Il suicidio è un atto di coraggio o di viltà?
di
Cantautore
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti, visto che su questo forum molte persone hanno propositi suicidi, soprattutto in seguito a grosse delusioni d'amore, quindi secondo voi il suicidio é un atto di coraggio o di viltà? È l'ultimo atto di amore per la vita, oppure l'estremo gesto di rifiuto della vita stessa, considerata...
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Data di pubblicazione: 10 Settembre 2007.
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Categorie: - Riflessioni
111 commenti
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Caro il mio Marco, mi fa ribrezzo, un terribile ORRORE leggere un messaggio simile come quello che hai appena postato sopra. Io credo che dovresti essere tu a vergognarti prima degli altri, a cominciare dal tono bacchettone con cui ti rivolgi a persone che probabilmente non hanno niente a che vedere con la tua stessa sensibilità (e indubbiamente hanno vissuto esperienze diverse dalle tue). Ma soprattutto, oltre a vergognarti, puoi ritenerti fortunato che la vita non ti abbia messo in ginocchio..perché la volontà anche solo AVVERTITA di togliersi la vità la può provare soltanto chi è stato VERAMENTE messo in ginocchio dalla vita. Eppure, guarda, su molti punti concordo anche con te: chi vuole suicidarsi dovrebbe trovare un po’ più di coraggio, smettere di piangersi un po’ addosso e recuperare pian pianino la forza. Ma ti pregherei almeno di smettere di fare una cosa: parlare di EGOISMO. Perché proprio tu mi vieni a parlare di egoismo? Proprio tu (non TU in quanto Marco ma TU in quanto QUALSIASI altra persona che sta bene e che potrebbe legegre questo post) che sei figlio di una società capitalistica, come quella in cui viviamo, dove è il SINGOLO individuo a rivestire il ruolo principale sulla scena e dove i rapporti interpersonali ormai sono uno specchio dell’egoismo che permea qualsiasi stile di vita?! Smettiamola semmai allora di “accusare” e puntare il dito contro chi si suicida e facciamoci piuttosto un bell’esame di coscienza riflettendo su QUANTO si è egoisti noi stessi. Perché tu, Marco, analogamente a me, credo proprio che non faccia l’eccezione. Anche tu come me sei un frutto del modello egoista e individualista della società occidentale, o quanto meno lo è la tua come la mia impostazione mentale. Tutto questo per dirti..prima di utilizzare toni bacchettoni…azioniamo i criceti del nostro cervello e facciamoci un MINIMO (non si richiede tanto) di autocritica. Saluti
cara Simo, per chiarezza farò un elenco , così eviti di confonderti di nuovo . Forse quando il testo è lungo non riesci ad elaborare bene .
1. non hai capito una se.. del mio intervento .
2. Schifati solo del tuo stesso modo di leggere il pensiero degli altri , senza un minimo di obiettività.
3. non hai la più pallida idea dei trascorsi miei come di chi ha scritto gli altri post .
4. nel mio post , post di qualcuno che ha vissuto esperienze fortissime di cui non ti voglio in alcun modo rendere partecipe data la tua poca sensibilità , cerco di prendere a schiaffi e svegliare in qualche modo chi ne ha di bisogno .. in base alla mia esperienza . Non insulto nessuno , ma al contrario dico di essere CORAGGIOSI , non nel suicidarsi come credi sia giusto tu , ma nel continuare a vivere . Dico di ONORARE la memoria delle persone amate che sono morte anche se non volevano e che di sicuro sarebbero schifate dal cesto di disprezzo (il suicidio) di chi la vita ce l’ha ma non la vuole .
Ma hai letto davvero il mio messaggio ? Dico a chi si piange addosso perché crede di essere inutile, di RINASCERE e do dei consigli concreti , provati e non banali . Ma di che diavolo parli ? Orrore nel leggere cosa ? Ma falli girare tu i criceti nel cervello .
Guarda, ho letto il tuo post soltanto per metà Marco, perché davvero mi schifa quello che scrivi…oltre che IL MODO in cui scrivi. Io sarò poco sensibile, certo (premesso che tu non mi conosci affatto – quindi non conosci neanche tu le esperienze che mi hanno segnato – e premesso che ti trovo una persona veramente esecrabile e indegna di rispetto, dal momento che io non ti ho offeso, per cui se vuoi offendere qualcuno è meglio che tu lo faccia parlando con qualcun altro), ma almeno una cosa concedimela di dirti…devi essere molto frustrato. Perché quello che scrivi mi induce a pensare questo..e lascia che ti dica anche un’ultima cosa…scusa ma io proprio non ti invidio per niente, a fronte della tua frustrazione! Ciao bello, stammi bene d’ora in poi
sì certo ..
Grazie per aver dimostrato quello che volevo ” ho letto il tuo post soltanto per metà ” e con tanta superficialità aggiungo. Vorrei sapere dove sono le offese nei tuoi confronti a fronte, invece, degli aggettivi usati da te “orrore”, “ribrezzo” per aver espresso il mio pensiero ed ora anche “persona veramente esecrabile e indegna di rispetto” , “frustrato”, ecc.
inoltre dov’è che scrivo di invidiarmi e per cosa ? mah .. continua così caro o cara mia . Non ho più intenzione di risponderti .
caro marco io credo che il suicidio non sia la risposta migliore io ho visto morire tra le mie braccie mio fratello che si era tolto la vita, io non credo che si tratti di coraggio o viltà io penso che si tratti di voler trovare una soluzione al dolore e del pensiero che togliendosi la vita non si soffre più ,oppure per rivedere una persona cara che è morta, insomma si pensa che con la morte finisce il dolore e si trova la pace che tutti desideriamo, oppure rivediamo la persona amata . Mio fratello mentre moriva, aveva un’ espressione terrorizzata e non sembrava così in pace come tutti facendo questo gesto dicono e sperano di trovare quindi ti faccio una domanda sei sicuro che con la morte tutto finisce e essi trovano la pace? e se davvero ci fosse un dopo chi si è tolto la vita non se ne sia pentito? rispondimi grazie
Carissima Sylvie, grazie per avermi interpellato e grazie per la pacatezza e moderazione con la quale hai condiviso la tua fortissima storia con noi.
Sono d’accordissimo con te , per me il suicidio non è la risposta migliore né una soluzione.. anzi, è il principio di tanto dolore per tutte le persone care che restano .
Grazie per aver chiesto a me , anche se non ne capisco chiaramente il motivo dato che nei miei interventi MAI mi sono sognato di incitare al sucidio.
Chi tenta o vuole il suicidio spessissimo vive lunghi periodi di estremo malessere e depressione .. NOI TUTTI ancora siamo convinti che siano solo persone deboli , mentre la depressione è a tutti gli effetti una malattia da curare ! Sono fortissimi squilibri ormonali , stati di alterazione mentale non voluta . Possiamo provarli tutti in seguito ad avvenimenti o in particolari periodi della vita, anche senza averne mai avuto sentori precedenti (esempio la depressione post-parto che in alcune donne è violentissima) . Allora andiamo da chi ci può aiutare, come se fosse una malattia da curare che bisogna dei suoi specialisti, perchè questo è !
..aspettate un attimo.. mi chiedevo perché i miei post venissero fraintesi così palesemente .. Vi sono altri marco che hanno pubblicato commenti precedenti ai miei e che io non solo non condivido, ma disprezzo (pur accettando la libera espressione del loro pensiero.)
Io sono il MArco dei post 50-52-54-56.. Spero allora che anche la Simo precedentemente si riferisse a post di un altro Marco .
Da ora cambio nick in MARCOX .. Abbracci a Sylvie .
Ecco perché non mi piace lasciare commenti su siti di questo genere…l’ho fatto in passato e non lo faccio più. Non sai mai con chi parli, chiunque si può spacciare per chiunque altro. Saluti
caro marco x .
io non mi riferivo a te ma a un’ altra persona, si è trattato solo di un’ equivoco .Adesso voglio solo pensare al mio dolore, quindi ti saluto. ciao
Sylvie ti prego reagisci ..
“è qualcosa che si porterà dietro per la vita”…è cosi che scrisse mio fratello quando alla mia età si tolse al vita, scriveva preoccupandosi per me che all epoca avevo appena 10 anni.Mio fratello stesso scrive in quella lettera che il suicidio è un atto da vigliacchi e che si è qui sulla terra per guadagnare con le nostre azioni il paradiso.
Non partite con il mega discorsone religioso non perchè non creda in Dio ma perchè non ha senso inserirlo in una discussione del genere.
Per togliersi la vita ci vuole coraggio ed incoscienza, ci vuole una mente lucida e allo stesso tempo disperata, ci vuole fortuna perchè qualcuno ti fermi, se ne accorga in tempo e ti salvi.
Io di mio fratello ricordo il sorriso, la giovialità e il suo amore per lo sport. Era bello mio fratello.
La cosa che mi lascia inerme è che non mi appartiene più. Il suicidio non è la soluzione dei problemi, dai problemi non si scappa e si affrontano, sempre. E’ un gesto non nobile, per cui sono ancora arrabbiata e per cui nessuna lettera, nessuna parola scritta da quella stessa persona che ti lascia è mai davvero utile a fermare il muscoglio di emozioni che hai dentro.
Il suicidio è un atto di vergogna. Nel mio piccolo paesino natio qualcuno ancora ci guarda e ricorda: perchè un gesto cosi rappresenta per gli altri il fallimento dei principi inculcati dai genitori. O forse no. Forse sono stati cosi ben inculcati che mio fratello aveva sviluppato una sensibilità tale da non sostenere lo schifo che vedeva. La vita va onorata, vissuta con orgoglio ogni santissimo giorno e va benissimo avere un momento di non serenità ma non deve cnducrci a smettere di vivere perchè la meraviglia della vita è davanti ai nostri occhi. è tua nipote che ti chiama zia, è il bambino che da la mano al padre, è il sorriso del sole. Mio fratello rimane il mio grande prezioso incontro… per poco, troppo poco tempo ma so che quando ne ho voglia posso ricordarmi di lui smettendo di leggere i giornali dell epoca ma scendendo in strada aiutando quelle stesse persone per cui lui prima di scendere di casa raccoglieva le monete e le donava. Ogni barbone, ogni giorno. A tutti quelli che pensano di togliersi la vita fare che nessun motivo è abbastanza giusto per suicidarsi, nessuno. E dico che chi va via in questo modo non lascia una ferita aperta ma una voragine incolmabile. Io sono stata forunata: mi ha lasciato l’amore per la vita. A chi pensa all età di 14 15 anni perchè il proprio fidanzato le ha lasciate di togliersi la vita dico che dovreste fare una camminata nei reparti di oncologia degli ospedali e riflettere, riflette… capirete che un giorno un bambino vi sorride e quello stesso il giorno dopo non c’è più. Riflettete non sul modo per morire, ma su quello per vivere.
Io invece non temo il giudizio di nessuno, datemi pure addosso ma per me è un atto di egoismo e di vigliaccheria! E se qualcuno vuole contestarmi e insultarmi, sappia che la mia opinione è la stessa e la ribadisco!
Eroi o vigliacchi è un gesto di dolore terribile.Poi vigliacco?Egoista?Un coraggioso può avere un momento di fragilità,sì come un vigliacco può avere in tutta la vita un gesto coraggioso.Il fatto è che se sì crede nell’amore e al mondo hai soltanto un cane che ti ama non ti suicidare.E un cane che ti ama lo trovi sempre.Non facciamo discorsi più grandi di noi Nick,chi sei un samurai?Un guerriero mitologico?,sei soltanto un presuntuoso che giudica gli altri perchè questo è molto facile.Tu sei coraggioso perchè non ti uccidi?Ma falla finita.Sei uno sfigato parolaio
ciao a tutti,ho 22 anni,e un anno fà esatto,il mio fratello di 16 anni si è suicidato in un modo brutale… non trovo pace,e mese dopo mese anche se fingo di star bene mi sto spegnendo.Vorrei trovare qualcuno che ha vissuto la mia stessa esperienza,qualcuno della mia età pressapoco,che abbia vissuto questa terribile cosa,sono mesi che cerco un confronto perchè penso che chi non c’è passato,non possa capire.
Io penso alla morte in continuazione.
vorrei non svegliarmi più….ma se c’è un dio si è proprio messo in testa di farmi soffrire….sarei disposto anche a pagare qualcuno che premesse un grilletto e mi aiutasse a farla finita.
Per tati, rispondo io. Ho 21 anni e mio mio fratello maggiore di 24 si è suicidato 2 mesi fa.
Hai ragione, chi non c’è passato non può capire e per fortuna, non augurerei questo sordo dolore a nessuno. Ti capisco e so che non c’è una medicina, non si guarirà mai si può solo convivere con il dolore perchè noi dobbiamo andare avanti.
Vedo questa famiglia distrutta, vorrei urlare a tutti coloro che pensano al suicidio di fermarsi, di guardarsi attorno, di provare a essere oggettivi, tantissime persone staranno malissimo, vorrei che nessuno provasse quello che vedo negli occhi dei miei. noi eravamo legatissimi quindi il buco nero della sua mancanza è evidenziato dall’abitudine di passare tempo insieme. Per non parlare dei sensi di colpa che rodono le ossa..
A me ha fatto benissimo avvicinarmi agli altri fratelli. A volte immagino sia solo partito, a volte la mia testa cancella il passato perchè sta affondando troppo in fretta, sempre più spesso lo immagino accanto a me, e immagino cosa lui avrebbe fatto nella stessa situazione, le sue parole, il suo odore, i suoi gesti.
Non lasciarti andare, sii forte per i tuoi, fallo per tuo fratello devi vivere anche per lui e con lui.
Trova qualcuno con cui aprire il rubinetto, io sono quella forte della famiglia quindi provo a esserlo sempre impassibile e di ferro ma tutti noi abbiamo bisogno di aprirci ogni tanto. Io non sono andata da uno psicologo, non so se ci andrò, so solo che le cose peggiorano più tempo passa, ma ci sto pensando, pensaci anche tu magari solo per farti una chiacchierata con qualcuno di esterno.
ci son oassociazioni di supporto, c’è un sacco di gente pronta ad aprirti le braccia e a volte un estraneo è meglio..
non posso condividere la sua scelta, ma non lo giudico e non lo giudicherò mai perchè gli voglio troppo bene e posso solo immaginare cosa avesse nella testa: i suoi demoni, la sua tendenza al lato oscuro, il disgusto per questo mondo, per l’ipocrisia, per il male, lui e la sua correttezza intellettuale.
A tutti coloro che pensano a farla finita mando un abbraccio e un bacio, spero che uscendo di casa trovino un po’di speranza, trovino la forza di fare un altro passo, non si vive per gli altri è vero, ma magari domani ringrazierete il cielo di non aver fatto nulla. In fondo la vita è una e una sola, vale davvero la vita di buttarla così? L’unica cosa che abbiamo è quella in fondo… anche quando tutto va male e sembra che non si veda la luce in fondo al tunnel.
e a te tati mando un abbraccio fortissimo, qualsiasi cosa scrivimi
No,il suicidio mai.
Eppure ci sono momenti che se non fosse per le persone che ho a fianco , anche se loro non sanno nulla , mi sarei già ammazzato , non riesco a dare loro la sofferenza perchè togliendola a me , la lascerei a loro e loro passerebbero lo stesso mio problema dopo . Ma sono 10 anni che sono chiuso in una gabbia da dove non riesco più ad uscire , gli sforzi che faccio sono come fermare il vento che soffia . E tutte le volte che provo a cambiare qualcosa , immancabilmente succede un qualcosa che mi rimette sulla linea della partenza e vi posso assicurare che 10 anni a pensare tutti i santi giorni a trovare il sistema di cambiare….. E una tortura continua lenta giornaliera di ora in ora , ho perso i capelli , sono ingrassato di 50kg e continuo a masticare con i denti i quali ne ho gia spaccati 8 dentoni !!! Tutti scrivete belle parole , altri scrivono il dolore nella perdita del proprio caro … Ma nessuno di voi ha provato la tortura giornaliera della propria vita e se voi aveste provato , sareste felici per chi hanno finito di soffrire . Pensate ad una persona che ha una brutta influenza , non siete felici per loro quando guariscono ? No preferite che vadino in cura a farmaci , continuino a soffrire e non passino la palla della sofferenza a voi …. Pensateci bene !!! Io soffro , i miei familiari non sanno nulla e non voglio dare loro pesi ma vi assicuro che , tenere per se la sofferenza non è bello ti mangia lentamente tutti i giorni è come avere addosso un verme che ti mangia lentamente e che più lo cacci e più lui ti morde la carne ….
forse entrambe le cose,forse nessuna delle due.Io credo che il suicida sia stato sovrastato da cose immensamente più grandi di lui,cose cattive.Quando ho cercato di morire mi è dispiaciuto di non avercela fatta,3 volte.Adesso non ne ho il coraggio,quindi attualmente potrei dirmi vigliacco,ma voglio molto bene a troppe persone.Mi immagino morto e tutte le persone amate sconvolte.Secondo me la religione non dovrebbe immischiarsi in una cosa talmente profonda.Un prete non ha voce in capitolo.Se Dio vede una persona soffrire così tanto da prepararsi al suicidio,dovrebbe donargli qualcosa di meraviglioso,le persone disperate vengono allontanate dal mondo per la cattiveria e l’indifferenza di altri più fortunati.Non pensiamo al suicidio ad un gesto stoico dei samurai,è sempre disgrazia,sempre dolore.
David, concordo pienamente con te. Il suicidio è sempre, sempre, in qualsiasi circostanza esso avvenga o voglia avvenire, un grido di dolore, sofferenza, disperazione. Io (ma non sono l’unico) lo vedo come il gesto ultimo che una persona incompresa può compiere per lanciare al prossimo un fortissimo grido di aiuto. Se c’è chi, attorno all’aspirante suicida, non si rende conto della disperazione interna proveniente da questa persona, è palese che si ricorra a mali estremi. (al riguardo vi risparmio il proverbio…frase stereotipata, no?) Io ho avuto più volte pensieri suicidari per la mia malinconia e insoddisfazione perenne, ma non sono mai riuscito ad andare oltre la fatidica soglia. Ciò non toglie che io trovi riprovevole condannare il gesto del suicidio come fanno in molti. O meglio (debbo spiegarmi meglio). Non approvo affatto la soluzione del suicidio come metodo per risolvere i problemi, certamente, perché esistono molti altri metodi meno drastici per farlo. Però trovo INGIUSTISSIMO iniziare a sputare sentenze e scagliare critiche a chi medita il suicidio. E’ troppo facile giudicare e soprattutto CONDANNARE quando da certi livelli di sofferenza non ci si è mai (fortunatamente – per carità) passati. Dunque, a tutti i bigotti, moralisti, ottusi che attaccano chi vorrebbe suicidarsi vorrei dire: FATEVI UN BELL’ESAME DI COSCIENZA. Perché se c’è qualcuno che pensa al suicidio è perché STA MALE e non è certo con la critica, il moralismo, la rigidità mentale, la freddezza e durezza che si aiuta chi sta male.
Tutto ciò…almeno è il mio punto di vista. Ma non credo affatto di essere l’unico a pensarla così. Il mondo è pieno di persone che soffrono, l’apparenza inganna SEMPRE (non TALVOLTA, ma SEMPRE!). E purtroppo è anche pieno di indifferenza. Spero solo che tutti quelli che pensano al suicidio in questi momenti riescano a trovare qualche miserissimo appiglio per andare avanti, qualcuno, fosse anche il cane di casa o l’animale domestico, che regali loro un briciolo di speranza. Perché di questo, di SPERANZA, hanno bisogno queste persone…e non di critica.
Ciao
Simone
Sono Silvia,ho scritto qui tempo fà,una cosa molto breve e priva di dettagli personali. Più che altro era una sorta di domanda che faceva pressione dall’interno:”Cosa spinge a lasciare un proprio pensiero qui?” Di tanto in tanto ho continuato a leggere i pensieri delle persone. C’è chi espone il proprio pensiero timidamente,ed in modo terribilmente dolce riesce a raccontare un dolore intimo e profondissimo. Al contrario, c’è chi in maniera quasi prepotente si mette le vesti del giudice, giusto il tempo di comporre un periodo,e tenta di argomentare la validità o meno di decisioni che intimamente gli risultano incomprensibili.C’è poi chi, magari come me, ha barrato la casellina “avvisami quando arrivano nuovi commenti” e di tanto in tanto è passato a leggere i pensieri altrui e tra riflessioni, commenti e qualche battibecco non ha più scritto nulla.
Io torno a scrivere perchè c’è una cosa che mi ha colpito e volevo lasciare la mia opinione. Qualcuno ha tirato in ballo gli animali domestici, in particolare i cani, come una sorta di appiglio per andare avanti in caso di pensieri di suicidio. Non mi si fraintenda,io comprendo questo pensiero più di quanto non si possa pensare, mi spiacerebbe però qualcuno pensasse di risolvere i propri problemi di insoddisfazione nei confronti della vita prendendo un cane. Chi ha lavorato con i cani conosce bene le potenzialità di questi splendidi animali, anche nel campo della pet-therapy, ma sa anche quanto ciò sia impegnativo. Un cane è un essere vivente, ed è VIVO, ha energia fisica da spendere e bisogni mentali da soddisfare per essere equilibrato. Un cane equilibrato può essere davvero un’amico impareggiabile, ma non bisogna mai dimenticare che un cane non può sostituire i rapporti umani.
Un cane sul quale si riversano frustrazioni e stati d’animo negativi, come un cane costantemente ricoperto da troppo, troppo di tutto, dal cibo all’affetto (come ad esempio tutto l’affetto che accumuliamo dentro ma che non riusciamo a spendere verso i nostri simili) sarà un cane che con alte probabilità svilupperà disturbi comportamentali dovuti in buona sostanza a noi.
Se qualcuno mi chiedesse: un cane ti può salvare dal suicidio? Io direi si, può salvare dal gesto. Ma non può salvare dal pensiero sulla vita.E la differenza tra chi si è trovato almeno una volta nella vita a meditare il suicidio e chi invece non ha mai preso minimamente in considerazione la cosa sta tutta qui: pensiero sulla vita(diverso).
Silvia
Simone,grazie del commento,ovviamente cerchiamo di lenire sofferenze(per quanto sia possibile quì),di aprire uno spiraglio di luce,di allontanare idee terribili appunto il suicidio.Ti posso dire che nel ’96 quando tentai tre volte il suicidio avevo fissazioni religiose rivolte soprattutto alla dannazione…In effetti agitare lo spauracchio di punizioni divine tremende manda in tilt la poca ragionevolezza di momenti di immenso dolore e disperazione,specie se hai perduto il grande amore e capisci all’improvviso che è stata colpa tua.Si entra in un meandro pazzesco.Vili i suicidati…ma dove?Eroi di guerra,pugili,combattenti della vita,idealisti,Yukio Mishima,i kamikaze…oppure eroi nel piccolo di ogni giorno come me e te?Quell’imbecille ha per caso una macchinetta per valutare eroismo e viltà…Sì perchè uno che si permette di parlare di viltà e coraggio non può essere che un grosso imbecille…oppure un talebano,in questo caso biglietto di sola andata (si consiglia)per un accampamento talebano.Questa è forte,poi uno che dice “guardate me cosa ho passato io).Il fatto è che ci sono più fanatici esaltati qua che in tutta Teheran!!!!!
Oltretutto un povero disgraziato al culmine della sofferenza…”E’vero sono un povero vigliacco non merito altro che di morire…”ed ecco che gli stregoni come Marco raggiungono al contrario il loro intento…
X SUSI: tu hai altri fratelli? anche io ero molto molto legata con mio fratello… e lo so che sembra scontato dirlo,ma era veramente una persona buona e avanti x questa società… poi c’è stato un cambiamento improvviso…come un lato oscuro che lo stava invadendo… come se visto che il mondo fà schifo e non posso cambiarlo,allora mi adeguo ad esso… xò io ho fatto mesi ad odiarlo… mi ha lasciata qui sola… ha scatenato un putiferio in famiglia (i miei erano separati) e io sono nel mezzo di tutto… incosciamente,penso ancora che lui nn è morto,e che il corpo che hanno trovato era di qualcun’altro x far credere alla sua morte… è assurdo ma io ci spero ancora! che lui sia vivo….
Sono un lettore che ha attraversato un simile tragico momento e credo che la tua pertinente domanda sia dovuta solo ad ignoranza profonda (non conoscere) dei tragici momenti che preludono tale scelta.
Né uno né l’altro di quelli che tu citi, semplicemente il desiderio profondo di mettere fine ad una sofferenza diventata enorme, spaventosa, ingestibile, insopportabile; questa non è arrivata all’improvviso, ma viene da molto lontano ed è tremenda… le ragioni: moltissime e tutte importanti.
Per quanto riguarda la tua seconda domanda, è programmata nei minimi dettagli, non vi è spazio per alcuna improvvisazione… Ogni passo succedutosi, non fa che avvicinarti a tale traguardo. Ma c’è un pericolo, maggiore della morte stessa… se sbagli, pagherai conseguenze devastanti, senza alcun aiuto.
La gente, i medici, la società, non comprende, non è attrezzata per comprendere e iniziano a classificarti, oppure ad allontanarsi, creando il problema ancora maggiore, devastante. Parlano di depressione, di stress, a volte persino di malattia… in parte è vero, ma nessuno ti aiuta a rimuovere il vero problema che ti ha portato a vedere come unica soluzione tale determinazione. Capisci allora che sei solo, che non c’è nessuno che potrà aiutarti e questo, non fa che peggiorare di molto le cose.
Il suicidio, qualsiasi sia la ragione che ti porta a decidere di farlo, è sempre la stessa: trovare una via di fuga estrema per sconfiggere il terrore che ti opprime e ti demolisce.
Michael Hutchence cantante degli INXS scrisse “Suicide Blonde”,canzone di grande successo.Anni dopo si suicidò per la tragica separazione dalla sua compagna Paula Yates.Due anni dopo Paula morì per overdose.Lucy Gordon attrice inglese si suicidò il giorno prima del suo compleanno,alcuni suicidi sono talmente tragici che mi hanno colpito particolarmente.
il suicidio non è né coraggio né viltà ma l’ultimo o forse il solo grido disperato atroce di un esistenza ai limiti dell’affetto, ai limiti della società, ai limiti di tutto quanto c’è da sopportare.
Un gesto che rende visibile a tutti quelli che ci circondano il dolore che ci ha oppresso, che allo stesso tempo in un attimo ci libera dalla morsa di angoscia, solitudine e masochistica riflessione compulsiva che stringe ogni istante di una vita che non si sente più propria. un vita divenuta prigione, condizione immutabile e tanto insopportabile da non aver più nulla o nessuno per cui voler rimanere e combattere.
non c’è coraggio ne viltà nel decidere di morire ma solo un inspiegabile sofferente e dolorosa solitudine.
A MIA SORELLA DANIELA
mi manchi angelo mio
@ GIANLUCA : Concordo su tutto quello che scrivi, anche per me è così. Il suicidio è l’ultimo, estremo grido di solitudine e contatto che si vuole instaurare con gli altri per comunicare loro quanto la vita ci ha fatto male, in una misura che va oltre, ben oltre alla capacità o possibilità di comprensione da parte dell’essere umano. Soltanto chi vive questo desiderio può capire. A tutti coloro che giudicano parlando di viltà o coraggio vorrei dire che nessuno ha capito niente. Ciao
Il suicidio è un atto di questa vita e come tale va considerato,una persona secondo me deve essere giudicata per come vive e non per come muore(tranne atti di altruismo o di aiuto verso altre persone,di sacrificio).Per quanto riguarda i bigotti che urlano citando l’inferno,posso rispondere che l’amore di Dio supera l’universo stesso e che Gesù sulla croce gridò al Padre “Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno”e questo parlando religiosamente penso valga anche per l’estrema disperazione e tormento di un essere umano.Io ho tentato tre volte il suicidio e la prima volta infilzandomi con le forbici,e non avrei mai parole per spiegarvi il mio senso di tragedia e di fuggire verso la luce.Ebbi coraggio in un momento quando mi ferivo e pensavo che sarei morto,un attimo dopo quando vidi il sangue cadere nel lavandino chiesi di non morire.E non sono morto.Ero vigliacco oppure coraggioso?.Nessuno delle due,avevo amato la donna dei miei sogni inutilmente.Ero solamente un ragazzo distrutto.
Suicidio. La mia scelta è obbligata, unica ed ultima; non ne sono neppure dispiaciuto, il tempo di mia competenza si è esaurito. Sono mesi e mesi che sono dentro a questo incredibile, estenuante calvario. Ho solo amarezze… essere caduto senza riuscire più a rialzarmi come avrei desiderato, senza un miserevole aiuto per poterlo fare !
Alcuni dicono che ci vuole più coraggio a vivere che cessare di farlo…
Si mettano al posto di coloro che si trovano di fronte una simile scelta, poi, forse, ne potremmo ridiscutere su basi egualitarie… Essi ignorano totalmente l’infinita disperazione, sofferenza, solitudine, senso di inutilità, che si prova e si percepisce in ogni istante di vita che scorre inutilmente; non rimane che il solo desiderio di porre fine ad una angosciante situazione ove non si scorge nessuna mano d’aiuto, nessuna possibilità fattiva ed utile, solo un tunnel buio e tremendo che sconvolge ogni giorno di più. Ti corichi e sei distrutto dalla disperazione più profonda. Ti svegli, ti alzi e non vedi davanti a te alcun cambiamento, solo un peggioramento della situazione, sempre maggiore, demolente, distruttivo… sino a non avere più alcuna volontà nel proseguire oltre un cammino divenuto impossibile e senza alcuna via uscita. Rimandi, attendi, speri, ti esaurisci sempre di più, sino a non riuscire più a gestire le cose più semplici, solo con l’assillante domanda: ma si rendono conto che così non puoi andare avanti ? Non ne hai le risorse ?
No, non se ne rendono conto, sono presi dal loro incredibile egoismo senza neppure immaginare che, in un qualsiasi momento, loro stessi potrebbero cadere in un tunnel così angosciante, per una qualsiasi delle centinaia di ragioni che potrebbero sopraggiungere inaspettatamente.
La vergogna, l’ingiusta ragione che mi ha portato a vivere una simile degradante esperienza, mi regalò così tanta solitudine e sofferenza, ma esisteva ancora la speranza di un domani “possibile” fatto di piccoli aiuti pratici, stimoli, di ascolto… Ma è più facile parlare che ascoltare…
Il devastante rendermi conto che nessuno voleva provare ad offrirmi una possibilità per provare a rialzarmi… l’assistere incredulo all’unica e possibile soluzione che si ripresentava continuamente davanti senza un attimo di tregua… vedere esplodere in mille rivoli la fiducia negli altri, in me stesso, nella società… uno scenario demolente, immane, distruttivo… un’apocalisse della razionalità… uno scenario d’immane sconfitta.
Caro Antonio, la gente purtroppo non ha nemmeno idea di cosa significhi veramente la parola “Disperazione”. Solo quelli che l’hanno provata o la stanno provando possono capirla fino in fondo!
Ti sono vicino e spero che tu riesca a risolvere presto tutti i tuoi problemi, anche se so che non è facile.
Un caro saluto.
Anni fa credevo fosse un atto di viltà, di fuga dai problemi e un insulto a chi vorrebbe e non può vivere. Poi mi son dovuta ricredere. Non dico sia un atto di coraggio ma la vedo solo come una resa. Sei stanco di lottare, vedi che niente intorno a te cambia e non ci sono spiragli di miglioramento. Una vita ad essere forte e ti ritrovi con niente in mano…sinceramente non mi sento più di condannare una scelta simile.
E’ una situazione molto diversa da chi per malattia è cosciente che il suo tempo sta terminando inesorabilmente, egli/ella ha o avrebbe ancora molto da dare e da ricevere dall’esistenza… chi arriva a tali scelte invece, sa che nessuno si cura di lui/lei e della sofferenza profonda che si prova. Essa è di ordine psicologico, è molto più grande di quella fisica dovuta ad una malattia, non vi sono farmaci utili, quelli esistenti addormentano non curano, diventi uno zombie ancor più se si ha la grazia di avere ancora un encefalo intatto e la facoltà di pensare. Io ho provato entrambe queste sofferenze, sia quella fisica che quella psicologica, ecco perché sono certo che la sofferenza psichica è notevolmente più distruttiva di quella fisica, il sonno stesso è disturbato…
Ci furono momenti in cui io desideravo potermi rinchiudere in un luogo protetto e poter dare un mio piccolissimo contributo affinché coloro che vivono il loro ultimo metro di viaggio si sentissero meno isolati e soli. Potete essere certi che avrei dato tutto me stesso per fare un buon lavoro senza risparmiarmi, avrei saputo vincere la vergogna che mi corrodeva perché mi sarei sentito ancora vivo e necessario, almeno un po’ utile, facente parte della società.
Quando si perde questo “animalesco” istinto, si sprofonda nell’angoscia più profonda perché, in fondo, siamo animali sociali e non possiamo fare a meno di vivere in comunione con gli altri a noi simili. La Religione, qualsiasi essa sia, lo sa bene, ed ha eretto le sue regole e fondamenta per prosperare nei secoli proprio su questo. L’isolare, il bandire, allontanare, interdire, è una condanna che demolisce nel più profondo dell’essere umano; annichilisce e ti spoglia di ogni volontà nel proseguire un percorso difficile senza speranza… La Chiesa l’utilizzò per secoli… ricordate Canossa ?
E’ una condanna peggiore di molto alla morte… regala una sofferenza distruttiva, profonda, crescente, incolmabile, e con essa una vergogna non razionale, ingestibile !
Sto vivendo le mie ultime ore in una confusione incredibile, ho milioni di ricordi che mi spossano e demoliscono. Che esistenza inutile ho vissuto !
@ Cantautore Grazie di cuore… sento che sei sincero/a. Un mondo di auguri a te !
Caro Antonio, cerca di trovare la forza per resistere qualche altra settimana e poi ti aiuterò io economicamente, se è questo il tuo problema principale ora, alla faccia di tutti quei grandi tirchi e falsi cristiani che, dappertutto andranno tranne che in Paradiso, se ne esiste davvero uno!
Non disperare quindi, perché una persona che ti vuole aiutare almeno l’hai trovata!
E, ripeto, dammi solo qualche settimana di tempo.
La cattiveria umana comunque non ha limiti e non finirà mai di sbalordirmi e sai perché? Perché ieri sera, ad esempio, ho incontrato per caso una signora disperata che piangeva perché era scappata da casa dal convivente violento che la picchiava, infatti era piena di lividi anche sul volto. Quindi quella povera signora si è rivolta a me, piangendo e supplicandomi di portarla a casa dei suoi genitori che abitavano in un altro paese perché tutti i passanti strafottenti e cattivi ai quali la povera signora si era rivolta l’avevano snobbata alla grande!
Che vergogna e che bastardi! Io putroppo proprio ieri sera non avevo la macchina per accompagnarla e quindi poi ho sbattuto per più due ore prima di riuscire a trovare qualcuno che accompagnasse quella povera signora, ma la cosa ancora peggiore è che nemmeno alla polizia e fregato nulla di quella povera signora, ma ti rendi conto?
Insomma, alla fine, a tutti quei cretini che si sono rifiutati di accompagnare quella signora ho detto chiaramente in faccia che erano dei cattivi bastardi!
Io non so davvero che cuore hanno certe persone.
Sono veramente senza parole|!
Un caro saluto.
Antonio, ti lascio anche il mio contatto di Messenger/E-mail: Cantautore68@hotmail.it
Amico Cantautore, desidero ringraziarti pubblicamente per le tue bellissime e nobili parole e intendimenti.
Sono sette lunghissimi, pesantissimi, anni che cerco di gestire una sopravvivenza che abbia una parvenza minima di umano, iniziato tutto da un tentativo di porre termine ad una esistenza divenuta pesantissima con una solitudine ingestibile indotta da altri. Possedevo risorse notevoli, credimi, non di ordine economico, avevo una esperienza di vita e di lavoro molto particolari, gratificanti da ogni punto di vista e tuttora, se ne intravedono le ombre. Ora distrutte e demolite dopo che il fisico ha chiesto la sua parte per avermi sostenuto in situazioni tremende.
No, Amico mio, non sono ragioni economiche che mi hanno portato alla situazione in cui mi sono ritrovato devastato e incapace di rialzarmi anche solo in ginocchio. Esse sono importanti, tuttavia non sono né la causa né le origini di tanto malessere.
Nell’esistenza umana, le ragioni che distruggono il desiderio di continuare il percorso che ci è stato regalato sono molteplici, tutte molto importanti. Quelle primarie tuttavia, sono il non sentirsi ascoltati, creduti, accolti, stimolati ed infine aiutati moralmente… se tutto questo manca, puoi anche vivere nel benessere economico, ma sei demolito, ti senti isolato come un naufrago, allontanato, incompreso e tutto perde il suo significato ! La solidarietà è la cosa che oggi manca maggiormente, il poter comunicare nella certezza di essere almeno ascoltato… In momenti, come quelli attuali, in cui le difficoltà sono enormi per tutti, il bisogno profondo di tale “solidarietà” diventa primario anche se, a prima vista, le difficoltà economiche possano apparire molto difficoltose. E’ una carezza fatta al cuore, di valenza enorme che aiuta a percorrere ancora un po’ di cammino e cercare di ricominciare tutto d’accapo.
Continua con il tuo procedere, ad essere di aiuto e di stimolo con i tuoi simili, siine fiero ed orgoglioso, questo fa di te un vero ”uomo”, il resto è solo un contorno inutile !
Ti ringrazio per la tua disponibilità e stimolo, ti contatterò privatamente. Grazie di cuore, temo però che tu sia comparso troppo tardi. Antonio
Caro amico Antonio, non ti ho ancora detto che io avevo un fratello di 44 anni che si chiamava come te, che abitava a Parigi (città dove sono nato anch’ìo) e che nel 2001 è volato in cielo a causa di un tumore ai polmoni! Il vuoto che mi ha lasciato questo mio fratello, ovviamente, è incolmabile, e il dolore per la sua perdita, inconsolabile, ma, come tutti gli altri miei familiari, ho dovuto farmi molta forza anch’ìo e continuare ad andare avanti anche senza di lui, visto che, fra tutti i fratelli che ho ancora adesso a Parigi, dopo il mio gemello, Antonio era il mio preferito e lo adoravo davvero!
Per non parlare poi dei miei genitori che ho anche perso, ma soprattutto di mia madre che ho perso 4 anni fa e che più di tutti mi ha frantumato il cuore in mille pezzi per il dolore!
Ti ho voluto dire tutto questo perché è proprio vero che, sia la mancanza d’amore e di affetto che la solitudine, mietono molte più vittime di tutte le guerre, le sciagure e le malattie fisiche messe insieme, perché è il nostro cuore umano ad essere stato creato troppo vasto, per cui alla fine nemmeno le gioie più grandi della terra potranno mai colmarlo fino in fondo perché saranno sempre troppo piccole.
Ed è ancora peggio, come hai detto appunto anche tu, quando si è incompresi da tutti, oltre a tutti i dolori che già ci tormentano e ci rendono l’esistenza triste, difficile ed invivibile. Infatti “Incompreso” è il titolo di una delle mie ultime canzoni.
Alcuni mesi fa, per esempio, quando le mie due adorate bambine non volevano più vedermi (visto che con mia moglie mi sono separato 6 anni fa ed ora le mie bambine vivono con lei) mi sentivo anch’ìo molto più incompreso da tutti, perché nessuno poteva capire appunto il dolore infinito di un padre, tranne quelli che lo avevano già provato) io, disperato, pur essendo sempre stato molto forte di carattere, mi misi a piangere come un bambino, una sera, davanti ad uno dei pochi amici veri e sinceri che avevo, e quell’amico sai che fece? Mi abbracciò con un grosso abbraccio fraterno e sincero ed in quel momento io mi sentii molto meno triste e solo! Perché è proprio vero che la vicinanza di qualcuno, quando ne abbiamo più bisogno, ci regala sia un sorriso, sia, come hai giustamente detto anche tu, una carezza al cuore.
Ma questa non è roba per tutti, purtroppo, perché sia i vuoti che gli insensibili, come ti ho già detto in una delle mie precedenti risposte, questo non potranno mai provarlo perché saranno sempre troppo pieni di sé per lasciare spazio nel proprio cuore anche agli altri e ai sentimenti, alle emozioni e alle sensazioni!
Quando si è in due o in tre o in molti comunque non si è più soli!
Infine non mi devi ringraziare, perché io quello che faccio lo faccio sempre con tutto il cuore e senza tornaconto.
A presto.
Un caro saluto.
Io ho una mia opinione sul suicidio nata da un’esperienza personale. Se vi interessa potete leggere l’articolo che ho scritto riguardo il suicidio che potete trovare al seguente indirizzo: http://trascendente.altervista.org/quando-tutto-sembra-finire/
Grazie!
Secondo un mio punto di vista il suicidio non é altro che una scappatoia forse la più facile per non assumersi la piena responsabilità e per paura di affrontarla. La vedo come un essere codardo.
Io penso che il suicidio per essere considerato un atto di coraggio non dovrebbe assolutamente essere fatto a scopo dimostrativo, cioè per impressionare qualcuno. Non so cosa siano le delusioni d’amore, perchè in 33 anni non sono mai stato con una donna, e questo è uno dei motivi per cui vorrei suicidarmi. ma non mi accontento di stare con una qualunque.. voglio una che amo e che mi ami per come sono fatto e basta, senza altri secondi fini. finora in una società così stronza ed egoista non mi è ancora capitato. Voglio fare un sacco di soldi per poter fare tutto quello che mi pare, e la prima tra queste è andare a vivere in una società meno ipocrita. visto che io non voglio cambiare, adattarmi x diventare falso, ipocrita ed egoista pure io come gli altri, non posso fare altro che cercare un altro posto dove vivere. Forse è un utopia, alla fine tutto il mondo è paese è vero.. però le persone non sono tutte uguali. Se qui la gente quando ti vede in giro mentre soffri ti evita, o ti ride in faccia, per paura di avere fastidi o più semplicemente perchè non gliene frega un c.... di te, mentre quando stai bene molti di questi ti vengono a cercare per fartisi amico.. questi sono gli effetti dell’egoismo. ma non è detto che questo atteggiamento di ripeta ovunque.. e poi gli angeli custodi ci sono sempre, non sono tutti stronzi. quelli se puoi li eviti, mentre gli angeli li devi cercare. e credo sinceramente che se ognuno fosse meno egoista non ci troveremmo a vivere in una società così di merda come la nostra, e con così tanta gente che pensa al suicidio.
Sò cosa è la disperazione. Ho già tentato il suicidio almeno 3 volte in passato, ma mai in modo non convinto.. quindi sono sopravvissuto. e non ho manco riportato danni fisici di nessun tipo. mi ha detto bene.. in effetti la cosa che mi spaventa di più di questa cosa non è la paura della morte, ma la possibilità (concreta) di restare handicappato x il resto dei miei giorni se qualcosa va storto.
sinceramente credo che vivere una vita in cui tutti i bisogni sono continuamente frustrati non abbia alcun senso. io non sono ancora a questo livello, ancora no. mi tiene vivo la voglia di cambiare tante cose della mia vita e la consapevolezza che ciò può succedere veramente da un momento all altro.
voglio dire un altra cosa: quando ho tentato il suicidio ero assolutamente convinto che alcune cose che desideravo non sarebbero mai potute accadere, invece dopo molto tempo sono accadute, e altre stanno per accadere.
penso che chi vuole fortemente il suicidio ma poi non lo fà non è un vigliacco, e chi lo fà non è un eroe. però penso che chi resiste alla disperazione, attraversa le difficoltà, non si arrende ed è disposto a rischiare anche la vita per risolvere il problema, quello è un eroe
io è da qualche settimana che sto pensando di farla finita. non so sinceramente cosa mi trattiene. ho perso tutto: amici neanche uno. la mia ragazza mi ha lasciato 2 mesi fa dopo sei anni dicendomi che non mi amava più. stranamente non mi ama più al termine di una crisi psicologica durata un anno durante il quale ansia e attacchi di panico hanno fatto da padroni facendomi rinchiudere in casa. mi ha lasciato quando avevo più bisogno di lei. e questo non l’ha capito. ha scelto se stessa. ma alla fine è stata anche colpa mia…e per questo prima o poi dovrò pagare!!!
gli altri, al centro di ogni richiesta di aiuto o di ascolto abbiamo il bisogno dell altro. Ma gli altri si salvano, gli altri vanno via perchè è giusto che sia cosi. La solitudine, l’inconsolabile vuoto che abbiamo intorno lo scegliamo anche se non ce ne rendiamo pienamente conto. Quello che voglio dire è che non possiamo anche se è più facile dare la colpa agli altri, non vi è mai capitato di scappare da situazioni altrui difficili? A me si tante volte. E altrettante scappo da me stessa chiudendomi in casa l’unico luogo dove posso essere chi sono e non avere gli attacchi di ansia o di panico. Vedete, non è cosi tremendo per un pò stare fuori dalla società che ti vuole in un dato modo, che conta su di te perchè sa che da te può ottenere cose piacevoli. alle volte di essere piacevole non mi importa affatto. Il primo passo per uscire da alcuni tunnel è accettare che ci siamo dentro, ed è tutto sommato anche abbastanza fisiologico. Chiunque di noi ha i suoi momenti di non vita anche se esternamente vive. Non si è immuni dal dolore, dalle perdite e neppure dalla vita fatta di pianti e di disperazione, però è vita. Io non voglio ergermi a paladina della vita a tutti i costi ma ho trascorso un mese in ospedale con la persona a me più cara e ho capito quanto fosse essenziale combattere per lei accanto a lei. Ho capito che cosa significa sentirsi in colpa perchè quel giorno hai lavato i capelli e la tua chioma passa nel reparto di oncologia e l’attesa li non è per il parrucchiere ma per la terapia. Forse la vita va apprezzata, che dite? perchè nessuna depressione può giustificare il vuoto che lascerebbe la vostra morte. ma avendo perso un fratello suicida sono anche la meno adatta per far finta che si possa vivere essendo sufficiente il sorriso. Ci vuole di più magari chiedere l’abbraccio, sentire che si ha bisogno di qualcosa e cercarlo… ovunque.
Cara Giulia,una vera tragedia,mi dispiace,credimi.
per david… no, non è una tragedia… non lo è mai. E’ solo la vita e tutto ciò che si può fare è accettarla.
Secondo me è un atto di coraggio,ma pochi riescono a compierlo..molti hanno paura del dopo, di lasciare la via vecchia per la nuova..e quindi si rimane intrappolati nella vita con le catene che ci sopprimono
Uffy hai ragione,però secondo me è nella maggior parte dei casi è disperazione.Per chi resta l’amore/dolore per gli scomparsi.Ai miei tempi la morte era temuta,oggi l’esaltazione le droghe,l’alcool,il bisogno di adrenalina,come quegli stupidi antagonisti no tav.
Da 10 anni soffro per l’abbandono di mio marito, per la morte di mia madre, deceduta …..alla vigilia , x mia figlia che non vedo da 2 anni.e ad oggi il mio compagno rischia la galera …e io dovrei vivere…….ho 52 anni sono senza lavoro e senza un soldo….e tutto questoEr volere bene al prossimo…..
Suicidio Non è vigliaccheria….è non avere più niente e nessuno per cui vivere…vegeto…
Cara Aurora, non so cosa dirti, perché mi sentirei forse un idiota a darti consigli, specie perché proverrebbero da un ragazzo di 30 anni che ha sofferto tutta la sua vita e sta ancora soffrendo come un cane, a causa di genitori iperprotettivi e, soprattutto, di una società e amici che lo hanno privato della sua stessa personalità. Posso solo augurarti tutto il meglio e sperare con te che quest’anno nuovo ti porti qualche soluzione alternativa ALMENO a QUALCHE problema dei tanti che hai e che stai vivendo. Di più non posso fare, ahimè. E in ogni caso, resto anch’io fermamente convinto che il suicidio non sia affatto un atto di vigliaccheria, ma una scelta: se non sentiamo di farcela più, vuoi perché la società non ci fa più vivere, vuoi perché siamo noi a non sentirci più in sintonia con essa, è giusto che a noi stessi sia concesso il diritto di decidere cosa farcene della vita. Un abbraccio e sii forte. Da un ragazzo che per Capodanno era seduto al tavolo dei suoi genitori, con i loro amici, immaginandosi impiccato a un albero tutto il tempo. Ciao
Nè coraggio né viltà.
Le motivazioni possono essere moltissime.
Basta leggersi il trattato di Durkheim.
Il problema è che le leggi di molti stati non consentono a chi si è semplicemente stancato del diuturno teatrino quotidiano di togliere il disturbo in punta di piedi, ma lo costringono a buttarsi dal balcone o sotto la metropolitana, causando disagio alla circolazione stradale, o a fare fracasso e imbrattare il pavimento utilizzando armi da fuoco, invece di poter inoltrare una semplice richiesta di una iniezione letale in un ambiente sterile ed asettico.
Vorrei ringraziare Cantautore che con la provocatoria domanda iniziale penso avesse sana intenzione di aprire ad uno spazio opportuno di vissuti testimonianze ascolto sull’argomento SUICIDIO. Il tema proposto favorisce a confidenze autentiche perché chi sa di cosa si sta parlando,libero da scudi protettivi che non ha più bisogno, può parlare di sé in modo autentico.
Da me, lontano suicida non andato a ‘buon fine’, di poi successiva depressione e psicanalisi,ecc, che sono ora per altri vissuti nel bisogno e desiderio di ascolto di esperienze e vissuto di altri, vorrei condividere il mio sentire:
– penso che si possa cercare il suicidio quando la sofferenza ci sembra troppa, traboccante la capacità di propria sopportazione
– quando viene la disperazione, ritengo che per me non c’è e non ci sarà più speranza
– per consapevolezza della solitudine: chi è precipitato così tanto nel baratro da avervi toccato il fondo, vi ha maturato cupa consapevolezza della tua Solitudine che nessuno, nessuno mai potrà arrivare a comprendere, perché l’hai conquistata con sofferenza su sofferenza (laddove la parola sofferenza nemmeno rende il senso dell’interiore tormento dilaniante che con essa parola si vorrebbe dire). Ho letto-ascoltato tutti i vostri-nostri post… Come spero che Antonio (prendo lui ad es. di tutti che si sentono al limite) potesse leggermi, significherebbe che qualcosa di inatteso è accaduto, che è ancora con noi che faticando andiamo avanti nella vita.