Uomini e donne che non si capiscono
Riferimento alla lettera:
Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010
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Categorie: - Attualità
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Golem,
scusa se ritorno sul tema della relazione di tua moglie: non credi che, se avesse voluto un figlio dal portoghese (ritenendolo istintivamente, sine qua non, il maschio più adatto per riprodursi), in sei/sette anni di relazione avrebbe potuto avere tre o quattro cuccioli?
per me, cercava altro… e non era una povera Cenerentola, ignorante in senso buono, bruttina e non corteggiata da nessuno, priva d’indipendenza economica, di gratificazione lavorativa e del sostegno affettivo di familiari e amiche… tutti aspetti che avrebbero potuto portarla a una coazione a ripetere lo stesso tipo di scelta “sfortunata”, coazione che non è si è verificata…
“Golem concludo dicendoti che l’amore per una donna nell’arco dei secoli è stato decantato da artisti e poeti. Poco mi risulta essere stato fatto da donne nei confronti degli uomini.”
giampaolo
è stato provato anche il grande amore delle donne per gli uomini nel corso dei secoli, e sono centinaia gli scritti e le poesie a testimonianza di ciò. tieni anche presente che in tempi passati le consuetudini del patriarcato volevano che fossero solo gli uomini a esporsi nel corteggiamento e nella celebrazione dei sentimenti, perchè si riteneva che se la donna avesse avuto gli stessi comportamenti dell’ uomo innamorato, palesando le sue passioni, si sarebbe in qualche modo umiliata ed esposta alla pubblica vergogna ( un pò come si pensa oggi delle donne che “fanno la prima mossa”, o che sessualmente si concedono piuttosto rapidamente, o che amano troppo uomini che dimostrano di amarle poco, o di non amarle affatto ).
anche l’ amore di questi grandi poeti e scrittori che tu citi era spesso e volentieri un amore non ricambiato e infelice, eppure nessuno ha mai detto a questi uomini che si stavano buttando via, che si stavano umiliando. al contrario i loro poemi e i loro canti d’ amore sono stati glorificati dalla storia. questa è una delle tante dimostrazioni di come, dall’ avvento del patriarcato, la figura della donna sia stata annullata e sminuita al punto tale da ridicolizzarne persino i suoi aspetti più nobili ( come ad esempio l’ amore incondizionato per un uomo ).
Rossana ciao, figurati, non mi dispiace. Cosa cercasse non lo so e francamente non sono sicuro che neppure lei lo sapesse razionalmente. Certo lo voleva sposare, e chiaramente la sua condizione di disoccupato cronico ( per ambizioni legate alla presunzione di se, non per mancanza di lavoro) e il lavoro itinerante di lei impedivano un progetto, anche perché lei avrebbe dovuto lasciare la sua attività artistica, come ha fatto con me. Ovvio che voleva una famiglia e un “nido” dove accogliere i cuccioli, e per questo che fu contenta quando lo zio di lui gli trovo un posto in banca. Poi fu licenziato perché spacciava anche li. Ma non è bastato a farle capire con chi avesse a che fare., neppure quando da cameriere si mise a clonare le carte di credito dei clienti, finendo al fresco per un bel po’. Solo l’ultimo anno, vedendolo rovinato fisicamente per motivi che puoi intuire, fu lui a farle la proposta, ma lei capì che nonostante “l’amore” non avrebbe mai potuto affrontare il futuro con un uomo del genere. Immagino proprio per i “cuccioli”. Inoltre lui aspirava ad una moglie ricca che lo mantenesse, lo ha detto perché lei ne ha riportato sui diari questo edificante aspetto. Ne ha seguito le vicende attraverso comune conoscenze fino a due tre anni fa, quando ho scoperto come stavano le cose ( compreso che lo aveva anche cercato passando per Lisbona prima di venire a vivere con me) rispetto a quello che mi era stato detto, ma lo sai. Lo ripeto, e’ una cosa che travalica la logica più elementare, che posso spiegarmi solo nei termini che ormai tutto sanno a memoria. Ma certo non saprò mai quali invisibili qualità del personaggio possono aver trasformato una donna come lei, che sapeva muoversi e difendersi nella vita di tutti i giorni con intelligenza e dignita’, in una stupida, detto dalle amiche più care e riconosciuto da se stessa, allora come oggi. Ha detyo solo una cosa di qyella storia, che quell’iomo per lei era diventato ” una missione”, ma non so di che genere, e neppure lei lo ha specificato, e’ un mistero per lei per me e per tutto quelli che conoscevano quella vicenda. Ma pagherei qualunque cifra per soddisfare questa curiosità, che come dice MG appartiene piu ai lati oscuri di ognuno di noi che al classico amore come la mia “ingenuita’”maschile mi avrebbe fatto pensare prima di scoprire quanto alcune donne siano incomprensibili, anche a loro stesse. Un salutone.
Ciao MG, hai parlato con Giampaolo di amori maschili non ricambiati, che nessuno a mai dichiarò inutili. Hai ragione: dominio che li definisco così. In realtà gli amori non ricambiati, assieme a quelli impossibili, sono stati forse i più trattattati dalla letteratura e dalle arti. Addirittura c’è un aforisma S i Alessandro Morandotti, se non sbaglio, che dice che solo l’amore nono ricambiato e vero amore. Ma possiamo capire il perché l’arte in generale usi la drammaticità della situazione per trasferire l’emozione che ne deriva agli usufruitori, che tutti, me compreso non può non percepire empatia mente come coinvolgenti. Non c’è un romanzi, un quadro o una qualsiasi opera dell’animo umano che sia diventata famosa perché parlava di una storia d’amore serena. Non fa “audience”. In fondo io stesso invidio il sentimento ” gratuito” che quell’uomo riceveva da mia moglie. Ma nel ricordarti che gli amori maschili non ricambiati nell’arte sono pochissimi( io non ne ricordo uno) voglio spiegarti che solo nell’ossevazione oggettiva, e nel l’analisi fredda di questi episodi relazionali che emerge l’inutilità di questi rapporti, da entrambe le parti, tra l’altro. Così come tu hai detto che più che la meta finale e’ il viaggio che ti interessa, allo stesso modo un amore difficile diventa attraente come lo e’ un qualsiasi oggetto raro o prezioso, quindi difficile quanto una meta da conquistare. Ma anche qui e l’ardua “viaggio” per quella metà che affascina e attrae. Se la metà alla fine fosse raggiunta, passata la festa, si ricorderà lo “sforzo” e la sofferenza, non il trionfo, il sacrificio che si è compiuto non il premio, che diventerà, da quel momento, banale, dal momento in cui si e’ azzerata la sofferenza pagata per raggiungerlo.
Ma tutte queste “deliziose” quanto sofferte sensazioni non servono a niente, perché appartengono alla sfera dell’immaginifico, la stessa che ci spinge ad andare a teatro a vedere Madame Butterfly o Tosca, o al cinema a vedersi ” Innamorarsi” con Maryl Steep e DeNiro, o a leggere di Anna Karenina. Sono evasioni, non amori. Mi sembra che questo possa dimostrare che la vittima morale di queste storie, in fondo non sia il o la NON ricambiata ma il disgraziato che non ricambia , che suo malgrado sta recitando il ruolo necessario a trasformare lui o lei nel protagonista della straziantemente divertente romanzo d’amore. Un indizio me lo ha dato proprio la mia lei, quando frequentando in tempi diversi, una volta chiuso con…
… questi, tornava a bussare alla porta dell’innarivabile sogno d’amore mai realizzato.
L’amore o il sogno che bene o male ognuno di noi ha, nel quale la donna mi sembra più coinvolta dell’ uomo medio, , non è mai banale, ma sempre epico, unico, assoluto, e non come potrebbe essere quello di un rapporto classico, come i tanti che vediamo intorno a noi e come di solito e’ nei fatti.
Questa e’ per me l’inutilta’ di questi rapporti. Ma parlarne nei termini che ho fatto io significa smontare un’immagine troppo utile a certi moti dell’anima di cui tutti bene o male abbiamo bisogno, e che come dicevo sono stati spunti per le opere di cui ho parlato in precedenza, per i quali paghiamo il biglietto per avere certe emozioni.
Spero di aver chiarito meglio a quale tipo di ” inutilità” mi riferivo, visto che mentre il primo e’ frutto della fantasia, quello vero deve essere frutto della realtà. Per funzionare. Ciao cara.
Maria Grazia,
“anche l’ amore di questi grandi poeti e scrittori che tu citi era spesso e volentieri un amore non ricambiato e infelice, eppure nessuno ha mai detto a questi uomini che si stavano buttando via, che si stavano umiliando. al contrario i loro poemi e i loro canti d’ amore sono stati glorificati dalla storia. questa è una delle tante dimostrazioni di come, dall’ avvento del patriarcato, la figura della donna sia stata annullata e sminuita al punto tale da ridicolizzarne persino i suoi aspetti più nobili ( come ad esempio l’ amore incondizionato per un uomo ). – ottima osservazione sul tema che interessa Golem! da lui già smontata in senso generale, in parte condivisibile, ma che mi ripropongo di approfondire con casi specifici (non per lui ma per me).
al momento, dispongo di soli 2 esempi conclamati d’amore “inutile”: quello di un uomo quarantenne, che ha lasciato la convivente, la famiglia, gli amici, il lavoro e la regione per trasferirsi vicino a una lei che si era prima offerta e poi ritratta. sono quasi sei anni che vive poco lontano da casa sua, senza vederla e senza parlarle, perchè lei non ne vuole più sapere di lui. è tremendamente solo, e si accontenta di evitare di attingere ai suoi risparmi con saltuari lavoretti estivi. ho cercato di dissuaderlo in modo duro ma non c’è stato verso. asserisce di essere sereno così (meglio il sogno, privo di speranze, che la rinuncia), e che questo per ora gli basta. nel suo sentire, nessun’altra donna potrebbe dargli quello che lei possiede, pur essendo consapevole dei suoi innumerevoli limiti e difetti. per me, caso estremo, già raccontato in altri post.
forse la sola differenza in questo tipo d’amore è che l’uomo di solito sfrutta la disponibilità sessuale della donna mentre questo non avviene nel caso inverso.
l’altro è quello di una donna di “ieri”, innamorata di un uomo che non la corrispondeva e che era partito soldato. morto in guerra lui, non ha voluto prendere in considerazione nessun altro. bella e corteggiata da molti, anche insistentemente, ha preferito vivere serenamente nel sogno d’amore che quest’uomo aveva suscitato in lei.
casi limite? eccezioni che confermano la regola? o punte di iceberg, che hanno la loro ragione di essere, in misura meno invasiva, nella più banale delle quotidianità? sì, sempre di sogni si tratta, ma chi ha detto che a volte anche di questi persone adulte non possano scegliere di vivere? e che, se un albero non dà frutti mangerecci, non ha una sua utilità?
Verità,
i tuoi post sono per me molto impegnativi. ho sempre timore di farti più male che bene…
“Non ho trovato la completezza e io solo in quella ho sempre creduto.” – questo sembra l’epitaffio di un amore, e magari così sarà, con tua grande sofferenza. se puoi, prima di gettare la spugna, prova a metterti davvero nei panni dell’uomo che ti sta deludendo e a immaginare il peso che i suoi legami con la precedente famiglia possono avere su di lui, lasciandogli poche forze per affrontarne altri. magari è immaturo ma magari potrebbe essere soltanto incapace, al momento, di reggere più di tanto o di avere quel tanto di fiducia nel futuro che spinge a lottare. la completezza, nel senso di trovare in un essere umano tutto quello che si vorrebbe è un’utopia: già è tanto se in una persona si può soddisfare un 70-80% delle proprie esigenze, senza contare che alcune sono più importanti di altre… quasi certamente sai benissimo da sola tutto questo e le mie sono parole superflue, che nemmeno esprimerei se non sentissi, fortissima, la tua difficoltà a staccarti da quest’uomo.
“Anche sapendo TU muoverti senza schemi, c’è l’altro… Che non ha idea di come farlo.” – osservazione a mio avviso centratissima: oggi è l’uomo a trovarsi in maggiori difficoltà, nell’opporsi o nel seguire tirato per i capelli cambiamenti per lui difficilissimi da interiorizzare! comprendere equivale quasi sempre a mediare e a essere pazienti, se si ritiene che ne valga la pena…
un abbraccio.
Golem,
in passato ci siamo scambiati molte mail sul tema di tuo interesse, impegnandoci entrambi al massimo. oggi, però, non sono più quella di ieri: in certe visioni ho progredito; in altre sono indietreggiata. non sempre si può essere coerenti al 100% con i pensieri, se la coerenza porta alla rigidità.
per me, la frase che taglia la testa al toro nella vicenda di tua moglie è la seguente: “fu lui a farle la proposta, ma lei capì che nonostante “l’amore” non avrebbe mai potuto affrontare il futuro con un uomo del genere.” – tutto il resto dovrebbe svanire di fronte a questo, che è un fatto: cima conquistata, interesse finito!
“e’ un mistero per lei per me e per tutti quelli che conoscevano quella vicenda.” – scusa se dissento: può essere un mistero per tutti ma di certo non lo è del tutto per lei. da DONNA sensibile e intelligente ha intuito molto bene, fin dalla prima volta che te ne ha parlato, nascondendoti la durata e l’importanza del rapporto, quali avrebbero potuto essere le tue reazioni in proposito. sono “bugie bianche”, ovvero menzogne e/o omissioni (che non sono zuppa ma pan bagnato), che una donna, fino a ieri (e forse anche oggi), è quasi costretta a dire, se vuole salvaguardare il più possibile l’integrità di un sentimento in cui crede. gli uomini stessi di solito sanno altrettanto bene che non è proprio tutto tutto vero quello che vien loro detto su certi temi, per farli stare tranquilli. è un vecchio, spiacevole gioco delle parti, che spero tanto possa presto finire.
tua moglie conosce probabilmente molti dei perchè di quella storia ma, secondo me, fa benissimo a non esplicitarli più di tanto, in quanto, non hai diritto di esserne a conoscenza. così come non avresti dovuto permetterti di leggere i suoi diari: sai che sono cose che non si dovrebbero fare, anche se capisco le ragioni per cui a volte si fanno. rispetto è anche accettare che ci siano piccole zone riservate nell’intimità del partner, senza volerle a tutti i costi sviscerare.
potrai esaminare centinaia e centinaia di casi, analizzarli e discuterli, catalogarli e trarne le possibili assonanze ma non riuscirai mai a sapere cosa quella relazione è stata veramente per lei. insisto e mi ripeto, sperando che tu desista dall’indagare: non tutto è accessibile dall’esterno nella molteplice realtà di dettagli personali che possono fare la differenza in un qualsiasi tipo di sentimento amoroso.
un abbraccio.
“Giampa’ una e’ uguale all’altra se NON sei innamorato, si capisce”
Ma assolutamente no Golem ! Una donna non vale l’altra nemmeno se non ne sei innamorato !
Se una donna mi interessa davvero, anche se non mi corrisponde, farei di tutto per averla. Si ci perderei mesi. Anche qualche anno. Poi dopo averle tentate tutte direi stop.
Mi rendo conto di essere stato frainteso in molte cose riguardo il discorso della maternità. Ma l’avevo messo in preventivo.Cercherò di farmi capire più tardi.
Nel frattempo vorrei chiarire alcuni punti.
Ribadisco intanto la mia ferma convinzione riguardo la scelta vita/morte nei confronti della donna amata a discapito di un figlio che ancora deve nascere. Non mi sento egoista per questo. E sinceramente non credo nemmeno che la maggior parte delle donne sceglierebbero di morire piuttosto che far morire il nascituro. Sono successi casi in cui donne hanno preferito morire, donne che addirittura hanno rifiutato di curarsi un cancro pur di mettere al mondo un figlio. Ma si tratta di casi di cui hanno parlato in tv. Non credo proprio che tutte le donne lo farebbero.
Vorrei ricordare e vorrei farlo notare soprattutto a te Golem, che vedi spesso tutto rosa nel mondo femminile, che l’aborto è stata una conquista della donna. Donna che SCEGLIE di non far nascere un figlio. E allora veniamo a parlare di egoismi maschili, di necessità naturali, di qualcosa che si sente dentro ?
Eh no ! Ho visto donne abortire perché non si sentivano pronte a crescere un figlio, perché avevano una malattia, per paura, perché non volevano un figlio dall’uomo con cui si erano rapportate, e anche per violenza sessuale.
Ho visto le stesse donne che anni prima avevano abortito perché non si sentivano pronte a diventare madri, cambiare idea e fare un figlio anni dopo.
Ho visto la mia stessa ex moglie rifiutare la possibilità di diventare madre in un momento in cui si pensava fosse incinta, sostenendo la tesi che non si sentiva pronta. Mentre io lo avrei accettato pur non sentendo il desiderio. E non l’ho mai accusata di nulla.
La stessa donna che anni dopo mi ha tradito, lasciato, assalito verbalmente, accusandomi di averla ferita per non aver esaudito il suo desiderio che nel frattempo era sopraggiunto.
Ho visto donne, tante donne, numerosissime donne, centinaia di donne, desiderare fortemente un figlio, poi portarlo dalla baby sitter o dai nonni, continuare a coltivare i propri interessi, e continuare a non essere mai presenti.
Ho visto uomini…
Buongiorno Rossana. Puoi immaginare il motivo per il quale lui, in quello stato, le abbia fatto quella proposta?
Ritieni che fosse una consapevole dichiarazione di riconoscimento di un sentimento questa volta ricambiato, o un’altra dimostrazione di parassitismo, solo più disperata delle precedenti? Ci siamo capiti vero Rossana?
Nessuna vetta conquistata, ma semmai un’ulteriore dimostrazione di un errore di valutazione sull’uomo, indotta, probabilmente, dai motivi di cui parlo spesso, ma difficile da accettare. Non dimentico quando mi parlò di quel momento, il senso di pena che aveva negli occhi nel descrivere lo stato fisico di quel ragazzo.
Era esattamente il contrario di quello che mi scrivi Rossana, per lei era la dimostrazione di una sconfitta. Forse il fallimento della missione di cui accennavo in precedenza, il fallimento di un amore che non chiedeva niente se non “il bene” di quell’oggetto amato. Il massimo che una donna, una persona può dare, eppure nel contempo…inutile.
Capisco Morandotti quando scrive il suo aforisma osservando questo aspetto adamantino di un sentimento eroico. Non si può che ammirare, come ho scritto, chi ha questa forza. Ma è la trama di un romanzo, che probabilmente, in altri modi e con altre persone, ha portato quell’allora giovane uomo ad essere semplicemente un bambino viziato, come lei stessa lo ha malvolentieri definito una volta, durante i nostri discorsi.
Volerne vedere gli aspetti romantici, scapigliati, creativi, corroborati dall’uso degli stupefacenti, così trendy per sottolineare lo stile di “dannato” del soggetto, significa andarsi a cercare quegli ingredienti melodrammatici che fanno una storia NON BANALE. Accettarne poi la vera essenza di bambino viziato, opportunista, mediocre e lenone, significava invece spogliare la vicenda dell’aura di struggente romanticismo di cui la fantasia di lei lo aveva vestito, dove la previsione era “l’happyend” che aveva visto mille volte nei film della sua adolescenza, come coronamento degli amori sofferti e tribolati.
Forse si rese conto che quel “bi-sogno” aveva contribuito ad illudere lui di essere uno speciale, come probabilmente aveva fatto qualcun altro prima di lei, salvo quello zio, che pragmaticamente cercò di fargli capire com’era la vita.
Io sono convinto che ci sia anche questo aspetto in lei, che ne giustifica l’attenzione verso il destino di quell’uomo negli anni successivi. Ma come dici tu, non si saprà mai.
Io con lei parlai di me senza omissioni. Lei no Rossana
rossana
ti ringrazio per aver chiarito nei tuoi ultimi post la questione degli amori non corrisposti ( o non corrisposti in maniera sufficiente ) e anche la situazione che riguarda golem, su cui avrei voluto tornare. sono assolutamente d’ accordo con te sul fatto che, dall’ esterno, difficilmente si può entrare nel merito di tutto ciò che viene vissuto in prima persona dai diretti protagonisti quando nascono queste situazioni. sebbene io concordo con golem sul fatto che gli istinti di “procreazione” e di perpetuazione della specie giocano la loro parte, penso che però sia riduttivo ricondurre tutto a questo, e bollare questi amori travagliati e sofferti come momenti di totale mancanza di lucidità, o situazioni DEL TUTTO INUTILI, come sono stati definiti. quando ci innamoriamo di qualcuno entrano in gioco una molteplicità di fattori, di accadimenti, di piccoli e grandi episodi che – casualmente o meno – ci fanno apparire una data persona “insostituibile”, al punto che alcuni ( come i casi da te citati ) preferiscono vivere la loro vita in solitudine piuttosto che cercare di ricreare dei legami con qualcun altro. io dico che l’ amore NON E’ MAI UN SENTIMENTO INUTILE, quand’ anche non è ricambiato o delude le nostre aspettative ( come ad esempio nel caso dell’ uomo in cui ho riposto per cinque anni le mie speranze di un futuro insieme ). Sono comunque esperienze che servono a farci crescere e a farci conoscere la vita e noi stessi, e ti posso dire che se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto, rifrequenterei QUELLA PERSONA, e non un altro che magari vuole offrirmi amore eterno e acclarato ma per il quale io non provo nulla. Tra l’ altro è stata questa stessa esperienza con il ragazzo “bello e dannato”, il confrontarmi con molti suoi comportamenti odiosi e inaccettabili ( che io riconoscevo in modo obiettivo, per quanto lo amassi. e anch’ io a mio modo l’ ho umiliato, per ripicca ) a farmi rivalutare alcuni ragazzi buoni e sensibili che prima di allora avrebbero voluto amarmi senza riserve, ma che io ho liquidato rapidamente, trovandoli noiosi.
rimane il fatto che golem ha ragione quando dice che questi amori ci appaiono più speciali di altri proprio in virtù dell’ impossibilità di realizzarli appieno, e questo fa sì che finiamo per “mitizzarli” in una sorta di dimensione del “sogno”, del chiedersi come sarebbe stato se le cose si fossero messe a nostro favore.
“Anche sapendo TU muoverti senza schemi, c’è l’altro… Che non ha idea di come farlo.” – osservazione a mio avviso centratissima: oggi è l’uomo a trovarsi in maggiori difficoltà, nell’opporsi o nel seguire tirato per i capelli cambiamenti per lui difficilissimi da interiorizzare! comprendere equivale quasi sempre a mediare e a essere pazienti, se si ritiene che ne valga la pena…”
rossana
noi donne a mio avviso non abbiamo alcuna difficoltà ad attuare quella mediazione di cui parli, se amiamo veramente un uomo e pensiamo che “ne valga la pena” ( a prescindere dalle qualità effettive del soggetto ); penso però che oggi molti rapporti non funzionano perchè a fronte di questa nuova – e sacrosanta – esigenza della donna di autoaffermazione anche fuori dal contesto familiare, l’ uomo ( al di là di qualunque ragionamento e asserzione ) sia ancora ancorato all’ idea di “dominio” che il suo amore per una donna “deve riuscire a esercitare”, se è davvero un “vero uomo”. questa concezione del rapporto, ereditata da secoli di predominio maschile, è dura a morire nella logica maschile, perchè assicurava all’ uomo una serie di vantaggi che con l’avvento delle lotte per la parità dei diritti non possono più essere dati per scontati. quindi il punto non è tanto in che percentuale la donna riesca ad “ammansirsi”, ma in che misura l’ uomo riesca a comprendere le nostre necessità al di là del quadretto amoroso/domestico. e secondo me questa capacità, nella maggior parte dei soggetti maschili è ancora troppo esigua, se non del tutto inesistente.
Ciao Maria Grazia. Ho letto il tuo post.
Se mi consenti volevo solo puntualizzare il “quando” un amore è inutile a mio parere più che il perchè.
Certo, un moto sentimentale sentito non apparirà mai nella lettura che io gli ho dato, anche quando non sarà ricambiato. Anzi,come abbiamo constatato appare ancora più struggente proprio per le emozioni che in quella bramosia non trovano soddisfazione.
Al di là del fatto che un amore del genere è come un seme di rosa piantato tra i sassi, l’inutilità più clamorosa la si ha quando si sta amando “l’immagine” di un uomo(in questo caso)e non quello che in realtà è realmente quell’uomo.
Ho già spiegato come il piacere di certe emozioni sentimentali, ma in realtà di origine sessuale, venga sublimato attraverso le opere d’arte, operistiche, filmografiche e letterarie. Questo bisogno emotivo è più raffinato mediamente nelle donne che negli uomini (interessante la scena di “Pretty Woman”, di loro due a teatro, dove lei si commuove sino alle lacrime mentre la Traviata implora “amami Alfredo”. Lei, puttana e madonna: il paradigma del desiderio sessuale maschile. Lui:l’eroe), e da qui la necessità di vivere il “sogno” come dici tu.
Si può viverlo, ma tenedo presente che si tratta di sogno e non di realtà. E’ lo scambio tra queste due evidenze che rende inutile e a volte dannose quelle esperienze. Se ti è capitato, come temo, che qualcuno di quegli attraenti “pirati” si sia rivelato in realtà un povero fesso, ti renderai conto di quello che sostengo circa le perniciose conseguenze che questo equivoco può portare.
Nello specifico che mi riguarda, quella donna che poi divenne mia moglie, e che so essere stata SEMPRE molto esigente circa la qualità INTELLETTUALE delle frequentazioni, ha creduto di intravedere nel personaggio di cui si invaghì, doti “speciali” secondo certi parametri istintuali e sottoculturali di natura massmediologica. Ai quali ha aggiunto la “trama” di cui ho parlato che ha dato una veste da tormentato romanzo d’amore, ma che nella sua fantasia si sarebbe dovuto concludere con il lieto fine di cui dicevo a Rossana. Ma questo lieto fine non è mai arrivato, nè mai sarebbe potuto arrivare, perchè lui non era il genio maledetto che la sua fantasia le faceva “vedere”, ma un povero disgraziato dedito alla droga, e neanche tanto sveglio se si è cacciato nei guai come ho descritto, per finire fallito a vivere di espedienti.
Lei però ha trascorso sette anni ad aspettare che il genio sbocciasse, rinunciando ai “banali” >
Maria Grazia, sei troppo ancorata a certe convinzioni di “dominio dell’uomo”. E non ne capisco oggettivamente il motivo.
Un uomo medio normale di oggi non cerca nessun tipo di dominio. Ma un rapporto sereno basato sulla reciproca fiducia.
Posso portarti il mio esempio asserendoti di non aver mai esercitato nessun tipo di potere sulla mia ex moglie. Libertà di pensiero, di espressione e di parola, di muoversi di agire, di lavorare ecc. ecc. ecc.
Qualche divergenza di opinione ? Penso ci possa stare !
Golem,
“Io con lei parlai di me senza omissioni. Lei no Rossana.” – capisco la discrepanza ma, tu non sei lei, e soprattutto non sei donna, di solito molto più sottoposta al giudizio del partner dell’uomo. ho mentito anch’io al mio ex marito, non su precedenti relazioni ma su un altro vissuto, per lui persino più importante, e meno male che l’ho fatto e che non ha mai avuto modo di scoprire la verità perchè altrimenti, ne sono più che sicura, nel primo caso e ancor più nel secondo, molti momenti belli della nostra vita insieme sarebbero stati guastati da un qualcosa su cui nè lui nè io avevamo più potere. e su cui io, in tutta sincerità, non avevo che una colpa MOLTO relativa, per uno sbaglio ai miei occhi doloroso ma insignificante. non mi avrebbe MAI creduta, benchè durante il nostro matrimonio non abbia avuto motivo di ritenermi insincera (non lo sono proprio, per indole: al punto che se mento in qualcosa riesco a tempi brevissimi a sbugiardarmi da sola). ci sono cose che urtano non la ragione ma il sentimento, e le donne le subodorano al volo, evitando che diventino inutili rovelli senza fine (quelli sì, proprio inutili). tutti commettiamo errori, più o meno gravi, poi si cambia e se ne commettono altri ma difficilmente gli stessi già sperimentati una volta. tu non ne avevi proprio nessuno da farti perdonare?
inoltre, è diverso il modo di concepire un rapporto di coppia, non solo tra uomo e donna ma tra individuo e individuo, anche senza andare a cercare di scoprire chi ama meglio o chi ama di più (in ogni rapporto c’è chi bacia e chi porge la guancia).
secondo me, dovresti soltanto non far ricadere sul passato quanto si è presentato come crisi tre anni fa: in una lunga relazione possono succedere momenti di basso cabotaggio, in tutti i sensi. ma innanzitutto dovresti porti una domanda: se io fossi stato tanto stupido da perdermi in una lunga e tormentata relazione con una vamp problematica, scriteriata, senza cervello, drogata, presuntuosa e arrogante, come purtroppo succede, anche se magari non a te, lei come avrebbe reagito? molto probabilmente ti avrebbe compatito o si sarebbe fatta una risata!
sei (apparentemente) più forte e più sicuro di te, e quasi certamente lei ti ama proprio per questo. lascia andare il passato: quell’acqua non macina più. nel contempo, però, non avere la pretesa di ritenere che non abbia mai macinato. non hai incontrato una quindicenne al primo innamoramento e spesso, in amore, è difficilissimo persino capire se stessi.
>>> pretendenti che si mostravano per quelli che erano, ricambiando il sentimento. Finita la storia con questi, tornava a cercarlo, sperando che quelle “doti” finalmente avessero dato i frutti che lei “immaginava” che lui avesse. INUTILMENTE, perchè semplicemente non li aveva.
Lei quindi sognava un amore vero, concreto, una famiglia, dei figli e quindi una vita “normale” con un uomo che “non esisteva”. Ricordo che scriveva:” voglio vederlo mangiare, dormire, lavorare (?)”, a dimostrazione di come ci credeva di aver trovato l’uomo giusto. Ma stava vivendo un sogno, non la realtà. Quando ha tentato con lui l’ultima carta, lasciando un fidanzato perplesso al quale ha fatto capire che il suo cuore stava da un altra parte, si è trovata di fronte un relitto umano di trentun’anni. Lei ne aveva ventisette, e improvvisamente si è resa conto che mentre lei sognava, la vita andava avanti, lasciandola con un pugno di mosche in mano. Certo la sua bellezza non l’avrebbe privata di richieste, ma se pensiamo che nonostante questa ha avuto solo tre storie in quasi trent’anni, possiamo capire quanto fosse esigente in ambito sessuale e sentimentale, cose queste mai disgiunte dentro di lei.
Sapeva che a quel punto le “chances” di realizzare il sogno di una famiglia con l’uomo speciale diventava difficile. Aveva progettato il futuro “con un’illusione”, per sognare una vita brillante con un tipo speciale che in realtà era un povero disgraziato che fingeva di essere ciò chè non era, autoconvincendosi di questo attraverso il “feedback” che riceveva da questo tipo di donne, ma da lei soprattutto.
Dove sta l’utilità di questa storia? Lui si è rovinato credendosi un supereroe, quando la vita, che non è romantica, gli ha detto brutalmente chi era in realtà. Lei ha buttato via sette anni di mortificazioni, delusioni e umiliazioni, per non riuscire ad aiutarlo a dimostrare l’impossibile, che cioè aveva trovato il famoso campione col quale fare tanti bei piccoli portoghesini, incassando invece, da sè stessa, un: “sono stata una stupida”.
Ricordo che un giorno, prima ancora che scoppiasse la crisi, parlandomi del Portogallo si vedeva vecchia e vestita di nero mentre trascinava la borsa della spesa per una delle tante salite della bellissima Lisbona, come in un racconto di Pessoa. Ho capito dopo, quando ho saputo la “verità”, che quello è stato un suo raro momento di lucidità. E visto come sono andate le cose a quel “sogno”, è certo che sarebbe finita così. Ma non era un libro di Pessoa
Sono donne anche queste !
https://www.youtube.com/watch?v=LRfV9p5FiA0
https://www.youtube.com/watch?v=nsKDSIgUg5c
https://www.youtube.com/watch?v=4ZjF-6mabms
https://www.youtube.com/watch?v=kGTplmmldBs
https://www.youtube.com/watch?v=SEPTIjIVlyI
Maria Grazia,
concordo in tutto quanto hai espresso nel tuo post 1086, e soprattutto, ovviamente su: “l’ amore NON E’ MAI UN SENTIMENTO INUTILE” – se si va a leggere la definizione della parola su un dizionario, questa risulterà più o meno come segue: “L’amore è un sentimento intenso e profondo, di affetto, simpatia e adesione, rivolto verso una persona, un animale, un oggetto, o verso un concetto, un ideale.” oppure: “Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva e intuitiva fra persone, volta ad assicurare la reciproca felicità o la soddisfazione sul piano sessuale”, senza precisare, in nessuno dei due casi, che non è tale se il sentimento o la dedizione sono poco o per niente ricambiati.
“come sarebbe stato se le cose si fossero messe a nostro favore.” – temo che nella maggior parte dei casi l’unione si sarebbe dissolta, a tempi più o meno brevi, a seconda delle circostanze. già spesso un rapporto di coppia ha il respiro corto quando inizia con i migliori presupposti da entrambe le parti, figurarsi quello che nasce zoppo. gli zoppi, però purtroppo esistono, anche se in natura sono per fortuna meno numerosi dei rapporti squilibrati!
mi è parso di notare un tenue legame fra me, te e la moglie di Golem: una certa propensione alla trasgressione, che in te, però, sembra essere più forte e più persistente… riflettici su, se ti va…
giampaolo
il tuo disappunto rispetto al mio post è del tutto comprensibile. questo perchè gli uomini non si rendono nemmeno conto di attuare tutti quei comportamenti che in un modo o in un altro mirano a limitare la libertà della loro compagna. è significativo che quando ho dichiarato di avere più amici uomini rispetto ad amiche donne, e che adoro i passatempi tipicamente maschili ( biliardo, poker, tiro a segno ) si siano sollevati tra i partecipanti uomini di questo forum commenti di disappunto. eppure… non c’è niente di male ad avere molti amici maschi, o a passare le serate davanti a un tavolo da biliardo. queste cose non presuppongono necessariamente un tradimento, come invece è stato affermato. ecco, io penso che gli uomini di oggi CREDONO DI ESSERE PER LA PARITA’ DEI DIRITTI, MA IN REALTA’ NON LO SONO. fintanto che una donna fa solo le cose che loro ritengono CONVENIENTI, va tutto bene. ma nel momento in cui rivendica il suo diritto ad esprimere la sua personalità vera ( anche quando questa esce un pò dagli schemi ) iniziano i problemi, i litigi, gli scontri. per questo affermo che secondo me l’ uomo è ancora indietro – come dice anche rossana – nel metabolizzare i cambiamenti della donna di oggi rispetto a quella del passato.
non ho invece capito cosa intendi dimostrare con i video che hai postato. qui nessuno sta dicendo che le donne sono creature perfette e immacolate. io poi… sto dicendo esattamente il contrario ! cioè che non siamo angioletti ma siamo PERSONE E BASTA: con tanti difetti e tanti limiti. e i difetti a volte possono sfociare in atti violenti come in quei casi.
“mi è parso di notare un tenue legame fra me, te e la moglie di Golem: una certa propensione alla trasgressione, che in te, però, sembra essere più forte e più persistente… riflettici su, se ti va…”
rossana
credo che la trasgressione che tanti intravedono in me altro non sia che un modo diverso, alternativo, di vivere e di concepire le cose della vita rispetto alla maggior parte delle persone. ma noi viviamo nell’ epoca dell’ omologazione, e non del libero pensiero. per cui le donne, o meglio le persone come me, la cui visione si distingue da quella della massa, vengono in maniera semplicistica additate come “trasgressive e troppo ribelli”, se non addirittura come pazze e cattive. La mia è un’ osservazione e non una critica al tuo esposto, sia chiaro.
Concordo in tutto e per tutto con quanto affermi nel post n. 1090 !
un caro saluto.
Cara Rossana, apprezzo come sempre la tua saggia visione delle cose, anche perché il consuntivo di questi anni di relazione e’ positivo, e paradossalmente devo proprio allo svolgimento di quelle vicende se abbiamo potuto incontrarci io è lei. Ma come sappiamo le bugie o le omissioni spesso vengono a galla, e la mia vicenda lo dimostra. In questo senso il peso che hanno avuto e’ diverso da quello che avrebbero avuto se ne avesse parlato liberamente all’epoca, anche perché avrebbe dimostrato che la cosa era stata ” digerita”. Invece la sensazione a posteriori e’ stata quella di un boccone che non aveva ancora mandato giù, e la fermata a Lisbona con la ricerca di contatti con lui, poco prima di venire a stare con me, mi sembra abbastanza significativa.
Perché mai avrei dovuto nasconderele una storia ” passata” MA finita, seppure con una femme fatale che mi aveva fatto tribolare? Quando si nasconde qualcosa i motivi possono essere tanti, compresi quelli che ho paventato io.
Se la pur piaceve vita che credo di averle dato, oltre alla compagnia di un uomo non stupido (o forse si?) che, anche grazie a lei, ha raggiunto non pochi obiettivi, non le ha fornito quelle sensazioni che si vivono nell’incertezza non è bastata, non mi meraviglia che, seppure per umana carità si sia informata per anni di come andavano le cose di quel sogno d’amore mai realizzato.
Forse le donne hanno più bisogni emotivi di un uomo, e forse se quella eccitante “trasgressione” non la si può, ovviamente, avere nella piacevole ma banale vita coniugale, non mi meraviglia che si ricorra ad un ricordo emozionante. Non mi meraviglia ma mi delude, e mi chiedo quale sia la differenza con quei mariti che per ritrovare un po’ di eccitazione erotica ricorrono alle prostitute. Questi ultimi sono giustamente additati come laidi maiali traditori, mentre una donna che mantiene un ricordo “d’amore” con un altro e’ solo un’inguaribile romantica. È’ strano non trovi? Il rapporto dopo certe considerazioni assume tutto un altro aspetto, nel quale, come ebbi modo di dirti, si vede la propria figura assumere quella di “alternativa”. E ti assicuro che per quanto possa ritenermi evoluto e comprensivo, e’ una posizione nella quale non mi sento a mio agio. Nessuno lo sarebbe, credo, neanche una donna innamorata. Ciao e buon fine settimana.
golem
per quanto riguarda me, credo che nessun ragionamento logico e razionale ( se per razionalità intendiamo il buonsenso applicabile ai rapporti amorosi ) potrà mai farmi desistere da cercare di conquistare il “pirata” della situazione che di volta in volta mi si ripresenterà nella vita. come ti dissi a suo tempo, la mia predilezione per “i bulli” e i gli adorabili “mascalzoni” me la porto dietro fin da bambina e credo di non poterci fare molto per annullarla. per “mascalzoni” non intendo solo quegli uomini che hanno un aspetto attraente e che si atteggiano a malandrini in maniera palese, ma intendo anche quelli che sono sostenuti nelle loro manifestazioni di affetto e piuttosto sfuggenti – perlomeno all’ inizio della conoscenza ( anche se magari hanno un aspetto da studioso o da “nerd” patito dell’ informatica.. ). ovviamente poi dietro questa “durezza” il “pirata” di turno deve dimostrare anche CONSISTENZA INTERIORE perchè la storia vada avanti. a volte questa consistenza c’è stata ( come per il mio ex dei 5 anni ), altre volte no ( come nel caso del camionista ).
detto questo, non ritengo inutile nessun amore che ci troviamo a vivere, nemmeno quelli non corrisposti. e non tanto perchè di solito ci danno più brividi e più emozioni di quelli rassicuranti, ma anche perchè secondo me queste esperienze sono necessarie per poi apprezzare meglio chi si presenta successivamente, e si dichiara disposto ad AMARCI DAVVERO E FINO IN FONDO. come ha detto rossana anche tu ti saresti potuto innamorare di una donna volubile, irresponsabile, capricciosa e superficiale, o che aveva brutti vizi. se fosse successo a te invece che a tua moglie, ti sei chiesto in che misura questo ti avrebbe poi portato ad apprezzare di più la donna che ora hai accanto, e a maturare interiormente ? da quello che ho potuto constatare vi sono anche molti uomini ( e non solo donne ) la cui vita è stata segnata da amori infelici, e questi uomini ne sono usciti molto più devastati di noi donne.
Maria Grazia, mi sarei potuto innamorare ma non è successo, e non è un caso, visto che come tanti ho conosciuto e frequentato diverse donne in vita mia. Come ebbi modo di dire tempo fa, non ho mai avuto un” tipo” femminile a cui tendere. I motivi per i quali sono stato attratto dalle donne che mi sono piaciute non hanno mai esulato dalla personalità di queste. Ma la personalità aveva prima di tutto una componente di intelligenza, e in secondo luogo quella della della semplicità, intesa come equilibrio. Ho frequentato biblicamente qualcuna di quelle femme fatale di cui ho accennato, ma credo che siano state loro a fare tutto, io mi sono adeguato in ragione solo della mia mascolinità. Mi sono spiegato vero? Devo dire che quel tipo di donne, che potrebbero corrispondere al pirata al femminile, conosciute a fondo erano solo apparenza e fondamentalmente insicure, oppure semplicemente stronze. Le vere ” femmine” al 100% avevano altri atteggiamenti e… sguardi, mantenendo molto più di quanto sembravano promettere. Ho l’impressione che questo valga anche per i maschi, ma l’unico “pirata” dichiarato l’ho conosciuto attraverso mia moglie , e avrai letto che fine ha fatto. Poi ne ha conosciuto un altro, che non faceva tutta quella propaganda, ma i fatti. A questo pirata piace molto un vero pirata, Samuel Bellamy, che morì a soli 29 anni lasciando, oltre alle navi saccheggiate, diversi pezzi di letteratura e poesie. Era un uomo libero in tutti i sensi e una delle sue frasi famose che De Andre’ ha trascritto sul suo album ” Le nuvole” cita così:
” io sono un principe libero, e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi per mare”. Era così quel pirata che ha incontrato mia moglie, prima ancora di scoprire quella frase, e lei lo ha constatato. Scoprendo la differenza tra i buffoni travestiti da ” pirata” e gli uomini.
Ciao e a presto.
Maria Grazia non pensi che certi disappunti che tu chiami di convenienza possano essere solo esempi di gelosia? A volte fai molta confusione. E ti fai opinioni tutte tue…anche su di me.
Con quei video ho voluto soltanto far notare che la violenza é anche e soprattutto donna. Non sono riuscito a postare un video di stamattina visibile su libero.it in cui una donna del new jersey picchia selvaggiamente un’altra donna davanti al suo bambino. Guardalo.
@golem
“Ho frequentato biblicamente qualcuna di quelle femme fatale di cui ho accennato, ma credo che siano state loro a fare tutto, io mi sono adeguato in ragione solo della mia mascolinità. Mi sono spiegato vero?”
certo golem ti sei spiegato benissimo 🙂
“Le vere ” femmine” al 100% avevano altri atteggiamenti e… sguardi, mantenendo molto più di quanto sembravano promettere. Ho l’impressione che questo valga anche per i maschi”
si golem ! vale anche per i maschi ! SOPRATUTTO per i maschi.
“Poi ne ha conosciuto un altro, che non faceva tutta quella propaganda, ma i fatti.”
ma allora sei un pirata anche tu ! 😉
” io sono un principe libero, e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi per mare”
è bellissima, e mi ci rispecchio perfettamente !
un caro saluto 🙂
@giampaolo
“Maria Grazia non pensi che certi disappunti che tu chiami di convenienza possano essere solo esempi di gelosia?”
certo ! si tratta di gelosia pura e semplice ! ma il punto non è questo. il punto è che se gli uomini si fossero realmente evoluti in merito alla parità dei sessi rispetto ai diritti civili e alla vita sociale, non si dovrebbe temere che in una partita di biliardo o in un’ uscita serale con amici, la propria compagna finirà irrimediabilmente a fare sesso con qualcuno.
“la violenza é anche e soprattutto donna”
questa frase a mio avviso è molto opinabile, ma sopratutto è poco dimostrabile. dall’ avvento del predominio maschile infatti la donna ha sempre avuto un ruolo passivo e subalterno nella società rispetto all’ uomo. questa condizione non le ha permesso di esprimere appieno le sue potenzialità, sia nel bene ( l’ economia, la politica, le grandi invenzioni ) sia nel male ( le guerre, la violenza, il crimine ). questa situazione non ci permette di valutare con obiettività la propensione della donna alla violenza rispetto all’ uomo, ma su internet tempo fa ho trovato un trattato molto interessante sull’ argomento, che spiegherebbe in maniera obiettiva la scarsissima presenza della donna nella storia degli atti criminali:
http://w3.uniroma1.it/dcnaps/bisi/criminalit%E0.htm
@giampaolo
in ogni caso resta il fatto che secondo i dati statistici, mentre le violenze al maschile ormai non si contano più, quelle al femminile rimangono ancora casi che suscitano scalpore proprio per la loro sporadicità; andando indietro nel tempo, gli storici hanno definito l’ epoca in cui vigeva il matriarcato ( quando in pratica le donne dirigevano – con grande saggezza e senso pratico – la gestione della vita familiare e lo sviluppo della comunità ) come L’ ETA’ DELL’ ORO, in contrapposizione al periodo del patriarcato, descritto invece, sempre dagli storici, come un periodo di oscurantismo, in cui prevalevano la supremazia della violenza, la competizione sfrenata basata sopratutto sulla brutalità, la legge del “più forte” ). e questo, caro giampaolo, la dice lunga sulla questione… sia se parliamo di maggiore propensione della donna alla violenza, sia se parliamo di un presunto maggiore equilibrio e buonsenso insito negli uomini….