Il suicidio è un atto di coraggio o di viltà?
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti, visto che su questo forum molte persone hanno propositi suicidi, soprattutto in seguito a grosse delusioni d'amore, quindi secondo voi il suicidio é un atto di coraggio o di viltà? È l'ultimo atto di amore per la vita, oppure l'estremo gesto di rifiuto della vita stessa, considerata...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 10 Settembre 2007
L'autore ha condiviso 8 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Cantautore.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie:
111 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Caro il mio Marco, mi fa ribrezzo, un terribile ORRORE leggere un messaggio simile come quello che hai appena postato sopra. Io credo che dovresti essere tu a vergognarti prima degli altri, a cominciare dal tono bacchettone con cui ti rivolgi a persone che probabilmente non hanno niente a che vedere con la tua stessa sensibilità (e indubbiamente hanno vissuto esperienze diverse dalle tue). Ma soprattutto, oltre a vergognarti, puoi ritenerti fortunato che la vita non ti abbia messo in ginocchio..perché la volontà anche solo AVVERTITA di togliersi la vità la può provare soltanto chi è stato VERAMENTE messo in ginocchio dalla vita. Eppure, guarda, su molti punti concordo anche con te: chi vuole suicidarsi dovrebbe trovare un po’ più di coraggio, smettere di piangersi un po’ addosso e recuperare pian pianino la forza. Ma ti pregherei almeno di smettere di fare una cosa: parlare di EGOISMO. Perché proprio tu mi vieni a parlare di egoismo? Proprio tu (non TU in quanto Marco ma TU in quanto QUALSIASI altra persona che sta bene e che potrebbe legegre questo post) che sei figlio di una società capitalistica, come quella in cui viviamo, dove è il SINGOLO individuo a rivestire il ruolo principale sulla scena e dove i rapporti interpersonali ormai sono uno specchio dell’egoismo che permea qualsiasi stile di vita?! Smettiamola semmai allora di “accusare” e puntare il dito contro chi si suicida e facciamoci piuttosto un bell’esame di coscienza riflettendo su QUANTO si è egoisti noi stessi. Perché tu, Marco, analogamente a me, credo proprio che non faccia l’eccezione. Anche tu come me sei un frutto del modello egoista e individualista della società occidentale, o quanto meno lo è la tua come la mia impostazione mentale. Tutto questo per dirti..prima di utilizzare toni bacchettoni…azioniamo i criceti del nostro cervello e facciamoci un MINIMO (non si richiede tanto) di autocritica. Saluti
cara Simo, per chiarezza farò un elenco , così eviti di confonderti di nuovo . Forse quando il testo è lungo non riesci ad elaborare bene .
1. non hai capito una se.. del mio intervento .
2. Schifati solo del tuo stesso modo di leggere il pensiero degli altri , senza un minimo di obiettività.
3. non hai la più pallida idea dei trascorsi miei come di chi ha scritto gli altri post .
4. nel mio post , post di qualcuno che ha vissuto esperienze fortissime di cui non ti voglio in alcun modo rendere partecipe data la tua poca sensibilità , cerco di prendere a schiaffi e svegliare in qualche modo chi ne ha di bisogno .. in base alla mia esperienza . Non insulto nessuno , ma al contrario dico di essere CORAGGIOSI , non nel suicidarsi come credi sia giusto tu , ma nel continuare a vivere . Dico di ONORARE la memoria delle persone amate che sono morte anche se non volevano e che di sicuro sarebbero schifate dal cesto di disprezzo (il suicidio) di chi la vita ce l’ha ma non la vuole .
Ma hai letto davvero il mio messaggio ? Dico a chi si piange addosso perché crede di essere inutile, di RINASCERE e do dei consigli concreti , provati e non banali . Ma di che diavolo parli ? Orrore nel leggere cosa ? Ma falli girare tu i criceti nel cervello .
Guarda, ho letto il tuo post soltanto per metà Marco, perché davvero mi schifa quello che scrivi…oltre che IL MODO in cui scrivi. Io sarò poco sensibile, certo (premesso che tu non mi conosci affatto – quindi non conosci neanche tu le esperienze che mi hanno segnato – e premesso che ti trovo una persona veramente esecrabile e indegna di rispetto, dal momento che io non ti ho offeso, per cui se vuoi offendere qualcuno è meglio che tu lo faccia parlando con qualcun altro), ma almeno una cosa concedimela di dirti…devi essere molto frustrato. Perché quello che scrivi mi induce a pensare questo..e lascia che ti dica anche un’ultima cosa…scusa ma io proprio non ti invidio per niente, a fronte della tua frustrazione! Ciao bello, stammi bene d’ora in poi
sì certo ..
Grazie per aver dimostrato quello che volevo ” ho letto il tuo post soltanto per metà ” e con tanta superficialità aggiungo. Vorrei sapere dove sono le offese nei tuoi confronti a fronte, invece, degli aggettivi usati da te “orrore”, “ribrezzo” per aver espresso il mio pensiero ed ora anche “persona veramente esecrabile e indegna di rispetto” , “frustrato”, ecc.
inoltre dov’è che scrivo di invidiarmi e per cosa ? mah .. continua così caro o cara mia . Non ho più intenzione di risponderti .
caro marco io credo che il suicidio non sia la risposta migliore io ho visto morire tra le mie braccie mio fratello che si era tolto la vita, io non credo che si tratti di coraggio o viltà io penso che si tratti di voler trovare una soluzione al dolore e del pensiero che togliendosi la vita non si soffre più ,oppure per rivedere una persona cara che è morta, insomma si pensa che con la morte finisce il dolore e si trova la pace che tutti desideriamo, oppure rivediamo la persona amata . Mio fratello mentre moriva, aveva un’ espressione terrorizzata e non sembrava così in pace come tutti facendo questo gesto dicono e sperano di trovare quindi ti faccio una domanda sei sicuro che con la morte tutto finisce e essi trovano la pace? e se davvero ci fosse un dopo chi si è tolto la vita non se ne sia pentito? rispondimi grazie
Carissima Sylvie, grazie per avermi interpellato e grazie per la pacatezza e moderazione con la quale hai condiviso la tua fortissima storia con noi.
Sono d’accordissimo con te , per me il suicidio non è la risposta migliore né una soluzione.. anzi, è il principio di tanto dolore per tutte le persone care che restano .
Grazie per aver chiesto a me , anche se non ne capisco chiaramente il motivo dato che nei miei interventi MAI mi sono sognato di incitare al sucidio.
Chi tenta o vuole il suicidio spessissimo vive lunghi periodi di estremo malessere e depressione .. NOI TUTTI ancora siamo convinti che siano solo persone deboli , mentre la depressione è a tutti gli effetti una malattia da curare ! Sono fortissimi squilibri ormonali , stati di alterazione mentale non voluta . Possiamo provarli tutti in seguito ad avvenimenti o in particolari periodi della vita, anche senza averne mai avuto sentori precedenti (esempio la depressione post-parto che in alcune donne è violentissima) . Allora andiamo da chi ci può aiutare, come se fosse una malattia da curare che bisogna dei suoi specialisti, perchè questo è !
..aspettate un attimo.. mi chiedevo perché i miei post venissero fraintesi così palesemente .. Vi sono altri marco che hanno pubblicato commenti precedenti ai miei e che io non solo non condivido, ma disprezzo (pur accettando la libera espressione del loro pensiero.)
Io sono il MArco dei post 50-52-54-56.. Spero allora che anche la Simo precedentemente si riferisse a post di un altro Marco .
Da ora cambio nick in MARCOX .. Abbracci a Sylvie .
Ecco perché non mi piace lasciare commenti su siti di questo genere…l’ho fatto in passato e non lo faccio più. Non sai mai con chi parli, chiunque si può spacciare per chiunque altro. Saluti
caro marco x .
io non mi riferivo a te ma a un’ altra persona, si è trattato solo di un’ equivoco .Adesso voglio solo pensare al mio dolore, quindi ti saluto. ciao
Sylvie ti prego reagisci ..
“è qualcosa che si porterà dietro per la vita”…è cosi che scrisse mio fratello quando alla mia età si tolse al vita, scriveva preoccupandosi per me che all epoca avevo appena 10 anni.Mio fratello stesso scrive in quella lettera che il suicidio è un atto da vigliacchi e che si è qui sulla terra per guadagnare con le nostre azioni il paradiso.
Non partite con il mega discorsone religioso non perchè non creda in Dio ma perchè non ha senso inserirlo in una discussione del genere.
Per togliersi la vita ci vuole coraggio ed incoscienza, ci vuole una mente lucida e allo stesso tempo disperata, ci vuole fortuna perchè qualcuno ti fermi, se ne accorga in tempo e ti salvi.
Io di mio fratello ricordo il sorriso, la giovialità e il suo amore per lo sport. Era bello mio fratello.
La cosa che mi lascia inerme è che non mi appartiene più. Il suicidio non è la soluzione dei problemi, dai problemi non si scappa e si affrontano, sempre. E’ un gesto non nobile, per cui sono ancora arrabbiata e per cui nessuna lettera, nessuna parola scritta da quella stessa persona che ti lascia è mai davvero utile a fermare il muscoglio di emozioni che hai dentro.
Il suicidio è un atto di vergogna. Nel mio piccolo paesino natio qualcuno ancora ci guarda e ricorda: perchè un gesto cosi rappresenta per gli altri il fallimento dei principi inculcati dai genitori. O forse no. Forse sono stati cosi ben inculcati che mio fratello aveva sviluppato una sensibilità tale da non sostenere lo schifo che vedeva. La vita va onorata, vissuta con orgoglio ogni santissimo giorno e va benissimo avere un momento di non serenità ma non deve cnducrci a smettere di vivere perchè la meraviglia della vita è davanti ai nostri occhi. è tua nipote che ti chiama zia, è il bambino che da la mano al padre, è il sorriso del sole. Mio fratello rimane il mio grande prezioso incontro… per poco, troppo poco tempo ma so che quando ne ho voglia posso ricordarmi di lui smettendo di leggere i giornali dell epoca ma scendendo in strada aiutando quelle stesse persone per cui lui prima di scendere di casa raccoglieva le monete e le donava. Ogni barbone, ogni giorno. A tutti quelli che pensano di togliersi la vita fare che nessun motivo è abbastanza giusto per suicidarsi, nessuno. E dico che chi va via in questo modo non lascia una ferita aperta ma una voragine incolmabile. Io sono stata forunata: mi ha lasciato l’amore per la vita. A chi pensa all età di 14 15 anni perchè il proprio fidanzato le ha lasciate di togliersi la vita dico che dovreste fare una camminata nei reparti di oncologia degli ospedali e riflettere, riflette… capirete che un giorno un bambino vi sorride e quello stesso il giorno dopo non c’è più. Riflettete non sul modo per morire, ma su quello per vivere.
Io invece non temo il giudizio di nessuno, datemi pure addosso ma per me è un atto di egoismo e di vigliaccheria! E se qualcuno vuole contestarmi e insultarmi, sappia che la mia opinione è la stessa e la ribadisco!
Eroi o vigliacchi è un gesto di dolore terribile.Poi vigliacco?Egoista?Un coraggioso può avere un momento di fragilità,sì come un vigliacco può avere in tutta la vita un gesto coraggioso.Il fatto è che se sì crede nell’amore e al mondo hai soltanto un cane che ti ama non ti suicidare.E un cane che ti ama lo trovi sempre.Non facciamo discorsi più grandi di noi Nick,chi sei un samurai?Un guerriero mitologico?,sei soltanto un presuntuoso che giudica gli altri perchè questo è molto facile.Tu sei coraggioso perchè non ti uccidi?Ma falla finita.Sei uno sfigato parolaio
ciao a tutti,ho 22 anni,e un anno fà esatto,il mio fratello di 16 anni si è suicidato in un modo brutale… non trovo pace,e mese dopo mese anche se fingo di star bene mi sto spegnendo.Vorrei trovare qualcuno che ha vissuto la mia stessa esperienza,qualcuno della mia età pressapoco,che abbia vissuto questa terribile cosa,sono mesi che cerco un confronto perchè penso che chi non c’è passato,non possa capire.
Io penso alla morte in continuazione.
vorrei non svegliarmi più….ma se c’è un dio si è proprio messo in testa di farmi soffrire….sarei disposto anche a pagare qualcuno che premesse un grilletto e mi aiutasse a farla finita.
Per tati, rispondo io. Ho 21 anni e mio mio fratello maggiore di 24 si è suicidato 2 mesi fa.
Hai ragione, chi non c’è passato non può capire e per fortuna, non augurerei questo sordo dolore a nessuno. Ti capisco e so che non c’è una medicina, non si guarirà mai si può solo convivere con il dolore perchè noi dobbiamo andare avanti.
Vedo questa famiglia distrutta, vorrei urlare a tutti coloro che pensano al suicidio di fermarsi, di guardarsi attorno, di provare a essere oggettivi, tantissime persone staranno malissimo, vorrei che nessuno provasse quello che vedo negli occhi dei miei. noi eravamo legatissimi quindi il buco nero della sua mancanza è evidenziato dall’abitudine di passare tempo insieme. Per non parlare dei sensi di colpa che rodono le ossa..
A me ha fatto benissimo avvicinarmi agli altri fratelli. A volte immagino sia solo partito, a volte la mia testa cancella il passato perchè sta affondando troppo in fretta, sempre più spesso lo immagino accanto a me, e immagino cosa lui avrebbe fatto nella stessa situazione, le sue parole, il suo odore, i suoi gesti.
Non lasciarti andare, sii forte per i tuoi, fallo per tuo fratello devi vivere anche per lui e con lui.
Trova qualcuno con cui aprire il rubinetto, io sono quella forte della famiglia quindi provo a esserlo sempre impassibile e di ferro ma tutti noi abbiamo bisogno di aprirci ogni tanto. Io non sono andata da uno psicologo, non so se ci andrò, so solo che le cose peggiorano più tempo passa, ma ci sto pensando, pensaci anche tu magari solo per farti una chiacchierata con qualcuno di esterno.
ci son oassociazioni di supporto, c’è un sacco di gente pronta ad aprirti le braccia e a volte un estraneo è meglio..
non posso condividere la sua scelta, ma non lo giudico e non lo giudicherò mai perchè gli voglio troppo bene e posso solo immaginare cosa avesse nella testa: i suoi demoni, la sua tendenza al lato oscuro, il disgusto per questo mondo, per l’ipocrisia, per il male, lui e la sua correttezza intellettuale.
A tutti coloro che pensano a farla finita mando un abbraccio e un bacio, spero che uscendo di casa trovino un po’di speranza, trovino la forza di fare un altro passo, non si vive per gli altri è vero, ma magari domani ringrazierete il cielo di non aver fatto nulla. In fondo la vita è una e una sola, vale davvero la vita di buttarla così? L’unica cosa che abbiamo è quella in fondo… anche quando tutto va male e sembra che non si veda la luce in fondo al tunnel.
e a te tati mando un abbraccio fortissimo, qualsiasi cosa scrivimi
No,il suicidio mai.
Eppure ci sono momenti che se non fosse per le persone che ho a fianco , anche se loro non sanno nulla , mi sarei già ammazzato , non riesco a dare loro la sofferenza perchè togliendola a me , la lascerei a loro e loro passerebbero lo stesso mio problema dopo . Ma sono 10 anni che sono chiuso in una gabbia da dove non riesco più ad uscire , gli sforzi che faccio sono come fermare il vento che soffia . E tutte le volte che provo a cambiare qualcosa , immancabilmente succede un qualcosa che mi rimette sulla linea della partenza e vi posso assicurare che 10 anni a pensare tutti i santi giorni a trovare il sistema di cambiare….. E una tortura continua lenta giornaliera di ora in ora , ho perso i capelli , sono ingrassato di 50kg e continuo a masticare con i denti i quali ne ho gia spaccati 8 dentoni !!! Tutti scrivete belle parole , altri scrivono il dolore nella perdita del proprio caro … Ma nessuno di voi ha provato la tortura giornaliera della propria vita e se voi aveste provato , sareste felici per chi hanno finito di soffrire . Pensate ad una persona che ha una brutta influenza , non siete felici per loro quando guariscono ? No preferite che vadino in cura a farmaci , continuino a soffrire e non passino la palla della sofferenza a voi …. Pensateci bene !!! Io soffro , i miei familiari non sanno nulla e non voglio dare loro pesi ma vi assicuro che , tenere per se la sofferenza non è bello ti mangia lentamente tutti i giorni è come avere addosso un verme che ti mangia lentamente e che più lo cacci e più lui ti morde la carne ….
forse entrambe le cose,forse nessuna delle due.Io credo che il suicida sia stato sovrastato da cose immensamente più grandi di lui,cose cattive.Quando ho cercato di morire mi è dispiaciuto di non avercela fatta,3 volte.Adesso non ne ho il coraggio,quindi attualmente potrei dirmi vigliacco,ma voglio molto bene a troppe persone.Mi immagino morto e tutte le persone amate sconvolte.Secondo me la religione non dovrebbe immischiarsi in una cosa talmente profonda.Un prete non ha voce in capitolo.Se Dio vede una persona soffrire così tanto da prepararsi al suicidio,dovrebbe donargli qualcosa di meraviglioso,le persone disperate vengono allontanate dal mondo per la cattiveria e l’indifferenza di altri più fortunati.Non pensiamo al suicidio ad un gesto stoico dei samurai,è sempre disgrazia,sempre dolore.
David, concordo pienamente con te. Il suicidio è sempre, sempre, in qualsiasi circostanza esso avvenga o voglia avvenire, un grido di dolore, sofferenza, disperazione. Io (ma non sono l’unico) lo vedo come il gesto ultimo che una persona incompresa può compiere per lanciare al prossimo un fortissimo grido di aiuto. Se c’è chi, attorno all’aspirante suicida, non si rende conto della disperazione interna proveniente da questa persona, è palese che si ricorra a mali estremi. (al riguardo vi risparmio il proverbio…frase stereotipata, no?) Io ho avuto più volte pensieri suicidari per la mia malinconia e insoddisfazione perenne, ma non sono mai riuscito ad andare oltre la fatidica soglia. Ciò non toglie che io trovi riprovevole condannare il gesto del suicidio come fanno in molti. O meglio (debbo spiegarmi meglio). Non approvo affatto la soluzione del suicidio come metodo per risolvere i problemi, certamente, perché esistono molti altri metodi meno drastici per farlo. Però trovo INGIUSTISSIMO iniziare a sputare sentenze e scagliare critiche a chi medita il suicidio. E’ troppo facile giudicare e soprattutto CONDANNARE quando da certi livelli di sofferenza non ci si è mai (fortunatamente – per carità) passati. Dunque, a tutti i bigotti, moralisti, ottusi che attaccano chi vorrebbe suicidarsi vorrei dire: FATEVI UN BELL’ESAME DI COSCIENZA. Perché se c’è qualcuno che pensa al suicidio è perché STA MALE e non è certo con la critica, il moralismo, la rigidità mentale, la freddezza e durezza che si aiuta chi sta male.
Tutto ciò…almeno è il mio punto di vista. Ma non credo affatto di essere l’unico a pensarla così. Il mondo è pieno di persone che soffrono, l’apparenza inganna SEMPRE (non TALVOLTA, ma SEMPRE!). E purtroppo è anche pieno di indifferenza. Spero solo che tutti quelli che pensano al suicidio in questi momenti riescano a trovare qualche miserissimo appiglio per andare avanti, qualcuno, fosse anche il cane di casa o l’animale domestico, che regali loro un briciolo di speranza. Perché di questo, di SPERANZA, hanno bisogno queste persone…e non di critica.
Ciao
Simone
Sono Silvia,ho scritto qui tempo fà,una cosa molto breve e priva di dettagli personali. Più che altro era una sorta di domanda che faceva pressione dall’interno:”Cosa spinge a lasciare un proprio pensiero qui?” Di tanto in tanto ho continuato a leggere i pensieri delle persone. C’è chi espone il proprio pensiero timidamente,ed in modo terribilmente dolce riesce a raccontare un dolore intimo e profondissimo. Al contrario, c’è chi in maniera quasi prepotente si mette le vesti del giudice, giusto il tempo di comporre un periodo,e tenta di argomentare la validità o meno di decisioni che intimamente gli risultano incomprensibili.C’è poi chi, magari come me, ha barrato la casellina “avvisami quando arrivano nuovi commenti” e di tanto in tanto è passato a leggere i pensieri altrui e tra riflessioni, commenti e qualche battibecco non ha più scritto nulla.
Io torno a scrivere perchè c’è una cosa che mi ha colpito e volevo lasciare la mia opinione. Qualcuno ha tirato in ballo gli animali domestici, in particolare i cani, come una sorta di appiglio per andare avanti in caso di pensieri di suicidio. Non mi si fraintenda,io comprendo questo pensiero più di quanto non si possa pensare, mi spiacerebbe però qualcuno pensasse di risolvere i propri problemi di insoddisfazione nei confronti della vita prendendo un cane. Chi ha lavorato con i cani conosce bene le potenzialità di questi splendidi animali, anche nel campo della pet-therapy, ma sa anche quanto ciò sia impegnativo. Un cane è un essere vivente, ed è VIVO, ha energia fisica da spendere e bisogni mentali da soddisfare per essere equilibrato. Un cane equilibrato può essere davvero un’amico impareggiabile, ma non bisogna mai dimenticare che un cane non può sostituire i rapporti umani.
Un cane sul quale si riversano frustrazioni e stati d’animo negativi, come un cane costantemente ricoperto da troppo, troppo di tutto, dal cibo all’affetto (come ad esempio tutto l’affetto che accumuliamo dentro ma che non riusciamo a spendere verso i nostri simili) sarà un cane che con alte probabilità svilupperà disturbi comportamentali dovuti in buona sostanza a noi.
Se qualcuno mi chiedesse: un cane ti può salvare dal suicidio? Io direi si, può salvare dal gesto. Ma non può salvare dal pensiero sulla vita.E la differenza tra chi si è trovato almeno una volta nella vita a meditare il suicidio e chi invece non ha mai preso minimamente in considerazione la cosa sta tutta qui: pensiero sulla vita(diverso).
Silvia
Simone,grazie del commento,ovviamente cerchiamo di lenire sofferenze(per quanto sia possibile quì),di aprire uno spiraglio di luce,di allontanare idee terribili appunto il suicidio.Ti posso dire che nel ’96 quando tentai tre volte il suicidio avevo fissazioni religiose rivolte soprattutto alla dannazione…In effetti agitare lo spauracchio di punizioni divine tremende manda in tilt la poca ragionevolezza di momenti di immenso dolore e disperazione,specie se hai perduto il grande amore e capisci all’improvviso che è stata colpa tua.Si entra in un meandro pazzesco.Vili i suicidati…ma dove?Eroi di guerra,pugili,combattenti della vita,idealisti,Yukio Mishima,i kamikaze…oppure eroi nel piccolo di ogni giorno come me e te?Quell’imbecille ha per caso una macchinetta per valutare eroismo e viltà…Sì perchè uno che si permette di parlare di viltà e coraggio non può essere che un grosso imbecille…oppure un talebano,in questo caso biglietto di sola andata (si consiglia)per un accampamento talebano.Questa è forte,poi uno che dice “guardate me cosa ho passato io).Il fatto è che ci sono più fanatici esaltati qua che in tutta Teheran!!!!!
Oltretutto un povero disgraziato al culmine della sofferenza…”E’vero sono un povero vigliacco non merito altro che di morire…”ed ecco che gli stregoni come Marco raggiungono al contrario il loro intento…
X SUSI: tu hai altri fratelli? anche io ero molto molto legata con mio fratello… e lo so che sembra scontato dirlo,ma era veramente una persona buona e avanti x questa società… poi c’è stato un cambiamento improvviso…come un lato oscuro che lo stava invadendo… come se visto che il mondo fà schifo e non posso cambiarlo,allora mi adeguo ad esso… xò io ho fatto mesi ad odiarlo… mi ha lasciata qui sola… ha scatenato un putiferio in famiglia (i miei erano separati) e io sono nel mezzo di tutto… incosciamente,penso ancora che lui nn è morto,e che il corpo che hanno trovato era di qualcun’altro x far credere alla sua morte… è assurdo ma io ci spero ancora! che lui sia vivo….
Sono un lettore che ha attraversato un simile tragico momento e credo che la tua pertinente domanda sia dovuta solo ad ignoranza profonda (non conoscere) dei tragici momenti che preludono tale scelta.
Né uno né l’altro di quelli che tu citi, semplicemente il desiderio profondo di mettere fine ad una sofferenza diventata enorme, spaventosa, ingestibile, insopportabile; questa non è arrivata all’improvviso, ma viene da molto lontano ed è tremenda… le ragioni: moltissime e tutte importanti.
Per quanto riguarda la tua seconda domanda, è programmata nei minimi dettagli, non vi è spazio per alcuna improvvisazione… Ogni passo succedutosi, non fa che avvicinarti a tale traguardo. Ma c’è un pericolo, maggiore della morte stessa… se sbagli, pagherai conseguenze devastanti, senza alcun aiuto.
La gente, i medici, la società, non comprende, non è attrezzata per comprendere e iniziano a classificarti, oppure ad allontanarsi, creando il problema ancora maggiore, devastante. Parlano di depressione, di stress, a volte persino di malattia… in parte è vero, ma nessuno ti aiuta a rimuovere il vero problema che ti ha portato a vedere come unica soluzione tale determinazione. Capisci allora che sei solo, che non c’è nessuno che potrà aiutarti e questo, non fa che peggiorare di molto le cose.
Il suicidio, qualsiasi sia la ragione che ti porta a decidere di farlo, è sempre la stessa: trovare una via di fuga estrema per sconfiggere il terrore che ti opprime e ti demolisce.