Tradimento di coppia, quando c’è davvero
di
albert
Riferimento alla lettera:
Vorrei sollevare un argomento di discussione piuttosto delicato, e sul quale mi rendo conto che le sensibilità possono essere molto diverse. Mi riferisco alla crisi della coppia e al tradimento. In passato personalmente ero molto "rigoroso" al riguardo, e ritenevo che appena in una coppia ci fosse attrazione dell'uno o...
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Data di pubblicazione: 28 Agosto 2006
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Categorie: - Amore

Ci sono stati momenti della nostra vita coniugale…..Bo……in cui io mi sarei sentita perduta se non avessi avuto lui accanto.
In quei momenti lui era la mia colonna ed il senso di una vita matrimoniale dovrebbe essere proprio questo……chi dei due è più forte, secondo il momento che si sta vivendo, deve tirare fuori la grinta per aiutare l’altro.
Non esiste “una colonna” in un rapporto equilibrato….è un ruolo che può toccare a ciascuno dei due…dipende molto dalle circostanze….dagli eventi…..dal particolare stato emotivo che la coppia sta vivendo.
Quello che tu chiami sacrificio….è quello che ho scelto di fare nel momento in cui ho detto “si” davanti a Dio……e mio marito, in altre circostanze, a dimostrato di saper fare la stessa cosa per me.
Anch’io ho avuto un attimo di sbandamento sette anni fa…..non l’ho combinata grossa come lui…..ma ero talmente depressa che volevo mollare tutto e tutti……e ne sono uscita grazie a lui.
Forse adesso è arrivato il mio turno di dimostrare che sono in grado di dargli una mano come lui l’ha data a me….non credi?
Il matrimonio non avrebbe senso se non ci fosse questo scambio continuo di ruoli….se non ci fosse la disponibilità a perdonare e comprendere……
Non credi?
Cara Monica,
sono credente, anche se mi definisco cristiano più che cattolico, ma credo che papa Ratzinger si riferisse al divorzio, nel suo discorso, non all’adulterio.
Questo ovviamente non significa che il tradimento coniugale vada incoraggiato.
Credo anch’io che una fede e la consapevolezza che un matrimonio non è fatto solo di rose e fiori possa aiutare il rapporto.
Credo però che la religiosità da sola non sia di per sé la garanzia della solidità di un rapporto, e credo che nessuno dovrebbe giudicare come “libertini” o “edonisti” coloro che vivono questo genere di situazioni.
Per quanto mi riguarda, ho un cugino sacerdote che ha celebrato il matrimonio di alcuni dei miei cugini, 3 di queste coppie si sono poi separate, anche dopo pochi anni, e per vari motivi.
Ho un altro cugino che convive senza essere sposato da oltre 20 anni, e mi risulta che il suo rapporto sia sereno.
Con ciò – ripeto – non voglio assolutamente fare di ogni erba un fascio, dico solo che spesso le convinzioni e i valori, in queste cose, entrano in conflitto con le debolezze e le fragilità umane.
Mi pare però che Gesù Cristo fosse molto indulgente con questo tipo di debolezze e peccati, perché perdonò l’adultera che i bigotti volevano lapidare, in un’epoca in cui – senza contraccettivi – un adulterio aveva anc buone probabilità di causare gravidanze indesiderate.
La samaritana del pozzo aveva avuto 4 mariti e conviveva con un 5° uomo (eppure Gesù la sceglie per parlarle di cose importanti), Maria Maddalena non era propriamente una verginella.
Insomma, vedo che nel Vangelo Gesù ha molta indulgenza per le persone dotate di umanità e generosità, al di là delle loro debolezze in queste cose, mentre è molto severo con i bigotti che si credono perfetti e irreprensibili.
Io ho già osservato che c’è molta verità tra quanti credono che in fondo ci vuole ben più di una “scappatella” per portare alla fine di un matrimonio.
Quanto all’”unicità” del matrimonio, cristiano e non, credo anch’io che chi si sposa dovrebbe partire dal presupposto che la persona che sposa non è perfetta, è qualcuno con cui si ritiene di poter affrontare un’esistenza, poi potrà capitare di incontrare persone che sembrano più comprensive, intelligenti, simpatiche, gentili, colte, attraenti, ecc., del coniuge. Però sarebbe infantile credere che buttando all’aria tutto (tranne ovviamente i casi + gravi) si possa trovare la “felicità” con un’altra persona, che quasi sempre ha altri difetti.
In questo credo anch’io che la separazione e il divorzio andrebbero limitati ai casi veramente gravi di ostilità, o intollerabilità della convivenza.
Insomma, io dico che la “ scappatella” si può perdonare ed è umanamente comprensibile, e per questo dico che anche nel matrimonio accorre partire (o ripartire) da una grossa base di amicizia, sapendo che le persone non sono perfette, e senza illudersi che ci debba essere il “grande amore” che prima o poi finisce, e lascia le persone deluse.
sì, monica, lo credo, ossia credo che se tu sei convinta lo devi fare, se lo ami lo devi aiutare, se ci credi devi continuare, ma è tutto subordinato a questi “se”, perché se invece lo fai senza la convinzione, allora è più male che bene… ma non voglio pronunciarmi oltre perché essendo single non conosco il matrimonio (o la lunga convivenza, che è uguale per me)
ps. per dovere di cronaca: in realtà non è maria maddalena la prostituta redenta da gesù, maria maddalena era una donna indemoniata che lui liberò e che da quel momento lo seguì, nei secoli è stata poi scambiata con un’altra maria (una prostituta che si pentì – la famosa scena del pianto sui suoi piedi – ma che poi dal vangelo scompare)
Ciao Bo,
a proposito di Maria Maddalena, in effetti la sua fama di “prostituta” è del tutto arbitraria.
Il fatto è che spargere del profumo sui piedi di un uomo e asciugarlo coi capelli era sicuramente un gesto “scandaloso” per i costumi dell’epoca, da cui è derivata questa fama di donna di facili costumi.
Si sa solo che si riteneva una “peccatrice” ed era sorella di Marta di Betania, e l’episodio è riportato più diffusamente dal vangelo di Giovanni, ma da nessuna parte si dice che si prostituisse.
eh appunto, la maria prostituta pentita che lava i piedi di gesù con il suo pianto è maria di betania, mentre la maddalena è maria di magdala (città che si trovava abbastanza lontana da betania). ci sarebbe da aprire un topic a parte, su come nei secoli si sia volutamente (volutamente perché nei vangeli la distinzione in realtà è chiara) gettato un po’ di fango (per me una prostituta è una persona degnissima di rispetto, ma per la maggior parte della gente no, per questo parlo di fango) su una donna che è stata la persona in assoluto più vicina a gesù, comunque se non ricordo male nel concilio vaticano II se ne parlò e si risolse l’equivoco. c’è da dire che restano secolo di iconografia con opere d’arte anche meravigliose…
tornando in tema, monica, a me sembra che tu ora sia combattuta tra una volontà di risolvere, riunire, ricominciare e la paura che questo non sia possibile perché sei da sola. io ti auguro che possiate ricominciare in due, tu e il tuo compagno. se lui non ci sarà, spero che nel futuro troverai un’altra persona che faccia la strada al tuo fianco
anch’io come Barbara sono stata tradita (io 47 lui 50) l’aveva conosciuta per caso e lei aveva fatto di tutto per pportarselo al letto ma non riuscendo poi si e’ capovolto la situazione. Confessandolo ho detto lui di andare a vivere questa storia e credimi e’ stato per me un grande tormento di cui a piu’ di un’anno (ora e’ tutto finito da tempo) risento ancor oggi il dolore anche perche’ sono sempre stata vicino a mio marito. Credere ancora non so……ma la famiglia, i figli per me sono ancora valori importanti ma anche se lui oggi e’ tornato a me non capisco ancora perche’ non mi dice mai TI AMO….perche’????eppure mi accorgo che lui vuolew ricucire questo rapporto ….ma io vado avanti
bah, io mi baso sui fatti più che sulle intenzioni: se la mia compagna non mi dice “ti amo” è perché non mi ama. punto e basta.
e a volte i figli mi sembrano una motivazione fallace, per mantenere un rapporto; alla fine stanno anche meglio se i genitori si separano, o credete forse che non si accorgano se in casa regna una brutta atmosfera, il sospetto, la sfiducia, il dolore?
più che un comento una domanda… il mio ragazzo (da ieri probabilmente ex ) siamo soci oltre che fidanzati da 12 anni stiamo finendo di sistemare casa in attesa di consolidare il nostro rapporto con il matrimonio. Lui però da diverso tempo ormai preso dal lavoro e da chissà cos’altro ha smesso di parlare con me fa e disfa senza chiedere il mio parere trascurando le mie opinioni non solo come fidanzata ma anche come socia, l’ho lasciato fare per anni e ho finito col diventare una sua dipendente, esposta alle sgridate, alle critiche (non voglio essere catastrofica ma credo che siamo ad un passo dalle molestie psicologiche). L’anno scorso su una chatt di lavoro ho conosciuto una persona un uomo gentile e premuroso che si è mostrato sempre disponibile ad ascoltarmi, a credermi, a capirmi, anche ad aiutarmi nel lavoro, ovviamente sempre di nascosto da lui che non approvava assolutamente la chatt col passar del tempo questo legame si è fatto molto forte ci coccoliamo a parole in tanti modi anche immaginando carezze e abbracci ma non c’è mai stato nulla di fisico. Ieri lui ha scoperto che parlavo al telefono con questa persona e ha detto è finita. Ma davvero è un tradimento? Quanto del mio comportamento è riprovevole? … e quanto lo è stato il suo? sono anni che gli dico voglio maggiore considerazione sia litigando sia in modo pacifico, questo da molto prima che arrivasse il terzo se di terzo si può parlare. Mi fa star male e mi sento terribilmente in colpa perchè ho buttato per aria la mia storia forse “quella importante”. Però dall’altro lato c’è lui che se ci teneva veramente a me non mi lasciava sola per ore e ore, non mi rimproverava in pubblico, alzava la voce, e rinunciava tanto facilmente a me senza lottare…e se fosse stata la scusa buona per liberarsi di me?
Mi pare che la risposta te la sia data da sola: se per lungo tempo il tuo fidanzato ti usa solo come una dipendente, ti sgrida in modo umiliante, e poi prende la scusa del tuo chattare con una persona amica e comprensiva per troncare il rapporto, beh, direi che uno così è meglio perderlo che trovarlo, scusa la franchezza.
Piuttosto mi chiedo come tu abbia potuto sopportare per così lungo tempo una situazione simile.
Credo però che alla lunga un rapporto in cui si mescolino il lavoro e l’intimità di coppia sia abbastanza difficile da gestire, a meno che la coppia sia molto affiatata e i caratteri siano compatibili.
Però non mi pare sia il vostro caso.
Da come lo descrivi il tuo fidanzato sembra una specie di padrone-dittatore.
Sicuramente il tuo non ha nulla a che vedere col tradimento, non solo perchè non c’è stato nulla di fisico col tuo amico in rete, ma anche perchè mi sembra del tutto umano cercare qualcuno che possa esserci vicino, se chi dovrebbe farlo pensa solo a sè.
Ma tu avevi provato a parlare col tuo fidanzato di questa situazione, o era impossibile?
Cmq se posso permettermi un consiglio: uno così ti può solo far soffrire, mollalo!
mi sento di dire che in questo caso il matrimonio andrebbe a consolidare una cosa che sembrerebbe come una palafitta di bambù in un lago di magma in ebollizione… vale quindi la fatica?
guarda che poi, dopo che ti sei sposata diventa molto più difficile gestirti la vita come vorresti; certo, se vuoi consolidare il tuo rapporto di sottomissione fai pure…
Albert Ho provato tante volte parlargli ma lui diceva che non era vero niente, che mi immaginavo tutto, e trovava sempre mille buone giustificazioni. in più ogni discussione avviene sempre nel bar dove la gente va e viene e non sempre è possibile dire le cose nel modo giusto. E qualche volta ho pensato che avesse ragione che ero paranoica anche perchè non ne parlavo mai ne in casa ne ad amici e magari le cose che mi facevano male non erano poi così gravi ma…
Bo i problemi del lavoro sono reali e spesso sembrano montagne, questo non gli da il diritto di scaricarli su di me lo so, ma se il bar non ci fosse? Se finalmente la casa (non dico il matrimonio) creasse quell’intimità che al bar non possiamo avere per discutere e superarli senza traumi. Infondo abbiamo orari impossibili e non riusciamo più ad incontrarci lui apre alle 6.30 io lo raggiungevo intorno alle 10 nella mattinata ci incontriamo poco lui ha mille cose da fare fuori di quì il commercialista, la banca, i tabacchi e quando rientra nn perde tempo “hai fatto questo?” “perchè non hai fatto quello?” “hai sbagliato la resa” (non sempre ma spesso) poi alle 16 se ne va e non torna più abita a 20km da quì, questa è la sua buona scusa per non tornare, e mi lascia fare la chiusura da sola mangio quello che capita per cena e alle volte non mangio proprio, poi torno a casa sto un pò sul pc (il pc solo nell’ ultimo anno) e a letto… e questa era la mia vita. Ora l’unica cosa che è cambiata sono gli orari “se è così” ha detto “da oggi solo soci! Tu fai dalle 13 alle 20.30 e io dalle 6,30 alle 15.00” io non ho detto molto. Cmq dalle 13 alle 15 stiamo uno in cassa l’altro al banco a guardarci torvo non dice una parola se non strettamente necessario… io c’ho guadagnato sicuramente, più tempo libero, niente sgridate, c’è da dire inltre che sia le mura dell’attività che la casa sono mie di famiglia . Eppure mi brucia.
Alber all’inizio c’era anche quell’amicizia di cui tanto parli e l’affinità di carattere condividevamo sogni e progetti però poi ci siamo persi e non so come, ne quando è successo.
Scusa Katty, ma l’ipotesi che fai tu (vivere insieme), nelle condizioni in cui siete ormai sarebbe a mio avviso solo fonte di nuovi e grossi guai.
Purtroppo ci sono coppie che si illudono di risolvere i problemi aggiungendo nuovi legami: si sposano se il fidanzamento non va + così bene, fanno un figlio se sono in crisi, ecc., e così facendo non risolvono proprio nulla, anzi!
Io fossi in te cercherei con lui un accordo civile e serio che salvaguardi il vostro lavoro, visto che lavorate insieme, ma per quanto riguarda il privato, mi pare che il vs. rapporto sia logoro già da tempo.
L’amicizia di cui parlo io è proprio l’opposto: significa rispettare la/il compagno e lasciarle spazi di libertà, senza pretendere di creare un legame asfissiante.
Credi che se passate la giornata a guardarvi in cagnesco al bar senza parlare, una volta a casa insieme le cose andrebbero diversamente?
Probabilmente l’errore è stato mettersi insieme sul lavoro quando per carattere non riuscite a stabilire un clima lavorativo sereno (forse è colpa del tuo lui). Purtroppo lavorare insieme è fonte spesso di tensioni e litigi, tutto il contrario di quello che serve a tenere unita una coppia.
Ora sta a te decidere, ma mi pare di capire che x te prima venga il lavoro.
non aggiungo altro al lucidissimo messaggio di albert, se non che sono d’accordo con lui.
e poi… passi come il matrimonio si fanno se l’amore c’è già, non se lo si sta cercando di resuscitare o far nascere…
Ciao a tutti! Io la penso come Albert, nel senso che dalla mia esperienza è molto difficile provare attrazione per un’unica persona in tutta una vita. A volte in una storia importante si parte con le migliori intenzioni ma poi (come dico io) “la vita si mette in mezzo” con 10.000 varianti tra cui malattie debilitanti (al mio partner purtroppo è successo), incomprensioni e problemi legati alla vita pratica. A me è successo: convivenza lunga, molta noia, una malattia di mezzo che certo non facilitava i rapporti sessuali e nel giro di qualche mese mi sono trovata in confidenza con un ex amico di università. Lui mi stava a sentire e mi dava molto affetto e così è nata una relazione parallela. La cosa è durata un anno circa, oggi ancora ci sentiamo e ogni tanto riusciamo ad incontrarci. Posso dire che la mia relazione con il fidanzato ufficiale è migliorata grazie al mio amico. Sensi di colpa? Ben pochi se devo essere sincera. Mi sarei sentita molto in colpa invece se l’avessi abbandonato quando era in ospedale per i suoi problemi. Aggiungo inoltre che conosco moltissime coppie dove, dopo diversi anni, si è deciso di mantenere una certa libertà e sono le uniche che sembrano funzionare. Il tradimento esiste, certo, ed è pura utopia pensare che non ci capiterà mai (a 20 anni la pensavo così, ora che ne ho 30 la mia opinione è cambiata…)
Direi che Stefy hai saputo indicare nella propria esperienza i problemi che possono capitare a chi ha un legame di coppia, non per fare l’elogio del tradimento, ma per far capire che tra la teoria e la pratica di mezzo c’è appunto la vita.
Più che altro nel tuo caso mi domando se quando parli di “molta noia” il tuo rapporto non avesse già qualche problema,a parte la malattia di cui poi hai parlato.
Certo che se oggi dici che l’intesa col tuo partner è migliorata, ciò conferma che non sempre una “divagazione” dovrebbe essere motivo x troncare, purchè la cosa si mantenga entro limiti accettabili, senza arrivare all’ipocrisia di una relazione assidua e clandestina.
Per Albert: si, devo dire che la relazione con il mio amico si è mantenuta in limiti accettabili, intendo dire un incontro 1 o 2 volte al mese, qualche sms e quasi nessuna telefonata. Il mio fidanzato non ha mai sospettato niente appunto perchè ho gestito la cosa con la massima discrezione. Con il mio amico ho messo le cose in chiaro da subito e molto esplicitamente: in fondo anche a lui andava bene così. Premetto però che anche prima della malattia il nostro rapporto si era adagiato nella routine, ossia a lui non andava + di uscire con me e la sera stava ore al PC invece di dedicarmi qualche attenzione. Io non lo biasimo perchè ripeto che queste cose succedono per una serie di motivi e spesso le “colpe” sono di entrambi e come dici tu Albert “le persone cambiano”.In questi casi non è possibile dirsi tutta la verità perchè farebbe male e poi perchè mettere fine ad un rapporto se ci sono ancora la stima ed il rispetto verso l’altro?
Grazie Stefy per la franchezza con cui hai saputo illustrare la tua esperienza e le tue considerazioni.
Aggiungerei una cosa, che le tue parole mi fanno venire in mente: in alcuni interventi sopra alcune persone lamentavano in particolare nel tradimento il venir meno della sincerità e della fiducia.
Un forumista ad esempio diceva: “perchè non parlarne prima, se qualcosa non andava tra noi?”.
In effetti in una coppia si dovrebbe (non sempre è possibile) parlare sempre dei problemi, ma non sempre è detto ci sia una soluzione.
Tu avresti potuto dirgli: “perchè stai sempre al computer?”, ma forse lui ti avrebbe trovato mille giustificazioni, e allora…
Però c’è anche un’altra cosa, e mi pare di capire che anche tu la condivida: spesso in una coppia si cade nella “trappola” del troppo amore (x questo dico sempre che la base deve essere una vera amicizia), ci si illude di avere accanto una persona “unica” e forse quasi “perfetta”, e dopo alcuni anni si capisce che non è così, e si rimane delusi.
Invece le coppie sarebbero molto + stabili se si accettasse l’idea che la persona accanto è semplicemente “la migliore delle peggiori” ( mettiamola sul ridere!) per quanto riguarda la possibilità di viverci insieme, nel senso che pur avendo difetti c’è una condivisione sostanziale di valori, interessi, affinità, ecc. che rendono possibile viverci insieme, pur rimanendo persone indipendenti, e pur accettandone i limiti, questa è la vera maturità.
E poi ricordiamolo sempre: l’amicizia dura una vita (perchè è costante e lascia libertà alle persone), l’amore difficilmente resiste tutta la vita, perchè è esclusivo e può solo affievolirsi, raramente cresce con gli anni, soprattutto oggi.
Albert, hai colto nel segno. All’inizio della nostra convivenza io ho provato a parlare con il mio fidanzato delle poche attenzioni, delle serate (sue) davanti al Pc, non è che non abbia provato ad affrontare il problema. Sai lui cosa mi ha risposto: “io al computer mi rilasso dopo la giornata lavorativa, se non ce l’avessi sarei nervoso…” ed io cosa potevo dire? Di non usare il computer? E allora anch’io mi dedico ad altro. Il discorso tradimento segue la stessa logica: è ovvio (e qualsiasi statistica lo può dimostrare) che la passione nel tempo tende a diminuire e questo capita un po’ a tutti, anche alle coppie di persone attraenti. Io ad esempio ho beccato a casa del materiale pornografico (che di certo non ho comprato io) ma cosa ci dovrei fare? Incazzarmi e dire al mio fidanzato: “invece di farti le pippe con i giornali potresti sco.... me…” – in quel caso gli ho fatto notare che avevo trovato il materiale ma senza troppe paranoie. Insomma, ogni coppia fa storia a sè ma soprattutto nei rapporti non esiste una divisione netta tra giusto e sbagliato, insomma tra il bianco eil nero ci sono mille tipi di grigio, non so se rendo l’idea.
Ciao a tutti, devo dire che leggendo per caso tutti questi commenti, ho trovato un pò di conforto in questo periodo della mia vita così negativo.
Ecco la mia storia: 29 anni fidanzata per 12 anni + 2 di matrimonio.
Pensavo di essere la donna più fortunata del mondo, amore e lavoro non avevo bisogno di nulla. Poi inizio a cambiare sento di essere diventata più matura, anche grazie all’affermazione lavorativa, molti uomini attorno, e qualche tradimento, forse per gioco, mai nulla di importante. Ecco luogo banale, ma scoppia la scintilla con un mio collega, anche lui sposato (mi ritrovo nel messaggio di Andrea), passione, fuoco mentale e fisico. Iniziamo una storia (7 mesi), fatta solo dell’uno per l’altra. Tante volte ci siamo detti Ti amo tante volte ci siamo detti diamoci un pò di tempo e poi staremo insieme per sempre. Io ho iniziato a valutare il mio rapporto con mio marito e mi sono detta è finito. Io amo LUI mi sta dando tante cose troppo nuove mai ho provato tanto sentimento così forte, sono pronta. LUI io amo te solo te, sei unica, sei unica, ma non sono ancora pronto per farla soffrire. Per farla breve veniamo semi scoperti. Lui va in crisi profonda, prova confusione per ogni cosa e mi dice che ha bisogno di tempo per capire……capire…troppi i sensi di colpa per lei. perchè credeva di non provare nulla per lei, ma nel casino in cui siamo piombati forse non è più così e si odia per avrela fatta soffrire…….
Ora mi sento proprio male. penso di averlo perso.mi sento vuota, incazzata e la cosa peggiore è che non provo più di tanto sensi di colpa nè per mio marito nè per lei. Non c’è spazio dentro di me per questa cosa.
Mi sento sola, disperata, io che nella vita sono sempre riuscita ad essere equilibrata, senza paure, ora sto vivendo l’Inferno. E mi ritrovo con un matrimonio per il quale non ho più nessuno stimolo……….penso solo a LUI e spero che ritorni da me anche se ho la consapevolezza che non sarà così.
Gli sto dando il tempo che mi chiede, ma sto soffrendo tantissimo perchè dal gg alla notte tutto è cambiato. Ed io sono ancora qui che cerco di aiutarlo, a fargli forza nonostante mi abbia detto che è confuso………
Dovrei avere io la forza di troncare? Togliergli ogni dubbio???
Non sò dove andare……
Ciao a tutti,
il mio messaggio è rivolto ad Andrea…ho 27 anni, da 3 insieme ad un ragazzo stupendo, sensibile, altruista, buono, bello, intelligente, simpatico, il sesso va bene. Tutto a posto. La mia prima storia è stata con un ragazzo bellissimo, sensuale, passionale, impulsivo, ribelle, testardo e se all’inizio mi sentivo a tre metri sopra il cielo dopo due anni ho avuto un esaurimento nervoso (penso mi avesse anche tradito). Lui viene a mancare. Iniziano i miei tradimenti. Prima di una notte, poi iniziano vere e proprie storie. Fino all’ultimo. Un mese di follia. Passione attrazione allo stato puro. Fino a che lui mi chiama e mi dice: io non ce la faccio più. Come fai a stare con lui dopo quello che c’è tra di noi? Come fai a volere me e il giorno dopo a correre da lui.Come fai a non seguire il tuo cuore? Hai solo 27 anni non puoi pensare come una che deve salvare la sua famiglia, non hai figli niente. Buttati in queste stuoende emozioni. Io non sto pensando a nessuno se non a me stessa. Fuggo dalla paura di star ancor male e sentirmi un nulla. Ma con questo, sacrifico una parte per me fondamentale della mia vita che è la passione, incontrollabile, irrefrenabile. Questo sicuramnete manca nel mio attuale rapporto. Ma è solo grazie a questo che riesce ad andare avanti.Per l’assenza di morbosità che inevitabilmente si lega alla passione So a cosa porta la pssione se questa si trova a risiedere in una persona fondamentalmente incapace di gestirla, forse perchè per definizione la passione non si controlla. . Mi fa strano leggere Andrea, che alla tua età si può essere ancora cosi confusi su ciò che si vuole. Forse non è questione di età è questione di indole. E in questi casi la soluzione non esiste. Ed è terribile. perchè, almeno personalmente, nel tradimento non vivo per niente bene.Somatizzo. Come nel resto della vita. L’unico modo a volte è l’autoconvinzione. Ma è dolorosa. La coscenza a volte prende il sopravvento e ti senti veramente uno sciocco e uno stronzo. Purtroppo non bisogna farsi illusioni che non riaccada, soprattutto se si è persone che tendenzialmente sono portate ad essere sempre alla ricerca di qualcosa di più di quello che hanno ottenuto. Non ho consigli, sono solo la testimonianza che, a malincuore lo dico, si è traditi e anche traditori, nessuno ne è immune fin quando non ci si trova davanti alla possibilità….
Ciao ragazzi, è da tempo che non scrivo…ma vi ho sempre letto….volevo portarvi delle novità sulla mia triste storia prima di intervenire e infatti ce ne sono molte.
Mio marito…..vi ricordate la mia storia…..ha definitivamente mandato a quel paese l’altra….che dopo aver fatto diverse scenate….sembra finalmente essersi rassegnata.
Ma con estremo stupore ho dovuto prendere atto di una cosa fondamentale….alla quale io già avevo dato un’interpretazione…..o meglio alla quale mio marito aveva già dato la sua interpretazione…..ma per me e immagino anche per voi non era del tutto convincente.
Da quando la tipa non gli rompe più le scatole con le sue scenate, i suoi messagini ed i suoi ricatti morali sulla sua malattia…..mio marito è completamente cambiato…..si è rilassato…giorno dopo giorno somiglia sempre di più all’uomo che ho sposato 15 anni fa…..ha ricominciato ad impegnarsi nel suo lavoro…ad essere gentile e premuroso con me e le sue figlie.
Quindi, contrariamente a quanto io e voi pensavamo, i suoi erano veramente sensi di colpa nei confronti di una persona alla quale aveva fatto, probabilmente, delle promesse che non era in grado di mantenere e sui quali lei faceva spudoratamente leva per ternerlo legato psicologicamente.
Le cose sono molto cambiate in quest’ultimo mese….si parla spesso di tornare a vivere insieme….di passare le feste di Natale insieme…di andare a fare una vacanza insieme…..ma la cosa più buffa è che ora lui è terrorizzato dall’idea che io possa avere una relazione….e che non abbia il coraggio di dirglielo.
Certe volte vorrei dirgli che è un benemerito cretino….che solo un cieco non vedrebbe che dopo quello che ho fatto per lui in tutti questi mesi….sarei una pazza ad intraprendere una relazione con un altro uomo proprio nel momento in cui si vedono i primi veri segnali di riavvicinamento.
Qualche giorno fa…sempre parlando di tornare a casa con noi…gli ho chiesto su quali basi avrebbe voluto farlo….e se pensava di amarmi ancora.
Mi ha chiesto di dargli una definizione dell’amore.
Gli ho risposto che per me l’amore è rispetto, stima, fiducia, condivisione, passione, divertimento, solidarietà….che è stare male quando l’altro sta male ed essere felici della felicità dell’altro. E’ voler sapere che l’altro esiste e che ci è accanto….pur essendo consapevoli di poter fare da soli (è un pò il concetto di autonomia…che poi evita la dipendenza psicologica che spesso si confonde con l’amore). E’ sostenersi a vicenda ed avere voglia di affrontare insieme le difficoltà della vita. E tante altre cose che non sto qui ad elencarvi.
La sua risposta è stata…..allora si…..io ti amo ancora.
Cosa dire….non voglio dire l’ultima parola…..ma credo che sia sulla buona strada…credo che abbia capito. Il problema adesso è un altro…io ho capito?
rispondo a Monica sono susy e anch’io sono stata tradita ma il vero motivo non so purtroppo io ho affrontato in modo diverso sempre stando vicino a mio marito e incitandolo a vivere questa sua esperienza…e’ tornato dopo solo 3 mesi am anch’io oggi dopo un’anno non ci sono stati dei veri chiarimenti…e’ cambiato ma ancora non mi ha detto Ti amo oppure sei tu l’unica che voglio..in un suo msg mi ha scritto: tu hai bisogno di conferme io di tranquillita’ e tenerezza….come capisci tu che vivi come me questo msg???cmq credici perche’ io sono di quelle purtroppo che crede ancora alla A maiuscolo di amore
Ciao Susy, io credo che per gli uomini sia diverso…o almeno sicuramente per mio marito lo è stato e che poi molto dipenda dall’età in cui questo accade.
Mio marito per esempio ha 43 anni…..è indubbiamente un bell’uomo…e non lo dico solo io che sono la moglie…ma è sempre stato ipocondriaco e soprattutto ha un cattivo rapporto con l’invecchiamento.
Non so da cosa possa dipendere questa sua incredibile paura di invecchiare….fatto che sta che c’è e immagino che questa donna, almeno inizialmente, lo abbia convinto del fatto che stava sprecando la sua vita solo ed esclusivamente cercando di risolvere i problemi familiari, di lavoro, ecc…..e che avrebbe potuto fare tante altre cose molto divertenti.
Si lo so, è certamente immaturo, ma chi di noi non ha fatto nulla di immaturo in vita sua….non si finisce mai di crescere e di imparare dalle esperienze negative!
Fatto sta che il suo cambiamento è avvenuto nel momento esatto in cui si è reso conto che una vita da adolescente a 43 anni, probabilmente non gli offriva le stesse soddisfazioni che aveva ottenuto costruendo il suo futuro vicino a me ed ai suoi figli.
Il fatto che non ti dica “ti amo” credo sia anche normale, io credo che abbiano anche paura di risultare poco credibili….a parte che nemmeno il mio me lo ha detto di sua spontanea volontà, ma ho dovuto stuzzicarlo, come vi ho già raccontato…..tu hai chiesto a tuo marito di chiarirti i suoi sentimenti per te in quest’ultimo anno?
Il loro bisogno di tenerezza e tranquillità credo venga dal fatto che abbiano vissuto un periodo turbolento, in cui sono stati assaliti dai sensi di colpa….hanno vissuto una vita che non gli apparteneva….piena di menzogne…di sotterfugi….
Questo è quello che mi dice mio marito…e anche lui mi chiede tranquillità…..dice che in questi ultimi mesi è quella che gli è mancata di più….la tranquillità della sua vita familiare.
Noi siamo degli esseri a volte molto stupidi….andiamo a cercare un pò di brivido…di adrenalina…convinti che sia quello che ci possa far sentire veramente vivi…poi ci rendiamo conto che la nostra gratificazione viene da tutt’altre cose….
Io comprendo benissimo il tuo bisogno di conferme, perchè è la stessa cosa che vorrei io adesso….ma ho riflettuto tanto su questa cosa e sono giunta ad una conclusione….che la conferma ce la da il fatto stesso che loro abbiano ancora una volta scelto noi…..pensaci bene…..cosa gli avrebbe impedito di portare avanti la loro nuova storia, dal momento che avevano vicino una moglie che non gli avrebbe certamente messo i bastoni fra le ruote?
Se hanno scelto di tornare da noi…non credo che sia per vigliaccheria o per compassione…..ma per una loro esigenza personale…..forse a parte il brivido che può darti una relazione extraconiugale….noi siamo in grado di dargli cose che in quella non hanno trovato…..magari più importanti non credi?
Beh…io penso che la conferma che tu aspetti sta nel fatto stesso che lui sia li..
Cara Susy e Monica,
non so se possa servirvi ma io sono nella situazione dei vostri mariti. Benchè non sposata, come dicevo son fidanzata da diverso tempo e con serie intenzioni. A volte mi è capitato di voler provare quell’adrenalina per sentirmi ancora viva. Non so perchè, ma il risultato è che son tornata sempre da lui, ma non per comodità, semplicemente perchè mi rendevo conto che mi dava una serenità e la capacità di apprezzare la vita nella sua semplicità che gli altri nella turbolenza e passionalità della relazione non mi davano. Anzi mi distruggevano. Sono convinta di amarlo anche dopo quello che ho fatto. Forse anche di più.
Beh Stella….il tuo per me è un bell’incoraggiamento a credere in tutto quello che ho fatto fin’ora e te ne sono grata.
L’unica cosa è che spero di non dovermi più trovare in una situazione come questa….si può perdonare una volta ma due…tre….quattro….errare è umano ma perseverare è diabolico.
La parola “adrenalina” non mi è nuova….l’ha usata anche mio marito per spiegarmi quanto gli era capitato.
Ma la vita è adrenalina? E serve l’adrenalina per sentirsi ancora vivi?
Io non credo proprio….perchè mi sento ancora viva ogni volta che guardo mio marito negli occhi e capisco quanto lui abbia ancora bisogno di me dopo 16 anni…..e mi ci sento anche quando ho con lui qualche piccolo battibecco.
Molto dipende dal significato che noi attribuiamo alla vita a due…..al matrimonio….alle azioni che poniamo in essere quotidianamente…..alle parole che diciamo….
Le situazioni adrenaliniche si possono creare anche in un rapporto duraturo….a me è capitato per esempio di chiudermi in bagno a fare l’amore con mio marito…con le figlie che erano a guardare la tv al piano di sopra….e la paura di essere scoperti non produce adrenalina?
Per vivere così come tu dici non è detto che si debba cercare altrove….ci vuole solo un pò di fantasia….le componenti in un rapporto sono tante….c’è il sesso, la passione, l’adrenalina, la complicità….ma c’è anche la quotidianità, come dici tu, fatta di cose semplici che poi è quella che rende completo un rapporto.
E poi possono capitare anche i periodi di stanca….credo sia del tutto normale quando si convive con una persona da tanto tempo….sta solo a noi capire che sono momenti…che non è detto che dipendano dal fatto che il rapporto sia finito….
La cosa bella che tu dici è quella di essere innamorata del tuo lui ancora più di prima….questo un pò mi consola….spero tanto che anche per mio marito sia come per te.