Uomini e donne che non si capiscono
Riferimento alla lettera:
Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010
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Categorie: - Attualità
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Maria Grazia. non é che necessariamente si deve far sesso giocando a biliardo. Ma non puoi pretendere che un uomo non mostri un minimo di gelosia nell’immaginare la propria donna da senza di lui insieme a degli uomini in una sala da giochi. Perdonami ma una donna al contrario farebbe lo stesso. E non mi meraviglierei.
Guarda che le donne violente non sono casi isolati. Sono molto di più di quelle che la tv e internet ci fa vedere. Guarda che di bambini abbandonati, violenze sugli stessi, aborto, e bambinicidi da parte di donne ce ne sono stati e ce ne sono veramente tanti. Non sono casi isolati.
“Guarda che di bambini abbandonati, violenze sugli stessi, aborto, e bambinicidi da parte di donne ce ne sono stati e ce ne sono veramente tanti. Non sono casi isolati.”
giampaolo, sarà anche così. ma non puoi venirmi a dire che la violenza è, in generale, una prerogativa femminile ! dai lo sai benissimo anche tu che è una cazzata !! la maggior parte dei crimini, degli omicidi, delle violenze domestiche, dei maltrattamente e abusi sui minori sono commessi dagli uomini, non dalle donne. e questo è un dato di fatto che nessuno può contestare !
sulla storia del biliardo e delle amicizie maschili ribadisco che un uomo di mente aperta e al passo con i tempi non si crea dei problemi in merito. e nemmeno, viceversa, lo fa una donna nei confronti di un uomo avvezzo alle uscite serali con amici e amiche. se in una coppia non c’è la libertà di poter avere i propri spazi, allora VUOL DIRE CHE C’E’ UN PROBLEMA.
Ciao Rossana. Vorrei rassicurarti che non mi hai mai fatto male. Nessuno me lo ha fatto qui, e in ogni caso ho una certa esperienza di rapporti umani… So che ci si può far male anche senza volere, e stai sicura che ho affrontato mali di ben altra consistenza. So che sono apparsa qui estremamente fragile, perché non l’ho nascosto ed è stato, ed è, così, ora. Ma penso di essere stata una persona molto forte. Anzi credo che uno dei miei problemi, nella vita, sia stato che dal momento che io ero “intelligente e forte”, allora… Sostienimi tu, aiutami tu, comprendimi tu, ecc. ecc. Ed è da tanto… Tanto, ma tanto… Che sono STUFA, di questa assurda pretesa, implicita e categorica: tu sei intelligente, sensibile, forte, quindi devi capire, aspettare, comprendere. Sono stanca. Stanca di chi si approfitta, Rossana. E sia chiaro che è sicuro che ho sbagliato anche io, dico in generale. Solo che è un po’ difficile, mantenere le distanze, quando le persone stanno veramente male. Io non le abbandono, non ce la faccio, non è da me. Il problema è che quelle stesse persone, poco dopo, si dimostrano ingrate, mi trattano con distacco, e io me ne infischio del loro “ricambiare” (che ora so che non può esistere), Rossana, è solo che resto basita…
A parte tutto ciò… Su quale penso avrò ancora da lavorare, pure finalmente avendo iniziato a chiudere con… Persone che mi hanno veramente stancato, e ti parlo di legami di sangue. Ma ora basta. Basta veramente.
Riguardo la mia storia, ho fatto cose in questo periodo, come ti accennavo. Essendo sola ho dovuto fare un lavoro enorme da me, finché non è arrivata – nella disperazione – una “intuizione”: forse avevo un trauma ed ero rimasta bloccata. Ho giocato questa carta e ho affrontato cose dolorose, con coraggio. Ecco, mi sono sbloccata… E’ uscito tanto, tanto dolore, ma forse il trauma è superato, o comunque finalmente ho iniziato il processo di elaborazione. Necessarissimo per me, in quanto non ho mai vissuto portandomi dietro, e dentro, “fantasmi”, di chicchessia e su qualunque cosa. Se qualcuno pensava, siccome vive appunto con “fantasmi”, che sarebbe con piacere rimasto il suo fantasma in me, si sbagliava… Non vivo coi fantasmi, io. E se mi accorgo che qualcuno lo può diventare, allora vado lì e lo affronto. Ci parlo. Poi, Rossana, se lui non vuole parlare con me guardandomi negli occhi, perché ha bisogno di fantasmi… Problemi SUOI.
Giampaolo,
anche l’argomento che vorrei puntualizzare con te è spinoso… Provo a spiegare come sono pervenuta a capire quando l’istinto si può domare e quando no.
Finchè sono stata psichicamente forte, in particolare in aspetti che non coinvolgevano i sentimenti, non ho sentito il bisogno di misurarmi con chi non godeva della mia considerazione, lasciando cadere soprusi, cattiverie, ingiustizie. Non che l’instinto di ribellione non si facesse sentire: semplicemente mi riusciva di metterlo a tacere senza il minimo sforzo.
Di recente, invece, indebolita dalle scarse condizioni di salute, non ho potuto fare a meno di reagire seguendo l’impulso della rivalsa, nei confronti di un uomo che mi aveva trattata con arroganza in quanto donna, non protetta dall’ombra di un uomo (cosa che un tempo sapevo frenare fin da subito; ora molto meno), arrecandomi un notevole danno economico. Razionalmente mi rendevo conto di andare “in cerca di guai” di tipo sociale, come di fatto è avvenuto, ma il mio equilibrio interiore non poteva fare a meno di quel gesto vendicativo, che non approvavo nemmeno dal punto di vista etico. L’alternativa era: rispondere all’attacco, oppure mettermi il cuore in pace e ritenermi “finita”.
La libertà da impegni e il relativo isolamento mi hanno permesso di osservare, impotente, il conflitto tra istinto e ragione e di analizzarne successivamente i motivi, al termine di un’estate tormentata. Il gesto mi è costato caro, sia in termini economici che emotivi. Tuttavia, continuo a pensare che in quella circostanza e nelle condizioni psichiche del momento, già provate da precedenti eventi infausti di analoga natura, non mi era proprio possibile fare altrimenti.
Una paternità non si può imporre, se non in termini sociali (riconoscimento del figlio) e in termini economici (contributo al suo mantenimento). Se avessi compreso a tempo debito che il mio ex marito proprio non era portato a fare il padre, avrei fatto certamente di più per non trovarmi a dover scegliere davvero tra lui e nostro figlio. Cionostante, mi sembra di poter capire tua moglie, nella sua impossibilità di non seguire il suo improvviso istinto di maternità, anche contravvenendo ai vostri accordi iniziali.
L’unione di coppia è una scommessa, che si vince raramente, soprattutto perché purtroppo spesso si cambia, nonostante la propria volontà, e ci si viene a volte a trovare nelle condizioni di tradire se stessi o il proprio partner. […]
A quel punto, io ho fatto TUTTO quanto potevo: per me, per lui, e per il nostro amore. E a quel punto, poi, capisco tante cose… E questo sì, anche se molto doloroso, mi consente di iniziare una VERA elaborazione.
Rispondo sulla “completezza”. Che non significa qualcosa come: avere pretese irrealizzabili e astratte. La completezza cui mi riferivo, e mi sono sempre riferita, in vita mia, è questa: ogni persona – per me – dovrebbe avere il compito di cercare una completezza, in sé, come persona. Se non la cerca, non cresce, quindi pochissimo potrà dare a un’altra persona (magari più “compiuta”), e tenderà soprattutto a “parassitare”, ciò che non ha nemmeno cercato dentro di sé, PRETENDENDO, implicitamente, che gli cada dall’alto, dall’altro… Chiamando poi ciò “amore”. (E resta per me che ognuno è libero di concepire amore come crede, o di costruire la sua vita come crede, o distruggerla come crede…).
All’interno della relazione, poi, intendo per “completezza”, la capacità (non caduta dal cielo…) di stare nel PRESENTE, nel qui e nell’ora, pienamente, dunque conoscendo la “leggerezza”, e al contempo sapere che cosa significa, a parole ma soprattutto a fatti, l’IMPEGNO. Come dire: quando c’è da godere si gode, e quando c’è da lottare si lotta.
E lottare non deve significare che quando io devo lottare insieme a te, per problemi TUOI, allora si lotta e ci si ama alla follia… E quando invece tu devi lottare insieme a me per problemi MIEI (che possono essere di salute di miei famigliari), allora non si lotta… E ti viene sbattuto in faccia, che quelli… Quelli guarda… Sono problemi tutti tuoi…
Perché non funziona così. Né nella vita, né in “amore”. E se qualcuno, che sa benissimo “come funziona”, siccome ti deve conquistare… Si mostra “completo” e poi invece “cambia”, io posso provare tutto il dolore del mondo… Ma alla fine ne prendo atto: che sono problemi tutti suoi, non miei. I miei problemi, come accennato, sono (erano) altri. Avrei vissuto molto meglio NON amando. Prendendo un po’ qui e un po’ lì, come fanno (quasi) tutti, facendo i “calcoli”, del dare avere di superficie. Ma bisogna conoscersi e accettarsi: e io un poco mi conosco e mi accetto. Altri… Recitano… Quindi ti fregano. E per la mia esperienza: inevitabilmente. E sono qui, ancora oggi, a sperare per lui: che non abbia recitato. Con lui stesso.
[…] Ciò non toglie che bisognerebbe, in questi casi più che mai, sforzarsi di comprendersi a vicenda, continuando, se possibile, a rispettarsi e anche ad amarsi, almeno un po’. Immagino che la tua ex moglie abbia patito, come me, la pressione sociale e familiare, che ancora fa sentire non donna (una nullità) la femmina che non mette al mondo almeno un figlio. Avrà forse mandato giù per parecchio tempo, senza darlo a vedere, l’umiliazione indiretta derivante dal successo in tal senso di amiche e conoscenti. Può aver svalutato il valore del suo lavoro e ipervalutato quello della maternità… Non conosco i dettagli del vostro tsunami, che, come tutte le tempeste che coinvolgono i sentimenti, annulla quasi del tutto il raziocinio, ma non è detto che la tua ex moglie, passato il suo stravolgimento mentale e ormonale, non torni anche lei a provare un residuo d’amore nei tuoi confronti, oppure che non si renda conto, prima o poi, di quanto ha calpestato, magari senza ammetterlo. una più o meno ponderata scelta non esime, però, dall’attuarla in modo onesto e non aggressivo, riconoscendo i propri limiti.
A mio avviso, gli istinti sono come le onde di un mare interiore su cui siamo spesso in precario equilibrio, normalmente navigabili oppure alte e furiose da incutere terrore. Noi non siamo che barchette, a volte in grado di muoverci a nostro agio o di tirarci a riva in tempo utile; altre in balia dei marosi, incapaci di mantenere la rotta, badando soltanto a non sfracellarci sugli scogli… Non ci sono vere e proprie scelte: ci orientiamo spesso su quello che per noi, al momento, è il male minore, quello che ci permette di mantenere a galla la nostra personale identità.
Quanto alle scelte da applicarsi ai giochi crudeli che già ho sperimentato due o tre volte nella realtà, in ogni diverso momento forse si finirebbe con il buttar giù dalla torre persone diverse, in base a quanto da loro si può avere oppure, anche, in base al peso del grado di responsabilità che grava su di noi, come nel caso dei figli o dei genitori. Siamo tutti mondi diversi, che in momenti diversi non possono che attuare scelte diverse, a cui, però, sarebbe di gran lunga preferibile non essere mai costretti.
PS: E’ vero che non tutte le donne hanno istinto materno (icona coercitiva religiosa, pregnante soprattutto in Italia), così come è vero che le donne sono spesso sopra o sotto le righe, mentre l’uomo ha di solito atteggiamenti più lineari: anche questo fa parte delle differenze di genere.
Più si avanza con l ‘età e più facilmente si controllano gli istinti. Ma questo dipende soprattutto dalla diminuzione dei livelli ormonali, che sono quelli che li innescano inizialmente. La ragione, che realizza lo scopo richiesto dalla ” natura”, e’ tanto più “condizionabile” quanto potente e’ la spinta istintuale.
Maria Grazia, mi pare ci siano stati numerosi casi di bambinicidi compiuti da donne. Così come
violenze compiute sempre da donne su bambini. Poi cosa vuoi che le donne abusino sessualmente di minori ? Credo che anche volendo non ci sia la possibilità “materiale” e “naturale” di farlo. Su chi altri le donne potrebbero usare violenza? Sugli uomini? Dai su Maria Grazia, un po’ di logica, la forza fisica é un po’ diversa. L’aggressivita’ fisica maschile é un po’ diversa. Così come la natura stessa. Vedrai sempre uomini fare a pugni, mai donne.
Comunque sono un uomo anch’io e violenze su bambini e donne non le ho mai fatte.
Rossana, mia moglie mi ha sposato dicendomi che figli non ne voleva. Così come io. Ciò non toglie che é legittimo cambiare idea almeno su una cosa importante come questa. Ma non é detto che l’altro riesca a cambiare di pari passo. Anzi, forse può anche essere destabilizzato, impaurito, non pronto. Non é detto che si é pronti a cambiare vita solo perché in quel momento uno dei due ha cambiato obiettivi. E cmq se non puoi fare a meno di effettuare certi cambiamenti parli chiaro. Durante i primi tempi di richieste feci delle domande chiare a mia moglie sul perché desiderasse un figlio. Mi son sentito rispondere frasi del tipo “ho paura di pentirmi”. Non funziona così. Non si desidera fortemente una cosa per paura di potersi pentire. Nonostante ciò io viste le sue richieste stavo cercando di adattarmi all’idea di un cambiamento di vita. Ma mentre lavoravo per noi, lei lavorava per un altro, continuando a dirmi “ti amo”. Perdonami Rossana ma queste io le chiamo falsità. Non é una colpa non desiderare una cosa. Ed é invece segno d’amore il cercare comunque
di venire incontro all’altro. Ben sapendo che non si gioca con la vita è i sentimenti degli altri. Ma io questo lo sapevo. Sia nei confronti suoi sia bei confronti di un bambino che ancora doveva essere concepito.
Golem,
sai che capisco molto a fondo tutto quello che hai esposto nel post 1095.
potrei ribadire ancora una volta che tendi eccessivamente alla perfezione (impossibile su questa terra) o dilungarmi su altre supposizioni nei tuoi riguardi. potrei tacciare tua moglie di leggerezza e di superficialità (per non aver buttato nella spazzatura tutto quanto ha vissuto prima d’incontrarti), di carenza di consapevolezza nei tuoi confronti, di eccessivo romanticismo, di presunzione nel credere che le fosse possibile riuscire in qualsiasi impresa, anche la più disperata, ma anche lei, come me e come te, è un essere umano, con pregi e difetti, che sarebbe ingiusto andare a scovare con il lanternino. per di più, sono convinta che non servirebbe a niente: non sarebbero che ipotesi, come quelle che fai, accostando il suo caso ad altri che, pur essendo simili, non potranno mai darti una chiave di lettura sicura e condivisa da esperti ma solo una falsariga incerta e incostante, a meno che tu non voglia trarre da essi la sintesi che meglio ti soddisfa, in rapporto al TUO sentire.
alcuni dolori d’amore difficilmente possono essere leniti. provi sofferenza in un dettaglio perchè ami molto, e amare, poco o tanto che sia, ha sempre, prima o poi, il suo prezzo. ho conosciuto un uomo che non è riuscito a farsi dire una sola volta “ti amo” dalla donna con cui ha trascorso quasi 50 anni di vita, nemmeno pochi giorni prima di morire. è stato quasi certamente punito, a mio avviso in eccesso, per un errore di gioventù, che la sua partner non ha saputo (o non ha voluto) superare. non è una seria discrepanza anche questa? non è stato quell’irrigidimento un assurdo muro tra loro, che pur si sono amati, e non poco? ci sono poi, come ben sai, dolori molto più grandi, ai quali, come al tuo, non si possono porre che blandi e temporanei rimedi.
tu, diversamente da altri, puoi scegliere: preferisci lasciar patire un poco il tuo amor proprio (molto meno di chi non è riuscito a concretizzare un’unione lunga e serena come la tua) oppure vorresti strappare a forza a tua moglie il suo quasi certo bisogno assoluto d’identità, per renderla più debole, come una farfalla a cui si strappano le ali? se l’ami, amala senza riserve, con le sue ali e tutti i suoi sogni, di ogni tipo e di ogni stagione, inclusi quelli che si è lasciata alle spalle per vivere con te. se puoi, sforzati di concentrati soltanto su di lei, lasciando tutto il resto all’oblio del tempo.
ricambio l’augurio di buon fine settimana
Golem,
“Più si avanza con l ‘età e più facilmente si controllano gli istinti.” – questo è quanto ho sempre ritenuto anch’io (concetto, tra l’altro, supportato da esperti autorevoli) ma l’evento recente che ho raccontato tende a non confermare del tutto la tesi, orientandomi per esperienza personale su orizzonti meno definiti, che possono essere, anche se solo saltuariamente, legati ai propri equilibri interiori, visti come necessità sine qua non per la sopravvivenza psichica, e non soltanto come impulsi alla riproduzione o all’autoconservazione fisica.
Rossana: sei sempre grande. Hai ragione ancora una volta. La amo, e non potevo incontrare donna migliore. È il mio orgoglio che fatica a sopportare che una donna del genere abbia perso la dignità con un idiota del genere. Ma il fatto che fosse idiota e’ il meno, e che neppure la voleva
. Dei tre che ha frequentato prima di me, e’ il “peggiore” quello per cui ha sofferto. Ha ragione il titolo di questo thread: uomini e donne non si capiranno mai, soprattutto quando entra in gioco il maschile e il femminile. Un grande abbraccio.
Maria Grazia
Ho dimenticato di trattare il secondo punto. Non é questione di mentalità aperta né lasciare i propri spazi. Ne io ne mia moglie ci siamo negati i nostri spazi. Ma se le avessi detto che mi piaceva uscire quando volevo con dieci mie amiche contemporaneamente per andare a giocare a poker a casa loro credo proprio che non l’avrebbe presa bene. E pur garantendole che non mi sarei mai sognato di fare sesso con loro non avrei proprio
dovuto meravigliarmi se si fosse dispiaciuta. Non é questione di un problema o mentalità più o meno aperte. Ma
semplicemente di buon senso o semplicemente gelosia. Non ci vedo nulla di strano.
S
.
“Poi cosa vuoi che le donne abusino sessualmente di minori ? Credo che anche volendo non ci sia la possibilità “materiale” e “naturale” di farlo”
giampaolo
io per abusi non intendevo quelli sessuali, ma i maltrattamenti e le sevizie. e per quelli non serve avere il pene ! forse ho usato impropriamente il termine “abusi” e me ne scuso. resta il fatto che non puoi continuare a basarti sulla tua vita personale per giudicare l’ intero universo maschile e femminile ! tu non hai mai compiuto violenze. ok. e con questo ? ma cosa significa ??? tu come SINGOLA PERSONA non fai statistica !! quella logica che vai tanto paventando in quanto essere appartenente al sesso maschile, mi pare che tu la perda completamente quanto affrontiamo certi argomenti. devi capire ( se non l’ hai ancora capito ) che a fronte di un singolo uomo che non compie violenze, ce ne sono a decine che invece lo fanno ! quindi scusami ma l’ esempio di te stesso è insignificante.
allo stesso modo, non puoi continuare a basarti sulla personalità e le scelte della tua ex moglie per valutare TUTTE LE DONNE DEL MONDO. come ho già detto altre volte non entro nel merito del vostro matrimonio, dico solo che se hai sposato una donna instabile e indecisa, che non aveva le idee chiare su ciò che voleva dalla vita, non significa CHE TUTTE SIAMO COSI’ !
Io ho sempre saputo cosa volevo dalla vita. poi è ovvio che certe esigenze possono mutarsi o venir meno nel corso degli anni. oggi che ho 39 anni non posso certo essere la stessa persona che ero a 20 anni ! ma la mia natura di fondo e i miei obiettivi nelle cose importanti sono rimasti gli stessi. mentre negli uomini che ho incontrato ( sia in amicizia, sia in amore sia in altri ambiti ) ho sempre invece riscontrato quello smarrimento e quell’ incocludenza che tu continui imperterrito ad attribuire a tutto il genere femminile. ti invito a riuscire finalmente a elaborare l’ esperienza matrimoniale che hai avuto e a cominciare ad essere obiettivo nei riguardi delle donne, perchè secondo me sei accecato dal risentimento.
Più si avanza con l’eta’ e più si riesce a donare gli istinti.
E grazie! Si natura, non é una questione di ormoni, ma di serietà e forse intelligenza.
Cmq a venti anni gli istinti li sapevo donare lo stesso.
Ma fossi un extraterrestre? No, sono una persona normale che spesso riflette. Forse troppo.
E
Maria Grazia io ti ho portato esempi di video in cui donne compiono abusi su minori. Non ho fatto menzione del mio matrimonio. Volevo solo dimostrare che anche le donne sanno essere violente pur non avendo la forza fisica ne l’aggressuvita fisica dell’uomo.
Non volevo dire altro se non che anche il mondo rosa compie le sue belle violenze e omicidi in particolare su esseri indifesi come i bambini.
I casi non sono isolati e sono tanti.
Punto.
Non c’entravo ne io ne il mio matrimonio. In due parole: tra aborti, violenze su minori, bambinicidi e aggiungerei anche violenze verbali, il mondo femminile attuale non é migliore del mondo maschile attuale.
Giampaolo: scusarmi ma non ci credo che a vent’anni domassi gli istinti. A quell’eta’, a parte l’educazione, sono gli unici “indicatori” che abbiamo, visto che manca l’esperienza per quanto riguarda il sesso e l’amore, soprattutto per noi maschi. Io a quell’eta’ credevo di essere innamorato, quando ero solo splendidamente arrapato. Se li hai controllati veramente ti sei perso parecchio. A volte sembri troppo perfetto per essere vero. Ciao.
giampaolo
ti rispondo al post 1115
scusa ma continuo a non capire cosa vuoi dimostrare parlando delle violenze che vengono compiute da alcune donne ( pochissimi e rari casi rispetto alle violenze al maschile, continuo a ribadirlo ! )
tu poi menzioni anche l’ aborto. ora credo di aver capito tutto… FORSE sei uno di quei puritani di certi movimenti estremisti che parlano di caxxate come il nazi-femminismo e le “puttane abortiste”, altrimenti scusami, ma non puoi accomunare alla VIOLENZA la necessità che alcune donne hanno di rinunciare alla maternità per i più svariati motivi ( situazione economica, sociale o sentimentale difficile ). l’ aborto non è mai una scelta che una donna prende a cuor leggero ! se lo fa è perchè DEVE, e la tua condanna verso chi è costretta a questa scelta non mi sembra giusta.
Maria Grazia. I casi di violenza da parte delle donne che ti ho citato NON SONO RARI ANZI SONO TANTISSIMI.
Si ho menzionato anche l’aborto senza per questo essere uno di quelli che appartiene a quei movimenti che hai menzionato tu.
L’aborto é stato usato dalle donne
spesso e volentieri anche in situazioni di non necessita’. Anzi solo perché un figlio non lo si desiderava punto. Ripeto non santifichiamo il mondo femminile che al giorno d’oggi NON É MIGLIORE Di quello maschile.
Golem, non sono perfetto, non mi sono perso nulla. Ho cercato solo di usare il cervello. Le cazzate le ho fatte anche io. Volevo solo farti notare che non é questione di ormoni. Tutto li.
A Giampa’ e dacce un taglio! Ancora insisti a parla’ con Maria Grazia?
Prima ti ha giudicato un maschilista, poi ti ha detto che sei troppo sensibile, adesso che sei uno di quei puritani di certi movimenti estremisti che raccontano cazzate ecc.ecc. Tutto questo perché le hai nominato l’aborto! Non sia mai ! Giampa’ sei un maschilista retrogrado. E lei può permettersi di offendere chiunque!
Dille che io ho lavorato venti anni in ospedale e sapesse quante ne ho viste di stronzette che venivano ad abortire perché “si erano sbagliate”
Altro che situazione economica sociale!
Sergio, perdonami. Le stronzette si saranno sbagliate, ma non sono state messe incinta dallo Spirito Santo.
sergio, ribadisco ancora una volta che qui non sono io quella che offende… forse ti sono sfuggiti i commenti “molto carini” rivolti alla sottoscritta da parte di gente come cris o come hurin, o anche non ti sei reso conto che il tuo modo di porti nei miei confronti è discriminatorio e aggressivo. detto questo… secondo voi il NON DESIDERARE UN FIGLIO non è un motivo sufficente per abortire ? non occorre mica trovarsi in condizioni disperate ed estreme per decidere di non avere figli. per quanto mi riguarda, se mia madre non mi avesse voluto, avrei preferito non nascere piuttosto che nascere e crescere in contesti in cui non avrei ricevuto amore ! poi nella frase:” mi sono sbagliata”.. possono essere racchiuse tante situazioni diverse e sfacettate. sergio molto semplicisticamente e carinamente, liquida la questione dando della stronzetta a chiunque voglia abortire. ma cerca di capire caro sergio che le ragazze e donne che abortiscono non sempre ti vengono a render conto a te di tutti i motivi per cui lo fanno, o a raccontarti la storia della loro vita ! magari dietro a quella loro apparente superficialità ci sono storie complicate, situazioni che non ti puoi neanche immaginare. la donna italiana non è come la donna straniera: è molto orgogliosa ed è restìa a raccontare in giro i fatti suoi se ha un problema grave. e comunque resta il fatto che la donna, essendo quella che sopporta maggiormente il peso della gravidanza e della maternità ( e questo per ovvie ragioni biologiche ) alla fine è quella a cui spetta la decisione finale se portare avanti la gravidanza o meno. che a voi piaccia o no !
mi dispiace doverlo ribadire ma è quello che emerge dai vostri commenti: per me siete dei puritani e dei maschilisti, e non sarete mai in grado di comprendere le donne e i loro problemi !
Giampaolo,
“Ma mentre lavoravo per noi, lei lavorava per un altro, continuando a dirmi “ti amo”. Perdonami Rossana ma queste io le chiamo falsità. Non é una colpa non desiderare una cosa. Ed é invece segno d’amore il cercare comunque di venire incontro all’altro. Ben sapendo che non si gioca con la vita è i sentimenti degli altri.” – Credo che nessuno, ma proprio nessuno, potrebbe non chiamarle falsità, sostenute, probabilmente, da una debolezza psichica inimmaginabile, che rasenta la vigliaccheria, se non si è mai dimostrata in precedenza in altri aspetti di vita. Mi dispiace per la mancanza di dignità (se non indotta da timore di reazioni violente) e per la carenza di responsabilità in cui ancora troppe donne cadono, nel momento in cui più che mai dovrebbero essere ferme, oneste e corrette con i loro partner. Spero che con il tempo queste pessime reazioni, ora purtroppo frequenti, abbiano a diminuire, anche se motivate da difficoltà di dialogo che magari si trascinavano da tempo, senza possibili punti d’incontro.
“Una donna non vale l’altra nemmeno se non ne sei innamorato !” – concordo e sottoscrivo, ammirando la visione più che lucida che hai della donna, alquanto rara. Sei uno dei POCHI maschi che non considera inconsciamente le donne come oggetti ma che vede in ognuna di esse PERSONE, anche in relazioni a fini meramente sessuali.
“Se una donna mi interessa davvero, anche se non mi corrisponde, farei di tutto per averla. Si ci perderei mesi. Anche qualche anno. Poi dopo averle tentate tutte direi stop.” – credo che così facciano tutti, uomini e donne, con minime differenze di comportamento, legate al genere di sesso e al temperamento dei soggetti coinvolti.
“Cmq a venti anni gli istinti li sapevo donare lo stesso.
Ma fossi un extraterrestre? No, sono una persona normale che spesso riflette. Forse troppo.” – è possibile che, pur senza essere perfetto, tu rifletta troppo ma è più probabile che, per educazione o per indole, tu abbia sviluppato un forte Super-Io, che di certo favorisce il controllo di pressioni istintuali o, in alcuni casi, contribuisce molto addirittura a impedire loro di manifestarsi. A suo tempo mi è stato diagnosticato e ho potuto constatarne gli effetti in alcuni aspetti del mio essere e del mio agire. […]
[…] Dall’ultima versione del libro “Illusioni d’amore” di Jole Baldaro Verde (medico e psicoterapeuta, che ha insegnato Teorie della Personalità presso l’Università degli Studi di Genova e ha trascorso la vita nello studio dei rapporti amorosi, partendo da una matrice freudiana per giungere a formulare nuovi concetti rispetto al maestro):
– ES: costituisce il polo pulsionale della personalità; i suoi contenuti, espressione psichica delle pulsioni, sono inconsci, in parte ereditari o innati, in parte rimossi e acquisiti.
– IO: rappresenta il polo difensivo della personalità. E’ l’Io quello che mette in atto una serie di meccanismi di difesa motivati da un segnale di pericolo. L’Io è anche l’istanza mediatrice che tutela gli interessi della totalità della persona. La volontà e le capacità cognitive devono essere considerati fattori dell’Io.
– SUPER-IO: il suo ruolo è assimilabile a quello di un giudice o di un censore nei confronti delle richieste provenienti dall’Es o dall’Io. Le sue funzioni sono: la coscienza morale, l’autoconservazione e la formazione di ideali.
Poiché mi sembra che tu ancora soffra di una più che comprensibile destabilizzazione in alcune visioni rispetto al genere femminile, concludo con la versione di Aristotele, che non dice molto ma per lo meno accorda parità ai due sessi (cosa non da poco per l’epoca, in Grecia):
“Così, i segreti femminili ho esaminati, ho permesso loro di vedere in che strano modo siano fatte, che benchè siano di altro sesso, nel complesso tuttavia sono uguali a noi. Poiché coloro che hanno cercato più a fondo trovano che le donne non sono che uomini rovesciati e gli uomini, se solo si guardano intorno, troveranno che sono donne rovesciate” (Da “Le opere di Aristotele in quattro parti”)
un abbraccio.
Non ho parole. Ancora siamo a colpire la donna in qualunque caso, qualsiasi cosa lei faccia. Vedi l’aborto, in cui a restare incinta, a che io sappia, si deve essere in due, uomo e donna. Naturalmente il PESO, se lo prende lei, e lui solitamente si DILEGUA. Già con l’eco… Che lei sia una stronza… E naturalmente, DOPO, la stronza resta sempre lei. Che non ha avuto abbastanza stronzaggine: di mettere al mondo il figlio di uno stronzo, soprattutto.
Auguri, “signori”, ne avete bisogno.
Maria Grazia, ti lascio una risposta che avevo preparato per te, dopo avere finito lo spazio per rispondere a Rossana (un abbraccio Rossana, e grazie per tutto quello che mi hai dato; mi sarebbe piaciuto poter dare anche io qualcosa a te, e perdonami se in realtà ho solo preso…). Non so se ritornerò ancora qui. Un caro saluto e ogni bene per tutta la tua vita, se non ci rivediamo.
Maria Grazia, il coraggio non è mai inutile, tu dici… Lungi da me volerti mettere dubbi… E quanto vorrei che tu avessi ragione… E ti parlo essendo certa, fortunatamente, di sentirti molto forte.
Ma io personalmente, ormai, ho qualche dubbio.
E ti domando: pillola rossa o pillola blu?
Cosa cambia, Maria Grazia?
Se tu, ad esempio, ti trovi dentro a un manicomio, tutti sono pazzi però fra loro si intendono perfettamente, e iniziano a dirti che tu ti comporti in modo “strano”, tu pensi che non diventerai pazza? Pur coraggiosissima, non diventerai TU la pazza? O non ti adatteresti, in modo “naturale”, alla follia degli altri? Nella solitudine e nell’isolamento, si muore. Senza un CONFRONTO reale, con l’altro, si muore: ci si perde. Si può perdere anche la ragione, in tutti i sensi.
Perché credi che nei campi di concentramento le persone si “spersonalizzassero”, infine? Ciò che vivevano era assurdo, folle: ma era la realtà. Quindi, le “vittime” potevano anche diventare “carnefici”, tradendo gli altri, pur di salvare la pelle…
Altri, “resistendo”, con coraggio, non sono mai più tornati – anche se sopravvissuti – gli stessi di prima. Anzi, per questi, non so se sia andata “meglio”.
Ciò che tu “vivi”, anche indirettamente, che non hai causato tu, che vedi con i tuoi occhi, alla fine ti distrugge uguale… Ti “rispecchi” nell’altro lo stesso.
Vedi ciò che l’umano è capace di fare o diventare o non diventare…
E se non trovi almeno un altro essere umano come te… Allora, Maria Grazia, il tuo coraggio è sì, o diviene, del tutto inutile.
E torniamo al discorso, anzi FATTO, del “deserto”.
Se sei nel deserto, sola, e non ti vede nessuno, o se ti vede ti evita, perché o non capisce o non ha coraggio, tu alla fine, dai e dai, Maria Grazia, non esisti.
E questo “non esistere”, depotenziare l’incontro VERO tra gli esseri umani, come ti dicevo altre volte, fa comodo al potere…
Ricordi una certa opera – e soprattutto il finale – intitolata “1984”?
Ecco, siamo più o meno lì.