quarant’anni.
    Il motivo per il quale la donna non ricambiata non si sente defraudata nasce da quella sensazione: quella di aver svolto una missione. Un po’ come al maschile avveniva quando si “moriva” per una causa, anche se questa era sbagliata. È il senso di gloria che proviene dal…sacrificio.
    Ma così come l’eroe per godersi quel momento DEVE morire, allo stesso modo la donna che si dedica alla “missione” di uomini di quel genere “muoiono” all’amore vero, quello che si fa essendo in due. E l’unica cosa che le resta è il ricordo “glorioso” di aver amato veramente un’idea di uomo. Ma non un uomo, perché questo le avrebbe saputo amare.

  • 1413
    la verità fa male -

    Buongiorno.
    Io vedo le cose (riguardo l’amore) come Golem, eppure sono una donna. Non la vedo però precisamente come lui. Prima di tutto non comprendo e non accetto questa divisione NETTA tra uomini e donne, la donna, il sacrificio per un inetto eccetera e tendo ad analizzare le questioni nel particolare, ma poi le inserisco nel generale, quindi appoggiandomi a questa tesi, ad esempio, di uno sbilanciamento (in teoria a sfavore della donna, e basta), vi farei notare che se sbilanciamento c’è, è da ambo le parti. La questione allora posta così diventerà: QUALE SODDISFAZIONE, pienezza, amore veramente corrisposto, quale costruzione vera, quale crescita, può avere un uomo in un rapporto “sbilanciato”? Risposta: nessuna.

    Poi. Esistono, eccome, uomini che si “sacrificano” fuor di misura, per donne. Se non li vogliamo vedere, questi uomini, ok, non vediamoli, ma ci sono. Abbiamo un esempio qui. Giampaolo, per esempio, io lo vedo ora come uno che “sacrifica” la sua vita, il suo presente, per una “persona” (immagine) che LUI NON VIVE. E che tutto può fare per lui, in senso negativo, ma assolutamente nulla gli dà (soddisfazioni, gioia, condivisione, ecc.).

    Va bene, c’è una “tendenza” nella donna: l’istinto materno, va bene. Ma ciò di cui si parla, a mio vedere, è “deviazione” (nevrotica), con “spinta culturale”, dall’istinto materno, che ovviamente dovrebbe essere indirizzato verso UN BAMBINO. Dunque, tutti questi rapporti “sballati”, per me, sono manifestazioni “nevrotiche”. Più, o meno, nevrotiche. Ovviamente ci si può curare. Ci si può correggere. Si può cambiare.

    Strada facendo, io per esempio, penso di avere chiarito (esperienza, ma avevo certe “intuizioni” già precocemente…) sempre più che sia inaccettabile che un uomo “pretenda” da me che io gli faccia da… “Mamma”. Con tutto quello che ne consegue: atteggiamenti piagnucolosi, vittimismo, manipolazioni, giustificazioni infinite con vera mancanza di presa delle PROPRIE responsabilità (persino sui PROPRI sentimenti, poiché infatti oggi siamo talmente INDIETRO, che ora è sempre più diffuso che un uomo – e una donna – addirittura abbia PAURA di dichiarare i PROPRI sentimenti) ecc.

    Allora, poiché non ho “accettato” ruoli “materni”, decisi da altri, per LIMITI, o nevrosi, loro, ho dovuto interrompere la/le “relazioni d’amore”, che, d’accordo con Golem, NON POSSO considerare di “amore”: se stiamo parlando di amore “maturo”, tra persone “mature” e che hanno raggiunto una PROPRIA “stabilità” interiore.

  • 1414
    la verità fa male -

    Poi se appunto vogliamo parlare di altro, e chiamarlo amore, benissimo, ognuno è – ovviamente – libero di farlo: io li chiamo rapporti nevrotici. Di persone che siccome si ostinano a non curarsi le PROPRIE nevrosi, avranno SEMPRE rapporti profondamente NEVROTICI.

    La vita è già difficile di suo e l’essere umano già complesso: non occorre iniziare un rapporto che già nelle premesse ha LA MANCANZA, l’assenza, la carenza, le falle, le ambiguità ecc. E’ chiaro che così ci si condanna a qualcosa, già in partenza, di infelice, di carente.

    E se si SBAGLIA, perché si credeva che vi fossero tutte le premesse POSITIVE per avere un amore felice, e poi invece no, si deve avere il coraggio di chiudere.

    Dopo – se si riteneva che vi erano possibilità POSITIVE – avere LOTTATO.
    Lottare va benissimo, in amore: ma ricordiamoci sempre che in un amore, e nella vita, se si è in coppia, si lotta IN DUE.

    E si lotta, in due, per quale ragione? La prima ragione per cui ci si mette insieme è che ci si ama, giusto? E si GRADISCE MOLTO stare insieme, giusto? Allora poi perché io dovrei vedere strada facendo che diventa qualcosa di MOLTO diverso, per esempio, di quello che era all’inizio? E quindi dovrei stare a guardare come nulla fosse l’egoismo, la noncuranza, la sciatteria, l’assenza, il non ascolto, il dare per “scontato” ciò che si riceve, la mancanza di piacere e gioia nelle piccole cose, ecc.?

    E si lotta, insieme, per che cosa? Mi pare che sia: tu mi ami, ma anche io. Tu vuoi le mie attenzioni, ma anche io. Io ti sostengo, ma anche tu. Tu vuoi la tua crescita personale, ma anche io. Io voglio realizzarmi nella mia vita, ma anche tu. Tu hai bisogno dei tuoi spazi, ma anche io. Io voglio condividere con te gioie e dolori, ma anche tu. Tu vuoi intimità, ma anche io. Eccetera.

    Nemmeno nel rapporto tra genitori e figli si può pensare di avere un rapporto così “sbilanciato”, come invece oggi vediamo bene che è (ma lo neghiamo). Tant’è che si dice che i genitori oggi “danno tutto”: meno le cose veramente importanti. E il figlio “non deve niente”. Cosa sbagliatissima, almeno per me. Visto che un genitore non è… Un cameriere o servo personale del figlio. Pensiamoci…

  • 1415
    maria grazia -

    golem
    ma tu sei proprio sicuro che sacrificarsi per qualcuno ( che lo faccia un uomo o che lo faccia una donna ) significhi necessariamente stargli sempre vicino o, se vogliamo, SEMPRE ADDOSSO ? Pretendere da questa persona una progettualità e un impegno magari fin da SUBITO dell’ inizio della relazione ?… il problema degli uomini che ti “ricambiano”, è quello che spesso confondono una presenza soffocante e ossessiva, che mira al possesso e al controllo, CON LA DEDIZIONE E LA PROTEZIONE VERSO LA DONNA AMATA. non mi riferisco al tuo caso, per carità ! dico solo che in queste storie dannate io non ci vedo solo la crocerossina che vuole svolgere una missione verso il caso “disperato”, ma anche un’ inconfessata volontà della donna di vivere un rapporto libero e senza schemi. purtroppo il prezzo da pagare per vivere in amore questa libertà è spesso la solitudine, o il rapportarsi con questi uomini che non ricambiano appieno i tuoi sentimenti. se riuscissero a farlo, probabilmente diventerebbero come tutti quegli altri uomini che ti stanno sempre addosso e non ti lasciano i tuoi spazi. ecco golem, credo che il fascino che assumono queste storie nasca anche da questo, anche se non tutte le donne ne sono consapevoli, perchè tutti pensano ( le donne in primis ) di aver bisogno di qualcuno che guida ogni loro passo e che fa sentire costantemente il “suo fiato adddosso”, MA NON E’ COSI’ ! ecco che allora il pirata sfuggente assume un’ immagine intrigante agli occhi della donna, quella cioè di un uomo che può anche fare a meno di te, e quindi di un uomo “forte”. anche se poi come dici tu forte non è. gli uomini innamorati e devoti devono però capire che per le donne l’ uomo “imprendibile” risulterà sempre PIU’ IRRESISTIBILE RISPETTO A TUTTI GLI ALTRI, A PRESCINDERE DALLE SUE QUALITA’ UMANE. e, come ho detto prima, non per il fascino della “missione”, ma per il fascino dell’ indipendenza e della libertà che sembra aloneggiare intorno a questi uomini.
    se molti uomini ( ma anche molte donne ) capissero che desiderare o amare qualcuno non vuol dire pretendere di averne il controllo totale, ci sarebbero molte meno storie dannate in cui c’è una persona innamorata, e un’ altra non innamorata.

  • 1416
    Golem -

    Certo Verità, non esiste una demarcazione comportamentale netta negli esseri umani, quello spirito “eroico” di cui ho accennato e’ caratteristico di entrambe i sessi, ma si manifesta in ambiti differenti. L’esempio dell’eroe maschile che si immola per la Patria o per una comunità, corrisponde a quello femminile indirizzato verso il ” bisognoso”. Entrambi contengono il sacrificio dei propri ” interessi” per uno scopo che sentono intimamente, e che, comunque, pur nel prezzo che costa la loro generosità, sentono come un’ altrettanto intima soddisfazione e appagamento. Che non da’ felicità, ma gloria, come sostengo, che qualcuno può leggere anche come un contorto narcisismo masochistico. Ma questa e solo una mia illazione.
    Nessuno si sentirà mai di “criticare” chi sacrifica se stesso per “generosità”, ecco perché la donna, in questo caso, che consuma la vita per compiere la ” missione” sarà sempre guardata con tenerezza, e l’eroe, morto per la causa, con ammirazione. Ma il prezzo è alto: perdere se’ stessi.
    C’è un vecchio detto che credo sia di Bertold Brecht e che dice così: ” Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi”. Dichiarando implicitamente quanto ci sia di ” malato” dietro questa manifestazione, che se appare empaticamente ammirevole, cela in realtà un profondo disagio dell’anima di chi sente il bisogno di esprimerla e della stessa cultura nella quale questa viene santificata.

  • 1417
    rossana -

    Giampaolo,
    “E non si compra casa con chi non vuoi più stare!” – non ti sei mai trovato in un serio conflitto, nel desiderare una cosa e farne un’altra, per la difficoltà a cambiare le tue prospettive? Non voglio giustificare questa donna, che ha avuto il grave torto di non esprimerti dissenso e di non litigare con te per far valere le sue ragioni. Forse sapeva che nel confronto con le tue capacità logiche avrebbe perso comunque… forse, invece, poteva ritenere inutile cercare di convincerti a vivere in positivo, come lei desiderava, un qualcosa che non sentivi per niente tale… forse si vergognava del suo cambiamento, rispetto a quanto aveva prima accettato come progetto di vita condiviso…

    “E non direi che sia stato saggio il suo intuito.” – saggio, per me, nei confronti del figlio che voleva e che tu non avresti probabilmente potuto amare come lei avrebbe auspicato. Dal mio punto di vista, meglio allontanarsi da qualcuno che non desidera figli piuttosto che portarlo a condividere un progetto di questo tipo, se davvero troppo lontano dal suo sentire. I sentimenti non si possono forzare più di tanto e un figlio ha diritto all’amore di entrambi i genitori.

    “ha nascosto a tutti la sua relazione extra-coniugale.” – pura e semplice vergogna, in quanto ben sapeva che stava tradendo non soltanto te ma anche quella che era stata in precedenza, che aveva condiviso una visione di vita che ora stava rinnegando. Definisci questo atteggiamento come preferisci ma per me non è né maturo né responsabile.

    “Mi ha accusato di tutto Rossana, di cose non commesse, di modi di essere che non mi appartengono.” – spero non ti farai condizionare da parole rispetto ai fatti. Parole pronunciate per ferire e per apparire più “candida” di quanto in realtà questa donna non sia stata, e ti assicuro che, se c’è una persona che ha imparato a sforzarsi di capire gli altri in tutte le loro sfumature, incluse quelle negative, quella ritengo di essere proprio io. Fai un bell’elenco di tutte le accuse e le colpe che ti ha addossato e scrivi accanto ad ogni concetto di fondo una tua accettazione in percentuale. Poi, prendi il foglietto e brucialo, restando quello che sei e quello che ritieni di essere. Non permettere a nessuno di giudicarti più di quanto tu non possa fare da solo.

    Mi sorprende che in te persista amore, pur avendo ben chiare tutte le mancanze di questa donna nei tuoi confronti e nonostante tutto il male che ti ha fatto. Tuttavia, nel contempo riconosco che è giusto così.

  • 1418
    rossana -

    Maria Grazia,
    “non per il fascino della “missione”, ma per il fascino dell’ indipendenza e della libertà che sembra aloneggiare intorno a questi uomini.” – concordo con te: se l’amore è inteso come “missione”, si tratta di amore, almeno in parte, malato. ma, se l’amore dà una qualsiasi forma di appagamento, magari anche soltanto interiore e/o temporanea, perchè rifiutarlo a priori o classificarlo in serie B? non sta ad ognuno scegliere di volta in volta quanto più ci attrae, senza essere costretti a farlo da nessuno? così dovrebbe essere per persone in grado d’intendere e di volere… altra cosa è la sublimazione, che è davvero appannaggio di pochi!

    ciao, donna “moderna”, con cui ho tanto e nel contempo tanto poco in comune. 🙂

    Golem,
    mi farebbe piacere sapere che hai potuto capire, come spero, almeno in parte quanto ho voluto esprimere, al di là del personale vissuto e dello “sfogo”. attenzione, però: ammirare potrebbe significare “amare con la mente”! 🙂

    grazie per l’apprezzamento. buon fine settimana.!

  • 1419
    maria grazia -

    “E le donne cosa vogliono? Lascio a voi la risposta. E spero che sia utile ai maschi che la leggeranno.”

    voglio un pazzo
    voglio un ribelle
    voglio il brivido sulla mia pelle
    voglio il vento
    voglio le stelle
    voglio vivere senza catene
    voglio correre
    voglio ridere
    voglio amare
    non voglio preventivare !
    voglio vivere
    e voglio morire
    voglio gioire
    voglio soffrire
    non voglio che stai sempre lì
    ma voglio che quando ci sei sei il massimo
    non voglio stare sempre lì
    ma quando ci sono ti prometto che sarò il massimo
    voglio che mi sconvolgi
    non voglio che ti arrabbi perchè ti sconvolgo
    voglio un cuore pulsante
    non un copione incastrante !

  • 1420
    Golem -

    Maria Grazia, l’attrazione per l’uomo sicuro di se’, e che può fare a meno di te, e’ solo legata alla ” forza” atavica che questo esprime, e tocca le stesse antiche corde della femminilità che cerca il maschio Alfa per investire meglio possibile il proprio patrimonio genetico. Sono pronto a discuterlo sapendo di poterlo dimostrare in qualunque momento. La lettura moderna di questa attrazione viene declinata nei modi e mezzi che conosciamo, che anni fa veniva tristemente pubblicizzata con lo spot ” dell’uomo che non deve chiedere mai”.
    Per un maschio del genere la femmina e’ disponibile a qualunque sacrificio pur di assicurarsi i suoi cromosomi. Questo e’ il titolo del “compito”, lo svolgimento ognuna di queste donne lo realizza tramite il carattere, il temperamento, l’educazione e la cultura in suo possesso, compreso quello che sostieni tu. Ma come tutte le strade portano a Roma, allo stesso modo l’attrazione verso un maschio del genere ( o meglio: ritenuto tale) pur non riconosciuta nei suoi ingredienti di base, porta sempre alla stessa ricetta finale: lo voglio, e’ l’uomo della mia vita.
    Questa unicità, che può essere quella di un Sean Connery, o di un Jim Morrison, cioè di un maschio protettivo o di un disperato, nella visuale tipologica dell’innamorata del caso di un uomo qualunque, ma nel quale si “sentono” le caratteristiche di cui sopra, le dispone verso questi come colei che vuole la protezione del maschio ” Padre” o quella che si offre verso l’altro come la femmina “madre”.
    Se penso a mia moglie, per esempio, la vedo completamente diversa nelle due manifestazioni “sentimentali” , perché col Jim Morrison di Lisbona era ” madre” mentre con me si sente (si sentiva, via) ” figlia”. Entrambe necessità immanenti nella donna, in questo caso, e nell’essere umano in generale. Io stesso la vorrei “madre” in certi momenti, perche’ non si perdono mai questi bisogni di amore “gratuito” come quando si era bambini.
    Quando io “invidio” quella dedizione che la mia lei dava a quel disgraziato, succede perché nessuno e’ bianco o nero, ma ci portiamo dentro una varietà di “grigi” che comunque chiedono di essere riconosciuti. Questo caleidoscopio di sentimenti e sensazioni ci sfuggono razionalmente, ma quando emergono dal profondo reclamano il loro ruolo e la loro soddisfazione. Riuscire a capirlo, come sto tentando di fare io, significa fare un passo avanti nel superamento di quegli ostacoli che bloccano la propria crescita e quella del rapporto dove nascono.

  • 1421
    rossana -

    Per me l’amore non si classifica in base ai sessi. E’ onnicomprensivo e indipendente dalla volontà. Non può essere piegato al “dare per ricevere”, né ridotto a versioni univoche. E’ il vento che sorge dalle viscere della vita e che la rinnova in noi ogni volta che ci coinvolge, anche se non ricambiato o se portatore di conflitti. E’ il medico della natura che tutto cura, persino le piaghe interiori, che nessuno può vedere e di cui a volte nemmeno siamo consapevoli. Nel momento più opportuno ci sospinge in avanti, verso una nuova e più matura versione di noi stessi, verso concetti e progetti esistenziali diversi da prima, più conformi a quello che siamo diventati. E’ anche il sogno che oggi ci illude e che in ogni attimo del futuro può improvvisamente svanire. Forza universale difficilissima da domare, Dio pagano che, a piacere, per dirla alla Manzoni, “atterra e suscita, … affanna e … consola”. In lui tutto si può trovare e nulla può essere garantito.

    Lo si può declinare in modo superficiale, immaturo, instabile oppure intenso, profondo, duraturo: molto dipende da chi e da come siamo emotivamente strutturati nel momento in cui c’impone di guardarci nello specchio del confronto più che ravvicinato con l’altro, ma sempre d’amore si tratta, almeno finchè tale è e perdura, nella sua essenza di sincerità. Ognuno, se coinvolto, nel volerlo immortalare nella propria esistenza materiale, lo interpreta come meglio sa e può, con punte altissime di luce e altrettante voragini d’ombra. E’ il coagularsi di un momento d’infinito a due che non si potrà più dimenticare, il superamento dell’essere soli e mortali, nel perpetuo rinnovarsi incondizionato dello spirito vitale che abbraccia, in modo spesso indistricabile, corpo, mente e cuore. Privo di morale, è il sentimento che più ci avvicina al sacro e al divino, e come tale va rispettato ogni volta che si materializza, al di là della modalità, più adatta a noi, con cui sul momento sceglie di farlo. A volte rifiutare di seguirlo potrebbe essere come rifiutare di respirare. Non resta che modularlo al meglio, il più a lungo possibile.

    Forse bisogna aver vissuto tanto e intensamente, nell’amore e nella privazione di esso, per concepirlo in un senso così ampio. Forse bisogna averlo cercato per anni e anni invano, aver gioito per averlo trovato e sofferto per averlo perduto. Ma tutto questo fa parte della vita, vita a cui lui più di qualsiasi altro impulso può dare vera pienezza, sia nel dare gioia che patimento.

  • 1422
    rossana -

    Golem,
    mi dispiace dover dissentire ancora con te. condivido perfettamente il concetto degli stimoli derivanti dalla parte più atavica del cervello ma, secondo me, come già ti è stato scritto anche da altri (in particolare, se non ricordo male, “al femminile”), non mi sembra equilibrato ricondurre tutti gli impulsi amorosi a questi soltanto (propensione materna inclusa).

    – ci si innamora anche alla soglia della terza età, quando gli ormoni non sono di certo più quelli di una giovane donna, spinta alla riproduzione nel momento di maggior fecondità, nè in tali circostanze si cerca più il maschio alfa, adatto a proteggere i cuccioli… Giampaolo ha amato moltissimo pur essendo contrario alla paternità… e, come lui, potendo ora scegliere, tanti altri esseri umani sono stati e sono tuttora spinti all’amore al di fuori della volontà di procreare…

    – esistono, com’è stato evidenziato dall’esempio di Wilde, amori gay che niente hanno a che fare con quanto sopra, eppure forti e indomabili, come quelli del primo coinvolgimento amoroso adolescenziale.

    – nella scelta di un/una partner si può essere involontariamente condizionati da un imprinting infantile di varia natura, come riconosco esserci stato permanentemente nel mio caso, in un aspetto molto importante delle mie scelte, tuttora non superato.

    perchè non voler considerare, anche e semplicemente, almeno in alcuni casi, il “bisogno d’amore” insito in ogni essere umano, se questo non è vampiraggio opportunistico e/o emotivo, come spesso accade, ma espressione di un desiderio di arricchimento e di completezza? a mio avviso, pur avvalorando tutta la forza degli istinti vitali connessi alla sopravvivenza della specie, non si può disconoscere anche altre, successive espressioni della mente umana, che può essersi formata idee soggettive dell’amore.

    spesso sono proprio, almeno transitoriamente, le idee a essere più parte della realtà di quanto non si possa immaginare. in fondo, anche l’amore che provi per tua moglie non potrebbe essere sostenuto soprattutto dall’idea che hai di lei (più o meno calzante con la sua mutevole e sfuggente realtà che nemmeno lei magari conosce in tutti i suoi aspetti)?

    sempre azzeccato il titolo del thread! temo che, nonostante la miglior buona volontà, la simpatia e la stima reciproca, non ci sarà mai possibile capirci! e non mi sembra nemmeno un caso che tu sia più propenso ai bisogni impellenti della fisicità mentre io preferisca la tensione più aerea dello spirito… 🙂

  • 1423
    maria grazia -

    rossana
    hai tutto nel post n. 1421 !
    nulla può rendere meglio l’ idea. ciao

  • 1424
    Golem -

    Cara Rossana, la tua e una visione avanzata e sofisticata di quel sentimento, che è tanto più raffinata quanto lo è la personalità di chi lo esprime. Ma proprio per questo e merce rara. Paradossalmente, proprio in quanto così elaborata diventa di difficile realizzazione. Ecco perché lo si ritrova nelle opere d’arte, nella poesia e nella letteratura, o nei sogni di alcune rare personalità. Tanto da fargli dire che in fondo si tratta di un’aspirazione intellettuale più che di una possibile realtà che possa verificarsi.

  • 1425
    rossana -

    Golem,
    due complimenti in un solo giro sono troppi! 🙂 descrivere cos’è l’amore per se stessi potrebbe essere un ottimo esercizio per conoscersi meglio e avere idee più chiare su quanto si vorrebbe avere da esso.

    l’ultimo, tardivo amore, che ha incarnato la mia necessità di rinascita emotiva, asseriva d’amare la sofisticazione in una donna, probabilmente intesa più come esteriorità, e ben poco deve aver capito della mia (da te più o meno definita) “sofisticazione mentale”. forse l’ha pure spaventato. peccato: occasione mancata per tutti e due!

    quanto invece al tuo “Tanto da fargli dire che in fondo si tratta di un’aspirazione intellettuale più che di una possibile realtà che possa verificarsi.”, nel leggere questa affermazione, sono ancor più contenta di avere goduto abbastanza a lungo di questa realtà, anche se in modo per certi versi incompleto e non legato al “per sempre”, nè più nè meno di quanto mi sembra sia accaduto a Giampaolo. l’essere che mi ha regalato a piene mani anni felici, e che non è stato in grado di onorare il sentimento quanto forse avrebbe meritato, era semplicemente umano, con i suoi limiti, nel mio caso dovuti in particolare all’età abbastanza avanzata, per consentirgli di avere la forza di arrecare dolore a chi era più debole e di affrontare un futuro più incerto del presente, così come, quasi al termine del periodo fertile femminile, si può volere un figlio a tutti i costi, senza per questo forzare la volontà altrui. sono snodi di vita, non sempre collegabili a cambiamento in negativo di sentimenti. se non si ama proprio più, non ci si accanisce nelle accuse: si lascia semplicemente scivolare le proprie scelte nell’indifferenza. a volte tutto non si può avere e si è costretti a scegliere, nostro malgrado.

    spero che Giampaolo mi possa capire e possa accettare prima o poi l’imperfezione, che in misura più o meno elevata, in questo o in quel contesto, affligge in varie forme, prima o poi, tutti quanti. riappacificarsi con se stessi e con il prossimo, sforzarsi di comprendere anche quanto ai nostri occhi può apparire assurdo, ridona libertà mentale ed emotiva, aiuta a vivere meglio, a essere più sereni, paradossalmente meno ancorati al sogno e maggiormente consapevoli della “realtà dei fatti”, in tutte le loro possibili sfumature.

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