Tradimento, umiliazione, narcisismo
Riferimento alla lettera:
Sono albanascente. Di nuovo su questo sito. Sto malissimo. Dopo aver esposto la mia situazione in " Se vuoi mio marito lo puoi prendere " e " Tradimento confessato per umiliare " la situazione è la seguente: mio marito dovrebbe trasferirsi nell'altra unità immobiliare della casa abbinata di nostra proprietà....
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Data di pubblicazione: 12 Agosto 2010
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Categorie: - Famiglia
253 commenti
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cara rossana,
in questo momento ho bisogno di rileggere le lettere che parlano del come sei arrivata alla tua posizione attuale perchè penso che mi possano aiutare a intravedere meglio dentro di me il dare, il ricevere, ciò che arriva o che non arriva dagli altri, dall’altro e a mantenermi centrata su di me che, nonostante tutto, è la cosa più difficile. Sento che anche per te non è una strada facile, ci sono dei vuoti che durano lunghi momenti ma c’è anche altro. Godere di ciò che è possibile godere e non arrampicarsi su vette irraggiungibili non mi sembra più una resa, forse è una raggiunta maturità.
Ogni passaggio di età toglie ed aggiunge qualcosa, questo a me è sempre piaciuto pensarlo.
A proposito, ho dimenticato di dire che pur essendo in pensione dall’età di 43 anni ho sempre continuato a lavorare in forma autonoma fino a tre anni fa.
Vi abbraccio
In pensione da quando avevi 43 anni???? Che invidia!!! 🙂
Cara la mia Alba, capisco perchè i tuoi figli non ti “proteggono” come vorresti perchè sei una “tigre”.. lo so che anche le persone forti hanno bisogno di conforto ma tu Alba sei forte, molto. Ti è capitato un uomo che non ti piace fino in fondo negli atteggiamenti ma lo hai amato molto. Mi domando se anche io arrivero’ a questo punto con mio marito! Alba tu con lui lotti ad armi pari, mia madre assolutamente no, è per questo che io la proteggo per quello che posso.
Io credo che non ti lascerai con tuo marito.. è una sensazione..magari mi sbaglio.. ma è quello che percepisco ora.
Ciao.
“Capite la povertà degli approcci, sempre sul filo del rasoio anche quando mi sono offerta io di abbracciarlo, non ha capito nulla, mi ha detto: mi ha fatto piacere, ecco è così che devi fare, poi mi ha lasciato e io me ne sono andata.
E più tardi gi dico: perchè mi hai lasciato andare e non mi hai seguito?
E Lui: mi hai chiesto un abbraccio e io te l’ho dato, non siamo a posto?”
Cara Alba, tuo marito… Mah!
“mi ha fatto piacere, ecco è così che devi fare”, “mi hai chiesto un abbraccio e io te l’ho dato, non siamo a posto?”. Mah!
ragazze carissime, amiche mie,
sono in un momento di grande sconforto. Ho trovato tre foto della signora colf che ha dato a mio marito e anche un peluche.
Stamattima ci siamo parlati al telefono e gli ho chiesto com’è il suo stato d’animo (è in montagna). Mi ha detto che è contento di pensare ad una ricongiunzione con me (???) ci sta riflettendo ed è contento di poter ripartire, però il passato gli è molto pesante comunque purchè ci sia rispetto……Gli ho risposto che il rispetto da parte mia c’è sempre stato, io ho cercato sempre di costruire, mentre lui aveva due pesi e due misure e questo non è certo rispetto. Gli ho detto: “ti sarai accorto che fanno piacere certe manifestazioni d’affetto, predispongono bene ai rapporti sessuali, invece io e te sempre uno contro l’altro, io non ho mai capito perchè; gli ho detto che ho amici coi quali non siamo sempre d’accordo ma non si arriva al punto di offenderci accanitamente, anzi, si tende a spiegarci meglio”
Lui risponde sì, devo pensarci.
Gli dico: a che punto sei con la tua storia? Com’è finita se è finita?
Lui dice: non è mai cominciata.
IO: non si arriva a certe effusioni ed espressioni se non fosse mai iniziata
Lui: la devi mettere, devi badare ai miei comportamenti e basta, cosa vuoi sapere, non c’è niente da sapere
Io: ti ho fatto delle domande e vorrei risposte semplici. Lei mi ha detto che non ti avrebbe più cercato, vorrei sapere da te cosa vi siete detti per concludere la storia, sei stato tu?, è stata lei?
Lui: non te ne voglio parlare, finiscila e basta, così non fai altro che buttarmi verso di lei
IO: Non voglio relazionarmi con te nell’ambiguità, basta rispondere alle domande che ti ho fatto, se non mi rispondi, lo dico alla zia.
Lui: non te lo permettere…ecc.ecc.
IO: non ci sarebbe bisogno di discutere tanto se la storia è finita.
Lui: mi ha mandato un sms qui in montagna per sapere se sto bene
IO: e che altro?
Lui: sono cose personali che voglio tenere per me.
IO: bene, proteggiti pure e proteggi lei, lo dirò alla zia. Mi dici di badare ai tuoi comportamenti? Mi hai già tradito altre volte e non me ne sono accorta e questa volta non te la lascio passare soprattutto se pensi ad una ricongiunzione e poi ho chiuso.
Mi manda questo sms: Se ci tieni a me non comportarti così. La strada della riconciliazione non può essere questa. Avrò d’ora in poispendo il telefono. segue
Gli rispondo con sms: “Se ci tengo a te? Se ci tieni me? Ci tengo a chi non mi pone ricatti di questo tipo e non è nè ambiguo nè prepotente, e ancora disonesto a dire che così facendo ti spingo altrove.
Devo badare ai tuoi comportamenti? Ok, ecco: rispondi a domande evadendole e opponendone altre accusatorie, mi racconti balle e tuteli altre donne aggredendomi invece di tranquillizzarmi con la sincerità,poi chiudi il telefono: il solito prepotente, non si costruisce nulla, come sempre.”
Che miseria!!!!!!! farei meglio a prepararmi per il mio prossimo esame. E al diavolo!
Cara Alba, leggo ora del tuo ultimo scambio con tuo marito.
Allora, sarò spero semplice e diretta. Quando tu dici: ti ho fatto domande semplici e vorrei risposte semplici, hai ragione ed è il modo giusto. Dunque ora posso solo dirti che cosa farei io. Io l’ambiguità (pefettamente dimostrata da tuo marito in questo colloquio) non la sopporto. E sai come ragionerei? Ok, non mi dai risposte? Sei ambiguo? La risposta me la do da sola (d’altra parte mi ci costringi tu…): tu stai con quella donna. Non mi interessa (più) il grado raggiunto nel rapporto. Sono cose sue “personali” di cui non vuole parlare? Bene. Per me tu hai un’altra relazione con un’altra donna. Non voglio sapere altro. Non informo la zia (sono cose loro: facciano come gli pare). Non voglio sapere nulla e la cosa finisce qui. Mi farei gli affari miei, cara Alba. Uscirei, studierei, vedrei amici. Dove sei stata? Magari chiederebbe lui. Be’, risponderei io, che guarda caso vado di fretta, sono cose personali, la cosa non ti riguarda, ciao ciao… Ma bada bene, Alba, per me non ci sarebbe più ritorno. Non farei dispetti. Mi farei (se non voglio chiedere la separazione in questa fase, perché ho bisogno di un po’ di tranquillità e non mi va di casini adesso, per esempio) semplicemente la mia vita. Ma alla grande.
Un abbraccio e a rileggerti presto. 🙂
PS: ah, e per un periodo, non dire precisamente nemmeno ai tuoi figli di dove vai (sii vaga, oppure spiegane la ragione), perché di sicuro tuo marito li usa per avere informazioni sui tuoi movimenti, spostamenti, frequentazioni, svaghi, piaceri… ecc. E, ovviamente, NON CHIEDERE LORO di tuo marito: la risposta te la sei già data. E’ ambiguo, perciò a te risulta che abbia un’altra donna, fa la sua vita e fine (a proposito: comodo eh? dire, da una parte voglio ricominciare con te, dall’altra tenersi un’altra donna e comunque non spiegare le modalità di – tutta presunta – chiusura del rapporto con lei, che così a te non può risultare chiuso… Ed è lui, proprio lui, che te lo fa risultare così: perché vuole continuare a farsi i cavoli suoi, per me di sicuro).
Per i tuoi impegni sii vaga… Di’ (ai tuoi figli se te lo chiedono, a lui nada de nada, silenzio di tomba): oh, esco a fare un giro… 🙂
Ah, e questa, cara Alba, stampatela in testa o alla stampante:
“Lui: non te ne voglio parlare, finiscila e basta, così non fai altro che buttarmi verso di lei”.
Fa veramente ridere questa. 🙂
NON FAI ALTRO CHE BUTTARMI VERSO DI LEI?
Ma vai bello, vai, buttati. Tanto ce l’hai già in testa… Io non ti trattengo, penserei.
carissime, aura hai fiuto,
da due giorni sto malissimo ma stasera mi sono tolta definitivamente il mio peso.
Viola dice che sono una tigre ma io di fronte alla sua malvagità e sfrontatezza nel dire bugie mi sento inerme, mi sento demolita talmente è franco nel dirle e aggredire.
Dal traffico telefonico ho rilevato che ha speso 110 Euro in meno di un mese unicamente per 5 numeri telefonici che si riferiscono sicuramente a tre persone: 440 sms in meno di un mese, la colf e una moldava di sicuro perchè durante il mese di agosto ha telefonato pure in moldavia.
Dopo aver chiuso le tefonate con me ieri ci sono una decina di telefonate e altrettanti sms agli stessi numeri.
A cena ho messo al corrente mio figlio che ci saranno dei cambiamenti nella nostra famiglia dovuti ad un’idea di ricongiunzione che non è supportata dai fatti di cui sopra.
Mio figlio mi ha detto: “non devi farti più umiliare, sembra che non faccia più parte di questa famiglia, anch’io cominciavo a pensare e a non capire il suo continuo assentarsi da casa. Ora lo dico a mia sorella, sta facendo i cavoli suoi come quando aveva la ditta e imponeva scelte assurde per la nostra famiglia a vantaggio dei suoi nipoti e suo fratello e pretendeva che dicessimo che erano giuste, e adesso con tutti questi traffici non è affidabile se ha perso la testa ecc. ecc. A questo punto ce ne andiamo tutt’e due, ci facciamo liquidare e poi che lui faccia la vita che vuole, ha perso la testa, non fa così nemmeno un adolescente, comunque questi sono cavoli suoi dopo che avremo chiarito che noi non vogliamo starci in questa situazione. E non mandiamolo via lui perchè forse è quello che gli fa più comodo”
E’ stato uno sfogo, probabilmente domani la penserà ad un altro modo.
Ora io mi sento sicura di ignorarlo e di farcela con l’indifferenza.
Ho pensato di andare in gita domenica e non partecipare al pranzo familiare con la famiglia riunita con lui che ritorna.
Probabilmente se non sono a casa io anche i figli non ci stanno, comunque vedrò.
A prestissimo. Un grande abbraccio.
rossana,
dove sei? tutto bene?
Un caro saluto
Cara Alba,
non mi stupisco del, diciamo così, “traffico telefonico” di tuo marito… Vedo che anche tuo figlio ha accumulato amarezze per scelte, modi di fare, che riguardano anche appunto i figli, la famiglia nell’insieme, oltre che la tua persona. Sono davvero contenta che hai dei figli che dimostrano di comprendere perfettamente la situazione e sono solidali con te. Immagino quindi che prenderete una decisione anche “corale” (tu e i tuoi figli, escluso tuo marito), mi sembrerebbe anche giusto. I ragionamenti di tuo figlio non fanno una piega. Lui dice: nostro padre si sta facendo la sua vita, e noi ci faremo la nostra.
Quanto allo stare a casa al suo rientro: io non mi farei proprio trovare, e così i figli. Anzi, gli farei capire (sapere) che dovrebbe sloggiare nella sua 2a abitazione. 🙂
Poi va be’, vedrete voi. 🙂
Questa frase, ancora ci penso…
“Lui: non te ne voglio parlare, finiscila e basta, così non fai altro che buttarmi verso di lei”.
NON FAI ALTRO CHE BUTTARMI VERSO DI LEI?
Forse tuo marito non ha capito una cosa… E’ LUI CHE STA RISCHIANDO DI PERDERE TE…
cara aura,
oggi ho incontrato mia figlia e ne abbiamo parlato. Lei mi dice:
“ma scusa, tu lo sapevi, vi eravate messi d’accordo sulla libertà di ognuno dei due? Mamma ormai non lo acchiappi più, è perso, io non ne voglio più sapere niente, aveva bisogno di rilassarsi, per cosa credi che sia andato in montagna se non per rasserenarsi, mamma saranno solo sms senza storia, si divertiranno a inviarseli, lascia perdere, cos’hai fatto? hai spiato? ma come domenica non sei a casa? comunque lo dovrai vedere prima o poi, eh… lui si sta facendo la sua vita, ha preso una botta, lascialo stare, ecc. ecc, tu col tuo volergli parlare, anche prima, non capisci che lui non è uno che ci sta a parlare?
Le dico: senti, ognuno dei due, io credo, sta lavorando per la propria felicità; che logica è quella della ricongiunzion nella libertà? Io ho accettato perchè questa frase vuol dire libertà di movimento ma soprattutto di riflessione ognuno per conto proprio per vedere di accogliere, se possibile, le richieste dell’altro, valorizzarle e lui invece parla ad una maniera ed agisce in un’altra. Non ha fatto una telefonata ai figli, alla moglie ha chiuso per sempre il telefono; non giudico la strada che ha preso, faccia pure, quello che ho voluto sapere era mirato al non continuare ad essere presa in giro, dal momento che i comportamenti sono quelli che sono sicocme aggredisce verbalmente ad ogni richiesta semplice di essere chiaro, non mi va di farmi fregare da lui che se la spassa con 3 o 4 donne; ma per te non conta che tua madre non voglia essere ingannata di nuovo? cosa è questo “lascialo stare”, certo che lo lascio stare, non voglio nemmeno che mi tocchi, voglio soltanto che non mi prenda in giro, ecc. ecc. e voglio anche dire che non sono stata in questi anni nè vanesia, nè permalosa, percepivo ben oltre che qualcosa non andava e voglio vedere fino in fondo con che uomo ho vissuto; non c’entra il tuo sentimento per lui, devi continuare a volergli bene, questa faccenda la sbrigo io con lui, questa volta stai fuori, per il momento non ho intenzione di separarmi, forse se ne andrà lui, io ho delle cose insieme a lui che voglio continuare a mantenere, se ci riesco e altre che voglio separare definitivamente e devo farcela a trovare un modus vivendi che non sia in contraddizione con il mio benessere ma che ora non riesco ad immaginare. Voglio, io sì, veramente tranquillizzarmi per adesso girandogli tranquillamente alla larga.
Un abbraccio.
Cara Alba,
seguo sempre ma non scrivo quando non ho le idee chiare oppure non ho niente da dire, in quanto percepisco una situazione in evoluzione.
sul passato non ci si può fare più niente. di certo non tutto è stato come avresti voluto e “vedi” ora atteggiamenti di tuo marito che mai avresti immaginato, ma di certo non tutto è da buttare alle ortiche. ti invito a mantenere equilibrio, soprattutto per te, nel considerare gli anni vissuti insieme. voglio dire: salva il salvabile, perchè niente è perfetto a questo mondo e in quel rapporto hai vissuto finora gran parte della tua vita.
per il presente, mi pare di aver già scritto che, a mio avviso e in base a quanto hai descritto, mi sembra che siete entrambi giunti al punto di non ritorno, forse tuo marito anche più di te, per opposte e apparentemente inconciliabili ragioni. se fino a qualche tempo fa si poteva definire la rottura come incompatibilità di caratteri, adesso mi sembra che sia in atto da parte di lui un deciso allontanamento, da prevedersi in quanto non mi sembra il tipo che si piega. un uomo lo puoi anche piegare con il sesso a trent’anni, non di certo a sessanta!
per il futuro, non posso che dirti come sono fatta io (non che ne vada fiera, semplicemente so come sono e di conseguenza come reagirei in una circostanza come la tua). io sono per il tutto o niente, non nel senso di ottenere tutto ma nel senso di mettere tutta me stessa in quello in cui credo e nel ritrarmi completamente (per quanto emotivamente possibile) quando la situazione non è più soddisfacente per me. però non ho il tuo vissuto alle spalle, nè il tuo carattere, per cui non saprei nè vorrei consigliarti in merito.
di certo ti attendono cambiamenti non facili alla nostra età, e non solo nel rapporto con tuo marito. affrontali come meglio sai e puoi, evitando di intrometterti nei rapporti che tuo marito intrattiene con altre donne ma limitandoti a definire al meglio il tuo rapporto con lui.
un abbraccio
Ciao Alba, oggi sono un po’ giù di corda forse perchè non sto tanto bene e le cose tra i miei vanno sempre peggio ( se pure sembra impossibile!) mia madre a differenza di te “pretende” di essere aiutata, ma io non ce la faccio, sono stanca.. so solo che vedere queste persone ( tuo marito, mio padre e potrei continuare..) che dopo anni di vita insieme si comportano così mi deprime ..troppo.. per avere qualsiasi pensiero. Mi mancano le forze anche solo per pensare. Vi leggo. Siete lucide, forti. Io sempre più stanca.. mi domando se accadrà anche a me? Dovrei fare come Rossana, vivere qui ed ora, ma non ci riesco..tanta sofferenza intorno mi fa pensare..mi fa intristire.. Allora nella vita siamo soli sempre e comunque? Scusatemi, ma mi viene troppa tristezza. Vi abbraccio.
carissime,
ho bisogno del vostro parere.
I miei figli capiscono ma nello stesso tempo dicono che non c’è nulla da fare, è meglio lasciarlo stare. Io rispondo: non voglio farlo rinsavire però mi sembra così falso, almeno da parte mia mantenere tutto in ordine e niente a posto domani al pranzo familiare. Io non faccio la bella statuina domenica. Come credete che mi possa sentire? Devo fingere? Cosa mi state chiedendo?
Ragazze, i miei figli soffrono ma cercano di stare tranquilli, vogliono che la vita scorra come sempre, non prendono posizione.
Io ho pensato di andare via da una mia amica che ha un appartamentino a disposizione, a 110 km da casa mia, ho pensato di chiederglielo per tre mesi. Un tempo ragionevole per distaccarmi da tutto, vado in una città nuova per me, studio, faccio l’esame e mi misuro ad un’altra maniera. Ovviamente pagherei con il nostro conto corrente comune che lui considera solo suo perchè vi deposita i suoi soldi ma essendo intestato anche a me…..sono stufa di fare la stupida onesta.
Questa casa è ora diversa per me, la famiglia che volevo mantenere unita non la è più, è inutile che io mi sacrifichi per l’ipocrisia.
Ai miei figli piace riunirsi la domenica ma dal lunedì alla domenica successiva io sarei costretta a convivere con sentimenti negativi addosso che ho da troppo tempo e non voglio fossilizzarmi.
Ho pensato che se fossi malata mia mamma troverebbe un’altra soluzione per le sue paranoie, quindi…….c’è mia sorella.
Cosa ne dite? Sarà opportuno che dica dove vado e per quanto tempo?
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore.
Viola,
mi dispiace per il brutto momento di sconforto. domani andrà meglio, vedrai…
non mi sembra giusto che tua madre “pretenda” il tuo aiuto. puoi darglielo come e quando vuoi, come ogni figlio dovrebbe fare, ma NESSUNO lo può esigere. ognuno dev’essere in grado di farsi, più o meno bene, la propria vita. si può aver bisogno di essere “aiutati” in qualsiasi modo solo occasionalmente…
non farti risucchiare dai bisogni di tua madre: non sei tu a doverli nè poterli soddisfare in tutto e per tutto. a te competono solo i doveri di figlia. mi sorprende che tua madre si aggrappi a te rosicchiando in modo permanente parte della tua vita. comprendo la debolezza (sono stata molto debole anch’io) ma, in tal caso, meglio rivolgersi a un professionista che gravare su un figlio…
scusami se sono troppo diretta: o taccio o non posso fare a meno di esprimere quello che penso. e spero che da questa tua mail anche Alba possa trarre qualche suggerimento indiretto…
sì, per me la realtà nuda e cruda è che siamo sempre soli a questo mondo. a tratti possiamo avere l’illusione di non esserlo ma è solo la magia di un momento (che può anche durare a lungo). possono bastare poche insignificanti difficoltà di vario genere a far crollare quelli che altro non sono che castelli di carta…
contare su se stessi e amarsi (se si riesce – a me ancora non riesce più di tanto) e cercare la gioia nelle piccole cose gratuite, come un fiore o la bellezza di un tramonto, che nessuno ci può togliere…
un abbraccio
Ciao Rossana 🙂
e ciao Viola… Mi dispiace davvero leggere di come ti senti. Secondo me vivere nel qui e ora come dice Rossana è giusto: è un modo sano, e che forse si ottiene, paradossalmente, più in là con gli anni (se sono serviti a qualcosa e si mette a frutto l’esperienza passata…), che quando si è giovani. Dico paradossalmente perché quello spirito di vivere le cose in realtà per me è veramente GIOVANE dentro, e non “più in là con gli anni”, come si tenderebbe a pensare: per la serie è finita, mi siedo, e non c’è più niente da vivere. Ricorda però, cara Viola (e ti mando un forte abbraccio) che il qui e ora ti dice sempre qualcosa: a volte purtroppo anche in senso negativo. E serve saperlo. Ascoltarsi. Se tu, nel qui e ora, ti senti triste, poco bene, significa qualcosa, e dovresti ascoltarlo, ma proprio per porvi rimedio. Scusami se mi permetto di darti consigli, ma non me la sento di non dirti niente… E ovvio che farai come credi. Io ti sento molto stanca anche per via di tua madre, e ti propongo: cosa ne penseresti, in questo momento, qui e ora appunto, di staccare un po’ mentalmente, emotivamente, dai suoi problemi? Insomma, basta. Adesso hai bisogno di riprendere le forze: stacca un po’ dai problemi dei tuoi genitori. E’ tutta la vita che vanno avanti così: tu cerca di distaccartene un po’. E poi diciamolo: non sarai tu a risolvere i loro problemi, li aiuti invece a restare come sempre. E’ la loro vita, sono le loro scelte. Non è la tua vita. Se tua madre ti coinvolge così tanto, sapendo tutti i problemi che hai in questo momento, sbaglia, cara Viola, e tu ti devi proteggere.
Molti genitori si appoggiano troppo sui figli, ma ricordati che sono i figli a consentirlo: dopo è difficile interrompere un circolo vizioso. Esattamente come tra moglie e marito. Interrompi un pochino questo circolo vizioso: sbotta, fai qualcosa, di’ che vuoi essere lasciata un po’ in pace, che stai male e che hai bisogno di pensare a risolvere cose tue. Che loro si risolvano le loro, se vogliono, e se non vogliono amen, tu adesso non ce la fai. Spero tanto che mi ascolterai, almeno un poco, non perché io pensi di avere ragione, non me ne importa nulla: ma perché vedo che non stai bene ora Viola. Tua madre lo vede? Se non lo vede, non gliene fare una colpa: sta troppo male per accorgersene probabilmente, ma tu devi mettere un limite. Devi essere ASSERTIVA: lo devi dire, Viola, so che è dura, ma lo devi dire. ORA NON CE LA FACCIO, MAMMA. Punto.
Sete (dedicato a Viola, in quanto da lei indirettamente suggerito)
Mia madre, il mio idolo silente e assente, accettò finalmente di portarmi con sé alla ricerca di funghi sul monte quando avevo più o meno sei anni.
Si partiva da casa che era ancora buio e si giungeva alle “rocchette” dopo circa un’ora di arrampicata: modificava appena il suo passo, per permettermi di seguirla, in silenzio.
Non ero brava nell’esame minuzioso di foglie secche e ciuffi di ginepro, da scostare delicatamente con il bastoncino… scivolavo facilmente sulle spianate friabili… incespicavo spesso sui sassi…
Giunte a destinazione, finiva quasi subito che venissi invitata a sedere e ad attendere che mia madre perlustrasse la zona all’intorno, evitando così di calpestare qualche piccolo porcino dalla testolina bruna… cosa che succedeva anche quando lei aveva tutte le intenzioni di farmelo trovare…
Con il penetrare del sole fra i rami aumentava l’arsura della mia gola, già provata dalla fatica di salire a passo spedito. Il cane si fermava con me, per non so quale alchimia tra noi, e leccava qua e là le gocce d’acqua lasciate sulle foglie più grandi da qualche acquazzone di fine estate. Imitarlo per calmare la mia sete fu un gesto istintivo e immediato. Grazie a lui, stavo meglio anch’io, lieta della mia autonomia, in attesa di cominciare a scendere…
La fatica dei campi, invece, risale a prima che io sia in grado di identificare, nel ricordo, l’età che avevo nel momento in cui è iniziata. Si doveva rivoltare, sotto il sole cocente, l’erba tagliata affinchè diventasse fieno, e dovevo farlo anch’io, con il mio bastone, come meglio mi riusciva. La distesa del più piccolo dei nostri appezzamenti di terreno appariva enorme ai miei occhi di bimba…
Accadeva, ovviamente, che mi stancassi quasi subito e che cominciassi a chiedere di essere esentata dal proseguire. Cosa che mi veniva concessa senza troppa difficoltà: mia madre non si accaniva contro di me, credo volesse semplicemente insegnarmi fin da subito, a modo suo, qual’era il mio posto nel mondo…
Cercavo allora un angolino all’ombra di un albero o di una siepe, dove sedere in attesa che il suo lavoro fosse terminato e si tornasse a casa.
Una volta accadde che fossi vinta dalla sete e che prendessi in considerazione l’idea di bere un sorso dell’acqua torbida che scorreva nella bealera che fiancheggiava il prato. Stesi la mano a cucchiaio e bevvi.
continua…
continua da “Sete”
Subito dopo sopraggiunse nel bel mezzo del corso d’acqua una serpe morta, in parziale decomposizione. Non vomitai: imparai soltanto a non essere mai più tanto imprudente.
Adesso che la mia vita volge al termine, che la strada è tutta in discesa, ripenso a volte alle fonti di acqua pura che ho conosciuto nell’infanzia, ammirandone estasiata lo zampillo incessante salire alla superfice dalle viscere della terra.
Ho ancora sete? Sì, sempre. Sete d’amore e d’attenzione. Sete di essere accolta e accettata. Sete di qualcuno che dialoghi anche a parole con la parte più intima di me. L’acqua che ho potuto bere finora non è stata mai del tutto cristallina, anche se priva di serpi.
Ora mi posso in parte dissetare alla tua fonte, forse mi potrei anche saziare una volta per tutte, se soltanto tu lo volessi. Ma forse non vuoi, forse continui ancora in cuor tuo a offrire il tuo refrigerio a un’altra donna, più giovane, più alta e più affascinante di me, nel ricordo…
Dura, come sempre, l’esistenza. Parziale e incompleta, come sempre, la possibilità di realizzare appieno un desiderio. Immenso e lontano, come sempre, l’infinito…
chiedo scusa ad Alba per l’intermezzo…
buon fine settimana a tutte/i!
Cara Alba,
sono d’accordo con te: non può, nemmeno per i tuoi figli, che sono grandi, essere tutto in ordine e niente a posto, come sintetizzi tu.
mi sembra comprensibile che non prendano posizione e che, egoisticamente, come quasi tutti i figli, vogliano continuare a vedere (o meglio a immaginare) la famiglia più unita di quanto nei fatti non sia più ma non mi sembra nè giusto nè logico continuare a dar loro questa illusione.
non mi sembra niente male la tua idea di trasferirti per qualche tempo nell’appartamentino della tua amica. ti suggerirei di iniziare con un mese, lasciando aperta, se puoi, la possibilità di prolungare il soggiorno.
non che sia la mossa migliore, in quanto rimuove e non risolve il problema sulla relazione di coppia. dovrebbe essere tuo marito, su tua richiesta, a trasferirsi nella casa libera…
tuttavia, non la vede male perchè ti dà modo di sperimentare su di te l’effetto di una separazione e ti può anche consentire maggior calma per esaminare meglio e più a fondo il reale obiettivo che vuoi raggiungere…
parere personale: niente di più!
viola,
io mi sono portata dentro per anni e anni una dipendenza affettiva da mia madre: diceva che aveva un problema (qualsiasi tipo di problema, un problema comunque) e che se invece il problema avesse assunto questa o questa’altra modifica lei sarebbe stata contenta. Era un tormento, l’unica cosa per me era risolvere il problema come voleva lei; però non era finita perchè lei non si assumeva la responsabilità di avere chiesto la soluzione in quel modo, me la dovevo prendere io; per lei la responsabilità delle scelte era un fatto impossibile, doveva sempre giustificarlo con una richiesta fatta da altri e che a lei andava bene ma che non aveva chiesto nulla.
Non so se sono riuscita a spiegarmi. Per due giorni sembrava tutto a posto poi appariva un altro problema, altrettanto grosso; a distanza di anni e osservandola bene ora che fa altrettanto con le sue paure di malattia nonostante sia SANISSIMA sotto tutti i punti di vista, mi rendo conto quante volte io non sono riuscita a rendermi indifferente alle sue richieste, sotto sotto per me era meno faticoso assecondarla che subire le sue ire di figlia ingrata, questo proprio non lo potevo accettare e la subivo.
In fondo allora, è vero, siamo sempre noi a scegliere inconsapevolmente il comportamento che ci fa stare meno male ma è una trappola micidiale. Bisogna farcela ad essere distaccati enotivamente altrimenti è un gioco senza fine, è un gioco al massacro che non può che peggiorare.
In fondo tua mamma senza rendersene conto sceglie di stare nella situazione che le costa meno emotivamente e per poterla accettare si sfoga su tuo padre che avrà certamente delle colpe ma è un circolo vizioso che non fa che mantenerla nel suo stato.
Quindi pensa a questo, che è lei che senza saperlo non vuole rompere, è ciò che può sopportare mentre non riuscirebbe a sopportare una separazione.
Quando io ho capito questo di me mi sono sentita più responsabile e anche più libera nei suoi confronti; dovrebbero andare dallo psicologo ma credo sia troppo tardi.
Noi possiamo sentirci un peso minore se pensiamo che stanno lì così perchè in fondo scelgono il male minore. Dobbiamo soltanto chiudere questa porta di eccessiva sensibilità per poter essere serena con tua figlia. Quando vieni a casa tua devi chiudere la porta anche dentro di te. Io ho dovuto fare così per poter respirare per conto mio.
Un grande abbraccio.
rossana, aura,
grazie per i vostri commenti che inquadrano meglio la mia situazione partendo dalle vostre priorità con cui mi confronto.
Penso proprio di partire, comunque vi terrò aggiornate. IO ho veramente bisogno di rasserenarmi. Non vorrei incontrarlo, mi sembra sporco, ci rimetteremmo a litigare e io non ne ho proprio voglia perchè non mi interessa più farmi capire, proprio più.
Aspetto la telefonata della mia amica, sto preparando un poco di roba, il pc, vedo con sollievo questo trasferimento. Spero bene.
I miei figli invece vorrebbero che rimanessi per decidere. No, non sono serena, gli vomiterei addosso tutta la sua malvagità, non voglio farmi ancora del male.
Come? Io dovrei restare e a lui nessuno ha detto che non era il caso di ripartire? anzi, mia figlia gli ha detto che faceva bene perchè avevamo toni troppi accesi. Non era quello il punto, lui non c’era con la testa ed era troppo preso dai suoi traffici, ma non si può parlare con i figli di queste sensazioni………
Andrei in una bella cittadina, in pieno centro, dietro il duomo, posizione centralissima, città nuova da scoprire, amici con cui parlo come con voi, gente umana, contesto nuovo: questo mi rigenera……
Sarei autonoma come abitazione, cosa c’è di meglio? e vicino ad amici.
Per la prima volta nella vita ci sono solo io distante da tutti i legami più o meno costrittivi ed affettivi della mia vita.
Penso di pagare con il conto comune dove tiene dei soldi suoi, mi pare giusto, no?
Aspetto una vostra opinione.
rossana,
com’è tenero, leggero, piacevole il tuo racconto, scritto benissimo. E’ un lungo sorso di acqua fresca e pura. Avrò modo di ritornarci per rileggerlo e ponderare sul contenuto. Per ora l’ho letto tutto d’un fiato per la sua scorrevolezza, sento che dice qualcosa di molto molto profondo e a me piacciono molto le letture su diversi piani. Purtroppo non sono in uno stato di serenità e ritorno continuamente sulla mia situazione.
Direte che sono molto volubile, è vero; sono passata dall’occuparmi principalmente dei problemi altrui ad occuparmi di me in una situazione tumultuosa, mi infiammo e poi mi calmo, quindi i miei pensieri spesso sono contrastanti.
Ho deciso di rimandare per qualche giorno la partenza. Ho sentito il bisogno di vedere come si sarebbe rivolto a me al suo ritorno.
Quando rientro, alle 22,30, mi viene incontro con fare incerto, si avvicina, mi dice “come sei lucente, da dove vieni?”, non rispondo, cerca di abbracciarmi, gli chiedo sorridendo se sta bene, se è stato bene, mi risponde di sì, mi dice di avermi detto che aveva chiuso il telefono perchè gli avevo detto che era un prepotente ma che poi non l’aveva chiuso, gli dico che io non ci sono più, vuole avvicinarsi di nuovo con fare incerto, mi dice che la storia non è mai incominciata, gli dico molto tranquillamente che vado a letto e me ne vado.
Mia figlia oggi non viene a casa, è distrutta, va al mare con un’amica, mi fa piacere.
Io vado in un paese vicino dove si tengono una serie di conferenze sui giovani con relatori famosi. Se mi va ritorno, se non mi va ci resto. Non ho fatto la spesa ieri, non muoiono di fame con tortelli e cappelletti in freezer, pesce, ecc.
La cucina è in disordine, ieri dopo le pulizie che faccio sempre con mio figlio (devo dire che in questo campo è responsabile, pure a fare da mangiare) sono andata alle conferenze con mia cugina fino a tarda sera e non ho voglia di occuparmene.
Voglio proprio muovermi con la massima indifferenza, il mio problema è essere CALMA prima che indifferente.
Eh, la musica è cambiata.
Un abbraccio.
Alba,
tuo marito è persona sincera? normalmente, intendo.
il fatto che ripeta che “la storia non è mai cominciata” mi fa sospettare che, come molti altri uomini, consideri nulle le parole e le azioni rivolte a una donna solo per averne la disponibilità al sesso.
spesso per i maschi, specie se di una certa età, è logico e naturale “prendere in giro” una donna, dandole le moine e le smancerie che sanno essere utili a raggiungere il loro scopo…
atteggiamento deprecabile ma purtroppo ancora parecchio frequente, che non li colpevolizza affatto e che, nel loro modo di sentire, non dovrebbe offendere più di tanto la donna che affermano di amare…
ciao rossana,
mi piace questa distinzione che aiuta a capire come possano esserci diversi modi di considerare i fatti senza doversi incancrenire ognuno sulle proprie valutazioni e non capire le differenze, perchè le differenze ci sono.
Mio marito è sempre stato un uomo opportunista, per niente sincero, a seconda dello scopo che doveva ottenere non si preoccupava se ieri aveva detto di sì e oggi di no, nemmeno si preoccupava di giustificare di aver considerato meglio per cui…..no, c’era una sua giustificazione per tutto.
Penso che possa essere come dici tu, però io faccio fatica ad accettare che un mio sorriso ad un uomo diventa un sospetto lacerante per lui e una serie di contatti adeloscenziali di questo tipo debba giustificarmela come una storia mai iniziata. Che male ci sarebbe a dire che aveva voglia di sentirsi adulato, è una voglia umana, io certo non lo adulavo. Il fatto grave è che mantiene assiduamente contatti anche con altra/e donne tra cui la moldava che trovava al lago (questi sono pensieri miei) con la quale può avere trascorso qualche giorno in albergo (ci sono documenti che rispondono ad una richiesta di prenotazione) prima che partisse per la Moldavia.
Ecco perchè ogni settimana era al lago, non certo per una zia ultraottantenne.
Queste sono le prove più o meno che si aggiungono all’umiliazione del primo tradimento e ai successivi 6 mesi di distacco e menefreghismo totale nei miei confronti e di ribaltamento totale della situazione a favore dei vuoi in cui l’ho messo per i maltrattamenti.
Ora parla di ricongiunzione. Comincia a farmi schifo tutta la faccenda, se vesse un comportamento di un certo tipo potrei ancora valutare ciò che mi conviene. Ma così capisco che vuole mantenersi l’ordine in casa e cavarsela con poco con me come ha sempre fatto. VORREI restare indifferente e calma, farmi la mia vita, il fatto è che lui si fa proprio la sua. Passerò ancora qualche giorno così, poi quando la mia amica mi dà l’ok (è FUORI CASa fino a martedì) penso proprio di partire. cosa mi aspetto? da lui niente, mi aspetto di fare chiarezza dentro di me, di raggiungere una serenità per una separazione. Non farò più passi per una ricongiunzione. Non mi presterò più. La fatica se vuole può provare a farla lui, io ho dato fondo a tutte le mie energie mentre lui ha continuato. Mia figlia piange ed è esaurita a causa di tutto ciò però le ho detto che io non posso mantenere il teatrino, riusciremo a saltarci fuori anche se in modo diverso.