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Uomini e donne che non si capiscono

di uqbardeva

Riferimento alla lettera: Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010

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Categorie: - Attualità

1.534 commenti

  • 1051
    la verità fa male -

    Ciao Rossana, scusa il ritardo… Grazie per il tuo parere, mi trovi molto d’accordo su cose per me di sostanza, come quando dici che un amore non finisce per pochi mesi di distacco. Come, per me, non finisce di fronte ai “problemi”. Naturalmente, ci sono casi in cui i “problemi” diventano secondari, quello principale, nonché irrisolvibile, diventa il non voler risolvere i problemi… Il non volersi mettere in discussione. Di conseguenza le discussioni, il “dialogo”, in una coppia, non è più tale. Non c’è più. Non c’è più l’interesse dell’altro… Finché muore anche l’essenza… Che è (era) l’amore. L’amore inteso come cosa bellissima, ma impegnativa… Le cose più belle, in fondo, sono due, quelle “gratuite”, donate, o ricevute in dono, e quelle “sudate”, che non ti cadono servite su un piatto d’argento…
    Molti desiderano solo le prime, altri concepiscono amore come esclusive e pesanti responsabilità (possibilmente solo per l’altro…), dimenticandosi di cogliere… Quello che già c’è. Non ho trovato la completezza e io solo in quella ho sempre creduto.
    Un abbraccio

    Maria Grazia, grazie per la risposta che mi avevi dato.

    Colgo l’occasione per riprendere questo tuo passaggio: “qualcun altro – come verità – dice che le dinamiche della coppia moderna non possono più essere quelle di un tempo, se si cercano rapporti autentici. io personalmente concordo con quest’ ultima versione, aggiungendo che i cambiamenti di costume e di modi di vivere a cui stiamo assistendo ( per esempio la parità uomo-donna nel lavoro e nelle mansioni casalinghe ) non dovrebbero essere vissuti in modo traumatico, come molti li vivono, ma essere invece accolti come un passo inevitabile del percorso evolutivo della nostra società”.

    Purtroppo ritengo ormai quasi “naturale” per molti questo viverla in modo “traumatico” (soprattutto uomini, poiché le donne ora “se la godono”, anche perdendo un po’ il senno…). Se, come avevo detto in altro intervento, siamo capitate in un bel casino… (cambiamento epocale), ci vorranno secoli.
    A noi non restava che “scegliere” tra la tradizione (che oggi per forza più facilmente sfocia in qualcosa di “malato”, essendo cambiato tutto…) o di muoversi in questo marasma, senza più schemi. Anche sapendo TU muoverti senza schemi, c’è l’altro… Che non ha idea di come farlo. E quindi… Auguri a noi, e alla nostra solitudine e al nostro (inutile?) coraggio.

  • 1052
    maria grazia -

    “In futuro forse si dovrà, soggetto per soggetto, coppia per coppia, scegliere se si preferisce la verità istintiva di un puro e semplice momentaneo coinvolgimento sessuale, volto al piacere, o se ci si adatta a sottomettersi a regole sociali, che prevedono impegno e fedeltà per un’unione, non soltanto sessuale, di lunga durata.”

    rossana
    temo che questa distinzione netta tra i due diversi modi di vivere che tu descrivi, sia alquanto poco praticabile nella realtà dei fatti. la ragione di ciò è che tutti gli esseri umani ( uomini e donne etero, uomini e donne gay ) sono creature complesse, “tormentate”, il cui lato razionale deve fare i conti con il lato emotivo e sensibile, e viceversa. questo vale per entrambi i sessi, per tutte le età, per tutti i ceti sociali. voglio dire che tutti noi sentiamo l’ esigenza di amare e di essere riamati in modo continuativo e rassicurante, ma allo stesso tempo c’è un “diavoletto” dentro ognuno di noi che di tanto in tanto “rompe le palle” e si fa sentire, e ci fa desiderare di assaporare anche il brivido dell’ imprevisto. la morale imperante della società borghese-tradizionalista vorrebbe soffocare questi nostri impulsi e tacciarli di IMMORALITA’. ma in qualunque modo vogliamo considerarli, CI SONO. e non possiamo non tenerne conto. credo che sia opportuno riconoscere che la famiglia tradizionale ha fallito come punto di riferimento sociale, che i rapporti eternamente monogamici sono solo un’ illusione ( se non in qualche raro caso ), e che il ruolo subalterno che è stato imposto alla donna per secoli ( passiva, rinunciataria, sottomessa all’ uomo )non possa più essere applicabile alla donna di oggi e a quelle delle generazioni future. con buona pace delle suocere scontente delle nuore, e dei maschilisti dell’ ultima ora.

  • 1053
    la verità fa male -

    Non avevo più spazio e concludo, anzi puntualizzo: è in certo modo “naturale” che sia traumatico, siamo ancora, come avevo già scritto, nella piena “distuzione” del precedente. E’ naturale perciò lo smarrimento.

  • 1054
    maria grazia -

    “Auguri a noi, e alla nostra solitudine e al nostro (inutile?) coraggio.”

    il coraggio, cara verità, non è mai inutile. e comunque a me non interessa cosa trovo alla fine della corsa, ma come mi sento MENTRE CORRO.
    ti quoto…. AUGURI A NOI ! 🙂 🙂

  • 1055
    Giampaolo -

    Golem
    Io non ho detto che mi “meraviglio” che la donna ad un certo punto voglia un figlio.
    Ho detto che ho capito tardi il fatto che purtroppo (o per fortuna) la donna ad un certo punto PRETENDA un figlio. Al punto tale che l’amore per il proprio compagno, vero o presunto che sia, va a farsi benedire in nome di quell’istinto.
    Ecco Golem di questo mi meraviglio. Questo ho capito tardi. Il fatto che cioè per una donna, oggi in particolare, conti SOLO l’eventualita’ di diventare madre e non già la perdita del proprio compagno che a questo punto può essere tranquillamente rimpiazzato da un altro uomo che abbia in quel momento lo stesso istinto.
    Per farti comprendere ancora meglio il senso di ciò che mi sembrava chiaro volessi dire ti faccio un esempio che non dovrebbe lasciare dubbio alcuno.
    Nel caso in cui mia moglie fosse rimasta incinta e per una coincidenza sfortunata si fosse presentata la terribile eventualità, prima della nascita, di scegliere tra figlio vivo e moglie morta o figlio morto e moglie viva, non avrei avuto dubbio alcuno: MOGLIE VIVA!
    Questo per dirti che mi meraviglio si. Ma non che una donna voglia un figlio. Ma che baratti questo desiderio con la perdita dell’amore verso il proprio compagno. Questo é ciò che ho capito tardi.
    Spero che stavolta tu abbia compreso.

  • 1056
    Golem -

    Caro Giampaolo. Sono anni che dentro di me si è fatta luce l’importanza che hanno gli istinti nelle decisioni che prendiamo, e che in molti casi riteniamo essere frutto di scelte che vengono dal cuore. Quella della maternità e’ una di queste, da quello che ho potuto osservare nell’esperienza ( felice ) avuta con mia moglie.
    Un uomo può solo “osservare” questo straordinario fenomeno che la Natura ci comanda con i famosi istinti, e che il maschio medio conosce solo come ” attore non protagonista” attraverso l’istinto sessuale che ci spinge all’ accoppiamento, più o meno travestito dall’amore.
    Io ho già avuto modo di dire che tutte le sovrastrutture sociali, morali e sentimentali, che in migliaia di anni si sono aggiunte a questi “immutati” comandi che la natura ci ordina, hanno solo cambiato lo stile con i quali questi si realizzano, ma lo scopo resta sempre quello: la riproduzione e la continuazione della vita. Artisti, pittori, scultori e anonimi innamorati come me, ci vedono la meraviglia delle emozioni che danno i sentimenti che accompagnano le manifestazioni dell’amore, perché l’intelligenza e la coscienza della nostra persona vuole sentirsi partecipe di una decisione che viene dal profondi. Ma siamo solo strumenti pensanti di un disegno che ha milioni di anni di evoluzione. SIM da quando la prima cellula ha cominciato a duplicarsi, sino all’uomo moderno. Più si evolveva la vita, più raffinata diventava la tecnica, e la comparsa dell’amore appoggia civilmente la morale sociale che è cresciuta con la civiltà. Ma nel profondo e nell’essenza le del nostro IO restiamo quegli “strumenti” della natura.
    Di fronte alla scelta di vita o di morte di cui hAi parlato, io avrei scelto come te. Mia moglie no, me lo disse al momento del parto, ma non l’avrei accontentata. Morire pur di far nascere una nuova vita, e far continuare la specie. Se l’istinto non è il vero motore della Vita, qual’ è questo allora?

  • 1057
    Golem -

    “Il coraggio, cara Verità, non è mai inutile. E comunque a me non interessa cosa trovo alla fine della corsa, ma come mi sento MENTRE CORRO.”
    Insomma: il viaggio più che la meta, la scalata più della vetta, l’innamoramento più del raggiungimento dell’agognato amore .

    MG: 110 e lode per la dichiarazione, che a mio modesto parere rappresenta la spinta che giustifica il nostro essere “esseri umani”. Se gli istinti ci spingono a riprodurre la vita biologica attraverso i mezzi che conosciamo, ma con l’utilizzo della cultura del momento storico che viviamo, l’intelligenza dell’uomo viene nutrita dalla curiosità, che è insita nel senso della frase che hai pubblicato, caratteristica che non appartiene in maniera così determinante a nessuna altra specie vivente. In fondo è la logica istintuale dell’ “orgasmo” visto come meta, che dura però pochi secondi, ma che può essere desiderato anche per anni, come nella conquista di “quell’amore”. E’ durante questo “viaggio” che nascono le fantasie e le sensazioni che toccano il cuore, e che finiscono nel grande “zaino” che contiene i sentimenti di cui ci “vestiamo” durante il cammino.
    Questo potrebbe spiegare in parte anche la mia contestata teoria di certi amori inutili, ma comunque “perseguiti” attraverso “l’attesa del piacere” che quel viaggio sta offrendo già prima del raggiungimento della immaginifica meta.

    Se Leopardi nel suo “Il sabato del villaggio” ha descitto benissimo l’attesa della festa, ne ha spiegato anche la delusione che spesso questa porta con sè una volta che “il dì di festa” è arrivato. E conoscendo il recanatese, sappiamo quanto la sua poesia fosse più di una metafora della brama d’amore mai soddisfatta.

    Il desiderio (e le “fantasie” che questo fa nascere) è più intrigante del soddisfacimento dello stesso, e questa evidenza la possiamo riscontrare in ogni azione che spesso compiamo per il raggiungimento di un obiettivo, compreso quello dell’amore, dove il piacere che dà la tensione dell’innamoramento è imparagonabile alla quiete della stabilità dell’amore stesso.
    Siamo sempre alla ricerca di quel “viaggio” che c’è nell’innamoramento per sentirci vivi. La vera fortuna consiste nel provarlo sempre con la persona che si ama, altrimenti prima o poi capiterà che vedendo quello “zaino” vuoto, ci infileremo dentro quei “vestiti” per altre mete, anche se sarano solo coltivate con la fantasia. Come succede quando ci si innamora dell’amore. Ciao

  • 1058
    rossana -

    Cara Valinda,
    sono contenta che tu abbia un lavoro, che ti tiene a contatto con la gente, anche se comprendo sia la frustrazione di non avere modo di sfruttare le capacità acquisite con lo studio, sia l’incertezza imperante della precarietà.

    bella, anche, la prospettiva di avere una casetta tutta tua, se la desideri. quanto alle condizioni di salute con le quali spesso ti ritrovi a combattere (come per tutta la vita è successo e ancora succede anche a me), poichè a volte possono essere determinate dalla genetica, dovresti, a mio avviso, imparare a conviverci, considerandole una difficoltà che deriva dal sistema nervoso mentre altri possono patirne anche di più gravi, originate da organi diversi. i “crolli” sono spesso motivati da più problemi che si sommano, e che poi, a poco a poco, tornano ad avere una loro soluzione.

    ti percepisco molto sincera, senz’altro più della media (dote rara), e molto onesta nel tuo “bisogno d’amore”, non soltanto di sesso.

    quanto al sentimento da cui intendi prendere le distanze, fallo se vuoi, come vuoi e con i tempi che preferisci. ogni relazione ha un inizio e una fine e, secondo me, ognuno la deve vivere come meglio sa e può. se così non fosse, non sarebbe nemmeno iniziata.

    un abbraccio.

  • 1059
    angy -

    cari uomini.. alla fine noi donne siamo molto più “strumenti della natura” di quello che credete e che siete voi.. proprio con l’istinto del fare un figlio.. e anche io sceglierei di far vivere mio figlio e non me al momento del parto se ci fossero complicazioni.. non ho ancora figli ma spero di averne.. ma sentire che un uomo, il mio compagno in questo caso, potrebbe ragionare come voi, e invece far morire il piccolino per salvare me, non mi renderebbe per nulla felice.. per nulla.. anche perché non è mica detto che potrebbe venire facilmente un altro figlio, voi la fate facile… salvo mia moglie tanto poi se ne fa un altro di figlio.. no, affatto non funziona così, anche perché quell’esserino che in quel momento muore è unico, non ce ne sarebbe un altro come lui/lei.. anche un secondo figlio dopo quello, pure volendo e se viene, non sostituirebbe mai e poi mai la morte del primo, non funziona così ragazzi.. siete troppo meccanici nelle vostre logiche… io penso che se una donna, nel momento del parto, vi chiede di far nascere il figlio, e non pensare a lei, dovreste rispettarla.. altrimenti VOI di che amore parlate?? ma fatemi capire… rispettare i desideri dell’altro non è segno di amore?? e dov’è il vostro se mettereste al primo posto voi stessi e il vostro egoismo di non perdere la vostra donna? non ritenetevi così speciali e superiori alle donne ritenendo voi sì di sapere amare mentre le donne no perché preferirebbero il figlio… perché dimostra solo molto egoismo questo vostro modo di scegliere…. non credo potreste mai arrivare a capirmi, a capire una donna (anche se non siamo tutte uguali e non tutte la vedono come me) e questo mi dispiace, perché si tratta di un’altra vita, mettere al mondo un’altra vita, perché sì, il mondo va avanti e non possiamo essere highlander che viviamo in eterno.. e noi siamo strumenti della natura nel perpetuare la specie.. anche voi che vi vantate tanto di quanto il vostro istinto di fare sesso sia “salutare”, “fa bene alla salute” “non lo potete soffocare” ecc.. e quindi avete bisogno di far sesso tanto e spesso, anche voi che in questo modo vi giustificate pure di eventuali tradimenti fisici (non dico voi in particolare ma altri uomini sì) non vi rendete minimamente conto che la controparte voluta dalla natura è il nostro desiderio di fare un figlio! sono due istinti complementari che si sposano bene tra loro, anzi gli unici istinti biologici alla base della vita… e se voi in un rapporto senza sesso state mal

  • 1060
    angy -

    state male tanto che arriva sempre il punto che “dovete” tradire la compagna perché il vostro istinto sessuale è troppo forte e invece quella non vuole farlo e ve lo nega, e arrivate pure a mollarla e a innamorarvi di nuovo di un’altra che invece non si nega a voi affatto.. anche per noi è uguale! basta condanne! se non riuscite a capire il desiderio di maternità, che è un istinto molto forte nelle donne, anche quello è legato agli ormoni così come per voi il vostro desiderio sessuale, se non lo capite e lo negate all’infinito alla moglie, compagna o partner, non meravigliatevi poi se quella se ne va con un altro! è la stessa cosa che fate voi quando siete a secco di rapporti sessuali nel vostro menage di coppia! allora riconosciamo a tutti quello che è dovuto, e come voi siete guidati dal vostro istinto di copulare tutti i giorni anche noi abbiamo il nostro… e entrambi siamo vittime, strumenti, della natura, in questo, per questo diciamo entrambi, uomini e donne, che “è più forte di noi”…. spero sia chiaro e che faccia ragionare quel che ho scritto, senza alzare polemiche che non ce ne è bisogno. non c’è da polemizzare di fronte alla “vita”, cioè alla natura e a ciò che ci fa desiderare lei e noi siamo solo uno strumento nelle sue mani. saluti

  • 1061
    rossana -

    Maria Grazia,
    mi fa piacere che per te sia più facile che per Valinda “voltare pagina”. ogni relazione è a se stante, come la persona che la vive, che porta inevitabilmente in essa il suo passato, la sua forza, sia fisica che psichica, e il suo temperamento.

    “la parità uomo-donna nel lavoro e nelle mansioni casalinghe ) non dovrebbero essere vissuti in modo traumatico, come molti li vivono, ma essere invece accolti come un passo inevitabile del percorso evolutivo della nostra società.” – certo che sì, anche se, questo pure, fa capo a persone, che si devono “incastrare” armoniosamente fra loro. leggendo come ora tutto sia più difficile tra uomo e donna, a mio avviso per “colpa” essenzialmente delle donne, mi rendo conto di essere stata superfortunata ad avere relazioni amorose con persone che non hanno mai badato nè ai ruoli nè a una serena ed equilibrata suddivisione di incombenze domestiche. secondo me, non sono queste le difficoltà principali ma ben altre, legate soprattutto ad eccessive pretese da parte delle donne e a carenza di volontà d’impegno da parte degli uomini, complici anche leggi del tutto ingiuste.

  • 1062
    rossana -

    Angy,
    “VOI di che amore parlate?? ma fatemi capire… rispettare i desideri dell’altro non è segno di amore?? e dov’è il vostro se mettereste al primo posto voi stessi e il vostro egoismo di non perdere la vostra donna?” – la tua è la voce dell’amore femminile ad ampio raggio, in cui credo e in cui ho sempre creduto, anche se, personalmente, non sono contraria all’aborto, in determinate situazioni e condizioni.

    il tuo intervento è, a mio avviso, centratissimo, per mettere in evidenza le differenze fisiche, i diversi istinti e i diversi modi d’amare che mettono in serio conflitto uomini e donne. da sempre faticano a comprendersi, persino i/le migliori fra loro.

    grazie! nei miei interventi mi sforzo di non essere troppo diretta ma ammiro chi sa esserlo, soprattutto se si tratta di punti di notevole importanza. credo che una riflessione collettiva in astratto s’imponga: ragionare = egoismo (partita doppia, con aspettative di riscontro); amare = altruismo (partita semplice, senza pretesa di ricevere altrettanto in cambio), indipendentemente da chi, maschio o femmina, si trova sull’una o sull’altra lunghezza d’onda.

  • 1063
    Golem -

    Angy. Io tempo fa ho fatto una dichiarazione che potrebbe essere usata contro di me come una forma di razzismo sessuale. Ho avuto modo di dire, che quando un maschio, un uomo, scopre che oltre al sesso c’è l’amore, entra in un mondo che spesso una donna (lo penso io, non è la Bibbia) non arriva a conoscere, ritenendo che la “civile” realizzazione di certiistinti sia da chiamare amore.
    Io parlo per me , ma posso immaginare che sia accaduto anche a molti altri uomini. Quando sono uscito dalla trappola dell’attrazione sessuale come unico indicatore di “mi piace/non mi piace” tramite le ultime mie donne della vita, e l’ultima in assoluto, si è aperto un mondo che npon potrò mai più negare fin che campo. Se mia moglie morisse, per qualunque motivo io non vorrei più vivere, perchè ormai lei è parte di me, la mogliore peraltro.
    Di fronte alla richiesta che mi fece, se devo scegliere scelgo il bambino (la bambina in questo caso) e tu per favore fai altrettanto, io le risposi che non doveva chiedermi questo, perchè se dipendeva da me decidevo per lei, per a vita di mia moglie. Ma non per l’egoismo di cui parli tu, ma solo perchè è da lei che mi è venuta la conoscenza di quell’amore che mi ha fatto travalicare i rozzi istinti maschili. Rozzi, sì, perche mentre una donna articola insieme a questi istinti i necessari “sentimenti” utili all’allevamento della specie, che si deve protrarre per anni e anni e quindi necessitano di stabilità emotiva, il maschio se non arriva a conoscere BENE quel mondo, resterà sempre “rozzo” al riguardo, anche se è nella più andida buona fede.
    Questo per dire, che l’amore vero che un uomo potrebbe avere la fortun di incontrare, è una scoperta molto più “illuminante” di quello che può fare una donna, che come dice Giampaolo può lasciare un uom che non la asseconda, o morire per metter al mondo un figlio. La prima parte della frase sembra una vigliaccheria, mentre la seconda un enorme gesto d’amore. No: sono le facce della stessa medagli, che come dici tu appartiene all’essere “uno strimento della natura”
    Sotto questo aspetto, un maschio “serve” solo a fornire buoni cromosomi, quindi di scrupoli ne un milione meno di una femmina, che ripeto, spesso si vestono d’amore, in buonissima fede, ma stanno solo seguendo un copione. Se un uomo esce per caso dal suo modesto copione e AMA fuori dall’istinto, è veramente nei guai, perchè di quella donna, DI QUELLA PERSONA, non potrà mai farne a meno. Figurarsi perderla per…

  • 1064
    Giampaolo -

    Ciao Golem
    Sono d’accordo con te per quanto riguarda il fatto che è la natura che comanda gli istinti. E non solo. Comanda tutto quello che ci circonda. Mi rendo conto che due post sono pochi per cercare di far comprendere quello che voglio dire. E forse anche il doppio non basterebbero, perché nella formulazione delle parole si corre spesso il rischio di essere fraintesi. O semplicemente di non riuscire a spiegare bene il proprio pensiero. Ma ci provo ! Ci sono diverse cose che amo fare, e tra queste guardare i documentari sulla natura. Ne ho visti a centinaia nella mia vita, e continuano ad appassionarmi. Ne ho visti dedicati alla riproduzione di tantissime specie animali. Mi soffermavo estasiato nel vedere ogni genere di mamma animale curare “con amore” i propri cuccioli. Ma il narratore precisava sempre che non trattavasi di amore, quanto di istinto naturale. D’altra parte come poter considerare “amore” il gesto di tante mamme animali che abbandonano i propri cuccioli al loro destino perché malati ? Per cui riproduzione = legge di natura = istinto….non amore !
    Nella vita, mi è stato insegnato, e credo anche a te, che “l’uomo è si un animale”, ma che si differenzia dagli altri animali (le cosiddette “bestie”) perché possiede un elemento che loro non hanno: L’INTELLIGENZA.
    In base a questa “sostanziale” differenza mi è stato SEMPRE insegnato che l’uomo (maschio/femmina) è in grado di “domare” i propri istinti. Tirando fuori elementi come la ragione, l’equilibrio, la logica, la calma, il bene, l’amore.
    Gli istinti animali sono tanti Golem, non solo quello materno. Un istinto animale maschile è quello ad esempio di accoppiarsi con qualunque femmina disponibile e consensiente. Ma se venisse attuato quale motore della vita, come hai scritto tu, quanti tradimenti giustificati e soprattutto quanti figli senza un padre ci sarebbero in giro per il mondo, in nome di questo istinto ?
    Quante volte riusciamo a domare un istinto per il quale prenderemmo a schiaffi e pugni o peggio chi ci sta facendo un torto ?
    Con questo non sto dicendo che una donna debba soffocare l’istinto materno. Sto solo cercando di far capire che in nome di un istinto seppur nobile come quello della maternità non può venir meno tutto quello che ci circonda.
    E’ ovvio che tu non concepisca il motivo per cui ti sto dicendo questo, perché tu e tua moglie avete generato una figlia poiché la desideravate entrambi, e non ti si è posto nessun problema.
    Personalmente invece, posso dirti, di…

  • 1065
    Giampaolo -

    di aver visto dei drammi familiari, massacri emotivi e personali, compiuti da parte di donne che in nome dell’istinto materno hanno distrutto moralmente e fisicamente uomini rei di non aver avuto in contemporanea lo stesso desiderio di prole delle proprie compagne. Hai citato Valinda e il suo dramma dovuto ad un uomo che probabilmente non l’ha mai amata, ma che comunque le dimostra affetto e amicizia. Io ti parlo di cattiveria, menzogna, falsità, rabbia, tradimento, offese, danni economici, violenze verbali, morali, fisiche compiute in nome di quello che anch’io mi sento di definire come “straordinario fenomeno della natura”
    Allora io mi chiedo e ti chiedo: tutto quello che nel corso degli anni ci è stato insegnato riguardo l’intelligenza, il rispetto, la lealtà, la non violenza, l’amore verso il prossimo, l’onestà, il dolore, la ragione, la logica, l’equilibrio….tutto questo, deve venir spazzato via in nome degli istinti che la natura ci impone ?
    Siamo uomini o siamo bestie Golem ? Dobbiamo seguire le regole del buon vivere o quelle che ci impongono gli istinti naturali ?
    Siamo autorizzati o quantomeno giustificati a distruggere il prossimo, a cancellare mogli, mariti, figli, genitori, amici in nome di un istinto ?

    Angy, anche mia moglie è UNICA non solo quell’esserino che deve ancora nascere ma ancora non esiste. Ed io ti ribadisco che prima della nascita, di fronte a quella terribile eventualità, SCEGLIEREI MIA MOGLIE !
    Poi rispetterei mia moglie se decidesse LEI di scegliere il contrario.
    Ma non puoi accusare di EGOISMO chi sceglie di far vivere la propria moglie !
    Diverso sarebbe il discorso nel caso in cui nel pieno di un incendio dovessi scegliere se salvare mia moglie o mio figlio. Allora si che sceglierei MIO FIGLIO.
    Forse voi ragionate diversamente perché lo portate in grembo e già lo considerate VIVO. Ma non puoi condannare un uomo che cerca di salvare l’AMORE CHE VEDE ! Né tantomeno accusarlo di egoismo.

    E ricorda cara Angy, tutto E’ EGOISMO. Anche desiderare un figlio. Perché è un PROPRIO BISOGNO. E non un atto d’Amore.
    Gli atti d’Amore sono ben altri. Come quello di adottare bimbi in orfanotrofio quando già se ne hanno.

    Perché in quel caso SONO LORO CHE HANNO BISOGNO DI TE E NON TU DI LORO

  • 1066
    rossana -

    Giampaolo,
    “Gli istinti animali sono tanti Golem, non solo quello materno. Un istinto animale maschile è quello ad esempio di accoppiarsi con qualunque femmina disponibile e consensiente. Ma se venisse attuato quale motore della vita, come hai scritto tu, quanti tradimenti giustificati e soprattutto quanti figli senza un padre ci sarebbero in giro per il mondo, in nome di questo istinto ?
    Quante volte riusciamo a domare un istinto per il quale prenderemmo a schiaffi e pugni o peggio chi ci sta facendo un torto ?
    Con questo non sto dicendo che una donna debba soffocare l’istinto materno. Sto solo cercando di far capire che in nome di un istinto seppur nobile come quello della maternità non può venir meno tutto quello che ci circonda.” – concordo, e non hai idea di quanto mi costi allinearmi soprattutto alla prima delle tue affermazioni. sulla seconda, già mi sono espressa.

    per me, ogni volta che ci si trova in conflitto tra istinto e ragione, prevale quello dei due impulsi che ha maggior peso per l’equilibrio vitale complessivo del soggetto interessato. nessuno dei due può prevalere in modo assoluto sull’altro: a volte si tratta anche di mediazioni graduali, che possono poi portare alla decisione definitiva nell’uno o nell’altro senso. tant’è che, quando si dà retta a saggi consigli che non “sentiamo” come appropriati al nostro caso, il conflitto aumenta.

    “Gli atti d’Amore sono ben altri. Come quello di adottare bimbi in orfanotrofio quando già se ne hanno.
    Perché in quel caso SONO LORO CHE HANNO BISOGNO DI TE E NON TU DI LORO”. – scusami se dissento: anche quando vai in orfanotrofio a cercare un bambino lo fai perchè hai bisogno di averne uno, quindi per un tuo egoismo più che non per l’altruismo di volerlo aiutare. torno a ribadire che, secondo me, non si fa quasi nulla per puro altruismo, anche se, pure in questo ambito, ci possono essere diverse gradazioni, più o meno comprensibili, come quello dell’amore di una donna per il figlio che per nove mesi porta in grembo, o quello di una donna che ama pur non essendo corrisposta… non si sceglie nessuno dei due sentimenti d’amore, si è semplicemente coinvolti in essi a seconda delle circostanze, dei propri temperamenti e dei propri bisogni…

  • 1067
    Golem -

    Caro Giampaolo, se hai letto i miei interventi, ricorderai che questi nascono da un insipegabile (per me) comportamento di mia moglie nei confronti di un suo ex che non la voleva, ma che “fruttandonde” la disponibilità che accettava tutto di questo, compreso il fatto che frequentasse altre donne, risevandole il trattamento da piano B o C ancora meglio, usandola e sfruttandola anche economicamente. Eppure lei pendeva dalle labbra di questo individuo, che per inciso non era Gabriel Garko, ma assomigliava fisicamente più a Benigni.
    Lei uno splendore, in tutti i sensi, lui uno schizzetto di uomo, in tutti i sensi. Ma ci ha perso sei o sette anni prima di rassegnarsi. Un pò come la storia di Valinda, ma con la differenza che l’amato di quest’ultima almeno era gentile, educato e comprensivo, anche se il risultao è lo stesso alla fine. Perchè? Tu perderesti sette anni dietro una che non ti vuole? Credo di no. E sai perchè, secondo me. perche noi maschi dal punto di vista sessuale, ci è indifferente questa o quella femmina, e dal punto di vista sentimentale, quando pensiamo ad una famiglia, abbiamo in mente un prototipo femminile come nostra mamma, normalmente una ragazza affidabile insomma.
    Se non si scoprono certi aspetti della relazione che esulano dalla semplice attrazione sessuale, non sapremo mai orientarci realmente su questo insidioso terreno che ha a che fare con istinto e ragione.
    Se una donna intelligente, affidabile dedita e quant’altro, come mia molgie, Valinda e mille altre come loro INSISTONO con un maschio che non le vuole, è perchè, anche se parlano di sentimenti, che ci sono e funzionano molto bene per “convincerle” che è l’amore che le muove, in realtà stanno dando ascolto (a mio avviso) ad un antico segnale della natura, che la coscienza non percepise o non vuole percepire, ma che gli dice che QUELLO E’ L’UOMO CON CUI DEVE RIPRODURSI.
    Non importa che questo sia unp sfaticato, fedifrago incapace o brutto cpome l’asse del cesso. se sentono il richiamo ubbidiscono. Suppergiù come quando noi sentiamo il “profumo della patatina”. Hai voglia a dire che “no io non lo farei mai” ma se quando capita l’occasione pochi la lasciano sfuggire, salvo trovare mille scuse per giustificarsi con la coscienza.
    Per loro è lo stesso, con la differenza che la natutra le impone di “garantirsi” quel maschio perchè hanno bisogno dell’aiuto esterno per gestire per anni un figlio. Ecco perchè le donne appaiono meno volubili di noi in “Amore”…

  • 1068
    Giampaolo -

    Golem

    “Se mia moglie morisse, per qualunque motivo io non vorrei più vivere, perchè ormai lei è parte di me, la mogliore peraltro.”

    Il famoso senso di appartenenza di cui parlavo qualche post fa.
    Le donne di oggi non ce l’hanno caro Golem.

    Un maschio non serve a fornire buoni cromosomi. Il maschio fornisce la vita !
    Forse non è chiaro il fatto che l’elemento vitale è nell’uomo, non nella donna.

  • 1069
    Golem -

    >>> il comportamento apparentemente assurdo che noi giudichiamo con la logica maschile (ma come, puoi avere chi vuoi e ti butti via con uno che non ti vuole?) risponde alla necessità di avere il maschio migliore SECONDO UN PUNTO DI VISTA che nasce dai parametri voluti dai famosi istinti, ma viene assegnato facilmente ai sentimenti. Questi ci sono, è innegabile, ma è la nostra cultura che li fa passare come “portata principale” quando, IN QUEL CASO, è solo il contorno. L’amore a cui pensiamo idealmente nasce da tutt’altre condizioni, in quella caso, a parere mio, è solo una giustificazione che si danno per sdoganare un’attrazione di cui non si spiegano la ragione, stante anche la realta di “rifiutate” che stanno vivendo. Ora, se voglio QUEL maschio, nonostante tutto, è perchè da quel maschio, anche se non lo “sanno” razionalmente, VOGLIONO UN FIGLIO, PERCHE MADRE NATURA LE STA DICENDO CHE QUEELO E’ IL MASSIOMO CHE C’E’. Poi non lo faranno ma il motivo è quello, e Angy riconosce che la femmina è più styrumento della natura di quato lo sia un maschio, che è solo un attore non protagonista come ho già scritto. Quando in un modo o nell’altro sto bambino arriva, non ce n’è più per nessuno se non per la creatura. Ma è giusto così: una volta che c’è si farebbe uccidere (se è normale, perchè ci sono anche le madri matrigne) ma è solo ed esclusivamente a disposizione del piccolo. E il copione della Grande Regista M.N. veiene compiuto. Leicon la sua creatura si sente vincitrice dell’Oscar della femminilità e il marito quello di miglior attore non protagonosta come ho ironicamente scritto in precedenza.
    Ecco perchè ti chiedevo per quale motivo ti meravigliassi della richiesta di una donna di darle un figlio. Perchè e l’unico modo per realizzarsi che una donna ha. Può smetter di amare un uomo duecento, ma un figlio mai.
    Io ho accettato la paternità come desiderio di maternota della mia lei, e oggi sono felice di essere parde di quell deliziosa stronzetta. Ma se fosse stato per me, avrei usato mille volte la tecnica, senza mai realizzare il …progetto. Perchè per un uomo la paternità una scelta, per una donna una necessità. Ciao

  • 1070
    Golem -

    Giampaolo e chiunque abbia letto l’ultimo mio post, scusate i pasticci grammaticali e non, ma scrivevo in fretta per l’incalzare dell’orario di pubblicazione, e non ho corretto la bozza.

    Comunque, a proposito del famoso senso di appartenenza di cui parli tu e che le donne non avrebbero. Io non generalizzerei, ma è certo che se mia moglie dovesse gettare dalla torre me o nostra figlia, anche se so volare (ma con gli aerei) so che sarei io a dover saltare.
    Ma è coerente, è giusto così, per lo stesso motivo per il quale mi disse quella frase nel caso ci fosse stata la necessità di scegliere ta lei e la vita della bambina. Non aveva dubbi, e, come ripeto, solo riportando tante azioni, (scelta del partner “riproduttivo” che non ti vuole compreso) a quegli “irrinunciabili ordini” naturali mi sono spiegato tante “assurdità”, così come sono osservate dalla logica maschile. Ma non per questo siamo migliori di loro, solo diversi, e solo negli istinti, ricordiamolo. E poichè, come ho già detto senza tema di smentita, gli istinti non rientrano in nessuna categoria morale, gli stessi non potranno MAI essere giudicati buoni o cattivi, ma immanenti. Una donna che lascia un uomo che non vuole farla diventare madre, che insiste con chi non la vuole per i motivi che ho cercato di spiegare, e che morirebbe per far nascere una creatura, non è nè pazza, nè sconsiderata, nè ingrata, ma solo un essere umano femmina che conta di diventare donna seguendo quello che LEI ritiene un moto che viene dal cuore, solo perchè sente che non arriva dal cervello. Ma viene sempre dal cervello, anzi da “un cervello”, uno antico, le cui decisioni non passano dallo “sportello” dove devi dichiarare i “perchè”. Perchè quando quel cervello si è formato, quello “sportello doganale” non c’era ancora, e quel cervello, è abituato a percorre sempre lo stesso “corridoio”, prima di “uscire” all’aperto, corridoio che non è stato mai inglobato nella “costruzione” dell’altro cervello, quello recente.
    Ciao

  • 1071
    maria grazia -

    sono d’ accordissimo con Angy
    l’ amore VERO E AUTENTICO non prevede contropartita. viene donato spontaneamente, a piene mani, e in maniera del tutto disinteressata. normalmente questo tipo di amore esiste solo tra genitori e figli, ma non è escluso che si possa essere disposti persino all’ estremo sacrificio ( quello della propria vita ) anche per un’ altra persona ( il proprio partner ad esempio ), anche se questi casi sono molto più rari. In ogni caso anch’ io se un bel giorno dovessi scegliere tra il salvare me stessa e il salvare la vita a mio figlio, SCEGLIEREI ASSOLUTAMENTE LA SECONDA ! e preciso che non sono una donna ossessionata dall’ idea di diventare madre come molte mie coetanee.

    “Dobbiamo seguire le regole del buon vivere o quelle che ci impongono gli istinti naturali ?”

    giampaolo, ti voglio solo ricordare che anche in nome delle “regole del buon vivere” imposte dalla società, dalla morale e dalle religioni, quasi ogni giorno vengono compiute grandi atrocità, perchè ci si impone di dimenticare ad ogni costo che prima ancora che componenti di un nucleo familiare e cittadini di uno Stato ( con determinari costumi e determinate leggi ) siamo innanzitutto esseri viventi dotati di impulsi di cui niente e nessuno potrà mai privarci del tutto. Forse la soluzione è cercare ( anche faticosamente ) un equilibrio tra i nostri istinti e la necessità di reprimerli, o quanto meno di arginarli ai minimi termini. un saluto

    “Perchè per un uomo la paternità una scelta, per una donna una necessità.”

    golem
    noi donne, conscie del fatto che sempre meno uomini vogliono impegnarsi in un rapporto di coppia e nè tantomeno nel riconoscimento di una paternità, ci stiamo già predisponendo per non aver bisogno della presenza maschile dovendo crescere un figlio. questa, unita alla necessità di indipendenza per la donna, è la ragione base per cui le società future tenderanno sempre più ad un ritorno al matriarcato ( e per fortuna ! dico io… ). sono d’ accordo con te sul fatto che spesso ci uniamo a uomini per noi interessanti ma “sfuggenti” perchè istintivamente intravediamo in loro lo “strumento” ideale per il proseguio della nostra specie.

  • 1072
    angy -

    Giampaolo non diciamo eresie.. come se noi non ci mettessimo il 50 % del DNA, te prego non puoi davvero pensare quello che hai scritto.. è ovvio che la vita la danno INSIEME l’uomo e la donna altrimenti saremmo organismi che si riprodurrebbero da soli, come certi batteri… ma per fortuna non siamo batteri, siamo più evoluti, e il discorso di Golem è un po’ troppo estremo secondo me.. magari quando ho più tempo rispondo meglio, comunque non accettare l’istinto materno di una donna, se ce l’ha, o l’stinto sessuale di un uomo (voglio vedere se con tutto il vostro grande amore, se la vostra donna non ve la desse più, voglio vedere se questo amore non subirebbe contraccolpi in voi uomini, mi pare utopia) significa non accettare l’essere umano che si è scelti come compagno/ compagna.. sono cose che fanno parte di noi, non si può rinnegarle.
    Rossana grazie dei complimenti.

  • 1073
    Giampaolo -

    Golem

    “Perchè? Tu perderesti sette anni dietro una che non ti vuole? Credo di no. E sai perchè, secondo me. perche noi maschi dal punto di vista sessuale, ci è indifferente questa o quella femmina,”

    Ma cosa dici Golem, ma chi l’ha detto che dal punto di vista sessuale ci è indifferente questa o quella femmina ? Ma stai scherzando ?

    E se fosse vero quello che hai detto in relazione che le donne vanno dietro ad un uomo che non le vuole perché è un antico segnale della natura che dice loro che QUELLO E’ L’ UOMO CON CUI RIPRODURSI, a quel punto io dovrei avere almeno dieci figli sparsi per il mondo !!!! Ma già te lo avevo detto in un altro post.

    Sai quanti profumi di “patatina” ho sentito durante venti anni di rapporto con mia moglie. E quante sarebbero state disposte a “darmela” ? Almeno il doppio delle dita di due mani. Eppure mi son tirato indietro, ho domato l’istinto per un semplice motivo: AMORE. Amore verso mia moglie !

    Le donne appaiono meno “volubili” di noi uomini in Amore ? Ma sei sicuro Golem ? Non è così assolutamente ! Le donne sono emotivamente instabili. E’ un dato di fatto. E cancellano e sottolineo cancellano un sentimento di anni in base a nuovo emozioni.

    Per la donna è una necessità, per l’uomo è una scelta. Forse è vero. E questo dimostra ancora una volta come l’uomo sia spinto più dal sentimento reale che dalle emozioni momentanee. Una donna vuole un figlio per completarsi. Un uomo non ne ha bisogno. Ma quanti uomini padri ho visto essere più padri loro che mamme le mamme.

    Ribadisco pertanto un concetto espresso più volte: un uomo ama la propria donna per quello che è non per quello che vorrebbe che fosso. E dimostra ancora una volta quanto un uomo che sia uomo scelga la propria donna per la vita. Non un mezzo per riprodursi ma semplicemente una compagna con la quale condividere la vita, con o senza figli

    Golem concludo dicendoti che l’amore per una donna nell’arco dei secoli è stato decantato da artisti e poeti. Poco mi risulta essere stato fatto da donne nei confronti degli uomini.
    E questo la dice lunga.

  • 1074
    Golem -

    Giampa’ una e’ uguale all’altra se NON sei innamorato, si capisce. È chiaro che tu eri o sei innamorato di tua moglie (o la tua donna) che ti ha corrisposto, sembra, sino alla faccenda dei figli. Io stavo facendo l’esempio di una donna che vuole QUELL’UOMO anche se questo non la vuole per via di quell’istinto che io ritengo la causa di certe “assurdità'” viste dal punto di vista maschile.
    Io non starei con ina donna neanche un mese in quelle condizioni neppure se mi piace ma non corrisponde, e ti chiedevo se tu, come succede a molte donne faresti lo stesso, o passeresti anni per … averla.
    Per questo ritengo che quando un uomo accetta la paternità non usa l’istinto ma la consapevolezza. Nello stesso tempo non mi sento di dire che una donna che segua l’istinto ( il più importante nel caso della maternità) sia una pazza, come non lo è se si fissa con uno che non la vuole. Fa parte di un’indicazione che le viene dal profondo e che le fa accettare sia la mortificazione di chi non la vuole che la morte pur di mettere al mondo una nuova vita. Entrambe le condizioni sono funzionali ad una “richiesta” che sente di soddisfare. La prima perché “sente” di volere a tutti i costi quel maschio sappiamo perché, la seconda perché quel figlio VALE più’ di se stessa. Paradossalmente questi eroismi sono da ammirare se, tuttavia, non portassero molte di queste donne a indirizzarsi su strade sbagliate per quella vita che poi devono vivere tutti i giorni, magari con il maschio ” giusto” per la loro natura e istinto” ma uomo sbagliato per la relazione quotidiana. Spero di essermi spiegato.
    Giampaolo, l’instabilita’ emotiva di una donna si manifesta proprio quando si accorge che qualcuna di quelle “scelte” istintive NON funziona, e quindi cercano di compensarla diversamente. Noi siamo molto più semplici, che non vuol dire migliori, ma solo diversi, te lo ripeto.
    Maschi e femmine sono fatti per scambiarsi i cromosomi ma non per vivere insieme. Quella è stata un’evoluzione antropologica partita qualche decina di migliaia di anni fa, da una necessità di aiuto reciproco, e che lentamente ha portato al gruppo, alla tribù e alla società così come la conosciamo, dove la “famiglia” ne rappresenta la cellula. Solo l’uomo e la donna (spero sia chiara la differenza) riescono, quando possono, a vivere insieme, ma solo se si incontrano come PERSONE. Quindi il sesso non nasce con l’intento della convivenza ma quello della riproduzione, dove nel maschio il desiderio del godimento…

  • 1075
    Golem -

    … è la ricompensa che la natura mette come esca per far si che il maschio cerchi la femmina per accoppiarsi. Poi si è aggiunto l’amore che è una scoperta culturale, che fornisce altri piaceri, più contingenti. Ma se non ci fossero queste ricompense col cavolo che ci accoppieremmo, e di conseguenza la specie si estinguerebbe. Per la donna e’ lo stesso, solo che lei deve saper amministrare bene l’accopiamento, perché ha pesi e responsabilità maggiori del maschi. Inoltre non può produrre miliardi di ovuli come noi produciamo spermatozoi. Sono qualche centinaio in una vita. È una questione di mercato. Dove la scarsità del numero impone l’oculatezza dell’investimento. Esattente come se fosse denaro. Se hai i miliardi li sperperi, ma se hai solo qualche centinaio di euro stai attento a come li spendi. Ecco perché dicevo che quando vedono “quello giusto” lo vogliono a tutti i costi. Ma l’essenza di una donna restano spre i figli, checché se ne pensi. Ma per avere questi, e quindi realizzarsi, vogliono il maschio giusto, poi l’uomo giusto e infine di potersi dedicare, ANCHE, all’allevamento del bambino. Ripeto, questa e’ la condizione base dalla quale e per la quale una donna può fare quelle cose che a NOI sembrano sciocchezze, ma che invece hanno una ragione istintuale BEN PRECISA, che tu hai credo constatato come immagini.
    Per capire questo aspetto e accettarlo bisognerebbe essere femmine. Se sei maschio non le capirai come maschio manco scannato,
    ma non stanno sbagliando solo perche’ NON LE CAPIAMO, stanno facendo quello che gli è richiesto dalla loro natura. E qui che deve presentarsi l’uomo che accetta o meno questa realta’. come ho fatto io e posso dirti, felicemente. Coiao.

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